dall'Europa

Green Deal nelle città: cinque città selezionate come finaliste per i premi europei per la città verde



LAPILLI LOGO Comm. EU 300Oggi la Commissione ha annunciato i finalisti dei premi europei per la città verde. I premi "Capitale verde europea" e "Foglia verde europea" sono un riconoscimento per i notevoli sforzi compiuti dalle città per migliorare il loro ambiente di vita e per il loro impegno a stimolare ulteriori attività di trasformazione. I finalisti del premio “Capitale verde europea” 2024 sono Cagliari (Italia) e Valencia (Spagna). Il premio “Capitale verde” riconosce e premia gli sforzi compiuti a livello locale per migliorare l'ambiente e, di conseguenza, l'economia e la qualità della vita nelle città con più oltre 100 000 abitanti. Il premio viene assegnato ogni anno a una città all'avanguardia nel promuovere soluzioni ecologiche per la vita urbana. Inoltre, tre città sono state preselezionate come finaliste per il premio Foglia verde europea 2024, che riconosce gli sforzi sostenibili delle piccole città (da 20 000 a 99 999 abitanti): Elsinore (Danimarca), Velenje (Slovenia) e Bistrița (Romania). Virginijus Sinkevičius, Commissario responsabile per l'Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: "Le città sono il fulcro della nostra lotta contro le crisi del clima, dell'inquinamento e della biodiversità. Si tratta di affrontare l'inquinamento atmosferico, promuovere la mobilità pulita, ridurre il consumo energetico negli edifici, rendere più ecologici gli spazi urbani e guardare in modo completamente diverso alla gestione dei rifiuti. Le finaliste annunciate oggi sono state scelte sulla base di 12 indicatori ambientali per la “Capitale verde” e su sei temi ambientali per i premi "Foglia verde".” In ottobre presenteranno alla giuria di esperti presieduta dalla Commissione la loro strategia di comunicazione e il piano d'azione mediante il quale intendono attuare la loro strategia e coinvolgere cittadini e portatori d’interesse nella realizzazione delle loro ambizioni verdi. I vincitori saranno annunciati il 27 ottobre 2022 in occasione della cerimonia di premiazione nella Capitale verde uscente, Grenoble. Maggiori informazioni sono disponibili sui siti "Capitale verde europea" e "Foglia verde europea".

 

“Culture Moves Europe” (La cultura muove l'Europa): un nuovo programma di mobilità per gli artisti e i professionisti della cultura


LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione ha firmato un accordo con il Goethe-Institut per l'adozione di un bilancio di 21 milioni di € destinato alla mobilità degli artisti e dei professionisti della cultura nei prossimi tre anni. Sulla base delle esperienze e raccomandazioni del progetto pilota i-Portunus attuato tra il 2018 e il 2022, la nuova azione "Culture Moves Europe" (La cultura muove l'Europa) offrirà sovvenzioni a singoli artisti, operatori culturali e organizzazioni di accoglienza in tutti i settori culturali e creativi contemplati dalla sezione “Cultura” del programma “Europa creativa”. Tra i settori contemplati, la musica, l'architettura, le arti dello spettacolo, il design, la letteratura e il patrimonio culturale nei paesi partecipanti al programma. Mariya Gabriel, Commissaria per l'Innovazione, la ricerca, la cultura, l'istruzione e i giovani, ha dichiarato: "La mobilità è, ed è sempre stata, un elemento cruciale del lavoro e della vita degli artisti e dei professionisti della cultura. L'UE può e deve svolgere un ruolo cruciale di sostegno agli artisti, perché la creatività europea è uno dei nostri principali punti di forza. “Culture Moves Europe” offrirà ad artisti e dei professionisti della cultura l'opportunità di recarsi all'estero per creare e lavorare con i loro coetanei, promuovere la propria carriera e arricchire il proprio bagaglio professionale. In tal modo trarranno vantaggio dalla diversità culturale dell'Europa, apportando al contempo il proprio contributo al suo sviluppo.” Con particolare attenzione agli artisti emergenti, “Culture Moves Europe” consentirà agli artisti e agli operatori culturali di intraprendere progetti autoavviati per esplorare, creare, apprendere o incontrarsi al fine di sviluppare o approfondire le relazioni professionali internazionali. Il fine ultimo è concedere 7 000 sovvenzioni per un periodo di 3 anni. Si tratta della più grande azione finora finanziata dall'UE per i singoli artisti. I primi inviti sono previsti per l'autunno.

 

Politica di coesione dell'UE: assegnati all'Italia 42,7 miliardi di € per contribuire alla crescita sostenibile, all'occupazione e alla modernizzazione, riducendo nel contempo le disparità regionali


LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Grazie all'adozione dell'accordo di partenariato per la politica di coesione tra la Commissione e l'Italia, nel periodo 2021-2027 l'Italia riceverà dall'UE 42,7 miliardi di € per promuovere la coesione economica, sociale e territoriale; un'attenzione particolare sarà riservata alle regioni meridionali.
L'accordo di partenariato stabilisce le priorità di investimento concordate per la transizione verde e digitale dell'Italia, sostenendo nel contempo le zone più fragili a livello socioeconomico e i gruppi vulnerabili. La dotazione totale della politica di coesione, unitamente al cofinanziamento nazionale, ammonta a 75 miliardi di €.
Oltre 30 miliardi di € stanziati a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e del Fondo sociale europeo Plus (FSE+) saranno assegnati alle regioni meno sviluppate dell'Italia meridionale, un sostegno mirato che è essenziale per ridurre il divario (ancora ampio) tra le regioni in termini di attività economica, opportunità di lavoro, istruzione e accesso ai servizi e all'assistenza sanitaria.
Rafforzamento della sostenibilità e lotta ai cambiamenti climatici
Oltre 8,7 miliardi di € stanziati a titolo del FESR saranno destinati a rendere l'energia più accessibile dal punto di vista economico, più pulita e più sicura, come pure a investire nell'economia circolare e a basse emissioni di carbonio e nelle ristrutturazioni finalizzate all'efficienza energetica degli edifici pubblici.
Le risorse del FESR confluiranno inoltre in investimenti destinati alla mobilità sostenibile e a rendere le regioni, le città e le infrastrutture più resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici e ai rischi naturali.
L'Italia investirà in misure per l'adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione dei rischi e la resilienza a fenomeni quali tempeste, inondazioni e siccità; 1,2 miliardi di € provenienti dal FESR saranno ad esempio impiegati per migliorare l'efficienza della rete idrica nazionale, promuovendo allo stesso tempo la digitalizzazione e il monitoraggio intelligente anche nel settore del trattamento delle acque reflue.
Un miliardo di € stanziato a titolo del Fondo per una transizione giusta (JTF) contribuirà ad attenuare gli effetti della transizione verde e a sostenere la diversificazione delle attività economiche attualmente basate su industrie ad alta intensità di carbonio. Le aree più colpite del paese sono il Sulcis Iglesiente in Sardegna e la zona di Taranto in Puglia.
Crescita intelligente e occupazione per le donne e i giovani
L'Italia destinerà 9,5 miliardi di € al miglioramento della competitività industriale in tutte le regioni, alla digitalizzazione e alla produttività delle piccole e medie imprese (PMI) e al sostegno a ricerca, sviluppo e innovazione.
15 miliardi di € provenienti dal FSE+ saranno investiti in misure di inclusione sociale e misure di politica attiva del lavoro e di formazione per dare impulso all'occupazione giovanile nell'ambito della garanzia per i giovani, ad esempio tramite apprendistati, al lavoro autonomo e all'imprenditorialità.
Per affrontare la mancanza di personale qualificato e accrescere la flessibilità del mercato del lavoro, l'Italia investirà nel miglioramento delle competenze e nella riqualificazione dei lavoratori. Saranno intrapresi sforzi sostanziali per aiutare gli indigenti e, in particolare, per far uscire i minori dalla povertà, in linea con la garanzia europea per l'infanzia.
Altri finanziamenti saranno destinati ad affrontare il divario di genere nel tasso di occupazione (il più elevato nell'UE) sostenendo l'imprenditoria femminile, agevolando l'accesso ai servizi di conciliazione, incoraggiando un maggiore coinvolgimento degli uomini nelle mansioni assistenziali e promuovendo soluzioni innovative in materia di benessere a livello aziendale.
Pesca sostenibile
518 milioni di € stanziati a titolo del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (FEAMPA) contribuiranno a realizzare un settore della pesca e dell'acquacoltura sostenibile e a basse emissioni di carbonio nel Mediterraneo, a rafforzare la sostenibilità dello sfruttamento e della gestione delle risorse acquatiche e marittime e a dare impulso all'innovazione, promuovendo nel contempo anche la decarbonizzazione dei settori dell'economia blu, la protezione dell'ambiente marino e la biodiversità. Un'attenzione particolare sarà riservata alle comunità costiere locali.
Dichiarazioni di membri del Collegio
Elisa Ferreira, Commissaria per la Coesione e le riforme, ha dichiarato: "Nei prossimi anni l'Italia disporrà di risorse senza precedenti. Nel quadro dell'accordo di partenariato comune, l'Italia investirà nella creazione di posti di lavoro, nell'aumento della competitività, nel rafforzamento della crescita economica sostenibile, nella modernizzazione del settore pubblico e in molto altro. La riduzione delle disparità territoriali è fondamentale per una crescita equilibrata che vada a beneficio di tutti."
Nicolas Schmit, Commissario per il Lavoro e i diritti sociali, ha aggiunto: "Grazie all'accordo di partenariato, l'Italia darà vita a un mercato del lavoro equo e resiliente, aperto a tutti. Con una dotazione di quasi 15 miliardi di €, in Italia il FSE+ investirà nelle persone per affrontare alcune delle principali sfide che attendono il paese a livello di occupazione, società, istruzione e competenze. Si tratta di un contributo tangibile al conseguimento da parte dell'Italia degli obiettivi nazionali del pilastro europeo dei diritti sociali per il 2030 in materia di occupazione, apprendimento degli adulti e riduzione della povertà."
Virginijus Sinkevičius, Commissario per l'Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: "L'economia blu europea svolge un ruolo essenziale per il sostegno delle comunità costiere e la decarbonizzazione della nostra economia. Tale aspetto assume un'importanza ancora maggiore per un paese come l'Italia, che ha un ruolo importante da svolgere nel Mediterraneo. L'accordo di partenariato adottato oggi crea le condizioni per una realizzazione armoniosa delle attività marittime e costiere e per l'ulteriore sviluppo di questo settore."
Contesto
L'accordo di partenariato per l'Italia riguarda il FESR e il FSE+, il JTF e il FEAMPA e apre la strada all'attuazione di tali fondi sul campo.
L'accordo di partenariato per l'Italia contempla 49 programmi (11 programmi nazionali e 38 programmi regionali) e 19 programmi INTERREG (riguardanti la cooperazione territoriale), sancendo inoltre l'ammissibilità e l'attuazione del JTF nelle regioni con impianti industriali ad alta intensità di carbonio, le cui attività più risentono delle ripercussioni negative della transizione climatica.
L'accordo di partenariato rispecchia inoltre il forte impegno dell'Italia a favore degli obiettivi del dispositivo per la ripresa e la resilienza. Gli investimenti della politica di coesione per il periodo 2021-2027 sono pianificati in stretto coordinamento con il piano nazionale per la ripresa e la resilienza.
Nell'ambito della politica di coesione, e in cooperazione con la Commissione, ciascuno Stato membro prepara un accordo di partenariato, un documento strategico per la programmazione degli investimenti a titolo dei fondi della politica di coesione e del FEAMPA durante il quadro finanziario pluriennale, che è incentrato sulle priorità dell'UE e definisce la strategia e le priorità di investimento individuate dallo Stato membro, presentando un elenco di programmi nazionali e regionali da attuare sul campo, indicando anche la dotazione finanziaria annuale indicativa per ciascun programma.
L'accordo di partenariato 2021-2027 con l'Italia è il 17° a essere adottato dopo quelli con Grecia, Germania, Austria, Cechia, Lituania, Finlandia, Danimarca, Francia, Svezia, Paesi Bassi, Polonia, Bulgaria, Cipro, Portogallo, Estonia e Slovacchia.


