Cronaca

Solenne omaggio di Manfredonia a Lucio Dalla. su richiesta dello scrittore Raffaele Lauro, “il più grande dei pasticcieri 2014", il giovane pugliese, Antonio Aaloiso, creerà “Caruso”, un dolce dedicato a Sorrento e a Lucio Dalla

Foto Dalla e LauroL’omaggio della città di Manfredonia al concittadino onorario Lucio Dalla, nel quarto anniversario della scomparsa del grande artista bolognese (1 marzo 2012 - 1 marzo 2016), è stato celebrato, con grande solennità, alla presenza del prefetto di Foggia, Maria Tirone, nella Sala Consiliare di Palazzo San Domenico. Il sindaco Angelo Riccardi, il giornalista Giuseppe Dimiccoli, il regista Vittorio Tricarico e il manager Enzo D’Onofrio hanno ricordato i loro rapporti amicali con Dalla, narrando episodi, del tutto inediti, che hanno riscosso l’applauso entusiasta del pubblico presente. Tricarico e D’Onofrio, in particolare, amici della prima infanzia dell’artista, hanno arricchito la cerimonia, confermando il clima gioioso delle scorribande del loro gruppo sulla spiaggia e nei pressi del castello, condividendo,min pieno, le interpretazioni contenute nei tre libri di Raffaele Lauro: “Caruso The Song -  Lucio Dalla e Sorrento”, “Lucio Dalla e San Martino Valle Caudina - Negli occhi e nel cuore” e “Lucio Dalla e Sorrento Tour - Le tappe, le immagini e le testimonianze”. Nell’intervento di ringraziamento, che ha emozionato fortemente il pubblico presente e i numerosi rappresentanti della stampa, Lauro ha tracciato il profilo umano, poetico e musicale di Dalla, definendolo un “pontefice”, cioè un costruttore di ponti tra le città del Mezzogiorno, le comunità del Sud e le persone conosciute. Molti amici di Dalla hanno chiesto allo scrittore di continuare il suo tour, la prossima estate,  in Puglia, fino alle Isole Tremiti. Nel corso del soggiorno pugliese, tra Barletta e Manfredonia, Lauro ha anche incontrato, con accesi dibattiti sulla piaga sociale del gioco d’azzardo, introdotti dai presidi, Carmine Gissi e Antonio Diviccaro, gli studenti dell’IISS “Michele Dell’Aquila” di San Ferdinando di Puglia e quelli dell’IISS “Nicola Garrone” di Barletta. Questi ultimi hanno proiettato, in anteprima, alla stampa, un esilarante e intelligente docufilm, sul tema, preparato nei laboratori dell’Istituto, dal titolo: “Il gioco azzardo ti toglie anche le mutande”. Lo scrittore, infine, ha reso visita ai laboratori di pasticceria, a Barletta, del più famoso dei giovani pasticcieri italiani, Antonio Daloiso, vincitore, nel 2014, del talent show “Il più grande pasticciere”, andato in onda su Rai 2, impegnando lo straordinario, creativo e brillante pastry chef, a preparare “Caruso”, un nuovo dolce ad hoc, dedicato a Sorrento e a Lucio Dalla, rafforzando, in tal modo, il legame ideale, che si è creato, tra Sorrento, San Martino Valle Caudina, Manfredonia, Barletta e l’intera Puglia.   

