Cronaca

LAPILLI gabriele frascaUn laboratorio permanente di attività con l’obiettivo di mettere in contatto la Napoli di fuori con la Napoli di dentro in un dialogo costruttivo e di crescita reciproca. E' questa l'idea lanciata dalla Fondazione Premio Napoli in collaborazione con il portale NapoliClick, progetto editoriale del gruppo di imprese sociali Gesco, attraverso l'iniziativa “Napoli Dentro&Fuori”: una rassegna di incontri e laboratori nei penitenziari di Poggioreale e Secondigliano, promossa da gennaio a maggio 2016, con l’obiettivo di coltivare il pensiero critico e stimolare la creatività delle persone recluse.

Il progetto ha coinvolto alcune delle testimonianze di cittadinanza attiva più belle di Napoli che hanno accettato di organizzare programmi pensati per stimolare il coinvolgimento dei detenuti, in un'ottica di crescita personale  e indirizzati alla formazione umana e culturale. Un laboratorio sperimentale collettivo aperto che rappresenta un’innovazione nel sistema penitenziario e che vuole mostrare la sensibilità non solo di chi offre i propri servizi e le proprie competenze ma anche degli istituti che a loro volta promuovono buone prassi volte all’integrazione con il territorio e con tutta la comunità civile. «Attraverso queste attività riusciamo a portare ai nostri detenuti delle opportunità che spesso gli sono negate sia dentro che fuori i penitenziari. Riuscire a fare leva su attività di volontariato come quelle coinvolte in “Napoli Dentro&Fuori” è una cosa che fa bene a chi le fa e chi le riceve ma avere dei programmi a lungo termine è ben altra cosa ecco perché  chiediamo alle istituzioni di affiancarci in questi percorsi» - dichiara Liberato Guerriero, direttore del carcere di Secondigliano. Presente alla conferenza stampa anche Anna Farina responsabile delle attività culturali del carcere di Poggioreale che ha spiegato «Nel momento in cui entrano in contatto con la cultura molti dei nostri detenuti rimangono talmente avvinti che ritrovano emozioni, sentimenti, pezzi di storia che sono pezzi di vita in cui si riflettono in cui trovano a volte delle risposte. Non facciamo altro che offrire un po' di conoscenza facendo in modo di strutturare il loro tempo in modo positivo»

Riprende l’appello di Guerriero, invece, Gabriele Frasca presidente della Fondazione Premio Napoli «L’arte è una cosa che si dona siamo dunque contenti di fare questo dono alla città di Napoli ma oggi siamo qui per dichiarare apertamente la necessità d’intervento da parte delle istituzioni comunali e regionali per far sì che questa iniziativa vada avanti. La sfida è trasformare queste attività in permanenti e di essere affiancati da qualcuno che le renda programmazione consueta all’interno dei penitenziari»

Gli incontri attraversano le discipline più varie: con l'associazione “A Voce Alta”, diretta da Marinella Pomarici si stanno svolgendo due laboratori uno di lettura di testi e l'altro di lettura espressiva a cura di Marcella Vitiello, «Siamo seguiti da un gruppo di venti persone, all'inizio è stato difficile carpire i gusti e gli interessi; oggi possiamo affermare che sono tutti colpiti da racconti di storie vere per cui dirottiamo sui loro gusti ciascun appuntamento», racconta la Pomarici.

Proseguirà fino a maggio il corso di narrazione promosso da NapoliClick, ora sotto la guida di Raffaella R. Ferrè per la scrittura autobiografica cui in primavera subentreranno Alessandra del Giudice e Giovanni Salzano per quella giornalistica e sui social. L’obiettivo è scoprire le varie forme di narrazione a partire dal racconto di sé e delle parti nascoste e poco conosciute della propria personalità: una sorta di autoanalisi, «perché per dire agli altri bisogna necessariamente “dirsi”» come afferma la Ferrè. E continua «Rendere un posto virtuale come NapoliClick qualcosa di concreto e tangibile è un’opportunità prima di tutto per noi».

