Agenda

Il 2 settembre una delegazione istituzionale sarà ricevuta al vertice della Città Metropolitana di Firenze per suggellare la collaborazione strategica. 2 Settembre 2026 – Il modello operativo di Svimar (Associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno e delle Aree Interne) conquista il riconoscimento delle istituzioni, diventando un punto di riferimento nazionale nel contrasto allo spopolamento dei borghi.

​Questo percorso culmina il, 2 settembre, a San Godenzo (guidato dal Sindaco Emanuele Piani), con una giornata-chiave che consolida il Protocollo d'intesa approvato all'unanimità lo scorso 3 giugno con la Città Metropolitana di Firenze.

​Per l'occasione, una delegazione di primo piano — composta dal Presidente di Svimar Giacomo Rosa, dal Presidente della Provincia di Matera Francesco Mancini, dal Sindaco di Grassano Filippo Luberto e dal Delegato agli Enti Locali Svimar Michele Laurino — viene ricevuta dalla Sindaca della Città Metropolitana di Firenze, Sara Funaro, e dal consigliere delegato Nicola Armentano.

​L'incontro rientra nel progetto “Incredibili Borghi”, promosso da Città Metropolitana di Firenze e Svimar in collaborazione con Cirps e Relectric, volto a integrare sviluppo sostenibile, servizi, mobilità, turismo e inclusione sociale.

​La partecipazione di amministratori del Mezzogiorno (Matera e Grassano) insieme ai vertici di Svimar ribadisce una realtà centrale: lo spopolamento non è un tema esclusivamente meridionale, ma una sfida trasversale che unisce le aree interne di tutta Italia per la rinascita dei borghi.

 

Saviano, al Rione Sirico torna ‘’A sera d’o ‘nciucio: XVIII edizione nel segno della memoria e dei 20 anni dell’associazione 

Conferenza stampa di presentazione
XVIII edizione " 'a sera d' 'o 'nciucio"

Domenica 6 settembre 2026 alle ore 18,00

Saviano: L’Associazione Socio-Culturale "Michela Polverino" – Rione Sirico* , con il patrocinio del Comune di Saviano, ha il piacere di annunciare e invitare la cittadinanza e gli organi di informazione alla Conferenza Stampa Ufficiale di presentazione della XVIII Edizione de "A SERA D' 'O 'NCIUCIO", domenica 6 settembre alle ore 18,00 presso portone allestito in via San Giovanni (Borgo di Sirico, Saviano). Un appuntamento di fondamentale importanza che celebra un duplice traguardo: la XVIII edizione della manifestazione e il XX Anniversario dalla fondazione dell’Associazione 2006–2026.
PARTECIPERANNO AUTORITÀ E OSPITI ISTITUZIONALI:
- Dott. Giuseppe Franco – Sindaco del Comune di Saviano
- On. Giovanni Mensorio – Presidente III Commissione Regione Campania  
- On. Francesco Iovino – Presidente I Commissione Speciale Regione Campania
- Dott. Catello Maresca – Magistrato
- Il Consiglio Comunale di Saviano
- Prof.ssa Lucia Liguori – Assessore alla Cultura del Comune di Saviano
- Prof. Vincenzo Ammirati - storico