Ulteriori informazioni
Bilancio a lungo termine dell'UE 2021-2027 e NextGenerationEU
Domande e risposte sul pacchetto legislativo sulla politica di coesione UE 2021-2027
Piattaforma Open Data Coesione
Ripartizione degli stanziamenti della politica di coesione per Stato membro
Kohesio
Accordi di partenariato 2021-2027
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Aiuti di Stato: La Commissione approva il regime italiano da 10 miliardi di € a sostegno delle imprese nel contesto dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia


LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione europea ha approvato un meccanismo di garanzia sui prestiti da 10 miliardi di € predisposto dall'Italia per sostenere le imprese di vari settori nel contesto dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Il meccanismo è stato approvato nell'ambito del quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato, adottato dalla Commissione il 23 marzo 2022, che si fonda sull'articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), e riconosce che tutta l'economia dell'UE sta subendo un grave turbamento.
Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutivo responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: "Nel presente contesto di incertezza economica causata dall'attuale crisi geopolitica, questo meccanismo di garanzia dei prestiti da 10 miliardi di € consentirà all'Italia di sostenere le imprese e i settori colpiti. Noi continuiamo a restare al fianco dell'Ucraina e del suo popolo. Allo stesso tempo proseguiamo la stretta collaborazione con gli Stati membri per garantire che le misure nazionali di sostegno possano essere attuate in modo tempestivo, coordinato ed efficace, tutelando nel contempo la parità di condizioni nel mercato unico."
La misura italiana di sostegno
L'Italia ha notificato alla Commissione, nell'ambito del quadro temporaneo di crisi, un meccanismo di garanzia sui prestiti da 10 miliardi di € per fornire sostegno alla liquidità alle imprese nel contesto dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia.
Alla luce dell'elevato grado di incertezza economica causato dall'attuale situazione geopolitica, il regime mira a garantire che le imprese colpite che ne hanno bisogno dispongano di liquidità sufficiente attraverso la concessione di una garanzia statale sui nuovi prestiti e consentendo alle banche di continuare a erogare prestiti all'economia reale.
La misura sarà aperta alle imprese di tutte le dimensioni e di tutti i settori attive in Italia, ad eccezione del settore finanziario.
Nell’ambito del meccanismo in oggetto, che sarà gestito dalla società pubblica Servizi Assicurativi del Commercio Estero S.p.A. (SACE), i beneficiari avranno diritto di ricevere: (i) nuovi prestiti, (ii) leasing finanziari, e (iii) prodotti di factoring pro solvendo. Tali prestiti e prodotti finanziari assimilati saranno coperti da una garanzia statale compresa tra il 70 % e il 90 % del capitale del prestito, a seconda delle dimensioni e del fatturato delle imprese.
L'importo massimo del prestito per beneficiario che può essere coperto dalla garanzia statale è pari: i) al 15 % del fatturato annuo totale medio del beneficiario in un periodo di tempo predefinito; oppure ii) al 50 % dei costi energetici sostenuti dall'impresa in un periodo di 12 mesi.
La Commissione ritiene che il regime italiano sia in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo di crisi. In particolare: i) la scadenza dei prestiti non può superare otto anni; ii) i tassi di interesse annuali sui prestiti rispettano i livelli minimi stabiliti nel quadro temporaneo di crisi (modulati in modo da rispecchiare la copertura della garanzia e la durata dei prestiti garantiti), e iii) le garanzie saranno concesse entro il 31 dicembre 2022.
Il sostegno pubblico sarà inoltre subordinato a condizioni volte a limitare indebite distorsioni della concorrenza, e comprenderà misure di salvaguardia per garantire: i) un nesso tra l'importo degli aiuti concessi alle imprese e l'entità della loro attività economica, e (ii) che i vantaggi della misura siano trasferiti nella misura più ampia possibile ai beneficiari finali tramite gli intermediari finanziari.
La Commissione ha concluso che il regime di garanzia italiano è necessario, adeguato e proporzionato per porre rimedio a un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro, in linea con l'articolo 107, paragrafo 3, lettera b), TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo di crisi.
Su tali basi, la Commissione ha approvato la misura di aiuto ai sensi delle norme dell'UE sugli aiuti di Stato.
Contesto
Il 23 marzo 2022 la Commissione europea ha adottato un quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato per consentire agli Stati membri di avvalersi della flessibilità prevista dalle norme in materia al fine di sostenere l'economia nel contesto dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia.
Il quadro temporaneo di crisi prevede che gli Stati membri possano concedere i seguenti tipi di aiuti:
• aiuti di importo limitato, in qualsiasi forma, fino a 35 000 € per le imprese colpite dalla crisi che operano nel settore agricolo, della pesca e dell'acquacoltura, e fino a 400 000 € per le imprese colpite dalla crisi che operano negli altri settori;
• sostegno alla liquidità sotto forma di garanzie statali e prestiti agevolati; e
• aiuti destinati a compensare i prezzi elevati dell'energia. Gli aiuti, che possono essere concessi sotto qualsiasi forma, compenseranno parzialmente le imprese, in particolare gli utenti a forte consumo di energia, a fronte dei costi aggiuntivi dovuti agli aumenti eccezionali dei prezzi del gas e dell'energia elettrica. L'aiuto complessivo per beneficiario non può superare il 30 % dei costi ammissibili, fino a un massimo di 2 milioni di €, in un dato momento. Quando l'impresa subisce perdite di esercizio, possono essere necessari ulteriori aiuti per garantire il proseguimento di un'attività economica. Pertanto, per gli utenti a forte consumo di energia, le intensità di aiuto sono più elevate e gli Stati membri possono concedere aiuti superiori a tali massimali, fino a 25 milioni di €, e, per le imprese che operano in settori e sottosettori particolarmente colpiti, fino a 50 milioni di €.
Le entità controllate dalla Russia che sono sanzionate saranno escluse dall'ambito di applicazione di tali misure.
Il quadro temporaneo di crisi prevede una serie di garanzie:
• metodologia proporzionale, che richiede l'esistenza di un nesso tra l'importo dell'aiuto che può essere concesso alle imprese e la portata della loro attività economica e dell'esposizione agli effetti economici della crisi;
• condizioni di ammissibilità, ad esempio mediante la definizione degli utenti ad alta intensità energetica, come le imprese per le quali l'acquisto dei prodotti energetici è pari ad almeno il 3 % del loro valore produttivo.
Il quadro temporaneo di crisi sarà inoltre operativo fino al 31 dicembre 2022. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tale data se il quadro debba essere prorogato. Durante il periodo di applicazione, inoltre, la Commissione valuterà il contenuto e la portata del quadro alla luce degli sviluppi sui mercati dell'energia e sugli altri mercati dei fattori di produzione e della situazione economica generale.
Il quadro temporaneo di crisi integra le ampie possibilità di cui dispongono gli Stati membri per concepire misure in linea con le esistenti norme dell'UE sugli aiuti di Stato che, ad esempio, consentono agli Stati membri di aiutare le imprese a far fronte alla carenza di liquidità e a sopperire a un urgente fabbisogno di aiuti al salvataggio. L'articolo 107, paragrafo 2, lettera b), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea consente altresì agli Stati membri di compensare le imprese per i danni direttamente causati da un evento eccezionale, come l'attuale crisi.
Il 19 marzo 2020 la Commissione ha adottato inoltre un quadro temporaneo nel contesto della pandemia di COVID-19, che è stato modificato il 3 aprile, l'8 maggio, il 29 giugno e il 13 ottobre 2020, e successivamente il 28 gennaio e il 18 novembre 2021. Come annunciato nel maggio 2022, il quadro temporaneo COVID non è stato prorogato oltre la data di scadenza fissata del 30 giugno 2022 salvo alcune eccezioni. In particolare, le misure di sostegno agli investimenti e alla solvibilità possono ancora essere attuate rispettivamente fino al 31 dicembre 2022 e al 31 dicembre 2023, come già previsto dalle norme vigenti. Inoltre, il quadro temporaneo COVID prevede già una transizione flessibile, con chiare garanzie, in particolare per le opzioni di conversione e ristrutturazione degli strumenti di debito, come i prestiti e le garanzie, in altre forme di aiuto, come le sovvenzioni dirette, fino al 30 giugno 2023.
La versione non riservata della decisione sarà consultabile sotto il numero SA.103286 nel registro degli aiuti di Stato nella sezione del sito web della Commissione dedicata alla concorrenza una volta risolte eventuali questioni di riservatezza. Le nuove decisioni relative agli aiuti di Stato pubblicate su Internet e nella Gazzetta ufficiale figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di concorrenza (Competition Weekly e-News).
Maggiori informazioni sul quadro temporaneo di crisi e su altre azioni intraprese dalla Commissione per affrontare le ripercussioni economiche dell'invasione russa dell'Ucraina sono disponibili qui.

