dall'Europa

Foto Sassoli 250Con Sassoli le Ong della solidarietà a Bruxelles e  Pierre Rhabi, Luca Casarini e Yayo Herrero.

In occasione dell’anniversario della dichiarazione Schuman, il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli aprirà l’evento:

IL CORAGGIO DI AGIRE: LA LEZIONE DI SCHUMAN 70 ANNI DOPO

Il Presidente dell’europarlamento ha voluto riunire simbolicamente, nell’Emiciclo e in videoconferenza, le realtà europee che con le loro azioni quotidiane contribuiscono a cambiare e migliorare concretamente le condizioni di vita delle persone più svantaggiate e vulnerabili.

“L’Europa del dopo Covid19- ha dichiarato Sassoli- non potrà essere la stessa. Ci sarà sempre più bisogno di una Conferenza sul Futuro della UE, che non potrà che essere costruita dal basso verso l’alto e che avrà bisogno di ascoltare tutti coloro che, già ora, lavorano per cambiare le cose”

In Video conferenza interverranno*:

1. Pierre Rabhi, fondatore del movimento Colibrì
2. Luca Casarini, CapoMissione in mare di Mediterranea Saving Humans
3. Yayo Herrera, Presidente del think tank ecologico Transitions Forum

Interverranno in emiciclo le organizzazioni che stanno collaborando con l’Europarlamento nella solidarietà ai più vulnerabili a Bruxelles:

•    Chez nous - Bij Ons
•    EMMAÜS - LA POUDRIÈRE
•    Samusocial
•    DoucheFLOUX
•    Jamais Sans Toit
•    Croix rouge

L’Inizio è previsto alle ore 10 del 9 Maggio 2020  

Link al webstreaming qui.


Materiale audiovisivo per le television qui

sassoli 170Nell’intervista rilasciata oggi a L’Osservatore Romano, il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha riaffermato la centralità dei valori europei e l’importanza di una visione comune nella sfida contro il covid-19.

"Siamo a un cambio di fase e serviranno visione e pragmatismo. L'Europa non si costruisce soltanto immaginandola illuministicamente. L' Europa è un grande spazio di dibattito politico e vogliamo che lo sia ancora di più".

Vogliamo però che sia anche uno spazio di partecipazione e non solo di cruda difesa degli interessi nazionali. Ecco perché lo spazio europeo può essere di esempio e modello per gli altri, non credendoci più bravi degli altri, ma sapendo offrire un patrimonio importante per tutti.

Dobbiamo dimostrare che in libertà, in democrazia, rispettando i diritti fondamentali della persona e il valore della vita si vive meglio e si possono migliorare gli standard di vita. Se si sgretola l’Europa chi altri oggi nel mondo terrebbe alta la bandiera dei diritti della persona? In questo momento il mondo chiede più democrazia non meno democrazia".

 

Foto Sassoli 250Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, dopo il suo intervento al Consiglio europeo.

“So che governi e istituzioni europee in questo momento sono sotto esame da parte dei cittadini. E non possiamo certamente pensare di ritardare l’azione e nello stesso tempo abbiamo tutti – e sentiamo – la responsabilità di una risposta molto rapida.
 
C’è bisogno naturalmente di tutti gli strumenti a disposizione e in particolare di un piano di ricostruzione, di ripresa delle nostre economie per salvare il nostro patrimonio e nello stesso tempo ridare lavoro, occupazione, possibilità di crescita. Questo dobbiamo farlo insieme, nessuno può pensare di farlo da solo. Dobbiamo essere noi a finanziare il nuovo Piano Marshall. E questo naturalmente pone dei problemi, perché dobbiamo farlo insieme e con uno spirito di forte solidarietà.
 
Oggi durante il mio discorso, ho richiamato l’attenzione dei Capi di Stato e di Governo sulla necessità di uscire da questa crisi con una logica più comunitaria. Dobbiamo uscirne con un’Europa più forte e più comunitaria – e nello stesso tempo un’Europa che condivide gli sforzi, in particolare dei paesi che non possono permettersi di appesantire con deficit ulteriori questo sforzo di ricostruzione.
 
Siamo molto favorevoli all’idea di Recovery Bond per finanziare questo sforzo di ricostruzione. Avevamo già avanzato delle proposte ambiziose, oggi credo che dovranno esserlo ancora di più”.


Il discorso completo del Presidente Sassoli è disponibile qui.

