Salerno

uscita di emergenzaCon “Uscita di Emergenza” di Manlio Santanelli e la compagnia Art Teatro e Teatro 99 posti, di Mercogliano è iniziato il 15 esimo Festival Nazionale XS città di Salerno. In scena Paolo Capozzo ed Alfonso Grassi nei panni di Cirillo e Pacebbene, l’uno, suggeritore di teatro e l’altro, sacrestano fuoriuscito dalla chiesa, due personaggi sotto lo stesso tetto uniti dalla loro stranezza e da una situazione precaria. Per 70 minuti, tanta è la durata del pezzo, hanno tenuto discussioni in apparenza di poca sostanza, ma che invece toccano temi importanti come: la solitudine, l'affettività, la propria realizzazione, l'amicizia, la paura, l’immobilità. Lo scambio di vedute, tra loro, è sempre acceso e va ad intrecciarsi in discussioni che risentono di un certo teatro dell’assurdo, che alla fine si va ricomponendo, con l'esistenza di una possibile uscita di emergenza per la salvezza.

Siamo in pieno bradisismo, in un caseggiato enorme e senza che nessuno lo abiti, con falle, scrostazioni, soffitti cadenti e muri sfondati, hanno trovato riparo Pacebbene e Cirillo, senza che tra loro ci sia affinità elettiva, se non per risolvere il problema abitativo. Nell'unica stanza utile ci sono due letti, un tavolo, una sedia e due valige contenenti gli effetti personali dei due strani amici. La conversazione tra i due è sempre frammentaria e si accende fino al parossismo, fino a dirsi delle stoltezze, per poi spegnersi perché è chiaro che l'uno ha bisogno dell'altro e se sono là, da soli, senza che nessuno li cerca, li chiami al telefono, gli offra lavoro, una ragione ci dovrà pur essere. Sono insieme per non naufragare, tentano di sopravvivere narrandosi assurdità, rasentando la follia, un rapporto sadomasochista, il loro, che li unisce e li respinge per tutta la durata del giorno e a volte della notte, quando si spiano a vicenda per sapere i segreti dell’altro. I travestimenti di Pacebbene e i suoi desideri assurdi colorano, unitamente ad un linguaggio impastato di italiano e di dialetto, situazioni che oscillano tra il comico ed il tragico. La smania di uscire da quel volontario isolamento, poi, è disattesa ogni volta, basti pensare, però, che può sempre esserci l’uscita di emergenza, alla fine.

“Beati i senza tetto perché vedranno il cielo” è Pacebbene a dirlo e mai citazione è più opportuna, per i crolli improvvisi che ripetutamente si squarciano sulle loro teste.

Paolo Capozzo ed Alfonso Grassi, ovvero Cirillo e Pacebbene hanno ben personalizzato i due personaggi che, grazie alla loro interpretazione, sono andati al di là di un umorismo macchiettistico, che pur si poteva paventare Una “non cosa” che ha tuttavia evidenziato una coppia di attori generosi, volenterosi e bravi nel districarsi con un testo accattivante, ma non semplice. La scena, scarna di orpelli, ha ridisegnato con naturalezza le porte e le finestre sventrate dell’impossibile abitato, per cui i miagolii dei felini ed il brontolio del fenomeno sismico sono entrati di prepotenza nella probabile casa, creando un clima di attesa o di disattesa, come si vuole interpretare.

Maria Serritiello

 

Uscita di Emergenza di Manlio Santanelli

Art Teatro e Teatro 99 posti di Mercogliano Con Paolo Capozzo ed Alfonso Grassi

Regia Gianni Di Nardo

Luci Luca Aquino

 

Manlio Santanelli è nato a Napoli l’11 febbraio 1938 ed è un drammaturgo italiano. Laureato in Giurisprudenza con tesi di filosofia del diritto, nel 1962 entra in Rai, dove resta fino al 1980, anno in cui mette in scena il suo primo testo teatrale “Uscita d'emergenza”, Premio IDI (Istituto Dramma Italiano)1979 e dell'Associazione Nazionale Critici Italiani. Nel 1984 va in scena “Le sofferenze d'amore”, testo dal quale viene tratto un radiodramma che vince nel 1985 il Premio Speciale della Critica del Prix Italia. Seguono numerosi altri testi, tra i quali: Regina Madre, Bellavita Carolina, Disturbi di memoria, Un eccesso di zelo.

