Alla presenza dei prefetti di Potenza, Antonio D’Acunto, e di Matera, Antonella Bellomo, si è svolta, nella Sala delle Conferenze della Mediateca Provinciale “A. Ribecco”, l’attesissima manifestazione culturale, “Omaggio di Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, a Lucio Dalla”, organizzata con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale. Il sindaco, Raffaello De Ruggeri, introdotto dal parlamentare lucano Vincenzo Taddei, brillante conduttore della serata, ha sottolineato l’importanza del contributo, recato dal grande artista bolognese, alla candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura: “Lucio Dalla era un personaggio ingombrante e generoso, innamorato della dimensione umanistica di Matera, il quale si era impegnato, a sostenerne, fortemente, come testimonial, la candidatura. Lo confermò, pubblicamente, pochi giorni prima della sua dolorosa scomparsa. Nel percorso, fino al 2019, Dalla ci accompagnerà ancora. Questo omaggio rappresenta soltanto un iniziale atto di gratitudine”. L’assessore Francesca Cangelli, convinta promotrice della serata dalliana, ha ricordato i numerosi incontri con Dalla a Matera, i memorabili concerti, tutti promossi nello spirito dell’amicizia fraterna dell’artista con il grande gastroenterologo, di origine materana, Nicola D’Imperio. Nel presentare il romanzo biografico di Raffaele Lauro, “Caruso The Song - Lucio Dalla e Sorrento”, un fiume di inediti e toccanti ricordi, frutto di un’amicizia straordinaria, durata decenni, narrati con delicatezza e con dolcezza, ha caratterizzato l’applauditissimo intervento dell’illustre luminare della medicina: “Venne da me, come paziente, per la sua ulcera duodenale. Diventammo amici del cuore, confidenti. Da allora mi fece visitare tutti i suoi amici, da Morandi a Ron. Lo ricordo ancora, quando mi portò in visita medica, appunto, tenendolo teneramente per mano, Luciano Pavarotti: un omone condotto da un piccoletto, due anime belle, due meravigliosi artisti italiani. Questo bellissimo libro di Lauro mi ha restituito proprio l’umanità di Lucio. Per ringraziarmi, veniva a cantare gratis a tutti i congressi di gastroenterologia, che io organizzavo”. Intenso, profondo e spirituale, l’intervento del domenicano, padre Giovanni Bertuzzi, confessore del
cantante, venuto appositamente, da Bologna, a testimoniare, pubblicamente, la religiosità di Dalla, interpretata fedelmente dallo scrittore sorrentino, e a ricordare i primi anni del giovane clarinettista, nelle jazz band dilettantistiche di Bologna. Di altissimo livello culturale, i due interventi conclusivi del giornalista, Antonio Manzo, e del consigliere regionale lucano, Aurelio Pace, due saggi di raffinata critica letteraria, che hanno molto colpito la platea. Manzo, inoltre, ha tratteggiato la figura di Raffaele Lauro, definendolo “forse l’ultimo esempio di servitore dello Stato e di intellettuale del Mezzogiorno, assurto a dimensione nazionale”. Pace, dal canto suo, ha definito la lettura del romanzo biografico di Lauro su Dalla, così ricco di suggestioni, un vero antidoto, specie per i giovani, contro il dilagante analfabetismo emotivo. Prima della proiezione del docufilm, “Lucio Dalla e Sorrento - I Luoghi dell’Anima”, interrotta da applausi scroscianti, lo scrittore sorrentino ha voluto ringraziare le autorità presenti, gli organizzatori e i materani, definendo il tour di presentazioni del libro, in Italia e all’estero, iniziato a Sorrento il 28 febbraio 2015, “un’esperienza umana, unica e irripetibile, vissuta, nel nome di Lucio, per la gente e tra la gente, conferma ulteriore del radicamento popolare della sua eredità musicale e, in particolare, del suo capolavoro, ‘Caruso’”. La serata, fatta di intense emozioni, si è chiusa, in solidarietà e commozione, alla Francia e a Parigi, con l’esecuzione della “Marsigliese”.
Cronaca
Hanno riscosso un grande successo di pubblico, in particolare di giovani, le proiezioni di “Dove va il cinema italiano? Oltre la commedia, le nuove proposte", sezione competitiva collaterale della rassegna Primo Piano sull’autore. Fino al 19 novembre ad Assisi e Santa Maria degli Angeli, otto pellicole di autori italiani, proiettate in anteprima per il territorio assisano, si sono contese il premio speciale Domenico Meccoli – ScriverediCinema.
Il Sindaco facente funzioni di Assisi Antonio Lunghi si è detto entusiasta della formula della rassegna, in particolare della presenza alle proiezioni degli autori, che hanno dialogato con il pubblico. «La scelta degli organizzatori di allungare i tempi della rassegna e di aprire “Primo Piano sull’autore” con le proiezioni dei giovani autori italiani della sezione collaterale si è rivelata vincente», ha detto il primo cittadino, augurandosi che i futuri film-makers possano raggiungere i traguardi raggiunti dai grandi del nostro cinema.
