in Mostra

koko arenaFino al 5 giugno 2017 il Museo Archeologico Nazionale di Napoli propone Kokocinski. La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown. Una personale di circa 70 opere polimateriche, dipinti, sculture, altorilievi, installazioni, disegni, filmati, versi poetici, libri d’artista – ispirate alla metamorfosi della «maschera».

Al secondo piano, entrato nel salone della Meridiana il visitatore è spinto ad avanzare verso “L’Arena”, la prima delle sei aree in cui è articolato il percorso espositivo, una quinta semicircolare che fa da fondo all’Atlante Farnese, che pare anzi non disdegnare un muto dialogo con l’installazione Sguardo al futuro nascente, appositamente realizzata per questo appuntamento napoletano.

È qui che inizia il viaggio nella poetica materica di Koko. Così lo chiama Margaret Mazzantini che nel catalogo della mostra ricorda che “[...]Koko nasce in teatro e al teatro è sempre tornato. In quel gioco di mescolamenti e illusione per chi ha sete di illudersi. Le sue scenografie sono fondali parlanti e incarnati all'attore, mescolati al suo spirito. Da lì deve essergli rimbalzata l'idea di questa carne imbavagliata, saltata fuori dalla materia pittorica. In quel regno suggestivo, dove il buio ingoia un braccio, un volto, la vita sfarfalla come un’ombra remota ferma sulla soglia. Sembra staccarsi, ma poi è trattenuta indietro. Una galleria di volti e forme umani, agganciati alla materia primordiale, come feti, in procinto di respirare, ma forse incapaci di farlo.[...]”.

koko al mann porcellum italicum

Muovendosi attraverso le sale del museo, che custodiscono gli affreschi staccati dalle case di Pompei e dall’agro circostante, ci si meraviglia quasi dell’armonioso stato di simbiosi tra le opere di Koko e le testimonianze di un passato che rivive ogni giorno negli occhi di quanti sono disposti a cercarlo. L’affinità nasce anche dai temi. La maschera, la vita, il sogno. E che si tratti di Pulcinella, di Petruška o di Clown la ricerca, il senso sotteso, è lo stesso. Alessandro Kokocinski, un moderno avventuriero, perché sì, la vita del russo-argentino-italiano è una vita straordinaria, vuole mettere “faccia a faccia il visitatore coi problemi dei nostri giorni”. E quasi magicamente la ferocia della vita è messa a nudo attraverso il mascheramento, la poesia, i suoni, il colore e la materia, in un viaggio oltre il tempo, verso una, o meglio, la dimensione più scura e intima, fino a scovare anche lì una maschera interiore. Il percorso conduce allora allo svelamento della verità e forse ad una sofferenza catartica che può aprirsi alla più feroce ironia, ma anche alla luce, alla più leggiadra e funambolica voglia di sognare ancora e sorridere.

Sì è questa la forza di questa mostra, delle opere esposte, una ricerca che approda a risultati che riescono a far vibrare le corde dell’anima. E allora ben si spiegano le righe che Paolo Giulierini, direttore del MANN dedica alle opere esposte. “[...] In effetti le opere di questo artista — un uomo che ha subito egli stesso l’esilio, la persecuzione politica in momenti e luoghi chiave della storia recente (basti pensare all'Argentina o al Cile) e che ha vissuto la realtà del circo e del teatro — affrontano temi universali e parlano di un’umanità tormentata, coinvolta nello ‘spettacolo della vita’ e per questo spesso ritratta nella forma di clown o di un Pulcinella che, peraltro, torna a Napoli, nella sua città natale.
kokocinski olocausto clown tragico al mannIl dialogo serrato e diretto che si crea, nel suggestivo allestimento, tra le creazioni di Kokocinski e le pitture parietali delle domus pompeiane diventa allora un’occasione di riflessione ancora più profonda: maschere e scenografie antiche sono legate da un fil rouge alle opere contemporanee e ne decretano la pari dignità, ricordandoci che non è il tempo a stabilire il primato dell’arte. [...]”.

L’itinerario è animato da altre due grandi installazioni. Con “Olocausto del Clown tragico” si ‘assiste’ rapiti ad una messa in scena con protagonisti tanto malinconicamente, amaramente grotteschi quanto li obbliga la ferocia della vita a cui rispondono con ghigni tirati.

A trattenersi un attimo, l’atmosfera si carica di pathos e attraverso il rituale recupera, negli animi più sensibili, un intimo, personalissimo sentimento di religiosità. Il percorso prosegue nelle sale contigue, tra sogni, poesie, creature del folclore che si fanno materia per incarnare la ricerca della libertà, della verità.

