dall'Europa

Elezioni europee 2024, Metsola: "Votate, non lasciate che qualcun altro scelga per voi".

Foto Presidente Metsola 250Dopo la conferma di oggi degli ambasciatori dell'UE che le prossime elezioni del Parlamento europeo si terranno dal 6 al 9 giugno 2024, la Presidente del PE Roberta Metsola ha dichiarato:

L'Unione europea non è perfetta, è in costante evoluzione. Il mondo cambia e noi dobbiamo tenere il passo. Abbiamo anche bisogno di riforme. Non dobbiamo temere i cambiamenti, ma accoglierli e continuare a restare in ascolto, a dare chiarimenti e a mantenere gli impegni.

Alle prossime elezioni europee, non restate a guardare. Partecipate al più grande esercizio democratico d'Europa. Non lasciate che qualcun altro scelga per voi. Votate.”

 

Giornata internazionale contro l'omofobia, la transfobia e la bifobia 2023

 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Oggi la Commissione europea celebra la Giornata internazionale contro l'omofobia, la transfobia, la bifobia e l'interfobia (IDAHOBIT), che sensibilizza al problema della discriminazione e della violenza che le persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, non binarie, intersessuali e queer (LGBTIQ) continuano a subire. La bandiera arcobaleno è esposta nella sede centrale della Commissione europea a Bruxelles e negli uffici della Commissione in tutta Europa, come simbolo della lotta contro l'odio e la discriminazione.

La Vicepresidente per i Valori e la trasparenza, Věra Jourová, ha dichiarato: “Nella nostra Unione ciascuno dovrebbe sentirsi sicuro di mostrare pubblicamente affetto ed essere sé stesso senza sentirsi minacciato. Tuttavia ciò non sempre avviene per la comunità LGBTIQ, i cui membri subiscono violenze fisiche e verbali nella vita reale o online. Siamo fermamente contrari a tale violenza e vogliamo garantire l'uguaglianza e la sicurezza per tutti, senza pregiudizi o limitazioni, perché tutti dobbiamo sentirci sicuri per poter prosperare e realizzare appieno il nostro potenziale.”

La Commissaria per l'Uguaglianza, Helena Dalli, ha dichiarato: “Ogni anno, il 17 maggio, ribadiamo il nostro sostegno alla comunità LGBTIQ e il nostro impegno a combattere tutte le forme di discriminazione, odio e violenza nei confronti delle persone LGBTIQ. Dobbiamo continuare a lottare per un'Unione dell'uguaglianza, in cui ogni persona possa essere sé stessa e amare chi sceglie.”

Nell'aprile 2023 la Commissione europea ha pubblicato una relazione sull'attuazione della sua strategia per l'uguaglianza LGBTIQ 2020-2025, in cui valuta i progressi compiuti finora. Dalla relazione emerge che la strategia ha contribuito ad accrescere l'interesse degli Stati membri dell'UE per le politiche in materia di uguaglianza delle persone LGBTIQ istituendo nuovi forum di dialogo, e a integrare l'uguaglianza delle persone LGBTIQ nelle politiche, nella legislazione e nei programmi di finanziamento dell'UE. Oltre 100 progetti volti a promuovere l'uguaglianza delle persone LGBTIQ hanno ricevuto finanziamenti dell'UE nell'ambito del programma Erasmus+, del Corpo europeo di solidarietà e del programma “Cittadini, uguaglianza, diritti e valori” (CERV).

Stato di Schengen 2023: risultati e priorità fondamentali per il futuro

 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione presenta oggi la seconda relazione sullo stato di Schengen, che rientra nell'iniziativa della Commissione volta a rafforzare ulteriormente la governance Schengen grazie a una relazione annuale che presenti la situazione nello spazio Schengen, individuando le sfide e le buone pratiche, nonché i settori di intervento prioritari.

Tra i risultati concreti figurano l'adesione della Croazia allo spazio Schengen, l'adozione di un nuovo quadro giuridico per le valutazioni Schengen, la prima politica strategica pluriennale per la gestione europea integrata delle frontiere, l'adozione della raccomandazione del Consiglio sulla cooperazione operativa nell'attività di contrasto e l'avvio del nuovo sistema d'informazione Schengen.

