dall'Europa

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Strasburgo, 23 ottobre 2018. La Commissione europea ha riscontrato nel documento programmatico di bilancio presentato dall'Italia per il 2019 un'inosservanza particolarmente grave della raccomandazione in materia di bilancio che il Consiglio ha rivolto al paese il 13 luglio 2018.

Conformemente alle norme pertinenti, la Commissione ha adottato un parere in cui chiede all'Italia di presentare un documento programmatico di bilancio riveduto entro tre settimane.

Avendo tenuto conto di tutti i fattori e avendo già consultato le autorità italiane, la Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio dell'Italia per il 2019 presenti una deviazione particolarmente grave rispetto alle raccomandazione del Consiglio del 13 luglio 2018. La Commissione rileva inoltre che il programma non è in linea con gli impegni presentati dall'Italia nel programma di stabilità dell'aprile 2018. La Commissione europea chiede pertanto all'Italia di presentare un documento programmatico di bilancio riveduto per il 2019. Tale documento dovrebbe consentire al paese di osservare la raccomandazione che le è stata rivolta dal Consiglio, in cui sedeva anche l'Italia, il 13 luglio 2018 e che era stata anche approvata dal Consiglio europeo il 28 giugno. È la prima volta che la Commissione richiede la presentazione di un documento programmatico di bilancio riveduto.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per l'Euro e il dialogo sociale, nonché per la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l'Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: "La zona euro poggia su un forte rapporto di fiducia, sostenuto da norme che sono uguali per tutti. È nostro compito e nostro dovere difendere l'interesse comune e gli impegni reciproci assunti dagli Stati membri. Il debito italiano è tra i più elevati d'Europa e i contribuenti italiani spendono per il debito quasi quanto per l'istruzione. In tale ottica non abbiamo altra alternativa che chiedere al governo italiano di rivedere il documento programmatico di bilancio per il 2019 e auspichiamo di avviare un dialogo aperto e costruttivo nelle settimane a venire."

Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: "Il parere adottato oggi dalla Commissione non dovrebbe essere una sorpresa per nessuno, in quanto il progetto di bilancio del governo italiano rappresenta una deviazione chiara e intenzionale dagli impegni assunti dall'Italia lo scorso luglio. Tuttavia non chiudiamo la porta: desideriamo infatti continuare un dialogo costruttivo con le autorità italiane. Accolgo con favore l'impegno del ministro Tria in tal senso e dobbiamo procedere in questo spirito nelle prossime settimane."

La valutazione della Commissione del documento programmatico di bilancio indica uno scostamento significativo dal percorso di bilancio raccomandato dal Consiglio. Nel luglio 2018 il Consiglio ha raccomandato all'Italia di apportare un miglioramento strutturale dello 0,6 % del PIL. Il documento programmatico di bilancio presentato dall'Italia prevede invece un deterioramento strutturale pari allo 0,8 % del PIL nel 2019.

Il fatto che il documento programmatico di bilancio preveda un'espansione fiscale vicina all'1 % del PIL, mentre il Consiglio aveva raccomandato un aggiustamento di bilancio, e le dimensioni della deviazione (un divario dell'1,4 % circa del PIL pari a 25 miliardi di €) non hanno precedenti nella storia del patto di stabilità e crescita.

È importante sottolineare che gli obblighi di bilancio dell'Italia per il 2019, come per tutti gli Stati membri, sono stati approvati all'unanimità dal Consiglio europeo del 28 giugno 2018 e adottati dal Consiglio dell'Unione europea del 13 luglio 2018, anche con il consenso dell'Italia.

Il rapporto debito pubblico/PIL dell'Italia, pari al 131,2 % nel 2017, è il secondo più alto dell'Unione europea in termini relativi e tra i più alti al mondo. Ciò equivale a un onere medio pari a 37 000 € per abitante. I costi del servizio del debito assorbono un importo notevolmente maggiore di risorse pubbliche in Italia rispetto al resto della zona euro, a discapito della spesa produttiva del paese. Ad esempio, la spesa per interessi dell'Italia nel 2017 è ammontata a circa 65,5 miliardi di €, pari al 3,8 % del PIL, sostanzialmente la stessa quantità di risorse pubbliche destinate all'istruzione.

La prevista riduzione del rapporto debito/PIL è soggetta a marcati rischi, dato che essa si basa, nel documento programmatico di bilancio, su ipotesi ottimistiche di crescita. Ciò significa che anche il rispetto da parte dell'Italia del parametro per la riduzione del debito, che impone una decrescita costante del livello del debito verso il valore di riferimento del 60 % del PIL stabilito dal trattato, è a rischio.

Sebbene sia naturalmente prerogativa di ciascuno Stato membro stabilire priorità e determinare l'allocazione delle risorse di bilancio, occorre mantenere anche gli impegni assunti e decisi congiuntamente al fine di perseguire un percorso di bilancio sostenibile. È questa la logica che sottende alle norme applicabili.

La normativa pertinente prevede che le autorità italiane presentino il documento programmatico di bilancio riveduto quanto prima e comunque entro tre settimane dall'adozione del parere.

Contesto

Nel 2015 la Commissione ha presentato gli orientamenti sul modo in cui applicherà le norme vigenti del patto di stabilità e crescita per rafforzare il collegamento tra riforme strutturali, investimenti e responsabilità di bilancio, a sostegno dell'occupazione e della crescita. Essi si sono tradotti successivamente nella "Posizione comune sulla flessibilità nel patto di stabilità e crescita" e sono stati approvati dal Consiglio nel 2016. Tra il 2015 e il 2018 l'Italia è stata il principale beneficiario della flessibilità, per un importo dell'ordine di 30 miliardi di € (pari all'1,8 % del PIL). Tale flessibilità ha sostenuto l'attuazione delle riforme strutturali e gli investimenti, e ha aiutato l'Italia a far fronte a eventi eccezionali, quali le minacce alla sicurezza, la crisi dei rifugiati e i terremoti.

Negli ultimi anni l'Italia ha beneficiato di notevoli aiuti mediante finanziamenti sostenuti dall'UE. L'Italia è il secondo maggior beneficiario del "piano Juncker". A ottobre 2018 i finanziamenti nell'ambito del Fondo europeo per gli investimenti strategici dovrebbero aver generato oltre 50 miliardi di € di nuovi investimenti. L'Italia è inoltre il secondo maggiore beneficiario anche dei Fondi strutturali e di investimento europei. Nel periodo 2014-2020 il paese ha ricevuto 44,7 miliardi di € per sostenere, tra l'altro, la competitività delle piccole e medie imprese, la creazione di posti di lavoro di qualità, lo sviluppo delle competenze necessarie, un migliore accesso al mercato del lavoro e alla formazione professionale, la ricerca e l'innovazione, la protezione dell'ambiente e la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio.

