dall'Europa

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli

Foto Sassoli 250“L’Europa corregge gli egoismi e la mancanza di coordinamento tra i governi nazionali di fronte alla grave crisi del Covid 19. Oggi la riunione straordinaria del Consiglio europeo ha dato il via libera alle proposte della Commissione, indicate anche dall’Europarlamento, per contrastare l’avanzata del virus ed aiutare i nostri paesi.

Ci muoviamo, finalmente, con spirito di solidarietà: corsie preferenziali per il passaggio dei materiali medici, difesa della libera circolazione delle merci sul nostro territorio, primi importanti aiuti per il sostegno economico alle nostre famiglie e alle imprese. Per vincere questa drammatica sfida è in campo un’Europa unita e utile. Siamo la famiglia europea, nessuno sarà lasciato solo, nessuno dovrà agire da solo. Il Parlamento europeo è pronto a fare la sua parte per difendere la vita e il lavoro della nostra gente. Non rinunceremo a vivere da europei”.

Puoi guardare il video messaggio del Presidente Sassoli qui

Foto Parlamento europeo 250Tutte le misure per combattere il COVID-19 e i suoi effetti sono una priorità per il Parlamento in quanto colegislatore e autorità di bilancio

Commissione sviluppo regionale inizia a lavorare sulle misure proposte per sostenere le regioni e le comunità più colpite

La commissione sviluppo regionale è pronta a trovare il modo più efficiente possibile per consentire l'adozione e la rapida attuazione della ‘Corona Response Investment Initiative’.

Il Presidente della commissione per lo sviluppo regionale del PE, Younous Omarjee (GUE/NGL, FR) ha dichiarato: "L'Europa deve mostrare solidarietà in questo momento. La politica di coesione è intrinsecamente legata alla solidarietà e ora più che mai deve essere all'altezza della sfida, in modo che sia attuata nel modo più efficiente possibile. La commissione per lo sviluppo regionale farà tutto il possibile per garantire che i fondi siano a disposizione dove è più necessario".

Prossime tappe

La modifica delle regole di finanziamento dell'UE rientra nella procedura di codecisione, quindi sia il Parlamento che il Consiglio dovranno adottare l’atto. L'ufficio di presidenza e i coordinatori della commissione per lo sviluppo regionale discuteranno la procedura e annunceranno i prossimi passi da compiere il prima possibile. La commissione si adopererà per concludere l'esame della proposta il più rapidamente possibile.

L'adozione della proposta consentirà di convogliare i finanziamenti verso le aree e i settori interessati.

Contesto

Il 10 marzo, la Commissione europea ha annunciato che avrebbe lanciato una "Corona Response Investment Initiative" diretta ai sistemi sanitari, alle PMI, ai mercati del lavoro e ad altre parti vulnerabili delle economie degli Stati membri dell'UE. Il 13 marzo è stata pubblicata una proposta legislativa per modificare il regolamento sulle disposizioni comuni, il Fondo europeo di sviluppo regionale e i regolamenti del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.

La Commissione ha proposto di destinare 37 miliardi di euro nell'ambito della politica di coesione alla lotta contro la crisi del Coronavirus, rinunciando quest'anno all'obbligo di chiedere la restituzione dei prefinanziamenti per i fondi strutturali. Si tratta di circa 8 miliardi di euro del bilancio dell'UE, che gli Stati membri potranno utilizzare per integrare 29 miliardi di euro di fondi strutturali, per tutta l'UE. Inoltre, la Commissione ha proposto di estendere il campo di applicazione del Fondo di solidarietà dell'UE includendo anche la crisi della sanità pubblica, in vista di una eventuale mobilitazione per gli Stati membri più duramente colpiti.

