Salerno

wildeChe Wilde pregevole ci ha rappresentato, domenica 16 novembre, Roberto Lombardi!

Lo spettacolo, adattato dall’interprete, che ne è anche il regista, è tratto dall’opera “Sic” di Piero Santi (1912- 1990) scrittore raffinato, molto attento alle tematiche legate all’omosessualità ed omosessuale egli stesso, che visse apertamente la sua condizione.

Oscar Wilde ha incarnato da sempre la bellezza, l’eleganza, la classe, l’estetica e la voluttà, per quel suo modo decadente di vivere, ma non è stato bastevole, sicché in aggiunta gli è riconosciuto il fascino della parola, del sarcasmo e l’arguzia degli aforismi.

Come, Lombardi lo avrà ridisegnato in 50 minuti di spettacolo?

La scena si apre su di uno spazio nudo, nel fondo solo un tavolino e due sedie, il tutto risulta scarno, arido e si capisce subito che la sola voce di Roberto Lombardi sarà l’attrazione principale. Il traffico di Milano irrompe nel silenzio della scena ed un personaggio sconosciuto, in giacca e cravatta, inizia a comunicare le sue ambasce a chi gli sta di fronte, uno incontrato per caso. Il dialogo è fitto, costruito con pause ed accelerazioni, con punti di domanda ed ammissioni, non una confessione, ma solamente voglia di essere se stesso, senza subire giudizi e penitenze. Che stravaganza proprio nella città per eccellenza dell’incomunicabilità, Milano, egli sente di trasmettere i suoi pensieri, le sue sofferenze ad uno sconosciuto incontrato, in uno dei suoi innumerevoli giri per il parco, durante la pausa pranzo. Lo invita a bere qualcosa al bar ed ecco il fiume di parole uscire dal suo animo con sofferenza. Non è Wilde, ma la sua vita è la stessa, è Salvucci, un oscuro contabile di una ditta dell’operosa Milano, che inghiottisce chiunque non abbia la sicumera di Wilde. Accade così che la sua figura è riflessa nello specchio dello scrittore e la vita si scompagina. Quanto c’è di Salvucci in Wilde e quanto Wilde in Salvucci è confuso o forse no, è la stessa faccia dell’unica medaglia che insegue la propria omosessualità senza subire discriminazioni. Wilde lo fu, patì 2 anni di lavori forzati, fu miseramente tradito dal suo amante “Bosie”, ma amò con tenerezza infinita i suoi due figli, nati dal matrimonio con Constance Lloyd. Per i piccoli di casa, Wilde scrisse le più belle favole, un patrimonio affettivo, il più tenero tradotto in letteratura. E così un solo specchio teatrale, per riflettere la vita di due anime, senza che l’una sia migliore dell’altra, una considerazione sulla diversità di genere che buca l’anima, nonostante la disinvoltura dei tempi. Come martire, Wilde si consegna ad essere condannato per omosessualità e sconta l’amore che non dovrebbe mai essere un castigo. “Non sono un peccatore per aver amato i giovani “Salvucci-Wilde grida il suo dolore all’altro, all’ascoltatore che lo saluta presentandosi: “Roncaglia capoufficio”

Asciutto, preciso, austero, Roberto Lombardi è stato ammaliante, e l’attenzione del pubblico senza niuna distrazione, le parole dell’illuminata pièce sono contate, essenziali, come d’abitudine nei suoi lavori teatrali. Il dialogo ideale, poi, sulla bellezza e sull’arte, di Oscar Wilde, intrecciate alle tematiche di Piero Santi, un puro incantesimo in 50 minuti. La verità nell’arte e la bellezza per resistenza, chi più di Oscar Wilde? E Roberto Lombardi non se l’è lasciato sfuggire…