Sassoli 50Il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha visitato oggi le cucine del Parlamento europeo, appositamente riaperte per distribuire 1000 pasti al giorno ai senzatetto, bisognosi di aiuto e operatori della sanità che lavorano per fronteggiare l'emergenza Covid19. Per David Sassoli si tratta di: " Un bell'esempio di etica pubblica ".
Nella giornata di ieri sono stati distribuiti già 500 pasti. La distribuzione avviene grazie alla collaborazione con le associazioni: Restò du Coeur Saint Gilles, Douche FLUX, Croix Rouge, CPAS Ixelles.

Il Parlamento europeo metterà inoltre a disposizione alcuni veicoli per agevolare il trasporto di medici, infermieri e assistenti sociali nel tragitto verso gli ospedali e per facilitare la distribuzione dei pasti.


Le riprese della visita del Presidente alle cucine del Parlamento sono disponibili qui. 

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, dopo l'ultima riunione dell'Eurogruppo.

sassoli 170“In questo momento c'è bisogno di fare molto di più. Lo chiedono i cittadini, le imprese, le nostre famiglie, i nostri giovani preoccupati per un futuro incerto perché in tutti i paesi la crisi e l’emergenza sanitaria distruggeranno milioni di posti di lavoro. In queste settimane, quando è intervenuta l’Europa, sono arrivate risposte all’altezza della sfida. Pensiamo all’allentamento delle regole sugli aiuti di Stato che hanno consentito ai nostri paesi di sviluppare interventi poderosi a sostegno dei loro cittadini e imprese. Dove invece non si vuole far intervenire l’Europa, la risposta è debole o semplicemente non ci sono risposte. In questo i governi nazionali si caricano di una grande responsabilità. Perché è adesso che abbiamo bisogno degli strumenti per superare l’emergenza e avviare un piano di ricostruzione. Non vogliamo che gli effetti della crisi ci vedano impreparati e ci travolgano.

L’Organizzazione mondiale del Lavoro (ILO) ieri ha sostenuto che 2,5 miliardi di persone nel mondo subiranno drammatici effetti negativi. Quanti milioni di persone saranno toccate in Europa? Noi abbiamo il dovere di proteggerle, a nord e a sud, a est e a ovest. Finora abbiamo messo in campo misure significative: il Sostegno ai sistemi nazionali per limitare la disoccupazione (SURE); migliori condizioni per il ricorso al Meccanismo europeo di stabilità (ESM) per i paesi che lo vorranno utilizzare; il rifinanziamento della BEI indirizzato soprattutto alla protezione delle piccole e medie imprese; il bazooka stanziato dalla BCE a sostegno della liquidità bancaria e per l’acquisto di bond pubblici e privati.

Ma oggi serve di più: occorre la creazione di un fondo per la ripresa economica per condividere i costi della ripartenza. Serviranno tanti soldi e il bilancio dell’Unione europea ha dei limiti e non sarà   sufficiente. È necessario uno sforzo per cercare nuove vie, straordinarie e condivise, di finanziamento. Non è solo questione di solidarietà, ma di convenienza per tutti, viste le profonde interconnessioni delle economie europee. Il crollo di un paese avrebbe inevitabilmente conseguenze drammatiche su tutti gli altri.  In questo contesto la risposta dell’Eurogruppo deve essere commisurata alla sfida.

I governi e i cittadini devono avere fiducia nella forza dell’Europa che ci ha accompagnato in settant’anni di pace e di collaborazione. Ed oggi più che mai dobbiamo investire sul nostro futuro comune”.


Il video messaggio del Presidente è disponibile qui

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, dopo l'incontro con i leader dei gruppi politici.

Sassoli 250“Il nostro messaggio è chiaro: la democrazia continua a funzionare. Tutti gli organi del Parlamento sono al lavoro per affrontare l’emergenza del Covid-19. E tutti sono in grado di riunirsi, partecipare, dibattere, proporre e votare.

Oggi abbiamo deciso di tenere una plenaria straordinaria dell’Europarlamento il 16 e 17 aprile, per votare i nuovi provvedimenti della Commissione per fronteggiare l’emergenza, per discutere e aggiornare la nostra posizione su come affrontare questa catastrofe. La democrazia continua a funzionare, anche con nuovi strumenti. E questo lo vogliamo sottolineare con forza.

E a proposito di democrazia, mi è stato dato il mandato di inviare una lettera alla Commissione Europea, per chiedere come la Commissione intende muoversi di fronte alla legge approvata dal Parlamento ungherese e se questo non costituisca una grave violazione dell’Articolo 2 del Trattato, quello che parla dei nostri valori, fondati sulla democrazia e la libertà.

L’Europa sta reagendo, mostra la potenza della sua azione e ancora molto verrà fatto soprattutto se parteciperete insieme a noi alla lotta per sconfiggere il virus.

