Cronaca

LAPILLI Foto Nuccio FavaOrrendo l’assassinio al Cairo di Giulio Regeni, giovane ricercatore friulano, orrendo il modo con sevizie, torture e mistificazioni per sviare ogni possibilità di accertamento sulla morte. Sdegno e dolore sono scattati con risonanza molto vasta. Mi ha colpito il lutto e il dolore mormorato con una nenia dolente, come accade ancora in tanti paesi del sud, da una donna vestita di nero, mescolata ad una lunga processione di fedeli di Padre Pio in transito sul ponte sant’Angelo per raggiungere la basilica di san Pietro. La donna pronunciava sottovoce il nome del giovane assassinato in Egitto: chiedeva protezione e aiuto al santo così venerato, a favore dei genitori e degli amici. Altri pellegrini si univano alla preghiera , senza che nulla fosse stato preparato e predisposto. L’orrore e il terrore tuttavia non si arrestano: morte e dolore , disperazione e fughe drammatiche dai luoghi martoriati, i respingimenti dell’Europa crescono di giorno in giorno. L’impotenza della diplomazia e della politica bloccano ogni aspirazione di pace o anche solo di tregua e di corridoi umanitari. Qualche giorno fa il presidente Obama per la prima volta in una moschea ribadiva il tragico errore della equiparazione tra musulmani e terroristi. Visione sbagliata e inaccettabile che la coscienza civile dell’America deve sconfiggere scongiurando il pericolo di altre catastrofi che porterebbero l’America democratica a retrocedere ai tempi bui del razzismo contro la gente di colore. E’ fondamentale ribadire questa posizione da parte di tutti i grandi leader, sono sbagliati e controproducenti l’innalzamento di muri e la costruzione di orribili reticolati che ricordano campi di concentramento e nefandezze nazi-fasciste. Purtroppo però non fanno passi significativi né le trattative sulla Siria, sospesa in pratica sine die, né quelle per la Libia, dove addirittura sembra trasferirsi lo stato maggiore dell’Is, con l’obbiettivo di premere e intimidire l’Europa cominciando naturalmente dall’Italia e da Roma sede del papato. Va invece per la sua strada con determinazione e soprattutto visione universale papa Francesco. I suoi gesti sono di immensa portata storica, in una visione universale ed ecumenica delle responsabilità storiche dei cristiani. Anche in un tempo martoriato e smarrito come il presente, il Papa interverrà il 31 ottobre al cinquecentesimo anniversario di Martin Lutero a Lund in Svezia, per un incontro fraterno di comprensione e di perdono reciproco, dopo tanti errori e tante guerre che hanno insanguinato l’Europa. Lo sguardo del Papa sembra davvero lungo e capace di vedere lontano. L’ultimo annuncio è l’incontro con il patriarca di Mosca Kirill. Organizzato con grande prudenza, cautela e intelligenza si svolgerà all’aeroporto dell’Avana il 12 febbraio,con papa Francesco diretto in Messico e il metropolita russo in visita ufficiale all’Avana. Saranno esaminate questioni che risalgono nel tempo, addirittura più di mille anni. Ma ci sono anche quelle più recenti, nell’Ucraina dove le rotture e le offese hanno colpito tre diocesi del patriarcato di Mosca nell’Ucraina occidentale. Di conseguenza la crisi tra Russia e Ucraina ha aggravato le già difficili relazioni. Tuttavia le gravi crisi in Medio oriente, in Africa e in altre regioni del mondo impongono una cooperazione più stretta tra le chiese cristiane. Nel comunicato di Mosca si parla della minaccia di “estremisti “che stanno perpetrando un vero genocidio della popolazione cristiana. Papa Francesco sempre rivolgendosi a tutti i popoli, non solo ai cristiani, ha più volte ricordato la barbarie delle discriminazioni, delle atrocità fino al martirio subite dai cristiani, proprio in ragione della loro fede e della testimonianza che devono sapere esprimere fino alla morte. Insomma, la materia è ricca di molteplici aspetti, la cui complessità è rappresentata dalla sede stessa in cui avverrà l’incontro: l’aeroporto intercontinentale dell’Avana, ben lontano da Mosca e da Roma. Una sede neutra e non europea, un’isola lontana per molto tempo da rapporti e collaborazioni significative divenuta però di recente, grazie alla mediazione di papa Francesco, luogo di pace aperto al futuro.

Nuccio Fava

LAPILLI Enrico Lo Verso e Elena MontagnaEnrico Lo Verso insieme ad Elena Montagna, sua compagna di vita, ha accolto i selezionatissimi ospiti del suo 52esimo compleanno nelle accoglienti e vivacissime sale del ristorante MiRò, in via dei Banchi Nuovi a Roma, dove l'attenta regia dell'art director Benni Marchese ha previsto una sorpresa dietro l'altra.

A cominciare dal luminoso benvenuto a cura degli Artefattistilts, danzatori sui trampoli con ali intessute di luci e stelle, un impianto musicale con Dj set di Alberto Manni e musica live di Massimo Cardamone. Il tutto gustando dell'ottimo cibo preparato dallo chef della struttura ospitante l’evento.

Tra gli ospiti numerosi rappresentanti della realtà romana e chiaramente amici e colleghi. Ricordiamo fra questi la partecipazione alla serata di festa, del gruppo teatrale di "Volevamo essere gli U2" con cui Lo Verso ha vinto il biglietto d'oro per il teatro, Francesco Giuffida attore  con cui Enrico Lo Verso  ha vinto il Leone d'Oro a Venezia, Fiamma e Giuppy Izzo, Barbara Livi, Francesca Nunzi adesso in teatro con  "I coniugi", Danila Stalteri che dopo numerosi impegni televisivi sarà in teatro dal 4 febbraio con "Ammazza che coppia", Antonio Tallura e Sara Ricci in scena con "Uno sguardo dal ponte", Maurizio Nicolosi, con il regista e attore Sebastiano Rizzo e le giovani attrici Titti Cerrone e Veronica Montanino dal film "Gramigna", la sceneggiatrice Paula Boschi, Vladimir Luxuria, e Carmen D’Elena addetta alla comunicazione del festeggiato. Dulcis in fundo, nel corso della serata, accompagnata da Patrick Baldassari,  è arrivata anche Valeria Marini che dopo aver intonato Happy Birthday alla Marilyn style si è esibita in un duetto canoro con l'amico Enrico Lo Verso.

