Cronaca

LAPILLI Patrizia AsproniÈ Patrizia Asproni il nuovo Presidente del Museo Marino Marini di Firenze, ruolo che Carlo Sisi ha ricoperto per diciotto anni. "Chiudo il mio lungo mandato con la soddisfazione di vedere il Museo finalmente compreso nella geografia nazionale e internazionale di quelli che conservano e promuovono l'arte moderna e contemporanea –dichiara Sisi -. Con la nuova presidenza affidata a Patrizia Asproni, questo importante esito avrà una ulteriore, brillantissima affermazione".

La nomina è stata decisa all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Marini San Pancrazio – Museo Marino Marini appena rinnovato e composto, oltre che da Patrizia Asproni (nomina Comune di Firenze), da Sauro Massa, vicepresidente (nomina Fondazione Marino Marini di Pistoia), Carlo Sisi, past president (nomina Fondazione Marino Marini di Pistoia), Arabella Natalini, consigliere (nomina Comune di Firenze), Francesco Neri, consigliere (nomina Comune di Firenze), Paolo Pedrazzini, consigliere  (nomina Fondazione Marino Marini di Pistoia). Collegio dei Sindaci Revisori: Cristina Marchese, sindaco revisore (nomina Comune di Firenze); Adriano Moracci, sindaco revisore (nomina Fondazione Marino Marini di Pistoia); Alberto Pecori, sindaco revisore (nomina Comune di Firenze).

“Mi fa molto piacere questa elezione da parte del Consiglio di Amministrazione del Museo - afferma Asproni, che è anche Presidente delle Fondazione Torino Musei -. Il Marini negli ultimi anni è diventato punto di riferimento per l’arte moderna e contemporanea. Il mio mandato proseguirà l’opera di Carlo Sisi che, con la direzione di Alberto Salvadori, ha creato un landmark dell’innovazione culturale in una città così densa come Firenze. Intendo rafforzare il legame tra Torino e Firenze, e ora anche Pistoia, le indiscusse capitali della cultura del nostro Paese, rendendo operativi gli auspici dei sindaci Nardella, Fassino e Bertinelli sullo scambio delle conoscenze e delle competenze nell’arte e nelle industrie creative e culturali”.

Patrizia Asproni si occupa da sempre di management culturale e di industrie creative. È Presidente delle Fondazione Torino Musei (Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea, Palazzo Madama, Museo Arte Orientale, Borgo Medievale)dal 2013. Direttore dei Beni Culturali del Gruppo Giunti, dal 2001 è alla guida di Confcultura. Ricopre più ruoli ed è ideatrice e Presidente della Fondazione Industria e Cultura - Confindustria. Tra le sue esperienze lavorative ricordiamo quelle di Chairman Piattaforma Tecnologia Europea per i Beni culturali, di Delegato Cultura del Comitato Direttivo Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, di membro dell’Advisory board presidenza Associazione Amici degli Uffizi.

Informazioni: Museo Marino Marini

Firenze, Piazza San Pancrazio - tel. 055.219432

e.mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

LAPILLI Istituto don bosco e dassisi Si è appena conclusa, all’Istituto Comprensivo Don Bosco e  Francesco d’Assisi di Torre del Greco, la rassegna dedicata ad    incontri a scuola con l’autore. Da dieci anni, infatti, in questo periodo, e  precisamente dal 20 al 29 gennaio, la Dirigente scolastica Prof.ssa  Grazia Paolella, organizza incontri formativi per la crescita culturale  degli allievi, con personaggi della cultura torrese e non. Hanno    partecipato alla rassegna:

 Luigi Vittorioso “E Vangele”

 Giuseppe Maddaloni “Presi dai turchi”

 Rossana Lamberti “Il Contastorie”

 Maria Serritiello “estratto di Poesie”

 Giovanni Ruotolo “Il sole negli occhi”

                                                               Luigi Vittorioso “O cunte e Pinocchio”

Enrico Parola “Andrea Maldacena corsaro di Torre del Greco”

Raffaele Urraro “Questa maledetta vita”

Ermanno Corsi “Il sindaco in fuga”

Nel corso della rassegna sono state esposte opere degli insigni artisti: Grazia Palomba e Arturo Vastarelli.

Proprio una bella mattinata di scuola attiva, quella del 25 gennaio scorso. Sorprendente l’impegno degli allievi, curati oltremodo dai loro insegnanti, nelle varie giornate. Il 25 gennaio, ad esempio, giorno dedicata alla poesia della Prof.ssa Maria Serritiello ed alla narrativa dello scrittore Giovanni Ruotolo, gli alunni si sono prodotti in una lettura partecipata dei testi. Particolare successo, tra il pubblico adulto, ma anche presso i giovani, coinvolti dall’atmosfera di serena cordialità, tra le due generazioni, ha suscitato il video “Anni ’50”, prodotto dalla Prof.ssa d’Italiano Gina Rosella e gli allievi della 1°A e 3°A, una particolareggiata ricerca su quegli anni, traendo spunto dalle narrazioni di Giovanni Ruotolo. Anche le poesie, testi non sempre facili, della Prof.ssa Maria Serritiello, sono state recitate, rielaborate, sceneggiate e disegnate su cartelloni dai vivaci colori, un lavoro pregevole se si considera che ad approfondire i testi sono stati i piccoli allievi della IV A della scuola elementare sotto la direzione della maestra De Lucia. Meritevole di lode è stato il piccolo allievo di nazionalità ucraina, Maxime Zaccari, per aver recitato in un italiano perfetto, lui che, all’inizio dell’anno scolastico, non possedeva nessun vocabolo della nostra lingua. Molto significativa la rappresentazione iconografica della poesia “Il mio presepe di carta”, per aver usato il metodo delle vetrate artistiche, alternando colori scuri a quelli solari, per indicare il buio dell’umanità prima della venuta di Cristo. Bravi gli allievi e la loro insegnante di educazione artistica per l’ottimo lavoro. Anche il contributo di Carmela Vitiello, per aver assemblato i video e prestata la voce alle narrazioni di Giovanni Ruotolo, è stato importante.