 

Eurobarometro sulla corruzione: serie preoccupazioni per i cittadini e le imprese dell'UE


LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione ha pubblicato oggi l'ultimo Eurobarometro speciale sulla corruzione, che elenca le percezioni e le esperienze dei cittadini, nonché l'Eurobarometro Flash sull'atteggiamento delle imprese nei confronti della corruzione nell'UE. La corruzione rimane un grave problema per i cittadini dell'UE: il 68 % ritiene infatti che sia ancora diffusa nel proprio paese. Per quanto riguarda le imprese dell'UE, il 63 % ritiene che la corruzione sia un problema diffuso nel proprio paese. Il 37 % degli intervistati ritiene che le misure anticorruzione siano applicate in modo imparziale e incondizionato. Il 34 % dei cittadini dell'UE ritiene che i procedimenti giudiziari siano sufficientemente efficaci da dissuadere le persone dal commettere pratiche corruttive e che gli sforzi dei rispettivi governi nazionali per combattere la corruzione siano efficaci (31 %). Infine, il 31 % ritiene che il finanziamento dei partiti politici nel proprio paese sia sufficientemente trasparente e controllato. Le indagini Eurobarometro sono un'importante fonte di informazioni per le valutazioni della Commissione, anche per quanto riguarda le relazioni sullo Stato di diritto. Nell'ambito del meccanismo dell'UE per lo Stato di diritto, la Commissione promuove la lotta alla corruzione per incentivare una cultura dello Stato di diritto in tutti i paesi dell'UE. La relazione sullo Stato di diritto 2022 conterrà per la prima volta raccomandazioni mirate agli Stati membri, segnatamente in materia di lotta alla corruzione. In maggio la Commissione ha presentato una proposta di direttiva sul congelamento e sulla confisca dei beni, al fine di garantire che il crimine e la corruzione non paghino, limitando la capacità dei criminali di commettere ulteriori reati. Inoltre, la Procura europea è operativa e ha già arrestato e sequestrato beni di criminali per diversi milioni di euro.

 

Relazione sullo Stato di diritto 2022: la Commissione formula raccomandazioni specifiche per gli Stati membri


