Cronaca

Dal “Carnevale di Capua” al “Focarone di San Sabino” ad Atripalda, dal “Culto di Sant’Anna” a Bacoli alla “Processione dedicata a Santa Maria della Speranza” a Battipaglia: illustrato a Napoli il mosaico di espressioni, saperi e celebrazioni che racconta l’identità viva dei territori e delle comunità locali.

Presentato anche il catalogo IPIC (scaricabile gratuitamente in versione digitale), che raccoglie 170 identità rappresentative delle tradizioni e dei saperi della regione

 

IPIC Celebrazioni 250Napoli, 15 dicembre 2025 - Il patrimonio culturale immateriale della Campania si arricchisce di 46 nuovi elementi, confermando la vitalità, la profondità culturale e la capacità delle comunità locali di custodire e rinnovare le proprie tradizioni.

Questa mattina il Teatro Trianon Viviani di Napoli ha ospitato la presentazione ufficiale dei nuovi iscritti all’Inventario del Patrimonio Immateriale della Campania (IPIC) e della terza edizione del catalogo aggiornato (Fondi Coesione Italia 21/27 nell’ambito della DGR n. 616/2024). L’IPIC, istituito dalla Regione Campania, nasce per censire, tutelare e valorizzare il patrimonio culturale immateriale regionale, in coerenza con la Convenzione UNESCO del 17 ottobre 2003, ratificata dall’Italia con legge n. 167/2007.

Tra i nuovi iscritti figurano 13 elementi della provincia di Avellino (tra questi, il “Maio di Santo Stefano” a Baiano e i “Cicci e’ Santa Lucia” di Atripalda), 3 elementi della provincia di Benevento (tra cui “La processione del Venerdì Santo con flagellanti” a San Lorenzo Maggiore), 3 elementi della provincia di Caserta (“Carnevale di Capua”, “Festa dell’Assunta” a Santa Maria Capua Vetere, ecc.), 10 elementi della provincia di Napoli (che includono il “Carnevale acerrano” e “La mitilicoltura nel Lago Fusaro” a Bacoli) e 17 elementi della provincia di Salerno (“Palio della Stuzza” a Castellabate, “Saperi tradizionali e artigianato della ceramica vietrese”, ecc.).

Inoltre, attraverso i rispettivi addenda, sono stati aggiornati tre elementi già iscritti all’Inventario: “Il Carnevale serinese: la rappresentazione del Carnuale muorto e la Mascarata” di Serino (AV); “Rosamarina e rituali connessi – Alta Valle del Sabato” di Aiello del Sabato (AV); “Traslazione e Festa della Sacra Icona della SS. Madonna di Casaluce, Patrona della città” di Casaluce (CE) e Aversa (CE).

Gran parte dei nuovi elementi (34) rientrano nella sezione Celebrazioni, 6 in Cultura Agro-alimentare, 3 nella sezione Espressioni e 3 in quella dei Saperi. Con “patrimonio culturale immateriale” si intendono infatti le celebrazioni, le espressioni, i saperi, le ritualità e i momenti festivi collettivi – comprese le manifestazioni religiose e i contesti culturali ad essi associati – e la cultura agro-alimentare. Elementi che le comunità riconoscono come parte fondante della propria identità e che vengono trasmessi di generazione in generazione, rinnovandosi nel rapporto con l’ambiente, la natura e la storia.

Durante l’incontro è stata presentata anche la nuova edizione del catalogo IPIC: un volume di 444 pagine, redatto in italiano e inglese, che raccoglie e descrive i 170 elementi attualmente iscritti all’Inventario. Un’opera che si conferma strumento indispensabile per studiosi, operatori culturali, amministratori e cittadini interessati a conoscere e approfondire la ricchezza del patrimonio culturale immateriale campano. La versione digitale del catalogo è scaricabile gratuitamente sul sito www.scabec.it.

La giornata si è aperta con gli interventi introduttivi di Rosanna Romano, Direttore Generale per le politiche culturali e il turismo della Regione Campania, Vincenzo Santoro (ANCI) attraverso un video-messaggio, Valeria Trupiano, delegata dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale MiC, Francesco Morra, Presidente ANCI Campania, e Raffaele Compagnone, Vicepresidente UNPLI Campania.

A seguire, le presentazioni dei nuovi iscritti nelle diverse sezioni dell’Inventario: Espressioni, a cura di Enrica Amaturo dell’Università “Federico II”; Agro-alimentare, a cura di Marino Niola dell’Università “Suor Orsola Benincasa”; Saperi, a cura di Nadia Murolo, Dirigente Settore Promozione e valorizzazione dei beni culturali della Regione Campania; Celebrazioni, a cura di Maria D’Ambrosio dell’Università “Suor Orsola Benincasa”.

