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Ercole in città”:

al Parco Archeologico di Ercolano una visita tematica per famiglie alla scoperta del mito e delle imprese dell’eroe

 

social4 250L'8 e il 15 maggio il Parco Archeologico di Ercolano apre le porte a una visita tematica per famiglie dedicata alle fatiche del leggendario eroe. Un percorso a tappe tra i luoghi più evocativi del sito, dalla Sede degli Augustali fino all'Antiquarium.

C'è un eroe che a Ercolano non è mai davvero scomparso. Il suo nome è scritto sugli affreschi, scolpito nelle fontane, nascosto nei dettagli delle ricche case che il Vesuvio ha conservato intatte per quasi duemila anni. È Ercole — e l'8 e il 15 maggio 2026, il Parco Archeologico di Ercolano lo riporta al centro della scena con "Ercole in città", una visita tematica pensata per famiglie con bambini che trasforma il sito in un racconto a tappe tra archeologia, mitologia e meraviglia.

Il percorso prende avvio da uno dei luoghi più suggestivi dell'intero sito: la Sede degli Augustali, edificio pubblico dove si riunivano i cittadini deputati all’organizzazione del culto imperiale e che conserva alcuni degli affreschi più straordinari di Ercolano. È qui, tra le pitture che ritraggono Ercole nel momento del suo ingresso nell'Olimpo accanto a Giunone e Minerva, che la visita comincia a raccontare il rapporto speciale tra l'eroe e la città.

Dopo alcune tappe lungo la strada principale della città si giunge alla Casa del Rilievo di Telefo, una delle dimore più grandi e raffinate, appartenuta forse alla famiglia più importante di Ercolano, quella di Marco Nonio Balbo. Il nome della casa rimanda al celebre rilievo marmoreo ritrovato in uno dei suoi lussuosi ambienti, che raffigura il mito di Telefo — figlio di Ercole — . Un reperto di straordinaria qualità scultorea che testimonia come le élite ercolanesi conoscessero e celebrassero il ciclo mitologico legato all'eroe, facendone un elemento di distinzione culturale e sociale. La casa diventa così non solo una tappa architettonica, ma una finestra sul rapporto tra mito e identità nella Ercolano del I secolo d.C. Il percorso di scoperta si conclude all’Antiquarium, dove ad accogliere i visitatori c'è una delle sculture più spettacolari dell'intera collezione: la fontana in bronzo che rappresenta l'Idra di Lerna. Il grande serpente a più teste, il mostro che Ercole affrontò nella seconda delle sue dodici fatiche. Ammirando la fontana, originariamente collocata al centro della piscina della grande Palestra, il racconto della lotta tra Ercole e l'Idra prende vita con tutta la sua potenza narrativa che non può non affascinare i piccoli visitatori del Parco.

Queste sono solo alcune delle tappe di un percorso che attraversa l'intera città antica, incontrando di volta in volta affreschi, iscrizioni, sculture e architetture che portano impressa la firma dell'eroe più celebre del mondo antico. Un viaggio che unisce rigore archeologico e leggerezza narrativa, pensato per far innamorare del passato anche chi lo incontra per la prima volta.

Ne nasce un’esperienza che intreccia mito, arte e archeologia, capace di trasformare la visita in un momento di scoperta condivisa, tra apprendimento e divertimento.

Informazioni pratiche

Date: 8 maggio e 15 maggio 2026

Turni: 10:00 –11:00 (italiano) – 11:30 –12:30 (inglese)

Gruppi: max 25 partecipanti per turno, fino a esaurimento posti

Costo: attività gratuita, subordinata all’acquisto del biglietto ordinario di ingresso al sito (valide riduzioni e gratuità secondo normativa di legge)

Prenotazione obbligatoria

Online: ercolano.coopculture.it

Call center: +39 081 0106490 (lun–sab, ore 9:00–17:00)

Si consiglia abbigliamento e scarpe comode.

Un convegno per approfondire l’identità francescana di Rivotorto

RIVOTORTO NELL’IDENTITÀ EVANGELICA DI FRANCESCO E DEI SUOI PRIMI FRATI
Sabato 9 maggio 2026 al Santuario del Sacro Tugurio

 

Rivotorto convegno 250ASSISI (PG) - Nell’ambito delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, la comunità di Rivotorto di Assisi promuove un convegno dedicato all’identità storica, culturale e spirituale del Santuario del Sacro Tugurio, dal titolo “Rivotorto nell’identità evangelica di Francesco e dei suoi primi frati”.

L’incontro è in programma sabato 9 maggio 2026 alle ore 16 presso lo stesso Santuario e rappresenta un’importante occasione di approfondimento e riflessione su uno dei luoghi più significativi delle origini del francescanesimo.

Il Santuario-parrocchia del Sacro Tugurio custodisce infatti la memoria della prima “sede” della comunità minoritica di san Francesco e dei primi compagni. È proprio a Rivotorto che, tra il 1208 e il 1211, si collocano i primi passi dell’esperienza francescana, segnata da tre elementi fondamentali: la vita fraterna, il Vangelo come forma di vita e la prossimità verso gli ultimi, in particolare nel servizio ai lebbrosi.

