Libri

PRESENTAZIONE LIBRO
NUOVI CITTADINI. Diventare italiani nell’era della globalizzazione
di Salvatore Strozza, Cinzia Conti, Enrico Tucci
Edizioni Il Mulino, 2021

Martedì 7 giugno 2022 ore 15.30
Officine Gomitoli
Lanificio, Piazza Enrico De Nicola, 46 Napoli

L'iniziativa rientra tra le attività ricreative e culturali della rassegna Giugno dei Giovani 2022 del Comune di Napoli


Locandina presentazione libro Nuovi Cittadini 250Martedì 7 giugno, nella sede di Officine Gomitolo all’ex Lanificio di Piazza Enrico De Nicola, dalle ore 15.30 si presenta il libro NUOVI CITTADINI. Diventare italiani nell’era della globalizzazione di Salvatore Strozza, Cinzia Conti e Enrico Tucci. Introduce Elena de Filippo, Presidente Dedalus cooperativa sociale È previsto l’intervento di Non siamo (ius) soli giovani fruitori e fruitrici degli spazi pomeridiani interculturali dedicati allo studio e alla creatività che accolgono il pubblico giocando al Gioco dell’Oca sulla cittadinanza. A dialogare con Salvatore Strozza e Cinzia Conti ci sono Achouek Zouari e George Osayande, peer tutor del progetto B.Es.T; Ruwani Perera e Fatima Ouazri, operatrici interculturali Dedalus; Chiara Marciani, Assessora Politiche Giovanili Comune di Napoli; Nilla Romano, Docente vicaria I.C. Bovio Colletta. Modera Ismahan Hassen, operatrice interculturale Dedalus.
La società italiana sta diventando sempre più multiculturale. Negli ultimi anni la popolazione residente ha preso a trasformarsi in un insieme più complesso ed eterogeneo di individui per via di importanti cambiamenti, lenti ma strutturali. Oltre ai 5 milioni di stranieri residenti, oggi vivono stabilmente in Italia più di 1 milione e 500 mila nuovi cittadini, cioè persone straniere alla nascita che sono poi diventate italiane.
Il volume dà volto e voce alle ultime generazioni, ai nuovi e nuove italiane, mostrando le loro caratteristiche, ricostruendo i percorsi di accesso alla cittadinanza, individuando le ragioni che ne hanno determinato le scelte e tracciando le prospettive che il futuro riserva loro. Figlie e figli di stranieri, nati sul territorio italiano, devono attendere il 18esimo anno di età per accedere alla cittadinanza, che è un riconoscimento formale ma anche identitario. Consente di godere degli stessi diritti in ambito politico, elettorale, ma anche di potersi spostare in Europa, per studio, lavoro. L’acquisizione della cittadinanza è per molte persone il raggiungimento di un traguardo o il riconoscimento dell’appartenenza alla comunità nazionale. In un mondo sempre più interconnesso riconoscere l’appartenenza a persone che sono diventate parte integrante e costitutiva della nostra società vuole dire collegarsi con altre realtà del pianeta capaci di produrre occasioni di progresso.

Salvatore Strozza, è ordinario di Demografia dell’Università Federico II di Napoli, coordina il Master in Gestione delle migrazioni e dei processi di accoglienza e inclusione, è Presidente della Società Italiana di Economia Demografia e Statistica. Cinzia Conti è ricercatrice presso l’Istituto Nazionale di Statistica.
Il Gioco dell’Oca sulla Cittadinanza, di cui daranno un assaggio le ragazze e i ragazzi che frequentano il laboratorio interculturale di Officine Gomitoli, è nato con l’obiettivo di sensibilizzare e informare sulla legge 91/1992 che regola il diritto alla cittadinanza italiana. Una legge ormai superata, che presenta un iter tortuoso e complicato per le seconde generazioni. Permette di conoscere, in maniera ludica, attraverso imprevisti e difficoltà, le complicazioni che si incontrano nella trafila che si è costretti a sperimentare per diventare cittadine e cittadini italiani.

