dall'Europa

Estratti del discorso del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli durante la riunione straordinaria del Consiglio europeo sulla situazione in Bielorussia.

Sassoli 150“Il futuro della Bielorussia può essere deciso solo ed esclusivamente dai suoi cittadini nel quadro della normale dinamica democratica e nel rispetto delle libertà, non sarebbero tollerabili interventi esterni nella crisi che attraversa il paese”.

“I timori di una escalation di attività repressive e militari sono molto forti e a quanti credono di poterci dividerci voglio dire subito che non vi sono europei tranquilli: tutti gli europei sono preoccupati, allarmati e i nostri sentimenti saranno confermati anche nelle conclusioni di questo Consiglio”.

“Penso siate tutti d'accordo che sia nostro compito fare il possibile per fermare questa violenza, e consentire che i responsabili rispondano delle loro azioni davanti alla giustizia”.

“A Minsk e nelle altre città, cittadine e cittadini si battono per valori che conosciamo bene, perché sono a fondamento della nostra Unione: dignità della persona, rispetto dei diritti umani, libertà, democrazia”.

“Ritengo che sia nostro dovere, non solo come vicini e amici, ma soprattutto come rappresentanti di istituzioni democratiche aiutare i cittadini bielorussi nel loro cammino verso la loro autodeterminazione e decidere con fermezza le conseguenze per coloro che commettono violenza”.

“Dobbiamo farlo, non solo perché le nostre opinioni dell’est e dell’ovest dell’UE, si aspettano questo da noi, ma anche perché non sarebbe tollerabile restare spettatori inermi o distratti su quanto accade ad un popolo amico al di là della nostra frontiera”.

“Abbiamo un compito: sostenere la richiesta dei cittadini di poter svolgere al più presto nuove elezioni e garantire che gli atti di violenza e tortura siano accertati e puniti”.

“Dobbiamo insistere attraverso tutti i canali affinché i prigionieri arrestati dopo il 9 agosto vengano rilasciati, riabilitati e risarciti”. 


“L’adozione di misure sanzionatorie è un importante strumento a disposizione dell’Unione Europea e il Parlamento invita il Consiglio a farvi ricorso al più presto per accertare e punire le gravi violazioni dei diritti umani, considerando anche l’opportunità di intervenire congelando il patrimonio di coloro che stanno abusando del loro potere e violando le libertà fondamentali dei cittadini”.

“Siamo profondamente preoccupati per la violazione dei diritti umani e crediamo che l'unica via da seguire sia quella del dialogo con tutti gli attori nazionali e internazionali per trovare una soluzione pacifica”.

I deputati hanno discusso con la Cancelliera Angela Merkel e la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen strategia e obiettivi della Presidenza tedesca per i prossimi sei mesi.

angela merkel germania scaled 150All'insegna del motto "Insieme per la ripresa dell'Europa", la Presidenza tedesca è determinata ad affrontare l'enorme sfida posta dalla pandemia, ha dichiarato la Cancelliera Merkel. Ha sottolineato cinque aree su cui l'Europa deve lavorare se vuole uscire unita e forte dalla crisi attuale: diritti fondamentali, solidarietà e coesione, cambiamento climatico, digitalizzazione e ruolo dell'Europa nel mondo. "La Germania è pronta a dimostrare una straordinaria solidarietà", ha sottolineato, per costruire un'Europa verde, innovativa, sostenibile, più digitale e competitiva. "L'Europa è in grado di fare grandi cose se lavoriamo insieme e siamo uniti nella solidarietà", ha concluso.

Rivedi la dichiarazione completa di Merkel.


Cliccare sui nominativi degli oratori per vedere l’intervento completo


"La sfida che ci attende non potrebbe essere più straordinaria", ha detto la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen. "Ma possiamo emergere più forti grazie a ‘Next Generation EU’. La Germania ha scelto la parola: insieme. Questo è il motore della nostra unione". Ha poi sottolineato che l'Europa ha bisogno di entrambi, di un nuovo bilancio a lungo termine dell'UE (QFP) e del programma Next Generation EU. La Commissione farà tutto il possibile per assicurare che si raggiunga un accordo, ha detto.

