dall'Europa

Per il prossimo bilancio a lungo termine dell'UE per il periodo 2021-2027 la Commissione propone misure finalizzate a una cooperazione fiscale e doganale migliore e più efficiente tra gli Stati membri.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La continuità del flusso di finanziamenti attraverso i programmi proposti contribuirà a continuare ad offrire alle imprese libero e agevole accesso al mercato unico dell'UE, così che il commercio possa prosperare, che i cittadini siano tutelati contro l'ingresso di merci pericolose nell'Unione dalle frontiere esterne e che gli Stati membri siano attrezzati a contrastare l'elusione e l'evasione fiscali.

Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: “Per proteggere il territorio doganale dell'Unione europea e attuare le norme fiscali comuni è necessaria un'intensa cooperazione tra le competenti autorità nazionali. I nuovi programmi Dogana e Fiscalis concorreranno al conseguimento dell'obiettivo. Apportano infatti, a costi minimi, un reale valore aggiunto europeo, offrendo alle autorità fiscali e doganali degli Stati membri vantaggi senza precedenti sullo sfondo di una collaborazione nell'interesse delle imprese e dei cittadini dell'UE.”

La Commissione propone di dare continuità all'impegno finanziario con 950 milioni di € per il programma Dogana e con 270 milioni di € per il programma Fiscalis, importi pari, rispettivamente, soltanto allo 0,07% e allo 0,02% del prossimo bilancio dell'UE.

Il nuovo programma Dogana contribuirà all'instaurazione di un'Unione doganale moderna imperniata sugli interessi delle imprese e dei cittadini dell'UE:

  • · intensificando lo scambio di informazioni e di dati tra le amministrazioni doganali nazionali per migliorare le capacità di intercettazione dei movimenti di merci pericolose e contraffatte: nel 2017 sono stati sequestrati alle frontiere dell'UE, in totale, 2,7 milioni di munizioni e 188 000 ordigni esplosivi;
  • · continuando a favorire l'intensificazione degli scambi commerciali: l'anno scorso le autorità doganali dell'UE hanno trattato 331 milioni di dichiarazioni;
  • · aiutando le autorità doganali nella tutela degli interessi finanziari ed economici dell'Unione e nell'esatta riscossione dei dazi doganali, dell'IVA all'importazione e delle accise. Il nuovo programma migliorerà la capacità delle amministrazioni doganali di gestire l'intensificazione degli scambi commerciali e l'evoluzione dei modelli economici e operativi, quali il commercio elettronico e la codifica a blocchi, e potenzierà la cooperazione e la formazione trasversalmente ai settori;
  • · predisponendo strategie migliori di gestione del rischio per tutelare gli interessi finanziari dell'UE e per aiutarla a rispondere meglio alle minacce per la sicurezza e alla criminalità transnazionale.

Il nuovo programma Fiscalis sosterrà la cooperazione tra le amministrazioni fiscali degli Stati membri e migliorerà il contributo alla lotta contro la frode, l'evasione e l'elusione fiscali:

  • · predisponendo sistemi informatici migliori e meglio collegati, che ciascuno Stato membro dovrebbe altrimenti mettere a punto individualmente. Rientrano in quest'ambito lo sviluppo e il mantenimento di soluzioni informatiche interoperabili ed efficaci sotto il profilo dei costi come supporto alle autorità fiscali nell'attuazione della normativa dell'UE;
  • · condividendo buone prassi e formazione a potenziamento dell'efficienza, anche contribuendo a non oberare cittadini e imprese (PMI comprese) di oneri amministrativi superflui nelle operazioni transfrontaliere e aumentando sensibilmente il numero di 423 000 professionisti del settore fiscale formati dal 2014;
  • · realizzando interventi comuni di gestione del rischio e audit - di cui 1000 già organizzati tra Stati membri dal 2014;
  • · stimolando la competitività dell'Unione, promuovendo l'innovazione e agevolando l'attuazione di nuovi modelli economici.

Prossime tappe

Il raggiungimento in tempi rapidi di un accordo sul bilancio a lungo termine dell'UE nel suo complesso e sulle relative proposte settoriali è essenziale per continuare a ottenere risultati concreti dai finanziamenti dell'Unione per i programmi in corso, compresi quelli volti al rafforzamento dell'Unione doganale e alla lotta contro l'evasione e l'elusione fiscali.

In caso di ritardi analoghi a quelli verificatisi all'inizio dell'attuale periodo di bilancio 2014-2020, l'UE perderà almeno in parte le entrate che una riscossione efficiente dei dazi doganali farebbe confluire nel suo bilancio, sarà ridotta la capacità delle autorità doganali di garantire la sicurezza ai nostri confini e i cittadini saranno meno tutelati contro le merci contraffatte e pericolose.

Un accordo sul prossimo bilancio a lungo termine nel 2019 permetterebbe una transizione senza soluzione di continuità tra l'attuale bilancio a lungo termine (2014-2020) e quello nuovo e garantirebbe la prevedibilità dei finanziamenti, a vantaggio di tutti.

Contesto

Il programma Dogana dell'UE ha già rafforzato la capacità delle autorità doganali di garantire la sicurezza ai nostri confini, agevolando nel contempo gli scambi commerciali e tutelando i cittadini dell'Unione dalle merci contraffatte e pericolose. Ha permesso all'UE di migliorare la qualità e l'efficienza della riscossione dei dazi doganali, che nel 2017 hanno rappresentato un importo pari a quasi il 16% del bilancio complessivo dell'Unione. In questo 2018 in cui l'Unione doganale dell'UE si accinge a celebrare il cinquantenario, le proposte odierne assicurano che la colonna portante del mercato unico dell'UE continui a consolidarsi.

Anche il programma Fiscalis dell'UE si è rivelato indispensabile per aiutare le amministrazioni tributarie a intensificare la cooperazione in tutta l'UE per migliorare la riscossione delle imposte e contrastare la frode fiscale. Inizialmente concepito nel 1993 come mero programma di scambio e formazione per gli operatori delle amministrazioni tributarie, negli ultimi vent'anni Fiscalis si è attestato come fattore di reale cambiamento nel paesaggio fiscale dell'UE. Nonostante le dimensioni relativamente contenute, delinea un contesto flessibile e semplice per la cooperazione fiscale, con risultati considerevoli in termini di impatto e di valore aggiunto UE. In un solo anno (il 2015) ha aiutato gli Stati membri ad accertare per un possibile recupero imposte per oltre 590 milioni di € attraverso controlli congiunti dell'UE. La proposta odierna di nuovo programma Fiscalis cade in un momento in cui l'elusione fiscale è percepita in modo particolarmente negativo dall'opinione pubblica e in cui ogni anno i governi dell'UE devono recuperare oltre 50 miliardi di € di gettito sottratto al bilancio dalle frodi sull'imposta sul valore aggiunto (IVA). Il rafforzamento del programma concorrerà a superare il problema.

Per ulteriori informazioni 

MEMO sui programmi Dogana e Fiscalis

Proposte di programmi Dogana e Fiscalis 

IP/18/4009

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 1° giugno 2018. Per il prossimo bilancio a lungo termine dell'UE (2021-2027), la Commissione propone di modernizzare e semplificare la politica agricola comune (PAC).