Un gruppo di poeti e di dottori di ricerca dell’università Federico II e dell’Orientale, tra cui il poeta Ferdinando Tricarico, sta realizzando invece a Secondigliano un laboratorio di poesia «Questa, che è una meravigliosa opportunità sia per noi studiosi che ci misuriamo con la realtà sia per i nostri interlocutori, si può trasformare in una condanna. Stiamo offrendo alla città un servizio di civiltà ma è necessario che si rendano istituzionali queti percorsi», spiega Tricarico. A fine percorso sarà pubblicata da “Ad Est dell'Equatore” una raccolta dei testi prodotti dai “poeti di Secondigliano”.

Una rassegna cinematografica, a cura di Arci Movie, è in programma sia a Secondigliano che a Poggioreale, da febbraio a maggio, con la proiezione di film di Roberto Faenza e Stefano Incerti «La partecipazione, circa un centinaio di detenuti, è sempre stata attenta, nel corso degli appuntamenti le osservazioni, le domande, le curiosità ci hanno sorpresi, il dibattito a volte si è fatto emozionante e coinvolgente» racconta Imma Colonna presidente del consiglio direttivo di Arci Movie.

La Fondazione Premio Napoli organizzerà, inoltre, anche degli incontri mensili con alcuni scrittori sia a Secondigliano che a Poggioreale che saranno pungolati da Piero Sorrentino sulle “ragioni del romanzo”. Infine in entrambi i penitenziari il filosofo Gennaro Carillo affronterà la figura di Socrate, una figura molto simpatica ai detenuti probabilmente perchè uno di loro, e il suo rapporto con il concetto di legge, «Il tentativo – spiega il prof. Carillo - è quello di una drammatizzazione che veda Socrate conteso tra due prospettive opposte oggetto di discussione tra i partecipanti dell'esperimento».

LAPILLI Gentileschi Artemisia Judith Beheading Holofernes NaplesQuesto martedì, 8 marzo, i musei statali sono stati gratuiti per tutte le donne. Lo ha deciso il ministro Dario Franceschini, per celebrare così la festa della donna. Iniziativa interessante, soprattutto se colleghiamo il mondo femminile con il mondo dell'arte, dei quadri e delle statue. Sarebbe quasi impensabile l'arte senza la figura femminile, che essa sia la Venere profana e nuda o la misericordiosa Madonna. Ma anche regine, principesse, popolane, prostitute, tantissime donne, tutte diverse tra loro. L'arte, nel corso dei secoli, non ha mai abbandonato la Musa, e ogni artista riesce a cogliere un aspetto nuovo, straordinario, di queste donne, aspetti che nessun altro aveva visto o considerato.

Ma il mondo femminile non è solo bellezza. Ancora oggi la parità dei sessi sembra più un'illusione, che una conquista. I diritti per cui le donne hanno tanto combattuto e che sono riuscite ad ottenere nel corso della storia sono ancora solo una piccola parte di una completa parità. Ancora oggi le donne sono vittime di stereotipi, pregiudizi, imposizioni e convenzioni sociali. Giusto per fare un esempio, una donna non madre, o senza istinto materno, viene considerata quasi un essere strano, malformato, disfunzionale. Una donna viene giudicata per il suo lavoro, per le sue scelte, per il suo abbigliamento, per la sua vita sessuale, e tutti questi ambiti possono, agli occhi della società, stabilire il valore di una donna.

Andare dal notaio per fargli valutare un oggetto qualunque per destinarlo all'asta e venderlo al miglior offerente non sarebbe troppo diverso.

Purtroppo tra i portavoci di questo pensiero maschilista dominante ci sono tante donne che si aggiungono ai cori che, dopo l'ennesima notizia di aggressione e violenza sessuale, chiedono: "com'era vestita la ragazza?"

La ragazza. Nemmeno il diritto di essere considerata vittima. Donne che vengono prima violentate e poi derise e umiliate da tutti gli altri. L'altrui colpa diventa motivo di vergogna e la vittima non è più una vittima, bensì una specie di complice quando si usano frasi quali "se l'è cercata".

