dall'Europa

Salute mentale: la Commissaria Kyriakides partecipa a un dibattito con i giovani

 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Domani la Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, discuterà con i giovani europei il tema della salute mentale nel corso di un evento organizzato nel quadro dell'Anno europeo dei giovani 2022. Nell'UE, già prima della pandemia di COVID-19, circa un cittadino europeo su sei (circa 84 milioni di persone) era affetto da problemi di salute mentale. Secondo la relazione "Health at a Glance" del 2022, la percentuale di giovani che riferiscono di avere sintomi di depressione in diversi Stati membri dell'UE è più che raddoppiata durante la pandemia e quasi un giovane europeo su due ha riferito di avere esigenze di assistenza insoddisfatte in materia di salute mentale.

Il dialogo offrirà ai giovani l'occasione di discutere le loro esperienze e fornire suggerimenti e spunti per progredire verso un nuovo approccio alla salute mentale che offra reali vantaggi per tutti i cittadini dell'Unione. I partecipanti provengono da tutta l'UE e dall'Ucraina. Alcuni sono stati colpiti dal cancro, altri svolgono attività di volontariato per organizzazioni come la Croce Rossa o operano nel settore sanitario. Al dialogo parteciperanno anche due rappresentanti del Forum europeo della gioventù.

Nel suo discorso sullo stato dell'Unione dello scorso anno, la Presidente von der Leyen ha chiesto un nuovo approccio globale alla salute mentale. La proposta risponde alle conclusioni della Conferenza sul futuro dell'Europa, in cui si sollecitano iniziative volte a migliorare la comprensione dei problemi di salute mentale e azioni efficaci per affrontarli. Il dialogo, che inizierà alle ore 14.30 e potrà essere seguito in diretta streaming, fa parte del processo di consultazione e contribuirà alla prossima proposta della Commissione.

Green Deal europeo: la Commissione propone l'obiettivo zero emissioni per i nuovi autobus urbani a partire dal 2030 e un taglio del 90% delle emissioni dei nuovi camion entro il 2040

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Oggi la Commissione ha proposto nuovi obiettivi ambiziosi per le emissioni di CO2 dei veicoli pesanti nuovi a partire dal 2030. Camion, autobus urbani e pullman a lunga percorrenza generano oltre il 6% delle emissioni totali di gas serra dell'UE e più del 25% delle emissioni di gas serra del trasporto su strada: i nuovi obiettivi aiuteranno rendere meno inquinante il settore dei trasporti. Grazie ai livelli più severi di emissioni questo segmento del settore del trasporto su strada contribuirà alla transizione verso una mobilità pulita e agli obiettivi dell'UE in materia di clima e inquinamento zero.

La Commissione propone di introdurre gradualmente livelli di emissioni di CO2 più rigorosi per quasi tutti i veicoli pesanti nuovi con emissioni di CO2 certificate, nello specifico:

  • emissioni ridotte del 45% a partire dal 2030;
  • emissioni ridotte del 65% a partire dal 2035;
  • emissioni ridotte del 90% a partire dal 2040.

Per accelerare la diffusione degli autobus a emissioni zero nelle città, la Commissione propone inoltre che a partire dal 2030 tutti i nuovi autobus urbani non ne debbano più produrre.

In linea con gli obiettivi del Green Deal europeo e del piano REPowerEU, questa proposta avrà un impatto positivo sulla transizione energetica, riducendo la domanda di combustibili fossili importati e migliorando il risparmio energetico e l'efficienza nel settore dei trasporti dell'UE. A beneficiarne saranno gli operatori e gli utilizzatori europei dei trasporti, che vedranno ridurre i costi del carburante e il costo totale della proprietà dei veicoli e avranno un'offerta ampliata di veicoli più efficienti sotto il profilo energetico. Saranno poi tutti gli europei a godere della migliore qualità dell'aria, soprattutto in città, e dei conseguenti effetti positivi sulla salute.

Questo è infine un settore chiave per sostenere l'industria europea delle tecnologie pulite e dare impulso alla competitività internazionale. L'Unione è leader nel mercato della produzione di camion e autobus e un quadro giuridico comune l'aiuta a mantenere questa posizione in futuro. In particolare, gli standard rivisti danno un segnale chiaro a lungo termine che orienta l'industria dell'Unione verso investimenti nelle tecnologie innovative a zero emissioni e incentiva la diffusione delle infrastrutture di ricarica e rifornimento.

Contesto

Le emissioni prodotte dai veicoli pesanti sono aumentate di anno in anno dal 2014, tranne nel 2020 a causa della pandemia di COVID-19. L'aumento è particolarmente netto nel settore del trasporto merci, dovuto soprattutto al trasporto su strada, la cui domanda già in crescita si prevede continuerà a crescere. Nel 2019 le emissioni del trasporto merci superavano del 44% quelle del trasporto aereo e del 37% quelle del trasporto marittimo.

