dall'Europa

La cultura muove l'Europa: il più grande programma di mobilità dell'UE offre nuove opportunità agli artisti e ai professionisti della cultura


LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Oggi, in occasione di un evento ad alto livello a Bruxelles (Belgio), la Commissione avvia La cultura muove l'Europa, il suo nuovo programma di mobilità permanente per gli artisti e i professionisti della cultura, nonché un primo invito alla mobilità individuale. Beneficiando di un bilancio totale di 21 milioni di € nell'ambito del programma Europa creativa per un periodo di tre anni (2022-2025), il programma La cultura muove l'Europa diventa il più grande programma europeo di mobilità per artisti e professionisti della cultura destinato a tutti i paesi e i settori di Europa creativa contemplati dalla sezione Cultura del programma.
Tra i partecipanti figureranno rappresentanti delle istituzioni dell'UE, dei portatori di interessi e delle organizzazioni del settore culturale. Il programma La cultura muove l'Europa risponde alle esigenze dei settori culturali e creativi in termini di opportunità di mobilità inclusiva e sostenibile, con una particolare attenzione agli artisti emergenti.
Mariya Gabriel, Commissaria per l'Innovazione, la ricerca, la cultura, l'istruzione e i giovani, ha dichiarato: "Con il programma La cultura muove l'Europa, la Commissione apre la strada al futuro dei settori culturali e creativi e offre agli artisti e ai professionisti della cultura emergenti maggiori opportunità di migliorare le loro competenze e i loro legami con i partner europei. Esso riconosce come gli scambi e la mobilità plasmano il nostro presente e influenzano il futuro delle nostre comunità interconnesse. Crea un nesso tra mobilità, sostenibilità e inclusione, come promosso dal Green Deal europeo."
Attuato dal Goethe-Institut per conto della Commissione, La cultura muove l'Europa prevede due azioni: mobilità individuale e residenze. Grazie alle borse di mobilità, offrirà a circa 7.000 artisti e professionisti della cultura l'opportunità di recarsi all'estero, nell'UE e nel resto del mondo, per lo sviluppo professionale o le collaborazioni internazionali, per partecipare a residenze artistiche o per ospitare artisti e professionisti della cultura. L'azione relativa alle residenze sarà avviata all'inizio del 2023.
Il primo invito alla mobilità individuale è rivolto ad artisti e professionisti della cultura che operano nei seguenti settori: architettura, patrimonio culturale, design, moda, traduzione letteraria, musica, arti visive e arti dello spettacolo dai paesi che partecipano al programma Europa creativa e che si recano in un altro paese del programma Europa creativa, per una durata compresa tra 7 e 60 giorni per i singoli artisti e tra 7 e 21 giorni per i gruppi (da 2 a 5 persone).
Contesto
L'attuale invito è aperto dal 10 ottobre 2022 al 31 maggio 2023. L'azione di mobilità individuale opererà sulla base degli inviti a presentare proposte aperti ogni anno, dall'autunno alla primavera, con valutazioni mensili.
La sovvenzione per la mobilità del programma La cultura muove l'Europa comprende: spese di viaggio standard (350 € per i viaggi di andata e ritorno per le distanze inferiori a 5.000 km e 700 € per quelle superiori a 5.001 km) e 75 € di indennità giornaliera per contribuire alle spese di soggiorno e alloggio.
Inoltre sono previste diverse integrazioni, in linea con le priorità orizzontali del programma, quali l'inclusione e la sostenibilità.
• Integrazione "verde": ulteriori 350 € per incoraggiare gli artisti e i professionisti della cultura a non utilizzare il trasporto aereo.
• Sostegno agli artisti e agli operatori culturali con esigenze particolari legate alla disabilità.
• Sostegno ai richiedenti provenienti da paesi, territori e regioni ultraperiferici o che viaggiano verso tali destinazioni.
• Integrazione familiare per artisti che hanno un figlio di età inferiore a 10 anni.
• Integrazione per l'acquisto di un visto.
Inoltre gli artisti ucraini, che potrebbero non essere in grado di lasciare il paese, avrebbero la possibilità, in via eccezionale, di chiedere direttamente la mobilità virtuale. In tal caso, essi riceverebbero 35 € di indennità giornaliera.

Al via il programma InvestEU in Italia: quattro nuovi progetti firmati dal Gruppo BEI

 

  • Il Gruppo BEI e la Commissione europea lanciano oggi a Roma il programma InvestEU, che mira ad attivare investimenti per oltre 372 miliardi nell'Unione europea.
  • Firmate inoltre le prime quattro operazioni in Italia nell'ambito di InvestEU per un totale di 264 milioni di euro:
    • 45 milioni di euro dalla BEI a Acque Bresciane per potenziare la copertura, qualità e la resilienza dei servizi per le acque reflue nella Provincia di Brescia;
    • 30 milioni di euro investiti dal FEI in Xenon FIDEC per promuovere l'economia circolare;
    • 100 milioni di euro di garanzia FEI a Intesa Sanpaolo per supportare gli investimenti e le esigenze di liquidità delle PMI e piccole Mid-cap innovative o per sostenere la loro transizione digitale e ecologica;
    • 84 milioni di euro di garanzia FEI a Mediocredito Trentino-Alto Adige S.p.A per supportare gli investimenti e le esigenze di liquidità delle PMI e piccole Mid-cap del Nord-Est.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione europea e il Gruppo BEI, che comprende la Banca europea per gli investimenti (BEI) e il Fondo europeo per gli investimenti (FEI), hanno organizzato un evento a Roma per lanciare il programma InvestEU in Italia e firmare le prime quattro operazioni italiane. Il programma, grazie ad una garanzia di bilancio dell'UE di 26,2 miliardi di euro, mira ad attivare investimenti per oltre 372 miliardi in tutta Europa volti a sostenere le priorità strategiche dell'Unione europea, come il Green Deal europeo e la transizione digitale.

All'evento, aperto dai saluti di Gelsomina Vigliotti, Vicepresidente BEI, Daniele Franco, Ministro dell'Economia e delle Finanze, Paolo Gentiloni, Commissario europeo per l'Economia, Dario Scannapieco, Amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, e Fabio Pammolli, Presidente del Comitato Investimenti di InvestEU, hanno partecipato più di 100 persone fra clienti e stakeholders.  

Paolo Gentiloni, Commissario per l'Economia, ha dichiarato: "InvestEU offre grandi opportunità alle imprese italiane e sono lieto di essere presente oggi a Roma per il suo evento di lancio. Abbiamo davanti a noi una montagna di investimenti da realizzare e attraverso InvestEU potremo garantire che i finanziamenti vadano dove sono più necessari per stimolare l'innovazione, l'occupazione e la crescita. I primi quattro accordi InvestEU firmati oggi con partner italiani ne sono un eccellente esempio e voglio congratularmi con tutte le entità coinvolte per la loro realizzazione. Mi auguro di vedere molti altri accordi di questo tipo nei mesi e negli anni a venire".