Maria Serritiello

foto cerzosimo violenza sulle donneÈ martedì, 18 novembre, alle ore 10,30, presso la Fondazione Menna, in via Lungomare Trieste, la presentazione della Campagna Sociale contro la violenza sulle donne, fenomeno tristemente in ascesa. Il Rotary Club Salerno Duomo, presieduto dal Dott.re Gaetano Cuoco ed il Consiglio Direttivo tutto, hanno inteso dare concretezza alla problematica, così sentita, lanciando una vasta operazione di conoscenza, soprattutto presso i giovani con lo slogan “Prima di amare, scopri la maschera”, un chiaro invito ad accorgersi, prima di essere coinvolti dall’amore, quale persona ci sia dietro la maschera. A dare la visibilità, oltre alle parole che si spenderanno nelle scuole, alle quali principalmente la campagna è diretta, ci ha pensato il Fotografo Armando Cerzosimo e qui le parole non bastano mai per sottolineare la bravura dei suoi scatti e se ne ha conferma, se fosse necessario, nelle 5 fotografie realizzate per esaltare tutta la campagna. La   purezza delle linee si sposa con il messaggio invocato e la problematica s’infrange negli occhi visionari. Le immagini attraenti campeggeranno sulle   brochure distribuite nelle scuole e sui manifesti affissi in città.

Alla presentazione sarà presente, la dottoressa Rosa Esposito, Ginecologa, già Responsabile del Centro Antiviolenza AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, per sottolineare l’importanza dell’ascolto per chi ha subito violenza. Le conclusioni saranno affidate alla professoressa Vittoria Marino, Ordinario di Marketing presso l’Università del Sannio – Benevento, che replicherà l’obiettivo di tutta la campagna sociale.

Il Presidente Cuoco, infine, annuncerà una raccolta fondi tra tutti i soci rotariani, per finanziare almeno due corsi di OSS per donne che sono state vittime di violenza.

Maria Serritiello

2 di troppoTorna puntuale, come le feste comandate, il “Che comico 2025/2026” del sabato sera e della domenica pomeriggio, e lo fa con una city comedy, da Salvatore Gisonna, Peppe Laurato, Angelo Belgiovine, Peppe Isaia e Lucia Giso. Il ristretto palco del Ridotto si è affollato di talenti che, in varia espressività, hanno dato il meglio per rappresentare un testo semplice, ma con evidente contenuto, lanciato là, disinvoltamente, tra le risate del pubblico diverto. La rassegna è stata ideata in modo onorevole da Gv Eventi di Gianluca e Valentina Tortora, degni di tanto padre “Claudio Tortora” per quel che riguarda il teatro Ridotto

Quando la normalità incontra l’assurdo siamo sempre in troppi “è il succo del pezzo, che nel finale, sulla pazzia, cita la poetessa Alda Merini, un tentativo di far ridere ma anche pensare.

Vincenzo, primario di una clinica si ritrova a casa dopo una lunga giornata di lavoro, accompagnato da Giampiero, suo medico collaboratore che lo scorazza avanti ed indietro in macchina. Lui crede per affetto…Nella casa staziona Stella, una cameriera tutto fare che lo accudisce con intenzioni di fare man bassa sui suoi avere. Capitano nell’appartamento momentaneamente vuoto, per una chiamata dall’ospedale del primario, due fratelli o presunti tali, per dividersi l’eredità del primario, loro padre. Le gag che ne vengono fuori dai due personaggi, l’uno, imbottito di religione cattolica, l’altro sbruffone in quanto a donne, aggravato da un incidente che lo ha reso malconcio, sono tutte divertenti per la bravura dei due comici che hanno trovato un ritmo scenico particolare. Una nota di elogio va a tutti i partecipanti, ma uno in particolare lo merita Lucia Giso, novella, per quel che riguarda la parlata, l’aggressività e le scene di seduzioni, alla tiktoker Rita De Crescenzo, le parole messe in fila, senza neanche tirare il fiato, hanno prodotto applausi convinti. Il finale è sorprendente e dopo grasse risate, vi è un momento lirico, che scalda i cuori e fa meditare che non tutto è perduto, se ci sono i buoni sentimenti, opposti al cinismo imperante.