 MODERA L’INCONTRO la giornalista Filomena Carrella

"A SERA D'O NCIUCIO": QUANDO IL RIONE SIRICO SI FERMA PER ASCOLTARE LA MEMORIA
Ci sono luoghi dove il tempo sembra essersi fermato.
Dove basta un vicolo, un portone aperto, il profumo di una pentola sul fuoco per tornare indietro.
Uno di questi è il Rione Sirico di Saviano, in provincia di Napoli. E da alcuni anni, proprio qui, il Comitato Rione Sirico – Michela Polverino ha deciso di dargli voce.
Si chiama ‘A sera d'o nciuci’. In napoletano ‘nciuci’ è la chiacchiera carina. Quella della sera, seduti nei cortili. La parola detta e a volte quella non detta. Quella che sa di comunità.
Un museo a cielo aperto tra storia, arte e sapori.
Giunta alla sua XVIII edizione, la sagra non è una semplice festa di paese. È una rievocazione storico-culturale. Un cammino tra storia, arte, cultura, sapori e antichi mestieri che tornano a vivere nei bassi, nei vicoli e nei portoni del borgo antico.
L'idea è semplice e potente: far rivivere la genuinità e la serenità della vita di un tempo. Quella dei contadini, degli artigiani, delle donne che impastavano e degli uomini che spillavano il vino.
‘La manifestazione si svolge tutta nei luoghi degli antichi lavori dei contadini, dei mestieri, dei sapori’ raccontano gli organizzatori. E qui l’ ‘nciuci' diventa ‘strumento di partecipazione emotiva alle vicende altrui, senza cattiveria, che ricostruisce una nostalgica atmosfera’.
Donne in abiti folkloristici, uomini e vini del territorio.
La sera del 'nciuci' il Rione Sirico si veste a festa.
Le donne indossano abiti folkloristici tipici, custodi di una tradizione che non vuole spegnersi.
Gli uomini preparano e fanno assaporare vini e piatti locali, nati direttamente dal mondo agricolo e rurale.
Niente di industriale: solo ingredienti della terra, ricette tramandate e mani che sanno fare.
Tra un vicolo e l'altro si mangia cibo contadino, si ascolta musica popolare, si balla. Si rivedono in scena i vecchi pettegolezzi dei cortili, le arti popolari quasi estinte, la solidarietà di chi condivide un passato che ritorna prepotente.
Molti si chiedono perché farlo.
‘A sera d'o nciuci' è il desiderio di non dimenticare.
È dare voce alle antiche tradizioni celebrandole, non in un museo, ma tra la gente. A stretto contatto con la natura e con chi quella terra ancora la lavora.
È un invito: fermarsi, ascoltare, chiacchierare.
Riscoprire il valore di una parola, di un piatto, di un mestiere.
Perché a volte per andare avanti bisogna prima tornare indietro. E al Rione Sirico, una sera all'anno, ci si riesce.
E al Rione Sirico, alcune sere all'anno, ci si riesce davvero.
Qui si riportano a galla i ricordi delle persone a noi care, che non possiamo e non vogliamo cancellare dai nostri cuori e dai nostri affetti. Perché sono state la testimonianza vera di quello che siamo oggi.
È proprio grazie a loro, al ‘nciuci' che girava tra il contadino, il politico, il prete, la vicina, la zia, lo zio, il cugino, quel fratello... insomma a tutto quel mondo che fisicamente non è più con noi, che oggi abbiamo l'esempio di una vita sana e giusta.
Ci hanno insegnato a essere degni figli di un mondo che segue la direzione della solidarietà, dell'umanità, del valore degli affetti umani.
Perché il ricordo è la più grande lezione di vita.


 

 

Un ricco programma di appuntamenti sul tema “Acqua viva”

ASSISI (PG) - Anche quest’anno un ricco programma di eventi accompagnerà il Tempo del Creato ad Assisi. Momento di preghiera ecumenica e azione per la nostra casa comune, celebrato in tutto il mondo, l’iniziativa si apre il 1° settembre con la Giornata della Creazione e si conclude il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi. La città del Poverello non può mancare a questo appuntamento, e come ogni anno i cittadini e i pellegrini possono essere parte di questo "torrente di acqua viva" pregando e impegnandosi concretamente per il creato. Il programma, cofinanziato con il contributo della Regione Umbria previsto dall’Art. 4 della L.R. 1/2026, si inserisce nelle iniziative per il Centenario francescano (2023-2026), e in particolare nei festeggiamenti per gli 800 anni del Transito di San Francesco.

«La nostra casa comune, rovente a causa della crisi climatica ormai evidente, ha una grande sete - ha dichiarato Antonio Caschetto, direttore del Centro Laudato Si’ - sete di pace, sete di giustizia, sete di relazioni vere. Il Cantico delle Creature e tutta la vita di frate Francesco ci dimostrano come sia possibile, per ognuno di noi, essere sorgente di acqua viva, che può portare vita e refrigerio ovunque. A questo siamo chiamati, unendo le forze con tutta la Chiesa, e questo è un tempo propizio per riflettere e agire insieme».

Il tema scelto quest'anno dal comitato ecumenico è “Acqua viva”, traendo ispirazione dall'immagine dell’acqua che scorre dal tempio di Dio tratta dal profeta Ezechiele, che manifesta l’abbondanza di misericordia e generosità del Creatore. Questa la nostra speranza, e la nostra missione di ogni giorno: essere come questo fiume, animati dallo spirito di Dio, perché là dove giungerà il torrente tutto rivivrà (Ez 47, 9).

