dall'Europa

ursula von der leyenLa Commissione accoglie con favore l'accordo provvisorio odierno tra i colegislatori sulla legge europea sul clima. Elemento fondamentale del Green Deal europeo, la legge europea sul clima sancisce l'impegno dell'UE a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e l'obiettivo intermedio di ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. L'accordo della legge europea sul clima è una pietra miliare per la Commissione von der Leyen, in quanto tiene fede a uno degli impegni annunciati negli orientamenti politici della Presidente nel luglio 2019.

La Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: "Sono felice di questo accordo raggiunto su un elemento essenziale del Green Deal europeo. Il nostro impegno politico di diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050 è ora anche un impegno giuridico. La legge sul clima pone l'UE su un percorso verde per un'intera generazione, è l'impegno solenne preso con i nostri figli e nipoti."

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo, ha aggiunto: "Questa è una tappa storica per l'UE. Abbiamo raggiunto un accordo ambizioso che iscrive l'obiettivo della neutralità climatica in una legislazione vincolante che sarà nostra guida nelle politiche per i prossimi 30 anni. La legge sul clima darà forma alla ripresa verde dell'UE e assicurerà una transizione verde socialmente equa. L'accordo di oggi rafforza la nostra posizione mondiale di preminenza nella lotta alla crisi climatica. Quando i leader mondiali si riuniranno in occasione della Giornata della Terra, l'UE porterà questa buona notizia al tavolo dei negoziati, e auspichiamo che ispiri i nostri partner internazionali. Oggi è un giorno felice per i nostri cittadini e per il pianeta."

Oltre all'obiettivo della neutralità climatica entro il 2050, l'accordo odierno rafforza il quadro d'azione europeo per il clima grazie agli elementi seguenti:

  • un ambizioso obiettivo climatico per il 2030: ridurre le emissioni nette di almeno il 55 % rispetto al 1990 precisando il contributo delle riduzioni e degli assorbimenti delle emissioni;
  • il riconoscimento della necessità di rafforzare il pozzo di assorbimento del carbonio dell'UE attraverso un regolamento LULUCF più ambizioso, sul quale la Commissione presenterà proposte nel giugno 2021;
  • il processo di definizione dell'obiettivo climatico per il 2040, tenendo conto del bilancio indicativo per i gas a effetto serra sul periodo 2030-2050 che sarà pubblicato dalla Commissione;
  • un impegno sulle emissioni negative dopo il 2050;
  • l'istituzione di un comitato scientifico consultivo europeo sui cambiamenti climatici che formulerà pareri scientifici indipendenti;
  • disposizioni più rigorose sull'adattamento ai cambiamenti climatici;
  • una forte coerenza tra le politiche dell'Unione e l'obiettivo della neutralità climatica;
  • l'impegno di avviare un dialogo con i vari settori per elaborare tabelle di marcia settoriali che indichino il percorso verso la neutralità climatica nei diversi comparti dell'economia.

Contesto

La Commissione ha presentato la proposta di legge europea sul clima il 4 marzo 2020. Una volta approvato formalmente da Parlamento e Consiglio l'accordo odierno, la legge europea sul clima sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione ed entrerà in vigore.

Per ulteriori informazioni

Legge europea sul clima

Il Green Deal europeo

 

La Commissaria Johansson in Croazia e in Slovenia in vista della presidenza slovena del Consiglio dell'Unione europea

 

Domani la Commissaria per gli Affari interni, Ylva Johansson, si recherà a Lubiana, Slovenia, in preparazione della prossima presidenza slovena del Consiglio dell'Unione europea. La Commissaria incontrerà il Ministro dell'Interno, Aleš Hojs, il Ministro degli Affari esteri, Anže Logar, e membri dell'Assemblea nazionale slovena.

La Commissaria discuterà con la presidenza slovena entrante le priorità fondamentali nel settore degli affari interni, quali la prossima strategia per il futuro di Schengen, il nuovo patto sulla migrazione e l'asilo e la sicurezza interna europea, compresi il programma di lotta al terrorismo e la strategia dell'UE per contrastare la criminalità organizzata.

A margine, la Commissaria Johansson incontrerà anche il presidente del consiglio di amministrazione di Frontex, Marko Gašperlin, per discutere dell'attuazione del regolamento relativo alla guardia di frontiera e costiera europea e della governance dell'agenzia.

Venerdì la Commissaria si recherà in Croazia per un incontro a Zagabria con il Primo ministro, Andrej Plenković, e il Vice Primo ministro e Ministro dell'Interno, Davor Božinović, per discutere di Schengen e della gestione della migrazione.

Un'Europa pronta per l'era digitale: la Commissione propone nuove regole e azioni per l'eccellenza e la fiducia nell'intelligenza artificiale

La Commissione propone oggi nuove regole e azioni volte a trasformare l'Europa nel polo mondiale per un'intelligenza artificiale (IA) affidabile. L'unione tra il primo quadro giuridico sull'IA mai realizzato e un nuovo piano coordinato con gli Stati membri garantirà la sicurezza e i diritti fondamentali di persone e imprese, rafforzando nel contempo l'adozione dell'IA e gli investimenti e l'innovazione nel settore in tutta l'UE. Le nuove regole sulle macchine integreranno questo approccio adattando le regole di sicurezza per far crescere la fiducia degli utenti in una nuova e versatile generazione di prodotti.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per Un'Europa pronta per l'era digitale, ha dichiarato: "Per quanto riguarda l'intelligenza artificiale, la fiducia non è facoltativa, è indispensabile. Queste regole rappresentano una svolta, che consentirà all'UE di guidare lo sviluppo di nuove norme globali per garantire che l'IA possa essere considerata affidabile. Definendo le norme possiamo spianare la strada a una tecnologia etica in tutto il mondo e garantire che l'UE rimanga competitiva. Le nostre regole saranno adeguate alle esigenze future e favorevoli all'innovazione e interverranno ove strettamente necessario: quando sono in gioco la sicurezza e i diritti fondamentali dei cittadini dell'UE."

Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha dichiarato: "L'IA è un mezzo, non un fine. Esiste da decenni, ma ora sono possibili nuove capacità alimentate dalla potenza di calcolo. Ciò offre un enorme potenziale in tanti settori diversi tra cui la sanità, i trasporti, l'energia, l'agricoltura, il turismo o la cibersicurezza, ma presenta anche una serie di rischi. Le proposte odierne mirano a rafforzare la posizione dell'Europa quale polo globale di eccellenza nell'IA dai laboratori al mercato, a garantire che l'IA in Europa rispetti i nostri valori e le nostre regole e a sfruttare il potenziale dell'IA per uso industriale." 

Il nuovo regolamento sull'IA garantirà che i cittadini europei possano fidarsi di ciò che l'IA ha da offrire, grazie a regole proporzionate e flessibili che affronteranno i rischi specifici posti dai sistemi di IA e fisseranno i più elevati standard a livello mondiale. Il piano coordinato delinea i cambiamenti strategici e gli investimenti necessari a livello di Stati membri per rafforzare la posizione di primo piano dell'Europa nello sviluppo di un'IA antropocentrica, sostenibile, sicura, inclusiva e affidabile.

L'approccio europeo a un'IA affidabile

Le nuove regole saranno applicate direttamente e nello stesso modo in tutti gli Stati membri, sulla base di una definizione di IA adeguata alle esigenze future, e seguono un approccio basato sul rischio.

Rischio inaccettabile: i sistemi di IA considerati una chiara minaccia per la sicurezza, i mezzi di sussistenza e i diritti delle persone saranno vietati. Sono compresi i sistemi o le applicazioni di IA che manipolano il comportamento umano per aggirare il libero arbitrio degli utenti (ad esempio, giocattoli che utilizzano l'assistenza vocale per incoraggiare i comportamenti pericolosi dei minori) e i sistemi che consentono ai governi di attribuire un "punteggio sociale".

Rischio alto: sono considerati ad alto rischio i sistemi in cui la tecnologia di IA è utilizzata:

  • in infrastrutture critiche (ad esempio i trasporti), poiché potrebbe mettere a rischio la vita e la salute dei cittadini;
  • nell'istruzione o formazione professionale, poiché può determinare l'accesso all'istruzione e il percorso professionale della vita di una persona (ad esempio, attribuzione del punteggio degli esami);
  • in componenti di sicurezza dei prodotti (ad esempio un'applicazione di IA utilizzata nella chirurgia assistita da robot);
  • nell'ambito dell'occupazione, della gestione dei lavoratori e dell'accesso al lavoro autonomo (ad esempio, software di selezione dei CV per le procedure di assunzione);
  • in servizi pubblici e privati essenziali (ad esempio, lo scoring del credito che può negare ai cittadini la possibilità di ottenere un prestito);
  • in attività di contrasto che possono interferire con i diritti fondamentali delle persone (ad esempio, valutazione dell'affidabilità delle prove);
  • nella gestione della migrazione, dell'asilo e del controllo delle frontiere (ad esempio, verifica dell'autenticità dei documenti di viaggio);
  • nell'amministrazione della giustizia e nei processi democratici (ad esempio, applicazione della legge a una serie concreta di fatti).

I sistemi di IA ad alto rischio saranno soggetti a obblighi rigorosi prima che possano essere immessi sul mercato:

  • adeguati sistemi di valutazione e attenuazione dei rischi;
  • elevata qualità dei set di dati che alimentano il sistema, per ridurre al minimo i rischi e i risultati discriminatori;
  • registrazione delle attività per garantire la tracciabilità dei risultati;
  • documentazione dettagliata che fornisca tutte le informazioni necessarie sul sistema e sulle sue finalità affinché le autorità possano valutarne la conformità;
  • informazioni chiare e adeguate per l'utente;
  • appropriate misure di sorveglianza umana, per ridurre al minimo i rischi;
  • elevato livello di robustezzasicurezza e accuratezza.

In particolare, tutti i sistemi di identificazione biometrica remota sono considerati ad alto rischio e soggetti a requisiti rigorosi. Il loro utilizzo in tempo reale ai fini di attività contrasto in spazi accessibili al pubblico è in linea di principio vietato. Sono previste poche eccezioni rigorosamente definite e regolamentate (ad esempio, ove strettamente necessario per cercare un minore scomparso, prevenire una minaccia terroristica specifica e imminente o individuare, localizzare, identificare o perseguire autori o sospettati di un reato grave). Tale uso è soggetto all'autorizzazione di un organo giudiziario o di un altro organo indipendente e a limiti per quanto riguarda il tempo, la portata geografica e le banche dati ricercate.

Rischio limitato, ossia sistemi di IA con specifici obblighi di trasparenza: quando utilizzano sistemi di IA come i chatbot, gli utenti dovrebbero essere consapevoli del fatto che stanno interagendo con una macchina, in modo da poter decidere con cognizione di causa se continuare ad usarli oppure no.

Rischio minimo: la proposta legislativa consente il libero utilizzo di applicazioni quali videogiochi o filtri spam basati sull'IA. La grande maggioranza dei sistemi di IA rientra in questa categoria. Il progetto di regolamento non interviene in questo caso, poiché questi sistemi di IA presentano solo un rischio minimo o nullo per i diritti o la sicurezza dei cittadini.

In termini di governance, la Commissione propone che le autorità nazionali di vigilanza del mercato competenti supervisionino le nuove regole, mentre l'istituzione di un comitato europeo per l'intelligenza artificiale ne faciliterà l'attuazione e stimolerà lo sviluppo di norme per l'IA. Vengono inoltre proposti codici di condotta volontari per i sistemi di IA non ad alto rischio, nonché spazi di sperimentazione normativa per facilitare un'innovazione responsabile.

