dall'Europa

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 27 novembre 2017. Oggi la Commissione europea ha adottato norme per rendere più sicuri i pagamenti elettronici effettuati sia nei negozi che online e per facilitare l'accesso dei consumatori alle soluzioni più comode, economiche e innovative offerte dai prestatori di servizi di pagamento.

Le norme danno esecuzione alla seconda direttiva sui servizi di pagamento dell'UE, frutto della recente revisione delle norme, che mira a modernizzare i servizi di pagamento in Europa, così da restare al passo con la rapida evoluzione del mercato e permettere il pieno sviluppo del mercato europeo del commercio elettronico. Le norme adottate oggi consentono ai consumatori di utilizzare i servizi innovativi offerti da terze parti, ossia le società di tecnologia finanziaria, le cosiddette “fintech”, mantenendo allo stesso tempo rigorosi requisiti di protezione dei dati e di sicurezza per i consumatori e le imprese dell'UE. Tra l'altro, sono previste soluzioni di pagamento e strumenti per la gestione delle finanze personali che aggregano le informazioni provenienti da conti diversi.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l'Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: “Le nuove norme saranno una guida per tutti gli operatori, vecchi e nuovi, consentendo loro di offrire servizi di pagamento migliori ai consumatori e di garantirne allo stesso tempo la sicurezza.”

Uno degli obiettivi fondamentali della seconda direttiva sui servizi di pagamento è aumentare il livello di sicurezza e di affidabilità dei pagamenti elettronici. In particolare, la direttiva impone ai prestatori di servizi di pagamento di sviluppare l'autenticazione forte del cliente. Le norme adottate oggi includono pertanto disposizioni rigorose per ridurre in misura significativa il livello delle frodi nei pagamenti e per tutelare la riservatezza dei dati finanziari degli utenti, in particolare nei pagamenti online. Per eseguire i pagamenti è richiesta una combinazione di almeno due elementi indipendenti, ad esempio un elemento fisico — una carta o un telefono cellulare — combinato con una password o un elemento biometrico, come le impronte digitali

La seconda direttiva sui servizi di pagamento istituisce anche un quadro per i nuovi servizi collegati ai conti di pagamento dei consumatori, quali i cosiddetti servizi di disposizione di ordine di pagamento e i servizi di informazione sui conti. Grazie alle nuove norme, questi servizi innovativi, già offerti in modo sicuro in molti paesi dell'UE, saranno messi a disposizione dei consumatori in tutta l'UE, nel rispetto di rigorosi requisiti di sicurezza. Le norme adottate oggi specificano i requisiti per standard di comunicazione comuni e sicuri tra le banche e le società di tecnologia finanziaria.

Dopo l'adozione da parte della Commissione, il Parlamento europeo e il Consiglio dispongono di tre mesi per esaminare le norme tecniche di regolamentazione. Una volta scaduto il periodo di controllo, le nuove norme saranno pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Le banche e gli altri prestatori di servizi di pagamento avranno 18 mesi per attuare le misure di sicurezza e mettere a punto gli strumenti di comunicazione.

Contesto

Le norme tecniche di regolamentazione adottate oggi sono state elaborate dall'Autorità bancaria europea in stretta collaborazione con la Banca centrale europea. Esse stabiliscono le modalità di applicazione dell'autenticazione forte del cliente.

Nella maggior parte delle situazioni, non sarà più sufficiente il semplice inserimento della password o dei dati riportati sulla carta di credito per eseguire i pagamenti. In alcuni casi, infatti, oltre agli altri due elementi indipendenti, sarà necessario un codice, che sarà valido soltanto per l'operazione che si intende effettuare. L'obiettivo è quello di ridurre in misura significativa l'attuale livello delle frodi per tutti i metodi di pagamento, in particolare per i pagamenti online, e di tutelare la riservatezza dei dati finanziari degli utenti.

Le norme riconoscono anche che livelli accettabili di sicurezza possono essere conseguiti, in alcuni casi, con metodi diversi dall'uso dei due elementi indipendenti necessari per l'autenticazione forte. Ad esempio, i prestatori di servizi di pagamento possono essere esentati, se hanno sviluppato modalità di valutazione dei rischi delle operazioni e sono in grado di individuare le operazioni fraudolente. Esenzioni sono previste anche per quanto riguarda i pagamenti senza contatto fisico e le operazioni per piccoli importi e per determinati tipi di pagamento, quali tariffe di trasporto urbano o di parcheggio. Grazie a queste esenzioni, i prestatori di servizi di pagamento possono continuare a offrire soluzioni di pagamento comode, senza comprometterne la sicurezza.