locandina evento 7 giugno 250Ottaviano onora le donne che contribuirono alla nascita della Repubblica Italiana. Lo farà con la presentazione del libro di Eliana Di Caro Le Madri della Costituzione (ed. Il sole 24 Ore) giornalista del Sole 24 Ore e storica. La manifestazione è promossa dalla sezione Fidapa locale, dalla associazione culturale Dies Artis Semper e dall’Amministrazione Comunale. “La presentazione del libro di Eliana Di Caro a Ottaviano è l’ennesima testimonianza dell’attivismo dell’associazionismo in città, sempre teso a fare proposte culturali valide. Ringrazio di cuore la Fidapa e Dies Artis Semper che hanno voluto organizzare l’iniziativa. Peraltro, nel libro viene citata anche una ottavianese, Maria De Unterrichter Jervolino, che fu eletta nell’Assemblea Costituente: un motivo in più per accogliere con orgoglio e soddisfazione questa presentazione “ afferma il sindaco Luca Capasso.“ Queste 21 donne di cui parleremo sono state straordinarie, con la loro determinazione hanno avuto un ruolo significativo per l’affermazione della democrazia in Italia, siamo ben felici di ricordarle” afferma Elvira Troianiello presidente della Fidapa ottavianese. 21 furono le madri costituenti e tra esse cinque svolsero questo ruolo insieme ai mariti. Una di queste coppie fu quella di Angelo Raffaele Jervolino e Maria De Unterrichter. Di origini ottavianesi il primo altoatesina la seconda che a seguito del coniuge spesso soggiornò nel paese vesuviano e ebbe forti relazioni in particolar modo con il sindaco di allora il cav Enrico Jervolino. “Con questo evento intendiamo avviare una progettualità tesa a fare Memoria di questi nostri illustri concittadini verso cui gli italiani tutti hanno un debito di riconoscenza. Mi emoziona molto pensare che la nostra bella Costituzione italiana ha una matrice ottavianese. In questo evento attenzioneremo particolarmente la figura di Maria De Unterrichter grazie al libro di Eliana Di Caro ma seguiranno altre manifestazioni dedicate ad entrambi i coniugi Jervolino-DeUnterrichter. Furono antifascisti e pagarono un prezzo altissimo per questo. La loro storia fatta va fatta conoscere e indicata a modello” dichiara Rosa Carillo Ambrosio presidente della Dies Artis Semper

La presentazione vedrà la partecipazione oltre che dell’autrice anche di Francesca Russo, vicepresidente della Fondazione Nilde Jotti e docente di storia delle dottrine politiche all’Unisob ma soprattutto nipote dei coniugi Jervolino in quanto figlia di Rosa Russo Jervolino più volte ministro e sindaco di Napoli.

L’appuntamento è alle ore 18:00 presso la sala consiliare Pasquale Cappuccio del comune di Ottaviano in p.zza San Francesco.

Maggio dei libri 250Il libro è una porta verso pianeti straordinari e avventure incredibili, e soprattutto lo strumento fondamentale per orientarsi in un mondo che riscrive continuamente se stesso. Il Centro per il libro e la lettura – istituto autonomo del Ministero della Cultura – per la dodicesima edizione de Il Maggio dei Libri promuove al Salone Internazionale del Libro di Torino, dal 19 al 23 maggio, il ciclo di incontri Leggere al futuro. Si parte da un importante appuntamento sulle città Capitali italiane del libro e si continua a riflettere sul futuro della lettura attraverso quattro incontri in cui gli autori ospiti – da Dacia Maraini a Piergiorgio Odifreddi, da Luca Serianni a Maurizio Ferraris, da Fabio Geda a Deny Menghini – indagano le ragioni profonde che hanno permesso ai libri di sopravvivere nel tempo, restandone sempre gli interpreti primari.

Dopo Chiari nel 2020 e Vibo Valentia nel 2021 è Ivrea la Capitale italiana del libro 2022: l’appuntamento d’apertura di Leggere al futuro dedicato alle città Capitali italiane del libro è in programma giovedì 19 maggio (ore 16, Sala Lisbona). Un momento per discutere del ruolo centrale di queste realtà nella valorizzazione della lettura, immaginando il libro come elemento fondamentale del sistema sociale, culturale e politico del nostro Paese. Paola Passarelli (direttore generale Biblioteche e Diritto d’autore), Marino Sinibaldi (presidente del Centro per il libro e la lettura), Angelo Piero Cappello (direttore del Centro per il libro e la lettura), Paolo Verri (Coordinatore di Ivrea 2022), Stefano Sertoli (sindaco di Ivrea), Maria Limardo (sindaco di Vibo Valentia) e Massimo Vizzardi (sindaco di Chiari) si confrontano e provano a scrivere insieme un manifesto della lettura del futuro.

