Per celebrare degnamente la giornata mondiale della musica, che dal 1985 si tiene in tutto il mondo il 21 giugno, in occasione del solstizio d’estate, il Museo Archeologico di Salerno ha ospitato l’esibizione della sassofonista jazz Carla Marciano e del il suo quartet, evento organizzato dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, con il Patrocinio della Provincia di Salerno, del Comune di Salerno, dell’Azienda Soggiorno e Turismo di Salerno ed in collaborazione con il Museo Archeologico Provinciale di Salerno e l’Associazione Fonderie Culturali di Salerno. Presente alla serata, la dott.ssa Rosamaria Vitola dei Beni Culturali di Salerno e Avellino.
Carla Marciano, altosassofonista e compositrice salernitana, è considerata tra i migliori talenti del jazz italiano ed europeo. Viene ascritta tra i maggiori musicisti di jazz per usare il sassofono sopranino, strumento poco comune e quasi mai utilizzato, per la sua difficoltà ad essere padroneggiato. La sera del 21 scorso, si è accompagnata al quartet così formato:
Alessandro La Corte pianoforte
Francesco Galatro contrabbasso, in sostituzione di Aldo Vigorito
Gaetano Fasano batteria.
Tutto lo spazio esterno, che circonda il Museo, è stato occupato, già dalle ore 20,00, il concerto è previsto per le 21,00, da una folla di appassionati, sicuri di sedersi e godere a pieno l’eccezionale esibizione, ma anche tutta la Via Bastioni è stata incredibilmente invasa da persone che non sono volute mancare all’appuntamento con la musica che conta. Così il Museo, con le sue antiche vestigia, le scale di San Benedetto e la via che li divide, si è trasformato in un raccolto teatro en plein air.
Ed eccola apparire, jeans e camicia nera, capelli raccolti da treccine ai lati del viso, essenziale e tutt’uno con la sua musica. S’inginocchia, curvandosi sullo strumento, mentre lo prepara umettandolo, esegue una serie di gesti preparatori, ma già si sente trasportata nella dimensione che più le è congeniale, quella dell’armonia. I tre considerevoli artisti di spalla tastano gli strumenti prima di lei, ma quando attacca a suonare lo fa con un’energia inimmaginabile. Note acute si gonfiano nel piccolo sassofono sopranino e si estendono per l’aria con un sibilo potente. Aggredisce la musica, dialoga, la soggioga, la rende come lei la vuole, mentre fiata tutta la sua forza. Le mani ossute, eppure fini, tastano veloci, tanto da non poterne controllare il gesto. Fiato ne ha, oh sì che ne ha, e lo spinge a più riprese nello strumento, tanto da diventare un suo prolungamento. A volte mentre suona rapita, seguendo il corso di una partitura che le balza prepotente alla mente, si curva fino ad arrivare a terra.
Che spettacolo vederla suonare mentre dietro di sé il rullio della batteria, il suono grave del contrabasso ed il notevole suono del pianoforte sono un insieme di un’unica eccezione. Ad ogni nuova esecuzione, accovacciata, si prepara lo strumento, se lo asciuga, lo carezza, lo sente sotto le mani, si sposta i capelli dietro le orecchie, si deterge il sudore e tutto lo fa ad occhi chini, come in una preghiera, tra lei ed il sassofono c’è solo la sua musica, quella eseguita e quella composta. Figura ieratica che prende forza, si concentra, si astrae e poi esegue con sempre più vigore, con una forza che le viene dalle visceri ed ogni volta è meraviglia, è incanto, è Carla Marciano, l’inimitabile artista, tra i più grandi del jazz, ed è di Salerno.
La manifestazione, Festa della Musica, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo insieme all’AIPFM, con il contributo della SIAE e in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero della Difesa, il Ministero della Giustizia, il Ministero della Salute, l’Anci e la Conferenza delle Regioni.
Maria Serritiello
Dal 18 al 26 giugno a Salerno è Festival della Letteratura, la kermesse, la terza in Italia del genere, è alla sua quarta edizione. Quella salernitana, si distingue per la durata, fissato a 9 giorni, con un numero d’autori e di avvenimenti che si contano intorno ai duecento. All’interno di questa edizione una novità di rilievo che proietta il festival su di una ribalta italiana di grande prestigio ed è la sinergia stabilita con la Fondazione Bellonci per la settantesima edizione del Premio Strega. I cinque finalisti tra i dodici autori selezionati il 15 giugno, sono presenti in una serata particolare nell’atrio del Duomo, ma le novità non sfiniscono qui, infatti da quest’anno si è avviata, una “Vetrina dell’editoria campana” con l’intenzione di farla crescere fino ad arrivare ad un salone dell’Editoria del Mezzogiorno. Salerno letteratura, inoltre, ha intrecciato agganci con il Ravello Festival, con Velia Teatro, con Linea d’Ombra festival culture giovani e con le associazioni A voce alta e Tempi moderni e collaborazioni con l’Università di Salerno, con la Fondazione Alfonso Gatto, con l’Associazione Porto delle nebbie e tanti altri unioni che tutto l’anno diffondono cultura sul territorio.
Sabato 18 giugno e domenica 20, l’Associazione “Spazio Up Arte” ha organizzato, nella Pineta del Masso della Signora, com’ è conosciuta da tutti i salernitani la Via Belvedere, l’evento, alla sua terza edizione, “Tramonti in Armonia”. Ogni anno in occasione del solstizio d’estate ed in concomitanza della Festa Europea della Musica, Vito Ungaro, presidente dell’associazione “Spazio Up Art”, assieme ad altre associazioni culturali, organizza a Salerno la caratteristica manifestazione che ha come temi principali, l'ambiente, l'arte e la musica. Con la particolare l’iniziativa s’ intende recuperare e promuovere la fruibilità di quest'area, dalle indiscutibili valenze paesaggistiche ed ambientali. Il sito, che un tempo era un punto di riferimento cittadino, ha conosciuto inspiegabilmente fasi di abbandono e di conseguente degrado, con la cultura, l’arte e i suoi diversi generi espressivi, ci si augura che possano essere strumento di azione, creazione e confronto, in tutti gli ambiti della società.