La mattinata si è conclusa con la testimonianza di Benedetto Casillo, direttore artistico della Festa di Piedigrotta 2025, e l’intervento musicale di Mario Maglione.

«Siamo molto orgogliosi del risultato raggiunto. Con l’ingresso di questi nuovi elementi arriviamo a 170 “valori” che rappresentano in modo autentico le comunità del territorio campano. – ha dichiarato Rosanna Romano, Direttore Generale per le politiche culturali e il turismo della Regione Campania –. Si tratta di tradizioni, culture e memorie che costituiscono l’identità dei nostri territori, in particolare delle aree interne, dove la vita delle comunità è profondamente legata alla trasmissione dei saperi, delle pratiche e delle narrazioni locali. La Regione Campania ha una grande responsabilità: sostenere e salvaguardare questo patrimonio, favorendo anche la destagionalizzazione e lo sviluppo del turismo delle radici, e allo stesso tempo aiutare le città più grandi a recuperare, attraverso la cultura e le tradizioni, quella dimensione di comunità che rischia di andare perduta.»

Per il giornalista e antropologo Marino Niola (Università “Suor Orsola Benincasa”) è stata «Una giornata fondamentale per i beni immateriali, che rappresentano probabilmente una delle principali ricchezze future di una regione straordinaria come la Campania. Accanto ai grandi beni materiali – cattedrali, musei, pinacoteche – esiste infatti un tessuto diffuso di patrimoni immateriali, dalle tradizioni agroalimentari agli altri saperi e pratiche culturali, che costituiscono una risorsa decisiva sia per la coesione sociale sia per lo sviluppo economico. In questo contesto, il recente riconoscimento da parte dell’UNESCO della cucina italiana come patrimonio dell’umanità apre una prospettiva importante per le cucine regionali, e quella campana, forse la più ricca e articolata, può diventare un vero motore di un’economia sostenibile e di qualità per l’intero territorio.»

L’evento ha rappresentato un momento di confronto e di crescita condivisa, ma soprattutto un invito a riconoscere il valore di un patrimonio vivo, che continua a trasformarsi, a generare comunità e a raccontare la Campania attraverso le sue tradizioni, i suoi riti e i suoi saperi.

 

ELENCO DEI NUOVI ISCRITTI IPIC

 

CELEBRAZIONI (34 elementi)

Avellino (8)

Festa del Maio in onore di Sant’Antonio Abate - Quadrelle (AV)

La Via Crucis Vivente di Cervinara - Cervinara (AV)

Cacciata degli angeli ribelli dal Paradiso - Tufo (AV)

Riti e tradizione del carnevale cervinarese - Cervinara (AV)

Maio di Santo Stefano - Baiano (AV)

Carnevale Rotondese - Rotondi (AV)

Focarone di San Sabino - Atripalda (AV)

Carnevale Petrurese a Forino - Forino (AV)

Benevento (2)

La processione del Venerdì Santo con flagellanti - San Lorenzo Maggiore (BN)

L’ Priatorij – Asta del Purgatorio - Cerreto Sannita (BN)

Caserta (3)

I collatori di San Giovanni - Teverola (CE)

Carnevale di Capua - Capua (CE)

Festa dell’Assunta - Santa Maria Capua Vetere (CE)

Napoli (9)

Carnevale pomiglianese - Pomigliano d’Arco (NA)

Carnevale acerrano - Acerra (NA)

Il Carnevale di Saviano - Saviano (NA)

Il corteo delle pacchiane e le voci del mercato nel presepe vivente di Caprile - Gragnano (NA)

Festa della Madonna della Neve - Torre Annunziata (NA)

Festa religiosa di Santa Maria libera nos a scandalis - Quarto (NA)

Festa di San Michele Arcangelo - Serrara Fontana (NA)

Il culto di Sant’Anna - Bacoli (NA)

Sacra rappresentazione della Resurrezione di Nostro Signore - Lacco Ameno (NA)

Salerno (12)

Tradizione delle cente votive in onore della S.S. Madonna del Granato - Capaccio Paestum (SA)

Il carro della Madonna delle Grazie e il rituale delle canestre - Baronissi (SA)

Palio della Stuzza - Castellabate (SA)

Solenni festeggiamenti in onore di San Pantaleone Medico e Martire - Vallo della Lucania (SA)

Il culto e la festa di Maria Santissima della Consolazione o del Castello – La Marònna ri Castiéddu - Sala Consilina (SA)

Processione del Crocifisso di San Bartolomeo - Campagna (SA)

Il culto micaelico a Padula - Padula (SA)

Il culto di Cosma e Damiano a Eboli: il rituale notturno e la processione delle cente - Eboli (SA)

Culto, festa patronale e Processione dedicata a Santa Maria della Speranza - Battipaglia (SA)

Festa in onore di San Michele Arcangelo: pifferi, tamburi e danza della bandiera - Olevano sul Tusciano (SA)

