Salerno

LAPILLI carla marcianoPer celebrare degnamente la giornata mondiale della musica, che dal 1985 si tiene in tutto il mondo il 21 giugno, in occasione del solstizio d’estate, il Museo Archeologico di Salerno ha ospitato l’esibizione della sassofonista jazz Carla Marciano e del il suo quartet, evento organizzato dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, con il Patrocinio della Provincia di Salerno, del Comune di Salerno, dell’Azienda Soggiorno e Turismo di Salerno ed in collaborazione con il Museo Archeologico Provinciale di Salerno e l’Associazione Fonderie Culturali di Salerno. Presente alla serata, la dott.ssa Rosamaria Vitola dei Beni Culturali di Salerno e Avellino.

Carla Marciano, altosassofonista e compositrice salernitana, è considerata tra i migliori talenti del jazz italiano ed europeo. Viene ascritta tra i maggiori musicisti di jazz per usare il sassofono sopranino, strumento poco comune e quasi mai utilizzato, per la sua difficoltà ad essere padroneggiato.  La sera del 21 scorso, si è accompagnata al quartet così formato:

Alessandro La Corte pianoforte

Francesco Galatro contrabbasso, in sostituzione di Aldo Vigorito

Gaetano Fasano batteria.

Tutto lo spazio esterno, che circonda il Museo, è stato occupato, già dalle ore 20,00, il concerto è previsto per le 21,00, da una folla di appassionati, sicuri di sedersi e godere a pieno l’eccezionale esibizione, ma anche tutta la Via Bastioni è stata incredibilmente invasa da persone che non sono volute mancare all’appuntamento con la musica che conta. Così il Museo, con le sue antiche vestigia, le scale di San Benedetto e la via che li divide, si è trasformato in un raccolto teatro en plein air.

Ed eccola apparire, jeans e camicia nera, capelli raccolti da treccine ai lati del viso, essenziale e tutt’uno con la sua musica. S’inginocchia, curvandosi sullo strumento, mentre lo prepara umettandolo, esegue una serie di gesti preparatori, ma già si sente trasportata nella dimensione che più le è congeniale, quella dell’armonia. I tre considerevoli artisti di spalla tastano gli strumenti prima di lei, ma quando attacca a suonare lo fa con un’energia inimmaginabile. Note acute si gonfiano nel piccolo sassofono sopranino e si estendono per l’aria con un sibilo potente. Aggredisce la musica, dialoga, la soggioga, la rende come lei la vuole, mentre fiata tutta la sua forza. Le mani ossute, eppure fini, tastano veloci, tanto da non poterne controllare il gesto. Fiato ne ha, oh sì che ne ha, e lo spinge a più riprese nello strumento, tanto da diventare un suo prolungamento. A volte mentre suona rapita, seguendo il corso di una partitura che le balza prepotente alla mente, si curva fino ad arrivare a terra.

Che spettacolo vederla suonare mentre dietro di sé il rullio della batteria, il suono grave del contrabasso ed il notevole suono del pianoforte sono un insieme di un’unica eccezione. Ad ogni nuova esecuzione, accovacciata, si prepara lo strumento, se lo asciuga, lo carezza, lo sente sotto le mani, si sposta i capelli dietro le orecchie, si deterge il sudore e tutto lo fa ad occhi chini, come in una preghiera, tra lei ed il sassofono c’è solo la sua musica, quella eseguita e quella composta. Figura ieratica che prende forza, si concentra, si astrae e poi esegue con sempre più vigore, con una forza che le viene dalle visceri ed ogni volta è meraviglia, è incanto, è Carla Marciano, l’inimitabile artista, tra i più grandi del jazz, ed è di Salerno.

La manifestazione, Festa della  Musica, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo insieme all’AIPFM, con il contributo della SIAE e in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero della Difesa, il Ministero della Giustizia, il Ministero della Salute, l’Anci e la Conferenza delle Regioni.

