Napoli celebra l’Immacolata di Don Placido: al Gesù Vecchio un Convegno mariologico per il bicentenario dell’Incoronazione
Venerdì 1° maggio 2026, alle ore 18.00, la Basilica Santuario del Gesù Vecchio ospiterà l’evento “Tota pulchra”, un momento di riflessione teologica che precede la visita di Papa Leone XIV
Nel cuore pulsante del centro storico di Napoli, la Basilica Santuario del Gesù Vecchio si appresta a vivere un momento di profonda spiritualità e cultura. In occasione del secondo centenario dell’Incoronazione dell’Immacolata di Don Placido, si terrà il Convegno mariologico dal titolo “Tota pulchra”.
L’evento, previsto per venerdì 1° maggio 2026 alle ore 18.00, intende onorare una delle immagini più care alla devozione napoletana, ripercorrendo il legame indissolubile tra la città e la figura della Vergine, nel solco dell’eredità spirituale lasciata dal Venerabile Placido Baccher.
Il Programma del Convegno
I lavori saranno introdotti dai saluti di Mons. Pasquale Di Luca, Rettore della Basilica, che farà gli onori di casa in un luogo che da secoli rappresenta un faro di fede per la comunità.
Il dibattito entrerà nel vivo con tre interventi di alto profilo accademico e pastorale:
La bellezza e la regalità di Maria: a cura del Prof. Francesco Asti, Preside della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale.
Devoti dell’Immacolata, innamorati di Cristo: una riflessione di Mons. Raffaele Galdiero, Incaricato dell’Arcidiocesi di Napoli per la Pietà Popolare.
La Vergine Madre… per riscoprire la nostra bellezza: un approfondimento del Prof. Giuseppe Falanga, docente presso la Pontificia Università della Santa Croce in Roma.
Le conclusioni saranno affidate al Card. Crescenzio Sepe, Arcivescovo Emerito di Napoli, la cui presenza sottolinea l’importanza dell’evento per l’intera Chiesa locale.
Al termine, il porporato inaugurerà la mostra “Corona Aurea”, allestita presso il Salone della Basilica.
Un anniversario storico
L’Incoronazione dell’Immacolata di Don Placido, avvenuta due secoli fa, non fu solo un atto formale, ma il riconoscimento di un amore viscerale del popolo napoletano verso Maria. Questo Convegno si propone non solo come celebrazione storica, ma come occasione per riscoprire l’attualità del messaggio mariano nella società contemporanea.
SCHEDA EVENTO
Cosa: Convegno Mariologico “Tota Pulchra”
Dove: Basilica Santuario del Gesù Vecchio • Via Giovanni Paladino, 38 - 80138 Napoli
Quando: Venerdì 1° maggio 2026, ore 18.00
Ingresso: Libero
Contatti per la Stampa:
Mons. Pasquale Di Luca
081 5526639
Facebook: Basilica Santuario del Gesù Vecchio - Immacolata di Don Placido
Approfondimenti
Napoli e l’Immacolata: un binomio inscindibile
Il Convegno si inserisce in un tessuto di devozione che abbraccia l’intera Arcidiocesi. Napoli e l’Immacolata formano un binomio inscindibile, simboleggiato dal settecentesco obelisco di
piazza del Gesù Nuovo, dove ogni 8 dicembre il Cardinale Arcivescovo rinnova l’omaggio floreale a nome della città. Un legame rafforzato anche dalle 16 parrocchie che, tra il capoluogo e la provincia (da Portici a Marano), portano questo titolo mariano.
In questo solco di fede, il Convegno del 1° maggio rappresenta anche un ideale momento di preparazione spirituale per la comunità che, appena una settimana dopo, l’8 maggio, vivrà lo storico incontro con Papa Leone XIV in visita alla città.
È proprio nel cuore del centro storico, però, il vero fulcro di questa devozione: la Basilica del Gesù Vecchio. Qui la “gran Signora” – come amava chiamarla Don Placido Baccher – continua ad accogliere migliaia di pellegrini ogni 11 del mese e nel “sabato privilegiato”, ovvero quello successivo al 30 dicembre, anniversario dell’Incoronazione della venerata immagine avvenuta nel 1826 su mandato del Capitolo Vaticano.
L’appuntamento nasce proprio dalla volontà di valorizzare la pietà popolare come un fenomeno vivo, da riscoprire e considerare in una luce sempre più positiva.
