La mozzarella di bufala campana furoreggia in campo internazionale, conquistando nuovi mercati, dalla Cina, al Libano, Singapore, Kuwait, Cile, Perù. Affermata, ormai in ristoranti gourmet di Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, mentre è da registrare l’aumento nelle nazioni dell’Est Europa (Polonia, Bulgaria, Romania e Grecia).
La disanima positiva dell’export dell'oro bianco durante la presentazione del comitato scientifico nelle eleganti sale del Real Yacht Club Canottieri Savoia, sulla banchina di Santa Lucia.
Dopo i saluti del presidente del Club, Roberto Scoles, hanno preso la parola Franco Alfieri, consigliere delegato all’Agricoltura alla caccia e alla pesca della Regione Campania; Pier Maria Saccani, direttore del Consorzio, introducendo il neo costituito Comitato, ha dichiarato che “il forte interesse da parte dei giovani verso il settore impone al Consorzio un investimento in ricerca e sviluppo”. Domenico Raimondo presidente del Consorzio di tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop, ha sottolineato nel suo intervento, “L’importanza di una forte sinergia con il mondo accademico nazionale per il corretto sviluppo del settore”.
Del Comitato scientifico di nuovo insediamento, fanno parte il Prof. Gaetano Manfredi, Magnifico rettore Università Federico II; l’on. Paolo De Castro, coordinatore Gruppo S&D Parlamento Europeo; Prof. Germano Mucchetti, dipartimento di scienze degli Alimenti Università di Parma. Le conclusioni del meeting da parte di Luca Bianchi del Mipaaf. Ha moderato l’incontro Antonello Velardi, caporedattore del giornale Il Mattino.
A muovere la filiera del Consorzio con sede a San Nicola La Strada, in provincia di Caserta, sono quindicimila addetti, nei caseifici associati oltre tremila dipendenti, la maggior parte di giovane età: il 34 per cento degli occupanti ha meno di 32 anni; l86 è under 50.
La crescita del comparto ha superato le 41 mila tonnellate, dato che risulta ancor più rilevante se si considera che negli ultimi 15 anni la produzione è cresciuta del 130 per cento.
M.C.
Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha presentato oggi all’auditorium dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, ex Discoteca di Stato il progetto “Le vie del Giubileo: venti percorsi culturali a Roma per venti secoli di storia, arte e religioni”, iniziativa promossa dal MiBACT insieme al Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, a Roma Capitale, al Pontificio Consiglio della Cultura, al Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, all’Opera Romana Pellegrinaggi, alla Comunità Ebraica di Roma e alla Comunità Religiosa Islamica Italiana.
A ciò che sta accadendo non possiamo rispondere con il silenzio. È in atto la “terza guerra mondiale” e l’Europa, colpita al cuore e sfidata ripetutamente, non può più rimanere alla finestra a guardare quello che accade nell’Asia medio orientale, in Africa o in altri paesi apparentemente lontani. Non può nemmeno limitarsi ad aggiornare programmi e convenzioni per l’accoglienza dei profughi
Il Cristo crocifisso e risorto è il centro della Pasqua e dalla sua venuta comincia il conto dei giorni e degli anni. Serbo sempre l’emozione di due rappresentazioni straordinarie: il Cristo deposto del Mantegna a Milano e la resurrezione di Pietro della Francesca a San Sepolcro. Racchiudono il senso universale del dolore, la sorpresa e la gioia della resurrezione.
Tra pochi giorni vivremo la festa più importante del calendario liturgico cristiano: la Pasqua. La tradizione culinaria partenopea ha saputo rendere importanza a questa ricorrenza creando, per l’occasione, pietanze particolarmente ricche ed elaborate, quali il casatiello e la pastiera di grano, accomunate, nelle loro ricette, da un uso generoso delle uova.
Una piccola piazza napoletana, piazza Carolina, è particolarmente cara alla comunità ungherese residente nel capoluogo partenopeo.
culturale Maria d’Ungheria regina di Napoli” che proprio in questa occasione nella persona della presidente, la dott.ssa Judith J
Ospite delle celebrazioni in onore del ”15 marzo” a Napoli Giovanni Aiello, presidente del ”Centro studi italo-ungherese Árpád” di Reggio Calabria. Il presidente Aiello, che ha formali