Cronaca

LAPILLI Volotea Airlines Boeing 717 2BLSimposio nel caratteristico Ba-bar di Via Bisignano per la presentazione di nuovi investimenti e prossimi voli in vista delle feste natalizie della compagnia Volotea da Capodichino, verso tredici destinazioni, tra Italia, Grecia e Francia.

Particolare della Compagnia low cost, creata da Carlos Munoz e Làzaro Ros con sede a Barcellona, collegamenti con le piccole e medie località. Dall’ aeroporto internazionale di Napoli, che si conferma polo attraente per traffico commerciale e turistico, quattro voli per la Grecia (Creta, Mykonos, Santorini e Skiathos); tre per la Francia (Nantes, Bordeaux e Marsiglia, dal primo aprile 2016); Sei in Italia (Genova, Olbia, Palermo, Verona, dal prossimo 17 dicembre, Trieste e Cagliari, entrambi disponibili dal 23 marzo 2016).

La previsione dal 18 dicembre al 11 gennaio 2016, sarà di circa 22mila i biglietti per chi desidera partire o atterrare a Napoli. Un numero importante se si confronta con quello registrato durante le scorse festività, quando i posti erano11mila.

Presentata dalle colleghe, Giovanna Caiazzo e Bianca d’Antonio della Gesac, Valeria Rebasti, Commerciale Country Manager Volotea in Italia, ha dichiarato: “Napoli è uno degli scali su cui stiamo puntando di più e ricopre un ruolo cardine nei nostri piani di sviluppo. Non a caso abbiamo deciso di potenziare la nostra offerta durante i giorni di maggior richiamo turistico. Negli scorsi mesi abbiamo registrato ottime performance in Campania e siamo fiduciosi che il trend positivo sarà confermato anche per questi ultimi mesi. Dall’avvio dei collegamenti sono stati trasportati oltre trecentomila passeggeri con i nostri Boeing 717 da 125 posti. Ad oggi siamo la terza compagnia aerea per numero di destinazioni raggiungibili da Napoli e stiamo valutando il lancio di nove rotte che ci auguriamo di poter annunciare a breve”.

“L’offerta Volotea da Napoli continua a crescere – ha detto Margherita Chiaromonte, responsabile sviluppo Gesac. Il network raggiungibile con la compagnia include, infatti, città italiane ed europee di medie e piccole dimensioni, poco servite da altre compagnie. Questa strategia si sposa bene con la nostra esigenza di arricchire il network, oltre le già ben collegate capitali europee”.

Entro la fine 2015, la compagnia prevede di trasportate 2,5 milioni di passeggeri in tredici Paesi e operare più di 27mila voli con 19 Boeing 717. Da febbraio 2016 entreranno in servizio quattro Airbus 319. A bordo vengono accettati cani e gatti per un peso massimo di otto kg.

www.volotea.com

Mario Carillo

Apertura 7 giorni su 7 del monumento per anno giubiliare

LAPILLI Logo MiBACT 250Il Direttore del Polo Museale del Lazio del Mibact Edith Gabrielli Ministero dei beni e comunica che martedì 8 dicembre, giorno dell'apertura dell'Anno Santo straordinario, il museo di Castel Sant'Angelo resterà aperto con le consuete modalità di ingresso fino alle 22:00. Dalla terrazza del monumento i visitatori potranno godere di una vista privilegiata sul suggestivo spettacolo di luci che illuminerà la facciata e la cupola della basilica di San Pietro con proiezioni di scatti d'autore a partire dalle 19:00. "Per l'intera durata del giubileo - dichiara il Direttore Gabrielli - Castel Sant'Angelo sarà visitabile 7 giorni su 7 lunedi compreso, con aperture straordinarie serali, eventi e iniziative collegate al tema giubilare".

LAPILLI Logo MiBACT 250“Oltre 40 milioni di persone hanno visitato nei primi undici mesi del 2015 i luoghi della cultura statali, superando con un mese di anticipo i numeri dell’intero 2014”, così il  Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini che sottolinea come "dopo la straordinaria crescita di visitatori dell’anno scorso, si consolida un’incoraggiante tendenza positiva che avvalora le scelte compiute con la riforma del ministero e l’aumento delle risorse pubbliche alla cultura. I dati dimostrano che gli italiani, grazie anche a iniziative come la ‘domenica al museo’ e le aperture straordinarie serali, stanno tornando a frequentare con abitudine i musei. Aumentano infatti gli ingressi gratuiti ma aumentano ancor di più gli ingressi a pagamento e quindi gli introiti dei musei. Ora il nostro dovere è non disperdere questo risultato e continuare a lavorare per tutelare e valorizzare al meglio i beni storici, artistici, monumentali e archeologici nazionali”.

Già nel mese di novembre, secondo i dati dell’Ufficio di Statistica del MiBACT, gli ingressi nei musei hanno superato abbondantemente  la quota dei 40 milioni raggiunta nell’intero 2014, che aveva già registrato 2 milioni e mezzo di visitatori in più rispetto al 2013.

Domani si preannuncia un grande successo per la prima domenica di dicembre in cui, in coincidenza con il ponte dell'Immacolata, tutti i musei statali saranno visitabili gratuitamente. 

