in Mostra

Ronca Lucio quadro ceramicaCastellammare di Stabia. Dal 28 luglio, 14 opere dell’artista e maestro ceramista Lucio Ronca saranno in esposizione presso lo Yacht Club della Marina di Stabia.
Ronca, classe 1958, diplomatosi all’Istituto d’Arte di Salerno, si è formato presso le botteghe ceramiche di Vietri sul Mare (città nella quale vive e lavora) ed ha proseguito in un cammino artistico costituito da una costante ricerca di comunione armonica tra sperimentazione, innovazione e tradizione. Quella tradizione su cui si fonda con consapevole riconoscenza l’esperienza delle tecniche di lavorazione dei suoi oggetti, messa a disposizione dell’estro artistico e della tensione alla sperimentazione che è attributo del suo carattere, entusiasta e magmatico, canalizzato nel flusso della creazione, che si ramifica, per sfociare in contaminazione di miti, colori, emozioni, sensazioni tattili.
Ronca rielabora antiche forme e cromie per risultati sempre diversi, dai servizi da tavola, agli oggetti di design, dalla scultura alla pittura, passando per i suoi caratteristici quadri-ceramica. Ogni oggetto è unico. Espressione del percorso del Maestro, del suo spirito, di volta in volta suggestionato dai luoghi che abita, dalla loro storia, dai loro colori, o dalla forza ancestrale dei quattro elementi naturali, o dalle ricerche estetiche delle avanguardie e della pop art.
Nel lavoro di Ronca, dunque, astratte campiture cromatiche che fondono e sovrappongono colori acidi e terrosi, si avvicendano a figure estremamente semplificate, contornate con fermo tratto nero, che ingabbiano tinte pure e decise, o pastello, a seconda della necessità dell’effetto decorativo ricercato. Superfici omogenee si oppongono a opere con applicazioni, colature di colore e concrezioni materiche per effetti che vanno oltre la tridimensionalità, suggerendo allo spettatore l’esistenza e il varco per una dimensione “altra”.
Lucio Ronca ha al suo attivo numerose mostre personali in Italia e all’estero.

Alessandra Manca

LAPILLI banchetto1In occasione dell’ Expo di Milano la Biblioteca Nazionale di Napoli  ha inteso documentare  il ruolo fondamentale  del cibo come  elemento costitutivo delle festività e ricorrenze  napoletane,  che  ha attraversato senza soluzione di continuità i secoli ponendosi come  osservatorio privilegiato per la comprensione delle abitudini di vita e tradizioni della città di Napoli.

Vere rarità bibliografiche,  pregiate  testimonianze manoscritte e a stampa che abbracciano il periodo che va dal viceregno spagnolo al  regno dei Borboni (secoli XVI-XVIII), splendide incisioni  della città di Napoli, preziose  raffigurazione di sontuosi banchetti e di  grandiose “cuccagne”, descrizioni  di antiche ricette e di altri rituali gastronomici  consentono di seguire un percorso legato agli usi e ai costumi sia della corte dei Borboni  che della popolazione napoletana nei secoli passati.

Attraverso  uno spaccato delle  sue pregiate raccolte la biblioteca offre ai visitatori  la possibilità di  seguire un percorso bibliografico ed iconografico che alterna ai manoscritti  ed  ai rari testi che documentano i banchetti allestiti prima per i viceré e per i loro illustri ospiti e dopo per i Borbone, le  grandi tavole che rimandano l’immagine delle “cuccagne” e dei ricevimenti a Palazzo Reale.

