Cronaca

Chi è un eroe? Se volessimo considerarla una domanda semplice, diremmo che un eroe è una persona di grande coraggio che è pronta a sacrificarsi per gli altri.

Ma proviamo a renderla una domanda difficile.

Riproviamo.

Chi è un eroe?

LAPILLI achille2Adesso che abbiamo fatto una domanda difficile, cerchiamo di riflettere. Da dove viene la parola eroe? Etimologicamente, questa parola proviene dal greco, ἣρως, collegato al verbo latino “servo”, col significato di preservare. Infatti, il compito degli eroi è di preservare l'umanità, di proteggere dal male gli uomini più deboli.

Un eroe è quindi un uomo o una donna con caratteristiche superiori, abilità che non possiede nessun altro (mentali o fisiche) che gli permettono di compiere delle gesta memorabili.

Tuttavia, le abilità e i superpoteri non bastano per fare un eroe. Nella figura dell'eroe sono racchiusi tutti i valori morali di un popolo, le fondamentali qualità di un ottimo cittadino, in modo che gli uomini normali possano ispirarsi al suo valore e alle sue gesta. L'eroe diventa così quasi un dio, vicino al popolo, pronto a proteggerlo nel momento del pericolo e a ricordargli in tempi di pace per cosa vale la pena lottare e cosa bisogna diventare.

Questa qualità dell'eroe, però, lo rende mortale.

Non sto parlando di kryptonite, sto parlando di qualcosa di molto più semplice. Del tempo. Un eroe, per quanto si possa parlare di lui come di una figura immortale, è soggetto allo scorrere del tempo e alle idee e credenze di un popolo.

Proviamo a fare un esempio:

Nella carta d'identità di un eroe della mitologia greca ci sono principalmente il coraggio, il valore militare, l'astuzia, l'onore. In molti casi si tratta non di semplici esseri umani, ma di semidei, come Ercole, uno degli eroi più conosciuti, figlio di Zeus e di Alcmena, una fanciulla umana.

Ma questi sono i valori esclusivamente della cultura greca che rendono l'eroe tale solo agli occhi del popolo che riesce a comprendere il suo valore e il suo sacrificio. Atti di così grande coraggio richiedono un "pubblico" che possa prima comprenderli e poi condividerne il significato. Questo spiega perché ogni popolo ha la sua figura guida e ad ogni epoca ha il suo eroe. Basta guardare in successione Achille, Ulisse ed Enea per capire quanto questi tre uomini gloriosi sono diversi tra loro, perché sono portavoci di popoli diversi. E si potrebbe continuare a parlare dei cavalieri cristiani, degli eroi romantici, degli antieroi del novecento, e troveremo sempre valida l'idea che l'eroe è il frutto di un determinato tempo, luogo, società e mentalità. Con lo stesso ragionamento possiamo arrivare a parlare dei supereroi, protagonisti dei fumetti letti dai bambini e dagli adulti. Tra questi, mi piacerebbe parlare di quello che più ha fatto parlare di sé negli ultimi tempi, Deadpool, al quale è stato dedicato un film uscito al cinema proprio questo mese.