Il Presidente Sassoli in visita a Tirana: "Trasformiamo la delusione in energia per l’avvio di un nuovo percorso"

Ampliamento dei Balcani occidentali in cima all'agenda durante la visita del Presidente del Parlamento europeo in Albania

Foto Sassoli 250Dopo la sua visita in Macedonia del Nord all'inizio di novembre, il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, viaggerà in Albania il 3-4 febbraio.

Prima di partire per Tirana, Sassoli ha dichiarato:


"Vado in Albania per dare coraggio e speranza sul cammino da intraprendere dopo i mesi difficili che il paese ha attraversato. Innanzi tutto, vorrei ribadire la mia solidarietà all'Albania e alla sua gente a seguito del devastante terremoto di fine novembre. Il mio pensiero va a tutti coloro che hanno perso i propri cari. Sebbene il denaro non possa alleviare la sofferenza, è necessario per ricostruire case o infrastrutture. Conto sulla generosità dei partecipanti alla conferenza internazionale dei donatori organizzata dall’UE e che si terrà a Bruxelles il 17 febbraio.

In secondo luogo, desidero riaffermare il forte sostegno del Parlamento europeo per il processo di apertura dei negoziati di adesione con l'Albania e la Macedonia del Nord. Entrambi i paesi hanno fatto enormi progressi, in linea con le nostre aspettative. L'inizio dei negoziati potrebbe fungere da motore per le riforme necessarie per l’avvio del processo di adesione all'UE. Inoltre, faremo del nostro meglio per convincere gli Stati membri che durante l'ultima riunione del Consiglio, hanno mostrato ancora riserve sotto questo punto di vista.

Nel frattempo, la delusione per la non-decisione del Consiglio, dovrebbe tradursi in energia e in iniziative lungimiranti. Incoraggio l'Albania a concentrarsi sull'obiettivo generale e utilizzare questo tempo per affrontare quelle che sono le preoccupazioni che sono state sollevate, in particolare il rispetto dello stato di diritto e la lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione. Queste riforme servono per il benessere del paese e delle generazioni future. Anche se a volte la strada è tortuosa, ogni passo ci porta sempre più vicini a quello che sarà un futuro comune in un’ottica europea, che arricchirà sia l'Albania che l'UE".

Durante la sua visita a Tirana, il Presidente Sassoli si rivolgerà al Parlamento albanese. Incontrerà il Primo Ministro Edi Rama, il Presidente del Parlamento, Gramoz Ruçi, e i leader dei gruppi politici, il Presidente della Repubblica, Ilir Meta, il sindaco di Tirana, Erion Veliaj, nonché il presidente della DP Lulzim Basha e il rappresentante SMI Klajda Gjosha.
Sassoli incontrerà e discuterà anche con gli studenti universitari e con i rappresentanti dei Think Tank e dell'UNICEF.

Il 23 gennaio, il Presidente del Parlamento europeo parteciperà al Quinto Forum mondiale sull'Olocausto a Gerusalemme

Foto Sassoli 250Questa settimana, il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, si recherà con i leader di tutto il mondo in Israele per ricordare i 75 anni dalla liberazione di Auschwitz-Birkenau. Il Presidente parteciperà al Quinto Forum mondiale sull'Olocausto, incentrato sia sul ricordo delle vittime che sulla lotta all'antisemitismo nel mondo.

Il presidente Sassoli visiterà anche il Parlamento Israeliano e incontrerà il Presidente del Knesset, Yuli-Yoel Edelstein.

La settimana successiva il Parlamento europeo celebrerà, durante la sessione plenaria a Bruxelles, la giornata internazionale della Memoria sull'Olocausto. In quest’occasione, il Presidente Sassoli ha invitato la senatrice italiana Liliana Segre, sopravvissuta all'olocausto, a parlare all'evento del 29 gennaio.

Prima della visita, il presidente Sassoli ha dichiarato:

“L'Unione Europea è nata dopo gli orrori di Auschwitz, per riunificare l'Europa e garantire che le atrocità della Seconda Guerra Mondiale non accadessero mai più. Questa settimana andrò a Gerusalemme per rendere omaggio ai sei milioni di ebrei uccisi durante la Shoah, che ad oggi rimane uno dei più grandi crimini contro l'umanità.

