Salerno

venditore di acqua

Il 10 marzo, nella Galleria Sala Posa di Armando Cerzosimo, in Via da Procida, pieno centro storico, si è inaugurata la mostra fotografica di Constantino Luis Marino: Viaggiatore d’altri mondi. In mostra 14 scatti analogici di autentica bellezza, selezionati dall’artista di luce, Armando Cerzosimo, tra 400 messi a disposizione. L’esposizione durerà fino al 21 marzo con una calendarizzazione d’incontri propedeutici alla conoscenza della fotografia presso i giovani.

Le foto dell’artista Constantino Luis Marino, Viaggiatore d’altri mondi, sono portatrici del suo vissuto, intenso e vario. Le tinte prescelte per l’esposizione sono prevalentemente di color seppia, le figure e blu di Prussia intenso, stagliato sul bianco, per i paesaggi.

Un passaggio di stampa dalla chimica antica in camera oscura, alla chimica del futuro, che è la caratteristica del laboratorio Cerzosimo, ci dice lo stesso Armando, il capostipite, laboratorio che diretto dal figlio Pietro, agli alogenuri d’argento su superficie deep matte effetto velvet con durst theta 76, con cui le fotografie, hanno potuto essere stampate in un formato 50x70 mantenendo ogni tono, ombra e dinamica di immagine realizzata oltre un decennio fa.

Una raccolta di immagini con paesaggi e personaggi, passando dalla Mauritania, ai paesi del Mediterraneo, il Maghreb, per giungere in Egitto e Sudan e all’Oceano Indiano”. Le foto incorniciate da un bianco raffinatissimo, non hanno intestazione, sicché ogni visitatore vede in esse ciò che crede di vedere, come ad esempio, la bellissima costruzione cilindrica di quaranta metri, in risalto sui colori vivi di un paesaggio orientale, nessuno penserebbe ad una colombaia riparo di migliaia di uccelli dal calore esterno. Si distacca dalle altre immagini il volto, che poi è effige del manifesto, del dispensatore d’acqua.

I Cinque eventi che hanno impreziosito il tempo della mostra, dopo il suo vernissage, sono stati seguiti da un numeroso pubblico, attento ed interessato ed hanno visto l’intervento dell’artista Cristina Tafuri e della giornalista del quotidiano il Mattino: Erminia Pellecchia

Constantino Luis Marino è nato in una famiglia di diplomatici, ha vissuto in molti paesi interessandosi da sempre alle arti in varie forme. Dopo iniziali studi classici e successivi ingegneristici applica la fotogrammetria e la fotografia utilizzandole in fase di progettazione e realizzazione edilizia. Nella sua vita ha studiato centinaia di monumenti europei, africani, ed asiatici, cattedrali, edifici storici, statue e mosaici. Ha realizzato quadri e chine, copie in marmo tridimensionale, migliaia di fotografie, incisioni su vetro, con una interpretazione personale. La collaborazione con aziende ed università di molti paesi ha permesso all’artista lo scambio, la contaminazione e sempre nuove interpretazioni tra tecniche varie utilizzate oggi, ma anche scomparse.

Constantino Luis Marino in mostra nella Galleria Sala Posa di Armando Cerzosimo fino al 21 marzo 2023

 

Maria Serritiello

 

ci muove la passioneE’ stato presentato al pubblico la stagione lirica, di balletto e di concerti 2023 del Teatro Verdi di Salerno, Teatro di Tradizione. Presente il Sindaco Arch. Vincenzo Napoli, il Maestro Daniel Oren, il Segretario Artistico Antonio Marzullo ed un folto gruppo di scolaresche ed appassionati del genere. La Regione Campania, nella figura del Presidente Vincenzo De Luca, sostiene la programmazione del Verdi, diventato uno dei teatri operistici e sinfonici più stimati d’Italia. Il cartellone proposto è di assoluta eccellenza per titoli e protagonisti, i migliori nel panorama mondiale, una programmazione artistica e culturale che dà lustro sempre più alla Regione Campania che allarga la base del pubblico coinvolgendo le nuove generazioni.

Il Sindaco, nel prendere la parola, si compiace di quanto il Maestro Daniel Oren, supportato dal Segretario Artistico, sia riuscito a mettere in cartellone. Spettacoli di raffinata esecuzioni sinfoniche, di balletto e di appuntamenti pop, a prezzi contenuti, grazie al sostegno della Regione Campania, per invogliare i giovani e per i quali, inoltre, sono previste matinée ed assistenza alle prove, convogliati dalle scuole.