Possiamo tranquillamente dire che il kalòs kai agathòs con Deadpool èLAPILLI Deadpool thumbs up andato a farsi benedire. Appare per la prima volta nel 1991 e per la sua parlantina viene subito sovrannominato "il mercenario chiacchierone". Questo insolito personaggio sembra sovvertire i dogmi dei supereroi, rovesciare un'intera tradizione Marvel. È volgare, profano, violento, e per renderlo ancor meno eroico è un mercenario. Inoltre nel film ci sono vari indizi della sua pansessualità, caratteristica anomala per un supereroe che dovrebbe essere portavoce dell'esempio - sbagliato - dell'uomo forte, virile ed eterosessuale. Già così si può intuire la differenza tra tanti supereroi dal cuore d'oro, pronti a sacrificarsi per il prossimo. A Wade Wilson (vero nome di Deadpool) non importa niente di essere un eroe e lo ripete più volte, quasi lo stesse ripetendo a se stesso. La sua moralità sembra essere legata esclusivamente al denaro che riceve come ricompensa per le missioni, eppure si mostra dal primo momento come un uomo positivo, allegro e divertente con un lavoro fuori dagli schemi. Questo personaggio è uno dei pochi nei fumetti ad essere consapevole di essere in un fumetto e a parlare direttamente con il lettore. Questa rottura della quarta parete avviene anche nel film, quando Deadpool racconta di come ha conosciuto Vanessa, una prostituta, con la quale aveva cominciato una relazione strettamente sessuale che, da rapporto superficiale, diventa un amore forte e sincero. La loro relazione è molto approfondita nel film nei suoi aspetti più divertenti e in quelli drammatici, quando la scoperta del cancro di Wade li farà allontanare. Pur di salvarsi dal cancro Wade decide di sottoporsi a degli esperimenti che non solo lo cureranno dal cancro ma che gli conferiranno anche dei poteri sovrumani. Abbandona quindi Vanessa e si presenta nella clinica gestita dal dottor Francis Freeman. Gli intenti filantropici della clinica però si rivelano falsi; la struttura è in realtà una fabbrica di mutanti in cui i pazienti vengono sottoposti a stressanti esperimenti per far attivare il Gene X, che attiverà i poteri. L'ultimo di questi dolorosi esperimenti attiva il fattore rigenerante che però si lega alle cellule cancerogene e farà rigenerare in modo anomalo la massa tumorale. Il risultato sarà un corpo completamente sfigurato. Tuttavia la mutazione ha reso le sue funzioni mentali e motorie più forti, nonché Wade praticamente invincibile, visto che ogni ferita sul suo corpo può rimarginarsi senza lasciare traccia. Inoltre gli ha conferito forza, resistenza, agilità, velocità di riflessi e di pensiero e longevità.

In cerca di vendetta, Wade indossa la maschera e diventa Deadpool, in ricordo degli amici perduti nella clinica e delle torture subite dal dottor Francis.

LAPILLI Deadpool coverNel film, il corpo sfigurato di Wade dà la possibilità di vedere un lato profondamente umano di questo eroe contro le regole. Senza la maschera, Deadpool torna ad essere l'uomo fregiato che non ha il coraggio di riavvicinarsi alla donna che ama e la sua insicurezza lo avvicina molto agli spettatori, lo fa diventare un amico, uno di loro. Sotto il costume rosso c'è un uomo che ha commesso degli sbagli, che ha fatto delle scelte disperate e che è accecato dal desiderio di vendetta. Questi sentimenti però non sono mai espressi con tensione drammatica, tutto resta goliardico, e comicamente volgare.

Deadpool crea quindi una parodia del dramma di un uomo moderno, un uomo che vive i piccoli piaceri di New York e i grandi drammi della vita, la malattia, la depressione. I suoi valori e difetti sono vicini a quelli del lettore - o dello spettatore - che, divertito, non può far altro che applaudire alle gesta poco eroiche di questo stravagante personaggio.

Michela Oliviero

LAPILLI San LeucioNel 1789 fu realizzata a San Leucio la Città dell’Utopia, detta “Ferdinandopoli”, voluta da Ferdinando IV, nella quale gli operai, donne e uomini, percepivano gli stessi salari, diversi solo per i loro meriti.

La città fu abbandonata alla fine del ‘700 a seguito della dominazione napoleonica. Solo qualche opificio ha poi continuato  la produzione delle famose sete, nonché una scuola d’arte, l’Istituto Statale Artistico “San Leucio”, il quale nacque per continuarne la tradizione serica, ed è oggi diventata una delle più belle e concrete realtà scolastiche dell’intera regione. L’Istituto è uno dei tre in Campania ad aver costituito un Polo Specialistico per la Moda, istituito dalla Regione Campania per rafforzare la formazione professionale superiore, al fine di migliorare le possibilità di occupazione dei giovani, valorizzando le competenze, l’abilità e le potenzialità degli studenti. Oltre che  creare costruttive e positive forme di raccordo e integrazione tra scuola e territorio.