Nella festa civile il momento culminante della partecipazione del popolo – altrimenti relegato al ruolo di spettatoreLAPILLI banchetto2 passivo – è proprio la “cuccagna” che costituisce lo speculare rovescio dei banchetti e i rinfreschi della nobiltà. Questi carri arricchiti con vivande, cibo, salumi e formaggi così come  le ‘macchine commestibili’ legate alla festa di S. Giovanni [ che, nella prima metà del secolo XVII, è tra le feste cittadine un appuntamento ineludibile] spesso erano preda di violenti saccheggi da parte dell’affamato popolo napoletano

Molte le curiosità  come le immagini di un' originale  “cuccagna” ‘acquatica’ montata su palafitte  o barconi al largo di Santa Lucia o di Mergellina che venivano ‘abbordati’ e ‘conquistati’ dai popolani che li raggiungevano in barca o a nuoto. Un rituale che venne proposto in occasione del matrimonio fra Carlo di Borbone e Maria Amalia di Sassonia  quando fu allestita una cuccagna “in forma di fortezza” su disegno  del Medrano nello specchio d’acqua prospiciente la Chiesa di San Leonardo alla Riviera di Chiaia.  Si finse una battaglia alla fine della quale 1200 uomini arrivati sulle barche scalarono la fortezza e la saccheggiarono.    

La mostra che si inaugura il 9 luglio ( ingresso gratuito) offre l’occasione per ammirare le splendide sale della Biblioteca nazionale alcune splendidamente affrescate.

 

Il cibo in scena

Banchetti e cuccagne a Napoli in età moderna.

Mostra bibliografica e iconografica

Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli

9 luglio – 15 settembre  2015

feriali ore 9,00/18,00 - sabato ore 9,00/13,00

 

Didascalie delle  foto:

Tavola apparecchiata per un  rinfresco a Palazzo Reale in occasione della rappresentazione de Gli Orti Esperidi

Da

PIETRO METASTASIO

Gli Orti Esperidi. Componimento drammatico da cantarsi in occasione del felicissimo giorno natalizio della SAc. Ces. Catt. Real Maestà di Elisabetta Augusta Imperatrice regnante …

Napoli, F. Ricciardi, 1721 

 

Tavola imbandita

Da

ANTONIO LATINI 

Lo scalco alla moderna, o vero l’arte di ben disporre i conviti…

Napoli, D. A. Parrino e M. Luigi Mutio, 1694. 

Pink Floyd live@pompei The exhibition by Adrian Maben”

Inaugurazione 4 LUGLIO ORE 18,00

Museo cittadino di Pompei (Piazza Bartolo Longo,2)

LAPILLI Adrian Maben davanti iscrizione Anfiteatro PompeiScatti fotografici inediti, materiale privato, fotogrammi tratti dal video del famoso concerto a porte chiuse all’Anfiteatro degli scavi di Pompei. Un viaggio fotografico e non solo per celebrare la grande band dei Pink Floyd e ricordare la loro presenza in un luogo senza tempo, come senza tempo è stata la loro musica.

“ Pink floyd – live@pompei – The Exhibition by Adrian Maben" è il titolo della mostra che si inaugura sabato 4 luglio alle ore 18,00 presso i nuovi locali del Museo Cittadino di Pompei (Piazza Bartolo Longo, 36).

250 fotografie tratte dal  famoso film “live at pompei” ma anche foto inedite del cameraman  di allora Jaques Boumandill e materiale privato del regista. L'esposizione prevede inoltre la proiezione del mitico video.

La mostra nasce da un progetto e dalla generosità del regista Adrian Maben che diresse la band e realizzò il film,LAPILLI Adrian maben Piramide aNFITEATRO pOMPEI ed è stata possibile grazie all' impegno entusiasta del gruppo  I Ragazzi degli Scavi e dei Lunatics, oltre ai tanti altri numerosi fan,  in collaborazione col Comune di Pompei

Per l’occasione il sindaco  Nando Uliano conferirà al regista  la cittadinanza onoraria della Città di Pompei. 

La mostra, che sarà visitabile fino al 31 luglio, sarà accompagnata da concerti di due cover band, Pink Brick e Wallside, in programma l'8 e il 18 luglio, negli spazi della Fonte Salutare, antistanti i locali del Museo Cittadino.

L'evento è sponsorizzato dalla generosità di alcuni Pompeiani.

L'ingresso alle manifestazioni è gratuito.