Ogni anno centinaia di milioni di persone attraversano le frontiere esterne dell'UE, che si conferma quindi come la destinazione più accogliente del mondo. Nel 2022, dei turisti mondiali che si sono recati all'estero il 65% è venuto in Europa, il che fa dello spazio Schengen l’area più attraente e visitata al mondo. Il rapporto individua le buone pratiche, evidenziando le soluzioni innovative applicate negli Stati membri in ambiti chiave quali la gestione delle frontiere esterne, la politica in materia di visti, i rimpatri, la cooperazione tra forze di polizia, i sistemi informatici e la protezione dei dati.

Guardando al futuro, la relazione 2023 sullo stato di Schengen invita a basarsi sulle priorità fondamentali per garantire un'attuazione agevole ed efficace dell'architettura Schengen, tenendo conto delle nuove sfide e dei settori di intervento prioritari.

La relazione servirà da base e orientamento per le discussioni politiche del Consiglio Schengen che si terrà l’8 giugno 2023

Giornata mondiale della libertà di stampa: la Commissione agisce per difendere la libertà e il pluralismo dei media

 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Oggi, in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa, la Commissione ribadisce il suo deciso impegno a difendere la libertà dei media e il pluralismo nell'UE e nel resto del mondo.

Věra Jourová, vicepresidente per i Valori e la trasparenza, ha dichiarato: "La libertà e il pluralismo dei media sono pilastri essenziali della nostra democrazia europea. Ma durante gli ultimi anni abbiamo assistito a una preoccupante tendenza all'intimidazione e alla violenza nei confronti dei giornalisti, nonché a pressioni politiche e commerciali nei confronti dei media. La guerra della Russia contro l'Ucraina ci ha ricordato che i giornalisti rischiano la loro vita e che hanno più che mai bisogno del nostro sostegno. Ecco perché la Commissione von der Leyen ha lanciato alcune iniziative fondamentali: abbiamo proposto una normativa per contrastare le azioni legali abusive e un regolamento sulla libertà dei media, nell’intento di preservare l'indipendenza editoriale, anche per i media pubblici.  Oggi, come ogni giorno, sosteniamo con forza la libertà dei media e continueremo a lavorare per garantire che nessun giornalista corra pericoli mentre svolge il proprio lavoro."

Il Commissario per il Mercato interno Thierry Breton ha aggiunto: "Siamo determinati a rafforzare e proteggere ulteriormente un settore dei media resiliente, libero e indipendente. Il regolamento europeo sulla libertà dei media, che abbiamo proposto lo scorso anno, fornisce garanzie comuni a livello dell'UE per garantire una pluralità di voci e permettere ai nostri media di operare senza interferenze, private o pubbliche che siano. Incoraggiamo ora il Parlamento europeo e il Consiglio a trovare rapidamente un accordo su questa importante proposta legislativa."

Ieri l'alto rappresentante/vicepresidente Josep Borrell ha rilasciato una dichiarazione a nome dell'UE.

Nel settembre 2022 la Commissione ha proposto la legge europea per la libertà dei media, che prevede, tra l'altro, garanzie contro le ingerenze politiche nelle decisioni editoriali e contro la sorveglianza. La proposta pone l'accento sull'indipendenza e sul finanziamento stabile dei media del servizio pubblico come pure sulla trasparenza della proprietà dei media e sulla distribuzione della pubblicità statale.

La legge europea per la libertà dei media fa parte di un approccio europeo globale per i media, basato sul piano d'azione per la democrazia europea e sul piano d'azione per i settori dei media e degli audiovisivi (MAAP).

Lo scorso anno la Commissione ha inoltre adottato una proposta per contrastare le azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (dette anche "SLAPP" o "azioni bavaglio"), fornendo ai giornalisti e ai difensori dei diritti umani strumenti per contrastare i procedimenti giudiziari abusivi. L’iniziativa integra la raccomandazione della Commissione sulla sicurezza dei giornalisti

Nel frattempo la Commissione prosegue la fornitura di sostegno finanziario per promuovere la libertà e il pluralismo dei media.