Il convegno nasce con l’obiettivo di fare il punto sulle conoscenze storiche relative a questo periodo e, allo stesso tempo, di rafforzare il senso di appartenenza della comunità locale, profondamente segnata dalla presenza di Francesco.

Dopo i saluti di fra Marco Moroni, OFMConv, Custode del Sacro Convento, e Valter Stoppini, Sindaco di Assisi, l'introduzione sarà affidata a fra Domenico Paoletti, OFMConv, parroco di Rivotorto.

A seguire, offriranno il loro contributo tre fra i maggiori studiosi del francescanesimo delle origini: fra Pietro Maranesi, OFMCap, con un intervento su “L’incontro decisivo con i lebbrosi”; monsignor Felice Accrocca, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, che approfondirà “Il ‘Propositum vitae’: il Vangelo come Regola di vita”; Grado Giovanni Merlo, con una relazione su “Frate Francesco e i suoi ‘fratres’ a Rivotorto”. L’incontro sarà moderato dal filosofo Paolo Capitanucci.

L’iniziativa intende inoltre valorizzare (in prospettiva di recupero, conservazione e fruizione) la vicina Chiesa di Santa Maria Maddalena (XII secolo), luogo legato all’incontro di Francesco con i lebbrosi che fu l’evento decisivo nel suo cammino evangelico.

Tra gli obiettivi del convegno vi è anche la pubblicazione degli Atti, che daranno avvio a una nuova collana di studi, i Quaderni del Tugurium, contribuendo così alla riscoperta e alla riqualificazione del luogo.

La parrocchia di Rivotorto, unica nel territorio di Assisi a essere intitolata a San Francesco, si conferma così luogo vivo di memoria e di ricerca, capace di coniugare tradizione e approfondimento culturale.

Contatti:
Parrocchia del Sacro Tugurio – Rivotorto di Assisi
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel. 075 8065432

Libera contro le mafie, Chiesa di Napoli, movimenti sociali e realtà educative lanciano la  il 16 maggio

Da piazza Garibaldi a piazza del Plebiscito, un grande corteo per dire. “Liberiamo Napoli dalle violenze. Stop the war”

 

liberiamo napoli 250Una grande marcia popolare per l’educazione e la prevenzione, lanciata da un’alleanza che che va da Libera contro le mafie,alla Chiesa di Napoli, dalle realtà educative e ai movimenti sociali, si terrà a Napoli il 16 maggio con partenza da Piazza Garibaldi e arrivo in Piazza del Plebiscito.

L’iniziativa vuole dare voce a chi ogni giorno lavora nei quartieri popolari, nelle scuole, nelle carceri, nelle comunità con minori, con i giovani, con le persone fragili, spesso in condizioni precarie, e rilanciare un impegno collettivo per contrastare marginalità, povertà e violenze.

Al centro della mobilitazione, il bisogno di unire Napoli - divisa dalle disuguaglianze e dalle etichette - e la proposta di politiche pubbliche che vadano in discontinuità con le politiche spot e repressive: un Decreto Comunità (non con un altro nome di città o quartiere per marchiare chi ci abita) e una Legge Regionale sull’Educativa di Comunità che prevedano la continuità dei progetti educativi; la dignità e la stabilità con un salario mensile minimo di chi lavora nel sociale; l’accesso gratuito a cultura e sport; misure straordinarie per l’infanzia; la riqualificazione e il riutilizzo sociale e pubblico degli spazi abbandonati, dei beni confiscati alle mafie, delle terre incolte per generare lavoro, mutualismo ed economia sociale; la, co-programmazione e co-progettazione degli interventi e delle risorse; un piano anticorruzione negli ambiti sociali di zona; un’idea di educazione di comunità dove la scuola sia al centro di una relazione aperta e costante negli spazi del quartiere e nel tempo di vita; un’educazione fondata su pratiche nonviolente e collettive

La marcia sarà anche un momento di festa, arte e condivisione, con musicisti e artisti di strada, per costruire una città più giusta e bella, forte contro le armi, contro chi le vende, contro chi le usa. Una città che ricorda i suoi giovani e le sue vittime innocenti, e che si unisce per fermare la violenza culturale, patriarcale, ambientale delle camorre e dei sistemi corruttivi.

Una produzione del
Parco Archeologico di Pompei
in collaborazione con
Ravenna Festival e Teatro di Napoli – Teatro Nazionale

SOGNO DI VOLARE 2026
V edizione

22 – 24 maggio
Parco Archeologico di Pompei – Teatro Grande

22 maggio
Prima Assoluta
MARCO MARTINELLI
ANTIGONE
(in replica il 24 maggio)

23 maggio
Prima Assoluta
MIKI MATSUSE
BACCANTI
Riallestimento dello spettacolo di MICHA VAN HOECKE

***

Chi sono i tiranni e i ribelli di oggi? Quale è la nostra Tebe?
Quali sono le ingiustizie dei nostri tempi?