LAPILLI Museo Novecento Firenze Sezione IV ricerche musicali poesia visiva architettura radicale copiaNell’ambito di TOSCANA ’900, il progetto di Regione Toscana e Ente Cassa di Risparmio di Firenze nato per la valorizzazione del patrimonio artistico del territorio, partono le visite guidate e le attività gratuite per i possessori del “Pass Toscana ‘900”, che unisce 22 musei, 13 grandi mostre e 18 eventi e dà diritto ad ingressi e attività culturali gratuiti e a prezzo ridotto.Il Pass è distribuito gratuitamente insieme al primo biglietto dei musei aderenti acquistato a prezzo intero e, una volta consegnato, entra in vigore e concede gli ingressi e le attività a prezzo ridotto o gratuito in tutti i luoghi aderenti. È possibile trovarlo presso i musei del circuito e i punti d’informazione del territorio.

Grazie a questa iniziativa sabato 4 luglio sarà possibile effettuare visite guidate gratuite in alcuni dei musei fiorentini più importanti: il Museo Novecento, la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti e il Museo Marino Marini. Le visite alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti e al Museo Marino Marini si terranno entrambe in mattinata, rispettivamente alle ore 10.00 e alle ore 11.00, mentre quella al Museo Novecento si terrà nel pomeriggio alle 16.30, previa prenotazione obbligatoria al numero 055 2768224/055 2768558 oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Ma numerose sono le opportunità anche in regione, fra le tante segnaliamo la visita al Parco Monumentale di Pinocchio di Pescia(PT), ogni sabato fino al  30 settembre 2015, in due turni alle ore 10.30 e 16.30 (durata 45 minuti), obbligatoria  anche qui la prenotazione al numero 331 2098223. Domenica 5 luglio, alle ore 16.30 sarà invece possibile visitare il Giardino di Daniel Spoerri di Seggiano (GR) e il Museo dei Bozzetti “Pierluigi Gherardi” di Pietrasanta assieme la mostra dedicata a Igor Mitoraj, in due turni alle ore 19.00 e 21.30. Per maggiori informazioni contattare l’Ufficio Istituti Culturali del Comune di Pietrasanta al 0584 795500 o all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Partono inoltre i laboratori didattici, sempre gratuiti per i possessori del Pass. La Pinacoteca Civica di Follonica domenica 5 e lunedì 6 luglio, alle ore 21.00 attiva un laboratorio per ragazzi dai 12 ai 16 anni, su prenotazione e al costo del biglietto ridotto. È possibile prenotarsi chiamando il numero 0566 59027, dal martedì alla domenica ore 17.30-23.30, oppure  scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Per maggiori informazioni consultare il sito web www.toscana900.com

