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RILEGGIAMO I CLASSICI – Il Desiderio

CICLO DI INCONTRI DI FONDAZIONE GUIDA ALLA CULTURA ETS e VIVOANAPOLI APS su QUATTRO GRANDI AUTORI CLASSICI

Venerdì 10 novembre 2023 ore 17:00

Sala Riunioni Fondazione Premio Napoli

Palazzo Reale- Piazza del Plebiscito

 

logo fondazione Guida alla Cultura 250La Fondazione Guida alla Cultura – Ente del Terzo Settore presieduta da Diego Guida in collaborazione con L’Associazione Vivoanapoli - Associazione di Promozione Sociale presieduta da Emilia Leonetti promuove il ciclo di incontri: Rileggiamo i classici. Giunta alla sua seconda edizione, dopo il tema de “L’indifferenza”, la rassegna culturale ha come titolo e fulcro di dibattito “Il Desiderio”.

Quattro incontri con quattro grandi autori della letteratura: Giacomo Leopardi, Dino Buzzati, Sibilla Aleramo ed Elsa Morante.

In questo secondo ciclo d’incontri che hanno visto una grande partecipazione nella precedete edizione, abbiamo pensato di voler coinvolgere diverse fasce di età e rivolgere le nostre giornate di riflessioni sul “desiderio” ai giovani e ai meno giovani, perché il desiderio di vivere bene non ha età” - dice Diego Guida – e con piacere ascolteremo le voci dei presenti al dibattito conclusivo delle singole giornate”

Il tema del “Desiderio” nasce dalla considerazione che la vita di ognuno di noi è mossa da un desiderio: desiderio di amore, di bellezza, di riconoscimento, di affermazione.” – spiega Emilia Leonetti- “e l’obiettivo dell’iniziativa sarà quello di analizzare il desiderio in tutte le sue declinazioni sollecitando spunti di riflessione su come l’essere umano nella sua individualità e nel suo essere parte integrante di una comunità si

rinnova nella dimensione perpetua del desiderare tra sentimenti di speranza e angoscia”

 

Dopo il successo del primo incontro dello scorso 20 ottobre dal titolo “Gli inquieti de’ desideri” dedicato a Giacomo Leopardi con Fabiana Cacciapuoti e Emilia Leonetti Diego Guida e le letture di Massimiliano Foà.

Il secondo appuntamento del ciclo di incontri Rileggiamo i classici si terrà il 10 novembre con l’evento intitolato “Le dinamiche del desiderio” di Dino Buzzati. Con letture del testo Un Amore.

L’evento sarà coordinato da Emilia Leonetti, Presidente Vivoanapoli APS e da Fabiana Cacciapuoti, Leopardista e bibliotecaria. Interverranno Roberto Lauro dell’Università di Macerata e Federica Tortora, Docente. Le letture saranno affidate all’attore Massimiliano Foà.

I prossimi appuntamenti

Terzo incontro

Venerdì 1° dicembre ore 17:00 “Una Donna” di Sibilla Aleramo          

Relatrice Novella Bellucci

Quarto incontro

Venerdì 26 gennaio 2024 ore 17:00“Il mondo salvato dai ragazzini, La Storia”

di Elsa Morante.

Relatrice Chiara Fenoglio

Galleria dell’Accademia di Firenze

Lunedì 16 ottobre 2023, ore 17.30

presentazione del volume

 

MICHELANGELO

L’effigie in bronzo di Daniele da Volterra

Atti della giornata di studi

edito da Mandragora

interverranno

Cecilie Hollberg, Direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze

Francesco Caglioti, Ordinario di Storia dell’arte medievale, Scuola Normale Superiore di Pisa

 

Michelangelo 250La Galleria dell’Accademia di Firenze, lunedì 16 ottobre, alle 17.30, presenta il volume Michelangelo: l’effigie in bronzo di Daniele da Volterra, edito da Mandragora. Interverranno Cecilie Hollberg, direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze, curatrice della pubblicazione, e Francesco Caglioti, Ordinario di Storia dell’arte medievale, Scuola Normale Superiore di Pisa.