Il ricco programma di appuntamenti si apre come al solito il primo settembre, con la consueta partenza della marcia Assisi-Gubbio, e lungo tutto il mese fino al 4 ottobre, coinvolgendo tutti i Partner del progetto ASSISI Terra Laudato Si’, con momenti di preghiera e esperienze nel creato: dalla preghiera ecumenica interdiocesana, che quest’anno si arricchirà di una intera giornata culturale tra San Masseo e San Damiano, alle celebrazioni della santa messa con il nuovo formulario “pro custodia creationis”, dal Cortile di Francesco alla dedicazione del Teatro del Dialogo presso la Cittadella Laudato si’ a Raimon Panikkar, dall’Incontro ecumenico a Perugia in dialogo sui temi della pace alla preghiera delle Quattro Tempore on line, dalle attività sul prato della Basilica di S. Francesco alla Festa del Cantico a San Damiano, dalle escursioni al Bosco di San Francesco alla tavola rotonda “Acqua, bene prezioso da custodire” a Perugia, sui cambiamenti climatici. Infine il Tempo del Creato si concluderà con la partecipazione attiva alla novena di San Francesco, e alla marcia notturna “In cammino con Francesco” organizzata dalle famiglie francescane e la Diocesi in collaborazione con il Centro Laudato Si’, in programma il 3 Ottobre, all’interno dei festeggiamenti di San Francesco Patrono d’Italia, con partenza dalla Basilica di Santa Maria degli Angeli, passaggio presso San Damiano e arrivo presso il sagrato della Basilica di San Francesco, sulle note del Cantico delle Creature. A seguire, nella chiesa inferiore della Basilica, il cammino si concluderà con la celebrazione eucaristica.

All’interno del programma di Tempo del Creato, frutto di questo tempo di preghiera e azione, è previsto come “spinoff” dal 9 al 12 novembre il pellegrinaggio delle classi vincitrici del Concorso Ecologika, aperto a tutte le classi superiori d’Italia, che si immergeranno nei luoghi Laudato Si’ di Assisi, prendendo spunto dal tema “Acqua viva” che ha animato il Tempo del Creato 2026.

Ad animare questi appuntamenti, insieme alle realtà di Assisi, ci sarà un gruppo di Volontari Laudato Si’ che provengono da varie parti d’Italia e del mondo per mettersi a disposizione e vivere una esperienza di vita nella città del Poverello.

Il dettaglio di tutti gli eventi a questo link

 

 

ECSTATIC POMPEII, i misteri di Dionysos

Primo appuntamento con 

“SEMELE. La verità è un fuoco”

 

28 agosto Oplontis

29 agosto Villa dei Misteri 

con Loredana Piedimonte, Costanza Cutaia e Massimo Cordovani

regia di Rosario Sparno 

www.pompeiesopop.it 

 

È il personaggio di Semele, la principessa di Tebe, madre di Dioniso, che apre il ciclo di performance teatrali e visite guidate dal titolo “ECSTATIC POMPEII. I misteri di Dionysos” dal 28 agosto al 26 settembre durante le aperture serali del Parco archeologico di Pompei e nei siti della grande Pompei.

Semele, ingannata da Era chiede a Zeus di rivelarsi nelle sue sembianze e per questo muore bruciata dalla luce e dalle saette del dio. 

 Chiede a Zeus di mostrarsi nella sua forma reale, non per un capriccio, ma perché la verità, se è tale, deve poter essere vista da tutti - spiega il regista Rosario Sparno - . Ma è proprio qui che si svela il fulcro filosofico del mito: l’essere umano non è fatto per sostenere l’urto della verità assoluta. La morte di Semele diventa così un atto generativo: dal suo ventre strappato nasce Dioniso, il dio straniero, l’indomabile, colui che si spezza e si ricompone. Il sacrificio della madre è l’origine stessa dell’esperienza dionisiaca, di quell’estasi e di quel tremore che da allora abitano i corpi e la memoria degli uomini”.

Interpretata da Loredana Piedimonte, in scena insieme a Costanza Cutaia e al musicista Massimo Cordovani, Semele da così il via alla seconda edizione di Esopop, storie in festival il progetto del Parco Archeologico di Pompei che, attraverso performance teatrali dal vivo, promuove e valorizza i siti culturali dell’area vesuviana.

«Con la seconda edizione di Esopop e con Ecstatic Pompeii – spiega il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel – continuiamo a raccontare il patrimonio del territorio vesuviano anche attraverso linguaggi nuovi e contemporanei. Quest’anno partiamo dalla scoperta della Casa del Tiaso nella Regio IX, che ci ha restituito una testimonianza molto importante del culto di Dioniso a Pompei. Da qui nasce l’idea di portare questo racconto anche fuori dalla città antica, coinvolgendo Oplontis, Boscoreale e Stabia. Vogliamo creare un percorso che metta insieme archeologia, teatro e ricerca e che permetta al pubblico di avvicinarsi al mondo di Dioniso e delle Baccanti in modo diretto e coinvolgente. È un modo per far dialogare ciò che arriva dal passato con il nostro modo di guardare e interpretare quel mondo oggi».

Prodotti da Casa del Contemporaneo produzioni teatrali, gli spettacoli - diretti da Rosario Sparno e da Fabio Cocifoglia - hanno una durata di 30 minuti e sono replicati due volte per sera. 

II costumi di scena sono parte delle collezioni Sanctamuerte del fiorentino Filippo Giorgi.

