dall'Europa

Estratti del discorso del Presidente del Parlamento europeo al Consiglio Europeo


Sassoli 150Nel suo discorso ai Capi di Stato e di Governo europei, il Presidente del Parlamento europeo ha delineato i tre principi chiave che l'Europa deve seguire oggi nel suo progetto di ripresa dalla pandemia di COVID-19.

Il Presidente Sassoli ha affermato:

“L'Europa ha bisogno di un nuovo progetto di speranza. Penso che questo progetto possa essere costruito intorno a tre assi forti, a un triplice desiderio di Europa che sia unanimemente condiviso da tutti gli europei: quello di un'Europa che innova, di un'Europa che protegge e di un'Europa che sia faro.”

Un’Europa che innova

“Quello di cui abbiamo bisogno è un'innovazione in tutti i settori, un rinnovato senso di creatività, per le nostre istituzioni, per le nostre politiche, per i nostri modi di agire e anche per i nostri stili di vita, poiché è ciò che la transizione ecologica richiede. La Conferenza sul futuro dell'Europa deve aiutarci a trovare percorsi di innovazione possibili per ricreare il senso di un progetto in cui tutti gli europei possano riconoscersi.”

“Il Parlamento ha da tempo presentato una proposta concreta per rendere le nostre istituzioni più democratiche, più forti e più innovative, tramite il diritto di iniziativa legislativa. La nostra Unione deve essere la prima a stabilire norme in ambiti cui oggi tutto il mondo guarda, come la regolamentazione dei nuovi settori dell'economia che sono giungle legislative. Lo abbiamo fatto per la protezione dei dati personali, e ora il mondo sta seguendo il nostro esempio. Lo faremo, ed è giunto il momento, per i mercati digitali, per evitare che siano i giganti del web a legiferare al posto dei cittadini.”

“Dovremo innovare anche a livello dei nostri finanziamenti. Il Parlamento e i cittadini europei attendono con impazienza la pubblicazione del pacchetto sulle risorse proprie, che dovrebbe permettere all’ Unione di completare la sua dotazione finanziaria in modo sostenibile e di rimborsare il debito contratto in comune. È una questione di credibilità e di rispetto della parola data. E queste innovazioni non ci esimono neppure dall'adeguare il nostro quadro finanziario alle sfide del nostro secolo, riformando in maniera realista il Patto di stabilità e crescita. Non possiamo più ingabbiare il nostro futuro e quello dei nostri figli nella regola del 3 %.”

Un’Europa che protegge

“Proteggere i cittadini europei significa disporre di una migliore preparazione per reagire alle crisi future, siano esse sanitarie, naturali, commerciali, diplomatiche o militari. Significa - in primo luogo - rafforzare la nostra politica di difesa e di sicurezza comune in modo da poter intervenire insieme più rapidamente e con maggiore incisività quando sono minacciati i nostri interessi. So che questo tema sarà uno degli aspetti fondamentali della prossima Presidenza francese e ciò è positivo.”

“Proteggere gli europei significa anche saper rafforzare con determinazione l'integrazione delle nostre politiche di gestione della migrazione e delle frontiere esterne. Proteggere i cittadini europei significa adoperarsi affinché ciascuno di essi possa vivere dignitosamente del proprio lavoro, con un salario minimo decente e giusto. E una volta di più invitiamo a trovare un compromesso ambizioso in materia.”

“Proteggere i cittadini europei significa infine essere in grado di trovare risposte tecniche ed economiche efficaci in caso di crisi energetica. Nessun cittadino europeo dovrebbe essere abbandonato alla povertà energetica, anche quando una crisi internazionale perturba i mercati mondiali: è anche in simili momenti critici che l'Unione deve trovare soluzioni audaci per garantire la sicurezza di tutti gli europei.”

Un’Europa che sia un faro grazie al suo modello democratico

“L'Europa deve quindi ritrovare l'orgoglio del suo modello democratico. Dobbiamo fermamente desiderare che questo modello di democrazia, di libertà e di prosperità si diffonda, che attiri, che faccia sognare e non solo i nostri stessi concittadini europei, ma anche al di là delle nostre frontiere.”

“Mi auguro che il prossimo 9 maggio, data in cui si celebra la Giornata dell'Europa, sia l'occasione di una manifestazione comune, forte e unitaria, che testimoni il nostro impegno comune per il progetto europeo e per i valori e la civiltà che trasmette.”

