dall'Europa

Ucraina: La Commissione sospende i dazi doganali e l'IVA sulle importazioni di presidi salvavita per gli ucraini


LAPILLI LOGO Comm. EU 300Oggi la Commissione europea ha adottato una decisione che consente agli Stati membri di sospendere temporaneamente i dazi doganali e l'IVA sulle importazioni da paesi terzi di prodotti alimentari, coperte, tende, generatori elettrici e altri presidi salvavita destinati agli ucraini colpiti dalla guerra. Questa misura, richiesta dagli Stati membri, si applicherà retroattivamente a decorrere dal 24 febbraio 2022 e sarà in vigore fino al 31 dicembre 2022.
A seguito dell'invasione non provocata e ingiustificata dell'Ucraina da parte della Russia, si stima che siano stati sfollati oltre 14 milioni di persone, ossia il 30 % della popolazione ucraina. Oltre 6,2 milioni di ucraini si sono recati nell'UE e quasi 8 milioni sono dovuti fuggire dalle loro case pur rimanendo in Ucraina. Ciò mette a dura prova gli Stati membri, che devono fornire assistenza umanitaria a un gran numero di persone in fuga dalla guerra, aiutando al tempo stesso gli sfollati interni ucraini a rischio di fame e malattie.
Paolo Gentiloni, Commissario per l'Economia, ha dichiarato: "La guerra contro l'Ucraina causa sofferenze inaudite, ma mostra anche la forza della solidarietà dell'UE. Questa misura consentirà agli Stati membri di aiutare gli ucraini, che si trovino nell'UE o ancora nel loro paese d'origine, agevolando la fornitura di dispositivi umanitari salvavita. È decisamente la cosa giusta da fare."
L'esenzione dai dazi e dall'IVA si applica alle merci importate da:
• Organizzazioni statali (enti pubblici ed enti di diritto pubblico, tra cui ospedali, organizzazioni governative, amministrazioni regionali, comuni/città, ecc.)
• Enti caritativi o filantropici riconosciuti dalle autorità competenti degli Stati membri.
La decisione odierna si aggiunge alle nuove norme in materia di IVA adottate in aprile, che consentono agli Stati membri di estendere tale esenzione alle cessioni nazionali di beni e alle prestazioni di servizi, comprese le donazioni, a favore delle vittime di catastrofi.
Contesto
La vigente legislazione dell'UE contempla strumenti da utilizzare in via eccezionale per aiutare le vittime di catastrofi, come nel caso della guerra in Ucraina.
La legislazione doganale dell'UE (regolamento (CE) n. 1186/2009 del Consiglio) contempla la possibilità di concedere un'esenzione dai dazi "a favore delle vittime di catastrofi". L'esenzione può essere applicata alle importazioni effettuate da organizzazioni pubbliche e da enti caritativi o filantropici autorizzati. Per concedere l'esenzione è necessaria una decisione della Commissione, che interviene su richiesta degli Stati membri interessati.
La legislazione dell'UE in materia di IVA (direttiva 2009/132/CE del Consiglio) contempla anch'essa disposizioni analoghe relative all'esenzione dall'IVA di talune importazioni definitive di beni.

 

Disinformazione: soddisfazione della Commissione per il nuovo, più solido e più completo codice di buone pratiche sulla disinformazione