Il primo road-show nazionale di FlixBus fa tappa allo spazio re.work di Napoli ++ Da start-up a leader di mercato: come FlixBus ha rivoluzionato il mercato dei viaggi in autobus in Europa ++ già 400 collegamenti al giorno in Italia e oltre 40 città collegate da nord a sud ++ Viaggi in autobus da Napoli verso 11 città, tra cui Firenze, Torino, Genova e Venezia. In vendita da domani i biglietti per la linea Napoli-Milano, notturna e diurna a partire da 1 € ++ Prenotabili da subito su www.flixbus.it

Napoli, 01.12.2015 – FlixBus, la start-up degli autobus verdi che offre viaggi a media e lunga percorrenza per l’Italia e l’Europa, prosegue il suo primo road-show per le città Italiane facendo tappa a Napoli, presso lo spazio re.work del Centro Direzionale.

Da start up a leader della mobilità in Europa

LAPILLI 20151201 Andrea Incondi FlixBus ItaliaAndrea Incondi, Managing Director di FlixBus Italia, ha incontrato la stampa e i frequentatori dello spazio di co-working napoletano per condividere l’esperienza FlixBus e raccontare come una start-up fondata da tre ragazzi nel 2011 oggi sia già leader di mercato in Germania e player di primo piano sullo scenario europeo, compresa l’Italia, dove conta già 400 collegamenti al giorno e collega oltre 40 città da nord a sud.

Un modello di business sostenibile, a vantaggio delle economie locali

A rendere unica la start-up FlixBus è il suo modello di business, fondato su una rete di collaborazioni con aziende di autobus del territorio. I fondatori di FlixBus hanno saputo comprendere che per avere successo “occorreva puntare sull’unione vincente di due mondi, solo in apparenza opposti, ma in realtà perfettamente complementari” come ha dichiarato il Managing Director Andrea Incondi. “Da un lato – prosegue Incondi – quello delle aziende partner, che ci forniscono gli autobus e tutta la loro esperienza operativa, e dall’altro la nostra start-up, che si occupa della pianificazione della rete, delle strategie di prezzo, del servizio clienti, del marketing e della comunicazione: in altre parole, si preoccupa di riempire gli autobus. Con FlixBus 1+1 fa 3”. E questo modello, proprio per le sue caratteristiche, fa di FlixBus un’azienda sostenibile a 360 gradi, non invasiva e che entra in Italia con l´obiettivo di rispettarne le peculiarità e crescere insieme al territorio in cui opera, generando occupazione diretta e indiretta, oltre a un notevole indotto.

Annunciata in anteprima nazionale la nuova linea Napoli – Milano: biglietti da 1 €

La conferenza stampa è stata anche l’occasione per annunciare in anteprima nazionale il lancio di una nuova linea che interesserà la città di Napoli, i cui biglietti saranno in vendita da domani su www.flixbus.it, attraverso l’app gratuita di FlixBus e presso le agenzie di viaggio affiliate: si tratta della Napoli - Milano, che a partire dal 17 dicembre collegherà la città campana con Milano passando per Modena e Parma. Per l’occasione, FlixBus offrirà un contingente limitato di biglietti al prezzo di lancio di 1 €, tutti destinati a questa nuova linea. A bordo di tutta la flotta FlixBus i clienti troveranno WiFi gratuito, prese elettriche, toilette, il tutto in autobus moderni con sedili comodi e spaziosi, e potranno portare con sé gratuitamente fino a due bagagli, oltre al bagaglio a mano. Con questo nuovo ingresso, FlixBus estende a quattro linee, di cui due notturne, la sua rete in Campania, collegando la regione con altre 11 città italiane, distribuite su sette regioni diverse: Trieste, Padova, Venezia, Milano, Torino, Ferrara, Parma, Bologna, Modena, Genova e Firenze saranno collegate fino a due volte al giorno con Napoli.

Un progetto sostenibile, anche per l’ambiente

Non è un caso che gli autobus FlixBus siano verdi: l’essenza sostenibile dell’azienda si concretizza anche nella possibilità di compensare le emissioni di CO2 prodotte dal viaggio pagando un piccolo sovrapprezzo volontario che, versato in fase di acquisto, andrà interamente devoluto ad Atmosfair, un’associazione dedita a progetti di protezione del clima, per rendere il viaggio in autobus, già di per sé ecologico, completamente green.

A proposito di FlixBus:

Con FlixBus, operatore di servizi autobus a lunga percorrenza, è possibile viaggiare in tutta Europa in modo sostenibile, confortevole e piacevole: con oltre 20.000 collegamenti giornalieri verso oltre 400 destinazioni in 15 paesi, gli autobus verdi rappresentano un’alternativa moderna e adatta a tutte le tasche. FlixBus offre nuovi standard di comfort in viaggio, con WiFi a bordo, posto garantito e trasporto gratuito di due bagagli. Grazie alla collaborazione con partner locali nella fornitura di autobus – spesso aziende familiari con una lunga tradizione alle spalle – FlixBus provvede alla creazione di migliaia di nuovi posti di lavoro in Europa. In tal senso, FlixBus contribuisce concretamente a rafforzare l’economia locale, strategia di successo che ora si rivolge al mercato internazionale. L’obiettivo di FlixBus è arrivare a 1000 autobus entro la fine dell’anno, con una rete diffusa in tutta Europa.

