Cronaca

Foto Raffaele Lauro 100“Seguo, quotidianamente - ha dichiarato l’on. Raffaele Lauro - la delicata questione del mare inquinato, a Sorrento e in Penisola Sorrentina, attraverso gli articoli di stampa;  le dichiarazioni dei Sindaci; il sorprendente balletto delle revoche parziali o totali dei divieti di balneazione; le polemiche degli albergatori, sui tempi e sui modi delle rilevazioni per le analisi delle acque marine e sulla pubblicazione delle stesse; le precisazioni dell’ARPAC; le prese di posizione della GORI, tutte in difesa; le relazioni, specie delle associazioni ambientaliste, sulle cause, remote e recenti, di un disastro ambientale, che ha sfregiato l'immagine internazionale della nostra terra, e, non da ultime, le legittime proteste degli operatori turistici, in primis i gestori degli stabilimenti balneari, che hanno subito questa pesante tegola sulla testa, con i danni economici conseguenti, nel pieno della loro attività di impresa.

Con l’auspicio che questa drammatica emergenza possa rientrare, del tutto, nei prossimi giorni, garantendo, da un lato, la salute pubblica e consentendo, dall’altro, all’intero comparto turistico (alberghi, ristoranti, commercio e stabilimenti balneari), di continuare, serenamente, nei mesi di settembre e ottobre, una stagione turistica, iniziata con dati assolutamente positivi, bisogna fare il punto sulle misure, minime e assolutamente necessarie, da programmare e realizzare (e da parte di chi),  nel 2015/2016, in otto mesi, per evitare il ripetersi, in futuro, di una nuova emergenza, che non avrebbe più attenuanti e giustificazioni, per nessuno, neppure sul piano penale, a partire dai Sindaci e dalla stessa GORI. Il fenomeno dei violenti acquazzoni estivi, alternati a settimane di caldo torrido, appare destinato, infatti, per i mutamenti climatici, in atto, a livello globale, a diventare un dato ricorrente, anche per il futuro.

MISURE MINIME E ASSOLUTAMENTE NECESSARIE DA REALIZZARE NEL 2015/2016

1) A tal fine, non risulta chiaro, al di là degli appelli video al presidente della Regione Campania, se i Sindaci abbiano richiesto ed ottenuto un tavolo, a livello regionale, per definire, fin dalle  prossime settimane, un piano di azione 2015/2016, con l’individuazione delle risorse necessarie, regionale e comunali, per la realizzazione dello stesso, dei soggetti chiamati a realizzarlo e del controllo sugli investimenti a farsi, in piena trasparenza, con l’ausilio dell'autorità nazionale anticorruzione (i lupi famelici sono sempre in agguato!).

2) La GORI si è impegnata pubblicamente a rimuovere una delle cause principali del disastro, cioè il fenomeno del “troppo pieno”, con la tracimazione e lo sversamento in mare di materiale fecale, attraverso la realizzazione, in punti strategici già individuati, di nuove condotte fognarie per la definitiva separazione delle acque bianche da quelle nere. Non risulta chiaro, comunque, quando inizieranno i lavori, i tempi di realizzazione e le risorse finanziarie impiegate. Su questo punto, i Sindaci, affetti da una sorta di inspiegabile (finora!) sudditanza psicologica nei confronti della GORI, devono chiedere e ottenere risposte precise, da rendere pubbliche, affinché i cittadini, gli operatori economici, le associazioni ambientalistiche e l’opinione pubblica  possano vigilare e tenere “il fiato sul collo” alla stessa GORI.

3) Anche per un’altra causa, ben individuata, del disastro (la pulizia dei valloni, l’individuazione degli scarichi abusivi dei pozzi neri e la punizione dei responsabili criminali degli stessi, con richiesta di risarcimento dei danni, recati alla collettività) non risulta ancora chiaro quale la strada i Sindaci intendano intraprendere, se attraverso l’adozione immediata di azioni dissuasive, sanzionatorie e di monitoraggio, accompagnate da un piano straordinario di controlli a tappeto, in aree ben individuate e individuabili, sia per le civili abitazioni che, a maggior ragione, per le attività produttive. Non sarebbe privo di significato, esemplare per tutti, se i controlli iniziassero proprio dalle strutture alberghiere, che insistono sulla costa o nell’immediato entro terra, per certificare l’assoluta tenuta ecologica di tutti i loro impianti igienico-sanitari, compresi gli scarichi delle lavanderie, per mettere a tacere malevoli vociferazioni, che nocciono alla nostra prestigiosa imprenditoria alberghiera.

In attesa di infrastrutture sanitarie più adeguate per l’intera costiera (in parte, in corso di realizzazione), da riprogrammare, con la Regione Campania,  nel medio-lungo termine, queste misure, minime e assolutamente necessarie, se portate a compimento, nei prossimi otto/dieci mesi, contribuiranno, non poco, ad evitare un nuovo disastro ambientale, nell’estate 2016, e saranno ascritte alla lungimiranza, nonché al merito, dei Sindaci e delle nostre civilissime popolazioni”.

Sorrento, 23 agosto 2015

 

hotel elmaPremetto che non avevo mai avuto il piacere di vivere un ferragosto sull'isola e non riuscivo a capire perché tanta reticenza, tra le maestranze ,a parlare di come si sarebbe svolta la giornata e di quanto per loro fosse importante la stessa.

Qualcosa era trapelata alla colazione del 15 con l'avviso di un aperitivo ai bordi della piscina alle 19,45 ma niente lasciava presagire la serata che sarebbe stata. Qualche altra avvisaglia c'era stata, ma poca roba: habitué dell'hotel sono comparsi tra i baci e gli abbracci con le maestranze ma niente faceva pensare a momenti in qualche modo indimenticabili. 'Na voce,'na chitarra e 'o poco e luna...”cantava a suo tempo un aedo ischitano purosangue: Ugo Calise! Ebbene 'na notte chiara,'nu poco e musica e i coluri 'ncielo hanno fatto 'nata vota 'o miracolo di regalare agli animi semplici un poco di vivace e allegra serenità. Stupidaggini per cuori vecchi ma innamorati? Forse sì! Stupidaggini. E se fosse poi questa la vera via alla serenità? Chi lo può dire? Ma consentitemi di andare con ordine e di raccontarvi in dettaglio la serata.