“Omaggio di Manfredonia a Lucio Dalla”. Slideshow fotografico di Francesca Finizio

https://www.youtube.com/watch?v=Km7FnRvkAMk&feature=youtu.be

Fotogallery di Giuseppe Dimiccoli

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FOTOTOMMASOÈ venuto a mancare prematuramente il 16 marzo scorso, al “Cardarelli” di Campobasso, un nostro illustre concittadino, il dottor Tommaso Gaglione. Era in attesa di un delicato intervento chirurgico. Da anni Tommaso Gaglione si era trasferito a Venafro, dove esercitava in modo brillante la professione di medico-chirurgo, seguendo nella medicina le orme paterne (il papà era il mai dimenticato dott. Salvatore Gaglione, arcinoto in città per il suo impegno professionale e civile e anche fra i tifosi della Turris, essendo stato medico sociale della prima squadra di calcio cittadina). Tommaso Gaglione, da poco in pensione, aveva esercitato la sua professione di chirurgo al “Santissimo Rosario” di Venafro ed al “Ferdinando Veneziale” di Isernia. Tommaso era conosciuto ed apprezzato per il suo carattere affabile e socievole, la sua simpatia, il coraggio, la passione per la fotografia. Da professionista intratteneva rapporti di sincera cordialità con tutti, lasciandosi apprezzare per l’educazione e la cortesia. La sua improvvisa scomparsa ha suscitato dolore e rimpianto a Venafro, dove risiedeva, e ovunque aveva avuto modo di farsi conoscere ed apprezzare per le sue doti umane e professionali. Anche Torre del Greco ha appreso la ferale notizia con grande commozione. Tanta la gente alle esequie nella Basilica di San Nicandro in Venafro. Da oggi le spoglie di Tommaso Gaglione riposano nella sua Torre del Greco, tumulato presso il cimitero della cittadina campana, sua città di origine. Ai figli, Salvatore e Michela, alla sorella Franca, al cognato Lello Marrazzo, alla nipote Livia, ai cugini, nipoti e parenti tutti, ed in particolare al cugino Tommaso Gaglione, nostro Direttore, formuliamo le più affettuose condoglianze.

Santo Gaglione

LAPILLI Logo MiBACT 250Si è tenuta questa mattina a Roma l’assemblea degli azionisti di Ales, la società  in house del Ministero dei Beni e delle Attività  Culturali e del Turismo che, in attuazione della legge di stabilità 2016, ha proceduto alla fusione per incorporazione di Arcus Spa. Il nuovo consiglio di amministrazione di Ales risulta così composto: Mario De Simoni (amministratore delegato), Debora Rossi (consigliere) e Marco Macchia (consigliere). Grazie a questa operazione vengono razionalizzate le società in house del Mibact per assicurare al meglio l’erogazione di servizi culturali, le attività di valorizzazione del patrimonio e le attività di fund raising.

LAPILLI Logo MiBACT 250È stato firmato oggi l’accordo tra il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e i rappresentanti della Fondazione Torlonia che sancisce la reciproca collaborazione per la piena valorizzazione della collezione Torlonia, il complesso di marmi antichi di proprietà privata tra i più imponenti e storicamente significativi al mondo.

L’accordo è stato sottoscritto, alla presenza del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, dall’Amministratore della Fondazione Torlonia, Alessandro Poma Murialdo, dal Direttore Generale per l’Archeologia, Gino Famiglietti, dal Direttore Generale per le Belle Arti e il Paesaggio, Francesco Scoppola, dal Soprintendente Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma, Francesco Prosperetti.

Il primo passo del percorso di valorizzazione sarà la realizzazione di una mostra con una prima selezione di 60-90 sculture più rappresentative, in grado di evidenziare sia nel contesto nazionale che in quello internazionale l’importanza della collezione e il rilievo del progetto. La Fondazione Torlonia sosterrà le spese per il restauro dei reperti, mentre il Ministero, tramite la Soprintendenza Speciale Archeologica di Roma, provvederà alla realizzazione della mostra, che verrà curata dal Prof. Salvatore Settis e da un Comitato d’Onore di cui farà parte il Prof. Carlo Gasparri, autorevole archeologo e accademico dei Lincei.