Maria Serritiello

LAPILLI salerno letteraturaDal 18 al 26 giugno a Salerno è Festival della Letteratura, la kermesse, la terza in Italia del genere, è alla sua quarta edizione. Quella salernitana, si distingue per la durata, fissato a 9 giorni, con un numero d’autori e di avvenimenti che si contano intorno ai duecento. All’interno di questa edizione una novità di rilievo che proietta il festival su di una ribalta italiana di grande prestigio ed è la sinergia stabilita con la Fondazione Bellonci per la settantesima edizione del Premio Strega. I cinque finalisti tra i dodici autori selezionati il 15 giugno, sono presenti in una serata particolare nell’atrio del Duomo, ma le novità non sfiniscono qui, infatti da quest’anno si è avviata, una “Vetrina dell’editoria campana” con l’intenzione di farla crescere fino ad arrivare ad un salone dell’Editoria del Mezzogiorno. Salerno letteratura, inoltre, ha intrecciato agganci con il Ravello Festival, con Velia Teatro, con Linea d’Ombra festival culture giovani e con le associazioni A voce alta e Tempi moderni e collaborazioni con l’Università di Salerno, con la Fondazione Alfonso Gatto, con l’Associazione Porto delle nebbie e tanti altri unioni che tutto l’anno diffondono cultura sul territorio.

I luoghi dove si spalma il festival sono:

Arco Catalano, Arenile di Santa Teresa, Atrio del Duomo, Cinema Apollo, Fondazione Carisal, Largo Barbuti, Museo diocesano San Matteo, Palazzo Fruscione, Palazzo Sant’Agostino provincia di Salerno, Sala Pasolini, Tempio di Pomona, Villa Comunale.

Dal 6 giugno in poi è possibile consegnare presso gli infopoint del festival (Via Velia 11 e Tempio di Pomona) tutti quei libri che hanno provocato intense emozioni e che si desidera condividerle con altri. Una volta raccolti ed etichettati con un codice book-crossing, per identificarli, dal 23 giugno sono a disposizione negli appositi scaffali di Palazzo Fruscione.

E’ possibile scaricare FestivApp per essere sempre aggiornati su tutto il programma giornaliero. Punti di ristoro, tra un evento e l’altro, si possono trovare a Palazzo Fruscione e alla Sala Pasolini, mentre a Largo Barbuti si servono birre artigianali e panini gourmet.

Tutti possono aiutare Salerno Letteratura a portare avanti i suoi progetti, partecipando alla campagna di raccolta fondi, con un piccolo contributo “Io sostengo” Sono previsti spettacoli a pagamento per la scena della letteratura che si terranno nell’Atrio del Duomo, nella Sala Pasolini e Largo Barbuti. Non mancano i gadget griffati Salerno Letteratura: segnalibri, penne, t-shirt, taccuino, da acquistare presso gli infopoint del festival. L’importante evento si avvale del patrocinio del Ministero dei beni e della attività culturali e del turismo, della Regione Campania, della Provincia di Salerno, del Comune di Salerno.

Fondatori:

Francesco Durante (direttore artistico) Francesco Durante, giornalista e critico letterario, è nato ad Anacapri e vive a Napoli. Insegna all’Università Suor Orsola Benincasa. È stato redattore capo centrale de “Il Mattino” e del “Corriere del Mezzogiorno”, e di tre periodici femminili: “Grazia”, “D-la Repubblica delle Donne” e “Marie Claire”.

 Ines Mainieri (direttore organizzativo)Nata in Lucania, vive a Salerno dal 1965. Esperta di fondi strutturali, ha lavorato in Commissione Europea a Bruxelles, al Ministero del Lavoro a Roma e alla Regione Campania

Maria Serritiello

LAPILLI tramonto in armoniaSabato 18 giugno e domenica 20, l’Associazione “Spazio Up Arte” ha organizzato, nella Pineta del Masso della Signora, com’ è conosciuta da tutti i salernitani la Via Belvedere, l’evento, alla sua terza edizione, “Tramonti in Armonia”. Ogni anno in occasione del solstizio d’estate ed in concomitanza della Festa Europea della Musica, Vito Ungaro, presidente dell’associazione “Spazio Up Art”, assieme ad altre associazioni culturali, organizza a Salerno la caratteristica manifestazione che ha come temi principali, l'ambiente, l'arte e la musica. Con la particolare l’iniziativa s’ intende recuperare e promuovere la fruibilità di quest'area, dalle indiscutibili valenze paesaggistiche ed ambientali. Il sito, che un tempo era un punto di riferimento cittadino, ha conosciuto inspiegabilmente fasi di abbandono e di conseguente degrado, con la cultura, l’arte e i suoi diversi generi espressivi, ci si augura che possano essere strumento di azione, creazione e confronto, in tutti gli ambiti della società.