Salerno, Complesso San Michele: sabato 3 febbraio "La zampogna in Campania". Incontri ed esibizioni. Ingresso libero

Colloqui2024 Logo 250Nell’ambito dei Colloqui di Salerno 2023-2024 Annabella Rossi: "Vivere la realtà e già scienza", si terranno sabato 3 febbraio a Salerno, presso il Complesso San Michele - Fondazione Carisal (via San Michele n. 8), gli incontri di approfondimento sul tema: "La Zampogna in Campania. Costruzione, uso e diffusione di uno strumento popolare", a cura di Ugo Vuoso - Ceic Centro Etnografico campano - Istituto di studi storici e antropologici, dove costruttori, musicisti e ricercatori racconteranno usi, diffusione e futuro della zampogna, il più noto fra gli strumenti musicali della tradizione campana. La giornata di studi su "La zampogna in Campania" è realizzata in collaborazione con l’a.p.s. Rosamarina di San Michele di Serino e il Laboratorio di Antropologia "A. Rossi" dell’Università di Salerno, diretto dall’antropologo Vincenzo Esposito (Unisa); nel corso della giornata verrà annunciata la nascita della "Scuola di Musica e Strumenti Tradizionali di S. Michele di Serino".

La zampogna e la ciaramella per molte persone sono gli strumenti che eseguono le novene natalizie. In realtà sono strumenti versatili, antichissimi, presenti in moltissime feste popolari eManifesto Salerno Colloqui 250 nelle più svariate occasioni cerimoniali. Diffuse nelle tradizioni musicali e folkloriche di molti Paesi europei, dove è possibile registrare forme, tecniche e denominazioni diverse, la zampogna e la ciaramella in Campania assumono una loro specificità tecnica e formale. Nelle cinque province gli artigiani dei due strumenti musicali creano modelli che rientrano nella tipologia lucano-campana, di derivazione agro-pastorale, particolarmente in uso nelle tradizioni musicali dell’avellinese-beneventano e, soprattutto, del salernitano. In area cilentana, del resto, in paesi come Colliano o San Gregorio Magno, sono ancora attive alcune botteghe artigiane e molti virtuosi dei due strumenti popolari vivono proprio nei comuni della Campania interna. Gli zampognari delle novene natalizie - che rappresentano occasioni di un lavoro musicale non trascurabile- provengono da queste zone nelle quali si alimenta anche un complesso melieu culturale dal quale appassionati, estimatori e musicisti di varia formazione, che mantengono vive tradizioni esecutive e antichi repertori, si aprono a nuove applicazioni tecniche ed a sperimentazioni musicali di grande spessore. "Un universo culturale e musicale suggestivo e composito, fortemente attrattivo per la ricerca e la valorizzazione", afferma il docente Unisa Ugo Vuoso, che ha promosso l’iniziativa. "La scuola di musica tradizionale di San Michele di Serino attiverà a breve i primi corsi formali e informali di zampogna e ciaramella - annuncia Pietro Giliberti, presidente dell’associazione Rosamarina che ha realizzato l’iniziativa didattica - per proporre poi corsi per imparare a suonare altri strumenti, e per diventare attivi protagonisti e interpreti delle nostre tradizioni festive".

La giornata del 3 febbraio si aprirà, dopo i saluti istituzionali, alle 10.45 con la tavola rotonda "Salvaguardare e trasmettere la cultura musicale di tradizione orale", un tema complesso e dibattuto, che vedrà la partecipazione di Gioacchino Acierno (musicista e componente degli Zampognari di Montevergine), di Carlo Faiello (musicista e compositore, direttore della rassegna di musica popolare La Notte della Tammorra), di Pietro Giliberti (presidente dell’associazione Amici della Rosamarina), di Riccardo Galdieri (musicista), Michele Nardiello (Ass.ne Tradizionando di Palomonte), di Franco Sorvillo (responsabile Istituto Ceic Monti Lattari), di Gianluca Zammarelli (costruttore di strumenti musicali, musicista e ricercatore), di Roberto D’Agnese (esperto di tradizioni popolari e organizzatore di eventi culturali e musicali), che modererà l’incontro.

Dopo l’esibizione degli allievi della "Scuola di Musica e Strumenti popolari" di San Michele di Serino (Avellino), prevista per le 11.30, si terrà la tavola rotonda dedicata all’artigianato musicale: "Campane di legno. Costruttori di zampogne delle province campane", nel corso della quale Carmine Carbone (Colliano, Salerno), Pietro Citera (Orria Cilento, Salerno), Diego Morzillo (Benevento), Massimo Mozzillo (Sessa Aurunca), Nikolas Proroga (Pozzuoli), Umberto Romano (Benevento), Domenico Ruotolo (Caserta), Andrea Tarantino (Caserta), coordinati da Ciro Caliendo (etnomusicologo e maestro liutaio), porteranno le loro testimonianze sui saperi e le pratiche legate alla costruzione di ciaramelle e zampogne.

Dalle 12.50 sono previste esibizioni degli zampognari intervenuti all’incontro.Le conclusioni, alle 13.30, sono affidate a Piero Ricci (docente al Conservatorio di Campobasso), Gianluca Zammarelli (musicista e ricercatore) e Ugo Vuoso.

