in Mostra

Paolo Puddu Fragile istallazione uovo di gallina e plexiglas 2014L’Associazione culturale di Promozione Sociale N38E13 presenta Becoming Connections #1. Entropie Napoli>Palermo, la prima tappa di Becoming Connections, ‘open project’ of contemporary art exhibitions.

Becoming Connections è un ‘progetto aperto’ che intende indagare le manifestazioni artistiche, culturali ed espressive di luoghi, realtà sociali ed artisti differenti individuando di volta in volta concrete o improbabili connessioni fra esse.

Becoming, assimilabile al concetto filosofico del divenire, è inteso quale continuo mutamento, ovvero quale perenne movimento che implica un cambiamento nello spazio e nel tempo. Connections si riferisce a legami e connessioni, possibili grazie all’arte, fra ‘isole’ appartenenti ad un unico ‘arcipelago’ culturale: isole separate, ciascuna con una propria identità, ma al contempo interconnesse, collegate da rotte di pensieri, idee e scambi culturali.

Per Becoming Connections #1, N38E13 ha invitato la curatrice Raffaella Barbato a strutturare un dialogo tra artisti siciliani e campani su tematiche sociali: accettando l’invito, la curatrice ha presentato un progetto di indagine artistica dal titolo Entropie. Gli artisti individuati rifletteranno e si confronteranno, in un’ottica socio-esistenziale, sul concetto di Entropia, un termine affascinante – dotato di una peculiare multisignificanza –, che può appartenere ed essere associato a diversi luoghi del sapere nonché a differenti metodologie della conoscenza e dell’indagine di ordinario ed extra-ordinario. Rileggendolo in una dimensione polisemica e metaforica e riprendendo quanto sosteneva Gilles Deleuze circa la natura di alcune parole, lo si potrebbe definire un “concetto baule”, in quanto abbraccia altri concetti e racchiude in sé una molteplicità di significati che rinviano a tutte quelle discipline – dall’economia alla psicologia, dalla filosofia alla sociologia, dalla storia all’arte – in cui lo status del disordine ha parte sia come agente che come contingenza, emergenza, conseguenza, compartecipazione, soluzione e prospettiva altra[…]. Gli artisti che hanno accettato l’invito per questa prima mostra collettiva sono: Francesca Capasso, Fare Ala, Adelaide di Nunzio, Silvia Giambrone, Sebastiano Mortellaro, Carmelo Nicotra, Pier Paolo Patti, Paolo Puddu, Maria Rapicavoli, Ciro Vitale. La collettiva,che verrà inaugurata sabato 25 giugno alle ore 19.00 presso N38E13 Cultural Space è, dunque, la prima tappadi un progetto più ampio, cui farà seguito una seconda “fermata napoletana” in autunno, alla quale si sta già lavorando ed a supporto della quale si è avviata un’azione di crowdfunding.

N38E13, associazione culturale di promozione sociale, nasce nel 2013 da un'idea progettuale di Ennio Pellicanò come luogo, fisico e virtuale, di promozione e produzione culturale con particolare attenzione alle espressioni contemporanee, e ai processi innovativi e virtuosi. Co-fondatori dell'associazione sono Ennio Pellicanò (presidente) e Agnese Giglia (vice presidente). N38E13 aps si occupa dell'ideazione, progettazione, organizzazione, promozione e produzione di progetti per la cultura, il turismo (inteso quale accesso ai luoghi) e lo sviluppo territoriale sostenibile. Il progetto che lo anima mira per un verso a valorizzare gli aspetti etici, innovativi e culturali dell'impresa, per un altro promuove attraverso il "design dei servizi" nuove forme di fruizione dei luoghi e di riqualificazione e riappropriazione degli stessi.N38E13 accoglie residenze, laboratori, mostre, incontri ed eventi. N38E13 nasce e si sviluppa a partire dal contesto di appartenenza, dai luoghi che la circondano e dalle culture che in essi si incontrano: le coordinate geografiche da cui deriva il suo nome (N38.1103 E13.3649) indicano in maniera inequivocabile il punto fisico di incontro ma anche quello mentale che può avere luogo in N38E13 o attraverso N38E13; un incontro basato sul coinvolgimento, sullo scambio e sulla condivisione di pensieri, culture di appartenenza, bagagli esperienziali posti al servizio di tutti, dagli ospiti che accoglie in virtù della sua attività ricettiva (BB) ai palermitani e non, cui apre le porte del Cultural Space in occasione di esposizioni d'arte, workshop ed altri eventi culturali, sino agli artisti, in residenza e non, che qui si incontrano e si confrontano dando vita a nuove traiettorie culturali. N38E13 si propone anche quale cerniera in un tessuto urbano sedimentato e come osservatore dei mutamenti socio-antropologici e dei passaggi che lo attraversano.Il progetto strategico si propone di attivare processi basati sulla condivisione sociale anche attraverso specifiche operazioni di crowdfunding e di fundraising e politiche di partecipazione dal basso. N38E13 svolge la sua attività anche al di fuori del suo Cultural Space, sul territorio nazionale ed estero.N38E13, candidato al COMPASSO D'ORO 2016, costituisce in tal modo uno spazio di relazioni dinamiche tra luoghi e persone.