LAPILLI LocandinaBibliotecaNazionale 300Inaugura martedì 30 giugno alle ore 11 nella Sala Leopardi della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli la finestra sull'attualità dedicata alle donne di "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare" nell'edizione 2015.
Nell'esposizione, aperta al pubblico fino al 16 luglio, le tre fotografe Cristina MastrandreaMichela Fabbrocino e Zoe Vincenti mostreranno, in un contesto unico per "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare" 2015, i propri sguardi di donne sulle donne del Mediterraneo.
"La primavera siamo noi" di Cristina Mastrandrea, "Madri in lutto" di Michela Fabbrocino, "I fiori del male" di Zoe Vincenti, i progetti fotografici delle tre autrici, risultano un atto d'amore e di conoscenza verso le donne del Mediterraneo che mettono in mostra quanto in modi differenti ma sempre attraverso gesti che rappresentano il genere femminile, le donne di tutto il Mediterraneo lottino per la propria autodeterminazione e siano in questo più vicine di quanto si creda.
I percorsi espositivi organizzati quest'anno da "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare" hanno coinvolto a Napoli anche l'Accademia di Belle Arti e l'Archivio di Stato.
All'Accademia di Belle Arti di Napoli in collaborazione con il Biennio di Specializzazione di Fotografia, dall'11 al 27 giugno i registi e fotografi Francesco Cabras e Alberto Molinari hanno presentato i lavori sul Mediterraneo realizzati attraverso video d'arte dove la fotografia ha una componente essenziale. Tra questi il cortometraggio ‘There she Blows’, prodotto da Greenpeace e Ganga Film, è una parabola poetica sull’amore
per il mare, la piccola pesca artigianale e l’arte. Ad accompagnarli la giornalista e fotografa Silvana Grippi con le fotografie "Donne e culture".
Il dialogo intergenerazionale e quello interdisciplinare in questo progetto espositivo si intrecciano amalgamando in un tutt'uno, che crea domande e pone dubbi, l'intero percorso espositivo. Generi e linguaggi dialogano e si confrontano per una fotografia sempre più vicina al fattore "umano", alla persona e alla sua socialità come valore essenziale.
Infatti "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare" nell'edizione 2015 ha raccolto attraverso un bando pubblico una serie di progetti fotografici dedicati ai temi del rapporto tra cibo, cultura e mercati. La giuria composta da Beppe Bolchi, Clelia Belgrado e Aniello Barone ha selezionato un numero di fotografi alcuni dei quali, Francesco Fratta, Gianluca Capri, Linda de' Nobili, Luigia Bersani e Sandro Lombardo, sono in mostra fino al 3 luglio all'Archivio di Stato di Napoli.
Anche quest'anno dunque "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare" presenta questo territorio di mediazione qual è ed è sempre stato il Mediterraneo. Area dove si è realizzato fin dall'antichità un laboratorio di intrecci culturali ed artistici, che ha prodotto e suggerito linee di sviluppo singolari tanto quanto motivi di attrito elevandola a "sperimentale" luogo di relazioni dove le culture e le arti si confrontano, si modificano e si
contaminano. Un ulteriore modo per soffermarsi su argomenti che aprono dialoghi sul "media" fotografia e sulla sua contemporaneità. Riflessioni che inducono altrettante elaborazioni su memoria, documento, sguardo e curiosità sul mondo.
Il calendario e gli orari delle esposizioni su: www.mediterraneofotografia.eu/web/
La manifestazione "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare", è organizzata e promossa da "Lo Cunto" Associazione di Promozione Sociale, senza scopo di lucro, ed ha il Patrocinio della Commissione Europea, dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, di UniMed, Unione delle Università del Mediterraneo, di Issm-Cnr, Istituto per gli Studi delle Società del Mediterraneo-Cnr.

06 F.PalizziNapoli. Il museo Archeologico Nazionale ospita fino al 2 novembre 2015 “Pompei e l’Europa. 1748-1943”. La mostra si divide tra due sedi. Una, presso gli scavi di Pompei, presenta i calchi delle vittime dell’eruzione del 79 d.C.  da poco restaurati ed una sezione intitolata “Fotografare e documentare Pompei” e l’altra, appunto presso il MANN a cura di Massimo Osanna, Maria Teresa Caracciolo, Luigi Gallo. Quest’ultima ha come sottotitolo: “Natura e Storia” e ha come obiettivo quello di “evidenziare l’influenza del sito sugli artisti europei dal Settecento al Novecento”. La mostra risulta interessante e ben allestita, sia per chi voglia farsi ‘semplicemente’ affascinare, sia per il visitatore più attento e critico. Mette in evidenza e, cosa ancor più importante, valorizza pezzi della collezione del museo archeologico ( e degli altri napoletani come Capodimonte, Duca di Martina, San Martino, Accademia di Belle Arti, Biblioteca Nazionale, Correale di Sorrento), proponendone letture angolate secondo la lente d’ingrandimento di temi specifici, facendola dialogare con opere provenienti da musei italiani e stranieri, in un percorso di visita che comunica efficacemente al visitatore gli stimoli, le ispirazioni e i corto circuiti culturali che le scoperte degli scavi archeologici di Pompei hanno prodotto in due secoli (dai primi ritrovamenti ai bombardamenti della Seconda guerra Mondiale), arrivando a condizionare la produzione letteraria e teatrale, musicale ed estetica oltre che favorire l’evoluzione del lavoro di architetti ed archeologi . Quattro sono le sezioni cronologiche, allestite nella Sala della Meridiana, per circa duecento opere.

