dall'Europa

Per soddisfare le aspettative dei cittadini, l'UE deve prendere misure urgenti per aumentare la produzione dei vaccini e continuare gli sforzi congiunti per combattere la pandemia.

 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Mercoledì, nel corso del dibattito in Plenaria con la Presidenza portoghese e la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, i deputati hanno commentato lo stato di avanzamento della strategia UE di vaccinazione COVID-19.


Molti deputati hanno sottolineato che l'UE ha preso le giuste decisioni chiave, in particolare sull'approccio collettivo europeo alla vaccinazione e sulla difesa dei diritti dei suoi cittadini, mettendo al primo posto la sicurezza e facendo rispettare le norme europee sulla responsabilità.


La Presidente von der Leyen ha difeso la scelta dell'UE di ordinare i vaccini collettivamente, la necessità di solidarietà globale e la decisione di non prendere scorciatoie sulla sicurezza e l'efficienza dei vaccini.


Ha poi riconosciuto che bisogna trarre lezioni dagli errori del passato, poiché "non siamo ancora dove vogliamo essere nella lotta contro il virus".


Secondo i deputati, "nessuno è al sicuro finché tutti non sono al sicuro" e le soluzioni per uscire dalla crisi devono essere trovate nello spirito di solidarietà, sia tra i Paesi UE che a livello globale. L'UE ha una responsabilità verso il resto del mondo e deve garantire che i vaccini siano distribuiti equamente a livello globale.

I deputati hanno riconosciuto che l'UE ha sottovalutato le sfide relative alla produzione di massa dei vaccini e che è necessario prendere con la massima priorità delle misure concrete per aumentare la produzione. Molti deputati hanno esortato la Commissione a far rispettare i contratti esistenti e, allo stesso tempo, a sostenere gli Stati membri nelle loro strategie di vaccinazione.


Secondo alcuni deputati, per costruire la fiducia dei cittadini negli sforzi di vaccinazione ed evitare la disinformazione, l'UE deve "dire la verità". A tale proposito, molti deputati hanno ricordato la necessità di trasparenza sui contratti, oltre a dati completi e chiari sulla distribuzione a livello nazionale dei vaccini.


Tenendo conto delle grandi quantità di denaro pubblico investito, diversi deputati hanno chiesto un maggiore controllo parlamentare sull'attuazione della strategia dei vaccini.


Registrazione video del dibattito


Per rivedere i singoli interventi, cliccare sul nome dell’oratore:


Ana Paula Zacarias, Presidenza portoghese


Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea:

prima parte

seconda parte

terza parte


Manfred Weber (PPE, DE)


Iratxe García Pérez (S&D, ES)


Dacian Cioloş (Renew Europe, RO)

Marco Zanni (ID, IT)


Ska Keller (Verdi/ALE, DE)

Beata Szydło (ECR, PL)


Manon Aubry (La Sinistra, FR)


Contesto


Il 12 gennaio 2021, i deputati hanno interrogato la Commissione sugli ultimi sviluppi dei vaccini COVID-19. Il 19 gennaio, si è tenuto un dibattito in Plenaria sulla strategia globale UE per il COVID-19. Lo stesso giorno, la Commissione ha pubblicato un aggiornamento del piano d'azione per rafforzare la lotta contro la pandemia.


Nel corso del dibattito in Plenaria di gennaio, i deputati hanno espresso un ampio sostegno per l'approccio comune UE alla lotta contro la pandemia e hanno chiesto la completa trasparenza sui contratti e sulla distribuzione dei vaccini COVID-19.



Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo a seguito della votazione sullo Strumento di Ripresa e Resilienza

 

Foto Parlamento europeo 250“L’Unione europea non si ferma e il via libera oggi del Parlamento europeo al Recovery Resilience Facility (Rrf) - il regolamento sugli obiettivi, il finanziamento e le regole di accesso ai fondi europei -  è un’altra decisione storica per guidare la ripresa. Questa è l’Europa che corre nella direzione giusta, con soluzioni in forte discontinuità col passato e capace di sostenere i cittadini e la loro vita consentendo agli Stati di avere risorse per programmare il loro futuro”.

“Ora la parola passa agli Stati membri per far partire il Next Generation UE. Ci attendiamo che i parlamenti nazionali accelerino la ratifica dell’aumento delle risorse proprie dell’Unione, essenziale per emettere bond e finanziare la ripresa. Non c’è tempo da perdere e ogni ritardo sarebbe un danno enorme a cittadini e imprese”.   