“Come avrete compreso, il mio intervento odierno non si limita ai temi di attualità del momento. Ho ritenuto importante approfittare di questo discorso per richiamare l’attenzione di tutti sulle lacune del progetto.”

 

Foto Ursula Von der Leyen 300Il 1° e il 2 novembre la Presidente Ursula von der Leyen ha rappresentato la Commissione al vertice dei leader mondiali in apertura della conferenza delle Nazioni Unite sul clima COP26. La Presidente ha pronunciato un discorso alla sessione plenaria di apertura della COP26, evocando la necessità che i leader “stiano dalla parte giusta della storia” e “facciano ora il necessario per limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi Celsius.”

La Presidente ha partecipato a due eventi relativi alla questione forestale, rilasciando lunedì una dichiarazione sull’iniziativa “Grande muraglia verde” e promettendo ieri finanziamenti per 1 miliardo di € a favore del Global Forests Finance Pledge, l’impegno globale in difesa delle foreste.

Il 2 novembre la Presidente ha inoltre organizzato congiuntamente con il Presidente USA Joe Biden un evento sugli investimenti nelle infrastrutture durante il quale ha annunciato un partenariato per una transizione energetica giusta con il Sud Africa. Von der Leyen ha in seguito lanciato ufficialmente il Global Methane Pledge, l’impegno globale per la riduzione delle emissioni di metano, un’iniziativa congiunta UE-USA che ha mobilitato oltre 100 Paesi con l’obiettivo di ridurre le emissioni collettive di almeno il 30% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2020.

Infine, la Presidente von der Leyen ha avviato il partenariato UE-Catalyst con Bill Gates e il presidente della BEI Werner Hoyer.

Ulteriori informazioni sul Global Forests Finance Pledge, sul Global Methane Pledge e sul partenariato UE-Catalyst sono disponibili online.

Strategia Farm to Fork e Politica Agricola Comune nella prossima programmazione UE 2021-2027

Lunedì 8 novembre 2021, 10.00 - 12.30

Eataly - Piazzale XII Ottobre 1492, Roma

 

Foto Parlamento europeo 250All’evento ibrido, organizzato dall’Ufficio in Italia del Parlamento europeo in collaborazione con la Rappresentanza della Commissione europea, parteciperanno il relatore per il Parlamento europeo Dorfmann e quello della commissione commercio internazionale De Castro, il sottosegretario Battistoni, esponenti politici europei e rappresentanti delle parti sociali.

La strategia Farm to Fork, approvata dal Parlamento europeo durante l’ultima plenaria del 18-21 ottobre, è il piano decennale messo a punto dalla UE per guidare la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente. È la prima volta che l’Unione europea progetta una politica alimentare che proponga misure e obiettivi che coinvolgono l’intera filiera alimentare, dalla produzione al consumo, passando naturalmente per la distribuzione.

L’obiettivo di fondo è rendere i sistemi alimentari europei più sostenibili, salvaguardando un modello agricolo che tenga unite tutte le realtà, a partire da quelle più fragili che svolgono un importante ruolo come presidio del territorio, promuovendo al tempo stesso gli obiettivi di tutela della salute e dell'ambiente in cui l’Europa è leader mondiale.

Questa strategia si inserisce in un contesto in cui già l’UE sostiene il settore agricolo con la PAC e protegge, tanto negli Stati membri quanto nei paesi terzi con gli accordi commerciali internazionali, le denominazioni di prodotti specifici per promuoverne le caratteristiche uniche legate all'origine geografica e alle competenze tradizionali (DOP, IGP, IG).

In questo contesto, l’evento ibrido di lunedì 8 novembre si pone l’obiettivo di promuovere un confronto tra i rappresentanti delle istituzioni UE e nazionali e i rappresentanti del settore agricolo e della alimentazione, tutti impegnati a tradurre in pratica la strategia approvata in sede comunitaria.

L’evento ospita gli interventi del relatore per il Parlamento europeo sulla strategia Farm to Fork Herbert Dorfmann (PPE-SVP) e di quello per la commissione commercio internazionale Paolo De Castro (S&D-PD). Interverranno inoltre i membri della commissione agricoltura del PE Salvatore De Meo (PPE-FI), Mara Bizzotto (ID- LEGA), Elena Lizzi (ID- LEGA) e Dino Giarrusso (M5S) e, per la Commissione europea, Silvia Michelini, direttrice sviluppo rurale alla DG Agri. Il sottosegretario Francesco Battistoni parteciperà in rappresentanza del governo italiano.