Il Settecento e l’Antica Pompei. È la sezione dedicata alla scoperta dei siti di Ercolano e Pompei che con i primi reperti forniscono che con i loro temi e motivi ornamentali una serie di modelli figurativi (Antonio Canova) che contribuiscono al gusto e alle mode del secolo. Le testimonianze archeologiche sono proposte accanto a pezzi moderni a esse ispirate, e a vedute e trattati (Jacob Philipp Hackert, Christoph Heinrich Kniep, Jean-Honoré Fragonard, Giovanni Battista Piranesi) dedicati alla diffusione della conoscenza dei siti vesuviani.

La riscoperta di un’intera città. Nel XIX secolo i lavori di scavo si ampliano. Prosperano le pubblicazioni scientifiche di architetti e paesaggisti, la vita antica diviene una chiave di lettura di quella moderna. Le domus coi loro affreschi coloratissimi sono studiate e replicate (Gustave Moreau), gli oggetti di culto e di uso quotidiano ricercati, collezionati riprodotti e reinterpretati se non replicati. 

Pompei nell’immaginario europeo. È la sezione dedicata alle suggestioni suscitate nel mondo delle arti dalla diffusione delle conoscenze sugli scavi, alla creazione07 P.Picasso di una ‘Pompei dell’immaginario’ che diviene scena di poesie, racconti, e opere liriche (L’ultimo giorno di Pompei di Giovanni Pacini). Ma non solo. Tale diffusione offre l’occasione per la rappresentazione della donna in un’ambientazione ammantata di esotismo e mistero (Paul Delaroche, Domenico Morelli) e orienta la realizzazione di oggetti d’arredo (manifattura di Sèvres) che riprendono stili e forme ispirati  all’antico. Non mancano i calchi dei pompeiani “rapiti alla morte” da Fiorelli. Quelle figure, fantasmi di gesso su fango e cenere sono accostate ad opere ad esse ispirate, da esse condizionate.

Pompei nel Novecento. Nel XXI secolo architettura e fotografia ‘catturano’ da Pompei tutto il possibile mentre gli artisti (Paul Klee, Pablo Picasso, Mario Sironi, Achille Funi, Giorgio de Chirico, Arturo Martini) la visitano in cerca di magie e suggestioni che rielaborano nelle loro opere.

La rassegna “Pompei e l’Europa. 1748-1943” promossa dalla Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia e dalla Direzione Generale del Grande Progetto Pompei, con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, è organizzata da Electa e il suo allestimento è affidato a Francesco Venezia.

Alessandra Manca

 

 

Informazioni Evento


Data Inizio: 26 maggio 2015 
Data Fine: 02 novembre 2015 
Prenotazione:Facoltativa 
Luogo: Napoli, Museo Archeologico Nazionale e Scavi di Pompei 
Orario: feriali e festivi: 9.00 - 19.30 
Telefono: 081 4422149 
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
Sito web: http://mostrapompeieuropa.it/index.html

