Salerno

PREMIO INCONTRI 2024 A PADRE MAURIZIO PATRICIELLO: IL 20 SETTEMBRE A SANT’ARSENIO (SA) LA CONSEGNA


maurizio patriciello 250Come ogni anno il Festival della Teologia “Incontri” che si svolge nei mesi estivi del territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni assegna il Premio Incontri a uno dei protagonisti della vita pubblica nazionale che si è particolarmente distinto sul tema dell’anno.

Negli anni scorsi sono stati premiati Marina Casini, presidente del Movimento per la Vita, Antonia Salzano, madre del beato Carlo Acutis, Gianluca Guida, direttore del carcere minorile di Nisida, Giuseppina De Simone, coordinatrice del Biennio di Specializzazione in Teologia Fondamentale sull’esperienza religiosa nel Mediterraneo, Michele D’Avino, ideatore della Summer School for Peace.

Per questa edizione il tema è stato l’ecologia ed il Premio è stato assegnato a padre Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, in provincia di Napoli, da sempre impegnato nella lotta contro i clan, per la difesa dell’ambiente e della vita.

La cerimonia di consegna del Premio si svolgerà nel Comune di Sant’Arsenio alla presenza del Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro padre Antonio De Luca il prossimo 20 settembre alle ore 18.00 nella piazza principale del paese.

Il Festival della Teologia, giunto quest’anno alla sua settima edizione, è promosso dall’Azione Cattolica in collaborazione con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Matteo” di Salerno e con la Pontifica Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale della quale l’ISSR è diretta emanazione. Nelle sue tappe estive ha coinvolto anche le Diocesi di Vallo della Lucania, con le tre serate in piazza ad Agropoli (SA) con l’intervento di docenti della facoltà teologica (Antonio De Marco, Filomena Sacco e Roberto Piemonte), e l’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, con la mostra ScanDalì nel Comune di Caggiano (SA).

Patriciello è una figura di riferimento nella lotta alla camorra, tanto da dover viaggiare da anni sotto scorta per aver denunciato pubblicamente le connivenze che hanno deturpato il territorio campano per favorire gli interessi dei clan della camorra. Il suo impegno si caratterizza anche per una strenua difesa della vita nascente nella piena fedeltà a quella cultura del creato che Papa Francesco ha posto in evidenza nella Laudato si' attorno al concetto di ecologia integrale. Proprio la capacità di farsi interprete del Vangelo vissuto nelle periferie esistenziali dalle quali si lascia costantemente coinvolgere fa di padre Maurizio Patriciello un testimone autentico di quella cultura del creato che mette al centro ogni uomo nella sua piena dignità.

Come mette in evidenza la motivazione del Premio, Maurizio Patriciello è «Voce di uno che grida nel deserto: nel deserto dell'omertà, nel deserto delle coscienze sopite, nel deserto delle convenienze di parte. Ma il grido del Vangelo risuona nella vita, nelle parole e nelle opere di padre Maurizio Patriciello e ricorda a tutti che soltanto nella pienezza dell'ecologia integrale si può costruire un nuovo senso di pace, di fraternità e di amore».

apolitoNegli ultimi giorni di questo caldo agosto, appena trascorso, a Sieti, un delizioso Casale, dei sei di Giffoni Sei Casali, in provincia di Salerno, si è svolta la festa dell’Antropologia, manifestazione, curata, debitamente, dal Prof.re Paolo Apolito, antropologo, che si è speso prima presso l’Università di Fisciano e poi presso l’Università di Roma tre.

