Libri

Al Circolo canottieri Napoli Molosiglio la presentazione di #CAMPIONIPERSEMPRE #Terzoscudetto, leggende del #Napoli allo specchio”

 

Foto Campioni per sempre 250Al Circolo canottieri Napoli Molosiglio la presentazione di #CAMPIONIPERSEMPRE #Terzoscudetto, leggende del #Napoli allo specchio”,Foto libro Coppola 250 primo instant book pubblicato dopo lo scudetto, del giornalista #GianfrancoCoppola con le foto di Pietro Mosca. 

Nel volume con la prefazione del #CardinaleCrescenzioSepe Arcivescovo Emerito di Napoli i racconti delle Grandi Firme #Carratelli, #Cisternino, #Corcione, #DeLuca, #Mollichelli, #Petrone, #Sabatini, #Scelzo, #Zaccaria e con il contributo di #DarioSantoro. Pr #CarloZazzera, grafica #AndreaDelehaye, editore Le Varie da un’idea di #MarcoLobasso. Dagli articoli sul Il Mattino primo scudetto ad oggi l’emozione del racconto dello sport.

I proventi del libro contribuiranno a sostenere i progetti della Comunità di accoglienza Casa di Tonia.

“Non in ogni luogo del mondo la vittoria ha gli stessi colori, sapori, umori ed amori. Ci sono vittorie speciali perché si conciliano a° sensazioni particolari. Uno scudetto è un simbolo per ogni campionato ma lo stemma della vittoria mai sarà carico degli stessi significati anche in due soli luoghi. A Napoli gli scudetti sono speciali, unici” - scrive Gianfranco Coppola. 

L'idea di raccontare le stelle del Napoli del terzo scudetto, con le parole dei protagonisti azzurri che hanno vissuto questa gioia immensa, rende Campioni per sempre un libro

unico nel suo genere, capace di abbracciare, con passione e amore, generazioni di sportivi e tifosi, momenti di gloria e ricordi bellissimi,

che in queste pagine si fondono in un solo cuore azzurro.

Gianfranco Coppola è riuscito in questa impresa editoriale, mettendo in campo la sua grande esperienza di giornalista sportivo di razza, che lo ha visto in prima linea ai tempi dei primi scudetti del Napoli, e che lo vede protagonista oggi, nel ruolo di capo redattore della Rai di Napoli, nella magica stagione del terzo scudetto azzurro. Campioni per sempre è il frutto di una riuscitissima e innovativa alchimia, che mette insieme le interviste a grandi protagonisti della storia vincente del Napoli e i racconti del passato e del presente di Grandi Firme del giornalismo sportivo italiano. Con un tocco di classe cristallina, perfettamente in sintonia con queste pagine celebrative: l'appassionata prefazione dell'Arcivescovo Emerito di Napoli, il Cardinale Crescenzio Sepe, tifosissimo della squadra azzurra, che ha voluto legare al libro

alcuni dei suoi progetti solidali più importanti motiva gratitudine. 

*A Maronna v'accumpagna in questa lettura.

Gianfranco Coppola classe 1961, nato nello stesso giorno dello Sbarco Alleato a Salerno e di Gianni Brera. Di quell'anno la fondazione delle Frecce Tricolori, sua grande passione quasi quanto il ciclismo. Nessun parente giornalista ma con la voglia di vedere

e raccontare nel Dna. Il mappamondo vissuto da vicino come testimonia la collezione di saponette d'albergo in cui ha dormito che gelosamente custodisce.

Batman l'eroe della fantasia, l'agente 007 quello in qualche modo vissuto realmente. Corrispondente, redattore, inviato speciale di carta stampata, conduttore e volto popolare in Rai sempre a Napoli dove oggi è capo redattore. Possiede una rubrica telefonica

nazionale e intercontinentale da guinness grazie a lavoro svolto e qualità empatiche. Cittadino onorario di Rio de Janeiro, ama la compagnia col sorriso.

Marito e padre felice, nessuno sa realmente se abbia una squadra del cuore. A memoria ricorda due formazioni: Cagliari campione d'Italia e Brasile mondiale 1970.

Pietro Mosca ha iniziato la sua carriera di fotografo professionista a fine anni “70, folgorato dai gol di testa di Beppe Savoldi con la maglia del Napoli. Pubblica foto per Gazzetta dello Sport, Sport Week, Corriere dello Sport, Tuttosport.

Ha fondato Fotoagenzia Mosca con cui, insieme ai suoi figli, produce immagini destinate al mercato nazionale internazionale.

Nicola Rivieccio

SORRENTO. PALAZZO MUNICIPALE: VENERDÌ 26 MAGGIO, ORE 17.30. PRESENTAZIONE DELL’OPERA STORICA DI VINCENZO F. R. ESPOSITO, “LA COSTIERA DELL’INCANTO”. LO SCRITTORE RAFFAELE LAURO TERRÀ LE CONCLUSIONI SULL’OPERA