Anzi consentitemi di accennare brevemente all'EL.MA Park Hotel di Casamicciola: adagiato sulla collinetta a mezza costa, prospiciente il porticciolo della suddetta località, con terrazzamenti geometrici su spazi ampi, quasi protegge e guarda disincantato, il profilo che, dolcemente mosso, verso Procida va via via abbassandosi fin verso Formia. Un panorama che, quando le condizioni di visibilità lo consentono, ha poco da invidiare a chicchessia con lo spuntone roccioso del San Montano di Lacco ameno ad ovest (e che tramonti signori miei si vedono col sole che rosseggia a nascondino con lo stesso) e la collina di case bianche e pulite verso Procida a est (per vedere il Vesuvio e tutto quanto si adagia sul mare ai suoi piedi purtroppo si deve costeggiare il Rotaro verso nord ovest: Val bene una camminata credetemi!). Una struttura possente e leggera con uno Ski-Line di primo ordine che già nel nome parla di cose familiari, buone: EL sta per Elena, MA per Mario: i nomi dei genitori del proprietario Umberto Italiano. Nessun nome esotico o evocativo ma solo le iniziali delle persone più care stop. Dettagli, forse ridondanti ma…torniamo a noi: la serata del gran galà di Ferragosto I bordi della piscina lustra e pulita(per indefessa e accurata manutenzione di Peppino l'uomo tuttofare) risplendono di luminarie che delimitano anche il bordo del solarium. Questo si aggetta ,sopraelevato, sul porticciolo a toccare quasi con mano le manovre delle imbarcazioni che fanno bella mostra di se' nei vari pontili e che volentieri si inchinano alle imbarcazioni di più alto lignaggio che scaricano turisti a frotte e macchine a tutto spiano.
Sul lato ovest della piscina sono allestiti strumenti e occorrente per fare musica live. 
Sul lato lungo, verso il solarium, tavolini eleganti e riccamente banditi di vari intingoli alimentari (peccato per la presenza inospitale ma comprensibilissima di fastidiose vespe) fanno il paio con altri tavolini per aperitivi alcolici e non. Il tutto gestito con eleganza e signorilità dalle varie maestranze all'uopo addette sotto lo sguardo vigile e attento della direttrice (ma vi prego non chiamatela così) Gina Conte. La musica ci accompagna e, consumate le leccornie proposte e gli annessi aperitivi ci guida ai posti che la onnipresente Gina ci ha assegnato all'interno dei tre livelli della sala pranzo. Ad apertura del buffet si esce sulla splendida terrazza antistante per gustare tutte le prelibatezze che lo chef Angelo Polito con i suoi aficionados, tutti peraltro pronti e spiritosi oltre che in pompa magna, ha messo in bella mostra, impreziosite dalle strepitose sculture eseguite di persona su ortaggi e frutta di grosse dimensioni.

Veramente un bel vedere oltre che un bello e buono buongustare! Un menù da impazzire! Veramente ridondante per quantità e qualità.  E anche qui la musica ci allieta il cuore e la mente! È la volta dei primi piatti: paccheri all'astice (metà astice ciascuno) e risotto mantecato ad arte...poca roba? Vi sbagliate, quasi tutti hanno rinunciato al bis solo perché sazi di antipasti. Un sorbetto a limone pulisce e prelude al secondo con un pesce spada arrostito al momento. Che si vuole di più, ma non finisce qui, i dolci...babà', pastiera, caprese e tanti altri dolci tipici napoletani. E ancora la musica fa da leitmotiv della serata. E i tavoli della frutta sono pronti all'assalto dei più fruttivori...ma che, molta frutta sta ancora aspettando! Si ritorna a bordo piscina. Nel frattempo Fabio, Miriam e soprattutto Salvo riprendono possesso degli strumenti e danno inizio al loro repertorio mentre gli ospiti trovano refrigerio sul giardino soprastante la piscina, davanti al bar a ritemprarsi le membra dopo le fatiche ... degustative. E mentre la musica va (e pure il tempo) ora a destra e ora a sinistra spettacoli di fuochi pirotecnici sempre belli e sorprendenti colorano in continuazione le placide acque sottostanti.

Mi fermo perché le parole non possono sostituirsi alla bellezza del contesto. I fuochi fanno a gara tra loro per rubare un “ oh” agli ospiti e loro non lesinano gli apprezzamenti. Inutile dire che col passare dei minuti la bellezza dei fuochi cresceva spasmodicamente per arrivare poi a vedere anche i fuochi in lontananza del profilo nord della Campania quasi a salutare pure loro noialtri. E la musica, che prima ci aveva fatto ballare con ritmi audaci, via via diventata sempre più intimista per far ballare chi rimpiangeva la mattonella dei tempi che furono. E con sommo piacere ci è riuscita, bravi, bravissimi e  soprattutto GRAZIE!

Per ultimo e non per dimenticanza un abbraccio alle maestranze: ne cito i nomi ad uno ad uno perché poi alla fine è grazie alla loro disponibilità e professionalità che la serata è potuta filare liscia e serena come è giusto siano per tutti gli ospiti queste giornate: Blanca, Ciro, Giacomo, Gaetano, Francesco, Maiscia, Francesco, Antonio: un abbraccio e un grazie di cuore a tutti voi Uno spettacolo che è valso la pena vivere live, live, live! Ecco spiegati i motivi di tanta segretezza iniziale! Non si voleva in alcun modo sminuire la bellezza della sorpresa e la dolcezza delle immagini che si sono srotolate davanti agli occhi in un crescendo di magia! Grazie Ischia e grazie hotel ELMA! Si dirà che quello di ferragosto è ormai un rito tradizionale che gli albergatori tutti sono contenti di compiere, quasi un abbraccio e un ringraziamento, a questa natura così prodiga verso questa terra dotandola di tanto ben di dio in termini di clima, verde, scorci, salute e opportunità!

