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LAPILLI Foto lcopertina libroVenerdì 1 aprile 2016 alle 19.00 Gabriella Greison interpreta il Monologo quantistico tratto dal suo ultimo libro “Dove nasce la nuova fisica” (Hoepli, 2016). L’appuntamento è a Spazio5 a Roma, in via Crescenzio 99/d (a pochi passi dalla fermata Metro Ottaviano). L’autrice intrattiene il pubblico con il suo “monologo quantistico”, perché la fisica può essere molto di più che un viaggio tra formule matematiche.

Il libro. Gabriella Greison ha soggiornato a lungo a Bruxelles per fare ricerca e traduzioni di testi originali e ha raccolto i miracolosi ritrovi dei fisici del XX secolo da cui è nata la fisica di oggi. Simpaticamente nominati da Albert Einstein “witches’ Sabbath” (incontri delle streghe), i Congressi Solvay sono nati nel 1901 e sono il luogo dove i dibattiti, le prese di posizione, gli intuiti, le scintille geniali dei partecipanti hanno dato vita alla nascita e allo sviluppo della fisica moderna, in particolare di quella quantistica e nucleare. Questo libro racconta lo spirito che li animava, introducendo il lettore ai contenuti di base e alle discussioni che hanno una rilevanza fondamentale nella fisica e nella società di oggi. Da Planck a Lorentz, passando per Einstein, Poincaré e Schrödinger, fisici che con le loro teste hanno cambiato la nostra visione del mondo e talvolta anche il nostro mondo reale.

Gabriella Greison è fisica, giornalista e scrittrice. Si è laureata in fisica nucleare a Milano, ha lavorato all’Ecole Polytechnique di Parigi e nei laboratori del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. Ha creato trasmissioni di divulgazioni scientifica come 42: la scienza in cerca di domande. Scrive reportage per Il Fatto Quotidiano e lavora per Rai Italia. Il suo sito è www.greisonanatomy.it.

LAPILLI ginzburg locandina 250Mercoledì 16 marzo ore 17,00 Carlo Ginzburg  in conversazione di Stefano De Matteis presenta alla Biblioteca Nazionale di Napoli, “Paura reverenza terrore” Adelphi edizioni. Il libro, che ha  inaugurato "Imago", la nuova collana dell'Adelphi, ed ottenuto un vero successo di vendite, ci invita a riflettere sulle immagini come strumento più efficace del potere in un momento in cui siamo sommersi da comunicazioni visive  di ogni genere dai computer, dalla tv , dalle  pagine dei giornali, immagini che ci seducono, ci ordinano (compra!), ci spaventano, ci abbagliano.

Si tratta, come indica il sottotitolo di  “cinque saggi di iconografia politica” , che ci guidano in un percorso attraverso alcuni esempi, notissimi e meno noti di  immagini di varie epoche, che esprimono gesti di terrore per scorgere i segni del potere politico: Guernica, il manifesto di Lord Kitchener con il dito puntato verso chi guarda, il Murat di David, il frontespizio del Leviatano di Hobbes, una coppa d’argento dorato con scene della conquista del Nuovo Mondo. Immagini politiche? Sì, perché ogni immagine è, in un certo senso, politica: uno strumento di potere. Siamo soggiogati da menzogne di cui noi stessi siamo gli autori, ha scritto Tacito – e sono parole indimenticabili. È possibile infrangere questo rapporto?

Carlo Ginzburg, storico di fama internazionale, è figlio del letterato antifascista Leone e della scrittrice Natalia, nei suoi studi  si è occupato prevalentemente di storia della mentalità e della cultura popolare tra il 16º e il 17º sec., con particolare attenzione ai problemi metodologici e ai rapporti tra ricerca storica e altri ambiti disciplinari.

LAPILLI Logo VieusseuxSono i libri di Luca Doninelli, Giuseppe Catozzella, Rosa Matteucci, Tommaso Pincio e Franco Cordelli i primi cinque romanzi che critici e lettori vorrebbero al Premio Strega. Il primo aprile gli editori renderanno note le candidature al Premio Strega, ma la discussione su chi sarebbe ‘adatto’ a vincere, o almeno a partecipare, al più noto premio letterario italiano è iniziata da tempo su giornali e sul web. Su twitter viene lanciato l’hashtag #loStregacheVorrei e la parola passa al lettore. Abbiamo voluto prendere questo dibattito, che in fondo è un dibattito su cosa sia oggi ancora la letteratura, e portarlo in un luogo istituzionale. 