Ma il futuro si può interpretare solo conoscendo il presente: venerdì 20 maggio, nella seconda giornata del Salone, il Centro per il libro approfondirà questa suggestione con due incontri. Si parte alle10.30 con l’evento, rivolto a giovani e studenti, Chiavi di lettura (Sala Oro) che vede la scrittrice Dacia Maraini e il matematico e saggista Piergiorgio Odifreddi, in dialogo con Angelo Piero Cappello, confrontarsi sui libri che secondo la loro opinione hanno “aperto” nuovi orizzonti su argomenti ritenuti particolarmente significativi, favorendo una riflessione seria, concreta e stimolante sulle questioni che caratterizzano il presente. Gli incontri proseguono nel pomeriggio con Istruzioni per l’uso dei libri nel terzo millennio (ore 17.15, Sala Madrid) dove Marino Sinibaldi e il linguista Luca Serianni si interrogano sul confine fra carta e parole per scoprire come verrà utilizzata la lingua scritta, quali strumenti la veicoleranno e se riuscirà ad assimilare, trasformandoli in ricchezza, tutti gli stimoli che vengono da un mondo dinamico e globalizzato come il nostro.

Alla funzione terapeutica dei libri è dedicato l’incontro Libri per pazienti pediatrici in programma sabato 21 maggio (ore 17.15, Sala Lisbona): in collaborazione con l’Ospedale Bambino Gesù di Roma, l’appuntamento vede in dialogo Angelo Piero Cappello con la psicologa e psicoterapeuta, Deny Menghini. Dal rotolo al codice, dai manoscritti agli incunaboli: sono tante le forme che i libri hanno avuto nel corso della storia. A chiusura del ciclo, il 22 maggio, Marino Sinibaldi, il filosofo Maurizio Ferraris e lo scrittore Fabio Geda discutono di Come cambiano i libri (ore 16.15, Sala Lisbona), considerando non solo l’aspetto materiale ma anche l’evoluzione del loro ruolo sociale e politico all’interno della società.

Il ciclo di incontri Leggere al futuro si inserisce all’interno de Il Maggio dei Libri, la campagna del Centro per il libro che promuove la lettura e che fino al 31 maggio invita a realizzare iniziative ispirate al tema istituzionale ContemporaneaMente. Leggere per comprendere, un gioco di parole che rappresenta lo spirito sempre attuale del progetto e la sua capacità di stimolare pensiero critico, confronto e dialogo. A oggi, la campagna conta già oltre 3.300 iniziative.

 

 

Domani a Caserta
Enrico Ianniello presenta il suo ultimo libro al liceo Manzoni
«Alfredino, laggiù»: un romanzo sulla storia che sconvolse l'Italia


liceo manzoni caserta 200Un graditissimo ritorno al liceo Manzoni di Caserta quello di Enrico Ianniello, già autore di romanzi di successo, oltre che attore, regista ed interprete casertano. Mercoledì 27 aprile sarà nuovamente nell’Aula Magna del rinomato liceo casertano, guidato dalla Dirigente Scolastica Adele Vairo, per presentare il suo ultimo libro “Alfredino, laggiù”. L’evento sarà introdotto dalla Dirigente Adele Vairo e a moderare l’incontro sarà il conduttore radiofonico di Radio Marte, Gigio Rosa. Ne parlano con l’autore Maria Varone e Alda Della Selva, docenti del Dipartimento di Lettere del liceo Manzoni. «L’azione del liceo Manzoni è da sempre improntata alla valorizzazione e alla promozione della cultura – ha commentato la preside Adele Vairo – la presenza di artisti, come Enrico Ianniello, nel nostro liceo è una testimonianza viva di quanto per noi sia fondamentale programmare incontri unici per i nostri allievi. L’opportunità di confrontarsi con i grandi testimoni dell’editoria e della narrazione contemporanea si configura come occasione per far sì che i nostri “manzoniani” possano davvero apprezzare la bellezza della cultura». L’incontro con Ianniello sarà trasmesso in diretta sui canali social del Campus Manzoni. Del volume saranno letti alcuni passi dagli alunni del Laboratorio di Teatro Classico. A quarant’anni dalla tragedia di Alfredino Rampi, Ianniello torna, con un romanzo di commovente dolcezza, all’incidente che sconvolse il Paese segnando, per molti aspetti, una cesura dopo la quale niente è più stato come prima.