L'approccio europeo all'eccellenza nell'IA

Il coordinamento rafforzerà la leadership dell'Europa in relazione a un'IA antropocentrica, sostenibile, sicura, inclusiva e affidabile. Per mantenere la competitività a livello globale, la Commissione si è impegnata a promuovere l'innovazione nello sviluppo e nell'utilizzo delle tecnologie di IA in tutti i settori industriali e in tutti gli Stati membri.

Pubblicato per la prima volta nel 2018 per definire azioni e strumenti di finanziamento per lo sviluppo e l'adozione dell'IA, il piano coordinato sull'IA ha reso possibile un vivace panorama di strategie nazionali e finanziamenti dell'UE per i partenariati pubblico-privato e le reti di ricerca e innovazione. L'aggiornamento completo del piano coordinato propone azioni comuni concrete di collaborazione per garantire che tutti gli sforzi siano in linea con la strategia europea sull'IA e il Green Deal europeo, tenendo conto, nel contempo, delle nuove sfide poste dalla pandemia di coronavirus. Esso presenta una visione volta ad accelerare gli investimenti nell'IA che possono favorire la ripresa. Mira inoltre a stimolare l'attuazione delle strategie nazionali in materia di IA, eliminare la frammentazione e affrontare le sfide globali.

Il piano coordinato aggiornato utilizzerà i finanziamenti assegnati attraverso i programmi Europa digitale e Orizzonte Europa, nonché il dispositivo per la ripresa e la resilienza, che prevede un obiettivo di spesa per il digitale del 20%, e i programmi della politica di coesione al fine di:

  • creare le condizioni favorevoli allo sviluppo e all'adozione dell'IA attraverso lo scambio di informazioni strategiche, la condivisione dei dati e gli investimenti nelle capacità di calcolo critiche;
  • promuovere l'eccellenza in materia di IA "dal laboratorio al mercato" istituendo un partenariato pubblico-privato, costruendo e mobilitando capacità di ricerca, sviluppo e innovazione e mettendo a disposizione delle PMI e delle pubbliche amministrazioni strutture di prova e sperimentazione nonché poli dell'innovazione digitale;
  • garantire che l'IA sia al servizio delle persone e sia una forza positiva nella società, operando in prima linea nello sviluppo e nella diffusione di un'IA affidabile, coltivando talenti e competenze mediante tirocini, reti di dottorato e borse post-dottorato in ambito digitale, integrando la fiducia nelle politiche in materia di IA e promuovendo la visione europea di un'IA sostenibile e affidabile a livello globale;
  • creare la leadership strategica in settori e tecnologie ad alto impatto, compreso l'ambiente, concentrandosi sul contributo dell'IA alla produzione sostenibile, alla salute, ampliando lo scambio transfrontaliero di informazioni, nonché al settore pubblico, alla mobilità, agli affari interni e all'agricoltura e alla robotica.

L'approccio europeo alle nuove macchine

Le macchine comprendono un'ampia gamma di prodotti professionali e di consumo, dai robot ai tosaerba, alle stampanti 3D, alle macchine per l'edilizia e alle linee di produzione industriale. La direttiva macchine, sostituita dal nuovo regolamento macchine, ha definito i requisiti in materia di salute e di sicurezza delle macchine. Il nuovo regolamento macchine farà sì che la nuova generazione di macchine garantisca la sicurezza degli utenti e dei consumatori e incoraggi l'innovazione. Mentre il regolamento sull'IA affronterà i rischi per la sicurezza dei sistemi di IA, il nuovo regolamento macchine garantirà l'integrazione sicura dei sistemi di IA nelle macchine nel loro complesso. Le imprese dovranno effettuare solo un'unica valutazione della conformità. 

Il nuovo regolamento macchine risponderà inoltre alle esigenze del mercato apportando maggiore chiarezza giuridica alle disposizioni vigenti, semplificando gli oneri amministrativi e i costi per le imprese consentendo formati digitali per la documentazione e adeguando le spese di valutazione della conformità per le PMI, e garantirà nel contempo la coerenza con il quadro legislativo dell'UE per i prodotti.

Prossime tappe

Il Parlamento europeo e gli Stati membri dovranno adottare le proposte della Commissione relative a un approccio europeo all'intelligenza artificiale e ai macchinari nell'ambito della procedura legislativa ordinaria. Una volta adottati, i regolamenti saranno direttamente applicabili in tutta l'UE. La Commissione continuerà parallelamente a collaborare con gli Stati membri per attuare le azioni annunciate nel piano coordinato.

Contesto

Da anni la Commissione sta agevolando e rafforzando la cooperazione in materia di IA in tutta l'UE per promuoverne la competitività e garantire la fiducia basata sui valori dell'UE. 

In seguito alla pubblicazione della strategia europea sull'IA nel 2018 e dopo un'ampia consultazione dei portatori di interessi, il gruppo di esperti ad alto livello sull'intelligenza artificiale ha elaborato orientamenti per un'IA affidabile nel 2019 e una lista di valutazione per un'IA affidabile nel 2020. Nel dicembre 2018 è stato parallelamente pubblicato il primo piano coordinato sull'IA, come impegno congiunto con gli Stati membri.

Il libro bianco sull'IA della Commissione, pubblicato nel 2020, delinea una visione chiara per l'IA in Europa: un ecosistema di eccellenza e fiducia, che getta le basi della proposta odierna. La consultazione pubblica sul libro bianco sull'IA ha registrato un'ampia partecipazione da tutto il mondo. Il libro bianco è stato accompagnato da una "Relazione sulle implicazioni dell'intelligenza artificiale, dell'Internet delle cose e della robotica in materia di sicurezza e di responsabilità", in cui si conclude che la vigente normativa in materia di sicurezza dei prodotti presenta una serie di lacune che devono essere colmate, in particolare nella direttiva macchine.