Con un bilancio di 365 miliardi di EUR, le proposte assicurano che la PAC resti una politica “a prova di futuro”, continui a sostenere gli agricoltori e le comunità rurali, guidi lo sviluppo sostenibile dell'agricoltura dell'UE e rispecchi l'ambizione dell'UE in materia di tutela ambientale e di azione per il clima. Le proposte odierne conferiscono agli Stati membri maggiore flessibilità e responsabilità per scegliere come e dove investire i propri finanziamenti PAC al fine di raggiungere traguardi ambiziosi stabiliti a livello dell'UE per un settore agricolo intelligente, resiliente, sostenibile e competitivo, assicurando al tempo stesso un sostegno equo e più mirato al reddito degli agricoltori.

Jyrki Katainen, vicepresidente responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: “La politica agricola comune è una delle nostre politiche principali e incide sulla vita di tutti gli europei. Queste solide proposte contribuiranno ad aumentare la competitività del settore agricolo, rafforzandone al tempo stesso la sostenibilità. Con il nuovo modello di attuazione, diamo più sussidiarietà agli Stati membri per potenziare l'efficacia della politica e monitorarne meglio i risultati.”

Phil Hogan, Commissario per l'Agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato: “La proposta di oggi realizza l'impegno della Commissione a modernizzare e semplificare la politica agricola comune, mettere in atto una vera sussidiarietà con gli Stati membri, assicurare un settore agricolo più resiliente in Europa e accrescere il livello di ambizione in materia di ambiente e clima della politica."

Le principali caratteristiche delle proposte avanzate dalla Commissione per una PAC moderna e semplificata sono indicate di seguito.

  1. 1. Un nuovo metodo di lavoro. Gli Stati membri godranno di una maggiore flessibilità per quanto riguarda le modalità di utilizzo delle dotazioni loro assegnate e potranno progettare programmi su misura che rispondano più efficacemente alle preoccupazioni degli agricoltori e delle comunità rurali in senso ampio. Gli Stati membri avranno anche la possibilità di trasferire fino al 15% delle proprie dotazioni PAC dai pagamenti diretti allo sviluppo rurale e viceversa, per assicurare il finanziamento delle proprie priorità e misure. Saranno assicurate condizioni di parità tra gli Stati membri attraverso:
  • ·         piani strategici definiti per l'intero periodo, che stabiliscano le modalità con cui ciascuno Stato membro intende conseguire nove obiettivi economici, ambientali e sociali a livello dell'UE, utilizzando sia il sostegno sotto forma di pagamenti diretti che quello per lo sviluppo rurale. La Commissione approverà ogni piano per assicurare la coerenza e la tutela del mercato unico;
  • ·         la Commissione seguirà da vicino i risultati di ciascun paese e i progressi verso il raggiungimento dei target concordati.
  1. 2. Una politica più equa mediante un sostegno più mirato. I pagamenti diretti rimarranno una componente essenziale della politica, assicurandone la stabilità e la prevedibilità per gli agricoltori. Sarà data priorità al sostegno delle aziende agricole di piccole e medie dimensioni, che costituiscono la maggioranza nel settore agricolo dell'UE, e agli aiuti ai giovani agricoltori. La Commissione continuerà ad adoperarsi per una distribuzione più equa dei pagamenti diretti tra gli Stati membri mediante la convergenza esterna.

Inoltre:

  • ·         i pagamenti diretti agli agricoltori saranno ridotti a partire da 60 000 € e limitati a 100 000 € per azienda agricola. Si terrà debitamente conto del costo del lavoro. In questo modo si assicura una distribuzione più equa dei pagamenti;
  • ·         le aziende agricole di piccole e medie dimensioni riceveranno un sostegno più elevato per ettaro;
  • ·         i paesi dovranno accantonare almeno il 2% della dotazione per pagamenti diretti per aiutare i giovani agricoltori ad avviare la propria attività. Tale iniziativa sarà integrata da un sostegno finanziario per lo sviluppo rurale e diverse misure per facilitare l'accesso alla terra e i trasferimenti di terreni.
  1. 3. Ambizioni più elevate in materia di ambiente e di azione per il clima. I cambiamenti climatici, le risorse naturali, la biodiversità, gli habitat e i paesaggi sono tutti aspetti compresi negli obiettivi a livello dell'UE proposti oggi. Il sostegno al reddito degli agricoltori dipende già dall'attuazione di pratiche rispettose dell'ambiente e del clima e la nuova PAC richiederà agli agricoltori di conseguire obiettivi più ambiziosi grazie a misure obbligatorie e basate su incentivi:
  • ·         i pagamenti diretti saranno subordinati a requisiti ambientali e climatici più rigorosi;
  • ·         ciascuno Stato membro dovrà offrire regimi ecologici che aiuteranno gli agricoltori ad andare oltre i requisiti obbligatori e che saranno finanziati con una quota delle dotazioni nazionali per i pagamenti diretti;
  • ·         almeno il 30% di ciascuna dotazione nazionale per lo sviluppo rurale sarà dedicata alle misure ambientali e climatiche;
  • ·         il 40% del bilancio complessivo della PAC dovrebbe contribuire all'azione per il clima;
  • ·         oltre alla possibilità di trasferire il 15% delle dotazioni tra i pilastri, gli Stati membri avranno anche la possibilità di trasferire un ulteriore 15% dal pilastro 1 al pilastro 2 per le spese relative alle misure climatiche e ambientali (senza cofinanziamento nazionale).
  1. 4. Maggiore utilizzo di conoscenze e innovazioni. Una PAC più moderna si avvarrà delle tecnologie e delle innovazioni più recenti, fornendo un aiuto sul campo agli agricoltori e alle pubbliche amministrazioni, in particolare:
  • ·         mettendo a disposizione un bilancio di 10 miliardi di € nell'ambito del programma di ricerca dell'UE Orizzonte Europa destinati a progetti di ricerca e innovazione nel settore dell'alimentazione, dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della bioeconomia;
  • ·         incoraggiando gli Stati membri a utilizzare i big data e le nuove tecnologie per i controlli e il monitoraggio (ad esempio, verificando le dimensioni dell'azienda agricola ai fini delle domande di pagamenti diretti mediante dati satellitari), con una conseguente diminuzione della necessità di effettuare controlli in loco;
  • ·         promuovendo la digitalizzazione della vita rurale, ad esempio ampliando l'accesso alla banda larga nelle regioni rurali, migliorando così la qualità della vita in queste regioni e contribuendo ulteriormente alla competitività della produzione agricola europea.

Prossime tappe

Un accordo in tempi brevi sul bilancio complessivo a lungo termine dell'UE e sulle relative proposte settoriali è fondamentale per garantire che i fondi dell'UE comincino a produrre risultati sul terreno quanto prima possibile e che gli agricoltori possano contare sulla certezza e sulla prevedibilità necessarie per prendere le proprie decisioni commerciali e di investimento.