Il Maestro Oren dice che ha lavorato per progettare una stagione che permetta al nome del Teatro Verdi di diffondersi nel mondo, con una forte proiezione internazionale. Il 2023 è un anno ricco di celebrazioni e ricorrenze, con un anticipo il centenario della morte di Giacomo Puccini. Anche quest’anno continueranno le fruttuose collaborazioni con il Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno e viene approntato un progetto “Educational” con spettacoli ideati appositamente per il pubblico giovane, ad esecuzione di laboratori che permetterà ai giovani studenti dei Licei artistici, accademie d’arte di prendere parte alla realizzazione di scene, costumi per allestimenti operistici. Non mancheranno le masterclass dedicate ai fiati clarinetto, tromba e trombone. Nel mese di settembre, poi, nella chiesa di San Benedetto, ogni sabato, concerti gratis.

La stagione sinfonica presenterà un cartellone vario ed emozionante e s’inaugura il 25 aprile con lo spettacolo “Vento Popolare” concerto di Eugenio Bennato, per proseguire il 28 aprilecon L’ombra di Totò con Yari Gugliucci, Annalisa Favetti e Vera Dragone. A maggio Preludes più significativi

Stagione di Opera e Balletto

14-16 Aprile   Manon Lescaut

6-7 Maggio Il Lago dei Cigni-Balletto

30 Maggio-2   Giugno Tosca

13-15 Ottobre Pagliacci

28-29 Ottobre Giselle-Balletto

10-12   Novembre La Vedova Allegra

8-10 Dicembre Cavalleria Rusticana/ Suor Angelica

26-28 Dicembre Aida

Stagione di Concerti

Martedì 25 Aprile Eugenio Bennato

Venerdì 28 aprile L’Ombra di Totò

Domenica 14 Maggio Preludes-danza a tre pianoforte

Giovedì 18 Maggio Emilio Aversano Pianoforte

Domenica 24 Settembre Concerto di Gala-Falaut Festival

Domenica 5 Novembre Chamber Principal Of London

Lunedì 25 Dicembre Concerto di Natale

Lunedì1 Gennaio Gran Gala di Capodanno

Settembre in musica   Chiesa di San Benedetto

Sabato 2  Settembre Kharkiv Philharmonic Chamber

9 Settembre   Napoli Mandolin’ Orchestra

Sabato 16 Settembre Il Sogno di Burney

Sabato 23 settembre Solisti di Verona

Sabato 30 Settembre& Cellos

TEATRO VERDI SALERNO

GIU' LA MASCHERA

VENERDI' 17 MARZO H.18.30

MUMMENSCHANZ

 

Locandina Teatro Verdi 250La straordinaria Floriana Frassetto, tra le fondatrici del gruppo, sarà protagonista di "Giù la Maschera" in programma venerdì 17 marzo alle ore 18.30 presso il foyer del Teatro Municipale Giuseppe Verdi in via Roma a Salerno.

L'incontro, condotto dal giornalista Peppe Iannicelli, sarà dedicato alla presentazione dello spettacolo dei Mummenschanz in scena fino a domenica 19 marzo al Verdi di Salerno.

E' uno degli eventi più attesi della stagione di prosa organizzata dal Comune di Salerno con il Teatro Pubblico Campano ed il sostegno della Regione Campania e del Ministero della Cultura. I Mummenschanz sono famosi in tutto il mondo per le loro esibizioni spettacolari nelle quali utilizzano soltanto i loro corpi  e le celebri maschere. I "musicisti del silenzio" lasciano gli spettatori incantati dall'armonia creativa di una rappresentazione formidabile. 

Giù la maschera, la partecipazione all'incontro è libera e gratuita, sarà una preziosa occasione per comprendere l'ispirazione artistica ed il dietro le quinte di un gruppo che celebra a Salerno i suoi cinquanta anni di attività

Sbandieratori Cavensi. Sabato 18 marzo l’apertura ufficiale delle celebrazioni del Cinquantesimo anniversario

 

Foto 250Prenderanno il via ufficialmente sabato 18 marzo 2023 le celebrazioni per il Cinquantesimo anniversario della fondazione dell’Ente Sbandieratori Cavensi-Città di Cava de’ Tirreni.