Presenti al dibattito per le parti sociali e imprenditoriali Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, Dino Scanavino, presidente di CIA-Agricoltori italiani, David Granieri, vice presidente di Coldiretti, Ivano Vacondio, presidente di Federalimentari, Marta Messa, direttrice di Slow Food Europe, e Oscar Farinetti, fondatore di Eataly.

I lavori saranno aperti dal Responsabile del Parlamento europeo in Italia Carlo Corazza e dal Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea Antonio Parenti. L’evento sarà moderato dal giornalista Alessio Romeo de Il Sole 24 Ore.

Qui il programma completo dell’evento. 

Sabato 4 settembre una delegazione di eurodeputati presenta il Premio LUX al Festival del Cinema di Venezia.

 

Foto Parlamento europeo 250Domani, sabato 4 settembre, due incontri vedranno protagonisti il Parlamento europeo nell’ambito della 78esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

Alle ore 18, la nuova edizione del Premio LUX sarà presentata in collaborazione con le Giornate degli Autori presso Isola Edipo al Lido. L’iniziativa vedrà la partecipazione dell’eurodeputata Salima Yenbou, membro della commissione Cultura al Parlamento europeo, Maria Silvia Gatta, Commissione europea DG Connect, Mike Downey, presidente dello European Film Academy e Claude Erik Poiroux, segretario generale di Europa Cinemas.


"Il Lux Audience Award - afferma Massimiliano Smeriglio, membro della commissione Cultura al Parlamento europeo - è ormai diventato un premio di estrema rilevanza, che ha dimostrato, anno dopo anno, quanto il cinema sia un importante vettore di cultura. Grazie ad esso, numerose co-produzioni europee hanno avuto la possibilità di raggiungere un pubblico sempre più ampio. E anche in un anno di grandi difficoltà per il settore audiovisivo, il Premio ha contribuito alla diffusione della cinematografia europea in tutta la sua ricchezza, valorizzando la diversità del cinema e incoraggiando il dibattito sui valori comuni europei."


Lo stesso giorno alle ore 12, presso Villa Degli Autori, l’eurodeputata Salima Yenbou, incontrerà 27 giovani provenienti da tutta Europa che partecipano al progetto 27 volte cinema, il sodalizio trail Parlamento europeo e le Giornate degli Autori che ogni anno si rinnova grazie a Europa Cinemas e la collaborazione con Cineuropa. L’incontro, introdotto dal Delegato delle Giornate degli Autori Giorgio Gosetti, sarà il kick-off informativo per i giovani cinefili che da quel momento diventeranno ambasciatori Lux del Parlamento europeo per l’edizione in corso.

“L'Europa ha tutte le carte in regola - afferma l’eurodeputata Salima Yenbou - per sviluppare la propria identità culturale, forte del suo motto “uniti nella diversità”, ma anche della ricchezza del suo cinema. Ed è per questo che sostengo fortemente di porre la diplomazia culturale al centro delle nostre priorità, poiché essa è in grado di rispondere a diversi obiettivi, in termini di diritti umani, cooperazione, pace, ma anche in termini di promozione internazionale della nostra cultura e opere artistiche.”

Da quest’anno il Premio LUX, il Premio del pubblico per il cinema europeo, è organizzato in collaborazione con la European Film Academy, per raggiungere un pubblico ancora più vasto e coinvolgere gli spettatori nella scelta dell’opera vincitrice. Dal 2007, grazie a questo premio, il Parlamento europeo ha fornito un sostegno concreto alla distribuzione dei film europei, garantendo i sottotitoli e audiodescrizioni nelle 24 lingue ufficiali della UE. Il Premio LUX ha guadagnato una reputazione nella selezione delle coproduzioni europee impegnate in tematiche politiche e sociali.

Vincitore di questo anno è “Collective” del regista rumeno Alexander Nanau, insieme agli altri due finalisti “Another Round” del danese Thomas Vinterberg e “Corpus Christi” del polacco Jan Komasa. I finalisti dell’edizione 2022 verranno annunciati a dicembre. La Commissione europea ed Europa Cinemas sono partner del Premio LUX.

Per ulteriori informazioni: Il sito del Premio LUX 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione ha pubblicato quattro nuovi inviti a presentare proposte diretti a stimolare una sfera pubblica vivace e diversificata e a promuovere l'accesso dei cittadini a informazioni affidabili in tutta l'UE.