Per ulteriori informazioni

Nuove regole per l'intelligenza artificiale – Domande e risposte

Nuove regole per l'intelligenza artificiale – Scheda informativa

Comunicazione "Promuovere un approccio europeo all'intelligenza artificiale"

Regolamento relativo all'approccio europeo per l'intelligenza artificiale

Nuovo piano coordinato sull'intelligenza artificiale

Regolamento macchine

Progetti di IA finanziati dall'UE

 

Il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, è intervenuto oggi all’evento “Il Mezzogiorno alla prova del Next Generation EU ” promosso dalla eurodeputata Pina Picierno. 

Nel corso del suo intervento David Sassoli ha sostenuto che:

Sassoli 150“Decine di milioni di europei che erano sulla soglia della fascia di povertà sono oggi al di sotto, e decine di milioni di europei che erano ceto medio basso sono adesso sulla soglia della fascia della povertà. Questi cittadini e queste cittadine reclamano dignità. È un tema cruciale per le forze politiche democratiche, perché se non lo affrontiamo in modo strutturale ed efficace, verremo travolti, se non dalla rabbia di certo dall’indifferenza”.

Il Presidente dell’Eurocamera ha ribadito l’importanza del Piano Next Generation per la ripresa delle regioni meridionali:  

“È importante che un progetto di lungo periodo, strategico per il paese come il Next Generation EU venga discusso e condiviso a tutti i livelli possibili. Con il Next Generation EU possiamo abbandonare una volta per tutte la retorica (sbagliata) del sud come un gigantesco villaggio vacanze permanente. Le Regioni meridionali esprimono eccellenze in molti campi”.

In conclusione Sassoli ha sottolineato che:

“Dobbiamo essere consapevoli che c’è grande dolore e incertezza in tutta Europa. Non soltanto per la precarietà delle condizioni materiali di vita, ma anche per altri fattori, tra cui il gigantismo delle imprese transnazionali che cercano di sottrarsi ad ogni controllo e ad ogni responsabilità’, il rischio di una digitalizzazione necessaria ma senza regole, il trasferimento di “sovranità” ai Consigli di Amministrazione. Per questo sarà importante il lavoro regolatorio che L’Unione europea farà in materia digitale e fiscale nei prossimi mesi”.

“Dobbiamo assumerci la responsabilità di rinnovare il nostro patto democratico e il legame con i nostri cittadini. E dobbiamo farlo sapendo che i cittadini vogliono essere ascoltati, essere coinvolti nella vita politica, partecipare pienamente alla democrazia. Per questi motivi, mi sembra che la Conferenza sul futuro dell'Europa sia una straordinaria e necessaria opportunità per un dibattito dal basso sul nostro futuro comune”.

ylva johansson 100Questa mattina la Commissaria per gli Affari interni, Ylva Johansson, ha pronunciato un discorso di apertura in occasione dell’evento di presentazione dell'ultima relazione di Europol sulla valutazione della minaccia rappresentata dalla criminalità organizzata e dalle forme gravi di criminalità nell'UE.

La relazione, pubblicata ogni 4 anni, analizza la minaccia delle reti criminali, in particolare quelle che commettono atti di violenza, ricorrono alla corruzione e riciclano le loro attività criminali, e guiderà l'attività congiunta delle autorità di contrasto europee nel quadro della piattaforma multidisciplinare europea di lotta alle minacce della criminalità (EMPACT) fino al 2025.

La relazione rivolge particolare attenzione agli attacchi informatici, ai reati contro le persone (quali la tratta di esseri umani a fini di sfruttamento lavorativo e sessuale, il traffico di migranti, l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori), alle frodi, alla criminalità organizzata contro il patrimonio e alla criminalità ambientale. Lo studio affronta anche l'impatto della pandemia di COVID-19 sul panorama criminale dell'UE e l'evoluzione dei metodi utilizzati dalle reti criminali per trarre vantaggio dalla situazione.

La criminalità organizzata e le forme gravi di criminalità minacciano gravemente e in maniera persistente la sicurezza dei cittadini dell'UE. Per questo motivo, la Commissione presenterà questa settimana una nuova strategia dell'UE per la lotta alla criminalità organizzata, che definirà gli strumenti e le misure da adottare nei prossimi 5 anni per smantellare i modelli economici e le strutture delle organizzazioni criminali a livello transfrontaliero, sia online sia offline. 

Maggiori informazioni sulla relazione pubblicata oggi sono disponibili sul suo sito web di Europol.

Foto Paolo GentiloniLa Commissione europea ha proposto oggi di esentare dall'imposta sul valore aggiunto (IVA) i beni e i servizi che, insieme agli organi e alle agenzie dell'Unione, mette a disposizione di Stati membri e cittadini in tempi di crisi. 

Questa proposta è in linea con l'esperienza maturata nel corso della pandemia che ha insegnato tra altre cose che l'IVA applicata ad alcune transazioni finisce per costituire un fattore di costo negli appalti, mettendo a dura prova i bilanci più limitati. Scopo dell'iniziativa odierna è quindi ottimizzare l'efficienza dei fondi dell'UE utilizzati nell'interesse pubblico per far fronte a crisi come le calamità naturali e le emergenze sanitarie, rafforzando inoltre gli organi di gestione delle catastrofi e delle crisi che operano a livello dell'UE, ad esempio nell'ambito dell'Unione europea della salute e del meccanismo di protezione civile dell'UE.