Al Teatro Verdi Salerno “Giù la maschera”

 

Locandina spettacolo Teatro Verdi 2 2 2024 250La FAMILIE FLÖZ sarà protagonista di “Giù la maschera” venerdì 2 febbraio alle ore 19.00 presso il foyer del Teatro Municipale Giuseppe Verdi in via Roma a Salerno. La straordinaria compagnia è di scena con “Hotel Paradiso” fino a domenica 4 febbraio al Verdi di Salerno.

Nel corso dell’incontro (con la traduzione simultanea in italiano) “Giù la Maschera” il pubblico e la stampa avranno la possibilità di conoscere da vicino questi artisti originali e performer incredibili che attraverso il loro corpo trasmettono emozioni coinvolgenti alternando dramma ed ironia, noir e commedia brillante.

Lo spettacolo “Hotel Paradiso” s’inserisce nell’ambito della stagione di prosa organizzata dal Comune di Salerno con il Consorzio Teatro Pubblico Campano ed il sostegno della Regione Campania.

La partecipazione a “Giù la maschera” è libera e gratuita. Gli incontri sono condotti dal giornalista Peppe Iannicelli

15 festival xsIl 15esimo Festival XS città di Salerno, organizzato dalla Compagnia dell’Eclissi, si è aperto il 21Gennaio 2024, con un pezzo di teatro, fuori concorso di Stefano Massini: Lo Stato contro Nolan.

La storia

Ad inizio, il sipario è spalancato su di un’aula di tribunale che risulta essere quella della contea di Leister. Il processo, che si consumerà a breve, è quello dello stato contro Nolan, dove Nolan sta per il direttore del locale quotidiano, Leister Telegraph. Che cosa è successo in questo angolo di mondo, nel cuore degli Stati Uniti, detto “posto tranquillo” come si legge dal messaggio di benvenuto, affisso ovunque? Un imprevedibile fatto di sangue, giusto per sconvolgere la vita dei tranquilli cittadini. Ed ecco che, in un giorno qualunque, un bonario vagabondo sconfina, per caso, nella proprietà di una famiglia anabattista, ma viene selvaggiamente ucciso a colpi di fucile dal vecchio proprietario, convinto com’è che il girovago volesse attendere alle virtù della sua giovane nipote Else. I due erano soli in casa e la circostanza non fa altro che amplificare la paura, tanto da far commettere il brutale assassinio. La contea ne resta sconvolta ed ognuno reagisce a proprio modo, aiutato dall’amplificazione del fatto, per meri interessi privati, come si apprenderà dal processo intentato.

Da questo fatto di per sé comune, l’autore, Stefano Massini, costruisce un legal sociale, per affrontare temi civili ed etici e non per assegnare colpevolezze o considerare innocenze, ma per analizzare il valore pubblico della parola, particolarmente di quella stampata, il ruolo essenziale della paura, il rapporto fra interessi finanziari e comunicazione, i confini morali per le leggi di mercato, l’uso indiscriminato delle armi, l’eccesso di autodifesa, la discriminazione e il rifiuto del diverso. Temi di scottante attualità, in un mondo, il nostro che affronta sistematicamente distorsione e manipolazione della realtà per fini politici, aiutati dall’abilità manipolatoria dei mass media.

Così, Massini ci presenta un vero e proprio processo e cioè l’accusa di Herbert Nolan, la sua difesa, i testimoni chiamati uno ad uno a depositare: Else, la nipote, il giornalista, il curato e la maestra. Tutti hanno una loro verità e nulla aggiungono di più a quanto già si sa, se non che Nolan ha costruito un battage pubblicitario per settimane, per dare lustro al suo giornale e, lavorando sulla paura dei paesani, le armi vendute hanno fatto accrescere i suoi interessi economici, come azionista della fabbrica. La difesa, intanto è sicura di sé, Nolan non potrà essere accusato, lui ha esercitato il diritto della stampa per attrarre più lettori, anche servendosi di notizie false, le attuali fake news, che tanto confondono l’informazione. “Usare le parole è rischiare: chiunque parla, chiunque scriva, chiunque si rivolga – in qualsiasi modo – a un altro essere umano, accetta di buon grado il pericolo di essere frainteso, usato, distorto.” Lo grida a gran voce il giornalista chiamato in causa. La parola stampata, dunque, fa uno strano effetto sulle persone, tanto da essere considerata, pari d’importanza, alla Bibbia e non fa altro che confermare le paralizzanti paure che albergano, malgrado la reale realtà, nelle persone.