Nel suo programma di stabilità dell'aprile 2018 l'Italia aveva annunciato che avrebbe perseguito un obiettivo di disavanzo dell'0,8 % del PIL nel 2019. Secondo il documento programmatico di bilancio per il 2019 il disavanzo pubblico dovrebbe aumentare notevolmente fino al 2,4 del PIL nel 2019, tre volte quanto previsto inizialmente.

L'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 473/2013 stabilisce che qualora, in casi eccezionali, previa consultazione dello Stato membro interessato entro una settimana dalla presentazione del progetto di documento programmatico di bilancio, la Commissione riscontri un'inosservanza particolarmente grave degli obblighi di politica finanziaria, questa può chiedere che sia presentato un documento programmatico di bilancio riveduto quanto prima e comunque entro tre settimane dalla data del suo parere.

Per ulteriori informazioni

Nota: Parere della Commissione europea sul documento programmatico di bilancio 2019 dell'Italia

Semestre europeo

Documenti programmatici di bilancio 2019

Regolamento (UE) n. 473/2013

Il Vicepresidente Dombrovskis su Twitter: @VDombrovskis

Il Commissario Moscovici su Twitter: @pierremoscovici

La DG ECFIN su Twitter: @ecfin

IP/18/6174

  • · Misure per ridurre sostanze inquinanti e migliorare la qualità dell'acqua di rubinetto
  • · Maggior accesso all'acqua di rubinetto in luoghi pubblici e ristoranti
  • · Impegno degli Stati membri a "promuovere l'accesso universale all'acqua"

Banner Parlamento europeo Servizio Stampa 25I deputati hanno approvato martedì nuove norme per aumentare la fiducia dei consumatori nell'acqua di rubinetto, più economica e pulita dell'acqua in bottiglia.

La legislazione inasprisce i tetti massimi per alcuni inquinanti come il piombo (da dimezzare), i batteri nocivi e introduce nuovi limiti per alcuni interferenti endocrini. Introduce inoltre il monitoraggio dei livelli di microplastica, un problema rivelato di recente.

Accesso all'acqua

 

Tra i nuovi doveri a carico degli Stati membri c'è quello di garantire l’accesso universale all’acqua pulita e migliorare l'accesso all'acqua nelle città e nei luoghi pubblici, attraverso la creazione di fontane gratuite, laddove ciò sia realizzabile dal punto di vista tecnico e proporzionato all’esigenza di tali misure. Il Parlamento chiede inoltre che l'acqua del rubinetto sia fornita gratuitamente, o a basso costo, nei ristoranti, nelle mense e nei servizi di ristorazione.

Right2Water

Facendo seguito alla loro risoluzione sull'iniziativa popolare “Right2Water”, i deputati ribadiscono la necessità che gli Stati membri si concentrino anche sulle esigenze dei gruppi vulnerabili della società in termini di accesso all'acqua. In particolare, dovrebbero identificare le persone senza accesso, o con accesso limitato all'acqua, compresi i gruppi vulnerabili ed emarginati, e valutare i modi per migliorare il loro accesso. Dovrebbero inoltre informarli in modo chiaro su come allacciarsi alla rete di distribuzione o sui modi alternativi di accesso all’acqua potabile.

Citazione

Il relatore Michel Dantin (PPE, FR) ha dichiarato: "Il modo in cui utilizziamo l'acqua definisce il futuro dell'umanità. È chiaro che tutti dovrebbero avere accesso ad acqua pulita e di buona qualità, e noi dovremmo fare del nostro meglio per renderla il più possibile accessibile a tutti. Insistere affinché i Paesi assorbano i costi attraverso i loro bilanci statali va contro le tradizioni nazionali esistenti, ed è solo un miraggio perché, alla fine, è sempre il contribuente che paga il conto".

 

Prossime tappe

La relazione è stata adottata con 300 voti favorevoli, 98 contrari e 274 astensioni. Il Parlamento avvierà i negoziati con il Consiglio non appena i ministri dell'UE avranno stabilito la propria posizione.

Contesto

Queste proposte mirano ad accrescere la fiducia dei cittadini nell'approvvigionamento idrico e ad aumentare l'uso dell'acqua di rubinetto per dissetarsi. Ciò potrebbe contribuire a ridurre l'uso della plastica e i rifiuti.

Secondo la Commissione europea, un minore consumo di acqua in bottiglia potrebbe aiutare le famiglie dell'UE a risparmiare oltre 600 milioni di euro all'anno. Inoltre, grazie alla maggiore fiducia nell'acqua di rubinetto, i cittadini possono contribuire a ridurre i rifiuti di plastica dall'acqua in bottiglia, compresi i rifiuti marini. Le bottiglie di plastica sono uno degli articoli di plastica monouso più diffusi sulle spiagge europee. Con l'aggiornamento della direttiva sull'acqua potabile, la Commissione compie un importante passo legislativo verso l'attuazione della strategia UE sulle materie plastiche presentata il 16 gennaio 2018.

Banner Servizio stampa Parl. EULa Fondazione bresciana Assistenza Psicodisabili, la dott.ssa Paola Scagnelli di Lodi, il sacerdote don Virginio Colmegna di Milano e il prof. Antonio Silvio Calò di Treviso hanno ricevuto l’onorificenza nella splendida cornice degli Archivi Storici della Ue.

Integrazione dei minori psicodisabili, lotta all’emarginazione degli albini in Africa, cittadinanza per i diseredati ed accoglienza per i migranti: quattro storie di impegno civico  sono andate in scena stamattina nella Sede degli Archivi storici della Ue in occasione della consegna del Premio Cittadino europeo 2018.

Alla cerimonia, presentata dall’autrice e conduttrice Rai Metis Di Meo, hanno partecipato gli eurodeputati Brando Benifei e Remo Sernagiotto, il Vicesindaco del capoluogo toscano Cristina Giachi, il Sindaco di Fiesole Anna Ravoni, il Direttore dell’Ufficio in Italia del Parlamento europeo Valeria Fiore, il capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea Beatrice Covassi e il Segretario generale dell’Istituto Universitario europeo Vincenzo Grassi.

Le testimonianze

“Accogliamo 100 minori dai 2 ai 18 anni con disturbi dello spettro autistico”, ha affermato stamane la dottoressa Maria Villa Allegri di Fobap, Fondazione bresciana Assistenza Psicodisabili, “integrando la riabilitazione con l’autonomia nella vita di tutti i giorni. La giornata di oggi – ha sottolineato Allegri - è un momento di grande gioia ed anche un momento che ci porterà a moltiplicare il nostro impegno civico con la speranza espressa da europei, che l’approccio inclusivo di Fobap venga replicato anche oltre i nostri confini”.  