La festività del Santissimo Crocifisso e il rituale de “La Guglia” a San Pietro al Tanagro - San Pietro al Tanagro (SA)

La festa di San Bartolomeo Apostolo - Moio della Civitella (SA)

CULTURA AGRO-ALIMENTARE (6 elementi)

Avellino (2)

La coltura della nocciola di Marzano di Nola - Marzano di Nola (AV)

Cicci e’ Santa Lucia - Atripalda (AV)

Napoli (1)

La mitilicoltura nel Lago Fusaro – Bacoli (NA)

Salerno (3)

La cultura agro-pastorale della “Fiera della Frecagnola”, riti e socialità cilentana - Cannalonga (SA)

Castanea, la cultura castanicola del Cilento e degli Alburni nei borghi di Roccadaspide, Stio e Sicignano degli Alburni - Roccadaspide, Stio, Sicignano degli Alburni (SA)

Tosello degli antichi sapori “Gerardo Violante” - Pagani (SA)

ESPRESSIONI (3 elementi)

Avellino (2)

Li squacqualacchiun di Teora - Teora (AV)

La Zeza di Cesinali - Cesinali (AV)

Benevento (1)

Dramma sacro dei Santi Placido e Benedetto: ri diauli d' Campolattar - Campolattaro (BN)

SAPERI (3 elementi)

Avellino (1)

Il Tombolo - Montefusco (AV)

Salerno (2)

L’intreccio delle palme - Conca dei Marini (SA)

Saperi tradizionali e artigianato della ceramica vietrese - Vietri sul Mare (SA)

Biagio Mataluni è il nuovo Presidente del Gruppo UCID Campania

 

Foto Biagio Mataluni 250Mercoledì 10 dicembre 2025 presso l’Hotel Forum di Pompei si è tenuta, a seguito di regolare convocazione, l’Assemblea dei Soci del Gruppo Regionale UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) Campania per il rinnovo delle cariche sociali. Alla riunione sono state presenti cinque Sezioni territoriali (Benevento, Caserta, Napoli, Nola, Salerno) su sette regolarmente costituite. L’Assemblea dei soci, all’unanimità, ha eletto il nuovo organigramma del Gruppo Regionale UCID Campania che risulta essere costituito dal dott. Biagio MATALUNI, Presidente; dott. Amabile GUZZO, Vicepresidente vicario; dott. Angelo FORNARO, Vicepresidente e Tesoriere; dott. Francesco MANCA, Segretario regionale.

Sono stati eletti anche i componenti del Collegio dei Revisori del Gruppo Regionale UCID Campania nelle persone del dott. Valerio AZZI, Presidente; della dott.ssa Donatella CASELLI e del dott. Fabio PELLEGRINO e del Collegio dei Probiviri che risulta essere composto dall’avv. Pasquale D’ERRICO, Presidente; dal dott. Maurizio BALDI e dal rag. Domenico ROMANO.

L’Assemblea dei soci del Gruppo UCID Campania ha scelto ed eletto all’unanimità tutti i componenti degli organi sociali, affidando al neopresidente Biagio Mataluni e al Consiglio Direttivo il compito di guidare il sodalizio dell’UCID Campania secondo le finalità statutarie dell’UCID nazionale, promuovendo i principi della Dottrina sociale della Chiesa nel mondo dell’impresa per costruire un’economia più umana.        

"Si tratta di un momento molto importante per l’UCID Campania, ha commentato il Presidente Biagio Mataluni, l'insediamento del nuovo Consiglio Direttivo ispirato secondo i valori spirituali e morali nella gestione della vita associativa. Lavoreremo insieme in fraternità e in comunione di intenti per avviare una nuova fase con nuovo stimolo fatto di amicizia, condivisione e di entusiasmo. Ringrazio tutti i soci che hanno voluto, con forza e determinazione unanime, deliberare la scelta dei componenti il nuovo Consiglio Direttivo animato da spirito di collaborazione, dove le azioni e le iniziative verranno prese e condivise insieme con fraternità da tutti i membri dell'organo direttivo. Tutto ciò rappresenta sicuramente un'ottima opportunità per il nuovo Gruppo UCID Campania di continuare il percorso di crescita associativa e di rappresentatività secondo i valori della condivisione e della fraternità tra i soci. Il nostro impegno è quello di lavorare in comunione per una buona gestione del sodalizio per formare i soci ai valori cristiani, ispirare l'attività economica ai principi di solidarietà, sussidiarietà e centralità della persona umana, e favorire la collaborazione tra imprenditori, dirigenti e professionisti per costruire un'economia più umana, al servizio del bene comune, integrando i valori spirituali e morali nella gestione condivisa dell’attività associativa ".