Il progetto espositivo, che darà conto della storia del collezionismo ripercorrendo le diverse fasi della costituzione dell’insieme dei marmi Torlonia, prevede nella seconda metà del 2017 un primo momento negli spazi di Palazzo Caffarelli a Roma, negli ambienti dell’ex Museo nuovo, al quale seguiranno almeno altre due tappe all’estero. Al loro rientro in Italia questa selezione di opere, insieme alle altre nel frattempo restaurate, troverà collocazione in una sede adeguata al prestigio della collezione che verrà individuata d’intesa tra le parti.

“Una giornata storica. Grazie all’accordo siglato oggi – ha dichiarato il Ministro Franceschini – prende il via un importante progetto di valorizzazione finalizzato a rendere interamente fruibile quella che è stata definita ‘la più importante collezione privata d'arte antica del mondo’.  La collezione Torlonia è un patrimonio straordinario, un insieme di opere eccezionale che testimonia la storia stessa del collezionismo di antichità. Questo risultato epocale è il frutto di un intenso e fattivo dialogo tra la famiglia Torlonia, a cui va il mio personale ringraziamento, e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, un autentico esempio di collaborazione tra pubblico e privato nel segno della cultura. Presto cittadini e visitatori potranno tornare a godere di questa splendida collezione e ammirarne gli autentici capolavori”.

“L’accordo di oggi è frutto di una felice coincidenza fra le intenzioni della famiglia Torlonia e quelle degli attuali esponenti del Ministero e rappresenta un primo passo in direzione di una più efficiente gestione e valorizzazione di queste opere” - ha affermato Alessandro Poma Murialdo a margine della firma - “Le opere dell’intera collezione, tuttavia, sono state finora conservate con cura sotto l’ègida della famiglia prima, e della Fondazione Torlonia poi, e sono sottoposte ad una costante e scrupolosa opera di restauro di cui la famiglia si fa carico esclusivamente con propri mezzi economici ed avvalendosi di un selezionato gruppo di restauratori e tecnici di fiducia”.

 

SCHEDA MOSTRA

 

La prospettiva di un recupero alla pubblica fruizione delle preziose collezioni del Museo Torlonia di scultura è talmente significativa da meritare una segnalazione forte mediante un’apposita mostra d’arte, che possa evidenziare l’importanza delle collezioni stesse, ma anche il rilievo dell’accordo fra il MiBACT e la famiglia Torlonia.

​Le caratteristiche delle sculture Torlonia hanno numerosi aspetti, dalla storia del collezionismo alla storia del restauro, del gusto e degli studi archeologici, che meriterebbero di essere esplorati e presentati in una o più mostre. La mostra che qui si ipotizza è prevista entro il 2017 negli spazi dell'ex 'Museo nuovo di scultura antica' sotto la terrazza Caffarelli in Campidoglio. In quegli ambienti saranno esposti 60/90 pezzi altamente rappresentativi dell'intera collezione del Museo Torlonia, che consiste di 620 pezzi.

​Tra i percorsi espositivi possibili, risulta particolarmente interessante l’ipotesi di incentrare la mostra sulla storia del collezionismo di antichità, un aspetto sotto il quale la vicenda delle sculture del Museo Torlonia appare di eccezionale rilevanza. Tali sculture infatti vennero in proprietà Torlonia a seguito di una lunga serie di acquisizioni, oltre che di scavi nelle terre di proprietà della famiglia. La mostra potrebbe riflettere questi progressivi accrescimenti, raccogliendo ed evidenziando una esemplificazione dei marmi Torlonia a seconda delle provenienze (scavi e/o collezioni). La scelta potrebbe essere organizzata come un efficace spaccato storico che riflette la storia del collezionismo di antichità in Roma, e delle pratiche connesse, dall’antiquaria all’archeologia, allo studio e al disegno da parte degli artisti dal Rinascimento in poi. A titolo di esempio, si potrebbero esporre:

• alcune sculture acquisite (entro il 1819) dallo studio di Bartolomeo Cavaceppi, tra cui figurano importanti pezzi che vengono da collezioni più antiche (per esempio Savelli, Cesi, Pio da Carpi), formatesi in Roma dal XV al XVIII secolo;

• una scelta di sculture acquisite (entro il 1825) dalla seicentesca collezione Giustiniani;

• una scelta di sculture provenienti dagli scavi effettuati nel sec. XIX in aree di proprietà Torlonia, da Porto alla Villa dei Quintili.