Un invito andrà a sostenere la produzione e diffusione su piattaforme digitali di contenuti mediatici multilingue sugli affari europei, un secondo concorrerà ad aumentare la produzione di questo tipo di contenuti attraverso una rete di stazioni radio. A questi si aggiungono un progetto pilota per l'offerta di nuovi media online per giovani in grado di produrre contenuti stimolanti sull'attualità in formati ed eventi sui social e un'azione preparatoria sulle piattaforme mediatiche che intende migliorare l'accesso dei cittadini a informazioni affidabili, con la partecipazione di emittenti e editori.

Insieme i quattro inviti totalizzano quasi 12 milioni di € di finanziamenti UE. Tutti i progetti finanziati opereranno in totale indipendenza editoriale.

La Vicepresidente per i Valori e la trasparenza Věra Jourová ha dichiarato: "La pandemia ha messo in luce il ruolo chiave che rivestono i mezzi di informazione ma ne ha anche minato la situazione economica. Stiamo incrementando e diversificando le fonti di finanziamento a livello europeo, offrendo nuove opportunità, strumenti e assistenza. Ci aspettiamo che gli Stati membri facciano altrettanto, nel pieno rispetto dell'indipendenza dei media." 

Il Commissario per il Mercato interno Thierry Breton ha aggiunto: "La pandemia ha inferto un duro colpo al settore dei mezzi di informazione, è quindi più importante che mai accrescerne la resilienza e stimolare l'innovazione. È proprio grazie a queste iniziative che continueremo a promuovere e difendere un ecosistema mediatico libero e pluralistico, mettendo in primo piano i giovani europei e la collaborazione, per aiutare le persone a confrontare punti di vista diversi oltre le frontiere."

I nuovi inviti a presentare offerte fanno seguito ad altri due altri inviti recenti, sempre a sostegno del settore dei media: un invito a costituire partenariati per il giornalismo per incoraggiare la collaborazione settoriale transfrontaliera tra organizzazioni europee del settore nell'ambito del nuovo programma Europa creativa e un invito finanziato da Orizzonte Europa a sostegno di progetti incentrati sull'innovazione dei media.

Queste iniziative rientrano nel più ampio sforzo di sostenere un ambiente mediatico libero, sostenibile e pluralistico in tutta l'UE, come annunciato nel piano d’azione per la democrazia europea e nel piano d'azione per i media e l'audiovisivo.

Sono disponibili maggiori informazioni su questi e altri inviti a sostegno del settore dei mezzi d'informazione ed è stato pubblicato anche uno strumento per aiutare i media a trovare opportunità di finanziamento. I professionisti dei media possono avvalersi dell'assistenza a livello nazionale tramite dei desk Europa creativa

Sassoli 150Estratti del discorso del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, alla commemorazione dell’eccidio nazista di Cibeno

 “Il mio pellegrinaggio oggi qui ha un solo motivo - ricordare che non basta credere di essere al riparo. Voglio ribadire che l'orrore che ci travolse nasceva dentro grandi culture democratiche, liberali, progressiste anche, in un tempo di grandi invenzioni tecnologiche, di scoperte, di artisti, letterati e filosofi cosmopoliti e pieni di ingegno, ma tutti, tutti, incapaci di fiutare per tempo il pericolo del fascismo e del nazismo.”


Il Presidente ha sottolineato il bisogno di essere vigili contro l’intolleranza crescente:
 
“Dicono lo stesso anche a noi oggi, quando diciamo di salvare i migranti ci dicono che stiamo facendo il gioco degli scafisti, oppure che la magistratura indipendente o il giornalismo sono espressioni di disordine, oppure che è meglio non agitare il buon senso quando difendiamo la dignità di persone che vogliono amarsi.”

“A Cibeno, qui a Fossoli è accaduto. Può accadere ancora.”

“Giuseppe Dossetti scrisse che la coscienza storica da sola non basta. La nostra coscienza deve essere “vigile”, capace cioè di “opporsi a ogni inizio di sistema di male, finché ci sia tempo”, Ecco perché non possiamo permetterci di sottovalutare le manifestazioni di odio, violenza, discriminazioni che si manifestano nello spazio europeo.”

Il Presidente ha proseguito concentrandosi su ciò che l’Europa ha fatto per proteggere i valori fondamentali e sul perché i regimi autoritari prendono sempre più di mira l'Europa:
 
“Bene che il dibattito sulla ripresa, sulla ricostruzione delle nostre economie, corra di pari passo con quello che riguarda la difesa dello Stato di diritto, dei nostri valori fondamentali, delle libertà che devono essere garantite ai nostri cittadini. Mai il dibattito, la denuncia e il richiamo verso fenomeni degenerativi presenti in alcuni Stati europei era stato così attento e ci vede pronti con nuovi e inediti meccanismi sanzionatori.”