 

IMG 20251212 WA0004 2 250La Notte dei Licei Artistici rappresenta, per il Liceo Artistico dell’I.S. “F. Degni” di Torre del Greco l’occasione per incontrare il territorio aprendo alIMG 20251212 WA0046 2 250 pubblico i suoi laboratori e condividendone le peculiarità. Laboratori di Architettura, di Incisione del Corallo e del Cammeo, di Oreficeria hanno accolto cosi il pubblico, che accorre sempre numeroso. Pubblio che non manca mai di visitare il Museo della scuola le cui guide appassionatissime sono gli stessi studenti. La consapevolezza che il Museo del Corallo e del Cammeo  racconti non solo la sua storia,  ma soprattutto, la storia di Torre del Greco  lungo un arco temporale che supera abbondantemente il secolo, rende gli alunni responsabili custodi di una tradizione da conservare e tramandare,  ma anche da arricchire, così come accade grazie alle progettualità nazionali e regionali che hanno permesso di formare le “guide museali”, restaurare pezzi che rischiavano l’oblio, e aprire il Museo al pubblico 1 volta a settimana, generalmente il sabato. Per la notte dei Licei Artistico,  ciascun indirizzo di studio del Degni ha affiancato il Liceo Artistico con attività loro peculiari: il Liceo delle Scienze Umane ha organizzato laboratori di Cromoterapia, la ‘Moda  ha prearato  una sfilata di abiti prodotti dalle stesse alunne,  il Liceo Artistico, oltre ad aprire i suoi laboratori, ha fatto sfilare i gioielli prodotti a scuola e il Tecnico del Turismo ha fattivamente contribuito all’organizzazione dell’evento, offrendo in più piccoli mini itinerari  turistici sulle bellezze del nostro territorio. L’occasione, vista anche la grande affluenza di pubblico, ha rappresentato una sorta di open day, per presentare dal vivo l’offerta formativa della scuola, permettendo ai potenziali futuri iscritti di cimentarsi e sperimentare dal vivo le diverse attività tipiche dei 4 indirizzi di studio e i laboratori. La manifestazione si è aperta con le parole del vicesindaco Polese, che, a nome del Sindaco e di tutta l’Amministrazione Comunale, ha inaugurato la serata, non mancando di sottolineare l’unicità del museo scolastico e l’impegno che l’intera Comunità del Degni profonde nel trasferire alle future generazioni questa importante memoria. La Dirigente scolastica, dott.ssa Benedetta Rostan, dopo aver ringraziato il Vicesindaco, l’Amministrazione comunale, gli ospiti e la comunità docente, ha consegnato “il testimone” agli studenti della scuola, veri protagonisti dell’evento.

 

Foto Incampo 2In un’Italia che cambia, dove le aule scolastiche ospitano alunni provenienti da decine di Paesi e culture diverse, il tema dell’integrazione torna ciclicamente al centro del dibattito pubblico. La domanda è tanto semplice quanto divisiva: possiamo davvero favorire l’integrazione togliendo i Crocifissi dalle scuole e festeggiando il Ramadan?

La questione, che affiora periodicamente nei consigli d’istituto e nelle discussioni parlamentari, tocca corde profonde: il rapporto tra religione e Stato, l’identità culturale italiana, la libertà di espressione e il diritto alla diversità.

Il Crocifisso è da secoli un elemento familiare nelle scuole italiane. Ma la sua presenza non è solo una questione religiosa: rappresenta un’eredità storica che intreccia fede, arte, diritto e cultura.

Nel corso dei secoli, il Crocifisso ha incarnato valori universali come il sacrificio, la dignità della persona, la compassione e il perdono. Anche per chi non si riconosce nella fede cristiana, è difficile negare che questo simbolo abbia segnato in modo profondo la civiltà europea: dai codici morali alle leggi, dalla letteratura alla pittura, fino alla nascita delle istituzioni di solidarietà.

Per molti, quindi, togliere il Crocifisso dalle aule significherebbe rimuovere un pezzo della memoria collettiva italiana. “Non è solo un simbolo religioso, ma un frammento della nostra storia – spiega lo storico Franco Cardini –. È come se togliessimo il Colosseo perché rappresenta un’altra epoca. Non serve eliminare per includere: serve comprendere”.

Dall’altra parte, chi sostiene la rimozione del Crocifisso non lo fa necessariamente per disprezzo o ostilità verso la tradizione cristiana. L’argomento è di tipo civico: in una scuola pubblica, dove convivono bambini di molte religioni o di nessuna, lo Stato dovrebbe garantire neutralità.

Per questi gruppi, la presenza di un simbolo religioso fisso, in un luogo che appartiene a tutti, può essere percepita come una forma di asimmetria culturale. “Il Crocifisso può essere rispettato come simbolo storico, ma lo spazio pubblico non deve rappresentare una sola fede”, sostengono le associazioni laiciste.