ECSTATIC POMPEII, i misteri di Dionysos, seconda edizione del progetto di valorizzazione ESOPOP, storie in festival è promosso dalla Direzione Generale Spettacolo dal Vivo del Ministero della Cultura e dalla Regione Campania tramite Scabec - Società Campana Beni Culturali con fondi campania>artecard.

Prima di ogni replica, una visita accompagnata dagli operatori didattici di Le Nuvole teatro arte scienza illustrerà al pubblico le caratteristiche e la storia dei luoghi. 

Biglietti: 7,00 €

in vendita su www.vivaticket.it selezionando Ecstatic Pompeii.

Le immagini del progetto sono state realizzate dal fotografo Simone Florena.

Tutte le info e gli altri appuntamenti in programma su

www.pompeiesopop.it

Tornano le Serate nella Grande Pompei

Visite notturne e teatro tra i siti archeologici del Parco

Dalle 19,30 alle 23,30 (ultimo ingresso ore 22,30)

 

Dal 28 agosto al 10 ottobre passeggiate serali e la seconda edizione di “Esopop” dedicata a Dioniso animeranno Pompei, Oplontis, Boscoreale e le ville di Stabia con un programma diffuso

tra archeologia, spettacolo e valorizzazione del patrimonio culturale

 

Dal 28 agosto al 10 ottobre i siti archeologici della Grande Pompei torneranno ad aprirsi nelle ore serali per offrire al pubblico un'esperienza di visita “by night”. Tutti i venerdì e sabato sarà infatti possibile passeggiare tra i luoghi simbolo del Parco Archeologico di Pompei dalle 19:30 alle 23:30, con ultimo ingresso alle 22:30, mentre in alcune serate il programma sarà arricchito dalle performance teatrali della seconda edizione di Esopop, dal titolo "Ecstatic Pompeii. La città dionisiaca, tra furore e misteri", il progetto dedicato al teatro e allo spettacolo dal vivo che quest'anno si ispira alla figura di Dioniso e ai misteri dei suoi culti.

L'iniziativa coinvolgerà i siti della Grande Pompei, offrendo ai visitatori un calendario di appuntamenti distribuiti tra Pompei, Oplontis, Boscoreale e Stabia, con l'obiettivo di valorizzare il patrimonio archeologico attraverso nuove forme di fruizione capaci di coniugare ricerca, cultura e spettacolo.

Pompei sono due i percorsi disponibili. Nelle serate del 29 agosto, 5, 12, 19, 26 settembre e 10 ottobre, il pubblico potrà optare per l'itinerario con ingresso da Piazza Anfiteatro che include l’accesso all’esposizione dei calchi delle vittime dell’eruzione presso la Palestra Grande e ad alcune tra le domus di particolare pregio, come i Praedia di Giulia Felice, la Casa della Venere in Conchiglia e la Casa di Octavio Quartio.

L’altro itinerario prevede invece la visita alla Villa dei Misteri e, con spostamento in navetta, anche alla Villa Regina di Boscoreale. Nelle stesse date (tranne il 10 ottobre) la Villa dei Misteri ospiterà gli spettacoli della rassegna Esopop (solo su prenotazione e fino ad esaurimento posti – info su www.pompeiesopop.it).

Anche l'Antiquarium di Boscoreale sarà protagonista della rassegna con aperture serali il 29 agosto, il 5, 12, 19 settembre e il 10 ottobre. Inoltre, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, sabato 26 settembre, il sito ospiterà lo spettacolo di Esopop “La cura del Dio. Frammenti di un contagio”.

Oplontis il calendario prenderà il via venerdì 28 agosto con una performance teatrale di Esopop “Semele. La verità è un fuoco”. Seguiranno, nei venerdì 4, 11 e 18 settembre, visite a cura dell'Archeoclub. Venerdì 25 settembre il sito sarà aperto di sera al pubblico per la visita libera, mentre sabato 26 settembre, infine, nell'ambito delle Giornate Europee del Patrimonio, la Villa di Poppea ospiterà “Weekend di cultura a Oplontis", con rievocazioni storiche, itinerari e attività didattiche organizzate dal Gruppo Archeologico Kyme.

Il Museo Archeologico di Stabia nella Reggia di Quisisana sarà aperto venerdì 28 agosto, 4, 11, 18, 25 settembre e, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, sabato 26 settembre. Venerdì 4 settembre il Museo ospiterà anche una delle performance di Esopop, “Dionysos. Lo straniero”. Il programma prevede inoltre due iniziative di approfondimento: il 18 settembre l'Associazione Antica Necropoli di Stabiae promuoverà visite guidate gratuite curate dai propri soci e da una guida abilitata, mentre il 25 settembre l'Archeoclub di Castellammare di Stabia organizzerà una visita guidata gratuita in collaborazione con l'associazione Astrofili, con un focus dedicato al cosiddetto Planisfero delle Stagioni.

