Salerno

enzo sal centro universoTerzo appuntamento al Ridotto di Salerno per la rassegna “Che comico2022/2023 con Enzo e Sal in “Sketch life” Mancavano dal 2012 ed è stato piacevole ritrovare la loro comicità semplice, pulita ma con contenuto sotteso. Due bravi ragazzi, comici della porta accanto, di quelli che puoi trovare nelle feste familiari e che danno assieme al sorriso, l’affettività. Non sono tanto cambiati da come li ricordavamo, sebbene la loro fisionomia l’abbiamo ripassata in tutti questi anni con la trasmissione televisiva “Made in sud”, che ha dato loro buona visibilità nel circuito nazionale.

Un binomio inscindibile che garantisce uno spettacolo autentico genuino, grazie ad un affiatamento più che decennale. Si sono conosciuti all’età di 16 anni ed hanno pensato che potevano stare insieme per le loro differenti caratteristiche, l’uno (Vincenzo Busto, Enzo) incarnare lo scugnizzo bonaccione, con una mobilità facciale quanto mai espressiva, l’altro (Salvatore Strazzullo, Sal) il sapientino politically correct che prepara e stuzzica la genuinità’ di Enzo e lui a piene mani pesca nelle sonorità del dialetto napoletano il meglio della sua comicità. La coppia non dispiace e si fa apprezzare per la leggerezza e la consapevolezza di mettercela tutta nel far trascorrere in serenità e brio i fedelissimi del Ridotto

Due ore in allegria, perciò, con siparietti allestiti con i soli cambi di giacche, pantaloni e la loro sagacia artistica; sfilano così, sul palco, i pezzi più esilaranti: I condomini, genitori al parco, il bamboccione ed il lavoro, la corsa, i viaggi all’estero, il disabile, per giungere al personaggio più dilettevole, cioè l’incazzatore personalizzato. L’applauso convinto e ripetuto e le risate suscitate dicono, ad Enzo e Sal, la loro bravura e la loro capacità d’intrattenere in maniera garbata e cortese il pubblico.

Enzo e Sal

2008 XIII edizione del “Premio Massimo Troisi”.

2009 XVI edizione del “Bravo Grazie”.

Dal 2009 al 2014 6 edizioni di “Colorado” in prima serata italia1

Dal 2009 ad oggi tutte le edizioni di “Made in Sud” da Sky

Comedy Central a Rai2

Spettacolo “Basta Arrabbiarsi”

Maria Serritiello

Festival della migrazione: “Abbiamo dato voce al paese reale”

 

festival modena 250“Siamo stati noi in una ‘bolla’ in questi giorni o è la politica che è in una ‘bolla’, rinserrata in sé stessa e lontana dal Paese reale? Abbiamo dato voce ai nuovi italiani, troppe volte non ancora cittadini, con le loro storie e testimonianze, e abbiamo ribadito con forza, con voci autorevoli, che l’accoglienza e l’inclusione rappresentano un vantaggio per tutti. E che quello della migrazione non è un tema di destra o di sinistra, ma di umanità”. Edoardo Patriarca fa il punto al termine della settima edizione del Festival della Migrazione che in Emilia (tra Modena, Ferrara e Carpi) ha proposto 16 sessioni seguite anche a distanza attraverso la rete, una mostra interattiva ‘In fuga dalla Siria’ visitata da oltre duemila tra studenti e gruppi, incontri nelle scuole superiori del territorio. Un modo per confrontarsi in profondità e andare oltre i pregiudizi e gli stereotipi, di ascoltare soprattutto i più giovani, gli italiani senza cittadinanza, che interpellano con forza la politica e la società. Protagonisti soggetti e rappresentanti di realtà differenti: vescovi e giornalisti, seconde generazioni e professori universitari, creativi e rappresentanti di soggetti impegnati in prima linea, fino a comunità di vari paesi del globo. Tra gli interventi - nei vari appuntamenti tra Modena, Carpi e Ferrara – l’arcivescovo di Modena Notantola e Vescovo di Carpi, mons. Erio Castellucci, vice presidente della Cei, l’arcivescovo di Ferrara Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes e il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio.