​Ai sensi dell’accordo sottoscritto dal Ministero con la famiglia Torlonia, la mostra sarà curata dal prof. Salvatore Settis, affiancato dal prof. Carlo Gasparri. E’ previsto che, dopo Roma, la mostra possa spostarsi in alcuni prestigiosi complessi museali d’America e d’Europa.

PALAZZO CAFFARELLI

Gli ambienti che si sviluppano a destra dello scalone di ingresso al Palazzo Caffarelli, come il restante edificio nobiliare, furono ceduti alla metà del XIX secolo dagli eredi di Baldassarre Caffarelli alla Reale Corte di Prussia, che già da anni aveva lì stabilito la sede della propria Ambasciata presso la Santa Sede.

Dopo l’atto di vendita del 1853, proprio in questi ambienti fu realizzata la prima chiesa evangelica  protestante con annessa sagrestia,  che vi ebbe sede fino al termine della prima guerra mondiale, quando tutto il palazzo fu espropriato dallo Stato e ceduto in seguito al Comune di Roma.

Rientrato nel programma di demolizioni di tutti gli edifici presenti sul colle e intorno a esso, per realizzare un grande parco pubblico finalizzato alla valorizzazione dei resti del Tempio di Giove Capitolino esistenti all’interno del giardino, il palazzo fu in parte demolito.

Solo dopo gli scavi di Roberto Paribeni del 1919-1920, che non diedero i risultati sperati,  si recuperò l’edificio e soprattutto gli ambienti del piano terra, dove nel 1925 vi fu inaugurato il ‘Museo nuovo di scultura antica’, contiguo al Museo del Palazzo dei Conservatori.

Tale istituzione continuò a esistere, cambiando nome in ‘Museo Nuovo’ dopo la fine della seconda guerra mondiale, fino al 1965, quando per problemi legati a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria venne chiuso al pubblico.

Solo nel 1999-2000, nell’ambito delle attività connesse alla grande ristrutturazione dei Musei Capitolini, iniziarono i lavori di recupero dell’edificio, che portarono alla scoperta di ampi tratti delle fondazioni arcaiche del Tempio di Giove, molti dei quali sconosciuti fino a quel momento.

Ulteriori scavi sono stati eseguiti nella campagna archeologica del 2002, ma quando nel 2005 è stata inaugurata la nuova ala dei Musei Capitolini denominata Esedra del Marco Aurelio, questa parte dell’edificio insieme al giardino è rimasta chiusa.