LAPILLI LOGO Comm. EU 300Oggi la Commissione ha pubblicato la terza relazione annuale sullo Stato di diritto. La pubblicazione avviene sullo sfondo dell'invasione russa dell'Ucraina, che ha evidenziato in modo ancor più marcato quanto sia importante difendere i valori democratici, i diritti umani e lo Stato di diritto.
La relazione comprende una panoramica delle tendenze in tutta l'UE e 27 capitoli dedicati ai singoli paesi, nei quali sono analizzati gli sviluppi in ciascuno Stato membro da luglio 2021. Quest'anno contiene per la prima volta anche raccomandazioni mirate per ciascuno Stato membro, come aveva annunciato la Presidente von der Leyen nel discorso sullo stato dell'Unione 2021. Lo scopo delle raccomandazioni è incoraggiare gli Stati membri a portare avanti le riforme già avviate o previste e aiutarli a individuare gli ambiti in cui sono necessari miglioramenti.
Come nelle edizioni precedenti, la relazione analizza gli sviluppi in quattro settori chiave per lo Stato di diritto: i sistemi giudiziari, il quadro anticorruzione, il pluralismo e la libertà dei media e altre questioni istituzionali relative al bilanciamento dei poteri. Da essa emerge che in molti Stati membri sono proseguite le riforme per far fronte alle sfide individuate nelle due edizioni precedenti. Allo stesso tempo alcuni Stati membri continuano a destare preoccupazioni di natura sistemica.
La relazione fa il punto sulle sfide individuate nelle edizioni precedenti, approfondisce la valutazione della Commissione e contiene osservazioni anche in merito a questioni quali i media del servizio pubblico, l'uso di spyware o l'esecuzione delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo.
Principali constatazioni e raccomandazioni
1. Riforme della giustizia
Nell'ultimo anno le riforme della giustizia sono rimaste in cima all'agenda politica. Molti Stati membri hanno avviato importanti riforme per rafforzare l'indipendenza della magistratura, ad esempio per quanto riguarda la composizione e i poteri dei consigli di giustizia, il miglioramento delle procedure di nomina dei giudici o l'aumento dell'autonomia delle procure. Hanno inoltre introdotto misure volte a migliorare l'efficienza e la qualità della giustizia, come una maggiore digitalizzazione dei sistemi giudiziari e l'agevolazione dell'accesso alla giustizia.
Allo stesso tempo in alcuni Stati membri persistono preoccupazioni strutturali per quanto riguarda l'indipendenza della magistratura. In alcuni Stati membri si riscontrano problemi relativi alle nomine ai tribunali di grado superiore e alla presidenza degli organi giurisdizionali, mentre in altri a destare preoccupazione è il grado di indipendenza e autonomia delle procure e il fatto che si ricorra a procedimenti disciplinari per intaccare l'indipendenza della magistratura.
Per affrontare tali questioni le raccomandazioni della Commissione caldeggiano per esempio un maggiore coinvolgimento della magistratura nelle procedure di nomina e una maggiore autonomia alle procure e invitano gli Stati membri a prevedere risorse adeguate per i sistemi giudiziari.
2. Quadri anticorruzione
L'UE rimane una delle regioni meno corrotte al mondo. Da luglio 2021 molti Stati membri hanno adottato strategie anticorruzione nuove o rivedute, o le stanno riesaminando. Alcuni hanno allineato i quadri esistenti alle norme internazionali anticorruzione e al diritto dell'Unione. La maggior parte degli Stati membri dispone ora di un'ampia legislazione che fornisce al sistema giudiziario penale gli strumenti necessari per combattere la corruzione. Molti Stati membri hanno messo in atto misure per aumentare la capacità delle procure responsabili della lotta alla corruzione attraverso risorse aggiuntive o formazione supplementare.
Tuttavia la corruzione continua a preoccupare fortemente la popolazione dell'UE. Secondo l'Eurobarometro 2022 sulla corruzione, ad esempio, il 68% dei cittadini ritiene che la corruzione sia diffusa nel proprio paese. In alcuni Stati membri le indagini e le azioni penali relative ai casi di corruzione sono lunghe e soprattutto nei casi di alto profilo le sentenze tardano ad arrivare. In tutti gli Stati membri i funzionari pubblici sono soggetti a obblighi di dichiarazione della situazione patrimoniale e degli interessi, obblighi che però variano in termini di portata, trasparenza e accessibilità delle informazioni divulgate, nonché in termini di livello ed efficacia della verifica e dell'applicazione.
La Commissione ha formulato raccomandazioni relative al potenziamento dei quadri preventivi anticorruzione, per esempio riguardo alle norme in materia di lobbying e conflitto di interessi, nonché alla garanzia dell'efficacia delle indagini e delle azioni penali nei casi di corruzione.
3. Libertà e pluralismo dei media
La pandemia di COVID-19 e l'invasione russa dell'Ucraina hanno dimostrato il ruolo cruciale dei giornalisti nel verificare i fatti e nell'informare i cittadini. Diversi Stati membri hanno adottato, rafforzato o stanno valutando misure per migliorare la sicurezza e le condizioni lavorative dei giornalisti, muovendo dalle recenti iniziative della Commissione. Dalla pubblicazione dell'ultima relazione diversi Stati membri si sono adoperati per rendere più trasparente la proprietà dei media. Persistono preoccupazioni in merito alla mancanza di trasparenza nella distribuzione della pubblicità statale, ai conflitti di interessi e alle difficoltà di accesso ai documenti pubblici: si tratta di questioni chiave evidenziate nella relazione che richiedono attenzione.
Per la prima volta la relazione si occupa anche dei media del servizio pubblico, riconoscendone il ruolo particolare per la società e la democrazia. Sono necessarie misure di salvaguardia per tutelare l'indipendenza dei media del servizio pubblico e assicurare che i finanziamenti pubblici siano adeguati e non siano utilizzati per esercitare pressioni politiche sui media, come indicato nelle norme europee.
Le constatazioni esposte nella relazione si basano su diverse fonti, tra cui l'Osservatorio del pluralismo dei media (Media Pluralism Monitor, MPM 2022), la piattaforma del Consiglio d'Europa per la protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti e la piattaforma per la mappatura della libertà dei media (Mapping Media Freedom).
La Commissione ha formulato una serie di raccomandazioni che riguardano tra l'altro la distribuzione equa e trasparente della pubblicità statale, la governance indipendente dei media del servizio pubblico e le misure volte ad aumentare la sicurezza dei giornalisti. La futura normativa sulla libertà dei media contribuirà ad affrontare diverse criticità individuate nelle relazioni sullo Stato di diritto.
4. Bilanciamento dei poteri istituzionali
Gli Stati membri hanno continuato a migliorare la qualità dei loro processi legislativi, tendenza già rilevata nelle relazioni sullo Stato di diritto 2020 e 2021. Le corti costituzionali continuano a svolgere un ruolo chiave nel sistema di bilanciamento dei poteri, per esempio nel controllo delle misure di emergenza e in altri ambiti, come quello elettorale. In alcuni Stati membri è stato rafforzato lo status delle istituzioni per i diritti umani, dei difensori civici e di altre autorità indipendenti. Nella maggior parte degli Stati membri il contesto è favorevole alla società civile.