C'è una mano d'artista che ben comprende l'orrore, la violenza, le difficoltà e i pregiudizi. Mi riferisco adLAPILLI tumblr marhekfzcu1rq5o2oo1 1280 Artemisia Gentileschi, pittrice seicentesca che portò lo stile della scuola di Caravaggio a Napoli. Si formò nella bottega del padre Orazio, a Roma, distinguendosi dagli altri fratelli per talento. Questa fanciulla crebbe nel fermento artistico della Roma di inizio '600, quando ogni donna era esclusa dal mondo lavorativo, e il suo unico ruolo sociale dipendeva dal suo status familiare. Il padre, oltre ad offrirle i mezzi per coltivare questo talento, si impegnò a promuovere l'attività della figlia quando ella compì la sua prima opera "Susanna e i vecchioni", quando Artemisia aveva solo diciassette anni. Quest'opera è significativa, perché sembra mostrare in Susanna il difficile rapporto che Artemisia aveva con il padre e con il pittore Agostino Tassi, due uomini così ingombranti nella sua vita di donna. Nei due vecchioni vediamo il padre che, stando alla confessione di Tassi, la trattava quasi come una moglie, e lo stesso Tassi, il maestro che doveva iniziarla allo studio della prospettiva, che nel maggio del 1611 la stuprò. Tale violenza non poteva essere accomodata con un matrimonio riparatore (sembra assurdo, ma il matrimonio riparatore è stato abolito solo nel 1981, sedici anni dopo la violenza subita da Franca Viola) perché Tassi era già sposato. Della violenza su Artemisia è rimasta un'esauriente testimonianza documentale sul processo che seguì.

Non ci stupisce sapere che Tassi ebbe solo una condanna lieve, ma dopotutto dopo quattrocento anni le cose non sembrano essere cambiate.

Per ridare onore e rispettabilità alla figlia, Orazio riuscì a combinare un matrimonio tra lei e un artista fiorentino, Pierantonio Stiattesi. Artemisia dovette seguirlo a Firenze, lontana da Roma, lontana dalla gente che conosceva il "peccato" di cui si era macchiata.

Di questo orrore non resta che un dipinto, "Giuditta che decapita Oloferne". È chiara l'ispirazione al dipinto di Caravaggio, ma in questo dipinto si legge la rielaborazione di un dolore, di un'atrocità. Giuditta spinge con tutte le sue forze la spada nel collo di Oloferne, tenendolo per i capelli: la tela, risalente al 1613 circa, subito dopo il processo, vuole essere un tentativo di rivalsa della donna contro il suo stupratore, la vendetta per la violenza subita dalla quale il padre non l'aveva protetta e per la quale non era stata tutelata. Tassi non sarà mai punito per quello che le ha fatto, ma ogni volta che qualcuno al museo di Capodimonte si ferma, sconvolto e meravigliato, davanti a "Giuditta che decapita Oloferne", Artemisia mozza la testa al suo stupratore e diventa l'eroina della storia.

Ci sono ancora tante vittime che l'Italia non considererà tali, che la società continuerà a denigrare e a colpevolizzare, tante donne che non diventeranno mai Giuditta, ma che resteranno nell'ombra ad aspettare che i lividi e i tagli guariscano da soli.

Questa giornata deve servire a ricordarci di loro, a celebrare la donna in quanto essere umano, simile e pari all'uomo, per fermare il numero orrendamente crescente di queste vittime innocenti, per porre fine a questa strage di agnelli.

Michela Oliviero

L’assemblea dei delegati ha eletto anche due vice presidenti: Antonello Riccelli, giornalista televisivo dell’UCSI Toscana, e di Donatella Trotta, giornalista del «Mattino».