Da settembre di quest’anno è operativo un indirizzo professionale dedicato alle produzioni tessili-sartoriali legato alle creazioni artigianali del territorio. «Con orgoglio annuncio - spiega il preside Antonio Fusco -  che ritorna l’arte serica a San Leucio, grazie ad un corso che ci è stato riconosciuto quale Istituto Professionale. Un'opportunità per i giovani del territorio e per il territorio stesso. Si affiancheranno al percorso liceale due indirizzi dell’iter professionale. Il progetto formativo vuole rivedere il rapporto della scuola con le tradizioni artigianali leuciane, legate alla cultura della seta e al sito monumentale del Belvedere, ma in un’ottica moderna che coniughi tradizione e innovazione, arte e tecnologia».                                                   

L’offerta formativa del Liceo Artistico si basa sull’innalzamento dei livelli qualitativi e quantitativi dell’offerta formativa, nel tentativo di ridurre l’insuccesso, l’abbandono e la dispersione scolastica, con il miglioramento dell’efficacia degli interventi e dell’efficienza dei servizi erogati, con una particolare attenzione alle esigenze dell’utenza e del territorio e con la promozione dello sviluppo della personalità degli studenti, consapevole e responsabile.

Il profilo formativo è finalizzato a conservare e a valorizzare gli stili, le forme, le tecniche proprie della storiaLAPILLI Il Liceo Artistico San Leucio artigianale e locale degli indirizzi professionali con l'opzione per le produzioni tessili-sartoriali e per le produzioni artigianali Il fine ultimo e quello di salvaguardare competenze professionali specifiche del settore produttivo tessile - sartoriale e dell’arredamento, con riferimento all’arredo storico e al restauro del tessuto e del mobile. Il titolo di studio conseguito e le competenze acquisite consentiranno ai giovani di affacciarsi al mondo del lavoro oppure di continuare gli studi universitari  in particolare  di architettura e di  design industriale, o presso l’Accademia delle Belle Arti. Il percorso professionale sarà affiancato dai sette indirizzi di studio del liceo che coprono tutti i settori della formazione artistica: design e arredo, design moda, scenografia, grafica, arti figurative, architettura e ambiente, audiovisivo e multimediale.                                                   

Il corso di studi si articola in un triennio al termine del quale si consegue il diploma di Maestro D’Arte e della Moda e del Costume, che consente di per elaborare bozzetti di moda attuale e di costume con tecniche grafico-pittoriche, corredati dalle indicazioni sui materiali e sui procedimenti operativi;  in un biennio sperimentale con il quale si consegue il  diploma di Arte Applicata della Moda e del Costume. Nelle esercitazioni di laboratorio di “Modellistica per il figurino” e di “Taglio e confezione”  vengono realizzati modelli e prototipi.

LAPILLI Mostra dellIstituto Artistico San LeucioLa moda è un fenomeno complesso che rispecchia le trame e gli sviluppi di una società. E’ possibile, vedere attraverso la moda, il progresso degli usi e dei costumi di un popolo, la vicenda dei suoi gusti, dei suoi pudori, delle sue gioie dei suoi pregiudizi, ma anche la storia del suo stile, della sua morale, della sua condizione sociale. Il percorso didattico, che la sezione “Arte del tessuto della Moda e del Costume” si propone, è quello di stimolare l’estro creativo degli allievi verso il design e la progettazione nel settore, inseguendo l’innovazione e la continua evoluzione economico - sociale - tecnologica della moda stessa, sia in ambito nazionale, con particolare riferimento al territorio di appartenenza, sia nel mondo. La ricerca e l’analisi dell’evoluzione della moda di ieri e di oggi, le sue tendenze con le sue varianti costituiscono la base per sperimentare nuovi design e nuovi materiali. Le tecniche artigianali tradizionali, opportunamente rielaborate, trovano nuove collocazioni nel campo dell’abbigliamento. La sezione moda contribuisce in modo significativo  alla dinamicità del Liceo Artistico di San Leucio, con un profondo  rapporto con il territorio collaborando con Enti e Associazioni per sfilate  a tema, rappresentazioni culturali in costume storico, eventi teatrali e a saggi di danza.