 

SpazioN38E13

BECOMING CONNECTIONS #1

 

ENTROPIE NAPOLI > PALERMON40E14 > N38E13

 

 

Vernissage 25 giugno 2016 h 19.00; opening Dal 25 giugno al 25 settembre 2016

 

 

PROGETTO DI N38E13

Direzione e coordinamento: Ennio Pellicanò

Curatela: Raffaella Barbato

Progetto di allestimento: Agnese Giglia

Collaborazione alla produzione: Maria Stella Di Trapani

Progetto grafico: Leonardo Vaccaro

Ufficio Stampa: N38E13

INFO:

N38E13, via Maqueda 7, 90133 Palermo

Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

http://www.n38e13.com/cultural-space/

Elena Carozzi, Beatrice Meoni, Phillippa Peckham, Maja Thommen e Silvia Vendramel

L'attenzione è tessuto novissimo

a cura di Ilaria Mariotti

Villa Pacchiani - Centro Espositivo - piazza Pier Paolo Pasolini - Santa Croce Sull’Arno

LAPILLI 1 MG 2409defFino a domenica 31 luglio il Centro Espositivo Villa Pacchiani di Santa Croce sull’Arno ospita la mostra di Elena Carozzi, Beatrice Meoni, Phillippa Peckham, Maja Thommen e Silvia Vendramel L'attenzione è tessuto novissimo, un’iniziativa del Comune di Santa Croce sull'Arno. Assessorato alle Politiche ed Istituzioni Culturali con la sponsorizzazione di Cassa di Risparmio di San Miniato, Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato.

Il progetto muove dall’esigenza di cinque artiste - tre pittrici e due scultrici, di provenienza e formazione diverse – di condividere un percorso creativo. Un’esperienza di dialogo e di ricerca comune che si sviluppa in due fasi: la prima, nei loro rispettivi studi, dove le artiste portano avanti la propria ricerca personale, condivisa in momenti stabiliti di riflessione e apertura al gruppo; la seconda, nella pratica dell'allestimento, che si concretizza nel portare direttamente sul luogo espositivo materiali preparatori o opere finite e nel collocarle nello spazio, rendendo così attivo il dialogo tra le varie ricerche e il luogo che le accoglie. Lo scopo è quello di offrire nuove possibilità di intervento in cui la mescolanza e l’accostamento dei diversi linguaggi consentano maggiori possibilità di riflessione, nel rispetto delle ricerche di ciascuna artista ma lavorando, al contempo, su un progetto comune.

Gli incontri di gruppo nei vari studi hanno talvolta individuato un tema su cui una delle artiste stava lavorando, facendolo diventare spunto di riflessione per le altre. E’ capitato dunque che un gesto della scultura migrasse nelle ricerche pittoriche e viceversa. Oppure che le artiste individuassero assonanze tra le proprie opere e che, in fase di allestimento, decidessero di proporle in relazione le une con le altre. Ne è nato dunque un percorso espositivo che, insieme ad opere individuali, riconducibili a ricerche personali, sviluppa incroci e significativi parallelismi, mette in evidenza divergenze, si muove da domande pratiche (nell’ordine dei materiali e delle tecniche), fino a riflessioni di carattere più esistenziale. Un percorso, in cui le singole voci vanno ad intrecciarsi in una partitura comune, presentando talvolta tracce di un processo condiviso, talvolta lavori più individuali, ora materiali di lavoro, ora opere finite, in un continuo dialogo tra creazioni, artiste e pubblico.

Il centro Espositivo di Villa Pacchiani diventa così il luogo per presentare un lavoro in progress, che mantiene le tracce di un processo creativo, assembla frammenti di lavoro individuale e messo in condivisione. Per l’occasione e per sottolineare la necessità di un dialogo, parte del progetto è una serie di laboratori dedicati ai bambini del territorio dal titolo Mattine. Gli incontri si configureranno come dei laboratori di pensiero e del fare, aperti a piccoli gruppi, da 4 a 8 bimbi per volta dagli 8 ai 12 anni, e si svolgeranno nel mese di giugno – metà luglio confrontandosi con gli spazi della Villa, con materiali diversi, per condividere lo spazio insieme alle artiste, lavorando sui principi della fiducia e della composizione collettiva.