Era infatti il 5 marzo 1973 quando la prima assemblea approvava lo statuto del gruppo sbandieratori “Città della Cava” che tredici anni dopo avrebbe cambiato la propria denominazione in quella attuale di “Sbandieratori Cavensi”.

Dopo aver celebrato la ricorrenza con gli associati lo scorso 5 marzo presso la Sala “Mimmo Sorrentino” sede dell’associazione, nel suggestivo scenario del Complesso monumentale di San Giovanni al Corso Umberto I, 122, due momenti scandiranno, l’apertura del cinquantennale in un evento rivolto a tutta la cittadinanza.

 

Alle ore 11.00, la conferenza stampa di presentazione del programma ufficiale delle celebrazioni, degli eventi e delle manifestazioni che saranno organizzati dall’Ente.Foto sbandieratori 250

Alla conferenza interverranno, tra gli altri: il Presidente dell’Ente Sbandieratori Cavensi, Domenico Mimmo Burza; l’Assessore alla cultura di Cava de’ Tirreni, Armando Lamberti; l’Assessore all’istruzione e al patrimonio, Lorena Iuliano; la Presidente della Federazione italiana sbandieratori, Antonella Palumbo; il Presidente dell’Associazione trombonieri sbandieratori e cavalieri di Cava de’ Tirreni, Pasquale Trezza; il Segretario dell’Associazione Sbandieratori di Arezzo, Sergio Rossi; il Presidente dell’Associazione Giornalisti Cava de’ Tirreni-Costa d’Amalfi “Lucio Barone”, Francesco Romanelli.

Alle ore 19.00, nei giardini del Complesso di San Giovanni, ad un breve corteo lungo il corso porticato, farà seguito lo spettacolo inaugurale dei festeggiamenti, un’esibizione che racconterà la storia degli Sbandieratori Cavensi dal 1973 ad oggi ed a cui parteciperanno, con i costumi e le bandiere della loro epoca, sbandieratori e musici rappresentanti dei cinque decenni della storia associativa.

 

COSTANTINO LUIS MARINOArmando Cerzosimo             

Col patrocinio morale

Del comune di Salerno e 

Del C.N.A  Confederazione Nazionale 

dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa

 

Presenta

 

Constantino Luis Marino

Viaggiatore d’altri mondi

 

Fotografie

Salerno 10-21 marzo 2023

 

Incontri in galleria: 

Lunedì 13 marzo alle ore 10, gli allievi del Convitto Nazionale “T.Tasso” di Salerno con il docente Felice Soriente, 

Alle 19, la giornalista Erminia Pellecchia e Constantino Luis Marino, 

“Quaderno di Viaggio”

 

Info.: Camera Chiara  Galleria Sala Posa  Tel. 089 227796  cell.: +39 3391308817  

 www.cerzosimo.com Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

trotulaUna dolce serata tutta salernitana, un soffio di vento venuto dal mare, quella al Delle Arti di Salerno con “Trotula donna di mare” del maestro Guido Cataldo, in una Réunion, l’8 marzo, che celebra la donna. Pubblico delle grandi rappresentazioni, ad affollare ogni posto disponibile, si, in sala, si era tutti presenti, i soliti ex giovani, tanti volti conosciuti che apprezzano ed amano Guido Cataldo, sassofonista e musico di fama, il più esposto alla celebrità e non se ne vogliano gli altri componenti degli Astrali, il celebre complesso degli anni giovanili dei salernitani. C’è attesa tra il pubblico, benevolmente curioso di conoscere che cosa Guido abbia da dirci ancora, con quale musica, con quante parole ed in che modo. E lui non delude, buio in sala e nell’immediato tutti sono risucchiati dall’immaginario del suo pensiero.

Prima, un passo indietro!

In una sera di questo inverno, Guido mi clicca in WZ (N.D.R), con il maestro c’è una conoscenza ed una stima antica e mi dice di leggere ciò che mi avrebbe inviato di lì a poco, per poi fargli sapere il mio pensiero. Mi arrivano 50 pagine formato pdf su Trotula, la medichessa Salernitana. Ne resto entusiasta e gli dico che portata in scena sarà una bella intuizione, perché lo scritto è già costruito per divenire proprio una storia musicale.

