Successo, tanti applausi e buon consenso per Natalia Toscano che ha presentato il 21 luglio alla Libreria Tasso in Piazza Angelina Lauro a Sorrento, con l’accorta moderazione del dottor Carlo Alfaro, il suo primo romanzo, “Il promontorio dei limoni neri”, un giallo dall’intreccio perfetto e i colpi di scena intriganti. Un romanzo corale e appassionante, in cui i personaggi si svelano a poco a poco nel loro spessore psicologico, lottando per la verità, l’amore, la giustizia. Natalia Toscano, sorrentina, laureata in Lettere, finalista Premio Terni "San Valentino", ha ottenuto un master in scrittura creativa a Roma con il maestro Domenico Starnone. Donna di vasta cultura e ampie letture, gestisce un blog molto visitato NTBLOG di arte e cultura. "Il promontorio dei limoni neri" è il suo romanzo d'esordio, ma è già pronto “Il secondo caso di Martha Gray”.
Pendrive
Isola del Cinema - Spazio Luce (P.zza San Bartolomeo Romano, Isola Tiberina – Roma)
Domenica 12 luglio 2015, ore 19.30 presentazione del volume
Si dubita sempre delle cose più belle Parole d’amore e di letteratura
a cura di Sarah Zappulla Muscarà e Enzo Zappulla (Bompiani)
Presenta Alma Daddario
Intervengono Paolo Di Paoloe i curatori
Letture di Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Il monumentale carteggio inedito (734 lettere, 84 foto, 2144 pagine, 973 nomi) fra Federico De Roberto e la gentildonna Ernesta Valle Ribera, ribattezzata Renata (perché “rinata” all’amore) o Nuccia (diminutivo di “femminuccia”), copre un lungo arco di tempo in un intricato, pertinace intreccio di temi intimi e letterari. Un’ardente storia d’amore che ci rivela aspetti ignorati dell’austero e schivo autore de "I Vicerè" e insieme della vita mondana, sociale, culturale dei due poli fra cui si snoda, Milano e Catania, dalla fine dell’Ottocento ai primi del Novecento. Meta prediletta di De Roberto, al pari dei sodali Verga e Capuana, sospinti da un senso d’irrequietezza, da un’aspirazione a più vasti orizzonti, Milano rappresenta, e il carteggio ne è ampia testimonianza, la capitale dei poteri mediatici, finanziari, culturali, la città più progredita, operosa, ricca di vivacità artistica e di brulicanti iniziative, con le sue prestigiose case editrici (i Fratelli Treves, Galli), le grandi testate giornalistiche (il “Corriere della Sera”, la rivista “La Lettura”), i rinomati teatri (la Scala, il Manzoni, il Filodrammatici, il Lirico, l’Eden), gli eleganti ritrovi (il Biffi, il Cova, il Savini, il Caffè dell’Accademia), gli elitari salotti (di donna Vittoria Cima, di Virginia Borromeo, della stessa Ernesta Valle Ribera). È lì che gli sono consentite assidue frequentazioni con i maggiori esponenti dell’intellighentia dell’epoca, giornalisti, scrittori, editori. Amante appassionato, impetuoso, temerario, travolgente, De Roberto, per il tramite della mediazione di un focoso, insistito, spregiudicato rammemorare, mira a rinnovare ebrezze amorose, consolidare vincoli carnali, quasi a viepiù tener legata la sua “femminuccia”. Talora melodrammatico, enfatico fino al parossismo, alla sfacciataggine, all’impudicizia, alla violenza.
Sarah Zappulla Muscarà, ordinario di Letteratura Italiana nell’Università di Catania, si occupa di narrativa, teatro e cinema fra Otto e Novecento, di edizioni di testi e carteggi inediti. Ha curato per Bompiani: Tutto il teatro in dialetto di Luigi Pirandello; Un bellissimo novembre, Giovannino, Roma amara e dolce e Gli ospiti di quel castello di Ercole Patti; Silvinia e L’infinito lunare di Giuseppe Bonaviri; Un posto tranquillo di Enzo Marangolo; Il giudizio della sera di Sebastiano Addamo; con Enzo Zappulla Tutto il teatro e Timor sacro di Stefano Pirandello.