Foto Raffaele LauroUn vivacissimo, stimolante e coinvolgente dibattito con gli studenti maturandi del Liceo Scientifico Statale “Gaetano Salvemini” di Sorrento è seguito alla lezione sulla legalità, tenuta dallo scrittore Raffaele Lauro, ex prefetto ed ex senatore, sul tema “La piaga sociale del gioco d’azzardo, una minaccia per le famiglie e per le giovani generazioni. Le responsabilità della politica”. L’incontro, promosso meritoriamente dalla dirigente scolastica, professoressa Patrizia Fiorentino, si è tenuto presso il Teatro Sant’Antonino di Sorrento. La conversazione è stata preceduta dagli interventi introduttivi del professor Antonino Siniscalchi, della preside e di don Carmine Giudici, parroco della Cattedrale, nonché dalla proiezione di un docufilm, sul gioco d’azzardo in Italia, realizzato dalla Fondazione antiusura “Exodus”, il cui presidente, Daniele Acampora, ha partecipato all’incontro. Con grande determinazione,  Lauro ha esordito, mettendo in guardia i giovani, dall’agguato permanente dei loro tre principali nemici: la droga, il gioco d’azzardo e l’utilizzo improprio di internet. Successivamente, dopo aver ricostruito le gravissime responsabilità di tutti i governi nazionali di centro destra, di centro sinistra e cosiddetti tecnici, nonché dei parlamenti, che si sono succeduti dal 1998 ad oggi, sull’esplosione sconsiderata dell’offerta del gioco d’azzardo, ha indicato i dati drammatici di questo vergognoso primato del nostro paese, a livello internazionale: il coinvolgimento dannoso di milioni di italiani di tutte le età, in particolare dei soggetti meno abbienti e più deboli (giovani e anziani); la crescita esponenziale dei malati da gioco patologico, la cui cura imporrà alla comunità nazionale enormi costi sociali; il dominio della criminalità organizzata, non solo sul mercato del gioco clandestino, ma, indirettamente, anche sul gioco cosiddetto legalizzato, in mano allo Stato; la colpevole mancanza di una riforma organica del settore, da parte dello Stato centrale; il caos regolamentare, a livello regionale e comunale; la mancata tutela dei minori, dei malati patologici e delle loro disgraziate famiglie; i condizionamenti della pubblicità ingannevole, che andrebbe totalmente abolita su tutti i media; le collusioni politiche, istituzionali, governative e parlamentari, oltre a quelle del mondo dell’informazione; la non trasparenza della proprietà ultima delle società concessionarie del gioco e l’azione ricattatrice, diseducativa e corruttrice, delle lobby del gioco verso le istituzioni democratiche; l’inapplicazione delle norme antimafia al settore; le trappole del gioco on line; l’abnorme presenza, sul territorio nazionale, di quattrocentomila slot machine, anche di nuova generazione, rispetto alla media europea; il trattamento fiscale di favore, disallineato rispetto alla media europea; la crescita del fatturato del settore, fino a 90 miliardi e la contestuale caduta delle entrate dello Stato, che dimostrano come la filosofia pubblica, sul gioco, sia stata soltanto un ignobile alibi, smascherato dai fatti; l’insicurezza sul territorio, specie nei quartieri delle periferie urbane, affollate di sale giochi. Lauro ha puntato, poi, il dito contro l’intero settore, definendolo “fonte di illegalità e documentatamente criminogeno, in primis dell’usura, del riciclaggio del denaro sporco e, persino, dello spaccio degli stupefacenti”. Infine, ha concluso, tra l’entusiasmo degli studenti, con un vibrante invito: “L’Italia intera, da Nord a Sud, si è trasformata in un’agonizzante Las Vegas, senza regole, un vero far west, nel quale dominano l’insicurezza, il ricatto e la miseria, morale ed economica. Di fronte alla insensata inettitudine e sordità della classe politica nazionale, soltanto voi giovani, con la vostra consapevolezza, potete rappresentare, per il presente e per il futuro, in attesa di un’indifferibile rivoluzione civile, l’unico antidoto a questo dilagante disastro sociale, sottaciuto, ignorato e volutamente celato. Ecco perché ho scelto di stare tra voi e non più nelle inutili aule del parlamento”.

Fotogallery

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LOGO Clipboard01 250Il cibo è diventato uno degli argomenti culturali di tendenza del XXI secolo. I programmi televisivi di maggior successo ci propongono quotidianamente ricette per preparare piatti prelibati e secondo l’Istat nel 2014 le famiglie italiane hanno speso mediamente circa 430 euro al mese per i generi alimentari. In particolare, secondo il rapporto Osservasalute 2013, in Italia più di un terzo della popolazione adulta è in sovrappeso, mentre una persona su dieci è obesa. Dati questi che tendono ad aumentare. Nello specifico, la Campania è la regione con la maggior prevalenza di persone in sovrappeso. La Campania, la terra dove è stata decodificata la dieta mediterranea, modello di un regime alimentare salutistico, è diventata terra di persone fuori forma. Come è stato possibile tutto questo? Ne parliamo con il dottor Vincenzo Andrea Borriello, biologo nutrizionista.