Maria Serritiello

franco tavernaChico è un amabile cagnolino dei social, in carne ed ossa, non un pupazzo, come quello creato dall’ IA, dal nome “Papi Bot” e che impazza sul web con tutte le finte funzioni canine, Chico di suo, invece, ha conquistato un milione di Follower, ovvero “frollewuer” come lui, storpiando il suo linguaggio, li chiama.

Chico è il Maltipoo, un incrocio tra un barboncino e un Maltese, dal pelo riccio, color albicocca, che ha cambiato la vita al suo padrone, Francesco Taverna. Viene spontanea però, la riflessione se non sia è stato il padrone a cambiare Chico. Infatti pur rimanendo reale cagnolino è diventato il piccolo di casa Taverna, combinando di tutti i colori e partecipando da protagonista alla vita di e Mamy e Papà, da lui soprannominato Fricchettone. Le avventure sono tante, l’una più divertente dell’altra, attese con trepidazione da tutte quelle persone appassionate di cani a cui Chico fa compagnia in modo sapiente e divertente.

Io stessa (N.D.R.) mi sono accostata a questi video per trarre conforto dalla perdita del mio Jace, un jack russel vivace ma tanto affettuoso. Chico ha catturato la mia attenzione e man mano mi ha fatto affezionare così tanto da ritenerlo un piccolino di famiglia, che vive lontano.

In casa Taverna tutto ruota intorno a Chico, alle sue bonarie malefatte, alle sue richieste ed ai suoi desideri, uno su tutti stare incollato al suo umano, dire padrone sarebbe inadatto. Quasi ogni giorno il suo sodale, il buon Francesco Taverna, ne inventa una, dandogli fiato ed anima per la gioia dei suoi fans. Ha una voce strascicata e carezzevole, ormai non abbaia più e non so se mai l’ha fatto, le parole sono un divertente lessico tutto inventato, ma tanto appropriato per la sua divertente leggerezza come “la cammarella per caramella, croccrodrillo per il pupazzo a cui è affezionato, kato per il gatto del giardino, Alfredo svolassi, per il piccione di cui segue il corteggiamento amoroso dedicato a Gianna cossialunga, tacca la macarena, quando scalcia sulle zampe, la cicolata, per quella goduria sempre vietata, perché si sa ai cani, è sempre di un quattro zampe di cui stiamo parlando, fa malissimo. Chi lo segue con sistematica regolarità ha imparato una quantità di parole divertenti, neologismi ricavati dall’intreccio di un linguaggio il più delle volte onomatopeico. E cosi: tesosforo, zzzzecca, prosiutto relaxssss, Recchio camuffo, pippolstrello, biccio, corso di sedussssione, sguardo scenciuale, tubola, tubola, succhina, besbol, gassella, fantasma cappuccino, autoveloss, cabbarinieri, brazzelletta, intrenett, piciu piciu antistresss, siekera, siekera, shqualo prolungandosi su ualoooo e poi è bravo ovunque così al mercato o a sciare, come a trovare rotte per avventure o strade cittadine, oppure dispensando consigli all’ingenuo padrone, un passo indietro, ormai, al suo cane. Capita di trovare semplicemente, il frugolino albicocca, al telefono, interloquendo, invariabilmente con la pattinatrice artistica mondiale, Carolina Kostner, o con Domenico Berardi, giocatore di punta del Sassuolo, o, per sfogare la solitudine di qualche volta lasciato a casa, ad ordinare su Amazon, tutto e di più con la carta di credito del povero padrone. A volte si pensa che stia bullizzando il capo di casa, tanti sono i segnali, se non fosse che è lo stesso Fricchettone ad inventare, non solo le avventure, quanto a dargli la voce, per cui gli va genio così e poi chi potrebbe resistergli? Va ai concerti, stornella con il cantante di turno, fa un gran casino al tour di motocross, ovunque va si mostra partecipativo e produttivo, insomma è un ineccepibile compagno di vita.