Il libro, secondo volume pubblicato in occasione della mostra Michelangelo: l’effigie in bronzo di Daniele da Volterra (15 febbraio -19 giugno 2022), riunisce i risultati dell’omonima giornata di studi, tenutasi il 21 febbraio 2022 nella Galleria dell’Accademia di Firenze, alla quale hanno partecipato e contribuito studiosi, noti a livello internazionale, con professionalità e competenze molto diverse fra loro, come sottolinea nella prefazione il direttore Hollberg: “specializzazioni che spaziano dalla figura e l’opera di Daniele da Volterra, ai bronzi rinascimentali, all’Archeologia, il Restauro, la Storia della metallurgia antica e ancora la Fisica, la Geologia, la Paleontologia animale, nonché la Morfometria geometrica, le Scienze delle costruzioni, le Scienze ingegneristiche e matematiche, l’Artigianato, l’Architettura digitale, l’Archivistica e la Paleografia.”

La mostra, unica e inconsueta, ha riunito per la prima volta in un’unica sede, i nove busti in bronzo di Michelangelo, apparentemente tutti uguali, attribuiti a Daniele da Volterra, provenienti da musei italiani e internazionali. È stata un’occasione irripetibile che ha permesso un raffronto diretto delle teste per rivederne i dati, i documenti e la relativa bibliografia, e risolvere - grazie anche a sofisticate analisi approfondite con metodologie e strumenti innovativi mai applicati in precedenza sui beni culturali - un dilemma durato centinaia di anni, che ha visto discussioni tra generazioni di storici dell'arte sul primato delle singole opere. La mostra e la giornata di studi hanno portato a risultati sorprendenti.

Si trattava di identificare, tra i nove bronzi esposti, le tre teste commissionate subito dopo la morte di Michelangelo a Daniele da Volterra, due delle quali erano state richieste da Lionardo Buonarroti e una da Diomede Leoni, e ipotizzare genealogie e derivazione delle altre.

Tutti e 9 gli esemplari presenti sono stati sottoposti ad una intensa campagna di analisi non invasive, sono state condotte indagini scientifiche come le analisi geologiche delle terre di fusione o quelle nucleari per determinare la natura e la composizione delle leghe di metallo, oltre ad un’accurata campagna fotografica. Ogni testa è stata digitalizzata e stampata in 3D in resina in scala 1:1; è stata digitalmente "mappata" nei punti chiave e nelle corrispondenze, sovrapposta e confrontata in un lavoro di ricerca unico nel suo genere, che ha unito per la prima volta l’esperienza digitale al rigore accademico nell’individuazione delle opere originali, nominate nell’inventario della casa abitata da Daniele da Volterra, e della “genealogia” delle varianti da loro derivate. Anche un decimo busto, conservato nel Musée Bonnat-Helleu a Bayonne, che non ha potuto essere esposto in questo contesto, è stato analizzato in loco come gli altri.

Dai vari confronti, come scrive il direttore Hollberg nel suo testo, si conferma che “i busti fiorentini siano quelli originali del primo getto”, le uniche tre teste rimaste in Toscana, dove vissero i loro committenti, ovvero quello al Museo Nazionale del Bargello, quello conservato nella Galleria dell’Accademia di Firenze e infine quello che si trova a Casa Buonarroti, da cui si presume derivino i busti nei musei stranieri. Teoria che Mario Micheli - professore di storia e tecnica del restauro presso l’Università Roma Tre - avvalla mediante l’analisi degli indicatori dei procedimenti metallurgici riscontrabili nei ritratti. Micheli ipotizza l’esistenza di un prototipo realizzato in bronzo con la tecnica della cera persa diretta (Bargello) dal quale derivano gli altri due esemplari realizzati da Daniele da Volterra (il busto della Galleria dell’Accademia e la testa di Casa Buonarroti), risultato proposto anche da Cecilie Hollberg attraverso l’osservazione diretta delle opere e la lettura complessiva dei risultati delle diverse indagini effettuate. Lo studioso Dimitrios Zikos, inoltre, è riuscito a dimostrare in modo ineccepibile che il busto eseguito per Diomede Leoni, ritenuto fino ad oggi l’esemplare della Galleria dell’Accademia di Firenze, è invece quello del Museo Nazionale del Bargello.