Conclude Patriarca, Portavoce del Festival: “Abbiamo fatto politica riproponendo la nostra agenda su cui chiediamo un confronto alle forze parlamentari, e dando spazio alla realtà. I giovani ci hanno chiesto una ecologia delle parole: inclusione piuttosto che integrazione, lavoratori e lavoratrici e non ‘forza lavoro’, irregolari e non clandestini, mobilità umana piuttosto che migrazioni, nuove generazioni italiane e non solo seconde generazioni, non ‘carico residuale’ ma persone che vanno curate e assistite. L’agenda che abbiamo redatto ormai da qualche tempo è a disposizione di tutti, per confrontarci e cercare soluzioni e non slogan”.

Il Festival della Migrazione è promosso da Fondazione Migrantes, da Porta Aperta come capofila di una cinquantina di organizzazioni, dall’Università di Modena e Reggio Emilia e il Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e Vulnerabilità, con il patrocinio e il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Acri, comuni di Modena, Carpi, Spilamberto, Fiorano, Formigine, Maranello, Soliera e Nonantola, inoltre del patrocinio di Università di Ferrara, Università di Camerino, Università di Perugia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università per gli Stranieri di Siena, gode inoltre del sostegno di Fondazione di Modena, Csv Terre Estensi e di Fondazione Collegio San Carlo e del contributo di Bper Banca, Coop Alleanza 3.0, Menù e Neon King.

 

Siamo al ventesimo anno


2022 Ceramica di Natale XX anno locandina invito 100

Da sabato 3 dicembre, alle ore 17, presso la nostra sede di Pozzo Garitta, 32 di Albissola Marina, si effettuerà la ventesima edizione della rassegna "La Ceramica di Natale".
Anche quest'anno, oltre 200 partecipanti dall'Italia e dall'estero, concorrono a celebrare la meravigliosa avventura artistica della nostra terra.
Oltre che durante l'esposizione, cercheremo di diffondere on line, sul web e tramite i social, le informazioni necessarie ed è in cantiere il catalogo digitale di tutte le opere, che diffonderemo appena pronto.
L'inaugurazione avverrà alle ore 17 di sabato 3 dicembre,
Ricordiamo che l'orario di apertura sarà tutti i giorni dalle 16 alle 19 e, sabato, domenica e festivi, anche dalle 10 alle 12.
Intanto invitiamo a chiedere tutte le informazioni necessarie al
338 6127404 e 347 5712373
I criteri di scelta e prenotazione sono gli stessi degli anni precedenti.

museo 1“AB-USO” così ha titolato la manifestazione per “La Giornata Internazionale Contro La Violenza Sulle Donne”, il Museo Città Creativa di Ogliara, traendo spunto dalla proiezione video di Annamaria Panariello e Rosanna Di Marino.

A volere la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne è stata l'Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione del 17 dicembre del 1999. L'intento dell'Onu era quello di sensibilizzare le persone rispetto a questo argomento e dare supporto alle vittime. Questa data è stata scelta in memoria delle sorelle Mirabal, attiviste politiche massacrate per ordine del dittatore Rafael Leónidas Trujillo, il 25 novembre del 1960.

Giornata, dunque per la rivendicazione della essenzialità della donna e quindi della sua sacralità’, nel determinismo di un equilibrio universale più che accettabile e la necessità’ fondamentale della creatività’, intesa nel senso più alto ed ampio del termine, come un’altrettanta insostituibile forza liberatrice e costruttrice di quell’ equilibrio. Le donne, vittime della loro stessa capacità di donare amore e odio, gioia e dolore, vita e morte; donne necessarie, insostituibili, eppure centro di lotte, discussioni feroci, odi carnali ed abbandoni celestiali, sangue ed estasi.