LAPILLI LOGO Comm. EU 300Oggi la Commissione ha espresso soddisfazione per la pubblicazione del codice di buone pratiche rafforzato sulla disinformazione. I 34 firmatari, tra i quali piattaforme, imprese tecnologiche ed esponenti della società civile, hanno seguito gli orientamenti della Commissione del 2021 e tenuto conto degli insegnamenti tratti dalla crisi della COVID-19 e dalla guerra di aggressione della Russia in Ucraina. Il codice rafforzato si basa sul primo codice di buone pratiche del 2018, ampiamente riconosciuto come quadro pionieristico a livello mondiale. Il nuovo codice stabilisce impegni ampi e precisi per le piattaforme e l'industria al fine di combattere la disinformazione e rappresenta un altro passo importante verso un ambiente online più trasparente, sicuro e affidabile.
Věra Jourová, Vicepresidente per i Valori e la trasparenza, ha dichiarato: "Questo nuovo codice contro la disinformazione giunge in un momento in cui la Russia usa la disinformazione come arma nel quadro della sua aggressione militare contro l'Ucraina, ma coincide anche con una serie di attacchi alla democrazia sul piano globale. Ora possiamo contare su impegni molto profondi per ridurre l'impatto della disinformazione online e su strumenti assai più solidi per misurarne le modalità di attuazione in tutta l'UE, in tutti i suoi paesi e in tutte le sue lingue. Gli utenti disporranno inoltre di strumenti migliori per segnalare la disinformazione e comprendere ciò che vedono. Il nuovo codice ridurrà inoltre gli incentivi finanziari per la diffusione di disinformazione e consentirà ai ricercatori di accedere più agevolmente ai dati delle piattaforme.”
Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha dichiarato: "La disinformazione rappresenta una forma di invasione del nostro spazio digitale, con un impatto tangibile sulla nostra vita quotidiana. Le piattaforme online devono intervenire con decisione, in particolare sulla questione dei finanziamenti. Diffondere disinformazione non deve fare guadagnare un solo euro a nessuno. Per rafforzarne la credibilità, il nuovo codice di buone pratiche sarà affiancato dalla legge sui servizi digitali, che prevede, fra le altre cose, l'introduzione di pesanti sanzioni dissuasive. Le piattaforme di dimensioni molto grandi che violano ripetutamente il codice e non attuano adeguate misure di attenuazione dei rischi rischiano infatti ammende fino al 6% del proprio fatturato mondiale.”
Insieme alla legge sui servizi digitali recentemente approvata e alla futura legislazione relativa alla trasparenza e al targeting della pubblicità politica, il codice di buone pratiche rafforzato forma un elemento essenziale del pacchetto di strumenti della Commissione per combattere la diffusione della disinformazione nell'UE.
Tra i 34 firmatari figurano le principali piattaforme digitali, in particolare Meta, Google, Twitter, TikTok e Microsoft, come pure una serie di altri attori, ad esempio piattaforme più piccole o specializzate, agenzie pubblicitarie online, società di tecnologia pubblicitaria, verificatori di fatti e rappresentanti della società civile o operatori che offrono competenze e soluzioni specifiche per combattere la disinformazione.
Il codice rafforzato punta a eliminare i difetti del codice precedente introducendo impegni e misure più rigorosi e dettagliati, basati sugli insegnamenti operativi tratti negli ultimi anni.
Concretamente, il nuovo codice contiene impegni volti a:
• ampliare la partecipazione: il codice non è mirato esclusivamente sulle grandi piattaforme, ma coinvolge anche una serie di attori diversi, ognuno dei quali può svolgere un ruolo nel ridurre la diffusione della disinformazione. Inoltre si auspica l'adesione di ulteriori firmatari;
• ridurre gli incentivi finanziari per chi diffonde disinformazione facendo in modo che i responsabili della disinformazione non beneficino di introiti pubblicitari;
• puntare l'attenzione anche sui nuovi comportamenti manipolativi (account fasulli, bot o deep fake malevoli che diffondono disinformazione);
• dotare gli utenti di strumenti migliori per riconoscere, comprendere e segnalare la disinformazione;
• dare impulso alla verifica dei fatti in tutti i paesi e in tutte le lingue dell'UE, garantendo che il lavoro svolto dai verificatori dei fatti sia remunerato adeguatamente;
• garantire la trasparenza della pubblicità politica consentendo agli utenti di riconoscere facilmente gli annunci di natura politica grazie a indicazioni più chiare e a informazioni riguardo agli sponsor, all'entità della spesa e al periodo di visualizzazione;
• rafforzare il sostegno ai ricercatori offrendo loro un migliore accesso ai dati delle piattaforme;
• valutare l'impatto del codice stesso attraverso un solido quadro di monitoraggio e relazioni periodiche delle piattaforme in merito alle modalità di attuazione dei loro impegni;
• istituire un centro per la trasparenza e una task force che forniscano una panoramica agevole e trasparente dell'attuazione del codice, al fine di mantenerlo adeguato ai suoi obiettivi e alle esigenze future.
Infine, il codice mira a essere riconosciuto come codice di condotta ai sensi della legge sui servizi digitali per attenuare i rischi derivanti dalla disinformazione per quanto riguarda le piattaforme online di dimensioni molto grandi.
Contesto
Il codice di buone pratiche sulla disinformazione del 2018 nasce da uno sforzo comune degli operatori del settore, impegnatisi volontariamente a contrastare la disinformazione. Il codice, fulcro della strategia dell'UE contro la disinformazione, si è rivelato uno strumento efficace per limitare la diffusione della disinformazione online, anche durante i periodi elettorali, e per rispondere rapidamente alle crisi, come la pandemia di coronavirus e la guerra in Ucraina.
A seguito della valutazione da parte della Commissione del suo primo periodo di attuazione, nel maggio 2021 la Commissione ha pubblicato gli orientamenti sul rafforzamento di tale codice, chiedendo di affrontare le carenze del codice del 2018 e proponendo soluzioni per renderlo più efficace.
I firmatari del codice del 2018, insieme a un ampio arco di potenziali firmatari impegnati nella riformulazione degli impegni e delle misure, hanno cooperato per garantire che la versione rafforzata del codice sia idonea ad affrontare le nuove importanti sfide che la disinformazione pone alle nostre società.
Il processo di stesura della revisione è stato facilitato - su incarico dei firmatari - dai consulenti indipendenti Valdani, Vicari e Associati (VVA), e, in qualità di mediatore imparziale, da Oreste Pollicino, Professore Ordinario di diritto costituzionale presso l'Università Bocconi di Milano.
Prossime tappe
I firmatari disporranno di sei mesi per attuare gli impegni e le misure che hanno sottoscritto. All'inizio del 2023 presenteranno alla Commissione le prime relazioni di attuazione.
Tenendo conto del parere di esperti e del sostegno del Gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi (ERGA) e dell'Osservatorio europeo dei media digitali (EDMO), la Commissione valuterà periodicamente i progressi compiuti nell'attuazione del codice, sulla base delle dettagliate relazioni qualitative e quantitative attese dai firmatari.
La task force istituita monitorerà, riesaminerà e adeguerà gli impegni alla luce degli sviluppi tecnologici, sociali, di mercato e legislativi. Oggi si è svolta la riunione introduttiva della task force, che continuerà a riunirsi secondo necessità e almeno ogni sei mesi.
Per ulteriori informazioni
Piattaforma centrale per il codice di buone pratiche sulla disinformazione
Domande e risposte sul codice di buone pratiche rafforzato
Codice di buone pratiche rafforzato del 2022
Codice di buone pratiche del 2018
Valutazione del codice di buone pratiche
Orientamenti della Commissione sulla revisione del codice di buone pratiche
Comunicato stampa relativo alla legge sui servizi digitali
Pagina dedicata al codice di buone pratiche
Elenco dei firmatari e degli impegni (aggiornato regolarmente)

