Una deliziosa serata di teatro è stata messa su, nei giorni scorsi di sabato e domenica, dalla coppia Tota- Guerra, per la giocondità dell’affettuoso pubblico del Genovesi. Il titolo “Vita da Anziani”, fa il verso ai simpatici coniugi che, non me ne vogliano, di anzianità se ne intendono abbastanza. Lo spettacolo, nato sui social, ha avuto un così strepitoso successo tra i follower, tanto da considerare di trasportarlo dalle mura domestiche, in teatro. Ed eccolo il salotto di casa Tota arrivare uguale in scena, la luce è soffusa, la lampada è bassa, un tavolinetto al lato del divano è pronto ad accogliere tutto il contenuto delle tasche del Professore. C’è bisogno, per iniziare lo spettacolo, di chi lo annunci, operazione tenuta solitamente dalla paziente Angela, ma nei due giorni di spettacolo lei non ci pensa affatto, presa e compresa dalla recitazione. S’intuisce da subito che non spira aria buona per il povero Professore Tota, che smarrito e senza la pragmaticità della moglie, va, in scena, avanti ed indietro senza essere in nessun modo efficiente. Intanto lei, con un libro tra le mani, legge con puntigliosità, senza perdere di vista ciò che il marito compie o sta per farlo, pronta a ironizzare sulle sue maldestre prestazioni. Tota e Guerra sono due coniugi, come ce ne sono tanti ed anche presenti in teatro, che ogni giorno, all’interno delle loro case, inventano giornate da trascorrere, lontani dalla vita tumultuosa e produttiva. Ed allora prendono importanza per le loro discussioni, l’alimentazione, la salute, la socializzazione, lo sport, la Salernitana, i viaggi, la collaborazione, la cultura, il tutto condito da ironia e sagacia. Uno spaccato di vita ordinaria, un elogio alla normalità, un insieme di azioni, finalmente più lente, senza la frettolosità dei tempi moderni; perdersi per gli occhiali che non si trovano, del telefonino che non si riesce a farlo funzionare, dell’elenco della spesa scritto su foglietti volanti e regolarmente dimenticati e dei tanti automatismi che ci fanno scordare il posto degli oggetti. Certo Angela, appare l’angelo castigatore, nel sottolineare con troppa ironia l’inesperienza di Enzo e lui a sua volta non sarà stato così maldestro nel compiere facili azioni, ma tant’è è il teatro che lo vuole e loro si offrono volentieri al gioco delle parti. Fatto sta che più di una coppia, avanti negli anni, presente in teatro, ha trovato possibile il loro benevolo rintuzzarsi, somigliante al proprio. E così “Vita da anziani”, ovvero le stripes costruite in semplicità e linguaggio privo di orpelli, hanno il pregio di rispecchiare la vita reale di tante coppie alle quali va l’augurio che Enzo Tota rivolge, in modo tenero, alla sua Angela, compagna di vita da innumerevoli anni: “dovessi rinascere di nuovo, ti sceglierei sempre al mio fianco”.
Luci. Musica e quant’altro: Marcello Andria
Maria Serritiello
Evento da segnare in rosso sull'agenda degli imperdibili il concerto che venerdì 6 dicembre vedrà in pedana al Moro di Cava dei Tirreni il trio composto da Fabrizio Bosso alla tromba, Lorenzo Tucci alla batteria e Daniele Sorrentino al contrabbasso (concerto alle ore 22, Info e prenotazioni al 3403939561).
Una gradevole serata di cabaret, al Teatro Ridotto di Salerno, nella seconda serata di “Che Comico ‘24/25’, iniziato il 2 novembre, con le consuete due serate del sabato alle 21,15 e della domenica alle 19, 00 e con un nutrito programma che va avanti fino ad aprile. Due, gli attori sul palco, Peppe Laurato e Salvatore Turco in Remeber Show, l’uno la spalla dell’altro e così ha funzionato per tutta la durata dello spettacolo. Battute ad effetto, costruite per giungere nel culmine del finale a provocare la risata spontanea e l’applauso convinto. I testi, scritti da loro, sono per certi versi un esercizio linguistico di facile costruzione, di come se ne inventavano a iosa tra i banchi di scuola, tra due compagni affiatati. A volte nel momento scenico ne aggiungono altre di battute, inventate al momento, divertendosi loro stessi ed il pubblico, che ne intuisce la provenienza. Il canovaccio prosegue nell’evidenziare la corpulenza di Peppe Laurato da parte di Salvatore Turco che a sua volta ha delle mancanze, per esempio le sue battute non sono sempre efficaci, naturalmente è tutta scena, come se si recitasse a soggetto. Intanto il pubblico si diverte e si divide, tanto da parteggiare a volte per l’uno, altre volte per l’altro, un gioco piacevole delle parti, ne risulta, così uno spettacolo delizioso, privo di parole volgari e se qualche volta scappa è ben tollerata dal pubblico, che intanto collabora dialogando con gli attori ed a produrre battute su battute. Io stessa (N.D.R.) mi sono esposta ad osteggiare Salvatore Turco in favore di Peppe Laurato, che sì conoscevo di più per essere stato altre volte al Ridotto, una di queste, proprio lo scorso anno. Due attori spontanei, professionali e bravi a rendere credibile fino alla fine il loro spettacolo.