LAPILLI Foto Deleg. campania e PresidentiNovità “al femminile” nell’Unione Stampa Cattolica italiana (UCSI), che si è riunita per quattro giorni a Matera per il XIX Congresso per il rinnovo delle cariche associative e per un confronto a largo raggio sulle sfide del giornalismo al tempo di papa Francesco. Al termine dei lavori, l’assemblea dei delegati ha eletto nuova presidente dell’UCSI la giornalista Vania De Luca, vaticanista di Rainews24 e prima donna con tale carica in quasi 60 anni di storia dell’associazione. De Luca succede ad Andrea Melodia che ha completato, come da statuto, due mandati consecutivi. Ulteriore novità, l’elezione di due vice presidenti, rappresentativi del Nord e del Sud Italia, anch’essi eletti a larga maggioranza dall’assemblea dei delegati: si tratta di Antonello Riccelli, giornalista televisivo dell’UCSI Toscana, e di Donatella Trotta, giornalista del «Mattino» di Napoli e past president per due mandati consecutivi dell’UCSI Campania: anche lei è la prima vice presidente donna nella storia dell’UCSI.

Il consiglio nazionale, su proposta della neopresidente De Luca, riunitosi a Matera, ha quindi eletto segretario nazionale Maurizio Di Schino dell’Ucsi Lazio e tesoriere Alberto Lazzarini dell’Emilia Romagna. Sono stati eletti anche due membri della giunta esecutiva: Alessandro Zorco della Sardegna e Giuseppe Cappulli della Lombardia. L’assemblea ha inoltre eletto il collegio dei garanti (Salvatore Catanese, Mauro Banchini e Maria Maddalena Cossu) e i revisori dei conti: Renato Pinnisi (presidente), Roberto Zalambani, Giovanni Dainese, Paola Springhetti e Luca Costamagna.

Il presidente Giuseppe Blasi: “Guardare al futuro ben ancorati ai nostri valori”.

LAPILLI direttivo ucsi 26 2 16“Consolidare le attività e la presenza dell’Ucsi con iniziative pubbliche qualificate  di alto valore concreto e simbolico, accettando le sfide del futuro ben ancorati ai nostri valori”. Questo il mandato di Giuseppe Blasi, riconfermato presidente dell’Ucsi Campania che ha tracciato il programma 2016 -2019.

La Giunta Esecutiva composta da Elena Scarici e Guido Pocobelli Ragosta (vicepresidenti), don Tonino Palmese (assistente spirituale), Francesco Manca (segretario), Rosanna Borzillo (tesoriera), Laura Guerra (informazione e comunicazione), Carlo Lettieri (rapporti con le diocesi), Marco Perillo (giovani) lo affiancherà organizzando una serie di appuntamenti, a partire dal Premio “Napoli Città di Pace” curato dalla past president Donatella Trotta, in programma il prossimo 13 aprile all’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa.

Per condividere con una vasta platea di ragazzi i valori cattolici, insieme all’Ordine dei Giornalisti verranno organizzate e promosse, nelle scuole, giornate formative per gli operatori dell’informazione.

In occasione del 60 anni dell’Ucsi, sarà organizzata una sezione di approfondimento dedicata all’informazione cattolica attiva sul web, che completerà la mostra “Due secoli di stampa cattolica in Campania” esposta per tutto il mese di marzo all’Emeroteca Tucci.

Nelle cinque città capoluogo sarà riproposta in collaborazione con gli istituti alberghieri la giornata di solidarietà “Dar da mangiare”.

Franceschini: dai legami del passato un forte impegno sul futuro

LAPILLI Logo MiBACT 250Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini ha incontrato oggi a Buenos Aires il Ministro della Cultura della Repubblica Argentina, Pablo Avelluto. Nel corso del cordiale colloquio i due ministri hanno ribadito gli storici legami di amicizia tra i due Paesi e sottolineato il ruolo della cultura come veicolo di dialogo tra le nazioni. In questo contesto, i ministri Franceschini e Avelluto hanno convenuto di lavorare congiuntamente per rafforzare le relazioni culturali. Il ministro Avelluto ha mostrato particolare interesse al processo di riforme in atto in Italia nei settori culturali, dai musei all'organizzazione ministeriale, al cinema. In particolare, i due ministri si sono accordati sullo sviluppo, nei prossimi anni, delle seguenti linee d’azione:

- cooperazione in campo musicale, favorendo lo scambio di direttori d’orchestra, solisti e musicisti;

- cooperazione per favorire programmi di residenza di artisti;

- cooperazione in ambito cinematografico e audiovisivo con iniziative per lo scambio di conoscenze in materia di restauro e conservazione di contenuti audiovisivi, di fondi per lo sviluppo di progetti audiovisivi, la realizzazione di giornate di mercato tra distributori, produttori e imprese di post produzione italiane e argentine e la partecipazione di entrambi i Paesi ai principali rispettivi festival cinematografici;

- cooperazione nelle arti visive attraverso la realizzazione congiunta di mostre;

- cooperazione in campo archivistico e bibliotecario con lo scambio annuale di archivisti, bibliotecari e specialisti del settore e la traduzione, edizione e coedizione di opere letterarie;

- scambio di buone pratiche nel contrasto al traffico illecito del patrimonio culturale, nella definizione di piani di emergenza per la tutela di beni culturali in caso di catastrofi, nella realizzazione di piani di gestione dei siti patrimonio mondiale dell’umanità;

- realizzazione di corsi e master class per artisti, produttori, manager culturali nelle diverse discipline artistiche.

“Italia e Argentina – ha dichiarato il Ministro Franceschini – condividono una storia comune, fatta dei milioni di italiani che negli ultimi due secoli sono emigrati in questo importante Paese sud americano. Un legame forte che è nostro dovere alimentare attraverso una più efficace politica di collaborazione culturale, attraverso uno scambio costante che deve andare oltre le ordinarie attività. Gli italiani, specialmente i giovani, hanno una grande voglia di conoscere l'Argentina e scoprirne la cultura. Con il ministro Avelluto - ha concluso Franceschini - abbiamo condiviso la necessità di trasformare questi forti legami del passato in un grande investimento sul futuro con grande attenzione alle industrie culturali creative".