Info su orari e biglietti : http://mostrapompeieuropa.it/it/info.html

LAPILLI 200 Franco Mazzucchelli Gonfiabili Volterra 1973 archivio F. Mazzucchelli docDal 27 giugno apre i battenti a Volterra una grande esposizione, con importanti nomi della scena contemporanea, dedicata all’evento che nel 1973 ha rivoluzionato il concetto di arte ambientale in Italia.
Nel 1973 la Città di Volterra è stata protagonista di una importante manifestazione artistica: il “movimento” Volterra 73 fu rivoluzionario nel rapporto fra spazio urbano e azione creativa, e la sua influenza si fece sentire nelle più importanti realtà e istituzioni artistiche a livello internazionale, a partire dalla Biennale di Venezia. Dopo oltre 40 anni da questo prestigioso successo, la FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI VOLTERRA, per volontà del Presidente Ing. Augusto Mugellini nell’ambito del progetto PGM 2015 TOSCANA ‘900, si fa promotrice di una grande rievocazione dell’evento. Questo accadrà in vari spazi della Città, non solo grazie a una mostra fotografica dove verrà esposto materiale inedito, ma anche attraverso la riproposizione di alcuni nuclei di opere insieme ai protagonisti di allora.
Complessivamente, fra “memoria e prospezione”, quasi effimera come un happening, ma solidamente proiettata nel tempo (come ogni vera fondata opera d’arte), “VOLTERRA 73.15 | MEMORIA E PROSPEZIONE: un grande evento di creatività urbana e la sua eredità” si propone ancora come una manifestazione in progress.
Opere di fortissimo impatto saranno visibili in Città. Per citarne alcune, alla Fonte di Docciola riemergerà la “segnaletica emozionale”, di Francesco Somaini, mentre Mauro Staccioli sarà presente con le installazioni permanenti sul territorio della personale Luoghi d’Esperienza (2009), ma anche con un’opera storica presso la Badia Camaldolese; così come sarà visibile il grande omaggio a Raffaello Consortini nell’omonima Casa Museo. Di grande effetto scenico saranno i “gonfiabili” di Franco Mazzucchelli nella centralissima Piazza dei Priori per l’evento inaugurale, così come le sculture di Mino Trafeli che saranno visibili nella splendida sede della FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI VOLTERRA.
«Non è stata “la solita operazione di usare la città (altrui) come vetrina di (propri) prodotti culturali” - disseLAPILLI 200 Nino Giammarco Porta all Arco 1973 doc ph Damiano Dainelli 200 Enrico Crispolti, in quell’estate del 1973, quando si fece promotore e ordinatore dell’evento insieme allo scultore Mino Trafeli - La manifestazione Volterra 73 si è delineata da subito come “una sorta di gioco collettivo”, dove si è lasciato che ciascun artista – progettualmente - “corresse il rischio dell’incontro”, con un contesto urbano, nella fattispecie, particolarissimo».
E la manifestazione attuale porta ancora la firma di Enrico Crispolti (emerito dell’Università di Siena), insieme ad Anna Mazzanti (Politecnico di Milano). È forte di un’organizzazione realizzatrice guidata da Sergio Borghesi, e della Segreteria organizzativa della FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI VOLTERRA. La progettazione e la cura degli allestimenti e delle grafiche sono affidate a Valerio Di Pasquale e Luciano Picchi. Inoltre, è da sottolineare la preziosa collaborazione della Soprintendenza BEAP di Pisa e Livorno, dell’Accademia dei Riuniti, della Curia vescovile e della Casa Museo Consortini.
Un evento imperdibile dunque, destinato a far discutere e a un grande successo di pubblico, proprio come 40 anni fa.