Tuttavia in alcuni Stati membri manca ancora un quadro formale per la consultazione dei portatori di interessi, il che desta preoccupazione, e le organizzazioni della società civile continuano a doversi confrontare con problemi di finanziamento, narrazioni ostili e restrizioni al loro spazio operativo. Per la prima volta la relazione si occupa anche dell'esecuzione da parte degli Stati membri delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo. Altra questione affrontata è la reazione dei sistemi di bilanciamento dei poteri degli Stati membri all'uso di spyware. Sebbene sia collegato alla sicurezza nazionale, l'uso di tali strumenti dovrebbe essere soggetto a un sistema di pesi e contrappesi nazionali.
In risposta a queste problematiche, la Commissione ha formulato raccomandazioni relative ad esempio al coinvolgimento dei portatori di interessi nel processo legislativo, alla creazione e al funzionamento delle istituzioni nazionali accreditate per i diritti umani e alla definizione di un quadro operativo aperto per la società civile.
Dichiarazioni di membri del Collegio
La Vicepresidente per i Valori e la trasparenza Věra Jourová ha dichiarato: "Lo Stato di diritto rimane uno dei capisaldi della democrazia. L'invasione russa dell'Ucraina è l'ennesimo episodio che ci ricorda quanto sia importante il nostro lavoro di promozione e protezione dello Stato di diritto nell'UE e nel resto del mondo. La relazione di quest'anno mostra che il dialogo sullo Stato di diritto in Europa sta dando frutti: gli Stati membri apportano miglioramenti e affrontano questioni pertinenti. Purtroppo in alcuni Stati vi sono ancora aspetti che destano preoccupazione, in particolare per quanto riguarda l'indipendenza della magistratura. Per la prima volta la relazione si occupa anche dei media del servizio pubblico. Sono necessarie più misure di salvaguardia per tutelare l'indipendenza dei media del servizio pubblico e assicurare che i finanziamenti pubblici siano adeguati e non siano utilizzati per esercitare pressioni politiche su questi media. Oggi facciamo un altro passo avanti con le raccomandazioni su come migliorare la situazione dello Stato di diritto in tutta l'UE: invito gli Stati membri a seguirle, ad avviare un dibattito serio e ad agire."
Didier Reynders, Commissario per la Giustizia, ha dichiarato: "L'aggressione ingiustificata e non provocata della Russia nei confronti dell'Ucraina dimostra che proteggere e promuovere lo Stato di diritto è più importante che mai. L'UE manterrà la propria credibilità solo se lo difenderà entro i propri confini e se continuerà a rafforzare la cultura dello Stato di diritto. Sono lieto di constatare che la nostra relazione contribuisce a questo obiettivo, dando impulso a importanti riforme negli Stati membri. Oggi non ci limitiamo a riferire sulla situazione dello Stato di diritto, ma diamo anche raccomandazioni costruttive su come migliorare i sistemi giudiziari, intensificare la lotta contro la corruzione e garantire la libertà e l'indipendenza dei media liberi e l'efficacia del sistema di bilanciamento dei poteri."
Prossime tappe
La Commissione invita ora il Parlamento europeo e il Consiglio a proseguire i dibattiti generali e specifici per paese sulla base della relazione. Esorta anche i parlamenti nazionali e gli altri attori chiave, compresa la società civile, a portare avanti il dialogo sullo Stato di diritto a livello nazionale. Infine la Commissione invita gli Stati membri ad affrontare le sfide individuate nella relazione ed è pronta ad assisterli negli sforzi in tal senso, anche per attuare le raccomandazioni.
Contesto
Lo Stato di diritto è fondamentale per tutti i cittadini e le imprese dell'UE in quanto tutela i diritti e i valori fondamentali, assicura l'applicazione del diritto dell'UE e sostiene un contesto imprenditoriale favorevole agli investimenti. È uno dei valori fondamentali su cui si fonda l'UE.
La relazione annuale sullo Stato di diritto è il risultato di un intenso dialogo con le autorità nazionali e i portatori di interessi e prende in esame tutti gli Stati membri in modo obiettivo e imparziale, passando al vaglio le medesime questioni. La valutazione qualitativa effettuata dalla Commissione si concentra sugli sviluppi significativi intervenuti a partire dall'adozione della seconda relazione annuale sullo Stato di diritto, nel luglio 2021, e garantisce un approccio coerente mediante l'applicazione della stessa metodologia a tutti gli Stati membri, pur in maniera proporzionata agli sviluppi. La valutazione contenuta nei capitoli sui singoli paesi è stata preparata attenendosi all'ambito di applicazione e alla metodologia aggiornati a seguito delle discussioni con gli Stati membri.
La relazione costituisce il fulcro del meccanismo europeo per lo Stato di diritto, un ciclo annuale inteso a promuovere lo Stato di diritto e prevenire l'insorgere o l'aggravarsi di problemi. Il meccanismo ha un ruolo preventivo, è distinto dagli altri strumenti dell'UE in materia di Stato di diritto e non sostituisce, bensì integra i meccanismi basati sul trattato di cui dispone l'UE per reagire a problemi più gravi attinenti allo Stato di diritto negli Stati membri. Tali strumenti comprendono le procedure di infrazione e la procedura per proteggere i valori fondanti dell'Unione ai sensi dell'articolo 7 del trattato sull'Unione europea.
Con la terza edizione della relazione la Commissione compie un altro passo avanti sul fronte degli investimenti a favore dello Stato di diritto, formulando raccomandazioni specifiche per ciascuno Stato membro. Le raccomandazioni sono state elaborate sulla base delle valutazioni contenute nei capitoli sui singoli paesi e del dialogo con gli Stati membri e rispettano appieno il principio della parità di trattamento. Nel formularle la Commissione ha prestato particolare attenzione a che rimanessero mirate e ancorate alle norme europee, sempre tenendo conto degli assetti giuridici nazionali. Sono inoltre garantite la coerenza e la sinergia con altri processi, come quelli del semestre europeo, del meccanismo di condizionalità di bilancio e del dispositivo per la ripresa e la resilienza. Le edizioni successive della relazione sullo Stato di diritto esamineranno il seguito dato alle raccomandazioni. Le raccomandazioni dovrebbero essere lette insieme alle valutazioni contenute nei capitoli sui singoli paesi, che approfondiscono problematiche particolari e sono intese a guidare gli Stati membri nell'adozione di misure al riguardo.
Le sfide in termini di libertà e pluralismo dei media individuate nelle precedenti relazioni sullo Stato di diritto hanno offerto lo spunto per diverse iniziative recenti dell'UE, tra cui una raccomandazione sulla sicurezza dei giornalisti e una serie di misure contro le azioni legali abusive tese a bloccare la partecipazione pubblica. Attualmente la Commissione sta preparando una proposta di normativa europea sulla libertà dei media.
Per ulteriori informazioni
Relazione sullo Stato di diritto 2022 – La situazione dello Stato di diritto nell'Unione europea
Relazione sullo Stato di diritto 2022 – Raccomandazioni
Relazione sullo Stato di diritto 2022 – Capitoli sui singoli paesi
Relazione sullo Stato di diritto 2022 – Sintesi dei capitoli sui singoli paesi e raccomandazioni
Relazione sullo Stato di diritto 2022 – Metodologia
Relazione sullo Stato di diritto 2022 – Questionario
Il meccanismo europeo per lo Stato di diritto – Scheda informativa
Strumenti dell'UE per lo Stato di diritto – Scheda informativa
Relazione sullo Stato di diritto 2022 – Domande e risposte
Eurobarometro sulla corruzione che raccoglie le percezioni e le esperienze dei cittadini
Eurobarometro sull'atteggiamento delle imprese nei confronti della corruzione nell'UE