LAPILLI LOGO Comm. EU 300Oggi la Commissione ospita il quarto forum dell'alleanza europea per l'idrogeno pulito. I membri dell'alleanza discuteranno del piano REPowerEU della Commissione, che definisce una serie di azioni per accelerare la diffusione dell'idrogeno al fine di stimolare la transizione verde e sostituire i combustibili fossili russi.

In occasione dell'evento odierno sarà varato il partenariato per gli elettrolizzatori annunciato a maggio, che sosterrà l'impegno dell'industria a decuplicare la capacità di produzione di elettrolizzatori per l’idrogeno entro il 2025. L'alleanza presenterà oggi anche la sua relazione sull'autorizzazione degli impianti a idrogeno, che contribuirà ai lavori in corso della Commissione volti a semplificare le procedure per i progetti relativi alle energie rinnovabili e all’idrogeno. Infine, l'alleanza raccoglierà dai membri nuovi progetti sull'idrogeno da includere nella propria riserva di progetti.

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, ha dichiarato: "L'idrogeno è un elemento essenziale della futura sovranità energetica dell'Europa. La velocità di sviluppo del settore europeo dell'idrogeno dimostra che possiamo decarbonizzare la nostra economia e garantire l’indipendenza dai combustibili fossili russi. L'acceleratore dell'idrogeno previsto dal piano RePowerEU orienterà gli investimenti necessari per aumentare la produzione europea di idrogeno pulito".

Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha dichiarato: "L'idrogeno consente la transizione verde dell'industria europea ed è un motore per l'innovazione industriale, la competitività e la resilienza. L'industria europea sta realizzando progetti su vasta scala che producono idrogeno pulito e lo usano per decarbonizzare i processi industriali. L'alleanza europea per l'idrogeno pulito è fondamentale in questo processo, in quanto facilita i partenariati e la collaborazione, contribuendo a creare un contesto normativo favorevole e promuovendo investimenti transnazionali che si concretizzano, in particolare, in importanti progetti di comune interesse europeo".