Inoltre, le norme specificano gli obblighi delle banche e dei prestatori di soluzioni di pagamento innovative e strumenti di informazione sui conti. Le banche non possono impedire ai consumatori di utilizzare i nuovi servizi. Le banche che offrono accesso online ai conti sono anch'esse tenute a collaborare con le società di tecnologia finanziaria o con le altre banche che offrono questi nuovi servizi. Per questo, le banche devono stabilire canali di comunicazione sicuri per trasmettere dati e avviare i pagamenti.

Per i pagamenti online di beni e servizi i consumatori godranno dei benefici offerti dalla più ampia scelta e della maggiore concorrenza. Potranno inoltre gestire le finanze personali in modo più efficiente, grazie ad applicazioni che aggregano le informazioni provenienti dai conti detenuti presso banche diverse.

Per maggiori informazioni

MEMO

Sito web della DG FISMA sui servizi di pagamento

Seconda direttiva sui servizi di pagamento: norme tecniche di regolamentazione sull'autenticazione dei clienti

IP/17/4928

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 17 novembre 2017. Oggi i leader dell'Unione europea hanno solennemente proclamato il pilastro europeo dei diritti sociali in occasione del vertice sociale per un'occupazione e una crescita eque di Göteborg (Svezia). Il pilastro, annunciato la prima volta dal Presidente Juncker nel discorso sullo stato dell'Unione del 2015, è stato presentato dalla Commissione nell'aprile 2017. Oggi la proposta è stata firmata dal Presidente Juncker per la Commissione europea, dal Presidente Tajani per il Parlamento europeo e dal Primo ministro Ratas per il Consiglio dell'Unione europea.

In questa occasione, il Presidente Juncker ha dichiarato:

"È un momento storico per l'Europa. La nostra Unione è sempre stata fondamentalmente un progetto sociale. Va al di là del mercato unico, dell'economia e dell'euro e riguarda i nostri valori e il nostro modo di vivere.

Il modello sociale europeo rappresenta un successo e ha fatto dell'Europa un luogo di prim'ordine per vivere e lavorare. Oggi affermiamo i nostri valori comuni e ci impegniamo ad adoperarci per realizzare 20 principi e diritti che spaziano dal diritto a un'equa retribuzione al diritto all'assistenza sanitaria; dall'apprendimento permanente e una migliore conciliazione tra vita professionale e vita privata alla parità di genere e il reddito minimo: con il pilastro europeo dei diritti sociali, l'UE si batte per i diritti dei cittadini in un mondo in rapido cambiamento.

La proclamazione del pilastro al vertice sociale di Göteborg giunge in un momento cruciale e permetterà di far sì che la dimensione sociale costituisca uno degli elementi fondamentali del futuro dell'Unione europea. Quest'occasione è il frutto di una scelta precisa, che mira a fare della dimensione sociale dell'Europa la pietra miliare del nostro percorso verso Sibiu.

In un'epoca di profondi cambiamenti, in ambito politico come nella vita, la cosa più naturale è tornare a ciò che ci definisce e ci tiene insieme. Pertanto sono lieto che siamo riusciti a trovare un accordo sul pilastro europeo dei diritti sociali in meno di sei mesi da quando la Commissione europea ha presentato la proposta. Quest'impegno comune rappresenta una testimonianza forte dell'unità europea.

Il pilastro - e la dimensione sociale dell'Europa nel suo complesso - avrà il peso che vorremo attribuirgli. Si tratta di una responsabilità comune, che prende il via a livello nazionale, regionale e locale, per la quale le parti sociali e la società civile svolgono un ruolo di primo piano. Pertanto, pur rispettando pienamente e inglobando i diversi approcci esistenti in tutta l'Europa, dobbiamo ora tradurre gli impegni in azioni concrete. I cittadini europei non meritano nulla di meno.

Per ulteriori informazioni

Sito web del pilastro europeo dei diritti sociali

Sito web del pilastro europeo dei diritti sociali

Vertice sociale per un'occupazione e una crescita eque: rafforzare la dimensione sociale dell'Unione Europea

Vertice sociale per un'occupazione e una crescita eque:

Schede informative:

STATEMENT/17/4706

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Strasburgo, 14 novembre 2017. Con il dibattito sul futuro dell'Europa in corso, la Commissione europea definisce oggi il suo piano su come creare uno spazio europeo dell'istruzione entro il 2025.

Le idee formulate sono concepite come contributo alla riunione dei leader dell'UE del 17 novembre 2017, a Göteborg, durante la quale si discuterà il futuro dell'istruzione e della cultura. La Commissione ritiene che sia nell'interesse comune di tutti gli Stati membri sfruttare appieno il potenziale dell'istruzione e della cultura come motore per la creazione di posti di lavoro, la crescita economica e la giustizia sociale e come mezzo per fare esperienza dell'identità europea nella sua diversità.

Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha affermato: "Uno sforzo collettivo consentirebbe all'Europa nel suo insieme di plasmare il suo futuro, di rispondere in modo più efficace alle sfide che si trova ad affrontare e di diventare più resiliente. Uno dei maggiori successi dell'Europa è stato gettare ponti che attraversano il continente grazie alla creazione di uno spazio di libera circolazione dei lavoratori e dei cittadini. Ma ci sono ancora ostacoli alla mobilità nel campo dell'istruzione. Entro il 2025 dovremmo vivere in un'Europa in cui i confini non impediscano le esperienze di apprendimento, studio e ricerca, in cui vivere in un altro Stato membro per studiare, apprendere o lavorare sia la norma."

Tibor Navracsics, Commissario per l'Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, ha dichiarato: "Nel guardare al futuro dell'Europa, dobbiamo dotarci di un programma comune ambizioso su come sfruttare la cultura e l'apprendimento per promuovere l'unità. L'istruzione è un fattore chiave, in quanto fornisce le competenze necessarie per diventare membri attivi di società sempre più complesse. È l'istruzione che ci permette di adattarci a un mondo in rapido cambiamento, di sviluppare un'identità europea, di comprendere altre culture e di acquisire le nuove competenze necessarie in una società mobile, multiculturale e sempre più digitale."

Durante l'incontro di marzo 2017 i leader europei si sono impegnati a realizzare "un'Unione in cui i giovani ricevano l'istruzione e la formazione migliori e possano studiare e trovare un lavoro in tutto il continente". La Commissione ritiene che l'istruzione e la cultura possano essere una parte importante della soluzione per affrontare le sfide dell'invecchiamento della forza lavoro, della digitalizzazione continua, del futuro fabbisogno di competenze, della necessità di promuovere il pensiero critico e l'alfabetizzazione mediatica in un'epoca in cui i "fatti alternativi" e la disinformazione possono proliferare online, come pure dell'esigenza di promuovere un maggiore senso di appartenenza di fronte a populismo e xenofobia.

Uno spazio europeo dell'istruzione dovrebbe comprendere gli elementi di seguito elencati.

  • Rendere la mobilità una realtà per tutti, capitalizzando sulle esperienze positive del programma Erasmus+ e del corpo europeo di solidarietà ed ampliando la partecipazione ai due programmi, oltre che mediante la creazione di una Carta europea dello studente per offrire un modo nuovo e facile di conservare informazioni sul curriculum accademico.
  • Riconoscere reciprocamente i diplomi con l'avvio di un nuovo "processo della Sorbona", che sviluppi il "processo di Bologna", al fine di preparare il terreno per il riconoscimento reciproco dei diplomi di istruzione superiore e di conclusione degli studi.
  • Incrementare la collaborazione sull'elaborazione dei programmi scolastici e dei piani di studi, formulando una serie di raccomandazioni per garantire che i sistemi d'istruzione impartiscano tutte le conoscenze, le capacità e le competenze considerate fondamentali nel mondo di oggi.
  • Migliorare l'apprendimento delle lingue, fissando un nuovo parametro di riferimento in base al quale entro il 2025 tutti i giovani europei che completano l'istruzione secondaria superiore dovrebbero avere una buona conoscenza di due lingue straniere oltre alla propria lingua madre (o alle proprie lingue madri).
  • Promuovere l'apprendimento permanente, mirando alla convergenza e aumentando la quota di persone che partecipano ad attività di apprendimento lungo tutto l'arco della vita, con l'obiettivo di raggiungere il 25% entro il 2025.
  • Integrare l'innovazione e le competenze digitali nell'istruzione, promuovendo corsi di formazione innovativi e digitali e preparando un nuovo piano d'azione per l'istruzione digitale.
  • Sostenere gli insegnanti, moltiplicando il numero di insegnanti che partecipano al programma Erasmus+ e alla rete eTwinning e offrendo orientamenti strategici sullo sviluppo professionale di insegnanti e dirigenti scolastici.
  • Creare una rete di università europee cosicché possano collaborare fattivamente a livello transfrontaliero e sostenere l'istituzione di una scuola di governance europea e transnazionale.
  • Investire nell'istruzione servendosi del semestre europeo per sostenere le riforme strutturali volte a migliorare la politica dell'istruzione, facendo ricorso ai fondi e agli strumenti di investimento dell'UE per finanziare l'istruzione e definendo un parametro di riferimento per cui gli Stati membri investano il 5% del PIL nell'istruzione.
  • Salvaguardare il patrimonio culturale e promuovere un senso di identità e cultura europee, sviluppando – anche grazie allo slancio dell'Anno europeo del patrimonio culturale 2018 – un'agenda europea per la cultura e redigendo una raccomandazione del Consiglio sui valori comuni, sull'istruzione inclusiva e sulla dimensione europea dell'insegnamento.
  • Rafforzare la dimensione europea di Euronews, creato nel 1993 da un gruppo di emittenti pubbliche europee, con l'ambizione di disporre di un canale europeo che offra accesso a informazioni indipendenti di elevata qualità con una prospettiva paneuropea.