La stragrande maggioranza dei veicoli pesanti del parco veicoli dell'UE (99%) funziona con motori a combustione interna alimentati prevalentemente da combustibili fossili importati, come il diesel. Ciò aggrava la dipendenza energetica dell'UE e l'attuale volatilità del mercato dell'energia.

Gli standard attuali delle emissioni per i veicoli pesanti risalgono al 2019 e non sono più in linea con i nuovi obiettivi climatici dell'UE: non solo non forniscono agli investitori un segnale abbastanza chiaro a lungo termine ma non rispecchiano neppure la nuova realtà del settore dell'energia né il rapido sviluppo dell'industria del veicoli pesanti nel mondo. I nuovi livelli di CO2 proposti sono allineati alle ambizioni più decise che l'UE si è data in materia di clima, al pacchetto "Pronti per il 55%" e all'accordo di Parigi.

Occorre accompagnare questa proposta con investimenti diretti nei veicoli a zero emissioni e nelle infrastrutture di ricarica e rifornimento; in quest'ottica la Commissione ha già proposto il regolamento sull'infrastruttura per i combustibili alternativi che servirà a sviluppare le infrastrutture di ricarica necessarie a sostenere la transizione verde del settore dei veicoli pesanti. La Commissione ha proposto, in particolare, di installare punti di ricarica e rifornimento a distanza regolare sulle autostrade principali: ogni 60 km per la ricarica elettrica e ogni 150 km per il rifornimento di idrogeno. La Commissione sta lavorando intensamente con i colegislatori per portare a termine i negoziati su queste proposte.

Green deal: obbligo di zero emissioni per nuove auto e nuovi furgoni nel 2035

 


• Maggior contributo del trasporto su strada alla neutralità climatica nell'UE
• Nuova metodologia per valutare le emissioni di CO2
• Allineamento dei valori limite alle emissioni reali

 

Foto Parlamento europeo 250Martedì, il Parlamento ha approvato in via definitiva i nuovi obiettivi vincolanti per la riduzione delle emissioni di CO2 di autovetture e veicoli commerciali leggeri di nuova produzione.
Con 340 voti favorevoli, 279 voti contrari e 21 astensioni, i deputati hanno approvato l'accordo raggiunto con il Consiglio sugli obblighi di riduzione delle emissioni di CO2 per nuove auto e nuovi furgoni, in linea con gli ambiziosi obiettivi climatici dell'UE.

La legislazione approvata prevede l’obbligo per nuove autovetture e nuovi veicoli commerciali leggeri di non produrre alcuna emissione di CO2 dal 2035. L'obiettivo è quello di ridurre del 100% le emissioni di questi tipi di veicoli rispetto al 2021. Gli obiettivi intermedi di riduzione delle emissioni per il 2030 sono stati fissati al 55% per le autovetture e al 50% per i furgoni.

Di seguito, le altre misure chiave previste dalla normativa:
• Entro il 2025, la Commissione presenterà una metodologia per valutare e comunicare i dati sulle emissioni di CO2 durante tutto il ciclo di vita delle auto e dei furgoni venduti sul mercato dell'UE. La metodologia sarà accompagnata da proposte legislative, se opportuno.
• Entro dicembre 2026, la Commissione monitorerà il divario tra i valori limite di emissione e i dati reali sul consumo di carburante ed energia. Inoltre, la Commissione presenterà una metodologia per l'adeguamento delle emissioni di CO2 specifiche per i costruttori.
• È prevista un'esenzione totale per chi produce meno di 1.000 nuovi veicoli l'anno.
• I costruttori con un volume annuo di produzione limitato (da 1.000 a 10.000 nuove autovetture o da 1.000 a 22.000 nuovi furgoni) possono avvalersi di una deroga fino alla fine del 2035.
• L'attuale meccanismo di incentivazione di veicoli a zero e a basse emissioni (ZLEV) sarà adattato per rispondere all'andamento previsto delle vendite: ci saranno obiettivi più bassi di riduzione per quei costruttori che vendono un maggior numero di veicoli con emissioni da zero a 50g CO2/km, quali i veicoli elettrici e veicoli elettrici ibridi efficienti. Dal 2025 al 2029, il fattore di riferimento ZLEV è stato fissato al 25% per le vendite di nuove autovetture e al 17% per i nuovi furgoni. A partire dal 2030, questo incentivo sarà rimosso.
• Con cadenza biennale, a partire dalla fine del 2025, la Commissione pubblicherà una relazione per valutare i progressi compiuti nell'ambito della mobilità a zero emissioni nel trasporto su strada.

Citazione

Il relatore Jan Huitema (Renew, NL) ha dichiarato: "La normativa incentiva la produzione di veicoli a basse e a zero emissioni. Inoltre, contiene un'ambiziosa revisione degli obiettivi per il 2030 e l'obiettivo emissioni zero per il 2035, cruciale per il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. Questi obiettivi offriranno chiarezza per l'industria automobilistica e stimoleranno l'innovazione e gli investimenti dei costruttori. Acquistare e guidare autovetture a emissioni zero diventerà meno oneroso per i consumatori e porterà a un rapido sviluppo del mercato di seconda mano. Guidare in modo sostenibile diventerà accessibile a tutti".