“InvestEU, il nuovo programma europeo a sostegno degli investimenti nell'Unione europea, rappresenta uno strumento fondamentale per finanziare progetti ad alto rischio e impatto che contribuiscono a rendere l'economia europea più verde e digitale. L'evento di oggi ci ha dato la possibilità non solo di presentare ai nostri clienti i prodotti finanziari e di advisory offerti dal Gruppo BEI, ma anche di firmare le prime quattro operazioni in Italia che beneficiano di una garanzia InvestEU. Sostenere il settore idrico, promuovere l'economia circolare e investire nelle piccole e medie imprese attive in settori chiave, come la sostenibilità, l'innovazione e la cultura, sono tutte priorità strategiche del programma InvestEU per rilanciare l'economia europea colpita duramente prima dalla pandemia e ora dalla guerra in Ucraina,” ha dichiarato Gelsomina Vigliotti, Vice-Presidente BEI.

Alessandro Tappi, Chief Investment Officer del FEI, ha dichiarato: “InvestEU porta una nuova ondata di finanziamenti volti a promuovere l'innovazione, la transizione verso un'economia più sostenibile e la creazione di posti di lavoro in Italia e in Europa. Per questo l'iniziativa è perfettamente allineata con gli obiettivi del FEI.  Si tratta di uno strumento disegnato per sostenere le PMI nella loro trasformazione digitale ed eco-sostenibile e per promuovere l'efficienza energetica e garantendo che l'Europa rimanga competitiva nell'attrarre nuove imprese e investimenti.”

Durante l'evento sono state inoltre firmate le prime quattro operazioni italiane nell'ambito di InvestEU.

Settore idrico: 45 milioni dalla BEI a Acque Bresciane

Migliorare la copertura, qualità e resilienza dei servizi per le acque reflue nella Regione Lombardia. Questo è l'obiettivo principale del credito complessivo da 45 milioni di euro, di cui la prima tranche da 40 milioni firmata oggi, concesso dalla BEI con sostegno del programma InvestEU a Acque Bresciane (AB), società pubblica che fornisce il servizio idrico integrato a 97 comuni, per una popolazione servita di 580.000 abitanti nell'area di servizio denominata Ambito Territoriale Ottimale (ATO) di Brescia, Lombardia.

Grazie al supporto della Banca dell'UE e la Commissione europea via InvestEU, Acque Bresciane potenzierà le infrastrutture idriche esistenti al fine di incrementare la copertura, qualità e la resilienza dei servizi per le acque reflue nella Provincia di Brescia. Gli investimenti previsti contribuiranno a migliorare l'efficienza operativa e energetica di Acque Bresciane e genereranno sostanziali benefici sociali, contribuendo alla lotta contro il cambiamento climatico e quindi a migliorare la salute pubblica nel territorio, oltre ad aumentare le opportunità di lavoro.

Gli efficientamenti porteranno a un risparmio energetico totale stimato di 4,402 MWh rispetto allo scenario di riferimento, equivalente al consumo energetico annuale di circa 1.600 famiglie italiane.

La BEI è la Banca del Clima dell'UE, nonché uno dei maggiori finanziatori del settore idrico a livello mondiale, con più di 1.600 progetti e circa 80 miliardi di euro di finanziamenti erogati. Il presente finanziamento a Acque Bresciane (AB), si aggiunge a quelli recentemente firmati con Iniziative Bresciane (IBRE)BrianzAcque (BA)Gruppo CAPTea SpaALFAVeritas e SMAT. Tenuto conto delle grandi necessità di investimento nel settore idrico in Italia, negli ultimi cinque anni la BEI ha finanziato più di 30 operazioni per 2,3 miliardi di euro, contribuendo ad attivare investimenti per quasi 7,6 miliardi a livello nazionale.   

Economia circolare e decarbonizzazione: 30 milioni investiti dal FEI in Xenon FIDEC

Nell'ambito di InvestEU, il FEI investe 30 milioni di euro in Xenon FIDEC (Fondo Italiano per la Decarbonizzazione e l'Economia Circolare), un fondo di Private Equity di prima generazione. L'obiettivo di questa operazione è stimolare investimenti a favore della decarbonizzazione e dell'economia circolare in Italia, estendendo la vita utile di prodotti e materiali (materie prime e semilavorati) e utilizzando energie rinnovabili e materiali di riciclo, così da rigenerare il capitale naturale e promuovere la biodiversità.

Il fondo Xenon FIDEC, con un target di 120 milioni di euro, sosterrà 8-10 PMI e Mid-Cap attive in settori industriali chiave per la transizione ecologica, come il riciclaggio dei materiali, la produzione di rinnovabili (idrogeno, biocarburanti e soluzioni a bio-metano) e lo sviluppo di infrastrutture verdi. Il fondo sarà gestito da un team dedicato di professionisti esperti con una lunga e profonda esperienza nel settore energetico. Questi progetti contribuiranno anche al conseguimento degli obiettivi del Green Deal europeo in Italia.

Garanzia FEI da 100 milioni di euro a Intesa Sanpaolo per supportare gli investimenti e le esigenze di liquidità delle PMI e piccole Mid-cap innovative o per sostenere la loro transizione digitale e ecologica.

Intesa Sanpaolo sottoscrive con il FEI via InvestEU un accordo per due garanzie di portafoglio di 50 milioni di euro ciascuna, la prima dedicata all'innovazione e alla digitalizzazione mentre la seconda promuoverà la sostenibilità e la transizione verde dell'economia. Con questi strumenti, Intesa Sanpaolo e il FEI stimano di mobilitare investimenti nell'economia reale per un totale di 250 milioni per nuovi progetti di crescita dell'industria italiana, focalizzati sugli obiettivi di sostenibilità.

Con tale iniziativa il Gruppo Intesa Sanpaolo conferma la propria vicinanza al sistema economico, collaborando con tutti gli attori nazionali e internazionali con l'obiettivo di trovare le migliori soluzioni per accompagnare le imprese in un percorso di crescita sostenibile.

Garanzia FEI: 84 milioni di euro a Mediocredito Trentino-Alto Adige S.p.A. per supportare gli investimenti e le esigenze di liquidità delle PMI e piccole Mid-cap del Nord-Est

Il FEI offre una garanzia di portafoglio di 84 milioni di euro a Mediocredito Trentino-Alto Adige S.p.A. per supportare gli investimenti e le esigenze di liquidità delle PMI e piccole Mid-cap del Nord-Est. Si stima che la garanzia del FEI via InvestEU contribuirà a stimolare investimenti per almeno 170 milioni di euro nell'economia reale.  Nel dettaglio, di questi, almeno 90 saranno dedicati a sostenere gli investimenti delle aziende nel campo dell'innovazione, almeno 70 per promuovere la sostenibilità ambientale ed i restanti 10 per stimolare investimenti per attività culturali e creative.  