Alcune scuole hanno così scelto di proporre soluzioni inclusive, ad esempio appendendo accanto al Crocifisso altri simboli religiosi o culturali, oppure organizzando momenti di conoscenza delle diverse tradizioni spirituali.

Parallelamente, negli ultimi anni, diverse scuole italiane hanno iniziato a riconoscere e celebrare momenti legati al Ramadan, la festa islamica del digiuno. L’intento dichiarato è pedagogico: far conoscere ai bambini la cultura dei compagni musulmani, promuovendo il rispetto reciproco.

Tuttavia, anche questa apertura non è esente da critiche. Alcuni genitori e insegnanti temono che, nel tentativo di non “offendere” nessuno, si finisca per privilegiare simboli o riti non propri della tradizione italiana, generando confusione tra educazione interculturale e sostituzione culturale.

“Non dobbiamo trasformare le scuole in un terreno di confronto tra religioni”, osserva un preside romano. “Piuttosto, dovremmo insegnare ai ragazzi il valore del pluralismo, partendo dalla consapevolezza della nostra storia. Non si costruisce il dialogo dimenticando chi siamo”

Il vero problema, forse, non è il Crocifisso in sé, ma il modo in cui lo interpretiamo.

Per molti credenti e non credenti, quel simbolo non rappresenta una divisione, ma un invito all’incontro. Il Cristo in croce, spogliato dei suoi significati strettamente religiosi, è anche un’immagine universale di sofferenza, empatia e speranza, valori che parlano a ogni uomo e donna, al di là delle appartenenze.

Anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, nel 2011, riconobbe che il Crocifisso nelle scuole italiane non viola la libertà religiosa, in quanto può essere considerato un simbolo “passivo”, espressione dell’identità e della tradizione culturale del Paese, non un atto di imposizione di fede.

In questo senso, mantenere il Crocifisso nelle aule non significa negare l’inclusione, ma dichiarare la propria storia come punto di partenza per il dialogo. Solo chi conosce e rispetta la propria identità è davvero in grado di aprirsi a quella degli altri.

L’integrazione non si costruisce togliendo o aggiungendo simboli, ma educando alla comprensione reciproca.

Una scuola che spiega il significato del Crocifisso e del Ramadan, del Natale e del Capodanno cinese, del Diwali e della Pasqua, non rinuncia alla propria identità: la arricchisce.

Il rischio, altrimenti, è quello di ridurre l’inclusione a una forma di neutralità vuota, dove per non “offendere” nessuno finiamo per non trasmettere più nulla. La convivenza, invece, nasce dal riconoscimento e dal rispetto delle differenze, non dalla loro cancellazione.

In fondo, la scuola è il primo luogo dove i cittadini del futuro imparano a convivere. E forse il Crocifisso, quel piccolo oggetto di legno o metallo appeso sopra la lavagna, non è un ostacolo all’integrazione, ma un promemoria silenzioso di ciò che ci unisce: il rispetto, la compassione, la dignità della persona.

Se davvero vogliamo costruire un Paese capace di accogliere senza dimenticare, di dialogare senza rinunciare a sé stesso, allora non dobbiamo chiederci se togliere il Crocifisso o festeggiare il Ramadan.

La domanda più urgente è un’altra: sappiamo ancora spiegare ai nostri figli il valore di entrambi?

Nicola Incampo

40 ANNI DEL CONCERTO DI NATALE NELLA BASILICA DI SAN FRANCESCO

Noemi «un'emozione straordinaria essere circondata da questa bellezza»

 

Concerto Assisi 250ASSISI (PG) - Si è tenuto oggi, 13 dicembre, il 40° Concerto di Natale nella Basilica di San Francesco. La partecipazione di Noemi lo ha reso un’edizione speciale, per tutti, che ha unito brani del repertorio contemporaneo alla musica della tradizione natalizia. Il concerto sarà trasmesso il 25 dicembre alle 12.30 su Rai1 e in Eurovisione dopo il messaggio di Natale e la benedizione Urbi et Orbi del Santo Padre Leone XIV.

«Il Concerto di Natale nella Basilica di San Francesco - ha dichiarato fra Marco Moroni, OFMConv, Custode del Sacro Convento - rappresenta un modo speciale per porgere i nostri auguri natalizi. L’augurio è, come sempre, quello di una vita buona, bella e piena di pace, per ciascuno di noi e per il mondo intero, soprattutto in un contesto che continua a presentare grandi difficoltà. Ci auguriamo che questo piccolo gesto, questo modo unico di celebrare e condividere il Natale, possa portare frutti positivi, regalando un momento di serenità e bellezza a chiunque lo accolga».