Parlavo prima di albergatori e mi chiedevo: perché escludere gli altri componenti la famiglia lavorativa del complesso ELMA, che con il loro oscuro quanto prezioso lavoro rendono possibili tali eventi? Mi viene da pensare che la loro presenza avrebbe reso la festa più festa.
Perché nessuna gratificazione da parte dei responsabili e un loro plauso con la propria presenza? Considerazioni semplici di un ospite che ha apprezzato il lavoro di tutti quanti hanno reso le sue vacanze più serene e gradevoli e come tale vorrebbe una escalation migliorativa dello standard già alto dell'ELMA Park Hotel di Casamicciola Terme.

Ferdinando Bianco

LAPILLI Logo Consorzio Pescato CampanoAgosto e settembre sono il periodo d'oro del pesce campano. In tutti i mercati e nei ristoranti della Campania il pesce fresco è tutto - o quasi - stato catturato nelle acque nostrane. Da inizio agosto è infatti imposto il fermo biologico a tutto il Mare Adriatico che terminerà il 6 settembre per i prodotti pescati dal Trieste a Rimini e fino al 27 settembre per il pesce da Pesaro a Bari. Per i pescherecci campani il fermo si avrà dal 19 settembre al 18 ottobre. Il fermo biologico è voluto dalla Unione Europea per consentire la riproduzione del pesce ed evitare l'impoverimento della risorsa ittica.

Con i mercati a corto di prodotti freschi provenienti dall'Adriatico quindi questo è il periodo in cui si può trovare abbondanza di pesce azzurro del Tirreno come le alici e le meno pregiate, ma altrettanto buone aguglie, oppure le palamite e lo sgombro. È anche il periodo dei richiestissimi saraghi.

Ma proprio perché si è in un periodo particolarmente favorevole per i pescatori della costa campana che è facile trovare la frode, spacciando per pesce fresco i prodotti congelati.

"Non c'è un unico metodo per riconoscere il pesce fresco rispetto a quello di qualche giorno o, peggio, decongelato - spiega Fulvio Giugliano, presidente del Consorzio pescato Campano - Ci sono vari accorgimenti da adottare a seconda delle circostanze e non limitandosi solo alle apparenze. Il pesce fresco profuma di mare e l'occhio deve essere vivido e gonfio. La pelle deve essere brillante. Le squame non si devono staccare con facilità dalla pelle che è avvolta dal muco cutaneo. Le branchie del pesce sono di un colore rosso brillante. Infine, se si scuote il prodotto e rimane rigido vuol dire che è fresco. Al di là di queste osservazioni è necessario acquistare il pesce nelle pescherie di fiducia. I prodotti del Consorzio Pescato Campano, ad esempio, sono seguiti dal momento della cattura fino a quando vengono portate al distributore al dettaglio. Il nostro marchio è presente nel punto vendita".

Foto Raffaele Lauro 100Sollecitato da decine di cittadini di Sorrento e della Penisola Sorrentina, avverto il dovere morale, prima che civile, di intervenire pubblicamente sul disastro ambientale, che si è consumato, in questi giorni, a Sorrento e in tutta la Penisola Sorrentina, inquinando il mare, mettendo in pericolo la salute dei residenti (e dei turisti) e deturpando l’immagine internazionale della nostra amata terra, sui media nazionali ed internazionali.Il disastro ambientale di Ferragosto 2015 sarà indimenticabile!

Un vero choc ed anche un sentimento di vergogna per chi, come me, va in giro per il territorio nazionale, e all’estero, a magnificare e propagandare, attraverso il capolavoro di Lucio Dalla, “Caruso”, le bellezze naturali di Sorrento e della Penisola Sorrentina!

Si tratta di un danno economico di illimitate proporzioni, che manda in fumo centinaia di migliaia di euro investiti (talvolta male!) in eventi (talvolta inutili, non per chi alimenta la propria greppia, anche elettorale!) e in comunicazione (talvolta inefficace), che dovrebbe mobilitare albergatori, ristoratori, commercianti, sindacati di categoria, associazioni culturali e ambientali, contro i maldestri tentativi di minimizzazione del gravissimo problema, contro le pietose scuse, rivolte ai turisti, atte a coprire le proprie responsabilità, passate e presenti, e, infine, contro le dichiarazioni trionfalistiche sui flussi turistici, in aumento, al limite del ridicolo e del provocatorio, secondate passivamente da un’informazione, irresponsabile e, di frequente, collusa.

Le infrastrutture sanitarie sono una premessa fondamentale dello sviluppo turistico, non una variabile discrezionale! Bisogna evitare che, alla lunga, Sorrento e la Penisola Sorrentina, che vantano un patrimonio storico di ospitalità e di sviluppo economico, non siano costrette a registrare (Dio non lo voglia!), proprio a causa del degrado ambientale, un’inversione di tendenza negativa, che metterebbe seriamente in crisi tutto l’ordine economico-sociale.

I Sindaci hanno tutti i poteri per agire e lo facciano, insieme, senza ulteriori indugi e senza distinzioni politiche o ruoli da “primedonne”:

1) chiedendo un tavolo immediato alla Regione Campania (al neo-Presidente e all’Assessore competente), con la loro partecipazione personale, la Gori, il WWF e chi di interesse, per individuare i finanziamenti necessari ad effettuare, alle condotte fognarie, i lavori necessari ad evitare il fenomeno del “troppo colmo”, dirottando anche investimenti precedentemente finalizzati per altre opere, non caratterizzate da emergenza assoluta, come quella attuale. Meno eventi inutili e più infrastrutture! Far eseguire i lavori, quest’inverno, con la somma urgenza, sotto il controllo dell’autorità nazionale anticorruzione;

2) postando, nei rispettivi bilanci comunali, tutte le risorse disponibili per affrontare questa emergenza sanitaria ed economica, in termini di ispezioni e controlli;

3) emanando, ad horas, nella qualità di autorità sanitaria, una ordinanza-precetto, che obblighi tutti i proprietari di edifici, per abitazioni civili o per attività produttive, presenti sul territorio comunale, a denunziare, al Sindaco, entro massimo un mese, la presenza di pozzi neri, con gli estremi della localizzazione, prevedendo, nella medesima ordinanza, pesanti sanzioni pecuniarie, non meno di euro cinquemila, per gli inadempienti e la conseguente denunzia all’Autorità Giudiziaria;