Una volta effettive, le nuove misure permetteranno alla Commissione e alle agenzie e organi dell'UE di importare e acquistare in esenzione dall'IVA i beni e i servizi da distribuirsi in risposta a un'emergenza nell'UE. I destinatari possono essere Stati membri o terzi, come autorità o istituzioni nazionali (ad es. ospedali, un'autorità sanitaria o altra autorità nazionale di risposta alle catastrofi). Tra i beni e i servizi che rientrano nell'esenzione proposta si trovano:

  • test diagnostici, materiali diagnostici e attrezzature di laboratorio;
  • dispositivi di protezione individuale (DPI) come guanti, respiratori, maschere, camici, prodotti e attrezzature per la disinfezione;
  • tende, letti da campo, abbigliamento e alimenti;
  • attrezzature di ricerca e salvataggio, sacchi di sabbia, giubbotti di salvataggio e gommoni;
  • antimicrobici e antibiotici, antidoti contro le minacce chimiche, cure per lesioni da radiazioni, antitossine, compresse di iodio;
  • prodotti del sangue o anticorpi;
  • dispositivi di misurazione delle radiazioni;
  • sviluppo, produzione e approvvigionamento dei prodotti necessari, attività di ricerca e innovazione, costituzione di scorte strategiche di prodotti; licenze al settore farmaceutico, strutture di quarantena, sperimentazioni cliniche, disinfezione dei locali ecc.

Paolo Gentiloni, Commissario responsabile per l'Economia, ha dichiarato: "La pandemia di COVID-19 ci ha insegnato che questo tipo di crisi è assai complesso e ha un impatto ad ampio raggio sulle nostre società. È essenziale reagire subito e efficacemente e trovare oggi la migliore risposta possibile per prepararci al domani. Questa proposta va nel senso dell'obiettivo UE di reagire alle crisi e alle emergenze nell'Unione e farà in modo di ottimizzare l'impatto finanziario degli sforzi di soccorso a livello dell'UE per combattere la pandemia e sostenere la ripresa."

Prossime tappe

La proposta legislativa che modificherà la direttiva sull'IVA sarà ora trasmessa al Parlamento europeo per parere e al Consiglio per adozione.

Gli Stati membri adotteranno e pubblicheranno entro il 30 aprile 2021 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva e le applicheranno dal 1o gennaio 2021.

Contesto

La pandemia di coronavirus ha messo in chiara luce l'importanza della preparazione e della risposta a livello dell'UE, che in tempi di crisi devono essere coerenti, decisive e centralizzate. Nel corso della pandemia, la Commissione von der Leyen ha delineato programmi per rafforzare la preparazione e la gestione nell'UE delle minacce sanitarie transfrontaliere e presentato gli elementi costitutivi di un'Unione della salute più forte. Ha poi proposto di rafforzare la collaborazione tra gli Stati membri attraverso il meccanismo di protezione civile dell'UE con l'obiettivo di migliorare le risposte alle future calamità naturali o provocate dall'uomo. Ad esempio, nel contesto della nuova Unione europea della salute, la Commissione ha annunciato la creazione dell'Autorità per la risposta alle emergenze sanitarie (HERA) per attivare rapidamente le più avanzate misure mediche e di altro tipo in caso di emergenza sanitaria, coprendo l'intera catena del valore, dall'ideazione alla distribuzione e all'uso.

L'UE ha già preso misure nel settore della fiscalità e delle dogane per sostenere la lotta contro la pandemia e la ripresa. Nell'aprile 2020 l'UE ha convenuto di sospendere i dazi doganali e l'IVA per le importazioni di mascherine e altri dispositivi di protezione necessari per combattere la pandemia. La sospensione rimane in vigore e sarà prorogata. Nel dicembre 2020 gli Stati membri hanno concordato nuove misure su proposta della Commissione per esentare temporaneamente dall'IVA i vaccini e i kit di analisi venduti a ospedali, medici e privati, e per i servizi strettamente connessi. Ai sensi della direttiva modificata, gli Stati membri possono applicare aliquote ridotte o un'aliquota zero sia ai vaccini che ai kit di analisi, se lo ritengono opportuno.

Per ulteriori informazioni

La Commissione propone di esentare beni e servizi vitali distribuiti dall'UE in tempi di crisi 

Direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda le esenzioni all'importazione e di alcune forniture in relazione a misure dell'Unione di interesse pubblico

Risposta alla COVID-19 nel settore della fiscalità e delle dogane

Foto Parlamento europeo 250Oggi il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, il Primo ministro portoghese António Costa a nome della presidenza del Consiglio e la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen hanno firmato la dichiarazione comune sulla conferenza sul futuro dell'Europa. Si tratta di un passo preliminare all'avvio di una serie di dibattiti e discussioni che consentiranno ai cittadini di ogni angolo d'Europa di condividere le loro idee per contribuire a plasmare il futuro dell'Europa.

Il Presidente Sassoli ha dichiarato: "La giornata di oggi segna un nuovo inizio per l'Unione europea e per tutti i suoi cittadini. Con la conferenza sul futuro dell'Europa tutti i cittadini europei e la nostra società civile avranno l'occasione unica di plasmare il futuro dell'Europa, un progetto comune per una democrazia europea funzionante. Chiediamo a tutti voi di farvi avanti per partecipare, con le vostre opinioni, alla costruzione dell'Europa di domani, la VOSTRA Europa."

Il Primo ministro Costa ha dichiarato: "La convocazione della conferenza sul futuro dell'Europa è un messaggio di fiducia e speranza per il futuro che inviamo gli europei. Fiducia nel fatto che riusciremo a superare la pandemia e la crisi; speranza nel fatto che, insieme, riusciremo a costruire un'Europa equa, verde e digitale.

La Presidente von der Leyen ha dichiarato: "Oggi vogliamo invitare tutti gli europei a esprimersi. Per spiegare in quale Europa vogliono vivere, per plasmarla e per unire le forze e aiutarci a costruirla. Le aspettative dei cittadini sono chiare: vogliono dire la loro sul futuro dell'Europa, sulle questioni che incidono sulla loro vita. La nostra promessa di oggi è altrettanto chiara: noi li ascolteremo. E poi agiremo.”