“La pandemia ha colpito e ha fermato l’Europa e il mondo. Questa volta però l’Europa non è stata passiva come avvenne in occasione della grave crisi finanziaria di dieci anni or sono. Questa volta l’Europa è stata capace di compiere un balzo in avanti. Non una risposta ordinaria, ma un cambio di paradigma. Che prelude – così vogliamo pensare – a una Europa più giusta e più forte nella dimensione globale”

“Perché tutti i regimi autoritari si preoccupano di noi? Vi è un solo motivo. I valori europei mettono paura, perché le libertà consentono uguaglianza, giustizia, trasparenza, opportunità, pace. E se è possibile in Europa, è possibile ovunque.”

 “Per questo non tolleriamo che nello spazio europeo vi siano paesi in cui la magistratura o il giornalismo vengano umiliati nella loro funzione, in cui un vento antisemita costringa famiglie ebree europee a trasferirsi in Nord America o in Canada, in cui gli immigrati e i rifugiati vengano considerati uno scarto, in cui le donne siano sottopagate, in cui leggi nazionali producano discriminazioni, in cui si sostenga che territori europei vengono dichiarati “LGTBI free zone”. In Europa i diritti di ogni persona sono diritti di tutti.”

Infine, il Presidente Sassoli ha spiegato perché l’Europa deve continuare a svilupparsi:

“L’Europa è una costruzione sempre in divenire. E non dovrà mai fermarsi. È un cantiere che non smette mai di operare, o se si vuole, è una cattedrale la cui officina richiede l’impegno di successive generazioni.”

 “Per questo motivo siamo così determinati ad imprimere velocità al processo di adesione dei Balcani Occidentali, e a mantenere le promesse fatte dall’Europa per una riconciliazione dello spazio politico con lo spazio geografico. Non vogliamo che la delusione di Albania e Macedonia del Nord prevalga e il loro sguardo si rivolga altrove. E lo stesso vale per tutti quei paesi che sentono ancora forte il desiderio di far parte della nostra famiglia.”

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione europea ha erogato oggi 14,137 miliardi di € a 12 Stati membri dell'UE nella settima tranche di sostegno finanziario a titolo dello strumento SURE. Nell'ambito delle operazioni odierne, il Belgio ha ricevuto 2 miliardi di €, la Bulgaria 511 milioni di €, Cipro 124 milioni di €, la Grecia 2,54 miliardi di €, la Spagna 3,37 miliardi di €, l'Italia 751 milioni di €, la Lituania 355 milioni di €, la Lettonia 113 milioni di €, Malta 177 milioni di €, la Polonia 1,56 miliardi di €, il Portogallo 2,41 miliardi di € e l'Estonia 230 milioni di €. È la prima volta che la Bulgaria e l'Estonia ricevono finanziamenti nell'ambito di questo strumento. Gli altri dieci paesi dell'UE hanno già beneficiato di prestiti nel quadro di SURE.

I prestiti SURE aiuteranno gli Stati membri ad affrontare aumenti repentini della spesa pubblica per il mantenimento dell'occupazione a seguito della pandemia di coronavirus. Nello specifico, li aiuteranno a coprire i costi direttamente connessi al finanziamento dei regimi nazionali di riduzione dell'orario lavorativo e di altre misure analoghe, anche rivolte ai lavoratori autonomi, introdotte in risposta alla pandemia di coronavirus. Le erogazioni odierne sono state precedute dalla settima emissione di obbligazioni sociali nell'ambito dello strumento SURE dell'UE, che nei giorni scorsi ha riscontrato un notevole interesse da parte degli investitori sullo sfondo delle difficili condizioni del mercato. 

Con questa erogazione nell'ambito di SURE l'UE ha messo a disposizione quasi 90 miliardi di € sotto forma di prestiti back-to-back. Tutti gli Stati membri dell'UE che hanno chiesto di beneficiare del regime hanno ricevuto una parte o la totalità dell'importo richiesto. Una panoramica degli importi erogati finora è disponibile online, così come gli importi totali per Stato membro. 