Tutta la rappresentazione ha l’aria di una pièce cinematografica, i tempi sono quelli giusti, tanto da incastrarsi in maniera perfetta, senza poter dare spazio allo spettatore, che resta attaccato, per un’ora e mezza, al processo con un’attenzione maniacale. Il ruolo degli attori è strepitoso, la loro recitazione è curata all’inverosimile e va dagli strilloni, all’accusa, dal giudice alla difesa, dai testimoni a Nolan. Un’eccezionale prova attoriale, che conferma, se ce ne fosse bisogno, la bravura della Compagnia dell’Eclissi e la sapienza delle scelte, operate ogni volta, sicché andare a teatro è soprattutto crescita. Un testo non facile, quello di Stefano Massini, dall’ impianto solido e dove ogni parola ha un peso importante, come quello assoluto delle pietre che va ad incidere, senza sbagliare, coscienze. Già nella scelta, di un testo così rigoroso, per i temi etici e sociali affrontati, sta la straordinaria capacità di regia di Marcello Andria, che ogni volta si conferma e sempre senza tema di smentita. Un bell’impegno, anche perché gi attori sono tanti e la sua è una riuscitissima prova d’orchestra. Complimenti!

Poi gli attori. Ognuno ha rivestito i panni giusti, dando vita ad un insieme di sequenze senza respiro. Il pubblico, è stato consapevolmente rapito della loro capacità interpretativa e della personalizzazione così opportuna dei personaggi, oltre alla non trascurabile prova di straordinaria memoria, infatti il testo non lascia spazio a nessuna vaghezza mentale. Tutti consumati attori e perfettamente a loro agio nei ruoli assegnati, come l’avvocato Nathan, della difesa, nel sobrio abito scuro e nel quale riconosciamo un sicuro e navigato Vincenzo Tota, o la maestra, tronfia della sua superiorità, Lea Di Napoli o ancora il (procuratore Eleanor E. Miles), l’accusa, Marica De Vita perfetta senza nessuna sbavatura, anzi a suo agio, per severità e sicurezza. Troneggia in tutti i sensi, il giudice Rutherford, ovvero Felice Avella, che ogni volta lascia la sua impronta nei personaggi interpretati e poi tutti gli altri, sistemati nel ruolo giusto ed opportuno per far sì che lo spettacolo risultasse un pezzo importante, direi il più importante di questa stagione teatrale della Compagnia dell’Eclissi, per cui lode a Maurizio Barbuto (il pastore), ad Ernesto Fava, Herbert Nolan, al talentuoso Marco De Simone (Norman Weiss), autore tra l’altro delle musiche originali, ad Alfredo Marino, il caloroso, giornalista, Paul Kapinski, autore insieme ad Emanuela Barone, delle scene ed infine, ma non per questo ultima Gerarda Mariconda (l’impacciata Else). I costumi sono di Angela Guerra, insostituibile nell’apporre la sua firma

Maria Serritiello

Stefano Massini è lo scrittore italiano vivente più rappresentato sui palcoscenici di tutto il mondo. Tradotto in ventiquattro lingue, celebrato da Broadway al West End di Londra, è portato in scena dal premio Oscar Sam Mendes. Nel 2015, dopo il grande successo del suo trittico diretto da Luca Ronconi, viene nominato consulente artistico del Piccolo Teatro di Milano. Il suo romanzo Qualcosa sui Lehman (Mondadori, 2016), tradotto in vari paesi, è stato uno dei libri più acclamati degli ultimi anni (premio Selezione Campiello, premio SuperMondello, premio De Sica e ora il Prix Médicis e il Prix Meilleur Livre Étranger in Francia). Il suo secondo romanzo è L'interpretatore dei sogni (Mondadori, 2017). Firma del quotidiano "la Repubblica", è volto noto televisivo per i suoi racconti del giovedì nella trasmissione "Piazzapulita" su La7.

P.S Lo spettacolo avrà due repliche, con date da stabilire, in febbraio ed in marzo.

Pasquale Palma1Sbelut è certamente uno stato che Pasquale rappresenta in maniera degna, anche in maniera fisica ed allora, dinoccolato, capelli arruffati, camicia sblusata, affronta i vari problemi che lo rendono "sbelut". Inizia con esaltare il mare, quel mare che è un elemento indispensabile per vivere in modo equilibrato. Affronta vari temi con, a volte, monologhi non sense che gli fanno dire di non farcela più. Anche la televisione lo svilisce, con personaggi, come Filumena e Gerardo, che fanno il verso alle fiction popolari. Poi, affronta il problema body scening e lo conclude a modo suo, con una battuta che fa sorridere, ma non divertire. Ecco, i temi trattati sono quelli che ci ronzano intorno ma da Pasquale sono esposti più con malinconia che con divertimento, come se avesse preso coscienza che c’è poco da ridere e per questo è Sbelut.

Il pezzo migliore, dove Pasquale, con la parola “Cavere”, il caldo, fa l'imitazione di Peppe Barra infiammando lo spettacolo, ci ha fatto rimpiangere la sua imitazione di Nino D’Angelo, che per l’occasione è Vivo D’Angelo, caschetto biondo ed il mantra ripetuto “ Anna Marì”.

