“Apollonio di Tiana- Il Filosofo riformatore” di G. R. Mead. In libreria per Stamperia del Valentino
Nato a Tiana in Cappadocia nel 4 d.C., Apollonio arriva a noicome una figura mitica nell’ambito del neopitagorismo del I secolo dell’era volgare. Tanto interesse suscitò negli ambienti occultistici tra l’800 e il ’900, tante anche le interpretazioni spurie o fantasiose. “Apollonio di Tiana- Il Filosofo riformatore”, opera di George Robert Stowe Mead, pur provenendo da quel mondo, presenta degli aspetti molto interessanti per una ricerca tradizionalmente e filologicamente sensata, verso la quale ci introduce la prefazione di Luca Valentini, tramite una disamina su Magia e Sapienza.
Questa edizione di Stamperia del Valentino è l’unica successiva a quella del 1926 a cura della casa editrice Fratelli Bocca di Torino, con la traduzione dell’Avv. G.B. Penne. Inserito nella collana Polifemi (250 pagine, euro 20) il libro, peruna maggiore e proficua comprensione del testo, è introdotto da Valentini il quale spiega: “Apollonio è stato ricordato nei secoli grazie alla complessa e non esente da arbitrarie interpretazioni biografia scritta da Filostrato, sembra su indicazione dell’imperatrice Giulia Domna, figlia del gran sacerdote ad Emesa della divinità solare siriaca El-Gabal, seconda moglie di Settimio Severo. In questa sede è riproposta l’opera che gli fu dedicata da un importante commentatore del ’900 degli studi classici, George Robert Stowe Mead (1863-1933 Londra) traduttore inglese e membro importante della Società Teosofica, in cui sono declinati i rapporti del neopitagorismo con il pensiero greco, con quello indiano, con la tradizione egizia e magica, con gli imperatori di Roma e con la sensibilità giuridico-religiosa dell’Urbe”.
Uno stralcio del libro
Un altro esempio ancora delle lezioni che Apollonio ritraeva dagli ordinari incidenti della vita: un giorno ad Efeso, trovandosi in uno degli ombrosi viali che circondavano la città, Apollonio spiegava ai suoi uditori come si debba aiutarsi gli uni gli altri. Molti passeri stavano appollaiati sopra un albero vicino, immobili e silenziosi. D’improvviso comparve un altro passero che si mise a cinguettare come se il medesimo annunciasse qualche cosa; tutti allora si diedero a cinguettare e si slanciarono dietro di lui. I superstiziosi uditori di Apollonio colpiti dalla condotta di questi passeri, vi cercarono un presagio. Ma Apollonio continuò il suo sermone. Egli spiegò che il passero venuto da prima solo, aveva invitato i suoi amici a un banchetto, in quanto un piccolo garzone, a causa d’una caduta in un sentiero vicino, aveva sparso del grano che portava dentro un recipiente. Questo garzone non ne aveva raccolta che una parte, poi se ne era andato. Il piccolo passero, avendo scorti questi grani sparsi, aveva immediatamente ricercati gli altri passeri per invitarli in certo qual modo a questo festino. La folla corse a verificare il fatto e poi ritornò mandando grida di meraviglia e d’ammirazione, sicché Apollonio soggiunse: «Voi vedete come i passeri si soccorrono tra loro e come essi condividono volentieri i loro beni. Gli uomini invece non approvano questo, ma per contro se vedono taluno partecipare i propri beni ad altri, lo tacciano di stravagante, di prodigo oppure con altri nomi simili, e inoltre battezzano quali adulatori e parassiti coloro che accettano una tale partecipazione. In siffatta condizione di cose, che ci resterebbe dunque a fare, se non di rimanercene in casa nostra e, come i volatili, da ingrassarsi, ingozzarci all’ombra fino a crepapelle?»
La casa editrice
Editore dal 2002, Paolo Izzo, alter-ego della Stamperia del Valentino, gestisce con estremo rigore le scelte editoriali della sua “creatura”. Il risultato è un catalogo di alto profilo sia nell’ambito della cultura napoletana, che in quello della produzione di stampo umanistico, esoterico e storico.