 Il 19 febbraio, poi, in San Pietro a Corte “Trotula donna di mare” è diventato un libro racconto, edito da D’Amato junior.

Di tanto in tanto, ti facevi viva e, bisbigliandomi all’orecchio, mi invitavi a scrivere di te, ma puntualmente rinchiudevo nel cassetto delle cose pensate…dice Guido all’inizio della storia su Trotula, per poi  continuare…Una donna sicura, determinata, coraggiosa, intelligente, sensibile, forte, colta e curiosa, donna che, in una città laica e libera dai pregiudizi, volle e riuscì a diventare medico e, come mai prima parlò alle sue timorose e pudiche pazienti come solo una donna sa parlare ad un’altra donna.

E’ l’incipit del suo libro e del suo spettacolo, tre donne, due a corollario, Anna Nisivoccia, Diana Cortellessa ed Elena Renna per dare vita in maniera eccellente al racconto.

Pagina dopo pagina e scena dopo scena si srotola la Trotula voluta da Guido, per cui libro e spettacolo sono un tutt’uno, un meraviglioso corpo di donna, con la potenza e la bellezza del mare. Con l’acqua salata inscindibile l’unione, ad iniziare dal nome, quello di un pesce ed a quel suo muoversi tra le barche dei pescatori, cariche di mercanzia marina e con la brezza e la salsedine tra i capelli.

 Le belle immagini del libro, disegnate come manoscritto miniato sono diventati coloratissimi fondali del racconto musicale che, senza fronzoli accattivanti, ma con il solo ausilio della voce, della parola, della danza e con la pregevolezza della musica e che musica, si fa ascoltare.

In scena, intanto, si alterna il racconto di Totula: A Salerno visse a lungo una donna molto bella in giovinezza. Lei parlò e scrisse per prima della natura e dell’intimità delle donne e poté farlo in quanto donna e medico insieme e tutte le donne, più che a qualsiasi uomo, le parlavano dei problemi intimi.

Sembra di ascoltarle quelle voci popolari chiedere a lei ciò che succedeva al proprio corpo. Trotula era stata fortunata, nell’Opulenta Salernum, la sua famiglia era collocata bene, aveva studiato e si era imparentata, con il matrimonio, con un nobile longobardo della città.

 Il racconto musicale si svolge per quadri ed ecco, di seguito il giorno della laurea, di quelli trascorsi ad alleviare le sofferenze delle sue concittadine, ad illuminarle sulle cause dell’infertilità, non solo causata dalla donna, come era credenza, a prendere parti, facendo nascere tra l’igiene, poco conosciuta, bambini, che lei diceva essere tutti figli di San Matteo, il santo patrono della città

Intanto mentre la storia si racconta con la voce, melodiosa, ma anche ferma di Anna Nisivoccia, Elena Renna srotola, allunga, accartoccia, innalza il suo corpo, dando fisicità espressiva alla narrazione.

Momenti di pura poesia musicale: le preghiere dell’Ave Maria, del Salve Regina, del Santo Matteo, all’interno di una musica già eccelsa, come la voce di Diana Cortellessa, che le vocalizza in maniera soave.

Il racconto si chiude con la sua morte, la prima donna medico, vanto della parità di genere arrivato fino a noi, proprio nella giornata internazionale della donna, quando il percorso dell’uguaglianza tra alcuni popoli non è neanche iniziato.

Bravo Guido Cataldo a voler andare oltre le svariate pubblicazioni sul personaggio e renderne una propria, più si scrive meglio è, più punti di vista si affermano, più sapere democratico fanno; mai trascurare il concetto della libertà di pensiero, che sia documento o fantasia, ma qui non è il caso, sono frutto dell’atto creativo dell’uomo e va rispettato per quello che è.

Un’ultima considerazione è per Gaetano Stella, sua è la direzione dello spettacolo, le sue regie sono sempre un capolavoro di ricercatezza e di buon immagine, è un regista saggio e mette il cuore in tutto ciò che fa.