Come si spiega questo paradosso?

L'Italia per la sua posizione geografica ha selezionato nei secoli una alimentazione "mediterranea", ricca in frutta, verdura, legumi, pesce e cereali, che ha consentito a rendere i suoi abitanti tra i più longevi del pianeta. Purtroppo, c'è stata una massiccia diffusione di abitudini alimentari scorrette, basate sullo stile di vita americano che, unite ad una comune sedentarietà, hanno portato alla situazione odierna, dove mangiamo di più di quanto riusciamo poi a smaltire, accumulando col tempo chili di troppo che vanno a gravare sulla nostra salute.

Quali sono secondo lei le possibili soluzioni a questa “deriva alimentare”?

Credo fermamente che dobbiamo educarci a mangiare bene, in maniera sana, riscoprendo prodotti tipici del nostro territorio. Non a caso, la dieta mediterranea è l'unica che si sia fregiata del prestigioso titolo Unesco di patrimonio immateriale dell'umanità, proprio perché con numerosi studi si è visto che favorisce una lunga vita e previene la comparsa di numerose malattie. Questa educazione va fatta per tutte le età e affidandosi a professionisti competenti, in grado di intervenire in situazioni fisiologiche e patologiche.

Ci può elencare quali sono queste figure?

Secondo le norme vigenti esistono tre categorie professionali in grado di elaborare un piano alimentare: il dietologo che può prescrivere farmaci ed esami; il dietista e il biologo nutrizionista, professionista autonomo che può formulare diete per persone sane e per coloro che hanno patologie diagnosticate dal medico.

Ringraziamo il dottor Borriello, il quale resta a disposizione per i nostri lettori all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

LAPILLI Logo MiBACT 250Oggi il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini ha ricevuto una delegazione degli archeologi italiani in rappresentanza di Università, professionisti e imprese, per discutere sui diversi temi che riguardano l’archeologia in Italia a seguito della riorganizzazione del Ministero. La delegazione era composta da Rita Auriemma, Salvo Barrano, Claudio Calastri, Vicenzo D’Ercole, Andrea Famiglietti, Sauro Gelichi e Laura Torsellini.

Nel corso dell’incontro sono stati trattati diversi temi, tra i quali: la riorganizzazione del ministero, l’archeologia preventiva, la formazione, la ricerca e le competenze del nuovo Istituto Centrale di Archeologia, sulle quali il Ministro ha confermato che la decisione sarà adottata dopo ampia consultazione con gli archeologi. 