Manfred Weber (PPE, DE) ha affermato che l'UE inciampa di crisi in crisi a causa della paura. "La paura è nemica della solidarietà, del futuro e della libertà". Ci sono grandi aspettative per la Presidenza tedesca, ha continuato. "L'UE ha bisogno ora di coraggio per mostrare solidarietà": Abbiamo bisogno di una soluzione questo mese per il Fondo di ripresa", ha insistito Weber. "Nessuna comunità può sopravvivere senza spirito comunitario. Per noi, questo è semplicemente lo stile di vita europeo".


Iratxe García Perez (S&D, ES) si è offerta di lavorare "fianco a fianco" con la Presidenza per superare le differenze e le divisioni nord-sud ed est-ovest in Europa, a beneficio dei cittadini. "Dobbiamo dimostrare che è possibile creare una società più giusta e sostenibile, che pensi all'ambiente e alle generazioni future (...), che protegga i lavoratori, che valorizzi la diversità e che gestisca i flussi migratori con solidarietà", ha aggiunto.


"La priorità in questo momento deve essere l'adozione del Piano di ripresa e del nuovo Quadro finanziario pluriennale", ha detto Dacian Ciolos (Renew Europe, RO). "Costruiamo l'Europa intorno a un progetto, a una visione e a valori forti", ha aggiunto. "È giunto il momento di fare del rispetto dello Stato di diritto una condizione per accedere ai fondi dell'UE". L'opportunità politica è qui. Utilizzate questo pacchetto senza precedenti come leva".


Jörg Meuthen (ID, DE) ha criticato la Cancelliera perché ignorante e ideologica. "State tradendo l'idea europea e mettendo in pericolo il futuro delle prossime generazioni", ha affermato, citando il Green deal europeo e il Fondo di ripresa. "La vostra concezione di solidarietà è assurda", ha concluso.


Ska Keller (Verdi/ALE, DE) ha dichiarato che la stessa risolutezza dell'UE mostrata contro il COVID-19 dovrebbe essere applicata alla crisi climatica. "Dobbiamo superare la crisi del Coronavirus ed evitare la crisi climatica", ha dichiarato. Ha poi aggiunto che la Presidenza tedesca può dare un importante contributo in questo senso, con un'ambiziosa legge sul clima, chiedendo una riduzione del 65% delle emissioni di gas serra entro il 2030.


Rafaele Fitto (ECR, IT) ha affermato che finora la risposta dell'UE alla pandemia è stata "lenta, poco efficiente e priva di vera solidarietà". La Germania dovrebbe mettere da parte l'egoismo e recuperare lo spirito originario dell'UE, evitando gli errori del passato. "Dobbiamo rivitalizzare l'economia, attuare politiche commerciali favorevoli e rilanciare il mercato unico", ha aggiunto.


Martin Schirdewan (GUE/NGL, DE) ha ricordato le dannose politiche di austerità attuate durante la crisi finanziaria e ha fatto appello alla signora Merkel affinché non commetta lo stesso errore due volte. Ha anche invitato la Germania a rendere pubblici e trasparenti i protocolli del Consiglio e a non bloccare più la proposta di tassa sulle grandi imprese digitali.


Rivedi la risposta di
Angela Merkel ai leader dei gruppi politici.

Dichiarazione del Presidente Sassoli in vista della plenaria con la Cancelliera Merkel per l’inizio della Presidenza tedesca del Consiglio

Sassoli 150Oggi il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha incontrato la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, prima dell’inizio della sessione plenaria del Parlamento a Bruxelles durante la quale la Cancelliera presenterà le priorità della Presidenza tedesca del Consiglio europeo. Prima dell'incontro bilaterale Sassoli ha detto:

“Voglio dare un caloroso benvenuto alla Cancelliera Angela Merkel.

Ritengo di particolare rilievo e di grande valore il suo gesto, signora Cancelliera, di scegliere il Parlamento europeo per il suo primo atto formale da Presidente di turno della Unione Europea.

Siamo alla vigilia di appuntamenti importanti che non possiamo fallire. Guardano a noi milioni e milioni di cittadini europei che hanno sofferto e continuano a soffrire per le gravi conseguenze economiche e sociali della pandemia. Nulla può tornare come prima. Ma soprattutto nessuno deve essere lasciato solo in questa tragedia. È l’occasione per le nostre Istituzioni di tornare ad essere quello per cui sono nate: un bene comune degli europei.