InvestEU

Il programma InvestEU fornisce all'Unione europea finanziamenti a lungo termine fondamentali perché mobilitano ingenti fondi pubblici e privati a sostegno di una ripresa sostenibile. Contribuisce a mobilitare investimenti privati per le priorità strategiche dell'UE, come il Green Deal europeo, la transizione digitale e il supporto alle PMI. Il programma InvestEU accorpa i molteplici strumenti finanziari dell'UE a supporto degli investimenti, rendendo il supporto finanziario agli stessi più semplice, più efficiente e più flessibile. Il programma ha tre componenti: il fondo InvestEU, l'InvestEU Advisory Hub e il portale InvestEU. Il fondo InvestEU è implementato per il 75% dal Gruppo BEI (BEI e FEI), mentre il rimanente 25% sarà implementato da istituzioni finanziarie internazionali e dagli istituti nazionali di promozione come Cassa Depositi e Prestiti (CDP) in Italia.

Informazioni Generali

La Banca europea per gli investimenti (BEI) è l'istituzione finanziaria di lungo termine dell'Unione europea ed è di proprietà dei suoi Stati membri. Eroga finanziamenti a lungo termine per investimenti validi al fine di contribuire agli obiettivi strategici dell'UE. La Banca finanzia progetti in quattro settori prioritari: infrastrutture, innovazione, clima e ambiente, piccole e medie imprese (PMI). Tra il 2019 e il 2021 il Gruppo BEI ha erogato finanziamenti a favore di progetti in Italia per più di 36 miliardi di euro.

Il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) è un'istituzione finanziaria parte del Gruppo Banca Europea per gli Investimenti (BEI). La sua missione principale è quella di supportare le micro, piccole e medie imprese (PMI) europee, sostenendo le loro possibilità di accesso al finanziamento e capitale di rischio. ll FEI è anche attivo nel sostenere gli investimenti dei fondi per il clima e le infrastrutture con una forte attenzione alla sostenibilità ambientale. In questo ruolo, il FEI persegue gli obiettivi dell'Unione Europea a supporto dell'innovazione, della ricerca e sviluppo, dell'imprenditoria, della crescita e dell'impiego.

Ucraina: l'UE approva l'ottavo pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia


LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione accoglie con favore l'adozione da parte del Consiglio di un ottavo pacchetto di sanzioni che colpiscono duramente la Russia per la sua aggressione nei confronti dell'Ucraina. Il pacchetto, che è stato strettamente coordinato con i nostri partner internazionali, risponde al continuo inasprimento della guerra illegale contro l'Ucraina, anche mediante l'annessione illegittima di territori ucraini sulla base di "referendum" fittizi, la mobilitazione di truppe supplementari ed esplicite minacce nucleari.
Il pacchetto introduce nuovi divieti di importazione dell'UE per un valore di 7 miliardi di € allo scopo di ridurre le entrate della Russia, e restrizioni all'esportazione, che priveranno ulteriormente il complesso militare e industriale del Cremlino di componenti e tecnologie chiave e l'economia russa di servizi e competenze europee. Le sanzioni privano inoltre l'esercito russo e i suoi fornitori di altri beni e attrezzature specifici necessari per affrontare la guerra sul territorio ucraino. Il pacchetto getta inoltre le basi per il quadro giuridico necessario al fine di attuare il massimale del prezzo del petrolio previsto dal G7.
Le sanzioni dell'UE nei confronti della Russia si stanno dimostrando efficaci. Danneggiano la capacità della Russia di fabbricare nuove armi e riparare quelle esistenti e ostacolano il trasporto di materiale. Le implicazioni geopolitiche, economiche e finanziarie dell’aggressione russa in corso sono evidenti, in quanto la guerra ha perturbato i mercati mondiali delle materie prime, in particolare per quanto riguarda i prodotti agroalimentari e l'energia. L'UE continua garantire che le sue sanzioni non abbiano ricadute sulle esportazioni di energia e prodotti agroalimentari dalla Russia verso paesi terzi.

Giornata mondiale degli insegnanti: una giornata che celebra gli insegnanti e ne riconosce il ruolo cruciale


LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250In occasione della Giornata mondiale degli insegnanti, la Commissione sensibilizza il pubblico al ruolo fondamentale di insegnanti, formatori e dirigenti scolastici.

Nel quadro di questa giornata, la rete Eurydice pubblica la relazione “Stipendi e indennità degli insegnanti e dei dirigenti scolastici 2021/2022”, dalla quale risulta che al di là delle condizioni di lavoro, delle prospettive di carriera, delle opportunità di sviluppo professionale e del riconoscimento, è la retribuzione a svolgere un ruolo sostanziale nell'attrarre le persone alla professione e nel garantire che gli insegnanti si sentano apprezzati e sufficientemente motivati per fornire un'istruzione di qualità.

La relazione è accompagnata da schede per paese che illustrano i dati sugli stipendi e sulle indennità di insegnanti e dirigenti scolastici per ciascun sistema di istruzione. Per la prima volta, queste schede sono liberamente consultabili qui.

La Commissaria per l'Innovazione, la ricerca, la cultura, l'istruzione e i giovani, Mariya Gabriel, ha dichiarato: “Gli insegnanti sono al centro dell'istruzione. Abbiamo avuto tutti un insegnante che ha fatto la differenza, che ci ha fatto appassionare allo studio e che ci ha aiutati a vedere il mondo con occhi diversi. Non solo trasmettono conoscenze, ma sono anche fonte di ispirazione, orientamento e consigli. L'impegno quotidiano degli insegnanti deve essere valorizzato e riconosciuto. Dobbiamo fornire loro i mezzi e le condizioni, ma anche il rispetto e lo spazio necessari per dispensare un'istruzione di qualità, inclusiva e innovativa.”

La Commissione attua una serie di azioni e iniziative complementari all'interno dello spazio europeo dell'istruzione per sostenere gli insegnanti lungo tutto l'arco della loro carriera, sia nella formazione iniziale sia nello sviluppo professionale continuo.

Tali azioni comprendono la fondazione di 25 accademie degli insegnanti Erasmus+ entro il 2025 al fine di stabilire reti di istituti di formazione degli insegnanti, associazioni di insegnanti e parti interessate, aumentare il numero e la qualità dei periodi di mobilità degli insegnanti nell'ambito di Erasmus+, e attuare il premio europeo per l'insegnamento innovativo, volto a riconoscere il lavoro degli insegnanti e delle loro scuole.

 

Il caricabatteria universale UE arriverà entro la fine del 2024

• Caricabatteria unico per tutti i cellulari e tablet: un grande vantaggio per ambiente e consumatori
• La porta USB-C diventerà il nuovo standard e offrirà una capacità di ricarica e di trasferimento dati di elevata qualità
• Gli acquirenti potranno scegliere se acquistare un nuovo dispositivo con o senza caricatore

 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Il Parlamento ha approvato in via definitiva la legislazione UE che permetterà ai consumatori di utilizzare presto un unico caricatore per i loro dispositivi elettronici.