Da lunedì 23 novembre Primo Piano sull’Autore, giunta alla XXXIV edizione, entrerà nel vivo con l’inizio delle proiezioni e degli eventi dedicati alla protagonista della Rassegna 2015: Liliana Cavani, personaggio di assoluto rilievo della cultura cinematografica italiana.
Oltre alla proiezione dei film al cinema Metastasio di Assisi, il programma di Primo Piano prevede incontri della Cavani con gli studenti dell’Università per Stranieri di Perugia (26 novembre) e con quelli delle scuole superiori del comprensorio (27 novembre). Il pomeriggio di venerdì 27, con una cerimonia promossa dal sindaco facente funzione Antonio Lunghi, dall’assessore al Turismo Lucio Cannelli e da quello alla Cultura Serena Morosi sarà conferita la Cittadinanza onoraria di Assisi alla regista.
La mattina di sabato 28, è dedicata ad un evento sugli scenari futuri del cinema italiano e le nuove tendenze della comunicazione cinematografica. Alla presenza dei direttori dei maggiori siti internet sul cinema, addetti ai lavori, giornalisti e critici si confronteranno in un incontro-dibattito intitolato "Il cinema nel web e nei social network fino alla rivoluzione di Netflix".
Nel pomeriggio, la Cavani sarà protagonista del convegno con storici e critici e con attori, attrici, produttori e sceneggiatori che hanno collaborato con lei in questi anni di attività. La Rassegna si chiude la sera del 28 novembre con i premi della XXIV edizione del Domenico Meccoli - ScriverediCinema, dedicato a quanti si sono distinti, nel 2015, nella scrittura e nella promozione del cinema attraverso i media e con la consegna della Targa Onorifica di Assisi alla regista.
Primo Piano sull’Autore è promossa dall’associazione culturale Amarcord in collaborazione con il Comune di Assisi e il contributo del MIBAC - Direzione Generale per il Cinema.
“Rivitalizzare le periferie attraverso l’azione dei giovani e del mondo dell’associazionismo è un’iniziativa positiva, che va proprio nella direzione dello sforzo che deve intraprendere il Paese per recuperare il forte ritardo nel sostegno e nella valorizzazione del contemporaneo. Un’azione che può e deve essere legata, come dimostrano i progetti presentati oggi, alla riqualificazione delle periferie delle nostre città. Per questo nel riformare il ministero ho fortemente voluto una nuova Direzione Generale per l’arte e l’architettura contemporanea e le periferie urbane, che a breve varerà un bando da 3 milioni di euro per cofinanziare progetti culturali promossi dai comuni nelle periferie. Allo stesso modo, nel decidere la destinazione delle risorse europee del Piano Obiettivo Nazionale si è deciso di prevedere una quota di 114 milioni di euro per il sostegno alle industrie creative del Mezzogiorno. Dopo aver vinto nel secolo scorso la grande sfida della preservazione dei centri storici delle nostre città, le periferie sono la grande sfida di questo secolo: siamo chiamati a riqualificare i luoghi in cui vive, lavora e sogna la gran parte della popolazione del Paese e in questo l’arte contemporanea può essere determinante”.
Lo ha detto il Ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini alla presentazione dei sei progetti vincitori del bando “Culturability – spazi d’innovazione sociale” promosso dalla Fondazione Unipolis e illustrati questa mattina nella Sala ex Consiglio Nazionale del Collegio Romano nel corso dell’incontro “Cultura, creatività e rigenerazione urbana per promuovere sviluppo sostenibile” insieme a Virginio Merola, sindaco della Città Metropolitana di Bologna, Pierluigi Sacco, economista della cultura IULM, e Pierluigi Stefanini, Presidente del Gruppo Unipol e di Unipolis.
L’attualità del pensiero giuridico di Giovanni Leone
L’attualità del pensiero giuridico di Giovanni Leone è stata ricordata a Napoli, nella “sua” università, la Federico II, che gli ha voluto intitolare una delle aule del dipartimento di Giurisprudenza. Alla cerimonia, tenutasi presso l’aula Enrico Pessina dell’ateneo, hanno partecipato con due dei tre figli dell’ex presidente, Giancarlo e Paolo, gli esponenti del mondo istituzionale, politico, accademico e forense. Hanno manifestato, tra gli altri, la loro adesione, il presidente della Repubblica, Mattarella e l’ex presidente Napolitano. Dopo gli interventi di saluto di Gaetano Manfredi, rettore dell’università Federico II., Lucio De Giovanni, direttore del dipartimento di Giurisprudenza e Carlo Fiore, professore emerito di diritto penale della Federico II, il lungo e fecondo magistero di Giovanni Leone nel diritto penale, processuale e sostanziale e l’impegno politico ai vari livelli istituzionali fino all’elezione al Quirinale, sono stati rispettivamente ricordati da Franco Coppi, professore emerito di diritto penale all’università di Roma La Sapienza e da Raffaele Cantone, presidente dell’autorità nazionale anticorruzione.