Questa modalità di lavoro è stata presentata  nel 2015 presso il LAS (Laboratorio del Liceo Artistico di La Spezia), presso la ex Ceramica Vaccari per NOVA cantieri creativi e, sempre nello stesso anno, durante la residenza nel comune di Quero Vas nell’ambito di Dolomiti Contemporanee.

Bio artiste

Elena Carozzi nasce a Milano nel 1967. Inizia il suo percorso artistico nel 1990 a Milano, presso la  bottega di decoratori che lavora per lo studio dell'architetto Roberto Peregalli. Nel 1999 si dedica prevalentemente alla pittura, con il maestro Gian Carozzi, suo nonno, studia e approfondisce l'uso della materia. Nel 2002 la sua prima personale.Per molto tempo lascia distinte le due espressioni artistiche, pittura e decorazione, ma il forte interesse che le suscita lo studio dei post impressionisti, Edouard Vuillard e Pierre Bonnard, la porta ad elaborare una fusione dei due linguaggi.

Ha esposto in gallerie in Italia e all'estero.

Beatrice Meoni dopo la laurea in Letterature straniere, si forma attraverso i lavori con compagnie teatrali e scenografi di rilievo. Negli ultimi anni si dedica principalmente alla pittura, il suo lavoro si compone attraverso costruzioni di oggetti fallati, o rotti, provenienti dal quotidiano, che costituiscono un incipit di immagini e narrazioni sul reale. Il lavoro pittorico coglie la somma di questi oggetti nei suoi tentativi di percorso, le cadute, gli scollamenti, le fratture, attingendo alle forme, ai loro legami e si sviluppa principalmente per cancellazioni, sottrazioni dell'intero. Nel 2012 inizia la sua collaborazione con la galleria Cardelli & Fontana di Sarzana. Nel 2014 una sua opera entra a far parte della Collezione dei Musei di Verona attraverso il Fondo Acquisizioni ArtVerona. Tra le ultime esposizioni ricordiamo: 2015 "[dis]appunti", Museo Arte Contemporanea, Lissone, a cura di A. Zanchetta, Paper weight", residenza  e intervento collettivo Dolomiti Contemporanee, Ex Cartiera di Vas (BL) ,"Hier bin ich nun. Was soll ich tun?", intervento collettivo, NOVA, Ex Ceramiche Vaccari, Santo Stefano di Magra.

Phillippa Peckham nasce a Iserlohn, Germania nel 1957. Ha studiato presso Bath Academy of Art e a Londra presso The Byam Shaw School of Fine Art. Successivamente ha insegnato disegno a Londra presso Goldsmiths College of Art e Heatherly's College of Art. Il lavoro parte da immagini fotografiche, disegnate e lavorate con pittura liquida o inchiostro, olio su tela o legno. La libertà e l’estrema semplicità del segno, conducono spesso il suo lavoro all’astrazione. Ha esposto a Londra al Royal Accademy, a Parigi , Milano e tra le ultime esposizioni,  "Paper weight",  residenza  e intervento collettivo Dolomiti Contemporanee, Ex Cartiera di Vas (BL) ,"Hier bin ich nun. Was soll ich tun?", intervento collettivo, NOVA, Ex Ceramiche Vaccari, Santo Stefano di Magra.

Maja Thommen si è formata come scultrice negli anni 91-95 all’Accademia di Belle Arti di Carrara, tra le cave di marmo e un ambiente artistico internazionale. Nonostante la sua permanenza nel nord della Toscana, ha esposto soprattutto in paesi di lingua tedesca: Svizzera, Austria e Germania, lavorando con varie gallerie ed eseguendo commissioni pubbliche e private. In Italia ha  esposto alla galleria Jannone di Milano e alla galleria La Subbia  di Pietrasanta, partecipando a numerose collettive. Varie residenze artistiche portano l'artista a muoversi frequentemente dal Giappone alla Danimarca, all'Islanda lasciando segni visibili nella sua pratica di lavoro. Attualmente vive e lavora a Camaiore (Lucca).

Silvia Vendramel (Treviso, 1972), si occupa di scultura e installazione. Rendendo tangibile ciò che è effimero e spesso estraneo ciò che è familiare, la sua ricerca si basa sullo spostare e trasformare elementi del quotidiano per dar luogo a un dialogo con la realtà che la circonda.

Il suo procedere varia, in equilibrio tra razionalità e intuito, in un dialogo costante con la mutevolezza del divenire.