Estratti del discorso del Presidente del Parlamento in Audizione al Senato della Repubblica Italiana – fa fede la versione orale

 

Sassoli 250Nell'Unione europea stiamo lavorando per una politica economica e sociale forte, basata su una idea di società ecologicamente e umanamente sostenibile. Dobbiamo affrontare in modo deciso le diseguaglianze sociali ed economiche e rispondere alle esigenze della popolazione colpita duramente dalla crisi.

La ricostruzione deve rafforzare la coesione delle comunità e la loro capacità di resilienza, creando una relazione virtuosa tra istituzioni, cittadini e territorio, affinché le persone non siano più considerate soltanto consumatori e utenti, ma cittadini consapevoli che contribuiscono attivamente alla ricostruzione.  Questa è una delle condizioni fondamentali per uscire dalla crisi.

È importante la sintonia su questa prospettiva tra Unione europea e stati membri perché le azioni si rafforzino a vicenda e si creino al più presto effetti e risultati moltiplicatori e duraturi.

Era già evidente che la mancanza di accesso a Internet era una delle cause principali delle crescenti disuguaglianze tra i cittadini europei, ed è una forma importante di emarginazione sociale. La pandemia non ha fatto altro che metterlo dolorosamente in evidenza. Nel contesto della ricostruzione bisogna tenerlo in conto come priorità.

La mancanza de acceso a Internet, non solo produce isolamento e solitudine, ma ormai logora profondamente anche l'uguaglianza di fronte ad altri diritti come l'acceso alle sanità, alle cure o alla scuola. E non solo: con il digitale si è vista democratizzata la possibilità stessa di intraprendere le attività che ci permettono di guadagnarci da vivere. Comparativamente chi non può accedere - o accede con poca qualità - alla Rete si trova in una situazione di grave e ingiusta inferiorità.

Il divario digitale è un problema che ha conseguenze così gravi come lo ebbe l'analfabetismo. Infatti crea fratture tra territori, generazioni, classi e gruppi sociali che producono violazioni dei diritti fondamentali e sfociano in gravi conseguenze per il benessere di tutta la società.

In questo senso Internet è uno strumento ma anche una fonte di ispirazione.

L'equità è una componente strutturale di Internet così come lo consociamo. Infatti si basa su un principio profondamente democratico, quello della neutralità della rete. Come sapete, questo principio di non discriminazione del flusso per motivi economici o di altra indole, è un elemento sine qua non per il suo funzionamento

L'amministrazione Obama fu pioniera nella difesa della neutralità della rete; tuttavia, nel 2017, l'attuale amministrazione statunitense ha abrogato la norma che la sanciva. Queste circostanze lasciano all'Unione europea la responsabilità di esserne la massima garante nel mondo. Io direi che non è soltanto una responsabilità importante da assumere, è soprattutto una forza da mettere a frutto, una componente attiva della ricostruzione.

In questo contesto vorrei affermare che l’accesso a Internet dovrebbe essere considerato come un nuovo diritto umano.

Credo che Internet debba diventare un servizio pubblico, accessibile a tutta la popolazione, come nel caso della energia elettrica o di altri servizi considerati essenziali. Un servizio pubblico che permetta non solo a tutte le persone di poter agire partendo da circostanze eque, e in questo modo essere anche una parte attiva della ricostruzione.

L'architettura stessa di Internet si basa sull'idea di distribuzione, di decentralizzazione delle risorse e di cooperazione fra nodi attivi che hanno capacità di autonomia nell'azione benché siano indissolubilmente interconnessi.

Questa idea di rete è in un certo modo l'immagine dell'Europa a cui vogliamo arrivare.

E l'Italia può fare molte al riguardo.

Internet inoltre si governa con il sistema cosiddetto del multistakeholderism, in cui si crea un equilibrio tra i diversi attori della società civile, l'impresa privata, le istituzioni, il mondo accademico e si armonizzano le diverse potenzialità e necessità a livello geografico. Come già dissi in altre occasioni, a immagine di questo modello e con il digitale come strumento, è possibile creare un circolo virtuoso, tra le istituzioni e la capacità imprenditoriale e innovativa della cittadinanza, in cui le istituzioni possono portare valore e risorse a beni comuni digitali aperti, frutto delle azioni delle cittadine e dei cittadini, e possono, a loro volta, alimentarsi di questa collaborazione ottenendo maggiore efficienza. Migliorerà così la qualità democratica delle nostre strutture, permettendo allo stesso tempo che la cittadinanza sia motore e beneficiaria contemporaneamente

Ma non c'è diritto umano senza garanzie democratiche. L'Unione europea ha la sfida di essere pioniera e di dare esempio nella democratizzazione del mondo digitale.