«È stata un'emozione straordinaria - ha dichiarato Noemi subito dopo il concerto. Per me, che sono profondamente credente, cantare in questa Basilica è stato qualcosa di meraviglioso. Essere circondata da una bellezza così grande, una bellezza che non è fine a sé stessa ma che racconta uno stile di vita, un messaggio profondo, rende tutto ancora più intenso e significativo. Si percepisce ogni cosa in modo più forte. Grazie di cuore, sono davvero felice di aver preso parte a questa esperienza così speciale».

A questo link il commento di Noemi subito dopo il Concerto: https://youtu.be/JrxuZOSeONk 

Oltre alla cantante, sono stati protagonisti di questa edizione Lucie Horsch al flauto dolce e il controtenore Carlo Vistoli, accompagnati dal coro di voci bianche “I Piccoli Musici”, guidati dal maestro Mario Mora, e i tenori e bassi del “Coro Maghini” guidati dal maestro Claudio Chiavazza.

L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai è stata diretta dal Maestro William Eddins.

Il Concerto di Natale nella Basilica di San Francesco in Assisi è un evento realizzato in collaborazione con Rai Cultura, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Regione Umbria e con il sostegno di Intesa Sanpaolo. L’addobbo floreale è offerto dalla Città di Viareggio.

L’evento al cinema The Space in piazza della Repubblica a Roma

 

5 250Continua l’ascesa a successi meritati per Walter Wurzburger, titolare di Caffè Kremoso, che con grande professionalità, impegno lavorativo, volontà di un sempre migliorarsi per offrire agli appassionati del buon caffè un prodotto sempre più valido ed accattivante in gusto ed aroma, ha appena ricevuto il premio TRE MACININI assegnato dal team del Gambero Rosso al suo “Élite Gran Riserva - Linea Espresso”. A Roma, presso il cinema THE SPACE in Piazza della Repubblica, si è tenuta la presentazione della nuova guida “Caffè e Torrefazioni d’Italia 2026” edita da Gambero Rosso e da quest’anno capitanata dal team della testata editoriale, con la profonda collaborazione di Mauro Illiano e Andrej Godina. In tale occasione diverse torrefazioni d’Italia hanno ricevuto importanti riconoscimenti. Gambero Rosso affonda da sempre le sue radici nel settore enogastronomico e da quest’anno anche in quello del caffè. È soprattutto a quest’ultimo che è stato dedicato l’intero evento. I parametri di valutazione sono i macinini: •1 macinino ci indica un caffè di buona qualità, •2 macinini un caffè ottimo, •3 macinini è il punteggio massimo ed equivale all’eccellenza. Caffè Kremoso riceve i TRE MACININI per la miscela “ÉLITE GRAN RISERVA - Linea Espresso”. Una miscela composta dal 90% di caffè arabica, provenienti da Brasile, Guatemala, Costa Rica, Columbia, San Salvador, India, Honduras e Uganda. Il suo profilo sensoriale presenta tostatura medio/scura, aroma persistente, gusto dolce e deciso, in tazza cremoso e morbido, insomma un’apoteosi del gusto. Il 2026 segna un anno prospero per Caffè Kremoso, da un tale riconoscimento proseguirà con l’inaugurazione del nuovo reparto produttivo, Kremoso Roastery, la nuova e tecnologica torrefazione sviluppata su una superficie di 6000mq. che aprirà le sue porte a breve, a Pozzuoli in provincia di Napoli. La dimostrazione concreta che passione, determinazione e professionalità hanno ancora importanti capitoli da scrivere, in una storia fatta di caffè, curve di tostatura, lealtà e perseveranza, per realizzare il sogno che Walter Wurzburger, titolare di Caffè Kremoso, immaginava da bambino con papà Vittorio. Infatti è proprio a papà Vittorio che Walter ha dedicato una sala degustazione nel suo bar al centro della splendida Galleria Umberto I di Napoli, di fronte al Real Teatro di San Carlo, tra piazza Municipio, Piazza Trieste e Trento e via Toledo. Ormai resta sempre più attirante e gratificante poter sorbire una buona tazza di espresso napoletano, cosa che può avvenire anche nella libreria Mondadori, sempre in Galleria, dove Walter ha realizzato i due suoi punti di degustazione Kremoso, oltre i tanti altri bar e caffè in città, provincia ed in tutta Italia che servono “L’Espresso di Napoli” divenuto uno dei più famosi, apprezzati e richiesto in campo, non solo locale, ma addirittura nazionale.

G.D.G.

Venerdì 12 dicembre ore 18, Santuario Madonna dell’Arco, i riconoscimenti alle eccellenze campane.

 

Locandina Generale PTdC XII Edizione 250Dieci i protagonisti della XII edizione del Premio Terre di Campania, che si svolgerà venerdì 12 dicembre alle 18, nell’Aula Capitolare del Santuario della Madonna dell’Arco. In un anno in cui si è parlato e ancora si parla di Pace, senza purtroppo vederla realizzata, l’Associazione Terre di Campania APS, fondatrice del Premio, dedica quest’ultimo a chi, col suo impegno quotidiano, diventa testimone concreto di Pace nella quotidianità.