Ritardi come quelli registrati all'inizio dell'attuale periodo di bilancio 2014-2020 comprometterebbero la possibilità per gli agricoltori e le amministrazioni nazionali di beneficiare della riduzione della burocrazia, della maggiore flessibilità e dei risultati più efficaci legati alla nuova PAC. I ritardi di approvazione del futuro bilancio ritarderebbero anche l'avvio di migliaia di potenziali nuovi progetti in tutta l'UE che sono concepiti per sostenere gli agricoltori e le comunità rurali e che affrontano tematiche che vanno dal rafforzare la tutela ambientale ad attrarre nuovi agricoltori.

Un accordo nel 2019 sul prossimo bilancio a lungo termine consentirebbe una transizione agevole tra l'attuale bilancio a lungo termine (2014-2020) e quello successivo, garantendo la prevedibilità e la continuità dei finanziamenti a beneficio di tutti.

Per ulteriori informazioni

Schede informative sulle proposte legislative sono disponibili qui

MEMO: La politica agricola comune dopo il 2020

Ulteriori informazioni sul bilancio dell'UE per il futuro sono disponibili qui

IP/18/3985

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 24 maggio 2018. La Commissione europea ha proposto oggi di rafforzare le norme dell'UE in materia di assicurazione autoveicoli, per offrire maggiore tutela alle vittime di incidenti automobilistici, da un lato, e migliorare i diritti degli assicurati, dall'altro.

La proposta odierna garantirà innanzitutto che le vittime ricevano il risarcimento dovuto, anche quando l'assicuratore è insolvente.L'aggiornamento normativo prevede inoltre che chi rientra in una determinata classe di merito in un altro Stato membro sia messo sullo stesso piano degli assicurati nazionali e possa eventualmente beneficiare di migliori condizioni assicurative.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l'Unione dei mercati dei capitali, ha affermato: «Con queste proposte vogliamo garantire che le vittime di incidenti stradali godano di una migliore protezione in futuro. Inoltre, se un cittadino si trasferisce in un altro Stato membro e sottoscrive una nuova polizza di assicurazione auto, la sua classe di merito sarà parificata a quella dei consumatori nazionali. È una buona notizia non solo per coloro che si spostano all'interno dell'UE, ma anche per tutti noi in quanto cittadini dell'Unione.»

Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: «La direttiva sull'assicurazione autoveicoli è alla base del buon funzionamento del mercato unico dell'assicurazione autoveicoli a beneficio dei conducenti e delle potenziali vittime di incidenti automobilistici. La proposta odierna favorisce la mobilità all'interno dell'UE grazie alla trasferibilità della classe di merito, oltre a migliorare l'accesso al risarcimento per le vittime di incidenti automobilistici in caso di insolvenza dell'assicuratore e ad agevolare la lotta contro la circolazione di veicoli non assicurati.»

La proposta di modifica della direttiva sull'assicurazione autoveicoli rende più semplice anche contrastare la circolazione di veicoli non assicurati, facilitando il compito delle autorità competenti, e allinea i livelli minimi di copertura assicurativa in tutta l'UE. Infine, chiarisce l'ambito di applicazione della direttiva alla luce delle recenti sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea. L'iniziativa odierna si inserisce nell'ambito del piano d'azione della Commissione per i servizi finanziari ai consumatori del marzo 2017.

Proposte di modifica delle norme vigenti dell'UE in materia di assicurazione autoveicoli:

La Commissione propone le seguenti modifiche:

  • ·         Insolvenza di un assicuratore: se l'assicuratore del veicolo che ha causato un incidente è insolvente, le vittime saranno risarcite integralmente e nel più breve tempo possibile nel loro Stato membro di residenza. In situazioni transfrontaliere, la responsabilità finanziaria finale sarà a carico del settore assicurativo dello Stato membro in cui ha sede l'assicuratore, senza che ciò ritardi il risarcimento delle vittime.
  • ·         Attestazioni di sinistralità passata: gli assicuratori saranno tenuti a trattare le attestazioni di sinistralità passata emesse negli altri Stati membri alla stregua di quelle rilasciate a livello nazionale. Ciò dovrebbe garantire che chi sottoscrive un'assicurazione all'estero possa beneficiare di premi assicurativi più vantaggiosi, al pari del consumatori nazionali.
  • ·         Guida di veicoli non assicurati: verranno potenziate le competenze degli Stati membri per contrastare il fenomeno della guida di veicoli non assicurati, una pratica che fa aumentare i premi per i guidatori onesti.
  • ·         Livelli minimi di copertura: i cittadini dell'Unione avranno diritto alle stesse condizioni minime di protezione in ogni Stato membro in cui si recano. La proposta fissa infatti dei livelli di protezione minimi e armonizzati in tutta l'UE per quanto riguarda le lesioni personali e i danni materiali, appianando le leggere differenze attualmente esistenti tra Stati membri nel livello minimo di protezione.
  • ·         Ambito di applicazione: per migliorare la certezza del diritto, la proposta integra nella direttiva la recente giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea. In particolare, viene esplicitato che l'ambito di applicazione della direttiva include gli incidenti causati nel corso del normale uso di un veicolo come mezzo di trasporto, anche su proprietà privata.

Contesto

La prima direttiva dell'UE sull'assicurazione autoveicoli è stata adottata nel 1972 con l'obiettivo di tutelare le vittime di incidenti stradali e agevolare la libera circolazione degli autoveicoli tra gli Stati membri. Ad essa si sono aggiunte cinque direttive successive che hanno progressivamente incrementato la protezione per i cittadini dell'Unione. Il 2009 ha visto la codificazione di tutte le disposizioni dell'UE in materia di assicurazione autoveicoli in un unico atto legislativo, la direttiva 2009/103/CE.

Nel giugno 2016 la Commissione ha avviato i lavori di valutazione della direttiva sull'assicurazione autoveicoli, promuovendo anche una consultazione pubblica tra luglio e ottobre 2017. È a questa valutazione che fanno seguito le modifiche presentate oggi.

Per ulteriori informazioni

MEMO

Maggiori informazioni sulla direttiva sull'assicurazione autoveicoli

IP/18/3731

Bruxelles, 2 maggio 2018. La Commissione propone oggi un bilancio a lungo termine pragmatico e moderno per il periodo 2021-2027.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Si tratta di una risposta onesta alle realtà di oggi, in cui l'Europa è chiamata a svolgere un ruolo più importante nel garantire la sicurezza e la stabilità in un mondo instabile, proprio quando la Brexit lascerà un vuoto significativo nel nostro bilancio. La proposta odierna risponde a questa duplice sfida mediante tagli alla spesa e nuove risorse, strumenti utilizzati entrambi in pari misura. I finanziamenti per le nuove e principali priorità dell'Unione verranno mantenuti o rafforzati e ciò implica inevitabilmente alcuni tagli in altri settori. È tempo di agire responsabilmente, considerata la posta in gioco così elevata. Per questo l'odierna proposta di bilancio è mirata e realistica.

