dall'Europa

Prezzi dell’energia: la Commissione propone un intervento di emergenza sul mercato per ridurre le bollette degli europei


LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione propone un intervento di emergenza sui mercati europei dell'energia contro i recenti drammatici aumenti dei prezzi. L'UE affronta gli effetti di un grave squilibrio tra la domanda e l'offerta di energia, dovuto in gran parte alla continua strumentalizzazione delle risorse energetiche per fini bellici da parte della Russia. Per alleviare la crescente pressione sulle famiglie e sulle imprese europee, la Commissione compie un ulteriore passo per risolvere questa situazione proponendo misure eccezionali di riduzione della domanda di energia elettrica, che contribuiranno a ridurre il costo dell'energia elettrica per i consumatori, e misure per ridistribuire ai clienti finali i ricavi eccedenti del settore energetico. La proposta fa seguito a misure precedentemente concordate per il riempimento dei depositi di gas e per la riduzione della domanda di gas in preparazione al prossimo inverno. La Commissione continua inoltre ad adoperarsi per migliorare la liquidità per gli operatori del mercato, ridurre il prezzo del gas e riformare l'assetto del mercato dell'energia elettrica a più lungo termine.
La prima risposta ai prezzi elevati è la riduzione della domanda, che può avere un impatto sui prezzi dell'energia elettrica e in generale calmare il mercato. Per intervenire sulle fasce orarie più costose di consumo, quando l'energia elettrica prodotta con il gas ha un impatto significativo sul prezzo, la Commissione propone l'obbligo di ridurre il consumo di energia elettrica di almeno il 5% in fasce orarie di picco dei prezzi selezionate. Gli Stati membri dovranno individuare fasce orarie di picco dei prezzi, pari al 10% delle ore totali, con il prezzo previsto più elevato e ridurre la domanda in quei periodi. La Commissione propone inoltre che gli Stati membri si adoperino per ridurre la domanda complessiva di energia elettrica di almeno il 10% fino al 31 marzo 2023. Gli Stati membri potranno scegliere le misure idonee per centrare quest'obiettivo, comprese compensazioni finanziarie. La riduzione della domanda nei periodi di picco consentirebbe una riduzione del consumo di gas durante l'inverno pari a 1,2 miliardi di metri cubi. L'aumento dell'efficienza energetica è anche un elemento essenziale per rispettare i nostri impegni per il clima nell'ambito del Green Deal europeo.
La Commissione propone inoltre di applicare un massimale temporaneo sui ricavi dei produttori di energia elettrica "inframarginali", che generano energia elettrica con tecnologie meno costose, come le rinnovabili, il nucleare e la lignite, e alimentano la rete a un costo inferiore rispetto al livello di prezzo fissato dai produttori "marginali", che hanno costi più elevati. I produttori inframarginali hanno avuto ricavi eccezionali, con costi operativi relativamente stabili, nel momento in cui le costose centrali a gas hanno fatto salire il prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica. La Commissione propone di fissare il massimale sui ricavi inframarginali a 180 EUR/MWh, in modo da consentire ai produttori di coprire i costi di investimento e di funzionamento senza compromettere gli investimenti in nuove capacità, in linea con i nostri obiettivi in materia di energia e clima per il 2030 e il 2050. I ricavi che eccedono il massimale saranno prelevati dai governi degli Stati membri e utilizzati per ridurre le bollette dei consumatori di energia. Gli Stati membri che commerciano energia elettrica sono incoraggiati, in uno spirito di solidarietà, a concludere accordi bilaterali per condividere parte degli utili inframarginali prelevati nello Stato produttore a beneficio degli utenti finali dello Stato membro importatore. Tali accordi dovranno essere conclusi entro il 1º dicembre 2022 se le importazioni nette di energia elettrica di uno Stato membro da un paese limitrofo sono pari ad almeno il 100% del consumo.