“Abbiamo rilanciato l’hashtag sui social network e ricevuto centinaia di risposte – spiega Alba Donati, Presidente LAPILLI Elsa Morantedel Gabinetto Vieusseux - abbiamo escluso i libri non ancora usciti, sostenuti a partire da un fiducia aprioristica verso quello scrittore o quella scrittrice. Ecco i libri che hanno avuto più segnalazioni e che hanno suscitato più approfondimenti critici anche sulla carta stampata: dallo straordinario mondo apocalittico di Doninelli, al racconto intimo tra un padre e una figlia di Cordelli, dall’amore per una sconosciuta che rivela quanto sconosciuto sia sempre l’amore di Tommaso Pincio, alla famiglia ‘teatro’ di relazioni di Rosa Matteucci e infine  al teatro del mondo africano, fiabesco e drammaticamente reale di Giuseppe Catozzella,

L’evento è realizzato dal Gabinetto  G.P. Vieusseux in collaborazione con il portale di letteratura www.satisfiction.me, ideato da Gian Paolo Serino che aggiunge: “le molte risposte confermano il Premio Strega come un premio dei lettori e non solo dei salotti letterari. Questo grazie anche al lavoro di Stefano Petrocchi, che ha il merito di aver reso lo Strega un’iniziativa - si pensi al coinvolgimento delle scuole - che prosegue tutto l’anno”.  Un grazie a Diana D'Ambrosio per aver creato l’hashtag #loStregacheVorrei.

Calendario degli incontri:

LUCA DONINELLI, Le cose semplici, Bompiani

14 marzo, ore 17.30 introduce Filippo La Porta

TOMMASO PINCIO, Panorama, NN Editore

15 marzo, ore 17,30 introduce Vanni Santoni

ROSA MATTEUCCI, Costellazione familiare, Adelphi

21 marzo, ore 17.30 introduce Susanna Nirenstein

GIUSEPPE CATOZZELLA, Il grande futuro, Feltrinelli

22 marzo, ore 17.30 introduce  Iacopo Storni

FRANCO CORDELLI, Una sostanza sottile, Einaudi

23 marzo, ore 17.30 introduce  Sergio Givone

Tutti gli incontri si aprono con un saluto del Presidente, Alba Donati

Gabinetto G.P. Vieusseux

Piazza e Palazzo Strozzi, 50123 Firenze

Tel. 055 288342 - fax 055 2396743

www.vieusseux.fi.it

Venerdì 4 marzo, ore 19.30 

Carlo Sisi, Gaia Bindi, Laura Lombardi e Maura Pozzati presentano

Artiste della critica

a cura di Maura Pozzati - Corraini Edizioni 

F8D28D06 91E7 4CA0 8210 DC4694E7BB4AQuesto libro vuole essere un primo omaggio a dodici donne appassionate d’arte, non solo storiche dell’arte e curatrici di mostre, ma vere e proprie artiste della parola, capaci di relazionarsi con la poesia della vita, alternando solitudine interiore e passionalità, studio e scrittura. Una vera e propria voce collettiva per conoscere meglio la produzione, le idee, le battaglie di alcune di loro, per sottolineare l’importanza del lavoro che hanno svolto e la loro determinazione; per ricordare quelle che, ancora in vita, si sono allontanate dai rumori dell’arte contemporanea per scelta; e infine per riflettere sul pensiero dell’arte oggi, la sua intima necessità e sull’importanza che proprio la riflessione critica può avere per le nuove generazioni.

Questo volume vuole inoltre colmare un vuoto editoriale: mancava in Italia un libro che affrontasse il tema delle donne e la critica d’arte. Un libro dunque speciale, non accademico e nemmeno saggistico, costruito su dodici ritratti, ordinati seguendo la data di nascita delle critiche e storiche dell’arte, da Palma Bucarelli a Gabriella Belli, e che ci raccontano di visioni sull’arte molto differenti tra loro, di vite vissute più o meno “contro”, di scelte coraggiose sia dal punto di vista lavorativo che umano, di autentiche “passioni” volte all’elaborazione di una strategia di presenza attiva di fianco ai processi creativi. 