 

Teatro Grande Pompei 250Dopo lo straordinario successo del primo ciclo, si svolgerà dal 22 al 24 maggio al Teatro Grande di Pompei la V edizione di Sogno di Volare, il progetto nato nel 2022 dall’incontro fra il Direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel e il regista, drammaturgo e cofondatore del Teatro delle Albe Marco Martinelli con l’obiettivo di “rimettere in vita” i testi classici e riconquistare il senso collettivo e civile del teatro attraverso il coinvolgimento creativo e performativo degli studenti e degli adolescenti dell’area vesuviana, un territorio in cui è ancora sentito il rischio di dispersione scolastica, disoccupazione ed emigrazione giovanile.

A inaugurare questo nuovo ciclo il 22 maggio sarà la Prima Assoluta di Antigone, riscrittura da Sofocle ad opera di Marco Martinelli, con gli studenti del Liceo Statale “Ernesto Pascal” di Pompei, Istituto Tecnico Industriale “Renato Elia” di Castellammare di Stabia, Liceo Statale “Giorgio De Chirico”, Liceo Statale “Pitagora – B. Croce” di Torre Annunziata e Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Eugenio Pantaleo” di Torre del Greco. Lo spettacolo, con le musiche di Ambrogio Sparagna, sarà in replica il 24 maggio prima di approdare, il 28 maggio, a Ravenna Festival.

Il 23 maggio invece, sempre al Teatro Grande, il debutto di Baccanti, riallestimento di una creazione (da Euripide) del celebre coreografo Micha Van Hoecke scomparso nel 2021, firmato da Miki Matsuse, coreografa e danzatrice, oltre che assistente e compagna di Van Hoecke. In scena, guidati da Matsuse, gli allievi del Liceo Statale “Ernesto Pascal” di Pompei.

Prodotto dal Parco Archeologico di Pompei in collaborazione con Ravenna Festival e Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Sogno di Volare ha coinvolto in questi anni centinaia di giovani del territorio che con la loro intensità emotiva e la loro dirompente energia hanno contribuito in modo determinante al successo degli spettacoli firmati da Marco Martinelli che, dopo il debutto a Pompei, sono stati ospitati in festival e teatri di assoluto prestigio come il Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza, Ravenna Festival e il Piccolo di Milano. Un progetto che ha conquistato anche l’interesse del Teatro Nazionale di Atene e di una popstar di fama mondiale come Madonna che – in occasione di una sua visita a Pompei nel 2024 – ha avuto modo di assistere a una performance e ha deciso di sostenere finanziariamente l’annualità successiva. 

L’edizione 2026, che inaugura un nuovo quadriennio, presenta alcune importanti novitàSogno di Volare amplia il proprio orizzonte e volge lo sguardo verso la forma festival, aprendosi alla danza e coinvolgendo un'ulteriore figura artistica al lavoro sul debutto di un secondo spettacolo. Una direzione che sembra segnare il percorso futuro del progetto. Inoltre, dall’esplorazione della commedia aristofanesca che ha segnato il primo quadriennio, da quest’anno il territorio di indagine diventa la Tragedia. 

Il Festival di Pompei celebra tre colonne del patrimonio dell’umanità: il teatro classico, l’archeologia di Pompei e i giovani a cui tutto ciò deve essere consegnato per continuare a vivere.Foto Direttore 250 Mettere su uno spettacolo insieme è il miglior antidoto contro le echo chambers dei social media, che mettono a rischio i grandi non meno dei giovani, anzi, loro mentre fanno le prove per quattro ore non toccano proprio il cellulare; è come se avessero solo aspettato una cosa del genere. Del resto, lo diceva già Sofocle nell’Antigone: ‘chi pensa di essere saggio lui soltanto, quando lo apri, si vede che è vuoto.’ Il Festival di quest’anno è una forma di autodifesa contro la vacuità della finta saggezza del potere nel giustificare violenze e soprusi afferma il Direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel per ribadire l’identità profonda di Sogno di Volare e, al tempo stesso, introdurre il nuovo ciclo.

Del resto, “Il teatro è ‘politico’ perché riguarda la ‘polis’, che è la città in cui metto i piedi e, al tempo stesso, l’intero pianeta, dove siamo sempre virtualmente connessi.” aggiunge Marco Martinelli. “Prima di tutto io sono un cittadino! Abito questo mondo e le sue brutture, come gli spettatori che vengono a vedere i miei lavori. E questo mondo non mi piace, troppo violento e ipocrita. Che finge di essere ‘razionale’ e invece crea continuamente guerre e devastazioni, inquinamento e miseria.  Il teatro è ‘politico’ quando parla la lingua della poesia, quando illumina i desideri infiniti dell’animaIl mio teatro è una ribellione al mondo. Un’invocazione alla bellezza”