L’indagine radiografica, eseguita dal Laboratorio di Diagnostica Thierry Radelet, eseguita di notte nella Galleria dell’Accademia di Firenze, ha permesso di definire in modo certo le somiglianze e le differenze tra i ritratti per quanto riguarda la fase centrale del processo di realizzazione.

Grazie all’alto valore scientifico dell'iniziativa, in linea con l'importanza che il MIC-Ministero della Cultura dà alla ricerca, è stato possibile realizzare questa importante pubblicazione dove sono confluite le ricerche eseguite e i risultati delle indagini diagnostiche, fornendo uno strumento indispensabile per gli studi in questo campo. Un progetto realizzato con la sponsorizzazione di Intesa Sanpaolo - con i musei Gallerie d’Italia, e Intesa Sanpaolo Innovation Center.

La letteratura poliziesca all’ombra del Vesuvio compie 172 anni

De Giovanni tour page 0001 250Il Festival del Giallo Città di Napoli festeggia il compleanno dei delitti di carta con la quinta tappa dei Tour del Giallo interamente dedicata a Maurizio de Giovanni. Sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre 2023

Sarà lo scrittore vomerese, tra gli autori di crime più amati e seguiti d’Italia, a chiudere le belle passeggiate volute dall’Assessorato al Turismo del Comune di Napoli nell’ambito della manifestazione Vedi Napoli d’estate e poi torni, e costruite intorno alle origini e allo sviluppo di un genere letterario intramontabile.

I Tour del Giallo Città di Napoli, ideati e diretti da Ciro Sabatino, si avviano verso la quinta e ultima tappa, e lo fanno al Vomero con Maurizio de Giovanni. A caccia dei luoghi dei suoi personaggi, ma anche alla ricerca delle motivazioni che hanno portato il creatore del commissario Ricciardi, dei Bastardi di Pizzofalcone, di Sara Morozzi e Mina Settembre, ad intraprendere il suo viaggio nella narrativa di genere.

Cinque tappe, cinque grandi autori e cinque grandi inizi. Mastriani (1851), Serao (1907), Di Giacomo (1893), Veraldi (1976). Poi la chiusura con de Giovanni che presentò alla città il commissario che parla coi morti nel 2006 e che ad oggi, di quel personaggio, ha scritto 13 storie avvincenti e lette in mezza Europa.

Primo appuntamento sabato 30 settembre 2023 alle 10,30 in punto.

Si partirà da una location misteriosa (raggiungibile solo scoprendo un indizio che verrà inviato a tutti gli iscritti privatamente), poi si passeggerà insieme in una Napoli misteriosa e magica, incontrando una serie di persone che racconteranno il percorso letterario dello scrittore vomerese. Amici, giornalisti, scrittori, attori che hanno lavorato con lui sveleranno piccoli aneddoti poco noti al grande pubblico. Mentre il giorno dopo, domenica 1 ottobre, sempre alle 10,30 e sempre in una location misteriosa, sarà lo stesso autore ad accompagnare i suoi lettori in un pezzo della sua vita e dei suoi ricordi.

L’appuntamento finale anche per festeggiare insieme il successo dell’iniziativa voluta dall’assessora Teresa Armato. Oltre seicento iscritti per dieci passeggiate che si sono sviluppate durante tutto il mese di settembre tra il centro storico, Chiaia e il Vomero. Il Festival del Giallo ha accompagnato gli appassionati del genere tra salita Tarsia e salita Pontecorvo dove Francesco Mastriani scrisse Il mio cadavere, ha visitato con loro gli antichi magazzini Miccio, nel punto esatto dove si consumò il Delitto di via Chiatamone scritto da Matilde Serao, ha cercato tra piazzetta Ascensione e la Villa Comunale le tracce dei sei racconti inseriti nella raccolta Pipa e boccale nella quale Salvatore Di Giacomo svelò la sua passione per le atmosfere gotiche alla Edgar Allan Poe, quindi è sceso lungo le scale del Petraio per rivedere tutti i luoghi dove fu immaginato Il vomerese, l’indimenticabile spy story di Attilio Veraldi.