Prossime tappe

Dopo il voto finale in Aula, il Consiglio UE dovrà approvare formalmente il testo prima della sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Contesto

Il 14 luglio 2021, nell'ambito del pacchetto "Pronti per il 55%", la Commissione ha presentato una proposta legislativa per il rafforzamento dei livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 delle autovetture nuove e dei veicoli commerciali leggeri nuovi. La proposta intende contribuire agli obiettivi climatici UE per il 2030 e il 2050, fornire benefici ai cittadini e stimolare l'innovazione nell’ambito delle tecnologie a emissioni zero.

Turchia e Siria: l'UE offre aiuto di emergenza in seguito al devastante terremoto

 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250L'Alto rappresentante/Vicepresidente Josep Borrell e il Commissario per la Gestione delle crisi Janez Lenarčič hanno rilasciato la seguente dichiarazione sul terremoto che ha colpito la Turchia e la Siria:

"Un potente terremoto di magnitudo 7,8 sulla scala Richter – uno dei più forti nella regione da oltre 100 anni – ha colpito nella notte la regione di Gaziantep, in Turchia, colpendo anche la vicina Siria.

Rispondendo prontamente, l'Unione europea ha mobilitato per la Turchia squadre di ricerca e salvataggio, in seguito alla richiesta del paese di attivare il meccanismo di protezione civile dell’UE.

Dieci squadre di ricerca e salvataggio in ambito urbano sono state rapidamente mobilitate da Bulgaria, Cechia, Croazia, Francia, Grecia, Paesi Bassi, Polonia e Romania per aiutare gli operatori di primo intervento sul campo. Anche l'Italia e l'Ungheria hanno offerto alla Turchia le loro squadre di salvataggio. Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell'UE è in contatto diretto con le autorità turche per coordinare un ulteriore sostegno, se necessario.

Il sistema satellitare Copernicus dell'UE è stato attivato per fornire servizi di mappatura d’emergenza.

L'UE è pronta a sostenere anche le persone colpite in Siria, dove sono state registrate vittime, attraverso i suoi programmi di assistenza umanitaria.

I nostri pensieri sono rivolti a tutti coloro che hanno perso i propri cari e ai coraggiosi operatori di primo intervento che lavorano per salvare vite umane.”

 

Giornata internazionale della tolleranza zero contro le mutilazioni genitali femminili:
la Commissione esorta a porre fine a questo crimine che viola i diritti umani

 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Il 6 febbraio 2023, in occasione della Giornata internazionale della tolleranza zero contro le mutilazioni genitali femminili, l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza/Vicepresidente della Commissione, Josep Borrell, la Vicepresidente per i Valori e la trasparenza, Věra Jourová, la Vicepresidente per la Demografia e la democrazia, Dubravka Šuica, la Commissaria per l'Uguaglianza, Helena Dalli, e la Commissaria per i Partenariati internazionali, Jutta Urpilainen, hanno ribadito il fermo impegno dell'UE a sradicare in tutto il mondo la pratica delle mutilazioni genitali femminili e hanno rilasciato la seguente dichiarazione congiunta:

"Le mutilazioni genitali femminili sono una violazione dei diritti umani e una forma di violenza contro le donne, le ragazze e le bambine. Non comportano benefici per la salute e causano danni permanenti alle donne, alle ragazze e alle bambine.

Nel mondo sono oltre 200 milioni le persone colpite, di cui, secondo le stime, 600 000 vivono in Europa. Dobbiamo agire con determinazione per innescare il cambiamento e sradicare questa pratica se vogliamo conseguire l'eliminazione delle mutilazioni genitali femminili prevista dagli obiettivi di sviluppo sostenibile (obiettivo 5.3) entro il 2030.

Trasformare le norme sociali e di genere collaborando con uomini e ragazzi è fondamentale per porre fine alle mutilazioni genitali femminili. Dal 2016 l'UE sostiene il programma congiunto UNFPA-UNICEF per l'eliminazione delle mutilazioni genitali femminili con 18,5 milioni di €, creando 1 758 coalizioni di uomini e ragazzi.

Lo scorso anno la Commissione ha proposto norme a livello dell'UE per combattere la violenza contro le donne, che comprenderanno l'obbligo di perseguire penalmente le mutilazioni genitali femminili in tutta l'UE. Quest'anno presenteremo anche una raccomandazione su come prevenire le pratiche dannose nei confronti delle donne, delle ragazze e delle bambine.

Spesso le mutilazioni genitali femminili non vengono praticate nell'UE, ma per eseguirle bambine e ragazze sono portate in un paese terzo. A partire da marzo, la polizia e le guardie di frontiera saranno allertate quando hanno a che fare con una persona a rischio di violenza di genere, comprese le mutilazioni genitali femminili, grazie al potenziamento del sistema d'informazione Schengen.