Dalla Commedia alla Tragedia: Antigone e Baccanti

Dopo aver affrontato nelle edizioni precedenti, infatti, la riscrittura di 4 commedie di Aristofane –portando  in scena Uccelli (2022), Acarnesi: Stop the War (2023), Pluto: God of Gold (2024) e Lisistrata (2025) – Marco Martinelli adesso si concentra su Sofocle e sull’archetipica figura di Antigone. In questo passaggio dalla commedia alla tragedia, rimane però costante l’idea di scegliere opere particolarmente urgenti rispetto  al mondo contemporaneo.  Uccelli, il vero prologo all’intero progetto, era il desiderio di fuggire dal “mondo”, il sogno di volare alto sopra le miserie del quotidianoPluto: God of Gold un affondo sull’iniqua distribuzione della ricchezza nella PolisAcarnesi: Stop the War un’accusa radicale alla barbarie della guerra. E dopo Lisistrata, che per far deporre le armi agli uomini organizza lo sciopero del sesso, Antigone è un’altra potente figura femminile, che disobbedisce e si rivolta contro le leggi ingiuste, che mossa dall’amore sfida il mondo, per dare degna sepoltura al fratello Polinice contro la volontà del nuovo re di Tebe. Il 22 maggio (e poi in replica il 24 maggio) dunque il pubblico ritroverà un simbolo universale di ribellione “che ci riporta al nostro presente stravolto da guerre e pretese di giustizie divine, che interroga il nostro senso di responsabilità e giustizia” come scrive Martinelli nelle note di regia, chiedendosi: Chi sono i tiranni e i ribelli di oggi? Quale è la nostra Tebe? Quali sono le ingiustizie dei nostri tempi?.

A cinque anni dalla scomparsa di Micha Van Hoecke, invece, il 23 maggio sarà in scena il riallestimento di una creazione del 2009, in cui il coreografo e regista belga di origini russe si era confrontato con un altro dei più importanti testi teatrali di tutti i tempi: le Baccanti di Euripide, ovvero il Mito che prende forma dalla Memoria, il dio Dioniso che incarna l’alterità, la diversità presente dentro ognuno di noi. Una coreografia che nella visione di Van Hoecke fondeva canto, parola e musica – come del resto nella natura stessa del Teatro Greco – facendo incontrare mondi sonori diversi: “quello greco, legato ad Agave e a Penteo; quello della tradizione giapponese, che accompagna Dioniso, straniero che ritorna portando con sé echi lontani; infine quello wagneriano, che amplifica la dimensione simbolica e mitica del racconto” per usare le parole del compianto artista.

E che oggi, nella versione che vede Miki Matsuse a dirigere i giovani del territorio, rinasce “nel segno della memoria e di un’indomabile freschezza: passato e futuro si incontrano, nel gioco della vita e del teatro” come sottolinea la coreografa e danzatrice, che aggiunge a proposito di Van Hoecke: “possedeva una rara capacità di riconoscere il talento unico in ciascuno. Quando assunse la direzione della scuola internazionale MUDRA, fondata da Maurice Béjart, seppe far emergere e formare numerosi artisti, molti dei quali oggi sono riconosciuti nel panorama internazionale. Per questo, un progetto dedicato ai giovani artisti trova in lui un riferimento profondo: nel lavoro in sala, nella trasmissione e nella crescita, la sua presenza continua a vivere, come guida silenziosa e necessaria.”

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Sogno di Volare è un progetto in diretto collegamento con la non-scuola, la pratica teatral-pedagogica del Teatro delle Albe fondata nel 1991 da Marco Martinelli che negli anni ha ottenuto due Premi Ubu e il Premio ANCT dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, raccontata da Francesca Saturnino nel libro La non-scuola di Marco Martinelli, tracce e voci intorno ad Aristofane a Pompei (Luca Sossella Editore, 2024). Martinelli stesso ne ha raccontato le avventure in Aristofane a Scampia (Ponte alle Grazie, 2016): la traduzione in Francia (Actes Sud, 2020) ha vinto il premio dell’Associazione dei critici francesi come “miglior libro sul teatro”.

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SOGNO DI VOLARE 2026

22 maggio, ore 21 | Teatro Grande - Pompei
Prima assoluta
Antigone di Marco Martinelli
prevendite https://www.vivaticket.com/it/ticket/sogno-di-volare-antigone/301370 

23 maggio, ore 21 | Teatro Grande - Pompei
Prima assoluta
Baccanti di Miki Matsuse
Riallestimento dello spettacolo di Micha Van Hoecke
prevendite https://www.vivaticket.com/it/ticket/sogno-di-volare-baccanti/301371 

24 maggio, ore 21 | Teatro Grande - Pompei
Antigone di Marco Martinelli
prevendite https://www.vivaticket.com/it/ticket/sogno-di-volare-antigone/301370

Info e contatti

Ufficio Stampa Parco Archeologico di Pompei
Responsabile: Marella Brunetto
Maria Luisa Vitale, Sophie Hay, Pina Brancati
tel.: +39 081 8575327 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ufficio Stampa Sogno di Volare 2026
GDG press
Giulia Zanichelli
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Alessandro Gambino
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. | +39 320 8366055

‘A SCIGNA

DI GENNARO FRANCIONE

partecipata all'XI  edizione del Festival del Teatro Forense

   ‘A SCIGNA racconta il dramma sociale tragicomico, in  dialetto napoletano, di una famiglia e di un figlio drogato.