La prestigiosa carriera accademica di Giovanni Leone lo vide professore di ruolo in diritto e procedura penale
nelle università di Messina, Bari, Napoli e Roma, autore di oltre cento volumi e monografie e di opere fondamentali tra cui il Trattato di diritto processuale penale, tradotto anche all’estero. I diritti individuali e collettivi - come è stato ricordato nel corso dell’incontro - furono sempre al centro degli studi giuridici di Leone con particolare attenzione ai mutamenti della vita sociale ed ai fenomeni emergenti sempre legati alle garanzie democratiche e costituzionali. Nel ricordare poi la vicenda che vide Leone costretto a dimettersi, nel giugno del 1978, da Presidente della Repubblica, a causa di ripetuti e violenti attacchi da parte della stampa, rivelatisi poi tutti infondati, sia Coppi che Cantone hanno osservato che la verità dei fatti restituirono a Leone dignità e onore confermando che l’ex presidente aveva sempre agito con correttezza e servito lo Stato con onestà e rigore intellettuale.
G. D.G.
E’ partita alla grande, con ospiti di grande livello, cineforum tematici, approfondimenti e confronti sull’ambiente e il mare, la seconda edizione del Meta Film Festival organizzato dal Circolo Endas Penisola Sorrentina presieduto da Adele Paturzo, presso la Scuola "Buoncore-Fienga" di Meta, con la direzione artistica di Antonio Volpe e la conduzione di Carlo Alfaro. La rassegna, patrocinata dall'Amministrazione comunale di Meta, si svolge con la collaborazione dell’Associazione Prometeo, ed è inserita nella XIII edizione del Festival della Cultura Europea, che si svolge quest’anno “sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo”. Raffinata inaugurazione, martedì 10 novembre, con la overture musicale del maestro di chitarra, poeta e compositore Rocco Aversa, seguita da una magistrale conferenza del prof. Leopoldo Milano, docente di Fisica alla Federico II, sul tema assai affascinante dell’acqua come possibile fonte di vita in altri pianeti dell’Universo. “L’acqua- ha spiegato il Professore- rappresenta il “brodo primordiale” da cui possono iniziare a svilupparsi, grazie alla luce e al calore di una stella, le prime cellule viventi, come già accaduto alcuni miliardi di anni fa sul nostro Pianeta,”. A seguire, il film “La Teoria del Tutto”, sulla vita dello scienziato Stephen Hawking, autore della celebre teoria che spiega complessivamente tutte le forze dell’universo. Nella seconda serata, il 13 novembre, Carlo Alfaro ha condotto il forum “La cultura della legalità. Tutela del territorio e della salute”, in cui il giornalista Francesco Manca, direttore di Lapilli e presidente dell’Associazione Prometeo, ha intervistato Don Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano, simbolo della ribellione del Sud contro il dramma della “Terra dei Fuochi”, e il Capitano di Fregata della Guardia costiera di Torre del Greco Rosario Meo. Commenta Antonio Volpe: “Le parole di don Maurizio, forti chiare schiette sono state ascoltate dal folto pubblico dell’Auditorium “Buonocore-Fienga” in silenzio, diversi sono stati i momenti di vera commozione quando il parroco di frontiera ha raccontato alcuni episodi inediti di questa immane tragedia, i suoi colloqui con il boss Schiavone, i confronti con gli uomini delle Istituzioni…una dramma che non è finito “perché si continua a morire e i fuochi continuano a bruciare”, perché “Renzi ha detto solo bugie“, “il problema non è risolto“, inoltre la legge approvata quest’anno contro i reati ambientali “poteva essere migliore,“è stata molto annacquata“…La situazione emblematica della “Terra dei Fuochi” e la sua “lezione” devono valere per tutti, anche per la Penisola Sorrentina alle prese con il suo mare inquinato”. Il Capitano Rosario Meo è un altro eroe dei nostri giorni, che ha combattuto in tutt’Italia contro i crimini ambientali, ricevendo incarichi, medaglie, riconoscimenti, ma anche correndo rischi e difficoltà immani. Aggiunge Alfaro: “Abbiamo voluto una voce autorevole della Chiesa militante, di quella che esce dalle parrocchie per essere vicina alla gente, all’ambiente e agli ultimi, seguendo il vero dettato evangelico, ed un uomo delle istituzioni, della parte sana dello Stato, insieme, per stressare il concetto della sinergia di forze e intenti per fronteggiare le emergenze ambientali”. Conclude Adele Paturzo: “Per questo “piccolo grande festival” dedicato alle emergenze ambientali, niente red carpet, palmares ed oscar, lustrini e paillettes, ma persone vere che lottano per la dignità dell’uomo”. Grande appuntamento ora sabato 21 novembre alle 17 sempre presso l’Auditorium dell’I.C. “Buonocore-Fienga” per la consegna del “premio Meta Festival” al film “Il bacio azzurro” di Pino Tordiglione , che sarà proiettato in anteprima nazionale, dopo una serie di presentazioni e premi in vari festival internazionali, tra cui la Mostra del cinema di Venezia. Ritira il premio l’attore protagonista, Sebastiano Somma. Motivazioni del premio: “per il suo alto valore pedagogico, per aver fatto comprendere l’importanza di un elemento naturale come l’acqua, fonte di vita, culla di ogni civiltà. Un messaggio di speranza ed un monito per tutti gli uomini al di là di ogni credo e di ogni ideologia. Se si va alla ricerca dell’acqua nell’Universo vuol dire che essa è un elemento primordiale e vitale, fonte di tutto, nostra origine e nostro destino”.