Tra i vari ritratti di critiche ha particolare significato la presenza di Lara-Vinca Masini, cui è dedicato il saggio di Laura Lombardi, figura di rilievo nel panorama della critica d’arte fin dagli anni Sessanta che non ha finora avuto l’attenzione che merita. Entrata nel mondo artistico lavorando alla redazione di “SeleArte” con Ragghianti e Argan, la Masini avvia una militanza nella quale il legame tra arte e vita pare indissolubile, con una dedizione ed una purezza quasi utopica di approccio che, pure in età matura, non ha tutt’oggi abbandonato. Fondatrice nel 1965 del “Centro proposte”, affianca e promuove le tendenze più progressiste dell’arte e dell’architettura fiorentina, e non solo, anche in ambito internazionale. A Firenze è curatrice di mostre epocali quali Umanesimo e disumanesimo nell’arte europea 1890 – 1980. Dai simbolisti al Nouveau Réalisme, articolata tra il Palagio di Parte Guelfa e dieci installazioni in vari luoghi storici della città dei maggiori artisti contemporanei, da Rebecca Horn a Fabio Mauri, rivelando un’originalità e una profondità di approccio nell’affrontare il significato del dialogo tra antico e contemporaneo, che resta, nella sua precocità di formulazione, insuperato. Espressione del suo peculiare tagli critico sono anche il volumi editi da Giunti negli anni Novanta, La linea dell’unicità, La linea del Modello, che ripercorrono l’arte del Novecento seguendo due filoni ben distinti: l’uno tendente ad una forma istintiva, spontanea, l’altro invece incline alla progettualità, fortemente guidata dalla ragione.

1. Palma Bucarelli di Rachele Ferrario
2. Lorenza Trucchi di Laura Cherubini
3. Mirella Bentivoglio di Arianna Di Genova
4. Lara-Vinca Masini di Laura Lombardi
5. Marisa Volpi di Antonella Sbrilli
6. Carla Lonzi di Martina Corgnati
7. Lea Vergine di Francesca Alfano Miglietti
8. Ida Gianelli di Maura Pozzati
9. Adalgisa Lugli di Elisabetta Longari
10. Jole de Sanna di Cristina Casero
11. Francesca Alinovi di Fabiola Naldi
12. Gabriella Belli di Lucilla Meloni

 

LAPILLI copertina libroSi svolgerà - sabato 20 febbraio 2016 alle ore 17 - nella sala audiovisivi dell'Oratorio Salesiani di Caserta, la presentazione del romanzo 'La notte in cui gli animali parlano'. All'incontro con pubblico e stampa, moderato dalla giornalista de 'Il Mattino' Daniela Volpecina, parteciperanno l'autore Sante Roperto, il giornalista Franco Tontoli ed Elena Starace, attrice tra l’altro di 'Gomorra', 'Benvenuti a tavola' e 'Un posto al sole', che leggerà alcuni passi del libro. 

Gli amori che non sono successi durano tutta la vita, scrive l'autore bulgaro Georgi Gospodinov ne ‘Le cose perdute’, e proprio questa frase, densa di vite parallele e di scenari misteriosi, costituisce il fil rouge del romanzo d'esordio di Sante Roperto 'La notte in cui gli animali parlano', edito da goWare. Un romanzo storico, generazionale e sociale insieme, nel quale si intrecciano la storia delle stagioni dell’esistenza, degli affetti dell’infanzia e delle grandi passioni. La prefazione al libro è a cura di Francesco Caringella, scrittore e magistrato del Consiglio di Stato.

Interverrà alla presentazione del volume anche Russell Grandinetti, vicepresidente del colosso Amazon.com. Il giovane top manager di origini italiane, entrato nel 1997 nell'azienda di Seattle, è oggi a capo di tutte le attività Kindle, di Amazon Publishing e segue lo sviluppo di Kindle Unlimited. Pochi mesi fa il 'Guardian' ha definito Russell Grandinetti “il braccio destro di Jeff Bezos e l’uomo più potente-influente dell’editoria mondiale”.   

LAPILLI Cover libroAllo Spazio A di lungano Benvenuto Cellini 13a prosegue il ciclo di incontri ‘Contaminazioni’. L’ospite di questo venerdì, il 12 febbraio, non sarà Luca Molinari, come precedentemente annunciato, ma Adolfo Natalini che, insieme a Pierluigi Nicolin, presenterà il suo libro “Quattro quaderni. Dal Superstudio alle città di Natalini Architetti”, edito da Forma.