Una scuola attiva, la Don Bosco e d’Assisi, pedagogicamente sana, un perfetto ambiente in cui l’allievo impara, distingue, sceglie e s’indirizza per il futuro, grazie all’impegno costante ed accorto di tutti ad iniziare dalla dirigente scolastica Prof.ssa Grazia Paolella, per continuare con tutto il corpo docente che stimolano, incitano e spingono gli allievi nella direzione più giusta. Basta entrare nell’edificio, spazioso, soleggiato e di risplendente pulizia, per comprendere che qui la scuola è vera “agorà” di formazione.

Ferdinando Bianco

'Carcere Santo Stefano luogo simbolo delle radici europee'

LAPILLI Logo MiBACT 250"Tra l’isola di Ventotene, dove il regime fascista confinò Eugenio Colorni, Ernesto Rossi e Altiero Spinelli, e l'isola di Santo Stefano nel cui carcere furono imprigionati Sandro Pertini, Umberto Terracini e Mauro Scoccimarro, nacque e fu elaborato l’ideale federalista europeo. Da questi luoghi ha preso il via oggi il percorso verso le celebrazioni dei trattati di Roma, che di quell’ideale sono il risultato concreto".

Così il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini al termine della visita a Ventotene dove oggi il Presidente del consiglio, Matteo Renzi ha  annunciato un impegno del Governo 'fino a 80 milioni di euro' sul progetto per il recupero, il restauro e il riutilizzo del carcere di Santo Stefano, 'luogo simbolo delle radici europee'.

Il recupero del carcere borbonico di Santo Stefano dove fra l’altro dopo i moti del 1848 furono imprigionate figure di spicco del risorgimento napoletano come Silvio Spaventa e Luigi Settembrini, rappresenta una tappa fondamentale delle prossime celebrazioni.

Il carcere, 28.300 mq complessivi, oltre 200 celle di 4,5 x 4,2 metri su tre piani disposte a ferro di cavallo intorno alla torre centrale, collocato al centro dei 28 ettari dell’isola - progettato dall’architetto Francesco Carpi sul modello del Panopticon teorizzato dal giurista e filosofo Jeremy Bentham - fu inaugurato nel 1795 e rimase attivo fino al 1965 arrivando ad ospitare circa 900 detenuti nei momenti di picco.

Il progetto annunciato oggi è il primo frutto del dialogo tra il MiBACT, l’Agenzia del Demanio, la Riserva Marina, la Regione Lazio e il Comune di Ventotene. Un confronto che ha permesso di individuare un percorso integrato di restauro e valorizzazione di questo monumento nazionale, con un’ipotesi di riutilizzo prevalentemente culturale e di alta formazione anche con riferimento alle istituzioni europee.

Questa settimana sono già iniziati i primi lavori i di messa in sicurezza, con l’approvvigionamento dei materiali e il montaggio delle impalcature per evitare il rischio di crolli. A breve la verifica strutturale e dello stato di conservazione del carcere, momento indispensabile per la progettazione esecutiva dell'intervento complessivo.

Con il Gran Maestro Ennio Caprio un pranzo da re concluso con le sue graffette

LAPILLI Ennio Caprio e Giuseppe Daddio IMG 5057A distanza di pochi giorni dalla presentazione del libro “Cucina Mediterranea - Sapori e Bontà” di Giuseppe Daddio e Giorgio Calabrese edito da Malvarosa, il direttore della grande realtà meridionale per la specializzazione nell’arte culinaria a 360 gradi, che è l’autore di questo come di altri volumi di spicco negli spazi delle librerie dedicati all’enogastronomia, ed è il direttore della scuola “Dolce&Salato” Scuola di Cucina e Pasticceria di Maddaloni (CE) unitamente a Aniello di Caprio che direttamente cura il settore Pasticceria, ha voluto realizzare un grande evento anche per la riproposizione della tradizionale cucina meridionale ed in questa occasione quella campana. Il Maestro della Ristorazione Giuseppe Daddio, dopo 20 anni di apertura della sua scuola, che ospitando tanti grandi chef ha dato insegnamenti sulla cucina italiana a numerosi chef che hanno seguito con grande interesse ed attenzione i corsi che la scuola organizza, ha voluto offrire al meridione, patria di grandi Monzù e di personaggi come Eduardo De Filippo che nella nota commedia Sabato, domenica e lunedì (1959), recitava il verso - 'O rraù ca me piace a me m' 'o ffaceva sulo mammà - rendendo omaggio al ragù napoletano e diffondendo la tipicità di questa specialità, la possibilità di conoscere meglio ed apprezzare il “vero” ragù attraverso una lezione tenuta dal Gran Maestro della Ristorazione Ennio Caprionono. L’istituto di Formazione Professionale di Terra di Lavoro, Ente accreditato dalla Regione Campania, nella sua aula denominata “La Palestra del Cibo”, ha rinnovato così il suo repertorio, come sua costante consuetudine, ospitando 20 cuochi del percorso formativo di qualifica cucina, che dalla lezione impartita da Caprionono, denominato ”O Cheffone” per la sua età di 83 anni e la sua indiscussa volontà di lavorare ancora e sempre più per trasmettere la sua professione che ama più d’ogni altra cosa, hanno appreso la storia del Ragù dalle sue origini compreso quella degli ingredienti, le tecniche di lavorazione per questa ricetta ed insieme a lui hanno elaborato un gran ragù, che con gli Ziti, le “tracchie” e le morbide e succulente polpette sulle quali il grande Cuoco Ennio ha offerto anticipati insegnamenti, come anche per le particolari graffette servite a termine pranzo per dolce, hanno reso il tutto un regal pranzo per tutti gli operatori della scuola, gli ospiti e gli stessi artefici della cucina che hanno definito questo momento: “Una giornata indimenticabile”.     