 

Viandanti. Itinerario Storico, Culturale e Mitologico alla scoperta del Mezzogiorno

Copertina Viandanti 250Venerdì 25 Marzo 2022 uscirà in tutte le librerie Viandanti Itinerario storico, cultuale e mitologico alla scoperta del Mezzogiorno di Giovanni Cardone & Marco Scarfiglieri con la Prefazione di Rosario Pinto edito da LFA Publisher casa editrice NoEap e sarà presto online. La suddetta casa editrice parteciperà al Salone del Libro di Torino dal 19 al 23 Maggio 2022 è li troverete anche il nostro volume. Vi è un filo rosso che lega la cultura del Mezzogiorno d’Italia, un itinerario lungo una memoria sempre vivida e una modernità in costante evoluzione, un viaggio che a suo modo connette Caravaggio a Maradona, una terra mitica alla sua natura, il mistero dei culti ai riti della contemporaneità. Il lettore come un viandante si addentra nei meandri luminosi come in quelli più oscuri delle terre più a sud della penisola italiana. Un peregrinare tra i pensieri di alcuni grandi maestri, tra la storia e il culto, tra i luoghi e i riti, tra racconti e vite di alcuni dei più celebri personaggi che hanno vissuto o solcato questa fervida terra. Di Mezzogiorno affermano gli autori: si è scritto tanto, forse troppo, forse poco, a volte bene, a volte meno. Allora, in tempi che ci hanno visto viaggiare poco e nell’attesa di tornare a toccare con mano quanto il nostro Mezzogiorno ha da offrirci, abbiamo proposto un viaggio attraverso e sull’onda della letteratura. Le pagine di un libro possono spalancare mondi straordinari anche sulla storia, sui culti, i riti, i rituali e miti che da sempre segnano l’anima, il carattere e la geografia di questa terra. I culti e i riti potremmo immaginarli come memorie collettive essenziali quindi per definire l’identità di un popolo. A Napoli si parte sin dalla sua fondazione, basti pensare al mito di Partenope. Ma culti e devozioni, come abbiamo già accennato in apertura, scrivono pagine di storia ancora oggi. Il Mezzogiorno d’Italia ha una sola alternativa per potersi rilanciare, un qualcosa che dentro di sé racchiude un universo sconfinato, il Mezzogiorno stesso. Un crocevia di antico e moderno, di cristiano e pagano, di mito e agiografia, una distesa straordinaria di bellezze naturali e di incanti culturali. Il Mezzogiorno dovrebbe ripartire da mirate campagne culturali, strategie che riescano a valorizzare territorio ed economia, senza mai perdere di vista l’obiettivo principale, il rilancio di una parte d’Italia che meriterebbe, talvolta, più rispetto e considerazione da chi di dovere. Ovviamente la ripresa passa anche da chi questa terra la vive, ciascuno ovviamente a suo modo e con i suoi mezzi, Peregrini prima, Viandanti poi, si sono posti in questa direzione. Infine gli autori dicono che : “I viandanti e i peregrini del Terzo Millennio ricercano nella memoria qualcosa di nuovo, uno spiraglio di diversità, orme del passato, sentieri del presente, strade che conducano al futuro.”
Biografia Giovanni Cardone
Saggista, storico dell’arte e critico d’arte, docente di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea presso istituzioni universitarie e di alta formazione. E’ autore di numerosissimi volumi monografici dedicati a personalità dell’arte contemporanea ed è stato curatore di numerosissimi eventi espositivi, congressuali e di convegni. Ha collaborato e collabora tuttora con numerose riviste e quotidiani con articoli e saggi, storici e critici. Collabora con l’Istituto delle Scienze e del Patrimonio Culturale C.N.R. Ha diretto importanti gallerie pubbliche di arte contemporanea ed ha svolto attività di ricerca e di studio in contesti accademici e in istituzioni universitarie e di alta formazione . Collabora con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e con l’Archivio Diocesano e con Centro Studi Storici Cola d’Alagno. Nel 2014 diviene Accademico Onorario Università Svizzera Italiana, mentre nel 2015 gli viene conferita la Laurea Honoris Causa in Storia dell’Arte presso l’Università Svizzera Italiana, dove è membro del Senato Accademico. Scrive per la Rivista Storica «Nuovo Monitore Napoletano» la quale collabora con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Archivio Diocesano e Società di Storia Patria. Ha scritto di recente Astrattismo e Futurismo Idee per un rinnovamento della ricerca artistica dell’esordio del ‘900, Valori Plastici e il Clima di Ritorno all’Ordine in collaborazione con Rosario Pinto, editi da Printart Edizioni Salerno. Da saggista ha scritto per Prospettiva Editrice Riti e Rituali a Napoli in Campania e nel sud Italia e Peregrini a cura di Giovanni Cardone edito da Santelli Editore.
Biografia Marco Scarfiglieri
Storico, saggista, editor, agente letterario, giornalista pubblicista, opinionista per la trasmissione Rai Passato e Presente. Curatore del Progetto Editoriale e Saggista di Peregrini. Cammino tra i culti, i riti e i rituali del Mezzogiorno d’Italia, edito da Santelli (2021). Redattore e responsabile dell’area culturale per il magazine online «Terre di Campania» dal 2015. Nel 2019 curatore dei contenuti per il progetto di alternanza scuola-lavoro (Associazione Terre di Campania) presso la scuola I.P.S.E.O.A. “I Cavalcanti” di Napoli, e autore della relativa lezione Campi Flegrei, appuntamento con il Mito e la Storia. Relatore nel dicembre 2018 al convegno d’apertura della rassegna Mangiatoria e Mangiatoia tenutasi nel Palazzo Aragonese di Palma Campania, durante il quale presenta Il Palazzo Aragonese di Palma Campania e la sua storia. Nel gennaio 2016 al convegno Le radici del male organizzato dall’associazione Rosa Bianca, presenta e discute in quanto relatore l’intervento Medz Yeghern. Il Genocidio Armeno. Dal 2015 al 2019 da freelance è editor e curatore dei contenuti culturali di numerosi progetti e iniziative dell’agenzia di comunicazione e marketing Sema. Cantautore, nel 2021 lancia i suoi primi singoli, Campo di Stelle e Guarigione. Con le mie parole e la mia cultura spero di dare voce all’anima candida di questa terra.