Per questo ci deve essere una profonda riflessione e un'azione politica in sintonia con una transizione digitale capace di mettere al centro le persone e i loro diritti, implementando protocolli e infrastrutture aperte per fare della tecnologia un'opportunità per molti e non un privilegio per pochi.

L'Unione europea deve investire nella creazione di alternative proprie nella gestione delle infrastrutture strategiche dell'economia futura (cloud europeo, intelligenza artificiale, supercomputing ecc.) per essere in grado di costruire una società digitale che rispetti i diritti, sia innovativa e permetta ai cittadini di avere voce in capitolo su come vengono prese le decisioni nelle infrastrutture digitali. Questo momento, in cui l'Unione europea progetta la sua ricostruzione, è il momento idoneo per continuare nella direzione già scelta con la difesa della neutralità della rete. Una transizione digitale democratica, con le libertà fondamentali al centro; con l'acceso ad Internet come un diritto.

L'Italia ha molto da dire a questo proposito. Il nostro paese già in occasioni precedenti è stato pioniere sui temi dei diritti nell'ambito del digitale, come per esempio con la protezione dei dati personali. Anche nel caso di considerare Internet un servizio pubblico e un diritto, l'Italia può essere una promotrice significativa.

E non solo questo; già ora possiamo dirigere in questa senso le nostre risorse legate al digitale. Possiamo rivedere i protocolli delle strutture nevralgiche alla luce della difesa dei diritti fondamentali, in modo che il digitale sia il cammino verso la inclusione e l'equità. Mi riferisco per esempio, a un uso dei dati sanitari rispettoso della privacy in cui siano gli stessi utenti il motore della open science a favore della ricerca e del miglioramento delle condizioni sanitarie generali. A questo proposito, il Parlamento europeo ha difeso in numerose occasioni che è giunto il momento di istituire uno Spazio europeo dei dati sanitari che rispetti pienamente il quadro europeo per la protezione dei dati e che sia incentrato sul benessere dei pazienti. La crisi della COVID-19 ha messo in evidenza la necessità di conferire all'UE un ruolo molto più importante nel settore della sanità e di ricercare soluzioni digitali più innovative in tale ambito. Ciò dovrebbe tradursi in una maggiore dotazione per il programma "UE per la salute" (EU4Health) che il Parlamento chiederà con fermezza.

Un altro esempio può essere la digitalizzazione democratica dell'educazione che non significhi rinunciare ai grandi valori delle relazioni umane della scuola in presenza, ma che anzi li rafforzi con dinamiche più agili e innovative che mettano in valore le grandi capacità delle nuove generazioni e non le frenino. Una digitalizzazione della educazione che si basi sui valori democratici di apertura, libertà e opportunità per tutti e non sulle necessità di mercato di grandi attori monopolistici.

Come dissi in occasioni anteriori, l’uguaglianza non è un punto di partenza, è un risultato. È innanzitutto il prodotto degli sforzi delle cittadine e dei cittadini. L'intervento istituzionale deve essere all'altezza di questi sforzi. Tempestivamente, deve assecondarli, consolidando le conquiste di maggiore giustizia, equità e opportunità per tutti. 

digitale capace di mettere al centro le persone e i loro diritti, implementando protocolli e infrastrutture aperte per fare della tecnologia un'opportunità per molti e non un privilegio per pochi.

L'Unione europea deve investire nella creazione di alternative proprie nella gestione delle infrastrutture strategiche dell'economia futura (cloud europeo, intelligenza artificiale, supercomputing ecc.) per essere in grado di costruire una società digitale che rispetti i diritti, sia innovativa e permetta ai cittadini di avere voce in capitolo su come vengono prese le decisioni nelle infrastrutture digitali. Questo momento, in cui l'Unione europea progetta la sua ricostruzione, è il momento idoneo per continuare nella direzione già scelta con la difesa della neutralità della rete. Una transizione digitale democratica, con le libertà fondamentali al centro; con l'acceso ad Internet come un diritto.

