Le Barbie Sirena di Eliana Lorena, in una preziosa vasca Arne di Rapsel Srl. , ha dato il via all'innovazione de “La Pescheria”.
Nell'ambito del Salone del Mobile che annualmente si svolge a Milano con un interesse internazionale è stato singolare e attraente vedere svilupparsi nel centro città, al fine di dare la possibilità a tutti di poter proseguire le giornate fieristiche anche con un dopo fiera, alcuni eventi denominati “Fuorisalone 2016”. Una Milano che al calar del sole principalmente nelle zone centrali come Via Palermo, Via Brera, Via Montenapoleone, il quartiere Garibaldi ed altre limitrofe si trasforma in un pullulare di gente d'ogni età che vuol vivere la movida gustando il sapore e l'appeal, che normalmente questa città offre, per una sera si è arricchita, uguagliandosi o addirittura superando Parigi, Londra e tante mete europee che in questo campo non temono confronti, con una serie di eventi veramente singolari e belli. Fra i tanti citiamo quello del gruppo Sebeto, marchio con storia venticinquennale, che con la presenza del suo presidente Franco Manna, della sua PR Clelia Martino ha organizzato un singolare evento denominato “Una Sirena a Brera”, su progetto di Aldo Petillo di Team Creative Strategic Design, e di Eliana Lorena, che, tra le altre, è docente alla Domus Academy, e con la collaborazione del giornalista Vincenzo Pagano, che indaga i linguaggi del food su Scatti di Gusto ed è stato direttore e coordinatore di riviste di architettura e design (Plaisir de la Maison, Ottagono, Ville&Casali, Archifood). Ad accogliere con fascino gli ospiti all’ingresso del ristorante “Anema e Cozze” in via Palermo 11, del gruppo Sebeto di cui fanno parte anche Rossopomodoro e Ham Holy Burger, con le alghe che sono tra gli ingredienti dei classici panzarotti c'era una sirena nella vasca Arne di Rapsel. Ad attrarre i mass media è intervenuta la collezione Eliana Lorena di Team Creative Strategic Design che ha presentato una nuova Barbie Sirena da lei progettata e dedicata a questo locale. Inoltre la celebre doll artist ha regalato le 20 Barbie Sirena a altrettanti giornalisti e blogger. E' così partita l'innovazione del ristorante Anema e Cozze, il cui logo è appunto una sirena, che ha presentato la sua “Pescheria” con un gran banco di pesce del golfo di Napoli che permette di scegliere il pesce da farsi cucinare e servire o da portare a casa come spesa. Chiaramente tra brindisi e le tante nuove sfizioserie che questo ristorante propone con gran creatività, che si sviluppa attraverso i prodotti d'eccellenza utilizzati e la cura dei due primari chef Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis, che il groppo Sebeto può vantare, è stato possibile per tutti assaporare i Mozzichi Mediterranei e la Pizza al nero di seppia con i frutti di mare – una delle specialità del nuovo ristorante pescheria Anema e Cozze di via Palermo – per ricordare la doverosa attenzione alla preservazione delle coste italiane. Quel che però prioritariamente attira in questo ristorante è la qualità dei prodotti, molti di produzioni proprie e controllate come per i pomodori, il freschissimo pesce che parte quasi vivo da Napoli per arrivare entro qualche ora ancor tanto fresco a Milano, le capacità creative dei sui pizzaioli e degli chef per giungere poi ai costi che, a rigor del vero, sembrano abbastanza contenuti in considerazione di quanto detto, ma ancor più per un rapporto qualità/prezzo che conquista oltre che il palato anche per la minore spesa finale di un conto che comprende un ottima accoglienza e servizio eccellente.
Giuseppe De Girolamo
ASSISI (PG), 14 APR - L'evento che vedrà coinvolti ad Assisi più di 5000 studenti provenienti da tutta Italia sarà anche l'occasione per confrontarsi e dialogare sul passato. Proprio per questo venerdì pomeriggio alle 16.00, sul sagrato della Basilica Superiore di San Francesco, si terrà l'incontro dal titolo "Il Giardino della Memoria" dove ci si confronterà su guerre, muri, ingiustizie e vittime. Per l'occasione verranno installate una stele armena, simbolo delle vittime del Genocidio Armeno del 1915, il filo spinato del muro di Berlino, simbolo di un mondo spaccato a metà, e una barca proveniente da Lampedusa, simbolo dei migranti e delle speranze nel futuro.