Lo Verso è pronto ora per la partenza che lo porterà al Festival di Berlino, in programma dall’11 al 21 febbraio, dove siederà nella Giuria Opere Prime, e rappresenterà l’Itala insieme a Michel Franco (Mexico) e Ursula Meier (Switzerland / France).

G.D.G./ Carmen D’Elena

Domenica 7 febbraio 2016 nella Sala teatro del Santuario Maria S.S del Buon Consiglio si è svolta la serata finale del Concorso   “ Il più bel presepe 2015 “ organizzata dalla sede AIAP A. D’Auria di Torre del Greco.  Ospite d’onore della serata, in una sala traboccante di persone, Don Ciro Sorrentino parroco del Santuario, il Presidente AIAP Nello D’Antonio e in rappresentanza dell’Amm.Comunale il Consigliere Dott. Cinzia Mirabella. Traendo spunto dalla copertina del catalogo redatto quest’anno Don Ciro ha ribadito che a Cristo che nasce si deve associare sempre l’immagine del Cristo sofferente perché è nella sofferenza, nel vivere con coraggio la vita di tutti i giorni ha senso la nascita. Cristo dalla culla come nel momento della esaltazione della croce ci rivolge la domanda “Io ti amo e tu …” Parole di elogio alla attività di diffusione dell’amore per il Presepe svolta dalla Sede AIAP A. D’Auria di Torre del Greco sono state raccolte dalle dichiarazioni: della Dirigenza Sanitaria P.O Bottazzi Dott. TAVORMINA, dalla Prof.ssa Caterina MARCHIO Scuola Media Don Milani, dalla Prof.ssa Gaglione Lucia Ist.Prof. Degni, dalle Maestre CIVITILLO Nunzia e SCIACCHITANO Maria Ist.Compr. G. Mazza, Per rendere più bella serata sono intervenuti: il Coro adulti della Parrocchia Spirito Santo quest’anno cresciuto in numero e qualità diretto con amore dalla maestra Maria Bono Novità del Concorso 2015 sono state: l’Assegnazione di un premio alla famiglia che vive col cuore il presepe ed assegnato alla Fam.DI ROSA Armando, un mini-Trofeo assegnato al bambino TEDESCO Federico che con passione, amore e sacrificio ha dato via al suo presepe premio posto in palio dalla Fam. SASSO. Altra grande novità l’assegnazione per la prima volta di tre trofei ribadendo così il messaggio che il bello si deve completare con la pienezza del cuore. Di seguito sono segnati i vincitori per ogni categoria:

Bambini: tutti al Primo posto ex-aequo

Ragazzi: Giglio Dario

Giovani : ex-aequo Montella Vincenzo e Sorrentino MariaRosaria

Chiese: Parrocchia S.M. del Principio

Enti e Esercizi commerciali: Pizzeria La Marinara di Paduano Pasquale

Scuole :  Scuola Media Don Milani e Ist. Prof. F. Degni

Ex – Trofeo : 1° Annunziata Onofrio

Adulti presepe popolare : 1° Carpentieri Maria Rosaria

Premio alla operosità : Don Ciro Sorrentino e D’Antonio Nello

Premio alla Carriera Furioso Giovanni

Ex – Trofeo : 1° Onofrio Annunziata

Adulti artistici 1° Gallo Tommaso

Trofeo : Tre 1° premio ex-aequo Parrocchia S.M.delle Grazie-Frettoloso Pietro, Palladino Francesco

Peppe Di Maio

Posizionati 15 ulivi affiancati da eleganti contenitori in legno per i rifiuti di carte ed altro materiale che diversamente veniva buttato in strada