La Commissione propone anche un contributo temporaneo di solidarietà sugli utili in eccesso generati dalle attività nei settori del petrolio, del gas, del carbone e della raffinazione che non saranno soggetti al massimale sui ricavi inframarginali. Questo contributo limitato nel tempo manterrebbe gli incentivi agli investimenti nella transizione verde. Sarebbe prelevato dagli Stati membri sulla parte degli utili del 2022 che eccede un incremento del 20% sugli utili medi dei tre anni precedenti. I ricavi sarebbero prelevati dagli Stati membri e trasferiti ai consumatori di energia, in particolare le famiglie vulnerabili, le imprese più colpite e le industrie ad alta intensità energetica. Gli Stati membri possono anche finanziare progetti transfrontalieri in linea con gli obiettivi di REPowerEU o utilizzare parte dei ricavi per il finanziamento comune di misure a tutela dell'occupazione o di promozione degli investimenti nelle energie rinnovabili e nell'efficienza energetica.
Come ulteriore intervento sulle regole del mercato dell'energia elettrica la Commissione propone inoltre di ampliare il pacchetto di misure sui prezzi dell'energia disponibili per aiutare i consumatori. Le proposte consentirebbero per la prima volta la regolamentazione dei prezzi dell'energia elettrica sotto il prezzo di costo ed estenderebbero i prezzi regolamentati anche alle piccole e medie imprese.
Come annunciato mercoledì 7 settembre dalla presidente von der Leyen, la Commissione continuerà inoltre ad adoperarsi per ridurre i prezzi per i consumatori e per l'industria in Europa e allentare la pressione sul mercato. La Commissione approfondirà la discussione con gli Stati membri sui modi migliori per ridurre i prezzi del gas, analizzando anche diverse idee sui massimali tariffari e sul rafforzamento del ruolo della piattaforma dell'UE per l'energia nell'agevolare accordi di prezzi più bassi con i fornitori attraverso acquisti in comune volontari. La Commissione continuerà inoltre a lavorare sugli strumenti per migliorare la liquidità nel mercato per i fornitori di energia e riesaminerà il quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato affinché continui a consentire agli Stati membri di fornire un sostegno necessario e proporzionato all'economia, garantendo nel contempo parità di condizioni. In occasione del Consiglio straordinario "Energia" del 9 settembre i ministri dell'energia degli Stati membri hanno approvato l'operato finora svolto dalla Commissione in questi settori.
Contesto
La Commissione affronta da un anno la questione dell'aumento dei prezzi dell'energia e gli Stati membri hanno adottato a livello nazionale diverse misure che la Commissione aveva messo a disposizione attraverso il pacchetto di misure sui prezzi dell'energia adottato nell'ottobre 2021 e ampliato nella primavera del 2022 con la comunicazione su interventi a breve termine nei mercati dell'energia e miglioramenti a lungo termine dell'assetto del mercato dell'energia elettrica e con il piano REPowerEU. La situazione del mercato dell'energia si è notevolmente deteriorata dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia e l'uso da parte di quest'ultima delle risorse energetiche per ricattare l'Europa, con il risultato di esacerbare una situazione di approvvigionamento già difficile dopo la pandemia di COVID-19. La Commissione ha già presentato proposte di nuovi obblighi minimi di stoccaggio e nuovi obiettivi di riduzione della domanda di gas per facilitare l'equilibrio tra domanda e offerta in Europa, adottate rapidamente dagli Stati membri prima dell'estate.