Il pubblico ha seguito con passione questo viaggio nel cuore della letteratura popolare, scoprendo che Napoli può, senza alcun dubbio, vantare la paternità del Giallo in Italia.

Finiti i Tour (con una coda sabato 7 ottobre per recuperare l’appuntamento saltato per pioggia e dedicato proprio a Veraldi) il Festival farà nascere a Napoli un vero e proprio Club del Giallo dove incontrarsi e condividere le proprie passioni.

Info

Previsti anche per la Quinta Tappa due appuntamenti della durata di due ore (uno il sabato mattina e uno la domenica mattina) ad ingresso libero, ma solo su prenotazione e fino ad esaurimento posti.

Le prenotazioni vanno effettuate telefonando alla libreria Iocisto (081.5780421) co-organizzatrice dell’evento.

Le indagini del capitano Mariani MALA FEDE di Giovanni Taranto. Dal 29 settembre in libreria

Locandina Mala fede 250NOVITÀ IN LIBRERIA DAL 29 SETTEMBRE Un giallo che esplora gli abissi del satanismo a Napoli e nel Vesuviano, e il rapporto distorto tra mafie e religione Le indagini del capitano Mariani MALA FEDE di Giovanni Taranto Per fare un bel libro ci vuole una buona storia, e quella di Mala fede lo è, profonda, misteriosa e intrigante, di respiro internazionale. Ci vuole lo stile giusto, e questo, così teso, veloce, ricco e sorprendente, lo è di sicuro. Ma anzitutto ci vuole un grande personaggio che ce la racconti. Ecco, il capitano Mariani non è il solito detective da romanzo giallo, è un vero e proprio “uomo che cerca”: inquieto, appassionato e tenace. Ironico e acuto. Soprattutto umano. Il punto di vista giusto per far luce nella complessa metà oscura di una realtà contraddittoria, grottesca e feroce come la Napoli, il Vesuviano, l’Italia e il mondo, tanto degli anni Novanta, in cui è ambientato il romanzo, quanto di oggi. E il bello è che non è da solo. Qui ce ne sono tanti come lui, un bellissimo gruppo di personaggi, non solo tra gli investigatori, a cui affezionarsi. Da attendere e seguire ancora, con impazienza, nella prossima storia. Carlo Lucarelli IL LIBRO Nella terra in cui le viscere del vulcano celano fiumi di magma, un altro fuoco arde, sotterraneo. È quello violento e malvagio della vendetta, covata a lungo da un gruppo di misteriosi individui decisi a colpire al cuore uno dei centri più sacri della fede vesuviana. Un piano diabolico, studiato nei minimi dettagli, per sottrarre un oggetto-simbolo caro a milioni di fedeli, oltraggiarlo e distruggerlo in nome di una perversa devozione all’oscurità più profonda. Eventi apparentemente inspiegabili e segnali inquietanti si intrecciano gettando sull’intera vicenda l’ombra del soprannaturale, fino al compimento del crimine nel modo più clamoroso e inspiegabile. Ad agire sono stati uomini o qualcosa arrivato dagli abissi del male? Sarà la razionalità del capitano Mariani a dover arginare il panico e trovare il bandolo di una matassa che mescola misteriose sette e criminalità comune, agenti del Vaticano e incursioni della camorra. Con la Pm Clara Di Fiore, gli uomini del Nucleo Operativo e l’amico nerista Gianluigi Alfano, il detective dell’Arma dovrà fare luce su un duplice anomalo rapimento, fatti di sangue e il furto d’arte del secolo, spingendosi fin quasi a un incidente internazionale. Un giallo che esplora la presenza del satanismo a Napoli e nel Vesuviano, e allo stesso tempo punta un faro sul rapporto distorto delle mafie con la religione. Un romanzo che propone anche un’attenta narrazione di eventi reali che hanno segnato il profondo percorso di fede e nuova conversione di Bartolo Longo, una delle figure più carismatiche del cattolicesimo vesuviano, il cui passato oscuro è ignoto ai più. GIOVANNI TARANTO è giornalista specializzato in cronaca nera, giudiziaria, investigativa. Sue alcune delle più importanti inchieste sulla camorra del Napoletano. Dal 2019 al 2021 ha presieduto l’Osservatorio permanente per la legalità oplontino. È stato tra i fondatori di Metropolis Network, dal 1995 al 2013 una delle realtà di punta del giornalismo in Campania. Come direttore di Metropolis TV, realizzando programmi con magistratura e associazioni antiracket, ha contribuito a svelare molti retroscena del crimine organizzato e della mafia del Vesuvio. È condirettore di «Social News», house organ di Auxilia onlus, e vicepresidente della Commissione legalità dell’Ordine dei giornalisti della Campania. Tiene seminari in diversi atenei e in Master di alta formazione in Criminologia clinica. Cintura nera 7° Dan di Taekwondo e 4° Dan di Hapkido, è Grand Master Unitam/Song Moo Kwan. Insegna arti marziali nella scuola pubblica, per l’autodifesa femminile e per il recupero dei minori a rischio. È un operativo del Gruppo di Fatto della sezione di Pompei dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Ha esordito con La fiamma spezzata (Avagliano, 2021). Il romanzo successivo, Requiem sull’ottava nota (Avagliano, 2022), è stato vincitore del Premio Mysstery 2023 al Festival del giallo di Napoli.