Sotto il grande tiglio e dinanzi allo spazio lucido della chiesa del Santissimo Salvatore, piazza Corte dei Santi, l’appuntamento. Ancora tutti insieme ed in semplicità, per rivivere le magiche atmosfere del Campus in Festa, vissuti qualche tempo addietro, presso l’Università di Fisciano ed organizzati, proprio da lui, dal Prof. re Paolo Apolito. Lo ritrovo uguale (N.D.R.) dei suoi capelli, codino compreso, la stessa voce suadente, impastata di raffinato rotacismo e la mise disinvolta dei jeans che gli restituiscono la stessa immagine nel tempo. Tanta gente raccolta, di varia età, che vuole partecipare alla “Festa”, quella collettiva, quella che   oscura le inibizioni e dà la gioia della partecipazione, quella che veramente spazza via i pensieri ed il caldo che ci assale. Accade che a divertire siano giovani di grande talento, immediata la qualità, istantanea l’élite culturale, veloce la fruizione. Di seguito le performance dei giovani discepoli mostrano il loro saper fare ed è un piacere essere irretiti nei nuovi circuiti, come il contrabasso che duetta con lo stropiccio della carta, il canto dell’uccello grifone, che tenta una morale nel finale, il giovane di colore, cielo nero e tanta luce, lasciata la sua danza che porta, fino a Sieti, le sue radici, lanciarsi in una coinvolgente tammurriata. Manca ancora qualcosa per essere “Festa”, quella inclusiva, quella che riporta alla vita semplice dei nostri predecessori, dove la musica, per le serate scacciapensieri sull’aia, terminato il duro lavoro dei campi, era battuto sulle tammorre, fatte di pelle essiccata di pecora o di capra, a rendere le armonie mancanti. Appare, così, come figura attesa, Antonio Giordano con la sua fedele zampogna per tornare indietro, fino alle radici del nostro sentire. Addossato alla chiesa, un tavolo di fortuna con vari companatici, dolci e vino, portati un po' da tutti, sono pronti ad essere divisi con semplicità tra quanti sono presenti.

Grazie Paolo per questa sferzata di giovinezza, al prossimo anno e per intanto “Antropologo a domicilio” a mantenere il posto caldo.

Maria Serritiello

8 sett 2024 teatroDue prestigiosi eventi in replica e ad ingresso libero, al Teatro Di Costanzo-Mattiello di Pompei, in Via Sacra 37, l’8 ed il 14 Settembre, direzione artistica e produzione di Eugenio Paolantonio, con il Patrocinio ed il sostegno della città di Pompei e dell’associazione culturale Temistocle Marzano.

L’opera “La Traviata” di Giuseppe Verdi, rappresentata il giorno 8 settembre, in forma di concerto è stata diretta dal giovane Maestro al suo debutto: Nicola Polese ed accompagnata dal concertatore e direttore: Maestro Giuseppe Polese. Il bel canto è stato espresso da:

Chiara Palese (Soprano), Davide Battiniello (Tenore), Francesco Auriemma (Baritono), Martina Sannino, Salvatore Vitiello, Raffaele Vitiello, Michele Murano, Davide Sabatino.

Coro Filarmonico: Jubilate Deo

Orchestra: Temistocle Marzano

 

Per saperne di più

Il nome, Temistocle Marzano, è stato dato all’ orchestra, in onore del compositore nativo di Procida (2 gennaio 1821), ma salernitano di adozione, sconosciuto ai più. Il Maestro ha dedicato alla città di Salerno, in segno d’affezione, l’opera “I Normanni a Salerno” su libretto di Leone Emanuele Bardare. Esiste una querelle, non risolta, su quale opera fu inaugurato il massimo cittadino di Salerno, il 15 aprile 1872, se la composizione del Maestro Marzano o il Rigoletto di Giuseppe Verdi.

Il dottor Eugenio Paolantonio, Presidente dell’Associazione Culturale “Temistocle Marzano”, dopo lunghe ricerche, ha ritrovato la partitura originale dell’opera, ridandola con passione, alle scene del Teatro Verdi di Salerno, nel 2006, dopo 133 lunghissimi anni.

Gli applausi, generosi e sentiti, tributati a tutti gli artisti, sono stati segno di riconoscenza e piacevolezza, per uno spettacolo di sì grande formazione. Le professionalità di tutti sono da solenne encomio. Utile, poi, per la comprensione su quanto veniva rappresentato in scena, la guida all’ascolto del Maestro Giuseppe Polese, che ha consegnato la bacchetta di direzione dell’orchestra, al giovane nipote Nicola, un passaggio di testimone toccante e di intima emozione.