“Ai bambini albini in Africa – l’intervento della dottoressa Paola Scagnelli - vengono amputati gli arti quando sono ancora vivi, perché più soffrono più si pensa che le parti asportate, con cui si fanno amuleti, abbiano effetti. E oltre che torturati sono emarginati. Noi – ha raccontato ricevendo il Premio - abbiamo costruito una casa famiglia perché possano vivere una vita normale, per quanto siano sempre sotto scorta. Da noi possono giocare con i loro amici ed andare a scuola, in un centro aperto a tutti, albini e non. Questo premio da voce a questi bambini ed a loro è dedicato, perché nessuno al mondo riesce a darmi quello che mi danno loro”.  

“La casa della carità”, ha spiegato il suo Presidente, Don Virginio Colmegna, “ci ha insegnato il valore della cittadinanza perché aiutiamo le persone non perché sono dei poveri e dei diseredati, ma perché sono dei cittadini, quella che il Cardinale Martini chiamava l’amicizia civica. Il Premio – ha sottolineato Don Colmegna - è dato non a me ma a loro, ai nostri ospiti, a 140 persone da 92 paesi diversi, è loro per tutto quello che ci stanno insegnando. Da noi c’è uno striscione che recita ‘Prima le Persone’, una frase significativa nei tempi complessi e rancorosi che stiamo vivendo”.  

“La diversità è una ricchezza, vado in giro dicendo senza vergogna che sono diventato miliardario di umanità grazie ai miei ragazzi provenienti dall’Africa, questo l’ho fatto anche grazie a mia moglie ed ai miei figli”, ha affermato Antonio Calò. “Dobbiamo avere il coraggio, la forza e l’umiltà di guardare oltre il nostro naso: ho ospitato questi ragazzi perché ho immaginato che fossero i miei figli a scappare, a bussare alla mia porta. Fossero stati loro, avrei aperto, un gesto semplice che però cambia la vita. Farò di tutto – ha aggiunto Calò - perché quel che ho fatto diventi un progetto europeo, perché ospitando 6 persone in un comune di 5 mila abitanti, 12 in uno di 10 mila e così via si risolve subito questo che sembra un problema che farà crollare in Europa, ma che in realtà è un falso problema. Le storie di questi cittadini – ha concluso rivolgendosi alle classi di studenti presenti alla cerimonia - ci fanno emozionare, ma non dobbiamo solo emozionarci, dobbiamo spenderci concretamente”.

Il Premio

Il “Premio Cittadino Europeo” è stato lanciato dal Parlamento europeo nel 2008 come riconoscimento per i cittadini, associazioni e organizzazioni che con le loro attività si sono distinti per l’eccezionale impegno nell’agevolare la cooperazione transfrontaliera o transnazionale nell’Unione europea, promuovendo una migliore comprensione reciproca e una maggiore integrazione tra gli abitanti degli stati membri.

Il Premio è conferito anche per attività quotidiane che mettono in pratica i valori custoditi dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Per questa undicesima edizione sono cinquanta gli individui, le associazioni e le organizzazioni dei ventotto Stati membri ad aver ricevuto il riconoscimento a livello dell’intera UE, tra loro quattro italiani.

La scheda dei vincitori italiani

Fondazione B.A.P. ONLUS

http://fobap.it/

Sostiene e promuove il Centro abilitativo per minori Francesco Faroni, rivolto a ragazzi e bambini affetti da disturbo dello spettro autistico. Oggi in questo centro sono seguiti novanta minori a partire dall'età di due anni, a titolo completamente gratuito. Vengono sperimentati moduli di trattamento intensivi secondo gli standard delle più avanzate ricerche scientifiche internazionali.

Paola Scagnelli

La dott.ssa Paola Scagnelli è primario di radiologia dell'ospedale di Lodi. Durante i suoi periodi di ferie svolge il suo operato di medico a Tabora (Tanzania) presso una casa famiglia gestita dalle suore della Provvidenza per l’infanzia

abbandonata. La casa famiglia si occupa di bambini albini che altrimenti, vivendo al di fuori della struttura, rischierebbero di essere venduti o uccisi per il biancore della loro pelle.

 

Don Virginio Colmegna

Presidente della Casa della Carità ed ex direttore della Caritas Lombardia, è attivo sin dagli anni Ottanta come fondatore di comunità di accoglienza nel campo della sofferenza psichica e dei minori. Si è anche contraddistinto per un forte impegno a favore del reinserimento lavorativo dei detenuti, in particolare con progetti nel carcere milanese di Opera. Nel 2006 è stato nominato dal sindaco di Milano membro dell'Advisory Board del comitato strategico per affiancare l'amministrazione nell'affrontare i problemi della città. Il 4 dicembre 2014, l'Università degli Studi di Milano, durante la cerimonia d'inaugurazione dell'anno accademico, gli ha conferito una laurea honoris causa in Comunicazione pubblica e d'impresa.

Antonio Silvio Calò

Il prof. Antonio Silvio Calò, insegnante di storia e filosofia al liceo Canova di Treviso, da giugno del 2015 ospita nella sua abitazione sei immigrati africani. In seguito ai tragici eventi di Lampedusa del 2015 in cui centinaia di migranti persero la vita nel disperato tentativo di raggiungere la costa italiana, il prof. Calò, insieme alla sua famiglia, da semplice cittadino, si rese disponibile con la Prefettura ad accogliere presso la sua abitazione alcuni dei sopravvissuti del naufragio.

Bruxelles, 20 septembre 2018

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Dando seguito all'invito formulato in luglio dalla Commissione europea e dalle autorità dell'UE per la tutela dei consumatori, Airbnb si è ora impegnata ad apportare le modifiche necessarie alle sue clausole contrattuali e alle sue condizioni di utilizzo e a migliorare la presentazione dei prezzi.

La società ha tempo fino alla fine del 2018 per apportare tali modifiche nel suo sito web in tutte le lingue ufficiali dell'UE.

Vĕra Jourová, Commissaria europea per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: "Gli operatori online hanno rivoluzionato il nostro modo di viaggiare, trovare alloggio e vivere le nostre vacanze, ma devono anche rispettare pienamente le norme e assumersi la responsabilità quando le cose vanno male. I consumatori dell'UE, tuttavia, sono titolari di diritti sia offline che online. Accolgo con soddisfazione la disponibilità di Airbnb ad apportare le modifiche necessarie a garantire ai consumatori piena trasparenza e consapevolezza di ciò che stanno pagando. Si tratta di un'azione che rientra in un'iniziativa di più ampio respiro volta a promuovere una maggior tutela dei consumatori online. È per questo motivo che, alcuni mesi fa, abbiamo proposto di rafforzare le norme di tutela dei consumatori nell'ambito del "New deal" per i consumatori."

Trasparenza dei prezzi e altre pratiche commerciali sleali

Airbnb si è impegnata a presentare il prezzo totale delle prenotazioni, compresi i supplementi, ad esempio per servizi e pulizia. Nel caso in cui non sia possibile calcolare in anticipo il prezzo finale, si è impegnata ad informare chiaramente il consumatore che potrebbe incorrere in ulteriori oneri.