LAPILLI Comunità Montesanto con al cemtro Padre Michele Madonna IMG 6580Nei primi giorni di quest’anno abbiamo espresso, attraverso un articolo relativo al Presepe vivente realizzato con la comunità parrocchiale, e non solo, del quartiere Montesanto nel centro storico di Napoli, da Don Michele Madonna parroco della “Chiesa di Santa Maria di Montesanto”, gli apprezzamenti per l’opera che questo sacerdote da tre anni, con documentati successi, svolge per, come lui afferma, affrontare e colmare quella sete che la gente ha di Dio. In quell’articolo annunciando la conquista di moralizzazione di numerose persone, che attraverso l’innamoramento di Dio di questa pedina della Chiesa Cattolica Cristiana, che sempre più lo fa innamorare della gente e che stando loro vicino con un parlare convincente trasmessogli dall’Alto è riuscito ad avvicinare a Dio un gran numero di persone, facendo cambiare la vita a coloro che facevano parte della malavita, e che adesso sono partecipi ed attivi nell’opera che questa parrocchia svolge per la comunità cattolica intera. Annunciammo anche che fra i progetti di Don Michele Madonna c’era quello di piantare in piazza Montesanto, antistante la bellissima e storica Chiesa che la rende una bellezza partenopea da visitare, alcuni alberi di ulivo per darle un volto nuovo ed un aspetto di vita diversa. Siamo tornati in questo luogo, invitati da Don Madonna, per l’inaugurazione della realizzazione di questo progetto con 15 ulivi affiancati da eleganti contenitori in legno per i rifiuti di carte ed altro materiale che diversamente veniva buttato in strada, che come lui definisce sempre, è riuscito ad attuare non per la sua persona, ma come tramite di una forza divina che vuole il bene dell’umanità e che attraverso lui riesce ad avvicinare la gente, ed afferma: “quel popolo che ha sete, non sete di cibo e di acqua, ma sete di Dio e quando si ha Dio le persone diventano più felici, è come se anche la parte umana diventasse più splendente”. In questo particolare sabato di febbraio 2016 Don Michele Madonna ci ha detto: “IoLAPILLI Carmine Sgambati taglia il nastro IMG 6637 penso che il primo romantico del mondo non è l’essere umano ma è stato Dio, che nella notte dei tempi ha preso una manciata di stelle e le ha buttate nel cielo creando il firmamento, il mondo, l’universo, ognuno di noi, e noi siamo il segno di questa opera, di questo architetto che ci ha voluti, ci ha desiderati. Se ci guardiamo attorno gli scienziati non scoprono il caos delle leggi che stanno attorno a noi, ma scoprono un ordine, qualcuno che ha creato, perché Dio è bellezza e da questo amore che Lui ci ha dato è bello fare belle tutte le cose, come afferma anche Papa Francesco. Quindi questa iniziativa degli ulivi è nata perché, come sottolineo amo Dio, e l’amore che sento che Dio ha dato a me, in quanto mi sento da Lui salvato perché veramente mi ha salvato la vita rigenerandomi dalla morte, questo amore lo voglio trasmettere anche ad altri e quindi prendendoci, tutti insieme cura del quartiere, degli altri, degli ammalati, dei poveri e sottolineo questo è per me un riflesso di quello che è la vita interiore. Perché questo non si può fare senza una vita interiore, perché se si fa senza una vita interiore diventa propaganda, diventa politica ed io non sono un politico che deve avanzare nella politica, sono un sacerdote e rimarrò qui e mi interessa far sorridere la gente e che questa possa dire c’è qualcuno che fa qualcosa per noi e poi da questo, loro stessi possano imparare, prendere esempio e prendersi cura l’uno dell’altro”. Padre Madonna, ci ha appena soggiunto che è stato salvato da Dio, vuole cortesemente parlarci di questo salvataggio? Certamente risponde il parroco: “Ero da giovane, uno come tanti altri, amante delle discoteche tanto da averne creato una mia, dove ero anche D. J. , organizzavo feste che ai miei tempi, ho 41 anni, si chiamavano Mak P e non festini come oggi, viaggiavo tantissimo, ero fidanzato e mi piaceva vivere la vita anche perché economicamente potevo permettermelo. Ricordo però che non ero pienamente felice, ero come i giovani di oggi che hanno tutto ma si sentono insoddisfatti, sentivo dentro di me che mancava qualcosa di grande, la felicità. Mi viene in mente quello che San Giovanni Paolo II diceva ai giovani: - Quando cercate la felicità, in realtà state cercando Dio, ma non lo sapete – proprio come me che non lo sapevo e cercavo Dio nelle donne, nelle cose, nei vestiti, poi ad un certo punto ricordo che una notte sono stato in crisi, mi sentivo insoddisfatto, avevo tutto umanamente, ma non ero felice e cominciai a pregare per la prima volta, le preghiere semplici, l’Ave Maria, ed un giorno il mio amico Salvatore, insistette per portarmi in Chiesa ed è stato il mio salvatore. Pensavo di non essere portato per la Chiesa perché non andavo a Messa la domenica, ma sapevo però che i miei genitori pregavano sempre per me e questo mi ha salvato. Quando poi in Chiesa, attraverso un cammino parrocchiale, ho conosciuto Dio, un essere vivo, che mi interpella ed interagisce con me, è cambiata la mia vita ed ho sentito un amore che non ho mai sentito nemmeno dalle donne che avevo, un amore che mi ha pienamente soddisfatto e mi ha spinto nel tempo a donare la vita per gli altri, così come Gesù ha dato la vita per me”. Padre Michele tornando all’argomento del giorno continua le sue affermazioni: “Questa piazza, prima si diceva per strada, Montesanto dove è stata uccisa tale persona, dove è stata ammazzata altra persona, mentre invece ora dicono dove è stato fatto il presepe vivente, e da oggi, dove stanno gli ulivi. E’ bello questo, perché l’ulivo nella Bibbia è il simbolo della pace, ma è anche il segno di quell’albero dal quale si produce l’olio che è il segno di consacrazione, Cristo significa unto, l’unto di Dio e quindi speriamo che da questi alberi possa veramente sgorgare la pace innanzitutto”. Un’ultima domanda relativa a prossime conquiste umane con l’opera di Don Madonna ottiene da questi la risposta: ”Poiché non ci sono spazi per i giovani, mi piacerebbe trovarlo e realizzare un campetto per il gioco del calcio, in quanto io faccio l’oratorio con tanti bambini, circa 200, ma in una struttura chiusa, mentre sarebbe bello avere uno spazio aperto dove giocare al calcio, fare danza, organizzare una sagra e stare anche solo insieme alla luce del sole, perché nei vicoli non sempre arriva questa luce. Ho anche indicato questo spazio che ho individuato, ma occorrono ora le autorizzazioni che tardano sempre a venire. Voglio sottolineare che non sono io a fare quello che abbiamo realizzato e che spero realizzeremo, perché veramente attorno a me ci sono tante persone anziane, giovani e bambini che mi aiutano, e tante cose non potrei certamente farle se non ci fosse la loro attiva collaborazione, mi amano e mi vogliono bene e sono venuti tutti in piazza per la benedizione degli ulivi con striscioni e cartelli con su scritto - Dio si prende cura di noi – e cosa per me importante che non abbiano scritto padre Michele, ma Dio, perché voglio che loro si innamorino di Dio, anche se è normale il passaggio attraverso la mia persona, perché vorrei che un domani potesse restare in questa gente la volontà e l’impegno di continuare quest’opera appena  intrapresa”. Alla inaugurazione ed al saluto e ringraziamento espresso al microfono da Don Michele Madonna ad un pubblico che letteralmente gremiva la piazza e i tanti spazi limitrofi, è seguito il saluto del sindaco Luigi De Magistris espresso dal consigliere inviato Carmine Sgambati, a cui ha fatto seguito la benedizione degli alberi e di tutti i presenti all’evento, con una successiva degustazione di tanti dolci offerti, a tutti i presenti, da ragazze e ragazzi che si sono adoperati nel servizio.