L'alleanza europea per l'idrogeno pulito è stata istituita dalla Commissione nel 2020 e riunisce oltre 1 600 organizzazioni coinvolte nella diffusione dell'idrogeno pulito in Europa. Il suo obiettivo è sostenere la diffusione su larga scala delle tecnologie basate sull'idrogeno pulito entro il 2030, riunendo la produzione di idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di CO2, la domanda da parte di industria, mobilità e altri settori, nonché il trasporto e la distribuzione dell'idrogeno.


Turchia: sempre più lontana dai valori e dagli standard UE

 • Stretta cooperazione UE-Turchia in politica estera e sicurezza di vitale importanza
• Nessun miglioramento relativo a libertà fondamentali, democrazia e Stato di diritto
• La Turchia dovrebbe considerare in buona fede le domande di adesione alla NATO di Finlandia e Svezia

Foto Parlamento europeo 250Martedì, i deputati hanno avvertito che il Parlamento non intende riprendere i negoziati di adesione con la Turchia senza progressi chiari e significativi sulle riforme UE.

In una risoluzione approvata martedì, i deputati riconoscono che, nonostante le ripetute dichiarazioni della Turchia di voler diventare stato membro UE, il paese si è costantemente sottratto agli impegni assunti nell’ambito del processo di adesione negli ultimi due anni.
Il testo, non legislativo, è stato approvato con 448 voti favorevoli, 67 contrari e 107 astensioni.
Il Parlamento accoglie con favore il leggero miglioramento recente delle relazioni tra UE e Turchia nel loro complesso, in particolare nei colloqui di alto livello. Purtroppo, questa cooperazione rafforzata coesiste con conflitti regolari poiché, sottolineano i deputati, le relazioni con i Paesi UE limitrofi rimangono difficili.
La risoluzione evidenzia il persistente deterioramento della situazione dei diritti umani in Turchia. I deputati deplorano le continue pressioni legali e amministrative sulla società civile e sui difensori dei diritti umani, avvocati e giornalisti, e chiedono alla Commissione di fornire finanziamenti sufficienti per gli sforzi a favore della democrazia in Turchia.
Importanza della stretta cooperazione UE-Turchia in politica estera e sicurezza
I deputati accolgono con favore la disponibilità della Turchia ad agire come mediatore nella guerra russa contro l'Ucraina e sottolineano come sia di vitale importanza che l’UE e la Turchia cooperino adeguatamente in politica estera e di sicurezza nell'attuale contesto. Inoltre, i deputati ringraziano il paese per il suo fermo allineamento alla NATO e all'UE.
Nel testo, si elogiano gli sforzi della Turchia nel continuare ad ospitare la più grande popolazione di rifugiati al mondo e si prende atto della continua erogazione di finanziamenti UE a tale scopo, che i deputati si impegnano a mantenere in futuro. I deputati sostengono inoltre la proposta della Commissione di avviare i negoziati per rinnovare un'Unione doganale reciprocamente vantaggiosa, ma avvertono che il Parlamento sosterrà un accordo finale solo qualora siano soddisfatte le necessarie condizioni democratiche in materia di diritti umani e libertà fondamentali, rispetto del diritto internazionale e relazioni di buon vicinato.
In sintesi, i deputati affermano che il Parlamento non può, in questa fase, che confermare la sua posizione in favore di una sospensione formale dei negoziati di adesione con la Turchia, di fatto fermi dal 2018. Secondo i deputati, opponendosi apertamente alle sentenze vincolanti della Corte europea dei diritti dell'uomo in relazione al caso di Osman Kavala e altri, l'attuale governo turco ha deliberatamente demolito qualsiasi possibilità di riaprire il processo di adesione all'UE in questo momento.
Obiezioni turche alle candidature NATO di Svezia e Finlandia
I deputati chiedono al governo turco di trattare in buona fede le domande di adesione alla NATO di Finlandia e Svezia, di adoperarsi in modo costruttivo per risolvere eventuali questioni in sospeso e di astenersi dall'esercitare indebite pressioni in tale processo. I deputati sottolineano infine che è importante che, nelle attuali gravi circostanze, tutti gli alleati della NATO agiscano con lungimiranza e ratifichino prontamente i protocolli di adesione dei due paesi.
Citazione
Il relatore Nacho Sánchez Amor (S&D, ES) ha dichiarato: "In questi momenti difficili, i valori e i principi al centro di qualsiasi processo di adesione UE non possono passare in secondo piano rispetto a qualsiasi contingenza geopolitica. Ecco perché il Parlamento - e spero tutte le istituzioni UE - non dovranno rimanere in silenzio di fronte all'attuale spirale autoritaria del paese. In questo momento, invece di riconquistare la fiducia - aspetto indispensabile delle relazioni UE/Turchia - la stiamo perdendo. Il veto irresponsabile alla NATO e le crescenti tensioni con gli Stati membri UE, caratterizzati da una situazione pre-elettorale nel paese, sono segnali preoccupanti per il futuro. Se non ci saranno cambiamenti, difficilmente il processo di adesione potrà sopravvivere per altri cinque anni".