Intanto manifestazioni si susseguono costanti, regolari, cadenzate, annuali, nel tentativo di azzerare il numero delle vittime. In Italia dall’inizio dell’anno hanno perso la vita 104 donne, una ogni tre giorni, una mattanza, sempre più feroce, retaggio di una cultura patriarcale, che poteva vita e morte sull’altra metà del cielo. Il determinismo omicida, però, si fa sentire ovunque, in special modo in quei territori dove vige la religione islamica, nei quali la donna è costretta a scomparire sotto larghe vesti e stretti hijab, mentre nei territori assediati dalle guerra, stupri, sevizie e massacri sono divenuti giornalieri, uno sport che riduce gli uomini ad una specie senza nome, vergogna del genere umano.

Il Museo Città Creativa, voluto fortemente dall’artista Ugo Marano, a pochi passi dalla cava di creta dei Fratelli De Martino, per coltivare il sogno di creatività per i rioni collinari, sicché il Museo nasce per valorizzare l'arte ceramica in ogni sua forma e rappresenta uno spazio innovativo e dinamico nel quale si alternano mostre e laboratori. Per molti anni è stato diretto in maniera appassionata e professionale dalla Dott.ssa Gabriella Taddeo in quiescenza da vari anni, ma che affiancherà, il nuovo direttore Dott.re Angelo Sirico , senza impegno lavorativo e solo per coordinare mostre.

Il direttore Sirico ha scelto sapientemente la data del 25 novembre 2022 per riaprire al pubblico il museo di Ogliara, funzionante, per un bel po’ di tempo in modo ridotto, sia per l’evento pandemico, sia per dare spazio alla ristrutturazione dei locali, invocati da tempo. Ora traslucidi hanno ospitato le performance delle brave artiste: Annamaria Panariello e Rosanna Di Marino i cui video pieni di simbolismo visivo, sul tema della libertà, hanno suscitato nei presenti commozione. La lettura, poi, delle poesie della poetessa Maria Mammola hanno dato forza alle parole e la Prof.ssa e scrittrice Rosaria Zizzo ha rafforzato l’emozione attraverso immagini scelte di donne maltrattate ed abusate, più la barbara esecuzione subita delle sorelle Mirabal.

Una panchina laccata rosso fuoco, simbolo del colore del sangue versato dalle donne, con la spalliera foderata dal volto di Frida Kahlo, altra donna che è stata impegnata contro la disparità di genere, affermando audacia, indipendenza, amore ed arte, accoglie i visitatori nello spazio iniziale del museo. La panchina è stata eseguita con precisione e piacevolezza dall’Associazione Spazio Up Arte, nella figura del Presidente Dott.re Vito Egidio Ungaro.

Presente alla manifestazione la Dott.ssa Adele Cavallo che si occuperà di didattica all’interno della struttura e Tonia Willburger, consigliere al Comune di Salerno che anticipa la costituzione di una rete museale con il Museo Città Creativa di Ogliara, capofila.

Maria Serritiello

SOLD OUT “EPOCHÈ” AL TEATRO COMUNALE PARRAVANO

L’ANNUNCIO NEL CORSO DELLA CONFERENZA STAMPA

 

Locandina Epochè 250È sold out lo spettacolo “Epochè” in programma al Teatro Comunale Parravano di Caserta venerdì 25 novembre alle 20,30. L’annuncio stamattina nel corso della conferenza stampa di presentazione nella sala giunta del Comune di Caserta.

Presenti il sindaco Carlo Marino, il vicesindaco Emiliano Casale, l’assessore alla cultura, l’assessora all’avvocatura Annamaria Sadutto, il magistrato di sorveglianza Marco Puglia, che è anche attore, regista e ideatore dello spettacolo, il presidente del Rotary Club Caserta Reggia Filippo Morace, nella veste pure di direttore artistico, e l’attore Pasquale Di Palma, che si è occupato anche degli elementi scenici. 

“Epochè” è un evento organizzato dall’Ufficio di Sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere, dal Rotary Club Caserta Reggia e dalla Casa Circondariale Uccella di Santa Maria Capua Vetere, con il patrocinio del Comune di Caserta e del Lions Club Caserta Host.