La coperta più grande del sud Italia continua ad allungarsi. A pochi giorni dalla consegna degli ultimi quadrati di lana, l’organizzazione di volontariato “Il Mondo In Rosa” raccogliere ancora mattonelle di lana destinate a realizzare il prato di lana più grande del Meridione.
Il 12 giugno scorso, l'Auditorium del Liceo Classico "De Sanctis" di Salerno ha avuto il suo battesimo ufficiale per aver rappresentato “In principio era Ippolito”, liberamente tratto dall’Ippolito di Euripide e curato dall’ Officina del dramma Antico del prestigioso liceo, sorto cinquant’anni fa, nella parte orientale della città. Immerso nel verde e nei profumi del giardino che lo circonda, l’Auditorium ha dato il meglio di sé per rappresentare degnamente, come lo s’invocava da anni, il lavoro finale degli alunni, che si sono dedicati ad una sì nobile attività. Realizzato con l’impiego dei fondi europei, è stato inaugurato il 4 marzo di quest’anno.
Ad iniziare il concerto di mercoledì 8 giugno delle ore 19,00 al Circolo Canottieri Irno di Salerno, è Ludovica Ventre, la giovane violoncellista, 15 anni appena compiuti, ma già talentuosa, come il suo curriculum denuncia. Allieva del Liceo Musicale “Galdi” di Cava de’Tirreni (Sa), sotto la guida del M° I. Iannone, ha al suo attivo vari primi premi conquistati in concorsi. Il pezzo eseguito di J.S. Bach Suite n.1, grave e solenne, come solo il violoncello sa fare delle note, ha deliziato i presenti, che si sono profusi in applausi sentiti. A seguire, il soprano statunitense Rebecca Palmer, specializzata nella lirica, nella musica barocca e liturgica, diplomatasi nel 2010, presso il San Francisco Conservatory of Musica e nel 2012 presso il Boston Conservatory. Un cigno biondo, Rebecca, dall’eleganza innata, avvolta da una tunica scivolata, di colore rosso, intona “Caro mio ben” di T. Giordani, “Nel cor più non sento” di G. Paisiello, “Quando men vò “da “la Boheme di G. Puccini, la sua è una stupenda voce, dai gorgheggi limpidi e puri. Nella Seconda parte del concerto, ascoltiamo rapiti di F Schubert “Du bist die Ruh, di H.Granados El ayo discreto, di G. Donizzetti Chacun le sait da La fille du Reggiment e di G. Puccini, infine “O mio babbino caro”. Ad accompagnarla al piano nei brani lirici prescelti, una maestra d’eccezione, la pianista salernitana Giuseppina Gallozzi, la cui bravura di concertista indiscussa, è frutto di studio continuo e specializzazioni che colleziona tutt’ora. Diplomatasi presso il Conservatorio di Napoli con il massimo dei voti, si è perfezionata con B. Mezzena, L. De Barberiis e J. Micault. Nel 1997 ha ottenuto una borsa di studio dal Ministero della Cultura della Romania, presso l’Academia de Muzica “Rossetti Tescanu-George Enescu” di Bacau. I pezzi da lei eseguiti, J. S. Bach Loure, C. Debussy Bruyere, F. Mendelsshon Preludio, con effettiva bravura, hanno addolcito il tardo pomeriggio dei presenti al circolo Canottieri, che per la sua bellezza, affiancato da un mare che non si risparmia per panorama, fa da degna pedana ai musicisti.
Non erano previsti capovolgimenti di scena, che infatti non ci sono stati. Il 4 a 1 di pochi giorni fa in casa del Virtus Lanciano faceva prevedere un ritorno abbastanza tranquillo per la Salernitana. Che infatti non ha combinato pasticci clamorosi e, anzi, ha battuto con uno striminzito ma più che sufficiente 1 a 0 una squadra meno forte e troppo demoralizzata da come erano andate le cose nella gara precedente. Il team di mister Menichini chiude la pratica con un gol di Coda al 20esimo che regala alla compagine campana un altro anno di serie cadetta. Ora la pausa estiva servirà al presidente Lotito per fare un bilancio degli errori commessi in questa stagione e per mettere su una rosa all'altezza della Serie B, in modo da evitare un altro campionato deludente e in bilico fino all'ultima giornata.
Il fine settimana scorso è stato piacevolmente movimentato per la zona collinare più panoramica di Salerno. Due eventi di straordinaria socievolezza, per la locale comunità, hanno caratterizzato i giorni di fine maggio e precisamente la valorizzazione del già monumento ai caduti nella piazza di Ogliara e l’Infiorata, messa in opera dagli appartenenti all’Associazione il “Campanile di Ogliara”, in occasione della solennità del Corpus Domini, giunta alla sua settima edizione. Il programma è stato denso di appuntamenti, ad iniziare dal giorno 28, dove protagoniste sono state le due piazze di Sant’Angelo e di Ogliara per onorare i caduti di tutte le guerre. I cittadini hanno fatto la spola tra le due frazioni, allegramente ravvivate dalla Fanfara dei Bersaglieri, della città di Cava de’ Tirreni. Solenne le due cerimonie, affollate di pubblico e di alunni delle scuole elementari e medie, futuro di un mondo migliore, si auspica.