L'Italia ha molto da dire a questo proposito. Il nostro paese già in occasioni precedenti è stato pioniere sui temi dei diritti nell'ambito del digitale, come per esempio con la protezione dei dati personali. Anche nel caso di considerare Internet un servizio pubblico e un diritto, l'Italia può essere una promotrice significativa.

E non solo questo; già ora possiamo dirigere in questa senso le nostre risorse legate al digitale. Possiamo rivedere i protocolli delle strutture nevralgiche alla luce della difesa dei diritti fondamentali, in modo che il digitale sia il cammino verso la inclusione e l'equità. Mi riferisco per esempio, a un uso dei dati sanitari rispettoso della privacy in cui siano gli stessi utenti il motore della open science a favore della ricerca e del miglioramento delle condizioni sanitarie generali. A questo proposito, il Parlamento europeo ha difeso in numerose occasioni che è giunto il momento di istituire uno Spazio europeo dei dati sanitari che rispetti pienamente il quadro europeo per la protezione dei dati e che sia incentrato sul benessere dei pazienti. La crisi della COVID-19 ha messo in evidenza la necessità di conferire all'UE un ruolo molto più importante nel settore della sanità e di ricercare soluzioni digitali più innovative in tale ambito. Ciò dovrebbe tradursi in una maggiore dotazione per il programma "UE per la salute" (EU4Health) che il Parlamento chiederà con fermezza.

Un altro esempio può essere la digitalizzazione democratica dell'educazione che non significhi rinunciare ai grandi valori delle relazioni umane della scuola in presenza, ma che anzi li rafforzi con dinamiche più agili e innovative che mettano in valore le grandi capacità delle nuove generazioni e non le frenino. Una digitalizzazione della educazione che si basi sui valori democratici di apertura, libertà e opportunità per tutti e non sulle necessità di mercato di grandi attori monopolistici.

Come dissi in occasioni anteriori, l’uguaglianza non è un punto di partenza, è un risultato. È innanzitutto il prodotto degli sforzi delle cittadine e dei cittadini. L'intervento istituzionale deve essere all'altezza di questi sforzi. Tempestivamente, deve assecondarli, consolidando le conquiste di maggiore giustizia, equità e opportunità per tutti.

Sassoli 150Estratti del discorso del Presidente del Parlamento europeo nella Giornata internazionale della commemorazione dell'Olocausto.

“Questo giornata ci ricorda che 76 anni fa si aprirono i cancelli di Auschwitz-Birkenau, rivelando l’orrore del genocidio nazista”.

“Quello che è successo in quel campo di concentramento e in tutte le altre fabbriche della morte disseminate nello spazio europeo, ci chiama alla responsabilità e ci impone l’obbligo di vigilare e di tenere viva la memoria. Come ha scritto Primo Levi, «se comprendere è impossibile, conoscere è necessario»”.

“Fare memoria è quindi un dovere perché quanto è successo non possa accadere di nuovo perché ci pone ogni volta di fronte al lato più oscuro dell’umanità, alla perdita totale del sentimento più elementare della pietà”.

“E dobbiamo farlo senza più quasi la voce dei testimoni che l’hanno vissuta: il volgere delle generazioni ci obbliga a guardare a quegli eventi con la forza della ragione e senza più l’ausilio così prezioso di chi ha vissuto la devastazione, la ferocia e la forza seducente del demonio nazionalista”.

“Ma dobbiamo anche ricordare che coloro che hanno vissuto quell’orrore ci hanno dato in custodia istituzioni democratiche ed europee”.

“L’Europa stessa è nata nel segno dell’apertura, della cooperazione, della consapevolezza di un destino comune. È nata da una grande visione, da un ideale coraggioso che solo poteva trarre forza da una tragedia cosi immane come quella provocata dalla seconda guerra mondiale e dal folle disegno nazista”.


“Per questo tutti noi europei dobbiamo vivere la responsabilità di quella custodia: la custodia della democrazia e dell’Europa”.

“Come sapete, stiamo vivendo un tempo di grandi cambiamenti. In questi mesi così difficili abbiamo imparato a rimettere a posto alcuni valori, a comprendere il senso della nostra interdipendenza”.

“Le trasformazioni in atto offrono opportunità straordinarie, che dobbiamo saper utilizzare per migliorare la qualità della nostra vita, per correggere lo sviluppo dell’economia e della società nel senso della sostenibilità sociale e ambientale, per ridurre le distanze e le diseguaglianze”.