Giuseppe De Girolamo 

Add’ò Guaglione, proiettato ad una sempre migliore accoglienza 

iLAPILLI l taglio del nastro IMG 6517Esaltare la propria professionalità è d’obbligo per un vero professionista e Salvatore Urzitelli, gran maestro pizzaiolo ha voluto con il rinnovamento totale del suo ristorante - pizzeria “Add’ò Guaglione” in via Consalvo 101, a Fuorigrotta - Napoli, offrire ai suoi tanti affezionati clienti un motivo in più per continuare a vivere le tradizioni ed il successo sin qui ottenuto, attraverso l’accoglienza degli stessi in un locale ristrutturato secondo esigenze di tempi moderni pur conservando tutti gli antichi valori. L’intera famiglia Urzitelli, con i valori di famiglia unita, è pronta a ricevere ora la tradizionale clientela, come anche la nuova, dando prova che le tradizioni culinarie, se portate avanti da persone competenti e desiderose di affermarsi con le solo loro doti professionali che sentono di trasmettere, sono un successo per se stessi e per mettere la nostra regione in bella mostra. Dopo la benedizione e le parole augurali espresse da Don Pasquale Giglio della Parrocchia Buon Pastore di Fuorigrotta si è passati al taglio del nastro e di seguito alla grande abbuffata con una imponente varietà di specialità offerte dalla casa, ma non poteva mancare la pizza e via tutti insieme a sfornare centinaia di gustose Margherite che moglie a dirigere, figlie a servire e Ciro, Salvatore e Antonio Del Duca che vanta la collaborazione in questa pizzeria da 36 anni e dall’età di 16 anni, hanno sfornato di continuo. La ristrutturazione del locale offre ora più coperti (80/90), negli stessi spazi che in virtù anche di tavoli e sedie nuove, permettono di vivere un ambiente moderno, luminoso, arioso e confortevole con una hotellerie simpatica e pratica che negli orari di apertura 12/15,30 e 19 fino a termine serata anche dopo la mezzanotte ed a volte anche fino all’1/2 di notte, con riposo il martedì (ma il più delle volte come in questo periodo e d’estate non rispettato per accogliere i clienti che ce lo chiedono) potrà essere il locale per tutti i buongustai della friggitoria e della pizza in primis, con l’opportunità di gustare non tante specialità di primi o secondi piatti, ma quelli che il pratico ed elegante menù offrono con una ottima cucina tradizionale e casereccia, unitamente ai tanti antipasti ed una serie di birre spillate. La notorietà che i tifosi dell’ASCN hanno un gradimento spiccato per le pizze Urzitelli ha portato il grande campione ad inserire, anche nel nuovo menù, una serie di specialità dedicate ad alcuni calciatori della nostra squadra di calcio Napoli, cominciando da quella Fabio Cannavaro a lui dedicata in occasione della vincita di Pallone d’Oro e Mondiale nel 2006 ed ancora quella Cavani, Lavezzi, Higuain, Kamsik ed altri. La pizza, anche se vedrebbe, ancor meglio, l’accompagnamento di ottimi vini campani come il Gragnano o il Lettere come rossi o Asprinio o Belcoirvo Cabernet o Pinot per chi gradisce il bianco (tutti vini frizzanti), e dei quali Urzitelli è provvisto, sappiamo che a tanti piace gustarla accompagnata dalla birra ed oltre varie marche imbottigliate, la pizzeria “Add’ò Guaglione” si è dotata di un sistema di spillatura e birre come “Dab” e Norbertus - Kardinal 7.5”al quale ha offerto il suo contributo professionale per l’istallazione Maurizio Allaria, agente  di “Radeberger Groupe Italia” (La cultura tedesca della birra), presente anche alla serata inaugurale. Il gran maestroLAPILLI Lintera famiglia Urzitelli con i personaggi TV di Made in Sud IMG 6501 pizzaiuolo Salvatore Urzitelli ci ha detto: ”Ho aperto questa pizzeria all’età di 17 anni ed in 39 anni ho cercato di incrementare i miei successi professionali con un grande impegno e passione per questa professione che amo. Devo il mio successo a tutta la mia famiglia che è impegnata nella conduzione di questo locale, le mie figlie Susy, Mariarca (Mary) e Ciro Campione del mondo di “freestyle” pizza acrobatica nel 2015, e secondo classificato per la pizza “Innovativa” al Pizza World Cup 2014, ed anche alla fidanzata di mio figlio Sara, ma ancor prima e più di tutti alla mia compagna di vita, mia moglie Patrizia Di Pierno che è la prima artefice del successo di questo locale attraverso il suo impegno professionale, il suo garbo ed accoglienza dei clienti ed il cercare