La Russia ha continuato a manipolare le forniture di gas, interrompendo le consegne in Europa per motivi ingiustificati e portando tensione e nervosismo sui mercati. Nei mesi estivi i prezzi sono ulteriormente aumentati, anche a causa delle condizioni meteorologiche estreme causate dai cambiamenti climatici. In particolare, la siccità e il caldo eccessivo hanno avuto un impatto sulla produzione di energia elettrica da fonte idroelettrica e nucleare, riducendo ulteriormente l'approvvigionamento. Per questo motivo la Commissione ora propone un regolamento del Consiglio, basato sull'articolo 122 del trattato, che dispone un intervento di emergenza nel mercato dell'energia elettrica, con strumenti europei comuni per far fronte ai prezzi elevati e correggere gli squilibri del sistema tra fornitori e utenti finali dell'energia elettrica, preservando nel contempo il funzionamento globale del mercato interno dell'energia e prevenendo i rischi per la sicurezza dell'approvvigionamento.
Dichiarazioni dei membri del collegio dei commissari:
La Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: "Con l'aggressione e con la manipolazione la Russia colpisce i mercati mondiali ed europei dell'energia e dobbiamo essere risoluti nella nostra risposta. Gli Stati membri possono adottare e attuare rapidamente le ulteriori proposte presentate oggi dalla Commissione per alleviare la pressione sulle famiglie e sulle imprese. Rimaniamo uniti di fronte all'arma del gas di Putin mentre interveniamo concretamente per ridurre al minimo l'impatto del prezzo del gas sui costi dell'energia elettrica in questi tempi eccezionali."
Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo, ha dichiarato: "Queste misure senza precedenti sono una risposta necessaria alle difficoltà di approvvigionamento energetico e all'impennata dei prezzi dell'energia che colpiscono l'Europa. Perché queste misure sortiscano complessivamente gli effetti sperati è fondamentale la riduzione della domanda: riduce l'importo delle bollette, impedisce a Putin di continuare a usare le risorse energetiche come arma, riduce le emissioni e contribuisce a riequilibrare il mercato dell'energia. Un massimale sui ricavi eccessivi consentirà alle imprese del settore energetico che hanno beneficiato di utili anormalmente elevati di dimostrare solidarietà verso i loro clienti in difficoltà. Ma prima di tutto questa crisi annuncia la fine dell'era dei combustibili fossili a basso costo e la necessità di accelerare il passaggio all'energia rinnovabile prodotta in Europa."
Kadri Simson, Commissaria per l'Energia, ha dichiarato: "Oggi adottiamo un intervento di emergenza sull'assetto del nostro mercato dell'energia elettrica, limitando i ricavi per i produttori di energia elettrica a basso costo e autorizzando misure eccezionali sulla regolamentazione dei prezzi per le imprese e per le famiglie. Così consentiremo agli Stati membri di aumentare e riorientare i ricavi verso coloro che ne hanno bisogno in questo momento difficile, senza compromettere il funzionamento a lungo termine del mercato".
Paolo Gentiloni, Commissario per l'Economia, ha dichiarato: "La nostra proposta di contributo di solidarietà delle industrie dei combustibili fossili consentirà di affrontare l'attuale crisi energetica in uno spirito di equità. In questi tempi eccezionalmente difficili per tanti, le imprese produttrici di combustibili fossili hanno beneficiato di profitti anormalmente elevati. È quindi essenziale che facciano la loro giusta parte per sostenere le famiglie vulnerabili e i settori più colpiti e a favore degli ingenti investimenti necessari nelle energie rinnovabili e nell'efficienza energetica. Questo perché di fronte alla strumentalizzazione dell'energia fatta da Putin abbiamo bisogno di uno sforzo collettivo di solidarietà per costruire un'Europa più sicura e sostenibile."