L’affezione dei fans cresce e con essa la voglia di avere qualche cosa che lo rappresenti e così a Milano in galleria, presso la Mondadori, nasce uno store dove si vendono gadget i più disparati, dal set pappa, ai collari, dalle magliette, alle tazze, dalle medagline, al calendario dell’anno, non trascurando la divertente app Maps con la voce del canino che indica il percorso da seguire. E non è finita, Francesco ci ha preso la mano e da buon content creator racconta sui suoi canali social le peripezie di Chico, ormai vera e propria web star. Gli episodi raccontati sono diventati anche libri: Ciao, io sono Chico (Fabbi, 2023), A tutto Chico (Fabbi, 2024), Chiedilo a Chico, libro delle risposte di Chico su vita, amore, libertà e cicolata (Fabbi, 2024), Chico. Missione amore (Fabbri, 2025).

E udite, udite, è di qualche settimana fa la notizia che Chico è stato nominato, quale Digital Ambassador di Milano Cortina 2026, XXV Giochi Olimpici Invernali e sarà il primo testimonial digitale a quattro zampe nella storia dei giochi a promuovere i valori dello sport e raccontare il mondo olimpico e paralimpico.

Evviva, ne stai facendo di strada Chico, ad meliora semper

Francesco Taverna, il papà di Chico, 30 anni, sposato e senza figli. Cantautore dal nome Tavo, durante il covid per volere della moglie prende Chico e la sua vita cambia totalmente. Famoso sui social network, TikTok e Instagram, vive a Valsolda in provincia di Como, in una casa di campagna.

“Chicco missine Amore” Edizione Fabbri 2025, è l’ultimo scritto, ma il primo romanzo di Francesco Taverna, nel quale si ritrova a riconquistare l’amore perduto. Una semplice favola da leggere per far bene al cuore. L’impianto è quello classico della fiaba, basato su di un personaggio principale, nel nostro caso, due, che innamorati perdono l’oggetto dell’amore e vanno alla ricerca. L’avventura principia in tarda mattinata, quando il padrone di casa e Chico si risvegliano da un sonno beato e non trovano più la Mamy. Chico comincia a cercarla in tutte le stanze, ha un fiuto infallibile che non dà risultati. Ansioso e con il fiatone grosso comunica la sparizione al papà che prende la cosa con salomonico interesse, tornerà, dove si vuole che vada. Trascorrono le ore, ma della Mamy neppure l’ombra. Chico è sempre più agitato, mentre il papà è giunto alla determinazione di doversi dare una scrollata per capire a che è dovuta la sparizione. Così ha inizio la ricerca, con Chico pronto ad agire con coraggio, fiuto e una buona scorta di biscottini alla cannella, e Fricchettone, mesto, ciabattante, senza volontà di agire e già sconfitto in partenza. A leggere l’indice si può immaginare l’iter del racconto che è fatto d’imprevisti, di paure e fatica fisica, prima di sbrogliare l’arcano, oppure, semplicemente, rispolverando lo schema di Vladimir Propp, che in soccorso aiuta a capire che la fine della storia sarà lieta. Di più non è dato sapere, se non che il libro è in tutte le librerie ed è un vero best seller.

E conosciamo, per sapienza, lo schema di Vladimir Propp, linguista e antropologo russo, nato a San Pietroburgo il 15 aprile1895 e morto a Leningrado il 22 agosto 1970, il quale ha applicato il seguente schema identificativo per analizzare le fiabe russe. Quattro le fasi principali per individuare la struttura della narrazione: equilibrio iniziale, rottura dell'equilibrio (esordio/complicazione), peripezie dell'eroe (avventura) e ristabilimento dell'equilibrio (conclusione/scioglimento). Propp ha inoltre identificato 31 funzioni (azioni dei personaggi) e 7 sfere d'azione, ma questa è un’altra storia che ha a che fare con il mio passato di Prof.ssa d’Italiano e che a Chico poco interessa. Grande successo a voi due, ma no a voi tre, alla Mamy, che è pur sempre l’artefice dell’entrata in casa dell’incantevole cagnolino.