La conferenza sul futuro dell'Europa si prefigge come obiettivo conferire ai cittadini un ruolo più incisivo nella definizione delle politiche e delle ambizioni dell'UE, migliorando la resilienza dell'Unione alle crisi, sia economiche che sanitarie. Costituirà un nuovo spazio d'incontro pubblico per un dibattito aperto, inclusivo, trasparente e strutturato con i cittadini europei sulle questioni che li riguardano e che incidono sulla loro vita quotidiana.

La dichiarazione comune presenta un elenco non esaustivo di possibili argomenti per la conferenza: la salute, i cambiamenti climatici, l'equità sociale, la trasformazione digitale, il ruolo dell'UE nel mondo e il rafforzamento dei processi democratici che governano l'UE. Questi temi coincidono con le priorità generali dell'UE e con le questioni sollevate dai cittadini nei sondaggi d'opinione. In ultima analisi, saranno i partecipanti a decidere quali argomenti trattare nell'ambito della conferenza.

Prossime tappe

La conferenza fa capo alle tre istituzioni che guidano l'iniziativa, rappresentate dai rispettivi presidenti che fungono da presidenza congiunta. Presto sarà istituito un comitato esecutivo che rappresenterà le tre istituzioni in modo equilibrato, con i parlamenti nazionali nel ruolo di osservatori. Il comitato esecutivo supervisionerà i lavori e preparerà le riunioni plenarie della conferenza, compresi i contributi dei cittadini e il loro follow-up.

Contesto

La dichiarazione comune definisce la portata, la struttura, gli obiettivi e i principi della conferenza. Getta le basi per eventi avviati dai cittadini, da organizzare in collaborazione con la società civile e i portatori d'interessi a tutti i livelli, i parlamenti nazionali e regionali, il Comitato delle regioni, il Comitato economico e sociale, le parti sociali e il mondo accademico. La loro partecipazione al processo è essenziale per garantire il massimo coinvolgimento e la massima diffusione.

La conferenza si articolerà in vari spazi, virtuali e, possibilmente, fisici, nel rispetto delle norme anti COVID. Una piattaforma digitale multilingue interattiva consentirà ai cittadini e ai portatori d'interessi di presentare idee online e li aiuterà a partecipare o a organizzare eventi.

La piattaforma e tutti gli eventi organizzati sotto l'egida della conferenza dovranno basarsi sui principi di inclusività, apertura e trasparenza, nel rispetto della privacy e delle norme dell'UE in materia di protezione dei dati. Le attività dei gruppi di cittadini europei organizzati a livello europeo saranno trasmesse e tutti i contributi online dovranno essere resi pubblici.

La conferenza è invitata a elaborare le proprie conclusioni per orientare la futura direzione dell'Europa.

Per ulteriori informazioni

Conferenza sul futuro dell'Europa

Dichiarazione comune sulla conferenza sul futuro dell'Europa

Conferenza sul futuro dell'Europa - Posizione riveduta del Consiglio (3 febbraio 2021)

Comunicazione della Commissione relativa alla conferenza sul futuro dell'Europa (22 gennaio 2020)

Posizione del Parlamento europeo sulla conferenza sul futuro dell'Europa (15 gennaio 2020)

InvestEU dovrebbe mobilitare circa 400 miliardi di euro in investimenti

Aiuti alle aziende per superare la pandemia di COVID-19

Trampolino di lancio per gli investimenti altrimenti difficili da finanziare

 

Martedì, i deputati hanno approvato, in via definitiva, il nuovo programma InvestEU, che mobiliterà investimenti pubblici e privati e garantirà un accesso più agevole ai finanziamenti.

 

Foto Parlamento europeo 250L'accordo provvisorio raggiunto con il Consiglio è stato approvato dal Parlamento con 496 voti favorevoli, 57 contrari e 144 astensioni.


Con 26 miliardi di euro (a prezzi correnti) accantonati come garanzia nel bilancio UE, InvestEU dovrebbe mobilitare 400 miliardi di euro da investire in tutta l'Unione nel periodo dal 2021 al 2027. Il nuovo programma fa parte del pacchetto di ripresa Next Generation EU da 750 miliardi di euro e promuoverà investimenti strategici, sostenibili e innovativi oltre ad affrontare le difficoltà di liquidità del mercato, le situazioni di investimenti non ottimali e le carenze di investimenti in settori specifici.


Investimenti sostenibili e strategici


InvestEU sosterrà gli investimenti strategici nella fabbricazione di prodotti farmaceutici, dispositivi medici e forniture - cruciali in una pandemia - così come la produzione di tecnologie, di componenti e dispositivi dell'informazione e della comunicazione.


Il programma finanzierà anche quei progetti sostenibili che possono dimostrare il loro impatto positivo ambientale, climatico e sociale. Tutti i progetti finanziati dovranno tener conto del principio del "non arrecare un danno significativo", ovvero non devono influire negativamente sugli obiettivi ambientali e sociali dell'UE.


Inoltre, i deputati hanno ottenuto che InvestEU contribuisca al raggiungimento dell'obiettivo che prevede di destinare almeno il 30% dei fondi UE agli obiettivi climatici da qui al 2027 e fornisca sostegno alle piccole e medie imprese (PMI) colpite dalla pandemia e a rischio di insolvenza.


400 miliardi di euro in investimenti


Gli investimenti in tutta l'Unione europea, che dovrebbero complessivamente ammontare a 400 miliardi di euro, saranno destinati ai seguenti obiettivi:

promuoverà investimenti strategici, sostenibili e innovativi oltre ad affrontare le difficoltà di liquidità del mercato, le situazioni di investimenti non ottimali e le carenze di investimenti in settori specifici.


Investimenti sostenibili e strategici


InvestEU sosterrà gli investimenti strategici nella fabbricazione di prodotti farmaceutici, dispositivi medici e forniture - cruciali in una pandemia - così come la produzione di tecnologie, di componenti e dispositivi dell'informazione e della comunicazione.