Contesto

La responsabilità principale in materia di istruzione e cultura spetta agli Stati membri, a livello nazionale, regionale e locale. Nel corso degli anni l'Unione europea ha tuttavia svolto un ruolo complementare importante, soprattutto per quanto riguarda le attività transfrontaliere. Ad esempio, in 30 anni il programma Erasmus (Erasmus+ dal 2014) ha permesso a 9 milioni di persone di studiare, formarsi, insegnare o fare volontariato in un altro paese.

Negli ultimi dieci anni l'Unione europea ha inoltre sviluppato una serie di strumenti non vincolanti per aiutare gli Stati membri nell'elaborazione di strategie nazionali in materia di istruzione. A partire dal 2000 gli Stati membri collaborano nell'ambito del quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione, che fissa obiettivi e parametri di riferimento comuni.

Nel 2010 l'Unione europea si è prefissata due obiettivi in materia di istruzione nell'ambito della strategia Europa 2020 progressi concreti. L'abbandono scolastico è passato dal 13,9% del 2010 al 10,7% del 2016; l'obiettivo è raggiungere il 10% entro il 2020. Il tasso di istruzione terziaria è passato dal 34% del 2010 al 39,1% del 2016; l'obiettivo è raggiungere il 40% entro il 2020.

La Commissione ritiene che sia giunto il momento di sviluppare queste basi ed essere molto più ambiziosi.

Per guidare questa riforma e stimolare il dibattito in un contesto in cui l'Europa guarda al suo futuro, nel discorso sullo stato dell'Unione del 13 settembre 2017 il Presidente Juncker ha proposto una tabella di marcia per un'Unione più unita, più forte e più democratica. La riunione di Göteborg del 17 novembre 2017 offrirà ai leader l'occasione di discutere il rafforzamento dell'identità europea grazie all'istruzione e alla cultura.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione: Uno spazio europeo dell'istruzione entro il 2025: rafforzare l'identità europea grazie all'istruzione e alla cultura

Serie di schede informative sul rafforzamento dell'identità europea grazie all'istruzione e alla cultura

Nota strategica del Centro europeo di strategia politica (EPSC) sulle 10 tendenze che trasformano l'istruzione così come la conosciamo

Relazione di monitoraggio del settore dell'istruzione e della formazione per il 2017: cifre chiave sulla situazione di istruzione e formazione nell'UE

#FutureOfEurope #EURoad2Sibiu

IP/17/4521

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Oggi, 10 novembre, la Commissione europea partecipa alla presentazione di TRAVEL-NET, una rete di enti per la soluzione alternativa delle controversie, che gestiscono le controversie dei consumatori nei settori dei viaggi e del trasporto pubblico. 

La Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, Věra Jourová, ha dichiarato: "I passeggeri si trovano spesso ad affrontare forti ritardi o problemi gravi durante il viaggio, com'è accaduto nelle ultime settimane con la cancellazione dei voli Ryanair e il fallimento di Monarch Airlines. I consumatori necessitano dunque di mezzi di ricorso efficaci. Per questo mi compiaccio dell'istituzione della rete TRAVEL-NET che riunisce i principali operatori del settore al fine di giungere a una risoluzione alternativa delle controversie rapida e semplice".

La rete consentirà agli enti per la risoluzione alternativa delle controversie partecipanti di condividere le conoscenze e di scambiarsi le migliori pratiche così da offrire una risoluzione delle controversie più efficace. I problemi con le agenzie di viaggio costituiscono le controversie transfrontaliere dei consumatori più numerose in Europa, che possono essere risolte con l'aiuto di un ente per la risoluzione alternativa delle controversie. Se la controversia riguarda invece un acquisto online, i consumatori possono utilizzare la piattaforma per la risoluzione delle controversie online per chiedere aiuto a uno di questi enti, che sono più semplici, più veloci e meno costosi di un procedimento giudiziario, a beneficio sia del consumatore che dell'azienda.