È preoccupante che le lezioni della storia vengano dimenticate. È con incredulità e immensa rabbia che assistiamo al ritorno del demone dell'antisemitismo in Europa e nel mondo. I recenti attacchi a Halle e a New York, le minacce contro i cittadini e i politici ebrei così come gli atti di vandalismo nei cimiteri e nei negozi di molti paesi europei, ricordano un periodo che speravamo fosse finito molto tempo fa.

Questa settimana a Gerusalemme dobbiamo ricordare i momenti più bui della storia dell'Europa, ma anche discutere di come possiamo affrontare questa nuova ondata di odio e antisemitismo in tutto il mondo".

Roberto Gualtieri ed Antonio Tajani eletti Presidenti di commissione

plenary 0414 eu2014 epTajani è stato nominato alla guida della commissione Affari costituzionali e Gualtieri alla Commissione Problemi economici e monetari. Italiani anche i vicepresidenti di altre 5 commissioni: Bartolo a Libertà civili, giustizia e affari interni, Chinnici a Controllo dei bilanci, Ferrandino a Pesca, Toia a Industria, ricerca ed energia e Stancanelli alla Giuridica.

Le 20 commissioni del Parlamento europeo hanno eletto oggi le loro cariche interne per i prossimi due anni e mezzo. Tra i prescelti per la presidenza e le vicepresidenze 5 eurodeputati italiani.

“Sarà per me un onore guidare i lavori della commissione Affari Costituzionali del Parlamento europeo”, ha affermato oggi Antonio Tajani, PPE-Forza Italia, “lavorerò subito sulla Brexit e su un grande progetto di riforma dell'Europa. In questo proseguirò lo sforzo profuso da Presidente del Parlamento europeo per rendere le istituzioni sempre più vicine ai cittadini europei e continuerò il mio lavoro per dare finalmente al Parlamento europeo il potere di iniziativa legislativa”.

“È un onore e una grande responsabilità - il commento di Roberto Gualtieri, S&D-PD - essere stato riconfermato Presidente della Commissione per gli affari economici e monetari. Continuerò a battermi per un’Europa della crescita, del lavoro, dell’equità e della coesione. Servono più investimenti per l’innovazione e la sostenibilità ambientale e sociale, occorre riformare e completare l’Unione economica e monetaria, contrastare il dumping fiscale e attuare il pilastro sociale. Sono obiettivi ambiziosi, ma ce la metteremo tutta”.

I vicepresidenti italiani

All’Italia sono andate anche 5 vicepresidenze di commissioni parlamentari: Pietro Bartolo, Caterina Chinnici, Giuseppe Ferrandino e Patrizia Toia, S&D-PD, sono infatti da oggi, rispettivamente, vicepresidente della commissione Libertà civile, giustizia e affari interni, della commissione Controllo dei bilanci, della commissione Pesca e di quella Industria, ricerca ed energia. Raffaele Stancanelli, ECR- Fratelli d’Italia, è stato eletto alla vicepresidenza della commissione Giuridica.

L’Elenco completo degli eletti

Discorso Presidente Sassoli

20190703PHT56117 original 250Cittadine e cittadini dell’Unione europea, signore e signori parlamentari, cari amici, colleghi, rappresentanti delle Istituzioni, dei Governi, donne e uomini di questa Amministrazione.

Tutti voi capirete la mia emozione in questo momento nell’assumere la Presidenza del Parlamento europeo e di essere stato scelto da voi per rappresentare l’Istituzione che più di ogni altra ha un legame diretto con i cittadini, che ha il dovere di rappresentarli e difenderli. E di ricordare sempre che la nostra libertà è figlia della giustizia che sapremo conquistare e della solidarietà che sapremo sviluppare.