     

Locandina a Scigna 250Il testo affonda in un tema quanto mai scottante nella vita napoletana e in quella mondiale: il problema della droga. Dinanzi al dilagare dei giovani con la scimmia sulle spalle  (come si dice nel gergo per i drogati) c'è un esercito di genitori che avanzano nel mondo alla maniera omerica, resi ciechi dal loro ideale di purezza incontaminata sognato per i loro ragazzi. Essi non vogliono vedere e, quando talora lo fanno, è ormai troppo tardi.

È questo il dramma di Francesco Tramontano, il protagonista della tragedia, un uomo della vecchia Napoli tutto d'un pezzo, perso dietro alle speranze grandiose per l'avvenire del figlio. E tanto è grande la speranza tanto è profondo l'abbattimento alla scoperta della verità sul figlio drogato, quasi tale da portarlo a una forma di momentanea follia.

È una pazzia oracolare quella stessa che permetteva alla Pizia di predire il futuro, che consente qui a Francesco di scoprire il passato e il senso stesso di un’intera vita.

INTERPRETI:                                     PERSONAGGI

FRANCESCO DE CICCO        FRANCESCO TRAMONTANO

NICOLETTA MARTUCCIO        MARIA

GIAN MARCO DE CICCO         ANDREA

FILOMENA LA MANNA            ZIA CARMELA

FLAVIO ASCIONE                      DON SAVERIO

SARA ESPOSITO                        DONNA CAROLINA

FIORE RANAURO                     DON PEPPE O' ZUOPPO

ROBERTO CECCARELLI         FELICE AMATORE

RAFFAELLA GRASSI              MADUNNELLA

FILIPPO DE LORENZO            NICOLA

Scenografia: Sergio Mutone

Grafica: Fiore Ranauro

Musiche: Francesco De Cicco

Assistente alle musiche: Roberto Petruzzi

Fotografia: Michele Ciavarella

REGIA  FRANCESCO DE CICCO

AIUTO REGIA NICOLETTA MARTUCCIO

DOVE: TEATRO GOLDEN Via Taranto, 36, 00182 Roma

QUANDO:  13 maggio h. 21

Info & prenotazioni:

Botteghino: Tel. 0670493826

https://www.teatrogolden.it/a-scigna/

OTTAVIANO. In occasione dei solenni festeggiamenti tributati al Santo Patrono, il Comune di Ottaviano, in collaborazione con l’Associazione Culturale “Dies Artis Semper” e la Fondazione Scudieri, promuove  il convegno dal titolo 

 

                   "San Michele Arcangelo nella monetazione longobarda"

San MicheleL’incontro nasce dalla volontà di approfondire il profondo legame storico e iconografico che unisce la figura del "Principe delle Milizie Celesti"Processione all'identità del popolo longobardo, che proprio attraverso la numismatica ha saputo veicolare messaggi di potere e devozione ancora oggi impressi nel patrimonio culturale del nostro territorio. L’evento si inserisce nel programma delle celebrazioni patronali come un momento di alto profilo scientifico e divulgativo, volto a riscoprire le radici di un culto che da secoli definisce l’anima della comunità ottavianese.

Per l’occasione ci sarà una lectio magistralis della dott.ssa ADELAIDE ESPOSITO esperta di numismatica. I lavori saranno aperti dal commissario prefettizio dott. Roberto Esposito e dal parroco della chiesa di San Michele don Vittorio Garzone. Seguirà l’introduzione della prof.ssa Rosa Carillo Ambrosio presidente della Dies Artis Semper. Interverranno don Luigi Vitale docente di Arte e Archeologia Cristiana c/o Istituto di Scienze Religiose Duns Scoto e dell’ing. Paolo Scudieri presidente della Fondazione Scudieri. Modera il prof. Osvaldo Iervolino

 

L’evento si terrà il 7 maggio alle ore 18:00 presso il Palazzo Mediceo in via Palazzo del Principe

Per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Seguono dichiarazioni:

Roberto Esposito: "In un momento di transizione per l'amministrazione, è fondamentale mantenere saldo il legame con le tradizioni che definiscono la comunità ottavianese. La numismatica non è solo collezionismo, ma una lente privilegiata attraverso cui leggere la storia economica e devozionale del nostro territorio. Legare l'iconografia di San Michele al mondo delle monete e delle medaglie significa onorare il nostro Patrono non solo con la fede, ma anche con la conoscenza e lo studio".