 

 

 

Foto copertina libro 250 Una testata giornalistica come “Lapilli” poteva mai lasciarsi sfuggire l’occasione di dedicare un pezzo al giallo dell’anno che vede tra i protagonisti il Vesuvio e la sua gente?
Ovviamente no.
Tantomeno se il romanzo è scritto da un vesuviano doc: il giornalista Giovanni Taranto.
E men che mai se c’è un’ottima notizia da dare: il Capitano Giulio Mariani raddoppia.
L’investigatore dei Carabinieri, protagonista de “La fiamma spezzata” (Avagliano Editore), tornerà prestissimo con la seconda delle sue inchieste, piazzandosi di diritto tra i volumi da non perdere per la prossima estate.
La conferma dell’imminente pubblicazione del nuovo “noir vesuviano” imperniato sulle inchieste del detective dell’Arma è arrivata di recente, durante la serata che il salotto letterario della Galleria Barbato di Scafati ha dedicato al giallo d’esordio del “nerista” di Torre Annunziata, da sempre impegnato nella lotta alla criminalità organizzata. A moderare l’incontro, tra le opere d’arte della location curata da Franco Barbato e Marisa Nastro, la giornalista Stefania Falco. Ospiti, e interpreti di alcuni avvincenti brani del romanzo, l’attore Giovanni Caso, noto al grande pubblico soprattutto per i successi della fiction “Un posto al sole”, e l’agente letterario Carla Fiorentino, che tanto ruolo ha avuto nel far arrivare il Capitano Mariani al grande pubblico. Una bella trovata ha caratterizzato ulteriormente la serata: fra quadri, sculture e oggetti d’arte, anche la proposta originale dell’Erboristeria Paluna, che ha offerto agli intervenuti una serie di bevande naturali create basandosi su particolarità e caratteri dei personaggi principali de ‘La fiamma spezzata’: il Capitano Mariani, la Pm napoletana Clara Di Fiore, il giornalista Alfano e i sottufficiali Di Filippo e Soriano.
Dunque è vero e gli appassionati possono gioire? Possiamo confermare che torna, con le sue indagini, il Capitano romano dei Carabinieri mandato a operare ai piedi del Vesuvio?
“Mariani non ha mai lasciato il servizio. E’ pienamente operativo, come si dice nel gergo dell’Arma. Per lui è ben lontano il momento di andare in congedo. – spiega l’autore - Ha una lunga carriera davanti a sé. E molti casi da risolvere.”
Dopo i successi al Salone Internazionale del libro di Torino, alla fiera dell’editoria di Roma, al Festival del Giornalismo e in tante altre importanti rassegne, si era già conclamato il successo di Mariani. Il pubblico lo ha accolto benissimo.
“Ne sono molto felice. E ce lo hanno confermato i dati. La fiamma spezzata è uscito in anteprima nazionale il 18 marzo 2021. In piena pandemia. La prima tiratura del romanzo andòFoto 250 esaurita in soli dodici giorni. Ora siamo alla necessità di una quarta tiratura. E in dodici mesi il nostro Capitano ha girato tutta Italia, con quasi cinquanta presentazioni dal vivo, oltre sessanta recensioni da parte della stampa nazionale e locale, è stato ospite di programmi Tv e radiofonici, di presentazioni on line, e di tanti incontri con gli studenti di diverse scuole, dove il testo è stato molto apprezzato per la sua capacità di spiegare temi delicati anche ai più giovani. Con un risultato così, non potevamo che accelerare l’uscita della sua seconda inchiesta”.
Si parlava da mesi di un nuovo giallo incentrato sulle inchieste del comandante della Compagnia di San Gioacchino. Possiamo già anticiparne il tema?