Diversi i settori in cui operano i premiati. L’impegno sociale è rappresentato dalla Custodia di Terra Santa, una fraternità internazionale dell’Ordine dei Frati Minori che custodisce i luoghi della redenzione, tanto martoriati da conflitti lunghissimi, attraverso un dialogo continuo con i popoli e valide azioni di sostegno. La Cultura, primo ed indispensabile strumento di Pace, è rappresentata dal Consorzio Neapolis, antesignano, negli anni 80/90, della valorizzazione e promozione dei giacimenti culturali di Pompei e dell’Area Vesuviana, dalla scrittrice Patrizia Rinaldi, dal maestro Antonio La Cava, che ha ricevuto il Premio IL SUD CHE VINCE per la sua infaticabile opera di diffusione della lettura. Particolare attenzione abbiamo voluto dedicare alla Cultura teatrale e dello spettacolo, nell’anno in cui si è celebrato il centenario di Eduardo Scarpetta, testimone eccellente dell’arte del sorriso. Gianfranco Gallo, Antonella Morea, Luca Rossi sono gli artisti premiati, mentre Giuseppina Scognamiglio, docente di letteratura teatrale, rappresenta l’importanza della trasmissione culturale. La ricerca oncologica, fondamentale per una società più equa, sottolinea la sua importanza con la giovane oncologa e ricercatrice Martina Pagliuca, mentre la legalità, testimoniata, vissuta e raccontata, è protagonista attraverso Vincenzo Sbrizzi, giornalista, e Paolo Siani, testimone di legalità attraverso la Fondazione Siani.

La Commissione, composta da Carlo Avvisati, giornalista e scrittore, Aldo Bova, Presidente nazionale Forum Associazioni sociosanitarie, Antonio De Simone, archeologo, Carla Di Somma, ricercatrice universitaria, Antonio Falcone, Presidente nazionale AMCI Nola Padre Gianpaolo Pagano, Priore Santuario Madonna dell'Arco e Paese Mio Bello, Musicisti che coltivano e trasmettono voci e suoni della tradizione napoletana e non solo, ha inteso ancora una volta sottolineare come la Campania sia una fucina di valori nei quali riconoscersi.

La serata ospiterà il racconto delle storie d’impegno per la Cultura della Pace che onorano Napoli, la Campania e il Sud. A conclusione, un momento conviviale con brindisi augurale.

Anche per l’edizione 2025, Giuseppe Ottaiano, socio fondatore di Terre di Campania e direttore artistico del Premio, ha voluto personalmente preparare il riconoscimento attribuito agli ospiti con un dono simbolico, capace di racchiudere in sé l’anima del progetto e il senso del viaggio che la cultura continua a compiere. L’artista Cristina Cianci ha contribuito alla realizzazione.

Nell’opera, che sarà svelata durante la cerimonia di premiazione, convivono i simboli del viaggio e della speranza, della luce e della conoscenza, del radicamento e del futuro: un dialogo visivo che invita a muoversi, a incontrarsi, a costruire ponti di pace attraverso la cultura.

Il Premio Terre di Campania è patrocinato da Città Metropolitana di Napoli, Comune di Sant’Anastasia, Università degli Studi di Napoli Federico II. È condiviso con il Laboratorio Culturale Campania Bellezza del Creato e con il Santuario Madonna dell’Arco, nella persona del Priore Padre Gianpaolo Pagano, col Museo multimediale delle Acque Campane (MUMAC), con la Rete WAMU-NET UNESCO, con il Liceo Musicale Bruno Munari di Acerra.

Si ringraziano inoltre, per il Patrocinio e il sostegno concreto: Cantine Salvatore Molettieri, EN flower, Giulia Elite Café, Kyla Caffè, Sapori e Passioni.

Locandina convegno PFTIM venerdì 12 12 2025 250Venerdì 12 dicembre 2025 alle ore 10:00 alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale Sezione San Tommaso d’Aquino in Via Colli Aminei, 2 Napoli si tiene il seminario di studi “Economia, impresa, giustizia sociale. L’attualità del pensiero di Giuseppe Toniolo.