Il suo lavoro è stato esposto in Italia e all'estero, alcune delle mostre sono state: “Neve. Sole. Ti seguo tempo”, museo MAGra (PR), "Paper Weight", Ex Cartiera di Vas (BL), Dolomiti Contemporanee 2015, “L'origine è nuda” a cura di A. Zanchetta, Galleria FlavioStocco (TV) 2015, ”Il collasso dell’entropia”, Museo d’Arte Contemporanea di Lissone 2014, "Soffi e altre stanze" Galleria Nicola Ricci, Carrara 2014, “K Series”, IFCR Residences, Shangai 2012, “Round the clock”, evento collaterale della 54° Biennale di Venezia, Spazio Thetis (VE) 2011,“Here Exactly”, Italian Academy, NY 2008 (Premio New York 2007).

Inporcellane_ manufatti d’arte, prodotti seriali

Progetti, prodotti, ricerche a sostegno del fare manuale

(5 giugno- 30 settembre 2016)

Inaugurazione 5 giugno 2016, ore 11

LAPILLI Foto porcellanaIn occasione della manifestazione nazionale “Buongiorno ceramica”, il museo Duca di Martina  presenta un’accurata selezione di manufatti prodotti nell’ambito del Laboratorio Inporcellane. L’esperienza, ripetuta per più anni e risultato della collaborazione tra la Cattedra di Design della Facoltà di Architettura di Napoli, l’IPIA “G. Caselli” e l'Associazione Culturale Amici della Real Fabbrica di Capodimonte, si arricchisce del confronto con le collezioni storiche del museo Duca di Martina, sollecitando ulteriori momenti di riflessione.

L’iniziativa è la prima di una serie di attività, incontri e piccole esposizioni che si terranno nel museo, nel corso del biennio 2016-2017, finalizzati ad approfondire l’impiego della ceramica nel design contemporaneo e le più recenti sperimentazioni tecniche. Nell’insieme i materiali esposti rappresentano la sintesi di un impegno di lavoro compiuto attraversando e osservando il passato e riflettendo sul presente con un’azione svolta all’interno delle “botteghe”, apprendendo e scambiando “saperi” lontani e vicini, nell’intento di recuperare ed esaltare il valore nobile del fare manuale, il valore della “vitalità organica” e quello della vitalità meccanica.

L’esposizione include, pertanto, alcuni testimonianze esemplificative di un percorso di ricerca e di verifica sperimentale finalizzato non tanto o solamente alla identificazione di prodotti d’uso dotati di una specifica funzionalità, quanto a recuperare o ritrovare espedienti tecnici e produttivi tali da garantire la produzione nel tempo, una maggiore professionalità e competenza nella fase della ideazione, nella esecuzione e nella cura del dettaglio.

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LAPILLI Mostra Museo MariniMartedì 7 giugno alle ore, 12.00 al Museo Marino Marini di Firenze si terrà la presentazione alla stampa della mostra La Mano De Dios.

La Mano De Dios è la  prima personale in Italia dell’artista libanese Rayyane Tabet (1983, Ashqout). La mostra, a cura di Leonardo Bigazzi, presenta un nuovo progetto pensato appositamente per la cripta del museo. Nelle sue opere Tabet affronta questioni legate a situazioni geopolitiche complesse attraverso una riflessione sulle potenzialità della memoria e utilizzando episodi della sua storia personale.

A Firenze l’artista presenterà l’ultimo capitolo della serie Five Distant Memories: The Suitcase, The Room, The Toys, The Boat and Maradona (2006-2016).

downloadDal 5 Marzo fino 4 Settembre è aperta al pubblico la mostra "Il Nilo a Pompei" nel Museo Egizio di Torino, un vero e proprio viaggio dall'Egitto faraonico all'Italia. Lo scopo della mostra è di mettere in luce lo stretto legame tra queste civiltà, quella egizia e quella romana, attraverso immagini e reperti.

Per quanto possano sembrare distanti, queste culture sono strettamente legate, e questo percorso, diviso in nove sezioni, si sofferma in modo particolare sull'evoluzione del culto egizio, partendo da Alessandria d'Egitto, passando per la greca Delo per approdare infine alle coste campane, in particolare sui siti di Pozzuoli, Cuma, Benevento, nonché Pompei e Ercolano. Osiride, Horus, Iside erano divinità venerate nell'Egitto faraonico, ma i loro culti erano stati rivisitati ad Alessandria e poi a Roma, soprattuto il culto di Iside, dea maga, moglie e madre protettiva. A lei era dedicato un tempio a Pompei, l'unico ben conservato fuori dall'Egitto, e l'Iseo di Benevento. Un ulteriore tappa di questo viaggio è proprio in Piemonte, nel sito archeologico di Industria, dove è stato identificato un edificio che aveva la funzione di Iseo dedicato a Iside. I reperti tuttavia non provengono solo da templi, ma anche da semplici abitazioni, come la casa di Octavius Quartio a Pompei, nella quale sono stati ritrovate sculture ornamentali di tipo egizio, oppure come la casa del Bracciale d'Oro, nei cui affreschi abbondano immagini di chiara ispirazione egizia. Il gusto ornamentale ispirato all'Egitto ci fa immaginare quale grande fascino la cultura egizia  vantava nella nostra penisola.