ten more ten 2 G.M.MontesanoLa Galleria Umberto Di Marino è lieta di presentare il secondo appuntamento di ten more ten, una programmazione espositiva da svolgersi nel corso di un intero anno, concepita in occasione del decennale della sede napoletana e del ventennale dalla prima fondazione in Giugliano in Campania.
La serie di eventi diffusi in tutta la città di Napoli si avvarrà della collaborazione di diverse istituzioni pubbliche, oltre che di privati e collezionisti vicini al percorso di Umberto Di Marino in questi anni. Gli artisti della galleria o ad essa legati da relazioni pluriennali di scambio intellettuale, infatti, verranno coinvolti in mostre concepite per lo spazio di via Alabardieri, ma anche in installazioni, proiezioni, conferenze e progetti site-specific per luoghi significativi del paesaggio urbano e della scena culturale locale.
I temi da sempre cari alla linea direttiva della galleria, quali l'indagine sociale attraverso il paesaggio, la dérive antropologica, il viaggio e le trasposizioni geopolitiche dei fenomeni culturali, il post-colonialismo e il fallimento del
Modernismo, saranno riletti in una rielaborazione costante dei contenuti e dei processi artistici, fino a concludersi con l'apertura al pubblico di un vero e proprio cabinet. Foto, documenti d'archivio, opere, bozzetti, testi e lettere daranno forma all'intreccio di relazioni umane e professionali che hanno attraversato le due sedi storiche, al servizio di un'idea di galleria intesa innanzitutto come laboratorio comune di pensiero e luogo aperto alla sperimentazione. Allo stesso modo l'invito raccoglie tutte le mostre di questi dieci anni in un compendio visivo e un omaggio sentito alle tracce lasciate dagli artisti.
Per ten more ten_#2, la galleria presenta un omaggio alla preziosa collaborazione pluriennale che la lega a Gian Marco Montesano, da Addio mia bella Napoli del 1998, a Historikerstreit del 2008, passando per Femmes Absolues del 2003.
Ma le gambe... è un'opera che riassume tutta la ricerca dell'artista legata all'interpretazione storiografica, alle radici dell'identità italiana ed europea e all'influenza estetica della cultura popolare sui fenomeni contemporanei. Viene esposta, dal 12 giugno, grazie alla prestigiosa collaborazione con un collezionista particolarmente vicino alla storia della galleria in questi anni. Ernesto Esposito, designer di fama internazionale e promotore di diverse iniziative culturali, contribuisce ai festeggiamenti del decennale, offrendo il proprio showroom come cornice d'eccezione per permettere al pubblico la fruizione dell'opera.
L'evento è introdotto e accompagnato da un testo di Montesano, scritto appositamente per l'occasione.


“ MA LE GAMBE....”
... mi piacciono di più.
Più degli occhi neri, blu o azzurri che siano. Niente da fare: dopo aver cercato di indovinare cosa c'é da capo a pié le gambe, solo le gambe, soprattutto se un po' nervose ti faranno innamorar.
E lasciamo perdere il nasino un po' all' insù, le manine deliziose e altre delicatessen stile d'epoca.
Questo panegirico delle gambe in tempo di Swing lo cantava mio padre. Con “Ciribiribin”, “Maramao perché sei morto”, “Pippo non lo sa” e “Ma l'amore no”, le gambe facevano parte del repertorio, forse ripreso dal Trio Lescano,
che mio padre ripeteva a casa per poi cantarlo nei teatrini del cosiddetto Avanspettacolo dove era finito dopo una lunga ma non troppo fortunata carriera in quel che si chiamò “ Teatro di Rivista ”.
Ero troppo piccolo per entrare in argomento.
Molti anni dopo, definitivamente naufragato al Night, mio padre mi confessò che, dopo aver sempre cercato di
indovinare cosa c'è da capo a pié, si era definitivamente confermato nelle sue certezze : lui preferiva il culo !
Ero ormai troppo adulto per negare l'evidenza anatomica certificata da mio padre.
Ma ero ancora in tempo per contraddire l'altro Montesano, il figlio, cioè me stesso, l'artista che, l' occhio concettuale perduto nei significati introvabili della Storia, era diventato triste come un giorno senza pane. Il ricordo delle
canzoncine di mio padre mi fece scivolare – credo del tutto normalmente – tra le gambe di mia madre.
Honni soit qui mal y pense ! Il celebre motto dell'Ordine della Giarettiera ( appunto ) mette in guardia chi fosse tentato di pensar male. Infatti, raffigurate nel dipinto, quelle sono le gambe di mia madre. Il suo piede stanco, le scarpine... la grazia equivoca e, finalmente, raccontare con piacere, rappresentare oltre la gabbia di ferro della Storia, le mie storie.
Come dire una libertà ritrovata, come mia madre liberava il piedino affaticato dalla costrizione stilistica della scarpina, sculturina intelligente ma tremendamente costrittiva. Ecco, tra quelle gambe, ho ritrovato le nostalgie calde, i ricordi dell'Eros, i Ritornelli divertenti e i titoli di tanti racconti dipinti come “Grazie dei Fiori”. Così, non avendo dimenticato le lezioni di anatomia libertina di mio padre e le gambe di mia madre ho fabbricato, per viver meglio e libero, le mie personali Pillole Anticoncettuali.
GIAN MARCO MONTESANO