Quest'anno celebriamo il 75º anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani: è giunto il momento che le donne, le ragazze e le bambine siano libere dalla violenza una volta per tutte. È nostra responsabilità tutelare il loro diritto alla sicurezza e all'autonomia fisica. Occorre mettere fine alle mutilazioni genitali femminili." 

Contesto

Le mutilazioni genitali femminili, quali definite dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), comprendono tutte le pratiche che comportano la rimozione parziale o totale degli organi genitali esterni femminili o altre pratiche lesive di tali organi non dovute a motivi medici. Le stime ci dicono che in ben 17 paesi europei 190 000 bambine e ragazze rischiano di subire mutilazioni genitali e che, nel nostro continente, 600 000 donne sono costrette a viverne le conseguenze. Ogni anno almeno 20 000 donne e bambine arrivano in Europa come richiedenti asilo da paesi in cui vi è il rischio di mutilazioni genitali femminili. Questa pratica viene inflitta a bambine e ragazze, dalla prima infanzia all'età di 15 anni, giustificandola erroneamente con motivazioni culturali o sociali. Le mutilazioni genitali femminili costituiscono una forma di violenza contro le donne e le bambine che comporta gravi conseguenze fisiche e psicologiche permanenti.

La Commissione europea è fortemente determinata a porre fine a tutte le forme di violenza di genere in linea con le politiche dell'Unione in materia di uguaglianza. Questo impegno è illustrato nel piano d'azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia 2020-2024, nella strategia dell'UE per la parità di genere 2020-2025, nel piano d'azione dell'UE sulla parità di genere III e nella strategia dell'UE sui diritti dei minori che mira a porre fine alla violenza contro i minori, comprese le mutilazioni genitali femminili, sia all'interno che all'esterno dell'UE. In linea con queste politiche e con il nostro impegno a porre fine alle mutilazioni genitali femminili in Europa e nel mondo, sosteniamo con le superstiti, le famiglie e le comunità colpite, gli esperti e i responsabili politici e cooperiamo con loro.

La convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica prevede l'obbligo di perseguire penalmente le mutilazioni genitali femminili. La convenzione è stata firmata da tutti gli Stati membri dell'UE ed è stata finora ratificata da 21 di essi. La Commissione ha collaborato con il Consiglio per l'adesione dell'UE alla convenzione e ribadisce il suo impegno in tal senso.

L'8 marzo 2022 la Commissione presenterà una nuova proposta mirante a prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica e nel 2023 adotterà una raccomandazione specifica sulla prevenzione delle pratiche lesive, comprese le mutilazioni genitali femminili, la quale dovrebbe includere un sostegno e una protezione specializzati supplementari per le vittime.

Il programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori (CERV) offre finanziamenti per progetti volti a contrastare la violenza di genere, comprese le mutilazioni genitali femminili. Nell'ambito dell'invito a presentare proposte DAPHNE del 2022, sono stati selezionati dieci progetti a cui sono stati assegnati 5,6 milioni di € per affrontare questioni quali la prevenzione dei matrimoni infantili nella comunità Rom in Bulgaria, spazi sicuri per donne e ragazze migranti per condividere le loro esperienze in Lussemburgo e, più in generale, coinvolgere i giovani nella prevenzione delle mutilazioni genitali femminili in Europa.

Al più tardi a partire dal 7 marzo le autorità nazionali potranno contare sul nuovo sistema d'informazione Schengen, che fornirà loro una nuova categoria di allerta per prevenire gli spostamenti di potenziali vittime identificate, proteggendo le donne e le bambine vulnerabili che rischiano di diventare vittime di violenza di genere, comprese le mutilazioni genitali femminili.

Anche la Convenzione delle Nazioni Unite del 1989 sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, di cui tutti gli Stati membri dell'UE sono parti contraenti, condanna la violenza contro i minori, comprese le mutilazioni genitali femminili. Nel 2021 la Commissione ha presentato una strategia globale dell'UE sui diritti dei minori che contiene azioni concrete e raccomandazioni per porre fine alla violenza sui minori, comprese le mutilazioni genitali femminili.

Nel contesto dell'azione esterna e della cooperazione allo sviluppo, l'eliminazione delle mutilazioni genitali femminili continua a essere un'azione chiave del piano d'azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia 2020-2024 e del piano d'azione dell'UE sulla parità di genere 2021-2025. Un'azione che si traduce in dialoghi politici e interventi concreti, ad esempio mediante il sostegno al programma globale congiunto UNFPA/UNICEF per l'eliminazione delle mutilazioni genitali femminili, all'iniziativa Team Europa sulla salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti in Africa e al programma regionale per l'Africa dell'iniziativa Spotlight che ha destinato 7,5 milioni di € alla lotta contro questa pratica in 17 paesi partner. Nonostante le restrizioni imposte durante la pandemia di COVID-19, circa 650 000 donne e ragazze hanno potuto usufruire di servizi di contrasto alla violenza di genere, tra cui un sostegno alla prevenzione delle pratiche lesive. L'UE sostiene inoltre progetti che affrontano il problema delle mutilazioni genitali femminili a livello nazionale tramite lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR). In Somalia, ad esempio, l'UE incoraggia l'autonomia delle organizzazioni della società civile in azioni di pressione e sensibilizzazione a favore dell'adozione di politiche miranti a contrastare le mutilazioni genitali femminili, mentre in Sudan appoggia la riforma legislativa per l'eliminazione di tale pratica nelle comunità rurali.