Logo Lions Club Penisola sorrentinaIl Lions Club Penisola Sorrentina ha organizzato, a Sorrento, venerdì 26 maggio 2023, alle ore 17.30, nella Sala Consiliare “Torquato Tasso” delFoto Raffaele Lauro 250 Palazzo Municipale, l’attesa manifestazione culturale di presentazione dell’opera storica sulla costiera sorrentina del professor Vincenzo F. R. Esposito, dal titolo “La Costiera dell’Incanto”, edita, nel 2022, dalla Casa Editrice “La Città del Sole”, pagg. 320, in corso di ristampa. Dopo la rituale cerimonia di presentazione dei Lions, prenderanno la parola il presidente del club, avv. Antonio Maria Di Leva, il sindaco di Sorrento, avv. Massimo Coppola, e il presidente del III Circ. Distretto 108, Rossana Bifulco, per i saluti istituzionali di benvenuto. Il dibattito sarà introdotto e moderato dal giornalista Antonino Siniscalchi, con un’intervista all’Autore. Leggeranno brani scelti il poeta Luigi Leone e la socia Emmanuela Raiola. Gli intermezzi musicali saranno affidati ai maestri Pierluigi Esposito e Michele Colonna, i quali, con chitarra e mandolino, eseguiranno le più belle canzoni dedicate a Sorrento. Interverranno, in qualità di relatori, la professoressa Maria Rosaria Pirro Titomanlio e lo scrittore Raffaele Lauro, che terrà le conclusioni sull’opera. L’intervento del governatore del Distretto 108, Franco Scarpino, concluderà la serata. “Quest’opera – scrive Lauro nella sua recensione – riveste grande importanza e significato per la conoscenza della storia della nostra amata terra. Bisogna essere assolutamente grati all’Autore per lo sforzo titanico profuso nel portare a compimento quello che, a tutti gli effetti, rappresenta uno scrigno di preziosi e originali contributi, riguardanti la millenaria vicenda della Costiera Sorrentina. Un’autentica epopea! Anche perché l’anima, lo spirito educativo e sociale, le esperienze di vita e di lavoro di Vincenzo Esposito – il suo io interiore, più profondo, per secondare Proust! – traspaiono da queste pagine, cornice quasi barocca che adorna lo scorrere degli eventi nei secoli. Ne discende da tutto ciò il taglio che l’Autore ha voluto conferire a questa sua opera: un taglio didascalico-divulgativo, direi anche didattico, che, però, non mortifica, né minimizza, la profondità, l’originalità e l’incisività dei contenuti culturali, scientifici e di ricerca storica”.

Portici. Continua a Villa Fernandes, la VI° edizione della rassegna Lib(e)ri al parco, a cura di Ileana Bonadies (associazione BLab)

 

logo BLab defNel giardino di Villa Fernandes (Via Diaz 144 – Portici) continua la rassegna letteraria “Lib(e)ri al parco”, giunta alla sua VI° edizione, a cura di Ileana Bonadies dell’associazione BLab, in collaborazione con la libreria Mondadori Point di Portici e NapoliCittàLibro – Salone del Libro e dell’Editoria.

Il prossimo appuntamento è mercoledì 17 maggio con il libro "Cieli in fiamme" (Mondadori) di Mattia Insolia, prima presentazione in Campania.

Un romanzo potente, in cui la generazione dei figli guarda i genitori e li scopre inadeguati, adolescenti loro stessi, una visione dura ma nient'affatto priva di pietas. Mattia Insolia ha una poetica, la determinazione di esplorare la confusione, le contraddizioni, il furore, la vitalità di due generazioni: genitori e figli.

Dialogherà con l’autore la giornalista Ileana Bonadies.

Letture a cura di Emanuela Scarinci, Martina Penna e Salvatore Arpaia della Scuola di recitazione Talìa di Portici.

L’autrice di Blanca incontra gli studenti di Quarto

La scrittrice Patrizia Rinaldi presenta il suo personaggio a Casa Mehari

nell’ambito del progetto “In viaggio con la Mehari” (finanziato dall’8X1000 alla Chiesa Valdese): eventi sui temi della legalità, 

dell’inclusione e dell’educazione alla cittadinanza 

Martedì 16 maggio 2023 ore 10. Ingresso libero

 

Foto locandina Casa Mehari 250Martedì 16 maggio (ore 10) sarà ospite di Casa Mehari - via Nicotera n. 8, Quarto, Napoli - la scrittrice Patrizia Rinaldi che presenterà Blanca, la protagonista dei romanzi da cui è tratta l’omonima serie televisiva trasmessa dalla Rai e diffusa in Spagna, Francia e Canada. 

Con l’autrice interverranno Flora Caruso, referente del presidio dell’Area Flegrea dell’Uici (Unione Italiana ciechi e ipovedenti), Antonella Improta, coordinatrice del Comitato Pari opportunità dell’Uici di Napoli e la professoressa Maria Rosaria Trigilio, docente specializzato sul sostegno. Modera Arturo Delogu dell’associazione di promozione sociale ArteMide. Sarà presente una delegazione di studenti dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Rita Levi Montalcini” di Quarto. Ingresso libero e diretta streaming sulla pagina Facebook di Casa Mehari. 

L’incontro con Patrizia Rinaldi è il secondo evento sui temi della legalità, dell’inclusione e dell’educazione alla cittadinanza promossi con il progetto “In viaggio con la Mehari”. Un progetto finanziato grazie ai fondi dell’8X1000 alla Chiesa Valdese per Casa Mehari, il bene confiscato alla criminalità del Comune di Quarto. Il progetto ha come capofila e responsabile della progettazione “La Bottega dei Semplici Pensieri ODV” in condivisione con la Cooperativa Sociale La Quercia Rossa, Dialogos Aps e ArteMide Aps.