 

Giornata dell'Europa 2023: celebriamo l'unità europea

 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Il 9 maggio l'Unione europea festeggerà la Giornata dell'Europa 2023, in commemorazione della dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950. Per celebrare questa ricorrenza speciale le istituzioni dell'UE, comprese le delegazioni e le rappresentanze in tutto il mondo, organizzano una serie di attività online e in presenza che permetteranno di scoprire e conoscere più da vicino l'Unione europea.

Nel prossimo mese di maggio la Giornata dell'Europa costituirà un punto d'incontro per saperne di più su come l'Unione europea supporti la pace, la sicurezza e la democrazia con la sua determinazione di fronte alla guerra di aggressione russa contro l'Ucraina e ad altri conflitti nel resto del mondo. La Giornata dell'Europa 2023 consentirà inoltre ai visitatori di conoscere meglio l'impegno dell'UE a costruire un'Europa verde, digitale e competitiva, equa e qualificata, forte, resiliente e sicura. Particolare rilievo verrà dato in questa edizione anche all'Anno europeo delle competenze 2023, al via ufficiale proprio il 9 maggio.

Il giorno stesso e nei giorni precedenti e successivi le istituzioni dell'UE organizzeranno numerose attività interattive nelle sedi locali dei 27 Stati membri e in tutto il mondo.

I cittadini dell'UE potranno conoscere da vicino le istituzioni dell'UE a Bruxelles, Lussemburgo e Strasburgo

  • Sabato 6 maggio: Bruxelles sarà possibile visitare le istituzioni dell'UE.  Per maggiori informazioni sul programma delle attività consultare questo sito.
  • Martedì 9 maggio:  a Lussemburgo sarà possibile visitare la Corte di giustizia dell'Unione europea e il villaggio europeo, allestito dalla rappresentanza della Commissione insieme alle autorità nazionali, alle ambasciate degli Stati membri, alle istituzioni dell'UE ubicate a Lussemburgo e alla società civile. Ulteriori informazioni sono disponibili qui.
  • Sabato 13 maggio: sarà possibile esplorare il Parlamento europeo a Strasburgo e visitare la sede del più grande organo democratico d'Europa. Ulteriori informazioni sono disponibili qui.

Il 9 maggio è in programma anche il Festival dell'Anno europeo delle competenze, che a sua volta prevede un vasto programma di iniziative incentrate sulle competenze in diverse località d'Europa. Sul sito web dell'Anno europeo delle competenze sono disponibili maggiori informazioni e ulteriori dettagli sulle attività organizzate a livello locale in tutta Europa.

Nei 27 Stati membri dell'UE e nel resto del mondo le istituzioni dell'UE, insieme ai partner e alle reti, celebreranno la Giornata dell'Europa con una serie di attività coinvolgenti, informative e divertenti. Per l'occasione le rappresentanze della Commissione europea, in stretta collaborazione con gli uffici di collegamento del Parlamento europeo, i centri Europe Direct e altri partner nazionali e regionali, hanno in programma varie iniziative, quali attività di edutainment e quiz, festival, attività sportive, eventi e dibattiti culturali, ma anche attività di visibilità e campagne sui social media.

Anche le delegazioni dell'UE celebreranno la Giornata dell'Europa in tutto il mondo mettendo in luce l'unità e la solidarietà europee.

Green Deal europeo: al via l'attuazione del pacchetto "Pronti per il 55%"

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione accoglie con favore l'adozione definitiva di ieri, da parte degli Stati membri dell'UE, dei regolamenti riveduti relativi alle norme sulle emissioni di CO2 per le autovetture e i furgoni nuovi, alla condivisione degli sforzi e all'uso del suolo, il cambiamento di uso del suolo e la silvicoltura. Questi accordi rappresentano un traguardo che consentirà all'UE di avviare la fase di attuazione del pacchetto legislativo "Pronti per il 55%", presentato dalla Commissione nel luglio 2021 per realizzare il Green Deal europeo. L'Unione sarà così sulla buona strada per ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 e diventare climaticamente neutra entro il 2050.