Nella sala che accoglie “Non l’ho fatto apposta” che si avvale - in un video di corredo - della partecipazione di Lina Sastri, il visitatore è pronto ormai per entrare anch’egli in scena, immerso nello ‘spettacolo’ con la sua presenza.

Prima di andar via, ritornando nel salone della Meridiana, una sosta allo Sguardo al futuro nascente colora di significati più profondi la parodia grottesca della società contemporanea.

Icasticamente, in apertura di catalogo, Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo afferma:“ [...] Il messaggio quanto mai attuale di Kokocinski ruota intorno al rispetto per la dignità umana, condizione indispensabile perché questo nostro mondo sia sempre più orientato alla mutua comprensione e alla collaborazione tra i popoli, al di là delle rispettive convinzioni religiose, culturali e politiche di ciascuno”.

La mostra, a cura della Fondazione Alessandro Kokocinski, è promossa e realizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro - Italia Mediterraneo con la collaborazione tecnica di Civita.
Il catalogo è edito da Skira, con scritti di Tiziana Gazzini, Paola Goretti, Margaret Mazzantini, Paolo Conti e dello stesso Alessandro Kokocinski. L’apparato fotografico è nutrito e di notevole aiuto per un primo approccio alle opere.

Alessandra Manca

 

 

 

 

 

 

 

Titolo della mostra:
KOKOCINSKI
LA VITA E LA MASCHERA: DA PULCINELLA AL CLOWN

Periodo
7 aprile – 5 giugno 2017

Sede
Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Napoli, Piazza Museo 19

Orari
Dal lunedì alla domenica dalle ore 09.00 alle ore 19.30
Chiuso il martedì. La biglietteria chiude mezz’ora prima.

Info e prenotazioni
Singoli, gruppi, scuole: 848 800 288
+ 39 06 399 67 050 (dai cellulari e dall’estero)
Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00;
il sabato dalle 9.00 alle 14.00
mostrakokocinskinapoli.it

Biglietti
Intero: € 12.00; Ridotto:€ 6.00

Catalogo:

Kokocinski
La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown

2017, 24 x 28 cm, 136 pagine
79 colori, e 7 b/n brossura
ISBN 978-88-572-3601-8
€ 29,00

Mercoledì 5 aprile 2017 ore 10.00 nelle sale della Collezione Farnese

Museo Archeologico Nazionale di Napoli si inaugura la mostra

“Assemblaggi creativi - bambini e ragazzi con Joseph Beuys al MANN”

LAPILLI programma giornata inauguraleLa mostra presenta i risultati del laboratorio dislocato tra le aule scolastiche e il Museo MANN tra novembre 2016 e marzo 2017 e sviluppato in collaborazione con una rete di 10 scuole del territorio napoletano, soprattutto della periferia est di Napoli, che ha coinvolto quasi 700 bambini e ragazzi, compreso minori di etnia rom. 

Nella sala conferenze del Museo, alle ore 10,30 si terrà un Convegno inaugurale cui interverranno personalità del mondo accademico. 

La mostra

Attraverso metodologie cooperative e “a staffetta creativa”, tutti gli allievi, dalla scuola primaria alla secondaria di secondo grado, hanno lavorato secondo le idee di Joseph Beuys, Maestro  indiscusso di “scultura sociale”  ed interprete principale di una idea di arte intesa come processo inclusivo e democratico, volto ad una costante ricerca di dialogo tra uomo e natura e di collaborazione e partecipazione tra pari, per un progetto di benessere e armonia capace di migliorare la qualità della vita delle comunità. 

Il progetto ha avuto la collaborazione del Servizio Educativo del Museo MANN e il Museo è stato “aula” per laboratori durante tutta la durata del percorso nei quali bambini e ragazzi provenienti da scuole differenti si sono incontrati e hanno lavorato insieme sullo sfondo delle statue della Collezione Farnese. Il progetto si è avvalso, inoltre, della collaborazione scientifica dell’Università “Parthenope” di Napoli. 

La mostra sarà allestita il 4 aprile con l’aiuto di una classe di ragazzi del Liceo “G. B. Vico” di Napoli, che attraverso una marcia festosa, modalità consueta ai movimenti degli anni ’70 e tipica di alcune operazioni di Joseph Beuys sempre attento a coniugare arte e vita, porteranno al Museo gran parte dei lavori realizzati dagli altri alunni della rete. La marcia e l’allestimento sarà ripresa da filmmakers di ArcieMovie, che completeranno le riprese con l’inaugurazione della mostra il giorno successivo e produrranno un video della manifestazione.