Insomma uno spettacolo di svolta, una comicità pensata, che affronta problemi attuali con la leggerezza della risata e non con il vuoto delle parole, solo accattivanti.

Uno spettacolo stuzzicante, il suo, pieno di buone intenzioni, a tratti divertente, ma da Pasquale Palma ci aspettiamo di più, perché in passato ha dimostrato di saperlo fare. E" in crescita e con questo spettacolo è visibile.

Maria Serritiello

Pasquale Palma,

Nasce a Napoli nel 1986 e cresce a Giugliano in Campania (nell’area nord di Napoli). Fin da piccolo, mentre tutti i suoi amici sognano di diventare i nuovi Maradona, Pasquale resta affascinato da Totò, Sordi, Troisi, Verdone e dal cinema italiano tutto che gli fa nascere inconsapevolmente la passione per la recitazione.

Inaugurato il secondo asilo nido comunale

23 bambini e 10 educatori in una struttura di oltre 500 mq. Presto al via i lavori del terzo asilo nido in via Brodolini

Foto inaugurazione asilo nido via san martino 250Inaugurato a San Giorgio a Cremano il secondo asilo nido comunale in città. Si tratta del micronido in via San Martino, nella struttura conosciuta come “ex rudere”, che il Sindaco, d’accordo con l’assessore Giuseppe Giordano ha voluto riconvertire ad edificio scolastico per i bimbi da 0 a 3 anni. L’asilo nido ospiterà 23 bambini suddivisi in lattanti, divezzi e semidivezzi, mentre gli educatori saranno 10 coordinati da una psicologa. L’edificio di circa 500 mq interni e un’area esterna, prevede anche una zona comune per genitori e bambini e la sala medica, oltre naturalmente alle tre sezioni in cui sono allestite culle, giochi e arredi.  

Il metodo educativo utilizzato è il “metodo Malaguzzi”, lo stesso dell’asilo in via Pini di Solimene che è già un’eccellenza della provincia di Napoli. Il metodo prevede le tre A: ambiente, autonomia, avventura; predilige l’utilizzo dei materiali naturali e consta di un laboratorio delle emozioni e uno d’inglese.

Al taglio del nastro erano presenti, oltre al Primo Cittadino, i dirigenti scolastici degli istituti comprensivi della città, la giunta, il consiglio comunale e i genitori che hanno già effettuato l’iscrizione e che da lunedì 21 gennaio potranno già portare i propri figli all’asilo. Rispetto alle iscrizioni per i restanti posti disponibili, è possibile recarsi direttamente presso la struttura dove la coordinatrice fornirà tutte le informazioni necessarie. In particolare questo micronido coprirà la parte sud del territorio, ma a breve inizieranno anche  i lavori del terzo asilo nido, quello in via Brodolini, che servirà un’ulteriore porzione di famiglie residenti in quella zona e ospiterà circa 60 bimbi.  San Giorgio a Cremano diventerà così l’unico comune in provincia di Napoli ad avere tre asili nido comunali.

“Siamo molto orgogliosi di questo micronido perché è una promessa che avevamo fatto alla città – ha detto il Sindaco - e l’abbiamo mantenuta e perché stiamo implementando sempre più i servizi educativi sul territorio, mantenendo inalterata la qualità dei servizi e dell’accoglienza. Siamo consapevoli che gli asili nido sono una risorsa preziosissima, sia per sostenere la genitorialità che per un corretto e sano sviluppo della socialità e dell’educazione dei bambini ed è per questo che intendiamo coprire l’intero territorio, mettendoci in ascolto delle richieste delle famiglie sangiorgesi”.

Lunedì 22 gennaio, alle ore 18, al Complesso San Michele di Salerno vernissage della mostra "Annabella Rossi e la fotografia". Ingresso libero

Foto ARossi VEsposito2024 250Inizia lunedì 22 gennaio, alle ore 18, al Complesso San Michele nel cuore del centro storico di Salerno, la fitta programmazione di eventi dei "Colloqui di Salerno 2023-2024 - Annabella Rossi: 'Vivere la realtà è già scienza'", a cura di Vincenzo Esposito e del Laboratorio interdipartimentale di Antropologia "Annabella Rossi" - Unisa, con il vernissage della mostra "Annabella Rossi e la fotografia". L'esposizione - cinquanta immagini di Annabella Rossi su tarantismo, carnevale, feste e pellegrinaggi - è a cura del professor Esposito, responsabile scientifico del Lab. di Antropologia "A. Rossi". Negli spazi della mostra si potranno visionare i film "Le feste dei poveri", di Michele Gandin; "La taranta", di Gianfranco Mingozzi; "Vita e morte di Carnevale", di Vincenzo Esposito; "La nascita di un culto", di Luigi Di Gianni. Dopo i saluti istituzionali seguirà una conversazione con il professore Paolo Apolito, con la partecipazione della cantante Floriana Attanasio e dei musicisti Antonio Giordano e Vincenzo Ferraioli. La mostra sarà visitabile a Salerno fino al 12 febbraio dalle 16 alle 18; la stessa mostra sarà allestita dal 15 febbraio al 20 marzo all'Unisa-Campus di Fisciano, presso la Biblioteca umanistica "E. R. Caianiello". Ingresso libero.