L'evento di presentazione della rete si terrà presso l'ufficio della Commissione a Berlino, in presenza dei rappresentanti delle principali compagnie di trasporto, delle associazioni di imprese e dei consumatori e delle autorità nazionali.

 

Europa e Italia a confronto sul tema del lavoro e dell'impresa

Picture Device Independent Bitmap 3Partirà da Novara il 13 novembre 2017 il ciclo di appuntamenti “L'Europa e il lavoro 2017”, promosso dalla Rappresentanza della Commissione europea a Milano.

Cosa significa lavorare in Europa oggi? Dal fare impresa a creare servizi e prodotti innovativi, dal rinnovare le produzioni al ridefinire le normative, dal riconoscere le competenze a gestire la concorrenza: il lavoro è al centro del dibattito dell'Europa, dell'Italia e anche dei distretti produttivi (cluster), in cui sono presenti e pressanti le sfide di oggi in tema di impresa, impiegabilità, progresso, sostenibilità.

“L'Europa e il lavoro” è un format di incontri che vuole avvicinare l'Unione Europea e le sue politiche in tema di lavoro e di sostegno del talento e dell'impresa a territori caratterizzati da un DNA fatto di innovazione, che sono un esempio mondiale di resilienza e capacità di fronteggiare le sfide degli scenari internazionali.

Due le città scelte per questa prima edizione: Novara e Brescia. Entrambe città in fermento con  distretti produttivi che segnano ancora oggi il passo nazionale su temi per i quali l'Italia ha bisogno dell'Europa e viceversa. Gli incontri pubblici  “L'Europa e il lavoro” intendono mettere a fuoco alcune sfide per il presente e per il futuro, dei distretti stessi come dell'Unione e dei valori che essa rappresenta per i cittadini, per le istituzioni e per le imprese. Partendo dalle testimonianze di protagonisti del cambiamento in atto nel nostro tempo, alla presenza dei funzionari della Rappresentanza della Commissione europea a Milano, con la mediazione delle Università, si affronteranno i temi legati al lavoro con un dibattito a tutto tondo che includerà temi di economia, finanza, welfare, innovazione, internazionalizzazione, formazione, nonché i valori del mercato unico delle merci e delle competenze.

Gli appuntamenti, organizzati e promossi dalla Rappresentanza della Commissione europea a Milano in stretta collaborazione con i Comuni e coinvolgono attori della formazione, del lavoro (profit e no-profit) e delle istituzioni, con l'obiettivo di fare sistema sul territorio e nel contesto internazionale. 

“L'Europa e il lavoro” nasce dalla volontà della Commissione Europea di avvicinarsi sempre più ai cittadini italiani, con eventi che uniscano l'approfondimento delle priorità dell'Agenda Juncker in materia di lavoro e impresa nell'Unione insieme alla promozione di strumenti e canali di dialogo diretto.

       

Gli appuntamenti si svolgono in mezze giornate di lavoro con tre momenti:

  1. Incontrare per capire. Ospiti di calibro nazionale porteranno il loro contributo e la loro testimonianza per approfondire i temi della giornata e sviluppare prospettive percorribili, innovative e sostenibili per le sfide del futuro.
  2. Incontrare l'Europa. Un momento dedicato ai funzionari della Rappresentanza della Commissione europea a Milano, che approfondiranno le politiche europee rispetto ai temi della giornata e racconteranno le prospettive offerte dall'Agenda Juncker.
  3. Incontrare il territorio. Una tavola rotonda tra gli ospiti italiani ed europei. Un momento di dialogo e di incontro, con domande dirette e interventi dal pubblico, per sollevare quesiti e trovare insieme risposte, esercitando il dialogo e favorendo la creazione di sinergie.  A conclusione della giornata, tutti i presenti sono invitati a condividere un momento informale di aperitivo per conoscere da vicino i relatori, i funzionari e gli altri partecipanti.

Over the next five years, the most important task for European politicians will be to bring Europe back on track to growth and jobs. Our priority has to be to find new sources of growth and jobs—without creating new debt. I am convinced that the transformative role of digital technologies can be used to this end. Europe needs to change to become competitive again. This is what I would stand for as commission president.

Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Europea

 «Oltre il mandato della nostra sede, è il tempo che viviamo che ci impone di essere sempre più a contatto con i territori dell'Unione, attivando canali di dialogo che ci aiutino a cogliere sinergie, soluzioni, risposte spontanee alla grande sfida del nostro tempo: il lavoro». Così il Direttore della Rappresentanza della Commissione europea a Milano, Massimo Gaudina, che insieme a Francesco Laera sarà in qualche modo la voce dell'Unione Europea durante gli eventi. «Le politiche europee nascono da visioni lungimiranti, ma prendono forza dai fatti. Ed è un fatto, come più volte ha ribadito il presidente Juncker, che le PMI europee costituiscano la spina dorsale della nostra economia, contribuendo ancora, nonostante la crisi, a creare oltre l’85% dei nuovi posti di lavoro in Europa. Sono anche le portatrici di creatività imprenditoriale e innovativa. E, nel caso particolare dell'Italia, possiedono un capitale in termini di eccellenza e competenze. I distretti che ospiteranno questi eventi sono ancora oggi epicentro di queste qualità: a loro l'Europa guarda per sostenerle nella sfida del presente e del futuro, come un bene comune da tutelare e come un motore da rendere sempre più efficiente e performante».

Per questa edizione, “L'Europa e il lavoro” vedrà due tappe, ognuna con un tema attuale legato ai pilastri del lavoro in Italia e in Europa.

Primo appuntamento a Novara, dove il 13 di Novembre dalle h.15 'UPO Università del Piemonte Orientale ospiterà “Capitale glocale. Strategie e strumenti per rinnovare il tessuto imprenditoriale locale con prospettive globali”. Al centro del dibattito ci saranno testimonianze e opportunità per fare impresa e innovazione oggi, anche con l'utilizzo di strumenti finanziari innovativi, come le piattaforme di prestito p2p tra imprese che sono un trend in crescita esponenziale in tutta Europa. Occhi puntati anche su start-up cresciute grazie a forti investimenti privati e sul passaggio generazionale che lega attività consolidate con nuove imprese. Porteranno la loro testimonianza e condivideranno le loro esperienze professionali: Lorenzo Maternini, Founder di TAG Talent Garden, Maurizio Sella Founder e presidente di Smartika, Lorenzo Lener Direttore dell'incubatore di Novara Enne3, la giornalista Gea Scancarello autrice di “Mi fido di te” e responsabile paneesharing.it. A fare gli onori di casa, Eliana Baici Direttore Dipartimento Economia UPO e a moderare la tavola rotonda Lucrezia Songini Professore di strategia e controllo d'impresa in UPO.

Per la Rappresentanza della Commissione europea a Milano sarà presente Francesco Laera, con cui gli ospiti e i partecipanti si confronteranno nella tavola rotonda.  

Sarà poi la volta di  Brescia, dove negli spazi del Salone Vanvitelliano in Palazzo Loggia il 30 novembre si terrà “Uniti si nasce. L'Unione e il suo futuro: le persone, le ambizioni, gli obiettivi”. Un incontro che traccerà le linee di contatto e dialogo tra istituzioni e scenari internazionali, approfondendo opportunità e sfide di un mercato unico in profonda trasformazione.       

Tutti gli appuntamenti sono pubblici e gratuiti. 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Il Vicepresidente Dombrovskis e il Commissario Moscovici rappresenteranno la Commissione europea alla riunione dell'Eurogruppo di oggi. I Ministri ascolteranno le relazioni di Danièle Nouy, presidente del consiglio di vigilanza della Banca centrale europea, sulle attività di vigilanza bancaria svolte a partire dalla scorso aprile e di Elke Koening, presidente del Comitato di risoluzione unico (SRB), sulle attività in corso dell'SRB e su come si stia costituendo il Fondo di risoluzione unico (SRF). 

I Ministri terranno anche un dibattito tematico su occupazione e crescita, che verterà in special modo sugli investimenti in capitale umano con un'attenzione particolare alla spesa pubblica destinata all'istruzione.

La riunione proseguirà in un formato inclusivo, aperto a 27 Stati membri, nel quale i Ministri dell'Eurogruppo discuteranno dei possibili passi verso il completamento dell'Unione bancaria, delle regole di bilancio dell'UE e della futura governance di bilancio della zona euro. La Commissione riferirà sugli elementi principali della sua recente comunicazione sul completamento dell'Unione bancaria. Il Commissario Moscovici parteciperà alla conferenza stampa prevista alla fine della riunione.

Il Vicepresidenre Dombrovskis, il Commissario Oettinger, la Commissaria Thyssen il Commissario Moscovici e la Commissaria Jourová rappresenteranno la Commissione Europea alle riunioni dell'ECOFIN di domani, in cui i Ministri discuteranno le proposte della Commissione per agevolare gli adempimenti IVA per le imprese che vendono beni online. I Ministri faranno anche il punto sullo stato di avanzamento dell'elenco comune dell'UE delle giurisdizioni fiscali non cooperative, che dovrebbe essere concordato e pubblicato entro fine anno.