Per questo stanno per essere messi in campo strumenti poderosi: il bilancio pluriennale e il Next Generation Fund per aiutare la ricostruzione su nuove basi economiche e sociali. Per il Parlamento la proposta della Commissione europea non è un punto d’arrivo, ma la base minima dalla quale partire. Non si può e non si deve tornare indietro. Noi combatteremo per il successo di questa proposta con tutti i mezzi a nostra disposizione.


La Germania ha capito bene l’importanza della solidarietà europea. Per questo siamo sicuri che sotto la sua leadership il Consiglio saprà rispondere alle sfide davanti a noi. Le priorità della presidenza tedesca, che lei illustrerà tra poco in Parlamento, vanno nella giusta direzione.

Insieme per la ripresa dell’Europa”. 


DISCORSO DEL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO,

on. DAVID SASSOLI IN OCCASIONE DELL’INCONTRO “PROGETTIAMO IL RILANCIO”

 

ROMA, Villa Pamphili, 13 giugno 2020

 

Sassoli 250Ringrazio il Presidente del Consiglio Conte ed il Governo italiano per questo invito che ho accettato con grande piacere e saluto tutti coloro che sono collegati con noi.

È importante che i governi nazionali in questo momento si concentrino sulle strategie da adottare per rendere concreti gli strumenti che l’Unione ha reso già disponibili o intende sviluppare.

In Europa c’è grande fiducia nel governo italiano e nella comunità nazionale che ha dato prova di coraggio, disciplina, solidarietà.

A Bruxelles, la prima fase della pandemia ci ha spinto a riflettere sulla necessità di un’Europa diversa. Avevamo capito che stavamo entrando in una fase nuova e le scelte sono state molto diverse dal passato. I cittadini giorno dopo giorno hanno capito che non eravamo di fronte alla solita Europa, vista spesso lontana dalla vita reale. L’Unione ha prodotto in poche settimane un cambiamento di portata storica e non coglierlo sarebbe un errore politico. È vero, ci sono ancora questioni da chiarire, trattative da completare, e non mancheranno contrasti anche duri. Ma una svolta si è compiuta.

Invito tutti a considerare come parte della stessa risposta europea il programma di acquisti della Bce, la sospensione del Patto di stabilità e crescita, la deroga agli aiuti di Stato, la linea di credito MES senza troike e condizionalità, il raddoppio del Bilancio UE, il suo finanziamento con strumenti comuni, l’introduzione nell’erogazione delle risorse del principio del maggior bisogno, la soppressione del finanziamento statale nei fondi della coesione.

 Non siamo di fronte soltanto a misure emergenziali: sono mutate le coordinate, cioè le linee guida delle politiche che hanno governato l’Europa negli ultimi 20 anni. I canoni neoliberisti che avevano spinto l’Unione nelle difficoltà e negli squilibri che conosciamo sono stati ritenuti non idonei ad affrontare la fase nuova. Questo è il nodo politico che occorre afferrare e da cui ripartire.

Ora dobbiamo impegnarci tutti a dare basi solide al nuovo corso. E dimostrare che dopo l’austerità che ha generato diseguaglianze, può esservi un’Europa più forte, vicina ai suoi cittadini, capace di giocare un ruolo come attore globale.

Senza l’Italia questo salto di qualità non potrà compiersi. E da questo ne deriva una grande responsabilità. Non meno grande delle opportunità che vengono offerte a tutti i nostri paesi.

La grande lezione del Covid ci dice che non c’è politica, non c’è sovranità, non c’è neppure identità nazionale senza l’orizzonte europeo.

Le attuali difficoltà possono essere affrontare e superate solo con politiche comuni.

Che futuro può esservi, senza una visione europea, per i Paesi che stanno affrontando questa crisi?  

È chiaro a tutti ormai che nessuno può farcela da solo e che il   primo e più importante interesse nazionale è quello della coesione europea, della sua unità e solidarietà. 

Il Parlamento europeo ha subito chiesto all’Unione una risposta ambiziosa e all’altezza della sfida e ringrazio la Presidente von der Leyen e il Commissario Gentiloni per aver ascoltato il Parlamento.

In questi mesi difficili il Parlamento europeo ha continuato ad esercitare la propria funzione, con modalità diverse, nell’interesse dei cittadini. Siamo co-legislatori, autorità di bilancio e organo di indirizzo politico e non vogliamo rinunciare alle nostre prerogative. Anche in questa fase di negoziati non faremo sconti. Per noi la proposta della Commissione è la base minima di compromesso e non accetteremo nessun passo indietro. E su questo sappiamo di poter contare sull’impegno del governo italiano. 