Anche Villa San Marco sarà interessata dalle aperture serali del 28 agosto, 4, 11, 18 e 25 settembre, oltre che sabato 26 settembre per le Giornate Europee del Patrimonio. Nelle serate dell'11 e del 18 settembre il sito farà da scenario a due appuntamenti della rassegna Esopop, trasformando gli spazi dell'antica villa in un palcoscenico dedicato al racconto teatrale del mito dionisiaco.

Villa Arianna completerà il percorso delle aperture straordinarie con visite serali venerdì 28 agosto, 4, 11, 18 al 25 settembre e sabato 26 settembre, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, offrendo ai visitatori la possibilità di conoscere uno dei complessi residenziali più significativi dell'antica Stabiae in una suggestiva atmosfera notturna.

Cuore della proposta culturale sarà la seconda edizione di Esopop, intitolata "Ecstatic Pompeii. La città dionisiaca, tra furore e misteri". Il progetto è dedicato quest'anno alla figura di Dioniso e ai riti misterici legati al suo culto, un tema scelto in relazione allo straordinario ritrovamento avvenuto nella Regio IX, dove una raffinata dimora dedicata alla divinità, la Casa del Tiaso, ha restituito una delle più importanti megalografie finora emerse dagli scavi. La domus conserva infatti, nella sala colonnata, un originale corteo dionisiaco tuttora in fase di restauro, destinato in futuro a essere aperto anche alla fruizione del pubblico.

Dopo il loro ideale incontro nella Villa dei Misteri, i protagonisti del mito raggiungeranno gli altri luoghi del Parco Archeologico di Pompei – Oplontis, Villa San Marco, Villa Arianna, Boscoreale e il Museo Archeologico di Stabia nella Reggia di Quisisana – dando vita a un percorso culturale diffuso che intreccia archeologia, teatro e valorizzazione del patrimonio, offrendo al pubblico nuove occasioni di scoperta della Grande Pompei nelle suggestive ore della sera.

Orari spettacoli. Spettacoli serali in due turni, alle ore 20:00 e alle ore 21:30. Su prenotazione e con biglietto d’ingresso su www.vivaticket.it selezionando “Ecstatic Pompeii”. Spettacoli pomeridiani alle ore 15:30 e alle ore 17:00, in orario di normale apertura al pubblico, a ingresso libero.

Costi. Il costo per l'accesso alle passeggiate serali in ciascun sito è di 7 €.

Per Pompei il costo è di 7 € per ciascun itinerario (ingresso da Villa dei Misteri o da Piazza Anfiteatro). Gratuità e riduzione come da normativa.

Per Villa San Marco e Villa Arianna ingresso gratuito per le passeggiate serali.

Il costo delle performance teatrali “Ecstatic Pompeii” è di 7 € in ciascun sito (Posti limitati. Si consiglia la prenotazione on-line su www.vivaticket.it selezionando la sezione “Ecstatic Pompeii“. Non è previsto costo di prevendita).

Artebus Pompei-Boscoreale. In occasione delle passeggiate serali è previsto il servizio navetta gratuito “Artebus” che da piazza Esedra a Pompei accompagnerà i visitatori alla Villa dei Misteri e al sito di Boscoreale (Villa Regina e Antiquarium). Orari su www.pompeiisites.org

Passeggiate serali: https://pompeii.vivaticket.it/it/tour/passeggiate-serali/4996

Rassegna Esopop – Ecstatic Pompeii: https://pompeii.vivaticket.it/it/tour/ecstatic-pompei/4988

Il 12° appuntamento  de "Il trionfo del tempo e del disinganno" è in programma per

venerdì 21 agosto 2026, ore 19.30  

a

Caserta

con il terzo dei "cammini storici notturni"

Il quartiere Centurano

partecipazione gratuita

prenotazione obbligatoria da questo sito:

https://trionfo.altervista.org/venerdi-21-agosto-2026/

L'evento è organizzato in collaborazione con la Parrocchia di san Bartolomeo in Centurano di Caserta.

Dalla fine del 1500 agli anni 1970  il quartiere Centurano si connotò come luogo privilegiato di residenza delle famiglie casertane che si ritennero di ascendenza nobiliare e di quelle legate alle professioni. Alcune delle loro case (quelle "palaziate" e quelle organizzate al centro di un giardino) sono sopravvissute nonostante la devastante urbanizzazione della "Cerasola", il feudo rustico casertano documentato sin dal 13° secolo, a margine del quale sorse Centurano.