Gran Gala Pucciniano (sabato 14 settembre)

Celebrazioni per il centenario della morte di Giacomo Puccini

(Lucca 22-12-1858----Bruxelles 29-11-1924)

 

Il meglio di Giacomo Puccini, per l’incanto del pubblico presente, nella persona degli artisti: Davide Bandinello (Tenore), Sarah Agostinelli (Soprano), Elisabetta Vilni (Soprano).

Orchestra: Temistocle Marzano

Direttore: Stefano Sovrani

Direttore Artistico e di Produzione: Eugenio Paolantonio

Responsabile orchestra: Paola Astarita

*Programma di sala

Le Villi: Preludio, Torna ai felici di

La Rondine: Chi il bel sogno

Madama Butterfly: Un bel dì vedremo

Manon Lescaut: Donna non vidi mai

Gianni Schicchi: O mio babbino caro

Tosca: Vissi d’arte, vissi d’amor // E lucean le stelle

Suor Angelica: Intermezzo

Turandot: Nessun dorma // Tu che di gel sei cinta

Boheme: Quando men vo //Sì mi chiamano Mimì // O soave Fanciulla

 

Maria Serritiello

 

 

CORTILE DI FRANCESCO: NELL’ULTIMA GIORNATA SI PARLA DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE E INCLUSIONE

  Nel pomeriggio la firma del manifesto sull’IA e l’incontro con la Ministra Locatelli in vista del G7 di ottobre
 
Cortile di Francesco 15 9 2024ASSISI (PG) -  Qual è il ruolo dell'Intelligenza Artificiale rispetto al fattore umano, considerando le opportunità e gli aspetti contraddittori che questa porta con sé? A che punto siamo oggi come società in tema di inclusione? Quali le sfide, le prospettive, le criticità? Sono le domande a cui si cercherà di dare risposta nell’ultima delle quattro giornate centrali di “CorporalMente”, la decima edizione del Cortile di Francesco, che nel pomeriggio di oggi vedrà lo svolgimento degli ultimi eventi. Alle 16, presso la Sala Cimabue del Centro Convegni Colle del Paradiso, si terrà la presentazione dell’AI Assisi Act, documento nato dalla collaborazione tra Ordine dei Giornalisti dell’Umbria, Sacro Convento di San Francesco in Assisi, RAI Umbria, Universitá degli Studi di Perugia e Confindustria Umbria, che si pone come obiettivo quello di fungere da vademecum a servizio degli operatori della comunicazione, per un approccio sapiente e corretto di fronte alla grande opportunità che è l’Intelligenza Artificiale. Parteciperanno alla tavola rotonda esperti del campo ed istituzioni che hanno contribuito alla stesura del documento finale. Alle 18.30 la riflessione si sposterà sui temi della diversità e dell’inclusione. Il panel, anticipazione del G7 del prossimo ottobre, vedrà la partecipazione delle istituzioni con la presenza del Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli e della presidente della Regione Donatella Tesei; saranno in realtà protagoniste le testimonianze di chi vive quotidianamente le disabilità con la presenza della presidente dell’Istituto Serafico di Assisi Francesca Di Maolo, l’influencer Benedetta De Luca e il Portavoce Nazionale Piam-Anffas Enrico delle Serre. La moderazione sarà di Sergio Casagrande, direttore del Corriere dell’Umbria. Entrambi gli eventi avranno traduzione LIS, sottotitolaggio per non udenti e audiodescrizione per non vedenti grazie a Rai- sede regionale Umbria e Rai Pubblica Utilità. A chiudere gli eventi serali sarà “Il sogno”, spettacolo teatrale dei ragazzi dell’Istituto Serafico.
I panel della giornata saranno anticipati, alle 15, presso la Piazza Inferiore, dalla presentazione delle sculture di legno realizzate in questi giorni da Raul Barattin, Inma García Arribas e Toni Venzo in diretta sulla pagina Instagram Cortile di Francesco. Ieri sera il sagrato della chiesa superiore della Basilica si è animato con la rivisitazione in chiave contemporanea del Requiem K. V. 626 di Mozart ad opera del violinista Andrea Di Cesare (compositore e violinista, tra gli altri, dei Maneskin e dei Pinguini Tattici Nucleari) con violino elettrico, looper, campionatori e synth. Una novità che i frati del Sacro Convento hanno accolto con gioia aprendo per la prima volta il complesso della Basilica alla musica sperimentale. Un tema emerso più volte in queste ultime giornate è stato quello della speranza: essa genera benessere e longevità, argomento del panel del sabato pomeriggio che ha visto il confronto di approcci diversi alla salute. Massimo Mercati (AD di Aboca), Monica Poggio (AD di Bayer Italia) e Andrea Baccarelli (preside della facoltà della Harvard T. H. Chan School of Public Health) hanno portato il proprio contributo in un dibattito in cui è emerso come ci sia un’urgente necessità di cambiare il modello di sviluppo e di vita. Le scelte individuali si sommano a quelle della società: è necessario trovare un equilibrio, e questi approcci diversi non sono contrapposti l’uno all’altro ma complementari. Anche l’arte ha trovato spazio negli appuntamenti della giornata di ieri: al mattino si è tenuta la visita guidata nel Museo del Tesoro della Basilica a cura della dott.ssa Cristina Roccaforte dedicata al tema delle stimmate, mentre nel pomeriggio il direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria Costantino D’Orazio ha condotto il viaggio sulla rappresentazione del corpo nella storia dell’arte, partendo dall’immagine razionale delle cariatidi greche fino ad arrivare all’uso dell’Intelligenza artificiale.