Don Placido e la “Regina” del Gesù Vecchio
Il Convegno celebra un rapporto viscerale tra Napoli e l’Immacolata del Venerabile Placido Baccher (1781-1851). La sua missione sacerdotale alla Basilica del Gesù Vecchio nacque da un voto: durante la rivoluzione del 1799, imprigionato a Castel Capuano e prossimo alla condanna a morte, Don Placido sognò la Vergine che gli promise la libertà.
Divenuto primo Rettore della Basilica nel 1806, impiegò tutte le sue sostanze nel restauro dell’antico tempio, che rischiava di essere trasformato in un teatro. Scorgendo però nella chiesa «una reggia senza la Regina», fece realizzare dall’artista Nicola Ingaldi la statua dell’Immacolata esattamente come gli era apparsa in sogno durante la prigionia.
La devozione per la “Madonnina di Don Placido” divenne rapidamente un fenomeno cittadino, coinvolgendo ogni strato sociale, dai sovrani al popolo minuto. Il culmine di questo amore fu la solenne Incoronazione del 30 dicembre 1826, concessa da Papa Leone XII.
A duecento anni da quello storico evento, il Convegno “Tota pulchra”, inserito tra le celebrazioni programmate dalla Basilica, intende onorare l’eredità spirituale di un uomo che ha trasformato il Gesù Vecchio in un centro mariano ed eucaristico di rilievo internazionale.
“Vuoi la pace? Scegli la Vita”. A questo tema, il 29 aprile, a Pompei, sarà ispirata la XXIX edizione della Marcia della Pace, organizzata dal Centro Educativo “Bartolo Longo”, diretto da Fratel Filippo Rizzo dei Fratelli delle Scuole Cristiane, promotore e organizzatore della manifestazione. Un appuntamento che, ogni anno, ricorda al mondo che la città mariana è luogo di fratellanza, solidarietà e pace.
Il Premio Letterario Nazionale L’Inedito - sulle tracce del De Sanctis, dopo un lavoro organizzativo molto intenso, che ha visto le giurie impegnate per diverse settimane, taglierà il nastro della XVIII edizione il 25 aprile 2026, presso il Castello dei Principi Biondi-Morra a Morra de Sanctis.
Si è tenuta nella Sala dell’Ostrichina del Parco Borbonico del Fusaro, a Bacoli, la conferenza stampa di presentazione della prima edizione della Primavera al Parco Borbonico, rassegna musicale e culturale in programma dal 25 aprile al 30 maggio. L’iniziativa, promossa dal Centro Ittico Campano con il patrocinio del Comune di Bacoli, punta a valorizzare uno dei luoghi simbolo del patrimonio flegreo attraverso sei appuntamenti dedicati alla grande tradizione musicale napoletana.La rassegna si svolgerà all’interno della Sala dell’Ostrichina, spazio storico del complesso borbonico affacciato sul lago del Fusaro, originariamente destinato a luogo di svago della corte e oggi recuperato come contenitore culturale. Il progetto intreccia musica dal vivo, narrazione e valorizzazione del territorio, con l’obiettivo di mettere in relazione la memoria artistica della città con la scena contemporanea. La direzione artistica è affidata a Gianni Lamagna, voce storica della Nuova Compagnia di Canto Popolare e di altri numerosi progetti artistici. Nel corso della presentazione, il sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa: «Con Primavera al Parco Borbonico celebriamo l’anima più autentica della nostra terra, rendendo omaggio ai grandi maestri che hanno fatto la storia della musica napoletana. La loro eredità culturale torna a vivere a Bacoli, in un luogo simbolo che sta vivendo una fase di forte rinascita. Il Parco Borbonico è ormai un punto di riferimento per cultura, storia e turismo. Questo risultato nasce da un lavoro quotidiano di programmazione e visione, che punta a restituire centralità al nostro patrimonio. Investire nella cultura significa costruire futuro e rafforzare l’identità della comunità». Il cuore della rassegna sarà l’omaggio a figure centrali della musica napoletana, da Renato Carosone a Pino Daniele, passando per Roberto Murolo, James Senese, Raffaele Viviani e Roberto De Simone. Sei i concerti in programma, tutti a ingresso libero fino a esaurimento posti, affidati a interpreti della scena contemporanea che rileggono il repertorio dei maestri intrecciandolo con la propria produzione artistica: Fabrizio Mandara (Murolo), Walter Ricci (Carosone), Pietro Santangelo Sextet (Senese), Fabiana Martone (Pino Daniele), Maria Pia De Vito (Viviani) e il progetto Paese Mio Bello (De Simone). Ogni serata sarà preceduta da un’introduzione storico-musicale a cura del giornalista musicale, scrittore e docente universitario