(N.D.R.) Mi piace concludere con una riflessione. Nel leggere il libro di Guido, così come assistendo allo spettacolo, ho sentito forte e come me, credo i presenti, l’orgoglio di essere salernitani, offuscato da sempre, senza un reale perché. Nell’atto creativo di Guido si legge tutta la fierezza di essere nati in questa meravigliosa terra di mare, di aver avuto la prima donna medico ed una città colta opulenta ed accogliente. Un glorioso passato per vivere consapevoli il presente, grazie ancora una volta, Guido

O voi tutti,

che amate di bere

dalla coppa dell’Elicona,

venite con piacere, venite a Salerno

 

Dal discorso di Corradino IV agli studenti

Maria Serritiello

COSTANTINO LUIS MARINOComunicato stampa                                                                                                                                   Redazione Cultura e Spettacoli

 

                          Armando Cerzosimo

             

Col patrocinio morale

Del comune di Salerno e 

Del C.N.A  Confederazione Nazionale 

dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa

 

Presenta

 

Constantino Luis Marino

Viaggiatore d’altri mondi

 

Fotografie

Salerno 10-21 marzo 2023

 

 

Vernissage in galleria Cerzosimo

Via G.Da Procida, 9, ore 19,  venerdì 10 marzo

 

Info.: Camera Chiara  Galleria Sala Posa  Tel. 089 227796  cell.: +39 3391308817  

 www.cerzosimo.com Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Constantino Luis Marino e l’alchimia dell’immagine

 

Vernissage il 10 marzo, alle ore 19, per la mostra “Viaggiatore d’altri mondi” allestita negli spazi della Galleria Camera Chiara  nel centro storico di Salerno che darà il via anche  al mini cartellone  di eventi ideati da Armando Cerzosimo, per l’esposizione che sarà fruibile sino al 21 marzo 

 

 

Constantino Luis Marino, riveleràattraverso una scelta di 14 immagini su oltre quattrocento scatti, visionati, provenienti da tutto il mondo, il suo segno fotografico e la sua identità, in una mostra curata  da Armando Cerzosimo “Viaggiatore d’altri mondi”, che vanta il patrocinio morale del comune di Salerno e  del C.N.A  Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa e che avrà il suo taglio del nastro domani, venerdì 10 marzo alle ore 19 per concludersi martedì 21 marzo, ospite della Camera Chiara Galleria Sala Posa, sita in via G. da Procida, 9, nel centro storico di Salerno e che in questi undici giorni verrà animata da diversi eventi. 

 “L’evento è nato da un fortuito incontro tra due fotografi  - ha affermato Costantino Luis Marino -, io giramondo e Armando Cerzosimo. La collaborazione ha permesso la creazione di una mostra  dei miei viaggi, attraverso le culture di molti paesi. La scelta è caduta sulle fotografie analogiche, anche in tempi di scatti digitali, preferendo le immagini non nel classico bianco e nero, ma in un delicatissimo viraggio seppia, un raffinato blu di Prussia e di altre, con la famosa Kodachrome. Un passaggio di stampa dalla  chimica antica in camera oscura alla chimica del futuro, che è la caratteristica del laboratorio Cerzosimo, diretto dal figlio Pietro, agli alogenuri d’argento su superficie deep matte effetto velvet con durst theta 76, con cui le fotografie, hanno potuto essere stampate in un formato 50x70 mantenendo ogni tono, ombra e dinamica di immagine realizzata oltre un decennio fa. E’, questa una raccolta di immagini con paesaggi e personaggi, passando dalla Mauritania, ai paesi del Mediterraneo, il Maghreb, per fino a giungere in Egitto e Sudan e all’Oceano Indiano”. Marino ha lavorato quasi esclusivamente con la Kodachrome, per le incredibili nuance in grado di offrire. Vista in un particolare modo, un’immagine Kodachrome ben scattata ha una sottile bellezza tutta sua, che è stata loro ridonata in questo formato, grazie alla scansione digitale e a quella stampa chimica futuribile, adottata dal Laboratorio Cerzosimo, permettendo di ottenere stampe ove vi è racchiuso il mondo che Marino ha visitato, che si esprime e spesso traduce, attraverso le scelte di luce, contrasto, colore, imprevisti cromatici dello stesso fotografo. Dai costumi, alle tende, dal ritratto del venditore di caffè, ovvero tutto quel che viene prodotto quale espressione dei valori della società che l’ha generato. Le fotografie hanno significato complicato: il grandissimo dettaglio, il mondo che va oltre l’intenzione e il modo in cui queste immagini agiscono sul nostro pensiero e inconscio, con il loro essere mosaico, col loro essere synthesis.