Martedì 3 settembre 2024, alle ore 17.30, presentazione dell'opera “Teatro e teatri a Salerno” di Francesco Tozza, presso la Pinacoteca provinciale di Salerno.

 

Locandina Volumi 250Martedì 3 settembre 2024, alle ore 17.30, presso la Pinacoteca provinciale di Salerno verranno presentata l’opera in due volumi “Teatro e teatri a Salerno” di Francesco Tozza, D'Amato Editore. Conduce Luciana Libero. Saluti istituzionali di Giovanni Guzzo, vicepresidente della Provincia di Salerno e Alfonso Conte, presidente della Società Salernitana di Storia Patria. I volumi saranno presentati da Rino Mele e Pasquale De Cristofaro.

Frutto di una ricerca documentaria, lunga e appassionata, tesa sempre a “rendere significante” il documento, il lavoro analizza l’attività musicale, e teatrale in senso lato, di una città di provincia (intensa e per più ragioni tutt’altro che secondaria), facendo riferimento – per quest’ultima in particolare – non solo agli eventi rappresentativi tradizionalmente intesi, ma anche alle diverse pratiche di comportamento spettacolare che l’hanno caratterizzata, coerentemente ad un’idea di teatro comprensiva di “fatti estetici” ma anche “di altri, variamente culturali e morali”, secondo la felice intuizione del giovane Croce, purtroppo poi dallo stesso abbandonata. Si tratteggia, quindi, il trascorrere storico delle diverse forme di “teatralità diffusa”, marcatamente presenti all’alba dell’età moderna, poi solo vagamente conservatesi (i teatri prima del teatro), per giungere infine alla nascita dei luoghi scenici come luoghi deputati, esaminandone la variegata vita artistica fino alla non casuale scomparsa di molti di essi. Di uno in particolare si narrano le complesse vicende: il Teatro Municipale G. Verdi; cogliendo peraltro – con la relativa Cronologia – relazioni, influenze, conflittualità, comunque interconnessioni con la vita culturale della città, almeno fino a quando ha mantenuto in essa un ruolo egemone. Tramontato il quale, la stessa Cronologia è divenuta analisi/riflessione su tempi e spazi complementari o alternativi di quella vita culturale, emblematicamente riportando il discorso a quel concetto di “teatralità diffusa” (certo di segno parzialmente diverso) che in precedenza l’aveva caratterizzata.