Si è impegnata anche ad indicare chiaramente se un'offerta proviene da un privato o da un professionista del settore, poiché le norme a tutela dei consumatori sono diverse nell'uno o nell'altro caso.

Chiarezza delle clausole ed eliminazione delle clausole illegali

Airbnb si è impegnata ad apportare una serie di modifiche alle sue clausole contrattuali per allinearle alle norme UE in materia di tutela dei consumatori:

  • sarà esplicitata la possibilità per il consumatore di avvalersi di tutti i mezzi di ricorso disponibili e, in particolare, del diritto di citare in giudizio un soggetto che gli fornisce ospitalità, in caso di danni personali o di altra natura;
  • Airbnb indicherà chiaramente che il consumatore ha il diritto di avviare un procedimento contro Airbnb dinanzi ai giudici del suo paese di residenza;
  • nel caso in cui decida di risolvere un contratto o di rimuovere dei contenuti, Airbnb sarà tenuta ad informare il consumatore e, se del caso, gli offrirà il diritto di presentare ricorso e di ottenere un risarcimento.

Prossime tappe

La società dovrebbe perfezionare le sue proposte e procedere all'attuazione delle modifiche in tutte le lingue ufficiali dell'UE e dello Spazio economico europeo entro la fine di dicembre 2018. In caso di inadempienza, le autorità per la tutela dei consumatori potrebbero decidere di adottare misure coercitive.

Contesto

In un incontro con la Commissione e con le autorità dell'UE per la tutela dei consumatori, Airbnb ha illustrato le modifiche riguardanti le sue clausole contrattuali e le modalità di presentazione delle informazioni relative ai prezzi.

La rete di cooperazione per la tutela dei consumatori (CPC) ha effettuato una valutazione (posizione comune) delle pratiche commerciali di Airbnb, sotto il coordinamento dell'Autorità di tutela dei consumatori norvegesi (Forbrukertilsynet). Le autorità hanno chiesto ad Airbnb di proporre, entro la fine di agosto, soluzioni dettagliate su come conformarsi alla legislazione UE in materia di consumatori (cfr. comunicato stampa). La Commissione europea ha agevolato tale azione.

Il regolamento UE sulla cooperazione per la tutela dei consumatori mette in collegamento le autorità nazionali per la tutela dei consumatori attraverso una rete di esecuzione paneuropea. Sulla base di tale quadro normativo, l'autorità nazionale di uno Stato membro dell'UE può chiedere l'assistenza di un suo omologo in un altro Stato membro allo scopo di porre fine ad eventuali violazioni transfrontaliere della normativa UE a tutela dei consumatori.

Tale cooperazione può essere attivata per far applicare coattivamente vari strumenti legislativi dell'UE a tutela del consumatore, ad esempio la direttiva relativa alle pratiche commerciali sleali, la direttiva sui diritti dei consumatori o la direttiva concernente le clausole abusive nei contratti.

Per ulteriori informazioni

Comunicato stampa sull'avvio di un'azione coercitiva nei confronti di Airbnb (luglio 2018)

Lettera di posizione comune delle autorità della rete di cooperazione per la tutela dei consumatori

Maggiori informazioni sulle azioni di tutela dei consumatori

IP/18/5809

  • ·         Attivazione articolo 7 approvata con 448 voti favorevoli e 197 contrari
  • ·         Il PE riscontra un chiaro rischio di grave violazione dei valori UE in Ungheria
  • ·         Preoccupazioni principali: indipendenza giudiziaria, libertà di espressione, corruzione, diritti delle minoranze e situazione migranti e rifugiati
  • ·         Il Consiglio UE può rivolgere raccomandazioni all'Ungheria per contrastare la minaccia

 

Mercoledì, il Parlamento ha chiesto a larga maggioranza agli Stati membri di determinare, ai sensi dell'articolo 7 del Trattato, se l'Ungheria rischia di violare i valori fondatori dell'UE.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250È la prima volta che il Parlamento europeo invita il Consiglio dell'UE ad agire contro uno Stato membro per prevenire una minaccia sistemica ai valori fondanti dell'Unione. Questi valori, sanciti dall'articolo 2 del Trattato UE e ripresi nella Carta dei diritti fondamentali dell'UE, comprendono il rispetto per la democrazia, l'uguaglianza, lo Stato di diritto e i diritti umani.

I deputati europei chiedono ai paesi dell'UE di avviare la procedura prevista all'articolo 7, paragrafo 1 del trattato UE, sottolineando che, nonostante la disponibilità delle autorità ungheresi a discutere la legalità delle misure approvate, “la situazione non è stata affrontata e permangono molte preoccupazioni".

Questa è la fase preventiva della procedura, che prevede un dialogo con il paese interessato e “mira a evitare eventuali sanzioni". La decisione è stata approvata con 448 voti favorevoli, 197 contrari e 48 astensioni. Era necessaria una maggioranza dei due terzi sui voti espressi e un minimo di 376 voti a favore.

Il Parlamento ricorda che l'adesione dell'Ungheria all'UE è stato un atto volontario basato su una decisione sovrana, con un ampio consenso tra tutti gli schieramenti politici e sottolinea che qualsiasi governo ungherese ha il dovere di eliminare il rischio di una grave violazione dei valori dell'UE.

Le preoccupazioni del Parlamento si riferiscono alle seguenti questioni:

1) il funzionamento del sistema costituzionale e del sistema elettorale;

2) l'indipendenza della magistratura e di altre istituzioni e i diritti dei giudici;

3) la corruzione e i conflitti di interesse;

4) la tutela della vita privata e la protezione dei dati;

5) la libertà di espressione;

6) la libertà accademica;

7) la libertà di religione;

8) la libertà di associazione;

9) il diritto alla parità di trattamento;

10) i diritti delle persone appartenenti a minoranze, compresi i rom e gli ebrei, e la protezione dalle dichiarazioni di odio contro tali minoranze;

11) i diritti fondamentali dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati;

12) i diritti economici e sociali.

Citazione

La relatrice Judith Sargentini (Verdi/ALE, NL) ha dichiarato: "Nella settimana in cui si discute lo Stato dell'Unione, il Parlamento europeo invia un messaggio importante: difendiamo i diritti di tutti gli europei, compresi i cittadini ungheresi, e difendiamo i nostri valori europei. I leader europei devono ora assumersi le proprie responsabilità e smettere di guardare dall'esterno, poiché lo Stato di diritto viene distrutto in Ungheria. Per un’Unione costruita su democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali, ciò è inaccettabile".

Prossime tappe

La proposta di decisione del Consiglio, approvata oggi, sarà trasmessa agli Stati membri dell'UE. Questi possono, deliberando a maggioranza di quattro quinti, determinare l'esistenza di un chiaro rischio di grave violazione dei valori dell'UE in Ungheria. Il Consiglio dovrebbe prima ascoltare le opinioni delle autorità ungheresi. Ogni eventuale decisione deve ricevere il consenso del Parlamento. Gli Stati membri possono anche decidere di rivolgere raccomandazioni all'Ungheria affinché affronti la situazione di rischio.