Fondatore del Superstudio e iniziatore della cosiddetta “architettura radicale”, una delle avanguardie più significative degli anni ‘60 e ’70, Adolfo Natalini racconta l’architettura progettata e costruita attraverso il suo mezzo di rappresentazione prediletto, il disegno nei Quaderni Neri. In questo volume sono raccolti alcuni fra i suoi numerosi progetti e costruzioni, testimonianza di quasi cinquant’anni di vita, ordinati in quattro nuovi quaderni.

Il primo, “Il quaderno di scuola”, presenta le esperienze che hanno determinato la formazione di Natalini, gli studi, i lavori con Superstudio, la scuola Pistoiese. Gli altri tre capitoli raccolgono invece i progetti e le realizzazioni, suddivisi per ambiti geografici e al loro interno ordinati cronologicamente. Il quaderno italiano, quello tedesco e quello olandese mostrano dunque i lavori che l’architetto identifica come i suoi più rappresentativi, raccontati attraverso immagini, disegni tecnici ma soprattutto schizzi originali estratti dai suoi celebri taccuini.

Numerosi brani, estratti di interviste e conversazioni con l’architetto, inframezzano, arricchiscono e legano insieme tutto.

Il volume è dunque un documento importante che offre l’opportunità di comprendere il percorso progettuale, l’evoluzione dell’idea, l’interpretazione, la visione dell’opera e del progetto di uno dei protagonisti dell’architettura italiana.

Anche per questo incontro è stata avviata la procedura, presso il CNAPPC, per il riconoscimento ai partecipanti di 2 Crediti Formativi CFP. I posti disponibili sono 50. Le iscrizioni saranno accettate in ordine di arrivo. Per iscriversi è necessario inviare una mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo., specificando oltre ai dati anagrafici, l’ordine di appartenenza e il numero di matricola. Al fine del riconoscimento dei crediti formativi, l’iscritto dovrà essere presente dall’inizio del convegno fino alla sua effettiva conclusione attestando la presenza con le firme di entrata ed uscita su apposito registro.

Adolfo Natalini è nato a Pistoia nel 1941. Dopo un’esperienza pittorica, che si rifletterà nel suo costante usoLAPILLI Adolfo Natalini Ph Valentina Muscedra alta del disegno, si laurea in architettura a Firenze nel 1966 e fonda il Superstudio (con Cristiano Toraldo di Francia, Gian Piero Frassinelli, Roberto e Alessandro Magris, con Alessandro Poli tra il 1970 e il 1972) iniziatore della cosiddetta “architettura radicale”, una delle avanguardie più significative degli anni ’60 e ‘70.

I progetti del Superstudio (1966-86) sono apparsi in pubblicazioni e mostre in tutto il mondo e sue opere fanno ora parte delle collezioni di musei come il Museum of Modern Art New York, Israel Museum Jerusalem, Deutsches Architekturtmuseum Frankfurt am Main, Centre Pompidou Paris. Tra le pubblicazioni: “Superstudio 1966-82 – Storie Figure Architettura”, (Electa Firenze 1982), “Superstudio & Radicals”, (Japan Interior Inc. Tokyo 1982), “Superstudio Life without objects” (Skira Milano 2003). Dal 1979 Adolfo Natalini ha iniziato una sua attività autonoma e si è concentrato sul progetto per i centri storici in Italia e in Europa, ricercando le tracce che il tempo lascia sugli oggetti e sui luoghi e proponendo una riconciliazione tra memoria collettiva e memoria privata.

Tre le sue opere: i progetti per il Römerberg a Francoforte e per il Muro del Pianto a Gerusalemme, la banca di Alzate Brianza, il Centro Elettrocontabile di Zola Predosa, la casa in Saalgasse a Francoforte, il Teatro della Compagnia a Firenze. Tra le pubblicazioni: “Figure di pietra” (Electa 1984), “Adolfo Natalini - Architetture raccontate” (Electa 1989), “Il Teatro della Compagnia” (Anfione Zeto 1989).