Francesco Tozza ha insegnato filosofia nei licei, collaborando contemporaneamente e per molti anni all’attività didattica e di ricerca presso la cattedra di storia del teatro (prof. A. Mango) dell’università di Salerno. Critico teatrale da alcuni decenni, ha scritto fra l’altro per quotidiani come «Il Mattino» e «La Città», per periodici come «Il Ponte» e «Lo stato delle cose», per riviste teatrali come «Prima fila», divenuta «In scena» in versione cartacea, poi online. Fra le sue pubblicazioni: l’edizione critica di uno dei primi trattati di recitazione dell’Ottocento italiano: G. Angelo Canova, Lettere sopra l’arte d’imitazione, dirette alla prima attrice Anna Fiorilli Pellandi, Pironti, Napoli 1991 (con un’ampia introduzione, storico-antropologica, sulle complesse problematiche poste dall’identità dell’attore); Dal Living al Teatrogruppo: l’età delle passioni forti, in AA.VV., La costruzione del nuovo: 1966-1976. Documenti. Immagini. Testimonianze, Salerno 2005; la postfazione al libro di Maddalena Lenti, Luca Ronconi. Un’idea di teatro. Conversazioni e testimonianze, Mimesis, Milano 2011.

pittura pitturaA Stella Cilento, a 73 Km da Salerno, da 21 anni, esiste e resiste una rassegna di arte contemporanea intitolata “Stella in Arte”. “Pittura Pittura” questo il nome, dato all’esposizione dal 23 luglio, che continuerà fino al 18 agosto, presso la cappella di Sant’Antonio da Padova, un gioiello del 1600. Del tutto restaurata, conserva intatto il fascino del piccolo scrigno, con, affreschi parzialmente recuperati e l’altare in marmo policromo, sul quale si appoggiano, ben conservate, le statue di Sant’Antonio, San Leonardo, San Pasquale.

Le opere, attaccate al muro, sono sei di numero, per Liberatore Rossano da Maratea (PZ), classe 1969, e 4 per Yan Xu, da Shandong (Cina) classe 1996

Ad iniziare la meritevole opera, 21 anni fa, fu il Maestro di arti pittoriche: Franco Massanova, a cui va tutta l’ammirazione per il suo credere incondizionatamente nell’arte e nel voler legare il nome di Stella Cilento ad una rassegna importante e ricordevole, in un paese di non più di 800 anime, chapeau! Peccato non aver potuto godere di questa sua creatura, che ad oggi, ogni anno, raccoglie intorno a sé pittori e stimatori. A continuare il progetto, però, c’è chi nel suo segno, è instancabile organizzatore, il nome Silvio Massanova ce lo fa amare, perché è suo figlio. Durante gli anni si sono accumulate più di 160 opere contemporanee, doni degli espositori alla rassegna, che andranno ad arricchire in un futuro, ci si augura, non di là da venire, il museo di arte contemporanea, immaginato dall’iniziatore Franco Massanova, per il suo piccolo, grande paese, che già nel nome si eleva nel cielo.

Cristina Tafuri, Professoressa e Critico d’ Arte

Così Cristina Tafuri, citando Croce: “Si è deciso, di presentare due artisti Rossano Liberatore e Yan Xu, in apparente antitesi, che fanno della pittura e dell’arte in genere, come una necessità, come uno stadio della storia ideale dell’umanità, come un modo di espressione prelogica, come qualcosa di necessario, d’inevitabile e di organico. Le arti visive oscillano tra una civiltà meccanica ed elettronica ed una tecnica artistica nel suo giro di accumulo tra sfere intuitive ed intellettive. “Non si pretende”, continua Cristina Tafuri “ un aut, aut, tra questi modi di fare arte, ma di riprendere per la pittura il gesto sciamanico di tornare alla terra in senso metaforico. Tra una proiezione sempre più sistematica verso l’intelligenza artificiale c’è lo spazio non asfittico per chi decide, con un gesto perentorio di esprimersi con il segno, il colore, la luce, l’ombra. Nell’atto del dipingere ci sono impronte di gesti e di movenze anche libidiche, impronte di tutta la gestualità della prassi lavorativa e di tutto il sistema profondo delle pulsioni (Dino Formaggio). Pittura che si esplica sia quando ci accostiamo al visionario figurativo di Yan Xu , sia quando il colore ed il segno sono primari linguaggi lessicali nell’opera di Rossano Liberatore”

Yan Xu s’ispira alla realtà che lo circonda, ossia la pubblicità, la televisione, i mass-media, mentre per Rossano Liberatore, il quadro è un immenso campo di vibrazioni cromatiche. Per l’estrema parsimonia di mezzi e l’essenzialità delle linee, lo si accosta, per certi versi, al pittore terzignese Salvatore Emblema.