Maria Serritiello

Libri, “Quando Giovanni Paolo II portò il mondo a Scampia”: presentazione del nuovo volume presso la Parrocchia Maria Santissima del Buon Rimedio

Locandina Presentazione Libro San Giovanni Poalo II a Scampia 250La Parrocchia Maria Santissima del Buon Rimedio di Scampia è lieta di annunciare l’evento di grande valore simbolico e storico: la presentazione del volume “Quando Giovanni Paolo II portò il mondo a Scampia – Storia dell’incontro tra un santo e la periferia”, scritto dal giornalista Massimo Iaquinangelo e dal parroco e decano, don Alessandro Gargiulo. L’appuntamento è fissato per lunedì 10 novembre, alle ore 18.30.

Il volume, pubblicato da Rogiosi Editore, ricostruisce con attenzione e passione uno dei momenti più significativi della storia di Scampia, il primo in ordine di importanza: la visita di Papa Giovanni Paolo II nel 1990, un evento che ha unito fede, speranza e riscatto in un territorio spesso associato solo alle sue difficoltà. Un’occasione per riscoprire il senso profondo di quell’incontro tra un Santo e la periferia, che ha segnato un punto di svolta nel cammino di rinascita del quartiere.

Il libro sarà presentato da figure di rilievo del mondo ecclesiastico e istituzionale: Mons. Antonio Di Donna, Vescovo di Acerra e Presidente della Conferenza Episcopale Campana, e Michele Di Bari, Prefetto di Napoli. La presentazione sarà moderata da Domenico Falco, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, e vedrà gli interventi di Rosario Bianco di Rogiosi Editore, oltre che degli autori.

Il libro nasce da accurate ricerche, analisi di documenti negli archivi giornalistici e interviste a protagonisti e testimoni di quell’evento storico, il primo grande momento pubblico di incontro tra un Papa e la periferia napoletana. È un racconto che vuole riportare alla memoria collettiva un evento che ha simbolicamente rappresentato la speranza di un quartiere spesso descritto solo in chiave negativa ed il ruolo fondamentale della Chiesa.

L’ingresso è libero per condividere questa importante pagina di storia e di speranza.

programma teatro giullare 2025

Caivano Dreamin’

È il 1926, due personaggi che non si conoscono, ma che vengono dallo stesso paese: Caivano, provincia di Napoli, s’imbarcano verso l’America per seguire un loro sogno. Ed infatti l’uno per esportare il liquore d’anice di cui è produttore, l’altro, attore, per rincorrere sogni di gloria ed amare e farsi amare dall’attrice più famosa. Il mantra che segue uno dei due è “Se puoi sognarlo, devi farlo” ed è così sicuro che anche quando la realtà è tutt’altra cosa, non si abbandona alla disperazione. In sostanza il pezzo teatrale dal titolo “Caivano dreamin”, scritto da Fulvio Sacco ed indirizzato da Armando Pirozzi, interpretato da Cristian Giroso e dallo stesso Fulvio Sacco, vuole aiutare ad alimentare il sogno tra giovani, anche in un periodo così poco rassicurante per i più, realizzarlo si può e tentare è già successo, anche se non è così semplice, tant’è vero che lo spettacolo va avanti attraverso le peripezie a cui sono sottoposti i due.

La scena è scarna, ristretta da un muro basso e sbilenco che dà i contorni all’azione teatrale, un solo orpello, un wc di colore marrone chiaro. I due Caivanesi si trovano imprigionati senza sapere il perché, ad Ellis Island sono stati fermati e portati in galera sprovvisti di notizie che ne forniscano le ragioni. Tentano, congetture, una, sono italiani, due, non parlano la lingua, tre, ecco non sanno proprio a che pensare. Una cosa la fanno, però, si presentano, si ritrovano paesani, si riconoscono anche con gli stessi soprannomi e decidono di non abbattersi, sicuri come sono, di non aver fatto nulla di male. Intanto i giorni passano, le settimane, addirittura i mesi e la loro galera è sempre più un mistero.

