Diversità e inclusione il tema del Maggio della Cultura 2024 Il programma della rassegna promossa dalla Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno
Diversità e inclusione al Maggio della Cultura 2024. Al via il 4 maggio gli appuntamenti della terza rassegna diocesana che punta a valorizzare il patrimonio artistico e culturale attraverso mostre, convegni e presentazione di libri. Una kermesse organizzata dal Museo “San Prisco”, dal giornale Insieme, dall’Ufficio diocesano Comunicazioni sociali in collaborazione con l’Ufficio diocesano Beni culturali, la Biblioteca e l’Archivio diocesano. Il primo incontro è in programma il 4 maggio, alle ore 10.00, presso la Curia vescovile di Nocera Inferiore. Nell’aula magna ci sarà la presentazione del libro collettivo “Storie diverse – La normalità del disagio”, che raccoglie le testimonianze di persone affette da FSHD (Distrofia muscolare FacioScapolo-Omerale). L’incontro moderato da Laura Guerra prevede gli interventi di: Enzo Ricci, professore di Neurologia Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma; Teresa Cuomo, primario di Neurologia ospedale Umberto I, Nocera Inferiore; Enrica Pisano, neurologa ospedale Umberto I, Nocera Inferiore. E le testimonianze di due persone affette da FSHD: Aniello Capuano, insignito dal presidente Sergio Mattarella del titolo di Alfiere della Repubblica; Silvana Robustelli, docente di Storia e Filosofia al Liceo “B. Rescigno” di Roccapiemonte. Il 7 maggio, alle ore 19.30 nella Cattedrale di Nocera Inferiore, ci sarà la premiazione del concorso scolastico “Cultura e storia del primo vescovo nocerino: Prisco”. Il 10 maggio al liceo scientifico “Bonaventura Rescigno” di Roccapiemonte sarà ricordata la figura di mons. Mario Vassalluzzo con la presentazione del libro “Pastore secondo il Concilio” pubblicato nel decennale della morte dell’ex vicario generale, parroco, giornalista e storico. Il 17 maggio al liceo scientifico “Nicola Sensale” di Nocera Inferiore sarà la volta del libro “Giuseppe Dossetti. La politica come missione” che sarà presentato dall’autore Luigi Giorgi. Sabato 18 maggio, alle ore 10.30, presso la Curia vescovile di Nocera Inferiore, ci sarà l’incontro “In cerca dell’umano”. Un confronto sulla salute mentale nel centenario della nascita di Franco Basaglia e nel ricordo di Sergio Piro e una mostra delle fotografie realizzate da Luciano D’Alessandro al manicomio di Materdomini di Nocera Superiore tra il 1965-’68. Relazioneranno Pina Salomone, presidente Fondazione CERPS, Salvatore Alfano, direttore del Museo diocesano San Prisco. Sarà presentata l’esperienza di “Villa Chiarugi” di Nocera Inferiore. Il 24 maggio, alle ore 19.00, presso la Curia vescovile di Nocera Inferiore ci sarà la consegna del Premio Euanghelion alla giornalista Paola Severini Melograni. Sarà un excursus nella carriera della giornalista, a partire dal programma televisivo O anche no e quello radiofonico La Sfida della Solidarietà, passando per il portale Angelipress e l’impegno come scrittrice, divulgatrice e attivista. Severini Melograni dialogherà con la vicedirettrice di Insieme, Antonietta Abete, dopo le testimonianze di Mariangela Correale, atleta paralimpica di danza sportiva, e di Rosario Pesce, dirigente scolastico del liceo scientifico “Nicola Sensale” di Nocera Inferiore. La serata si concluderà con lo spettacolo “Vivere a colori” messo in scena dal laboratorio teatrale del centro di riabilitazione “Villa Silvia” di Roccapiemonte. Un’appendice del programma è prevista il 7 giugno con l’apertura notturna del Museo diocesano in occasione della Notte bianca delle chiese.
Il 27 e 28 Aprile, al Teatro Ghirelli di Salerno è stato rappresentato “Garage” scritto e diretto da 𝗔𝗿𝘁𝘂𝗿𝗼 𝗦𝗰𝗼𝗴𝗻𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼
Ciò che rende affettivo il Festival nazionale XS città di Salerno è la cura impiegata, da parte della Compagnia dell’Eclissi, nell’organizzare tutta la rassegna, rispetto ai propri abbonati. Come ogni anno, dei 15 trascorsi, nella serata conclusiva, si assiste ad un qualificato spettacolo fuori concorso, per allietare il finale agli spettatori e così il 21 sera, al Teatro Genovese, è stato rappresentato "Il fiore che ti mando l’ho baciato" con Anna Rita Vitolo, con la scrittura scenica e drammaturgica di Elvira Buonocore, Anna Rita Vitolo e Antonio Grimaldi, che ne è anche il regista. Il racconto scenico nasce su iniziativa del Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo, presieduto da Antonia Lezza, e del Teatro Grimaldello
La settecentesca Villa Domi a Napoli, ha accolto come dalla sua prima edizione del 2016, la consegna dei premi “ll Sognatore”, kermesse ideata della testata giornalistica “Lo Strillo” creata dal compianto gran maestro di giornalismo Mimì De Simone e portata avanti dai giornalisti Annamaria Ghedina e Antonio D’Addio, rispettivamente direttore e vice direttore. A fare gli onori di casa, Domenico Kontessa, patron di Villa Domi, location di grandi eventi che egregiamente organizza, coadiuvato anche dalla leggiadra figlia Mirka, nella sua dimora settecentesca situata sul punto più alto dei Colli Aminei, da dove strategicamente si domina lo stupendo panorama del golfo partenopeo. Ad essere premiati sono stati il fotoreporter Mario Anzuoni, il direttore del Parco Archeologico di Ercolano Francesco Sirano, il campione di pugilato Clemente