La giornata di silenzio e di riflessione, come si definisce il sabato che precede la domenica del voto, mai come questa volta appare forse importante ed utile. Tanta infatti è la confusione che circola nel paese per responsabilità un po’ di tutti. A cominciare dal presidente del Consiglio e segretario Pd che ha scelto l’astensione e fatto campagna elettorale per disertare le urne. Invito rivolto con fervore non solo ai militanti del suo partito ma a tutti gli elettori. La cosa ha in parte sorpreso e in parte è stata da molti giudicata di cattivo gusto intendendo vanificare esplicitamente una consultazione referendaria, definita addirittura una “bufala”, al fine di inficiare il voto per il non raggiungimento del quorum. Singolare in qualche misura la posizione del presidente Napolitano, da molti ritenuta inopportuna ed espressa chiaramente a sostegno della scelta del capo del Governo. Addirittura si è giunti a polemizzare col professore Paolo Grossi, presidente della Corte Costituzionale, che ha ricordato un principio semplice ed elementare: ”la partecipazione al voto fa parte della carta d’identità del buon cittadino”. Non un obbligo naturalmente, ma una testimonianza morale e civile di partecipazione alla vita democratica della comunità di cui si è parte. Sono queste del resto le evidenti ragioni del voto del capo dello Stato, che si è naturalmente guardato dal dichiarare la sua scelta a favore di questa o quella posizione. Implicitamente, è chiaro che ogni scelta resta legittima e affidata alla libera valutazione dell’elettore, ma recarsi al seggio ha comunque il valore di una consapevolezza civile e del riconoscimento dell’importanza della condivisione su questioni che riguardano tutta la società. Specie in una stagione ormai lunga in cui l’astensione elettorale è crescente, segno preoccupante di un distacco, se non contrarietà, verso la politica e le istituzioni.
Ogni giorno milioni di italiani consumano almeno una porzione di latte e suoi derivati e la cucina italiana ha saputo utilizzare questi alimenti per produrre piatti prelibati e famosi in tutti il mondo. Basti pensare alla iconica pizza margherita, che prevede la mozzarella, assieme a pomodoro e basilico per comporre il nostro tricolore ormai presente nelle tavole di tutto il mondo. D’altro canto, si leggono notizie sempre più allarmanti circa i presunti effetti negativi del latte: osteoporosi, aumentato rischio di cancro e così via. Allora il latte è “amico” o “nemico” della nostra salute? E’ bene fare chiarezza, senza farci prendere dagli allarmismi. Una meta-analisi, ovvero un elaborato che comprende l’analisi di numerosi studi presenti nella letteratura scientifica, condotta da due scienziati italiani e pubblicata nel 2014 sulla rivista internazionale “Advances in Nutrition” ha chiarito alcuni aspetti fondamentali: il latte e i suoi derivati sono alimenti proposti per tutte le fasi della vita, specialmente durante l’infanzia e l’adolescenza, grazie al loro contenuto di calcio, fosforo, proteine e altri micro-nutrienti importanti a promuovere lo sviluppo scheletrico, muscolare e neurologico. Nonostante la buona quota di acidi grassi saturi presenti nel latte, al momento la maggioranza degli studi in letteratura evidenzia che il consumo di latte e suoi derivati non incrementa il rischio di comparsa di malattie cardiovascolari o l’incidenza di alcune forme di cancro. Infatti, più di quaranta studi hanno mostrato che non c’è alcuna associazione tra consumo di questi alimenti e aumentato rischio di cancro al polmone, alla mammella o alle ovaie. Per quanto riguarda la temuta osteoporosi, gli studi concordano nell’affermare che una buona dose di calcio sia fondamentale per costituire le ossa, specialmente nel periodo di picco di formazione del tessuto durante l’adolescenza, ma uno studio americano condotto su quasi 40.000 persone ha mostrato che non c’era un maggior rischio di fratture in chi consumava meno di un bicchiere di latte al giorno. Probabilmente perché queste persone optavano anche per altre fonti di calcio, seppur più modeste. La questione rimane aperta. In conclusione il latte e i suoi derivati possono essere tranquillamente assunti in un regime alimentare equilibrato, in circa una-due porzioni al giorno, mentre bisogna fare attenzione per quei casi in cui l’alimento diventa sicuramente un “nemico”, per i sintomi più o meno fastidiosi e più o meno significativi la cui assunzione può comportare:allergia alle latto-proteine e intolleranza allo zucchero lattosio.