Dal 2016 l'UE sostiene inoltre il programma congiunto UNFPA/UNICEF per l'eliminazione delle mutilazioni genitali femminili con un contributo totale di 18,5 milioni di €. L'UE cerca di trasformare le norme sociali e di genere collaborando con uomini e ragazzi, il che è fondamentale per porre fine alle mutilazioni genitali femminili. Fino al 2021 il programma aveva istituito 1 758 coalizioni di uomini e ragazzi per sostenere attivamente l'eliminazione delle mutilazioni genitali femminili nelle loro famiglie e comunità.

Il nuovo patto sulla migrazione e l'asilo presentato dalla Commissione nel settembre 2020 intende inoltre rafforzare le garanzie di tutela a disposizione delle persone con esigenze particolari e garantire l'ammissibilità alla protezione internazionale per donne e ragazze che temono di essere perseguitate o rischiano di subire mutilazioni genitali femminili.

Il mercato unico compie 30 anni:
le relazioni della Commissione confermano che il mercato unico sostiene la capacità dell'Europa di affrontare le sfide fondamentali

 

LOGO Comm. EU 150La Commissione ha pubblicato oggi la relazione annuale sul mercato unico 2023 e il quadro di valutazione del mercato unico 2022 nell'ambito delle attività volte a celebrare il 30º anniversario del mercato unico. Le relazioni confermano che il mercato unico continua ad essere uno strumento fondamentale per affrontare le attuali sfide dell'Europa e sottolineano l'importanza di migliorarne costantemente il funzionamento, nonché di evidenziare l'impatto del mercato unico in termini di maggiore valore aggiunto per l'economia dell'UE.

Entrambe le relazioni forniranno un contributo alle discussioni con gli Stati membri sul rafforzamento del mercato unico e serviranno da base per i futuri lavori della Commissione intesi a garantire che il mercato unico realizzi appieno il suo potenziale in termini di sostegno alla resilienza e alla competitività dell'economia europea.

La relazione annuale sul mercato unico 2023 fa il punto sull'integrazione del mercato unico e analizza in che modo esso aiuta l'Europa ad affrontare le attuali tensioni geopolitiche, a migliorare la competitività dell'UE e a sostenere le transizioni verde e digitale della nostra economia.

Il quadro di valutazione del mercato unico 2022 evidenzia in che modo il mercato unico avvantaggia l'economia dell'UE. Fornisce una panoramica dettagliata delle modalità di applicazione delle norme del mercato unico dell'UE in tutto lo Spazio economico europeo, con l'obiettivo di individuare possibili miglioramenti per il mercato unico. Il quadro di valutazione esamina in particolare i progressi conseguiti nell'attuazione del diritto dell'UE, le condizioni generali delle imprese, l'integrazione del mercato unico e altri importanti obiettivi strategici quali la crescita e l'occupazione, la resilienza, l'economia digitale e verde.

Le principali conclusioni delle relazioni sono le seguenti:

  • un mercato unico forte sostiene la capacità dell'Europa di affrontare le sfide fondamentali- La relazione annuale sul mercato unico 2023 è incentrata sulla necessità di avvalersi delle potenzialità del mercato unico per garantire la disponibilità di beni, servizi, competenze e capitali essenziali, necessari per la duplice transizione dell'Europa. Nella relazione si rileva che sono necessari progressi per rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento, affrontare le dipendenze strategiche, in particolare per quanto riguarda le materie prime critiche, migliorare l'integrazione nel mercato dei servizi e garantire che l'Europa disponga delle tecnologie e delle competenze necessarie per fare fronte a tali sfide. Il quadro di valutazione del mercato unico fornisce ulteriori dati sui risultati finora conseguiti in termini di competitività, scambi commerciali, resilienza economica e duplice transizione, indicando i settori che necessitano di miglioramenti. Tra questi figurano la riduzione degli ostacoli all'esercizio delle professioni (ad es. i servizi giuridici) o il riconoscimento transfrontaliero delle qualifiche professionali (ad es. le guide turistiche), il miglioramento degli investimenti pubblici e privati, il sostegno alle PMI e la prosecuzione delle azioni svolte a livello nazionale a sostegno della duplice transizione;
  • gli strumenti e i dati digitali hanno un forte potenziale per migliorare la governance del mercato unico- La relazione annuale sul mercato unico di quest'anno evidenzia in che modo i nuovi approcci, compreso un migliore utilizzo delle tecnologie digitali e delle soluzioni di e-government – ad es. lo sportello digitale unico e il sistema tecnico basato sul principio "una tantum" – accresceranno la fiducia tra le autorità e ridurranno gli oneri per le imprese e le amministrazioni;
  • il mercato unico apporta un crescente valore aggiunto all'economia dell'UE- Sia la relazione annuale sul mercato unico sia il quadro di valutazione del mercato unico valutano i vantaggi e l'aumento degli scambi tra gli Stati membri che il mercato unico ha reso possibili sin dalla sua creazione. Il quadro di valutazione indica una crescente integrazione commerciale dopo la pandemia di COVID-19: nel giugno 2022 gli scambi all'interno dell'UE rappresentavano il 60% degli scambi commerciali complessivi dell'UE;
  • le imprese beneficiano di una migliore applicazione delle norme e delle condizioni generali, ma permangono difficoltà- Il quadro di valutazione stabilisce che l'attuazione e l'applicazione delle norme del mercato unico stanno migliorando; ne è la prova il numero inferiore di procedimenti di infrazione nei confronti degli Stati membri registrato nel 2021 per la prima volta rispetto agli ultimi 4 anni. Il quadro di valutazione evidenzia inoltre un uso e un'applicazione migliori di diversi strumenti essenziali del mercato unico, quali il sistema di informazione del mercato interno, la direttiva sulla trasparenza del mercato unico e il maggiore utilizzo della rete SOLVIT, che contribuisce a prevenire o rimuovere gli ostacoli nel mercato unico. Inoltre le imprese della maggior parte degli Stati membri hanno percepito che gli oneri normativi sono diminuiti nel 2021, ma si trovano ad affrontare problemi crescenti in merito ai ritardi di pagamento da parte delle autorità pubbliche, soprattutto a causa dell'impatto della pandemia di COVID-19.