La manifestazione "Colloqui di Salerno 2023-2024 - Annabella Rossi: 'Vivere la realtà è già scienza'" gode del patrocinio e del contributo dell’Università degli Studi di Salerno Dispac-Dipartimento di Scienze del patrimonio culturale, Disuff-Dipartimento di Scienze umane filosofiche e della formazione, Disps-Dipartimento di Studi politici e sociali, CBA-Centro Bibliotecario d’Ateneo, del Comune di Salerno, della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana e del CEiC-Centro etnografico delle Isole campane (Istituto di Studi Storici e Antropologici). Hanno patrocinato l'iniziativa, che vede la partecipazione di 15 06|Film e dell'Icpi (Istituto centrale per il patrimonio immateriale del Ministero della Cultura), anche la Siac (Società italiana di antropologia culturale), e Kurumuni Edizioni.

PROGRAMMA

22 gennaio 2024

Complesso San Michele, Salerno, ore 18:00

Vernissage della mostra «Annabella Rossi e la fotografia». Cinquanta immagini di Annabella Rossi su Tarantismo, Carnevale, Feste e Pellegrinaggi. A cura di Vincenzo Esposito. Negli spazi della mostra si potranno visionare i film Le feste dei poveri, di Michele Gandin; La taranta, di Gianfranco Mingozzi; Vita e morte di Carnevale, di Vincenzo Esposito; La nascita di un culto, di Luigi Di Gianni.

Saluti istituzionali

Conversazione con Paolo Apolito.

Con la partecipazione di Antonio Giordano e Vincenzo Ferraioli.

3 febbraio 2024

Complesso San Michele, Salerno, ore 10:00

«La Zampogna in Campania. Costruzione, uso e diffusione di uno strumento popolare»

Saluti istituzionali

Ugo VuosoCeIC Centro etnografico delle Isole campane.

12 febbraio 2024

Unisa-Campus di Fisciano, Biblioteca umanistica “E. R. Caianiello”, ore 10:30

Complesso San Michele, Sa, ore 18:00

- Finissage Mostra «Annabella Rossi e la fotografia».

«A tempo di musica, a ritmo di danza per Annabella Rossi».

Saluti istituzionali

Conversazione in forma di performance col M° Ambrogio Sparagna.

15 febbraio 2024

Unisa-Campus di Fisciano, Biblioteca umanistica “E. R. Caianiello”, ore 10:30

Complesso San Michele, Sa, ore 18:00

Inaugurazione a Fisciano della mostra

«Annabella Rossi e la fotografia». Cinquanta immagini di Annabella Rossi su Tarantismo, Carnevale, Feste e Pellegrinaggi. A cura di Vincenzo Esposito.

Negli spazi della mostra si potranno visionare i film Le feste dei poveri, di Michele Gandin; La taranta, di Gianfranco Mingozzi; Vita e morte di Carnevale, di Vincenzo Esposito;

La nascita di un culto, di Luigi Di Gianni.

Saluti istituzionali

Incontro con Vincenzo Santoro, studioso dei Tarantismi mediterranei. Interventi musicali di Daniela Dentato e Angelo Plaitano. Letture di Pasquale De Cristofaro.

20 marzo 2024

Unisa-Campus di Fisciano,

Biblioteca umanistica “E. R. Caianiello”, ore 10:30

Chiusura della mostra

«Annabella Rossi e la fotografia». Cinquanta immagini di Annabella Rossi su Tarantismo, Carnevale, Feste e Pellegrinaggi. A cura di Vincenzo Esposito.

Saluti istituzionali

Conversazione con Paolo Apolito.

Con la partecipazione di Antonio Giordano e Vincenzo Ferraioli.

8 aprile 2024

Unisa-Campus di Fisciano, Biblioteca umanistica - “E. R. Caianiello”, ore 10:30 –

Complesso San Michele, Salerno, ore 18:00

«La realtà che vedo». Annabella Rossi antropologa visiva.

Saluti istituzionali

Conversazione con Alberto Baldi, Francesco Marano, Felice Tiragallo. Coordina Vincenzo Esposito.

17 aprile 2024

Unisa-Campus di Fisciano, Biblioteca umanistica “E. R. Caianiello”, ore 11:30

Complesso San Michele, Salerno, ore 18:00

«Annabella Rossi: reti femminili in un archivio familiare».

Saluti istituzionali

Conversazione con Anna Iuso e Francesca Uccella. Coordina Dina Gallo.