In una fase successiva, il Consiglio europeo (Capi di stato o di governo) può determinare, all'unanimità e con l'approvazione finale del Parlamento, l'esistenza in Ungheria di una grave e persistente violazione (e non più rischio) dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti fondamentali. Ciò potrebbe infine portare a sanzioni, come la sospensione del diritto di voto in seno al Consiglio dei Ministri.

Link

Il testo approvato sarà disponibile qui (cliccare su 12.09.2018).

Registrazione video del dibattito (cliccare su 11.09.2018)

Foto, audio e video (uso gratuito)

  • ·         I giganti del web dovranno remunerare i contenuti prodotti da artisti e giornalisti
  • ·         Le piccole e micro piattaforme escluse dal campo di applicazione della direttiva
  • ·         Gli hyperlink "accompagnati da singole parole" si potranno condividere liberamente
  • ·         Ai giornalisti una quota della remunerazione ottenuta dalla loro casa editrice

 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Mercoledì, il Parlamento ha adottato la sua posizione negoziale sulla riforma del diritto d'autore, che include norme specifiche per proteggere le piccole imprese e la libertà di espressione.

Il mandato negoziale del Parlamento per i colloqui con i Ministri UE al fine di giungere ad un testo definitivo è stata approvato con 438 voti a 226, con 39 astensioni. Il testo apporta alcune modifiche importanti alla proposta della commissione affari giuridici di giugno.

Le grandi compagnie web dovrebbero condividere i loro ricavi con artisti e giornalisti

Molte delle modifiche apportate dal Parlamento alla proposta originaria della Commissione europea mirano a garantire che i creativi, in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori e giornalisti, siano remunerati per il loro lavoro quando questo è utilizzato da piattaforme di condivisione come YouTube o Facebook e aggregatori di notizie come Google News.

Dopo la votazione, il relatore Axel Voss (PPE, DE) ha dichiarato: "Sono molto lieto che, nonostante il forte lobbying

dei giganti di Internet, la maggioranza dei deputati al Parlamento europeo sia ora a favore della necessità di tutelare il principio di una retribuzione equa per i creativi europei. 

Il dibattito su questa direttiva è stato molto acceso e credo che il Parlamento abbia ascoltato con attenzione le preoccupazioni espresse. Abbiamo quindi affrontato le preoccupazioni sollevate in merito all'innovazione escludendo dal campo di applicazione i piccoli e micro aggregatori o piattaforme.

Sono convinto che, una volta che le acque si saranno calmate, Internet sarà libera come lo è oggi, i creatori e i giornalisti guadagneranno una parte più equa degli introiti generati dalle loro opere, e ci chiederemo per quale motivo tutto questo clamore".

Pagamento equo per gli artisti e i giornalisti, incoraggiando al tempo stesso le nuove imprese

La posizione del Parlamento rafforza la proposta della Commissione europea in materia di responsabilità delle piattaforme e degli aggregatori riguardo le violazioni del diritto d'autore. Questo vale anche per i cosiddetti snippet, dove viene visualizzata solo una piccola parte del testo di un editore di notizie. In pratica, tale responsabilità imporrebbe a tali soggetti di remunerare chi detiene i diritti sul materiale, protetto da copyright, che mettono a disposizione. Il testo richiede inoltre espressamente che siano i giornalisti stessi, e non solo le loro case editrici, a beneficiare della remunerazione derivante da tale obbligo di responsabilità.

Allo stesso tempo, nel tentativo di incoraggiare le start-up e l'innovazione, il testo esclude esplicitamente dalla legislazione le piccole e micro imprese del web.

Tutela della libertà di espressione

 I deputati hanno introdotto nuove disposizioni che hanno lo scopo di non ostacolare ingiustamente la libertà di espressione che caratterizza Internet. Pertanto, la semplice condivisione di collegamenti ipertestuali (hyperlink) agli articoli, insieme a "parole individuali" come descrizione, sarà libera dai vincoli del copyright.

Qualsiasi misura adottata dalle piattaforme per verificare che i contenuti caricati non violino le norme sul diritto d'autore dovrebbe essere concepita in modo da evitare che colpisca anche le opere che non violano il copyright. Le stesse piattaforme dovranno inoltre istituire dei meccanismi rapidi di reclamo (gestiti dal personale della piattaforma e non da algoritmi) che consentano di presentare ricorsi contro una ingiusta eliminazione di un contenuto.

Wikipedia e software open source esclusi

Il testo specifica che il caricamento di contenuti su enciclopedie online che non hanno fini commerciali, come Wikipedia, o su piattaforme per la condivisione di software open source, come GitHub, sarà automaticamente escluso dall'obbligo di rispettare le nuove regole sul copyright.

Rafforzamento dei diritti di negoziazione per autori e artisti

 

Il testo del Parlamento rafforza la posizione negoziale di autori e artisti consentendo loro di "esigere" una remunerazione supplementare da chi sfrutta le loro opere, nel caso il compenso corrisposto originariamente è considerato "sproporzionatamente" basso rispetto ai benefici che ne derivano. Tali benefici dovrebbero includere le cosiddette "entrate indirette".

Le misure approvate consentirebbero inoltre agli autori e agli artisti di revocare o porre fine all'esclusività di una licenza di sfruttamento dell'opera, se si ritiene che la parte titolare dei diritti di sfruttamento non stia esercitando tale diritto.

Link

Il testo adottato sarà disponibile qui (cliccare su 12/09/2018).

Registrazione video del dibattito

Intervista al relatore

Studio del PE: la legislazione sul mercato unico digitale

Comunicato stampa dopo la votazione in commissione parlamentare (EN/FR - 20/06/2018)

Foto, video e audio (uso gratuito)

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 5 settembre 2018. A seguito della conclusione dei colloqui tra l'UE e il Giappone in materia di protezione dei dati personali tenutisi nel luglio 2018, la Commissione ha avviato in data odierna la procedura per l'adozione della sua decisione in materia di adeguatezza.

Oggi la commissaria Jourová ha informato il collegio sulle prossime tappe della procedura e la Commissione pubblica il progetto di decisione sull'adeguatezza e i relativi documenti. Tra questi figurano le garanzie supplementari che il Giappone applicherà ai dati personali UE trasferiti in Giappone, nonché gli impegni relativi all'accesso ai dati personali da parte delle autorità pubbliche giapponesi a fini di contrasto e sicurezza nazionale che garantiscono che il loro livello di protezione dei dati sia equivalente a quello dell'UE. In Giappone è attualmente in corso una procedura analoga per riconoscere il quadro in materia di protezione dei dati adottato dall'UE.