Sviluppando tali presupposti, l’obiettivo finale è la progettazione e la realizzazione di una collezione di capi femminili, ma anche l’elaborazione di costumi storici con temi specifici legati all’arte, alla natura o ad eventi sociali. Quindi il ruolo centrale della formazione dei giovani è rivestito dall’orientamento scolastico e professionale, che andrà conseguito attraverso l’organizzazione di esperienze, processi logici e strategie di apprendimento finalizzati, nonché attraverso la valorizzazione delle competenze, abilità e potenzialità degli studenti.

Harry di Prisco                                                                                            

LAPILLI immagine francobolloFirenze –Gli occhi gioiosi di un bambino che guardano, dal basso verso l’alto, il Meyer, con il suo simbolo e la sua lunga storia: è questa l’immagine, semplice e coloratissima, che campeggia sul francobollo emesso per celebrare i 125 anni dell’Ospedale pediatrico fiorentino. Il disegno, che in pochi inconfondibili tratti coglie tutta l’essenza di questa struttura da sempre dedicata ai più piccoli, porta la firma di Tullio Pericoli ed è la prima volta che il grande illustratore presta la sua matita, e il suo estro, per realizzare un francobollo per lo Stato italiano. Il fatto che il Ministero dello Sviluppo Economico, autorità emittente delle carte-valori postali dello Stato, abbia voluto dedicare al Meyer un francobollo (appartenente alla serie tematica le “Eccellenze del Sapere”) rappresenta un importante riconoscimento per l’ospedale pediatrico fiorentino e la sua storia. La presentazione del prodotto filatelico, alla presenza dei rappresentanti istituzionali, è la prima di una serie di iniziative in programma per celebrare questa importante ricorrenza. Tra gli eventi più attesi, la festa di sabato 27 febbraio, un Open Day tutto dedicato ai bambini e alle famiglie, con tanti incontri, spettacoli e laboratori. (Per informazioni sul programma: www.meyerperamico.it). Tra le tante iniziative per ripercorrere questa carrellata di storia, una emozionante mostra fotografica allestita all'interno dell'ospedale: protagoniste saranno le immagini d'epoca concesse dall’Archivio di Stato di Firenze e dall'Archivio storico Foto Locchi che, con il suo patrimonio di 5 milioni di immagini, rappresenta un punto di riferimento di livello internazionale per chi vuole conoscere il passato di Firenze e della Toscana.

La storia del Meyer. Correva l’anno 1891 quando, nelle case delle famiglie fiorentine più illustri, fu recapitato il biglietto di invito alla cerimonia di inaugurazione dello Spedale dei Bambini Anna Meyer. La data dell’evento era stata fissata per il 19 febbraio: i primi cinque piccoli pazienti sarebbero arrivati quattro giorni dopo, dando il via a un’esperienza pressoché unica in Europa. Nell’arco di poche settimane, l’ospedale - una delle prima strutture esclusivamente dedicate alla cura dei bambini - cominciò a funzionare a pieno regime, proiettando la città di Firenze nel panorama delle realtà più avanzate nell’ambito della pediatria. In più di un secolo di storia, il Meyer non ha mai tradito la sua vocazione di struttura all’avanguardia nell’ambito delle cure dedicate ai bambini: oggi, quello che i fiorentini chiamarono affettuosamente l’ospedalino, si è confermato un centro di livello internazionale per la cura, la ricerca e l’assistenza dedicate ai più piccoli. La storia  di quest’ospedale nasce sostanzialmente come un atto di amore e di altruismo: quello che il commendatore Giovanni Meyer – un nobile di origine russa – volle dedicare alla memoria della moglie, scomparsa in giovane età. Anna Meyer, una donna di profonda sensibilità, era rimasta sconvolta nel constatare come i bambini malati venissero trattati nello stesso modo riservato agli adulti, senza alcuna distinzione né rispetto per le loro particolari esigenze. Di qui, la decisione del marito di creare un centro solo per loro. In questa struttura sono state scritte pagine importantissime della pediatria italiana e non solo. Quelle che ancora oggi, gli operatori del Meyer continuano a scrivere quotidianamente.