Professore ordinario presso la facoltà di Architettura di Firenze, membro onorario del BDA (Bund Deutscher Architekten) e del FAIA (Honorary Fellow American Institute of Architects), accademico dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, dell’Accademia di Belle Arti di Carrara e dell’Accademia di San Luca. Nel 1991 inizia l’attività dei Natalini Architetti (studio di architettura al Salviatino, Firenze) con Fabrizio Natalini (omonimo ma non parente). Tra le loro opere: la ricostruzione della Waagstraat a Groningen, il Museo dell’Opificio delle Pietre Dure a Firenze, la Dorotheenhof sulla Manetstrasse a Lipsia, la Muzenplein a l’Aja, il Centro Commerciale di Campi Bisenzio, il Polo Universitario a Novoli, Firenze, Boscotondo a Helmond, il Polo Universitario a Porta Tufi a Siena, Het Eiland a Zwolle, Haverlej a Den Bosch, il Museo dell’Opera del Duomo e il progetto per i Nuovo Uffizi a Firenze.  

CONTAMINAZIONI

Gli appuntamenti del mese prossimo  

venerdì 19 febbraio

ore 17.30 - Incontro con Giovanna Lazzi

Prima della Nazionale: la ‘Riccardiana’ e la formazione delle biblioteche patrizie

L’incontro con Francesco Gurrieri previsto per il 19 febbraio è stato rimandato al 18 marzo

venerdì 26 febbraio

ore 17.30 - Incontro con Pietro Giorgieri, architetto

venerdì 4 marzo

ore 17.30 - Incontro con Mirella Branca

Il sistema comunicativo della stazione di Santa Maria Novella: modernità e tradizione nella Firenze degli anni Trenta

Venerdì 11 marzo

Ore 17.30 - Cinema d’architettura. In collaborazione con Lo Schermo dell’Arte

venerdì 18 marzo

ore 17.30 - Incontro con Francesco Gurrieri, architetto

Informazioni

Spazio A

lungarno Benveuto Cellini 13a, 50125 Firenze

Tel. + 39 366 8605159 - e.mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.spazioafirenze.it

58E’ tornato alla Libreria Tasso a Sorrento, poco più di un anno dopo la presentazione del suo primo romanzo “Sono nato nel paese dei morti”, Luigi Bartalini, ancora una volta introdotto da Carlo Alfaro, col suo nuovo romanzo, “Casella numero 58”(Castelvecchi edizioni), il 26 gennaio, nell’ambito del ciclo di incontri letterari “Martedi con l’autore”. La presentazione è risultata particolarmente coinvolgente e partecipata grazie alla cultura e sincerità dello scrittore, alla collaudata abilità del conduttore, Carlo Alfaro, e soprattutto all’interesse del romanzo, dalla struttura complessa e l’afflato profondo. Undici personaggi sono raccontati dall'autore nell'arco di una giornata che inizia come le altre, tra le ansie del quotidiano, i contrasti in famiglia, i sogni perduti, i piccoli compromessi, ma il destino ha in serbo per loro un drammatico, inaspettato epilogo: la ruota del tempo li porterà tutti, inesorabilmente, come in un ideale gioco dell’oca, ad intrecciare i loro percorsi nello stesso luogo, un centro commerciale di periferia dove una bomba si prepara ad esplodere. È questa la “casella numero 58”, la più sfortunata, dove nel gioco dell'oca l’immagine di uno scheletro riporta le pedine al punto di partenza, mentre nel romanzo significa la fine di tutto. Tuttavia il messaggio profondo del libro è che, nel gioco dell’esistenza, proprio la distruzione può aprire inaspettati squarci di speranza: una catarsi e un azzeramento per cominciare da capo e costruire una vita migliore. Romanzo corale e appassionato, “Casella numero 58” si divide in cinque sezioni, corrispondenti alle caselle speciali del Gioco dell'Oca, lungo le quali Luigi Bartalini segue implacabile, col mestiere consumato di un narratore di razza, tutti i protagonisti che si avviano verso l'ineluttabile conclusione, il dramma finale che diventa la metafora della fine che può essere inizio, l'occasione per ripartire su nuove basi, alla ricerca di una vita più tollerabile e che contempli una speranza. La critica Maria Rizzi ha scritto: “Libro di incandescente bellezza, Casella Numero 58 di Luigi Bartalini ha due piani di lettura, sociologico, in quanto mette in rilievo i fenomeni politici, economici, culturali, che caratterizzano l’epoca in cui viviamo, e letterario, i cui undici protagonisti riportano a “Uno nessuno e centomila” di Luigi Pirandello, per la capacità dell’autore di caratterizzare tutti i personaggi cucendoli nel tessuto sociale in cui vivono. Diventano undici persone vive, palpitanti, nelle quali, in alcuni momenti, inevitabilmente ci identifichiamo. E l’ars narrandi dell’Autore tocca il vertice nella pietas che mostra nel corso della scrittura. L’occhio con il quale osserva le sue creature non è esterno, egli si cala nella storia di ognuno, nelle condizioni economiche precarie, nelle delusioni, con spirito di autentica partecipazione, teso a cogliere gli aspetti più dolci e segreti dei suoi personaggi. Testo di straordinaria modernità e originalità, “Casella numero 58” mescola, con stile fluido e caldo, momenti di intimismo commovente e pagine forti, sanguigni, impetuose”. La storia culmina in quello che viene comunemente definito un non – luogo, ovvero un centro commerciale, metafora del nulla della nostra società. Luigi Bartalini è già conosciuto e apprezzato per molti suoi racconti e per il romanzo “Sono nato nel mese dei morti” (Kairos editore) del 2013, che nel corso del 2014 è stato insignito del Premio Speciale “Dario Ghiringhelli” nell’ambito del Premio Letterario Internazionale Montefiore, si è classificato al quarto posto del Premio Letterario Internazionale Thesaurus di Albarella, e al secondo posto nel Premio letterario Nabokov 2014, mentre nel 2015 è risultato vincitore della XVII edizione del Premio letterario Il Litorale di Massa Carrara e finalista al Premio Albero Andronico di Roma.