Organizzazione

étant donnés associazione culturale

in collaborazione con il Servizio Educativo del Museo MANN

Con il patrocinio

Camera dei Deputati

MIUR Ufficio Scolastico Regionale per la Campania

Comune di Napoli

Collaborazione e consulenza scientifica

Università degli Studi “Parthenope” di Napoli

Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli

Università degli Studi “Federico II” di Napoli

Le scuole in rete

Liceo Statale  “Don Lorenzo Milani” Napoli

Liceo Statale  “G. B. Vico” Napoli

38° Circolo Didattico di Napoli “F. Quarati”

48° Circolo Didattico di Napoli “M. Claudia Russo”

69° Circolo Didattico di Napoli “S. Barbato”

 IC “46° Scialoja Cortese” Napoli

IC“47° Sarria Monti” Napoli

IC “49° Toti Borsi Giurleo” Napoli

IC “83° Porchiano Bordiga” Napoli

IC “1° De Luca Picione - Caravita” Cercola (Napoli)

sponsor tecnico

Ilmondodisuk

main sponsor

Gran Bar Riviera

LAPILLI Archivio RiccardiRoma, 20 marzo 2017 – La mostra fotografica I Trattati di Roma del 1957 con gli scatti fotografici di Carlo Riccardi - Archivio Riccardi si terrà a Roma in occasione dell’evento “Buon Compleanno Europa” iniziativa promossa ed organizzata dal Centro per la Promozione del Libro, con il sostegno della Commissione Europea - Rappresentanza in Italia sarà ambientata nelle sale di Palazzo Ferrajoli in piazza Colonna, da martedì 21 a sabato 25 marzo 2017, in occasione del 60° anniversario dei trattati di Roma, che vedranno nella Capitale la presenza delle 27 delegazioni con Capi di  Stato e di Governo.

Le immagini di Carlo Riccardi documentano la giornata del 25 marzo 1957 quando, in Campidoglio, vennero siglati i Trattati di Roma, considerati come l'atto di nascita della grande famiglia europea. Nelle foto si rivive l’atmosfera di energia ed entusiasmo per un giorno storico per l’Italia e tutti i Paesi promotori. Riccardi documenta le varie situazioni, dall’arrivo delle delegazioni in Campidoglio in una Roma piovosa fino alla firma dei Trattati. Nei primi piani dei padri fondatori  traspare l’emozione di vedere la realizzazione di un sogno chiamato Europa.

 
Carlo Riccardi (1926) Fotografo ed Artista, ha raccolto in un grande archivio 70 anni di Storia italiana. I suoi scatti sono esposti in mostre permanenti a Pechino, Roma e San Pietroburgo. E’ il primo paparazzo della “Dolce Vita”. Amico di Ennio Flaiano, Federico Fellini e di Totò Negli anni Cinquanta fonda la rivista «Vip» e lavora per molti giornali. Ha documentato sei elezioni papali. Ha pubblicato diversi libri fotografici, tra i quali: Sophia Loren - Se mi dice bene (Armando, 2014) in omaggio agli 80 anni della grande attrice. De Sica, I tanti Pasolini e Vita da Strega, mostra fotografica che racconta gli anni d'oro del Premio Strega.

 
L’Archivio Fotografico Riccardi, iscritto presso la Soprintendenza Archivistica del Lazio di Roma in qualità di Patrimonio di Interesse Nazionale, è composto da oltre un milione di negativi originali, che ritraggono altrettanti momenti più o meno noti della vita politica, sociale e di costume che hanno caratterizzato gli ultimi 70 anni di Storia italiana.


La mostra, a cura di Maurizio Riccardi e Giovanni Currado per l’Archivio Riccardi, in collaborazione con Istituto Quinta Dimensione e Agenzia Documentazione Fotografica AGR ed Il Centro per la Promozione del Libro con il sostegno della Commissione Europea - Rappresentanza in Italia.

LAPILLI Federico Fellini Il Viaggio di Mastorna Quadro 183Con la mostra Il Viaggio di Mastorna. Il sogno di un film messo in scena, curata da Alessandro Romanini e Francesco Frigeri e prodotta dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, il Lucca Film Festival e Europa Cinema 2017 rende omaggio a Federico Fellini, dando vita al suo film mai realizzato e proponendo, dal 18 marzo al 30 aprile alla GAMC di Viareggio, le tavole esecutive delle scene, come se tutto fosse pronto per girare la nuova pellicola del maestro riminese.

Fellini ha iniziato a pensare a Il Viaggio di Mastorna nei primi anni Sessanta, scrivendo note, disegnando scene e costumi, abbozzando la sceneggiatura e addirittura facendo i provini agli attori. Ha continuato a pensarci per tutta la vita, ma il film, alla fine, non fu realizzato mai. E come spesso accade, proprio per il suo essere rimasta incompiuta, l’ombra di Mastorna ha continuato ad aleggiare, in piccoli particolari narrativi, scenografici o musicali, in tutte le pellicole del maestro. 