Entro la fine del 2024, tutti i telefoni cellulari, i tablet e le fotocamere nell'Unione europea dovranno essere dotati di una porta di ricarica USB-C. Dalla primavera 2026, l'obbligo si estenderà ai computer portatili. La nuova legge fa parte di un più ampio sforzo dell'UE volto a ridurre i rifiuti elettronici e a consentire ai consumatori di compiere scelte più sostenibili.
Il testo legislativo è stato approvato con 602 voti favorevoli, 13 contrari e 8 astensioni.
Secondo lee nuove regole, i consumatori non avranno più bisogno di un caricabatteria ogni volta che acquistano un nuovo dispositivo, poiché uno stesso caricabatteria potrà essere utilizzato su tutta una serie di dispositivi elettronici portatili di piccole e medie dimensioni.
Indipendentemente dal produttore, tutti i nuovi telefoni cellulari, tablet, fotocamere digitali, auricolari e cuffie, console per videogiochi portatili e altoparlanti portatili, e-reader, tastiere, mouse, sistemi di navigazione portatili, cuffiette e laptop ricaricabili via cavo, che operano con una potenza fino a 100 Watt, dovranno essere dotati di una porta USB-C.
Tutti i dispositivi che supportano la ricarica rapida avranno la stessa velocità di ricarica, il che consentirà agli utenti di ricaricare i propri dispositivi alla stessa velocità con qualsiasi caricabatterie compatibile.
Incoraggiare l'innovazione tecnologica
Alla luce della rapida diffusione della ricarica senza fili, la Commissione europea dovrà armonizzare i requisiti di interoperabilità entro la fine del 2024, per evitare un impatto negativo sui consumatori e sull'ambiente. Ciò consentirà di liberarsi anche del cosiddetto "lock-in" tecnologico, per cui un consumatore diventa dipendente da un singolo produttore.
Migliore informazione e scelta per i consumatori
Grazie ad apposite etichette, i consumatori saranno informati sulle caratteristiche di ricarica dei nuovi dispositivi e potranno facilmente capire se i loro caricabatterie sono compatibili. I consumatori potranno così compiere scelte consapevoli e acquistare o meno un nuovo dispositivo di ricarica con un nuovo prodotto.
Questi nuovi obblighi porteranno a un maggiore riutilizzo dei caricabatterie e aiuteranno i consumatori a risparmiare fino a 250 milioni di euro l'anno sull'acquisto di caricabatterie inutili. I caricabatterie smaltiti e inutilizzati equivalgono a circa 11 000 tonnellate di rifiuti elettronici all'anno nell'UE.
Citazione
Il relatore del Parlamento Alex Agius Saliba (S&D, MT) ha dichiarato: “Il caricabatteria comune sarà finalmente realtà in Europa. Abbiamo aspettato più di dieci anni per queste regole, finalmente possiamo lasciare al passato l'attuale pletora di caricabatterie. Questa legge a prova di futuro consente lo sviluppo di soluzioni di ricarica innovative e andrà a vantaggio di tutti, dai consumatori frustrati al nostro vulnerabile ambiente. Sono momenti difficili per la politica, ma abbiamo dimostrato che l'UE non ha esaurito le idee o le soluzioni per migliorare la vita di milioni di persone in Europa e per ispirare altre parti del mondo a seguirne l'esempio".
Conferenza stampa
Oggi, 4 ottobre, dalle 14.30 CEST, il relatore ha tenuto una conferenza stampa sull'esito della votazione finale in plenaria e sulle prossime tappe. Clicca qui per rivederla.
Prossime tappe
Il Consiglio dovrà approvare ora formalmente la direttiva, che entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. I paesi UE disporranno di 12 mesi di tempo per recepire le norme e di 12 mesi dalla scadenza del periodo di recepimento per la loro applicazione. Le nuove norme riguarderanno esclusivamente i prodotti immessi sul mercato dopo la data di applicazione.
Contesto
Nell'ultimo decennio, il Parlamento ha ripetutamente chiesto l'introduzione di un caricabatteria standardizzato. Nonostante i vari tentativi di collaborare con l'industria per ridurre il numero di caricabatterie, le misure volontarie non hanno prodotto risultati concreti per i consumatori UE. La proposta legislativa è stata infine presentata dalla Commissione il 23 settembre 2021.

 

Provvedimenti della Commissione per proteggere le persone dall'amianto e garantire un futuro senza amianto


LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250L'amianto è una sostanza cancerogena estremamente pericolosa ancora presente in molti dei nostri edifici e causa di numerosi decessi evitabili nell'UE. La Commissione presenta oggi un approccio globale per proteggere meglio le persone e l'ambiente dall'amianto e garantire un futuro senza amianto.
Il pacchetto comprende:
• una comunicazione dal titolo "Costruire un futuro senza amianto", che affronta il problema dell'amianto in modo globale, dal miglioramento di diagnosi e cure delle malattie causate dall'amianto fino all'identificazione e alla rimozione sicura dell'amianto e al trattamento dei relativi rifiuti; e
• una proposta di modifica della direttiva sull'esposizione all'amianto durante il lavoro, intesa a migliorare la protezione dei lavoratori riducendo significativamente il limite di esposizione professionale per l'amianto.
Sebbene tutte le forme di amianto siano vietate nell'UE dal 2005, questa sostanza è ancora presente negli edifici più vecchi e rappresenta una minaccia per la salute, in particolare quando i materiali che la contengono vengono perturbati, con il conseguente rilascio di fibre che possono essere inalate, ad esempio durante le ristrutturazioni.
Ben il 78% dei tumori professionali riconosciuti negli Stati membri è correlato all'amianto. Se inalate, le fibre di amianto presenti nell'aria possono causare, ad esempio, mesotelioma e cancro ai polmoni, con un periodo medio di 30 anni tra l'esposizione e i primi segni della malattia.
Affrontare i rischi per la salute derivanti dall'esposizione all'amianto è quindi essenziale per proteggere la salute umana e l'ambiente, garantendo nel contempo condizioni di vita e di lavoro dignitose. Questo aspetto è ancora più rilevante nel contesto della transizione verde e dell'ambizione dell'UE di aumentare il tasso di ristrutturazione degli edifici. Grazie alle ristrutturazioni i residenti godranno di migliori condizioni di salute e di vita e di bollette energetiche più basse. Tuttavia aumenteranno anche i rischi di esposizione all'amianto, in particolare per i lavoratori edili.
Le azioni presentate oggi fanno parte del pilastro relativo alla prevenzione del piano europeo di lotta contro il cancro e contribuiranno agli obiettivi del Green Deal europeo, del piano d'azione "inquinamento zero" e del pilastro europeo dei diritti sociali.
Costruire un futuro senza amianto per tutti
Per proteggere le persone dall'esposizione all'amianto e prevenire i rischi per le generazioni future, la Commissione definisce un approccio globale in materia di salute pubblica con i seguenti obiettivi.
• Sostenere meglio le vittime di malattie correlate all'amianto.
o La Commissione consulterà il comitato consultivo tripartito per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro in merito al riconoscimento di ulteriori malattie correlate all'amianto come malattie professionali.
o La Commissione ha proposto un nuovo approccio dell'UE all'individuazione dei tumori, che comprende un aggiornamento della raccomandazione del Consiglio sullo screening dei tumori del 2003.
• Proteggere meglio i lavoratori dall'amianto. La Commissione intende:
o proporre oggi una revisione della direttiva sull'esposizione all'amianto durante il lavoro, volta a ridurre significativamente il valore limite di esposizione professionale per l'amianto;
o aggiornare gli orientamenti per sostenere gli Stati membri, i datori di lavoro e i lavoratori nell'attuazione della direttiva riveduta; e
o lanciare una campagna di sensibilizzazione sulla rimozione sicura dell'amianto.
• Migliorare le informazioni sull'amianto negli edifici. La Commissione intende:
o presentare una proposta legislativa concernente il rilevamento e la registrazione dell'amianto negli edifici. Gli Stati membri saranno invitati a elaborare strategie nazionali per la rimozione dell'amianto; e
o proporre un approccio normativo per l'introduzione di registri digitali degli edifici al fine di migliorare la condivisione e l'uso dei dati relativi agli edifici, dalla progettazione alla costruzione, fino alla demolizione.
• Garantire lo smaltimento sicuro dell'amianto e l'inquinamento zero. La Commissione intende:
o rivedere il protocollo UE per la gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione e gli orientamenti per le verifiche dei rifiuti prima dei lavori di demolizione e di ristrutturazione degli edifici; e
o avviare uno studio volto a individuare le pratiche di gestione dei rifiuti di amianto e le nuove tecnologie di trattamento.
L'UE mette a disposizione ingenti finanziamenti attraverso il dispositivo per la ripresa e la resilienza, il Fondo sociale europeo Plus e il Fondo europeo di sviluppo regionale per sostenere gli Stati membri negli ambiti della prevenzione sanitaria, delle cure, delle ristrutturazioni e dello smaltimento sicuro dell'amianto.
Inoltre l'UE continuerà a svolgere un ruolo di primo piano nella lotta all'amianto a livello mondiale, ad esempio nel contesto della conferenza delle parti della convenzione di Rotterdam, dell'Organizzazione internazionale del lavoro, del G7 e del G20.
Proteggere i lavoratori dall'esposizione all'amianto
I lavoratori corrono il rischio maggiore di essere esposti a questa sostanza cancerogena. Per migliorarne la protezione la Commissione presenta oggi una proposta di modifica della direttiva sull'esposizione all'amianto durante il lavoro. La modifica comprende una riduzione del limite di esposizione all'amianto durante il lavoro a un valore 10 volte inferiore a quello attuale (da 0,1 fibre per centimetro cubo (f/cm³) a 0,01 f/cm³), sulla base dei più recenti sviluppi scientifici e tecnologici.
Insieme all'attività di sensibilizzazione e ad altri miglioramenti in materia di prevenzione e cure sanitarie, la proposta avvicinerà l'UE al suo obiettivo di sconfiggere il cancro. Essa inoltre crea condizioni di parità per le imprese che operano a livello di UE, riducendo nel contempo i costi dell'assistenza sanitaria connessi alle cure mediche.
Prossime tappe
La Commissione invita tutte le istituzioni dell'UE, gli Stati membri, le parti sociali e gli altri portatori di interessi ad accelerare l'azione per conseguire un'UE senza amianto per le generazioni attuali e future. La proposta di modifica della direttiva sull'esposizione all'amianto durante il lavoro presentata dalla Commissione sarà discussa dal Parlamento europeo e dagli Stati membri; la Commissione, da parte sua, auspica una rapida approvazione. Una volta adottata, gli Stati membri avranno 2 anni di tempo per recepire le disposizioni della direttiva nella legislazione nazionale.
Dichiarazioni di membri del Collegio
Nicolas Schmit, Commissario per il Lavoro e i diritti sociali, ha dichiarato: "Un anno fa ci siamo impegnati dinanzi al Parlamento europeo a rispondere agli importanti inviti all'azione espressi nella sua relazione sulla protezione dei lavoratori dall'amianto. Ora la Commissione presenta una serie di misure che non solo offriranno una migliore protezione ai lavoratori, ma costituiranno anche un enorme passo avanti verso un'Europa senza amianto. Il 78% dei tumori professionali riconosciuti negli Stati membri è correlato all'amianto. La direttiva di modifica proposta oggi ridurrà drasticamente i livelli di esposizione per i lavoratori e fornirà formazione e orientamenti ai datori di lavoro."
Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: "La prevenzione è più efficace di qualsiasi cura contro il cancro. Considerando che il 40% dei tumori è prevenibile, si tratta della strategia a lungo termine più efficiente. Nell'ambito delle azioni previste dal piano europeo di lotta contro il cancro, puntiamo a contribuire in modo significativo alla prevenzione del cancro riducendo l'esposizione alle sostanze pericolose, tra cui l'amianto. Le proposte odierne costituiscono un altro risultato tangibile del piano di lotta contro il cancro e un ulteriore passo verso la costruzione di un'Unione europea della salute forte."
Contesto
Le azioni presentate nella comunicazione odierna danno seguito alla risoluzione del Parlamento europeo del 20 ottobre 2021 sulla protezione dei lavoratori dall'amianto, in linea con l'impegno assunto dalla presidente von der Leyen, nei suoi orientamenti politici, di rispondere debitamente alle risoluzioni a norma dell'articolo 225 TFUE, nel pieno rispetto dei principi di proporzionalità e sussidiarietà nonché di quelli dell'accordo "Legiferare meglio".
La riduzione efficace dell'esposizione alle sostanze cancerogene come l'amianto fa parte del piano europeo di lotta contro il cancro e del piano d'azione "inquinamento zero" della Commissione. Nel suo programma di lavoro 2022 e nel quadro strategico dell'UE in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro 2021-2027, la Commissione ha annunciato una proposta volta ad abbassare l'attuale limite di esposizione professionale per l'amianto. Anche i cittadini dell'UE, nel quadro della Conferenza sul futuro dell'Europa, hanno evidenziato l'importanza di una revisione della direttiva sull'esposizione all'amianto durante il lavoro. La proposta odierna è il risultato di un ampio processo di consultazione, inclusa una consultazione in due fasi delle parti sociali, nonché della stretta collaborazione con scienziati, rappresentanti dei lavoratori, datori di lavoro e Stati membri.
I tumori professionali sono la prima causa dei decessi correlati al lavoro nell'UE, con ben il 78% dei tumori professionali riconosciuti associati all'amianto. Solo nel 2019 nell'UE più di 70 000 persone sono morte per le conseguenze dell'esposizione all'amianto sul luogo di lavoro. Si stima che attualmente siano esposti all'amianto tra i 4,1 e i 7,3 milioni di lavoratori, dei quali il 97% nel settore edile e il 2% nella gestione dei rifiuti. Per eliminare i rischi derivanti dall'amianto, negli ultimi 40 anni l'UE si è adoperata per limitarne tutti gli usi, fino a giungere al divieto totale nel 2005.
Tuttavia, dato che oltre 220 milioni di unità immobiliari sono state costruite prima del divieto, è probabile che molte di esse contengano ancora amianto e rappresentino una minaccia per la salute. Permane inoltre la necessità di gestire e smaltire i rifiuti di amianto. La strategia "Un'ondata di ristrutturazioni per l'Europa", che ha l'obiettivo di almeno raddoppiare il tasso annuo di ristrutturazione degli edifici entro il 2030, sottolinea ulteriormente l'importanza di affrontare il problema dell'amianto con un approccio globale. Nella proposta di revisione della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia, presentata nel dicembre 2021, si sottolinea inoltre che gli Stati membri dovrebbero sostenere i miglioramenti della prestazione energetica degli edifici esistenti per contribuire a creare un ambiente interno salubre, tra l'altro eliminando sostanze nocive come l'amianto.