Complessivamente 19 Stati membri dell'UE riceveranno un sostegno finanziario totale pari a 94,3 miliardi di € nell'ambito di SURE, previa approvazione del Consiglio dell'Unione europea sulla base di una proposta della Commissione. I paesi possono ancora presentare richieste di sostegno finanziario nell'ambito di SURE, la cui dotazione complessiva arriva fino a 100 miliardi di €.

Dichiarazioni di alcuni membri del Collegio 

La Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: "Con il programma SURE l'UE sta mobilitando 100 miliardi di € in prestiti per contribuire al finanziamento dei regimi di riduzione dell'orario lavorativo, consentendo così di salvaguardare i posti di lavoro e permettendo alle imprese di mantenere la propria forza lavoro qualificata. Con l'erogazione odierna la Bulgaria e l'Estonia beneficeranno di finanziamenti per la prima volta e altri dieci paesi riceveranno un ulteriore sostegno, che li aiuterà a riprendersi più rapidamente dalla pandemia."

Johannes Hahn, Commissario responsabile per il Bilancio e l'amministrazione, ha dichiarato: "Con sette emissioni nell'ambito di SURE abbiamo già erogato a 19 Stati membri 94,3 miliardi di € per sostenere le nostre imprese e contribuire a conservare i posti di lavoro. Questo successo apre la strada a NextGenerationEU."

Paolo Gentiloni, Commissario per l'Economia, ha dichiarato: "A un anno dall'adozione da parte del Consiglio dello strumento SURE abbiamo già erogato il 90% del sostegno disponibile, pari a quasi 90 miliardi di €. SURE è un successo europeo, di cui finora hanno beneficiato fino a 30 milioni di lavoratori e 2,5 milioni di imprese, e che ha permesso agli Stati membri di risparmiare 5,8 miliardi di € rispetto ai tassi di finanziamento di mercato."

Contesto

Il 18 maggio 2021 la Commissione europea ha effettuato la settima emissione di obbligazioni sociali nell'ambito dello strumento SURE dell'UE.

L'emissione comprende due tranche di obbligazioni sociali per un valore totale di 14,137 miliardi di €, suddivise su due scadenze distinte, una da 8,137 miliardi di € con scadenza a luglio 2029 e una da 6 miliardi di € con scadenza a gennaio 2047. Per la settima emissione di obbligazioni SURE dell'UE le richieste di sottoscrizione hanno superato l'offerta di oltre 6 volte e le informazioni relative alle condizioni di prezzo sono disponibili online qui. Tutte le emissioni hanno suscitato un forte interesse da parte degli investitori e sono state collocate sul mercato a condizioni di prezzo vantaggiose, il che ha permesso di ottenere condizioni di prezzo favorevoli che la Commissione sta trasmettendo direttamente agli Stati membri beneficiari.

Le obbligazioni emesse dall'UE a titolo dello strumento SURE ricevono l'etichetta di "obbligazioni sociali". Ciò garantisce agli investitori in tali obbligazioni che i fondi così mobilitati saranno realmente destinati a scopi sociali.

Per ulteriori informazioni

Sito web "EU as a borrower"

Settima emissione SURE

Regolamento SURE

Scheda informativa SURE - Supporto agli Stati membri per aiutare a proteggere i posti di lavoro e i lavoratori

Domande e risposte: la Commissione propone SURE

Risposta al coronavirus

Quadro per le obbligazioni sociali

Sito web SURE

 

Cultura: la Commissione celebra risultati eccezionali nel settore del patrimonio culturale con i premi Europa Nostra

 

Oggi la Commissione e Europa Nostra, la prima rete europea per il patrimonio culturale, hanno annunciato i vincitori del premio europeo per il patrimonio culturale/Europa Nostra 2021, finanziato dal programma Europa creativa dell'UE. I premi promuovono le migliori pratiche in materia di conservazione, gestione, ricerca, istruzione e comunicazione del patrimonio.

Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: "I 24 vincitori di quest'anno, provenienti da 18 paesi europei, sono ambasciatori della bellezza del patrimonio culturale europeo, che si tratti di tradizioni e competenze, di architetture meravigliose o di come il patrimonio riesca a unire comunità e generazioni. Mi congratulo vivamente con queste persone eccezionali, i professionisti del patrimonio culturale, gli architetti, gli scienziati e i volontari che fanno brillare il nostro patrimonio comune e ce lo rendono più vicino."

Ogni anno i premi europei per il patrimonio culturale/Europa Nostra vanno a riconoscimento di un massimo di 30 risultati eccezionali in questo settore in tutta Europa. Fino a 4 di questi progetti ricevono il Grand Prix, mentre un altro riceve il premio del pubblico.