Russo, l’attrice, scrittrice e giornalista del Roma Giuliana Gargiulo, il cantautore e attore Francesco Boccia, il Maestro del Teatro e del Cinema Italiano, nonché regista Giacomo Rizzo. A questi che hanno ricevuto la prestigiosa e significativa scultura del Maestro Armando Jossa per aver realizzato i propri sogni o fatto sognare altri nel corso dei loro anni di vita, sono stati aggiunti anche un premio speciale allo sportivo Clemente Russo ed una menzione speciale al giornalista Claudio Ciccarone, mentre a termine delle premiazioni è intervenuto ed è stato ringraziato per la sua collaborazione l’attore - modello Nicola Coletta. L’evento è stato intervallato dalle interpretazioni canore del Soprano Martina Bortolotti von Haderburg, della giornalista ed interprete jazz Maresa Galli accompagnata live dal chitarrista Enzo Amazio e della cantante ed attrice Anna Calemme. A premiare i sognatori della sesta edizione 2024, che nei 3 anni di Covid ha forzatamente subito un’interruzione, sono intervenuti Armando Percuoco, il direttore della testata giornalistica News Express Alberto Alovisi, l’ex assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nino Daniele, Tullio e Mattia figli dell’indimenticabile Mimì De Simone, Manuela De Rosa collaboratrice de “Lo Strillo” e l’ex Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania Ermanno Corsi. Il giornalista storico del Tg3 Campania Rai e past president dell’OGC nel suo intervento, premiando Ciccarone, non ha fatto mancare la sua visione di grande intellettuale, uomo di gran cultura, attento a tutto ed a tutti elogiando fra l’atro il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano che da napoletano sta facendo tanto per la Cultura in Italia ed ancor più per Napoli che ne aveva tanto bisogno perché dimenticata da anni, nonostante abbia tanto da esprimere ed ha affermato: ”la cultura c’è - e noi ci siamo - e dobbiamo prendere atto che per la prima volta il Ministro è un napoletano Gennaro Sangiuliano e per citarne uno precedente occorre risalire a Benedetto Croce 1920, è da allora che Napoli non aveva un ministro della Cultura, allora noi stasera poniamo l’accento sulla cultura, perché la cultura ci insegna a vivere ed anche attraverso i sogni ci illumina d’immenso”.
Il 21 Aprile c.m. si è concluso il Festival Nazionale “Teatro XS” Città di Salerno 2024, indetto dalla Compagnia dell’Eclissi, con il tradizionale galà, presentato con la giusta professionalità e l’elegante suadenza di Concita De Luca, figura insostituibile nel comunicare al pubblico emozioni e trionfatori.
Con “Penelope” di Marco Balma si torna a parlare della donna, argomento mai esaurito, perché la questione femminile è sempre di prepotente attualità. Il viso di Vanessa Leonini, adattamento del testo e regia, simile ad una maschera greca, di quelle che si ritrovano ogni tanto negli scavi archeologici, è sulla scena a fissare il pubblico, in modo quasi accusatorio, a raccogliere pensieri per dare vita al drammatico atto unico, nella penultima serata del 15esimo Festival Nazionale Teatro XS città di Salerno.
La striscia di Gaza entra prepotentemente nel nostro quieto pomeriggio teatrale, del 7 Aprile e ci sobbalza la vita. Il “nooooooo” urlato da Akram, con quanto fiato ha in gola, attraverso il riquadro, che funge da finestra, nello scantinato pieno di oggetti alla rinfusa, avvia la storia che si ascolterà con sentimenti diversi ma anche avversi.
Saranno Umberto Orsini e Franco Branciaroli i protagonisti dell’ultimo appuntamento stagionale di “Giù la maschera” in programma venerdì 22 marzo alle ore 19.00 presso il foyer del Teatro Municipale Giuseppe Verdi in via Roma a Salerno.
Non la voce del sangue, che pure ha un forte richiamo nelle più straordinarie vicende umane, ha potuto salvare il ritorno camuffato del figliol prodigo. Così né la madre, stanca e vecchia, né la sorella alessitimica, ma protesa con tutte le sue forze ad un calore solare, di una terra non bene identificata, rendono la vita al viandante che si trova a prenotare una camera nella loro locanda. Le due donne, sono albergatrici per necessità ed assassine per avidità, ospitano uomini ricchi e soli per poi farli fuori affondandoli nel vicino fiume. Non c’è che dire un binomio assassino, madre e figlia che con disinvoltura ammazzano per poter raccogliere un bel po' di soldi ed andare a vivere lontane da quel posto orribile, buio, umido e senza nessun spiraglio di vera vita. L’occasione di svoltare per sempre viene loro offerta da quel distinto signore che capita all’improvviso, materializzandosi dal nulla. Un che di strano c’è in lui, ma più bizzarre sono le domande del questionario che gli vengono rivolte all’atto di prendere la camera. Uno strano servitore, paludato in un completo nero, torvo e silenzioso oltre misura, completa il duetto delle padrone. Ciò che precede l’assassinio, perché alla fine il viandante- figlio viene ucciso, è propedeutico all’atto finale. Si giustifica la madre, invecchiata innanzi tempo dalla fatica per sopravvivere alla miseria quando il marito è morto, se ne fa una ragione di vita la sorella nel voler recuperare il tempo perduto in quest’angolo nebbioso. Intanto il giovane pregusta la gioia che li avvolgerà quando si accorgeranno della sua vera identità. Non va così e le due donne saranno dannate per sempre per aver dato la morte a chi era tornato per arricchirle e salvarle dalla misera vita.