Inoltre, con questa mostra Torino inaugura il grande progetto "Egitto Pompei" nato dalla collaborazione tra il Museo Egizio di Torino, la Soprintendenza Pompei e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, con lo scopo di raccontare lo stretto e intimo legame tra la cultura egizia faraonica e quella ellenistica.

Dal 16 aprile a Pompei nella Palestra Grande sono riunite sette statue della dea Sekhmet e la statua del faraone Tutmosi III.

Il 28 giugno invece verrà inaugurato al Museo Archeologico di Napoli un percorso riguardanti i culti arrivati dall'Oriente attraverso l'Egitto. Infine, l'8 ottobre, sempre al Museo Archeologico di Napoli verrà riaperta la collezione egiziana.

Michela Oliviero

Materia Prima

La ceramica dell’arte contemporanea

Montelupo Fiorentino

progetto a cura di Marco Tonelli

Project room

Morgane Tschiember e Irene Lupi

a cura di Lorenzo Cianchi

2 – 30 giugno 2016 

LAPILLI Irene Lupi bassaL'inaugurazione della seconda Project Room, sezione dedicata ai giovani artisti di Materia Prima a Montelupo Fiorentino, inizialmente prevista per sabato 14 maggio, viste le pessime previsioni metereologiche è stata rimandata a giovedì 2 giugno alle ore 16.00 nell'ambito di Cèramica.

Project Room, a cura di Lorenzo Cianchi, raduna, per la prima volta in Italia, quattro tra le più importanti realtà che realizzano residenze d'artista per la ceramica contemporanea, come il  Museo Zauli di Faenza e Give out your best in ceramic di Albissola, che hanno presentato i progetti lo scorso 19 marzo, e Nuove//Residency di Nove di Bassano e Coefficiente H di Sticciano, a cui è dedicata l’inaugurazione di giovedì 2 giugno.

Project Room - spiega Lorenzo Cianchi, presidente del Comitato Scientifico Fondazione Museo di Montelupo e specialista di ceramica contemporanea - nasce dalla consapevolezza che per innovare un linguaggio bisogna intercettarne le insorgenze non ancora ben visibili e dargli credito, incrementando le eccellenze”.

Project Room ospita dunque a rotazione, durante il periodo della manifestazione, una selezione degli artisti che hanno preso parte ai progetti di residenza: Christian Frosi e Diego Perrone, Nero/Alessandro Neretti, Morgane Tschiember e Irene Lupi.

Materia Prima è sostenuta del Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, nell'ambito di Cantiere Toscana Contemporanea promosso dalla Regione Toscana.

Project Room – Le residenze che inaugurano giovedì 2 giugno

NUOVE//Residency di Nove di Bassano del Grappa presenta Shibari di Morgane Tschiember, a cura di Geraldine Blais Zodo, evoluzione delle prime sperimentazioni realizzate in ceramica dall’artista francese, durante il suo periodo di residenza nel 2013.

La significazione di Shibari deriva dall’antico rituale giapponese di legatura dei corpi attraverso l’intreccio di corde, che Morgane Tschiember adotta per tradurre la fondamentale trilogia scultorea di materia, volume e spazio. Nel recupero di modelli precostituiti, come vasi e porta oggetti attinti direttamente dal catalogo della manifattura di Stylnove di Nove, l’artista dimostra il forte legame con la tradizione stabilendo un linguaggio di virtuosismi fra continuità e discontinuità, fra pieno e vuoto, fra forme e contro-forme. Categorie universali, che ospitano pensieri di antichi rituali, trattenuti dall’artista, per spiegare la complessità della materia.

Il progetto è realizzato in collaborazione con Marsèlleria di Milano www.marsèlleria.org.Si ringraziano Lorenzo e Franco Zanovello della manifattura Stylnove (Nove, VI).