Sulla scena ci saranno contemporaneamente magistrati, agenti della polizia penitenziaria e persone private della libertà personale. Le note di regia di Marco Puglia: “Nella filosofia greca il termine epochè stava a indicare la sospensione avvertita come necessaria ogni qual volta non vi fossero sufficienti elementi per poter rendere un giudizio. L'epochè è, quindi, sospensione, una immaginaria stasi del pensiero giudicante che anela alla conoscenza prima ancora che al giudizio. La performance ha questo titolo perché custodisce, in primo luogo, un invito rivolto allo spettatore: quello di non affrettarsi a giudicare chi porta con sé il pesante marchio del carcere. L'invito ad ascoltare, attraverso l'universale linguaggio del teatro, chi si sente molto spesso inascoltato. Non a caso il teatro riesce a interrompere, sospendendolo, il normale flusso del tempo asservendolo a un nuovo andamento ed è così che si resta, d'improvviso, sospesi. Questo reading è un progetto comune e condiviso realizzato con la preziosa collaborazione di tutta l'amministrazione penitenziaria: è la prima volta, nella esperienza italiana, che si esibiscono sullo stesso palco magistrati di sorveglianza, detenuti e operatori. È un viaggio nell'evoluzione stessa del concetto di detenzione che passa attraverso le opere di Raffaele Viviani, Bob Dylan, William Shakespeare, Dante Alighieri, Giorgio Gaber, per raccontare cosa ha significato in passato e cosa oggi significhi l'esperienza carceraria. Questa performance racchiude un messaggio: siamo tutti attori, nessuno escluso, del destino della nostra società. Solo esibendoci insieme, possiamo plasmarlo e modellarlo nel perseguimento del bene comune”.

A Vietri sul Mare domenica 20 novembre alle h 19
la Lectio magistralis di Eva Cantarella

 

EvaCantarellaVietriCultura161122 250A Vietri sul Mare un appuntamento imperdibile con la cultura. Si terrà domenica 20 novembre, alle ore 19, nell'Aula consiliare del Comune, la Lectio magistralis di Eva Cantarella "Trotula de Ruggiero, magistra della Schola Medica Salernitana". Interverrà il professor Roberto Miraglia, introdurrà il professor Antonio Gazia.

Eva Cantarella, giurista e storica del diritto italiana, si è laureata in Giurisprudenza nel 1960 presso l'Università di Milano; docente di Istituzioni di diritto romano e di Diritto greco presso l’ateneo di Milano ha concentrato i suoi studi sulla relazione tra il contesto economico-politico e i sistemi normativi del mondo antico. Tra le diverse tematiche esplorate nella sua vasta produzione saggistica, le radici classiche della civiltà occidentale, le discriminazioni di genere, gli aspetti di vita privata e familiare dell’antichità quali i rapporti parentali, le relazioni amorose e i comportamenti sessuali. Eva Cantarella è Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana dal 2002.

L'appuntamento, fortemente voluto dal sindaco Giovanni De Simone e dal direttore artistico delle numerose attività progettate nell'ambito di Vietri Cultura, il maestro Luigi Avallone, è promosso anche dalla Congrega Letteraria, presieduta da Antonio Gazia, che da anni si impegna sul territorio organizzando eventi culturali e presentazione di libri. "Tra le tante attività messe in essere dal nostro Comune non poteva mancare la lectio magistralis della professoressa Eva Cantarella" ha detto De Simone, "una donna tra le più interessanti ed attive nel panorama culturale italiano, alla quale abbiamo conferito di recente la cittadinanza onoraria. La sua presenza a Vietri sul Mare – dove la studiosa ha nella frazione di Raito una sua residenza – il suo interesse per la cittadina, è per noi vietresi motivo di grande orgoglio". Ingresso libero.