Giuseppe Daddio a termine della giornata di studi ha consegnato attestati di partecipazione a tutti i cuochi LAPILLI Tutti gli chef con Caprio e Daddio al centro IMG 5076che hanno seguito le lezioni ringraziandoli e spronandoli a nuovi successi elogiando anche l’incessabile e fattivo contributo che lo chef Caprionono offre volontariamente per finalizzare al meglio i successi di una vita dedicata a questa professione. Intervistato Daddio si è espresso dicendo: “La realtà ventennale dei successi di questo istituto è rappresentata dal know how (cioè la competenza necessaria per far bene qualcosa) che cerchiamo di riversare ai nostri discenti che arrivano dall’intera nostra nazione. Oggi da Milano a Palermo abbiamo la fortuna di essere considerati con la giusta nota di attenzione verso l’attività formativa, verso i fornelli. La cosa che oggi ci ha resi felici ed ha deliziato anche l’umore di questa scuola, sono i profumi del Ragù che andavano a spasso ed è per questo che abbiamo coinvolto un maestro d’eccezione, un maestro di timbro che si chiama Ennio Caprio, un nostro conterraneo, che ha lavorato a Napoli e dintorni, ma anche facendo formazione trasversale non solo nelle cucine italiane ma anche all’estero ed oggi non ha fatto altro che fare da magnete, una vera e propria calamita, che lo ha portato sul nostro territorio ed ha svelato tutti i segreti, tutte le verità, riguardo al mondo dei fornelli. Ci auguriamo che con i nostri corsi che si realizzano ogni tre mesi e mezzo, con tre sessioni ogni anno, facendo formazione di base, i nostri allievi possano essere le nostre sentinelle per la cucina del domani, anche perché i corsi hanno attuiamo hanno una concretezza di base, in quanto i nostri ragazzi non li lasciamo dopo la scuola, ma continuiamo l‘attività formativa attraverso apposite pratiche stage facendoli esercitare nelle cucine, come un vero e proprio laboratorio sotto forma di stage, ed a fine corso ricevono un titolo che è una qualifica riconosciuta in tutta Europa, tradotta in quattro lingue ed è quindi un documento spendibile a tutti gli effetti di legge”.

LAPILLI Ennio Caprio IMG 5045A Ennio Caprio, detto Caprionono perché il nono di nove figli, abbiamo curiosamente chiesto di svelarci i suoi successi attraverso le sue ricette e il Gran Maestro ha così risposto: “All’età di 83 anni esercito la mia professione con gran passione ed ho colto l’occasione dell’invito rivoltomi da Giuseppe Daddio per tenere una lezione teorica e pratica sulla cucina napoletana tradizionale ed in particolare sul Ragù e sulle Polpette. Dopo aver partecipato ai numerosi discenti presenti nell’aula di Dolce&Salato le origini del ragù nato nel 1839 dal cuoco dei casati Vincenzo Corrado e della Polpetta, averne descritto gli ingredienti per realizzare questa chicca gastronomica nella storica versione campana, sono passato alla realizzazione dei prodotto finale, con la cooperazione del 38enne chef della scuola, Antonio Mastropietro che esercita questa professione dall'età di 22 anni, attentamente seguito e con il gradimento della collaborazione di questi miei alunni della giornata. Dapprima ho fatto due ragù uno con le Costine (in napoletano Tracchie) ed uno con le Cotenne (in napoletano Cotiche) facendo anzitutto rosolare bene i due tipi di carne e sfumandoli poi con il vino rosso. Procedendo, di pari passo, con la cottura delle due salse ho aggiunto poi un po di concentrato di pomodoro (che oggi difficilmente usano le massaie) ed ancora la passata di pomodoro. Ho fatto cuocere almeno due ore contrariamente alle tradizioni antiche che richiedevano un tempo molto più lungo, ma questo ahimé! Sono stato costretto a farlo perché il pomodoro d’una volta che noi potevamo tanto vantare, in particolare quello dell’Agro Nocerino Sarnese, non esiste più ed anche quello prodotto su quei terreni non è certamente lo stesso San Marzano di tanti anni fa perché con la diffusione degli ibridi molto resistenti e più commercializzabili, ne hanno distrutto proprio i semi originali che ora dicono di aver recuperato, ma chi come me conosceva quei sapori decisamente può smentire le affermazioni che sia questo lo stesso prodotto di una volta. A questo aggiungiamo il concentrato che sarà anche più igienico e di migliore confezionamento, ma non è certo quello preso dal “Buattone con la cucchiarella di legno”. Ho cotto dapprima a parte la pasta: Ziti spezzati, rigorosamente a mano, che ho tolto molto al dente per continuarne poi la cottura in una grande teglia aggiungendo con progressione la salsa e spolverizzando il formaggio pecorino grattugiato e a termine cottura, senza far scuocere la pasta, abbiamo impiattato aggiungendo sopra il formaggio parmigiano, le cotenne e decorando con foglie di Basilico fresco. Passando al secondo piatto abbiamo servito le Tracchie e le Polpette realizzate con l’unione di carne per il 50% di maiale e 50% di vitello ed uova, un po di mollica di pane macinata assieme alla carne, infine aromatizzate con pecorino grattugiato, aglio, prezzemolo, pepe e sale, quindi fritte e passate nel ragù. Il tutto con contorno di patate parmentier. In fine il tocco conclusivo del dolce, che oltre a far gustare quello elaborato dai discenti di Aniello di Caprio, ha permesso a tutti di gustare la famose graffette alla moda di Ennio, per la prima volte realizzate nel 1984, raccogliendo il successo che anche nei pranzi di matrimonio, al momento del dolce, sono le prime a terminare nonostante ne vengano servite in grande quantità. Queste graffette che creo, sono di particolare morbidezza a aromaticità dovuta alla lavorazione dell’impasto con l’aggiunta di limone grattugiato, poi fritte e prima di servirle passate nello zucchero e cannella”. A termine pranzo non potevano mancare gli elogi, i ringraziamenti, gli scroscianti applausi e le congratulazioni che il grande Cuoco, chiaramente ed indiscussamente ha meritati per il suo lato professionale, ma ancor più per il suo lato umano di contatto con i suoi allievi. Non a caso emblematico è l’episodio vissuto da Caprionono che nella sua vita di docente negli istituti alberghieri  regionali preferendoli sempre a quelli statali e che ha voluto raccontarci dicendoci: “In Calabria, il responsabile della scuola di cucina dell’Opera Sila, dove insegnavo, mi chiamò e convocatomi nella presidenza, mi disse: Vi devo chiedere scusa perché quando siete giunto in questo istituto, per il vostro modo di agire deciso e molto sicuro di voi stesso, ho avuto dei sospetti negati nei vostri confronti, ora invece mi devo ricredere perché ho notato che trattate i ragazzi come se fossero figli vostri con gran garbatezza ed attenzione al loro sviluppo. Apprezzai questo gesto che non era una forma convenenziale, perché quell’istituto faceva parte di un albergo dove si faceva anche pratica perché c’era il cliente da servire a pranzo e quindi a termine corsi i ragazzi che uscivano da questa scuola avevano un vera e completa formazione. Come anche a Maiori dove ho insegnato avendo la possibilità di lavorare insegnando e non come avviene negli istituti statali dove, il più delle volte, si può appena insegnare”.