Věra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: "Stiamo creando il più grande spazio di circolazione sicura di dati al mondo. I dati personali potranno viaggiare in modo sicuro tra l'UE e il Giappone a vantaggio tanto dei nostri cittadini che delle nostre economie. Il nostro partenariato promuoverà norme globali in materia di protezione dei dati e costituirà un esempio per i partenariati futuri in questo settore fondamentale."

Ciascuna delle due parti ha avviato le procedure interne per l'adozione finale della decisione reciproca di adeguatezza. Per l'Unione europea, queste prevedono l'ottenimento del parere del comitato europeo per la protezione dei dati e il via libera di un comitato composto di rappresentanti degli Stati membri dell'UE. Una volta terminata la procedura, la Commissione adotterà la decisione di adeguatezza sul Giappone.

Elementi essenziali della decisione di adeguatezza

Per garantire un livello di protezione essenzialmente equivalente alle norme europee, il Giappone si è impegnato a mettere in atto, prima che la Commissione adotti formalmente la decisione di adeguatezza, le seguenti garanzie supplementari a protezione dei dati personali trasferiti in Giappone:

  • una serie di norme che forniscono alle persone nell'UE i cui dati personali sono trasferiti in Giappone garanzie supplementari che elimineranno numerose differenze tra i due sistemi di protezione dei dati. Queste garanzie supplementari rafforzeranno, ad esempio, la protezione dei dati sensibili, le condizioni alle quali i dati dell'UE possono essere successivamente trasferiti dal Giappone verso un altro paese terzo e l'esercizio dei diritti individuali di accesso e di rettifica. Queste norme saranno vincolanti per le imprese giapponesi che importano dati dall'UE e potranno essere fatte valere dall'autorità giapponese indipendente per la protezione dei dati e dalle autorità giurisdizionali giapponesi;
  • il governo giapponese ha inoltre fornito alla Commissione rassicurazioni sulle garanzie relative all'accesso da parte delle autorità pubbliche giapponesi a fini di contrasto e sicurezza nazionale, garantendo che qualsiasi utilizzo dei dati personali a tali fini dovrà limitarsi a quanto necessario e proporzionato e sarà soggetto ad un controllo indipendente;
  • un meccanismo di gestione dei reclami per l'esame e la risoluzione dei reclami inoltrati dai cittadini europei riguardo all'accesso ai loro dati da parte delle autorità pubbliche giapponesi. Questo meccanismo sarà gestito e controllato dall'autorità giapponese indipendente per la protezione dei dati.

I cittadini europei i cui dati personali saranno trasferiti in Giappone beneficeranno di una protezione dei dati forte, in linea con le norme dell'UE. L'accordo andrà inoltre ad integrare l'accordo di partenariato economico UE-Giappone in quanto le imprese europee potranno beneficiare del libero flusso di dati con questo partner commerciale fondamentale, e dell'accesso privilegiato ai 127 milioni di consumatori giapponesi. L'UE e il Giappone affermano che, nell'era digitale, la promozione di norme elevate di tutela della vita privata e di protezione dei dati personali e la facilitazione del commercio internazionale devono e possono andare di pari passo.

Prossime tappe

Il progetto di decisione di adeguatezza seguirà ora la seguente procedura:

  • parere del comitato europeo per la protezione dei dati
  • consultazione di un comitato composto da rappresentanti degli Stati membri (procedura di comitato)
  • aggiornamento della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo
  • adozione della decisione di adeguatezza da parte del collegio dei Commissari.

Informazioni generali

Come annunciato nel gennaio 2017 nella comunicazione su scambio e protezione dei dati personali in un mondo globalizzato, la Commissione ha avviato un dialogo in vista di una decisione di adeguatezza con il Giappone.

Il 17 luglio 2018, l'Unione europea e il Giappone hanno concluso con esito positivo i colloqui sull'adeguatezza reciproca, convenendo di riconoscere come adeguati i rispettivi sistemi di protezione dei dati. In futuro i dati personali potranno quindi essere trasferiti in modo sicuro tra l'UE e il Giappone.

Il trattamento dei dati personali nell'UE si basa sul regolamento generale sulla protezione dei dati, che prevede vari strumenti per il trasferimento dei dati personali verso paesi terzi, tra cui le decisioni di adeguatezza.

Per ulteriori informazioni

Scheda informativa

Comunicato stampa sulle conclusioni dei negoziati di adeguatezza (17 luglio 2018)

Domande e risposte sulla decisione di adeguatezza relativa al Giappone

Link al progetto di decisione di adeguatezza e documenti correlati

IP/18/5433

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Sono 42 i ricercatori italiani, su un totale di 403, che potranno fare ricerca di eccellenza grazie agli starting grants dell'European Research Council (ERC), la "Champions League" della scienza europea. In termini di nazionalità, gli italiani si collocano al secondo posto nell'UE per numero di ricercatori premiati da questo bando, dietro ai tedeschi (73 vincitori) e davanti a francesi (33), olandesi (33), britannici (22), etc. 

Attraverso gli starting grants, l'UE sovvenziona i migliori talenti di tutte le discipline scientifiche nelle fasi iniziali della loro carriera. I 403 ricercatori selezionati beneficeranno di 603 milioni di euro in totale e fino a 1,5 milioni di euro ciascuno, per creare i propri gruppi di ricerca (che coinvolgeranno altri 1.500 giovani ricercatori o studenti) e condurre progetti di frontiera. Le sovvenzioni fanno parte del pilastro "Scienza d'eccellenza" dell'attuale Programma UE di ricerca e innovazione Horizon 2020.

In questa occasione, Carlos Moedas, Commissario europeo per la ricerca, la scienza e l'innovazione, ha dichiarato: "Oltre a sostenere i ricercatori europei nelle fasi iniziali della loro carriere, gli starting grants dell'ERC contribuiscono anche ad arricchire il settore di ricerca europeo attirando e trattenendo in Europa scienziati proveniente da altre regioni del mondo. Più di un beneficiario su dieci proviene da Paesi extra-UE. L'Europa è aperta al mondo!"

Il presidente dell'ERC, il professor Jean-Pierre Bourguignon, ha commentato: "Abbiamo ricevuto 3170 domande per gli starting grants 2018 e il processo di selezione dei 403 vincitori è stato molto competitivo. Per il secondo anno consecutivo, quasi il 40% dei beneficiari sono donne.

Come accaduto anche nell'ultimo round di finanziamento, le ricercatrici che hanno presentato domanda hanno avuto un tasso di successo leggermente superiore (13,7%) rispetto ai colleghi maschi (12,4%). In totale, quasi il 13% delle domande è stato finanziato – anche questo dato in linea con gli anni precedenti.