La proposta della Commissione allinea il bilancio dell'Unione alle nostre priorità politiche delineate nel programma positivo presentato dal Presidente Jean-Claude Juncker nel suo discorso sullo stato dell'Unione il 14 settembre 2016, approvato poi dai leader dell'UE-27 a Bratislava il 16 settembre 2016 e confermato nella dichiarazione di Roma del 25 marzo 2017. Concentrandosi nei settori in cui l'Unione può raggiungere il meglio in termini di risultati, questo è il bilancio di un'Europa che protegge, dà forza e difende.

Il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha dichiarato: "Oggi è un momento importante per la nostra Unione. Il nuovo bilancio rappresenta l'occasione per plasmare una nuova, ambiziosa Unione a 27, con al centro il vincolo della solidarietà. Con la proposta di oggi abbiamo presentato un piano pragmatico su come fare di più con meno. Il vento economico favorevole nelle nostre vele ci dà un margine di manovra ma non ci mette al riparo dalla necessità di operare risparmi in alcuni settori. Garantiremo una sana gestione finanziaria mediante il finora inedito meccanismo per lo Stato di diritto. Ecco che cosa significa agire responsabilmente con il denaro dei contribuenti. Ora la palla è nel campo del Parlamento europeo e del Consiglio. Sono assolutamente convinto che il nostro obiettivo debba essere il conseguimento di un accordo prima delle elezioni del Parlamento europeo il prossimo anno."

Il Commissario per il Bilancio e le risorse umane Günther H. Oettinger ha dichiarato: "Quello che costituisce davvero il nucleo di questa proposta di bilancio è il valore aggiunto europeo. Investiamo ancora di più in settori nei quali i singoli Stati membri non possono agire da soli o nei quali è più efficiente operare insieme, come nei campi della ricerca, della migrazione, del controllo delle frontiere o della difesa. Contemporaneamente continuiamo a finanziare politiche tradizionali, ma ammodernate, come la politica agricola comune e la politica di coesione, visto che gli standard elevati dei nostri prodotti agricoli e il recupero economico delle nostre regioni vanno a vantaggio di noi tutti."

  1. 1. Un bilancio mirato in cui alle ambizioni corrispondano le risorse

L'Unione europea a 27 ha fissato le proprie priorità politiche e ora ha bisogno di risorse adeguate.

Nel complesso la Commissione propone un bilancio a lungo termine di 1 135 miliardi di in impegni (espressi in prezzi del 2018) [1] per il periodo 2021-2027, pari all'1,11 % del reddito nazionale lordo dell'UE-27 (RNL) (cfr. allegato 2: scheda informativa generale). Questo livello di impegni si traduce in 1 105 miliardi di € (ovvero l'1,08% dell'RNL) in termini di pagamenti (a prezzi 2018 [2]). Ciò comprende l'integrazione nel bilancio dell'UE del Fondo europeo di sviluppo, principale strumento con cui l'UE finanzia la cooperazione allo sviluppo con i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico e che finora è stato un accordo intergovernativo. Se si tiene conto dell'inflazione, l'ordine di grandezza è analogo a quello dell'attuale bilancio a lungo termine 2014-2020 (compreso il Fondo europeo di sviluppo).

Per finanziare nuove e urgenti priorità, occorrerà innalzare gli attuali livelli di finanziamento. Gli investimenti di oggi in settori quali la ricerca e l'innovazione, i giovani, l'economia digitale, la gestione delle frontiere, la sicurezza e la difesa contribuiranno alla prosperità, alla sostenibilità e alla sicurezza di domani. Sarà raddoppiato, ad esempio, il bilancio del programma Erasmus+ e del corpo europeo di solidarietà.

Nel contempo la Commissione ha valutato criticamente dove fosse possibile realizzare risparmi e aumentare l'efficienza. La Commissione propone che i finanziamenti a favore della politica agricola comune e della politica di coesione subiscano una modesta riduzione (in entrambi i casi del 5% circa) per tener conto delle nuove realtà di un'Unione a 27. Queste politiche saranno aggiornate in modo da poter comunque produrre risultati con minori risorse ed essere addirittura al servizio di nuove priorità. La politica di coesione, ad esempio, avrà un ruolo sempre più importante a sostegno delle riforme strutturali e dell'integrazione a lungo termine dei migranti.

Questi cambiamenti determineranno un riequilibrio del bilancio dell'Unione europea e una maggiore attenzione ai settori in cui esso può davvero fare la differenza.

  1. 2. Un bilancio moderno, semplice e flessibile

Le dimensioni del bilancio dell'UE sono contenute rispetto a quelle dell'economia europea e dei bilanci nazionali. Eppure questo bilancio può davvero fare la differenza nella vita di cittadini e imprese, a condizione che gli investimenti siano realizzati in settori nei quali l'impatto della spesa dell'UE possa essere maggiore rispetto a quello della spesa pubblica nazionale, vale a dire in settori in cui l'UE sia in grado di apportare un reale valore aggiunto europeo. Alcuni esempi in questo senso: i progetti di ricerca in settori di punta che riuniscono i migliori ricercatori europei, le grandi infrastrutture o i progetti per consentire la trasformazione digitale o le iniziative intese a dotare l'Unione degli strumenti necessari per proteggere e difendere i suoi cittadini. Ciò è indispensabile nel mondo di oggi in rapida evoluzione, in cui l'Europa si trova a far fronte a sfide demografiche, all'instabilità nei paesi vicini e a molti altri problemi urgenti che superano i confini nazionali.

La Commissione propone pertanto un bilancio moderno, semplice e flessibile.

Moderno: una nuova Unione a 27 ha bisogno di un nuovo bilancio moderno che dimostri che l'Europa ha fatto tesoro degli insegnamenti che vengono dal passato. Si tratta di ridurre ulteriormente gli oneri burocratici a carico dei beneficiari e delle autorità di gestione mediante norme più coerenti basate su un codice unico, di fissare obiettivi più chiari e di concentrarsi maggiormente sui risultati. Così sarà più facile monitorare e misurare i risultati come pure introdurre modifiche, se necessario.

Semplice: la struttura del bilancio sarà più chiara e più in linea con le priorità dell'Unione. I fondi sono oggi ripartiti tra un numero troppo elevato di programmi e strumenti all'interno e al di fuori del bilancio. La Commissione propone quindi di ridurre di oltre un terzo il numero dei programmi (passando dai 58 attuali a 37 in futuro), ad esempio riunendo in nuovi programmi integrati le fonti di finanziamento attualmente frammentate e razionalizzando profondamente l'uso degli strumenti finanziari, anche tramite il Fondo InvestEU.

Flessibile: sfide recenti, in particolare la crisi migratoria e dei rifugiati nel 2015, hanno mostrato chiaramente i limiti che l'attuale bilancio dell'UE presenta in termini di flessibilità per una risposta sufficientemente rapida ed efficace. La proposta della Commissione prevede quindi una maggiore flessibilità all'interno dei programmi e tra i medesimi, il rafforzamento degli strumenti di gestione delle crisi e la creazione di una nuova "Riserva dell'Unione" che permetta di affrontare eventi imprevisti e rispondere a situazioni di emergenza in settori quali la sicurezza e la migrazione.