4) organizzando squadre comunali, con i poteri delegati del Sindaco, per ispezioni a tappeto sul territorio, a partire da località, ben individuate e individuabili, al fine di rintracciare gli scarichi abusivi esistenti, risalendo ai proprietari dei pozzi neri, e accertando, nell’immediato, il livello degli stessi e, nel caso risultassero svuotati, sanzionare pesantemente questi “banditi-criminali”, sul piano pecuniario, e denunziarli all’A.G., per disastro ambientale e per danni economici alla comunità, da richiedere, come  risarcimento, in via giudiziale;

5) costruendo e aggiornando una radiografia comunale e intercomunale, da pubblicare sul sito del Comune/dei Comuni, con tutte le strutture edificate, per abitazioni civili e per attività produttive, con particolare riferimento a quelle a rischio, con presenza di pozzi neri, da ispezionare periodicamente e, certamente, dopo eventi temporaleschi o alluvionali. Di tutti gli edifici, tramite gli elenchi delle utenze acqua, luce e gas, nonché delle autorizzazioni abitative e sanitarie, si possono individuare subito quelli destinati a civili abitazioni e quelli destinati ad attività produttive a rischio. Costituire un gruppo di lavoro ad hoc, anche con volontari.

Negli anni settanta-ottanta, a Sorrento, da amministratore comunale (assessore alle finanze!), con l’aiuto dei giovani, assunti con la legge 285/1977, sull’occupazione giovanile, molti dei quali, ora, dirigenti e impiegati comunali, riuscimmo a definire il primo inventario demaniale delle proprietà immobiliari del comune, fino ad allora inesistente, facendo scoperte sorprendenti e... scandalose!

Sperare che il bel tempo, in pochi giorni, riporti, di nuovo, il silenzio omertoso, su questa intollerabile e gravissima emergenza, sanitaria ed economica, a Sorrento e in Penisola Sorrentina, rappresenterebbe soltanto una prova di cecità amministrativa e di disprezzo per i cittadini amministrati, pregiudizievole per il futuro!

Un altro drammatico Ferragosto, nel 2016, come questo del 2015, autorizzerebbe non solo l’Autorità Giudiziaria ad assumere provvedimenti, ma i cittadini e gli operatori economici ad organizzare una rivolta popolare contro i pubblici amministratori!

Raffaele Lauro

Orgogliosi di queste scelte. Per i musei italiani un passo storico dopo decenni di ritardi

LAPILLI Logo MiBACT 250Si è conclusa la procedura di selezione internazionale per i direttori dei 20 principali musei italiani prevista dalla riforma Franceschini. L’età media dei vincitori è di 50 anni. Su 20, 10 sono uomini e 10 sono donne. Gli stranieri, tutti cittadini UE, sono 7 (3 tedeschi, 2 austriaci, 1 britannico e 1 francese), gli italiani che tornano dall’estero sono 4 (Bagnoli, Gennari Santori e D’Agostino che rientrano dagli Stati Uniti e Degl’Innocenti dalla Francia). 

Quanto alle professioni: 14 storici dell’arte, 4 archeologi,  1 museologo/manager culturale e 1 manager culturale. Nominata anche un'interna del ministero.

"Davvero con queste 20 nomine di così grande levatura scientifica internazionale il sistema museale italiano volta pagina e recupera un ritardo di decenni". Dichiara il ministro Franceschini che sottolinea come la Commissione presieduta da Paolo Baratta e di cui hanno fatto parte 

parte Lorenzo Casini (professore di diritto amministrativo dell'Università di Roma 'la Sapienza' ed esperto di legislazione per il patrimonio culturale), Claudia Ferrazzi (segretario generale dell'Accademia di Francia-Villa Medici di Roma, già vice amministratore generale del Louvre), Luca Giuliani (professore di archeologia classica e Rettore del Wissenschaftskolleg di Berlino) e Nicholas Penny (storico dell'arte, direttore della National Gallery di Londra) "ha fatto un grande lavoro ed ha offerto al Direttore Generale dei Musei del Mibact, Ugo Soragni, e a me la possibilità di scegliere in terne di assoluto valore. I nuovi direttori sono italiani, stranieri e italiani che tornano nel nostro Paese dopo esperienze di direzione all'estero.

Negli incontri che ho avuto nei mesi scorsi con i direttori dei più grandi musei del mondo e con molti colleghi ministri della Cultura - prosegue Franceschini - ho riscontrato grande apprezzamento per la procedura di selezione internazionale avviata contestualmente per i nostri più grandi musei statali. Un passo storico per l'Italia e i suoi musei che colma anni di ritardi, che completa il percorso di riforma del ministero e che pone le basi per una modernizzazione del nostro sistema museale. I risultati di questo anno di nuove politiche di apertura dei musei italiani e l'investimento sulla valorizzazione dimostrano che grande contributo si può dare alla crescita del Pese con scelte coraggiose sia per una migliore tutela del patrimonio che per una sua valorizzazione, per la cittadinanza e i turisti di tutto il mondo".

Secondo le procedure previste dalle norme all'interno delle terne indicate dalla Commisione per ciascun museo, il Ministro ha scelto i direttori dei 7 musei di I fascia, mentre il Direttore Generale Musei Ugo Soragni ha scelto i Direttori dei 13 musei di II fascia.

Ecco i venti nuovi direttori dei principali musei italiani:

1) alla GALLERIA BORGHESE (ROMA)

Anna Coliva – 62 anni, storica dell’arte. Nata a Bologna, si è laureata con lode in storia dell’arte nel 1977 con Giulio Carlo Argan, alla Sapienza, dove ha anche concluso il Corso di perfezionamento in storia dell’arte. Dal 1980 è funzionario del Ministero dei beni culturali. Dal 1994 lavora come funzionario storico dell’arte alla Galleria Borghese, dapprima come direttore-coordinatore e, dal 2006, come direttore. Dal 1983 al 1991 è stata funzionario direttivo nella Soprintendenza per i beni artistici e storici di Roma e del Lazio, dove è stata responsabile delle collezioni del Palazzo del Quirinale. Dal 1981 al 1983 è stata funzionario direttivo nella Soprintendenza per i beni artistici e storici di Parma e Piacenza. Autrice di oltre cento pubblicazioni, con particolare riguardo a Bernini, Caravaggio, Domenichino, Parmigianino, Dosso Dossi e, in generale, alla pittura emiliana e romanadel Cinquecento e del Seicento. Tra i massimi esperti al mondo della Galleria Borghese e della sua collezione, hacurato numerose mostre di livello internazionale. Nel 2013 le è stata conferita la Légion d'Honneur dal Presidente della Repubblica Francese.