LOGO CIMELa Cop 21 di Parigi, che inizia il 30 novembre, non è soltanto un appuntamento decisivo per giungere finalmente ad azioni condivise dall’intera comunità internazionale capaci di fermare l’”escalation” dei cambiamenti climatici.

La Cop 21, per il luogo e il momento in cui si svolge, è molto di più.

E’ il simbolo di una sfida vitale per tutta l’umanità, di una sfida che ha molto a che fare sia con i drammi e le tragedie che negli ultimi mesi hanno investito l’Europa, sia con l’obiettivo di salvaguardare la sicurezza e il benessere di noi europei e di assicurare all’Unione europea un ruolo da protagonista nel mondo globalizzato.

Da una parte, il riscaldamento globale è un grande problema umanitario: se la Terra continuerà a riscaldarsi, fra pochi anni il numero dei “profughi climatici”, cioè delle persone costrette a lasciare i propri luoghi di vita perché resi letteralmente invivibili dagli effetti dei cambiamenti climatici, diventerà talmente alto da fare impallidire gli attuali flussi migratori da Sud verso Nord; e poiché la parte del mondo ambientalmente e socialmente più esposta alle conseguenze del “global warming” è l’Africa, inevitabilmente quest’ulteriore e più intenso flusso di umanità disperata si riverserà soprattutto sull’Europa.

Il “green new deal” - necessario per fermare i cambiamenti climatici – rappresenta, anche per l’Europa, una grande speranza e un’importantissima occasione economica: superare l’epoca dell’energia fossile e aprirne una nuova fondata sulle energie pulite vuol dire assestare un colpo mortale all’economia del terrore, basata proprio sul petrolio, che alimenta il terrorismo islamista; vuol dire immergersi in una “rivoluzione” tecnologica ed economica da cui l’Europa – povera di petrolio, ricca di fonti rinnovabili, ricchissima di capacità tecnologica – ha tutto, assolutamente tutto da guadagnare.

Cop 21 significa che da oltre venti anni, dall’”Earth Summit” di Rio de Janeiro del 1992, il tema dei cambiamenti climatici, di come mitigarli e come adattarvisi, è nell’agenda della politica internazionale.

Questi venti anni non sono passati invano: oggi è largamente diffusa la consapevolezza che il “riscaldamento globale” non è più solo una minaccia, una possibilità, ma è una realtà, una realtà che già comporta costi ambientali, economici, sociali pesanti per l’intera umanità. Vi sono stati i rapporti degli scienziati dell’Ipcc, fino al più recente pubblicato alla fine del 2014, che hanno certificato al di là di ogni ragionevole dubbio che sono in atto cambiamenti climatici di dimensioni molto rilevanti, inedite per la civiltà umana degli ultimi millenni, e che tale fenomeno è attribuibile in misura prevalente a cause antropiche, cioè all’aumento delle concentrazioni di gas serra nell’atmosfera a sua volta causato dalla combustione dei fossili – petrolio, carbone, gas naturale – e dalla deforestazione nelle grandi foreste pluviali. Vi è stato il Protocollo di Kyoto sottoscritto da 120 Paesi – tutti i più importanti ad eccezione degli Stati Uniti - che ha avviato in particolare l’Europa su un cammino virtuoso di riduzione delle emissioni di gas serra e di riconversione del proprio sistema energetico nel segno dell’efficienza e delle fonti rinnovabili. Vi è stato recentemente l’accordo bilaterale con cui Cina e Stati Uniti – i due principali emettitori di gas serra - hanno formalizzato la comune volontà di darsi obiettivi stringenti e vincolanti per la riduzione delle rispettive emissioni. Vi è stata, con il suo altissimo valore simbolico, l’enciclica “Laudato Si” di Papa Francesco, che per la prima volta con tanta forza e chiarezza schiera la Chiesa tra i più lucidi e autorevoli protagonisti dell’impegno per stabilizzare il clima.

Tutto questo è molto, ma è molto meno di ciò che serve per mantenere l’aumento delle temperature medie entro 2 gradi centigradi, soglia oltre la quale i danni portati dal global warming” sarebbero irreversibili e disastrosi.

La Cop 21, per non fallire, deve concludersi con un accordo condiviso e vincolante, che fissi obiettivi certi e ambiziosi per la riduzione delle emissioni di gas serra, ne sostenga la realizzabilità con un adeguato quadro di impegni finanziari in particolare nel settore degli investimenti tecnologici e nelle forme di incentivazione rivolte a promuovere sia la domanda sia l’offerta di energie pulite, adotti una strategia di adattamento in grado di fronteggiare gli effetti non più evitabili dei cambiamenti climatici.

Tutti i rapporti scientifici indicano che solo accelerando la transizione dalle energie fossili alle energie rinnovabili e rafforzando l’impegno per migliorare l’efficienza negli usi energetici, sarà possibile impedire che il “riscaldamento globale” superi la soglia critica dei 2 gradi centigradi ed esponga così l’umanità a danni irreparabili.

Questo traguardo si può centrare solo se la Cop 21 avrà successo e, perché ciò accada, è indispensabile che l’Unione europea si presenti a Parigi non come un “condominio” confuso e litigioso di Paesi che seguono ciascuno loro logiche autonome, ma come un unico attore sulla scena di questo negoziato decisivo. E solo se diverrà rapidamente una “casa comune”, l’Unione europea avrà la forza di sviluppare dentro i propri confini politiche efficaci che ne orientino la grande capacità tecnologica e di ricerca e sviluppo, gli investimenti pubblici e privati verso l’obiettivo prioritario della conversione energetica.