Fondo per l'innovazione: 1,8 miliardi di € dell'UE per progetti in tecnologie pulite


LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250L'UE stanzia oltre 1,8 miliardi di € da investire in 17 progetti innovativi su larga scala nel campo delle tecnologie pulite, con il terzo ciclo di sovvenzioni del Fondo per l'innovazione. Il Fondo per l'innovazione erogherà sovvenzioni per contribuire a portare sul mercato tecnologie pionieristiche nei settori delle industrie ad alta intensità energetica, dell'idrogeno, delle energie rinnovabili, delle infrastrutture di cattura e stoccaggio del carbonio e della produzione di componenti chiave per lo stoccaggio dell'energia e le energie rinnovabili. I progetti selezionati sono ubicati in Bulgaria, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia e Svezia.
Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo, ha dichiarato: "Le sovvenzioni che annunciamo oggi sostengono le imprese innovative di tutta Europa nello sviluppo delle tecnologie all'avanguardia di cui abbiamo bisogno per guidare la transizione verde. Il Fondo per l'innovazione è uno strumento importante per rendere fruibili le innovazioni nel settore dell'idrogeno rinnovabile e altre soluzioni per l'industria europea. Rispetto al primo ciclo di finanziamenti, i fondi disponibili sono aumentati del 60%, consentendoci di raddoppiare il numero dei progetti sostenuti e di dare così un grande impulso alla decarbonizzazione dell'industria ad alta intensità energetica nell'Unione europea."
I 17 progetti sono stati selezionati nell'ambito del secondo invito a presentare progetti su larga scala, ossia con costi di capitale superiori a 7,5 milioni di €. I progetti sono stati valutati da esperti indipendenti in base alla loro capacità di ridurre le emissioni di gas a effetto serra rispetto alle tecnologie tradizionali e di innovare al di là dello stato dell'arte, pur essendo pronte per l'applicazione sul campo. Altri criteri di selezione comprendevano il potenziale di scalabilità dei progetti e l'efficacia in termini di costi.
I progetti selezionati riguardano un'ampia gamma di settori che contribuiscono agli sforzi di decarbonizzazione dell'UE, quali la produzione, la distribuzione e l'uso dell'idrogeno verde, la termovalorizzazione dell'idrogeno, l'energia eolica offshore, la produzione di moduli fotovoltaici, lo stoccaggio e il riciclaggio delle batterie, la cattura e lo stoccaggio del carbonio, i carburanti sostenibili per l'aviazione e i biocarburanti avanzati. Nell'insieme hanno un potenziale di risparmio di 136 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente nei primi 10 anni di attività.
Inoltre, fino a 20 progetti promettenti ma non ancora sufficientemente maturi per beneficiare di una sovvenzione saranno preselezionati per ricevere l'assistenza allo sviluppo dei progetti della Banca europea per gli investimenti. Il risultato di quest'ultima selezione sarà annunciato nel quarto trimestre del 2022.
Breve panoramica dei progetti
Industrie ad alta intensità energetica:
Cemento (4 progetti): un progetto in un cementificio in Germania realizzerà un processo di cattura del carbonio per ossicombustione di seconda generazione e ne destinerà il prodotto all'uso come materia prima per ulteriore trasformazione in metanolo sintetico. Un altro in Polonia creerà una catena completa di cattura e stoccaggio del carbonio, dalla cattura e liquefazione della CO₂ in un cementificio fino allo stoccaggio in siti offshore. Un terzo progetto raccoglierà le emissioni di CO₂ dei gas di scarico della produzione di calce e ne assicurerà lo stoccaggio permanente in formazioni geologiche al largo della Francia. Infine, tra i progetti selezionati si annovera il primo progetto a catena completa di cattura e stoccaggio del carbonio della Bulgaria, che collegherà impianti di cattura di CO₂ in un cementificio con una struttura di stoccaggio permanente offshore ubicata in un giacimento di gas esaurito nel Mar Nero, mediante un sistema di gasdotti onshore e offshore.
Prodotti chimici (3 progetti): in Finlandia un progetto riciclerà chimicamente la plastica per destinarla a materia prima per le raffinerie. Un altro progetto in Svezia creerà il primo impianto di metanolo al mondo per la conversione in metanolo di CO₂, flussi di residui, idrogeno rinnovabile e biogas. Un terzo progetto in Svezia produrrà una nuova fibra derivata dalla polpa per sostituire il poliestere nelle applicazioni tessili.
Idrogeno (3 progetti): nei Paesi Bassi un progetto produrrà, distribuirà e utilizzerà idrogeno verde ottenuto mediante un elettrolizzatore alimentato da energia eolica offshore, un altro produrrà 15 500 tonnellate annue di idrogeno rinnovabile e il terzo tratterà flussi di rifiuti solidi non riciclabili per trasformarli prevalentemente in idrogeno.
Raffinerie (2 progetti): in Norvegia, un progetto realizzerà e gestirà il primo impianto di produzione di biocarburanti drop-in su scala commerciale, che trasformerà i rifiuti forestali in biocarburanti avanzati di seconda generazione e in biochar. Un progetto in Svezia costruirà invece un impianto su larga scala di produzione di carburante sintetico sostenibile per l'aviazione, che utilizzerà CO₂ catturata in un impianto di cogenerazione.
Fabbricazione di componenti per stoccaggio di energia o produzione di energie rinnovabili (3 progetti): in Polonia un progetto allestirà un impianto di produzione di sistemi di batterie elettrochimiche innovativi per lo stoccaggio di energia elettrica per brevi periodi. Un altro progetto nel nord della Francia costruirà uno stabilimento di produzione per il fotovoltaico basato su tecnologie innovative con eterogiunzione. Un terzo progetto, sempre in Francia, realizzerà un impianto di riciclaggio per batterie al litio presso il distretto delle batterie di Dunkerque, per la produzione e la raffinazione della massa nera, fornendo così una nuova fonte secondaria di materie prime per le batterie.
Energie rinnovabili: nelle acque tedesche del Mare del Nord, un progetto realizzerà e gestirà un parco eolico offshore che attuerà soluzioni innovative per le turbine e l'idrogeno.
Infrastrutture di cattura e stoccaggio del carbonio: un progetto in Islanda costruirà un terminale di stoccaggio di carbonio onshore altamente scalabile, con una capacità complessiva di stoccaggio stimata di 880 milioni di tonnellate di CO₂.
Contesto
Con le risorse provenienti dal sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS) che entro il 2030 supereranno 38 miliardi di €[1], il Fondo per l'innovazione si propone di fornire i giusti incentivi finanziari per incoraggiare le imprese e le autorità pubbliche a investire nelle tecnologie a basse emissioni di carbonio di prossima generazione e di garantire alle imprese dell'UE il vantaggio di chi gioca d'anticipo che le ponga all'avanguardia mondiale in queste tecnologie.
Il primo invito a presentare progetti su larga scala aveva concesso sovvenzioni pari a 1,1 miliardi di € a 7 progetti nei settori delle industrie ad alta intensità energetica, dell'idrogeno, della cattura, dell'uso e dello stoccaggio del carbonio e delle energie rinnovabili, mentre 15 progetti avevano ricevuto assistenza allo sviluppo di progetti.
Rispetto alla prima fase del Fondo per l'innovazione, i finanziamenti sono aumentati del 60%, consentendoci di sostenere un numero più che doppio di progetti in più paesi, anche nell'Europa orientale, e abbiamo accelerato il processo di presentazione delle domande e di valutazione.
I progetti selezionati nell'ambito di questo secondo invito entrano ora nella fase di preparazione delle convenzioni di sovvenzione individuali con l'Agenzia esecutiva europea per il clima, l'infrastruttura e l'ambiente (CINEA), che è l'agenzia esecutiva del Fondo. Le convenzioni dovrebbero essere pronte nel quarto trimestre del 2022, in modo da consentire alla Commissione di adottare la relativa decisione di concessione e di iniziare a erogare i fondi.
In autunno la Commissione pubblicherà il terzo invito a presentare progetti su larga scala. Come annunciato nel piano REPowerEU, i finanziamenti disponibili saranno raddoppiati fino a circa 3 miliardi di € per sostenere ulteriormente l'indipendenza dell'UE dai combustibili fossili russi. I proponenti di progetti non selezionati nei precedenti inviti sono incoraggiati a ripresentarli.
Nel luglio 2021 la Commissione ha proposto, nell'ambito del pacchetto "Pronti per il 55%", di integrare il fondo per l'innovazione, attualmente alimentato da 450 milioni di quote provenienti dall'attuale sistema ETS nel periodo 2021-2030, con 50 milioni di quote dall'attuale ETS e 150 milioni di quote dal nuovo sistema che copre le emissioni del trasporto stradale e degli edifici. Questa proposta prevede inoltre di mettere all'asta e assegnare al Fondo anche le quote che altrimenti sarebbero assegnate gratuitamente ai settori industriali coperti dal meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere.
Per ulteriori informazioni
Descrizione dei progetti su larga scala selezionati
Sito web del Fondo per l'innovazione
Progetti su larga scala del Fondo per l'innovazione
Progetti selezionati del primo invito per progetti su larga scala
Progetti selezionati del primo invito per progetti su scala ridotta
Proposta di revisione della direttiva EU ETS
Realizzare il Green Deal europeo