La proposta del Recovery fund modifica radicalmente le dinamiche fra Governi nazionali e Bruxelles. Se prima era la Commissione ad indicare ai Governi come utilizzare i fondi, oggi i termini del meccanismo si sono invertiti. Saranno i Governi ad indicare le riforme che intendono promuovere.

Si tratta di un cambiamento profondo che dimostra come l’Unione abbia saputo trarre lezioni dagli errori del passato.

Ora i governi sono chiamati ad una maggiore responsabilità dando prova della loro capacità di programmazione. Per molti Paesi questo significa avviare riforme per utilizzare le risorse e non rimandarle indietro. Serve un cambio di marcia nel rapporto fra regioni e governo centrale. In Italia c’è bisogno di infrastrutture. Una strada o una ferrovia in meno nel Mezzogiorno è di certo un danno per i cittadini di quelle regioni, ma è anche un danno per tutti i cittadini e le imprese europee. S’impone uno sguardo nuovo.

Ricordo che i fondi che arriveranno nelle casse nazionali saranno pubblici e non sarà ammissibile la perdita o lo spreco di questo denaro. La capacità di spesa dovrà aumentare considerevolmente. E i paesi che hanno difficoltà nella progettazione ordinaria dovranno rapidamente modificare le loro procedure.

Sarà fondamentale, comunque, l’indirizzo pubblico delle risorse sulla base delle priorità europee. Il pubblico dovrà essere l’attore protagonista della ricostruzione. E questo è il momento giusto per riaffermare un rinnovato ruolo pubblico nella politica economica e industriale.

Non si tratta di recuperare modelli del passato, ma di affermare una funzione di difesa dei più deboli e di allineamento dei programmi nazionali agli obbiettivi europei. 

Serve coerenza, trasparenza, pragmatismo.

Spetta al Governo italiano, insieme agli attori economici, sociali e istituzionali, decidere quale strada intraprendere e su quali riforme insistere.

Da parte mia, solo alcuni spunti di riflessione.

La prima sfida da affrontare è quella dell’adeguatezza dei nostri sistemi sanitari. Non smetteremo mai di ricordare e ringraziare tutto il personale sanitario per lo straordinario contributo fornito. In questa emergenza abbiamo capito l’importanza di preservare e rafforzare il modello sociale europeo che assicura a tutti anche l’accesso ai servizi sanitari. Oggi si discute in Europa sulla necessità di un migliore coordinamento nella gestione delle emergenze sanitarie ed una maggiore autosufficienza nel campo delle attrezzature mediche e della ricerca. Dopo la mucca pazza si è sviluppata una politica europea integrata della sanità animale; sarebbe assurdo se dopo il Covid non fossimo capaci di avere standard comuni di gestione e intervento sulla salute umana.

Credo che anche a livello nazionale si debba avviare un piano di riforma del sistema sanitario in modo da renderlo più robusto, efficiente, omogeneo e accessibile nei diversi territori. Occorre riflettere su una migliore cooperazione tra Stato e Regioni. Ricordo che molte disfunzioni e polemiche si sono verificate anche in altri paesi.

L’Unione europea ha messo a disposizione una linea di finanziamento del MES destinata alla copertura delle spese sanitarie dirette o indirette.

Non voglio entrare nel dibattito interno relativo alle scelte del Governo anche perché la mia opinione è nota. Indipendentemente dallo strumento che si vorrà utilizzare quello della sanità è un bene pubblico che merita investimenti e che incide considerevolmente non solo sul Pil dei nostri paesi ma anche sul benessere delle nostre società.

Il piano di ripresa è stato giustamente denominato Next Generation EU. Si chiama così perché servirà ad investire sulle prossime generazioni. Noi indebiteremo le generazioni future e dobbiamo sentire la responsabilità di ripagarle in prosperità e sviluppo.

Occorrerà quindi concentrarsi sui giovani.

Ci vorrà un grande piano di investimenti sui beni comuni, come educazione e formazione, per dare a tutti le stesse opportunità. Basta scuole di serie A e di serie B in Europa. Le difficoltà per numerosi studenti europei di accedere all’insegnamento a distanza per mancanza degli strumenti tecnologici è la cartina di tornasole di pesanti arretratezze. Accedere alla tecnologia dev’essere considerato un diritto.