Armonie nel tramonto, dunque, dal "Maso della Signora", la naturale location della gita fuori porta, per i salernitani del tempo nel lunedì d'albis o per le coppiette desiderose di privacy, in tempi meno remoti. Due giorni per fruire di tanta bellezza, godendo di poesia, di teatro, di musica e di arte, sostenuti dalla forza ingenua della spontaneità e da quella specie di naturale stupore, che il posto suscita nel vedersi spalancato davanti agli occhi, sorpresi e abbacinati: Salerno, la città tanto cara ad Alfonso Gatto. Ed ecco lo spiazzo utile, riorganizzato con tenacia e sacrificio da una squadra di volontari, sottratto all'incuria del tempo e di certo malcostume, ahimè duro a morire, un palcoscenico naturale, senza bisogno di abbellimenti e dopo una breve presentazione, dello stesso Presidente Ungaro, vedersi spuntare da dietro gli alberi, un pulcinella (Gennaro Patrone) dei nostri giorni. Una maschera credibile, quanto autenticamente naif, proporre monologhi di disagiate esistenze e di speranze mai sopite, cui segue la lettura di brevi, ma intensi versi della poetessa Maria Serritiello, poesie delicate ed evocative, intervallate da brani di musica classica per sole chitarre, eseguiti dal “Barrios  quartet”( L. Battipaglia,V.Evangelista, C.Pagano, E. Supino)

Armonie suggestive, perfettamente incastonate nelle nobili parole della poetessa, per un tramonto dolce e sereno, spalancato sul golfo che da qui si offre senza ostacoli alla vista. Istallazioni (Land Art), poi, le più varie hanno chiuso il cerchio dell’arte a tutto tondo, che le due giornate hanno saputo donare a quanti sono saliti fin quassù, per ritrovare il vecchio luogo, tutto salernitano, per cui intorno, il volo dei gabbiani, un lupo marsicano, ragnatele tra gli alberi e pigne trasformate in pupazzetti.  Non si ringrazierà mai abbastanza a chi di fatto ha sacrificato il suo tempo, per garantire ad altri il sogno ed il vivere in libertà l’estetica della natura.

Ferdinando Bianco

Mostra al pubblico domenica 19 giugno 2016 a Baronissi

LAPILLI La20scoperta20della20SolidarietE0La coperta più grande del sud Italia continua ad allungarsi. A pochi giorni dalla consegna degli ultimi quadrati di lana, l’organizzazione di volontariato “Il Mondo In Rosa” raccogliere ancora mattonelle di lana destinate a realizzare il prato di lana più grande del Meridione.

Un prato solidale i cui proventi saranno utilizzati per l’acquisto di strumenti medici destinati all’allestimento di una sala parto in Nigeria, nella realtà di Umumbiri.

La coperta sarà mostrata al pubblico il prossimo 19 giugno 2016 presso il Parco della Rinascita del Comune di Baronissi che patrocina l’evento.

L’evento è promosso dall’organizzazione Il Mondo in Rosa in collaborazione con l’associazione SOSolidarietà impegnata in attività di cooperazione internazionale proprio in Nigeria.

Una sfida solidale all’ultimo gomitolo, realizzata con la collaborazione di tantissime mani esperte nell’arte del fare a maglia e dell’uncinetto. Hanno aderito all’iniziativa 258 signore da tutta la Campania: Baronissi, Salerno, Castellammare,Controne, Castellabate, Colliano, Conza della Campania, Eboli, Massicelle, Montecorvino Pugliano,Oliveto Citra, Omignano Scalo, Palomonte, Quaglietta, San Gregorio Magno, Sorrento,Petina, Calitri, Nola,Villaricca,Pontecagnano,Eboli eD altre città italiane quali: Portogruaro, Ninfa in provincia di Trapani, Matera, Muro Lucano e Trento.

Attualmente l’organizzazione Il Mondo in Rosa ha raccolto 3800 pezzi, ma è più che intenzionata a raggiungere la quota di 5000 mattonelle per ricoprire tutta l’area messa a disposizione del comune.