Permettetemi di ringraziare il Presidente Antonio Tajani per il lavoro svolto in questo Parlamento, per il suo grande impegno e la sua dedizione a questa Istituzione. Voglio anche dare il benvenuto ai nuovi colleghi, che sono il 62% di quest’Aula, un bentornato ai parlamentari confermati e alle donne, che rappresentano il 40% di tutti noi. Un buon risultato, ma noi vogliamo di più.

In questo momento, al termine di una intensa campagna elettorale, ha inizio una legislatura che gli avvenimenti caricano di grande responsabilità perché nessuno può accontentarsi di conservare l’esistente. Ce lo dice il risultato elettorale, ce lo testimonia la stessa composizione di questa Assemblea.

Siamo immersi in trasformazioni epocali: disoccupazione giovanile, migrazioni, cambiamenti climatici, rivoluzione digitale, nuovi equilibri mondiali, solo per citarne alcuni, che per essere governate hanno bisogno di nuove idee, del coraggio di saper coniugare grande saggezza e massimo d’audacia.

Dobbiamo recuperare lo spirito di Ventotene e lo slancio pionieristico dei Padri Fondatori, che seppero mettere da parte le ostilità della guerra, porre fine ai guasti del nazionalismo dandoci un progetto capace di coniugare pace, democrazia, diritti, sviluppo e uguaglianza.

In questi mesi, in troppi, hanno scommesso sul declino di questo progetto, alimentando divisioni e conflitti che pensavamo essere un triste ricordo della nostra storia. I cittadini hanno dimostrato invece di credere ancora in questo straordinario percorso, l’unico in grado di dare risposte alle sfide globali che abbiamo davanti a noi.

Dobbiamo avere la forza di rilanciare il nostro processo di integrazione, cambiando la nostra Unione per renderla capace di rispondere in modo più forte alle esigenze dei nostri cittadini e per dare risposte vere alle loro preoccupazioni, al loro sempre più diffuso senso di smarrimento.

La difesa e la promozione dei nostri valori fondanti di libertà, dignità e solidarietà deve essere perseguita ogni giorno dentro e fuori l’Ue.

Cari colleghi, pensiamo più spesso al mondo che abbiamo, alle libertà di cui godiamo.... E allora diciamolo noi, visto che altri a Est o ad Ovest, o a Sud fanno fatica a riconoscerlo, che tante cose ci fanno diversi - non migliori, semplicemente diversi - e che noi europei siamo orgogliosi delle nostre diversità.

Ripetiamolo perché sia chiaro a tutti che in Europa nessun governo può uccidere, che il valore della persona e la sua dignità sono il nostro modo per misurare le nostre politiche, che da noi nessuno può tappare la bocca agli oppositori, che i nostri governi e le istituzioni europee che li rappresentano sono il frutto della democrazia e di libere elezioni, che nessuno può essere condannato per la propria fede religiosa, politica, filosofica, che da noi ragazze e ragazzi possono viaggiare, studiare, amare senza costrizioni, che nessun europeo può essere umiliato e emarginato per il proprio orientamento sessuale, che nello spazio europeo, con modalità diverse, la protezione sociale è parte della nostra identità, che la difesa della vita di chiunque si trovi in pericolo è un dovere stabilito dai nostri Trattati e dalle Convenzioni internazionali che abbiamo stipulato.

Il nostro modello di economia sociale di mercato va rilanciato. Le nostre regole economiche devono saper coniugare crescita, protezione sociale e rispetto dell’ambiente. Dobbiamo dotarci di strumenti adeguati per contrastare le povertà, dare prospettive ai nostri giovani, rilanciare investimenti sostenibili, rafforzare il processo di convergenza tra le nostre regioni ed i nostri territori.

La rivoluzione digitale sta cambiano in profondità i nostri stili di vita, il nostro modo di produrre e di consumare. Abbiamo bisogno di regole che sappiano coniugare progresso tecnologico, sviluppo delle imprese e tutela dei lavoratori e delle persone.