Vittorio Garzone: “Con questo convegno scopriamo un ulteriore aspetto culturale e sociale legato al nostro Santo Protettore. Ritrovare l'efficienza di San Michele su antiche coniazioni testimonia di come i nostri padri cercassero la protezione del Principe delle Milizie Celesti anche nei gesti del commercio e della vita sociale. Tutt'ora la nostra comunità si affidare a Lui ogni giorno”

Adelaide Esposito: “ San Michele Arcangelo, è stato il primo santo ad essere raffigurato su una moneta dalla seconda metà del VII secolo dal re longobardo Cuniperto. In questo convegno si ne discuterà del ruolo nell'ambito della monetazione dei longobardi, sia a livello iconografico che epigrafico, i quali contribuirono in maniera significativa alla diffusione del culto micaelico a partire dall'Italia meridionale. Questo santo guerriero, che incarnava molto bene il loro spirito battagliero, fu riprodotto, dapprima, sui solidi e sui tremissi aurei di tipo bizantino, e, in un secondo momento, sui denari argentei coniati presso le zecche di Salerno e Benevento sottoforma di legende e monogrammi”.

Luigi Vitale: “È importante conoscere la figura e l'azione spirituale dell'arcangelo San Michele, oltre che dalla Sacra Scrittura e dalla Tradizione orante della Chiesa, anche dalla iconografia cristiana che ce lo mostra come celeste difensore della gloria dell'Unico Dio e della vita spirituale dei credenti”.

Rosa Carillo Ambrosio: "Analizzare la figura di San Michele Arcangelo attraverso la monetazione longobarda non è solo un esercizio accademico, ma un viaggio alle origini di un simbolo che ha plasmato il nostro territorio. Come associazione, il nostro obiettivo è, offrire una chiave di lettura ai più sconosciuta sulla figura del nostro Patrono, riscoprendone la forza iconografica e il ruolo religioso e sociale che ha ricoperto nella storia dell’Italia in particolare quella meridionale."

Paolo Scudieri: “da generazioni la mia famiglia, come tutti gli ottavianesi, è legata al culto micaelico. Esso è arrivato a me trasmessomi prima da mio nonno e poi da mio padre. L’amore e la devozione per il nostro protettore è parte della mia vita. Conoscere anche l’aspetto numismatico del Principe Celeste è una occasione che arricchisce la forza culturale oltre che quella spirituale ad esso legata. San Michele è molto più che il nostro protettore è simbolo della nostra identità.”

All’auditorium di Saviano, l’associazione culturale e musicale ‘’La voce dell’anima’’ mette in scena ‘’Rinasci è l’alba’’ spettacolo teatrale e musica. Regia Di Raffaele Sepe, con l’ensemble ‘’Gli anelli di Saturno’ diretti dal maestro Antonio Saturno

 