  1. 3. Il bilancio dell'UE e lo Stato di diritto: una sana gestione finanziaria

Un'innovazione importante prevista dal bilancio proposto è il rafforzamento del legame tra i finanziamenti UE e lo Stato di diritto, il cui rispetto è presupposto essenziale di una sana gestione finanziaria e dell'efficacia dei finanziamenti UE. La Commissione propone pertanto un nuovo meccanismo volto a proteggere il bilancio dell'UE dai rischi finanziari connessi a carenze generalizzate per quanto riguarda lo Stato di diritto negli Stati membri. I nuovi strumenti proposti consentirebbero all'Unione di sospendere, ridurre o restringere l'accesso ai finanziamenti dell'UE in modo proporzionale alla natura, alla gravità e alla portata delle carenze relative allo Stato di diritto. Una decisione di questo genere sarebbe proposta dalla Commissione e adottata dal Consiglio con votazione a maggioranza qualificata inversa [3].

  1. 4. Un bilancio dell'UE per un'Unione economica e monetaria forte e stabile

Una zona euro stabile è presupposto essenziale per l'occupazione, la crescita, gli investimenti e l'equità sociale nell'Unione nel suo complesso. Nel dicembre 2017, nel quadro della tabella di marcia per l'approfondimento dell'Unione economica e monetaria, la Commissione ha prospettato la possibilità di introdurre, nell'ambito delle finanze pubbliche dell'UE, nuovi strumenti di bilancio a sostegno di una zona euro stabile e della convergenza verso la zona euro. Questo nuovo quadro finanziario pluriennale propone due nuovi strumenti:

- un nuovo programma di sostegno alle riforme che, con una dotazione complessiva di bilancio di 25 miliardi di €, fornirà sostegno finanziario e tecnico a tutti gli Stati membri per la realizzazione di riforme prioritarie, in particolare nel contesto del semestre europeo. Un meccanismo di convergenza fornirà inoltre un sostegno ad hoc agli Stati membri non appartenenti alla zona euro che si preparano ad adottare la moneta comune;

- una funzione europea di stabilizzazione degli investimenti che contribuirà a mantenere i livelli d'investimento in caso di gravi shock asimmetrici. Inizialmente opererà attraverso prestiti "back-to-back" garantiti dal bilancio dell'UE con un massimale di 30 miliardi di €, cui si abbinerà un'assistenza finanziaria agli Stati membri a copertura dell'onere degli interessi. I prestiti forniranno un sostegno finanziario aggiuntivo in un momento in cui le finanze pubbliche sono sotto pressione e occorre mantenere gli investimenti prioritari.

  1. 5. Fonti moderne di finanziamento del bilancio dell'UE

Nuove priorità richiedono nuovi investimenti. Per questo motivo la Commissione propone di finanziarle tali tramite un abbinamento tra nuove risorse (per circa l'80 %) e riassegnazioni e risparmi (per circa il 20%).

Ispirandosi alle raccomandazioni del gruppo ad alto livello sul futuro finanziamento dell'UE, la Commissione propone di aggiornare e semplificare l'attuale sistema complessivo delle risorse proprie e di diversificare le fonti di entrate del bilancio.

Nuove fonti per finanziare il bilancio a lungo termine

La Commissione propone di semplificare l'attuale risorsa propria basata sull'imposta sul valore aggiunto (IVA) e di introdurre un paniere di nuove risorse proprie collegato alle nostre priorità politiche.

Nel paniere di nuove risorse proprie rientrano:

- il 20% delle entrate provenienti dal sistema di scambio delle quote di emissioni;

- un'aliquota di prelievo del 3% applicata alla nuova base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (che verrà introdotta gradualmente, una volta adottata la legislazione necessaria);

- un contributo nazionale calcolato in base alla quantità di rifiuti non riciclati di imballaggi in plastica di ciascuno Stato membro (0,80 € al chilogrammo).

Queste nuove risorse proprie rappresenteranno il 12% circa del bilancio totale dell'UE e potrebbero apportare fino a 22 miliardi di € l'anno per il finanziamento delle nuove priorità.

Correzioni

L'uscita del Regno Unito dall'UE offre l'occasione per affrontare il complesso sistema di correzioni e di "correzioni sulle correzioni". La Commissione propone di eliminare tutte le correzioni e di ridurre dal 20% al 10% gli importi che gli Stati membri trattengono all'atto della riscossione dei tributi doganali (una delle "risorse proprie") a favore del bilancio dell'UE. Entrambe le misure renderanno più semplice ed equo il bilancio dell'UE.

Allo scopo di evitare però un'impennata del contributo di alcuni Stati membri, la Commissione propone di eliminare progressivamente le attuali correzioni nell'arco di cinque anni.

Che cosa accadrà ora?

Sulla base delle proposte odierne la Commissione presenterà, nelle prossime settimane, proposte dettagliate relative ai futuri programmi di spesa settoriali (cfr. allegato 1).

La decisione sul futuro bilancio a lungo termine dell'UE spetterà poi al Consiglio, che delibererà all'unanimità, previa approvazione del Parlamento europeo. Il fattore tempo è essenziale. I negoziati per l'adozione dell'attuale bilancio a lungo termine dell'UE hanno richiesto troppo tempo. Le conseguenze sono state: il ritardo nell'avvio dei principali programmi di spesa e il rinvio di progetti che erano realmente in grado di stimolare la ripresa economica.

Ai negoziati dovrebbe essere quindi accordata la massima priorità e un accordo dovrebbe essere raggiunto prima delle elezioni del Parlamento europeo e del vertice di Sibiu del 9 maggio 2019. La Commissione farà tutto ciò che è in suo potere per un accordo in tempi brevi.

Per ulteriori informazioni

- Un bilancio moderno al servizio di un'Unione che protegge, dà forza e difende: domande e risposte (2 maggio 2018).

- Schede informative e testi normativi (2 maggio 2018);

- comunicazione, comprensiva di un allegato che descrive i singoli programmi;

- regolamento che stabilisce il quadro finanziario pluriennale (2 maggio 2018);

- regolamento relativo all'esecuzione del bilancio nel rispetto dello Stato di diritto;

- accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria;

- decisione sulle risorse proprie, proposte di attuazione e relativo documento di lavoro dei servizi della Commissione;

- regolamento, regolamento di esecuzione, modifica del regolamento n. 1553/89;

- regime uniforme definitivo di riscossione delle risorse proprie [regolamento del Consiglio (CEE, Euratom) n. 1553/89];

- documento di lavoro dei servizi della Commissione sulla revisione della spesa;

- informazioni essenziali relative al bilancio UE per il futuro - Quadro finanziario pluriennale (2021-2027);

- comunicazione e schede informative (comunicato stampa del 14 febbraio 2018);

- documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE (28 giugno 2017).

[1] Espressi in prezzi correnti (tenendo conto dell'inflazione), si tratterebbe di 1 279 miliardi di € in impegni.

[2] Espressi in prezzi correnti (tenendo conto dell'inflazione), si tratterebbe di 1 246 miliardi di € in pagamenti.