Giuseppe De Girolamo

Prossimo appuntamento Miss Chef Roma 2016

LAPILLI Lisa Buonocore con Mariangela Petruzzelli IMG 5309Un nuovo successo ha coronato l’instancabile lavoro che la vulcanica Mariangela Petruzzelli, ideatrice, coordinatrice e realizzatrice del concorso Miss Chef®, ormai noto a livello mondiale. La nuova Miss Chef Napoli 2016 per Napoli è Lisa Buonocore, napoletana che ha scalato la classifica posizionandosi al primo posto su 4 concorrenti in gara (come da regolamento del concorso), in base al punteggio che una esperta giuria tecnica ed una istituzionale le ha assegnato gustando il piatto presentato: “Baccalà alla Bella Napoli”. Il giudizio è stato unanime da parte di tutti i giurati dei quali faceva parte, insieme ai tanti esperti della comunicazione e chef, anche il super grande e notissimo Maestro della ristorazione italiana, Nicola Di Filippo che è Il presidente regionale campano dell’Associazione dei Discepoli di Auguste Escoffier ed è storicamente lo Chef Executive di una delle più grandi realtà vanto della gastronomia campana: il ristorante “La Lanterna” di Villaricca. Importante ed essenziale, al successo del concorso, è stato decisamente il contribuito offerto dal ristorante “Casa Tua al Duomo Napoli” in Via Dei Cimbri, che ha ospitato la kermesse offrendo anche una cena di gala per la vincitrice ed ospiti elaborata egregiamente dallo chef Executive, che il locale vanta, Ciro Palomba, ma con tanta cura da richiedere lunghi tempi per il servizio dei piatti a tavola. Tutti i piatti sono stati serviti con una presentazione da parte del ristorante Casa Tua al Duomo Napoli, per il quale erano presenti anche il titolare dell’esercizio Carmine Franco e Ottavia Boccalone P.R. ed ufficio stampa del ristorante, dal maître dell’Amira Andrea De Simone, altra figura emblematica di professionalità indiscussa. Il concorso Miss Chef, che vede in gara solo donne, ideato ad Ischia nel 2012, e giunto alla sua IV edizione…in tour e propone temi fortemente culturali partendo dalla valorizzazione della Dieta Mediterranea, patrimonio dell’umanità su cui si fonda il benessere psico-fisico della buona tavola italiana. Non a caso sponsor della serata è stata Campagna Amica della Coldiretti rappresentata dal suo addetto stampa Nicola Rivieccio e dal produttore del famoso Pomodorino del Piennolo del Vesuvio Pasquale Imperato che, presente con la consorte, ha seguito tutta la manifestazione offrendo, per la preparazione dei piatti, anche l’ineguagliabile pomodoro ed altre specialità che con la sua “Azienda Agricola - Sapori Vesuviani” produce ed esporta in Italia e nel mondo, partecipando con queste eccellenze che la Campania possiede ad affermare ed amplificare la bella immagine della città Partenopea con il Vesuvio e tutto l’interland ricco di tante altre eccellenze enogastronomiche.

Sono scese in competizione per la conquista del titolo di Miss Chef Napoli 2016, oltre alla vincitrice LisaLAPILLI Da sin. Maria Rosaria Canò Lisa Buonocore Stefania Piscopo e Maria Anna Accardo Buonocore, che ha in programma la prossima apertura di un ristorante a Pozzuoli – Napoli, anche Maria Anna Accardo chef del ristorante “Osteria Antichi Sapori” in Vico Corrieri 13 a Santa Brigida nel cuore di Napoli, con “Spaghetti 800 Napoletano”, Maria Rosaria Canò del ristorante “La via delle taverne” Atripalda AV con “Ravioli di Re Ferdinando alla carne di porco” e Stefania Piscopo del ristorante “il gatto e la volpe” Pozzuoli NA, con “Gnocchetti con fagioli e castagne” che si sono classificate rispettivamente al secondo, terzo e quarto posto. L’evento, è stato presentato da Eustachio Cazzorla, che subito dopo la proclamazione della vincitrice, ha permesso a tutti di brindare dopo un “Sabrage” di bottiglie di spumante. Il sabrage identifica la tecnica di stappare una bottiglia di spumante con l'uso di una sciabola. La sciabolata per togliere il tappo alla bottiglia, risale ai tempi di Napoleone, e deriva proprio dal francese "sabré" che significa sciabola, ma appartiene principalmente ad Italia e Spagna perchè i francesi , dove lo Champagne è praticamente venerato, dettano ed impongono una grande eleganza e glamour, nell'apertura della bottiglia,  tenendo il tappo sempre ben fermo nel rimuoverlo, evitando che voli via, portando l'apertura dello Champagne a non subire traumi, con il non elegante, ma soprattutto dannoso “botto” per il vino che ha subito tanti accurati trattamenti per sprigionare naturalmente il suo perlage richiedendo un'apertura proprio con movimenti brevi e dolci. Fra le altre presenze di spicco quella di Massimo Civale regista del format televisivo di Miss Chef e quella di Tina Bianco presidente dell’Associazione Rosa Bianca che si batte contro ogni forma di violenza ed in difesa dei diritti umani. Da parte di Civale e di Bianco è stato evidenziato il lato anche umanitario di Miss Chef che ha inteso offrire l’intero ricavato della cena di premiazione seguita al concorso, al quale Carmine Franco ha rinunciato per per devolverlo in beneficenza, una parte alla nave ospedale San Raffaele di Milano che va in Columbia per prestare soccorsi alle popolazioni indigene del Sud America, gente che soffre tanto portando loro un contributo e l’altra somma devoluta all’associazione Rosa Bianca per i bambini siriani. Fra le presenze nella giuria istituzionale anche quella della dirigente dell’Assessorato al Turismo del Comune di Napoli Dolores Anselmi, quella del direttore d’orchestra e compositore Giuseppe Marcucci, quella del comandante Regione Campania dei Corpi Sanitari Internazionali ed ancora Ugo Loparco direttore del Grand Hotel Capodimonte Napoli e Nicola Rivieccio di Coldiretti.