attachmentL’Associazione Culturale e Musicale ‘’La voce dell’anima’’ organizza presso l’Auditorium ‘’Vincenzo Sorrentino’’ di Saviano per giovedì 14 maggio alle ore 20,30 lo spettacolo ‘’Rinasci è l’alba’’ regia di Raffaele Sepe con le voci di : Raffaele Sepe e Ellen Kachlishvili. Accompagnati dall’Ensemble ‘’Gli anelli di saturno’’ direzione musicale del maestro Antonio Saturno.‘’Raffaele Sepe, il tenore che trasforma il silenzio in musica’’
Dalle falde del Vesuvio ai teatri di tre continenti: il ritorno sulle scene del lirico campano tra memoria, rinascita e un progetto per il territorio.
Prima del palcoscenico, c’era il buio. E una voce. Una voce che per Raffaele Sepe non è mai stata solo strumento: è dono, mistero, ponte tra anime. Nato a San Gennaro Vesuviano e cresciuto a Piazzolla di Nola, Sepe porta addosso i segni di una terra che sa essere madre e laboratorio. È lì, alle falde del Vesuvio, che la sua vocazione prende forma: notti intere passate ad ascoltare la radio, incantato dai timbri, dalle sfumature, dalle identità sonore che sembravano arrivare da un altro mondo. “La voce per me è sempre stata un regalo – confida – qualcosa che mi permetteva di entrare in contatto con i colori dell’anima. Non solo la mia, ma anche quella degli altri”. Da quelle prime intuizioni agli esordi con l’Orchestra Alfaterna il passo è breve. Ma il percorso che ne nasce è tutto fuorché locale. Dopo il diploma al Conservatorio di San Pietro a Majella, la sua formazione diventa internazionale: Yale University negli Stati Uniti e Academy of Vocal Arts di Philadelphia. In mezzo, incontri decisivi. Su tutti, quello con il tenore Nunzio Todisco, maestro che incide nel profondo: da lui Sepe apprende i segreti della tecnica, il respiro della tradizione lirica e una visione del canto come espressione autentica dell’anima. Una carriera che attraversa tre continenti
Da quel momento il palcoscenico si allarga a dismisura. Europa, America, Asia. Oltre 42 ruoli da tenore solista. Sepe calca scene prestigiose: dal Teatro Comunale di Bologna, dove èimages Ruggero ne La Rondine di Puccini, al Théâtre du Châtelet di Parigi, fino al Teatro Coliseo di Buenos Aires. Negli Stati Uniti è protagonista alla New York City Opera e in altre produzioni americane. L’Est Europa lo accoglie al Teatro Nazionale dell’Opera di Lettonia e a Tallinn. Ma è in Russia che il suo nome diventa familiare: Novaya Opera di Mosca e il leggendario Teatro Bol’šoj. Il repertorio parla per lui: Don José in Carmen, Werther di Massenet, Alfredo ne La Traviata, Cavaradossi in Tosca, Rodolfo ne La Bohème, Pinkerton in Madama Butterfly, Don Carlo di Verdi, Luigi ne Il Tabarro, Donello ne La Fiamma di Respighi. Senza dimenticare il grande repertorio francese con Roméo et Juliette e Faust. A questo si affianca la dimensione sinfonico-sacra: solista nel Requiem di Verdi – eseguito anche alla presenza di Papa Francesco, tra i momenti più intensi della sua carriera – e nella Nona Sinfonia di Beethoven.
“Rinasci… È l’Alba”: la vita come speranza che non muore. Accanto all’attività lirica, Sepe coltiva da anni l’insegnamento, in ambito pubblico e privato. Ma è con la sua più recente produzione, Rinasci… È l’Alba, che firma un passo nuovo: regista ed esecutore di uno spettacolo che è racconto, confessione, rito. “Un’opera sulla vita come opportunità – spiega – come speranza che non muore. Un viaggio di emozioni che attraversa tutte le fasi dell’esistenza, fino a ritrovare quel bambino che vive dentro ognuno di noi”.
Il 14 maggio lo spettacolo andrà in scena all’Auditorium “Vincenzo Sorrentino” di Saviano (NA). Ad accompagnarlo, il soprano Ellen Kachlishvili: due voci che si intrecciano per raccontare, con intensità e profondità, le molteplici sfumature dell’esistere. La direzione musicale e la guida dell’ensemble Gli Anelli di Saturno sono affidate al M° Antonio Saturno. Presenta la serata Sandy De Stefano.
Un incontro a Mosca, un progetto per la Campania
È proprio durante un concerto a Mosca che la vita artistica di Sepe incontra quella personale. Lì conosce Ellen Kachlishvili, soprano dalla voce intensa e raffinata, oggi sua moglie e compagna d’arte. Da quell’incontro nasce un legame umano e artistico che si trasforma in visione condivisa. Durante il Covid, mentre i teatri tacevano, i due decidono di reagire: fondano l’associazione culturale e musicale no profit ‘’La Voce dell’Anima’’. Obiettivo dichiarato: portare arte, musica e cultura nel territorio campano. “Una terra straordinaria per bellezza e tradizione – sottolinea Sepe – che a volte ha bisogno di nuove energie e iniziative culturali capaci di creare comunità”.
Il ritorno all’opera: Chicago e il Requiem di Verdi
Dopo alcuni anni di pausa, dettati da vicende personali e professionali, il palcoscenico d’opera resta per Sepe una dimensione essenziale, mai dimenticata. Il prossimo anno segnerà la ripresa della sua attività come tenore solista negli Stati Uniti con il Requiem di Verdi a Chicago: un nuovo inizio, il primo passo di un percorso che l’artista auspica ricco di traguardi.
Perché, come lui stesso ricorda, a volte è proprio dal silenzio che comincia la musica. E la sua voce, nata nel buio delle notti vesuviane, oggi torna a vibrare. Sul palcoscenico. E nella vita.

IL LICEO MUSICALE “G. ALBERTINI” DI NOLA OSPITA “LOUIS ARMSTRONG. LA MUSICA OLTRE IL RAZZISMO”

Incontro con l’autrice Filomena Carrella: note, parole e diritti civili

Foto Liceo Musicale 250NOLA – Il jazz entra a scuola per parlare di libertà. Martedì 5 maggio 2026, alle ore 11:30, l’Aula Magna dell’ISIS “G. Albertini” di Nola, Via Circumvallazione 292, apre le porte al libro “Louis Armstrong. La leggenda. La musica oltre il razzismo” (IOD Edizioni) di Filomena Carrella, scrittrice, giornalista e musicista.

“Tornare tra i banchi con Louis Armstrong è la missione più bella: raccontare ai ragazzi che una tromba può abbattere i muri e che le note hanno il colore della libertà” – dichiara Filomena Carrella.

Protagonista dell’evento è il Liceo Musicale “G. Albertini”, che ospita l’incontro e ne diventa cuore pulsante: gli allievi del Liceo Musicale accompagneranno la mattinata con le loro note e il loro talento, dando voce viva al messaggio di Armstrong. Un ponte concreto tra letteratura, musica e impegno civile, nel luogo dove i giovani imparano a fare della passione un mestiere.

A portare i saluti istituzionali sarà il Dirigente Scolastico, prof. Rosario Cozzolino, che ha fortemente voluto questo momento di crescita per gli studenti.