di soddisfarli in tutte le loro esigenze di voler gustare ciò che a i loro palati è più gradito dagli antipasti ai primi o secondi piatti, al dessert proponendo sempre prioritariamente le pizze da me elaborate, magari anche bianca come accompagnamento del cibo al posto del pane, certa di ottenere un successo con quella che è il punto cardine di questo locale. Personalmente sono fiero, per me e per la mia famiglia, di aver raggiunto tanto successo che è cominciato con la mia affermazione anche attraverso importanti competizioni che il mondo pizza offre a noi pizzaioli ed ho vinto nel 1989 il Campionato Europeo, nella Galleria Umberto I a Napoli, fra 400 concorrenti in gara, poi tantissime affermazioni in prime posizioni in campionati locali e nazionali fino a giungere alla conquista del titolo di Campione Olimpionico e componente della nazionale italiana dei pizzaioli acrobatici, e poi del prestigioso trofeo di Campione del mondo per la Pizza Margherita DOC, assegnatomi al World Cup Pizza tenutosi al Palacavicchi di Roma nel 2012, che annualmente il Prof. Cav. Alfredo Folliero, presidente U.E.P.T.eR. (Unione Europea Pizzaiuoli Tradizionali e Ristoratori) organizza con la collaborazione oltre che del figlio Augusto, anche della moglie Flavia, del figlio Mario Amedeo e delle figlie Tiziana e Daniela e nel 2012 il premio il “The Greatest Pizzaiuolo Off All Time-La Leggenda”. L’essere Insignito del premio Leggenda (la leggenda della pizza) che mi attribuisce il merito di migliore pizzaiolo di tutti i tempi è stato per me una nobile affermazione che va al di sopra d’ogni attestazione oltre che veramente gradita. Poi nel 2014, sempre al World Cup Pizza ho conquistato il titolo di campione del mondo di pizza categoria ”Fuori in 120 secondi”. Nell’ anno 2014 ho vinto il Campionato Europeo della Pizza Margherita disputato a Velletri organizzato dall’ UEPTeR e “La foglia d’oro” come pizzaiolo Super Star dell’anno. La mia forza però sono i miei clienti, quelli sono la cosa più importante della mia vita. All’età di 8 anni ho cominciato a fare il pizzaiolo e per raggiungere l’altezza del banco di lavorazione della pasta univo, una sull’altra, due cassette di plastica, quelle contenitrici di bottiglie, poi ho fatto il mio percorso di vera passione che ho nel cuore per questa professione che deve essere tramandata in tutta la sua originale arte. Ora ho mio figlio che esaudisce questo mio desiderio, ma io che sono molto impegnato anche nella solidarietà, voglio ricordare che mi sono sempre prodigato per i giovani a cominciare dagli insegnamenti gratuiti offerti ai ragazzi dei corsi di recupero di Nisida denominati “Punto e… a Capo” dove insieme ad altri colleghi come il grande maestro piazzaiuolo Pasquale Parziale, laureatosi a Salsomaggiore nel 2006 ”Campione del mondo della Pizza STG” ed a Chef come Nicola Di Filippo chef executive del ristorante “La Lanterna” a Villaricca e delegato alla presidenza regionale dell’Associazione internazionale dei discepoli di Auguste Escoffier, ed il compianto Gran maestro di cucina Giancarlo Erba, abbiamo dato a ragazzi che seguivano i nostri corsi la possibilità di un recupero di vita che in molti casi con la loro bravura ed impegno ed il nostro interessamento nell’inserire i più meritevoli di fine corso in attività lavorative , sono stati un vero successo per tutti noi”. Sempre in merito alla solidarietà con il prossimo, Urzitelli ha in mente, coadiuvato da Maria Rotunno che si occupa della Casa Famiglia – Accendi una stella, che accoglie orfani napoletani disagiati, di realizzare una scuola per pizzaioli al solo scopo di trasmettere quest’arte a ragazzi. Tra i tanti ospiti che hanno raccolto l’invito di partecipazione all’inaugurazione, ricordiamo: i Made in Sud Gigi e Ros (Rosario Morra) e Alessandro Bolide, il cavaliere Giuseppe Di Napoli past president dell’Amira campana, Davide Civitiello Campione del mondo della pizza nel 2013 e pizzaiolo emblematico di Rossopomodoro, Sergio Miccù presidente dell’APN Associazione Pizzaiuoli Napoletani ed in rappresentanza di Molino Caputo Francesco Miccù.Infine la chiusura di una festa veramente ben riuscita, con il tradizionale taglio di due grandi torte dedicate alla serata e con un brindisi e l’IN BOCCA AL LUPO per nuovi ed ancor più importanti successi che l’intera famiglia Urzitelli è pronta a conquistare.