LAPILLI Pamphlet Circolo Sorrentino Completo int 1Grande successo, dopo la prima, tenuta dallo storico Antonino Cuomo, anche della seconda conversazione del ciclo organizzato, a Sorrento, presso il Circolo Sorrentino, dalla nuova dirigenza, guidata dal presidente, Alfonso Cascone. Ad introdurre il secondo relatore, lo scrittore sorrentino, Raffaele Lauro, sul tema: “La signorilità sorrentina e l’arte dell’accoglienza, qualità antropologiche o falso storico? Due esemplari figure, ormai mitiche: Carlo Di Leva e Giovanni Casola”, il giornalista Antonino Pane, vicepresidente del sodalizio. Ai moltissimi convenuti, che affollavano, all’inverosimile, la sala di rappresentanza e il cortile esterno del circolo, tra i quali i figli di Carlo Di Leva (Giancarlo, Nino e Paola) e i parenti di Giannino Casola, tra i quali Peppino Jannuzzi, Lauro ha richiamato, preliminarmente, i cinque eventi storici che hanno costruito la fama della signorilità sorrentina nel mondo: il matrimonio celebrato e festeggiato, a Sorrento, della principessa di Durazzo, Giovanna, sorella del re Ladislao I, andata in sposa al duca Guglielmo d’Austria; il lungo soggiorno sorrentino, nella primavera del 1871, della Zarina Maria Alexandrowna, moglie dello Zar Alessandro II; la due giorni sorrentina del primo ministro del Regno d’Italia, Giuseppe Zanardelli, in viaggio verso la Basilicata, da cui nacque, per l’intelligenza di un’altra personalità straordinaria della sorrentinità, il sindaco-albergatore, Guglielmo Tramontano, la più geniale operazione di marketing territoriale nella storia del turismo: la canzone “Torna a Surriento”; il Grand Tour, dal Settecento in poi, fino alla pubblicazione de “La Terra delle Sirene” di Norman Douglas; la composizione di “Caruso”, il capolavoro di Lucio Dalla, nella suite “Caruso” del Grand Hôtel Excelsior Vittoria e, poi, al Sorrento Palace, ospite di un altro campione della signorilità sorrentina, Giovanni Russo. Veramente suggestivo ed emozionante il tributo alla memoria di Di Leva e Casola, definiti dal relatore: “Due campioni assoluti, due esempi inimitabili di signorilità: una signorilità, quella del professore, quasi aristocratica; una signorilità, quella dell’onorevole, di impronta popolare. Rispettati e amati, entrambi, elegantissimi e fascinosi, rimasti ben piantati nella mente e nel cuore dei sorrentini”. I ricordi, anche personali del relatore, legati alle due figure, insieme con la loro storia di integerrimi amministratori comunali e di promotori del turismo sorrentino, ha coinvolto emotivamente il pubblico dei presenti e un grande applauso ha sottolineato le conclusioni: “Carlo Di Leva e Giovanni Casola, con sensibilità ed approcci diversi, sono stati due ‘principi’ di Sorrento! Hanno rappresentato due esempi inimitabili della signorilità sorrentina, due espressioni irripetibili dell’arte dell’ospitalità, inverando la fama di Sorrento nel Mondo e che meriterebbero di essere ricordati, per saecula saeculorum”. Tra gli ospiti, l’ex ministro Vincenzo Scotti, il quale ha tenuto un breve ricordo di Carlo e Giannino, suoi amici dagli anni Sessanta, evidenziando come “ciò che si è, è ciò che si è stati. Sorrento, oggi, deve tenere presente quello che, grazie a personaggi come Carlo Di Leva e Giannino Casola, esempi fulgidi delle migliori qualità dei sorrentini, le appartiene quale patrimonio comune, da trasmettere alle future generazioni”. La serata si è conclusa, nell’entusiasmante convivio, in onore di Enrico Caruso, organizzato, come ogni anno, da Paolo Esposito, insieme con lo studioso foggiano Guido D’Onofrio, esperto biografo di Caruso, nel ristorante-museo “Caruso”, con la partecipazione dell’assessore alla Cultura di Sorrento, Maria Teresa De Angelis, di Vincenzo Scotti, di Raffaele Lauro, di Federico Caruso, pronipote del tenore, di Giuliana Gargiulo e del giovane regista, Giuseppe Alessio Nuzzo: menù di alta cucina; arie d’opera, cantate dal tenore Francesco Ciotola, accompagnato, al pianoforte, da Paolo Scibilia, applausi al più famoso tenore italiano di tutti i tempi. “Ci sono giornate - ha commentato, a fine serata, l’autore di ‘Caruso The Song’ - che restano nella memoria collettiva di una comunità, come questa, di oggi, vissuta sull’onda dei ricordi, sulla storia di ‘Sorrento gentile’, sui tributi a due persone indimenticabili e sull’omaggio ad un artista immortale, come Enrico Caruso, la cui vicenda umana, a Sorrento, ha ispirato il capolavoro di Lucio Dalla. Complimenti sinceri a tutti gli organizzatori”.