Dopo l’esposizione che si terrà a Baronissi nella mattinata di domenica 19 giugno; la coperta sarà messa all’asta  nel pomeriggio e tutti potranno comprarne un prezzo a seconda delle proprie necessita: presine per la cucina, un simpatico plaid o copertine per le culle dei bambini.

Tutte le persone che intendono aderire all’iniziativa possono contattare l’associazione Il Mondo In rosa a mezzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure chiamando al 339.4622446.

Intanto  per chi vuole vedere i pezzi che compongono la coperta basta collegarsi alla pagina Facebook dell’evento- La scoperta della Solidarietà.

LAPILLI ippolitoIl 12 giugno scorso, l'Auditorium del Liceo Classico "De Sanctis" di Salerno ha avuto il suo battesimo ufficiale per aver rappresentato “In principio era Ippolito”, liberamente tratto dall’Ippolito di Euripide e curato dall’ Officina del dramma Antico del prestigioso liceo, sorto cinquant’anni fa, nella parte orientale della città. Immerso nel verde e nei profumi del giardino che lo circonda, l’Auditorium ha dato il meglio di sé per rappresentare degnamente, come lo s’invocava da anni, il lavoro finale degli alunni, che si sono dedicati ad una sì nobile attività. Realizzato con l’impiego dei fondi europei, è stato inaugurato il 4 marzo di quest’anno.

La versione-rilettura de "L'Ippolito Incoronato" di Euripide, curata dalla Prof.ssa Anna Rotunno e dalla Prof.ssa Amelia Imparato, è incentrata sul tema della purezza, nella figura di Ippolito. Un segnale rivelato anche dal titolo alternativo, "In principio era Ippolito" a chiarire che la prospettiva era dalla parte del giovane figlio di Teseo, o della purezza, od a volerla dire in termini psicologici, della rimozione, della sessualità, a favore della castità virginale, come scelta spirituale.

Ippolito, figlio di Teseo, re di Atene, e della regina delle Amazzoni si dedica esclusivamente alla caccia e al culto di Artemide, trascurando la vita comunitaria e la sessualità. Per tale motivo Afrodite decide di punirlo suscitando in Fedra (seconda moglie di Teseo e quindi matrigna di Ippolito) una insana passione per il giovane. Fedra appare sconvolta e malata e dietro le insistenze della Nutrice, le confessa la causa del suo malessere. Nell’intenzione di aiutare la sua padrona, la nutrice rivela ad Ippolito, sotto giuramento del silenzio, l’insana passione della matrigna. Alla rabbiosa reazione del giovane, Fedra umilia si uccide, non prima di aver lasciato una lettera, per salvare il suo onore, nella quale si dice violentata dal figliastro. Quando Teseo, tornato da fuori città, scopre il cadavere della moglie ed il biglietto, invocando Poseidone, lancia un anatema mortale nei confronti del figlio. Il giovane si dichiara innocente, ma Teseo non gli crede e a lui vincolato dal giuramento, fatto alla nutrice, non resta che accettare di essere bandito da Trezene. Mentre si allontana, la maledizione puntualmente si compie, infatti un toro mostruoso, uscito dal mare fa imbizzarrire i cavalli, che fanno schiantare il carro contro le rocce. Ippolito viene riportato indietro agonizzante e la dea Artemide espone a Teseo la verità sui fatti, dimostrando quindi l'innocenza di Ippolito. Il re si rivolge allora al figlio, ottenendone in punto di morte il perdono.