 

Due serate, il 12 ed il 13 novembre, in compagnia di Marco Cristi, lo scugnizzo della comicità, al Ridotto di Salerno. Vivaddio si ride ed a volto scoperto, sì da mirare il sorriso tondo, allegro e spensierato degli spettatori, dopo tre anni di forzata chiusura. Si era a marzo, quando le porte del tempio della comicità si chiusero improvvisamente senza poter concludere la stagione e spalancando dinanzi a tutti noi un modo di vivere al chiuso con la paura di un virus sconosciuto ed ostile al sopravvivere

Ed eccolo, tre anni dopo, il piccolo teatro, 80 posti, rinnovato nel colore, un alto zoccolo color testa di moro a far bella mostra di sé sotto le pareti tinteggiate crema. Aria nuova, rinascita e divertimento assicurato, con una vecchia conoscenza del cabaret, firmato famiglia Tortora, nella fattispecie Gianluca Tortora esperto e capace direttore della stagione “Che comico 2022 -2023”, come le tante del passato: Marco Cristi.

Ad introdurlo, aumentando il livello di attesa, è Stefano De Clemente un giovane cabarettista napoletano, con un curriculum di tutto rispetto: partecipazione al Premio Charlot e vittoria al Premio Troisi, che sarà presente, proprio al Ridotto, con un suo spettacolo: “Siamo un grande popolo”, il 25 e 26 febbraio 2023.

Marco mancava da noi dal 2017, allora aveva presentato un godibilissimo spettacolo in coppia con Mago Elite, ora, da solo, tiene banco per quasi due ore, con un’interrotta energia, presentando la Napoli della strada, del vicolo, ‘ro vascio. Comico di pancia trasporta “la Sanità”, con le mille sfaccettature, sul palcoscenico e lui, abbeveratosi, di volta in volta, è attore e spettatore all’unisono. Ha di suo la sola mimica facciale, quasi caravaggesca, per certe prospettive e scorci sul viso, sulla bocca, sugli occhi, sui rivoli di sudore. Recita a soggetto, come la sua Sanità, facendo liberare nel pubblico una ilarità contagiosa e godereccia. Si ride e si vive la scena quasi allegri fanciulli all’‘uscita della scuola, quando ad accoglierci è una Napoli comica che fa ridere senza appesantire, ricca di una teatralità plautina, mai greve ma pungente e satirica sempre. Certo non è la Napoli di Totò, ne’ quella di De Sica ma è Lei, quella che ha, nel suo tessuto più intimo, la linfa di cui si nutre la ruspante e genuina comicità di Marco, non a caso denominato lo scugnizzo della comicità e non solo per certe libertà che si concede nei confronti del pubblico, che finisce col ridere con lui di se stesso, ma anche e soprattutto perché di fatto non è legato a niente ed a nessuno. E’ totalmente libero, ha solo bisogno del pubblico per volare e portare in giro la sua comicità naturale, appresa spontaneamente nelle strade della sua città, un teatro sempre aperto e pronto ad esibire l’arte di vivere come il più grande spettacolo. Marco Cristi è la Napoli verace, caciarona e colorita che tanta allegria sa dare, è bastato poco per farci entrare nella Sanità e uscirne rinfrancati, leggeri, quasi un pieno di salutare ossigeno e comicità naturale senza fronzoli, quasi una visita occasionale al comico della porta a fianco che non si vedeva da parecchio ma che aveva tanto da raccontarci E’ mancato il vino o la pizza ma chissà che non succeda la prossima volta. Del suo spettacolo, della sua partitura ufficiale e chi se la ricorda più, Marco per due ore ha regalato al pubblico, che lo applaude fragorosamente e con il bis, la sua anima, la naturale vis comica, ed è questo che ce lo rende profondamente gradito. Torna a trovarci, Marco, ricorda che sei in debito dello spettacolo canonico “Annus Cristi”.