Unione europea della salute: un nuovo approccio dell'UE all'individuazione dei tumori – potenziare e migliorare lo screening

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Oggi, nell'ambito del programma europeo di screening dei tumori, che sarà proposto nel quadro del piano europeo di lotta contro il cancro, la Commissione presenta un nuovo approccio per aiutare gli Stati membri ad aumentare la diffusione dello screening dei tumori. L'obiettivo della raccomandazione proposta, incentrata sull'individuazione dei tumori in una fase precoce, è aumentare il numero di screening per includervi un maggior numero di gruppi destinatari e di tumori.
Tale nuovo approccio dell'UE, che si basa sugli sviluppi e sui dati scientifici più recenti di cui disponiamo, aiuterà gli Stati membri a garantire che il 90 % della popolazione dell'UE che soddisfa i requisiti per lo screening del carcinoma della mammella, della cervice uterina e del colon-retto abbia la possibilità di sottoporvisi entro il 2025. La nuova raccomandazione estende inoltre lo screening organizzato della popolazione al carcinoma polmonare, prostatico e, a determinate condizioni, gastrico.
Margaritis Schinas, Vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo, ha dichiarato: "Per noi il cancro è una priorità sanitaria! Negli ultimi due anni la COVID ha avuto gravi ripercussioni sulla prevenzione, sull'individuazione e sulla diagnosi del cancro. Il tempismo nella diagnosi dei tumori può fare davvero la differenza perché aumenta le opzioni terapeutiche e salva vite umane. È per questo motivo che dobbiamo promuovere lo screening dei tumori in tutta l'UE. Oggi dimostriamo ancora una volta il nostro impegno a combattere il cancro collettivamente e risolutamente."
Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: "Secondo le stime, nel 2020 è stato diagnosticato un cancro a 2,7 milioni di persone che vivono nell'UE e oltre 1,3 milioni di persone hanno perso la vita a causa di questa malattia. Sappiamo che la diagnosi precoce salva vite umane e migliora la qualità della vita. Oggi, nell'ambito del piano europeo di lotta contro il cancro, stiamo definendo un nuovo corso per lo screening dei tumori nell'UE. Con le nostre nuove raccomandazioni il programma europeo di screening dei tumori garantirà la copertura di tipi di tumori che, messi insieme, rappresentano quasi il 55 % di tutti i nuovi casi diagnosticati ogni anno nell'UE. Le nostre nuove raccomandazioni, basate su dati scientifici e sull'eccellenza sviluppata nella ricerca sul cancro degli ultimi 20 anni, rafforzeranno la nostra azione in tutta l'UE e ci consentiranno di agire tempestivamente e colmare le lacune create dall'impatto della COVID-19 nel campo della diagnosi del cancro e delle cure oncologiche. Insieme possiamo fare la differenza in termini di tendenze oncologiche."
La raccomandazione proposta introduce un nuovo approccio dell'UE alle migliori prassi per potenziare lo screening dei tumori e sostituisce la raccomandazione attuale, che è già in vigore da 20 anni e necessita di un aggiornamento urgente. La proposta è un'iniziativa faro del piano europeo di lotta contro il cancro e riflette gli sviluppi e i dati scientifici più recenti di cui disponiamo. Per l'attuazione della nuova raccomandazione è disponibile un sostegno finanziario che comprende 38,5 milioni di € impegnati a titolo del programma "UE per la salute" e 60 milioni di € nell'ambito di Orizzonte Europa. La Commissione proporrà inoltre ulteriori finanziamenti a favore dello screening dei tumori nell'ambito del programma "UE per la salute" per il 2023. Un ulteriore sostegno può essere fornito anche dai fondi regionali, di coesione e sociali europei.
Quali sono le novità?
La raccomandazione mira ad aumentare la diffusione dello screening del carcinoma della mammella, della cervice uterina e del colon-retto per raggiungere l'obiettivo fissato nel piano europeo di lotta contro il cancro, ossia far sì che il 90 % di coloro che soddisfano i requisiti abbia la possibilità di sottoporsi a tali screening entro il 2025. Lo screening mirato dovrebbe essere inoltre esteso ad altri tumori, in particolare al carcinoma prostatico, polmonare e gastrico.
Per agevolare screening più mirati e meno invasivi, la raccomandazione:
• estende il gruppo destinatario dello screening del carcinoma della mammella alle donne di età compresa tra i 45 e i 74 anni (rispetto all'attuale fascia di età 50-69 anni);
• raccomanda che siano effettuati test per il papillomavirus umano (HPV) nelle donne di età compresa tra i 30 e i 65 anni, ogni 5 anni o più, tenendo conto dello stato vaccinale per l'HPV, al fine di individuare il carcinoma della cervice uterina;
• invita a utilizzare test di triage per il carcinoma del colon-retto nelle persone di età compresa tra i 50 e i 74 anni mediante test immunochimici fecali per determinare la necessità di un follow-up tramite endoscopia/colonscopia.
Sulla base dei dati e dei metodi più recenti, la raccomandazione estende lo screening organizzato ad altri tre tumori:
• test per il carcinoma polmonare nei forti fumatori e negli ex fumatori di età compresa tra i 50 e i 75 anni;
• test per il carcinoma prostatico negli uomini fino a 70 anni sulla base dell'analisi dell'antigene prostatico specifico e tomografia computerizzata a risonanza magnetica nucleare (MRI) come follow-up;
• screening dell'Helicobacter pylori e sorveglianza delle lesioni precancerose dello stomaco nei luoghi che presentano tassi di incidenza e di mortalità elevati per il carcinoma gastrico.
La raccomandazione presta particolare attenzione alla parità di accesso allo screening nonché alle necessità di determinati gruppi socioeconomici, delle persone con disabilità e delle persone che vivono in zone rurali o isolate affinché lo screening dei tumori diventi una realtà in tutta l'UE. È inoltre importante garantire procedure diagnostiche adeguate e tempestive, terapia, sostegno psicologico e assistenza successiva. La raccomandazione introduce inoltre un monitoraggio sistematico e regolare dei programmi di screening, comprese le disparità, attraverso il sistema europeo d'informazione sul cancro e il registro delle disuguaglianze di fronte al cancro.
Per sostenere l'attuazione della raccomandazione saranno elaborati orientamenti dell'UE sullo screening e sul trattamento del cancro, con il sostegno finanziario del programma "UE per la salute" per il carcinoma prostatico, polmonare e gastrico. Gli attuali orientamenti dell'UE sul carcinoma della mammella, della cervice uterina e del colon-retto saranno aggiornati regolarmente.
Prossime tappe
Una volta adottata dal Consiglio, la raccomandazione sostituirà l'attuale raccomandazione sullo screening dei tumori del 2003.
Contesto
Secondo le stime, nel 2020 nell'Unione è stato diagnosticato un cancro a 2,7 milioni di persone. Si stima inoltre che un cittadino dell'UE su due svilupperà un cancro nel corso della vita, con conseguenze durature sulla qualità di vita, e che solo la metà dei malati di cancro sopravvivrà.
La raccomandazione del Consiglio del 2003 ha formulato raccomandazioni per lo screening dei tumori, incoraggiando gli Stati membri ad attuare programmi di screening a tutti gli appropriati livelli della popolazione, con garanzie di qualità. La raccomandazione si è dimostrata efficace nel migliorare lo screening dei tumori e nel garantire che le persone più colpite abbiano facile accesso a screening organizzati.
La relazione del 2017 sull'attuazione della raccomandazione e la guida europea al miglioramento della qualità della lotta globale contro il cancro hanno individuato le sfide future e le esigenze cui rispondere. È emersa la chiara necessità di una revisione della raccomandazione per tenere conto dei più recenti dati scientifici.
Negli ultimi 20 anni sono stati convalidati e introdotti negli Stati membri nuovi test e protocolli di screening e sono disponibili nuovi dati che sostengono l'estensione delle raccomandazioni di screening ad altri tumori rispetto a quelli oggetto dell'attuale testo.
Nel febbraio 2021 la Commissione ha presentato il piano europeo di lotta contro il cancro, una delle principali priorità della Commissione von der Leyen nel settore della salute e una colonna portante di un'Unione europea della salute forte. Il miglioramento dell'individuazione precoce è uno dei quattro settori chiave del piano, nel quale è stata annunciata una revisione della raccomandazione del Consiglio sullo screening dei tumori del 2003 nell'ambito dell'azione faro volta a proporre un nuovo programma di screening dei tumori sostenuto dall'UE.