Una kermesse dedicata ai valori autentici dell’enogastronomia

LAPILLI Tenuta Pepe2016 FURIA IMG 1467Decretato il successo per la 5° edizione del Concorso Nazionale Enogastronomico "Gran Premio - Cavalier Pepe" che annualmente, l’importante realtà imprenditoriale che l’Irpinia possiede a Sant’Angelo all’Esca - Avellino, realizza con gran partecipazione ed interesse degli istituti alberghieri di tutta Italia, attraverso una competizione da lei indetta. Con tema "Vino... Fantasia, colori, profumi e sapori dell'Irpinia”, come affermato dalla produttrice Milena Pepe: “Il concorso si è dimostrato molto interessante ed in alcuni casi emozionante, perchè si vedeva la professionalità, ma anche la tensione dei ragazzi nel voler dare il meglio in un'esperienza che è come un esame, ma allo stesso tempo un esame di vita. Il livello di preparazione dei ragazzi a detta dei giurati in particolare del presidente di giuria Francesco Continisio, presidente Scuola Europea Sommelier, che ha seguito il concorso fin dall'inizio è stato alto, soprattutto ha visto una crescita negli alunni che si occupano di sala, spesso oscurati dalla figura della cucina (chef). Milena Pepe, ha espresso la sua gratitudine ai giurati e a tutte le scuole, sottolineando l'impegno della tenuta alla crescita e alla volontà perchè questo concorso sia sempre di più un punto di riferimento per le giovani promesse. Quest'anno, per esempio, ha puntato molto su la divulgazione sui social, da facebook a twitter utilizzando professionisti della comunicazione giovanile. Anche questo è un modo per spronare e sostenere i giovani con il loro linguaggio. Il concorso intende mettere in contatto, in modo professionale e stimolante, giovani e promettenti allievi delle scuole nazionali, con la realtà vinicola e gastronomica della verde Irpinia. Un modo per invogliare i ragazzi con uno studio più attivo e nello stesso tempo per dare loro la possibilità di conoscere dal vivo uno dei territori italiani più importanti per la viticoltura. Ogni anno è sempre un incontro ricco di esperienze ed emozioni da ambo le parti, un momento al quale tiene molto mio padre Angelo Pepe, il vero promotore della kermesse, che dalla prima edizione ha intravisto l’aspetto filantropico e motivazionale per giovani aspiranti chef, che di qui a pochi anni saranno le nuove leve e i paladini dei piatti e dei vini italiani nel mondo”. Quest’anno, ospitata dal ristorante “La Collina”, della stessa azienda produttrice di noti i grandi vini, la gara enogastronomica che prevedeva l’elaborazione di un piatto e l’abbinamento dei vini della Tenuta Cavalier Pepe: “Opera Mia” Taurasi Docg, “Refiano” Fiano di Avellino docg, ”Oro Spumante” e “Oro Rosè” vino spumante di qualità, “Cerry Merry” antica ricetta di vino aglianico aromatizzato, “La loggia del Cavaliere” Taurasi DOCG riserva, “Santo Stefano” Campi Taurasini DOC, “Sanserino” Irpinia rosso DOC, “Terra del Varo” Irpinia Aglianico DOC, “Brancato” Fiano di Avellino DOCG Riserva, “Nestor” Greco di Tufo DOCG, “Bianco di Bellona” Coda di Volpe DOC, e “Rosato del Varo” Irpinia Rosato DOC, per una ampia potenzialità di gusti e risultato finale, è stata vinta dalla scuola Filippo De Cecco di Pescara. Gli alunni: Gianluca Di Credico (sala), Alessandro Di Stefano (cucina) accompagnati dal professore Amedeo Prognoli, hanno presentato “Trilogia di mare” – Secondo - Piatto Tipico Regionale abbinato al Brancato- Fiano di Avellino DOCG della Tenuta Cavalier Pepe, realizzando a parere dei giudici, il miglior abbinamento vino-pietanza. A giudicare i concorrenti è stata preposta una qualificata giuria di esperti composta da: Francesco Continisio, presidente Scuola Europea Sommelier, Giuseppe Di Chello, Chef e Direttore La Tour D'argent e Villa Turrita, Michelina Fischetti, Chef Oasis - Sapori antichi Vallesaccarda - stella Michelin, l'unica donna in giuria, Enzo Falco, Giornalista ed esperto enogastronomico e Mario Lodato, Chef ristorante Sorso 23 di Lancusi, che ha valutato i piatti, dalla preparazione alla presentazione dei tipici regionali e dei piatti rosa, proposti come novità dell’anno in prossimità della festa della donna. L’interessante giornata, dedicata all’ambito “Gran Premio Cavalier Pepe” per il miglior abbinamento vino-pietanza, si è conclusa con la consegna del trofeo da parte di Milena Pepe e della giuria, ai vincitori: la squadra di Pescara (il docente accompagnatore e i due allievi partecipanti), che hanno, con il loro impegno e professionalità, conquistato una ospitalità come stagisti nello Stand della Tenuta Cavalier Pepe) al Vinitaly 2016 dal 10 al 13 aprile 2016.

A scendere in competizione sono giunti, nella Tenuta Cavalier Pepe, gli istituti: Luigi Einaudi di Foggia, I.I.S Einstein-Nebbia di Loreto, I.I.S. Enzo Ferrari di Battipaglia, I.I.S.S. Luigi Einaudi di Canosa di Puglia, I.P.S.A.R. R. Drengot di Aversa,  I.P.S.E.O.A. G. De Gruttola di Vallesaccarda, I.P.S.E.O.A. Tor Carbone di Roma, I.P.S.S.A.R. F. De Cecco di Pescara, I.I.S.S. V. Domizia Lucilla di Roma, I.P.S.A.R. Le Streghe di Benevento, I.P.S.S.A.R. Paolo Borsellino di Palermo, e l’I.I.S.S- di Palazzolo Acreide.