2) alle GALLERIE DEGLI UFFIZI(FIRENZE)

Eike Schmidt – 47 anni, storico dell’arte. Tedesco, nato a Friburgo in Brisgovia, si è laureato in storia dell’arte medievale e moderna alla Ruprecht-Karls-Universität di Heidelberg nel 1994. Nella stessa università ha conseguito con lode, nel 2009, il dottorato di ricerca in storia dell’arte con una tesi su “La collezione medicea di sculture in avorio nel Cinque e Seicento”. Dal 2009 è curatore e capo del dipartimento di scultura, arti applicate e tessili del Minneapolis Institute of Arts. Ha lavorato e vissuto a lungo in Italia, in particolare a Firenze, dove dal 1994 al 2001 è stato borsista e ricercatore presso il Deutsches Kunstshistorisches Institut. Nel 1997 ha vinto il premio Nicoletta Quinto della Fondazione Premio internazionale Galileo Galilei di Pisa. Dal 2001 al 2006 è stato curatore e ricercatore nella National Gallery of Art di Washington. Dal 2006 al 2008 è stato curatore nel Dipartimento di sculture e arti decorative nel J. Paul Getty Museum di Los Angeles. Dal 2008 al 2009 ha lavorato a Londra da Sotheby’s come direttore e capo del dipartimento scultura e arti applicate europee. Esperto di arte fiorentina di fama internazionale, ha pubblicato svariate monografie e decine di saggi.

3) alla GALLERIA NAZIONALE DI ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI ROMA

Cristiana Collu – 46 anni, storica dell’arte. Nata a Cagliari, dove si è laureata in storia dell’arte medievale nel 1993, si è poi specializzata in Spagna, a Madrid, dove nel 1996 ha conseguito il dottorato in Museum studies. Dal 2012 al 2015 ha diretto il MART-Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e, nel 2014, ha vinto il premio Art Tribune come miglior direttore di museo. Dal 1996 al 2012 ha diretto il MAN-Museo d’arte della Provincia di Nuoro. Dal 2009 è curatrice del Premio Terna. Docente di museologia e storia dell’arte contemporanea in diverse università italiane, vanta decine di pubblicazioni in materia di arte contemporanea.

4) alle GALLERIE DELL’ACCADEMIA DI VENEZIA

Paola Marini – 63 anni, storica dell’arte. Nata a Verona, si è laureata con lode a Bologna nel 1975, dove si è poi specializzata in storia dell’arte medioevale e moderna. Dal 1994 dirige i Civici musei d’arte e monumenti del Comune di Verona, dove dal 2011 al 2013 ha anche diretto la Galleria d’Arte Moderna-Palazzo Forti. Ha curato numerose mostre di livello internazionale in collaborazione con istituzioni italiane e straniere, sia pubbliche che private. Dal 1998 insegna museografia e museologia nella Scuola di specializzazione in storia dell’arte dell’Università degli studi di Udine. È autrice di decine di pubblicazioni, con particolare riguardo all’arte veneta.

 5) al MUSEO DI CAPODIMONTE(NAPOLI)

Sylvain Bellenger – 60 anni, storico dell’arte. Francese, nato a Valognes, in Normandia. Laureatosi a Paris X–Nanterre nel 1978 in filosofia, si è poi specializzato in storia dell’arte alla École du Louvree alla Sorbonne, dove ha conseguito anche il dottorato di ricerca. Dal 2012 è capo dipartimento di pittura e scultura europee medioevali e moderne all’Art Institute di Chicago. Dal 2005 al 2010 è stato curatore capo all’Institut National d’Histoire de l’Art (INHA) di Parigi. Dal 1999 al 2005 è stato curatore della pittura e scultura europea al Cleveland Museum of Art. Dal 1992 al 1999 ha lavorato come direttore e curatore capo del Château and Museums of Blois. Dal 1987 al 1991 è stato direttore dei Museums of Montargis, in Francia. Nel 1986 ha conseguito il titolo di Conservateur des Musées de France. Autore di numerose pubblicazioni, ha studiato e lavorato anche alla Getty Foundation, alla National Gallery of Art di Washington, a Yale e a Palazzo Farnese. Nel 2006 è stato insignito della Légion d’Honneur.

6) alla PINACOTECA DI BRERA (MILANO)

James Bradburne – 59 anni, museologoe manager culturale. Nato in Canada, ma di cittadinanza britannica, ha studiato architettura a Londra e si è poi formato in museologia ad Amsterdam e Los Angeles. Dal 2006 al 2015 è stato il direttore della Fondazione Palazzo Strozzi a Firenze. Dal 2003 al 2006 ha diretto la Next generation Foundation nel Regno Unito. Dal 1999 al 2002 ha diretto il Museum für Angewandte Kunstdi Francoforte. Dal 1994 al 1998 è stato responsabile per il design, la formazione e la programmazione al new Metropolis science and technology centre diAmsterdam. Autore di numerose pubblicazioni, è docente di museologia in diverse istituzioni italiane e straniere.

 7) alla REGGIA DI CASERTA

 Mauro Felicori – 63 anni, manager culturale. Nato a Bologna, dove, laureatosi con lode in filosofia, si è poi specializzato in economia della cultura e politiche culturali. Dal 2011 è direttore del Dipartimento economia e promozione della Città del Comune di Bologna, dove è dirigente dal 1986 e, in precedenza, ha diretto, tra l’altro, l’Area Cultura, l’Istituzione Musei Civici, l’Istituzione Biblioteche civiche e il Settore Cultura e Rapporti con l’Università. Docente di gestione e organizzazione delle imprese culturali nell’Università di Bologna, è autore di numerose pubblicazioni in materia.