[1] stima basata su un prezzo del carbonio di 75 €/tonnellata di CO₂

No dell’Ungheria alla Global Minimum Tax: i deputati criticano i veti nazionali

 

• Le richieste dell'Ungheria sono infondate; Commissione e Paesi UE non devono cedere al ricatto
• Le norme fiscali UE e internazionali favoriscono l'elusione fiscale e danneggiano le PMI
• Valutare la riduzione del voto all'unanimità

Foto Parlamento europeo 250I deputati criticano l’uso del veto nazionale in materia fiscale, chiedono di porre immediatamente fine al blocco e di rilanciare la discussione sull’introduzione del voto a maggioranza.

In una risoluzione approvata mercoledì a conclusione del dibattito svoltosi durante la sessione plenaria di giugno, i deputati affermano che le richieste notificate dall'Ungheria per revocare il blocco dell'accordo internazionale su un livello minimo globale di imposte per le multinazionali “sono già state ampiamente prese in considerazione nell'accordo internazionale” e esortano l'Ungheria “a porre immediatamente fine al blocco”.
Il testo, non legislativo, è stato approvato con 450 voti favorevoli, 132 contrari e 55 astensioni.
I deputati sollecitano la Commissione e il Consiglio “a non entrare in contrattazioni politiche” e ad “astenersi dall'approvare il piano nazionale ungherese per la ripresa e la resilienza fintanto che l'Ungheria non avrà pienamente rispettato tutti i criteri stabiliti nel regolamento”. Qualora il veto dell'Ungheria persistesse, dovrebbero essere esplorate opzioni alternative, compresa l’attuazione della "cooperazione rafforzata", per consentire all'UE di onorare gli impegni assunti.
Inoltre, le norme fiscali UE e internazionali sono definite obsolete per affrontare l'economia moderna, poiché consentono una significativa evasione ed elusione fiscali, portano le PMI “in una posizione di notevole svantaggio competitivo” rispetto alle multinazionali e minano il mercato unico dell'UE.
I deputati ricordano infine ai Paesi UE che il processo decisionale all'unanimità nell'UE richiede “un livello molto elevato di responsabilità”, in linea con il principio di leale cooperazione, come stabilito nel Trattato sull'Unione europea (TUE). A lungo termine, gli Stati membri dovrebbero considerare il valore aggiunto della transizione al voto a maggioranza qualificata e la Commissione dovrebbe rilanciare la discussione sull’introduzione graduale di tale voto relativamente alle questioni fiscali.

 

Solidarietà con l'Ucraina: la Commissaria per gli Affari interni Johansson presenta orientamenti nel quadro dell'iniziativa “case sicure”

LAPILLI LOGO Comm. EU 300Oggi, in una sessione dedicata della riunione della piattaforma di solidarietà per l’Ucraina, Ylva Johansson, Commissaria per gli Affari interni, ha presentato orientamenti a sostegno dell'iniziativa "case sicure". Sulla base dell'enorme solidarietà dei cittadini dell'UE e del sostegno delle comunità locali, gli orientamenti per case sicure presentano principi e pratiche chiave per aiutare le famiglie ospitanti, facilitare un abbinamento appropriato con le persone bisognose e garantire che le soluzioni abitative private siano adeguate e sicure.

Gli orientamenti promuovono il coinvolgimento attivo delle comunità locali nell'accogliere i nuovi arrivati sostenendo l’accesso all’alloggio e a servizi quali l'istruzione, l'occupazione e l'assistenza sanitaria. Gli orientamenti pongono inoltre l'accento su soluzioni abitative sostenibili per il futuro, basandosi su esempi e buone pratiche delle autorità locali, della società civile, del settore privato e di tutti gli attori coinvolti. Prevedono altresì il sostegno ai progetti transnazionali sull’integrazione e ai programmi di sponsorizzazione da parte delle comunità mediante i finanziamenti UE disponibili.

L'approvazione odierna degli orientamenti da parte della piattaforma di solidarietà è un ulteriore risultato del piano in 10 punti: per un maggiore coordinamento europeo in materia di accoglienza delle persone in fuga dalla guerra in Ucraina. La scheda informativa sarà disponibile qui.

 

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