Enzo Zappulla, Presidente dell’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano, autore di numerosi volumi, fra cui, con Sarah Zappulla Muscarà, Martoglio cineasta, “La figlia di Iorio” di Gabriele d’Annunzio tra lingua e dialetti, I Pirandello. La famiglia e l’epoca per immagini.
Un sabato sera sorrentino all’insegna della cultura, il 27 giugno, per la presentazione organizzata alla Libreria Indipendente dal patron Mimmo Bencivenga con la partecipazione di Carlo Alfaro come moderatore, Riccardo Piroddi come relatore e Pasquale Carrino, Nino Casola e Marilena Altieri come attori, per il lancio in Campania del libro “Mysterious” di Irma Saracino. Un libro che sta avvincendo i lettori, per la cifra stilistica, che dimostra il grande mestiere di scrittrice della Saracino, e i contenuti coinvolgenti, come spiega bene l’autrice nella prefazione, quando dice: “percorriamo spesso sentieri sconosciuti, addentrandoci in foreste di incubi o pulsioni incontrollabili che rimettono in discussione la nostra razionalità, il nostro autocontrollo. C’è sempre un lato oscuro che sfugge ad ogni comprensione e talvolta incombe su di noi come ombra in una luce che sa di effimero, come la conoscenza. Allora ci aggiriamo smarriti in situazioni che ci sovrastano e cerchiamo una spiegazione o un perché, ma non c’è mai un perché per la vita, la morte, la gioia, come il dolore. Non può esserci, perché non può essere universalizzato, ma s’infrange nella nostra soggettività, nella nostra realtà quotidiana, nella nostra identità storico culturale. Pensiamo di cogliere, di percepire la verità, ma non c’è mai una verità assoluta. E ogni nostra certezza precipita nell’abisso più buio, quello del mistero, di tutto ciò che sovrasta il nostro “limite”....E la vita, come la morte, forse, sono solo un’illusione”.
Percezioni
Piccoli
desideri attendono
Sospiri
fragilmente instancabili
Attorno
Oltre,
il mio guardo
distendo
Piccola,
lontana da me
Ermetica
Umidamente
distoglie la bocca
Arroccata sovente
la mente
Guglielmina Agnoli
Come ci aspettano gli alberi
Sembra ti chiamano
con le loro chiome
danzando
... dicendoti un sì, un no
un forse ...
Insieme andiamo incontro al nuovo giorno
Scegliendo il ritmo della nostra danza
Guglielmina Agnoli
Il cielo che urla

Lui ameno e infinito mantello agghindato di stelle, e fra queste di sole cocente.
Il solo che sempre ci osserva, insieme alla luna calante o quella crescente Pianeta la terra oramai assai irriverente.
Le nubi, soavi disegni moventi, vuoi tu forse uomo distruggere con fuochi e lampi dementi?!
Bellezza mai più tu rivedrai .... ...o uomo impazzito nel tempo.
Guglielmina Agnoli
Ladispoli celebra la Giornata mondiale della poesia: un omaggio in versi del professor Elio Parascandolo al Sindaco Grando
Ladispoli si conferma crocevia di cultura e sensibilità artistica in occasione della Giornata mondiale della poesia del 21 marzo. Presso la sede comunale, si è svolto un incontro dal forte valore simbolico che ha visto protagonista il professor Elio Parascandolo, docente dell’Istituto “Di Vittorio”, ricevuto dal Sindaco Alessandro Grando.
Nel corso dell’incontro, il docente ha voluto rendere omaggio alla città con un componimento poetico inedito, consegnato direttamente al primo cittadino. Un gesto carico di significato, in cui la parola poetica diventa strumento di narrazione e valorizzazione del territorio, capace di restituire l’essenza più autentica di Ladispoli.
Alla cerimonia ha preso parte anche l’Assessore alla Cultura, Margherita Frappa, che ha sottolineato come iniziative di questo tipo rappresentino un’importante occasione di dialogo tra istituzioni e produzione artistica.
Il Sindaco Alessandro Grando ha espresso un sentito apprezzamento per il gesto del professor Parascandolo, evidenziando il valore di un contributo che rafforza il legame tra scuola, cultura e amministrazione pubblica.