“Oggi più che mai dobbiamo quindi agire insieme e proteggere la nostra coesione, cioè il contesto nel quale intere generazioni hanno fatto esperienza di pace e hanno saputo costruire un modello che per una lunga stagione ha favorito benessere, crescita economica, diritti sociali e civili”.

“La Giornata della Memoria non è soltanto una ricorrenza ma è soprattutto un invito all’impegno, alla vigilanza e alla responsabilità”.

“Per impedire negazionismi e amnesie, dobbiamo sentire tutti l’impegno per una lucida e vigile coscienza storica, capace non solo di rendere testimonianza ma anche di capire, prevenire e intervenire ogni qualvolta si diffondono i semi del male assoluto”.

“Un modo per ricordare ma anche per onorare il sacrificio di chi in questo campo ha perso la vita e ha lottato per un mondo migliore difendendo i valori di libertà e giustizia”.

Il testo completo del discorso è disponibile qui.

Video del discorso del Presidente.

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo a a seguito dell'insediamento del Presidente Biden.

Sassoli 150“Congratulazioni al Presidente Biden e alla Vice Presidente Harris per il loro insediamento. La nuova amministrazione rappresenta l'inizio di una nuova era per le relazioni transatlantiche. Il mondo ha bisogno di un forte rapporto fra Europa e Stati Uniti”. 

“Insieme affrontiamo meglio le sfide che il nostro tempo ci presenta: lottare contro la crisi climatica e la perdita della biodiversità, affrontare da un punto di vista radicalmente democratico la trasformazione digitale e combattere le inaccettabili disuguaglianze in aumento”.

“Nonostante i recenti avvenimenti di Washington e alla luce delle crescenti sfide in materia di democrazia in tutto il mondo, ho fiducia nel modello democratico statunitense e nelle sue istituzioni. Quei fatti ci mettono davanti una evidenza: le democrazie sono sistemi fragili, per non spegnerle vanno difese proteggendo il bene comune, con la partecipazione, la trasparenza ed il coinvolgimento dei cittadini”.

“Non dimentichiamolo mai davanti a un mondo in profondo cambiamento e sempre più incerto. Abbiamo una crisi pandemica e solo se l’affrontiamo insieme saremo efficaci. Perciò, accolgo con favore l'impegno degli Stati Uniti a tornare nell'Organizzazione mondiale della sanità e mi congratulo per il loro impegno di rientrare negli accordi di Parigi, solo insieme riusciremo a costruire un mondo più verde e più giusto”.

“L'UE e gli USA sono partner naturali con valori e storia condivisi e un impegno di lunga data per lo stato di diritto, i diritti umani e il multilateralismo. Non vediamo l'ora di incontrare il Presidente e lo invitiamo a venire al Parlamento europeo per tenere un discorso in sessione plenaria”.

Il video della dichiarazione del Presidente è disponibile qui.

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, sull'accordo sul QFP, le risorse proprie e il Piano di recupero

 

Foto Sassoli 250“Questo è un buon accordo per i cittadini europei. Questo pacchetto di misure aiuterà i paesi europei a riprendersi dalla crisi immediata, permettendo al contempo di investire anche nel futuro a lungo termine dell’Europa”.

“Il Parlamento europeo è riuscito a garantire 15 miliardi di euro in più per i programmi chiave dell'UE, quelli che contribuiscono a migliorare la vita dei cittadini di tutta l’Europa. Rientrano in questa cifra: 7,4 miliardi di euro per l'assistenza sanitaria, 2,2 miliardi di euro per Erasmus e 1,5 miliardi di euro per una gestione più efficace dei flussi migratori. Abbiamo anche assicurato un ulteriore miliardo di euro per lo strumento di flessibilità, per garantire un bilancio adattabile ad un mondo che cambia”.

“Il Parlamento ha lottato duramente per garantire una tabella di marcia giuridicamente vincolante sull'introduzione delle nuove risorse proprie. Ciò assicurerà che il bilancio dell'UE sia finanziato in modo più efficace e sostenibile nel futuro - attraverso l'introduzione di un prelievo sulle materie plastiche non riciclate, una web tax che farà pagare una giusta quota ai giganti digitali e una tassa sulle transazioni finanziarie”.

“Forse la cosa più importante, per la prima volta, è che la ricezione di fondi dal bilancio europeo sarà vincolata al rispetto dello stato di diritto da parte degli Stati membri. Siamo un’Unione basata su valori della libertà, della democrazia e dell’uguaglianza, se i governi non rispettano questi principi non dovrebbero avere accesso ai fondi dell’Unione Europea”.