“Nella prima inchiesta Mariani si era occupato di un enigma singolo: una delicata indagine sulla sorte di un giovane Carabiniere trovato morto. Un caso archiviato come suicidio. ‘La fiamma spezzata’ aveva come nucleo quell’unico importante evento, anche se contornato da altri casi minori e paralleli. Stavolta, invece, le cose saranno molto diverse. Il Capitano dovrà affrontare molti più misteri, che ne metteranno alla prova ogni capacità intellettiva, deduttiva e operativa. Dovrà arginare una serie di eventi incalzanti e a tratti tragici. Il lettore dovrà stargli dietro, ma avendo sempre e comunque tutti gli elementi che Mariani scoprirà, man mano che questi emergeranno”.
Il tutto avverrà ancora nel cuore del territorio Vesuviano? Come si intitolerà il nuovo romanzo?
“Anche questa volta tutto si svolgerà ai piedi del nostro vulcano. Ma posso anticiparvi che non sarà sempre così, in futuro. A volte le indagini portano lontano da casa… In quanto al titolo, per ora è coperto dal necessario riserbo. Possiamo accennare che avrà il giusto tono di mistero che solleticherà la curiosità dei lettori. E che già quello sarà un piccolo enigma che i lettori potranno sciogliere con la lettura del romanzo”.
Le storie al centro del primo romanzo saranno collegate ai casi di cui Mariani si occuperà in questo secondo giallo?
“I protagonisti principali sono gli stessi cui migliaia e migliaia di lettori si sono già affezionati. Ma le storie saranno fruibili autonomamente, anche se legate in senso cronologico: la prima si svolgeva nel periodo natalizio, la seconda in quello di Pasqua. Chi avesse già letto ‘La fiamma spezzata’ ritroverà i personaggi chiave, insieme a molti altri nuovi. Ma chi dovesse imbattersi in Mariani e i suoi per la prima volta, non avrà alcuna difficoltà a godersi a pieno questa seconda inchiesta. Certo, ci auguriamo che poi a ogni lettore del nuovo noir che non conoscesse già ‘La fiamma spezzata’ venga la curiosità di andare a vedere cosa era successo prima…”
Anche questa volta nel romanzo troveremo le tradizioni della nostra terra?
“Sicuro. In ognuno dei miei gialli, la trama investigativa sarà immersa nell’humus composto dalla nostra cultura, coi nostri costumi, il nostro modo di pensare e di vivere. Insomma, la ‘vesuvianità’. E ci sarà il ritratto fedele della nostra terra, nel bene e nel male, senza panegirici ma anche senza sconti. Tutto compreso: bellezze, meraviglie, tesori, ma anche carenze, brutture, piaghe”.
Come è stata accolta questa particolare caratterizzazione dal pubblico di tutta Italia?
“Non certo come limite. Anzi, al contrario: è piaciuta, e sta aiutando a mostrare il volto reale e il vero spirito della nostra terra. E comunque, nei miei romanzi, anche se la vesuvianità ha un ruolo centrale, non mancano mai spunti di tutt’altra matrice. Del resto Mariani è romano. E nelle Caserme dell’Arma c’è un microcosmo in cui è rappresentato tutto lo Stivale. Man mano appariranno personaggi di ogni regione. E in futuro anche le indagini non saranno sempre e comunque ancorate al solo territorio Campano”.
Ha detto che il Capitano ha ancora tanti casi da affrontare. E anche con questa ultima risposta ci lascia presagire più di un seguito. Questo secondo romanzo non sarà l’ultimo?
“Ce lo vede un Capitano dei Carabinieri che non abbia il suo bel da fare? I casi da risolvere sono veramente tanti. E, del resto, la Pm Di Fiore non lascerebbe mai un detective come Mariani con le mani in mano”.
Un personaggio così, e una ambientazione così, sembrano fatti per una trasposizione su schermo. E in tanti già ci sperano. E’ una possibilità reale?
“Effettivamente molti, anche fra gli addetti ai lavori, hanno già commentato che le inchieste di Mariani sembrano già pronte per una sceneggiatura. E non manca qualche primo incoraggiante spiraglio, anche se appare una strada molto lunga da percorrere. Attendiamo altri contatti. E comunque certe cose, per ora, meglio dirle solo sottovoce.”