Perché la Cop 21 non fallisca serve dunque un’Unione europea che s’impegni con determinazione e voce unanime per giungere “qui e ora” ad un trattato vincolante e ambizioso, e che a questo scopo vinca le resistenze di quei Paesi – la Polonia, molti Paesi dell’Est, lo stesso Regno Unito – meno disposti ad accelerare nella “decarbonizzazione” delle rispettive economie. Occorre che, com’è avvenuto in passato, l’Unione europea si impegni a rispettare al suo interno obiettivi di risparmio energetico, di riduzione dei gas di serra e di sviluppo delle energie pulite quantitativamente e qualitativamente coerenti con le indicazioni – più ambiziose di quelle oggi sul tavolo di Cop 21 – date dall’insieme della comunità scientifica internazionale.

In Europa e anche nel resto del mondo la scelta di abbandonare l’energia fossile conquista sempre più spazio. Nel settembre 2015, i disinvestimenti finanziari dal settore dei combustibili fossili hanno toccato la cifra record di 2.000 miliardi di dollari.

Parallelamente, crescono il peso energetico e la forza competitiva dei settori legati alle energie rinnovabili. La conversione ecologica dei sistemi energetici, punta avanzata di un green new deal” molto più ampio e altrettanto vigoroso che vede la trasformazione in senso ecologico delle produzioni e dei consumi, è un processo fortunatamente in atto e un processo irreversibile. Compito della Cop 21 è agire perché i tempi dei cambiamenti climatici in atto non corrano più veloci di questa transizione.

Per tutte queste ragioni, il Movimento europeo in Italia aderisce all’appello per la giustizia climatica promosso dalla Coalizione Italiana per il Clima ed alla marcia per il clima programmata per il 29 novembre in varie città del mondo.

Nella pizzeria di via San Carlo a Napoli un enorme successo

Csaba dalla Zorza IMG 3703Il libro edito da Francsco Mondadori “Napoli in bocca”, di cui è autrice della rielaborazione di un vecchio volume di ricette classiche napoletane la scrittrice, conduttrice televisiva e chef diplomata alla scuola parigina Le Cordon Blu, Csaba dalla Zorza, ha riscosso la grande attenzione della numerosa stampa accorsa all'invito ricevuto per la conferenza di presentazione ospitata dalla pizzeria omonima al titolo del libro che di fronte al Teatro di San Carlo da tre anni proietta, nel mondo, la buona cucina napoletana insieme alla tradizionale pizza. Il volume, che come afferma l’autrice Csaba dalla Zorza, presente all’evento napoletano, “non è un ricettario, è quasi un romanzo gastronomico, che racconta la cultura di un popolo attraverso gli usi e costumi della buona tavola”, ha confermato dopo le presentazioni in Tv -Rai Uno e altre, d'essere qualcosa di veramente diverso dalle numerose pubblicazioni sulla cucina. Questo grazie anche alla location ospitante l'evento che attraverso il suo titolare Antonio Esposito, ha voluto offrire agli ospiti l'immediato riscontro di quanto esposto nel libro con degustazioni culinarie degli autentici e tradizionali piatti napoletani, insieme alla realizzazione de visu dello storico impasto a mano della pasta per pizza che ha poi fatto anche gustare ai presenti. Csaba ha con grande spirito di espansione del suo fare, scritto questo libro dal volume napoletano di cucina consegnatole allo scopo dall'editore Francesco Mondadori, tutto in napoletano autentico che per lei veneta è stata una grande difficoltà comprendere in tutti i suoi termini, ma il napoletano è una lingua e le lingue occorre conoscerle e Csaba ha approfondito il suo scibile e così un po' costretta ed un po' con piacere ha interpretato scritti e versi di Guido Cesare Cortese, G. Battista Basile, Salvatore Di Giacomo, Ferdinando Russo, Gino Maringola, Eduardo De Filippo ed altri e riportandoli nel suo libro insieme alle ricette della tradizione napoletana trascritte nella madre lingua e tradotte in italiano ed inglese.