La dinastia borbonica svela i suoi segreti. Ferdinando II di Borbone nel 1853 incaricò l’arch. Enrico Alvino di costruire un percorso coperto lungo cinquecento metri per consentire il passaggio dei militari dislocati nelle caserme di Via Pace (attuale Via Domenico Morelli), largo Ferrandina e San Pasquale a Chiaia in modo da fargli raggiungere in breve tempo la Reggia in caso di attacchi e per un’eventuale via di fuga dei regnanti.
La cavità borbonica si fa risalire al 600 e solo da qualche anno per opera di volontari guidati dallo speleologo Gianluca Minin e da Enzo de Luzio è stata resa accessibile con lavori di scavo, verifiche e pulizia. All’ingresso di Via Grottone, nei pressi di Piazza del Plebiscito con uscita in Via Morelli è stato scoperto un altro stupefacente passaggio in uno storico palazzo di Via Monte di Dio, sede dell’Istituto di Studi Filosofici. Alla presenza del sindaco Luigi De Magistris, dell’assessore alle politiche giovanili Alessandra Clemente e da un folto gruppo di cineoperatori, coordinati dell’addetto stampa, Annacarla Tredici, la spettacolosa demolizione dell’ultimo diaframma. La scala di accesso è costituita da 115 gradini che partendo dal basso terminano sotto il pavimento di un appartamento privato.
Il nuovo percorso, denominato Via delle memorie, aperto al pubblico ad inizio anno, è stato ricavato scavando all’interno di una cisterna, arrivando all’ingresso del ricovero bellico del Palazzo Serra di Cassano, utilizzato per diverso tempo anche dall’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Il tunnel borbonico, ribattezzato Galleria borbonica con una profondità di 15 metri sotto il livello stradale con agorà per eventi cittadini, presenta un’enorme cisterna per la raccolta delle acque, all’interno della quale è stata creata una coltivazione di funghi cornucopia dall’intenso profumo, gallerie, materiale di risulta e una vasta gamma di auto, moto e bici abbandonate intorno agli anni ’60, quando lo spazio era utilizzato come deposito di automezzi sequestrati dall’autorità giudiziaria e dal comune.
Il cunicolo borbonico va ad aggiungersi alle altre cavità cittadine di epoche diverse, aperte ai visitatori da anni quali la Napoli sotterranea di Via Nardones, quella di Piazza San Gaetano, la Grotta di Seiano, la Cripta neapolitana di Mergellina e ultima in ordine di tempo quella di Pianura.
Da un calcolo approssimativo si valuta che la città invisibile formata da cisterne, acquedotti, cave di tufo e di lapillo e pozzolana, gallerie e camminamenti supera i 900 mila metri quadrati. Spesso si è parlato di utilizzare questi spazi come parcheggi, in ultimo si è azzardata l’ipotesi di riversarci dentro i rifiuti per sopperire ai gravi disagi della città in superficie.
Fin dall’inizio della sua storia, Napoli ha avuto a disposizione quella riserva naturale cui attingere per l’edificazione di palazzi e dalla cava che corre sotto Monte Echia fu ricavato il tufo per la costruzione della Chiesa della Nunziatella. Lavorando di piccone si otteneva oltre al tufo anche l’acqua. Da molti appartamenti era possibile attingere con dei cestelli direttamente dalle cisterne scavate, il prezioso liquido. Si calcola che nel centro antico non sono meno di dodicimila i pozzi, tutti a ridosso di importanti edifici, in buona parte ricolmi di detriti e altro materiale.
Durante la seconda guerra mondiale, il passaggio sotterraneo dove è stato possibile costruire anche un parcheggio a sette piani per trecento auto, fu adibito, come accennato a ricovero. Le pareti furono dipinte di bianco per rendere meno cupo l’ambiente, fu abbozzato un impianto elettrico, tuttora esistente e delle cabine per i vespasiani.
Gli scavi in città risalgono a molti secoli prima di Cristo e sono costituiti da calette ipogeiche del tipo detto “a forno” ritrovate in vico Neve a Materdei, da catacombe, da passaggi pedonali, gallerie, articolatissimi acquedotti.
Solo negli ultimi 40 anni si è staccato quel cordone ombelicale che univa le due città, ma ancora oggi il sottosuolo conserva dipinte, scolpite e graffite nelle sue viscere quelle pagine di storia, che hanno fatto grande la Napoli di superficie.