Sabato 9 aprile si è conclusa, con l’intervento del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, la seconda edizione degli Stati Generali del Turismo - Visioni e strategie di sostenibilità per il nuovo Piano nazionale del turismo - nella suggestiva sede del Museo Ferroviario della Fondazione FS di Pietrarsa (NA). I lavori, introdotti dal Ministro Franceschini e dagli interventi del Presidente della Fondazione delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, e dell’amministratore delegato FS, Renato Mazzoncini, si sono aperti giovedì 7 aprile alle ore 15.00 con più di venti tavoli di discussione, 26 relatori e 400 partecipanti che si sono alternati per cinque diverse sessioni nel corso dei tre giorni.
Su iniziativa del dirigente del Commissariato Esposizione (EUR) della questura di Roma, vice questore Francesco Zerilli, si è svolta una lezione-dibattito, tenuta da Raffaele Lauro agli studenti maturandi del Liceo Classico Statale “Francesco Vivona” di Roma, sul tema, “La piaga sociale del gioco d’azzardo, una minaccia per le famiglie e per le giovani generazioni. Le gravi responsabilità della politica”. La manifestazione interistituzionale, organizzata nell’ambito del progetto “Scuole Sicure” del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, d’intesa con la dirigenza del Liceo, è stata introdotta dalla preside, Daniela Benincasa, e dall’ispettore superiore della Polizia di Stato, Anna Maria Astarita. Il vice questore Zerilli ha illustrato il profilo istituzionale del relatore, già prefetto della Repubblica, capo di gabinetto del Ministero dell’Interno e commissario straordinario del governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, sottolineando come il gioco d’azzardo abbia una valenza criminogena “in quanto, oltre ad attirare gli interessi della criminalità organizzata, genera altri reati: usura, spaccio degli stupefacenti, racket, riciclaggio di danaro sporco, sequestri di persona, rapine, borseggio e corruzione. L’intorno criminale del gioco d’azzardo investe anche la sicurezza fisica della vita quotidiana dei cittadini, nei quartieri e nelle periferie urbane, anche di Roma”. L’interessante dibattito con gli studenti è stato introdotto da un’appassionata requisitoria di Lauro, il quale ha messo in guardia i giovani dai rischi derivanti dal gioco patologico “che sta portando alla rovina centinaia di migliaia di famiglie italiane, nell’indifferenza della classe politica, la quale, per inettitudine e colpevole collusione, ha lasciato proliferare un mostro, che sta divorando i redditi delle classi sociali meno abbienti e sta corrompendo le nuove generazioni”. Lauro ha chiesto al governo e al parlamento una indifferibile e urgente
riforma organica del settore dei giochi, fondata su alcuni capisaldi: tutela assoluta dei minori; abolizione della pubblicità sul gioco d’azzardo, su tutti i media; abolizione dei giochi d’azzardo, a vincita istantanea; responsabilità civile dei titolari delle sale giochi, rispetto alle famiglie dei malati di gioco patologico; riduzione del numero delle slot machine, in circolazione, da 400.000 a 80.000, come nella media europea; trasparenza antimafia della proprietà delle società concessionarie e della titolarità delle sale giochi; campagna promozionale di prevenzione su tutti i media e nelle strutture scolastiche, a livello nazionale. Il tour contro il gioco d’azzardo di Raffaele Lauro, dopo le tappe di Sorrento, di Roma e in Puglia, proseguirà con l’appuntamento di Capri, sabato 28 maggio 2016, con gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Istruzione Secondaria Superiore Statale dell’Isola di Capri “Axel Munthe”, diretto dalla professoressa Letizia Testa.