N.D. R La stagione teatrale di “Che Comico 2022-2023” ha avuto il suo inizio il 5 novembre scorso, con Emiliano Luccisano, al Teatro delle Arti, ma è al Ridotto, la storia del cabaret salernitano ed è nel contenuto spazio che mi piace tornare

Maria Serritiello

Vietri sul Mare. Si conclude ad Albori con la consegna del libro "b'a – 20 artisti, 20 borghi, 20 regioni" il progetto artistico "Una Boccata d’Arte 2022"

 

BoccataDArte09112022 250La Fondazione Elpis di Milano ha concluso ieri nella frazione Albori di Vietri sul Mare l'attività artistica "Una Boccata d’Arte 2022" - il festival con 20 artisti in 20 borghi tra i più belli d’Italia, che porta l'arte contemporanea nei piccoli centri ricchi di storia, natura e bellezza – con la consegna del libro "b'a – 20 artisti, 20 borghi, 20 regioni", che è stata preceduta lo scorso mese dal filmato andato in onda su skyart, che raccontava l'intero progetto. Il libro è stato consegnato dal sindaco di Vietri sul Mare, Giovanni De Simone e dall'assessore alla ceramica Daniele Benincasa, alla presenza dell'architetto e designer Giancarlo Solimene, di Chiara D'Amico, coordinatrice del progetto, a diversi abitanti di Albori, tra i quali Maria Del Pizzo e Michele Avallone, che sono stati parte attiva del progetto. La Fondazione, che si è fatta carico dell'intero progetto, aveva selezionato, in abbinamento con Albori, l'artista visivo pugliese Fabrizio Bellomo, che aveva improntato il progetto "Albori è destinata a scomparire?" in cinque interventi tra il performativo e il materiale: l'iconografia della Sagra delle palle di ciuccio (dove sono stati dipinti dei piatti del buon ricordo con una mula alla quale, secondo la tradizione, venivano attaccati dei genitali costituiti da ortaggi, di cui l'animale veniva liberato appena giunto alla festa); il rifacimento della fontana del Cesare, di proprietà privata, realizzato da Emilio Pellegrino che, con le sue produzioni "a scaglie triangolari di ceramica", aveva già realizzato per la frazione vietrese numerosi vasi di arredo urbano; le targhe toponomastiche utilizzando 'gli scagnanome', rivenuti grazie alla memoria storica di Maria e Michele, abitanti di Albori; una targa in ceramica con qrcode che raccontava la storia della Casa di Maria; l'installazione temporanea a led "Hotel Fuenti".

 

Marco Zurzolo e i New Showman al Moro di Cava de’ Tirreni

marco zurzolo 150Il sassofonista Marco Zurzolo e i New Showman protagonisti venerdì 4 novembre della rassegna jazz del Moro di Cava dè Tirreni (il concerto inizia alle ore 22, info e prenotazioni allo 0894456352 e su whatsapp al 3403939561). Un big della musica napoletana che nel locale metelliano dividerà il palco con giovani musicisti. "Da anni - dice Zurzolo - non sono solo un musicista, ma anche compositore, attivo in vari ambienti e insegnante di Conservatorio. Con i miei allievi ho creato questo progetto musicale 'Marco Zurzolo e i New Showman', che si rifà al mitico gruppo napoletano di fine anni sessanta dell’indimenticabile Mario Musella, una delle migliori voci del panorama musicale italiano”.
Il concerto punta ad esprimere una musicalità che parte dalle radici più autentiche e vere del nostro territorio, e lo si sente nelle note vibranti e appassionate del sassofono di Marco, per allargarsi al panorama internazionale. Una scaletta marcatamente "rhythm & blues", quella che sarà proposta da Zurzolo e dalla sua band, dovuta all'ascendenza nordamericana di Musella & soci, con le rielaborazioni in chiave moderna di pezzi ormai classici come Non si può leggere nel cuore e Un'ora sola ti vorrei. “Sono personaggi e canzoni – continua Marco – che hanno punteggiato la mia vita come quella di tante persone, suoni familiari, che mi piace far rivivere con i miei giovani e valentissimi allievi”.
Insomma l’eccellenza dell’arte internazionale, che parte da Partenope per raggiungere i luoghi più disparati del mondo. Un progetto di grande musica “made in Naples”, la Napoli migliore, quella che sa unire passione e sentimento, visione sociale e ricerca del bello.

 

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