Blanca Ferrando - la protagonista dei romanzi e della fiction - è ipovedente, consulente della Polizia e specialista di intercettazioni. Blanca è bellissima, costretta dal buio che l’avvolge a percepire con gli altri sensi ciò che la circonda e i tremiti degli uomini. I romanzi di Patrizia Rinaldi sono stati pubblicati ds “Edizione E/O”; la serie televisiva, per la regia di Jan Maria Michelini, ha avuto il suo esordio nel 2021 e ha come protagonisti Maria Chiara Giannetta, Giuseppe Zeno e Pierpaolo Spollon.

Patrizia Rinaldi vive e lavora a Napoli. È laureata in Filosofia e si è specializzata in scrittura teatrale. Ha partecipato a progetti didattici diretti da Maria Franco presso l’Istituto Penale Minorile di Nisida. Cura incontri di lettura e scrittura per ragazzi. Nel 2016 ha vinto il Premio Andersen come Miglior Scrittore. Pubblica per adulti con le Edizioni E/O e per ragazzi con Sinnos, Lapis, Giunti, EL. Tra i riconoscimenti: Premio Andersen Miglior fumetto a La compagnia dei soli; Premio Laura Orvieto a Il giardino di Lontan Town; Premio Leggimi Forte a Federico il pazzo; Premio Elsa Morante Ragazzi a Piano Forte; Premio Pippi sezione inediti a Sono tornato a casa; Premio Letterario Il Candelaio (II edizione); Premio Alghero a Ma già prima di giugno; Premio Casa internazionale delle donne - Donna scrittrice a La danza dei veleni, già finalista del Premio Scerbanenco.

Per gli eventi che si svolgono a Casa Mehari è attivo il bar interno gestito dalla Cooperativa Sociale “La Quercia Rossa”. Non è consentito il parcheggio all’interno del complesso e nelle strade intorno alla villa; pertanto, è necessario parcheggiare lungo via Pozzillo e raggiungere a piedi, in due minuti, Casa Mehari.

 

 

Continua a Villa Fernandes, la VI° edizione della rassegna Lib(e)ri al parco, a cura di Ileana Bonadies (associazione BLab)

 

logo BLab def 250Nel giardino di Villa Fernandes (Via Diaz 144 – Portici) continua la rassegna letteraria “Lib(e)ri al parco”, giunta alla sua VI° edizione, a cura di Ileana Bonadies dell’associazione BLab, in collaborazione con la libreria Mondadori Point di Portici e NapoliCittàLibro – Salone del Libro e dell’Editoria.

Il prossimo appuntamento è giovedì 11 maggio alle ore 18, con “Il tempo delle stelle” (Rizzoli) di Massimiliano Virgilio. Una storia folgorante sull’importanza di non farsi sconfiggere dalle ossessioni che abbiamo ereditato, sulle possibilità che svaniscono e quelle che arrivano.

Dialogherà con l’autore la giornalista Ileana Bonadies.

Letture a cura dell’attrice Claudia Caiazzo.

“I delitti della Rue Morgue” di Edgar Allan Poe

è il primo racconto poliziesco della storia della letteratura mondiale

Giovedì 11 all’Akademia cucina and more di Pozzuoli sarà presentata una nuova edizione per la traduzione di Diego Guzzo

e le illustrazioni di Clelia LeBouef (Babel Books edizioni)

 

invito copertina 250Auguste Dupin è considerato l’archetipo dei detective della letteratura moderna. È un personaggio nato dalla penna di Edgar Allan Poe protagonista di tre soli racconti: “I delitti della Rue Morgue” del 1841, “Il mistero di Marie Roget”, pubblicato tra il 1842 e il 1843 e “La lettera rubata” del 1845.

Una nuova edizione de “I delitti di Rue Morgue” - considerato il primo poliziesco della letteratura -, è proposta da Babel Books con la tradizione di Diego Nuzzo e le illustrazioni di Clelia LeBoeuf. Il libro verrà presentato giovedì 11 maggio alle ore 18,30 all’Akademia cucina and more sul lago Lucrino, Pozzuoli.

L’evento è proposto da Ines Srl Edizioni con la sponsorizzazione dell’Istituto di Vigilanza “Il Notturno”.

Auguste Dupin - questo è il ritratto del protagonista - è un rampollo decaduto di un’illustre famiglia che vive quasi in miseria a Parigi insieme ad un suo anonimo amico-assistente che ne racconta le avventure. Benché sia un investigatore dilettante, è dotato di impressionanti capacità analitiche ed è capace di destreggiarsi con grande abilità anche laddove la polizia non riesce a trovare soluzioni (come nel racconto La lettera rubata) per giungere alla soluzione dei casi attraverso puri procedimenti razionali. Il metodo investigativo di Dupin ricalca alcune caratteristiche tipiche del pensiero scientifico: soprattutto la certezza che dietro l’apparente complessità di un mistero si nasconda una soluzione semplice. Spesso bisogna quindi concentrare l’attenzione su indizi e circostanze che a prima vista possono apparire di poca importanza, cercando di ricostruire il quadro generale da una parte di esso.

Umberto Piersanti

Campi di ostinato amore

Nave di Teseo, Milano 2020

Accademia di Belle Arti di Macerata

10 maggio 2023 ore 16.00

Introducono e moderano Loredana Finicelli e Agnese Sferrazza.

 

 

Accademia di Belle Arti di Macerata

Aula Teorica 2

Via Berardi 6 (MC)

mercoledì 10 maggio 2023 ore 10.00

 

Umberto Piersanti 250Libri in Accademia chiude in bellezza la stagione corrente, ospitando uno dei massimi esponenti della poesia contemporanea, Umberto Piersanti. Classe 1941, nativo di Urbino dove ha insegnato a lungo, Piersanti è un poeta della memoria, il cantore di una natura suggestiva e autentica, depositaria di storie e leggende, narrata con sorprendente semplicità e straordinaria tensione lirica.