…Il 19 agosto 1839 nasce la fotografia e la protagonista non è la macchina fotografica, che verrà successivamente modificata, ma la LUCE. La "Luce", elemento cosmico, viene manipolata e così il fotografo diventa un pittore di luce… ed Enrico Salzano, l’artista che espone in questi giorni, al Civico 23, lo è!
La mostra fotografica che si inaugura sabato 23 novembre alle 12 sarà visitabile dal 23 novembre 2024 al 13 dicembre 2024 e di nuovo dal 7 gennaio 2025 all'11 gennaio 2025, dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 17. Le foto sono di Giovanni Ambrosio, la curatela di Michela Fabbrocino e Roberta Fuorvia, segretari di produzione Teresa Napoli e Napoleone Zavatto, allestimento Sabrina Del Gaudio, relazioni esterne Rosanna Mesce.
È stata nominata "Operazione Cariatide" - dal titolo di un’opera attribuita ad Amedeo Modigliani – l’indagine transnazionale che ha portato al sequestro di oltre 2100 oggetti d’arte contemporanea che, se immessi sul mercato, avrebbero generato un danno economico di oltre 200 milioni di euro.
che hanno preso coscienza della dimensione del fenomeno. Falsi d’arte accanto a falsi documentari, in un dialogo che svela le necessità e gli interessi che stanno dietro alla contraffazione di un’opera, a spiegare un fenomeno che ha accompagnato la produzione culturale di ogni tempo, di volta in volta percepito come lecito, illecito, utile, divertente.
Dopo l'esempio fornito con il precedente appuntamento di domenica 3 novembre sempre in cappella Palatina, l'evento vuole offrire la dimostrazione ulteriore che l'animazione musicale della liturgia della messa ancora oggi può essere realizzata impiegando musiche di tradizione colta anche molto lontane dal gusto attuale, addirittura risalenti al medioevo.
Anche quest’anno l’Associazione ALTANUR, presieduta dal Prof. Roberto Germano, cercherà di creare l’atmosfera di perfetta connessione tra le diverse branche del sapere grazie a scienziati e personaggi del mondo della creatività e dei media capaci di trattare interessanti tematiche in modo non convenzionale. Tra gli ospiti Paolo Silvestrini e Syusy Blady.
Pianista, compositore, arrangiatore Pieranunzi è tra i più noti e apprezzati protagonisti della scena jazzistica internazionale. Ha registrato più di ottanta incisioni spaziando dal pianoforte solo al quintetto e collaborando, in concerto o in studio con superstar del calibro di Chet Baker, Lee Konitz, Paul Motian, Charlie Haden, Chris Potter, Marc Johnson, Joey Baron. Si è esibito, sui palcoscenici dei principali jazz festival.É l’unico musicista italiano ad aver suonato e registrato più volte nello storico “Village Vanguard” di New York.Tra i numerosi riconoscimenti per la sua attività musicale le tre affermazioni come miglior musicista italiano nell’annuale referendum “Top Jazz” della rivista “Musica Jazz”, il “Django d’Or” francese come miglior musicista europeo, l’Echo Award in Germania come “Best International Piano Player”. Allo studio e analisi del suo originale linguaggio musicale sono state dedicate tesi di laurea e di dottorato.Numerose sue composizioni sono diventate veri e propri standard eseguiti e registrati da musicisti di tutto il mondo e sono state pubblicate nei prestigiosi “New Real Book” statunitensi. Tra queste “Night Bird”, “Don’t forget the poet”, “Les Amants”, “Fellini’s Waltz”, “Je ne sais quoi”, “Trasnoche”, «Coralie». Insomma un musicista di straordinario lignaggio che al Moro dividerà il palco con due fuoriclasse dell’italian jazz che si fa onore sui palcoscenici internazionali, come Luca Bulgarelli e Amedeo Ariano. Per un concerto da non perdere.