Tra la ferrovia e il mare
Un sussulto dell’anima
al calar del giorno
regala scorci che superano
i confini dello spazio e del tempo,
in attesa del domani.
A volte basta un tramonto
disteso verso il mare
per dare forma alla felicità.
Città di sabbia scura e di spade,
che abbraccia dalla torre alla palude,
accogliente verso nuovi volti,
capace di restare nella memoria.
Città di mercato, di fiori e carciofi,
di barche e serenate sul mare,
che gioca con il suo accento
e incanta la costa laziale.
È tra le strade che si scopre la vita,
negli sguardi di chi ritrova quiete dopo il lavoro.
Un’eco di libertà si fonde con il reale,
mentre una luce, come faro,
proietta nel mondo il ricordo
del grande cinema italiano.
Un aereo attraversa il cielo,
sfiorando l’aria di due innamorati
in cerca di rose senza spine.
E la sera, con il suo orizzonte timido,
intreccia una luna che prepara al domani.
Io, che non so più quanto sia lontana casa,
ti porto addosso come una seconda pelle:
ti distendi generosa tra mare e stazione,
a curare, come puoi,
ciò che resta del nostro amore.
— Elio Parascandolo
Non solo guerra
Or su guardate pur con alterigia
La fiera che avanti a voi si pone
Trafitta inerme
la terra su quel logo si scompone
Fregiatovi di tanto or
deponè la spada
Non si ode un battito di cor
ma sol di ala
Non piansero mai
occhi ove io raccolsi l’unica lagrima
Lagrima a rigare le gote mie
Guglielmina Agnoli
Guglielmina Agnoli, docente del metodo Montessori
Di origine partenopea ha portato nella capitale dove è nata e vive tutta l’energia del Vesuvio.
Spinta dalla forza dei lapilli cresce energica e creativa.
Già da adolescente e come autodidatta dipinge su tela, presenta una pittura figurativo - concettuale arrivando con la maturità ad abbracciare le varie forme di pittura. Raggiunge riconoscimenti e vari premi in molte città italiane.
Passo dopo passo è il caso di dire, idea e realizza Armonia Visuale il simbolismo nella danza per sordi e audiolesi.
Gli allievi possono danzare su brani di musica classica ascoltati solo con la vista.
Armonia Visuale il simbolismo nella danza metodo pregno di studio e impegno che viene presentato per la prima volta all' IS. S R .2° in Europa.
Ma non si ferma.
Scrive stati di animo, riflessioni poetiche in romanesco e in napoletano. Temi contro la violenza sulle donne e le varie discriminazione del nostro tempo.
Scrive e disegna favole e fiabe che manda all’ Ospedale Bambino Gesù di Roma “Le storie di Teo".
Passione, entusiasmo e capacità sono gli ingredienti di Guglielmina Agnoli, artista generosa attenta alle dinamiche della nostra società.
In ogni espressione artistica di Guglielmina si trovano sempre leggerezza e profondità ironia e riflessione tristezza ed allegria e tutto ciò che il fruitore sente.
Giorno
L' albeggiare del giorno che viene,
va incontrando il chiarore d' aurora
La rugiada posata sul pero tratteggia il profilo del ramo
Una brezza sfiora leggera, ogni filo di erba sul prato
Nella terra il lombrico comincia pian piano una nuova salita
Un morbido becco spertugia pian piano il suo uovo
Poi nel cielo e nell' aria si ascolta un concerto che canta alla vita
Il ruscello continua il suo corso,
incosciente cammino
la sua acqua lo sazia di già
Poi l’abbraccio del mare infinito...
... infinitamente lo cullerà
Trasformata è ogni cosa che resta
Nei suoi moti continui
Coi suoi ritmi
Nei suoi giri di giostra
nelle pause e nel via
La terra è il Fiato è inno alla Vita
Guglielmina Agnoli
14 febbraio
Sono aria,
col suo vento, che disegna fra i capelli ghirigori evanescenti
Sono fuoco, che riscalda mente e corpo a poco a poco
Sono acqua,
che discende sui tuoi occhi,
senza mai appannar la tua dolce meraviglia
Sono terra!
Dove fissare l’impronta del nostro abbraccio d' amore
Guglielmina Agnoli
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