Logo PAX ASSISi INTERNATIONAL.jpg 200Ci sono venti di guerra in giro e ci sono tragedie umane sui campi molli di pioggia e sui mari che ingoiano morti. E cosa accade nel mondo? Si grida che bisogna far pace, si alzano muri per evitare fastidi, si analizzano i perché di quanto accade. E i bambini seguitano ad ammalarsi e morire e tanta gente ugualmente. Io personalmente ricordo quando, a dieci anni, nel corso dell’ultima guerra mondiale, fuggivo le bombe con la mia famiglia ed avevo uno zainetto sulle spalle in cui c’era un po’ di tutto nella eventualità ci si disperdesse. Un po’ di pane e salame, un cambio, un maglioncino (era inverno come adesso e ricordo il maglioncino che mi piaceva tanto. Bianco con nidi di api in azzurro) e un po’ di soldi nascosti e un indirizzo scritto ove ritrovarci in caso di dispersione. Tutto previsto, ma i vestiti erano asciutti ed il cibo non ci mancava. Solo l’acqua ci venne a mancare per circa una settimana e bevemmo tutto un vascone di acqua putrefatta dopo averla fatta bollire e con parsimonia ne demmo ad altre famiglie non fortunate come noi finché l’ultima bottiglia cadde dalle mani di mia madre che generosamente ne stava versando un pochino per chi aveva sete. E restammo senza bere. Poi attraversammo la piazza che era terra di nessuno con i carri armati che cannoneggiavano il fabbricato dove eravamo barricati e tra le macerie dei vicoli trovammo salvezza e acqua e cioccolato e biscotti. Noi di famiglia ci disperdemmo, ma ci ritrovammo al luogo previsto (già liberato dalle truppe angloamericane) come saggiamente era stato previsto. E poi la ricostruzione della casa distrutta dove mio padre fece da manovale ed io di piccolo aiuto. Ecco tutto questo e molto di più io ricordo, fino al giorno in cui una bomba tedesca cadde sulla casa ancora intatta di amici che, affettuosamente, ci avevano dato una stanza e la condivisione della cucina. Alcuni soldati vi si erano rifugiati per evitare il bombardamento e morirono tutti sotto le macerie ed io bambino, nella camera accanto, salvato da un passante che fu in parte ricoperto di macerie e che salvò me accucciato dietro lui. Cose terribili, ma cosa sono stati quegli eventi di fronte ai profughi di oggi, senza speranza, senza patria, senza cibo, senza futuro e che noi vediamo durante i telegiornali? E pensate che io possa parlare di guerra? No certamente. Ma so di non poterne parlare con rabbia nel cuore o per motivi politici. Io ho capito una cosa soltanto che non è gridando che si tolgono le guerre, ma cambiando di mentalità. Una mentalità che non mi fa odiare nessuno in casa e fuori casa; che mi impedisce di essere infastidito da chi soffre le tragedie; che, se fossi fabbricatore di armi mi renderebbe incapace di vendere armi; che se avessi bisogno di petrolio non lo comprerei da chi crea guerre; che, se avessi mire egemoniche, sarei incapace di arricchirmi sulla pelle dei deboli … Il compito mio di Assisi Pax non è quello di gridare, ma quello di aiutare gli uomini a cambiare mentalità poiché la pace non la si costruisce su una guerra vinta o persa che sia, o evitata senza una conversione, ma su un cambiamento di mentalità che renda ogni essere umano non un nemico, ma un fratello con cui collaborare. E questo ce lo dice Gesù Cristo ed è l’unico modo serio di evitare una guerra. Dio vi benedica.

fr. GianMaria Polidoro ofm

LAPILLI pag sanità 1Napoli protagonista su Scarp de’tenis di marzo, mensile scritto e venduto daLAPILLI pag sanità 2 persone senza dimora e ad alto rischio di esclusione sociale, in strada e nelle parrocchie della diocesi di Napoli.

Nell’ultimo numero, in pagina un reportage sul Rione Sanità con in apertura l’opera del parroco Antonio Loffredo che da 15 anni, investendo nei giovani e nei tesori artistici del quartiere offre occasioni di lavoro e recupero a tanti ragazzi. Le storie di Marco, primo violino dell’Orchestra Sanitansemble, di Vittoria fotoreporter del quartiere;  i percorsi turistici del Miglio Sacro  e la tappa alla recente scoperta di un pezzo di acquedotto romano, il lavoro del regista Mario Gelardi nel Nuovo Teatro Sanità.

C’è l’intervista, ad Edoardo Bennato firmata da Andrea Pedrinelli, il racconto dello scrittore Francesco Mari e nella sezione caleidoscopio gli articoli firmati dai redattori di strada che hanno incontrato l’artista Eugenio Tibaldi.

Il giornale si può comprare anche il lunedì, martedi e mercoledì dalle 12.00 alle 13.00 presso la redazione napoletana in via Trinchera 7, zona largo Donnaregina.

Per ogni copia venduta, 1 euro del prezzo di copertina viene incassato dal venditore che realizza così un piccolo reddito.

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