 

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo sul risultato delle elezioni presidenziali americane

Foto Sassoli 250“Abbiamo seguito con grande attenzione le elezioni presidenziali statunitensi. Elezioni di un grande partner dell’Unione Europea, di un alleato con cui abbiamo fatto tanta strada nell’epoca contemporanea e con cui vogliamo continuare a lavorare.”

“Al nuovo Presidente Joe Biden, i nostri auguri di buon lavoro.”

“Il mondo ha bisogno di un forte rapporto fra Europa e Stati Uniti, di un rilancio delle relazioni transatlantiche in grado di affrontare le sfide che il nostro tempo ci presenta. Con la pandemia del Covid 19, è la prima volta che Europa e Stati Uniti affrontano una sfida globale senza una visione comune. E questo rende meno efficaci le nostre risposte.”

“Ma non è solo la pandemia a chiedere un rapporto più saldo e concertato. Abbiamo valori comuni, un forte attaccamento alla democrazia e alla libertà. Insieme possiamo lottare contro il cambiamento climatico, affrontare la transizione verde e la trasformazione digitale, impegnarci per la nostra sicurezza, contrastare il terrorismo e difendere i diritti umani. Un mondo con meno diseguaglianze è interesse comune.”

“Non vedo l’ora di lavorare con il Congresso degli Stati Uniti e con la nuova amministrazione.”

Estratti del discorso del Presidente del Parlamento europeo durante l'inaugurazione della mostra “Femmes” al Parlamentarium.

Sassoli 150Il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli in occasione dell'inaugurazione della mostra organizzata dalla ONG Samusocial, ha riaffermato nel suo discorso di apertura la necessità dei governi e delle istituzioni nazionali di concentrarsi sulla lotta alla povertà, all'emarginazione e alla disuguaglianza.

La mostra, che racconta la storia delle donne senza fissa dimora ospitate al Parlamento europeo durante i mesi più duri della pandemia di COVID19, rimarrà esposta al Parlamentarium fino a Febbraio 2021.

Nel suo discorso, il Presidente del Parlamento ha detto:

“Noi qui non stiamo soltanto inaugurando una mostra di fotografie. Noi, qui e adesso, affermiamo un principio: le istituzioni pubbliche devono essere vicine ai cittadini, soprattutto a quelli più deboli e indifesi. Con questo spirito abbiamo aperto l’edificio Kohl alle donne senza tetto in collaborazione con Samusocial e costruito una forte rete di solidarietà a Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo”.

“Il Covid ci ha rivelato tante realtà: ha rivelato la nostra fragilità, il nostro essere importanti l’uno per l’altro, l’importanza della sanità pubblica, l’importanza di agire insieme e di collaborare per il bene comune. Ma, dopo anni di silenzio colpevole, è anche venuta alla luce una realtà che molti negavano: quella della povertà e della emarginazione”.

“La verità è che in questi anni la “crescita” è stata solo per pochi. E sono cresciuti solamente i mercati, dove le persone svolgono il ruolo di consumatori o spettatori. Per questo è stata nascosta la povertà. Noi invece vogliamo parlarne. Per una ragione molto semplice: la povertà non va nascosta. Per me la povertà va combattuta e sconfitta. Questo deve essere il nostro modo di affrontare la ricostruzione dopo le devastazioni socio-economiche create dalla pandemia”.
“Questo è il nostro chiodo fisso nel negoziato in corso con il Consiglio Europeo per il bilancio pluriennale della UE: usare la leva delle enormi risorse economiche che l’Unione Europea metterà a disposizione di tutti, per cambiare il modo di vivere, non per restaurare il passato così come era. Per avere finalmente una economia ecologicamente sostenibile, che valorizza le risorse del pianeta e non le impoverisce, che abbia al centro il bene di tutti e non solo il profitto di pochi”.

“Dovremo combattere. Insieme. Anche più di prima. Cominciando a denunciare come una vergogna il fatto che, spesso purtroppo, a voi vengano negati pochi soldi per le vostre iniziative, mentre altri fanno circolare miliardi di euro per investimenti finanziari che arricchiscono soltanto pochi privilegiati. Abbiamo bisogno di voi, perché noi, insieme possiamo cambiare l’Europa, renderla più vicina alle persone perché più giusta, perché capace di sconfiggere la povertà e le disuguaglianze. Non vogliamo un mondo di privilegiati”. 