Candidato al premio Nobel per la Letteratura nel 2005, Piersanti sarà in presenza presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata e in collegamento con l’Accademia di Belle Arti di Frosinon, mercoledì 10 maggio 2023, a partire dalle 16.00. Piersanti incontrerà il pubblico di studenti e di appassionati per parlare dei suoi scritti e per condurci alla scoperta della sua opera lirica, in particolare, della sua raccolta poetica Campi di ostinato amore. Introducono e moderano l’incontro Loredana Finicelli e Agnese Sferrazza, docenti dell’Accademia. Intervento e saluti iniziali delle direttrici prof.ssa Rossella Ghezzi (Accademia di Macerata) e della prof.ssa Loredana Rea (Accademia di Macerata).

 

Libri in Accademia, Umberto Piersanti, Campi di ostinato amore, incontro on line su Teams, e in presenza presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata.

 

 

INFORMAZIONI

Accademia di Belle Arti di Macerata

Piazza Vittorio Veneto 7 (MC)

www.abamc.it / tel +39 0733 405111

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“LA COSTIERA DELL’INCANTO - STORIA DELLA COSTIERA SORRENTINA” DI VINCENZO F. R. ESPOSITO (LA CITTÀ DEL SOLE, 2022, PAGG. 320)

 

Foto Raffaele LauroPubblichiamo la recensione dello scrittore Raffaele Lauro al saggio storico sulla Costiera Sorrentina, dal titolo “La Costiera dell’Incanto - Storia della Costiera Sorrentina” (2022, pagg. 320), scritto dal professor Vincenzo F. R. Esposito ed edito dalla casa editrice “La Città del Sole”. Articolata in diciotto capitoli (dalla Preistoria al Novecento), la ponderosa opera dell’illustre docente, dirigente scolastico, ispettore e indefesso promotore della storia locale per diffondere il senso di appartenenza alla propria terra delle nuove generazioni, sarà presentata, su iniziativa del Lions Club Penisola Sorrentina - presidente avv. Antonio Maria Di Leva, a Sorrento, venerdì 26 maggio, alle ore 17.00, presso il Palazzo Municipale, in Piazza Sant’Antonino (Sala Consiliare “Torquato Tasso”). La recensione, che segue, concluderà la raccolta dei più significativi interventi pubblici, saggi, recensioni e romanzi, pubblicati da Lauro, nel corso degli anni, dedicati a Sorrento e alla Penisola Sorrentina. La pubblicazione celebrativa, edita dalla GoldenGate Edizioni, sarà presentata, nel febbraio 2024, a Roma, in Senato, e a Sorrento, in occasione dell’ottantesimo genetliaco dello scrittore sorrentino (10 febbraio 1944 - 10 febbraio 2024).

LA RECENSIONE DI RAFFAELE LAURO

“La Costiera dell’Incanto - Storia della Costiera Sorrentina”, di Vincenzo F. R. Esposito (La Cittá del Sole, 2022, pagg. 320), resterà certamente un’opera di grande importanza e significato per la conoscenza della storia della nostra amata terra. Bisogna essere assolutamente grati all’Autore per lo sforzo titanico profuso nel portare a compimento quello che, a tutti gli effetti, rappresenta uno scrigno di preziosi e originali contributi, riguardanti la millenaria vicenda della Costiera Sorrentina. Un’autentica epopea! Ogni opera letteraria, storica o saggistica, inevitabilmente, parla “anche” del suo Autore, senza per questo condividere il metodo critico di Charles-Augustin de Sainte-Beuve, il quale identificava la creazione letteraria esclusivamente nella soggettività dell’Autore, nei minimi dettagli della sua biografia. Metodo che fu avversato aspramente, in un pamphlet famoso, da Marcel Proust. Ciò precisato, non vi è dubbio, tuttavia, che l’anima, lo spirito educativo e sociale, le esperienze di vita e di lavoro di Vincenzo Esposito – il suo io interiore, più profondo, per secondare Proust! – traspaiono da queste pagine, cornice quasi barocca che adorna lo scorrere degli eventi nei secoli. Ne discende da tutto ciò il taglio che l’Autore ha voluto conferire a questa sua opera: un taglio didascalico-divulgativo, direi anche didattico, che, però, non mortifica, né minimizza, la profondità, l’originalità e l’incisività dei contenuti culturali, scientifici e di ricerca storica.