  “CARICAT”O A “SPALLETT”ONI…  Libro di Giuseppe Avolio “Peppart” - Edizione Guida Editori

                  

Locandina libro di Peppe Avolio 250La storia e i protagonisti degli ultimi sette anni della squadra campione d’Italia attraverso lo sguardo innamorato e ironico del vignettista azzurro. Dall’addio del “traditore” Gonzalo Higuain passato alla sponda bianconera, visto come il secondo Altafini, agli ultimi due anni del mister Maurizio Sarri, det-to il “Che” o il “maestro” per il suo modo di interpretare il calcio palleggiando “in faccia” all’avversa-rio, i cui 91 punti non sono serviti per uno scudetto scippato con una mossa di karate non sanzionata in un famoso Inter vs Juve e perso poi in albergo a Firenze. Dall’anno e mezzo del “Professore” Carlo Ancelotti, che non è venuto a Napoli a pettinare le bambole ma che, nonostante il secondo posto in classifica, non riesce ad incidere su grandi trionfi mantenendo tanti punti di distanza dai bianconeri, al secondo anno di Carletto che, pur con uno squadrone rinforzato da Manolas e un girone Champions alla grande, si chiuderà con l’ammutinamento del gruppo e il suo esonero. Dall’arrivo dell’“urlatore” Rino Gattuso, che vincerà una coppa Italia in tempi di Covid con il monumentale Mertens da piazza Plebiscito, al secondo anno con il mancato piazzamento in zona Champions che porterà all’addio del “Ringhio” per il “Guru” Spalletti.

Giuseppe Avolio, napoletano, conosciuto al pubblico come Peppe Avolio Peppart, è pubblicista, vignettista e illustratore. Tifoso del Napoli, collabora con diversi giornali, siti, programmi sportivi, nonché con istituti scolatici, presso i quali svolge laboratori di vignettistica, e con il Premio Massimo Troisi, patrocinato dal Comune di San Giorgio a Cremano. Per la stessa cittadina ha decorato con le sue vignette diciannove panchine dedicate ai film di Massimo Troisi e al trio comico La Smorfia. Sue vignette vengono pubblicate in diversi libri ed esposte in svariate mostre. Nel 2011 pubblica il suo primo libro di vignette sul Napoli, Non sarò mai più l’ultimo della classe, che gli è valso il riconoscimento alla Letteratura comica nell’ambito dell’edizione 2011 del Premio Massimo Troisi. Nel 2016 pubblica, per Guida, il suo secondo libro Un Ciuccio da Champions.