Giuseppe De Girolamo

LAPILLI Foto Nuccio FavaNon c’è pace nel mondo del pallone. Appena dopo lo scandalo nel tennis denunciato dalla Bbc con l’implicazione pare anche di alcuni tra i maggiori tennisti attualmente impegnati negli open di Australia. Si vendevano le partite alterando i risultati e lucrando abbondantemente sulle scommesse. L’inchiesta della magistratura napoletana è solo all’inizio e tutto resta da provare con serietà, rigore e rapidità. Il disagio intanto cresce mentre diminuisce la credibilità. Colpiti milioni di sportivi e tifosi, specie ragazze e ragazzi affascinati nonostante tutto dal richiamo dello sport e della sua capacità di attrazione anche rispetto ai valori che dovrebbe rappresentare. I reati ipotizzati sono la corruzione e l’evasione fiscale con fraudolenti maneggi milionari che vedrebbero impigliati dirigenti di rilievo come Galliani, Lotito e De Laurentis. La causa di questo male profondo è la corruzione e la volontà di guadagnare a più non posso evadendo il fisco e trarre maggiori profitti. Non a caso sarebbero implicati giocatori importanti, mediatori e dirigenti di società di rilievo, con la complicità inevitabile di calciatori famosi e dei loro procuratori.                                                                               

Di affari per miliardi di dollari si è naturalmente parlato durante l’occasione della visita del presidente iraniano a Roma. Centrali i contatti e gli incontri con gli imprenditori e gli uomini d’affari fino alla riunione ufficiale in Confindustria. Forse inevitabilmente sono riamasti in ombra i delicati temi dei diritti civili che a Teheran non godono affatto”buona salute”. Di ben altro livello l’incontro con papa Francesco: cordiale ed amichevole in collegamento con la sala stampa vaticana gremita di giornalisti. Impegno reciproco per promuovere pace e tolleranza . L’Iran - ha detto il Papa-  è un fattore fondamentale per la pace e la sconfitta del terrorismo.

Continua la ferocia dei taglia gola che devono essere contrastati da un vasto schieramento in favore della libertà e della solidarietà comune. Il terrorismo genera anche paura in modo sempre più globale. Se ne è avuta prova in modo fortunatamente indolore e al limite del ridicolo, alla stazione Termini dove una persona , forse un po’ mitomane , ha tranquillamente raggiunto il treno, portandosi sotto braccio un fucile. Si trattava di un’arma giocattolo, copia perfetta di un fucile vero. Una signora ha dato l’allarme e fortunatamente si è scoperta la reale situazione e il mitomane non è stato neppure fermato. Ci si può chiedere però con quale ritardo l’episodio sia stato chiarito senza però che alcuno avvertisse per tempo a quale rischio si poteva essere sottoposti. Resta in sede internazionale quello del terrorismo il problema più acuto e ormai dovrebbe essere pronta a scattare l’operazione anti Isis in Libia con la diretta partecipazione di Stati Uniti,Inghilterra, Francia, Germania e ovviamente Italia. Un fronte che resterà comunque delicato per il governo Renzi che pure si è mosso con cautela e senza precipitazione. Ma per il governo resta acuta la difficoltà generale nel confronto con l’Europa e nel Senato della Repubblica in attesa di possibili sviluppi sui diritti civili. Al di là delle fanfare filo governative che esultano per l’accordo di massima che sarebbe stato raggiunto all’unanimità, non escludono però che non tutti i problemi siano stati davvero risolti e che un vero accordo sia già in vista.

C’è una forte analogia tra quanto avviene in Danimarca sulla tassa sugli immigrati e i valori addirittura prevalenti che rischiano di permeare le nostre società. In Danimarca si è giunti a “taglieggiare” i migranti con perquisizioni corporali alla ricerca di oro e soldi. E’ la cupidigia  e l’ambizione per sfrenate ricchezze , successo e gloria a motivare spesso, nella storia, l’azione degli uomini. Nemmeno la narrazione evangelica dei 30 denari e lo stesso terrore di Pietro che non riconosce il suo Signore dinnanzi a Pilato, tutto questo non basta e anzi torna dolorosamente alla mente di fronte alla tassa di 1.500 euro richiesti ai migranti dal Parlamento di Danimarca. In coincidenza tragica con la giornata della memoria che ricorda l’olocausto e i campi di sterminio. Una risoluzione indegna quella danese che ferisce la dignità dell’intera umanità e per giunta può fare scuola non solo all’est ma addirittura nella Svizzera. Povera Europa che rischia di affondare Schengen e quindi se stessa, incapace com’è di affrontare adeguatamente la grande crisi migratoria che prosegue in modo non meno preoccupante degli assalti del terrorismo.  

(27 gennaio 2016)

Nuccio Fava

                                      