Un libro che Rodo Santoro ha realizzato senza foto, ma con illustrazioni di vecchi venditori ambulanti cheLAPILLI da sin. Antonio Esposito Csaba dalla Zorza e Francesco Mondadori IMG 3710 aiutano tanto a capire la filosofia dell'accompagnarti in un viaggio culinario con altra angolazione così come vuole lo spirito dell'autrice e dell'editore. Felicissima di essere a Napoli e di presentare il suo libro  nella sua sede più idonea,  Csara,  ha voluto ricordare le perplessità iniziali e le difficoltà successive, mirabilmente superate che ha avuto nel lavoro di realizzazione della sua opera. La dalla Zorza ha affermato: “Devo dire che il libro, scritto in tre lingue, napoletano, italiano ed inglese, rappresentava una difficoltà, in primis perché un racconto talmente differente da quelli che tratto negli altri miei tredici libri che ho scritti e poi perché è stato il fare un restauro di un libro che per me è da definirsi un'opera d'arte in quanto in esso si racconta la storia di tante persone. Queste persone sono le donne napoletane che alla fine dell'800 si trovavano con mezzi molto diversi da quelli che possiamo possedere oggi, senza aiuti di apparecchi elettrici, senza la possibiltà di chiamare un fornitore per ordinare ingredienti occorrenti alla cucina, ma con la sola possibilità di andare al mercato o cogliere quello che l'orto offriva, tutti prodotti stagionali, e con pochissimi ingredienti preparare tanti piatti diversi, senza mezzi economici ne tecnologici, ma con tanto intuito e bravura personale. Un libro che mi ha fatta ritrovare a fare una grande fatica a causa delle difficoltà di lingua, ma mi ha fatto imparare tanto, proprio perché mi ha impegnata tantissimo e mi ha portata a ricordare le parole che mi diceva mia nonna ricordandomi che quando fai fatica nella vita e non solo in cucina, poi il risultato ha un sapore migliore e pensando alla parola, sapore, noto che in Napoli in bocca c'è sempre. LAPILLI da sin. Antonio Esposito Csaba dalla Zorza e Francesco MondadoriIMG 3676Questo cibo, che è una festa, però non bisogna sprecarlo e non intendo solo nel senso di lasciarlo nel piatto ma anche in relazione al mangiarlo con superficialità. Le  prime difficoltà che ho incontrate è stato un cibo così diverso, una cucina talmente diversa da quella alla quale sono abituata, poi la traduzione dal napoletano per la quale ho ricevuto un validissimo contributo ed impegno da parte di Chiara Lima figlia di Mamma Agata (Agata Amato), che con la genitrice ha una scuola di cucina a Ravello da dove danno scuola  dell'eccellenza della cucina amalfitana e campana”. A termine una domanda a Csaba, che in conferenza stampa ha detto di avere origini venete e di dividere questa regione con Milano città dove vive, nasce spontanea per chiederle se pensa che possa esserci qualcosa che lega la gastronomia della Campania a quella del Veneto. Csara ha risposto: “Pur essendo per metà veneta, devo ammettere, e non me ne vogliano i veneti, che la cucina napoletana è tanto meglio di quella veneta. Forse possiamo trovare un legame nella cultura degli aperitivi. Da noi in Veneto abbiamo tanti piccoli cicchetti che precedono la pietanza  e mi son resa conto che anche nella cucina napoletana ci sono tante cosine che precedono il primo piatto per far sentire gradito l'ospite a tavola. L'antipasto napoletano però devo riconoscere che è più ricco e si differenzia dalla cucina veneta che è più noiosa, non a caso quella napoletana è conosciuta in tutto il mondo perché buona, verace e degna di essere internazionale, una cucina semplice, che piace a tutti e parte da prodotti veramente di una qualità meravigliosa”. Il volere realizzare un volume, che sta riscuotendo un vero successo, è stata opera di Francesco Mondadori.  L’editore, in conferenza stampa di presentazione di questo volume, ha voluto ricordare la sua passione per Napoli avendo vissuto, quindici anni addietro, circa cinque anni della sua vita a Capri, prima di prendere residenza a Milano per motivi di lavoro. Mandadori ha espresso tutta la sua gioia di aver potuto realizzare da editore, ruolo che da ragazzo certamente non sapeva che avrebbe intrapreso, questo libro che sempre aveva sperato e creduto di poter concretizzare, oltremodo con la sua casa editrice che crede nel timing dei prodotti e nella loro valorizzazione. Mondadori ha infatti affermato: “anche se avevo da tempo in programma la realizzazione di questo libro, ho atteso il suo timing facendolo giungere nelle librerie in un momento di particolare riscoperta per il genere di cucina che propone”. Pubblicato in giugno, per cogliere anche il momento Expo, la voluta scelta della particolare carta paglia che ricorda quella del cuppetiello nel quale venivano servite le chicche della friggitoria napoletana notissima perché con pochi soldi riesce a soddisfare alla pari di un intero pranzo, come anche la mancanza di foto, ma al contrario tante illustrazioni, rappresentano, insieme alla descrizione delle ricette, momenti da vivere in compagnia di un percorso storico di piatti napoletani dall’antipasto al dolce ed ovviamente alla pizza che l’originale libro spinge a mettere in campo per realizzare un gustoso pranzo per molti dimenticato. Le ricette contenute in “Napoli in bocca” sono quasi una scusa per portare il lettore ad intraprendere un viaggio nella cultura culinaria napoletana con immagini di venditori ambulanti e tutta una storia da riscoprire del buon mangiare che la città partenopea offriva. Il presentare “Napoli in Bocca” nella pizzeria omonima di Antonio Esposito, che ha anche un attiguo suo locale di proposizione d’acquisto delle eccellenze campane dalla pasta artigianale ai prodotti caseari e tanto altro, in via San Carlo a Napoli, proprio di fronte al Teatro di San Carlo che rappresenta uno dei tanti simboli di cultura e storicità della regione che ha il vanto di averli, ha assunto anche il valore di essere un libro dagli aspetti culturali per il voler riportare alla luce le origini di un popolo che vanta essere stato artefice di una Campania Felix. A tal proposito è stato chiesto direttamente a Francesco Mondadori se intendeva esprimere questo ultimo parere che abbiamo notato e lui ci ha risposto: “ Lei coglie esattamente nel segno, il libro si inserisce nella cultura e nella storicità di Napoli. Le ricette, sono una scusaLAPILLI il piano superiore della pizzeria IMG 3662 per portare il lettore veramente attraverso tutto quello che la cultura napoletana culinaria ha da offrire”. Infine la grande soddisfazione di Antonio Esposito, titolare della pizzeria “Napoli in bocca”, per avere ospitato il volume della scrittrice Csaba dalla Zorza che porta il titolo del suo locale. Un nome, da lui scelto, come riscatto al tanto di negativo che molti citano, ed afferma: “Sono una persona che combatte quotidianamente per dare un'immagine diversa e reale delle tante cose buone che Napoli possiede e il mio locale, ora anche con un libro dallo stesso nome, appaga i miei sforzi e mi sprona sempre più nel proseguire la mia opera culturale per Napoli partendo proprio dall'autentica enogastronomia. Da noi si cucina molto genuinamente, i piatti napoletani a mio avviso sono i più buoni al mondo, a prescindere dal se sono cucinati in modo diverso ed a proposito di ciò devo dire che tutte le nostre pietanze sono elaborate nel modo più storico, tradizionale, autentico e genuino possibile. Oggi è difficilissimo, quasi raro, trovare chi fa l'impasto per la pizza ancora a mano e mia nonna, a bottà e' scoppolòn aret a' capa, mi costringeva a farlo per loro quando ero un ragazzo di sette anni, ai Ventaglieri a Montesanto, ora mi son detto: ho questa fortuna di avere imparato involontariamente, per necessità economiche, un'arte tanto espressiva e collaborativa alla naturale bontà della pizza, perché non metterla in atto?. Perché la mia pizza è tanto buona, da soddisfare tutti che dopo averla gustata ne fanno un garantito passaparola? Perché l'impasto lo faccio solo io e ritengo che anche un grande e famoso pizzaiolo non potrebbe farlo come me. Se a questo aggiungiamo la ricerca accurata dei prodotti che utilizzo per le farciture come il fiordilatte di Matteo Rocco di Agerola, certamente più caro di altri, viene lampante la preferenza per le mie pizze, ma a me non importa il costo ed un conseguente minore guadagno, interessa che il cliente resti soddisfatto e possa uscendo di qui vantare il nome di Napoli e di quello che si fa a Napoli. Per me e la mia famiglia questo non è business, ma passione! Proprio perché passione, abbiamo l'esigenza di poter aprire ai clienti il nostro locale, che vanta già tre anni di successi dall'apertura, con i suoi 100/120 coperti, dal lunedì al giovedì fino alle ore 18 mentre venerdì, sabato e domenica dalle ore 10, con orario continuato, fino alle 24. Questo anche perché dato che questa pizzeria- ristorante è situata di fronte al Teatro di San Carlo e quindi nel posto più turistico di Napoli, vogliamo offrire la possibilità a tutti di poter visitare Napoli e al tempo stesso pranzare in qualsiasi orario, offrendo conseguenzialmente una maggiore possibilità occupazionale per i turni di lavoro che il nostro personale è chiamato a coprire”.  