Rendere il mercato unico a prova di crisi: dotare l'Europa di uno strumentario solido per salvaguardare la libera circolazione e la disponibilità di beni e servizi di rilevanza


LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione presenta oggi il nuovo strumento per le emergenze nel mercato unico (SMEI). Questo quadro di governance delle crisi mira a salvaguardare la libera circolazione di beni, servizi e persone e la disponibilità di beni e servizi essenziali in caso di emergenze future, a beneficio dei cittadini e delle imprese di tutta l'UE. Sebbene il mercato unico si sia dimostrato la nostra migliore risorsa nella gestione delle crisi, la pandemia di COVID-19 ha evidenziato carenze strutturali che ostacolano la capacità dell'UE di rispondere efficacemente alle situazioni di emergenza in modo coordinato. Misure unilaterali avevano portato a una frammentazione, aggravando la crisi e colpendo in particolare le PMI.
Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per Un'Europa pronta per l'era digitale, ha dichiarato: "La crisi della COVID-19 ha chiarito una serie di aspetti: dobbiamo far sì che il nostro mercato unico resti sempre operativo, anche in tempi di crisi. Dobbiamo renderlo più forte. Abbiamo bisogno di nuovi strumenti che ci consentano di reagire rapidamente e collettivamente, in modo che, all'emergere di una nuova crisi, possiamo far sì che il nostro mercato unico rimanga aperto e siano sempre disponibili i beni e servizi di importanza vitale per proteggere i cittadini europei. Con lo strumento per le emergenze nel mercato unico questo è possibile."
Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha dichiarato: "Nel susseguirsi delle crisi degli ultimi anni abbiamo lavorato duramente per salvaguardare il buon funzionamento del mercato unico, mantenere aperte le nostre frontiere e le nostre catene di approvvigionamento e garantire la disponibilità di prodotti e servizi di cui i nostri cittadini hanno bisogno. Dobbiamo tuttavia essere più preparati ad anticipare e rispondere alla prossima crisi. Anziché fare affidamento su azioni improvvisate ad hoc, lo strumento per le emergenze nel mercato unico fornirà una risposta strutturale per salvaguardare la libera circolazione dei beni, delle persone e dei servizi in tempi difficili. Lo SMEI garantirà un migliore coordinamento con gli Stati membri, contribuirà a prevenire e limitare l'impatto di una potenziale crisi sulla nostra industria e sulla nostra economia e doterà l'Europa di strumenti che i nostri partner globali hanno e che a noi mancano."
Lo strumento per le emergenze nel mercato unico integra altre misure legislative dell'UE per la gestione delle crisi, come il meccanismo unionale di protezione civile e le norme dell'UE relative a settori, catene di approvvigionamento o prodotti specifici quali la salute, i semiconduttori o la sicurezza alimentare, per cui sono già previste misure mirate di risposta alle crisi. Istituisce un quadro di gestione delle crisi equilibrato per individuare le diverse minacce per il mercato unico e assicura il buon funzionamento di quest'ultimo:
• creando un'architettura di governance delle crisi per il mercato unico: si tratta di un nuovo meccanismo per monitorare il mercato unico, individuare i diversi livelli di rischio e coordinare una risposta adeguata in diverse fasi: pianificazione di emergenza, modalità di vigilanza e modalità di emergenza. In primo luogo il quadro per la pianificazione di emergenza consente alla Commissione e agli Stati membri di creare una rete di coordinamento e di comunicazione per accrescere la preparazione. Successivamente, qualora sia individuata una minaccia per il mercato unico, la Commissione può attivare la modalità di vigilanza. Infine, in caso di crisi con un ampio impatto sul mercato unico, il Consiglio può attivare la modalità di emergenza. Sarà istituito un gruppo consultivo, composto dalla Commissione e dagli Stati membri, incaricato di valutare una data situazione e raccomandare le misure di risposta più idonee, che svolgerà un ruolo essenziale durante l'intero processo;
• proponendo nuove azioni per affrontare le minacce al mercato unico: in modalità di vigilanza gli Stati membri, in collaborazione con la Commissione, si concentrerebbero sul monitoraggio delle catene di approvvigionamento di beni e servizi ben identificati, di importanza strategica e sulla costituzione di riserve strategiche in questi settori. Una volta attivata la modalità di emergenza, la libera circolazione nel mercato unico sarà mantenuta sulla base di una lista nera di restrizioni proibite e, più in generale, di un controllo rafforzato e rapido delle restrizioni unilaterali. La Commissione può inoltre raccomandare agli Stati membri di garantire la disponibilità di beni di rilevanza per la crisi facilitando l'ampliamento o la riconversione delle linee di produzione o rendendo più rapida la procedura di autorizzazione. Infine, può anche raccomandare agli Stati membri di distribuire in modo mirato le riserve strategiche costituite durante la fase di vigilanza. Si applicheranno inoltre nuove norme per facilitare gli appalti pubblici di beni e servizi di rilevanza da parte della Commissione per conto degli Stati membri, sia nella modalità di vigilanza che in quella di emergenza;
• consentendo misure di ultima istanza in caso di emergenza: in circostanze eccezionali, e solo a modalità di emergenza già attivata, la Commissione può anche ricorrere a strumenti per cui sarà necessaria una fase di attivazione distinta. La Commissione può allora inviare agli operatori economici richieste di informazioni mirate che possono diventare vincolanti, o chiedere loro di accettare ordinativi classificati come prioritari per i prodotti di rilevanza per la crisi: in questo caso le imprese devono conformarsi o, in caso di rifiuto, spiegarne i gravi motivi. L'immissione sul mercato accelerata di determinati prodotti grazie a procedure di collaudo e accreditamento più rapide, anche attraverso la valutazione della conformità, ne garantirà la disponibilità durante le emergenze. Le norme che consentono tali deroghe sono stabilite in proposte di regolamento e di direttiva che modificano una serie di regimi normativi specifici per prodotto e che accompagnano il regolamento SMEI.
Prossime tappe
Le proposte saranno ora discusse dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'Unione europea. Dopo l'adozione da parte dei colegislatori, i regolamenti entreranno in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Contesto
Da oltre trent'anni il mercato unico è la risorsa più importante dell'UE, in quanto offre certezza, ampiezza di dimensioni e un trampolino di lancio su scala mondiale per le nostre imprese, nonché un'ampia disponibilità di prodotti e servizi di qualità per i consumatori. Tuttavia, nelle recenti crisi, e in particolare nei primi tempi della pandemia di COVID-19, le imprese e i cittadini hanno risentito della chiusura delle frontiere, delle interruzioni dell'approvvigionamento e della mancanza di prevedibilità delle regole, con una conseguente frammentazione del mercato unico. Le restrizioni all'esportazione intra-UE e le restrizioni di viaggio adottate in risposta alla pandemia, ma in molti casi mal concepite e giustificate a tal fine, hanno perturbato la libera circolazione di beni, servizi e persone, provocando costi economici e ritardi e ostacolando la risposta generale alla crisi.
Il pacchetto SMEI presentato oggi fa seguito alle richieste del Consiglio europeo che, nelle sue conclusioni del 1° e 2 ottobre 2020, ha affermato che l'UE dovrebbe trarre insegnamenti dalla pandemia di COVID-19 e affrontare la frammentazione, gli ostacoli e le debolezze rimanenti del mercato unico nel far fronte alle situazioni di emergenza. In risposta, nella sua comunicazione sull'aggiornamento della strategia industriale del maggio 2021 la Commissione ha annunciato che avrebbe presentato uno strumento specifico per garantire la libera circolazione di merci, servizi e persone e più trasparenza e coordinamento in tempi di crisi. Il Parlamento europeo ha accolto con favore l'intenzione della Commissione di presentare uno strumento per le emergenze nel mercato unico e ha invitato la Commissione a svilupparlo sotto forma di strumento strutturale giuridicamente vincolante per garantire la libera circolazione delle persone, dei beni e dei servizi in caso di crisi future. Prima di presentare la proposta la Commissione ha intrapreso vaste consultazioni, anche pubblicando un invito a presentare contributi, una consultazione pubblica e un'indagine degli Stati membri, oltre a organizzare un ampio seminario con le parti interessate e numerose consultazioni più mirate dei portatori di interessi.