Sì, un nuovo diritto umano e sociale, perché nessuno resti indietro o venga discriminato.

Giovani, ma anche le donne, molto colpite dalla crisi. I dati ci dicono che potremmo tornare indietro e questo non dobbiamo consentirlo.  È a loro che dobbiamo guardare quando parliamo di piani di rilancio dell’economia, nella consapevolezza che la disoccupazione femminile non è solo causa di disuguaglianza sociale, ma anche un clamoroso sperpero di risorse e di potenzialità per le nostre società. 

Ma quale dovrà essere la nostra visione del futuro?

La scelta dell’Unione è un modello di sviluppo nuovo, basato sulla Green economy, la sostenibilità, e la transizione digitale.  Vogliamo diventare leader nella lotta al cambiamento climatico. È quindi assolutamente necessario che i piani di rilancio nazionali siano ben allineati a questo traguardo.  Sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale corrono di pari passo.

In Europa, anche in questo periodo, abbiamo toccato con mano quanto le pratiche fiscali aggressive di alcuni paesi sottraggano risorse ad altri paesi.  Ed è giusto porvi rimedio. Ne ha parlato di recente anche la Cancelliera Merkel e le ho espresso il sostegno del Parlamento europeo.

Per pretendere comportamenti diversi dagli altri, però, bisogna dimostrare di avere le carte in regola. L’Italia deve riflettere di più su una strategia di lotta all’evasione che ogni anno sottrae ai cittadini, secondo l’Istat, circa 100 miliardi di euro. Credo che sia arrivato il momento, perché in questo periodo la stragrande maggioranza dei cittadini che fanno il proprio dovere si sono resi conto dell’importanza dei servizi pubblici e dei servizi essenziali messi a disposizione anche di coloro che non contribuiscono. Si tratta non solo di un fenomeno anti-sociale, ma anche di un ostacolo alla credibilità internazionale dei nostri paesi. 

La crisi ha dimostrato inoltre che l’apertura dei nostri Paesi alle altre economie è un fenomeno indispensabile.

Questo comporta rischi sia in termini di autonomia strategica che di integrità del mercato interno. A livello europeo è in corso una riflessione e l’idea che si fa strada è quella di un bilanciamento tra difesa della concorrenza e possibilità di consentire la formazione di campioni industriali in grado di competere ad armi pari con i loro concorrenti extraeuropei. Abbiamo bisogno di accrescere le capacità di concorrenza dell’Europa e questa sfida è una grande opportunità anche per l’Italia.

Caro Presidente Conte bisogna fare in fretta. Tutti gli indicatori ci riferiscono che la crisi colpirà duramente. Servono riforme strutturali e interventi di sostegno diretto alle persone. Ieri la Spagna ha annunciato il reddito minimo vitale per sostenere il diritto alla vita dei suoi cittadini più poveri. 

Semplificare, garantire efficienza nel pubblico e nel privato, agire con tempestività. Serve uno sguardo lungimirante. Questo è quello che tutti gli europei si aspettano.

L’Unione sta indicando il porto da raggiungere, i Governi europei fissino la rotta e tengano la mano salda sul timone.

Dobbiamo costruire insieme una nuova personalità del nostro Continente e farlo, come invitava Hermann Hesse “spingendo più in fondo le radici senza scuotere i rami”,

Buon lavoro.  

Foto Parlamento europeo 250La Presidente della Commissione von der Leyen ha discusso in plenaria un Recovery Fund da 750 miliardi di euro, nell'ambito di un nuovo bilancio UE a lungo termine. 

Dopo la presentazione delle nuove proposte da parte della Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, e l'impegno, espresso dalla rappresentante croata del Consiglio dei Ministri UE Nikolina Brnjac, a lavorare con i Paesi UE per concludere rapidamente i negoziati con il Parlamento sul pacchetto di misure, i leader dei gruppi politici del PE hanno preso la parola per esprimere le loro posizioni

Cliccare sui nomi per visualizzare le singole dichiarazioni:

"La solidarietà europea è tornata e stiamo aprendo un nuovo capitolo per l'UE", ha detto Manfred Weber (PPE, DE). I nuovi fondi devono essere spesi per nuove idee e non per i vecchi problemi dell'Europa. "La solidarietà va di pari passo con la responsabilità", e quindi deve essere chiaro come il denaro sarà restituito, ha aggiunto, chiedendo nuove risorse proprie e sottolineando che i giganti digitali devono fare la loro parte.