La scena rigorosa, essenziale, addobbata da verdi teli fluttuanti e cadenti dall’alto a disegnare in maniera spartana lo spazio recitativo, per effetto delle luci cambieranno di colore nel corso della tragedia, marcando i momenti più significativi. Due sgabelli ai due lati del palco, sono la base su cui issate, per tutta la durata, 55 minuti, la dea dell’amore Afrodite ed Artemide dea della caccia e della purezza, si trasformano in statue viventi. La tragedia di Ippolito che si compie ineluttabile avvince i presenti, grazie alla trasposizione del testo, reso agevole e comprensibile d’impatto, dalla brava Prof Anna Rotunno e grazie alla bravura degli allievi, impegnati seriamente in un’attività non certo facile da portare avanti, quando altre attrattive richiamano con più seduzione. Ma tant’è, il fascino di una scuola viva e protagonista può essere ancora un attrattore pedagogico vincente. Un lavoro di squadra tra alunni e docenti si è visto, che hanno reso la serata perfetta e gli allievi degli attori consumati; tra loro molte eccellenze, ma nel rispetto del lavoro di tutti non se ne privilegia alcuno. Il coro, una parte dei 25 allievi partecipanti, con il loro scandire all’unisono l’evento e la susseguente disperazione, accompagnato da un’espressiva gestualità del corpo, ha creato nell’Auditorium un clima non secondo agli antichi teatri greci sparsi nella penisola. Ottima la scelta musicale, raffinata e non invasiva sul resto, dove s’individuano brani di Julia Kent e di Ludovico Einaudi.

Interpreti: Roberta Melillo, Antonio Cocomero, Nunzio Brancaccio, Gaia Rocco, Morena Viviano, Carmine Nastri, Davide Giudice, Francesca Credentini, Andrea Bonfrisco, Arianna Catino, Francesca Rotolo, Chiara Frallicciardi, Francesco Morrone, Innocenzo Mulieri, Rocco Di Muro, Chiara Salzano, Chiara Alviggi, Silvia Bosso, Chiara Del Grosso, Adriana Durante, Imma Iannicelli, Francesca Troisi, Rocco Di Muro, Francesco Morrone.

Scenografia: Benedetta Maresca, Martina Bacco, Francesca Sparano, Mariachiara Sica.

Luci e Fonia :Giovanni Russo, Davide Giudice,Edoardo Coppola.

Aiuto Regia: Davide Caravano

Regia: Amelia Imparato e Anna Rotunno.

Maria Serritiello

LAPILLI pianoforteAd iniziare il concerto di mercoledì 8 giugno delle ore 19,00 al Circolo Canottieri Irno di Salerno, è Ludovica Ventre, la giovane violoncellista, 15 anni appena compiuti, ma già talentuosa, come il suo curriculum denuncia. Allieva del Liceo Musicale “Galdi” di Cava de’Tirreni (Sa), sotto la guida del M° I. Iannone, ha al suo attivo vari primi premi conquistati in concorsi. Il pezzo eseguito di J.S. Bach Suite n.1, grave e solenne, come solo il violoncello sa fare delle note, ha deliziato i presenti, che si sono profusi in applausi sentiti. A seguire, il soprano statunitense Rebecca Palmer, specializzata nella lirica, nella musica barocca e liturgica, diplomatasi nel 2010, presso il San Francisco Conservatory of Musica e nel 2012 presso il Boston Conservatory. Un cigno biondo, Rebecca, dall’eleganza innata, avvolta da una tunica scivolata, di colore rosso, intona “Caro mio ben” di T. Giordani, “Nel cor più non sento” di G. Paisiello, “Quando men vò “da “la Boheme di G. Puccini, la sua è una stupenda voce, dai gorgheggi limpidi e puri. Nella Seconda parte del concerto, ascoltiamo rapiti di F Schubert “Du bist die Ruh, di H.Granados El ayo discreto, di G. Donizzetti Chacun le sait da La fille  du Reggiment e di G. Puccini, infine “O mio babbino caro”. Ad accompagnarla al piano nei brani lirici prescelti, una maestra d’eccezione, la pianista salernitana Giuseppina Gallozzi, la cui bravura di concertista indiscussa, è frutto di studio continuo e specializzazioni che colleziona tutt’ora. Diplomatasi presso il Conservatorio di Napoli con il massimo dei voti, si è perfezionata con B. Mezzena, L. De Barberiis e J. Micault. Nel 1997 ha ottenuto una borsa di studio dal Ministero della Cultura della Romania, presso l’Academia de Muzica “Rossetti Tescanu-George Enescu” di Bacau. I pezzi da lei eseguiti, J. S. Bach Loure, C. Debussy Bruyere, F. Mendelsshon Preludio, con effettiva bravura, hanno addolcito il tardo pomeriggio dei presenti al circolo Canottieri, che per la sua bellezza, affiancato da un mare che non si risparmia per panorama, fa da degna pedana ai musicisti.