Il suo singolo “Take me” è all’apice di ascolti in radio

Lapilli Copertina Walter NudoIl poliedrico personaggio Walter Nudo, noto per avere realizzato successi in vari impegni professionali, messi a fuoco durante i suoi primi 45 anni di vita, sta in questi giorni raccogliendo nuove affermazioni per gli esiti positivi ottenuti con il lancio, dal 18 gennaio, del suo nuovo singolo “Take me”. Walter, nato a Montréal in Canada il 2 giugno 1970 da madre di origine toscana e da padre calabrese, all'età di dieci anni si trasferisce a Genova. All'età di 13 anni diviene cintura nera del karate Shotokan ed a 18 anni vince il campionato italiano di kumite categoria 75 kg. nel 1988. Nel 1994, studia presso la scuola di recitazione Duse, con Francesca De Sapio a Roma. Raggiunta la popolarità come personaggio televisivo nel 1995, con le numerose ospitate al "Maurizio Costanzo Show", inizia la carriera di attore cimentandosi poi anche come cantante, e nel 1997 conduce con grande successo il programma televisivo "Colpo di Fulmine" con Michelle Hunziker. Nel 2009, dopo avere partecipato a diverse maratone, si dà alle corse automobilistiche nel Campionato Superstars. Dal 2007 gira l'Italia facendo concerti con la sua band. Protagonista delle fiction Incantesimo e Carabinieri, è vincitore della prima edizione de L'isola dei famosi, il "Survivor" italiano con l'87% di preferenze. Nel 2006 vince ancora “le Olimpiadi dell’Isola“ per voto del pubblico come migliore edizione e miglior vincitore fino a quel momento. Nel 2009 partecipa come pilota automobilistico al campionato CITE cat. 3.0 D. con la BMW in squadra con G. Giudici. Dopo aver vinto il campionato 4 gare dalla fine della stagione, passa al Campionato Superstars, correndo con la JAGUAR XJR e poi con la BMW M3. Nel 2009 ritorna negli USA e recita nel film Hopeful Notes di Valerio Zanoli, dove interpreta, recitando in inglese, il ruolo dell'ingegnere Alex. Per questa interpretazione è premiato all'International Social Film Festival il 10 settembre 2010 e al Festival ICFF di Toronto nel giugno 2013. Nel dicembre 2014 partecipa come concorrente VIP al lancio del quiz televisivo di Pupo sul nuovo canale Agon Channel. Nel 2015 gira in USA, con Sharon Stone, AgentX una serie televisiva per la FOX. Dall'11 settembre al 6 novembre 2015 è concorrente del programma Tale e Quale Show, condotto da Carlo Conti su Rai 1.

Ora con il suo brano “Take me” sta ottenendo un altro grande successo perchè questo nuovo singolo è il LAPILLI Walter Nudoprimo che lo rispecchia completamente e che rivela una faccia dell’artista non nota a tutti, quella di cantautore. In realtà Walter scrive poesie e racconti fin dall’età di 12 anni, e la amata-odiata chitarra è per lui una passione coltivata negli anni. Ha composto più di 30 canzoni, scritte e lasciate nel cassetto, ma che è ora arrivato il momento di liberare. Il singolo è quindi la prima tappa di un percorso musicale che culminerà nella pubblicazione del suo primo album. Un brano concepito ed arrangiato con l’intenzione di rappresentare totalmente Walter Nudo che ha sempre sentito fortemente l’influenza del country vero americano e questo testo non a caso, è in inglese che, peraltro, è la lingua madre dell’artista essendo vissuto numerosi anni in America. Take me è la storia di un uomo che, dopo tanti anni in giro per il mondo, racimolando solo cicatrici al cuore, incontra la donna della sua vita e le chiede di insegnargli cos’è l’Amore. “Portami dritto sulla luna, portami e non lasciarmi andare. Mostrami che non c’è paura, ti prego mostrami adesso cos’è l’amore. Ti stavo aspettando, tutti questi anni in giro per il mondo, cercando quel sorriso, è finalmente il sogno di un bambino, semplicemente portami dritto sulla luna”.

Giuseppe De Girolamo

Alla ribalta lo chef 29enne Salvatore Marcello

LAPILLI Lo Chef Salvatore Marcello con il dir. gen. delIMG 4779La Campania vanta tante eccellenze in tanti settori ed in particolare in quello culinario ed ancor più con chef di tutto rispetto per la loro formazione e professionalità. Avendo incontrato una di queste persone che veramente meritano di essere citate, anche perchè si son mosse in giovane età per realizzarsi e dar al tempo stesso lustro alla nostra regione, abbiamo colto il momento di un incontro con lo chef Salvatore Marcello che a soli 16 anni dalla sua Castel Volturno, cittadina di Terra di Lavoro, si è recato in Svizzera e Germania, mettendo in bella vista e dimostrando quanto il territorio casertano, a volte alla ribalta per altri motivi, possa essere attraverso questi suoi figli pieni di orgoglio, il vanto del meridione e dell'intera Italia.

Abbiamo chiesto a Salvatore Marcello: come è nata questa sua passione per la cucina?