Arduo il lavoro degli speleologi, impegnati nella rimozione dei detriti, nell’evidenziare antiche scritte dei rifugiati nella grotta nel periodo della guerra, nell’illuminazione degli ambienti, recupero e restauro di sei statue dell’epoca fascista che riproducono imperatori romani e dei mezzi sequestrati dal comune, auto e moto abbandonati per anni e testimoni di un’epoca.
Il sottosuolo oggi, anche se in parte abbandonato, è in ogni modo una realtà storica ed archeologica e va quindi conosciuto, l’impegno di Gianluca Minin presidente dell’Associazione Borbonica Sotterranea e del vicepresidente Enzo de Luzio.
Mario Carillo
Al via la campagna di solidarietà
Durerà fino al 31 dicembre –LA CAMPAGNA DI SOLIDARIETA’- appena partita che attraverso il ricavato delle vendite, di due particolari sfogliatelle appositamente realizzate per la finalità sociale, porterà l'intero incasso nelle casse della onlus Sostenitori Ospedale Santobono al fine di contribuire in maniera significativa al rifacimento della medicheria del reparto di Pediatria D’Urgenza della nota struttura ospedaliera partenopea.
La presentazione dei due artigianali prodotti, benefici in senso lato, è avvenuta presso l’Antica Pasticceria Cuori di Sfogliatella (Napoli – Corso Novara 1/e – di fronte alla Stazione Centrale) con la partecipazione del titolare della storica azienda, Antonio Ferrieri, promotore di questa apprezzabilissima iniziativa. Hanno presenziato anche il capo staff dell’Assessorato al Lavoro e alle Attività Produttive di Palazzo San Giacomo, Giovanni Piombino che ha portato i saluti dell’Assessore Enrico Panini, ed il direttore della onlus Sostenitori Ospedale Santobono, Emanuela Capuano, che insieme a Ferrieri hanno illustrato al gran numero di giornalisti di carta stampata, on line, radio e tv accorsi rispondendo all'invito rivolto dalla giornalista Brunella Cimadomo, che ha curato l'ufficio stampa dell'evento, le finalità dell’iniziativa “Un cuore di sfogliatella per il Santobono”
L’imprenditore Antonio Ferrieri, in elegante abito gessato, con la storica figura di ottimo imprenditore
napoletano proiettato al futuro, anche attraverso la sua famiglia ed in particolare la moglie Clelia ed i giovani figli Carmela e Vincenzo, ovviamente presenti alla manifestazione, ha precisato che: “il ricavato della vendita delle due nuove sfogliatelle realizzate per l’occasione, sarà interamente devoluto in beneficenza al Santobono di Napoli attraverso la onlus che si occupa proprio della raccolta fondi. Grazie a questa campagna puntiamo a contribuire in maniera significativa al rifacimento della medicheria del reparto di Pediatria D’Urgenza dell’ospedale. Siamo certi che la nostra clientela abituale e i tanti napoletani che vorranno sostenere l’iniziativa, a partire da oggi e durante le feste natalizie, insieme ai dolci abituali porteranno a casa anche le sfogliatelle della solidarietà. Potranno optare sia per quella dolce, al panettone, che per quella rustica, al baccalà. Il costo al pubblico della singola sfogliatella resta invariato ed è pari a 2 euro poiché la campagna di solidarietà sarà interamente sostenuta dalla nostra azienda ”.
Nel corso della conferenza stampa è stata anche inaugurata “l’Ape(car) con il cuore”, un simpatico triciclo che da domenica sarà presente alla Reggia Outlet di Caserta.
LE SFOGLIATELLE CON IL CUORE
Sono due i prodotti di Cuori di Sfogliatella che partecipano all’iniziativa di solidarietà e che sarà possibile acquistare esclusivamente nel punto vendita di Corso Novara 1/E:
Sfogliatella al panettone. Si caratterizza per il cuore morbido in cui compaiono anche gli ingredienti del panettone classico: canditi e uva passa. La lavorazione, curata dal maestro Rocco Lomaistro, prevede un impasto che, naturalmente, esalta anche l’elemento primario della sfogliatella tipica napoletana: la ricotta. In sostanza, un dolce che unisce le diverse tradizioni culinarie italiane, nord e sud.- Sfogliatella al baccalà. Ricalca uno dei piatti delle tavole natalizie partenopee: il baccalà in bianco con patate. In questa versione è inserito all’interno della abituale sfoglia riccia ed arricchito da olive e sedano.