LA DIDATTICA COME SCIENZA EDUCATIVA

Il termine didattica affonda le sue origini nel verbo greco didàskein, che indica l’acquisizione della pratica dell’insegnamento e del mostrare. La didattica è la scienza che si occupa della comunicazione e della relazione educativa allo scopo di ottimizzare l’apprendimento. Nell’età greca classica, i poemi didascalici si ponevano l’obiettivo di istruire gli uomini attraverso la narrazione: ne è esempio il poema di Esiodo “Le opere e i giorni”, in cui il poeta illustrava la necessità del lavoro per l’uomo, dispensando consigli pratici per l’agricoltura e indicando i giorni del mese nei quali fosse necessario compiere determinate attività. Con Socrate si affermò il metodo del dialogo (maieutica), grazie al quale si aiutava il discepolo a far emergere conoscenze, che questi aveva già dentro di sé, ciò che sarebbe stato applicato successivamente da Platone e dalla sua Accademia. Nel Medioevo, invece, le scuole si ponevano come obiettivo l’istruzione cristiana dei monaci e dei chierici. Le lezioni erano caratterizzate dalla lettura da parte del maestro dei testi, mentre l’alunno doveva ascoltare e memorizzare. Nel Seicento, si ebbe la prima rivoluzione che portò la didattica al significato e alle pratiche moderne, grazie al teologo e filosofo ceco Giovanni Comenio, il quale, convinto che l’educazione fosse uno dei principali strumenti in grado di garantire la pacifica convivenza tra gli uomini, introdusse grandi cambiamenti e innovazioni nell’insegnamento, gettando le basi della didattica moderna. Cercò, infatti, di sviluppare una formazione completa della persona e, per garantire un’istruzione a tutti, cercò di collegare le scuole a un’organizzazione centrale e distribuita meglio sul territorio. Tentò anche di guidare i maestri alla conoscenza della didattica e si impegnò a sviluppare specifiche strategie didattiche ed educative. Il filosofo empirista inglese John Locke, concependo la mente umana come una tabula rasa, riteneva che solo l’esperienza fosse in grado di riempirla di nozioni e nell’opera “Pensieri sull’educazione” trattò della formazione del gentleman, assegnando particolare importanza alle discipline, alla motivazione e alla curiosità nel bambino. Nel Settecento, Jean-Jacques Rousseau spostò l’attenzione sul soggetto che è il destinatario dell’insegnamento. Nell’“Emilio”, infatti, mostrò la necessità di ricorrere a una metodologia, basata su un’educazione che cercasse di eliminare tutte le cattive influenze determinate dalle circostanze. Il filosofo ginevrino ridefinì il ruolo del maestro, affinché questi fosse in grado di motivare, stimolare la curiosità, rispettando, allo stesso tempo, i bisogni e i tempi dell’apprendente. E, infine, nel Novecento, fiorirono gli studi di Jean Piaget sugli sviluppi cognitivi dei bambini; di John Dewey, che gettò le basi per la sperimentazione di diverse esperienze educative, in cui si desse grande importanza all’educando e alla sua individualità; di Burrhus Skinner, sostenitore dell’applicazione dei principi conoscitivi dell’apprendimento (tra cui il rinforzo positivo) alla didattica nei suoi diversi modi d’uso. Fino alla Scuola di Francoforte (Marcuse, Adorno, Horkheimer), che sosteneva metodologie antiautoritarie e assegnava particolare importanza alla funzione ideologica della formazione, e il condizionamento, in quest’ultima, dei fattori socio-culturali, come, ad esempio, il linguaggio.

LA METODOLOGIA DELL’OPERA STORICA DI ESPOSITO: UNA NOVITÀ ASSOLUTA RISPETTO ALLA STORIOGRAFIA SORRENTINA

Questo breve excursus sulla didattica vuole rafforzare quanto espresso in precedenza circa la “presenza” dell’Autore nell’opera. Trattazione che, comunque, non si discosta mai dalla metodologia dell’opera storica (ne è testimonianza la precisione certosina del quadro cronologico, degno di un amanuense medioevale), rappresentando, per la sua completezza, una novità assoluta rispetto alle altre opere pubblicate in precedenza, tra cui, le maggiori: “Memorie istoriche della fedelissima ed antica città di Sorrento”, di Vincenzo Donnorso del 1740; “La Penisola Sorrentina. Historia, costumi, antichità, ricerche”, di Manfredi Fasulo del 1801; “Storia di Massa Lubrense” del 1840 e “Storia di Sorrento” del 1881, di Gennaro Maldacea; “Topografia storico-archeologica della penisola sorrentina” del 1846 e “Memorie storiche della chiesa sorrentina” del 1854, di Bartolommeo Capasso; “Monografia del comune di Vico Equense”, di Gaetano Parascandolo del 1858; “Sorrento e la sua penisola”, di Riccardo Filangieri del 1923, e, da ultimo, la più recente e rilevante saggistica, tra gli altri, di Mario Russo sui sedili nobiliari di Sorrento, di Vincenzo Russo sulle famiglie del Piano di Sorrento e sul terziere di Meta nel Settecento, di Vincenzo Puglia su Sorrento e Massa Lubrense nel Cinquecento e di Francesco Saverio Gargiulo sulla monumentale storia della sua famiglia pianese, dal Quattrocento a oggi. Proprio in virtù di questa sua completezza nella narrazione degli eventi storici (dalla preistoria al secondo dopoguerra), quest’opera può configurarsi, quindi, come una sorta di “Monumenta Peninsulae Sorrentinae Historica”, sulla scorta dei “Monumenta Germaniae Historica”, in cui, a partire dal 1826, eminenti medievalisti, nonché eruditi tedeschi ed europei, raccolsero fonti pubblicate per lo studio dei popoli germanici e dell’Europa, in un periodo di tempo compreso tra la caduta dell’impero romano d’Occidente e il XVI secolo. “Sanctus amor patriae dat animum”, fu il motto scelto da Johann Lambert Büchler (“Il santo amore per la patria fortifica lo spirito”) per presentare la monumentale opera, motto che ben si adatta alla finalità formativa, confessata nell’introduzione dall’Autore, di formare le nuove generazioni alla tutela e alla salvaguardia di questa terra da ulteriori attacchi speculativi che potrebbero distruggerla.