 8) alla GALLERIA DELL’ACCADEMIA DI FIRENZE

Cecilie Hollberg – 48 anni, storica e manager culturale. Tedesca, nata a Soltau, nella Bassa Sassonia, ha compiuto i propri studi universitari in storia e scienze politiche a Roma, Göttingen, Monaco di Baviera, Veneziae Trento. Nel 2001 ha conseguito il dottorato in storia Medievale a Göttingen. Dal 2010 è direttore delloStädtisches Museum di Brunswick. In precedenza, ha lavorato come curatrice e funzionario tecnico-scientifico nel settore museale a Lipsia, Dresda eBerlino. Insegna in università tedesche e svizzere ed è autrice di numerose pubblicazioni.

 9) alla GALLERIA ESTENSE (MODENA)

Martina Bagnoli – 51 anni, storica dell’arte. Nata a Bolzano, si è laureata in storia dell’arte a Cambridge e nel 1999 ha conseguito il Ph.D. con lode alla Johns Hopkins University di Baltimora. Dal 2003 lavora presso il Walters Art Museum di Baltimora, dove attualmente è curatore capo di arte e manoscritti medioevali. Vanta una vasta esperienza in musei statunitensi, tra i quali la National Gallery of Art di Washington. Autrice di numerose pubblicazioni in materia di storia medioevale, ha tenuto lezioni e seminari in molte università.

10) alle GALLERIE NAZIONALI DI ARTE ANTICA (ROMA)

Flaminia Gennari Santori – 47 anni, storica dell’arte. Nata a Roma, dove si è laureata e poi specializzata con lode in storia dell’arte alla Sapienza, ha conseguito un Ph.D. in storia all’Istituto europeo di Firenze. Dal 2008 lavora presso il Vizcaya Museum and Gardensdi Miami Florida, dove è stata vice-direttore e curatore. In precedenza è stata research fellow al Metropolitan Museum of Art di New York e presso altre istituzioni museali statunitensi. Autrice di numerose pubblicazioni sulla storia del collezionismo, insegna anche “History of the Collecting and Display of Renaissance Art” nel Master in Renaissance Art della Syracuse University a Firenze. 

11) alla GALLERIA NAZIONALE DELLE MARCHE (URBINO)

Peter Aufreiter – 40 anni, storico dell’arte. Austriaco, nato a Linz, si è laureato a Vienna in storia dell’arte e filologia germanica. Dal 2010 è direttore del Dipartimento mostre, prestiti, depositi e dell’Artoteca del Museo Belvedere di Vienna, dove dal 2008 al 2010 ha diretto l’Ufficio mostre. Nella capitale austriaca ha in precedenza lavorato presso il Kunsthistorisches Museum e il Sigmund Freud Museum. Ha studiato e vissuto anche in Italia.

12) alla GALLERIA NAZIONALE DELL’UMBRIA (PERUGIA)

Marco Pierini – 49 anni, storico dell’arte e filosofo. Nato a Siena, ha compiuto i propri studi universitari a Siena, dove si è laureato in estetica, ha conseguito il diploma di specializzazione in Archeologia e Storia dell’arte e poi anche il dottorato di ricerca in Estetica. Dal 2010 al 2014 ha diretto la Galleria civica di Modena. Dal 2002 al 2010 è stato direttore del Centro d’Arte Contemporanea Palazzo delle Papesse di Siena, divenuto – in seguito al trasferimento presso il complesso museale di Santa Maria della Scala, il 1 giugno 2008 – SMS Contemporanea. Dal 1998 al 2007 è stato direttore del Museo Diocesano di Pienza. Dal 2010 insegna Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Giornalista, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche.

13) al MUSEO NAZIONALE DEL BARGELLO (FIRENZE)

Paola D’Agostino – 43 anni, storica dell’arte. Nata a Napoli, dove si è laureata e ha conseguito il dottorato in storia dell’arte moderna, ha studiato a Londra, presso il Courtauld Institute of Arts e lo University College London. Dal 2013 è Nina and Lee Griggs Assistant Curator di arte europea nella Yale University Art Gallery. Dal 2009 al 2013 ha lavorato come Senior ResearchAssociate nel Dipartimento di sculture e arti decorative europee del Metropolitan Museum of Art di New York. Ha insegnato presso università italiane e straniere e nel 2014 ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale come professore di II fascia di storia dell’arte moderna. È autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e ha organizzato e co-curato svariate mostre nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

14) al MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI NAPOLI

Paolo Giulierini – 46 anni, archeologo. Nato a Cortona, si è laureato in archeologia e specializzato in etruscologia nell’Università di Firenze. È direttore del Museo dell’Accademia Etrusca e della città di Cortona, dove lavora dal 2001. Autore di svariate pubblicazioni e relatore a numerosi convegni in Italia e all’estero, hamaturato una lunga esperienza nella direzione museale e nella gestione dei rapporti tra le diverse istituzioni pubbliche e private.

15) al MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI REGGIO CALABRIA

Carmelo Malacrino – 44 anni, archeologo e architetto. Nato a Catanzaro, si è laureato in architettura a Firenze e ha poi conseguito una specializzazione triennale in Archeologia e architettura antica presso la Scuola archeologica italiana di Atene. Dal 2010 è ricercatore di storia dell’architettura nel Dipartimento di architettura e territorio dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Nel 2005 ha conseguito un dottorato di ricerca di eccellenza (con borsa di studio) in Storia dell’architettura e della città, Scienze delle Arti, Restauro presso la Fondazione Scuola di Studi Avanzati di Venezia, con una tesi su Acqua e architettura nell’Asklepieion di Kos. Autore di quasi oltre settanta pubblicazioni, vanta numerosi esperienze nella gestione museale e di scavi archeologici.