In base ai nuovi livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2, dal 2035 tutte le autovetture e i furgoni nuovi immatricolati nell’UE dovranno essere a zero emissioni. Si tratta di norme più rigorose che ridurranno le emissioni dei trasporti e permetteranno di progredire costantemente verso una mobilità a zero emissioni, di contrastare l'inquinamento atmosferico in tutta l'Unione e di mantenere l'industria automobilistica innovativa e competitiva a livello internazionale. In una dichiarazione che accompagna il voto, la Commissione si è impegnata a presentare proposte per dare seguito alla richiesta dei colegislatori di consentire l'immatricolazione di autovetture e furgoni alimentati esclusivamente a carburanti a zero emissioni di carbonio dopo il 2035.

Il regolamento sulla condivisione degli sforzi riveduto stabilisce per gli Stati membri obiettivi annuali vincolanti più ambiziosi in materia di emissioni di gas a effetto serra in settori attualmente non inclusi nel sistema di scambio di quote di emissione dell'UE. Il testo definitivo mantiene la proposta della Commissione di aumentare l'obiettivo di riduzione delle emissioni per tali settori (edilizia, agricoltura, gestione dei rifiuti, piccola industria e trasporti) dal 29% al 40% entro il 2030, rispetto ai livelli del 2005.

Il regolamento sull'uso del suolo, il cambiamento di uso del suolo e la silvicoltura riveduto aumenta l'obiettivo dell'UE in relazione agli assorbimenti netti di carbonio da pozzi naturali a 310 milioni di tonnellate di CO2 equivalente entro il 2030. Le nuove norme fissano obiettivi ambiziosi ed equi per ciascuno Stato membro, al fine di invertire la tendenza alla diminuzione dei pozzi di assorbimento del carbonio dell’UE.

Ieri il Consiglio ha inoltre adottato una decisione che modifica la riserva stabilizzatrice del mercato relativa al sistema per lo scambio di quote di emissione nell'UE, che stabilizza il mercato del carbonio eliminando le quote eccedentarie. La modifica ha rafforzato la riserva e ulteriori modifiche saranno adottate nell'ambito della revisione del sistema di scambio di quote di emissione, che dovrebbe essere adottata nelle prossime settimane, a seguito dell'accordo provvisorio dello scorso dicembre.

Gli accordi raggiunti dal Parlamento europeo e dal Consiglio alla fine dello scorso anno possono ora entrare in vigore dopo l'approvazione formale dei due colegislatori. Queste leggi aggiornate sono predisposte per raggiungere gli obiettivi concordati nella normativa europea sul clima e trasformare radicalmente l'economia e la società dell'UE per un futuro equo, verde e prospero.


Case “green”: approvata la posizione del Parlamento europeo

 


• Nuovi edifici a emissioni zero dal 2028
• Misure per ridurre le bollette energetiche e contrastare i cambiamenti climatici
• Misure di sostegno per le famiglie vulnerabili
• Edifici responsabili del 36% delle emissioni di gas serra

 

Foto Parlamento europeo 250Martedì, il Parlamento ha approvato il mandato negoziale su una proposta di legge per aumentare il tasso di ristrutturazioni e ridurre consumo energetico e emissioni nel settore edilizio.
L'obiettivo della proposta di revisione della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia è una sostanziale riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e del consumo energetico nel settore entro il 2030, al fine di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Ristrutturare un più ampio numero di edifici inefficienti sotto il profilo energetico e migliorare la condivisione delle informazioni sul rendimento energetico sono altri obiettivi della proposta.

La posizione negoziale del Parlamento è stata approvata martedì con 343 voti favorevoli, 216 contrari e 78 astensioni.