Giuseppe De Girolamo

Esaltati al massimo splendore i tradizionali piatti della cucina carnevalesca

LAPILLI da sin. Rossella Ricci ed il papà Nicola i maestri pizzaioli Diego Viola Umberto Fornito e Gaetano Abbate IMG 6254Certo non è quello brasiliano di Rio o per restare in Europa quello germanico di Colonia o ancor più quelli italiani di Venezia, Viareggio, Putignano, Fano o per essere più vicini al nostro territorio quello Palmese, ma quello che si è voluto ricordare a Napoli ospitato dal, noto in campo mondiale, e storico ristorante Zì Teresa a Borgo Marinari, sotto al Castel dell’Ovo, nell’isolotto di Megaride, è stato qualcosa che ha sugellato,  in primis, i legami gastronomici fra la capitale del Regno delle Due Sicilie e Roma attuale capitale d’Italia, oltre alla fratellanza e all’espressione altamente gioiosa che questi due popoli vivono, il tutto dominato per l’occasione dal senso della solidarietà espressa con i fatti. In verità il carnevale a Napoli esisteva ed esisteva veramente dal periodo dei Borboni, che intesero aprire questa festa riservata ai nobili della Corte Aragonese nel XIV secolo ed espasasi anche fra il popolo nel XVII secolo, a tutto il popolo napoletano che realizzava con lunghi ed artigianali lavori i meravigliosi carri che a settembre sfilavano per le strade di Napoli con un tripudio di folla che seguiva l’intero evento ed erano in tanti, non di rado, a saccheggiarli perché arricchiti con cibo che veniva comunque distribuito occasionalmente da leggiadre fanciulle che cavalcavano queste immense strutture di carta pesta, montate su carri con ruote, trainati da trattori, ai quali facevano da contorno le scherzose improvvise coperture di teste dei passanti da parte di chi su queste calava “O’ Cuppulone” o chi sempre scherzosamente agitava o “Scupettin’ “ sulla persona vicina mentre il tutto era allietato dal suono di “Triccheballacche”, e “Scetavajasse”, “Putipù” detto anche "caccavella", uniti al classico “tammurriello” (tamburrello). Erano i tempi belli di Napoli, quelli cantati poi anche da Gianni Nazzaro e Peppino Di Capri, con il noto brano “Alleria” (testo di Fernando Masucci, musica di Dario Farina) dove ricordano questi strumenti musicali testè citati aggiungendo: “chi campa a Napule sta 'mparaviso, c'o sole, c'o mare, e c'a fantasia chist' è 'o paese dell'alleria. Alleria ... “. Questa festa che nel mese di Febbraio ogni anno i Paesi di tradizione cattolica vivono è caratterizzata oltre che dalle maschere anche dal buon cibo sostanzioso che a Napoli è espresso da piatti come la lasagna che la fa da padrona nella giornata del “martedì grasso” che per l’appunto rappresenta il termine della settimana grassa (Carnevale) e precede il mercoledì delle ceneri. Questo primo piatto rappresenta veramente un gran pranzo completo per la sua composizione realizzata con il classico ragù ricco di puntine “tracchie”, pezzi di gallinella, polpettine ed altro ben di Dio che potrebbero renderlo un piatto unico, ma per chi vuole continuare con le tipicità anche per quanto riguarda il secondo piatto, troviamo i fegatini, sempre di maiale, arrostiti (maggiormente ottimi se fritti nella sugna), avvolti, con la foglia di “lauro” (alloro), nella classica “rezzetella” (omento del maiale, quella rete, che avvolge tutto l’intestino dall’esterno), che essendo fatta di grasso sarà perfetta per ammorbidire la carne e quasi vi si fonderà sembrando un tutt’uno, accompagnati dai deliziosi “friarielli”. Sempre nella città del Vulcano, altra specialità, per quanto riguarda i dolci, sono le chiacchiere (pasta frolla sottilissima tagliata a strisce, fritta e cosparsa di zucchero a velo), inzuppate nella moderna crema di cioccolato che vuole sostituire l’autentico Sanguinaccio che veniva preparato con il sangue del suino ed ora essendo vietata la vendita del sangue del maiale, nel 1992, ha dovuto far ricorso a qualcosa espressa dalla creatività dei pasticcieri napoletani. Questo perché il sangue è stato ritenuto dalla legge un veicolo di malattie trasmissibili, e quindi ne è stata vietata la vendita per scongiurare il pericolo di trasmissioni di batteri contaminanti. Comunque, qualcuno che ammazza il maiale in proprio nelle campagne riesce, chiaramente per se, a produrre il vero sanguinaccio, perché come noto, con l'ebollizione i batteri muoiono, quindi pericoli non ci sono rispetto all’abolizione determinata dalla norma potenzialmente poco igienica, presa in considerazione che il sangue di maiale veniva dato alle ragazze come rimedio per la mancanza di ferro. Se a Napoli possiamo ben esprimere la gastronomia carnevalesca con questi tre prodotti, a Roma, in verità non esistono piatti specifici da contemplare come tipici del carnevale, a meno che non si pensi ad alcuni generici come abbacchio, ciambelle con zucchero o altre specialità romanesche, veramente ottime, ma che non caratterizzano questo periodo. Questa necessaria presentazione della storia del Carnevale, per meglio ricordare la festosità che questo periodo dell’anno accompagna la gente, ci è servita a descrivere ora l’evento che si è svolto a Napoli con l’obiettivo della solidarietà verso tanti che sono meno fortunati e soffrono per motivi di salute e che aimè molte volte sono aggravati da impossibilità economiche di risolvere casi che potrebbero essere risolti o almeno alleviati. La maggiore solidarietà può essere rappresentata dall’offrire un contributo per incrementare attrezzature e servizi agli ospedali dove questi pazienti sono costretti a rivolgersi ed in particolare quelli per bambini. E’ appunto questo lo spirito che ha espresso la kermesse di Napoli ospitata dal ristorante Zì Teresa all’antico Borgo dei Marinari, sotto Castel dell’Ovo, con la sensibilità dell’imprenditrice Carmela Abbate padrone di casa, l’idea di Luigi Savino e l’opera di Emanuela Capuano coordinatrice fund raising dei sostenitori Ospedale Santobono SOS Onlus, unitamente all’apporto di regali offerti da sponsor dell’evento che sono stati sorteggiati, a termine serata, fra tutti gli invitati alla manifestazione che avevano volontariamente acquistato un biglietto per l’estrazione dei premi, al costo di € 15, che ha costituito la somma devoluta interamente alla finalità solidale programmata con l’incontro di cucina Pulcinella & Rugantino, che ha messo in gioco l’enogastronomia carnevalesca di Campania e Lazio.