Coefficiente H di Sticciano (Firenze) presenta Impressioni e Porta aperta bada ladri di Irene Lupi, a cura di Elena Magini, due interventi che propongono, attraverso l’uso di media diversi, una riflessione sul concetto di memoria individuale e collettiva, sulle modalità attraverso cui questa viene tramandata e restituita. L’artista, solita lavorare sulle molteplici forme di narrazione e veicolazione delle esperienze, si concentra qui sulla storia e sulle tradizioni connesse al periodo della Seconda Guerra Mondiale, secondo il punto di vista degli abitanti del luogo. Nel video Porta aperta bada ladri, alcuni anziani di Fiano e Sticciano, intervistati dall’artista, raccontano una quotidianità ormai persa, testimonianze private e aneddoti di paese, dove il piano visivo, costituito dalle prese insistite sui particolari fisiognomici dei parlanti, restituisce una sorta di commento ulteriore e poetico al registro linguistico. Parallelamente al racconto, vi è tutta una dimensione narrativa che non si affida alle parole, ma ai gesti, alle espressioni dei volti, alle posture, agli sguardi quali ulteriori canali espressivi. In Impressioni, una serie di lastre di argilla non cotta, l’artista imprime alcuni oggetti appartenenti agli abitanti della zona, in particolare strumenti per il lavoro in campagna: vecchie falci, martelli, zappe ecc. In quest’opera la “memoria” dell’oggetto - la sua presenza in negativo – va a rappresentare una simbolica evocazione, dove agli stessi oggetti e materiali viene demandata una valenza mnemonica e di testimonianza.

Morgane Tschiember (Brest, 1976) vive e lavora a Parigi. Il suo lavoro si avvia sempre dalla plasticità, di conseguenza, la diversità e la molteplicità di tecniche, protocolli e processi scandiscono il suo LAPILLI Morgane Tschiember Shibaripercorso artistico e testimoniano un polimorfo e proteiforme corpo di lavoro, in continua espansione. Tschiember considera la sua pratica artistica come un parco giochi dove può sperimentare ed estendere le possibilità dei materiali, esplorando i confini tra pittura e scultura, oggetto e architettura, forma e contesto. Il vocabolario visivo di Morgane Tschiember sviluppa le proprie forme archetipiche e azioni / reazioni, come: crescere / tagliare, costruire / rompere, dipingere / bruciare. A seconda del contesto dei progetti, delle specificità del sito, della posizione geografica, e dei materiali disponibili, delle tecniche e metodologie, ogni serie può essere riprodotta, reinterpretata e riattivata offrendo all'artista l'occasione di aprire nuove fisicità verso la flessibilità, la volatilità, la permeabilità del lavoro analizzando gli aspetto politici, sociali ed economici.

NUOVE//Residency nasce nel 2013 grazie alla volontà della fondatrice e direttrice artistica, Geraldine Blais, come progetto di residenza dedicato ad artisti internazionali interessati alla conoscenza, sperimentazione e produzione di opere in ceramica, localizzato nel distretto vicentino di Nove, Marostica e Bassano del Grappa.

NUOVE//Residency mira a rafforzare l’identità del proprio territorio attraverso l’interazione fra esperienze artistiche contemporanee e le aziende locali. Nel desiderio di creare e sviluppare un organo in grado di stimolare il sistema produttivo e quindi l’impatto economico delle manifatture, NUOVE//Residency mantiene la variabile creativa come un imperativo dell’intero progetto. Nuove forme e nuove esperienze per una nuova economia, volta alla valorizzazione e la promozione del made in Italy.

Irene Lupi (Livorno nel 1983) si diploma all'Accademia di Belle Arti di Firenze nel 2007, nel 2005 frequenta la Facultad de Bellas Artes di Leioa, Bilbao e nel 2013 è borsista al Siena Art Institute. Tra le mostre recenti: Dalla collezione comunale: opere storiche e recenti acquisizioni, a cura di Casa Masaccio, Centro per l’arte Contemporanea, San Giovanni Valdarno (AR), 2016; Identità, a cura di Casa Masaccio, Staatliche Akademie der Bildenden Künste Stuttgart, Accademia di Belle Arti di Firenze, 2015; TU 35 FI, Vitrine, a cura di Trial Version e Spela Zidar, con Pietro Gagliano’, 2015; Coefficiente H, progetto dell’Associazione culturale CABA a cura di Elena Magini, presso la Tenuta di Sticciano, Certaldo (FI), 2015.

Coefficiente H nasce come un bando di residenze d'artista all'interno di un progetto che coniuga la conoscenza dell'argilla e dell'arte contemporanea alla cultura del territorio.

Promosso dall'Associazione culturale Caba e curato da Elena Magini, ha sede nel comune di Certaldo (Firenze), dove l'argilla assume una connotazione di identità territoriale e di sperimentazione artistica. La ricerca artistica contemporanea si inserisce in un'area in cui tale materia è presente naturalmente e, fino alla metà del '900, culturalmente sfruttata dal mondo della produzione. La residenza diventa quindi un terreno interessante dove unire sperimentazione, cultura del fare e innovazione.