Giuseppe De Girolamo
Una programmazione che da Napoli propone uno sviluppo nazionale
La presenza a Napoli, città che vanta legami storici con l’Ungheria, dell’attore Gyorgy Hunyadkurti, del Teatro di Csiky Gergely di Kaposvar, che ha presentato con una anteprima nazionale in Italia, il monodramma Shylock scritto da Gareth Amstrong, è stato il movente di una ripresa di rapporti culturali con il paese del centro Europa. Il promuovere l’iniziativa del portare nella città partenopea un così grande ed importante personaggio, quale ha dimostrato d’essere Hunyadkurti che ha riscosso grandi applausi interpretando questo lavoro teatrale nell'Aula Mura Greche, nel Palazzo Corigliano Piazza San Domenico Maggiore Napoli, è stata opera dell’Associazione Culturale "Maria d'Ungheria Regina di Napoli", con sede presso il Consolato Onorario d'Ungheria in Napoli. Questo sodalizio che gode del sostegno del console onorario d'Ungheria in Napoli prof. Andrea Amatucci, ha voluto sviluppare, partendo da Napoli l’opera che conduce per rafforzare i rapporti culturali, economici, istituzionali, commerciali ect. tra Ungheria e il Mezzogiorno d'Italia. A dimostrare l’apprezzamento per questa operosità ed operatività di Jambor Judit Katalin, assistente del Consolato e presidente dell'Associazione Culturale Ungherese che è riuscita ad organizzare con successo un così importante evento al fine di ravvicinare e sviluppare gli interessi culturali, e non solo, tra le due nazioni europee, è giunto a Napoli da Roma ed ha seguito lo spettacolo di Hunyadkurti, anche Tamas Ivan Heintz, Primo Segretario Consolare dell'Ambasciata d'Ungheria in Roma, accompagnato dalla sua Assistente Anna Bognar.
L’organizzazione curata da Jambor Judit Katalin, ha riscosso una maggiore attenzione anche da parte
degli organi di informazione perché l’evento di spettacolo è stato preceduto, a distanza di qualche ora, da una conferenza stampa che la straordinaria presenza dell'attore ungherese Gyorgy Hunyadkurti, doverosamente prevedeva. Alla conferenza sono intervenuti oltre a Hunyadkurti, alla presidente dell’associazione ed al console onorario Andrea Amatucci, anche il Primo Segretario Consolare dell'Ambasciata d'Ungheria in Roma, con la sua assistente, Cristiano Peiner giornalista del blog del Consolato, Amedeo Di Francesco prof. ord. agli studi di letteratura e lingua ungherese Università Orientale e Lorenzo La Nave studente dell'Università Orientale, che insieme al professore precedentemente citato ha curato la traduzione e la lettura del testo Shylock. Sia alla conferenza che all’evento teatrale ha partecipato Giuseppe De Girolamo giornalista della rivista “Politica Meridionalista” diretta da Nicola Squitieri, che con l’Associazione “Guido Dorso”, da lui presieduta, ha creato una iniziativa giunta alla sua 36° edizione - patrocinata dal Senato della Repubblica, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e dall’Università degli studi di Napoli “Federico II” - la quale segnala dal 1970 contestualmente giovani studiosi del nostro Mezzogiorno e personalità del mondo istituzionale, economico, scientifico e culturale che “hanno contribuito con la loro attività a sostenere le esigenze di sviluppo e di progresso del Sud ”. Personaggi che vengono premiati, quali “ambasciatori del Mezzogiorno”, con una originale artistica scultura in bronzo, simbolo del sodalizio e di Dorso, come avvenuto anche quest’anno, nella prestigiosa sede del Senato della Repubblica, presso la sala Zuccari di palazzo Giustiniani.
Il monologo interpretato da Gyorgy Hunyadkurti, (attore pluripremiato Jaszai dij Erdemes Muvesz) membro del rinomato teatro, gode di grandi successi già ottenuti. La sua interpretazione di questo ruolo ha ottenuto un premio speciale di giuria in Ungheria dove valutavano e premiavano l’operato teatrale del paese, perché è risultata la migliore versione dell’opera di Gareth Armstrong, autore e attore inglese, membro del Royal Shakespeare Company, specializzato nei personaggi shakespiriani, che in essa tratta uno dei personaggi di Shakesperare immortalato nel Mercante di Venezia.
G.A. l’ha tirato fuori dall’opera e ha creato un altro su misura, un “one man show” dove ripercorre la trama del mercante attraverso la figura di Shylock. Una storia di vessazione ed intolleranza.
Un monologo nato ad Edimburgo nel 1998 dove ha riscosso il suo primo successo, seguito da decenni di repliche tutte molto acclamate, ed andato in scena in più di 50 paesi, tradotto nelle varie lingue, ottenendo vari premi in Germania, Spagna, Canada e Nuova Zelanda.
Anche nella rappresentazione a Napoli Gyorgy Hunyadkurti, ha dimostrato che si può fare grande teatro con
poche cose, anche con un solo attore ed una semplice scenografia.
L’impegno nel recitare con gran passione, vivendo la scena cercando di trasmettere agli spettatori grandi sensazioni ed emozioni è stato un tutt’uno per il grande attore ungherese che facendo anche ridere e sorridere ha permesso di riflettere sulla durezza dell’uomo, del rancore e della solitudine. Significative sono state le sovraimpressioni di traduzione apparse nella sua interpretazione teatrale e che nella fase finale alcune recitavano:
“Vedi, vedi Selach? La fine corona l’opera. Tutto raggiunge la lieta fine.