Contesto

Le relazioni annuali preparano il terreno fornendo analisi di fondo per la comunicazione "Il mercato unico compie trent'anni", che sarà pubblicata dalla Commissione nelle prossime settimane.

La relazione annuale sul mercato unico è stata pubblicata per la prima volta nel maggio 2021 a corredo dell'aggiornamento della strategia industriale, che ha analizzato lo stato di avanzamento dell'economia europea e valutato i progressi compiuti nell'attuazione della strategia industriale europea 2020. Oggi la Commissione pubblica la terza edizione della relazione annuale sul mercato unico, che ne celebra anche il 30º anniversario.

Il quadro di valutazione del mercato unico è stato pubblicato per la prima volta nel 1997.  L'edizione 2022 del quadro di valutazione del mercato unico comprende, oltre agli indicatori tradizionali, nuovi indicatori del contesto imprenditoriale per quanto riguarda la reattività amministrativa e l'onere della regolamentazione, come pure informazioni sull'accesso ai servizi e ai mercati dei servizi, sulla mobilità del lavoro e sull'accesso ai finanziamenti. Riferisce inoltre in merito ai risultati conseguiti dal mercato unico in termini di crescita, occupazione e indicatori sociali, integrazione di beni e servizi, resilienza economica, transizioni digitale e verde.

Per ulteriori informazioni

Relazione annuale sul mercato unico 2023: 30 anni di mercato unico

Quadro di valutazione del mercato unico 2022

Citazioni

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per Un'Europa pronta per l'era digitale

Da 30 anni il mercato unico apporta innumerevoli vantaggi alle imprese, ai consumatori e ai cittadini europei. Ha garantito prosperità e pace. Occorre tuttavia fare di più per garantirne il corretto funzionamento, preservare la parità di condizioni e liberare il suo potenziale inutilizzato a vantaggio dei cittadini e delle imprese.

Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno

Le relazioni odierne forniscono ulteriori prove del ruolo centrale che il mercato unico svolge nella nostra vita quotidiana e nell'aiutare le imprese e le PMI dell'UE a crescere ed espandersi. Sulla scia del successo riscosso negli ultimi 30 anni, continueremo a collaborare con gli Stati membri per garantire che applichino correttamente il diritto dell'UE e che le loro amministrazioni non elevino nuovi ostacoli, in particolare nel settore dei servizi. Nell'attuale contesto geopolitico e con una concorrenza mondiale agguerrita, un mercato unico ben funzionante sarà particolarmente cruciale per la competitività, la creazione di posti di lavoro e la resilienza dell'UE.

Eurobarometro: NextGenerationEU risponde alle aspettative e alle esigenze dei cittadini

 

LOGO Comm. EU 150L'ampia maggioranza dei cittadini dell'UE è favorevole a NextGenerationEU, il pacchetto dell'UE per la ripresa.

Dall'indagine Eurobarometro pubblicata ieri emerge che più di sette intervistati su dieci sostengono il principio di solidarietà alla base di NextGenerationEU, vale a dire l'accordo degli Stati membri ad aiutarsi finanziariamente al fine di emergere più forti dalla pandemia di COVID-19. Malta (85%) e il Portogallo (86%) sono i paesi in cui gli intervistati hanno espresso l’accordo maggiore.

Quasi due terzi degli intervistati sono d’accordo anche sul fatto che i pagamenti agli Stati membri nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza, strumento principale di NextGenerationEU, dovrebbero essere subordinati all'attuazione delle riforme e degli investimenti concordati. Le percentuali maggiori di accordo in proposito si registrano in Croazia (78%) e a Cipro (76%).