 

Bilancio UE 2023: l'Europa in grado di continuare a plasmare il mondo che cambia


LAPILLI LOGO Comm. EU 300La Commissione ha proposto oggi un bilancio annuale dell'UE di 185,6 miliardi di € per il 2023, integrato da sovvenzioni per l'importo stimato di 113,9 miliardi di € nel quadro di NextGenerationEU. Il bilancio dell'UE continuerà a mobilitare investimenti importanti per rafforzare l'autonomia strategica dell'Europa e la ripresa economica in corso, salvaguardare la sostenibilità e creare posti di lavoro. La Commissione continuerà a dare priorità agli investimenti di carattere verde e digitale, affrontando nel contempo le pressanti esigenze dovute alle crisi attuali e recenti.
Il Commissario europeo per il Bilancio, Johannes Hahn, ha dichiarato: "Continuiamo a proporre importi eccezionali di finanziamenti per sostenere la ripresa dell'Europa e per affrontare le sfide attuali e future. Il bilancio rimane uno strumento importante a disposizione dell'Unione per fornire un evidente valore aggiunto alla vita delle persone. Aiuta l'Europa a plasmare il mondo che cambia, nel quale operiamo insieme per la pace, la prosperità e i nostri valori europei."
Il progetto di bilancio 2023, integrato da NextGenerationEU, è elaborato per soddisfare le esigenze di ripresa più importanti degli Stati membri dell'UE e dei nostri partner nel mondo. Tali finanziamenti continueranno a ricostruire e modernizzare l'Unione europea e a rafforzare lo status dell'Europa quale attore globale forte e partner affidabile.
Ulteriori proposte per finanziare l'impatto della guerra in Ucraina, sia all'esterno che all'interno, saranno presentate più avanti nel corso dell'anno, sulla base di una valutazione più precisa delle esigenze, nel rispetto delle conclusioni del Consiglio europeo del 31 maggio 2022. Il bilancio riflette le priorità strategiche dell'UE, di fondamentale importanza per garantire una ripresa sostenibile e rafforzare la resilienza dell'Europa. 

 

Soddisfazione della Commissione per l'accordo politico sui salari minimi adeguati per i lavoratori nell'UE

La Commissione europea plaude all'accordo politico raggiunto oggi tra il Parlamento europeo e gli Stati membri dell'UE sulla direttiva relativa a salari minimi adeguati, proposta dalla Commissione nell'ottobre 2020.