[3] Nella votazione a maggioranza qualificata inversa, la proposta della Commissione si considera adottata dal Consiglio a meno che quest'ultimo, a maggioranza qualificata, non decida di respingere la proposta della Commissione.

image012Quest'anno il Giro d'Italia si tinge d'Europa. La Rappresentanza in Italia della Commissione europea parteciperà all'edizione 2018 del Giro, per valorizzare l'Europa presente sui nostri territori e le azioni UE nel campo dello sport, della salute, dell'ambiente e della mobilità sostenibile.  

Lungo le tappe italiane del Giro, che si snoderanno dall'8 al 27 maggio su tutta la penisola, sono infatti localizzate decine di siti naturali o artistici restaurati,  valorizzati o ricostruiti dall'UE in Italia : dalla Reggia di Venaria Reale alla Multimedia Valley di Giffoni, dal Parco archeologico di Pompei al museo delle ceramiche di Faenza, dalla basilica di San Benedetto a Norcia alle trincee della grande guerra in Friuli Venezia Giulia. Ogni giorno la Commissione europea metterà in evidenza questi ed altri siti, senza dimenticare i progetti di ricerca e innovazione, i prodotti DOP italiani, il sostegno alle piccole e medie imprese italiane. 

Inoltre, in tutto il percorso italiano del Giro, un camper con i colori della bandiera UE si unirà al "serpentone" della carovana, per informare e sensibilizzare i cittadini e gli appassionati di sport sulle politiche europee dedicate all'ambiente, allo sport, alla salute, alla mobilità sostenibile e alla sicurezza alimentare.  

Il Commissario europeo Tibor Navracsics, responsabile per la cultura, lo sport, l'istruzione e la gioventù, ha dichiarato: "il Giro d'Italia è una splendida occasione per riscoprire e valorizzare centinaia di siti del patrimonio culturale italiano che sono stati ristrutturati o ricostruiti grazie al sostegno dell'UE. Mettere insieme lo sport e la cultura è un'occasione unica per sottolineare il potere di entrambi di riunire le persone e costruire un'identità europea più forte - pienamente nello spirito dell'Anno europeo del patrimonio culturale che celebriamo nel 2018. " 

L'iniziativa coinvolge attivamente la rete Europe Direct e altri centri di informazione operanti in Italia.   

Per scoprire perché l'Unione partecipa al giro, vai su https://ec.europa.eu/italy/events/uealgiro_it, dove sarà anche possibile seguire le tappe del Giro e le informazioni sui progetti europei.

Link utili:

Giro d'Italia  http://www.giroditalia.it/it/

UEalGiro: https://ec.europa.eu/italy/events/uealgiro_it

Anno europeo del Patrimonio culturale  https://europa.eu/cultural-heritage/about_it

EU in my Region: http://ec.europa.eu/regional_policy/it/policy/communication/euinmyregion/

La Commissione europea ha aperto un'indagine approfondita per valutare se il prestito ponte di 900 milioni di euro che l'Italia ha concesso ad Alitalia costituisce un aiuto di Stato e se è conforme alle norme dell'UE in materia di aiuti alle imprese in difficoltà.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 23 aprile 2018. Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza, ha dichiarato: "È compito della Commissione garantire che i prestiti che gli Stati membri concedono alle imprese siano conformi alle norme dell'UE in materia di aiuti di Stato. Verificheremo se il prestito concesso ad Alitalia è conforme a tali norme."

Alitalia è una compagnia aerea italiana di proprietà del consorzio Compagnia Aerea Italiana - CAI (51% delle quote) e Etihad Airways (49%). Alitalia si trova in una situazione finanziaria difficile da diversi anni. Il 24 aprile 2017, il personale di Alitalia ha respinto un piano che prevedeva il taglio dei costi e gli azionisti hanno quindi deciso di non fornire ulteriori finanziamenti all'impresa. Di conseguenza, il 2 maggio 2017 Alitalia è stata posta in amministrazione straordinaria conformemente al diritto fallimentare italiano.

Per garantire il finanziamento delle attività di Alitalia nel periodo dell'amministrazione straordinaria, nel maggio 2017 lo Stato italiano ha concesso all'impresa un prestito ponte di 600 milioni di euro. Nell'ottobre 2017, è stato erogato un ulteriore prestito di 300 milioni di euro. I commissari straordinari hanno inoltre avviato una procedura di gara finalizzata a trovare un acquirente per i beni di Alitalia.

Nel gennaio 2018, l'Italia ha notificato come aiuto per il salvataggio, ai sensi delle norme UE in materia di aiuti di Stato, in particolare degli orientamenti sugli per il salvataggio e la ristrutturazione, l'intero prestito di 900 milioni di euro che lo Stato ha concesso ad Alitalia. Tale notifica ha fatto seguito ad una serie di denunce che la Commissione ha ricevuto nel 2017, nelle quali si sosteneva che il prestito costituiva un aiuto di Stato incompatibile con le vigenti norme UE.

Al momento, la Commissione è del parere che il prestito statale costituisca un aiuto di Stato. Essa si appresta quindi a svolgere ulteriori accertamenti per verificare se il prestito soddisfi le condizioni previste dagli orientamenti. La Commissione teme che la durata del prestito, che va da maggio 2017 fino almeno a dicembre 2018, superi la durata massima di sei mesi prevista dagli orientamenti per i prestiti di salvataggio. La Commissione nutre inoltre timori sul fatto che l'aiuto non i limiti al minimo necessario.

La Commissione procederà ora ad un'ulteriore indagine per determinare se i suoi timori iniziali sono fondati. L'apertura di un'indagine approfondita offre a tutte le parti interessate la possibilità di esprimere la propria opinione in merito alla misura, senza pregiudicare in alcun modo l'esito dell'indagine stessa.

Contesto

In base alle norme dell'UE in materia di aiuti di Stato, gli interventi pubblici a favore delle imprese possono essere considerati privi di elementi di aiuti di Stato se vengono effettuati nel rispetto delle condizioni che un operatore privato avrebbe accettato a condizioni di mercato (il principio dell'operatore in un'economia di mercato). Se tale principio non risulta rispettato significa che gli interventi pubblici contengono elementi di aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 107 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in quanto conferiscono al beneficiario un vantaggio economico che i suoi concorrenti non hanno. I criteri di valutazione degli interventi pubblici a favore delle imprese sono contenuti negli orientamenti sugli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione.

La versione non riservata della decisione sarà consultabile sotto il numero SA.48171 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza. Le nuove decisioni in materia di aiuti di Stato pubblicate su internet e nella Gazzetta ufficiale figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di aiuti di Stato (State Aid Weekly e-News).

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 17 aprile 2018. La Commissione ha accolto oggi con soddisfazione il voto del Parlamento europeo sulle sue proposte - che hanno fatto seguito al discorso sullo stato dell'Unione 2017 - di riforma della normativa sui partiti politici europei e le fondazioni politiche europee. I cambiamenti introdotti miglioreranno la trasparenza, in modo che i cittadini sappiano per che cosa votano alle elezioni europee, consolideranno la legittimità democratica, grazie al fatto che i finanziamenti rispecchieranno meglio le scelte dell'elettorato, e renderanno più rigorosa l'attuazione delle norme, nel senso che gli utilizzi impropri dei fondi pubblici potranno essere contrastati meglio e i fondi recuperati.