Il programma finanzierà anche quei progetti sostenibili che possono dimostrare il loro impatto positivo ambientale, climatico e sociale. Tutti i progetti finanziati dovranno tener conto del principio del "non arrecare un danno significativo", ovvero non devono influire negativamente sugli obiettivi ambientali e sociali dell'UE.


Inoltre, i deputati hanno ottenuto che InvestEU contribuisca al raggiungimento dell'obiettivo che prevede di destinare almeno il 30% dei fondi UE agli obiettivi climatici da qui al 2027 e fornisca sostegno alle piccole e medie imprese (PMI) colpite dalla pandemia e a rischio di insolvenza.


400 miliardi di euro in investimenti


Gli investimenti in tutta l'Unione europea, che dovrebbero complessivamente ammontare a 400 miliardi di euro, saranno destinati ai seguenti obiettivi:

infrastrutture sostenibili: circa il 38%

ricerca, innovazione e digitalizzazione: 25%

PMI: circa il 26%

investimenti sociali e competenze: circa l'11%.

 

Inoltre, il Fondo europeo per gli investimenti (FEI), che contribuirà all'attuazione del programma InvestEU, riceverà ulteriori 375 milioni di euro.


Citazioni

 

José Manuel Fernandes (PPE, PT), correlatore della commissione bilanci, durante il dibattito di martedì ha dichiarato: "L'UE ha bisogno di investimenti pubblici e privati per diventare più competitiva, produttiva e per aumentare la sua coesione territoriale. InvestEU porta fondi aggiuntivi per trasformare in realtà quei progetti che altrimenti non vedrebbero la luce. I nostri settori strategici, come quello farmaceutico, devono essere indipendenti. Dobbiamo aiutare le regioni che hanno sofferto di più e i cittadini UE meritano investimenti e posti di lavoro di alta qualità".


Irene Tinagli (S&D, IT) correlatrice della commissione per i problemi economici e monetari ha aggiunto: "Abbiamo trasferito più fondi per raggiungere gli obiettivi ambientali e per sostenere le PMI che hanno sofferto a causa della pandemia, e siamo riusciti a mettere Invest EU al centro di NextGenerationEU. Dato che InvestEU ci aiuterà anche a riprenderci dalla pandemia, abbiamo creato sinergie con il Recovery and Resilience Facility, permettendo agli Stati membri di attuare parte dei loro piani di ripresa e resilienza attraverso InvestEU."


Prossime tappe


Una volta che il Consiglio avrà approvato formalmente il regolamento, questo entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Estratti del discorso del Presidente del Parlamento europeo in occasione della Giornata Internazionale delle donne

 

Sassoli 150Durante una cerimonia al Parlamento europeo per celebrare la Giornata Internazionale delle donne, il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha chiesto che l'uguaglianza di genere sia posta al centro delle politiche per la ripresa dell'UE dalla pandemia di COVID-19. Durante la cerimonia sono intervenute la Prima Ministra neozelandese Jacinda Ardern, la Vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris e la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Durante il suo discorso, il Presidente Sassoli ha detto:

“La pandemia di COVID-19 non soltanto ha consolidato le ingiustizie e le disuguaglianze, ma rischia di cancellare decenni di conquiste delle battaglie delle donne europee sul diritto al lavoro, alla condivisone del lavoro di cura, alla autonomia nelle relazioni, al rispetto e al diritto delle proprie scelte nelle relazioni affettive”.

“Questa pandemia ha messo in luce un tratto perverso del nostro modello economico e sociale, e cioè la considerazione della povertà come una colpa. Ma la pandemia ha anche messo in evidenza quanto la cura degli altri sia essenziale per la società e sia un bene pubblico. E di quanto quel lavoro di cura, oggi affidato in gran parte alle donne, sia in realtà una responsabilità di tutti e debba essere considerato bene pubblico”.

“Ma questo non basta. Occorre partire dall’uguaglianza salariale. Uguale salario per uguale lavoro. Le donne in Europa guadagnano in media il 14,1 per cento in meno degli uomini. Questo non è più accettabile. Siamo quindi pronti a lavorare alla proposta della Commissione per una trasparenza salariale vincolante presentata ieri e che metteremo al centro del nostro lavoro”.

“Il Parlamento europeo si è battuto perché la parità di genere e la dimensione di genere fossero priorità centrali nel bilancio settennale dell'UE e nella valutazione dei Piani nazionali di ripresa. Questo può sembrare astratto, ma se la ripresa avrà la priorità dell’uguaglianza, questo cambierà la vita delle persone e delle donne molto concretamente nei Paesi, nelle città, sui luoghi di un lavoro ritrovato o conquistato, nelle scuole e nelle università, nella ricerca.”


“E ancora, molto concretamente, abbiamo il dovere di sancire che la violenza sulle donne è un reato grave che deve essere sanzionato ovunque sul territorio dell’Unione Europea. Per questo dobbiamo impegnarci per la ratifica, da parte di tutti gli Stati membri dell'Unione, della Convenzione di Istanbul e per fare della violenza contro le donne un reato a dimensione europea. Non è una questione astratta, riguarda ciò che siamo, è parte della nostra carta di identità come grande attore globale e blocco democratico”.


Il discorso completo del Presidente è disponibile qui.
L’intervento in plenaria del Presidente Sassoli è disponibile qui.
Il video intervento della Prima Ministra Jacinda Ardern è disponibile qui.
Il video intervento della Vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris è disponibile qui

Estratti del discorso del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli durante il Consiglio europeo del 25 febbraio.

 

Sassoli 250“La pandemia ci ha dato nuove responsabilità e doveri: la responsabilità di fare delle scelte e il dovere di farlo nell'interesse generale e non di pochi. I vaccini saranno una parte fondamentale della nostra ripresa a lungo termine e nessuno dovrà essere lasciato solo. Abbiamo bisogno di un'azione che porti una risposta trasversale all'Europa con benefici tangibili per i nostri cittadini”.