Relatore dell’incontro il prof. Nicola Rando, che guiderà il dialogo con l’autrice.

Interverranno come ospiti:

Fiorella Boccucci, musicista e cantante

Avv. Olga Izzo, Consigliera di parità della Città Metropolitana di Napoli

Alessandra Bosone, Presidente dell’Associazione Artistica SeminArte

Attraverso la storia di Louis Armstrong, bambino povero di New Orleans che con una tromba ha abbattuto i muri del razzismo, Filomena Carrella parlerà ai ragazzi di sogni, diritti e del potere rivoluzionario della musica. Come scrive nel suo libro: “Lui era sicuro che, un giorno, latte e cioccolato si sarebbero fusi e il mondo sarebbe stato più felice e più bello…”

Un appuntamento che conferma la vocazione del Liceo Musicale “Albertini” di Nola: formare non solo musicisti, ma cittadini consapevoli, capaci di suonare il cambiamento.

ISIS G. Albertini – Nola, Via Circumvallazione 292

 

BASILICHE PALEOCRISTIANE DI CIMITILE (NA)

SABATO 9 MAGGIO 2026, ORE 18

SOTTOSOPRA

Presentazione del saggio di Vincenzo Notaro, tra media, mito e crisi contemporanea


Foto Cimitile Sottosopra 250Nelle Basiliche Paleocristiane di Cimitile si terrà la presentazione del saggio SOTTOSOPRA. Il mondo dopo Stranger Things tra declino e destino di Vincenzo Notaro: un evento che intreccia analisi dei media, riflessione filosofica e attivazione dello spazio archeologico.

Il libro, edito da Passaggio al Bosco, prende avvio dalla serie TV Stranger Things – fenomeno globale capace di attraversare immaginario, industria culturale e comportamenti collettivi –, per indagare il profondo mutamento del rapporto tra narrazione, soggetto e realtà.

Al centro dell’indagine, il Conformity Gate: l’ondata virale con cui una parte rilevante del pubblico ha rigettato il finale ufficiale della serie, ipotizzando un “vero finale” occultato e mobilitando milioni di utenti in un’attesa quasi profetica, culminata nell’accesso simultaneo a Netflix il 7 gennaio 2026, così massivo da mandare in crash la piattaforma per brevi ma altamente significativi istanti. Un episodio che il saggio legge come sintomo di una crisi più ampia: la difficoltà contemporanea di elaborare il limite, la fine e l’irrevocabilità.

IL LUOGO: UNA NECROPOLI CHE DIVENTA DISPOSITIVO DI DIALOGO

La presentazione si svolge in un contesto tutt’altro che neutrale.

Le Basiliche Paleocristiane di Cimitile sorgono su una vasta necropoli romana databile tra il II e il III secolo d.C., evolutasi tra IV e V secolo in un articolato santuario legato al culto di San Felice e alla grande elaborazione spirituale e monumentale promossa da San Paolino di Nola. Uno spazio che ha valicato le ere trasformandosi più volte, senza però mai perdere la propria natura di luogo sospeso tra memorie sepolte e riapparizioni del sacro.

In questo quadro, le Basiliche si configurano come un autentico Sottosopra che vive secondo logiche inverse rispetto alle accelerazioni e alle frenesie del presente, e che proprio per questo sono il contesto ideale per una riflessione sulla crisi contemporanea.

 

UN’ANALISI DEL PRESENTE ATTRAVERSO LA CULTURA POP

L’evento prenderà il via con i saluti istituzionali del Sindaco di Cimitile, Filomena Balletta, e dell’Assessore alla Cultura, Anna Mercogliano, che accordando il Patrocinio Morale all’iniziativa testimoniano attenzione concreta verso le questioni che investono le giovani generazioni e un impegno reale nel riattivare gli spazi culturali come luoghi di confronto civile.

A entrare nel vivo della riflessione sarà Carmine Manzi (mediologo e formatore), con un intervento dedicato al rapporto tra mondo e retro-mondo nella serialità televisiva e ai codici iconografici di Stranger Things come chiave d’accesso ai temi del saggio.

Seguirà l’intervento dell’Autore, Vincenzo Notaro (mediologo e comunicatore), che svilupperà tali nuclei interrogando i processi di virtualizzazione delle relazioni, entro una riflessione sul rapporto tra comunità, mitopoiesi e destino.

 

SOPRASOTTO: UN’INCURSIONE AUDIOVISIVA

All’interno dell’evento sarà proiettata un’incursione audiovisiva intitolata SOPRASOTTO, ideata da Gabriele Montagano (mediologo e compositore) in concerto con l’Autore: una sequenza serrata di détournement, rimediazioni audiovisive e riscritture critiche dell’immaginario mediale-mercantile dagli anni ’80 al nostro presente. Un’operazione che attraversa e ribalta i codici culturali che, a partire da quel decennio, hanno contribuito alla diffusione di modelli anti-comunitari pienamente integrati nel paradigma liberal-capitalista.

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