Europa creativa: la Commissione interviene a sostegno degli artisti ucraini



LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione pubblica un invito speciale per l'Ucraina nell'ambito del programma di lavoro annuale di Europa creativa per il 2023. Un totale di 5 milioni di € sarà destinato a sostenere gli artisti ucraini al di fuori del loro paese d'origine e le organizzazioni culturali in Ucraina, oltre che a preparare la ripresa post-bellica del settore culturale e creativo ucraino.

Mariya Gabriel, Commissaria per l'Innovazione, la ricerca, la cultura, l'istruzione e i giovani, ha dichiarato: "L'espressione culturale e l'accesso alla cultura sono elementi essenziali della nostra vita. Ci aiutano ad affrontare gli eventi traumatici, a costruire una resilienza individuale e collettiva, e ci forniscono strumenti per la comprensione reciproca. Sono molto lieta di sapere che possiamo contribuire ad aiutare gli ucraini sfollati a causa della guerra ad avere accesso alla cultura in Ucraina o in uno dei paesi partecipanti a Europa creativa."

Mediante l'invito speciale verranno selezionati tre progetti da finanziare, gestiti da consorzi istituiti nei paesi associati al programma Europa creativa, nonché organizzazioni ucraine che concederanno sovvenzioni a cascata a iniziative di piccole dimensioni attuate a livello locale. L'invito resterà aperto fino al 29 novembre 2022. Maggiori informazioni sull'invito speciale sono disponibili online.

NextGenerationEU: la Commissione europea mobilita ulteriori 12 miliardi di € per la ripresa dell'Europa



LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Ieri la Commissione europea ha emesso 12 miliardi di € in un'operazione in due tranche nell'ambito del programma faro NextGenerationEU. L’operazione - la 12a sindacata nell'ambito di NextGenerationEU e la settima del 2022 - consiste di una nuova obbligazione a cinque anni da 7 miliardi di € con scadenza il 4 ottobre 2027 e di una nuova obbligazione a 30 anni da 5 miliardi di € con scadenza il 4 ottobre 2052. Nonostante il difficile contesto di mercato, la domanda degli investitori è rimasta forte, con offerte combinate per oltre 114 miliardi di €, vale a dire una sottoscrizione di oltre nove volte superiore all’offerta.

Johannes Hahn, Commissario europeo per il Bilancio e l'amministrazione, ha dichiarato: "Il programma NextGenerationEU della Commissione continua a offrire vantaggi agli Stati membri dell'UE e ai suoi beneficiari. I fondi raccolti continueranno a sostenere la ripresa dell'Europa dopo la pandemia e le tanto necessarie trasformazioni verde e digitale."

Con l’operazione di ieri, la Commissione ha emesso un totale di 73,75 miliardi di € in finanziamenti a lungo termine nell'ambito di NextGenerationEU nel 2022 e di 144,75 miliardi di € dall'avvio del programma nel giugno 2021. Di questo totale, 23,75 miliardi di € sono stati emessi dal luglio 2022, in linea con il piano di finanziamento elaborato dalla Commissione per il periodo luglio-dicembre 2022, presentato alla fine di giugno 2022.

Grazie ai fondi raccolti, la Commissione ha finora erogato oltre 110 miliardi di € a titolo del dispositivo per la ripresa e la resilienza e oltre 15 miliardi di € per altri programmi dell'Unione che beneficiano di finanziamenti nell'ambito di NextGenerationEU.

Tra i film sostenuti dall’UE selezionati per la sezione indipendente “Giornate degli Autori”, tre vedono coinvolta l’Italia:

• “Kristos, l’ultimo bambino” di Giulia Amati
• “Padre Pio” di Abel Ferrara
• “Dirty Difficult Dangerous” di Wissam Charaf

Di seguito il comunicato stampa completo.



Nove film sostenuti dall'UE presentati al Festival del cinema di Venezia 2022

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Nove film finanziati dall'UE saranno presentati alla 79a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che ha aperto oggi i battenti e proseguirà fino al 10 settembre. Quattro film sono stati selezionati per il prestigioso concorso "Orizzonti": "Vittima" di Michal Blaško, "Innocence" di Guy Davidi, "Al Nord" di Mihai Mincan, e "L’uomo più felice del mondo" di Teona Strugar Mitevska. Altri quattro sono stati selezionati per la sezione indipendente "Giornate degli Autori", organizzata parallelamente al festival, e un altro film sarà presentato nella sezione "Fuori concorso". I film sono stati sostenuti dalla sezione MEDIA di Europa creativa. I vincitori del festival di quest'anno saranno annunciati sabato 10 settembre durante la cerimonia di chiusura.
La Commissione organizzerà inoltre tre eventi nell’ambito di "Europe in Focus". Sabato 3 settembre sarà organizzato un incontro sul tema "La realtà virtuale e aumentata in Europa: un fiorente ecosistema di contenuti", nel corso del quale sarà presentato il documento strategico sulla realtà virtuale e aumentata in Europa. Il documento, scaturito dai lavori della coalizione industriale europea per la realtà virtuale e aumentata, illustra le opportunità e le sfide per queste tecnologie in Europa.