LAPILLI Da sinistra il Sindaco di Piano di Sorrento Giovanni Ruggiero e il Console francese Jean Paul SeytreGiovedì 25 febbraio il Sindaco Giovanni Ruggiero ha incontrato il Console generale di Francia e Direttore dell'Institut Français Napoli Jean-Paul Seytre, in visita alla Città di Piano di Sorrento in occasione del Festival del teatro francofono.

«È la prima volta che vengo in Costiera e sono profondamente affascinato da tanta bellezza - ha affermato il Console durante il colloquio - Mi era giunta notizia di questa bella iniziativa dal respiro europeo, e non solo, e sono felice di essere venuto a constatare con i miei occhi l'impegno delle Istituzioni e degli educatori per le nuove generazioni». Il Primo Cittadino di Piano di Sorrento ha a sua volta sottolineato il forte legame tra la Francia e la Penisola sorrentina costruito nei 13 anni di attività del Festival. «Le iniziative che funzionano e che durano nel tempo - ha commentato - camminano sempre sulle gambe di chi si mette in gioco con passione e caparbietà, per questo ringrazio Anna Rossini e tutta la sua squadra per quanto realizzato fino ad oggi e il Console Jean-Paul Seytre per essere giunto a Piano di Sorrento per la sua visita ufficiale».

Il Sindaco Giovanni Ruggiero ha inoltre consegnato in dono a S. E. Seytre il libro “Piano di Sorrento. Città comunità territorio” che il Comune ha dato alle stampe in occasione del bicentenario dell'autonomia della Città e che rappresenta oggi l'omaggio, in parole e immagini, per autorità e visitatori del territorio carottese.

Le Giornate di teatro scolastico francofono hanno riunito anche quest'anno, dal primo al 26 febbraio, sul territorio carottese e peninsulare, ragazzi italiani e stranieri che frequentano le scuole secondarie di primo grado e gli istituti superiori. La prima settimana è stata dedicata alle scuole medie, la seconda ai licei italiani che studiano il francese e la terza ai licei francofoni di tutto il mondo. Ad unire tutti i giovani la passione per il teatro: il percorso di formazione ruota infatti intorno ad un ciclo di spettacoli teatrali in cui i ragazzi sono pienamente protagonisti come attori e come spettatori. Oltre alle prove generali presso i locali della biblioteca comunale di via delle Rose, nella giornata di visita del Console generale la Marina di Cassano di Piano di Sorrento ha accolto uno dei numerosi eventi dedicati alle scuole previste dal Festival.

LAPILLI Foto Spacciatori di MieleI ragazzi del progetto Made in Scampia ne inventano un’altra. Prendendo in giro la criminalità organizzata si trasformano in Spacciatori di Miele. Parte questa settimana la vendita di miele totalmente artigianale prodotto secondo metodi antichi, senza l’aggiunta di materiale chimico e prettamente lavorato a mano. Già in vasetti miele di castagno, di ailanto, di bosco e del pregiatissimo acacia.

“Il nostro obiettivo” spiega Rosario Esposito La Rossa responsabile del progetto Made in Scampia “è quello di diffondere, partendo dalle periferie, miele di ottima qualità a prezzi popolari. Il buon cibo deve essere alla portata di tutti. Per questo il nostro miele costerà esattamente come quello del supermercato. Non vogliamo che il prezzo sia un pretesto per non assaggiare”.