Selach! Selach! E’ colpa mia! Tutto è colpa mia!”
Ed ancora:
“Sono ebreo. Pensi che un ebreo non abbia occhi, mani, corpo, cervello, sentimenti e passioni?”
E poi:
“Non ti pare che anche noi prendiamo lo stesso cibo, ci feriamo dalla stessa arma e soffriamo dallo stesso male?”
Come anche:
“Ma secondo te la religione cristiana fa differenza quando uno deve prendere le medicine per curarsi o quando tira il vento gelido o fa un caldo boia?”
Concludendo:
“Mica vuoi dirmi che quando ci disonorate non dobbiamo fare la vendetta!
Dimmi la verità! Quando un ebreo offende un cristiano, non è che la vostra umiltà sfocia nella vendetta?”
Chiudendo con:
“Se vi somigliamo in tutto anche in questo siamo simili. E adesso vi chiedo di andare a casa.”
Sabrina Abbrunzo
Tanti campioni premiati al Palacavicchi
Il Pizza World Cup, organizzato dalla società Follie Production di Augusto Folliero, al Palacavicchi di Roma, ha registrato, come e più delle sue precedenti 11 edizioni, un gran successo di partecipazione oltre che di concorrenti nelle svariate sezioni di gara che il concorso prevedeva, anche di un folto pubblico che ha seguito le gare e con grande interesse le premiazioni nella serata di gala. L’ambita coppa del Pizza World Cup (coppa assegnata al partecipante al campionato che ha totalizzato più punti e vinto più gare), è stata conquistata dal supercampione 2015 Vincenzo D’Apote titolare di una pizzeria a Lesina.
E’ stato uno spettacolo unico e rinnovato da Augusto Folliero che figlio d’arte, nella continuità di un percorso vincente che l’UPTeR (Unione Europea Pizzaiuoli Tradizionali e Ristoratori), con il suo presidente Alfredo Folliero coadiuvato dall’intera famiglia porta avanti nel mondo con un gran successo per la Pizza e per i Pizzaiuoli, ha saputo offrire quest’anno quel tocco in più di rinnovamento ad un evento che, di certo non aveva bisogno d’altro per raccogliere gratificazioni, ma che con quel tocco in più di gare ed innovazioni è stato reso certamente più moderno ed attraente.
A presentare la kermesse è stato chiamato Enzo Calabrese, un vero maratoneta del settore, instancabile, sempre
pronto anche dopo ore di gare ad animare e coinvolgere partecipanti e platea, capace di condurre uno spettacolo, rinnovandosi di continuo nel presentare ospiti, pubblico presente, organizzatori, sponsor e tutto quanto accadeva intorno a lui, come esige la qualificazione di vero e bravo presentatore.
Le due giornate intense di gare hanno portato alla determinazione dei vincitori della kermesse per le varie categorie e del super campione del mondo 2015. L'esperta giuria ha avuto come presidente Flavia Ferraro, discepolo di Auguste Escoffier, ed altri noti nomi come Umberto Fornito pluricampione mondiale dell'STG ed altre categorie di pizze, il maestro Gaetano Fazio noto nel mondo per le specialità di pizze e ristorazione che produce nel suo omonimo ristorante a Ischia, il presidente dell'APN Sergio Miccù, il giornalista enogastronomo e Prefetto per la Campania dell'Accademia Italiana di Gastronomia Storica Giuseppe De Girolamo ed altri noti esperti personaggi del settore. Presente in giuria anche la titolare dell’azienda Vinicola Annarumma di Boscoreale, signora Felicia, che al di fuori del concorso, ha fatto esplodere di gioia, in alcuni momenti della giornata, tanti pizzaioli offrendo loro, in momenti di pausa dalle
gare, la sua fantastica, graditissima “Bomba d’Amore”, un vino inconfondibile, autentico, sincero, affascinante nel gusto quanto nei sapori perché vero vino Falanghina, spumantizzato e prodotto con la sola passione che l’ha portata ad una inconfutabile affermazione oltre che nel suo territorio campano anche in tutta la nostra penisola e nel mondo. Uno spumante che, se poi offerto direttamente da Felicia, viene completato da quel valore in più che è il fascino di una bella donna, il suo dinamismo, la sua grande signorilità, e soprattutto la sua voglia di rendere felici altri, attraverso la sua onestà in senso lato, partendo, ovviamente, dal suo prodotto vino elaborato con tutti i crisma del “naturale” senza artefazioni, ma solo lavorazioni corrette di un prodotto vero e sincero nettare di Bacco.
Come nelle precedenti edizioni che il grande esperto Prof. Cav. Alfredo Folliero ha organizzato con la collaborazione oltre che del figlio Augusto, anche della moglie Flavia, del figlio Mario Amedeo e delle figlie Tiziana e Daniela, non è mancata la presenza degli allievi dell'Istituto Paritario Alberghiero Alessandro Volta di Patti (ME), accompagnati da Carmelo Merenda vice preside vicario dell'Istituto, unitamente al direttore Nino Calabria ad altre nove persone.