 

Copertina La pizza fatta in casa 250La pizza napoletana fatta in casa di Davide Civitiello come tutto è iniziato. Onore e merito al casatiello è partito tutto nel 2015 quando ItaliaSquisita ha filmato per la prima volta Davide Civitiello. La genuinità del campione napoletano conquista il web. Decisivo per il percorso di Davide con ItaliaSquisita il video del 2017 a Posillipo dal titolo “la pizza napoletana fatta in casa”un tutorial semplice adatto per tutti che diventa subito storico e virale.La pizza napoletana fatta in casa diventa anche un trend nella scena della pizza contemporanea Campana,grande soddisfazione per Davide Civitiello.
Nel libro di Davide Civitiello c’è tutta la sua vita,la crescita professionale,i sogni,le speranze,le cadute,le sue esperienze gastronomiche la strada percorsa e le conoscenze acquisite.Ci sono i suoi viaggi in giro per il mondo ,le persone che lo hanno sempre sostenuto, ci sono i suoi partner ,la sua famiglia e soprattutto le pizze.Un libro in cui Davide Civitiello ha raccontato attraverso masterclass gli stili,le metodologie per realizzare una vera pizza napoletana nel forno di casa.Un viaggio professionale fatto di impasti, tradizione, esperienze ma soprattutto passione e sacrifici per il suo lavoro.In questo libro Il campione del mondo di pizza napoletana fa l’amore con l’impasto ,svelando tutti i segreti ,perché l’obiettivo di Civitiello non è solo fare le pizze ma insegnare al mondo come si fa la pizza napoletana. Davide Civitiello vive di pizza da quando aveva 9 anni,classe 84 ,pizzaiolo per passione e vocazione,il suo destino a lui ignoto era già scritto nel firmamento e così fu…Un libro che Davide rivolge agli appassionati del mondo della gastronomia ma soprattutto per coloro che non possono fare almeno della pizza a tavola . Benvenuti nel mondo pizza di Davide Civitiello.

Il libro di Davide è una linea guida nella masterclass dove svela passo passo tutti i segreti per una pizza napoletana fatta in casa che non teme il confronto con la pizzeria.

Il libro di Davide Civitiello letto anche nella Casa del Grande Fratello oltre ad una scorta di farina Caputo - Il Mulino di Napoli, arriva anche il mio libro “La pizza fatta in casa” in questo caso del Grande Fratello,a seguire le letture e le ricette il gieffinoDavide Silvestri, protagonista di questa edizione.

 

*note biografiche
Aspettava con ansia il sabato sera: il giorno in cui, secondo una tradizione non scritta ma ormai consolidata negli anni, andava con tutta la mia famiglia in pizzeria. Amava osservare i pizzaioli muovere con destrezza ed eleganza le loro mani negli impasti.Inizia a soli 9 anni a lavorare nella pizzeria “Da Gennaro” di Vincenzo Costa, che lo prese sotto la sua ala protettrice insegnandogli tutti i segreti del mestiere.Poco dopo i suoi 18 anni l’incontro professionale con Rossopomodoro Nel 2013 la vittoria del 12° Campionato Mondiale del Pizzaiuolo “Trofeo Caputo” sancisce l’inizio della sua collaborazione con Caputo, il Mulino di Napoli.

Link per acquisire il libro
https://bit.ly/3DZS0ae_Shop_la_Pizza_fatta_in_Casa

 

Sibylle Lewitscharoff
IL MIRACOLO DI PENTECOSTE

Traduzione di Paola Del Zoppo e Cristina Vezzaro
Del Vecchio Editore, Formelunghe, pag.400, euro 20, in libreria da 7/1/2022