16) al MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI TARANTO

Eva Degl’Innocenti – 39 anni, archeologa. Nata a Pistoia, si è laureata a Pisa in conservazione di beni culturali, indirizzo archeologico, dove ha frequentato anche la Scuola di Specializzazione di Archeologia; ha poi conseguito il dottorato di ricerca europeo presso l’Università degli studi di Siena in Storia, archeologia e archivi del Medioevo. Dal 2013 è Direttrice del Servizio dei beni culturali e del museo/centro d’interpretazione Coriosolis della Comunità dei Comuni Plancoët Plélan in Bretagna (ente locale di 18 comuni del dipartimento delle Côtes-d’Armor), dove lavora dal 2010. È stata Ricercatrice e project manager di progetto europeo presso il Museo Nazionale francese del Medioevo di Parigi. Dal 1995 al 2008 ha condotto scavi archeologici in Italia e in Tunisia. È autrice di numerose pubblicazioni e ha insegnato in diverse università italiane e francesi.

17) al PARCO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM

Gabriel Zuchtriegel – 34 anni, archeologo. Tedesco, nato a Weingarten, nel Baden-Württemberg, si è laureato in Archeologia classica, preistoria e filologia greca alla Humboldt-Universität di Berlino e ha poi conseguito con lode il Dottorato di ricerca in Archeologia classica presso l’Università di Bonn. Ha condotto numerosi scavi archeologici in Italia e all’estero e ha collaborato con importanti istituzioni nazionali e straniere nel settore dell’archeologia, maturando anche esperienza nella gestione museale. Professore a contratto di Archeologia e storia dell'arte greca e romana nell’Università degli Studi della Basilicata, è autore di svariate pubblicazioni.

18) al PALAZZO DUCALE DI MANTOVA

Peter Assmann – 61 anni, storico dell’arte. Austriaco, nato a Zams, nel Tirolo, ha compiuto i propri studi universitari a Innsbruck, dove ha conseguito il dottorato di ricerca in storia dell’arte. Ha studiato e lavorato anche a Firenze, presso il Deutsches Kunsthistorisches Institut. Dal 2002 al 2012 è stato Presidente della Associazione dei musei austriaci (Museumsbund Österreich). Ha diretto l’Oberösterreichischen Landenmuseen di Linz e il Museo Angerlehner in Thalheim bei Wels e ha curato numerose mostre di livello internazionale. Insegna alla Johannes Kepler Universität di Linz e alla Università di Vienna. Dal 2011 è nel Comitato scientifico del Museo del Castello del Buonconsiglio diTrento. 

19) Al PALAZZO REALE DI GENOVA

Serena Bertolucci – 48 anni, storica dell’arte. Nata a Camogli (Genova), si è laureata con lode presso la Facoltà di lettere dell'Università di Genova, indirizzo storico-artistico, per poi diplomarsi con lode presso la Scuola di Specializzazione in Storia dell’arte e delle arti minori dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con una tesi in Museologia/Museografia. Dal 2010 è direttore di Villa Carlotta, Museo e Giardino Botanico sul lago di Como, dove lavora dal 2004. Ha studiato e lavorato in Germania e negli Stati Uniti. Dal 1997 al 2006 è stata incaricata dal Ministero tedesco per l’educazione, la ricerca scientifica e la tecnologia della catalogazione e conservazione delle raccolte d’arte del centro italo tedesco per l’eccellenza europea Villa Vigoni (Como). È autrice di numerose pubblicazioni.

20) al POLO REALE DI TORINO

Enrica Pagella – 58 anni, storica dell’arte. Nata a Ivrea, si è laureata in storia dell’arte a Torino e ha conseguito il dottorato di ricerca in storia e critica dei beni artistici e ambientali nell’Università degli studi di Milano. Attualmente lavora presso la Fondazione Torino Musei, dove dal 2003 è Direttore del Palazzo Madama e Borgo Medievale. Dal 1988 al 1999 ha diretto il Museo civico d’arte di Modena. Ha insegnato in diverse università italiane ed è autrice di numerose pubblicazioni.  

"Un'estate da record. Dopo molto tempo aumenta il turismo interno e continua a crescere quello internazionale. Deve continuare il lavoro sulla promozione e sul miglioramento delle strutture ricettive. I nuovi tax credit digitalizzazione e ristrutturazione strutture ricettive, la nuova governante dell'Enit vanno proprio in questa direzione.  Il contributo che turismo è cultura possono dare alla crescita del paese e alla creazione di posti di lavoro ha trovato nei primi dati di questa estate 2015 una grande conferma"

Così il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini commenta i dati sul turismo. 

LAPILLI Foto dario franceschini 100Per il turismo è un'estate da record - si legge in una nota che accompagna la dichiarazione del ministro - tutte le rilevazioni delle associazioni di categoria stanno evidenziando il dato positivo di questi mesi. I buoni andamenti dei flussi dall'estero e il recupero della domanda italiana sono la caratteristica di questo 2015. Pur nelle diversità regionali, i dati mostrano un aumento delle presenze su tutto il territorio: gli italiani sono tornati a viaggiare (+8,6% fonte Federalberghi) e gli stranieri hanno aumentato i pernottamenti nelle strutture alberghiere (+2,5%) e extra alberghiere per una crescita di circa il 20 per cento del giro d'affari dell'economia turistica. Un aumento complessivo del settore stimata in +10% (Federturismo) che vede rafforzato il ruolo del mezzogiorno che resta la meta preferita degli italiani e che sta vivendo una forte crescita del turismo internazionale anche al di fuori delle tradizionali località d'arte e balneari. Il turismo balneare cresce in tutta Italia con le mete più importanti che hanno registrato un vero e proprio sold out nelle giornate a ridosso di ferragosto (osservatorio Trivago). 

Per la prima volta dal 2010 tornano a crescere anche i nuovi esercizi con aumenti di circa il 3% degli alberghi e dei ristoranti (dati Confesercenti). Un dato questo molto significativo perché segna un'inversione di tendenza anche nel mondo imprenditoriale che investendo nel turismo dimostra di considerarlo settore cruciale per la ripresa economica.  