IL FILO ROSSO DELLA NARRAZIONE

Questo filo rosso, di alto valore etico e civile, anima tutta la trattazione, dalla prima all’ultima pagina, in cui sono concentrati aspetti che investono multiformi sfere dell’umano agire, da quelle dei singoli come della comunità peninsulare. Il libro traccia le tappe, talvolta dure e defatiganti, del cammino della popolazione peninsulare, che vive attraverso i secoli nella terra dell’Incanto. La storiografia delle piccole storie locali, qual è quella sorrentina, ha un’onorabilità e, pertanto, merita di essere approfondita, conosciuta e tramandata ai posteri. La Storia è il terreno sul quale si svolgono le azioni degli individui. Gli eventi storici dipendono dalle volizioni e dalle azioni dei singoli, ma risultano sempre dall’incontro delle azioni di più individui e, in tal senso, sono opera dello Spirito, secondo Benedetto Croce. Ciò vale, quindi, sia quando si scrive della caduta dell’impero romano o della battaglia di Waterloo, sia quando si scrive, come in questa particolare occasione, della Penisola Sorrentina. In chiave interpretativa, cadono, dunque, le differenze tra la grande storia e le piccole storie. Queste ultime, forse non saranno incluse nei manuali scolastici e non diverranno oggetto di attenzione da parte dei cattedratici, ma rappresentano, a buon diritto, tanti piccoli affluenti di quel fiume che è il cammino dell’umanità.

I CONTENUTI DELL’OPERA

Per entrare nel merito dei contenuti del volume, esso può essere così suddiviso: i primi tre capitoli vanno dalla preistoria ai secoli oscuri, dopo la caduta dell’impero romano. I primi abitatori della Penisola e la dualità tra quelli delle colline, che vivevano di agricoltura, e quelli delle coste, che vivevano di pesca, navigazione e commercio, dualità superata, nel tempo, con la mediazione della Chiesa; l’arrivo dei Sanniti in costiera, come propaggine della Magna Grecia, fino alla romanizzazione e all’occupazione dei legionari e, poi, delle corti imperiali (Augusto e Tiberio); le ville marittime dei patrizi romani in costiera; lo splendore prima della decadenza; i secoli bui con carestie, violenze e malattie nell’alto medioevo, anche in costiera. I capitoli, dal quarto al decimo, trattano dei Ducati di Napoli, di Amalfi e di Sorrento, anni in cui cominciò a formarsi l’identità territoriale e amministrativa sorrentina, fino all’aggregazione dei casali e delle parrocchie di epoca angioina per arrivare al vicereame spagnolo, con il terribile sacco turco di Sorrento del 1558. I capitoli, dall’undicesimo al quattordicesimo, proseguono dal Seicento, che vide l’evoluzione della borghesia sorrentina, fino al Regno delle Due Sicilie e, poi, alla Repubblica Napoletana, vicenda storica questa, nella quale fu coinvolta anche la costiera, specie Vico Equense. Infine, i capitoli, dal quindicesimo al diciottesimo, si sviluppano dalla nascita del Regno d’Italia fino alla “svolta” turistica, che ha comportato un radicale mutamento nel modo di vivere e operare sorrentino.

LA MEMORIA PROUSTIANA: ALCUNI “SQUARCI” DELLA STORIA SORRENTINA, RIVISSUTI INTERIORMENTE NEL CORSO DELLA LETTURA DELL’OPERA

Richiamandosi all’insegnamento di Sant’Agostino, Proust ritiene che solo la memoria, non l’immaginazione né le sensazioni, sia in grado di cogliere le trasformazioni apportate sugliFoto copertina libro 250 uomini e sulle cose dal tempo, considerato nella sua possibilità di riviverlo interiormente. Ed è proprio su questa dicotomia che lo scrittore francese articola l’intero ciclo narrativo di “Alla ricerca del tempo perduto”, a partire da primo fondamentale volume, “Dalla parte di Swann” (1913). Ebbene, proprio la memoria proustiana, nel corso della lettura dell’opera, mi ha fatto rivivere interiormente, tra i tanti, alcuni tempi, alcune scene, alcuni “squarci di luce” della storia sorrentina, meritevoli di essere ricordati.

LA DISPERAZIONE DI AGRIPPA POSTUMO (7 d.C.)

Il soggiorno, in esilio a Sorrento, per un anno, di uno scomodo erede al trono imperiale, il diciannovenne Agrippa Postumo, accusato, per ragioni politiche, di dissolutezze: la scena della sua disperazione, sulla galea, quando viene costretto a lasciare, su ordine di Augusto, l’amata costiera per essere trasferito, dai pretoriani, in relegazione perpetua, in un’isola dell’arcipelago toscano, certo di andare incontro alla morte, come sarebbe accaduto sette anni dopo, quando fu assassinato da un centurione per decisione di Tiberio.