La camminata sarà aperta da un approfondimento sulla storia della chiesa del quartiere, intitolata a san Bartolomeo. In particolare saranno presentati i risultati dell'analisi inedite delle tre interessantissime tele barocche. Come consueto saranno eseguite brevi musiche in sintonia con le opere oggetto della narrazione, come elemento suggestivo ulteriore.

“Il trionfo del tempo e del disinganno” è ideato e organizzato da associazione culturale "Francesco Durante" e da associazione culturale "Ave Gratia Plena".


Calendario completo della 33a edizione de "Il Trionfo del tempo e del disinganno": 
https://trionfo.altervista.org/

 

 

Dal 10 al 13 e dal 17 al 20 settembre torna l’evento culturale dei frati del Sacro Convento
“UNA BELLA NOTIZIA”, LA 12a EDIZIONE DEL CORTILE DI FRANCESCO
Nell’anno dell’ottavo centenario della morte di san Francesco il tema centrale è la vita

ASSISI (PG), 10 LUG - Nell’anno dell’ottavo centenario della morte di san Francesco, torna dal 10 al 13 e dal 17 al 20 settembre il Cortile di Francesco. L’evento culturale dei frati del Sacro Convento, arrivato alla dodicesima edizione, quest’anno avrà come titolo “Una bella notizia”: tema centrale sarà infatti quello della vita, intesa in senso olistico come integrazione tra felicità, relazioni, benessere, cultura e spiritualità, di cui san Francesco - proprio nell’ottocentesimo anniversario della sua morte - è emblema e testimone indiscusso.

L’immagine scelta per rappresentare l’edizione 2026 del Cortile di Francesco è quella che sta accompagnando gli eventi del centenario francescano presso la Basilica di San Francesco, utilizzata anche per San Francesco vive, il numero da collezione di febbraio 2026 della rivista San Francesco patrono d’Italia: Francesco è raffigurato come un albero nato da un seme. La sua posizione ricorda quella di Cristo crocifisso e risorto e, come Lui, diviene un ponte. Le fronde dell’albero sono costituite dalla Chiesa intera: al centro della Città si trova il trono dell'Agnello vittorioso, con il libro aperto su cui è scritto Omega Alfa, come usanza nelle antiche catacombe.

Nato come versione “francescana” del Cortile dei Gentili – promosso dall’allora Pontificio Consiglio della cultura come dialogo tra credenti e non credenti – il Cortile di Francesco si è configurato negli anni sempre più come uno spazio di accoglienza reciproca di intellettuali e persone comuni, esperti e artisti, persone di successo e amici “sconosciuti”. Un vero arricchimento vicendevole non malgrado, ma attraverso le diversità di ciascuno. La fraternità, infatti, – eredità per eccellenza di san Francesco d’Assisi – è non solo un sentimento, un atteggiamento, un’emozione, ma un’autentica espressione culturale che può entrare in dialogo fecondo con ogni sapere e competenza, con ogni cultura e sensibilità. Caratteristica peculiare del Cortile di Francesco è proprio l’interdisciplinarietà: l’obiettivo è quello di affrontare le tematiche da diverse prospettive e diversi approcci, nel tentativo di raggiungere il più possibile un approccio organico e completo, che è fonte di vera sapienza.

«Nel panorama culturale contemporaneo caratterizzato per la specializzazione e l’analisi - ha dichiarato fra Giulio Cesareo, OFMConv, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento -, un approccio plurale e sintetico come quello che si sperimenta al Cortile di Francesco, può essere un contributo significativo nella ricerca di strade e cammini condivisi per affrontare con creatività e in un’ottica di giustizia, le molteplici sfide del nostro tempo, le quali - benché complesse e globali nei loro esiti - non cessano tuttavia di avere radici e implicazioni molto concrete nell’esistenza di ciascuno. In questo senso il Cortile di Francesco non affronta le tematiche in astratto, ma è un esercizio comune, corale, fraterno, a partire dalle competenze individuali - che siano scientifiche, critiche, estetiche, istituzionali, volitive o religiose - a servizio della vita - che è sempre estremamente concreta - delle persone. La qualità dell’esistenza - per come ci è testimoniato da Francesco d’Assisi - si misura essenzialmente dalle relazioni che ci edificano e che plasmano l’orientamento del nostro vivere comune».

Tra i principali eventi dell’edizione 2026, qui di seguito alcune anticipazioni:

Il 13 settembre il concerto di Giovanni Allevi, nella fantastica cornice della piazza antistante l’ingresso della chiesa superiore della Basilica. I biglietti sono acquistabili https://www.ticketone.it/event/giovanni-allevi-basilica-superiore-di-san-francesco-21531452/?affiliate=IGA&gclid=CjwKCAjw6MPRBhBTEiwAd-7Mrxuf1QIsthQZwZfOFGBQtwvlWbzJWaDAFWMpvQodZmVKxO2wsoJwFxoCVOAQAvD_BwE&referer_info=gads_aut_poprock_127215075741

Continua poi la collaborazione artistica con la compagnia #SIneNOmine per la Casa di Reclusione di Spoleto, che anche quest’anno porterà in scena nella cornice della piazza san Francesco il 18 settembre lo spettacolo “Occhi e gabbie – La cella che chiude / la cella che salva”, che ha il sapore della libertà e della resilienza.