Giuseppe De Girolamo

Foto Dalla e LauroLa giornata celebrativa, dedicata, anche quest’anno, dall’Amministrazione Comunale di Sorrento a Lucio Dalla, nel quarto anniversario della scomparsa (1 marzo 2012/1 marzo 2016), iniziata con l’intervista su Rai Uno allo scrittore sorrentino Raffaele Lauro, è stata coronata da uno straordinario successo, dimostrando la felice intuizione del sindaco, Giuseppe Cuomo, dell’assessore agli Eventi, Mario Gargiulo, e dell’assessore alla Cultura, Maria Teresa De Angelis. Nella conferenza stampa della mattina, Cuomo ha ribadito la gratitudine a Raffaele Lauro, il quale, con i suoi tre libri su Dalla, ha consentito di approfondire, anche post mortem, il cinquantennale legame di amicizia con Sorrento del cittadino onorario Dalla e di rinnovare i sentimenti di riconoscenza dell’intera comunità nei confronti dell’autore di “Caruso”, canzone divenuta un inno della sorrentinità nel mondo. Di altissimo profilo spirituale e culturale, gli interventi dei relatori alla presentazione pomeridiana, nella Sala Consiliare del Palazzo Municipale, del quaderno di viaggio, “Lucio Dalla e Sorrento Tour - Le tappe, le immagini e le testimonianze”, di fronte ad una folla di autorità, di sorrentini e di estimatori del grande artista, venuti da Roma, da Castellammare di Stabia, da Pompei, da Napoli e, financo, da Potenza. Particolarmente significativi i contributi di riflessione, sul rapporto Dalla e Sorrento e sulla ricca personalità del cantautore, di Francesco Alfano, arcivescovo di Castellammare-Sorrento, del sindaco Cuomo, dell’assessore De Angelis, e dei giornalisti, Antonino Pane, Antonino Siniscalchi, Antonio Manzo e del decano dei giornalisti campani, Ermanno Corsi. Commozione e reiterati applausi al giovanissimo musicista, Riccardo Fiodo, studente del Liceo Scientifico Statale “Gaetano Salvemini”, che, con il suo sax, ha eseguito il capolavoro di Dalla, “Caruso”. Lauro ha concluso la presentazione, ringraziando il sindaco Cuomo, l’Amministrazione Comunale e tutti i presenti, per la massiccia partecipazione, e annunciando la conclusione del suo percorso dalliano, con le manifestazioni di Sorrento, di Manfredonia, il 18 marzo, per iniziativa del sindaco, Angelo Riccardi, e, infine, di Massa Lubrense, il 28 maggio 2016, per iniziativa dell’Amministrazione Comunale. Il degno suggello di una splendida giornata celebrativa, che avrebbe entusiasmato anche Lucio Dalla, è stato il concerto-omaggio a Dalla, della band musicale “The Sputos” di Macerata, seguito, in serata, al Teatro Tasso di Sorrento. La band, diretta dal maestro Giuliano Cardella, con le sue perfette orchestrazioni, accompagnate dalla potente voce di Marco Virgili, ha rinnovato, nei sorrentini presenti, le emozioni delle più belle canzoni di Dalla, a partire dal capolavoro, “Caruso”. Dalliana anche la finalità del concerto, per beneficenza, destinata alla Caritas diocesana.