Chi ha rapito San Gennaro? Un giallo napoletano a fumetti

di Marco Sarno, Giuseppe Ciarallo, Gianni Allegra, Lido Contemori, Marco De Angelis, Giuliano, Leo Magliacano, Cecco Mariniello, Marilena Nardi e Manlio Truscia.
 Guida Editori. Luglio 2023

 

01 Copertina Chi ha rapito San Gennaro 250Un libro di qualità per gli appassionati di fumetto e illustrazione, prezioso anche per i collezionisti per la bellezza della stampa e l’originalissima formula di lavoro collettivo. 

Chi ha rapito San Gennaro? Un giallo napoletano a fumetti è un album di grande formato realizzato coralmente a venti mani per Guida Editori, storica casa editrice napoletana. Lavoratissimo, ricco di fumetti, illustrazioni e vignette, nasce da un’idea-soggetto di Marco Sarno, giornalista che ha lavorato per tanti anni nella redazione  napoletana de La Repubblica e ultimamente in quella del Venerdì. Si avvale della brillante sceneggiatura dello scrittore Giuseppe Ciarallo, poi tradotta in disegni da una squadra di noti fumettisti, illustratori e vignettisti di lungo corso come Gianni Allegra, Lido Contemori, Marco De Angelis, Giuliano, Leo Magliacano, Cecco Mariniello (anche autore della copertina), Marilena Nardi e Manlio Truscia. Tanti stili, personalissimi, ma legati fortemente dalla storia narrata, densa di ironia, paradossi e sorprese.        

Un avvincente giallo a fumetti che si snoda tra le luci e le ombre di Napoli, in perenne equilibrio tra peccato e redenzione. La storia si svolge tra i vicoli di una città sgomenta per la notizia, giunta come un fulmine a ciel sereno, della misteriosa sparizione di San Gennaro. Gli equilibri, sociali, politici, economici, religiosi, e anche criminali, sembrano vacillare sotto il peso di questa improvvisa assenza. La questura brancola nel buio, le forze politiche cittadine anche in questo frangente badano più alle schermaglie tra fazioni di opposto schieramento e anche tra la criminalità organizzata, grazie anche alla situazione di caos che si è venuta a creare, c’è chi ne approfitta per regolare qualche conto in sospeso. La Chiesa, smarrita, invita i fedeli a pregare. Solo la gente del popolo sembra davvero interessata alla sorte del “suo” santo, di quello che per Napoli è un vero e proprio simbolo, un punto di riferimento al quale soprattutto gli “ultimi” affidano le proprie invocazioni e le proprie speranze. Con un finale a sorpresa degno dei migliori gialli, il mistero viene risolto, anzi si risolve da sé.

Sul canale dei Nuvolisti (così si sono ribattezzati gli autori) il video con una scelta dei disegni: https://www.youtube.com/watch?v=U36Q1cF3ahg

Dal 4 luglio in libreria (20€) e on line

https://www.guidaeditori.it/prodotto/24636/

https://www.ibs.it/chi-ha-rapito-san-gennaro-libro-marco-sarno/e/9791255630203

https://www.mondadoristore.it/Chi-ha-rapito-san-Gennaro-Marco-Sarno/eai979125563020/

https://www.libroco.it/dl/Sarno-Marco/Guida-Editori/9791255630203/Chi-ha-rapito-san-Gennaro/cw279633973539194.html

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AL LIDO ELDORADO SI È CONCLUSA LA SETTIMANA DELLO SCRITTORE RICORDANDO MICHELE PRISCO

BILANCIO POSITIVO PER LA SECONDA EDIZIONE

 

Foto Settimana Prisco 1 250Torre Annunziata - Bilancio più che positivo per la seconda edizione de La settimana dello scrittore, ricordando Michele Prisco, la kermesse culturale e sociale promossa dalla libreria Libertà di Torre Annunziata, grazie all’impegno dei titolari Rosaria Vitulano e Fabio Cannavale, sostenuta dal Centro Studi Michele Prisco, con il patrocinio morale del Comune di Torre Annunziata.