Il 19 settembre, in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti dell’Umbria e con Orizzonti digitali di Confindustria Umbria, si parlerà di AI da un punto di vista interdisciplinare con fra Paolo Benanti, TOR, e verrà ospitata la presentazione del progetto Polisophia e del volume "Il Pendolo dell’algoritmo" con il prof. Ruben Razzante, Presidente e fondatore di Polisophia, Marco Rottigni e altri ospiti.

Don Cosimo Schena il celebre prete 3.0 e poeta dell’Amore di Dio il 19 settembre incontrerà giovani e adulti, per parlare di relazioni, fede e spiritualità, per introdurre una serata e una notte giovani che - idealmente - vorrebbe coinvolgere tutta la città di Assisi nel segno della profondità spirituale. 

Inoltre, affrontando il tema della vita in prospettiva integrale, il Cortile di Francesco accoglie al suo interno i primi passi di Assisi4life, il festival promosso e realizzato dal Comune di Assisi da un’idea di Barbara Carli, per promuovere movimento, alimentazione sana e stili di vita sostenibili, come via al benessere e a una longevità autenticamente umana.

A concludere il Cortile, la sera di domenica 20 settembre, sarà “Sia Laudato San Francesco”, devozione popolare e liturgia musicale per “lo primer Frate minore”. L’evento si svolgerà in tre fasi e prevede la collaborazione di ensemble e cori del territorio umbro e di altre regioni d’Italia. Alla devozione popolare delle Laude per le vie del centro storico di Assisi seguirà l’esecuzione del repertorio gregoriano e la polifonia sacra all’interno della Basilica superiore di San Francesco.

Gli altri appuntamenti e il programma completo della kermesse, nonché le info riguardo le collaborazioni e il sostegno al Cortile di Francesco, sono consultabili sul sito cortiledifrancesco.it 

Domenica 21 giugno 2026, ore 17.10 in Benevento, nella chiesa di san Domenico e, a seguire, nel Museo del Sannio

si terrà l’evento gratuito

Medievalia / musica divina et instrumentale.

Il pubblico potrà partecipare gratuitamente su prenotazione obbligatoria da richiedere compilando questo modulo disponibile sulla pagina web con i dettagli dell’evento:

https://vicusmedievalis.altervista.org/21-giugno-2026/

L’evento è co-organizzato con il Museo del Sannio di Benevento e con la collaborazione logistica della Unità Pastorale san Filippo Neri in Benevento, in occasione della Festa Europea della Musica.

Come in tutti gli eventi Medievalia ci saranno tre momenti che, per questo appuntamento, saranno contemporanei, invece che giustapposti come di consueto: visita guidata, conferenza (in questo caso storico-artistica e musicologica insieme), breve concerto.

Gli spettatori saranno guidati da Pietro Di Lorenzo (ass. cult. Ave Gratia Plena) al riconoscimento degli strumenti musicali rappresentati nelle opere d’arte proprie della collezione del Museo del Sannio, con particolare attenzione su quelle medievali e rinascimentali (strettamente legate a quelle medievali) ma con una appendice anche a quelle moderne e contemporanee. 

La visita guidata si snoderà dal chiostro alle sale presentando le opere d’arte, inquadrandole nel contesto storico-artistico, illustrerà gli strumenti musicali raffigurati e la loro evoluzione storica, consentirà ai partecipanti di ascoltarne il suono, in qualche caso anche con l’esecuzione dal vivo di musiche dell’epoca. 

La visita inizierà alle ore 17.10 dalla chiesa di san Domenico dove è conservata una tavola tardo rinascimentale di Aert Mytens che costituisce un cruciale riferimento e un termine di paragone per le opere di Donato Piperno (di poco successive) esposte nel Museo del Sannio, nel quale la visita proseguirà.


Sarà esperienza museale speciale, pienamente centrata sulla studio e la valorizzazione della collezione del Museo del Sannio da una prospettiva del tutto originale e insolita, quella della musica, coniugando rigore scientifico e momenti ludici. Inoltre, consente di ricostruire il dialogo delle opere d’arte del museo, quasi tutte non nate per una esposizione museale, riannodando il collegamenti perduti con la storia e l’arte degli altri luoghi cittadini.