Il giovane grande chef ha così risposto: “Io penso che è una passione innata in me perchè quando ho cominciato a pensare al mio futuro, sin da piccolo, ho sempre pensato al cuoco e mai ad altro e che quindi porto dentro di me perchè non ho mai pensato a voler intraprendere una carriera da calciatore, dottore, poliziotto o altro. E' quindi una passione che ho sempre portato in me forse, ed ansi certamente, anche perchè i genitori di mia mamma Antonella Natacena sono stati ristoratori ed ora conducono un laboratorio di prodotti da forno per prima colazione. Anche mio padre è sempre stato inserito in questo campo e quindi c'è una base, ma voglio sottolineare che, a prescindere da questi legami, il lavoro del cuoco è quello che il mio spirito interiore ha sempre auspicato di realizzare e di esprimere sempre meglio sul - campo di battaglia – per ricevere elogi per il mio operato, ma principalmente per vedere godere i miei estimatori quando gustano i piatti che elaboro. Voglio aggiungere che il mio percorso professionale, conseguenzialmente alla mia grande passione, è stato tutto naturale e si è sviluppato in una progressività senza condizionamenti di scelte per denaro e devo dire che sono stato fortunato perchè ora mi trovo a vivere con questa filosofia del giusto che ritengo nel nostro mondo un po atipica. Le proposte di lavoro mi sono sempre giunte senza che le chiedessi e questo è molto bello perchè ho iniziato a lavorare in età molto giovanile, subito dopo aver frequentato in convitto l'istituto alberghiero di Formia. A soli 14 anni lavoravo, con grande volontà di esperienze, al Grand Hotel Pineta Mare di Castel Volturno dove ero Commis de Cuisine e poi, terminata la frequenza scolastica, per due stagioni ho lavorato al Quisisana di Capri come Commis e Commis Demi Chef, poi a 16 anni sono andato in Svizzera vicino Saint Moritz e sempre come Commis di Cucina ho fatto nuove esperienze. Tra i 18 ed i 19 anni ho vissuto una nuova grande esperienza ricevendo valutazioni positive dal grande chef di Polesine Parmense, Massimo Spigaroli che è anche il presidente del consorzio del Culatello di Zibello, il quale mi ha permesso di lavorare con lui come Demi Chef. In verità non pensavo di andare via dal Quisisana dove ho avuto una esperienza di duro lavoro, ma molto costruttiva, li veramente ti fai le ossa, anche se per la mia passione, era tanto bello tutto questo da spingermi a trattenermi in albergo con uscite molto limitate. La volontà di migliorare sempre più ed avere anche altre esperienze mi spinse ad inviare un mio curriculum al Richemond di Ginevra al fine di trovare una occupazione per l'inverno prima di tornare al Quisisana e dalla Svizzera mi risposero che avendo comprato questo albergo i Rocco Forte & Family PLC, noto marchio che vanta la proprietà di lussuosi alberghi in tutta Europa, la struttura restava chiusa per un periodo di tempo necessario per la ristrutturazione. La mia richiesta, però, trovò un'opportunità che mi venne offerta perchè dovendo aprire questo marchio Rocco Forte il ristorante di un albergo a cinque stelle lusso a Francoforte il Villa Kennedy, mi proposero l'assunzione con la qualifica di Chef de partie ( chef di partita) e chiaramente accettai e li poi feci anche lo chef Garde-manger (gli antipasti), lo Chef entremetier (le paste) e lo chef sausier (salsiere carne e pesce). Quindi intorno ai 20 anni feci questa nuova esperienza che durò circa un anno e fu fantastico il realizzare l'apertura di un così importante ristorante, questo mi fecce vedere e capire tante cose nuove perchè c'è grande differenza dall'entrare a lavorare in un posto già avviato, al cominciare tutto da zero e creare veramente tutto. Ampiamente soddisfatti del mio operato, gli stessi datori di lavoro, dovendo aprire a Berlino l'Hotel de Rome, mi proposero questa nuova apertura. Accettai e con la mia valigia giunsi in questo nuovo 5 stelle lusso, senza sapere neppure il compito che la proprietà mi avrebbe affidato, a vent'anni giungere in mezzo a tutti tedeschi ancor più che a Francoforte (c'era solo qualche ragazzo italiano che veniva dall'hotel di Fracoforte), non è certo una cosa facile e semplice da affrontare, ma poi il prestigio di lavorare in questo nuovo ristorante mi spinse a sprigionare ogni mia forza, ogni mia capacità, ogni mia volontà per esprime quanto di meglio c'era in me e fu un vero successo e si creò con i ragazzi (tutti tedeschi tranne un italiano di circa 40 anni) un gruppo che seguì il mio entusiasmo e la mia voglia di fare. Fu così che conoscendo solo la lingua Inglese e quella Francese fui costretto ad imparare a chiamare in lingua tedesca le comande, i prodotti e tutto quello che è inerente alla cucina, oltre ad alcune frasi essenziali per poter comunicare con gli altri e svolgere la mia professione. Insomma è stato un campo di esperimento molto bello, ma anche significativo perchè essere in prima persona a venti anni, l'artefice di un settore così importante di un albergo di tanta notorietà ed avere come secondi tante persone più adulte di me riempie di orgoglio ma impone anche responsabilità non indifferenti. Il mio sogno iniziale di lavorare al Richemond di Ginevra stava per realizzarsi e dopo sei mesi di Berlino, venne il momento dell'apertura dell'hotel ginevrino, fu così che Rocco Forte, fiducioso dei miei comportamenti e della mia persona, ma principalmente soddisfatto della mia attività lavorativa, anche per soddisfare le mie aspirazioni iniziali mi invitò ad essere il responsabile di un nuovo ristorante che insieme all'hotel apriva i battenti nella più bella città svizzera. Concretizzai così il mio terzo successo, in tanto poco tempo, di apertura e lancio del terzo ristorante con l'incarico di Sous Chef (sottocapo cuoco), e restai legato al Richemond per quattro anni e mezzo. Sono poi partito con il grande chef Fulvio Pierangelini, consulente del gruppo Rocco Forte Hotels, seguendolo ed affiancandolo nelle sue consulenze, nel corso delle soste di due-tre giorni per volta, negli otto alberghi di cui sovrintende i menu: per rinnovare l’offerta, e soprattutto controllare che tutto proceda secondo le sue istruzioni.

Lasciare il Richemond dove stavo benissimo, con una posizione che contava sia per il prestigio che per i LAPILLI Lo Chef Salvatore Marcello IMG 6089guadagni, in una città dove si sta veramente bene, era un azzardo, ma difronte alla proposta di un così celebre e stimato chef come Pierangelini, che ha dato un'impronta alla cucina italiana, è caduta ogni perplessità ed è nato sempre più il desiderio di progredire, facendomi accettare la sua proposta di essere al suo fianco. Nel maggio 2013 sono tornato nuovamente a Ginevra raggiungendo il sogno che tutt'ora vivo di essere Chef de cuisine (Capocuoco o Chef di cucina) del Grand Hotel Kempinski, ma in pratica il responsabile in assoluto della cucina non essendoci un Executive chef , del ristorante “Il Vero” che i questo albergo propone specialità della cucina italiana, aperto dalle 12 alle 14,30 e dalle 19 alle 22,30, con circa 70 coperti che possono raddoppiarsi sulla terrazza più bella di Ginevra, ed è uno dei tre ristoranti dell'albergo insieme a Le Grill (a pietra lavica) specializzato in bistecche e lo Tsé Yang che offre cucina cinese. Una struttura che si completa con l'attraente discoteca Java Club ed il Théâtre du Léman che offre, con i suoi 1500 posti, la possibilità di godere spettacoli con artisti provenienti da tutto il mondo. Tutte potenzialità che permettono a tanti di definire il Grand Hotel Kempinski, il più bell'albergo svizzero, il più grande anche per numero di camere e di dipendenti. Quando mi contattarono perchè nel Kempinski intendevano creare un ristorante italiano, andai sul posto e rimasi stupito dalla maestosità di questa struttura, rendendomi subito conto di quanto era prestigioso, basti pensare che ogni ristorante ha la sua brigata di cucina che complessivamente occupa circa 50 persone. Dal maggio 2013 ho colto così questa nuova opportunità di mettermi in luce in prima persona attraverso questo ristorante del quale sono responsabile.