Maria Serritiello

Un gol di Coda regala un altro anno di B alla squadra di Menichini

LOGO U.S. SalernitanaNon erano previsti capovolgimenti di scena, che infatti non ci sono stati. Il 4 a 1 di pochi giorni fa in casa del Virtus Lanciano faceva prevedere un ritorno abbastanza tranquillo per la Salernitana. Che infatti non ha combinato pasticci clamorosi e, anzi, ha battuto con uno striminzito ma più che sufficiente 1 a 0 una squadra meno forte e troppo demoralizzata da come erano andate le cose nella gara precedente. Il team di mister Menichini chiude la pratica con un gol di Coda al 20esimo che regala alla compagine campana un altro anno di serie cadetta. Ora la pausa estiva servirà al presidente Lotito per fare un bilancio degli errori commessi in questa stagione e per mettere su una rosa all'altezza della Serie B, in modo da evitare un altro campionato deludente e in bilico fino all'ultima giornata.

Salernitana – Virtus Lanciano 1 – 0

Rete: 20′ pt Coda.

Salernitana: Terracciano, Nalini, Moro, Coda, Empereur, Tuia (42′ st Colombo), Odjer, Zito (21′ st Gatto), Rossi (1′ st Franco), Donnarumma, Bernardini. All.: L. Menichini.

A disposizione: Strakosha, Pollace, Pestrin, Bus, Ronaldo, Schiavi.

Virtus Lanciano: Cragno, Aquilanti, Salviato, Amenta, Bacinovic (29′ st Vitale), Marilungo, Bonazzoli (13′ st Padovan), Di Francesco, Di Matteo, Rocca, Giandonato (13′ st Turchi). All.: P. Maragliulo.

A disposizione: Casadei, Boldor, Udoh, Di Filippo, Rigione, Di Nicola.

Arbitro: Fabrizio Pasqua di Tivoli.
Assistenti: Damiano Di Iorio (sez. Verbania) – Stefano Liberti (sez. Pisa).
IV uomo: Stefano Del Giovane (sez. Albano Laziale).
Addizionali: Gianluca Aureliano (sez. Bologna) – Daniele Chiffi (sez. Padova).

Ammonito: Empereur (S).

Angoli: 3 – 3

Recupero: 2′ st.

Spettatori: 25051

Arnaldo Iodice

Vittoria esterna fondamentale per la formazione campana. Salvezza ad un passo

LOGO U.S. SalernitanaUna vittoria esterna che sa di salvezza. La Salernitana batte il Lanciano 4 a 1 e vede profilarsi all'orizzonte un'altra stagione in serie B. Merito dei gol di Donnarumma al nono del primo tempo (a cui risponde Marilungo, che riporta la gara in parità al 16esimo), di Zito al 21esimo, di Gatto al 36esimo del secondo tempo e di Coda a tempo scaduto. La gara di ritorno è (o dovrebbe essere, a meno di un harakiri inaspettato e alquanto improbabile) una pura formalità, perché se il Lanciano vuole evitare la Lega Pro dovrebbe imporsi all'Arechi con almeno 4 gol di scarto. Manca poco, pochissimo ad una salvezza per i Granata che a metà stagione sembrava sempre più difficile. La gara di ritorno si giocherà mercoledì.

Virtus Lanciano – Salernitana 1 – 4

Reti: 9’ pt Donnarumma (S), 16’ pt Marilungo (VL), 21’ pt Zito (S), 36’ st Gatto (S), 46’ st Coda (S).

Virtus Lanciano: Cragno, Salviato, Amenta, Bacinovic, Marilungo, Bonazzoli (27’ st Padovan), Rigione, Vastola (7’ pt Aquilanti), Vitale, Di Matteo, Rocca (21’ st Turchi). All.: P. Maragliulo.

A disposizione: Casadei, Boldor, Udoh, Di Filippo, Di Nicola, Di Benedetto.

Salernitana: Terracciano, Pestrin, Nalini (32’ st Gatto), Coda, Empereur, Tuia, Odjer, Zito, Rossi (39’ pt Franco), Donnarumma (38’ st Moro), Bernardini. All.: L. Menichini.

A disposizione: Strakosha, Pollace, Colombo, Ronaldo, Schiavi, Martiniello.