Giuseppe De Girolamo 

LAPILLI Foto Bureau NapoliIl turismo volano dello sviluppo della nostra regione, al primo posto per musei, chiese, scavi archeologici, opere d’arte, bellezze osannate da Goethe, Shelley, Canova, Piranesi nel 700; in tempi moderni non si riesce a fare sistema e far decollare un segmento importante per la nostra economia. In tutto il mondo sono stati organizzati dodicimila meeting e congressi. L’Italia s’inserisce al sesto posto nella Top Ten “Worldwide ranking: number of meetings per country”, avendo ospitato 450 grandi eventi congressuali e di questi solo 12 si sono svolti a Napoli.

Partendo da questi dati, si è costituito con la partecipazione di venti soci fondatori e dieci ordinari, dalla Gesac/Aeroporto Capodichino, alberghi, agenzie di viaggi, sale ricevimento, il Convention Bureau, per lo sviluppo del turismo a Napoli, dai piccoli eventi, meeting, congressi e conferenze al fine di accrescere la competitività sul mercato internazionale.

La conferenza stampa di presentazione del progetto nell’elegante sala convegno dell’Hotel Mediterraneo. Presentato dal proprietario, Salvatore Naldi che ha sottolineato di aver ereditato l’elegante struttura, il presidente del Consorzio, dr. Armando Brunini ha dichiarato: ”la nostra città ha un potenziale enorme per competere nel segmento congressuale proprio grazie alle sue caratteristiche e all’attrattività del territorio. Occorre però – ha aggiunto – fare sistema per essere competitivi e grazie al Convention Bureau, promuoveremo la destinazione Napoli come polo congressuale, attraverso un’offerta turistica integrata. Oggi tutto il sud dell’Italia ha una quota di mercato basso pari al 15 per cento, il nostro obiettivo principale sarà quello di aumentarla significativamente”.

Direttore del Convention Bureau Napoli è stata nominata, Giovanna Lucherini, fiorentina, con esperienza decennale nel settore turistico e presidente di MPI Italia Charter: “Finalmente Napoli ha un suo Convention Bureau – ha esordito – che sarà l’unico interlocutore di riferimento sul territorio per gli operatori del Mice, acronimo di Meetings, Incentives, Conferences and Events. Attivando una promozione capillare attraverso azioni mirate saremo in grado di attrarre candidature di convegni e congressi nazionali ed internazionali e conseguentemente far sviluppare il turismo congressuale anche con una ricaduta corretta sull’indotto complessivo dell’industria turistica locale”.