Il cambiamento climatico ci espone a rischi enormi ormai evidenti a tutti. Servono investimenti per tecnologie pulite per rispondere ai milioni di giovani che sono scesi in piazza, e alcuni venuti anche in quest’Aula, per ricordarci che non esiste un altro pianeta.

Dobbiamo lavorare per una sempre più forte parità di genere e un sempre maggior ruolo delle donne ai vertici della politica, dell’economia, del sociale.

Signore e Signori, questo è il nostro biglietto da visita per un mondo che per trovare regole ha bisogno anche di noi.

Ma tutto questo non è avvenuto per caso. L’Unione europea non è un incidente della Storia.

Io sono figlio di un uomo che a 20 anni ha combattuto contro altri europei, e di una mamma che, anche lei ventenne, ha lasciato la propria casa e ha trovato rifugio presso altre famiglie.

Io so che questa è la storia anche di tante vostre famiglie... e so anche che se mettessimo in comune le nostre storie e ce le raccontassimo davanti ad un bicchiere di birra o di vino, non diremmo mai che siamo figli o nipoti di un incidente della Storia.

Ma diremmo che la nostra storia è scritta sul dolore, sul sangue dei giovani britannici sterminati sulle spiagge della Normandia, sul desiderio di libertà di Sophie e Hans Scholl, sull’ansia di giustizia degli eroi del Ghetto di Varsavia, sulle primavere represse con i carri armati nei nostri paesi dell’Est, sul desiderio di fraternità che ritroviamo ogni qual volta la coscienza morale impone di non rinunciare alla propria umanità e l’obbedienza non può considerarsi virtù.

Non siamo un incidente della Storia, ma i figli e i nipoti di coloro che sono riusciti a trovare l’antidoto a quella degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostra storia. Se siamo europei è anche perché siamo innamorati dei nostri Paesi. Ma il nazionalismo che diventa ideologia e idolatria produce virus che stimolano istinti di superiorità e producono conflitti distruttivi.

Colleghe e colleghi, abbiamo bisogno di visione e per questo serve la politica. Sono necessari partiti europei sempre più capaci di essere l’architrave della nostra democrazia. Ma dobbiamo dare loro nuovi strumenti. Quelli che abbiamo sono insufficienti. Questa legislatura dovrà rafforzare le procedure per rendere il Parlamento protagonista di una completa democrazia europea.

Ma non partiamo da zero, non nasciamo dal nulla. L’Europa si fonda sulle sue Istituzioni, che seppur imperfette e da riformare, ci hanno garantito le nostre libertà e la nostra indipendenza. Con le nostre Istituzioni saremo in grado di rispondere a tutti coloro che sono impegnati a dividerci. E allora diciamo in quest’Aula, oggi, che il Parlamento sarà garante dell’indipendenza dei cittadini europei. E che solo loro sono abilitati a scrivere il proprio destino: nessuno per loro, nessuno al posto nostro.

In quest’aula insieme a tanti amici e colleghi con molta esperienza, vi sono anche tantissimi deputati alla prima legislatura. A loro un cordiale saluto di benvenuto.

Ho letto molte loro biografie e mi sono convinto si tratti di una presenza molto positiva per loro competenze, professionalità. Molti di loro sono impegnati in attività sociali o di protezione delle persone, e questo è un campo su cui l’Europa deve migliorare perché abbiamo il dovere di governare i fenomeni nuovi.

Sull’immigrazione vi è troppo scaricabarile fra governi e ogni volta che accade qualcosa siamo impreparati e si ricomincia daccapo.

Signori del Consiglio Europeo, questo Parlamento crede che sia arrivato il momento di discutere la riforma del Regolamento di Dublino che quest’Aula, a stragrande maggioranza, ha proposto nella scorsa legislatura.