 

Dal produttore al consumatore: nuove norme per accelerare l'autorizzazione dei pesticidi biologici



PLAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250er sostenere la transizione dell'UE a sistemi alimentari sostenibili e la riduzione dell'uso di pesticidi chimici nell'ambito della strategia "Dal produttore al consumatore", la Commissione adotta oggi nuove norme volte ad aumentare la disponibilità e l'accesso ai prodotti fitosanitari biologici da utilizzare negli Stati membri. Le nuove norme faciliteranno l'autorizzazione dei microrganismi da usare come sostanze attive nei prodotti fitosanitari e offriranno agli agricoltori dell'UE ulteriori opzioni per sostituire i prodotti fitosanitari chimici con alternative più sostenibili.

Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: "La transizione a sistemi alimentari più sostenibili implica la necessità di trovare alternative ai pesticidi chimici che rispettino il nostro pianeta e la nostra salute. La Commissione si è impegnata ad agevolare questo processo aumentando il numero di alternative biologiche e a basso rischio sul mercato: dall'inizio del nostro mandato abbiamo già approvato 20 alternative a basso rischio. Grazie a queste nuove norme, faremo sì che le alternative biologiche possano raggiungere i nostri agricoltori ancora più rapidamente. Quanto più investiamo collettivamente risorse nella valutazione dei prodotti fitosanitari, tante più alternative sicure avremo a disposizione per tenere fede al nostro impegno a ridurre l'uso dei pesticidi chimici del 50% entro il 2030.”

Le nuove norme porranno le proprietà biologiche ed ecologiche di ciascun microrganismo al centro del processo di valutazione scientifica dei rischi, che deve dimostrare la sicurezza prima che i microrganismi possano essere approvati come sostanze attive nei prodotti fitosanitari. Tali norme dovrebbero accelerare l'autorizzazione dei microrganismi e dei prodotti fitosanitari biologici che li contengono. Già approvate dagli Stati membri nel febbraio 2022, le nuove norme si applicheranno a partire dal novembre 2022.

L'Unione europea aderisce alla Convenzione dell'Aia sulle sentenze


LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250L'Unione europea ha aderito alla Convenzione dell'Aia sulle sentenze, uno strumento importante per agevolare gli scambi e gli investimenti multilaterali basati su regole. La Convenzione stabilisce le condizioni per il riconoscimento e l'esecuzione delle sentenze in materia civile e commerciale, compresi i contratti dei consumatori e i contratti di lavoro, e i possibili motivi di rifiuto. L'adesione dell'UE garantirà certezza e prevedibilità del diritto alle imprese europee che operano in diversi paesi, anche al di fuori dell'UE. Anche l'Ucraina ha aderito alla Convenzione oggi.

Didier Reynders, Commissario per la Giustizia, ha dichiarato: "L'adesione odierna è il culmine di anni di intensi sforzi. Essendo la prima ad aderire alla Convenzione insieme all'Ucraina, l'Unione europea apre la strada alla pronta adesione di altri paesi. Tanto maggiore sarà il tasso di adesione degli Stati alla Convenzione dell'Aia sulle sentenze, quanto più questo strumento sarà vantaggioso per un maggior numero di cittadini e imprese e per più ampi scambi e investimenti internazionali."

Ad oggi sei Stati hanno firmato la Convenzione dell'Aia sulle sentenze, elaborata nel 2019. La Convenzione è nata perché diverse leggi e prassi in tutto il mondo rendevano il riconoscimento e l'esecuzione delle sentenze straniere difficili, se non impossibili. Questa incertezza giuridica e i relativi costi per le imprese hanno spesso ostacolato il flusso degli scambi e degli investimenti internazionali, negando in ultima analisi la giustizia.

Verso una campagna elettorale piena di se e di ma!