LAPILLI LOGO Comm. EU 300All'inizio del suo mandato la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha promesso uno strumento giuridico per garantire ai lavoratori dell'UE un salario minimo equo e ha ribadito tale impegno nel suo primo discorso sullo stato dell'Unione del 2020.
La direttiva istituisce un quadro per l'adeguatezza dei salari minimi legali, promuovendo la contrattazione collettiva sulla determinazione dei salari e migliorando l'accesso effettivo dei lavoratori alla tutela garantita dal salario minimo nell'UE.
I salari minimi adeguati sono importanti per rafforzare l'equità sociale e sostenere una ripresa economica sostenibile e inclusiva. Il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro va anche a vantaggio delle imprese, come pure della società e dell'economia in generale, stimolando la produttività e la competitività.
Migliorare la tutela garantita dai salari minimi nel pieno rispetto delle competenze e delle tradizioni nazionali
La tutela garantita dal salario minimo esiste in tutti gli Stati membri dell'UE, attraverso salari minimi legali e contratti collettivi oppure esclusivamente attraverso contratti collettivi.
Garantire che i lavoratori siano adeguatamente retribuiti è essenziale per migliorare le loro condizioni di vita e di lavoro e per costruire società ed economie eque e resilienti. Alcuni lavoratori risentono tuttavia della limitata adeguatezza e/o delle lacune nella copertura della tutela garantita dal salario minimo.
La nuova direttiva mira ad affrontare questo problema istituendo un quadro dell'UE per rafforzare l'adeguata tutela garantita dal salario minimo, nel pieno rispetto delle tradizioni e delle competenze nazionali, come pure dell'autonomia delle parti sociali. La direttiva non obbliga gli Stati membri a introdurre salari minimi legali, né fissa un livello comune dei salari minimi in tutta l'UE.
I principali elementi della direttiva sono elencati di seguito.
• Un quadro per la determinazione e l'aggiornamento dei salari minimi legali: gli Stati membri in cui sono previsti salari minimi legali dovranno istituire un quadro di governance solido per la determinazione e l'aggiornamento dei salari minimi, che comprenda:
o criteri chiari per la determinazione dei salari minimi (tra cui: il potere d'acquisto, tenendo conto del costo della vita; il livello, la distribuzione e il tasso di crescita dei salari; la produttività nazionale);
o l'utilizzo di valori di riferimento indicativi per orientare la valutazione dell'adeguatezza dei salari minimi (la direttiva fornisce indicazioni sui possibili valori che potrebbero essere utilizzati);
o l'aggiornamento periodico e puntuale dei salari minimi;
o l'istituzione di organi consultivi ai quali parteciperanno le parti sociali;
o la garanzia che le variazioni dei salari minimi legali e le trattenute su di essi rispettino i principi di non discriminazione e proporzionalità, compreso il perseguimento di un obiettivo legittimo;
o il coinvolgimento concreto delle parti sociali nella determinazione e nell'aggiornamento dei salari minimi legali.
• La promozione e l'agevolazione della contrattazione collettiva sui salari: la direttiva sostiene la contrattazione collettiva in tutti gli Stati membri, dato che i paesi caratterizzati da un'elevata copertura della contrattazione collettiva tendono ad avere una percentuale inferiore di lavoratori a basso salario, minori disuguaglianze salariali e salari più elevati. La direttiva chiede inoltre agli Stati membri in cui la copertura della contrattazione collettiva è inferiore all'80% di istituire un piano d'azione per promuovere la contrattazione collettiva.
• Un miglior monitoraggio e una migliore applicazione della tutela garantita dal salario minimo: gli Stati membri dovranno raccogliere dati sulla copertura e sull'adeguatezza dei salari minimi e garantire che i lavoratori possano accedere alla risoluzione delle controversie e usufruiscano del diritto di ricorso. Il rispetto e l'applicazione efficace sono essenziali affinché i lavoratori possano effettivamente beneficiare dell'accesso alla tutela garantita dal salario minimo, e promuovono una competitività basata su innovazione, produttività e rispetto degli standard sociali.
Dichiarazioni di alcuni membri del Collegio
La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: "L'UE ha mantenuto la propria promessa. Le nuove norme sui salari minimi tuteleranno la dignità del lavoro e faranno in modo che il lavoro sia retribuito. Questi obiettivi saranno conseguiti nel pieno rispetto delle tradizioni nazionali e dell'autonomia delle parti sociali."
Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un'economia al servizio delle persone, ha dichiarato: "Il quadro sui salari minimi rappresenta un passo fondamentale verso la tutela dei lavoratori in tutta l'Unione, nel rispetto delle competenze nazionali e dell'autonomia delle parti sociali. Considerato l'impatto della guerra della Russia contro l'Ucraina, è di fondamentale importanza tutelare le persone a basso reddito. I salari minimi dovrebbero garantire un tenore di vita dignitoso, promuovendo nel contempo l'innovazione e la produttività."
Nicolas Schmit, Commissario per il Lavoro e i diritti sociali, ha dichiarato: "In un momento in cui riuscire ad arrivare a fine mese è fonte di preoccupazione per molte famiglie in tutta l'UE, è essenziale che tutti gli Stati membri dispongano di una tutela garantita dal salario minimo adeguata. Il quadro concordato dal Parlamento europeo e dal Consiglio contribuirà a garantire che i lavoratori che percepiscono un salario minimo possano permettersi una vita dignitosa: è un giorno importante per un'Europa sociale forte che protegge."
Prossime tappe
L'accordo politico raggiunto dal Parlamento europeo e dal Consiglio è ora soggetto all'approvazione formale dei colegislatori. Una volta pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'UE, la direttiva entrerà in vigore dopo 20 giorni e gli Stati membri la dovranno poi recepire entro due anni nel diritto nazionale.
Contesto
Il diritto a salari minimi adeguati è contenuto nel principio 6 del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato congiuntamente dal Parlamento europeo, dal Consiglio per conto di tutti gli Stati membri e dalla Commissione europea nel novembre del 2017 a Göteborg. La direttiva relativa a salari minimi adeguati è una delle azioni principali del piano d'azione del pilastro europeo dei diritti sociali per l'ulteriore attuazione dei principi del pilastro.
Il 28 ottobre 2020 la Commissione ha proposto una direttiva relativa a salari minimi adeguati, a seguito di una consultazione in due fasi delle parti sociali realizzata a norma dell'articolo 154 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). La direttiva dell'UE è basata sull'articolo 153, paragrafo 1, lettera b), TFUE riguardante le condizioni di lavoro.