Sulle bottiglie di anice trasportate nella valigia, per aprire il mercato in terra americana, Carmine Gambardella ha raffigurato di proprio pugno, perché la sua passione è il disegno, un topo. A Caivano lo hanno deriso, per questa strana raffigurazione e allo sgorbio hanno dato il nome di mostro, di conseguenza cosi anche il suo soprannome. Il Topolino non era affatto brutto, anzi aveva sembianze umane per via dei pantaloncini indossati e lo sguardo umano, ma tant’è, Caivano era l’oscura provincia e lui ha sognato in grande. Il racconto prende una via immaginaria, anche divertente, affidata ai rumori che si sentono attraverso le pareti del carcere. Sarebbero topi che trasmettono e riportano scritti, proprio dalla prima lettera che l’altro, Michele Sorice, l’attore, ha scritto alla sua amata attrice, sul manifesto di Gambardella. Per essere liberi alfine i due apprendono che basta pagare una cauzione cospicua che loro non hanno e non sanno a chi cercarla, essendo venuti in America, proprio per cambiare vita e dare una svolta all’esistenza miseranda del paese, quando in America è il proibizionismo a fare da padrone. Non hanno speranza, pensano anche ad un duello tra di loro, per porre fine all’episodio più triste della loro vita.

Prima dell’atto estremo, però, si abbandonano ai ricordi, alla vita semplice di Caivano, alla giornata domenicale, a quando usciti dalla messa guardano con compiacimento le ragazze, alle persone che passeggiano ed a quelli che si avviano verso casa con il cartoccio delle paste per la solennità della giornata festiva. Un poetico ed emozionale ricordo buttato là con semplicità ed affezione e condiviso con il pubblico che ha apprezzato.

“Se puoi sognarlo devi farlo” ed eccoli liberi proprio grazie a quel sogno, la cauzione viene pagata da chi si è appropriato di quello sgorbio, Walt Disney e ne ha fatto il simbolo del successo dei suoi cartoni animati: Mickey Mouse, per l’appunto.

A Michele Sorice ed a Carmine Gambardella del sogno non resterà che la libertà, un dono inestimabile, che è tante volte meglio!

PS: Una leggenda racconta che una nota distilleria locale, per intenderci di Caivano, avesse come marchio il famoso topolino adottato da Walt Disney per cui Mickey Mouse ha origini nostrane.

E così si chiude il cerchio “Se puoi sognarlo devi farlo”. Grazie Fulvio Sacco!

Maria Serritiello

 

“È FESTA DI TUTTI”. IL NUMERO DI OTTOBRE DELLA RIVISTA SAN
FRANCESCO PATRONO D’ITALIA


Per la festa del Santo un completo restyling al passo con i tempi nel segno della semplicità