Molti progetti selezionati quest'anno dimostrano che il patrimonio culturale può diventare una pietra miliare dello sviluppo sostenibile e contribuire alla costruzione di un mondo più verde, concorrendo in tal modo all'obiettivo del Green Deal europeo e alla nuova strategia di adattamento ai cambiamenti climatici.

Fino al 5 settembre chiunque sia appassionato di patrimonio culturale ha la possibilità di votare online per il proprio candidato al premio del pubblico preferito. I vincitori del Grand Prix 2021 (ciascuno dei quali riceve 10 000 €), il vincitore del premio del pubblico e i due vincitori del premio speciale Ilucidare saranno annunciati nel corso di una cerimonia di premiazione che si terrà quest'anno. Maggiori informazioni e i nomi dei 24 vincitori sono disponibili online.

Estratti del discorso del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, al Consiglio europeo del 24 maggio 2021

 

Sassoli 150Durante il discorso di apertura del Consiglio europeo del 24 maggio, il Presidente del Parlamento europeo ha sottolineato la necessità di una risposta forte e comune in merito ai recenti avvenimenti in Bielorussia:

“I fatti di ieri relativi all’atterraggio forzato a Minsk del volo Ryanair da Atene a Vilnius sono di una gravità inaudita. Il regime del Presidente Lukashenko ha privato della libertà Roman Protasevich ed un’altra persona che lo accompagnava e ora si trovano detenuti a Minsk. Chiediamo l’immediato rilascio di entrambi senza condizioni e la possibilità per loro di lasciare il paese”.

“È senz’altro necessaria un’indagine internazionale per verificare se la sicurezza del trasporto aereo e dei passeggeri è stata messa a repentaglio da uno stato sovrano e se siamo in presenza di una violazione della Convenzione di Chicago”.  

“Ma la nostra risposta dev’essere forte, immediata e unitaria. L’Unione Europea deve agire senza esitazioni e punire i responsabili. Stasera avete una grande responsabilità per dimostrare che l’Unione non è una tigre di carta”.

Sulle sanzioni russe, Sassoli ha aggiunto:

“Risulta evidente che le ultime sanzioni della Russia non erano dirette soltanto contro la mia persona e quella della Vice Presidente Jourova ma anche contro le nostre rispettive istituzioni. Anziché intimidirci, questo ci incoraggia a non fermarci. La Russia rilasci Alexei Navalny”.

Durante il suo discorso il Presidente Sassoli ha anche ribadito la necessità di un sistema europeo sulla migrazione, delineando tre aree in cui l'UE dovrebbe agire:

“Primo, salvare vite umane. Questo è un obbligo giuridico e morale e non possiamo lasciare questa responsabilità solo alle ONG che svolgono una funzione di supplenza nel Mediterraneo. Dobbiamo tornare a pensare a una grande operazione comune dell’Unione Europea nel Mediterraneo che salvi vite e tolga terreno ai trafficanti. Occorre un meccanismo europeo di ricerca e salvataggio in mare, che utilizzi le competenze di tutti gli attori coinvolti, dagli Stati membri alla società civile alle agenzie europee”.

“Secondo, le persone bisognose di protezione devono poter arrivare nell’Unione Europea in modo sicuro e non rischiando la vita. Abbiamo bisogno di canali umanitari da definire insieme all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati e di un sistema europeo di reinsediamento fondato sulla nostra responsabilità comune. Stiamo parlando di persone che possono dare un contributo importante anche alla ripresa delle nostre società colpite dalla pandemia e dal calo demografico, grazie al loro lavoro e alle loro competenze”.

“Infine, abbiamo bisogno di una politica europea di accoglienza degli immigrati. Il Parlamento europeo ha adottato proprio la scorsa settimana la sua risoluzione in materia”.

Il Presidente Sassoli ha anche accolto con favore il recente accordo sul certificato europeo COVID-19, dichiarando:

“Siamo particolarmente soddisfatti per il lavoro svolto insieme al Consiglio sul certificato Covid-19 per evitare un mosaico di soluzioni nazionali che avrebbe effetti dannosi per i cittadini, per il turismo e per la ripresa economica”.

“Per il Parlamento, il certificato non può essere una condizione ostativa per la libera circolazione. Abbiamo inoltre indicato chiaramente che nessuno deve essere discriminato per le sue condizioni di salute o le scelte sanitarie e vogliamo che soltanto i dati necessari vi siano inclusi”.