Lo dovete ai cittadini europei che chiedono più solidarietà fra gli Stati membri; lo dovete alla povera gente per quel senso di umanità che non vogliamo smarrire e che ci ha fatto grandi agli occhi del mondo.

Molto è nelle vostre mani e con responsabilità non potete continuare a rinviare le decisioni alimentando sfiducia nelle nostre comunità, con i cittadini che continuano a chiedersi, ad ogni emergenza: dov’è l’Europa? Cosa fa l’Europa? Questo sarà un banco di prova che dobbiamo superare per sconfiggere tante pigrizie e troppe gelosie.

E ancora, Parlamento, Consiglio e Commissione devono sentire il dovere di rispondere con più coraggio alle domande dei nostri giovani quando chiedono a gran voce che dobbiamo svegliarci, aprire gli occhi e salvare il pianeta.

Mi voglio rivolgere a loro: considerate questo Parlamento, che oggi inizia la sua attività legislativa, come il vostro punto di riferimento. Aiutateci anche voi a essere più coraggiosi per affrontare le sfide del cambiamento.

Voglio assicurare al Consiglio e alle Presidenze di turno la nostra massima collaborazione e lo stesso rivolgo alla Commissione e al suo Presidente. Le Istituzioni europee hanno la necessità di ripensarsi e di non essere considerate un intralcio alla costruzione di un’Europa più unita.

Tramite il Presidente del Consiglio europeo voglio rivolgere anche un saluto, a nome di quest’Aula, ai Capi di Stato e di Governo.

Ventotto paesi fanno grande l’Unione europea. E si tratta di 28 Stati, dal più grande al più piccolo, che custodiscono tesori unici al mondo. Tutti vengono da lontano e posseggono cultura, lingua, arte, paesaggio, poesia inimitabili e inconfondibili. Sono il nostro grande patrimonio e tutti meritano rispetto.

Ecco perché quando andrò a visitarli, a nome vostro, non sarò mai distratto. E davanti alle loro bandiere e ai loro inni sarò sull’attenti anche a nome di coloro che, in quest’Aula, non mostrano analogo rispetto.

Lasciatemi infine rivolgere un saluto ai parlamentari britannici, comunque la pensino sulla Brexit. Per noi immaginare Parigi, Madrid, Berlino, Roma lontane da Londra è doloroso. 

Sì sappiatelo, con tutto il rispetto che dobbiamo per le scelte dei cittadini britannici, per noi europei si tratta di un passaggio politico che deve essere portato avanti con ragionevolezza, nel dialogo e con amicizia, ma sempre nel rispetto delle regole e delle rispettive prerogative.

Voglio salutare i rappresentanti degli Stati che hanno chiesto di aderire all’Unione europea. Il loro percorso è avviato per loro libera scelta. Tutti capiscono quanto sia conveniente far parte dell’Unione. Le procedure di adesione proseguono e il Parlamento si è detto più volte soddisfatto dei risultati raggiunti.

Infine, un in bocca al lupo a tutta l’amministrazione e ai lavoratori del Parlamento.

Ci siamo dati un obbiettivo nella scorsa legislatura: far diventare il Parlamento europeo la Casa della democrazia europea.

Per questo abbiamo bisogno di riforme, di maggiore trasparenza, di innovazione. Molti risultati sono stati raggiunti, specie sul bilancio, ma questa legislatura deve dare un impulso maggiore.

Per fare questo c’è bisogno di un maggior dialogo fra parlamentari e amministrazione e sarà mia cura svilupparlo.

Care colleghe e cari colleghi, l’Europa ha ancora molto da dire se noi, e voi, sapremo dirlo insieme. Se sapremo mettere le ragioni della lotta politica al servizio dei nostri cittadini, se il Parlamento ascolterà i loro desideri e le loro paure e le loro necessità.

Sono sicuro che tutti voi saprete dare il necessario contributo per un’Europa migliore che può nascere con noi, con voi, se sapremo metterci cuore e ambizione.