Obiettivi di riduzione delle emissioni

Per i deputati, tutti i nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero a partire dal 2028. Per i nuovi edifici occupati, gestiti o di proprietà delle autorità pubbliche la scadenza è fissata al 2026. Tutti i nuovi edifici per cui sarà tecnicamente ed economicamente possibile dovranno inoltre dotarsi di tecnologie solari entro il 2028, mentre per gli edifici residenziali sottoposti a ristrutturazioni importanti la data limite è il 2032.

Sempre secondo la posizione del PE, gli edifici residenziali dovranno raggiungere, come minimo, la classe di prestazione energetica E entro il 2030, e D entro il 2033. Per gli edifici non residenziali e quelli pubblici il raggiungimento delle stesse classi dovrà avvenire rispettivamente entro il 2027 (E) e il 2030 (D).

Per prendere in considerazione le differenti situazioni di partenza in cui si trovano i parchi immobiliari nazionali, nella classificazione di efficienza energetica, che va dalla lettera A alla G, la classe G dovrà corrispondere al 15% degli edifici con le prestazioni energetiche peggiori in ogni Stato membro.

Gli interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche (ad esempio sotto forma di lavori di isolamento o rinnovo dell'impianto di riscaldamento) dovranno essere effettuati al momento dell'ingresso di un nuovo inquilino, oppure al momento della vendita o della ristrutturazione dell'edificio.

I Paesi UE stabiliranno le misure necessarie per raggiungere questi obiettivi nei rispettivi piani nazionali di ristrutturazione.

Misure di sostegno contro la povertà energetica

I deputati vogliono che I piani nazionali di ristrutturazione prevedano regimi di sostegno per facilitare l'accesso alle sovvenzioni e ai finanziamenti. Gli Stati membri dovranno allestire punti di informazione e programmi di ristrutturazione neutri dal punto di vista dei costi. I regimi finanziari dovranno prevedere un premio cospicuo per le cosiddette ristrutturazioni profonde, in particolare nel caso degli edifici con le prestazioni peggiori, e sovvenzioni e sussidi mirati destinati alle famiglie vulnerabili.

Deroghe

La nuova normativa non si applica ai monumenti, e i Paesi UE avranno la facoltà di escludere anche edifici protetti in virtù del loro particolare valore architettonico o storico, edifici tecnici, quelli utilizzati temporaneamente, chiese e luoghi di culto. Gli Stati membri potranno inoltre estendere le esenzioni anche a edifici dell'edilizia sociale pubblica in cui le ristrutturazioni comporterebbero aumenti degli affitti non compensati da maggiori risparmi sulle bollette energetiche.

Agli Stati membri sarà consentito, per una percentuale limitata di edifici, di adeguare i nuovi obiettivi in funzione della fattibilità economica e tecnica delle ristrutturazioni e della disponibilità di manodopera qualificata.

Citazione

Il relatore Ciarán Cuffe (Verdi/ALE, IE) ha dichiarato: “L'impennata dei prezzi dell'energia ha riportato l'attenzione sull'efficienza energetica e sulle misure di risparmio energetico. Migliorare le prestazioni degli edifici europei abbasserà le bollette e la nostra dipendenza dalle importazioni di energia. Vogliamo che la direttiva riduca la povertà energetica e le emissioni, e garantisca migliori ambienti interni per la salute delle persone. Si tratta di una strategia di crescita per l'Europa, che creerà centinaia di migliaia di posti di lavoro locali e di buona qualità nell'edilizia, nelle ristrutturazioni e nelle energie rinnovabili, migliorando il benessere di milioni di persone che vivono in Europa.”

Prossime tappe

I deputati avvieranno i negoziati con i governi dell’UE per concordare la forma definitiva della normativa.

Contesto

Secondo la Commissione europea, gli edifici dell'UE sono responsabili del 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di gas a effetto serra. Il 15 dicembre 2021 la Commissione ha approvato una proposta legislativa di revisione della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia, che fa parte del pacchetto "Pronti per il 55%". Con la nuova normativa europea sul clima del luglio 2021 entrambi gli obiettivi per il 2030 e il 2050 sono diventati vincolanti a livello europeo.