 

galleriaumbertodimarino.com
ten more ten_#2
Gian Marco Montesano
“Ma le gambe......”
Inaugurazione: venerdì 12 giugno 2015 ore 18.00 - 21.00
Durata: fino al 12 luglio 2015
Sede espositiva: Ernesto Esposito Shoes - Via S.Caterina a Chiaia, 20 - 80121 Napoli - Tel. 081 4238325
Orario: martedì - sabato 10.00 - 13.30 / 16.30 - 20.00; lunedì 16.30 - 20.00

7"Napoli dall’alba del Medioevo al sole del Rinascimento", si inaugura oggi 12 giugno 2015 alle 16.45 la “mostra narrata” nella Sala delle Terrazze del Castel dell’Ovo a Napoli fino al prossimo 24 giugno. Un video condurrà i visitatori nella magia del simbolismo esoterico e del
fascino gotico.
Fascino gotico, esoterismo, storia e illusione per un ritorno al passato della città di Napoli. È tutto pronto per l’inaugurazione di “Napoli dall’alba del 0Medioevo al sole del Rinascimento”, “mostra narrata” sulla storia e l’ esoterismo nel Medioevo templare e nel Rinascimento napoletano.Si parte infatti, venerdì 12 giugno alle ore 16.45, nella Sala delle Terrazze del Castel dell’Ovo a Napoli, dove la rassegna verrà ospitata fino al 24 giugno.
Ideata e curata la Laura Miriello e Francesco Vernetti con la collaborazione di Massimo Maria Civale e Tullio Pojero, l’iniziativa si divede in una “mostra narrata” e in particolari e interessanti visite guidate.
Tre gli itinerari previsti all’interno della mostra: il primo riguarda un percorso espositivo-artistico lungo le opere di Ernando Venanzi ispirate al Medioevo templare, con la riproduzione storica di armature e armi dall’alto Medioevo al primo Umanesimo; il secondo è invece un percorso simbolico, con stampe e riproduzioni della simbologia esoterica e cavalleresca presente nelle fabbriche di Napoli; infine il terzo itinerario è sostanzialmente un percorso didattico, grazie a materiale informativo e mini-corsi didattici curati da Laura Miriello in collaborazione con Tullio Pojero.
Alla cerimonia di inaugurazione di “Napoli dall’alba del Medioevo al sole del Risorgimento” sarà presente tra gli altri l’assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nino Daniele. Interverranno anche Marco Perillo che presenterà il libro Phlegraios; ed Ernando Venanzi, maestro d’arte che presenterà le opere esposte.
Ricco il programma di eventi per i prossimi giorni: da segnalare in particolare, sabato 13, stavolta nella sala capitolare della chiesa di San Domenico Maggiore il convegno "Viaggio nel mondo Clan Sinclair”. Il clanSinclair sarà infatti per la prima volta a Napoli per presentare il libro diLaura Miriello "Sulle tracce dei Templari a Napoli".
Durante il convegno si tratteranno i temi della simbologia esoterica e iniziatica e della storia tra Scozia e Italia dei templari dopo la chiusuradell'ordine nel 1312.
Attraverso la proiezione del video realizzato per l'occasione dal film-maker Claudio Gargano, i visitatori della mostra saranno condotti nella magia del simbolismo esoterico dell'architettura gotica di Napoli, un viaggio unico attraverso i portali cavallereschi medioevali, un mondo sospeso fra l'inferno e il cielo, fra il demoniaco e l'angelico, fra la storia e l'illusione. Il video nasce sia come book-trailer del libro di Laura Miriello "Sulle tracce dei templari a Napoli", sia come "teaser" della mostra dando così vita ad un suggestivo supporto audio-visivo per il viaggio nel tempo in cui si caleranno i visitatori.
Ingresso gratuito, visite guidate su prenotazione: 3206875887

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