La storia delle api che producono questo miele è meravigliosa. “Circa un anno fa siamo stati ad Asti” continua Esposito La Rossa “parlammo di Fattorie Vodisca, del nostro piccolo progetto di agricoltura sociale a Chiaiano. Un apicoltore astigiano ci promise che sarebbe venuto a Scampia a portare parte delle sue api del Nord. Non gli credemmo minimamente. E invece a sue spese è venuto in un furgone refrigerato apposta per le api e ci ha donato le api del Nord che si sono innamorate dei fiori del Sud e hanno prodotto un eccellente miele italiano”.

Il progetto dopo una fase sperimentale si è ampliato. Oggi i ragazzi di Made in Scampia hanno coinvolto altri apicoltori e avviato attività di nomadismo delle api. Le api oggi svolazzano nella bellissima e poco conosciuta Selva di Chiaiano e nei boschi del Vesuvio. Spacciatori di Miele è un titolo che colpisce soprattutto se parte da Scampia.

“Abbiamo scelto il nome di Spacciatori di Miele, perché ancora oggi Scampia è sinonimo di spaccio. Ci piaceva l’idea di spacciare, quindi diffondere, dosi dolci di legalità. Ridicolizzare la criminalità organizzata, significa smascherare il potere criminale, smontare l’alone di potenza che la camorra si crea. Made in Scampia non si ferma qui. Dopo il progetto natalizio Made in Scampia Box abbiamo deciso di investire nel locale. Stiamo recuperando insieme ad altre associazioni una scuola abbandonata e presto arriveranno altri prodotti a nostro marchio: riso, vino, birra, caffè, latticini. Siamo solo all’inizio di un progetto che vuol unire cibo e cultura partendo dalle periferie. Noi ci crediamo che Scampia possa diventare come Berlino Est”.

Il miele è già in vendita sul sito www.madeinscampia.com in barattoli da 250 g e 500 g. Buon spaccio, pusher!

Franceschini: grande opportunità di rilancio internazionale per la Campania

De Luca: impegno per garantire infrastrutture adeguate a offrire massima fruibilità del sito

LAPILLI Logo MiBACT 250E’ nata questo pomeriggio a Roma la ‘Fondazione Real Sito di Carditello’. Il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca e il Sindaco di San Tammaro, Emiddio Cimmino hanno firmato, davanti al notaio, l’Atto costitutivo e lo Statuto della nuova fondazione. A presiedere la ‘Fondazione Real Sito di Carditello’ è stata nominata Mirella Barracco. “La Fondazione – così come si legge nello Statuto – opera per la promozione della conoscenza, della protezione, del recupero e della valorizzazione del Real Sito di Carditello e delle relative aree annesse. Per queste finalità la Fondazione persegue lo scopo di elaborare ed attuare il piano strategico di sviluppo turistico-culturale e di valorizzazione, anche paesaggistica del complesso di beni culturali e delle aree annesse, avviando la prima fase di sviluppo del percorso turistico culturale integrato delle residenze borboniche attraverso un’azione programmatica condivisa nell’individuazione delle linee strategiche e degli obiettivi, così come nella definizione delle modalità operative”.

“Una bella storia per la pubblica amministrazione”, ha detto il ministro Franceschini ringraziando il suo predecessore Massimo Bray per aver deciso l’acquisto di questo importante sito. “Da quella decisione – ha sottolineato Franceschini – si è innescato un percorso virtuoso di rinascita, molto sentito e partecipato dal territorio. La Reggia non è soltanto il simbolo di una storia di riscatto e di riappropriazione di un bene comune – ha concluso il ministro - ma è una grandissima opportunità per la Campania che può unire una vocazione storica importantissima a un progetto di rilancio internazionale”.

Per il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca “si apre adesso una stagione di grande interesse culturale. Saremo vicini alla Fondazione e ci impegneremo per garantire alla Reggia di Carditello una rete infrastrutturale adeguata a offrire la massima fruibilità del sito”. Il Sindaco Cimmino ha infine sottolineato l’importanza di questa giornata per la comunità di San Tammaro “per noi è un grande giorno – ha detto - la Reggia di Carditello è il simbolo del riscatto del nostro territorio”.