 

Musei: MiC, grande affluenza nella domenica gratuita di giugno


Logo MiCCon la fine dello stato di emergenza sono ricominciate il mese di aprile le domeniche al museo, la promozione del ministero della cultura che prevede l'ingresso gratuito nei musei e nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese. Introdotte dal ministro Franceschini nel luglio 2014, le domeniche gratuite sospese a causa della pandemia sono ripartite riscuotendo un grande successo di pubblico, le file numerose per entrare nei musei sono un segnale di ripartenza.
ECCO I DATI DEFINITIVI DEI VISITATORI NEI PRINCIPALI LUOGHI DELLA CULTURA STATALI NELLA GIORNATA DI DOMENICA 5 Giugno 2022
* Vittoriano e Palazzo Venezia, 26.143;
* Parco archeologico del Colosseo, 25.757;
* Gallerie degli Uffizi, 23.225;
* Parco archeologico di Pompei, 19.410;
*Villa Adriana e Villa d’Este, 7.936;
* Galleria dell’Accademia di Firenze, 5.980;
* Reggia di Caserta, 4.706;
* Parco e archeologico di Ercolano, 3.520;
* Musei Reali di Torino 3.156;
* Palazzo Reale di Napoli, 3.105;
* Museo Archeologico Nazionale di Napoli, 2.801;
* Parco Archeologico di Paestum e Velia, 2.715;
*Parco archeologico di Ostia antica, 2.484;
* Museo del Bargello, 2.180;
* Palazzo Ducale di Mantova, 2.032;
* Museo archeologico di Reggio Calabria, 1.672;
* Gallerie Nazionali Barberini Corsini, 1.504;
* Parco archeologico Campi Flegrei, 1.424;
* Castel del Monte, 1.139;
* Palazzo Reale di Genova, 872;
* Museo nazionale etrusco di Villa Giulia, 847;
* Galleria nazionale delle Marche, 749;
* Castello Svevo di Bari, 659;
*Museo Archeologico Nazionale di Taranto, 576;
*Parco Archeologico Appia Antica, 541;
*Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, 527;

Corridoi di solidarietà: la Commissione europea inaugura una piattaforma per la collaborazione delle imprese europee e ucraine


LAPILLI LOGO Comm. EU 300Dopo l'invasione ingiustificata dell'Ucraina da parte della Russia e il blocco dei suoi porti marittimi, l'Ucraina non è più stata in grado di esportare prodotti nel resto del mondo attraverso i porti del Mar Nero. È urgente stabilire rotte alternative per scongiurare le minacce alla sicurezza alimentare globale.

L’Unione europea sta adottando misure concrete per agevolare le esportazioni agricole dell'Ucraina e sostenerne il settore agricolo nel 2022. A tale riguardo, la Commissione europea lavora a stretto contatto con gli Stati membri, le autorità ucraine e gli operatori incaricati di accelerare i lavori sui “corridoi di solidarietà” al fine di agevolare le esportazioni alimentari dell'Ucraina attraverso diverse rotte terrestri e porti dell'UE. Nell’ottica di trovare soluzioni pragmatiche, la Commissione ha messo a disposizione, attraverso la rete Enterprise Europe, uno strumento di collaborazione per le imprese europee e ucraine.