Come Parlamento abbiamo voluto dare un piccolo esempio: abbiamo dato in dotazione alle autorità di Bruxelles una nostra sede per la cura dei pazienti e una flotta di 100 autoveicoli. Siamo pronti a fare lo stesso per le sedi di Lussemburgo e Strasburgo se ne avranno bisogno.

Siamo l’Europa, la nostra forza si chiama solidarietà”.

Puoi guardare il video messaggio del Presidente Sassoli qui 

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, sulla legge di emergenza in Ungheria. 

Sassoli 50"Noi dalla crisi vogliamo uscirci con la democrazia. Abbiamo chiesto alla Commissione europea che è custode dei trattati, di verificare se la legge ungherese è conforme all’articolo 2 del nostro Trattato. Tutti gli Stati membri dell'Unione Europea hanno il dovere di proteggere i nostri valori.

Per noi, i Parlamenti devono restare aperti e la stampa deve essere libera. Nessuno può usare questa pandemia per manipolare la nostra libertà". 

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, in apertura della sessione plenaria straordinaria sulle misure per affrontare il COVID-19

sassoli 170Il Parlamento europeo si è riunito oggi per votare le misure urgenti proposte dall'UE per affrontare la pandemia COVID-19, tra cui sostegno ai sistemi sanitari e assistenza finanziaria per gli Stati membri maggiormente colpiti dalla crisi. È la prima sessione plenaria del Parlamento europeo che utilizza il voto a distanza.

All'apertura della sessione, il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha dichiarato:


“Stiamo vivendo una situazione straordinaria ed inaspettata che ci ha condotto in queste settimane a prendere delle decisioni senza precedenti, anticipando spesso la rapida evoluzione delle circostanze con l’obiettivo di proteggere la salute dello staff e dei deputati ed allo stesso tempo garantire la vita democratica della nostra istituzione.

Abbiamo dovuto rallentare, certo. Ma non ci siamo fermati, perché la democrazia non può essere sospesa soprattutto nel mezzo di una crisi tanto drammatica. È nostro dovere anzi, proprio in questi tempi così difficili, essere al servizio dei nostri cittadini che tanto stanno soffrendo, dare loro una guida, una speranza per affrontare questo momento buio e quelli che verranno. Come legislatori noi abbiamo i mezzi, la possibilità e il dovere di essere utili.

Oggi siamo qui vicini seppur lontani, riuniti con questo formato inedito, straordinario ma determinati a dare il nostro contributo nella lotta alla pandemia garantendo la nostra funzione democratica e la continuità dei lavori del parlamento perché è solo così che possiamo rendere un servizio alle persone, alle nostre comunità ed al personale sanitario che si sta sacrificando nelle corsie dei nostri ospedali in tutta l’Europa.

Qualche giorno fa questo orribile virus ci ha colpito molto da vicino, ha portato via una giovane vita, unragazzo che lavorava proprio qui con noi al Parlamento europeo. Alla famiglia del caro Giancarlo vanno le nostre più sentite condoglianze cosi come vanno alle famiglie di tutte le persone che hanno perso la vita a causa del COVID-19.

Voglio rivolgere infine un pensiero a tutte quelle persone che questo virus lo combattono quotidianamente con coraggio e determinazione, alle persone malate prima di tutto, al personale medico che in tutta Europa lavora senza sosta ed anche ai nostri cittadini che con il loro comportamento responsabile saranno decisivi per debellare questa pandemia”.

 

Banner Parlamento europeo Servizio Stampa 25687 deputati hanno partecipato alla prima votazione speciale della plenaria per le misure urgenti sul COVID-19

I deputati hanno chiesto una maggiore solidarietà tra gli Stati membri

Le misure a lungo termine dell'UE devono attenuare l'impatto economico e investire maggiormente nella ricerca

Con un forte sostegno alle misure per affrontare la pandemia COVID-19, il PE si è espresso giovedì in Plenaria a favore di una forte solidarietà dell’UE per aiutare i cittadini.

Prima della votazione d'urgenza sul primo pacchetto di misure proposte dalla Commissione per aiutare gli Stati membri ad affrontare la pandemia in modo efficiente e coordinato, i deputati hanno chiesto ai Paesi UE di collaborare e di mantenere aperte le frontiere interne, per consentire la consegna di attrezzature mediche e di beni.

 Giovedì, nel rispetto delle severe precauzioni sanitarie, alcuni deputati, di tutti i gruppi politici, si sono riuniti in una sessione speciale nell'Aula di Bruxelles, mentre altri hanno seguito il dibattito da casa. Grazie alle speciali procedure messe in atto, tutti i deputati hanno potuto votare a distanza: 687 deputati hanno partecipato alla prima votazione per l'approvazione della procedura d'urgenza.