Pronti anche i 3 milioni per la tutela, valorizzazione e messa a norma del Teatro 

LAPILLI Logo MiBACT 250A poche ore dall’approvazione del Bilancio di Roma Capitale, si è tenuta questa mattina al Collegio Romano una riunione operativa per definire le modalità dell’imminente passaggio del Teatro Valle dal patrimonio statale al patrimonio di Roma Capitale, e il programma di lavori per la valorizzazione del Teatro.

Nel corso della riunione, a cui erano presenti rappresentanti del Mibact e di Roma Capitale, è stata confermata la spesa  di 3 milioni di euro per il restauro strutturale e architettonico del Teatro, da finanziare nell’annualità 2016 con una somma di 1,5 milioni di euro a carico del Bilancio capitolino e di 1,5 milioni di euro quale contributo del Mibact.

Il trasferimento del Valle al patrimonio del Comune di Roma sarà perfezionato nella giornata di domani dal Tavolo tecnico, attivo dall’aprile 2015. Si è conclusa, infatti, l’elaborazione del Programma di valorizzazione che contiene l’elenco degli interventi per gli adeguamenti degli impianti di sicurezza, di quello  elettrico, del sistema antincendio e delle vie d’esodo, dei percorsi di accessibilità, delle opere impiantistiche, ma anche gli interventi per la tutela e la valorizzazione delle opere artistiche presenti nel Teatro. A riguardo si prevede il rilievo dell’edificio e delle impermeabilizzazioni delle coperture, il restauro della facciata principale di Valadier, la verifica ignifuga dei materiali di arredo, dalle poltrone alle moquette, il rialzo dei parapetti dei palchi, il sistema di illuminazione  e gli adeguamenti strutturali del palcoscenico. I 3 milioni di euro di investimento saranno gestiti dalla Sovrintendenza Capitolina, che è già operativa per la definizione dei bandi di gara per l’affidamento dei lavori.  

Grande successo anche per il concorso un logo per MigrArti

LAPILLI Logo MiBACT 250Grande successo per MigrArti, il progetto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per promuovere l’integrazione e la conoscenza delle diverse culture che vivono in Italia.  Un’apposita commissione, composta dai rappresentanti dell’Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali (Unar), del Mibact e del Miur valuterà, entro il mese di marzo, i circa 1.000 progetti presentati: 439 per il teatro, la danza e la musica e 528 per le attività cinematografiche. Tutti gli spettacoli saranno caratterizzati da un logo comune che sarà selezionato tra le 300 proposte presentate dagli studenti dei licei artistici e degli istituti tecnici statali e paritari con indirizzo grafica e comunicazione che hanno aderito al bando “Un logo per MigrArti”.

LAPILLI Incontro Min.Cultura Romeno Vlad Alexandrescu 11Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini ha incontrato oggi il Ministro della Cultura della Romania Vlad Alexandrescu, con il quale ha affrontato nel corso di un lungo e cordiale colloquio i principali aspetti degli accordi culturali tra i due Paesi.

In particolare è stata esaminata la possibilità di arrivare in tempi brevi alla sottoscrizione del protocollo esecutivo di collaborazione culturale che, tra i punti salienti, vedrebbe considerato l’interesse romeno a poter disporre dell’esperienza italiana nell’ambito degli interventi di emergenza a protezione del patrimonio culturale a rischio, in special modo in caso di disastri naturali. In tal senso il Ministro Franceschini ha offerto al Ministro Alexandrescu la possibilità per i migliori studenti delle Università romene interessati a specializzazioni post laurea in restauro, gestione del patrimonio culturale e contrasto al traffico illecito di partecipare a corsi di formazione presso gli istituti centrali del MiBACT. È stata esaminata anche l’eventualità di prevedere specifici accordi per la coproduzione cinematografica e l’interscambio museale.

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