Il settore turistico è un comparto strategico per l’economia e, in particolare, rappresenta una reale sfida per il futuro del Mezzogiorno. Il Convention Bureau si prefigge di essere un importante punto di riferimento del sistema congressuale e turistico partenopeo.

Nello spot proiettato in sala la presentazione delle strutture di accoglienza turistica e la chiosa: Napoli mille bellezze, mille contraddizioni.

Mario Carillo

Ben 29 nuovi adepti hanno ricevuto fascia e padella

LAPILLI Escoffier Giuseppe 008Una serata, certamente d’impatto benefico per il nostro territorio Campano, estesa anche a rappresentanti di altre regioni, con l’intronizzazione di ben 27 nuovi aderenti all’Associazione Internazionale dei Discepoli di Auguste Escoffier è stata vissuta con le consegne delle onorificenze ai nuovi iscritti e poi con una cena conviviale.

Per capire subito, ammesso che occorra farlo data la sua notorietà mondiale, chi era Georges Auguste Escoffier, basta dire che Escoffier viene definito dalla stampa mondiale “Il re dei cuochi e il cuoco dei re”. Escoffier riteneva che l'arte culinaria dovesse essere praticata con semplicità, valorizzando sapore e nutrimento dei cibi, di conseguenza usando le materie prime eccellenti del territorio e dove più delle varie regioni italiane ed in particolare la Campania è possibile trovare una così grande varietà di prodotti atti a rispondere mirabilmente all’impegno di cuochi che intendono seguire gli insegnamenti di Escoffier? Il più grande cuoco francese Escoffier ha lasciato grandi insegnamenti con queste sue porole:: "La cuisine évoluera comme évolue la société elle-même, sans cesser d’être un art" . La cucina evolverà come evolve la società stessa, senza cessare di essere un’arte. Per realizzare un così importante e prestigioso evento è stata scelta una location leader per l’ospitalità ricettiva che vanta da circa 50 anni, sia per la cucina che offre  e che viene storicamente curata dal suo Chef Executive, Nicola Di Filippo, Gran Maestro della Ristorazione, ex presidente dell’Apcn e da circa un anno delegato regionale campano dell’ Associazione Internazionale dei Discepoli di Auguste Escoffier, che per la professionalità dei suoi titolari a cominciare da Cristofaro Menna per proseguire con la grande capacità espressa nella conduzione di questa struttura: “La Lanterna” dai giovani figli Federico e la bella, dinamica e altamente competente imprenditrice Rosangela. Altro elemento essenziale che ha portato alla scelta del ristorante La Lanterna di Villaricca creando un tutt’uno per l’ottima riuscita della manifestazione è stata la possibilità che offreLAPILLI Escoffier Giuseppe 016 questo locale, con le sue belle ed eleganti sale, delle quali è bastato aprirne solo due per poter ospitare i circa trecento invitati alla serata. Molto apprezzato da tutti è stata anche l’organizzazione della serata partita con la cerimonia di intronizzazione, dei nuovi Discepoli, avvenuta in altra grande sala in modo da far essere questo momento il più sentito possibile e poi poter iniziare la cena, ricca pur di un saluto, da parte dei Rappresentanti dell’Associazione Internazionale dei Discepoli di Auguste Escoffier, a cominciare dal Presidente Nazionale Francesco Ammirati, e poi dal Segretario Generale per l’Italia Antonio Torcasso, per proseguire con il past delegato campano Gaetano Riccio che da circa un anno ha passato le consegne a Nicola Di Filippo concludendo con il segretario campano del sodalizio Felice Franzese. A presentare l’intero evento, con mirabile bravura, aggiunta al suo personale fascino femminile, si è resa artefice Romina Sodano, che non ha tralasciato nulla presentando prima i nuovi intronizzati, man mano che venivano da lei chiamati a vivere il particolare momento, per poi in sala ristorante a presentare i tanti ospiti che hanno raccolto l’invito di Menna e Di Filippo.

LAPILLI Valentina Stella allieta la serata IMG 3800 Il prelibato momento di cena iniziato con un ricco aperitivo, al quale ha contribuito anche il maestro pizzaiolo Nunzio Cacialli, degno erede di una tradizione di grandi pizzaiuoli, accompagnato dai noti eccellenti vini offerti in degustazione da Cantine La Fortezza, serviti anche per accompagnare tutta la cena da due membri dell'Associazione Sommelier F.I.S.A.R., è proseguito allietato anche da ospiti canori come la acclamata voce della canzone napoletana Valentina Stella che venuta per ritirare un premio assegnato alla sorella Teresa Iorio, prima donna al mondo a ricevere il titolo di Campione Mondiale della Pizza nel 2015 che in questa giornata era a Londra per rappresentare il tipico ed inconfondibile prodotto napoletano: “la Pizza”, ha regalato, rispondendo alle tante richieste dei presenti, alcune sue interpretazioni di brani della canzone partenopea ricevendo scroscianti applausi.