LA FASTOSA MAGNIFICENZA DELLE NOZZE DELLA PRINCIPESSA GIOVANNA DI DURAZZO, FUTURA REGINA DI NAPOLI (1401)

La fastosa magnificenza del matrimonio, a Sorrento, città del demanio reale, per questa ragione mai infeudata, della principessa Giovanna D’Angiò-Durazzo, sorella del re Ladislao, con il duca Guglielmo d’Austria. Le scene di quella memorabile festa di nobiltà e di popolo, che la futura regina di Napoli non avrebbe mai dimenticato: la Basilica di Sant’Antonino, come chiesa; l’arcivescovo di Sorrento, come celebrante; il percorso del corteo nuziale; i sontuosi addobbi ovunque; gli archi di foglie e frutta per le strade; gli arazzi dai balconi; il lancio di petali di rose dalle finestre; le fanciulle nobili di Sorrento, vestite di bianco, le quali, come damigelle, seguivano gli sposi; il luculliano banchetto di nozze, nei giardini sul mare, ricco di piatti di selvaggina e di pesce, bagnati dai vini delle colline; le musiche, le danze, durate fino a notte fonda, e, infine, la tenera serenata, dedicata ai principi reali, cantata e ballata da coppie di giovani sorrentini, nei loro costumi tradizionali, prima dello spettacolare colpo di scena finale: nella tiepida notte sorrentina, uno scintillante spettacolo di fuochi d’artificio, voluto dal conte Correale e seguìto dagli sguardi stupefatti di tutti gli abitanti della costiera.

LA TRAGEDIA DEL SACCO TURCO DI SORRENTO E LA TORRE DELLA SALVEZZA (1558)

Il 13 giugno 1558, dall’alba al tramonto, Massa Lubrense prima, in particolare Sant’Agata sui Due Golfi, Sorrento e parte della costiera poi furono saccheggiate e messe a ferro e fuoco, con migliaia di vittime e di ostaggi, dai giannizzeri, sbarcati dalle galee della flotta turca del sultano di Istanbul, Solimano il Magnifico, comandata dall’ammiraglio Piyale Pascià. Penetrati dentro la città fortificata, assaltarono monasteri femminili, case, conventi, chiese e la Basilica del Santo Patrono, Sant’Antonino, la cui statua argentea, dalla sommità dell’altare fu scaraventata a terra e profanata con sputi e calci. Devastazione di campi, colture e orti, carneficine di vecchi e bambini, cattura di uomini e donne giovani imperversavano dappertutto, sulle colline e dentro la città. Molti sorrentini, scappati, tra i primi, dalla Porta del Castello, in fuga verso il Piano, trovarono provvidenziale rifugio nella dimora di Giovanni Andrea Romano, fuori le mura. Questi, gentiluomo sorrentino ed eccellente musicista, nonché appassionato di armi e di difesa militare, aveva costruito e fortificato la propria villa, a più piani, con grande sagacia e preveggenza, come una inattaccabile fortezza, in grado di sfidare la furia aggressiva di eventuali invasori. In quella tragica circostanza, dei giannizzeri del sultano. A fine giornata, i saccheggiatori tornarono con il loro bottino di oro, di argento, di vettovaglie e di giovani vite umane sulle galee alla fonda davanti a Marina Grande, per salpare verso l’isola di Ischia, lasciando alle loro spalle l’incendio, la devastazione e la morte. La scena dei superstiti che escono dal loro rifugio, piangenti, emozionati e commossi, e decidono di chiamare quel fortino la “Torre della Salvezza” (oggi, Hôtel Michelangelo).

LA “DAMNATIO MEMORIAE” DELL’ULTIMO VESCOVO DI VICO EQUENSE, MONS. MICHELE NATALE (1799)

L’ultimo vescovo di Vico Equense, mons. Michele Natale, il 20 agosto del 1799, fu impiccato a Piazza Mercato a Napoli per aver partecipato, con slancio e desiderio sincero, alla Repubblica Napoletana, diventando il capo della Municipalità di Vico Equense. Dopo la caduta della repubblica, nel corso della sanguinosa repressione antirepubblicana, ordinata da re Ferdinando IV, fu arrestato, imprigionato nel carcere della Vicaria, condannato e impiccato, soggetto, post mortem, alla “damnatio memoriae”, al fine di cancellare qualsiasi traccia della sua esistenza terrena. Persino il suo ritratto vescovile, raffigurato, tra gli altri, nella sagrestia della cattedrale della Santissima Annunziata, venne sostituito con l’immagine di un putto che chiede il silenzio: la scena di questo martire della libertà, la cui dignità storica è stata, di recente, riabilitata, mentre sale sul patibolo inneggiando, con estremo coraggio, alla repubblica!

IL SOGGIORNO RIGENERATORE, A SORRENTO, DELLA ZARINA MARIA ALEXANDROWNA (1871)

Per circa due mesi, nella primavera del 1871, Maria Alexandrowna, la moglie dello zar Alessandro II, con un seguito di duecento persone e più di trecento militari italiani, addetti alla sicurezza della sovrana, soggiornò a Sorrento, presso l’Hôtel Tramontano. Le immagini dell’imperatrice di Russia, soggiornante a Sorrento, apparvero su tutti i grandi giornali europei, a partire da quelli inglesi, con le dichiarazioni entusiastiche, a lei attribuite, su quel luogo incantato. La scena della zarina, afflitta da una grave malattia polmonare, che passeggia nei giardini dell’albergo per respirare il profumo degli aranci in fiore, ritenuto un balsamo per la sua malferma salute.