 Per rivedere gli interventi in Aula dei leader dei gruppi politici e della Commissione, cliccare sul nome dell’oratore

In apertura di dibattito, il Presidente David Sassoli ha ribadito che il Parlamento non cesserà di funzionare nonostante la pandemia. "Oggi siamo qui vicini seppur lontani, riuniti con questo formato inedito, straordinario ma determinati a dare il nostro contributo nella lotta alla pandemia garantendo la nostra funzione democratica e la continuità dei lavori del parlamento perché è solo così che possiamo rendere un servizio alle persone, alle nostre comunità ed al personale sanitario che si sta sacrificando nelle corsie dei nostri ospedali in tutta l’Europa", ha affermato.

Sottolineando la necessità di un'azione comune e di preservare il mercato unico, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: "Quando avevamo bisogno di uno spirito "tutti per uno", molti hanno fornito una risposta "solo per me". Ma ora le cose stanno migliorando. La libera circolazione di beni e servizi è l'unico modo per far arrivare le forniture là dove sono necessarie. Mettere barriere tra di noi non ha senso! I cittadini europei si ricorderanno delle decisioni e delle azioni che prendiamo oggi".

Esteban Gonzáles Pons (PPE, ES) ha dichiarato: "Abbiamo bisogno dell'Europa che ogni sera esce sui balconi per applaudire gli operatori sanitari". Ha poi fatto eco alla Presidente della Commissione e ha chiesto che le risorse siano convogliate verso l'assistenza sanitaria locale e che sia garantito il libero flusso di attrezzature e beni medici. Ha poi chiesto il mantenimento dei sistemi politici, l'investimento nella ricerca e la solidarietà tra i leader europei il cui "spirito europeo sta fallendo".

"Le decisioni di oggi non rappresentano che un primo passo", ha affermato Javier Moreno Sánchez (S&D, ES), sottolineando la necessità di proporre anche delle misure quali un piano Marshall dell'UE, finanziato da un nuovo strumento comune europeo di debito, e un fondo europeo per la disoccupazione, per contribuire a mitigare le conseguenze economiche e sociali della crisi COVID-19.

"Se l'Europa si basa sulla solidarietà economica e monetaria, la solidarietà sanitaria è ancora più necessaria" ha dichiarato Dominique Riquet (Renew, FR), sostenendo i passi fatti contro i voli a vuoto, e affermando che le catene di fornitura ben organizzate sono i mezzi per stabilizzare l'Europa e combattere la malattia. "Voglio che questo aforisma si applichi all'Europa e ai cittadini: ciò che non ci uccide ci renderà più forti", ha concluso.

Nicolas Bay (ID, FR) ha criticato la risposta dell'UE: "Abbiamo una grande sfida e voi siete assenti. La Commissione europea ha messo a rischio gli europei. L'UE non è nemmeno in grado di coordinare le misure adottate dagli Stati membri. La crisi COVID-19 è un chiodo, forse l'ultimo, della bara di una burocrazia impotente".

I ringraziamenti e la gratitudine non bastano, ha detto Ska Keller (Verdi/ALE, DE) che ha chiesto che gli aiuti siano estesi anche ai Balcani occidentali. I Verdi chiedono aiuto finanziario alle persone che hanno perso il loro reddito e, attraverso i "coronabond”, di garantire la stabilità dei Paesi dell'Unione Europea. Questi tempi straordinari "non sono un pretesto per minare i controlli e gli equilibri": i governi devono rimanere sotto il controllo dei parlamenti nazionali.

Derk Jan Eppink (ECR, NL) ha proposto una diversa risposta pragmatica alla crisi, dichiarando come i nuovi eurobond o "coronabond" non sarebbero “un modo efficace per rivitalizzare l'economia europea”. “La gente ha urgente bisogno di denaro contante. Le banche centrali nazionali dovrebbero invece fornire crediti a tasso zero ai nostri cittadini e alle nostre imprese", ha aggiunto.

"Un'Europa protettiva si prenderebbe cura dei suoi lavoratori essenziali. Piuttosto che applaudire i badanti, i cassieri, le persone da cui dipendono le nostre vite, aiutiamoli", ha dichiarato Manon Aubry (GUE/NGL, FR), chiedendo che la produzione di attrezzature sanitarie sia condivisa e che sia messa in campo una strategia chiara e coordinata per eliminare l'isolamento.

l Vicepresidente della Commissione, Maroš Šefčovič, ha chiuso la discussione rispondendo alle domande poste dai deputati durante il dibattito.

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