 

Giornata internazionale della donna: in un momento in cui i diritti delle donne sono particolarmente sotto attacco in tutto il mondo, l'UE adotta decisioni destinate a lasciare il segno

 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250in vista della Giornata internazionale della donna, la Commissione europea e l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno rilasciato la seguente dichiarazione:  

"In occasione della Giornata internazionale della donna, pensiamo alla resilienza e alla forza delle donne. alla loro determinazione nel combattere le ingiustizie, alla loro dedizione nei confronti degli altri, al loro instancabile impegno a favore dei cambiamenti.

Non solo oggi, ma ogni giorno, siamo al fianco di tutte le donne per dare un impulso sempre più grande ai loro diritti in tutto il mondo. Vogliamo che le donne possano perseguire senza ostacoli i traguardi che si prefiggono.

L'aumento a livello mondiale dell'oppressione nei loro confronti e degli episodi in cui si attenta ai diritti umani di donne e ragazze sono allarmanti.

Siamo al fianco delle donne in Iran, le cui libertà sono sistematicamente limitate, e in Afghanistan, dove i talebani stanno cercando di cancellare la presenza di donne e ragazze dallo spazio pubblico, nonché in qualunque posto del mondo in cui i diritti e le libertà fondamentali delle donne sono minacciati o negati.

Siamo inoltre estremamente preoccupati per le notizie secondo cui le forze armate russe utilizzano la violenza sessuale contro donne e bambini in Ucraina come arma di guerra. Tali azioni costituiscono crimini di guerra e i responsabili devono essere assicurati alla giustizia. Continueremo a collaborare con i nostri partner internazionali per far sì che la Russia paghi per queste atrocità.

Per rafforzare la responsabilità globale, l'UE ha appena adottato un pacchetto di sanzioni nei confronti degli autori di violenze sessuali e di genere.

Vi sono anche buone notizie. L'UE ha preso decisioni fondamentali per garantire che le donne nell'UE abbiano le stesse opportunità degli uomini; ad esempio, con le nuove norme dell'UE sull'equilibrio di genere nei consigli di amministrazione delle società o sulla trasparenza retributiva. Intendiamo inoltre stabilire norme dell'UE per combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica

Occorre fare di più. Una reale parità di diritti è ancora lontana e sarà realizzata solo quando ci daremo tutti da fare per promuoverla e tutelarla, in Europa e nel mondo intero". 

Contesto

Il tema della Giornata internazionale della donna 2023 è "DigitALL: innovazione e tecnologia per la parità di genere". Il divario digitale di genere impedisce alle donne di cogliere appieno i vantaggi della transizione digitale. Attraverso la strategia digitale dell'UE e la crescita sostenibile, l'UE cerca di garantire la parità di accesso delle donne al potenziale inutilizzato delle tecnologie digitali.

La presidente Ursula von der Leyen ha proclamato il 2023 Anno europeo delle competenze. Investire nell'istruzione e nella formazione professionale per le donne e le ragazze è fondamentale per migliorare la posizione delle donne in tutti i settori e per colmare il divario retributivo di genere.

Nel 2022 l'UE ha compiuto importanti progressi nella legislazione che promuove la parità di genere. Nel marzo 2022 la Commissione ha proposto norme minime dell'UE per combattere la violenza di genere. La proposta di direttiva affronta, per la prima volta, la violenza online, come la condivisione non consensuale di immagini intime; lo stalking online, le molestie online e l'incitamento alla violenza o all'odio online. Dall'agosto 2022 sono entrati in vigore i nuovi diritti in materia di equilibrio tra vita professionale e vita privata a livello dell'UE. Nel settembre 2022 la Commissione europea ha adottato la strategia europea per l'assistenza. Nel novembre 2022 il Parlamento europeo ha adottato la direttiva sull'equilibrio di genere nei consigli di amministrazione delle società, che introduce soglie per una rappresentanza di genere equilibrata nei consigli di amministrazione delle società quotate. In dicembre è stato raggiunto un accordo politico sulla direttiva sulla trasparenza retributiva. La Commissione ha pubblicato oggi la relazione del 2023 sulla parità di genere nell'UE, che fornisce un aggiornamento sulle misure adottate per realizzare la strategia per la parità di genere 2020-2025.  