La Stamperia del Valentino vuole riportare all’attenzione del pubblico la Napoli colta, folkloristica e letteraria. A tal proposito seleziona opere rivolte al curioso colto come allo studioso, con un occhio all’originalità e completezza dei temi proposti.
Il saggio Che fine ha fatto Città della Scienza. Un giallo napoletano o una metafora del Mezzogiorno? (Guida editori, 2022) scritto da Diletta Capissi, con la prefazione di Marco Demarco, sarà presentato giovedì 24 novembre alle ore 17:30 in Villa Fernandes (via Diaz 144, Portici), nell'ambito della programmazione del Portici Science Cafè.
Si presenta martedì 22 novembre alle 16 a palazzo Corigliano in piazza san Domenico maggiore 12, il saggio inchiesta “Il centravanti e la Mecca” (Paesi edizioni), a cura di Rocco Bellantone con prefazione del Rettore Roberto Tottoli, che saranno presenti insieme a Gennaro Gervasio, docente di Storia dei paesi islamici all’Università Roma Tre.
Come ha fatto una forza nata dal nulla a conquistare partendo dalla Rete il centro della scena politica nazionale in pochi anni e poi a crollare altrettanto rapidamente? Quella dei Cinque Stelle è una storia unica e piena di paradossi. Il Movimento si basa sul web ma è spesso accusato di verticismo, ha avuto il più grande numero di parlamentari ma vanta il record di addii, ha fatto della giustizia uno dei suoi punti cardine ma è alle prese con continue controversie legali. Emanuele Buzzi, che ha seguito a lungo gli Stellati per il «Corriere della Sera», ne racconta ora la storia segreta, i dieci anni di ascesa, di trasformazione e forse di ritorno alle origini. È un percorso inedito che incrocia rapporti personali e retroscena rimasti nel cassetto, dai disegni di Gianroberto Casaleggio ai proclami di Beppe Grillo, dall'affermazione di Luigi Di Maio alle scelte ribelli di Alessandro Di Battista, dalla macchina del consenso Rousseau alle mosse di Virginia Raggi, dal ruolo di Roberto Fico al governo di Giuseppe Conte e alla scissione tra due anime della forza politica ormai inconciliabili. Fatti e misfatti di un Movimento anti-sistema arrivato al governo del Paese per poi ripudiarlo. Una parabola fatta di alleanze, scontri e veleni personali che hanno inciso, e non poco, nella storia recente della Repubblica.
Sabato 12 novembre 2022 a Boscotrecase, nella chiesa Ave Gratia Plena, dopo la celebrazione eucaristica officiata da don Antonio Balzano, parroco della chiesa detta L’Annunziatella, considerata uno dei luoghi di culto più belli e antichi alle falde del Vesuvio, come ha ricordato don Antonio Balzano nel suo intervento di saluto, più volte visitata, perché rimasto affascinato, dal Beato Bartolo Longo, si è tenuta la presentazione del libro di Antonio Cirillo “A lume di memoria. La civiltà orizzontale” edito da Il quaderno edizioni.