Il presidente Sassoli e il premier Conte

al convegno sul piano di ripresa europeo e le opportunità di rilancio per i trasporti e la logistica

Roma, 9 ottobre 2020 ore 9:30-18:30

Museo di Palazzo Venezia

 All’evento, organizzato dal Parlamento europeo in collaborazione con la Commissione europea, si confronteranno rappresentanti delle istituzioni comunitarie, nazionali e locali con operatori del settore.

Sassoli 250I trasporti e la logistica sono tra i settori più colpiti dalla crisi da COVID-19, ma al tempo hanno giocato un ruolo centrale nell’assicurare la mobilità e l’approvvigionamento dei beni essenziali, tanto sanitari quanto alimentari e tecnici, durante il lockdown e sono destinati ad essere uno dei fulcri su cui poggiare la ripartenza dell’economia europea nei prossimi mesi.

Il 21 luglio i capi di Stato e di governo, riuniti in un vertice straordinario, hanno trovato un accordo sul piano Next Generation EU da 750 miliardi e sul Quadro Finanziario Pluriennale 2021 - 2027 da 1074 miliardi, un’intesa ora al centro di negoziati tra il Parlamento ed il Consiglio europeo.

Questi strumenti sono volti a rafforzare, attraverso il sostegno a un processo di riforme e investimenti, la coesione sociale e territoriale, la crescita e l’occupazione. Il Green Deal europeo, il completamento del mercato unico, il digitale, si confermano i pilastri su cui l’UE basa la sua strategia per far ripartire il continente.

I trasporti e la logistica sono tra i settori più colpiti dalla crisi da COVID-19, ma al tempo hanno giocato un ruolo centrale nell’assicurare la mobilità e l’approvvigionamento dei beni essenziali, tanto sanitari quanto alimentari e tecnici, durante il lockdown e sono destinati ad essere uno dei fulcri su cui poggiare la ripartenza dell’economia europea nei prossimi mesi.

Il 21 luglio i capi di Stato e di governo, riuniti in un vertice straordinario, hanno trovato un accordo sul piano Next Generation EU da 750 miliardi e sul Quadro Finanziario Pluriennale 2021 - 2027 da 1074 miliardi, un’intesa ora al centro di negoziati tra il Parlamento ed il Consiglio europeo.

Questi strumenti sono volti a rafforzare, attraverso il sostegno a un processo di riforme e investimenti, la coesione sociale e territoriale, la crescita e l’occupazione. Il Green Deal europeo, il completamento del mercato unico, il digitale, si confermano i pilastri su cui l’UE basa la sua strategia per far ripartire il continente.

In primo piano vi è la necessità di accelerare la transizione verso una mobilità sostenibile e intelligente in settori responsabili di un quarto delle emissioni della UE. Perseguire i target del Green Deal significa quindi non solo ridurre le emissioni, ma anche fornire agli utenti alternative più economiche, accessibili e pulite. Per questo sarà anche necessario promuovere il trasporto multimodale e trasferire una parte sostanziale dei trasporti di merci alle ferrovie e alle vie navigabili. Nel settore dell'aviazione l’obiettivo è realizzare un autentico cielo unico europeo che contribuirà anche a ridurre le emissioni.

L’Italia è il primo beneficiario del sostegno europeo, che si trasforma quindi in un’opportunità straordinaria per investimenti strategici nel Paese nel segno della modernità, sostenibilità e competitività.

L’evento, che vuole essere un momento di confronto e stimolo tra le istituzioni e gli operatori del settore, sarà aperto dal presidente del Parlamento europeo David Sassoli, chiuderanno i lavori lo stesso Sassoli e il Primo ministro Giuseppe Conte. Interverranno anche il commissario UE ai trasporti Adina Vălean, il vice presidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo, gli eurodeputati Antonio Tajani, PPE-FI, Brando Benifei, S&D-PD, Carlo Fidanza, ECR-FdI, Paolo Borchia, ID-Lega e il vicepresidente della BEI Dario Scannapieco. Tra gli oratori figurano i ministri Paola De Micheli, Vincenzo Amendola, Stefano Patuanelli oltre a governatori e rappresentati del settore dei trasporti, della logistica e del mondo produttivo. Il convegno sarà moderato dal giornalista de Il Sole24Ore Giorgio Santilli.

  

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