Il Viaggio di Mastorna è diventato un film leggendario, andando ad arricchire la schiera di opere incompiute che hanno costellato la storia del cinema, da Paradiso Inferno, Gesualdo Da Venosa di Bernardo Bertolucci, a Porno Teo Colossal di Pier Paolo Pasolini e A la recherche du temps perdu di Luchino Visconti e I Fiorentini di Franco Zeffirelli. 

Il Centro Sperimentale di Cinematografia, che conserva parte dei materiali preparatori di questi lungometraggi, ha deciso di “dare vita” a quelle sceneggiature mai girate, realizzandone un progetto esecutivo, pronto per una realizzazione vera e propria.

Il progetto quinquennale del Centro Sperimentale di Cinematografia prevede un lavoro su questi cinque film, scritti ma mai girati. Il primo ad essere analizzato è Il Viaggio di Mastorna di Federico Fellini, che sarà presentato in anteprima mondiale alla GAMC di Viareggio, in occasione del Lucca Film Festival e Europa Cinema 2017.

Gli studenti del Corso di Scenografia e Costume, dopo un’analisi scrupolosa della sceneggiatura, hanno elaborato bozzetti e disegni tecnici degli ambienti e dei costumi dei personaggi, traducendo tutto questo in immagini che saranno esposte sotto forma di 50 tavole esecutive delle varie scene del film, con la  supervisione del professore Francesco Frigeri e del corpo docente del corso di scenografia. Vi saranno inoltre alcuni bozzetti di costumi, realizzati dal corso di Costume con la supervisione di Maurizio Millenotti.

La mostra avrà una sua colonna sonora, realizzata in collaborazione con gli allievi del corso di recitazione e di suono, che accompagnerà il visitatore durante tutto il percorso.

Ci sarà inoltre una videointervista a Federico Fellini che parla di questo film mai realizzato e del relativo provino di Marcello Mastroianni per il personaggio di Mastorna, nel teatro 5 di Cinecittà.

Il Lucca Film Festival e Europa Cinema, presieduto da Nicola Borrelli, è tra gli eventi di punta delle manifestazioni organizzate e sostenute dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Banca Generali e Banca Pictet sono i Main Sponsor della manifestazione e le mostre sono prodotte con il sostegno di Banca Société Générale. Il festival è realizzato grazie anche al Bando Funder35 e si avvale inoltre del supporto di Gesam Gas & Luce S.p.A, Istituto Luce Cinecittà S.r.l., Fondazione Banca del Monte di Lucca, Baldini Vernici, Lucar S.p.A, Lions Club Lucca Le Mura, Alleanza Assicurazioni S.p.A, Il Ciocco S.p.A, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Toscana, Fondazione Sistema Toscana, Comune di Lucca, Comune di Viareggio, Provincia di Lucca e della collaborazione e co produzione di Teatro del Giglio di Lucca, Consociazione Nazionale donatori di sangue Fratres, Fondazione Giacomo Puccini e Puccini Museum - Casa Natale, Fondazione Carlo Ludovico Ragghianti, Fondazione Mario Tobino, Fondazione UIBI, Università degli Studi di Firenze, Martinelli Luce, CG Entertainment, Istiuto Luigi Boccherini e Liceo Artistico Musicale e Coreutico Augusto Passaglia. Si ringraziano anche Lucca Comics & Games, la Direzione Regionale di Trenitalia, Unicoop Firenze, Confcommercio delle Province di Lucca e Massa Carrara, il Corso di Laurea in Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell'Università di Pisa, Photolux Festival, Light It Up Blue - Lucca e App18 per la collaborazione.

Il Lucca Film Festival e Europa Cinema è un evento a cadenza annuale di celebrazione e diffusione della cultura cinematografica. Attraverso proiezioni, mostre, convegni e spettacoli dal vivo a tema cinematografico – spaziando dal cinema sperimentale al mainstream – il festival riesce a coinvolgere ogni anno un pubblico sempre più ampio. Nel corso delle edizioni il Festival è riuscito a distinguersi tra i tanti, mediante programmazioni audaci, ma al contempo attentamente studiate; è stato capace di omaggiare personalità affermate del mondo del cinema, di riscoprirne altre e “scommettere” su di nuove. A coronare il tutto contribuiscono le belle cornici di Lucca e Viareggio, città in cui il festival si è ormai imposto, diventando un appuntamento atteso ed imperdibile in Italia e in Europa.