presieduta dal vulcanico Antonio Giordano, edito dall’associazione culturale di Boscoreale Il Quaderno Edizioni, presieduta da Stefania Spisto, è stata l’occasione per rivivere, come ha scritto l’autore, “La civiltà orizzontale quella delle cortine, cortili in dialetto, delle quali era un tempo disseminata la fertile campagna vesuviana, uno spazio libero intorno a cui vivevano decine di famiglie contadine e dove si trascorrevano le giornate facendo vita sociale in comunità, in solidarietà e in rivalità”. Antonio Cirillo, già magistrato, collaboratore di importanti testate giornalistiche come Il Mattino e il Roma, scrittore e vincitore di premi letterari, da sempre impegnato culturalmente e nel sociale, ha contribuito con il suo lavoro e il suo impegno a dare visibilità e lustro alla cultura non solo della cittadina di Boscotrecase, dove è nato, ma a tutto il territorio vesuviano. Su questo libro di Antonio Cirillo, scritto con linguaggio chiaro e semplice, quasi a ripercorre anche il modo di comunicare che veniva usato quando ci si riuniva nelle cortine, si è sviluppata una interessante riflessione sul fenomeno del ritorno alle proprie origini, rivolto soprattutto alle nuove generazioni per non dimenticare la propria identità, per descrivere luoghi, fatti e personaggi. Un excursus per rivivere gli usi e i comportamenti delle persone che vivevano i cortili, agorà per vivere anche in solidarietà e in modo semplice, aiutandosi a vicenda nella vita quotidiana anche se, come scrive l’autore “le cortine erano il terreno di incontro e di scontro di ragazzi e ragazze che, nei loro contrasti e nelle loro riconciliazioni, si esercitavano ad affrontare e superare i futuri ostacoli della società, il teatro dei primi amoreggiamenti e delle prime scazzottate per gelosia, l’aia comune di allevamento degli animali domestici e di essiccazione delle conserve, la ribalta delle gioie condivise – le nascite, le cresime, i matrimoni – ma anche del compianto funebre, confortato dal consuòlo alimentare dei parenti”.
Nella splendida cornice del Piano Nobile di Palazzo Foscolo, location prestigiosa, dal punto di vista sia urbanistico che culturale, della bellissima e operosa cittadina di Oderzo, nel trevigiano, si è tenuta l’attesa manifestazione di presentazione dell’opera dell’ebolitano Roberto D’Elia, dal titolo “Formazione 4.0: il futuro”, edita dalla GoldenGate Edizioni di Roma. Nell’introdurre l’evento, il senatore Raffaele Lauro, curatore del rivoluzionario manuale, nella duplice versione in italiano e in inglese, dopo aver magnificato la storia dell’antico “municipium” romano, centro strategico di attività agricole e commerciali dell’impero, dal I secolo d. C. a oggi, ha letto alla platea degli industriali, degli imprenditori, dei manager e degli operatori commerciali veneti, un significativo messaggio augurale per l’iniziativa, pervenutogli, per l’occasione, dal prefetto di Treviso, S. E. Angelo Sidoti. Questi, tra l’altro, ha scritto: “La formazione 4.0 rappresenta la chiave di volta per raggiungere gli obiettivi strategici che abbiamo di fronte, perché essa può e deve rappresentare, per ogni realtà produttiva, un’opportunità sulla quale necessariamente investire il massimo delle risorse disponibili, pubbliche e private”. Nell’intervento di saluti istituzionali, il sindaco di Oderzo, ingegnere Maria Scardellato, ha sottolineato l’impegno costante della sua amministrazione a promuovere l’ammodernamento tecnologico e digitale del tessuto industriale della città. Allo stesso modo, la neo deputata al Parlamento, onorevole Marina Marchetto, ha esaltato la formazione, come cultura, alla base dello sviluppo economico, e si è impegnata a seguire, nel dibattito sulla legge di bilancio 2023, il capitolo delle risorse da destinare al welfare aziendale, a partire dalla formazione. Dal canto suo, il consigliere della Fondazione Oderzo Cultura, dottor Roberto Carrer, a nome della presidente, professoressa Maria Teresa De Gregorio, si è detto onorato di poter ospitare, presso la loro sede di Palazzo Foscolo, una manifestazione di livello nazionale e di interesse per l’economia locale, provinciale e regionale. Interessanti spunti di riflessione, nel merito del libro e, in generale, per il futuro aziendale, nella formazione dei dipendenti, negli equilibri finanziari delle imprese, nella ricerca&sviluppo, nella robotica applicata ai processi produttivi, nonché nella transizione digitale e tecnologica del mondo produttivo e del lavoro, sono stati offerti dai due autorevoli relatori: il presidente della Camera di Commercio di Treviso Belluno, Mario Pozza, e il presidente della Confartigianato Oderzo Motta, Armando Sartori. Il direttore dell’Unità Organizzativa di Formazione della Regione Veneto, dottor Fabio Menin, ha illustrato, infine, tutte le iniziative di formazione, a livello regionale, per inserire i giovani, adeguatamente formati, anche a livello informatico, nelle strutture produttive e industriali del Veneto. L’autore dell’opera, dottor Roberto D’Elia, dopo i ringraziamenti di rito a quanti hanno reso possibile la presentazione pubblica del suo lavoro a Oderzo, ha spiegato e chiarito, nei dettagli, la funzionalità del metodo formativo da lui teorizzato, in base a una decennale esperienza consulenziale a livello nazionale, metodo applicabile alle piccole, medie e grandi imprese, con i relativi vantaggi fiscali. Il successo della manifestazione è stato sancito dai reiterati applausi dei numerosi imprenditori presenti, vivamente interessati all’opera di D’Elia e al dibattito seguito. Lauro, in chiusura, ha annunziato le prossime tappe del tour di presentazioni 2022, che si terranno rispettivamente a Roma e a Eboli.