Medievalia è la cattedra ambulante di medioevo. Con linguaggio semplice, approccio informale ma contenuti rigorosi e filologicamente affidabili vuole incuriosire e appassionare, presentando conoscenze e competenze del mondo medievale, anche in modo interattivo ed esperienziale, affiancando storia, cultura materiale, arte, musica, danza.

Programma completo:
www.vicusmedievalis.altervista.org

L’evento inaugurerà anche l’edizione 33 di "Il trionfo del tempo e del disinganno", la rassegna itinerante che con continuità dal 1994 offre occasioni di conoscenza culturale in luoghi storici del territorio proponendo musica antica in connubio con arte, architettura e paesaggio.

Medievalia, cultura del medioevo, 18a edizione e “Il trionfo del tempo e del disinganno” sono ideati e organizzati da associazione culturale "Francesco Durante" e da associazione culturale "Ave Gratia Plena" e si concluderà il 27 settembre 2026.

Calendario completo (ancora in corso di definizione per alcuni luoghi e orari):
https://trionfo.altervista.org/

Cenando sotto un cielo diverso” raggiunge il traguardo della sua diciottesima edizione, confermandosi come uno dei progetti enogastronomici a sfondo sociale più significativi del panorama attuale. Nato da un’intuizione di Alfonsina Longobardi, l’evento si è evoluto negli anni in una realtà strutturata che mette al centro la solidarietà e l’attenzione verso le persone fragili. In attesa del nuovo appuntamento, fissato per il 7 luglio a Villa Tony, a Ercolano, Alfonsina racconta in questa intervista l’essenza di un percorso fatto di autenticità, legami profondi e nuovi impegni internazionali.

Siete arrivati alla diciottesima edizione. Che cosa rappresenta per te questo traguardo?
«Rappresenta un percorso, non solo un numero. Diciotto edizioni significano anni di lavoro, relazioni costruite e persone incontrate. È un crescendo naturale, fatto di autenticità».

Come è cambiato “Cenando sotto un cielo diverso” nel tempo?
«È cresciuto mantenendo la sua anima. All’inizio era un’intuizione, oggi è una realtà strutturata, ma il senso è rimasto lo stesso: creare connessioni vere».

In che modo la componente sociale si traduce concretamente oggi?
«Quest’anno torneremo in Africa. Inoltre, a Natale porteremo un momento di gioia ai bambini ricoverati negli ospedali e ospitati nelle case famiglia».

Perché proprio l’Africa? Qual è il legame speciale che unisce la tua idea di solidarietà a quella terra?
«L’Africa per me è sempre stata un richiamo interiore. Da bambina guardavo documentari sulla povertà e sognavo di poter fare qualcosa di concreto. Grazie a Live for Africa ho realizzato quel sogno, arrivando a Mombasa. Ho scoperto un’Africa sofferente ma piena di dignità, umanità e sorrisi sinceri.
L’obiettivo del prossimo viaggio sarà continuare a portare aiuti concreti a villaggi, scuole e orfanotrofi, soprattutto attraverso la distribuzione di cibo. In Africa mangiare non è una scelta o un piacere, ma una questione di sopravvivenza. Ho visto bambini e anziani abbandonati perché considerati “una bocca in più da sfamare”.
Da questa esperienza ho imparato a dare valore alle cose semplici, ai rapporti umani e ai sorrisi autentici
».

Che cosa hai portato con te, a livello umano e professionale, da questa esperienza? E come si riflette nell’organizzazione dell’evento del 7 luglio?
«La più grande consapevolezza che ho portato a casa è che la povertà che esiste in Africa è molto diversa dalla nostra. Qui, anche nelle difficoltà, esistono aiuti, ospedali, associazioni e strutture che possono sostenerti. Lì, invece, se non hai soldi, spesso non puoi studiare, non puoi curarti e a volte non riesci nemmeno a mangiare.
Per questo credo che ogni persona dovrebbe vivere almeno una volta l’esperienza dell’Africa. Perché l’Africa non si può spiegare: l’Africa si vive. E quando la vivi, ti rendi conto di quanto siamo fortunati nella nostra realtà occidentale e di quanto spesso diamo valore alle cose sbagliate.
Ti insegna a dare importanza alle cose semplici, ai rapporti umani, ai sorrisi sinceri e non a tutto quell’apparire che oggi, in qualche modo, ci sta facendo perdere il senso autentico della vita.
Ed è proprio questa consapevolezza che voglio portare sempre di più dentro “Cenando sotto un cielo diverso”: coinvolgere più persone possibile, sensibilizzare, crescere come progetto umano oltre che come evento e riuscire, nel tempo, a realizzare aiuti e progetti sempre più concreti per chi vive queste realtà.
E chiudo sorridendo, come fanno loro, pronunciando una frase che porto nel cuore: “Hakuna Matata”
».

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