LAPILLI Foto Nuccio FavaScaraventati in molti, giornalisti della carta stampata e delle televisioni fin dal cuore della notte per riprendere all’alba sui temi dell’inizio della campagna elettorale.
Per l’Italia il tasto à oltremodo delicato e difficile dopo la irresponsabile leggerezza con cui si è messo in crisi il governo di Mario Draghi con una conseguente assenza di prospettiva di un nuovo governo per il paese. In un contesto da irresponsabili con la continua tragedia della guerra russa in Ucraina, siamo di fronte al vuoto sostanziale del centrodestra, litigioso fin sul metodo non condiviso per quanto riguarda la scelta del capo del governo ammesso che la coalizione vinca le elezioni.
Le discussioni non mancano nemmeno nel centrosinistra e sullo stesso “perimetro” di quel campo lungo o largo che Letta non è riuscito a comporre, sopravanzate dal fracasso serale della rottura o incomprensione tra lo stesso Conte e Grillo. Il profondo dissenso riguarda il limite delle due candidature alle elezioni tra il teorico dei “vaffa”fondatore del movimento Grillo e il presidente”opportunista” avvocato Conte,e la rottura appare profonda ed insuperabile. Staremo a vedere e purtroppo ci toccherà assistere anche nel sacro terreno di quello che dovrebbe essere il servizio pubblico della Rai, radio e tv, specie in una occasione così delicata ed impegnativa come le prossime elezioni, a sceneggiate indimenticabili come quanto accaduto a suo tempo con Berlusconi e il suo contratto dinnanzi agli italiani e senza che ci fosse nessun atto di scuse e di riparazione. Se il criterio sarà in sostanza lo stesso e con una perversione del confronto e del dibattito difficilmente si potrà assegnare un titolo di seria validità al voto e alla sua portata così decisiva anche per gli anni futuri.


Nuccio Fava

Il Consiglio di amministrazione della BEI, sostenuto dalla Commissione europea, approva un aiuto finanziario UE di 1,59 miliardi di € a favore dell'Ucraina


LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250 La BEI, la banca dell'UE, eroga 1,59 miliardi di €, sostenuti da garanzie a titolo del bilancio dell'UE, per aiutare l'Ucraina a riparare le infrastrutture danneggiate più essenziali e riprendere l'attuazione di progetti di fondamentale importanza per far fronte alle esigenze immediate dei cittadini ucraini.
• Si tratta del secondo pacchetto di sostegno all'Ucraina nell'ambito della Risposta solidale di emergenza all'Ucraina della BEI, elaborata in stretta cooperazione con la Commissione europea; segue un pacchetto di sostegno di emergenza di 668 milioni di €, erogato integralmente a un mese dall'inizio della guerra. Come il primo, questo finanziamento è offerto a condizioni favorevoli, comprendenti lunghe scadenze.
La guerra russa in Ucraina ha avuto un impatto devastante sulla popolazione, sulle infrastrutture e sull'economia del paese. Alla luce della situazione estremamente difficile dell'Ucraina, il Consiglio di amministrazione della Banca europea per gli investimenti (BEI) ha approvato oggi un ulteriore aiuto finanziario di 1,59 miliardi di € per sostenere il paese nell'affrontare il deficit di finanziamento delle infrastrutture e le necessità urgenti. Saranno messi immediatamente a disposizione 1,05 miliardi di €.
Questo pacchetto di aiuti fa parte della Risposta solidale all'Ucraina della BEI, elaborata in cooperazione con la Commissione europea. È coperto dalla garanzia dell'UE nell'ambito del mandato per i prestiti esterni e si aggiunge all'aiuto finanziario immediato per l'Ucraina di 668 milioni di € erogato dalla BEI all'inizio di marzo 2022.
La Risposta solidale all'Ucraina della BEI – Secondo pacchetto di aiuti contribuirà a mantenere o rimettere in funzione le infrastrutture più essenziali e i servizi fondamentali, a rafforzare la resilienza del paese e a mantenerne la stabilità economica. È costituito da due ambiti di intervento:
• Assistenza finanziaria immediata per complessivi 1,05 miliardi di €. Si tratta di esborsi anticipati nel quadro di otto contratti di finanziamento esistenti. Aiuteranno il governo ucraino a coprire il fabbisogno prioritario di finanziamenti a breve termine, fornire sostegno alle imprese pubbliche strategiche, garantire le riparazioni assolutamente necessarie delle infrastrutture danneggiate, riprendere la fornitura dei servizi comunali interrotti, e sostenere le misure impellenti in materia di energia e di efficienza energetica in vista della stagione fredda.
• Ripresa dell'attuazione dei progetti finanziati dalla BEI in Ucraina per complessivi 540 milioni di € ove possibile, escludendo le aree di belligeranza e i territori non controllati dal governo ucraino. I progetti selezionati riguarderanno energia, efficienza energetica, strade, trasporti, istruzione e infrastrutture, nonché programmi di ricostruzione e di ripresa. L'esatta tempistica di tali erogazioni dipenderà dallo stato di avanzamento dei progetti sottostanti.
Il pacchetto fornirà un sostegno immediato indispensabile all'economia ucraina.
Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea per un'Economia al servizio delle persone, ha dichiarato: “L'UE resta al fianco dell'Ucraina e del suo popolo di fronte alla brutale aggressione da parte della Russia. Il sostegno della BEI manterrà le imprese strategiche del settore pubblico finanziariamente efficienti e in grado di effettuare le riparazioni urgenti delle infrastrutture critiche, di riprendere la fornitura dei servizi essenziali e di rispondere alle altre esigenze immediate della popolazione ucraina, compresi gli sfollati a causa della guerra perpetrata dalla Russia. La Commissione europea continuerà a lavorare con gli Stati membri dell'UE e con i nostri partner internazionali per sostenere l'Ucraina a tutti i livelli - per tutto il tempo necessario”.
Il Presidente della BEI Werner Hoyer ha dichiarato: “Oggi, con il sostegno fondamentale della Commissione europea, abbiamo approvato un ulteriore aiuto di 1,59 miliardi di € nell'ambito del pacchetto Risposta solidale all'Ucraina della BEI per far fronte al fabbisogno urgente di finanziamenti dell'Ucraina e garantire che il paese possa continuare a svolgere le sue funzioni primarie, compresa la rapida ricostruzione delle infrastrutture sociali. Grazie a questo pacchetto di emergenza, in quanto parte di Team Europa, stiamo inviando un messaggio forte — l'UE e la sua Banca rimangono fermamente determinate nella loro solidarietà verso l'Ucraina e il suo popolo, nel momento del bisogno e nel sostegno a più lungo termine per la sua ricostruzione".
“In questo modo saranno erogati i fondi necessari a coprire le necessità urgenti e a garantire il funzionamento delle infrastrutture critiche. Continuiamo a mantenere contatti regolari con il governo ucraino per aiutare in maniera flessibile ove necessario. Si tratta di un investimento sul futuro dell'Ucraina, dell'Europa e del mondo libero,” ha aggiunto la Vicepresidente della BEI Teresa Czerwińska, responsabile delle operazioni in Ucraina.
Sergii Marchenko, Ministro delle Finanze dell'Ucraina, ha dichiarato: “Per ricostruire l'Ucraina abbiamo bisogno di un forte sostegno globale e di una crescente assistenza finanziaria. Sono grato alla BEI e all'Unione europea per la continua collaborazione, per il sostegno finanziario e per l'appoggio offerto all'Ucraina per tutto il tempo necessario. Questo aiuto di 1,59 miliardi di € è un ulteriore contributo significativo per il fabbisogno finanziario immediato del paese, sotto una pressione senza precedenti a causa dell'invasione da parte della Russia. Grazie a questo sostegno finanziario, continueremo a lavorare per riparare le infrastrutture danneggiate, riprendere la fornitura di servizi comunali, compresi i trasporti, e prepararci per la prossima stagione invernale”.
Fin dall'inizio della guerra d'aggressione russa, ingiustificata e immotivata, l'UE, gli Stati membri e le istituzioni finanziarie europee si sono uniti nel sostegno incondizionato all'Ucraina, in linea con un approccio Team Europe. Per saperne di più sull'assistenza finora fornita, consultare il sito della Commissione e della BEI.