E’doveroso aggiungere un grazie sentito, affettuoso ed amicale per la Prof.ssa Cristina Tafuri presente, con le sue preziose analisi, fin dalla prima edizione

 

Angelo D’Amato, Professore e Critico d’Arte

“L’edizione di quest’anno di Stella in Arte mette a confronto due artisti diversi sia per età anagrafica, sia per stili”, dice Angelo D’Amato, “infatti le opere di Rossano Liberatore, tracciano il confine tra apparenza e realtà. Questo dualismo ci catapulta in una dimensione, in cui dire dell’apparenza come qualcosa di effimero, rimanda a considerare la realtà come un’entità concreta che si cela dietro il mondo delle apparenze. Lo sguardo dell’artista cerca i colori, li individua e li accomuna a segni che spesso slabbra oppure cancella per dare alla visione un nuovo statuto in termini di disposizione compositiva. I titoli che Liberatore dà ai suoi dipinti nascono da un chiaro riferimento a delle visioni che si rinnovano continuamente in quanto coadiuvate dalle sensazioni. Con l’artista cinese Yan Xu ci troviamo in presenza di un mondo in continuo mutamento, un universo che ha tutte le caratteristiche di un <ritorno al futuro>. È mondo assolutamente contemporaneo che ingloba ogni particolare paesaggistico, nel tentativo di riprodurre uno spazio ipnotico e ammaliante. C’è, con ogni probabilità il desiderio di riesumare alcuni caratteri del Surrealismo, forse, anche se parlare di sogno è abbastanza anacronistico. Il mondo di Yan Xu è un mondo più che reale, in cui l’uomo è la parte debole, trascinato, suo malgrado, in una dimensione altra, straniante e piacevolmente atemporale”

 

Il taglio del nastro, alla presenza del primo cittadino Francesco Massanova che ha speso parole elogiative e di orgoglio per “Pittura Pittura” di tanti stimatori di arte e di amici, venuti appositamente, anche da 79 km di distanza, ha avuto il sapore delle cose semplici ma buone. La brochure, elegante, in 800 copie e che illustra le opere, la si deve al progetto grafico di Silvio Massanova.

***

Per chi ama praticare turismo di prossimità e godere i vantaggi di un viaggio breve, appena fuori paese, discosta e volutamente appartata c’è l’accogliente struttura de “La Roccia” che fa dell’ospitalità informale, senza tralasciare la professionalità, un punto d’onore. Una strada asfaltata di fresco, si allontana dalla camminata, che porta su in montagna e devia, scendendo a valle tra alberi e frescura. Nel fondo, una costruzione ammodernata, ben tenuta, ma che conserva intatto il fascino della vecchia struttura, accoglie come si conviene. Protetta dalla massa imponente del Monte Stella, l’agriturismo “La Roccia” offre, allo sguardo di chi arriva, un’incantevole veduta di tutta la valle sottostante, con Vallo della Lucania, protagonista. La titolare, la Signora Giusi e là che riceve, con la semplicità più ovvia, senza orpelli linguistici, ma già ti riconosce, per aver parlato al telefono, all’atto della prenotazione.

Nel 2008 il padre di suo marito, pensò di rilevare il terreno ed il rudere roccioso, da cui il nome, per la quantità di materiale pietroso ricavato ed usato. Più tardi suo marito, lei ed i figli pensano ad un’attività sul posto a conduzione familiare e così la struttura si correda di un’ampia sala ristorante, di spazi esterni per mangiare al fresco e di una considerevole piscina, uno spaccato di acqua azzurra, circondata da verde incontaminato. Sei sono le stanze, perfettamente climatizzate, pulite, arredate con gusto e con tutti gli accessori che servono ad un buon soggiorno. Anche la cucina si allinea a tutto il resto, il cibo è genuino e si gusta con un piacere in più, sapendo che la materia prima è raccolto della terra. Non manca il forno per le pizze ed il servizio a tavola è porto con grazia, tra l’altro, da personale dell’est. Due vecchi cani, girano mansueti e dormono sdraiati all’ingresso, cotti dal caldo e dall’attesa di visi nuovi che vanno, che vengono perché venire e poi tornare all’agriturismo “La Roccia” è e sarà un piacere.