Il Viaggio di Mastorna

Il sogno di un film messo in scena

Viareggio, GAMC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Lorenzo Viani

Tel. 0584 581118

18 marzo / 30 aprile 2017

da martedì a domenica, ore 15.30-19.30, chiuso sabato 25 marzo

Ingresso 8 euro, 4 ridotto con visita alla GAMC

Lucca Film Festival e Europa Cinema 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.luccafilmfestival.it

Napoli, PAN Palazzo Arti Napoli

25 febbraio – 18 giugno 2017

Anteprima stampa
Venerdì 24 febbraio ore 11.30

1 Helmut Newton Sie kommen Paris 1981Il progetto della mostra Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes, nasce nel 2011 per volontà di June Newton, vedova del fotografo e presidente della Helmut Newton Foundation, e raccoglie le immagini dei primi tre libri di Newton pubblicati tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, da cui deriva il titolo della mostra e l’allestimento articolato in tre sezioni. I tre libri sono fondamentali per capire la fotografia di Newton, che li ha progettati personalmente, selezionando le immagini fotografiche e la loro impaginazione.

L’esposizione, curata da Matthias Harder e Denis Curti e aperta al pubblico dal 25 febbraio al 18 giugno 2017 al PAN, Palazzo Arti Napoli, presenta per la prima volta a Napoli oltre 200 immagini di Helmut Newton, uno dei più importanti e celebrati fotografi del Novecento.

White Women

Nel 1976 Helmut Newton dà alle stampe il suo primo libro monografico, che subito dopo la sua pubblicazione riceve il prestigioso Kodak Photo Book Award. 84 immagini a colori e in bianco e nero in cui per la prima volta il nudo e l’erotismo entrano nel mondo della moda: si tratta di fotografie innovative e provocanti che rivoluzionano il concetto di foto di moda e testimoniano la trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale. Visioni che trovano spunto anche nella storia dell’arte, in particolare nella Maya desnuda e nella Maya vestida di Goya del Museo del Prado di Madrid.

Sleepless Nights

Anche Sleepless Nights pubblicato nel 1978, ruota attorno alle donne, ai loro corpi, abiti, ma trasformando le immagini da foto di moda a ritratti, e da ritratti a reportage di scena del crimine. I soggetti sono solitamente modelle seminude che indossano corsetti ortopedici o sono bardate in selle in cuoio, fotografati fuori dal suo studio, quasi sempre in atteggiamenti sensuali e provocanti, a suggerire un uso della fotografia di moda come mero pretesto per realizzare qualcosa di completamente nuovo e molto personale. Sicuramente si tratta del volume a carattere più retrospettivo che raccoglie in un’unica pubblicazione i lavori realizzati da Newton per diversi magazine (Vogue fra tutti), ed è quello che definisce il suo stile rendendolo un’icona della fashion photography.

Big Nudes

Con la pubblicazione Big Nudes del 1981, Newton raggiunge il ruolo di protagonista della fotografia del secondo Novecento, inaugurando una nuova dimensione - misura, quella delle gigantografie che entrano prepotentemente e di fatto nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo. Fonte di ispirazione dei  nudi a figura intera ed in bianco e nero ripresi in studio con la macchina fotografica di medio formato, sono stati per  Newton i manifesti diffusi dalla polizia tedesca per ricercare gli appartenenti al gruppo terroristico della RAF.

Il percorso espositivo permetterà di conoscere un Helmut Newton più profondo e se vogliamo più segreto rispetto a quanto già diffuso: infatti, se l’opera del grande fotografo è sempre stata ampiamente pubblicata e con enorme successo su tutte le riviste di moda, non sempre la selezione effettuata dalle redazioni corrispondeva ed esprimeva compiutamente il pensiero dell’artista.

L’obiettivo di Newton aveva la capacità di scandagliare la realtà  che, dietro il gesto elegante delle immagini, permetteva di intravedere l’esistenza di una realtà ulteriore, che sta allo spettatore interpretare.

Obiettivo della mostra è presentare i temi distintivi dell’immaginario artistico di Helmut Newton, offrendo la possibilità ai visitatori di comprendere fino in fondo il suo lavoro come mai prima d’ora.

Promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, la mostra è organizzata da Civita Mostre in collaborazione con la Helmut Newton Foundation.  La mostra è accompagnata da una pubblicazione edita da Marsilio.

calendario GianniniNel maestoso Salone di Lettura della Biblioteca Nazionale di Napoli sabato 21 gennaio alle ore 10 l’azienda grafica, fondata alla metà del secolo XIX da Francesco Giannini celebra i centosessanta anni.