Lo scrittore sorrentino Raffaele Lauro presenta a Palazzo Foscolo, sabato 5 novembre, ore 16.30, il libro del salernitano Roberto D’elia “Formazione 4.0: il futuro”. Interverranno il Sindaco di Oderzo e il presidente della Fondazione Oderzo CulturaDopo il successo, anche mediatico, della presentazione, in anteprima nazionale, a Salerno, nel salone di rappresentanza dello storico Palazzo della Provincia, del libro di Roberto D’Elia “FORMAZIONE 4.0: IL FUTURO - Ricerca, sviluppo e innovazione nella formazione aziendale. Il modello REP.A.RE.T”, edito dalla GoldenGate Edizioni di Roma, prosegue il tour delle presentazioni con il programmato appuntamento nella bella e operosa cittadina di Oderzo. L’evento, non solo altamente culturale, ma significativo per la ripresa economica e produttiva del prezioso e ricco tessuto imprenditoriale della provincia trevigiana, sarà ospitato, per gentile concessione della Fondazione Oderzo Cultura, sabato 5 novembre 2022, alle ore 16.30, presso il Piano Nobile del prestigioso Palazzo Foscolo, in via Garibaldi, 65, e sarà introdotto e moderato dal curatore e prefatore dell’opera, lo scrittore e saggista, ex prefetto e senatore della Repubblica, Raffaele Lauro. In apertura, prenderanno la parola, per i saluti istituzionali e le considerazioni di merito, il sindaco di Oderzo, Maria Scardellato, e il presidente della Fondazione Oderzo Cultura, Maria Teresa De Gregorio. Seguiranno gli interventi dei relatori: Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno, Armando Sartori, presidente Confartigianato Imprese Oderzo Motta e Carlo Antiga, presidente Banca Credito Cooperativo Prealpi San Biagio. Terrà le attese conclusioni Fabio Menin, direttore Unità Organizzativa Formazione della Regione Veneto. Seguiranno i ringraziamenti dell’autore, Roberto D’Elia, che ha dichiarato: “Legato professionalmente, come consulente nazionale della Formazione 4.0, al mondo delle imprese del Veneto, sono sinceramente grato agli amici Giuliano Rorato, Roberto Carrer, Ivanoe e Giordano Chiaratti, per aver fortemente voluto questo incontro di riflessione pubblica sul mio manuale, che illustra un nuovo metodo di formazione, da me elaborato sulla base delle esperienze professionali, maturate nel tempo. Sono onorato, altresì, per la partecipazione delle importanti rappresentanze istituzionali della città e della regione, nonché, nella qualità di relatori, di prestigiosi esponenti del mondo economico-finanziario del Veneto”.
La nuova iniziativa dell’Associazione Vivoanapoli Associazione di Promozione Sociale presieduta da Emilia Leonetti, e della Fondazione Guida alla Cultura – Ente del Terzo Settore presieduta da Diego Guida
Per la collana I Polifemi di Stamperia del Valentino, arriva in libreria “Sulla fine dei tempi” di Luigi Angelino (euro 18, pagg 164).