Iratxe García Perez (S&D, ES) ha ringraziato von der Leyen per una proposta ambiziosa e per aver dato al Parlamento europeo "il ruolo che merita" nella progettazione del Fondo di ripresa. Avvertendo che è in gioco la sopravvivenza del progetto europeo, ha esortato il Consiglio ad adottare il nuovo bilancio a lungo termine (Quadro Finanziario Pluriennale - QFP) a maggioranza qualificata, per evitare di tenere l'UE "in ostaggio di quattro Stati membri che preferiscono una risposta nazionale a una europea".

"È una svolta senza precedenti nella storia d'Europa" ha detto Dacian Ciolos (Renew, RO). "Il QFP e il  Fondo di ripresa devono concentrarsi sul futuro", con il Green deal e l'Agenda digitale quali elementi costitutivi, ha aggiunto. "Possiamo avere opinioni diverse su alcuni dettagli, ma apprezzo molto l'approccio" ha detto, ricordando agli Stati membri che "l'UE non è un bancomat": “la solidarietà comporta dei valori".

Jörg Meuthen (ID, DE) ha respinto la proposta della CE come "completamente sbagliata e senza senso", senza una base giuridica adeguata, senza responsabilità o senso economico. La Commissione vuole spendere soldi "come se non ci fosse un domani". È un costo enorme per i contribuenti europei, ha concluso.

Ska Keller (Verdi, DE) ha detto: "Non dobbiamo ripetere i grandi errori del passato e costringere i paesi all'austerità e a ideologie cieche di mercato ", ha esortato. "Dobbiamo invece assicurarci che i soldi siano ben investiti in progetti che aiutino nel lungo termine, creino posti di lavoro e salvino l'unico pianeta che abbiamo".

Johan van Overtveldt (ECR, BE) ha detto che se vogliamo permettere prestiti e sovvenzioni, ci devono essere delle condizioni chiare. Il denaro deve andare dove ce n'è più bisogno, e ci devono essere meccanismi di sicurezza per le nostre imprese. Le persone che lavorano e risparmiano non devono essere quelli che "sborsano" per questi programmi.

"Invece di creare una rottura netta con i dogmi del passato", il fondo di ripresa si ferma "nel bel mezzo del guado" ha detto Manon Aubry (GUE/NGL, FR). Dopo aver accolto con favore le nuove proposte sulle risorse proprie, ha chiesto la cancellazione del debito contratto per la crisi, prestiti perpetui diretti agli Stati membri e il condizionamento del sostegno pubblico su considerazioni sociali.

La Commissione ha anche presentato il suo programma di lavoro per il 2020 rivisto, che darà priorità alle azioni necessarie per stimolare la ripresa e la resilienza dell'Europa.

Prossime tappe

Il Parlamento e il Consiglio discuteranno le nuove proposte e decideranno la loro forma definitiva in prossimi negoziati.

 

Foto Parlamento europeo 250Oggi, domenica 17 maggio, il Parlamento europeo si unisce alle celebrazioni della Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia issando la bandiera arcobaleno all'esterno della sua sede di Bruxelles. La immagini sono disponibili sul Multimedia centre del Parlamento: https://multimedia.europarl.europa.eu/en/rainbow-flag-in-front-of-ep-headquarters-to-support-international-day-against-homophobia-transphobia_20200417_EP-102602A_TRO_003_p

Il messaggio dei presidenti delle commissioni Libertà civili, giustizia e affari interni e Diritti delle donne e uguaglianza di genere: https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20200514IPR79108/end-all-violence-and-discrimination-against-lgbtiq-people-say-leading-meps

La scarsità d'acqua è un problema crescente per sempre più paesi dell'UE

Nuove norme prevedono maggiore riutilizzo dell'acqua per diminuire utilizzo di acqua dolce

Gli agricoltori dell'UE avranno più acqua per l'irrigazione, anche durante le ondate di calore

Foto Parlamento europeo 250Per prevenire la carenza d'acqua nell'UE, il Parlamento ha approvato mercoledì il nuovo regolamento sul riutilizzo dell'acqua.