A fare gli onori di Casa Simonetta Buttò, direttrice della Biblioteca Nazionale di Napoli, a presentare il volume stampato per lo storico anniversario, “La diversità nelle sue diversità” saranno Guido D’Agostino, professore ordinario di Storia Moderna presso l’Università di Napoli “Federico II” e Vincenzo De Gregorio, Direttore Emerito del Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli e preside del Pontificio Istituto di Musica Sacra in Roma con letture di Carla Giannini. All’azienda grafico-editoriale la Biblioteca Nazionale dedica una esclusiva mostra per documentare il ruolo dell’impresa editoriale nella storia culturale e produttiva della città.

Saranno esposte alcune delle più rilevanti e significative pubblicazioni della Francesco Giannini & figli custodite dalla Biblioteca di Napoli, testi scientifici, storici, documentali di ambito ed interessi diversi. L’ampia interessante carrellata si arricchisce di autografi, documenti originali, disegni e foto che contribuiscono a tratteggiare i rapporti della tipografia con gli intellettuali dell’epoca, come le lettere autografe di Giuseppe Giannini ad Emanuele Rocco ed ad Antonio Ranieri . Del Ranieri non poteva mancare l’opera “7 anni di sodalizio con Giacomo Leopardi” rilasciata a Napoli, nel 1880, per i tipi del Giannini.

“Gioiello” dell’esposizione sono le famose “Strenne” Giannini , eleganti pubblicazioni, edite con varie interruzioni fino al 1942, che si avvalgono di preziosi contributi di poeti e scrittori , storici ed intellettuali, da Roberto Bracco a Matilde Serao a Salvatore di Giacomo, da Bartolomeo Capasso ad Achille Torelli, a Michelangelo Schipa ,da Francesco De Sanctis a Benedetto Croce, per citarne solo alcuni.

Nel solco di questa tradizione il volume celebrativo per i centosessanta anni di attività delle Officine Grafiche “Francesco Giannini & Figli” di Napoli, “La diversità nelle sue diversità”, con un ricco apparato di contributi scientifici , al fine di proporsi quale luogo di incontro tra i diversi modi di dire e intendere la diversità , in ambito umanistico, scientifico, artistico-architettonico.

 

Informazioni Evento:

Data Inizio: 21 gennaio 2017
Data Fine: 11 febbraio 2017
Prenotazione: Nessuna
Luogo: Napoli, Biblioteca Nazionale 'Vittorio Emanuele III'
Orario: Inaugurazione e presentazione del volume sabato 21 gennaio ore 10. Mostra fino all' 11 febbraio feriali orario 9.00-18.30; sabato 9.00-13.30
Telefono: 081 7819 111
http://www.bnnonline.it/

Inaugurata il 7 dicembre, la rassegna dei presepi artistici del Santuario torna anche quest’anno. In Basilica e in altri luoghi del tempio mariano si potranno ammirare anche opere della tradizione del ‘700 napoletano

È con l’inizio della Novena di Natale e l’inaugurazione dell’ultimo dei presepi della ricca rassegna artistica realizzata dal Santuario che, il 16 dicembre, Pompei entrerà nel vivo dell’attesa del Santo Natale. All’affascinante e suggestivo suono delle zampogne, dinanzi all’Altare San Giuseppe della Basilica, sarà proposto all’ammirazione dei visitatori l’ultima delle numerose opere della tradizione dei presepi artistici del Santuario.

LAPILLI brochure presepiRisalente allo stesso fondatore Bartolo Longo, la tradizione presepistica pompeiana ha, ormai, oltre cento anni e fa sì che i pellegrini si immergano pienamente nel Mistero di questa festa tanto cara alla cristianità. Grazie allo scenario pastorale, all’atmosfera di letizia nella povertà di una grotta e alla serenità familiare, i fedeli rivivono il momento della nascita di Gesù, aprendosi alla contemplazione dell’inesauribile mistero dell’Incarnazione. La stagione presepistica, inaugurata il 7 dicembre presso il Centro Educativo “Bartolo Longo”, con la benedizione e la visita al Presepe Monumentale e alla Mostra dei Presepi, si è arricchita, poi, di numerosi altri, allestiti in altri ambienti del Santuario: la Sala Offerte, il Museo del Santuario e il Piazzale San Giovanni XXIII.

Interessante soprattutto per le dimensioni e per la miriade di particolari che lo distinguono, il presepe Monumentale, voluto dallo stesso Bartolo Longo, rappresenta la proposta stilisticamente più nuova e moderna. Ristrutturato nel 1984, è stato integrato con nuove scene. Accanto ad esso, nei sotterranei del Centro si trovano anche numerosi altri presepi realizzati nei più disparati materiali, ognuno con caratteristiche e particolarità differenti.