Info Mostre

19 marzo - 30 giugno 2016

Palazzo Podestarile di Montelupo Fiorentino

Via Bartolomeo Sinibaldi, 45

50056 Montelupo Fiorentino (FI)

Telefono: 0571/51087

50056 Montelupo Fiorentino

e.mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Orario e prezzi Palazzo Podestarile:

dal 2 al 5 giugno in occasione di Cèramica: ore 10.00 – 23.00

gli altri giorni: dal giovedì alla domenica 10-19, martedì e mercoledì su prenotazione per attività didattica e visite guidate, lunedì chiuso

Biglietti: intero 5 euro, ridotto 3 euro

 

Biglietteria:

Palazzo Podestarile

Museo della Ceramica di Montelupo

Piazza Vittorio Veneto 11

50056 Montelupo Fiorentino (FI)

Telefono: 0571/51352

Fax: 0571/542588

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INCONTRO CON GLI AUTORI. Angelo Cesselon. Il ritratto del divo

14 maggio 2016 – MILANO – VIA GLUCK 45 -  Dalle 15:30 alle 20

LAPILLI 2 Cesselon lollo 2Sabato 14 maggio secondo appuntamento di Dipingere il cinema. Incontro con i cartellonisti dedicato ad Angelo Cesselon.

Dalle ore 15:30 sarà possibile visitare l’esposizione di alcuni dei bozzetti originali provenienti dall’Archivio Cesselon.

Alle ore 17:30 incontro sul pittore di cinema Angelo Cesselon. Intervengono Alessandra Forte Cesselon (Storica dell’arte e curatrice dell’Archivio Cinematografico Angelo Cesselon), Roberto Della Torre (Docente di Storia del cinema italiano, Università Cattolica, Milano) e Stefano Scarpari(collezionista).

Al termine dell’incontro un omaggio a colui che riuscirà a riconoscere il maggior numero di film dei bozzetti esposti!

Segue aperitivo per tutti i presenti

Angelo Cesselon (1922-1992) durante la sua carriera ha dipinto un numero altissimo di bozzetti, di cui non si è ancora potuta realizzare una schedatura definitiva, forse si arriva al numero impressionante di 3000. Di alcuni è possibile trovare l’immagine stampata, molti altri sono andati purtroppo perduti. Gli incisivi ritratti dipinti con tratto moderno, i tocchi compendiari di colore o le veloci spatolate costituiscono un logo imprescindibile riconoscibile da tutti e un importante riferimento per lo studio della sua personalità di creatore e sono utili per una maggior comprensione di questo particolare momento artistico. Tra le tante opere si ricordano i ritratti più belli degli attori del cinema internazionale, da Gina Lollobrigida ne’ la Romana’ a Marilyn Monroe ne ‘ La tua bocca brucia’ e ‘ Giungla d’asfalto’, da Ingrid Bergman a Gregory Peck di ‘Io ti salverò’ e Notorius ,  da Ava Gardner nel 'Il bacio di Venere' (foto) ad Amedeo Nazzari e Anna Maria Ferrero di ‘ Pietà per chi cade’, a Kirk Douglas del ‘ Il grande campione’, da Burt Lancaster a Gary Cooper di ‘Vera Cruz’ , a James Dean e Totò , da Fernandel a Marlene Dietrich, ha collaborato con le maggiori case di produzione, come la Metro Goldwin Mayer, la Twenty Century Fox, la Minerva, la Paramount, la Columbia , la Cineriz, l’Enic e la Titanus. 

LAPILLI Elisir d¹arancio 201Il lavoro di Benetta è caratterizzato da un linguaggio che si muove su diversi registri stilistici, mirabilmente giocati dalla forte personalità dell’artista, che fonde insieme fonti culturali lontane tra loro. La sua opera è rivolta ad un pubblico vasto ed eterogeneo; ciascuno, in base alla propria sensibilità artistica, letteraria e affettiva, la può fruire o godere. Tratto distintivo dei suoi lavori, siano essi tele o installazioni, è il carattere di stampa per eccellenza, il Bodoni, divenuto la cifra stilistica dell’artista, base per la creazione di un’originale e casuale “trama” visiva. È come se le lettere, per Benetta, non fossero l’elemento primario della parola, ma andassero contemplate in sé, come pensiero costitutivo dell’opera stessa. Le lettere, infatti, cadono dalle pagine creando nuove storie, nuove avventure che l’immaginazione dello spettatore rielabora e conclude, dando ogni volta un diverso significato all’opera stessa. L’acciaio corten, materiale naturale usato per le sculture, trasmette alle opere una patina di antico che evoca in pieno il fascino dei grandi volumi del passato.