 

Vittoria dell'UE nel procedimento presso l'OMC riguardante le pratiche discriminatorie della Turchia in materia di prodotti farmaceutici


LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250L'UE accoglie con favore l'odierna sentenza arbitrale d'appello pronunciata dall'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) nel procedimento intentato dall'UE contro la Turchia in materia di prodotti farmaceutici. Questa sentenza di appello conferma la decisione del panel ed evidenzia come la misura di localizzazione discrimini i prodotti farmaceutici stranieri in quanto non si tratta di una forma di appalto pubblico di prodotti farmaceutici. Non è inoltre intesa a conseguire obiettivi di salute pubblica, né a garantire il rispetto delle leggi che impongono alla Turchia di assicurare alla sua popolazione un'assistenza sanitaria accessibile, efficace e finanziariamente sostenibile. In particolare le pratiche discriminatorie obbligano i produttori stranieri di prodotti farmaceutici a trasferire la loro produzione in Turchia affinché tali prodotti possano essere oggetto di rimborso da parte dei sistemi di sicurezza sociale del paese. Tali pratiche non sono pertanto compatibili con gli impegni assunti dalla Turchia nell'ambito dell'OMC.
Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo e Commissario per il Commercio, ha dichiarato: "Il verdetto odierno segna una chiara vittoria per l'UE, in quanto tutte le nostre rivendicazioni sono state accolte. Tale risultato non è solo importante per le imprese dell'UE da un punto di vista economico, ma invia anche un forte segnale in quanto scoraggia altri paesi dall'adottare o dal mantenere analoghe politiche discriminatorie di localizzazione forzata, incompatibili con le norme dell'OMC."
Questa decisione rappresenta la prima sentenza arbitrale d'appello a norma dell'articolo 25 dell'Intesa sulla risoluzione delle controversie (DSU) dell'OMC e la prima decisione in appello dell'OMC da oltre due anni, a causa della paralisi dell'organo d'appello. L'appello in questione è stato reso possibile grazie alle procedure d'arbitrato d'appello concordate tra l'UE e la Turchia, che sono state trasmesse ai membri dell'OMC il 25 marzo 2022.
Concordando tali procedure d'arbitrato, l'UE e la Turchia hanno fatto in modo di garantire che una risoluzione delle controversie pienamente operativa, comprendente un esame d'appello, potesse continuare in seno all'OMC per questo procedimento nonostante la paralisi dell'organo d'appello. Sebbene si tratti di un accordo ad hoc tra l'UE e la Turchia, le sue norme e le sue procedure sono molto simili a quelle dell'accordo provvisorio in materia di arbitrato d'appello. L'importanza di questa procedura di arbitrato d'appello va quindi ben oltre il caso specifico.
L'UE accoglie con favore in particolare gli sforzi profusi dagli arbitri per applicare le procedure in modo efficiente, consentendo la presentazione di una relazione ben motivata entro il termine di 90 giorni previsto dall'accordo.
Il panel ha inoltre rilevato che la Turchia non può dare priorità ai prodotti farmaceutici nazionali rispetto a quelli stranieri per quanto riguarda gli accertamenti per i rimborsi e le domande di autorizzazione all'immissione in commercio. La Turchia non ha fatto ricorso contro le conclusioni del panel sulla misura di attribuzione della priorità, che restano pertanto valide e applicabili.
Prossime tappe
La Turchia deve eliminare le sue misure di localizzazione e di attribuzione della priorità immediatamente o entro un periodo di tempo negoziato con l'UE o fissato da un arbitro dell'OMC.
Contesto
L'UE ha presentato tale controversia (DS583) contro la Turchia nell'aprile 2019. La relazione del panel è stata pubblicata il 28 aprile 2022, insieme all'appello presentato dalla Turchia contro la relazione del panel.
Per ulteriori informazioni
Sentenza arbitrale d'appello dell'OMC
Relazione del panel dell'OMC allegata alla dichiarazione di appello presentata della Turchia
Procedure d'arbitrato d'appello concordate tra l'UE e la Turchia
Comunicazioni dell'UE e altri documenti riguardanti il procedimento
Accordo provvisorio in materia di arbitrato d'appello
Risoluzione delle controversie in sintesi

 

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