La ricerca finanziata dagli starting grants sarà condotta in 22 Paesi UE, con istituti di ricerca tedeschi (76), britannici (67) e dai Paesi Bassi (46) che ospiteranno la maggior parte dei progetti. L'Italia ne ospiterà 15 : tre alla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, due ciascuno alle Università di Pisa, Trento e la Sapienza; uno ciascuno a Politecnico di Milano, Bocconi, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Università di Pavia, Firenze e Napoli Orientale

Informazioni per potenziali candidati

I ricercatori interessati a concorrere per uno starting grant dell'ERC avranno presto l'opportunità di presentare domanda per il prossimo round di finanziamento, poiché l'invito a presentare proposte verrà aperto nei prossimi giorni. Visita erc.europa.eu/funding/starting-grants  per le date e i dettagli del bando.

Nota di contesto

Gli starting grants dell'ERC vengono assegnati a ricercatori di qualsiasi nazionalità con 2-7 anni di esperienza dal completamento del dottorato di ricerca (o titolo equivalente) e un curriculum scientifico altamente promettente. La ricerca deve essere condotta in un'organizzazione di ricerca pubblica o privata con sede in uno degli Stati membri dell'UE o dei Paesi associati. Il finanziamento (fino a 1,5 milioni di euro per sovvenzione) è previsto per un massimo di cinque anni. Due terzi del bilancio del ERC sono destinati ai ricercatori a inizio carriera, attraverso gli Starting Grants (2-7 anni post-doc) e i Consolidator Grants (7-12 anni post-doc), e gli inviti a presentare proposte sono pubblicati una volta all'anno per ciascuna tipologia di sovvenzione.

Cos'e l'ERC

Il Consiglio europeo della ricerca (ERC), istituito dall'Unione europea nel 2007, è la prima organizzazione europea che finanzia l'eccellenza scientifica e la ricerca di frontiera . Ogni anno seleziona e finanzia i migliori ricercatori creativi di qualsiasi nazionalità ed età per gestire progetti basati in Europa. Offre quattro schemi di sovvenzioni di base: Starting, Consolidator, Advanced e Synergy Grants. Inoltre, grazie allo strumento di sovvenzione Proof of Concept, l'ERC aiuta i beneficiari a colmare il divario tra la ricerca fondamentale e le prime fasi della sua commercializzazione.

Ad oggi, l'ERC ha finanziato circa 8 mila ricercatori di alto livello in varie fasi della carriera e oltre 50 mila dottorandi, studenti  e altro personale che lavora nei loro gruppi di ricerca. L'ERC si sforza di attirare i migliori ricercatori di tutto il mondo per venire in Europa. I principali organismi di finanziamento della ricerca a livello mondiale, negli Stati Uniti, in Cina, in Giappone, in Brasile e in altri paesi, hanno concluso accordi speciali per offrire ai propri ricercatori l'opportunità di unirsi temporaneamente ai gruppi di beneficiari dell'ERC.

L'ERC è guidato da un organo di governo indipendente, il Consiglio scientifico, presieduto dal matematico francese Jean-Pierre Bourguignon e composto da 22 scienziati di alto livello, tra i quali tre italiani : Fabio Zwirner (Università di Padova), Paola Bovolenta (Centro per la Biologia Molecolare S. Ochoa, Madrid) e Fabio Superti-Furga (Università di Vienna) .

Il bilancio complessivo dell'ERC per il periodo 2014-2020 è superiore a 13 miliardi di euro, e rientra nel programma UE Horizon 2020, per il quale è responsabile il Commissario europeo per la ricerca, l'innovazione e la scienza Carlos Moedas. Per il futuro, la proposta della Commissione è di incrementare le dotazioni dell'ERC a 17 miliardi di €, nell'ambito del programma "Horizon Europe" 2021-2027, che dovrà essere negoziato e adottato dai 27 Paesi UE e dal Parlamento europeo.

Il Presidente guiderà missione d’imprenditori, ricercatori e organizzazioni internazionali

tajani official 250Bruxelles 16 luglio 2018. ‘’Attraverso il sostegno finanziario e un forte partenariato, l’Unione europea ha aiutato il Niger a ridurre i flussi migratori verso Libia e Ue di oltre il 95%. Nel 2016, 330.000 persone hanno attraversato il Niger dirette principalmente in Europa attraverso la Libia. Nel 2017 sono scese a meno di 18.000, e nel 2018 a circa 10.000. Dobbiamo continuare a sostenere il Niger in questa azione offrendo tutto l’aiuto possibile per lo sviluppo economico, imprenditoriale e tecnologico del paese’’: lo ha affermato il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, alla vigilia della sua missione in Niger il 17 e 18 luglio.

‘’Il Niger è un esempio dei successi ottenuti dall’Unione europea, anche grazie al buon uso del Fondo fiduciario per l’Africa. Le risorse stanno finendo, e servono nuovi stanziamenti per aiutare il Paese - tra i più poveri del mondo -  a proteggere le frontiere, gestire i flussi migratori e garantire la sicurezza. La mia visita ha l’obiettivo di rafforzare il buon partenariato con il Niger offrendo opportunità concrete di crescita economica attraverso la rete di imprenditori, ricercatori e organizzazioni internazionali che mi accompagneranno´´, ha aggiunto Tajani.

Facendo seguito alla richiesta del Presidente del Niger, Mahamadou Issoufou, Tajani guiderà a Niamey una missione di diplomazia economica con rappresentanti di oltre 30 imprese europee, esperti di ricerca e innovazione, e organizzazioni internazionali, tra le quali la FAO. La missione sarà basata su quattro pilastri: cooperazione politica; sviluppo dell’imprenditorialità; ricerca, innovazione e trasferimento di tecnologie; cooperazione internazionale.

Cooperazione politica

Tajani sarà ricevuto dal Presidente del Niger, Mahamadou Issoufou, dal Presidente dell’Assemblea nazionale nigerina, Ousseini Tini e dal Primo Ministro, Brigi Rafini, con i quali affronterà i temi della sicurezza, del controllo delle frontiere e della gestione dei flussi migratori.

‘’Il Niger sta facendo un eccellente lavoro per ospitare decine di migliaia di migranti evacuati da UNHCR e IOM dalla Libia, e servono con urgenza nuovi fondi. La nuova tranche di 500 milioni per il Fondo fiduciario per l’Africa deve andare in buona parte a sostenere gli sforzi di questo paese. Serve anche una riforma del regolamento di Dublino per garantire che i rifugiati identificati nei paesi di transito vengano distribuiti equamente tra tutti i Paesi Ue. Non è accettabile che dei 1.700 rifugiati vulnerabili riportati in Niger dalla Libia, solo alcune decine siano state accolte da pochi Paesi Ue’’ ha dichiarato Tajani.

Il Presidente Tajani parteciperà a una riunione dei Presidenti dei Parlamenti dei paesi del Sahel 5 (Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger, Chad). Al centro dell’incontro ci sarà il rafforzamento della cooperazione tra i paesi del Sahel, con l’obiettivo di un’intesa su temi quali stabilità della regione, sicurezza, immigrazione e sviluppo. Successivamente Tajani incontrerà Ibrhaim Sani-Abani, Segretario generale del Cen-sad, la Comunità che riunisce 29 paesi dell’area Sahel-Sahariana per discutere in particolare la stabilizzazione e alla democratizzazione della Libia.