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LAPILLI Foto Nuccio Fava“Questa sera sono felice” ed era euforico Aziz, il mio caro amico iraniano che mi chiamava da Berlino. Fa l’architetto in uno studio di progettazione insieme a colleghi che provengono da tanti paesi e da tanti percorsi di vita differenti. Era entusiasta Aziz per il voto iraniano, una chiara vittoria del presidente Rouhani e della sua politica di apertura riformatrice. Era anche un po’ sorpreso per un risultato così positivo non solo a Teheran ma anche in provincia e nelle campagne. “Finirà che dopo cinquant’anni di esilio, potrò decidere di tornare in Iran: l’emozione è davvero grande”. Il mio amico Aziz è stato un vero giramondo. Dopo Roma, Lisbona, poi il sud Africa di Mandela e la Polonia, Berlino dove si è sposato con una ragazza svedese. Noi c’eravamo conosciuti all’università negli anni ’60 nell’ultima fase della dittatura dello scià, poco prima del ritorno trionfale di Khomeini e i successivi anni di violenza, integralismo e regime poliziesco. La solitudine, la condizione di esule sono state interrotte; solo oggi superati i settant’anni il mio amico Aziz si sente felice e mi dice che forse tornerà dove è nato. E’ bello più di tanti analisi e commenti avere conferma attraverso una telefonata personale che il voto degli iraniani ha aperto una fase davvero nuova e prospettive di ulteriori sviluppi, non solo di scambi commerciali, in una regione strategicamente decisiva per gli equilibri pacifici in quella parte tormentata del mondo. E’ stato merito soprattutto del presidente Obama avere creduto in questa opportunità e averla voluta sino in fondo.

 Nonostante l’opposizione dura di Israele e del congresso, i timori di una opinione pubblica preoccupata. Ma un vero leader sa dominare le emozioni, illustrare con pazienza e chiarezza le ragioni della sua politica e dei rischi possibili, senza rinunciare però alle ragioni di fondo del suo progetto. Così da ultimo è stato per la decisione ribadita di chiudere la vergogna di Guantanamo e di programmare la visita a Cuba per incontrare Castro, dopo tanti anni di tensione pericolosa e di incomprensione profonda. Ci appaiono però ancora più modeste e inquietanti le biografie e i programmi dei candidati in lizza nelle primarie per la Casa Bianca. Trump, il magnate repubblicano ormai quasi favorito, si esprime in modo aggressivo, talvolta ripugnante. Dopo il volgare attacco a papa Francesco sfoggia una citazione di Mussolini da fare rizzare i capelli, e chissà quante altre uscite infelici collezionerà da qui alla conclusione delle primarie. La Clinton ha la sua carta migliore nell’essere donna, la prima possibile presidentessa alla Casa Bianca, anche se costantemente sotto l’ala protettrice del marito Bill. Da segretario di Stato di Obama non ha brillato, non ha capito molto di quanto accadeva in Libia, dalla fine tragica del regime di Gheddafi alla successiva morte in un attentato dell’ambasciatore americano. Non sono neppure pagine esemplari le vicende connesse al possibile uso privato di informazioni riservatissime riguardanti la sicurezza, né certi aspetti della vita famigliare relative agli alti compensi anche alla figlia per conferenze e interventi richiesti da associazioni, università e fondazioni varie. Nessuna ombra del genere ha mai sfiorato Obama e la sua famiglia e anche per questo la sua presidenza sarà ricordata e la rimpiangeremo.

(29 febbraio 2016)

Nuccio Fava

LAPILLI STEMMA Basilica Assisi 100"Complimenti Maestro per l'Oscar la sua musica e la sua semplicità incantano" ha dichiarato il direttore della sala stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato. "Ricordiamo ancora le emozioni che ci fece provare ad Assisi quando diresse l'orchestra nella Basilica di San Francesco e quando definì il poverello di Assisi 'il più importante Santo Italiano che merita tutta la nostra ammirazione per la sua modestia e per il suo sacrificio'. Rivolto ai giovani il Maestro li invitò anche a leggere un libro sulla vita del Santo". "Ennio Morricone - continua padre Fortunato - ci rivelò in una intervista per il nostro sito sanfrancesco.org che le musiche più appropriate per raccontare la vita, la testimonianza e la storia di San Francesco sono quelle del film Mission con doppio coro e 200 persone che suonano e cantano. Sono certo - conclude il francescano - che l'arte e la musica ci aiuteranno a passare dall'amore di sé all'amore per il bello, dalla filoautia alla filocalia".  

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