IL BATTESIMO FORTUNATO DI “TORNA A SURRIENTO” (1902) E L’INCONTRO CON LUCIO DALLA (1964)

Nel suo viaggio verso la Basilicata, nel 1902, per constatare di persona le condizioni, sociali ed economiche, di quella regione arretrata del Sud, il primo ministro del Regno d’Italia, Giuseppe Zanardelli, soggiornò, per una sola notte, a Sorrento, ospite della città del Tasso e del sindaco-albergatore, don Guglielmo Tramontano, proprietario dell’albergo sul mare, che, dopo il soggiorno nel 1871 della zarina, era stato da lui ribattezzato: Imperial Hôtel Tramontano. Sotto la regia del sindaco, uomo di marketing territoriale ante litteram, Zanardelli fu accolto in maniera calorosa dalla popolazione, tra addobbi, festoni, luminarie, musica e danze popolari. Ma la sorpresa più grande, per l’algido politico bresciano, fu, nel corso della cena ufficiale in suo onore, l’esecuzione di una canzone, a lui dedicata dal sagace sindaco, dal titolo “Torna a Surriento”, composta, parole e musica, da due artisti napoletani, ospiti fissi dell’albergatore mecenate: i fratelli De Curtis, Giambattista ed Ernesto. Il primo ministro fu totalmente rapito e commosso da quella melodia e ne chiese, per ben due volte, il bis. La scena, il giorno successivo, al momento del commiato, al premuroso sindaco che ringrazia l’illustre ospite per quella visita che sarebbe rimasta nella storia di Sorrento, Zanardelli risponde: “Sindaco, nella storia della sua bellissima città, e non solo, resterà di certo l’immortale melodia di Torna a Surriento”. Altra scena, quando, nel settembre 1964, incontro, per la prima volta, al Fauno Notte, nell’ufficio del giovane proprietario del club, Franco Jannuzzi, Lucio Dalla, aggregato alla band dei Flippers, dopo che gli racconto, su richiesta di Franco, l’aneddoto musicale su Zanardelli, Lucio mi replica: “Anch’io dedicherò una canzone a Sorrento, ma non so quando!”. Nell’estate del 1986, mantenne la promessa, fatta a se stesso, componendo, tra il Grand Hôtel Excelsior Vittoria e il Sorrento Palace, “Caruso”, il suo capolavoro.

La lettura dell’opera del professor Vincenzo F. R. Esposito, quindi, oltre a determinare il mio convinto apprezzamento critico, mi è anche cara per avermi suscitato queste memorie e altre... Ma lo spazio è tiranno e io ho già approfittato della pazienza dell’Autore e di chi ha avuto la tenacia di leggere questa recensione.

Si presenta mercoledì 26 aprile 2023 alla Saletta Guida a Napoli “L’antro ed altre storie” di Davide Tricarico per Kairós Edizioni. Riflessioni sull’amore

 

locandina tricarico saletta guida 250Si presenta mercoledì 26 aprile 2023 alle 18 alla Saletta Guida in via Bisignano 1bis a Napoli “L’antro ed altre storie” di Davide Tricarico per Kairós Edizioni. A dialogare con l’autore, Maurizio Sibilio e Domenico di Marzio, accompagnati dalle letture di Maria Rosaria Riccio. Modera Pino Cotarelli. Saluto dell’editore Giovanni Musella.

Diretta Facebook sul canale Comunicati Cultura.

Una raccolta di racconti che attraversa la sottile linea di confine tra l’amore e il dolore.

L’amore è un sentimento indefinibile. Chi ne viene preso, per quanto ricco il suo vocabolario, non riuscirà mai a trovare parole per descriverlo, tutte gli sembreranno povere. È talmente intenso che può offrire felicità mai raggiunte come dolori profondissimi.

Cinque episodi e un filo conduttore che tiene insieme la trama di ognuno: la solitudine e ciò che lascia un affetto perduto.

“Questo libro è una sorta di condivisione del dolore”, spiega l’autore, “il dolore che si prova di fronte all’irreparabilità di un amore perduto”.

UNO STRALCIO DELL’OPERA

Succede che ora ti trovi su quella linea di confine dietro la quale si trova il tuo passato con lei e - davanti - una strada dritta, lunghissima, infinita come la libertà cui aspiravi.

Nei primi tempi, il desiderio di autonomia riesce a schermarti il vuoto dentro e a farti credere che finalmente è arrivato il momento in cui puoi fare veramente e, di nuovo, tutto. Senza alcuna limitazione. Che, soprattutto, come anni addietro, l’intero spazio della tua vita è solamente tuo. Queste sensazioni, tuttavia, se per un solo istante sono riuscite a dare alla tua libertà un’incredibile sensazione di vastità, finito lo straniamento (ed è questa l’afflizione insanabile) ti accorgi dolorosamente che il tuo tutto era solo lei, disperatamente lei. Che il mondo che tu vivevi era quello dove lei passeggiava, rideva, amava. Erano quegli occhi teneri che giorno dopo giorno hai imparato a dimenticare credendo di possederli per sempre. Eternamente tuoi. Era la sua voce calda, rassicurante, amica che hai cominciato a trovare ripetitiva, monotona e che invece avrebbe continuato a procurarti emozioni se solo ti fossi ricordato che era ancora la sua voce. Della stessa donna che hai amato per anni.

 

L’AUTORE

Davide Tricarico è nato nel 1947 a Napoli dove esercita la professione di otorinolaringoiatra. La passione per la scrittura risale a quando si divertiva a fare un po’ di cronaca su un giornalino scolastico. Ha continuato al liceo entrando a far parte di una combriccola letteraria dove si tentavano scritture kerouacchiane, accompagnate da uno stile di vita altrettanto alternativo. Per quanto gli è dato sapere, nessuno dei personaggi di quel lontano passato ha proseguito quella via nella quale allora tanto si credeva. Ciascuno ha preferito un’attività meno romantica, forse, ma certamente più proficua. Tra il 2012 e il 2019 compone, per la rivista Scrivere.info una raccolta di dodici poesie. Nel 2014 ha pubblicato con Kairós il romanzo Bagnoli... put your head on my shoulder.

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