LAPILLI foto libroIl libro di ricette Unichef, nato da un'idea dell'attore Mario Porfito e di Mimmo Pesce, edito da Nunzio Russo Editore di Torre del Greco, verrà ufficialmente presentato il prossimo 30 gennaio, ore 11, nella libreria Feltrinelli di piazza dei Martiri, a Napoli.

L’opera raccoglie i piatti preferiti – e cucinati - di grandi chef, attori, cantanti ed atleti e il ricavato delle vendite sarà interamente devoluto ai bambini del mondo.

Alla presentazione parteciperà un vero esercito di testimonial della solidarietà. Infatti, per il rituale della firma sulla copia del volume, hanno già confermato la loro entusiastica presenza, oltre agli ideatori, anche: Veronica Maya, Luca Abete, Reika Hinch, Luciano Pignataro, gli attori Patrizio Rispo, Gianluca Di Gennaro, Stefania De Francesco, Anna Capasso, Antonio Tallura, Giovanni Esposito, Sebastiano Rizzo e Lucia Cassini, i cabarettisti di “Made in Sud” Ivan e Cristiano, Alessandro Bolide, i Malincomici, le Sex and Sud, i musicisti Mario Maglione, Leonardo Quadrini, il Giardino dei Semplici e non potevano mancare gli chef Piero Parisi, Gino Sorbillo e Stefano Callegaro, vincitore della fortunata trasmissione Master Chef Italia.

Ospite speciale, il cantante Edoardo Bennato che, prossimamente, sarà protagonista di uno spettacolare concerto di solidarietà per Unicef al teatro San Carlo di Napoli, con la partecipazione della stessa orchestra sinfonica (grazie alla disponibilità della sovrintendente, Rosanna Purchia), unica tappa italiana del suo nuovo tour mondiale ed unico concerto con orchestra sinfonica nella magica cornice del prestigioso tempio napoletano della lirica.

Questo, senza dimenticare lo scopo precipuo dell'iniziativa: il libro, infatti, nasce per contribuire a donare un sorriso a chi è stato meno fortunato di noi, specie i bimbi ed ha un prezzo simbolico (10 euro) che, appunto, vuole ricordare quanto aiutare si possa anche attraverso un piccolo gesto.

tm

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