La Commissione avvia domani una campagna contro gli stereotipi di genere, un importante risultato della strategia per la parità di genere. Quest'anno la Commissione europea lancia inoltre un invito a presentare proposte nell'ambito del programma Cittadinanza, uguaglianza, diritti e valori (CERV) per promuovere la parità di genere, compresa la partecipazione equilibrata delle donne al processo decisionale economico e politico. 

L'UE continua a essere una forza trainante per la promozione della parità di genere al di là dei suoi confini, in tutte le dimensioni delle sue attività. Inoltre, nell'ambito del piano d'azione sulla parità di genere III (GAPIII) 2021-2025, la Commissione europea e il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) si adoperano per garantire che entro il 2025 l'85% delle nuove azioni esterne dell'UE contribuisca alla parità di genere e all'emancipazione delle donne e delle ragazze. Per raggiungere tale obiettivo, l'integrazione della dimensione di genere in tutte le politiche e in tutti i settori esterni è stata intensificata, a partire dall'integrazione degli obiettivi del GAP III, ed è in fase di promozione un approccio intersezionale e basato sui diritti umani, volto a promuovere trasformazioni sotto il profilo del genere.

Difendere i diritti delle donne e la parità di genere è una priorità fondamentale della politica esterna dell'UE. Di recente, nel dicembre 2022, l'UE e i partner africani hanno unito le forze per migliorare i diritti in materia di salute sessuale e riproduttiva in Africa nell'ambito del Global Gateway. L'iniziativa ha fatto seguito a un pacchetto di misure a sostegno dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne in tutto il mondo del settembre 2022. Nell'ambito di tali due azioni sono stati stanziati 105 milioni di € a sostegno delle donne in tutto il mondo.

Il 2023 segna il 75º anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, che sancisce che "tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti".

Domani, in riconoscimento dei notevoli progressi compiuti da organizzazioni accademiche e di ricerca verso la parità di genere, la Commissione annuncerà i vincitori del premio dell'UE per i campioni dell'uguaglianza di genere. I nomi dei vincitori saranno resi noti con un annuncio online. La cerimonia di premiazione sarà trasmessa in diretta streaming qui.

Per ulteriori informazioni

Relazione 2023 sulla parità di genere nell'UE

Indice sull'uguaglianza di genere 2022

Biodiversità degli oceani: accordo globale sulla protezione e sull'uso sostenibile delle risorse e della biodiversità in alto mare

 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Oggi si sono conclusi i negoziati globali sullo storico trattato sull'alto mare per proteggere gli oceani, affrontare il degrado ambientale, combattere i cambiamenti climatici e prevenire la perdita di biodiversità.

Il nuovo trattato consentirà di istituire su larga scala aree marine protette in alto mare, necessarie anche per rispettare l'impegno mondiale assunto nel dicembre scorso dall'accordo sul quadro globale di Kunming-Montréal al fine di proteggere almeno il 30% degli oceani entro il 2030. Per la prima volta, il trattato imporrà anche una valutazione dell'impatto delle attività economiche sulla biodiversità in alto mare. La partecipazione dei paesi in via di sviluppo al nuovo trattato e alla sua attuazione sarà sostenuta mediante una forte componente di sviluppo di capacità e trasferimento di tecnologie marine, finanziata da varie fonti pubbliche e private e da un meccanismo equo per la condivisione dei potenziali benefici delle risorse genetiche marine.