Un esempio di chi si prodiga perché tutti possano sentirsi non discriminati nel gustare il buon cibo si èLAPILLI Intervista a Carmela Abbate Davide Civitiello e Sergio Miccù davanti al tavolo dei fratelli Giustiniani IMG 6375 dimostrato, con il suo banco di assaggi, il gran maestro della ristorazione e socio dei Discepoli di Auguste Escoffier Nicola Ricci che unitamente alla figlia Rossella, titolare di “Coleiac house” un laboratorio di San Giorgio del Sannio di tutto ciò che sono le intolleranze alimentari, è giunto con la sua cucina beneventana ed i suoi piatti senza glutine per gli intolleranti a questo problema. Ricci, ha presentato la sua Lasagna con sfoglia all’uovo con farina Fioreglut Caputo senza Glutine, fior di latte, polpettine di vitello e ragù; poi ancora Lasagnette con sfoglia di polenta tipica sannita con sopressata, mozzarella vaccina, uovo sodo e ragù; chiudendo con una montagna di Chiacchiere carnevalesche, uova, farina Fioreglut Caputo. Per il senza glutine, presente anche Roberto Barone ancor più noto per il suo ristorante “Peppe a’ quaglia” a Volla dove con altro negozio “Alimentando”, curato dalla nipote Renata, di fronte alla sua pizzeria, offre una produzione propria di alimenti senza glutine - lattosio. Attraente anche l’esposizione di Tortani e tutta la gamma di fritture napoletane che di continuo venivano offerte in degustazione agli ospiti della serata, ancora bollenti, in collaborazione con Gennaro Cervone, Gabriele Carotenuto pizzaiolo de la Zì Teresa ed Enzo Piccirillo della pizzeria, emblema della pizza fritta napoletana, “Masardona” nei presi di Corso Arnaldo Lucci a Napoli, mettendo ancora una volta in evidenza l’arte dei fratelli Giustiniani Enzo e Lello interpreti degli insegnamenti avuti dal papà Gennaro che è stato uno dei Veri e più gradi maestri si pizza napoletana autentica e verace tramandando, con la pizzeria Capatosta di Recale CE, la storia di Gennaro Giustiniani (Capatosta). Eccellenze sono giunte anche dall’Irpinia con la bravura che Antonella Iandolo da sempre esprime nei suoi eccellenti piatti che elabora. Anche per il Cilento Giovanna Voria dell’Agriturismo “Corbella” e per Castel di Sasso Lidia Liliana dell’agriturismo “La Campestre” non hanno fatto mancare le oro specialità culinarie. Anche il Lazio con lo chef Arcangelo Dandini e lo staff del suo ristorante romano ”L'Arcangelo” hanno portato a questa gran festa gastronomica la loro immensa solidarietà. Ma il tavolo più grande è stato veramente un gran spettacolo di piatti che hanno contornato quelli realizzati da la Zì Teresa e Rugantino “Er bullo di Trastevere”. Altra attrattiva è stato il tavolo dei dolci napoletani che se espressi dal Gran maestro Sabatino Sirica, che non a caso è il pasticciere dei momenti più significativi dell’ASCN, quella squadra del Calcio Napoli per la quale tutti tifano, deliziano i palati e offrono, nonostante la luculliana scorpacciata d’ogni ben che la tavola possa offrire, come accaduto per tanti in questa serata, la necessità di lasciare lo spazio per il tocco finale e gustare eccellenti dolci. Altro nome noto per le sue bontà pasticciere e per la continua e grande solidarietà nella quale è fortemente impegnato è stato il maestro Antonio Ferrieri titolare di “Cuori di Sfogliatella” alla Ferrovia a Napoli. Dalla Capitale d’Italia è giunto invece Gaia Santucci con lo chef pasticciere Paolo Massoli titolare a Pomezia e Roma di “Chef at domus” Chef a domicilio in occasione di importanti eventi, che non avendo Roma una grande tradizione di dolci ed in particolare per questo periodo di Carnevale, ha portato le palline soffici tramandate dalla nonna, castagnole impastate con farina e bicarbonato in modo che le gonfino molto e poi anche le frappe o chiacchiere come chiamate a Napoli. Sempre per il lato dolce ricordiamo la partecipazione di Salvatore Gabbiano e della cake designer Claudia Deb ed ancora il famoso “cioccolaccio” a cura della storica cioccolatteria napoletana “Gay Odin”. Certamente occorreva del pane per accompagnare alcune delle tante pietanze offerte e quindi con i suoi vari tipi di pane è giunto, a dar man forte alla solidarietà, anche Rodolfo Molettieri di “Antica forneria” con sede al Corso Vittorio Emanuele a Napoli. Su tanta bontà di cibo occorrevano anche grandi vini e non poteva mancare la presenza di Gilda Martusciello di Salvatore Martusciello che ha presentato il “Gragnano 8 uve vendemmia 2014” ed il “Trentapioli Asprinio d’Aversa Brut” metodo Martinotti. Ed ancora i vini di tenuta Cavalier Pepe, dell’azienda vinicola Ferraro con l’esclusiva creazione di bottiglia magnum in pietra lavica, quelli di Villa Matilde e Cantine Sorrentino. Mentre per gli amanti della birra, le artigianali Agrado e Serro Croce con la loro presenza hanno deliziato anche queste golosità del bere. Di sostanziale apporto è stata la partecipazione dei sommelier Gabriele Massa, Andrea Moscariello e Paola Fiorentino. Come anche la partecipazione dell'Alberghiero Rossini di Bagnoli con una delegazione di alunni del secondo anno che si occupano dell'accoglienza e di cucina, che hanno offerto una loro collaborazione in cucina agli chef operanti ed al servizio di buffet in sala, guidati dal loro docente di ristorazione e sala bar Mariano Chirico. Fra tanti pizzaiuoli non poteva mancare la presenza dell’artefice dei loro successi Antimo Caputo produttore con il suo mulino delle speciali farine ed il loro presidente Sergio Miccù, ed ancora di Franco Manna titolare di RossoPomodoro, accompagnato dalla sua P.R. Clelia Martino che ha portato nel mondo nei Rossopomodoro la specialità autentica della pizza e che vanta come pizzaiuolo il campione mondiale 2013 Davide Civitiello. A questi si aggiunge la partecipazione all’evento di Simone Fortunato vincitore di pizza veloce per 2015.

Illustre presenza, quella dello chef executive del ristorante “La Lanterna” a Villaricca che è anche delegato per la Campania alla presidenza dell’Associazione dei Discepoli di Auguste Escoffier, Nicola Di Filippo, che invitato dalla titolare, ha portato anche il suo contributo con un’imponete, ed inutile a dirsi, gustosissima sperlunga di salsicce e friarielli. Partecipi alla kermesse anche il maestro pizzaiolo Adolfo Marletta artefice della promozione della nostra pizza napoletana in Giappone ed il maestro Mario Maglione che in maggio partirà anche lui per il Giappone per rappresentare la canzone napoletana con una sua tournée.

Ad intrattenere musicalmente gli ospiti de la Zì Tersa si è esibita la “pusteggia” con Enzo Serletti e Floriana.