Maria Serritiello

i concerti di villa guariglia 2024Continua, in questa estate infuocata, il fresco refrigerio dei Concerti di Villa Guariglia in tour e dell’area archeologica di Fratte. Così, mercoledì 24 luglio, si è assistito un omaggio vigoroso al gruppo musicale dei Queen, nato a Londra nel 1970, con al suo interno la poderosa voce di Freddie Mercury. nonché virtuoso al pianoforte. A dirigere l’orchestra sinfonica abruzzese, di 40 elementi, più cantante: Antonello Carrozza e vocalist, il pregevole Maestro direttore ed arrangiatore: Roberto Molinelli. Una hit parade dei migliori successi della band, che ha fatto muovere e ballare, da seduto, il pubblico, accorso numeroso sull’onda della nostalgia. Ogni pezzo intonato dall’eccezionale cantante, è diventato eco nell’area archeologica, un tutt’uno con i ricordi personali di ognuno dei presenti.

Ed al pezzo “Radio Gaga” ho ricordato (N.D.R) gli alunni di Siano, in palestra a comporre le movenze per il balletto finale, così come per “Somebody to love”, sparato a tutto volume, nell’intervallo, dagli altoparlanti della scuola, usati, vivaddio, non solo per severi avvisi del Signor Preside. Si, Freddy, una voce, un incanto per sempre che Antonello Carroza ha fatto rivivere con poco rimpianto.

Un elogio particolare ai componenti dell’orchestra Suoni del Sud, che per due ore, bis compreso, hanno eseguito brani, senza risparmio e con entusiasmo dovuto, iniettato nelle loro vene dall’impareggiabile Maestro Roberto Molinelli.

Una bella idea, quella dell’orchestra Suoni del Sud, rendere a tono sinfonico pezzi di musica leggera, come già la London Symphony Orchestra che fu fondata nel 1904 e fu la prima orchestra indipendente nel Regno Unito.

Maria Serritiello

premio charlot 2016Non avere nel sotto piazza della Concordia, il palco montato per il Premio Charlot, storica manifestazione giunta alla 36esima edizione, è davvero una tristezza incredibile. Il luogo deputato, che con il quadrato tubolare, a mo’ di cornice, ridisegnava i Monti Lattari, il Castello di Arechi, il cielo illuminato dalle stelle ed il mare con i riflessi della luna, come in un quadro, ora si mostra in tutto il suo utile squallore: un parcheggio di macchine.

Che cosa sia successo non lo so, né lo voglio sapere, le ragion di stato m’infastidiscono, non poco, so solo che la kermesse è stata considerata, forse, un contenitore d’intrattenimento di non pari dignità. Sbagliatissimo, perché ridere, ma lo Charlot non era solo risate, è toccasana per la salute, soprattutto in momenti bui come quelli che attraversiamo

Allora ben ha fatto Claudio Tortora, patron dello storico premio, famoso in ogni dove, notevole biglietto da visita per l’emergente vita turistica in città, navi da crociere e aeroporto in movimento, ormai, ad elencare momenti sfilati sul palcoscenico, che io vorrò ripetere, per la memoria di ognuno

E andiamo ad iniziare.

21 luglio 1989: a Salerno la comicità di Franca Valeri tiene a battesimo il Premio Charlot

La seconda serata della prima edizione del Festival della Satira all'insegna della grande attrice. A seguire sul palco, Gino Bramieri e Gioele Dix. Il primo vincitore della gara tra giovani cabarettisti è il pugliese Enzo Sarcina

l cartellone degli spettacoli estivi, che da due anni si chiama “Viva l’Estate” ed è il contenitore di tutti gli eventi promossi dal Comune di Salerno, da giugno fino a settembre inoltrato, si arricchisce di una nuova manifestazione che va ad aggiungersi alle già blasonate Salerno Festival, Festival del Jazz, Cinema allo stadio e all’emergente Teatro dei Barbuti: si chiama Premio Charlot – Festival della Satira e si svolge per quattro serate, dal 20 al 23 luglio sul forte La Carnale, con grande partecipazione di pubblico. Ad organizzarlo è Claudio Tortora, eclettico attore e autore salernitano con trascorsi nella musica e nel cabaret (memorabile il trio La Rotonda che formò con Giuliano Avallone e Antonio La Monica), sotto la direzione organizzativa del promoter Carmine Giannella.