“Nel presentare la mostra di Constantino Luis Marino – rivela Armando Cerzosimo - mi sento di fare un tuffo nel passato. Salerno ha sempre avuto una ottima scuola di fotografia con vari esponenti nei vari settori che sono stati sempre delle eccellenze anche in campo nazionale. Quando ho aperto il mio studio in Via dei Mercanti , circa trenta anni fa, aleggiava nell’aria un nome che mi incuriosiva e mi intrigava per la sua bravura e la sua tecnica che trasparivano dalle sue fotografie. I suoi calendari per me erano un ponte tra quello che era stata una parte della mia vita e quello che mi apprestavo a vivere professionalmente. Il deserto, i paesaggi egiziani, le atmosfere mediorientali che pure io avevo vissuto erano per me una sorta di diario ma non scritto con le mie fotografie. Erano le fotografie di Constantino Luis Marino. Allora non fu possibile incontrarlo per una serie di coincidenze, poi come un vento leggero di Constantino si erano perse le tracce. Eppure restava una sua opera fotografica a pochi passi dalla mia Galleria , ed era sempre lì a ricordarmi di un fotografo che sembrava essere un “viaggiatore di altri mondi”. La fotografia esposta, ancora presente, era nello storico negozio Cirillo di via Giovanni da Procida. Uno splendido ritratto al viraggio blu stampato per uno degli iconici calendari da lui firmati. Incontrarlo a distanza di tanti anni, parlare di viaggi, di fotografia, di Leica, di Nikon, di atmosfere e poi convincerlo a donarci 14 visioni di altri mondi è la conseguenza di una ricerca continua di migliorarci ospitando nella nostra Galleria   autori come Constantino Luis Marino”. “ E’ un diario di bordo questa esposizione –scrive il critico d’arte Cristina Tafuri. Per la sua professione Constantino Luis Marino ha viaggiato in tutto il mondo. Da questi viaggi egli ne ha tratto una specie di diario di bordo fotografando, dei paesi visitati, monumenti e persone come se li guardasse per la prima volta. Fa parte del fotografo, infatti, vedere in modo più intenso di quanto non lo facciano le altre persone. In alcune delle foto scattate i monumenti si evidenziano per la loro immanenza, bloccati, solitari, avulsi da tutto, mentre gli uomini si offrono allo sguardo stemperati in una visione che rimanda a tempi lontani. Le sue fotografie hanno già abbandonato da tempo l' intento documentario per spingersi nel territorio del vissuto interiore fissato , prima che sulla carta, nella memoria di un tempo immobile e silenzioso”. Non mancherà il momento conviviale. Il tema del viaggio sarà anche sviluppato dal lato sinestetico, da parte di Raimondo Piombino e Giovanna Salvino, attraverso le nobili tradizioni della nostra cucina, che si legherà al Nord-Est d’Italia nei calici.

Cinque gli eventi che impreziosiranno il tempo della mostra, dopo il suo vernissage, in cui interverranno l’artista e Cristina TafuriLunedì 13 marzo alle ore 10, si svolgerà in galleria un incontro con gli allievi dell’indirizzo Servizi culturali e dello Spettacolo del Convitto Nazionale “T.Tasso” di Salerno con il docente Felice Soriente, mentre la sera, alle 19, la giornalista Erminia Pellecchia e Constantino Luis Marino, discuteranno sul “Quaderno di Viaggio”

 

In apertura di serata risuona per il teatro la voce ??????? ???????, uno dei grandi protagonisti della scena teatrale italiana, un signore del palcoscenico, che ha voluto esprimere parole di apprezzamento e augurio alla Compagnia dell'Eclissi.

vuoti a rendereQuando si dice la coincidenza! E’ dello scorso 24 febbraio la morte di Maurizio Costanzo, che sulle scene del Teatro Genovesi, Aldo L’Imperio, della Cricca di Taranto, per il terzo spettacolo in gara, ha portato “Vuoti a rendere”, scritto proprio dal notissimo personaggio televisivo e giornalistico italiano. La Cricca di Taranto è alla sua terza volta al Festival Nazionale XS di Salerno, l’anno passato con “Le ultime lune” di Furio Bordon si aggiudicarono il premio della giuria dei Giovani.