Sul fronte dei servizi finanziari, la Commissione presenterà i propri piani per riformare l'architettura di vigilanza finanziaria dell'UE e informerà i Ministri sui progressi dei negoziati sulle nuove norme europee in materia di insolvenza delle imprese. La Corte dei conti europea presenterà la sua relazione annuale 2016 sulla gestione del bilancio UE alla presenza del Commissario Oettinger.

La Commissaria Thyssen parteciperà alla riunione per l'adozione delle conclusioni del Consiglio sulle statistiche dell'UE mentre la Commissaria Jourová prenderà parte all'incontro sulla proposta in materia di insolvenza, ristrutturazione e seconda opportunità. La Presidenza e la Commissione riferiranno sulle riunioni del G20 e del Fondo Monetario Internazionale (FMI) di Washington. Il Vicepresidente Dombrovskis parteciperà alla conferenza stampa che seguirà il Consiglio ECOFIN.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 6 novembre 2017.  L'UE si aspetta che nel quadro della conferenza delle Nazioni Unite sul clima di quest'anno (COP23) venga nuovamente ribadito l'impegno della comunità internazionale a favore del rafforzamento della risposta mondiale ai cambiamenti climatici e al raggiungimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi.

A seguito dell'entrata in vigore dello storico accordo dello scorso anno, l'accento si è ora spostato sull'elaborazione dei relativi orientamenti di attuazione.

Quest'anno, il Presidente Jean-Claude Juncker ha espressamente dichiarato, nel suo discorso sullo stato dell'Unione davanti al Parlamento europeo: "Voglio che l'Europa si ponga alla guida della lotta contro i cambiamenti climatici. L'anno scorso abbiamo fissato le regole del gioco a livello globale con l'accordo di Parigi, ratificato proprio qui, in quest'aula. Di fronte al crollo delle ambizioni degli Stati Uniti, l'Europa deve fare in modo di rendere nuovamente grande il nostro pianeta. È patrimonio comune di tutta l'umanità."

Arias Cañete, Commissario responsabile per l'Azione per il clima e l'energia, ha dichiarato: "L'accordo di Parigi ha fissato il senso di marcia per la transizione mondiale verso un'economia moderna a basse emissioni di carbonio. I sempre più frequenti e violenti fenomeni meteorologici estremi che si manifestano in tutto il mondo ci ricordano con prepotenza l'urgenza delle sfide che ci troviamo ad affrontare. È giunto il momento di tradurre le ambizioni in azioni concrete e di accelerarne l'attuazione. La COP23 rappresenterà un'occasione cruciale per verificare il livello della nostra preparazione rispetto alla nostra prima scadenza, che consiste nel completare il programma di lavoro di Parigi entro il 2018".

La 23a Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP23), presieduta dalla Repubblica di Figi, si svolgerà dal 6 al 17 novembre 2017 a Bonn, in Germania. Essa riunirà ministri, funzionari governativi e un'ampia gamma di rappresentanti della società civile e delle imprese.

L'UE auspica che la conferenza dimostri in modo inequivocabile i progressi realizzati in termini di sviluppo delle norme tecniche e degli orientamenti per l'attuazione delle disposizioni dell'accordo di Parigi, ad esempio in materia di trasparenza e di ciclo di ambizioni quinquennale, che aiuterà i paesi a contribuire all'attuazione in misura sempre più ambiziosa. Il programma di lavoro dovrebbe essere adottato nel 2018 in occasione della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP24) di Katowice, in Polonia.

L'UE sta compiendo progressi concreti e significativi per mettere a punto il quadro legislativo necessario per realizzare il proprio obiettivo di Parigi — l'insieme dei contributi determinati a livello nazionale (NDC) — di ridurre le emissioni di gas a effetto serra dell'UE di almeno il 40 % entro il 2030. In tale sforzo rientra anche la revisione del sistema di scambio delle quote di emissione dell'UE (EU ETS) per il periodo successivo al 2020, fissando obiettivi di riduzione delle emissioni per il 2030 anche nei settori non compresi nel sistema, quali i trasporti, l'edilizia e l'agricoltura e integrando l'uso del suolo, i cambiamenti di uso del suolo e la silvicoltura nel quadro giuridico dell'UE in materia di azione per il clima. Inoltre, l'8 novembre la Commissione intende presentare un pacchetto di proposte in materia di mobilità pulita per facilitare ulteriormente la transizione dell'UE verso un'economia e una mobilità a basse emissioni di carbonio.