Il gran finale, dopo una settimana di eventi, si è svolto in riva al mare, presso il lido Eldorado, con il dibattito Impegno civile: Nisida, il recupero minorile oltre Mare Fuori. Francesco Paolo Oreste, direttore artistico della manifestazione che rivisita un format inventato da Michele Prisco nel 1947, ha dialogato con Angelo Petrella, sceneggiatore di Mare Fuori, Luigi Salvati, direttore didattico di Nisida e Maria de Luzenberger Milnernsheim, procuratore della Repubblica Tribunale per i minorenni di Napoli.

All’analisi di contesto di Maria de Luzenberger Milnernsheim, che ha evidenziato come i nostri territori siano appesantiti da una cultura malavitosa che aggrava problemi presenti in tutto il Paese, si è intrecciata la voce appassionata di Luigi Salvati, direttore didattico di Nisida.

“C’è la necessità di fornire ai ragazzi e alle ragazze un'educazione emotiva in una società consumistica, che suscita finti bisogni, che evita la noia e che non educa i suoi figli ad intercettare i vuoti interiori ma li spinge a riempirli, illudendoli di poter ottenere tutto. L’unico vero bisogno dell’essere umano è l’amore, è il contatto, la condivisione, la poesia, ma nessuno educa nessuno in questo senso, neanche gli insegnanti. Occorre fare rete, creare sinergie tra la scuola, il Terzo settore e il territorio tutto” ha detto Salvati.

Petrella, scrittore e sceneggiatore della fortunata seria tivù Mare Fuori ha posto l’accento sui linguaggi, sulle finte emergenze che ci vengono propinate, sulla mancanza di consapevolezza che dilaga nelle nostre comunità, spesso soggiogate dall’ignoranza, abituate a pensare allo Stato come altro da sé e riconoscendo nelle organizzazioni criminali risposte certe e immediate.  

Durante la serata si sono presentate agli ospiti associazioni e cooperative sociali che operano in prima linea nella comunità vesuviana: Biesse, Cives Inter Pares, La Fenice Vulcanica, Catena Rosa e la cooperativa sociale Proodos.

In chiusura Francesco Paolo Oreste ha precisato ancora una volta che dietro La settimana dello scrittore, ricordando Michele Prisco c’è l’obiettivo di ricreare momenti di comunità, di scambio reale tra il territorio e gli ospiti, spaziando tra generi e temi. Annella e Caterina Prisco, figlie del romanziere oplontino e socie fondatrici del Centro Studi Prisco, hanno assicurato alla libreria massimo sostegno per il prosieguo di questa esperienza, in crescita e maturazione. 

“Comunicare l’invisibile”

Il libro che racconta il cammino della Chiesa tra mass media e social network

Un approfondimento su papa Francesco e sul suo modo di comunicare

La presentazione martedì 4 luglio a Pozzuoli con il vescovo Pascarella

locandina comunicare invisibile 01 250Fake news, diritto all’informazione, media education, social network: problemi e opportunità. La rivoluzione digitale obbliga a familiarizzare con la comunicazione. Sono tra gli argomenti trattati da “Comunicare l’invisibile. Il cammino della Chiesa Cattolica tra mass media e social network. Dal Concilio Vaticano II a papa Francesco” il libro del giornalista e insegnante Ciro Biondi. La pubblicazione è edita da New Media Press con le prefazioni da Ottavio Lucarelli presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e di Mimmo Falco vice presidente.

“La Chiesa Cattolica - si legge nell’introduzione - è l’unica grande organizzazione mondiale ad aver proposto negli ultimi decisivi sessant’anni una riflessione globale, precisa e puntuale sul fenomeno della comunicazione”. Attraverso l'analisi dei documenti l'autore propone riflessioni sulle esigenze di comunicare in un mondo complesso, sui doveri degli operatori dell’informazione e dei diritti dei cittadini.