22 aprile 2024

Unisa-Campus di Fisciano, aula Cilento, ore 10:30

Complesso San Michele, Salerno, ore 18:00

«Lettere, Tele, Diacronie». Sulle tracce di Annabella Rossi tra libri, coreografie e fotografie.

Saluti istituzionali

Incontro con Elianda Cazzorla, Tullia Conte, Raffaele Gorgoni. Coordina Eugenio Imbriani.

29 aprile 2024

Unisa-Campus di Fisciano, aula Cilento, ore 10:30

Complesso San Michele, Salerno, ore 18:00

«Strategie linguistiche e costruzione dell’identità nel lavoro di Annabella Rossi».

Saluti istituzionali

Intervengono Luisa Corona e Rosalba Nodari. Coordina Elisa Flaminia Inno.

13 maggio 2024,

Unisa-Campus di Fisciano, Biblioteca umanistica “E. R. Caianiello”, ore 10:30

Complesso San Michele, Salerno, ore 18:00

«Le musiche dei poveri». Concerto in memoria di Annabella Rossi e delle sue ricerche.

Saluti istituzionali

Riflessione in forma di performance del M° Carlo Faiello.

20 maggio 2024,

Unisa-Campus di Fisciano, Biblioteca umanistica “E. R. Caianiello”, ore 10:30

Complesso San Michele, Salerno, ore 18:00

«La digitalizzazione dell’Archivio Rossi/Gandin presso l’Icpi - Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale» - Ministero della Cultura.

Saluti istituzionali

Intervengono il Direttore Leandro Ventura e la Responsabile dell’Archivio Stefania Baldinotti

27 maggio 2024

-Unisa-Campus di Fisciano, ore 10:30

-Complesso San Michele, Salerno, ore 18:00

«Note per un film su Annabella Rossi. Sul valore narrativo degli archivi multimediali».

Anteprima del lavoro documentaristico della regista Elisa Flaminia Inno.

Saluti istituzionali

Interverrà l’autrice.

Presentati i "Colloqui di Salerno 2023-2024, Annabella Rossi: Vivere la realtà è già scienza"

conf st0 250Presentati mercoledì 17 gennaio 2024, nella Sala del Gonfalone del Comune di Salerno, i "Colloqui di Salerno 2023-2024 - Annabella Rossi: 'Vivere la realtà è già scienza'", a cura di Vincenzo Esposito e del Laboratorio interdipartimentale di Antropologia "Annabella Rossi" - Unisa, con la collaborazione di Ugo Vuoso. La manifestazione gode del patrocinio e del contributo dell’Università degli Studi di Salerno Dispac-Dipartimento di Scienze del patrimonio culturale, Disuff-Dipartimento di Scienze umane filosofiche e della formazione, Disps-Dipartimento di Studi politici e sociali, CBA-Centro Bibliotecario d’Ateneo e del Comune di Salerno e della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana. Hanno patrocinato l'iniziativa, che vede la partecipazione di 15 06|Film e dell'Icpi (Istituto centrale per il patrimonio immateriale del Ministero della Cultura), anche la Siac (Società italiana di antropologia culturale), il CEiC-Centro etnografico delle Isole campane (Istituto di Studi Storici e Antropologici) e Kurumuni Edizioni.

Alla presentazione hanno preso parte - oltre ai rappresentanti dell'Università degli Studi di Salerno - il curatore della manifestazione prof. Vincenzo Esposito, che ha portato i saluti del Rettore Vincenzo Loia e dei direttori dei dipartimenti interessati - Aiello, Cerchiai e Iorio - responsabile scientifico del Lab. di Antropologia “A. Rossi”, Ermanno Guerra, delegato alla Cultura del Comune di Salerno e Michele Buonomo, vice presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Carisal. Guerra e Buonomo hanno plaudito alla scelta di organizzare il fitto calendario di appuntamenti dei "Colloqui di Salerno 2023-2024 - Annabella Rossi: 'Vivere la realtà è già scienza'", tra l'Università degli studi e il Complesso San Michele d Salerno, così da riaffermare il rapporto culturale tra città e l'ateneo. «Un rapporto che va consolidato», ha sottolineato Guerra «e il fatto che l'iniziativa sia spalmata su un ampio lasso di tempo aiuta a renderla più incisiva». «Come Annabella Rossi anche io mi sento un operaio della cultura», ha detto Buonomo «questa iniziativa vale non solo per il suo apporto scientifico ma anche perché investe con interessanti aspetti performativi e musicali tutto il territorio».