Anche nel lounge, aperto dalle 11 alle 20 NO STOP, dove avviene la ristorazione classica, nel cuore dell'hotel ho rinnovato la cucina offrendo fusilli trafilati da noi, entrecote con patate fritte fresche, filetto di pesce persico (piatto tipico svizzero) che noi elaboriamo con pescato delle più eccellenti qualità, come avviene anche per gli altri prodotti che utilizziamo, perchè la buona cucina è un successo che parte dalla base. Il Kempinski possiede anche grandi spazi di verde ed in questi terreni circostanti abbiamo creato dei piccoli orticelli e mi è piaciuto, trovando anche ampi consensi da parte della clientela, il creare l'opportunità e la novità al tempo stesso di fare scegliere agli stessi clienti degli ingredienti per formare il piatto a loro gradito con la possibilità di crearsi un menù. Preparo all'uopo dei cestini definiti “Panieri” nei quali offro una lista di verdure, di carni, di pesce da scegliere, tipo spesa al mercato, con non più di cinque prodotti da scegliere ed anche una lista nera per segnalare i prodotti non graditi o ai quali si è allergici”.

La libertà che mi concedono i proprietari di poter essere un vero responsabile della cucina ed anche di interloquire con i maître per dare a tutti la stessa importanza, a prescindere dalla persona più importante o meno che viene a sedere al ristorante, perchè intendo offrire a tutti i clienti dell'hotel un unico trattamento di impegno e professionalità, ha fatto si che i tanti personaggi del teatro, molto esigenti, come tanti altri buongustai, frequentano sempre più il nostro ristorante “Il Vero”, da me creato anche come nome, nel senso che questo nome da me proposto ha ricevuto subito il consenso della proprietà, e del quale sono il responsabile in assoluto della cucina”.

A termine della lunga intervista, a parte le qualità umane e sincere che abbiamo rilevato in Salvatore, quel che ci è risultata emblematica è stata la sua capacità di farsi apprezzare talmente da imprenditori come i Rocco Forte ed altri, che certamente non lesinano nell'offrire alla loro clientela il prestigio maturato in anni di attività con le proprie catene di alberghi extra lusso. Lui Salvatore Marcello, quale chef prioritario dell'hotel nel quale lavora, con l'apprezzamento per l'operosità e bravura che ha offerte, si è reso alla pari di un Executive chef, figura che almeno al momento è stata ampiamente compensata dal suo operato e si pensa che possa e debba mantenerla con merito.

Giuseppe De Girolamo

iLAPILLI mage1Questa mattina il Ministro Franceschini, insieme con il decreto di riorganizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -  annunciato nel corso della cerimonia di avvio di 'Mantova Capitale italiana della Cultura 2016' alla presenza del presidente del consiglio, Matteo Renzi - ha firmato un decreto che amplia la mappa dei musei e dei luoghi della cultura affidati alla gestione dei Poli museali regionali.

Ecco l'elenco dei siti che vanno ad arricchire l'offerta culturale promossa dai Poli museali regionali del MIBACT.

1. Al Polo museale del PIEMONTE è aggiunta l'Abbazia di Fruttuaria – San Benigno Canavese (Torino).

2. Al Polo museale dell’EMILIA ROMAGNA sono aggiunti il MAF – Museo archeologico di Forlimpopoli (Forlì-Cesena); il Museo Nazionale etrusco – Marzabotto (Bologna).

3. Al Polo museale della TOSCANA sono aggiunti: la Cappella del Taja nel Palazzo ex Barabesi – Siena, la Chiesa del Santuccio – Siena, la Chiesa di Santa Maria delle nevi – Siena; il “Museo Archeologico Nazionale di Chiusi (Siena); il Museo Archeologico Nazionale di Cosa – Ansedonia (Grosseto); Palazzo Chigi Piccolomini alla Postierla – Siena; Villa Brandi – Vignano (Siena).

4. Al Polo museale delle MARCHE sono aggiunti: l'Antiquarium Statale –  Numana (Ancona), il Museo Archeologico Statale – Arcevia (Ancona).

5. Al Polo museale del LAZIO sono aggiunti: il Castello di Giulio II - Roma; il Museo Archeologico di Vulci (Viterbo); il Museo Archeologico Nazionale – Formia (Latina); il Museo Archeologico Nazionale – Tarquinia (Viterbo); il Museo Archeologico Nazionale – Tuscania (Viterbo); il Museo archeologico nazionale -“G.Carettoni” e l'area archeologica di Casinum - Cassino (Frosinone).

6. Al Polo museale dell’ABRUZZO sono aggiunti: l'Abbazia di San Giovanni in Venere – Fossacesia (Chieti); il Castello Piccolomini – Celano (L’Aquila); la Chiesa di San Bernardino – L’Aquila.

7. Al Polo museale del MOLISE sono aggiunti: il Museo Archeologico di Santa Maria delle Monache – Isernia; il Museo della città e del territorio – Sepino (Campobasso).

8. Al Polo museale della CAMPANIA sono aggiunti: il Complesso dei Girolamini – Napoli; il Museo Archeologico dell’antica Capua e Mitreo – Santa Maria Capua Vetere (Caserta); il Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano (Salerno); il Museo Archeologico Territoriale della penisola sorrentina “Georges Vallet” – Piano di Sorrento (Napoli); il Teatro romano di Teanum Sidicinum - Teano (Caserta).

9. Al Polo museale della PUGLIA sono aggiunti: l'Antiquarium e la zona archeologica di Canne della Battaglia (Barletta); il Chiostro del Convento di San Domenico – Taranto.

10. Al Polo museale della BASILICATA sono aggiunti: il Castello di Lagopesole – Avigliano (Potenza); la Chiesa del Cristo flagellato ed ex ospedale di San Rocco – Matera; il Palazzo De Lieto - Maratea (Potenza).

11. Al Polo museale della CALABRIA sono aggiunti: il Complesso Monumentale di San Domenico – Lamezia Terme (Catanzaro); il Museo Archeologico e Antiquarium “Archeoderi” – Bova Marina (Reggio Calabria); il Museo Archeologico di Metauros – Gioia Tauro (Reggio Calabria); il Museo Archeologico Nazionale di Amendolara; il Museo Archeologico Lametino – Lamezia Terme (Catanzaro); il Museo del Risorgimento – Catanzaro.

12. Al Polo mussale della SARDEGNA sono aggiunti: l'Ex Regio Museo Archeologico – Cagliari; lo Spazio Museale di San Pancrazio – Cagliari; gli Uffici e spazi di Porta Cristina – Cagliari.

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