Carmine Aymone, che accompagnerà il pubblico in un percorso tra biografie, contesto storico e linguaggi della canzone napoletana. Il direttore artistico Gianni Lamagna, intervenuto in conferenza stampa, ha descritto così l’impianto della rassegna: «Le serate sono pensate come un dialogo tra memoria e presente. I grandi autori napoletani non vengono celebrati in modo museale, ma riletti attraverso la sensibilità degli artisti di oggi, che ne raccolgono l’eredità per restituirla in forma viva e contemporanea. Ciascun artista all’interno del proprio live set presenterà naturalmente i brani del proprio repertorio oltre ad alcune composizioni dei grandi maestri». Nel corso dell’incontro è stato ribadito anche il legame tra il progetto e il contesto paesaggistico dei Campi Flegrei, territorio segnato da stratificazioni storiche e culturali, dove la Casina Vanvitelliana rappresenta uno dei simboli architettonici più riconoscibili. Per il presidente del Centro Ittico Campano, il prof. arch. Uberto Siola, la rassegna si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione territoriale: «L’azione di rilancio dei Campi Flegrei passa anche attraverso iniziative culturali come questa. Si tratta di un ciclo di incontri dedicato alla tradizione musicale napoletana che, attraverso interpretazioni rispettose e consapevoli, contribuisce a restituire centralità a un patrimonio riconosciuto a livello internazionale. L’ingresso libero vuole favorire la partecipazione e la condivisione, rafforzando il legame tra territorio e comunità». La rassegna si propone così come un dispositivo culturale che unisce programmazione musicale e valorizzazione territoriale, in un contesto che negli ultimi anni ha visto crescere attenzione e flussi verso l’area flegrea. Un percorso che mette in relazione passato e presente, affidando alla musica il ruolo di strumento di lettura e rilettura dell’identità locale.
VENTICANO (AV) – Tutto pronto per la 47ª Fiera Campionaria, la grande vetrina interregionale dedicata all’agricoltura, all’enogastronomia e ai servizi. L’appuntamento è al Quartiere Fieristico di Venticano dal 23 al 26 aprile, con oltre 200 espositori da tutto il Paese a rappresentare l’intera filiera, saloni tematici e un calendario di decine di eventi su sicurezza, olio, enogastronomia, ambiente, turismo e tendenze del settore.
A Napoli ogni voce racconta una storia: un patrimonio di timbri, stili e identità che attraversa il tempo e continua a trasformarsi.
da Pasquale Scialò, che esplora la ricchezza e la complessità della tradizione musicale campana attraverso conversazioni, ascolti e testimonianze.
RiSoNa. Tracce, voci e paesaggi della musica campana
Il concerto offre un viaggio gradevole e leggero ma rigoroso (per attenzione musicologica) in un possibile salotto musicale, anche monastico, viste le testimonianze e i repertori conservati nel monastero benedettino di Montecassino e in quello femminile di san Lorenzo in San Severo (FG). Le musiche furono composte tra 1770 e 1820 circa a Wien e Napoli; quindi, delineano gli orizzonti sonori dall’Antico Regime, attraverso le rivoluzioni e l’epoca napoleonica fino alla Restaurazione. Molti sono gli inediti, pienamente capaci di rappresentare l’epoca, sebbene riferiti a compositori poco noti o del tutto sconosciuti (De Ferraris, Millico, Signorile, Moretti, Neumann, von Paradis) con diverse celebrità (Mozart, Haydn, Cimarosa, Paisiello). Lo sguardo di alcuni brani è verso il melodramma dell’epoca, nella tradizione di maggior successo, quella napoletana, drammatica, buffa e sentimentale (la vera novità). In tutte le musiche si coglie la consapevolezza delle potenzialità espressive della lirica musicale breve da salotto rispetto al teatro, specie per i brani di semplice intrattenimento, quasi privato. Di genere musicale del tutto diverso sono i lieder, tipici del preromanticismo tedesco.
Giovedì 16 aprile, alle ore 19.30, dopo oltre 40 anni, l’antico crocifisso di autore ignoto, risalente alla seconda metà del 18° secolo, ritorna nella chiesa Santa Maria delle Grazie a Pozzuoli (corso della Repubblica, n. 140).
NAPOLI – La cura della persona nella sua interezza e la promozione dell’equità come riflesso della dignità umana sono al centro della Giornata di Studio “Medicina di Genere: Teologia, Medicina e Diritto in dialogo”, che si terrà il prossimo 20 aprile presso l’Aula Magna della PFTIM, Sezione San Tommaso d’Aquino a Capodimonte.