«I Colloqui di Salerno sono un progetto nato anni fa con il compianto Franco Forte, con il quale avevamo immaginato di celebrare dei personaggi fondamentali della cultura italiana che in qualche modo avevano avuto un trait d'union con Salerno, per non disperdere la loro eredità di conoscenze che aveva avuto importanti ricadute sul territorio. I Colloqui di Salerno 2023-2024 - Annabella Rossi: 'Vivere la realtà è già scienza'" stigmatizzano due date di celebrazione: quello che sarebbe stato il 90esimo compleanno, nel 2023, della studiosa nata nel 1933, e il quarantennale - quest'anno - dalla morte avvenuta prematuramente nel 1984», ha detto il prof. Vincenzo Esposito, ricordando il lavoro svolto dalla Rossi all'Università di Salerno, dove aveva insegnato Antropologia culturale. Proprio presso l'Ateneo salernitano, quello che fu il suo assistente, il prof. Paolo Apolito, fondò un laboratorio di Antropologia a lei intitolato. «Per tutta la sua vita di donna, studiosa e ricercatrice, Annabella Rossi, di professione antropologa culturale, ha "vissuto la realtà" dei suoi interlocutori e delle sue interlocutrici, sul campo e in cattedra, con le tarantate salentine o con i partecipanti alle "Feste dei poveri" del Mezzogiorno; con i suoi colleghi e con i suoi collaboratori; con gli studenti dell’Università di Salerno e con il personale del MNATP-Museo nazionale delle Arti e Tradizioni popolari, oggi Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura. Ha costruito relazioni con gli altri, per dialogare con gli altri della loro cultura». Il suo maestro fu l'antropologo Ernesto de Martino, al quale Annabella Rossi aveva chiesto quale metodo bisognasse usare per essere dei bravi antropologi e lui le aveva risposto, semplicemente, di "vivere le sue esperienze", il metodo sarebbe arrivato dopo, aggiungendo: "Vivere la realtà è già scienza". La Rossi partecipò alla spedizione demartiniana sul tarantismo nel Salento, esperienza che le cambiò la vita, già improntata in età giovanile a principi della democrazia e dell’uguaglianza, sviluppando interesse per l’arte, per la fotografia, per la musica jazz insieme ad un’indole anticonformista marcatissima. Si laureò all’Università di Roma in Lettere discutendo una tesi in Storia dell’Arte, nel 1957; frequentò, tra gli altri, scrittori e pittori quali Fortunato Depero, Enrico Accatino, Carlo Emilio Gadda, conobbe Mario Praz e Renato Guttuso. In vista della spedizione in Salento nelle riunioni

a Roma, in casa de Martino, conobbe gli altri membri dell’équipe multidisciplinare: Diego Carpitella, etnomusicologo, G. Jervis, psichiatra, Letizia Comba, psicologa, Amalia Signorelli, antropologa, Franco Pinna, fotografo. Era il 20 giugno del 1959, quando la studiosa giunse, col resto dell’équipe di de Martino, al Cavallino bianco di Galatina (LE), la locanda che funse da base operativa per la missione etnografica. Da quel momento, non smise mai di occuparsi scientificamente e umanamente del fenomeno del tarantismo, da lei studiato, indagato e descritto in circa un ventennio di attività (1959-1977).

Conferenza stampa mercoledì 17 gennaio, h.10.30, Sala del Gonfalone del Comune di Salerno: "Colloqui di Salerno 2023-2024 - Annabella Rossi: 'Vivere la realtà è già scienza'"

 

Stifani MariadiNardo 250Si terrà mercoledì 17 gennaio 2024, alle ore 10.30, nella Sala del Gonfalone del Comune di Salerno, la conferenza stampa di presentazione dei "Colloqui di Salerno 2023-2024 - Annabella Rossi: 'Vivere la realtà è già scienza'", a cura di Vincenzo Esposito e del Laboratorio interdipartimentale di Antropologia "Annabella Rossi" - Unisa, con la collaborazione di Ugo Vuoso. La manifestazione gode del patrocinio e del contributo dell’Università degli Studi di Salerno Dispac-Dipartimento di Scienze del patrimonio culturale, Disuff-Dipartimento di Scienze umane filosofiche e della formazione, Disps-Dipartimento di Studi politici e sociali, CBA-Centro Bibliotecario d’Ateneo e del Comune di Salerno e della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana. Hanno patrocinato l'iniziativa, che vede la partecipazione di 15 06|Film e dell'Icpi (Istituto centrale per il patrimonio immateriale del Ministero della Cultura), anche la Siac (Società italiana di antropologia culturale), il CEiC-Centro etnografico delle Isole campane (Istituto di Studi Storici e Antropologici) e Kurumuni Edizioni. Alla presentazione prenderanno parte - oltre ai rappresentanti dell'Università degli Studi di Salerno - il curatore della manifestazione prof. Vincenzo Esposito, responsabile scientifico del Lab. di Antropologia “A. Rossi”, Ermanno Guerra, delegato alla Cultura del Comune di Salerno e Domenico Credendino, Presidente della Fondazione Carisal.

Altri articoli...

Off Canvas sidebar is empty