La nuova legge definisce per la prima volta a livello europeo i requisiti minimi per l'utilizzo delle acque di recupero (cioè le acque reflue urbane che sono state trattate in un impianto di bonifica) per scopi agricoli in modo sicuro, proteggendo le persone e l'ambiente. È stata adottata in via definitiva senza votazione, in apertura di sessione.

Le nuove norme mirano a garantire che le acque reflue trattate siano riutilizzate in modo più ampio per limitare l'uso dei corpi idrici e delle acque sotterranee. Il calo dei livelli delle acque sotterranee, dovuto in particolare all'irrigazione agricola, ma anche all'uso industriale e allo sviluppo urbano, è una delle principali minacce per l'ambiente idrico dell'UE.

"Oggi segna un'altra importante pietra miliare verso la transizione verso un'economia circolare per le risorse idriche. In questo modo, passo dopo passo, stiamo portando risultati concreti per l'ambiente", ha detto la relatrice Simona Bonafè (S&D, IT).

 “Potremmo potenzialmente riutilizzare 6,6 miliardi di metri cubi d'acqua entro il 2025, rispetto agli attuali 1,1 miliardi di metri cubi all'anno. Ciò richiederebbe un investimento inferiore ai 700 milioni di euro e ci permetterebbe di riutilizzare più della metà dell'attuale volume d'acqua proveniente dagli impianti di trattamento delle acque reflue dell'UE, teoricamente disponibili per l'irrigazione, evitando più del 5% di estrazione diretta dai corpi idrici e dalle falde acquifere", ha aggiunto.

Le prossime tappe

Le misure adottate entreranno in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e si applicheranno tre anni dopo l'entrata in vigore.

Contesto

Secondo il rapporto della Commissione sulla politica europea sulla scarsità d'acqua e la siccità, la scarsità d'acqua rimane un problema sempre più grave per molti Stati membri. Almeno l'11% della popolazione europea e il 17% del suo territorio sono stati colpiti dalla scarsità d'acqua. Durante l'estate, oltre la metà della popolazione della regione mediterranea è colpita dallo stress idrico (Fonte: Commissione Europea).

Estratti della dichiarazione del Presidente Sassoli in apertura della sessione plenaria del Parlamento europeo

Foto Sassoli 250“Ieri abbiamo celebrato la Giornata internazionale degli infermieri e l'OMS ha dichiarato il 2020 l'anno degli infermieri e degli ostetrici. Vorrei quindi iniziare oggi con una parola di elogio e ringraziamento alle donne e agli uomini in camice bianco che forniscono servizi sanitari essenziali con dedizione, coraggio e umanità in tempi così difficili. È nostro dovere comune consentire loro di svolgere il proprio lavoro in sicurezza ed efficienza.

Abbiamo già messo a disposizione, da un Paese all’altro, ospedali, risorse umane, macchinari e materiale sanitario grazie anche al grande lavoro della protezione civile. Uno sforzo di solidarietà che rappresenta una ricchezza per i nostri paesi.

Oggi sentiamo la necessità di rafforzare i poteri dell'UE in ambito sanitario. Il Parlamento ha chiesto un meccanismo europeo di risposta sanitaria per preparare e rispondere in modo comune e coordinato a qualsiasi tipo di crisi sanitaria.

La pandemia di Covid-19 ha mostrato la necessità di una politica di salute pubblica più proattiva, una maggiore e migliore cooperazione per costruire sistemi di assistenza sanitaria resilienti e accessibili e soprattutto la necessità di una maggiore solidarietà in Europa.

Abbiamo una grande responsabilità davanti a noi e dobbiamo essere all’altezza delle aspettative dei cittadini europei e rilanciare una grande riflessione sul Futuro dell’Europa insieme a risposte immediate ai problemi che affrontiamo. Questa crisi ci sta insegnando che solo insieme si può ripartire”.

Il discorso completo del Presidente è disponibile qui 

Estratti del discorso del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione Schuman

Foto Sassoli 250In apertura dell’evento organizzato dal Parlamento europeo che celebra la Giornata dell'Europa, Sassoli, insieme alle ONG che lavorano quotidianamente per salvare vite umane e proteggere le persone più vulnerabili in tutta Europa, ha sottolineato l’importanza che, oggi più che mai, riveste il messaggio di Schuman per gli europei:

“Mai quanto in questo momento risuonano attuali le parole con cui Robert Schuman ha aperto la sua dichiarazione il 9 maggio di 70 anni fa. Solidarietà, uguaglianza, condizioni uguali per tutti, sono le parole che ripete nel suo intervento gettando le basi per la costruzione della futura Unione europea.