Adina Vălean, Commissaria per i Trasporti, ha dichiarato: “Milioni di tonnellate di cereali sono bloccate in Ucraina: dobbiamo unire le forze a livello intersettoriale e transfrontaliero per trasferirle. Vi sono imprese che cercano un modo per sostenere le esportazioni ucraine, altre imprese che offrono soluzioni di trasporto o stoccaggio e commercianti ucraini di cereali che sono alla ricerca di partner logistici. La nostra piattaforma li aiuterà a collaborare, contribuendo così alla nascita di nuovi partenariati. Sono impaziente di vedere i risultati: ogni tonnellata di cereali conta!”

La piattaforma sostiene l'attuazione del piano d'azione sui corridoi di solidarietà UE-Ucraina volto a garantire che l'Ucraina possa esportare cereali e importare le merci di cui ha bisogno. Molte misure sono già state adottate: i punti di contatto nazionali specializzati fungono ora da sportelli unici per le richieste riguardanti il proprio paese, la risoluzione di problemi logistici e la determinazione della capacità di stoccaggio. Gli Stati membri stanno lavorando per snellire le procedure ai valichi di frontiera e la Commissione sta preparando la conclusione degli accordi sul trasporto su strada con l'Ucraina e la Moldova al fine di eliminare ulteriori ostacoli.

Oltre all'estensione dei corridoi della rete transeuropea dei trasporti in Ucraina, una maggiore connettività tra l'UE e l'Ucraina preparerà il terreno per la ricostruzione e contribuirà ad avvicinare l’Ucraina all’Unione europea.

Maggiori informazioni sui corridoi di solidarietà UE-Ucraina sono disponibili qui.

 

Relazione sull'economia blu dell'UE: l'economia marittima alimenta la transizione verde dell'Europa


LAPILLI LOGO Comm. EU 300La Commissione ha pubblicato la sua relazione annuale sull'economia blu dell'UE relativa al 2019, per fare il punto e scoprire le tendenze e gli sviluppi più recenti in tutti i settori economici connessi agli oceani e alle zone costiere. Con quasi 4,5 milioni di persone occupate, oltre 665 miliardi di € di fatturato e 184 miliardi di € di valore aggiunto lordo, i settori dell'economia blu dell'UE contribuiscono in modo significativo alla nostra economia, in particolare nelle regioni costiere. La relazione sottolinea inoltre l'elevato costo dell'inazione nella lotta contro i cambiamenti climatici, in quanto l'innalzamento del livello dei mari potrebbe comportare una perdita diretta di oltre 200 miliardi di € all'anno nell'UE entro il 2080.


Virginius Sinkevičius, Commissario per l'Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: "Questa quinta relazione annuale mostra chiaramente che i settori dell'economia blu dell'UE stanno attraversando cambiamenti profondi, guidati dall'innovazione, dalla tecnologia e dall'imprenditorialità. Ciò svolge un ruolo indispensabile nella transizione verde."
Mariya Gabriel, Commissaria per l'Innovazione, la ricerca, la cultura, l'istruzione e i giovani, ha dichiarato: "Gli oceani ci forniscono risorse e servizi ecosistemici vitali, quali ossigeno, cibo, acqua, energia, regolazione della temperatura e biodiversità. La relazione fornisce una panoramica straordinaria del loro potenziale e del loro ruolo nella costruzione di un'economia sostenibile.”


La relazione presenta alcune buone notizie nell'attuale contesto di aggressione russa all’Ucraina. Il settore delle energie marine rinnovabili, che contribuisce in modo decisivo al conseguimento degli obiettivi del Green Deal europeo e delle strategie energetiche dell'UE, come REPowerEU e Pronti per il 55%, registra una crescita esponenziale e un aumento dell'occupazione del 17% rispetto al 2018.


La relazione riflette l'impatto della crisi COVID-19 sul settore e mostra che la pandemia ha avuto un impatto significativo sulla maggior parte dei settori dell'economia blu, proporzionalmente più elevato rispetto al resto dell'economia dell'UE.

 

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