Grazie e buon lavoro.

Roadshow sul Consiglio europeo per l’Innovazione

Milano,  Auditorium Fondazione Cariplo – Largo Gustav Mahler

28 giugno 2019

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250L’Italia dell’innovazione si dà appuntamento a Milano il prossimo 28 giugno per l’EIC Roadshow, evento dedicato al sostegno nei confronti dell’innovazione e della ricerca, organizzato dalla Commissione europea in cooperazione con il MIUR e APRE (Agenzia per la promozione della ricerca europea).

Durante l’evento informativo a carattere nazionale verrà annunciato il lancio del programma pilota “European Innovation Council - EIC 2019 – 2020”, con un budget stanziato di circa 2,2 miliardi di euro. Avrà lo scopo di sostenere l’innovazione di alto livello, imprenditori, piccole imprese e scienziati con idee brillanti e l'ambizione di crescere a livello internazionale.

Nel corso della giornata saranno in particolare presentati i dettagli operativi degli strumenti Pathfinder (FET Open e FET Proactive), a supporto di ambiziosi progetti di ricerca collaborativa focalizzati su tecnologie emergenti, e Accelerator (SME Instrument), dedicato ad aziende e start up a vocazione fortemente innovativa, con l’obiettivo di accelerare i loro processi di crescita sui mercati europei e globali (scaling up).

L’evento sarà aperto dagli interventi di Teresio Testa, Executive Director, SME Sales & Marketing di Intesa Sanpaolo, di Massimo Gaudina, Capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea e di Fabrizio Sala, Vicepresidente e assessore per la Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione della Regione Lombardia. Seguiranno gli interventi dei rappresentanti della DG Ricerca e Innovazione della Commissione europea, del MIUR, del CNR, della Cassa Depositi e Prestiti e di altri enti pubblici e privati.

L’evento, organizzato in cooperazione con il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca e APRE (Agenzia per la promozione della ricerca europea), si rivolge principalmente ai ricercatori, alle spin off, start up e PMI innovative, oltre che alle strutture di supporto (grant office e TTO) all'interno delle organizzazioni di ricerca.

Note di contesto

Il pilota “European Innovation Council” ha lo scopo di sostenere l’innovazione di alto livello, imprenditori, piccole imprese e scienziati con idee brillanti e l'ambizione di crescere a livello internazionale. Sarà soprattutto lo strumento che permetterà una transizione tra l’attuale programma Ue dedicato alla ricerca, Horizon 2020, e il futuro programma Horizon Europe.  Nella sua proposta, la Commissione europea ha strutturato Horizon Europe su tre pilastri: scienza aperta, sfide globali e competitività industriali e infine innovazione aperta. Quest’ultimo pilastro, a cui la Commissione propone di assegnare 13,5 miliardi di euro, mira a rendere l’Europa leader nell’innovazione in grado di creare nuovi mercati proprio attraverso il Consiglio europeo per l’innovazione (European Innovation Council).

Giro d’Italia, cuore d’Europa: tappa dopo tappa prosegue il viaggio del camper Ue
tra decine di progetti sostenuti dall’Unione europea

Domani martedì 21 da Ravenna a Modena, mercoledì 22 da Carpi a Novi Ligure

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Milano, 20 maggio 2019 – Continua fino a domenica 2 giugno con il grande arrivo a Verona “#Ue al Giro”, il viaggio nella carovana del Giro d’Italia 2019 per raccontare alcune delle centinaia di progetti sostenuti, promossi e finanziati nel nostro paese dall’Unione europea.

Da ieri la grande gara ciclistica è tornata a fare tappa in Emilia Romagna. Per poi dirigersi in Piemonte. Dopo il giorno di riposo, domattina di nuovo al via per la tappa numero 10 che porterà i ciclisti da Ravenna fino a Modena. Il camper con i colori della bandiera Ue è sempre nel "serpentone" della carovana che segue il Giro, informa e sensibilizza i cittadini sulle politiche europee dedicate al lavoro, ai giovani, all'ambiente, allo sport, alla salute, alla mobilità sostenibile e alla sicurezza alimentare.