SAN FRANCESCO PATRONO D ITALIA rivista 2025 250ASSISI (PG) – In occasione della festa di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, la rivista omonima si rinnova con una veste grafica aggiornata, confermandosi con l’obiettivo di essere un punto di riferimento per un giornalismo e un servizio culturale che parlino ai credenti, senza però perdere il fascino e l’interesse per chi, pur ammirando la figura del Santo di Assisi, non ne condivide la fede teologale.
Grazie alla collaborazione con lo studio grafico Inarea, fondato e diretto da Antonio Romano, il nuovo design si presenta con un volto giovane e un look aggiornato. A realizzarlo è stata la giovane grafica Valentina Bagliani, che ha lavorato in sinergia con il coordinatore editoriale del magazine, il giornalista Andrea Cova.
Questo restyling non è un semplice esercizio di marketing o un adeguamento ai gusti contemporanei, ma nasce dalla consapevolezza che Francesco d’Assisi e il suo messaggio non
appartengono solo al passato, per quanto glorioso o nobile esso sia. Al contrario, il messaggio del Santo è profondamente radicato nella contemporaneità, capace di parlare ai desideri, alle sfide e alle contraddizioni del nostro tempo. San Francesco continua a essere una voce significativa, capace di offrire saggezza e ispirazione alle donne e agli uomini di oggi. Per questo, il restyling “minimal” della rivista cerca di riflettere l’essenzialità dignitosa e gioiosa che caratterizzava il Santo, il quale invitava alla semplicità della vita e metteva in guardia dall’eccesso di parole, come ricordato nella Regola bollata (cap.III: “quando [i frati] vanno per il mondo, non litighino ed evitino le dispute di parole e non giudichino gli altri; ma siano miti, pacifici e modesti, mansueti e umili, parlando onestamente con tutti, così come conviene”).
Nell’editoriale del numero di ottobre 2025, si sottolinea come “questo rinnovamento nasce da un profondo legame con la persona e la spiritualità di San Francesco. Un esempio significativo è il font scelto per la testata: sottile e quasi evanescente in alcuni tratti, richiama l’umiltà del Santo, che visse e chiese ai suoi frati di essere sempre ‘minori’ e soggetti – per amore di Dio – a ogni creatura”.
«È per me anche l’occasione - continua fra Giulio Cesareo, OFMConv, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento e della rivista - per ringraziare ufficialmente il direttore uscente, fra Riccardo Giacon, OFMConv, che dal 2021 ha sapientemente guidato la Rivista, e la dott.ssa Tiziana Boirivant, che per circa vent’anni ne ha curato la grafica. Il restyling è un nuovo passo, possibile perché chi ci ha preceduto ha lavorato con passione, dedizione e competenza, facendo del magazine San Francesco uno dei più autorevoli e diffusi nell’orizzonte cattolico italiano dei periodici».
Il numero di ottobre, come da tradizione, è in gran parte dedicato alle celebrazioni del Santo Patrono d’Italia ad Assisi. Quest’anno, protagonisti della festa sono i pellegrini e le autorità
provenienti dalla regione Abruzzo. Tra i contributi principali, spiccano gli interventi del Vescovo di Sulmona-Valva e delegato episcopale per il pellegrinaggio regionale, mons. Michele Fusco, e del Sindaco de L’Aquila, Pierluigi Biondi, che accenderà la Lampada votiva dei Comuni d’Italia durante la celebrazione trasmessa in diretta su Rai 1. Saranno presenti, tra gli altri, il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni e il Ministro della Cultura Alessandro Giuli.
La rivista affronta anche temi di attualità, come il servizio svolto dai francescani a favore dei migranti latinoamericani al confine tra Messico e Stati Uniti, e argomenti di carattere storico, come la riscoperta di San Giuseppe da Copertino, un francescano del passato dal fascino ancora attuale, legato in modo sorprendente alla Silicon Valley delle grandi aziende tecnologiche americane. Questo approfondimento è firmato da due Custodi del Sacro Convento: mons. Giuseppe Piemontese, già vescovo di Terni-Narni-Amelia, e fra Marco Moroni.
Infine, alcune pagine particolarmente intense sono dedicate all’incontro mondiale dei giovani francescani, tenutosi ad Assisi lo scorso luglio, e all’intervista al Vescovo latino di Kiev, mons.
Vitalii Kryvytskyi: con grande sincerità e profondità, il presule salesiano ha raccontato la situazione della Chiesa e dei credenti in Ucraina dopo oltre tre anni di guerra.

Casa Sanremo OFF: Albano presenta “Il sole dentro”, in dialogo con Pino Aprile e Grazia Serra

 

Casa Sanremo OFF Ascea 250Il prossimo sabato 27 settembre, alle ore 18:00, presso l’incantevole cornice dell’Eleamare Resort di Ascea (SA), si terrà uno degli appuntamenti più attesi della rassegna Casa Sanremo OFF.

Protagonista della serata sarà Albano, in dialogo con lo scrittore e giornalista Pino Aprile e con la giornalista Grazia Serra, per la presentazione del suo libro Il sole dentro, edito da Mondadori. L’evento rappresenta una prestigiosa occasione culturale che unisce personalità di spicco e riflessione letteraria, nel quadro suggestivo del Cilento.