Nel corso della premiazioni, Folliero ha annunciato anche che sta organizzando un Grande Campionato a Città del Messico.
Alfredo Folliero ha anche detto che in primavera verrà realizzato il progetto della nascita di una certificazione
molto importante a livello di credito americano rilasciata dalla scuola dell’UPTeR, creando un’aula di crediti aperta a tutti gli istruttori di qualsiasi scuola e associazione della pizza e tutti i pizzaiuoli che ritengano che la certificazione sia un gran titolo di merito. La certificazione avrà la supervisione di Gaetano Pascal, direttore del dipartimento di criminologia della scuola a livello universitario di alta formazione con riconoscimento a carattere internazionale, mentre per gli aspetti giuridici e legali garantirà Daniela Folliero.
Il presidente dell’UPTeR ha, di seguito, messi in evidenza i due Master che l’UPTeR, come annunciato, intende realizzare ogni anno presso le Università ed il Campus di Roma che rilasceranno certificazioni a valore di crediti universitari, affermando infine che questa iniziativa è prima in Italia ed in Europa.
Anche in questo Pizza World Cup, le premiazioni sono state veramente tante e non solo per i vincitori delle varie gare, ma anche per personaggi che si sono distinti e sono stati elementi altamente qualificanti nel mondo della pizza. Il primo premio di quest’anno: il “Premio Follie”, quale riconoscimento alla carrieraè stato consegnato a Daniela, moglie di Enzo Momentè, pizzaiolo titolare di un negozio di pizza al taglio a Porto Santa Margherita, deceduto a Caorle a causa di un Incidente stradale con la sua moto. Mentre altri “Premio Follie”per merito e professionalità dimostrata nella lunga carriera professionale nel mondo della ristorazione, sono stati assegnati a Antonio Tammaro proveniente dal centro di Napoli, a Luigi Sorbillo da Napoli, a Sergio Miccù
presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, al salernitano Marco Di Pasquale titolare della pizzeria “Il Giardino degli Dei”, al Prof. Carmelo Merenda di Patti, premiato da Augusto Folliero, al noto maestro pizzaiuolo Gaetano Fazio che da Ischia con la sua pizzeria ha proiettato la vera pizza napoletana nel mondo, mentre Alfredo con la moglie Flavia ed i figli Tiziana, Augusto e Mario Folliero hanno premiato Umberto Fornito super maestro pizzaiolo, pluricampione mondiale in tutte le categorie e concorsi di Pizza, partendo dalla vittoria al primo campionato del mondo di pizza STG a Salsomaggiore nel 2005, il quale ha a sua volta premiato la famiglia Folliero, aggiungendo ai nomi di tutti i familiari anche l’altra figlia Daniela, non presente per urgenti ed improcrastinabili impegni di lavoro in quanto noto avvocato del foro romano. La premiazione di Fornito a Folliero, recitava così: “Premio di eccellenza alla famiglia Folliero per aver divulgato l’arte della pizza nel mondo. Con simpatia da Umberto Fornito“. Targhe anche per Antimo Caputo Main Sponsor del concorso con le sue note farine, a Domenico Cirigliano che con i suoi forni segue sponsorizzando tutte le attività di concorso dell’ UPTeR, a Gennaro Gallo imprenditore napoletano di arredamento negozi Soluzione Bar – Pizzerie – Ristoranti ed al presentatore Enzo Calabrese da Folliero definito “La voce di Napoli” il quale nel ricevere il premio ha ricordato essere anche la voce ufficiale di Rete 4 ed Italia 1, del gruppo Mediaset, e quindi di essere lieto di aggiungere questo agli altri importanti riconoscimenti conseguiti.
Infine l’elenco completo dei vincitori, che vede campione del PIZZA WORLD CUP 2015 Vincenzo D'Apote, continua con i campioni dell’anno per le varie categorie che hanno caratterizzato il concorso. Campione del mondo per la Pizza Fritta è Mario Giordano, per il Calzone DOC Antonio Sacco, per la Pizza Innovativa Alfonso Esposito, per la Pizza No Glut Francesco Marino, per la Pizza Fantasia Locale Trattoria Da Silvio, per la Pizza Acrobatica Egidio Montoli, per la Pizza Margherita DOC Hiroyuki, per la Pizza Marinara Antonio Trivento, per la Pizza in Pala Salvatore Lionello, per la Pizza in Teglia Sadi Mikael, per la Pizza Emergenti Vincenzo Della Monica, per la Pizza Scenografica Claudio Vicanò, per la Pizza Dessert Nizar Escobar, per la categoria Pizza Toro Luigi Fucci, il campione mondiale 2015 di 120 Secondi e Sapori del Sud è Giuseppe Cravero Sheila Comi ed infine per lo Spaghetto d’Oro vincitore al mondo è Vincenzo D'Apote.
Giuseppe De Girolamo
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