Le prossime tappe. Da martedì 21 a domenica 26 maggio appuntamento in Emilia Romagna, Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia, dove il Giro arriverà alla fine della tappa di domenica 26.

Martedì 21 maggio. A Ravenna, alla partenza, si potrà incontrare il campione di pugilato Francesco Damiani, ex allenatore della nazionale, che porterà il suo saluto al camper europeo.

Dove trovare la Ue. Alcuni dei progetti finanziati in queste due città sono: il Museo Classis con il suo laboratorio aperto, il Parco della creatività, il Teatro delle Passioni (nato dalla ristrutturazione delle Aziende elettriche modenesi) la Casa natale di Enzo Ferrari, la galleria espositiva e il Museo dei Motori Ferrari. A  Modena porterà il suo saluto la Rappresentanza a Milano della Commissione europea.

Mercoledì 22 maggio. Si parte da Carpi e si arriva a Novi Ligure, dove sarà presente anche Faustino Coppi, che all’avvio del Giro ha già mandato il suo messaggio sull’Europa e il valore dello sport.

Dove trovare l'Ue. Alcuni dei progetti qui finanziati sono: Palazzo dei Pio; Museo della Città; Cortile di Levante; Cortile d'Onore; al Comune di Reggio Emilia il Chiostro di San Pietro; al Comune di Parma i Chiostri del Correggio; al Comune di Piacenza l’ex chiesa del Carmine. Molti anche i laboratori aperti nella regione per riqualificare e rivitalizzare i centri storici; noto in tutto il mondo il Festival Internazionale delle Abilità Differenti di Carpi, Modena, Bologna. Infine è questa la regione in cui c’è il più grande numero di prodotti DOP in Europa nella categoria food.    

Nei giorni successivi il camper dell’Europa sarà di nuovo in viaggio sempre seguendo il Giro: giovedì 23 da Cuneo a Pinerolo, venerdì 24 da Pinerolo a Ceresole Reale, sabato 25 da Saint-Vincent a Courmayeur e domenica 26 maggio da Ivrea a Como.

Una partnership è stata stretta con le radio universitarie riunite sotto la sigla di RadUni, parte del format europeo Europhonica, i cui giornalisti accompagnano quotidianamente la grande corsa con interventi e interviste, un altro modo per rafforzare l’idea di Europa aperta e vicina ai giovani, la stessa che ha visto l’impegno di Antonio Megalizzi e Bartosz Orent- Niedzielski, vittime sei mesa fa dell’attentato di Strasburgo.

L'iniziativa, ideata e promossa dalla Rappresentanza a Milano della Commissione europea, coinvolge attivamente la rete Europe Direct e quella dei centri di documentazione europea operanti in Italia.

Info: https://ec.europa.eu/italy/events/uealgiro_it

Bruxelles 19 marzo 2019

tajani official 250Oggi al Parlamento europeo si è tenuta una conferenza ad alto livello sul futuro degli oceani, alla quale hanno partecipato oltre 1200 fra leader politici, ricercatori ed esperti del settore.

 Nel suo intervento, il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha dichiarato:

 “Mari e coste pulite sono una risorsa economica, commerciale e turistica unica al mondo. Ma se non agiamo subito, se continueremo a sfruttare ed inquinare i nostri oceani in maniera irresponsabile, entro il 2050 nei mari vi sarà più plastica che pesce.”

“Il Parlamento europeo è in prima linea nella battaglia per la sostenibilità ambientale. Stiamo dando risposte concrete ai milioni di ragazzi scesi in piazza per chiedere di salvaguardare il pianeta e i suoi oceani. Siamo dalla loro parte.”

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