Arbitro: Gianluca Manganiello di Pinerolo.
Assistenti: Daniele Bindoni (sez. Venezia) – Marco Zappatore (sez. Taranto).
IV uomo: Enrico Caliari (sez. Legnago).
Addizionali: Francesco Paolo Saia (sez. Palermo) – Juan Luca Sacchi (sez. Macerata).

Ammoniti: Bacinovic, Salviato, Aquilanti (VL), Rossi, Donnarumma (S).

Angoli: 4 – 4

Recupero: 5’ pt, 4’ st.

Arnaldo Iodice

LAPILLI monumento ogliaraIl fine settimana scorso è stato piacevolmente movimentato per la zona collinare più panoramica di Salerno. Due eventi di straordinaria socievolezza, per la locale comunità, hanno caratterizzato i giorni di fine maggio e precisamente la valorizzazione del già monumento ai caduti nella piazza di Ogliara e l’Infiorata, messa in opera dagli appartenenti all’Associazione il “Campanile di Ogliara”, in occasione della solennità del Corpus Domini, giunta alla sua settima edizione. Il programma è stato denso di appuntamenti, ad iniziare dal giorno 28, dove protagoniste sono state le due piazze di Sant’Angelo e di Ogliara per onorare i caduti di tutte le guerre. I cittadini hanno fatto la spola tra le due frazioni, allegramente ravvivate dalla Fanfara dei Bersaglieri, della città di Cava de’ Tirreni. Solenne le due cerimonie, affollate di pubblico e di alunni delle scuole elementari e medie, futuro di un mondo migliore, si auspica.

A creare la sagoma in metallo nero, nell’atto di apprestarsi a rendere onore al cippo esistente, con un lieve tocco di mano, è Vito Ungaro, l’artista di fine sensibilità, che dedica il suo ingegno prevalentemente alle istallazione e a cui la Pro Loco, presidente Luigi Cuoco, riconoscente, ha omaggiato di un piatto in ceramica vietrese. Momento solenni poi, alla presenza dell’assessore all’urbanistica, Mimmo De Maio, in rappresentanza del Comune di Salerno, sono stati e l’esecuzione dell’inno di Mameli da parte della Fanfara dei Bersaglieri, cantato con trasporto da tutti i presenti e la deposizione di una corona di alloro al monumento, che ricorda i giovani caduti nelle missioni di pace, per donare la libertà a chi è stata negata. Un altro bel momento di festosa partecipazione, alla presenza del Dirigente scolastico, Prof.ssa Renata Florimonte e del corpo docente dell’Istituto Comprensivo V circolo Ogliara, è stata la premiazione al 2° Concorso letterario “Stella Montis”, riservato agli alunni delle scuole del Comprensorio, organizzato dall’Associazione “Il Campanile di Ogliara” e dalla Parrocchia.

Ma Ogliara è desiderosa di essere protagonista in positivo nel panorama di eventi che richiamano gente ed ecco, per la settima volta organizzare “Ogliara in fiore – L’Infiorata di Salerno": evento promosso e programmato dall’ Associazione – Oratorio “Il Campanile di Ogliara”, in collaborazione con altre realtà associative, presenti sul territorio. L’evento, unico a Salerno, si pone come elemento identitario della comunità di Ogliara e riveste, oggi, l’importante ruolo di attrattore per la zona collinare. Nota di distinzione è il patrocinio della Associazione Nazionale delle Infiorate Artistiche “Infioritalia” di cui la Associazione "Il Campanile di Ogliara è socia dal novembre 2015. I tappeti di fiori, che si sono palesati la domenica del giorno 29, sono apparsi di una bellezza eccezionale, in sette anni i gruppi, prevalentemente, di giovani, si sono migliorati moltissimo, acquisendo esperienza, capacità e facendo crescere la manifestazione tanto da riuscire ad imporsi nelle altre. Ogliara adorna di fiori, profumata da effluvi sprigionati da essi, invasa dai colori della natura, nei quali si scorge il tema della misericordia, con la piazza in cui risuona ancora l’inno italiano ed il sotto piazza recuperato da volontari laboriosi a oasi di verde, è il più bell’esempio di cittadinanza attiva che Salerno ha da mostrare.

Maria Serritiello   

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