Gioco d’azzardo in Italia. un nuovo e pesante atto di accusa, lanciato da Raffaele Lauro, al Festival del Film Locarno 2015, alla presentazione del film-denunzia “Vivere alla grande” del giovane regista pugliese Fabio Leli


Foto Raffaele Lauro 100Prima della proiezione, fuori concorso, in anteprima mondiale, del film-denunzia sul gioco d’azzardo, “Vivere alla grande”, opera prima del giovane regista pugliese, Fabio Leli, Raffaele Lauro, intervistato dal direttore artistico del Festival del Film Locarno 2015, Carlo Chatrian, davanti al pubblico e alla stampa accreditata, ha lanciato, dal palco dell’importante kermesse cinematografica svizzera, un nuovo pesante atto di accusa contro i governi italiani, di centro destra e di centro sinistra, responsabili istituzionali, politici e morali della devastazione sociale, in atto,  prodotta dal gioco d’azzardo in Italia. Il lungometraggio, della durata di 159 minuti, accolto da applausi, nel corso e a conclusione della proiezione, e da commenti tutti positivi, è strutturato attraverso le testimonianze, drammatiche e dolorose, delle vittime del gioco d’azzardo (giovani, anziani, imprenditori, famiglie frantumate) e dei principali attori, in positivo (sociologi, psicologi, investigatori e magistrati)  e in negativo, di questa autentica tragedia all'italiana. Il film ricostruisce, tra l’altro, anche l’intensa attività istituzionale, dal 2006 al 2008, come commissario antiusura e antiracket, e parlamentare di Lauro, come senatore della XVI Legislatura e membro della commissione antimafia, sulla necessità di una regolamentazione severa del settore: la tutela dei minori; la cura del malati patologici; il sostegno alle famiglie; la pubblicità ingannevole; la trasparenza proprietaria delle società concessionarie, con sede nei paradisi fiscali; le infiltrazioni della criminalità organizzata; l’applicazione ai titolari delle sale giochi delle norme antimafia; la continuità tra gioco cosiddetto legale e quello illegale; la corruzione e l’indotto criminogeno sull’intero territorio nazionale (usura, compra-oro e spaccio degli stupefacenti); i privilegi fiscali alle società concessionarie; l’alibi delle entrate tributarie; i silenzi omertosi dell’informazione e la complice collusione dei partiti politici. “Presto o tardi - ha commentato Lauro, alla fine della proiezione, con i giornalisti che si complimentavano con lui e con il regista - tutti i primi ministri e i ministri delle finanze della repubblica italiana, degli ultimi quindici anni, ne dovranno rispondere, penalmente e civilmente, non solo di fronte alla coscienza collettiva del paese, ma di fronte al tribunale dei ministri. Questo film, coraggioso e dal valore altamente civile, ospitato in un festival straniero, meriterebbe di essere proiettato in consiglio dei ministri, in parlamento e in tutte le scuole del nostro paese”.

1530Nell’ambito della complessa operazione nazionale Mare Sicuro 2015, la Capitaneria di Porto di Torre del Greco ha indetto un tavolo di coordinamento operativo in previsione del weekend di ferragosto finalizzato a definire un rafforzato dispositivo di sicurezza e prevenzione a garanzia dell’ordinato svolgimento delle attività balneari lungo il litorale nonché a salvaguardia della vita umana in mare della sicurezza della navigazione, ed a tutela e difesa dell’ambiente e del delicato ecosistema marino/costiero dei territori.
L’odierno summit, che ha visto la partecipazione dei Locali Comandi di Polizia Municipale ricadenti nell’ambito del Compartimento Marittimo di Torre del Greco (Portici, Ercolano, Torre del Greco), oltre che delle locali Associazioni di volontariato di Protezione Civile (Associazione Nazionale Vigili del Fuoco in Congedo – Centro Italiano Protezione Civile Torre del Greco – Croce Turris), ha posto le basi per far fronte al maggior afflusso di bagnanti che il prossimo weekend andrà ad affollare il litorale vesuviano che già sconta tra i più alti indici europei di densità abitativa per chilometro quadrato.
Il vertice, che si inserisce in un più ampio e già consolidato percorso di cooperazione avviato sin dall’inizio ella corrente stagione estiva, in considerazione delle caratteristiche del tratto di costa interessato, ha previsto un rafforzamento della Task Force attraverso un meccanismo di vigilanza e controllo sia a mare che a terra:
• due i mezzi navali impiegati per l’intero weekend, che opereranno secondo una pianificata attività di pattugliamento tale da coprire l’intero litorale di giurisdizione che si estende da Portici a Torre del Greco, con uscite cadenzate nei periodi più caldi della giornata;
• a terra, sarà impiegata un team di pattugliamento suddiviso in varie squadre che vedrà la partecipazione complessiva di circa trenta uomini tra Guardia Costiera e Polizie Locali;
• le locali associazioni di volontariato di protezione civile, sotto il coordinamento della Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Torre del Greco, garantiranno un servizio civico di assistenza ai bagnati laddove dovessero registrarsi problematiche di carattere sanitario, come ad esempio malori etc., altresì mettendo a disposizione specifiche unità nautiche pronte a supportare i mezzi della Guardia Costiera in caso di emergenza.
Sarà oltretutto prevista la presenza costante di un Autoambulanza in assetto rinforzato lungo la litoranea di Torre del Greco.
• inoltre, anche in considerazione delle attuali criticità idrogeologiche che stanno interessando in questi giorni i territori del litorale vesuviano, sono state altresì delineate e discusse modalità d’intervento in caso di eventuale presenza di condizioni meteo avverse (improvvise e di forte intensità) a cui potrebbero ricollegarsi esigenze di ordine pubblico;
• analoga attenzione verrà poi rivolta alle zone demaniali marittime interdette alla pubblica fruizione perché interessate da fenomeni franosi, nonché ai tratti di spiagge libere non presidiati, anche ai fini della verifica della sussistenza della prescritta segnaletica monitoria in loco.

Il coordinamento dell’intero assetto operativo sarà gestito dalla Sala Operativa della Capitaneria Di Porto di Torre del Greco, che per il caso specifico ha previsto un rafforzamento dei turni di guardia del personale ivi destinato.
Si ricorda, infine, che in caso di emergenza in mare è sempre attivo su tutto il territorio nazionale il “Numero Blu 1530”, un servizio gratuito per il cittadino, grazie al quale è possibile comunicare con il Comando delle Capitanerie più prossimo alla località da cui viene effettuata la chiamata di emergenza, anche se questa viene effettuata da telefonia mobile.

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