L’incontro vede la partecipazione in qualità di relatore di Mons. Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Foligno, uno dei maggiori esperti del pensiero del Beato Giuseppe Toniolo (Treviso, 7 marzo 1845 – Pisa, 7 ottobre 1918). Uomo di studio e di insegnamento, Toniolo è economista di rilievo, partecipa all’attività scientifica e allo stesso tempo mette a disposizione tutta la sua competenza per la divulgazione, il coinvolgimento popolare, impegnandosi nell’associazionismo ecclesiale. Il pensiero di Toniolo è incentrato sulla Dottrina sociale della Chiesa, che applica i principi cristiani all'economia e alla società per promuovere la giustizia e l'emancipazione dei lavoratori. La sua visione sottolinea l'unione tra etica ed economia, considerando l'uomo il fine e non lo strumento della produzione. È considerato un pioniere di concetti come la sussidiarietà e fu un promotore di iniziative sociali come le cooperative, le società di mutuo soccorso e le casse rurali, contribuendo anche alla nascita dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Il seminario è introdotto dal Prof. Antonio Ascione PFTIM Sezione San Tommaso d’Aquino; seguono i saluti del Prof. Francesco Asti, Preside della PFTIM, del Prof. Antonio Foderaro, Decano della PFTIM Sezione San Tommaso d’Aquino, di Mons. Nicola Longobardo, Presidente dell’Associazione “Accademia Studi Giuseppe Toniolo APS”. Le conclusioni sono affidate al Prof. Francesco Del Pizzo, PFTIM Sezione San Tommaso d’Aquino.

Foto Nicola Incampo 250Nelle sale di dialisi, dove ogni giorno centinaia di persone combattono silenziosamente per la propria salute, la notizia delle presunte tangenti legate al settore sanitario è caduta come un fulmine a ciel sereno. Per chi vive la dialisi tre volte a settimana, legato a una macchina che gli purifica il sangue, scoprire che dietro a questo mondo di sofferenza ci possa essere profitto illecito ha generato sdegno e delusione profonda.
«È disgustoso pensare che qualcuno possa arricchirsi sulle nostre vite», commenta un paziente mentre attende il suo turno al centro dialisi di Roma.

«Noi ci affidiamo ogni volta ai medici e agli operatori con totale fiducia. Sapere che qualcuno, nei piani alti, usa quel sistema per guadagnare soldi in modo disonesto fa male. È come se si sporcasse la fatica di tutti.»
Secondo quanto emerso dalle indagini, alcuni appalti per la fornitura di materiale medico e apparecchiature sarebbero stati pilotati tramite un intreccio di mazzette, favoritismi e contratti gonfiati. Un sistema che, se confermato, avrebbe inciso non solo sulle casse pubbliche ma anche sulla qualità dei servizi offerti ai malati di insufficienza renale. Le prime stime parlano di milioni di euro di tangenti e di strutture che, pur di risparmiare, hanno ridotto il personale o tagliato sulla manutenzione delle macchine per la dialisi.
Mi dice Cecilia, moglie di un dializzato: «Non si tratta solo di soldi pubblici. Qui è in gioco la dignità delle persone che ogni giorno lottano per sopravvivere. La dialisi non è un lusso, è una necessità vitale. Chiediamo trasparenza, giustizia e rispetto per i pazienti».

Molti familiari dei dializzati si sentono traditi. Peppino fratello di un paziente, racconta: «Mio fratello torna a casa distrutto dopo ogni trattamento. Pensare che qualcuno possa speculare su quell’esperienza di dolore è inaccettabile. La sanità dovrebbe essere fondamento di fiducia, non di sospetto.»
Le indagini hanno sollevato un problema strutturale più ampio: il modo in cui vengono gestiti gli appalti nel sistema sanitario italiano. La dialisi, infatti, è uno dei trattamenti più costosi e continuativi a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Secondo un rapporto recente, un paziente in dialisi costa allo Stato in media oltre 40.000 euro l’anno. Questo spiega perché il settore sia spesso terreno fertile per il malaffare e l’interesse economico.
Molti esperti del settore sanitario sottolineano che non si tratta di casi isolati, ma dell’ennesimo sintomo di un sistema che necessita di controlli più rigorosi e di una cultura dell’etica pubblica più solida.

Nei reparti, intanto, il clima è teso ma anche unito. Molti pazienti, pur indignati, scelgono di non perdere la speranza. «Noi continuiamo a curarci perché non possiamo fare altrimenti», dice un altro malato. «Ma vogliamo che qualcuno ascolti la nostra voce. Non siamo numeri sulle carte degli appalti, siamo persone.»
La magistratura continua a indagare, con perquisizioni e audizioni in diverse regioni. Gli inquirenti promettono tempi rapidi e massima trasparenza, mentre il Ministero della Salute ha annunciato un tavolo tecnico per rivedere le procedure di gara e introdurre nuovi meccanismi di controllo.
Al di là dei tribunali, però, resta una ferita morale difficile da rimarginare. Uno scandalo che tocca il cuore stesso della sanità, dove il confine tra cura e profitto non dovrebbe mai esistere. Come ricorda un paziente: «La dialisi è vita. Farla diventare un affare è un insulto per tutti noi.»

Nicola Incampo

Responsabile della Conferenza Episcopale

di Basilicata per l’IRC e per la pastorale scolastica

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