Questo "trattato sulla biodiversità nelle zone non soggette a giurisdizione nazionale", concordato oggi in occasione della 5a conferenza intergovernativa di New York, è il frutto di un impegno globale protrattosi per oltre un decennio nel tentativo di trovare soluzioni a questo importante problema ambientale di portata mondiale. L'UE e i suoi Stati membri hanno guidato la coalizione di ambizione elevata della BBNJ (High Ambition Coalition), che ha rivestito un ruolo cruciale nel raggiungimento dell'accordo e che riunisce 52 paesi impegnati, al più alto livello politico, nella realizzazione di azioni ambiziose finalizzate alla protezione degli oceani. La coalizione era stata istituita a Brest in occasione dello One Ocean Summit 2022 dalla presidente von der Leyen insieme alla presidenza francese del Consiglio.

Prossime tappe

Ora che i negoziati si sono conclusi, l'accordo entrerà in vigore dopo la ratifica da parte di 60 Stati.  L'UE si adopererà per garantire che ciò avvenga in tempi rapidi e per aiutare i paesi in via di sviluppo a prepararsi all'attuazione dell'accordo. A tal fine l'UE si è impegnata a stanziare 40 milioni di € nell'ambito di un programma globale per gli oceani e ha invitato i membri della coalizione di ambizione elevata a fare altrettanto nei limiti delle loro capacità.

L'adozione formale del trattato avrà luogo una volta completata la revisione giuridica nelle lingue delle Nazioni Unite.

Contesto

L'alto mare offre all'umanità inestimabili benefici ecologici, economici, sociali e di sicurezza alimentare e deve essere protetto con la massima urgenza.

Le aree non soggette a giurisdizione nazionale coprono quasi i due terzi degli oceani del mondo, comprese le zone d'alto mare e i fondali marini al di fuori della giurisdizione nazionale. Contengono risorse marine e biodiversità e apportano all'umanità inestimabili benefici ecologici, economici, sociali, culturali, scientifici e di sicurezza alimentare, ma subiscono pressioni sempre maggiori a causa dell'inquinamento (compreso il rumore), dello sfruttamento eccessivo, dei cambiamenti climatici e della riduzione della biodiversità.

Di fronte a queste sfide e in vista della crescente domanda futura di risorse marine per ricavarne, tra le altre cose, alimenti, medicinali ed energia, la stragrande maggioranza degli Stati ha convenuto sulla necessità di questo trattato sull'alto mare, che assume la forma di un nuovo accordo di attuazione nell'ambito della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) al fine di proteggere e utilizzare in modo sostenibile le risorse di queste zone. L'accordo porterà avanti l'attuazione dei principi vigenti in seno all'UNCLOS per conseguire una gestione più olistica delle attività svolte in alto mare. Questi principi comprendono il dovere di cooperazione, il dovere di proteggere e preservare l'ambiente marino e il dovere di effettuare una valutazione preliminare dell'impatto delle attività.

Questo accordo di attuazione è il terzo di questo tipo, dopo gli accordi specifici sull'estrazione mineraria dei fondi marini (1994) e sulla gestione degli stock ittici transzonali e altamente migratori (1995). Il nuovo accordo permetterebbe all'UNCLOS di stare al passo con gli sviluppi realizzati e le sfide emerse da quando la convenzione è stata elaborata trent'anni fa e sosterrebbe ulteriormente la realizzazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, in particolare dell'obiettivo di sviluppo sostenibile 14 ("la vita sott'acqua").

Per ulteriori informazioni

 Sito web della Commissione sulla coalizione di ambizione elevata e sui negoziati BBNJ "Proteggere l'oceano, è il momento di agire".

Citazioni

Virginijus Sinkevičius, Commissario per l'Ambiente, gli oceani e la pesca

Un momento storico per i nostri oceani. Oggi è stato raggiunto il culmine di oltre un decennio di lavori preparatori e di negoziati internazionali in cui l'UE ha svolto un ruolo chiave. Con l'accordo sul trattato delle Nazioni Unite sull'alto mare si compie un passo avanti fondamentale per preservare la vita marina e la biodiversità, elementi essenziali per noi e per le generazioni future. L'accordo dimostra anche l'importanza della cooperazione multilaterale rafforzata con i nostri partner e costituisce una risorsa importante per realizzare l'obiettivo della COP 15: la protezione del 30% degli oceani. Sono particolarmente orgoglioso del risultato ottenuto.

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