La prima presentazione si terrà martedì 4 luglio - ore 17,30 - nell’Auditorium del Centro San Marco della Caritas Diocesana di Pozzuoli in via Sacchini 33, a Pozzuoli (Na). Interverranno con l’autore: monsignor Gennaro Pascarella (Amministratore Apostolico delle diocesi di Pozzuoli e Ischia), il diacono Alberto Iannone (direttore della Caritas Diocesana), Filippo Monaco (vice sindaco di Pozzuoli), Ottavio Lucarelli (presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania), Mimmo Falco (vice presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania), Rosaria Morra (direttivo UCSI Campania), Claudio Ciotola (presidente Associazione della Stampa Campana - Giornalisti Flegrei), Antonio Izzo (Azione Cattolica Diocesana), Rosario Scavetta (editore New Media Press). Modera l’incontro: Nello Mazzone (giornalista)

“È un libro per tutti - spiega Ciro Biondi - Il testo è destinato a chiunque voglia conoscere l’idea della Chiesa in questo campo e a chi, pur non riconoscendosi in essa, ne vuole comprendere l’impegno per un mondo migliore. Ho provato a sottolineare alcuni passaggi che mettono in evidenza le necessità del nostro tempo: educare ai media dovrebbe essere un’esigenza per tutti coloro che hanno a cuore le sorti della nostra società. Da questo punto di vista la Chiesa ha dato un enorme contributo. L’approfondimento su papa Francesco aiuta ad avvicinarsi al modo di comunicare del Pontefice e a comprendere la sua visione del mondo”. Le foto di copertina sono del fotoreporter Enzo Buono.

L’autore. Ciro Biondi è nato a Napoli nel 1975. È giornalista e insegnante. Ha scritto per quotidiani e riviste. Dal 1999 si occupa di comunicazione per la Diocesi di Pozzuoli ed è responsabile dell’Ufficio Comunicazione della Caritas Diocesana. È il fondatore della testata giornalistica quicampiflegrei.it. È iscritto all’Unione Cattolica Stampa Italiana, all’Associazione Giornalisti Flegrei ed è presidente dell’associazione Dialogos, tra i gestori di “Casa Mehari” bene confiscato alla camorra a Quarto, Napoli. Laureato in Lettere con una tesi in Storia Medievale. È docente di Accoglienza Truistica e promozione del territorio nelle scuole pubbliche secondarie di secondo grado. Ha insegnato a Ischia, Napoli, Pozzuoli, Roma. Ha ricevuto diversi riconoscimenti per la sua attività sociale, culturale e professionale. Nel 2014 stato insignito dal Capo dello Stato dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica.

È possibile acquistare il volume nelle librerie della Campania e sulle più importanti piattaforme online.

La scrittura femminile protagonista, a Portici, nell’ultimo appuntamento della rassegna “Lib(e)ri al parco”, curata da Ileana Bonadies all’interno di Villa Fernandes

 

copertina Gheno 250Nel giardino di Villa Fernandes (Via Diaz 144 – Portici) si conclude la rassegna letteraria “Lib(e)ri al parco” (VI° edizione), a cura di Ileana Bonadies dell’associazione BLab, in collaborazione con la libreria Mondadori Point di Portici e NapoliCittàLibro – Salone del Libro e dell’Editoria e con il patrocinio della Città Metropolitana di Napoli.

Ultimo appuntamento della rassegna è giovedì 29 giugno ore 18:00 con il libro "Parole d'altro genere" (Rizzoli) di Vera Gheno. Un dizionario invisibile che attraversa epoche, continenti e generi (non solo letterari), ci guida in un viaggio nella cosiddetta scrittura femminile. Con una selezione originale e unica di testi, che parte da Saffo e passa per Zelda Fitzgerald, Margaret Mitchell e molte altre. Per scoprire come le donne hanno contribuito a trasformare il modo in cui pensiamo, e si sono guadagnate sul campo il loro posto tra i classici.

A dialogarne con l’autrice le giornaliste Ileana Bonadies e Amalia De Simone.

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