“La vera svolta sarà rappresentata dalla rapidità della campagna vaccinale nell’Unione Europea. Inoltre, data la situazione sanitaria attuale in molti paesi del mondo, è fondamentale pensare e agire al di là delle nostre frontiere. Per questo, come ho detto al forum globale per la salute del G20, occorre che tutti seguano l’esempio dell’Unione Europea esportando i vaccini e donando le dosi in sovrannumero ai paesi a basso e medio reddito”.

“Ma non basta. Occorre impegnarsi per potenziare la produzione in questi paesi e, nel medio periodo, consentire la condivisione obbligatoria delle licenze per questo fine - utilizzando le flessibilità già consentite all’interno degli accordi TRIPS in sede OMC”.

Le sanzioni imposte dalle autorità cinesi a persone ed entità europee sono ingiustificate e arbitrarie

Sospendere la ratifica del PE per l'accordo globale sugli investimenti (CAI) UE-Cina

Positivo l’inserimento di quattro cittadini e di un'entità cinesi nel regime di sanzioni globali dell'UE sui diritti umani

È necessario riequilibrare le relazioni UE- Cina

 

I deputati non prenderanno in considerazione alcun colloquio sulla ratifica dell'accordo UE-Cina finché non saranno revocate le recenti sanzioni cinesi contro i legislatori UE.

Foto Parlamento europeo 250In una risoluzione approvata giovedì con 599 voti favorevoli, 30 contrari e 58 astensioni, il Parlamento condanna con la massima fermezza le sanzioni “immotivate e arbitrarie” recentemente imposte dalle autorità cinesi a diversi individui ed entità europee, tra cui cinque deputati, affermando che la mossa di Pechino rappresenta un attacco alle libertà fondamentali ed esortando le autorità cinesi a revocare queste misure restrittive.

Accordo UE-Cina al momento non valutabile

La sospensione di qualsiasi valutazione dell'accordo globale UE-Cina in materia di investimenti (Comprehensive Agreement on Investment - CAI), concordato in linea di principio tra l'UE e la Cina nel dicembre 2020, così come qualsiasi discussione sulla sua ratifica da parte del Parlamento europeo, è “giustificata in virtù delle sanzioni cinesi in vigore”.

I deputati chiedono che la Cina tolga le sanzioni prima di occuparsi dell'accordo, "senza pregiudicare l’esito del processo di ratifica", e ricordano alla Commissione europea che terranno conto della situazione dei diritti umani in Cina, compresa Hong Kong, al momento di dell'approvazione del testo.

Tuttavia, gli altri accordi commerciali e di investimento con partner regionali, compreso Taiwan, non dovrebbero subire le ripercussioni della sospensione della ratifica dell'accordo globale UE-Cina.

Sanzioni UE contro Pechino e misure per riequilibrare le relazioni

Nonostante la reazione di Pechino, il Parlamento accoglie con favore l'inserimento da parte dell'UE di quattro cittadini e di un'entità cinesi nell'ambito del regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani, a causa del loro ruolo nelle gravi violazioni dei diritti umani contro gli uiguri e le persone di altre minoranze etniche musulmane nella regione cinese dello Xinjiang.

I deputati chiedono anche di riequilibrare le relazioni UE-Cina, sostenendo l’adozione di un pacchetto di misure autonome quali una normativa contro gli effetti distorsivi delle sovvenzioni estere sul mercato interno, un divieto di importazione per le merci prodotte mediante lavoro forzato e un regolamento UE più efficace e rigoroso sul controllo degli investimenti esteri.

Infine, l'UE deve poter rispondere adeguatamente alle minacce informatiche della Cina e agli attacchi ibridi.

Contesto

Le sanzioni cinesi imposte a marzo a diverse entità e rappresentanti politici europei, tra cui cinque membri del Parlamento europeo e la sottocommissione per i diritti dell’uomo, sono state un atto di ritorsione in risposta alla decisione dell'UE di adottare misure restrittive contro quattro funzionari cinesi, per le violazioni dei diritti umani contro la minoranza musulmana uigura nella regione di Xinjiang.

I deputati in questione sono Reinhard Bütikofer (Verdi/ALE, Germania), Michael Gahler (PPE, Germania), Raphaël Glucksmann (S&D, Francia), Ilhan Kyuchyuk (Renew Europe, Bulgaria) e Miriam Lexmann (PPE, Slovacchia).

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