Casa Sanremo OFF è il format itinerante nato dall’esperienza di Casa Sanremo, da anni fulcro di ospitalità e produzione televisiva durante il Festival di Sanremo. Questa versione “OFF” porta la qualità, la creatività e il talento in tutta Italia, proponendo eventi culturali, grandi incontri, nuove produzioni radiofoniche e televisive, oltre a corsi di formazione e laboratori. Si tratta di un progetto crossmediale che valorizza le eccellenze del territorio e promuove momenti di socialità, dialogo e spettacolo, rafforzando l’identità culturale e turistica delle Città ospitanti.

Durante la serata del 27 settembre, Albano racconterà il percorso che lo ha portato alla scrittura de Il sole dentro. Il volume è un’autobiografia intensa e sincera, divisa in quattro sezioni che rappresentano le “stagioni” della sua vita: dalla fatica delle origini, alla conquista del successo, dagli incontri internazionali ai grandi dolori, passando per traguardi straordinari e momenti di riflessione. Il libro narra con profondità la storia di un artista capace di attraversare l’Italia del dopoguerra, la migrazione, la tempra contadina, la fede, la famiglia e le grandi passioni, offrendo una visione autentica del lato malinconico e umano del cantante.

La presentazione sarà arricchita dagli interventi di Pino Aprile e Grazia Serra, con opportunità di dialogo tra l’ospite, i relatori e il pubblico, all’interno di un programma che mira a coniugare tradizione e innovazione, portando ovunque il valore della creatività italiana e dando voce ai grandi protagonisti della musica e della letteratura.

 

WEEKEND AL PARCO - FESTIVAL DIFFUSO 2025: GRANDI NOMI INTERNAZIONALI NEL CUORE DEL CILENTO

 Gli appuntamenti con Morgan, Allevi e Noa sono curati dal Consorzio Gruppo Eventi

 

GRAFICA AGOSTO 250Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni diventa palcoscenico di emozioni, musica e cultura con “Weekend al Parco – Festival Diffuso”, una rassegna che porta artisti di fama internazionale nei borghi e nelle location più suggestive del territorio; la direzione artistica è di Lillo De Marco, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Camera di Commercio di Salerno e di BCC Magna Grecia.

La produzione esecutiva degli appuntamenti che si terranno a San Mauro Cilento e a Santa Maria di Castellabate con Morgan, Allevi e Noa è curata dal Consorzio Gruppo Eventi.

Il calendario si apre con Morgan, atteso venerdì 29 agosto 2025 alle ore 21.30 in piazza Matteo Cilento a San Mauro Cilento. Personalità poliedrica della scena musicale italiana, Morgan è cantautore, musicista e produttore capace di fondere linguaggi sonori e sperimentazione, regalando al pubblico performance intense e originali.

Il Festival prosegue a Santa Maria di Castellabate, nella splendida cornice di Villa Matarazzo, con due appuntamenti imperdibili:

  • Giovedì 4 settembre 2025, ore 19.00: Giovanni Allevi con il concerto “Armonie Invisibili”. Pianista, compositore e direttore d’orchestra, Allevi è tra i protagonisti assoluti della scena musicale contemporanea, capace di coniugare tecnica raffinata e sensibilità poetica. Opening act: Kamelya Naydenova.
  • Sabato 6 settembre 2025, ore 21.00: Noa in concerto. Artista di fama mondiale, cantante e attivista, Noa incanta da anni il pubblico internazionale con la sua voce unica e il suo impegno culturale e sociale. Opening act: Angelo Loia.

Gli appuntamenti a Santa Maria di Castellabate saranno condotti dalla giornalista Grazia Serra, che guiderà il pubblico in un viaggio tra musica e narrazione, sottolineando il legame tra arte e territorio.

“Weekend al Parco – Festival Diffuso” conferma così la sua vocazione: portare cultura ed eccellenza artistica nei luoghi più autentici del Cilento, trasformando ogni serata in un’esperienza di condivisione, bellezza e scoperta.

Info, biglietti e abbonamenti disponibili su www.postoriservato.it

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