Sviluppo dell’Imprenditorialità

La visita offre anche l’opportunità di guidare in Niger una missione di diplomazia economica alla quale partecipano più di trenta tra imprese, associazioni di imprese europee e compagnie già presenti in Niger. L’obiettivo è far conoscere le opportunità di investimento, migliorare il clima per gli affari e facilitare i contatti e gli scambi con le realtà produttive e con le autorità del paese.

‘’Il Niger - ha affermato Tajani - ha bisogno di investimenti nei settori dell’agricoltura, delle energie rinnovabili, e del digitale. Su richiesta del Presidente Issoufou, abbiamo quindi riunito imprese che operano principalmente in questi settori e che hanno complessivamente un giro d’affari pari a 80 miliardi di euro. Un primo sviluppo concreto di questa iniziativa è la creazione, voluta dallo stesso Presidente del Niger, di un Consiglio economico consultivo permanente che avrà il compito di dare seguito a questi primi incontri e contatti con le imprese europee’’.

Ricerca, innovazione e trasferimento di tecnologie

Il trasferimento di tecnologie e tecniche di produzione innovative è essenziale per lo sviluppo del Niger. Per questo Tajani sarà accompagnato da esperti e ricercatori che metteranno a disposizione delle autorità nigerine e degli attori della cooperazione locale soluzioni concrete nel settore dell’agricoltura a basso consumo di acqua, della trasformazione dei prodotti agricoli, del digitale. Tajani presenterà anche le opportunità di cooperazione nel settore della sicurezza, del controllo delle frontiere, dell’aviazione e dell’agricoltura offerte dai sistemi satellitari Ue EGNOS, Galileo e Copernicus.

Cooperazione internazionale

Alla visita prenderanno parte anche rappresentanti di organizzazioni internazionali quali l’Organizzazione delle Nzioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), l’Unione internazionale per le telecomunicazioni (ITU), la Banca africana per lo sviluppo (BAS) e la Banca europea per gli investimenti (BEI). L’obiettivo è lavorare insieme per contribuire a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite.

Parteciperanno alla missione anche rappresentanti del Servizio Diplomatico Esterno dell’Ue e delle Direzioni generali della Commissione europea per lo Sviluppo e la Cooperazione, per la Ricerca e per l’Energia.

Nota per i redattori

Il fondo fiduciario di emergenza dell'UE per l'Africa

Il Fondo fiduciario di emergenza dell'Unione europea mira a promuovere la stabilità in Africa affrontando le cause di destabilizzazione e di flussi migratori. Il Fondo mette a disposizione 3,3 miliardi di euro in tre regioni chiave dell'Africa: il Sahel e il Lago del Ciad, il Corno d'Africa e il Nord Africa, con l'obiettivo di aiutare oltre 160.000 migranti in transito e creare oltre 250.000 posti di lavoro in Africa.

A seguito del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno, ulteriori 500 milioni di euro provenienti dal bilancio Ue sono stati assegnati al Fondo fiduciario, con la richiesta agli Stati membri e agli altri paesi contribuenti di mettere a disposizione una cifra equivalente.

Per il Niger - il principale beneficiario del Fondo fiduciario - sono stati stanziati finora 230 milioni di euro per finanziare 11 progetti volti a sostenere la governance, a prevenire conflitti, a migliorare la gestione della migrazione e a creare opportunità economiche e lavoro.

Grazie al sostegno dell'Unione Europea attraverso il Fondo fiduciario di emergenza per l'Africa, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM) ha evacuato dalla Libia verso il Niger quasi 23.000 migranti che desideravano tornare volontariamente nel loro paese d’origine. Più di 1.700 rifugiati e richiedenti asilo vulnerabili sono stati evacuati dalla Libia al Niger.

Clicca qui per saperne di più nel fondo fiduciario dell'UE per l'Africa in Niger

Aiuto umanitario dell'UE in Africa e altri progetti

Gli aiuti dell'UE sono principalmente erogati attraverso il Fondo europeo di sviluppo, giunto ora alla sua undicesima edizione, che prevede un totale di 596 milioni di euro per il Niger nel periodo 2014-2020. L'aiuto umanitario totale per il Niger nel 2017 è stato di 42,6 milioni di euro che finanziano l'assistenza alimentare, le azioni in risposta alla violenza di Boko Haram a Diffa, e il sostegno ai rifugiati maliani in Niger.

Clicca qui per saperne di più sull'aiuto umanitario dell'UE in Niger

Il Piano di investimenti dell'UE per l'Africa

Il piano di investimenti esterni (EIP) è stato lanciato nel 2017 allo scopo di attrarre investimenti privati ​​in Africa. L’obiettivo è mobilitare 44 miliardi di euro di investimenti complessivi attraverso un input iniziale UE di 4,1 miliardi di euro, facendo leva sui fondi pubblici per mobilitare investimenti privati a basso rischio ​​in settori chiave per lo sviluppo delle economie africane quali l'energia sostenibile o il credito alle piccole imprese.

Attraverso Il Piano di investimenti è stato possibile investire 64 milioni di euro in una centrale elettrica ibrida a Agadez, in Niger, che consente la fornitura di energia elettrica in aree rurali, e costruire una centrale solare a Gorou Banda, per fornire energia alla periferia di Niamey.

Clicca qui per saperne di più sul piano di investimenti esterni dell'UE

Immigrazione

Il Niger è uno dei principali paesi di transito dei migranti diretti verso l'UE. Si stima che circa il 90% dei migranti dall'Africa occidentale in viaggio verso la Libia e l'Europa passi attraverso il Niger. Tra il 2016 e il 2017, i numeri sono stati significativamente ridotti. Nel 2016 l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) ha osservato 333.891 individui in uscita attraverso i confini del Niger (principalmente verso la Libia). Nel 2017 il numero è sceso a 17.634. La tendenza alla diminuzione dei flussi migratori sembra confermata dalle stime del 2018, che indicano un totale di circa 10.000 persone.

Il Niger ospita attualmente oltre 300 000 rifugiati e sfollati in fuga dalle crisi nei paesi limitrofi. I campi profughi sono concentrati nella regione sud-orientale di Diffa e nelle regioni settentrionali e nord-occidentali di Tahoua e Tillabery, dove si sta verificando una grave crisi umanitaria. Secondo i dati dell'UNHCR, nel gennaio 2018 c’erano 310.626 persone bisognose di assistenza in Niger. Di questi, 129.520 sono sfollati interni (IDP). I restanti sono cittadini non nigeriani e provengono principalmente da Mali e Nigeria.

Link alla nota informativa dell'UNHCR sul Niger.

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