La rassegna è stata realizzata grazie alla fantasia e all’abilità di artigiani campani, sotto la direzione artistica di Domenico Bonifacio, di Torre del Greco (Na).

Sarà possibile visitare l’esposizione fino al 2 febbraio 2017.

Giorni e orari delle visite sono indicati sul sito www.santuario.it. oppure possono essere richiesti all’Ufficio del Rettorato, tel. 081 8577379, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

LAPILLI invitoDopo la mostra personale alla Everard Read Gallery di Cape Town (Sudafrica) e dopo aver vinto la XVII edizione del Premio Cairo al Palazzo Reale di Milano, l'artista Paolo Bini (Battipaglia, Salerno, 1984) su invito della Direzione Generale della Reggia di Caserta, in collaborazione con la galleria Nicola Pedana di Caserta e sotto il Matronato della Fondazione Donna Regina Museo MADRE di Napoli, realizzerà una mostra personale presso le stesse sale che fino a qualche mese fa hanno ospitato la prestigiosa Collezione TerraeMotus. L’inaugurazione sarà domenica 18 dicembre alle ore 17.

La mostra dal titolo "Left Behind", a cura di Luca Beatrice (curatore del Padiglione Italia, Biennale di Venezia 2009), si terrà in quattro ambienti differenti delle Retrostanze del Settecento, al primo piano della Reggia.

Si tratta di un’esposizione site-specific. Nelle quattro sale in cui si divide saranno allestite le differenti opere che Bini ha progettato appositamente per gli spazi. Nella prima stanza l'artista ha realizzato mediante i refusi delle sue strisce tre grandi dipinti in acrilico su tela. Nel secondo ambiente viene presentata una serie di opere pittoriche monocromatiche in acrilico su nastro di carta su tela, tecnica singolare di Bini, che comporranno una grande costellazione con evidenti richiami al modus operandi di allestire le quadrerie borboniche. Nella terza e nella quarta stanza Paolo Bini ha ideato due opere a carattere ambientale, "Paradise box", già presentata alla recente Art Verona | Project Art Fair, e un wall painting in un serrato dialogo con gli affreschi della volta.

La mostra, corredata dal volume monografico a cura di Luca Beatrice, sarà visitabile fino al 18 gennaio 2017. Nel catalogo i testi di Luca Beatrice, Andrea Viliani e Arianna Baldoni.

BREVE NOTA BIOGRAFICA Paolo Bini (Battipaglia, Salerno, 1984). Si è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli al Dipartimento di Scenografia, ha studiato con Massimo Bignardi e Salvatore Michelino. Nel 2007 è stato assistente dello scenografo Gerardo Viggiano presso il Cinespettacolo della  Grancia a Brindisi di Montagna. L’esperienza nel campo della scenografia ha contribuito e ancora oggi contribuisce, talvolta, alla “messa in scena” delle sue opere. Nel 2008 dopo la mostra “Casellari della Memoria” presso l’Università di Siena, Palazzo San Galgano, una sua opera entra nella Collezione d’arte contemporanea della Scuola di Specializzazione dell’Università di Siena, mentre l’anno seguente un suo lavoro entra a far parte della Collezione permanente del Museo – FRAC, Baronissi. Nel 2010 tiene prima una mostra personale presso Museo Palazzo Bianco a Genova e successivamente partecipa alla Residenza Artistica presso il Grad Kultural Center di Belgrado a cura di Componibile62 e lavora per un periodo all’Avana grazie a un progetto a cura del Centro Di Sarro, Roma. In questa occasione espone per la XIII Settimana della Cultura e della Lingua Italiana presso il Museo San Francisco de Asìs della capitale cubana. Questi due viaggi segnano profondamente l’assetto evolutivo nell’esperienza artistica di Bini in dialogo con il suo lavoro su tematiche come la dissolvenza e l’atmosfera. Nel 2013 è il primo artista a inaugurare la Residenza ARP, invenzione del Centro Documentazione Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro a Cape Town. In quell’occasione tiene una personale dal trasognato titolo “Brink of the Ocean” presso Provenance House a Cape Town. Nel 2014 tiene prima una personale presso il Museo Casa Ludovico Ariosto a Ferrara, poi una doppia personale con Donald Baechler presso la galleria Pedana di Caserta e successivamente presenta un’opera site-specific presso la Fondazione Donna Regina - Museo MADRE di Napoli. Nel 2015 entra a far parte della Presidential Collection of Public Works di Cape Town e della Leuu Collection di Franschhoek. Durante l’anno in corso tiene la sua seconda personale in Sudafrica presso la Everard Read Gallery, un suo dipinto entra a far parte della Collezione Permanente del Museo MADRE di Napoli e vince la XVII Edizione del Premio Cairo. Vive e lavora a Battipaglia, Salerno. 