Come ha affermato il presidente Jean-Claude Juncker nel suo discorso sullo stato dell'Unione del 13 settembre 2017, "La nostra Unione deve fare un balzo democratico in avanti. Troppo spesso le elezioni europee non sono state altro che la somma di campagne elettorali nazionali. La democrazia europea merita di più. Dobbiamo dare ai partiti europei i mezzi per organizzarsi meglio."

Dopo il voto odierno, il primo Vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato: "Si tratta di un'importante riforma e sono lieto che si stia completando in tempi così rapidi. I partiti politici europei svolgono un ruolo centrale e crescente nella creazione di un collegamento diretto tra i cittadini europei e il sistema politico europeo. I cittadini devono sapere per chi votare quando si troveranno davanti alle urne nelle elezioni europee dell'anno prossimo: è positivo quindi che queste modifiche renderanno più chiari i collegamenti tra i partiti nazionali e i partiti europei. Le modifiche votate oggi garantiranno inoltre che i fondi pubblici concessi ai partiti rispecchino meglio i voti che i propri candidati hanno conquistato e ci aiuteranno a recuperare i fondi utilizzati impropriamente."

La modifica del regolamento sui partiti politici europei e sulle fondazioni politiche europee permetterà di eliminare le scappatoie che in passato hanno reso possibile l'uso improprio del denaro dei contribuenti europei. In alcuni casi, singoli membri dello stesso partito nazionale hanno promosso la creazione di diversi partiti europei. Inoltre, l'attuale metodo di distribuzione dei finanziamenti dell'UE tra i partiti politici europei non ha finora rispecchiato adeguatamente i risultati delle elezioni europee. Infine, i partiti politici ritengono che sia stato difficile soddisfare i requisiti per ottenere tali finanziamenti.

Le modifiche adottate oggi consolideranno il nesso tra numero di voti e finanziamenti, portando dall'attuale 85 % al 90 % la percentuale del finanziamento complessivo assegnato sulla base dei risultati delle elezioni. Nell'attuale sistema, il 15% dei finanziamenti veniva diviso fra tutti i partiti, indipendentemente dal numero di elettori che questi rappresentavano.

Le modifiche creeranno anche una situazione di maggiore trasparenza per i cittadini europei per quanto riguarda i legami fra i partiti europei e i partiti nazionali, imponendo ai partiti nazionali di presentare chiaramente sui propri siti web il simbolo e il programma politico dei rispettivi partiti europei. I partiti nazionali vengono inoltre incoraggiati a fornire informazioni sull'equilibrio di genere tra i propri membri che sono stati eletti deputati al Parlamento europeo.

Infine, per garantire una migliore gestione del denaro dei contribuenti europei, la riforma proposta eliminerà le scappatoie che hanno consentito ai partiti di utilizzare il sistema dei finanziamenti in modo improprio, costituendo molteplici partiti europei, ognuno dei quali risultava ammissibile a ulteriori finanziamenti.

Contesto

La funzione dei partiti politici europei è prevista dal trattato sull'Unione europea, che recita: ”I partiti politici a livello europeo contribuiscono a formare una coscienza politica europea e ad esprimere la volontà dei cittadini dell'Unione”. Il regolamento sullo statuto e il finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee introdotto nel 2014 aumenta la visibilità, il riconoscimento, l'efficacia, la trasparenza e la responsabilità di tali partiti e fondazioni.

I partiti politici e le fondazioni che soddisfano determinate condizioni hanno l'opportunità di diventare entità giuridiche europee e di beneficiare di un sostegno finanziario. Tali condizioni includono la rappresentanza in un numero sufficiente di Stati membri dell'UE nonché il rispetto, sia nei programmi che nelle attività, dei valori su cui si fonda l'UE.

 

Per ulteriori informazioni:

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-17-3187_it.htm

http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-17-3168_it.htm

IP/18/3376

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 9 aprile 2018. La Commissione riunirà domani i ministri e i rappresentanti dei paesi dell'UE, dell'industria, del mondo accademico e della società civile per promuovere la cooperazione nei settori dell'intelligenza artificiale, delle tecnologie blockchain, della sanità elettronica (eHealth) e dell'innovazione.

Le discussioni si concentreranno su come gli sviluppi tecnologici daranno forma al futuro dell'Europa e su quanto siano fondamentali maggiori investimenti e competenze digitali per costruire un mercato unico digitale forte. 

Dopo il Digital Day dell'anno scorso a Roma, che ha generato proficue collaborazioni in settori quali il calcolo ad alte prestazioni, la mobilità connessa e la digitalizzazione dell'industria, la Commissione ripropone l'iniziativa per incoraggiare una maggiore cooperazione nel digitale.

In un anno sono stati compiuti importanti passi avanti verso la realizzazione del mercato unico digitale. L'abolizione delle tariffe di roaming e la portabilità dei contenuti online sono ormai parte integrante della vita dei cittadini europei. Nel maggio 2018 entreranno in vigore norme più severe in materia di protezione dei dati e la prima normativa a livello di UE sulla cibersicurezza.

Su molte proposte tuttavia è ancora necessario trovare un accordo. L'Europa deve progredire e, basandosi sul mercato unico digitale, aumentare gli investimenti e promuovere la cooperazione in settori chiave quali l'intelligenza artificiale, le tecnologie blockchain, la sanità elettronica e l'innovazione.

Andrus Ansip, Vicepresidente responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: "I cittadini europei stanno iniziando a godere dei benefici concreti del mercato unico digitale. Ora possono attraversare le frontiere con i loro servizi di streaming video e audio preferiti e senza tariffe di roaming. I blocchi geografici sugli acquisti online saranno presto un lontano ricordo e dal 25 maggio sarà migliorata la protezione dei nostri dati personali. Il Digital Day di quest'anno è il momento ideale per riconoscere ciò che abbiamo realizzato, ma anche per incoraggiare gli Stati membri a procedere rapidamente con le proposte legislative ancora in discussione. Abbiamo bisogno di preparare insieme il nostro futuro digitale e di fare di più, unendo forze e risorse, per cogliere le opportunità offerte da tecnologie quali intelligenza artificiale e blockchain." (Il discorso di apertura sarà disponibile qui alle 9:30 CET di domani)

Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l'Economia e la società digitali, ha dichiarato: "La digitalizzazione sta trasformando la nostra società e l'unico modo per beneficiarne appieno è attraverso una stretta e fruttuosa collaborazione. Impegno e investimenti coordinati a livello di UE sono indispensabili per affrontare le sfide future. Mi aspetto che il Digital Day 2018 intensifichi la cooperazione digitale in Europa per quanto riguarda l'intelligenza artificiale e la sanità elettronica e incoraggio tutti gli Stati membri dell'UE e le parti interessate a contribuire ai nostri sforzi affinché l'Europa resti protagonista sulla scena mondiale nell'era digitale."