I meriti della serata vanno inoltre agli chef che hanno dato il loro contributo organizzativo, realizzando in armoniosa collaborazione, una cena prelibata che ha avuto l'approvazione degli invitati e sono stati: Adriano Cozzolino Presidente dei Cuochi di Isernia, il 31enne napoletano Eduardo Estatico già Discepolo di Escoffier e vanta l’aver frequentato l’Alma la scuola di Gualtiero Marchesi, il siciliano Giuseppe Manolo Bontempo anch’egli Discepolo di Escoffier, gli chef pasticcieri Gennaro Volpe con la sua omonima pasticceria, Raffaele Capparelli della pasticceria Capriccio. Ovviamente partecipi del successo sono stati anche gli chef della struttura ospitante l’evento e collaboratori di Di Filippo, Salvatore Esposito e Simone Carandente, ed in sala il maître Marco Grieco coadiuvato da Enzo e Giuseppe Parisi e Paolo Paravallo. Una grande attenzione anche ai camerieri di sala, studenti dell'Istituto Professionale Statale per l'Enogastronomia e Ospitalità" Duca di Buonvicino" che hanno gestito la sala come grandi professionisti.

Fra gli intervenuti citiamo: Fra i numerosi personaggi che hanno partecipato alla manifestazione ricordiamo: il sindaco di Villaricca Francesco Gaudieri,  un solo nome Mimmo Falco Vice Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania per sintetizzare i numerosi operatori dell’informazione, tv, radio, carta stampata ed On Line che sono stati partecipi alla serata e poi Sergio Miccù presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, Arturo Fusco presidente regionale dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani con  Fabio Ometo, Presidente per la Provincia di Napoli, insieme a Ugo D’Orso  storica figura di questa Associazione socio fondatore e consigliere senatoriale,

Questi i nomi dei 27chef, più tre amici dell’organizzazione mondiale con sede centrale a Parigi, intitolata aiLAPILLI Escoffier Giuseppe 020 Discepoli di Auguste Escoffier che sono stati intronizzati in Campania: Domenico Lucignano, Maurizio Elefante, Pasquale Vitale, Salvatore D’Angelo, Enrico Chirico, Ciro Cerqua , Fabio Savarese, Maria Rosaria Canò, Aldo Riccio, Alfonso Ferraro, Raffaele Madonna, Angelo Borrelli, Antonio Falco, Gaetano Cosenza, Giorgio Trovato, Gianluca Sinagra, Emanuele Altamore, Raffaele Capparelli, Nunzio Cacialli, Gaetano Minervini, Gilormo Di Fusco, Peppino Marino, Giovanni Colarusso, Germano Labbate, Carmela Abbate, Gennaro Volpe, Raffaele Topo, Antonio Goeldlin e Giuseppe De Girolamo.

L.C.

LAPILLI IMG 2777Il 12 novembre presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Palazzo Chigi) l’Istituto Comprensivo Statale “Giampietro-Romano” di Torre del Greco è stato premiato per  il  Concorso Nazionale “Disegna l’Intelligence”. Alla  cerimonia di premiazione hanno preso parte le tre Scuole vincitrici, con i relativi Dirigenti Scolastici, 57 alunni, i docenti e genitori, insieme per promuovere sicurezza partecipata.

Il progetto, realizzato in collaborazione con il Miur per  raccontare a colori il Comparto Intelligence, facendo parlare una pluralità di percezioni e sentimenti. Sul foglio o sulla tela è stata dipinta la fiducia degli studenti verso quegli uomini e quelle donne che non si vedono, ma che lavorano per la sicurezza di tutti.

A valutare i disegni è stata una commissione di “agenti” che si è avvalsa della collaborazione del Maestro Giuseppe Gallo, le cui opere sono esposte, tra gli altri, al Moma di New York, al Museum modern Kunst Stiftung Ludwig di Vienna e al Fukuyama Museum of Art , in Giappone.

“Sicurezza sono le famiglie, i nostri figli, i luoghi di lavoro e le strade dove viviamo” ha spiegato l’Ambasciatore Giampiero Massolo, Direttore generale del DIS.

Dopo la “Lezione dell’Intelligence”, a cura di Paolo Scotto di Castelbianco, direttore della Scuola di Formazione del Comparto Intelligence, ha avuto inizio la cerimonia di premiazione , durante la quale, come ha affermato lo stesso Ambasciatore Massolo nel consegnare i premi che l’Istituto Comprensivo Statale Giampietro-Romano di Torre del Greco, vincitore sia del primo premio categoria “Juoniores” conferito a  Sarah Balzano, che del Premio Speciale “Teens” ad Emanuele Falanga “ha sbancato” con ben due premi.

Gli altri due premi sono stati assegnati ad un Istituto Comprensivo di Mantova e ad un Istituto Comprensivo di Palermo.

Infine altri disegni di 19 alunni dell’ICS “Giampietro-Romano” sono stati pubblicati sul sito virtuale dell’Intelligence e nell’opuscolo dal titolo “Le idee più belle” di Paolo De Nardis, professore ordinario di Sociologia all’Università “Sapienza” di Roma e presidente del Comitato scientifico dell’Eurispes, che ha raccolto i lavori più belli dei partecipanti di tutta Italia.

La Dirigente Scolastica, la Dott.ssa Maria Aurilia, che con i docenti e i genitori  ha accompagnato i 25 alunni dell’Istituto, ha affermato con entusiasmo e soddisfazione: “E’ stata un’esperienza che resterà impressa nella memoria degli alunni, molto formativa e soprattutto organizzata in maniera egregia dal Comparto dell’Intelligence della nostra Nazione

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