LAPILLI InvitoMangiafoglia9Dicembre18Davide Calimani menzione speciale per il reportage a memoria dei 500 anni de "Il Ghetto di Venezia" simbolo di evoluzione e emblema di bellezza della città lagunare. Michele Crameri, vincitore del Premio Mediterraneo II edizione, per il reportage "Istanbul, tra Oriente e Occidente", la città crocevia di culture e religioni, che immortala gli antichi mestieri in via di sparizione. I due reporter espongono per "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare" a Napoli dal 10 dicembre 2016 al 24 gennaio 2017. La mostra si terrà al Mangiafoglia di via Carducci 32, con un'inaugurazione in programma venerdì 9 dicembre alle ore 18.

Davide Calimani è fotografo e giornalista. Ha pubblicato reportages su: “Il Messaggero”, “La Gazzetta dello Sport”, “Il Gazzettino”, per la rivista “ Italy Italy” e per l’americana di moda “ W ”, “Panorama”.

E alcuni libri tra cui: Venezia ebraica. Il restauro dell’antico cimitero del Lido, Electa; Del Veneto,

dell’Armenia e degli Armeni, Canova, B. Sivazliyan; Storia del Ghetto di Venezia, Mondatori, R.

Calimani; Canal Grande, Electa, A.V.Sullam; Ospiti Silenziosi. I Curdi in Italia, Terra Ferma,

Baykar Sivazliyan.

Michele Crameri è laureato in Graphic Design con un master in Marketing. Dopo una passione che nasce dall'infanzia per le macchine fotografiche della madre, dal 2006 inizia a collaborare con un giornale locale e nel 2008 apre il suo studio fotografico, per moda e matrimoni. E' sempre stato attratto dal foto giornalismo e dal reportage. Comincia a viaggiare e realizza i primi reportage. Oggi è sta lavorando ad un progetto in Honduras sui sicari. A breve uscirà il primo libro che documenta la vita e le attività di 2 ONG in Ecuador.

"Mediterraneo: fotografie tra terre e mare", è una rassegna annuale di fotografie dedicata al Mediterraneo che realizza tra maggio e luglio svariate esposizioni. La selezione dei progetti fotografici, è a cura della giuria a conclusione dei bandi pubblicati di solito a metà dicembre sul sito www.mediterraneofotografia.eu L'esposizione di Davide Calimani e Michele Crameri conclude l'edizione 2016.

La rassegna racconta il Mediterraneo come territorio di mediazione. Un mare che “ci riguarda”, un mare che ha realizzato fin dall'antichità un laboratorio di intrecci culturali ed artistici, che ha prodotto e suggerito linee di sviluppo singolari tanto quanto motivi di attrito elevando quest'area a "sperimentale" luogo di relazioni dove le culture e le arti si confrontano, evolvono contaminandosi, producono arte.

"Mediterraneo: fotografie tra terre e mare", si occupa da qualche anno della fotografia al femminile. Il Laboratorio di Fotografia per Donne Straniere si realizza proprio a Napoli.

L'inaugurazione al Mangiafoglia sarà l'occasione per presentare il calendario ed il programma dell'edizione 2017 del Laboratorio.

“Lo Cunto” Associazione di Promozione Sociale, no profit, organizza e promuove la rassegna nazionale “Mediterraneo: fotografie tra terre e mare”. “Lo Cunto” favorisce la comprensione tra le culture e le generazioni attraverso l’interscambio di esperienze e risorse di differenti nazionalità, in particolare negli ambiti della fotografia e dell’arte.

Mangiafoglia è un ristorante che si ispira alla tradizione napoletana e mediterranea. Infatti qui si mangia solo cibo a base di verdure e pesce. Il nome “Mangiafoglia” viene dal nomignolo con cui veniva individuato il popolo napoletano fino al '700 in relazione a ciò di cui si cibava. Una cucina di terra, dunque, che si arricchisce di sughi, ortaggi e salse, e del pescato della tradizione “luciana” (come venivano chiamati i pescatori del borgo di Santa Lucia). Il tutto rivisitato per coniugare gusto e benessere. Il Mangiafoglia si ispira dunque ad una filosofia che coniuga lo stare bene e la sostenibilità ambientale. Favorisce azioni di contrasto alla fame e progetti ad impatto zero come jammefood, la giovane start up napoletana che a forza di gambe, utilizza biciclette a pedalata assistita, e con materiali esclusivamente ecologici, consegna cibi a domicilio. www.mangiafoglia.it

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