In mostra, da Tornabuoni Arte – Contemporary Art, sarà esposta una selezione di opere recenti, sia pitture che sculture, che mette l’accento sull’ultima produzione dell’artista. Nell’evoluzione della sua ricerca e del suo linguaggio, Benetta non rinuncia all’uso della parola o del Bodoni, ormai parte del suo Dna, e procede piuttosto verso una metamorfosi dei toni e del colore verso inediti bianchi e neri, mediati dalle scale di grigi, indagando la potenza espressiva del silenzio. “Il simbolismo del colore e le velature soprastanti le lettere Bodoni - scrive Chiara Casarin in catalogo - inducono ora  a una riflessione più profonda, a una meditazione sul senso della pausa, del vuoto… L’indagine sull’eloquenza del silenzio è portata avanti dall’artista trevigiano come un viaggio interiore nei luoghi spirituali, dove possono essere ritrovati quegli elementi importanti per l’uomo singolo e che, in fin dei conti, sono quelli che vanno a formare l’identità di ognuno”.

Durante la mostra, in anteprima assoluta, verrà proiettato il video “The Beginnig of Time”, girato in occasione della realizzazione della grande installazione che Benetta ha creato indagando il delicato e urgente tema dell’acqua.

Un secondo video, “The White Shhh – Silence”, è il racconto che l’artista ha voluto condividere sulla sua prima esperienza creativa con i maestri vetrai di Murano, di cui sono presenti due piccoli esemplari in mostra.

Enrico Benetta nasce nel 1977 a Montebelluna (Treviso) dove attualmente vive e lavora, si diploma nel 2001 presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia ed inizia il proprio percorso artistico nell’arte contemporanea. Lavora con importanti gallerie come Galleria Russo di Roma e Tornabuoni Arte di Firenze. Del 2014 è la personale “Dandelion” a Treviso, presso gli Spazi Bomben della Fondazione Benetton, mentre del 2015 è “The White Shhh” alla Venice Projects Fenice Gallery di Berengo Studio 1989, in occasione della Biennale d’Arte di Venezia.

La mostra è accompagnata da un catalogo FORMA Art Today, con testo a cura di Chiara Casarin.

LAPILLI MadreTeresa press

Sorrento,  “Madre Teresa, la luce di Dio” 30 scatti dedicati a Madre Teresa realizzati a Calcutta (1991/1996) da Raffaele Celentano

Inaugurata, nel centro storico di Sorrento all’interno della Chiesa dell’Addolorata (vicolo San Cesareo), la mostra fotografica “Madre Teresa, la luce di Dio” dedicata a Maria Teresa di Calcutta, realizzata dal fotografo Raffaele Celentano. L’esposizione, visitabile tutti i giorni dalle ore 10:00 alle ore 21:00 fino al 10 agosto 2016,  e’ frutto di un viaggio a Calcutta  avvenuto tra il 1991 e il 1996. “Nel 1991, - racconta il fotografo Raffaele Celentano - con in tasca il primo incarico, mi recai in India per fotografare la vita lungo il Gange, il grande fiume sacro. Giunto a Calcutta decisi di visitare Maria Teresa e il suo ospedale per i derelitti”. Ed e’ proprio li’ che fu realizzato lo scatto che fece esclamare a Madre Teresa: Beautiful… the light of God! (Bella… la luce di Dio). 

Grazie a quell’immagine Madre Teresa, gia’ di indole disponibile ed accogliente, nel 1996 concesse al fotografo sorrentino di farsi seguire ovunque, persino sull’altare, permettendogli cosi’ di realizzare le 30 immagini 50x70 che sono esposte a Sorrento.

Di Madre Teresa – ha dichiarato Raffaele Celentano – mi ha colpito il suo essere sempre all’opera. A Calcutta non c’era posto per i ripensamenti o per l’inutile apparenza, tanto che – prosegue il fotografo – quando arrivai la prima volta nel 1991, riposi la macchina fotografica e senza esitare mi unii a lei, ai volontari e alle altre suore della carita’ per aiutare. Madre Teresa – conclude Celentano – riusciva a trasmettere la voglia di darsi da fare per il prossimo e di essere sempre disponibili e accoglienti nei confronti di chi ha bisogno”.

Raffaele Celentano e’ nato a Sorrento. Dal 1986 vive tra Monaco e la Penisola Sorrentina. Gallerie Celentano: ReichenbachstrsBe, 23, 80469 Monaco, Germania -  Sorrento International Photo School Chiostro di  San Francesco, Sorrento bay Naples, Italy. Per info www.raffaelecelentano.com

 

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