COVER Sibylle Lewitscharoff Il miracolo di Pentecoste 255«Lewitscharoff intreccia una rete così finemente intessuta di allusioni, citazioni e interpretazioni della Commedia, che il suo romanzo è molto più che la vivace rappresentazione di un convegno dantesco: Il miracolo di Pentecoste fa risorgere la poesia di Dante.» Bernhard Viel, «Abendzeitung München»
«Lewitscharoff usa il linguaggio come un’arma di seduzione. Attira i lettori quasi per caso e li trascina all’interno di dispute riguardo il canone della letteratura mondiale. Il miracolo di Pentecoste è letteratura che crea letteratura, tutti dovrebbero leggerlo.» Joachim Dicks, «NDR Kultur»

Con la sua prosa leggera ed eloquente Sibylle Lewitscharoff ci accompagna dalle profondità infernali fino alle Altezze sospirate del Paradiso.
 Protagonista principale nel suo romanzo è infatti la più famosa Commedia della letteratura mondiale attorno a cui ruotano le vicende di 34 dantisti provenienti da tutto il mondo e di un trascinante narratore, tanto ossessionato dalla materialità e dalla razionalità da essere sconvolto nel dover fare i conti anche solo con la parola «miracolo», figurarsi con le sue implicazioni.
Gottlieb Elsheimer, narratore delle vicende e unico tra i suoi colleghi a non essere destinato al paradiso, si trova infatti a ricercare, tra le lezioni del convegno più bello mai vissuto, una spiegazione per il misterioso fenomeno manifestatosi nel giorno di Pentecoste esattamente nel momento in cui il suono a festa delle campane di San Pietro ha raggiunto l’antica sala dei Cavalieri di Malta, sull’Aventino, sede del convegno. Inizia così il nostro viaggio nel mondo di Dante, mistico ma intriso di realismo, un mondo che sembra avere un effetto esaltante quasi psicotropo sui colleghi riuniti e che dirige la realtà del narratore verso un cambiamento imminente e inspiegabile.
In un percorso ideale che va dalla torre di Babele al cenacolo, mescolando i piani narrativi e attingendo, nella costruzione quasi cabalistica dei riferimenti, a teorie letterarie, teologiche e filosofiche Lewitscharoff ci regala un romanzo intriso di ironia e meraviglia, una narrazione che ci porta a investigare il miracolo della conoscenza e dell’immaginazione che svela le effimere differenze tra realtà e creazione poetica.

Sibylle Lewitscharoff
È “la scrittrice” per eccellenza. Nata a Stoccarda, vive a Berlino, in una grande casa, dove c’è spazio anche per le sue altre attività artistiche, tra le quali la composizione e il collage, che talvolta si declinano in immagini per le copertine dei suoi libri. Sibylle Lewitscharoff è inarrestabile. Ha studiato teologia, lavorato come contabile, vissuto a Buenos Aires, a Parigi, per brevi periodi in Italia. Parla molte lingue, ma il codice che conosce meglio è quello della narrazione. I suoi romanzi hanno vinto quasi tutti i premi possibili, tra i più recenti il Premio Büchner, il più importante premio letterario tedesco. Chiamata a tenere le prestigiose lezioni di poetica a Francoforte, a Zurigo e a Kassel (la cattedra Grimm) ha illustrato come la realtà non sia l’unica unità di misura con cui i narratori, e dunque i loro personaggi, devono e possono fare i conti.

 

Napoli, il colore della speranza

E’ il titolo del nuovo libro di don Mimmo Battaglia, Arcivescovo Metropolita di Napoli.

IMG 2492 251“Ecco, chiamato dal Signore a servire questa terra – sottolinea l’Autore – desidero mettermi a servizio della sua luce, lasciandola crescere fino ad arginare ogni buio. E per fare questo credo che il mio colore, quello che ricevo dal Signore e desidero condividere con tutta la città, credenti e non, debba essere quello della speranza”

Edito dalle Paoline, il volume è in questi giorni nelle librerie. Raccoglie interviste, omelie, interventi e preghiere che aprono uno scorcio su quello stile quotidiano con cui don Mimmo Battaglia si fa prossimo alla realtà e la benedice, la sostiene e l’accompagna perché germogli.

“C’è coraggio profondo raccolto in queste pagine - scrive nella Prefazione Chiara Scardicchio – un coraggio che non è forza ma specchio; specchio della pastorale vissuta da monsignor Domenico Battaglia o don Mimmo come da tutti preferisce farsi chiamare. E’ il coraggio di una comunicazione che, tenendo insieme codice materno e codice paterno, non aspira a consolare o a motivare: le sue parole portano nel deserto. Un deserto che è pre-condizione unica della fioritura e che chiede, innanzitutto, che la realtà si chiami e si ami”.

Nella copertina del libro foto/omaggio di Ciro Fusco

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