L’obiettivo è ambizioso: individuare e premiare i nuovi protagonisti della comicità senza però tralasciare quelli che sono i “mostri sacri” della risata all’italiana. Ben diciotto i partecipanti alla prima edizione, votati direttamente dal pubblico. A vincere è il barese Enzo Sarcina mentre Gioele Dix, protagonista con il suo monologo nell’ultima serata, conquista lo Charlot d’Oro destinato ai comici già affermati. Nel corso degli anni il Premio Charlot ha lanciato sul panorama nazionale giovani emergenti che sono poi diventati Ficarra e Picone, Dario Vergassola, Alessandro Siani, Luciana Littizzetto, tanto per citarne solo alcuni.

La prima serata della prima edizione vede la partecipazione di Nino Frassica, reduce dal successo tv di “Indietro Tutta”. E dallo show notturno di Renzo Arbore proviene anche il direttore artistico del festival, è Rita Vicario, la regista del programma diventato fenomeno sociale, culturale e di ascolti. La seconda serata è nel segno di una grande, caustica attrice comica (e non solo): Franca Valeri. Gli spettatori impazziscono di fronte al suo repertorio fatto di Signorine Snob e signore Cecioni. Nella terza il protagonista indiscusso è Gino Bramieri con le sue irresistibili barzellette. Buona la prima, il Premio Charlot continuerà la sua navigazione, ospitando e premiando nomi altisonanti dello spettacolo nazionale e internazionale accanto a giovani emergenti, tra Salerno e Paestum, fino all’edizione 2024, la 36esima, temporaneamente sospesa per mancanza di fondi pubblici.

Aspettando il Premio Charlot di Claudio Tortora, mi auguro che non sia o richiami la più famosa attesa del teatro beckettiano: Aspettando Godot!!!

Maria Serritiello

Vietri in Scena. Martedì 30 luglio ore 21, a Marina Belvedere "Due Fratelli" di Vietri sul Mare, spettacolo "Trio Malinconico". Ingresso libero

 

TrioMalinconico27072024 250Prosegue a Marina Belvedere "Due Fratelli" di Vietri sul Mare, martedì 30 luglio, con lo spettacolo "Trio Malinconico", la IX stagione di Vietri in Scena, diretta dal Maestro Luigi Avallone, con il sostegno del sindaco di Vietri sul Mare, Giovanni De Simone e dell'assessore ad Eventi e Cultura, Daniele Benincasa.

Metti insieme uno scrittore e due musicisti appassionati di jazz, aggiungi la notorietà ottenuta dal personaggio principale l’Avvocato Malinconico, tratto dalla trilogia dello scrittore Diego De Silva edita da Einaudi, (Avvocato d’insuccesso, civilista, semi disoccupato e quasi divorziato. È un personaggio che affronta con filosofia la vita e anche quando perde, cosa che accade spesso, riesce sempre a trovare un modo per sorridere) e il gioco è presto fatto: ecco il "Trio Malinconico", composto da Diego De Silva, voce recitante; Stefano Giuliano, sassofono e Aldo Vigorito contrabbasso, che unisce musica e letteratura in una forma di spettacolo che permette ad entrambe le forme espressive di parlare una lingua comune, conosciuta in tutta Italia. Il ritmo della scrittura narrativa va di pari passo con la circolarità armonica e ritmica del jazz, dove c'è un continuo rimando di variazioni sullo stesso tema: musica e scrittura raccontano insieme, offrendo allo spettatore l'alternanza fra brani letti, recitati, ed esecuzioni di pezzi che di volta in volta i musicisti eseguono affidandosi spesso all'improvvisazione: il pubblico, catturato dalla musica dal vivo in una formazione essenziale, unplugged, costituita da contrabbasso e sassofono, sta al gioco e si diverte.

Inizio spettacolo ore 21:00, ingresso libero.

Altri articoli...

Off Canvas sidebar is empty