In merito ai settori strategici che dovrebbero ricevere il maggior sostegno dall'UE, gli intervistati danno priorità alla salute (57%), seguita da vicino dalle questioni energetiche, ambientali e dai cambiamenti climatici (48%), e dall'occupazione e dal miglioramento delle condizioni di lavoro (37%). I settori che più stanno a cuore ai cittadini corrispondono in generala ai sei pilastri del dispositivo per la ripresa e la resilienza, il che indica uno stretta corrispondenza tra la concezione dello strumento e le aspettative ed esigenze dei cittadini.

Il 66% degli intervistati ritiene che NextGenerationEU inciderà positivamente sulle generazioni future. Gli intervistati polacchi sono i più ottimisti: il 78% è infatti fiducioso sugli effetti a lungo termine del pacchetto per la ripresa. Il 61% di tutti gli intervistati ritiene che il pacchetto porterà alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro.

Infine, tre quarti degli intervistati sono favorevoli al piano REPowerEU, che si basa sul dispositivo per la ripresa e la resilienza per aiutare gli Stati membri a conseguire una maggiore indipendenza energetica dalla Russia. In ciascuno Stato membro la maggioranza dei cittadini è favorevole al piano; le percentuali più elevate si registrano in Romania (87%) e Portogallo (91%). 

Maggiori dettagli sono disponibili nell'indagine Eurobarometro online.

Giornata mondiale contro il cancro: la Commissaria Kyriakides co-organizza domani a Stoccolma una conferenza ad alto livello sul cancro

 

LOGO Comm. EU 150Domani, in vista della Giornata mondiale contro il cancro, che ricorre il 4 febbraio, Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, co-organizza una conferenza ibrida ad alto livello sul cancro dal titolo "Equità, eccellenza e innovazione: cure oncologiche moderne per tutti, il piano europeo di lotta contro il cancro — eliminare le disuguaglianze nell'ambito delle cure oncologiche". La conferenza è organizzata in collaborazione con la presidenza svedese dell'Unione europea.

La Commissaria Kyriakides, Acko Ankarberg Johansson, Ministro svedese dell'Assistenza sanitaria, Hans Kluge, Direttore regionale dell'OMS per l'Europa, Douglas R. Lowy, Vicedirettore principale dell'Istituto nazionale dei tumori statunitense, e Carolina Darias San Sebastián terranno discorsi di apertura. Successivamente, la parola verrà data ai pazienti affinché condividano le loro esperienze. Si terranno quindi varie discussioni incentrate su un approccio globale alla prevenzione del cancro, sull'importanza della diagnosi precoce e sul ruolo dei dati sanitari per fornire cure oncologiche moderne ed eque.

La conferenza è un'opportunità per fare il punto sui risultati ottenuti ad oggi nell'ambito del piano europeo di lotta contro il cancro – tra cui la nuova raccomandazione del Consiglio sullo screening dei tumori – presentare i profili per paese 2023 del registro europeo delle disuguaglianze di fronte al cancro e gettare le basi per l'anno a venire.

È possibile seguire la conferenza online (codice: #EUCancerPlan) e partecipare alla conversazione sui social media usando #EUCancerPlan e #EU2023SE. Il discorso della Commissaria Kyriakides sarà disponibile qui.

Giornata internazionale di commemorazione delle vittime dell'Olocausto:
"Non dobbiamo mai dimenticare il destino di milioni di ebrei", ha dichiarato la Presidente von der Leyen

 

Foto Ursula Von der Leyen 300Il 27 gennaio ricorreranno la Giornata internazionale di commemorazione delle vittime dell'Olocausto e il 78º Anniversario della Liberazione del campo di concentramento nazista di Auschwitz-Birkenau. In vista della Giornata internazionale di commemorazione delle vittime dell'Olocausto, la Presidente von der Leyen ha dichiarato:  

"Non dobbiamo mai dimenticare i sei milioni di donne, uomini e bambini ebrei e tutte le altre vittime, tra cui centinaia di migliaia di rom, assassinati durante l'Olocausto.

Quest'anno ricorderemo la resistenza e le rivolte degli ebrei nell'Europa occupata dai nazisti. Commemoreremo l'80º anniversario di grandi rivolte, come quella del Ghetto di Varsavia del 19 aprile 1943, che è diventata simbolo della resistenza ebraica e della brutalità del regime nazista. Ma ricorderemo anche altri atti di resistenza come quello avvenuto in Belgio, dove in quello stesso giorno tre membri della resistenza - Robert Maistriau, Youra Livchitz e Jean Franklemon - sabotarono un treno diretto ad Auschwitz, pieno di deportati ebrei condannati a morte. Altri riuscirono, in seguito, a fuggire dal treno, ma solo 120 sopravvissero. Ci furono anche altre rivolte, di cui probabilmente si parla meno, come quelle avvenute nei campi di concentramento e di sterminio di Treblinka e Sobibor o nel Ghetto di Białystok. Le vittime ebree, infatti, non erano passive e hanno organizzato la resistenza contro i nazisti.