I momenti principali del Digital Day 2018 comprenderanno dichiarazioni volte a:

  • ·         unire le forze per quanto riguarda l'intelligenza artificiale (IA). L'intelligenza artificiale può apportare notevoli benefici alla nostra società ed economia, quali una migliore assistenza sanitaria, trasporti più sicuri e un'industria più competitiva. Per beneficiare appieno delle opportunità offerte dall'IA, è necessario che i paesi europei lavorino insieme, anche per l'uso dei più alti standard per la protezione dei dati. La Commissione adotterà una comunicazione sull'IA nelle prossime settimane; (Il discorso di apertura sarà disponibile qui alle 13:30 CET di domani)
  • ·         costituire un partenariato europeo per le tecnologie blockchain. La Commissione europea ha inaugurato, nel febbraio 2018, l'Osservatorio e forum dell'UE sulla blockchain e investirà circa 300 milioni di € in progetti a sostegno dell'uso delle tecnologie blockchain. Al tempo stesso gli Stati membri sono stati molto attivi nel sostenere gli ecosistemi blockchain, avviando esperimenti e annunciando azioni a livello governativo. Per sfruttare le molte opportunità offerte dalla blockchain e evitare un approccio frammentario, domani la Commissione getterà le basi per istituire un partenariato europeo blockchain, per promuovere infrastrutture interoperabili che aumenteranno i servizi digitali affidabili; Maggiori informazioni relative alla dichiarazione sulle tecnologie blockchain saranno disponibili qui alle 15:30 CET di domani.
  • ·         condividere i dati per personalizzare l'assistenza sanitaria. I fabbisogni dei cittadini sono al centro dell'innovazione, basata sui dati, del sistema di assistenza sanitaria e dovrebbero essere alla base della loro cura personalizzata. La dichiarazione eHealth ha lo scopo di collegare l'accesso alle banche dati genomiche esistenti e future in tutta l'Unione europea, il che favorirà la ricerca sulle malattie rare, sul cancro, sulla farmacogenomica, sulla prevenzione delle malattie, sulle malattie legate al cervello e su altre patologie. Una maggiore cooperazione tra gli Stati membri contribuirà a superare la mancanza di interoperabilità e la frammentazione delle iniziative in tutta l'UE, garantendo al contempo i più alti standard per la protezione dei dati personali. Ciò consentirà inoltre all'UE di mantenere una posizione di primo piano per quanto riguarda la medicina personalizzata nel suo complesso, promuovendo i risultati scientifici e la competitività industriale; Maggiori informazioni relative alla dichiarazione sulla banca dati genomica saranno disponibili qui alle 17:00 CET di domani.
  • ·         incoraggiare l'innovazione con l'aiuto di un nuovo strumento online. Lo strumento Innovation Radar può aiutare ad abbinare gli innovatori a coloro che possono aiutarli a portare le loro innovazioni sul mercato. Nel corso del Digital Day 2018 la Commissione incoraggia la cooperazione a sostegno delle innovazioni più rivoluzionarie in Europa. L'iniziativa ha inoltre lo scopo di sviluppare ulteriormente lo strumento online e arricchirlo coi più importanti progetti di innovazione nazionali.Maggiori informazioni relative alla dichiarazione su Innovation Radar saranno disponibili qui alle 17:30 CET di domani.
  • ·         corridoi di prova transfrontalieri 5G a sostegno della mobilità connessa e automatizzata. Una prima serie di corridoi di prova su larga scala è stata annunciata nel settembre 2017. Domani Spagna e Portogallo firmeranno un memorandum d'intesa che dà il via alla loro cooperazione. Maggiori informazioni relative alla memorandum d'intesa saranno disponibili qui alle 11:30 CET di domani.

Contesto

Il Digital Day 2017 si è concentrato su cinque iniziative:

Per ulteriori informazioni

Diretta streaming del Digital Day 2018

Digital Day 2017 a Roma

Cooperazione per la costruzione di supercomputer europei

Cronistoria: mercato unico digitale – le azioni della Commissione dal 2015

#DigitalDay18

@DSMeu @Ansip_EU @GabrielMariya

IP/18/2902

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 6 aprile 2018. La Commissione europea ha stabilito che il regime di aiuto italiano pari a 43,9 milioni di € volto a sostenere gli investimenti nelle regioni colpite dai terremoti del 2016 e del 2017 è in linea con le norme dell'Unione in materia di aiuti di Stato. L'aiuto contribuirà alla ripresa economica dell'Italia centrale senza falsare indebitamente la concorrenza nel mercato unico.

Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza, ha dichiarato: “La popolazione e l'economia dell'Italia centrale si stanno ancora riprendendo dalle drammatiche conseguenze dei terremoti verificatisi negli ultimi anni. Le autorità italiane intendono sostenere gli sforzi in atto con una misura che contribuisca alla ripresa economica di queste zone. Riteniamo che la misura sia idonea a sostenere le imprese colpite e le persone che vivono in queste regioni.”

Nel 2016 e nel 2017 nell'Italia centrale si sono verificati quattro forti terremoti che hanno colpito approssimativamente 600 000 persone in un'area di circa 8 000 km². Attualmente la regione risente ancora di un'attività sismica anormale che determina la progressiva desertificazione delle zone colpite. È improbabile che il problema possa essere affrontato solo mediante misure di compensazione.

Il regime di aiuto italiano approvato oggi mira a integrare queste misure, per attenuare i danni economici e sociali subiti nelle zone colpite sotto forma di i) forte calo del PIL, ii) pesante perdita di posti di lavoro, iii) riduzione dell'attività economica di oltre il 50% e iv) diminuzione significativa del fatturato delle imprese rispetto ai livelli precedenti al terremoto. Sono interessati 140 comuni in Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo.

L'aiuto assume la forma di un credito d'imposta per tutte le imprese che effettuano investimenti iniziali nella zona. Il sostegno alle grandi imprese si limiterà a un aiuto per la costituzione di una nuova impresa, la diversificazione dell'attività di un'impresa o l'acquisizione degli attivi di un'impresa che ha chiuso. Il regime, che ha una dotazione complessiva di 43,9 milioni di €, coprirà il periodo 2018-2020.

In considerazione della sua durata, dotazione e portata geografica limitata, la Commissione ha concluso che il regime di aiuto contribuirà in misura proporzionata alla promozione dello sviluppo economico e della ripresa nell'Italia centrale. Sulla base di tali elementi, la Commissione ha concluso che il regime è in linea con le norme dell'UE in materia di aiuti di Stato.

Contesto

L'UE sostiene già la ricostruzione delle zone colpite in Italia attraverso diverse misure connesse alla compensazione per i danni causati dai terremoti. In particolare:

  • ·         è stato approvato un tasso di cofinanziamento eccezionale del 95% per finanziare le operazioni di ricostruzione con il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR).
  • ·         La Commissione ha proposto un aiuto finanziario per le regioni colpite pari a 1,2 miliardi di € provenienti dal Fondo di solidarietà dell'UE, l'importo più elevato mai concesso a un paese a titolo del fondo.

La versione non riservata della decisione sarà consultabile sotto il numero SA.48571 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza. Le nuove decisioni in materia di aiuti di Stato pubblicate su internet e nella Gazzetta ufficiale figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di aiuti di Stato (State Aid Weekly e-News).

IP/18/2841

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