Mic, ecco le 15 candidate per la Capitale della Cultura 2025
Franceschini: grande opportunità per crescita turistica e sviluppo del territorio

 

Logo MiC 250Sono 15 le città italiane che hanno presentato la manifestazione d’interesse scritta al Ministero della Cultura per il titolo di “Capitale italiana della cultura” per l’anno 2025

Adesso tutte le città partecipanti dovranno presentare il loro progetto che sarà sottoposto alla valutazione di una commissione di sette esperti di chiara fama nella gestione dei beni culturali. La città vincitrice, grazie anche al contributo statale di un milione di euro, potrà mettere in mostra, per il periodo di un anno, i propri caratteri originali e i fattori che ne determinano lo sviluppo culturale, inteso come motore di crescita dell’intera comunità.

“Sono orgoglioso che quell’intuizione della Capitale della Cultura, in questi anni, sia cresciuta di edizione in edizione dimostrando quanto la progettazione, la programmazione, la condivisione con le realtà locali sia fondamentale per lo sviluppo dei territori. E’ significativo notare, nelle ultime edizioni, la partecipazione di città anche di piccole dimensioni, a dimostrazione che questo riconoscimento sia diventato una grande opportunità che, come dimostrano i dati, assicura ritorni in termini di visibilità, di pubblico e, quindi, anche di turismo e occasioni di sviluppo”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Dario Franceschini.

Il titolo di Capitale Italiana della Cultura nasce dalla vivace e partecipata competizione che culminò il 17 ottobre 2014 nella designazione di Matera Capitale Europea della Cultura 2019. L’impegno, la creatività e la passione che avevano portato le sei finaliste a costruire dei dossier di candidatura di elevata qualità progettuale convinsero il Governo a proclamare le altre cinque concorrenti, ossia Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena, Capitali Italiane della Cultura 2015 e a indire contestualmente una selezione per individuare, a partire dal 2016, la città meritevole di questo titolo.

La prima prescelta fu Mantova, a cui seguirono Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018 e Parma nel 2020, titolo prorogato anche nel 2021 a causa dell’emergenza pandemica. L’edizione del 2022 è andata a Procida, nel 2023 sarà il turno di Bergamo e Brescia mentre nel 2024 andrà a Pesaro.

Ecco l’elenco delle città che hanno presentato la domanda per il 2025, con il relativo titolo del dossier:

1) Agrigento - Il sé, l’altro e la natura. Relazioni e trasformazioni culturali
2) Aosta - Aostæ Città Plurale
3) Assisi (Perugia) - Assisi. Creature e creatori
4) Asti - Dove si coltiva la cultura
5) Bagnoregio (Viterbo) - Essere Ponti
6) Città Metropolitana di Reggio Calabria - Locride 2025. Tutta un’altra storia
7) Enna - Enna 2025. Il mito nel cuore
8) Monte Sant’Angelo (Foggia) - Monte Sant'Angelo 2025: un Monte in cammino
9) Orvieto (Terni) - Meta meraviglia la cultura che sconfina
10) Otranto (Lecce) - Otranto 2025. Mosaico di Culture
11) Peccioli (Pisa) - ValdEra Ora. L’arte di vivere insieme
12) Pescina (L’Aquila) - La cultura non spopola
13) Roccasecca (Frosinone) - Vocazioni. La cultura e la ricerca della felicità
14) Spoleto (Perugia) - La cultura genera energia
15) Sulmona (L’Aquila) - Cultura è metamorfosi

 

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