“Vuoti a rendere”, scritto nel 1996 dal giornalista, scrittore, conduttore televisivo e paroliere italiano, suo è il testo di un’indimenticabile canzone “Se telefonando”, del 1966, è un testo che parla di una coppia in età, ai quali il figlio Marcello, che non si vede mai in scena, chiede che vadano a vivere in campagna, per poter usufruire del loro appartamento. Federico, questo è il nome del padre, non prende il trasferimento di buon grado, anzi adduce una serie di ragioni, anche valide, per non farlo. Viceversa Isabella, cuore di mamma, ritiene che l’andar a vivere in campagna gioverebbe alla salute e alla loro unione, ormai sistemata su di un binario morto. Un baule, posizionato in primo piano nel semplice soggiorno scenico, è pronto a raccogliere le loro cose: libri, vestiti, documenti, carte sparse e tanti oggetti inutili di cui Federico non ha nessuna intenzione di separarsene. Isabella invece, vorrebbe dare un taglio alla sua vita in città, non per radicata convinzione, come si saprà più tardi, ma per rendere la vita facile alla sua creatura. Inizia tra loro una schermaglia di ricordi della vita vissuta insieme che a volte è stata appagante, altre volte deludente. Si lanciano in reciproche accuse, la luna di miele, per esempio, un lui, a detta di Isabella, che non sapeva giocare con le parole, per passare poi alla complicità scherzosa di quella volta a Parigi. E così tra le piacevolezze trascorse e le amarezze accumulate, all’interno del loro rapporto, ora sono divisi, dal non essere concordi a voler aiutare il figlio Marcello. Molte delle considerazioni del dialogo di Federico ed Isabella e cioè le delusioni che provano, le solitudini vissute, le paure delle malattie, la difficoltà a non essere più inseriti nella vita produttiva del Paese, sono quelle che la terza età prova nel reale, tra l’indifferenza generale. L’affettività verso i vecchi è soverchia e questi sono pieni di nemici. I due coniugi sono due brave persone e anche quando si presenta l’occasione, sia per lei che per lui, di cogliere l’attimo, non sono mai andati oltre.

Una commedia brillante, gustosa, finanche dinamica, per i cambi di costumi veloci, con battute sagaci e veritiere, recitate con scioltezza e naturalezza. Buona la scelta di far spostare i mobili della scena, secondo la narrazione, a due personaggi estranei alla recitazione, la cornice di base è servita a narrare lo scorrere del tempo in modo naturale. La coppia, Aldo L’Imperio e Anna Cofano, affiatatissimi, hanno ben reso la parte di marito e moglie e delle rispettive occasioni mancate: divertenti sia per la fuga in discoteca, di lui, che per la visita della mostra di lei. I costumi, ben adattati e le parrucche hanno fatto il resto.

Maria Serritiello

 

Regia Aldo L’Imperio

Con Aldo L’Imperio e Anna Cofano

Responsabile di Palcoscenico: Annamaria Ruina

Tecnico luci e audio: Teresa Fumarola

Scene: Cosimo Lanzo, Francesco Marassa

 

 

Teatro Verdi Salerno

Giù la maschera 

Gabriele Lavia 

Il Berretto a sonagli

venerdì 3 marzo ore 18.30

 

Il Berretto a sonagli 250Sarà Gabriele Lavia il protagonista dell'incontro con il pubblico e la stampa "Giù la maschera” in programma venerdì 3 marzo alle ore 18.30 presso il Teatro Municipale Giuseppe Verdi in via Roma a Salerno. La partecipazione all'incontro è libera e gratuita.

Gabriele Lavia e la sua compagnia sono in scena al Verdi di Salerno fino a domenica 5 marzo con "Il berretto a sonagli" nell'ambito della stagione di prosa organizzata dal Teatro Pubblico Campano con il sostegno del Comune di Salerno e della Regione Campania.

Il berretto a sonagli è una delle opere che meglio mettono in scena la complessità creativa di Luigi Pirandello che interroga se stesso e gli spettatori sulla condizione umana, le relazioni sociali, la comunicazione interpersonale. Un'opera di straordinaria modernità che riflette perfettamente le inquietudini personali e collettive del nostro tempo.

Attraverso il dialogo tra i protagonisti e gli spettatori, condotto dal giornalista Peppe Iannicelli, sarà possibile approfondire i temi dello spettacolo e scoprire qualche importante dietro le quinte.

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