“La via europea, ci ha permesso di evitare la concorrenza tra i paesi europei e impedire che paesi ricchi si accaparrassero la maggior parte dei vaccini. Sono fortemente contrario a qualsiasi accordo bilaterale e vi chiedo di essere chiari nel rifuggire ogni tentazione di nazionalismo sui vaccini. Un approccio comune consente anche di monitorare, indagare e sanzionare ogni tentativo di frode ai danni degli Stati membri”.

“La risposta alla crisi deve prevedere più democrazia”.

“Ovviamente le case farmaceutiche dovrebbero onorare i loro obblighi contrattuali, ma dovremmo anche continuare ad agevolare tutte le soluzioni pratiche di concessione di licenze che permettano di accelerare la vaccinazione su grande scala dei nostri cittadini. Per aumentare in tempi rapidi la produzione è essenziale affrontare le carenze e le strozzature nella catena di approvvigionamento. La nostra ripresa economica sarà più forte se la diffusione dei vaccini sarà maggiore”.


“Più in prospettiva, questa pandemia dovrebbe portarci a una riflessione sul rapporto tra protezione della proprietà intellettuale e il massiccio finanziamento pubblico erogato per la ricerca a livello europeo”.

“La drammatica crisi attuale ha di fatto istituito competenze in capo all’Unione europea in materia di salute pubblica che dovremmo forse nel tempo codificare. La pandemia ci ha mostrato infatti che decisioni importanti sulla sicurezza, la salute, l’approvvigionamento di materiale medico e di vaccini, la ricerca e la produzione, la regolazione della circolazione e della apertura e chiusura delle nostre frontiere possono essere pienamente governate solo nella dimensione europea”.

“La lezione che ci offre la pandemia non potrà farci tornare al punto di partenza. Sarebbe un errore, uno spreco di energie e non avremmo la possibilità di affrontare le sfide future. Siamo chiamati a costruire una politica europea della salute, radicando competenze precise in materia nelle istituzioni dell’Unione Europea”.

“Converrete con me che non potrà essere più un tabù emendare i trattati per arricchirli e rendere efficace la risposta europea”.

L'80% della popolazione dello Yemen necessita di aiuti umanitari

I militari del Myanmar devono restituire il potere alle autorità civili elette

 

Foto Parlamento europeo 250Il PE chiede l’aumento degli aiuti umanitari allo Yemen ed esorta i militari del Myanmar a ripristinare immediatamente il governo civile.

 

Il PE ha condannato con forza la violenza in corso nello Yemen che, dal 2015, è degenerata nella “peggiore crisi umanitaria del mondo”. I deputati hanno sottolineato che non ci può essere una soluzione militare al conflitto e che la crisi può essere risolta in modo sostenibile solo attraverso un processo negoziale inclusivo a guida e responsabilità yemenita.

Tutte le parti sono invitate a facilitare il passaggio rapido e senza ostacoli degli aiuti umanitari e di altri beni necessari alla popolazione. Quasi l'80% degli yemeniti - più di 24 milioni di persone - hanno infatti bisogno di sostegno umanitario, mentre 50.000 persone vivono in condizioni analoghe alla carestia, un dato destinato a triplicare entro giugno 2021.

 

Inoltre, il PE ribadisce che tutte le parti devono urgentemente astenersi dall'affamare i civili come metodo di guerra e chiede l’imposizione di misure mirate contro coloro che commettono atti che violano il diritto internazionale umanitario.

Accogliendo l'impegno dell'UE di triplicare gli aiuti umanitari per lo Yemen nel 2021, i deputati esortano poi la Commissione europea e i Paesi UE a guidare gli sforzi internazionali per intensificare gli aiuti umanitari.

Il testo è stato approvato con 638 voti favorevoli, 12 contrari e 44 astensioni

Myanmar: tutte le persone arrestate illegalmente devono essere rilasciate incondizionatamente

In una risoluzione sulla situazione in Myanmar, i deputati condannano fermamente il colpo di stato militare del 1° febbraio e chiedono ai militari (Tatmadaw) il ripristino immediato del governo civile, la fine allo stato di emergenza e il rilascio incondizionato di tutte le persone arrestate illegalmente, inclusa Aung San Suu Kyi. L’esito delle elezioni generali dell'8 novembre 2020 deve essere rispettato e il potere restituito alle autorità civili elette.

Secondo i deputati, “nonostante la sua incapacità di condannare adeguatamente le violazioni dei diritti umani nei confronti delle minoranze in Myanmar/Birmania, Aung San Suu Kyi continua a essere il simbolo del popolo del Myanmar/Birmania per quanto riguarda le aspirazioni e le ambizioni democratiche per un futuro più giusto e democratico”.

Inoltre, per garantire il riconoscimento e la rappresentanza di tutti i gruppi etnici in Myanmar, compresi i rohingya, la nuova costituzione deve essere elaborata e attuata attraverso un processo libero ed equo.

I deputati accolgono con favore l’estensione delle sanzioni del 2018 nei confronti del personale militare e dei funzionari del Tatmadaw, della guardia di frontiera e della polizia responsabili di gravi violazioni dei diritti umani ai danni dei rohingya, ed esortano il Consiglio a estendere le sanzioni mirate all'intera dirigenza dell'esercito del Myanmar/Birmania, compresi tutti coloro che hanno preso parte al colpo di Stato.

Infine, il PE invita l’UE e gli Stati membri a promuovere il coordinamento internazionale al fine di impedire l'esportazione illegale di merci non autorizzate dal Myanmar/Birmania, soprattutto a vantaggio economico delle forze armate.

Il testo è stato approvato con 667 voti favorevoli, 1 contrario e 27 astensioni.

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