Ancor oggi, e per sempre, possiamo trarre lezioni dalla forza, dal coraggio e dalla determinazione di quei combattenti e partigiani ebrei scarsamente armati che, tra mille avversità, hanno guidato con successo le rivolte, andando incontro a una morte quasi certa. Hanno combattuto in nome della giustizia ed erano determinati a reagire.

Come ha affermato Elie Wiesel, sopravvissuto ad Auschwitz: "Il punto non è sapere perché non tutti gli ebrei hanno combattuto, ma quanti di loro lo hanno fatto. Torturati, picchiati, affamati, dove hanno trovato la forza – spirituale e fisica – di resistere?"

Non possiamo restare in silenzio di fronte a un'ingiustizia, ad un massacro. Dobbiamo gridare contro l'antisemitismo, l'antiziganismo e tutte le forme di odio e discriminazione, siano esse fondate sulla razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, il genere, l'orientamento sessuale, l'età o la disabilità.

L'antisemitismo ha generato l'Olocausto, ma non si è concluso con la sua fine. Anzi, è di nuovo in aumento in Europa, esattamente come la negazione, la rappresentazione distorta e la banalizzazione dell'Olocausto, che alimentano l'antisemitismo, con effetti corrosivi sulla memoria e sulla coesione collettive europee.

La memoria non è un fine in sé. Dobbiamo fare un passo in più. Dobbiamo sostenere la vita ebraica. L'Europa potrà prosperare solo quando potranno farlo anche le sue comunità ebraiche. Ci batteremo per un'Unione europea libera dall'antisemitismo e da qualsiasi forma di discriminazione, per una società europea aperta, inclusiva ed equa."

Contesto

Il 5 ottobre 2021 la Commissione europea ha presentato la prima strategia sulla lotta contro l'antisemitismo e il sostegno alla vita ebraica, con cui mira a sostenere i paesi dell'UE e la società civile nel contrasto all'antisemitismo. La commemorazione dell'Olocausto è un pilastro essenziale delle iniziative volte a garantire che nessuno di noi cancelli mai la storia dalla sua memoria.

Il 23 gennaio di quest'anno, nell'ambito delle iniziative previste per celebrare la Giornata internazionale di commemorazione delle vittime dell'Olocausto e in collaborazione con la presidenza svedese del Consiglio, la presidenza svedese dell'Alleanza internazionale per la memoria dell'Olocausto (IHRA) e le organizzazioni di coordinamento ebraiche con sede a Bruxelles, la Commissione europea ha organizzato la conferenza "Ricordare il passato per costruire il futuro".

Per sensibilizzare l'opinione pubblica e contrastare la rappresentazione distorta dell'Olocausto, la Commissione ha avviato e continua a condurre a livello mondiale, insieme all'Alleanza internazionale per la memoria dell'Olocausto (IHRA), all'UNESCO e alle Nazioni Unite, la campagna #ProtectTheFacts.

Nel 2005, con la risoluzione 60/7 sulla memoria dell'Olocausto l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 27 gennaio come giornata internazionale di commemorazione delle vittime dell'Olocausto, in ricordo di quel 27 gennaio 1945 in cui le forze alleate liberarono il campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz-Birkenau.

La risoluzione esorta ogni paese membro delle Nazioni Unite a onorare la memoria delle vittime dell'Olocausto e a incoraggiare lo sviluppo di programmi educativi sulla storia dell'Olocausto, al fine di prevenire futuri genocidi. Chiede inoltre di preservare attivamente i siti in cui l'Olocausto si è consumato: campi nazisti di sterminio, di concentramento e di lavoro forzato e prigioni naziste.

Nel gennaio 2022 le Nazioni Unite hanno adottato un'altra risoluzione che condanna la negazione e la rappresentazione distorta dell'Olocausto. La risoluzione esorta i membri delle Nazioni Unite e le imprese dei social media ad adottare misure efficaci di contrasto all'antisemitismo e alla negazione o rappresentazione distorta dell'Olocausto.

La Commissione europea e gli Stati membri dell'UE si sono impegnati a combattere l'antiziganismo nell'ambito del quadro strategico dell'UE per i Rom e della raccomandazione del Consiglio sui Rom. Il 9 gennaio 2023 è stata adottata la prima relazione di valutazione dei quadri strategici nazionali degli Stati membri per i Rom.

Nel 2023, nell'ambito del programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori (CERV), la Commissione europea erogherà più di 10 milioni di € di finanziamenti UE a sostegno di progetti sulla memoria europea, privilegiando come particolarmente prioritari quelli volti a consolidare la memoria, ad ampliare l'istruzione e la ricerca sull'Olocausto o a combattere le sue rappresentazioni distorte e il negazionismo. Per maggiori informazioni cliccare qui.

Per maggiori informazioni

Attività dell'UE in materia di lotta contro l'antisemitismo

 

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