LAPILLI Le uinterviste al tavolo dellabbuffata condotte da con al centro Nicola Di Filippo e Carmela Abbate IMG 6335Lo stupendo pomeriggio enogastronomico è stato presentato dall’attenta, brava ed esperta giornalista enogastronoma Antonella Petitti, insieme al maestro di queste presentazioni Enzo Calabrese, noto non solo in Campania ma a livello nazionale per la sua alta professionalità, concludendosi con l’estrazione dei premi messi in palio, offerti dall’azienda casearia “Latticini Orchidea” rappresentata da Raffaele Maiello, che ha offerto in degustazione anche le sue grandi, in tutti i sensi, mozzarelle, i premi dell’antica pasticceria napoletana “Cuori di Sfogliatella” di Antonio Ferrieri, rappresentata da Emilia Lettera, i premi del maestro orafo Ciro Gillini, quelli del pasticciere sangiorgese Vittorio Mensile ed i premi delle profumerie Mallardo col patron Felice Mallardo. Ovviamente fiero di avere ancora una volta ideata una riuscitissima serata è stato Luigi Savino che ha già in programma altre idee per portare successi sia alla beneficenza che alle aziende che si prodigano per questa finalità ed anche Emanuela Capuano che sempre più intende impegnarsi in questa grande opera.                                              

Giuseppe De Girolamo

LAPILLI Foto Media Leader coop 250Giornalisti si aggregano e diventano imprenditori di se stessi. Dall’esperienza associativa con l'Assostampa Campania Valle del Salerno nasce un importante segnale di condivisione di intenti tra cinque giornalisti  Pietro D’Aniello, Giuseppe Iacomino, Agostino Ingenito, Marco Mattiello, Luciano Squitieri, che hanno fondato la cooperativa Media Leader. Un’autentica sfida con obiettivi concreti di maggiore coesione tra gli operatori della comunicazione e dell’informazione che tentano la carta dell’impresa cooperativa editoriale per offrire innovativi segnali di aggregazione per un settore che è sempre più importante ma che è avversato da precarietà e incertezze lavorative. Ad assumere l’onere e l’onore di amministrare la cooperativa è il giornalista Agostino Ingenito che lo scorso anno a Lanzara di Castel San Giorgio aveva lanciato la proposta durante un Corso di formazione sul lavoro per gli iscritti all’Ordine di giornalisti. “Non un’azienda editoriale come le altre ma un soggetto che ha l’obiettivo di aggregare i colleghi giornalisti spesso lasciati soli e senza chiare prospettive – dichiara Agostino Ingenito – L’intento è individuare sinergie su progetti ed iniziative editoriali e di comunicazione integrata. C’è sempre più necessità di informazione e buona comunicazione ed è dunque opportuno unire le forze e le competenze”.  A condividere il momento della firma dell’atto costitutivo anche Salvatore Campitiello, presidente Assostampa Campania Valle del Sarno e consigliere nazionale dell’Ordine. “L’esperienza associativa che abbiamo intrapreso con tenacia alcuni anni fa sta dando i suoi frutti, - dichiara Campitiello - Sosterremo tutte le iniziative che vanno nella direzione di una maggiore tutela della categoria e per l’inserimento lavorativo”. Nei prossimi giorni la neonata cooperativa sarà presentata ufficialmente per aprire all’adesione di altri soci e avviare progetti ed iniziative.  

Logo Museo Duca di Martina 250Mercoledì 3 febbraio 2016 riaprono al pubblico le sale del Museo Duca di Martina temporaneamente chiuse lo scorso 30 gennaio.  

Così come previsto è stato possibile, infatti, superare i problemi tecnici intervenuti per rendere fruibili le collezioni museali del piano terra e della sezione orientale

La riapertura degli spazi espositivi del piano nobile è prevista per la prossima primavera

 

Prossimi appuntamenti  in calendario

Mercoledì 3 febbraio, ore 9,00

Scoprire gli strumenti tra musica e arte

Progetto didattico con la Scuola elementare L. Vanvitelli

Sabato 13 febbraio 2016, ore 11.00

La Compagnia delle Indie: porcellane per il mercato occidentale

Benedetta Mottino, specialista arte cinese, Bonhams, Londra

Sabato 21 febbraio 2016, ore 10,30

L’arte del tè

Degustazione guidata di tè verdi e visita alla collezione di porcellane cinesi “famiglia verde”

Sabato 27 febbraio 2016, ore 11.00

Napoli in porcellana: ricordi del Grand Tour

Patrizia Piscitello, storica dell’arte, Museo di Capodimonte

 

 

fst sito 250“ La grande manifestazione di sabato a Roma – ha dichiarato l’on.Giacomo Bezzi , responsabile  della sezione del Trentino Alto Adige e del Dipartimento Esteri della Fondazione di Studi Tonioliani – non deve rimanere  un fatto isoato, pur importante, ma costituire il rilancio della presenza cattolica nella società italiana ed europea.”

“ Noi – ha aggiunto Bezzi che ha guidato al Family Day la delegazione della Fondazione e della collegata Associazione degli Economisti dell’Ambiente e del Territorio (Aneat) – continueremo sia a diffondere la Dottrina sociale della Chiesa, sia il pensiero del Beato Giuseppe Toniolo, sia a frmare e selezionare nuova classe dirigente cattolica per rispondere al pressante invito di Papa Francesco: “I cattolici hanno il dovere di impegnarsi in politica”.

“Al tentativo di ghettizzare i cattolici nella vita politica, sociale e culurale del nostr Paese – ha detto ancora Bezzi, attualmente consigliere provinciale di Trento e consigliere regionale – tutte le realtà laicali cattoliche possono e debbono rispondere con la forza della cultura del dialogo, del confronto e dell’ascolto per collaborare alla costruzione di un nuovo umanesimo che trovi le sue radici partendo dal locale come indica l’Enciclica “Laudato Sì”.”

“Solo così – ha concluso l’esponente della Fondazione di Studi Tonioliani, che ha annunciato la presentazione, in marzo, del settimo volume dell’Opera Omnia del grande economista – non sarà più necessario, in futuro, organizzare un grande raduno per chiedere, con la forza della verità e per la difesa della famiglia e dei figli, fondamentali modifiche ad una legge che intende istituire un simil-matrimonio ed aprire la strada all’ “utero in affitto” per le coppie gay più ricche, pratica che offende la dignità della donna.”   

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