L'unica cosa che potrà salvarci e permettere di risollevare le nostre economie e proteggere i nostri cittadini è la consapevolezza che dobbiamo camminare insieme, più spediti rispetto al passato. Ma senza una risposta comune nessuno potrà risollevarsi.

Dovremo essere capaci di mobilitare una grande quantità di risorse in grado di far ripartire velocemente un’economia completamente bloccata. E dovremo farlo velocemente, perché i cittadini, le imprese non possono aspettare”.  

Il Presidente ha parlato della necessità di avviare il processo di ricostruzione intorno al modello sociale europeo:

“La crisi economica e finanziaria ha portato all'aumento della disoccupazione e la crescita delle disuguaglianze sia tra le nazioni che all'interno di esse. Dobbiamo ripartire dai giovani e dalle donne che rischiano di essere fortemente penalizzati e ai quali deve andare tutto il nostro sostegno concreto. Non vogliamo che la presenza delle donne nelle nostre società venga compromessa e ci faccia tornare indietro.

Un grande sforzo dovrà essere fatto nel rafforzamento dello stato sociale. Non partiamo da zero. Pensate ai milioni di disoccupati negli Stati Uniti che da un giorno all’altro si sono trovati licenziati e senza l’assicurazione sanitaria abbandonati a loro stessi. Da noi la sanità pubblica è un aiuto fondamentale, insieme a molteplici meccanismi di sostegno utili a proteggere la vita dei nostri cittadini. Non partiamo da zero ma sentiamo adesso più di prima la necessità di rafforzare il nostro modello sociale come un bene primario prezioso da difendere per non lasciare indietro nessuno”.

Il Presidente del Parlamento europeo ha invitato i leader politici a ritrovare il coraggio dei padri fondatori:

“È nelle difficoltà che va imbracciato il coraggio e vanno trovate le risorse per ripartire. E alla nostra generazione è adesso richiesto di trovare il coraggio che fu dei nostri fondatori, di gettare lo sguardo verso l’ignoto per rafforzare un progetto a cui molti nel mondo guardano come a un esempio di pace, solidarietà e prosperità.

È il diritto europeo, garanzia del rispetto della democrazia e dei nostri valori, nonché tutela dei diritti dei cittadini europei. É il diritto europeo il più grande investimento sulla nostra libertà. E la difesa del diritto europeo passa innanzitutto per il rispetto degli organi giurisdizionali, prima tra tutti la Corte di Giustizia, le cui decisioni sono vincolanti per tutti e che tutti devono impegnarsi ad osservare.

Sassoli ha sottolineato il lodevole lavoro della società civile e dei singoli cittadini di fronte alla crisi:

“Se c’è una cosa che questa crisi sanitaria ha mostrato agli occhi dei cittadini è che l'Europa ha già dentro una grande risorsa. Parlo della società civile. Donne e uomini che si sono rimboccati le maniche mettendosi a disposizione per sostenere chi era in difficoltà.

70 anni fa siamo partiti dicendo “mai più la guerra”; 70 anni dopo dobbiamo dire “mai più morti per fame e mai più morti nel Mediterraneo”.

Le persone e la società civile sono il motore del progetto europeo. Solo ripartendo dal basso potremo riformare l´Unione mettendo al centro gli interessi dei cittadini europei. È nostro compito rilanciare il principio della democrazia partecipativa. Questi sono i valori da cui l´Europa deve ripartire. La democrazia non è passata di moda, ma deve aggiornarsi per continuare ad essere strumento per migliorare la vita delle persone. La nostra conferenza dovrà vivere di un dibattito intenso e dal basso, non nel chiuso di un circolo accademico o di un semplice dibattito istituzionale.

Riformare la democrazia, questo è l'obiettivo da perseguire. E dobbiamo farlo mettendo in campo strumenti utili che prevedano meccanismi rapidi di decisione. Il diritto di veto, nel funzionamento del processo decisionale europeo, è uno strumento anacronistico e questa crisi, con la necessità di misure urgenti e tempestive, ne è una dimostrazione lampante”. 

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