L'UE conferma il proprio impegno a favore dell'obiettivo di mobilitare, utilizzando diverse fonti, 100 miliardi di dollari all'anno a livello mondiale entro il 2020 e fino al 2025 per finanziare l'azione per il clima nei paesi in via di sviluppo e di continuare ad aumentare in misura significativa i finanziamenti destinati all'adattamento ai cambiamenti climatici. Nel 2016, l'UE e i suoi Stati membri hanno contribuito con un totale di 20,2 miliardi di EUR al finanziamento di azioni per il clima, evidenziando così un aumento di più del 10 % rispetto ai 17,6 miliardi di EUR del 2015.

Accanto ai negoziati ufficiali, la conferenza di Bonn illustrerà le diverse forme di azione per il clima intraprese da parte di un'ampia gamma di portatori d'interesse, tra cui comuni, regioni e gruppi della società civile. L'UE è una convinta sostenitrice del piano globale d'azione per il clima (GCAA), che considera un'importante piattaforma di azione multilaterale e continuerà a impegnarsi attivamente in questa sede.

L'UE sarà rappresentata a Bonn da Arias Cañete, Commissario per l'Azione per il clima e l'energia e da Siim Kiisler, ministro dell'Ambiente estone, paese che attualmente detiene la presidenza del Consiglio dei ministri dell'UE.

Eventi che avranno luogo durante la COP23

Durante la conferenza, l'UE ospiterà più di 100 eventi nel padiglione UE di Bonn (cfr. link). Nel quadro di tali eventi, organizzati da diversi paesi e organizzazioni d'Europa e del resto del mondo, sarà affrontato un ampio ventaglio di questioni legate al clima, dalla transizione energetica al ruolo delle foreste e degli oceani, i finanziamenti per il clima, la ricerca, l'innovazione e la valutazione dei rischi climatici.

Conferenze stampa dell'UE a Bonn

La delegazione dell'Unione europea terrà regolarmente conferenze stampa accessibili in diretta via streaming e a richiesta su: https://cop23.unfccc.int/

Ulteriori informazioni:

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LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Il 7 novembre i membri della piattaforma dell'UE sulle perdite e gli sprechi alimentari si riuniranno nuovamente per fare il punto sui progressi compiuti nell'attuazione del piano d'azione per l'economia circolare e per discutere di azioni future per rafforzare ulteriormente la lotta agli sprechi alimentari sul campo, dal produttore al consumatore.  

In vista dell'incontro, il Commissario Andriukaitis ha dichiarato: "L'idea di creare una piattaforma specifica sta dando i suoi frutti. A meno di un anno dalla sua istituzione, la piattaforma è pienamente operativa e produce risultati concreti. Grazie alla collaborazione tra i suoi membri, sono stati adottati orientamenti dell'UE in materia di donazione di prodotti alimentari, che faciliteranno la donazione di alimenti perfettamente commestibili che altrimenti sarebbero andati sprecati. Altri risultati della piattaforma sono: i progressi compiuti nel dibattito sulla quantificazione degli sprechi alimentari e l'introduzione di nuovi strumenti digitali per agevolare lo scambio di informazioni e migliori pratiche. Non dobbiamo però abbassare la guardia nella lotta agli sprechi di cibo ed è per questo motivo che continuerò a incoraggiare i membri della piattaforma a compiere gli sforzi necessari per completare la nostra prossima missione: orientamenti sull'uso degli ex prodotti alimentari e iniziative per migliorare la comprensione dell'indicazione della data di consumo".

La piattaforma offre sostegno ai membri affinché adottino misure efficaci per prevenire gli sprechi alimentari, riunendo gli interessi sia pubblici che privati per favorire la cooperazione tra tutti i soggetti chiave della catena alimentare e accelerare i progressi dell'UE verso l'obiettivo mondiale di sviluppo sostenibile di dimezzare gli sprechi alimentari entro il 2030. 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Domani il Presidente della Commissione europea Juncker e il Presidente francese Macron visiteranno il Centro spaziale della Guyana a Kourou, un’infrastruttura unica che garantisce all'Europa un accesso autonomo allo spazio. La visita avviene un anno dopo la presentazione della strategia spaziale per l’Europa e si inserisce nella promozione di una politica industriale ambiziosa al servizio degli interessi strategici dell’Unione europea. 

La Commissione è impegnata a sviluppare progetti spaziali su larga scala, come il programma di osservazione della Terra Copernicus e i programmi di navigazione satellitare Galileo e EGNOS, per un investimento complessivo di oltre 12 miliardi di euro nel periodo 2014-2020.

Questi programmi spaziali europei forniscono già servizi di cui beneficiano milioni di persone: servizi di emergenza e di soccorso, risposte alle catastrofi naturali, servizi per l’aviazione o l'agricoltura che ne migliorano l'efficacia grazie all’uso di dati spaziali, e anche molte imprese utilizzano i dati per applicazioni sempre più innovative. 

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