dall'Europa

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 17 luglio 2017. Quattro mesi dopo la presentazione, da parte della Commissione, del Libro bianco sul futuro dell'Europa, il dibattito sulla questione sta decollando, raggiungendo potenzialmente, finora, più di 30 milioni di cittadini.  

Il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha dichiarato: "Mi incoraggia molto vedere così tante persone impegnate nel dibattito sul futuro dell'Unione europea, che la Commissione ha avviato il 1° marzo 2017 con il Libro bianco. Sono già state espresse diverse opinioni e il dibattito è sostenuto da un forte slancio positivo. In settembre presenterò la mia visione, ma in realtà il futuro dell'Europa sarà concepito da voi. Siete voi che scrivete il libro di storia di domani. Continuate quindi ad impegnarvi e fare sentire le vostre voci".

La Commissione ha prospettato cinque scenari di possibile sviluppo per l'UE per il prossimo decennio, generando un ampio dibattito sostenuto dalle istituzioni politiche e dalla società civile in generale. Finora, più di 270 000 cittadini hanno partecipato a più di 1 750 eventi organizzati o sostenuti dalla Commissione. I partecipanti on-line sono, inoltre, molti di più (vedi cifre). Nei prossimi mesi continueranno ad essere organizzati manifestazioni e dibattiti, e i cittadini possono inoltre apportare il loro contributo diretto su questo sito https://ec.europa.eu/commission/give-your-comments_en 

I cittadini sono inoltre invitati a continuare a esprimere le proprie opinioni, in particolare prima del discorso annuale sullo stato dell'Unione del 13 settembre 2017, quando il Presidente Juncker delineerà la sua visione per il futuro dell'Europa.

Informazioni generali​

Il 1º marzo 2017, con il Libro bianco sul futuro dell'Europa, la Commissione ha avviato un dibattito paneuropeo che consentirà ai cittadini e ai leader di definire una visione per l'UE a 27. Il Libro bianco presenta cinque scenari per l'evoluzione dell'Unione di qui al 2025:

  • "Avanti così": l'UE a 27 continua ad attuare il suo programma positivo di riforme;
  • "Solo il mercato unico": l'UE a 27 si concentrerebbe sul mercato unico, perché i 27 Stati membri non riescono a trovare un terreno comune in un numero crescente di settori;
  • "Chi vuole di più fa di più": l'UE a 27 continua secondo la linea attuale, ma gli Stati membri che lo desiderano possono aumentare la cooperazione in ambiti specifici;
  • "Fare meno in modo più efficiente": i lavori sono diretti principalmente al raggiungimento di maggiori risultati in tempi più rapidi in alcuni settori selezionati, intervenendo meno in altri;
  • "Fare molto di più insieme": gli Stati membri decidono di condividere in misura maggiore poteri, risorse e processi decisionali in tutti gli ambiti.

Gli scenari contemplano una serie di possibilità, i cui esiti variano a seconda del settore interessato. Sono di natura illustrativa, e non si escludono né si completano a vicenda.

La Commissione ha inoltre presentato una serie di documenti di riflessione su questioni cruciali per l'Europa, quali: (1) lo sviluppo della dimensione sociale dell'Europa; (2) l'approfondimento dell'Unione economica e monetaria; (3) la gestione della globalizzazione; (4) il futuro della difesa dell'Europa e (5) il futuro delle finanze europee.

Il discorso del Presidente Juncker sullo stato dell'Unione del settembre 2017 porterà avanti queste idee prima che il Consiglio europeo del dicembre 2017 possa trarre le prime conclusioni. In questo modo sarà agevolata la scelta di una linea d'azione da attuare in tempo per le elezioni del Parlamento europeo del giugno 2019.

Per ulteriori informazioni

Scheda informativa: Il dibattito sul futuro dell'Europa

È possibile seguire il discorso sui media sociali attraverso l'hashtag #SOTEU Pagina web www.ec.europa.eu/soteu

Libro bianco sul futuro dell'Europa

Gli sviluppi del Libro bianco

Dialoghi dei cittadini

Indagini Eurobarometro sul futuro dell'Europa condotte nell'ottobre 2016 e nell'aprile 2017

La storia europea: 60 anni di progresso condiviso

Per i 60 anni, crea il tuo origami della colomba dell'Europa

#EU60 #FutureOfEurope

IP/17/2029

Bruxelles, 13 luglio 2017. Panoramica per settore

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Con le decisioni sui casi d'infrazione adottate questo mese la Commissione europea (di seguito "Commissione") avvia azioni legali nei confronti di alcuni Stati membri per inadempimento degli obblighi previsti dal diritto dell'UE. Le decisioni qui esposte, relative a diversi settori e ambiti della politica dell'UE, mirano a garantire la corretta applicazione del diritto dell'UE a beneficio dei cittadini e delle imprese.

Le decisioni principali adottate dalla Commissione, raggruppate per settore, sono illustrate di seguito. La Commissione procede inoltre ad archiviare 122 casi in cui le divergenze con gli Stati membri interessati sono state risolte senza che fosse necessario proseguire oltre nella procedura.

In data odierna la Commissione ha altresì deciso di inviare varie lettere di costituzione in mora. Per informazioni dettagliate al riguardo si rinvia alla parte 2: MEMO/17/1936.

Per maggiori informazioni sulla procedura di infrazione dell'UE si rinvia al testo integrale del MEMO/12/12. Per ulteriori informazioni su tutte le decisioni adottate si invita a consultare il registro delle decisioni sui procedimenti di infrazione.

  1. Agricoltura e sviluppo rurale

(Per ulteriori informazioni: Daniel Rosario - tel.: +32 229 56185, Clémence Robin – tel.: +32 229 52509)

Pareri motivati

La Commissione invita CIPRO, l'ITALIA E il REGNO UNITO a recepire le misure sulle norme di commercializzazione relative ad alcuni prodotti lattiero-caseari

La Commissione ha deciso di inviare pareri motivati a Cipro, all'Italia e al Regno unito per aver omesso di comunicare alla Commissione le misure nazionali di recepimento delle norme di commercializzazione relative ad alcuni prodotti lattiero-caseari, segnatamente le caseine e i caseinati (Direttiva (UE) 2015/2203). Le norme sull'etichettatura stabilite in tale direttiva mirano a garantire un livello elevato di tutela della salute allineando la legislazione dell'UE sui prodotti alimentari alle norme internazionali e agevolando così la libera circolazione di questi prodotti per gli operatori del settore alimentare. Gli Stati membri erano tenuti a recepire la direttiva nei rispettivi ordinamenti e comunicare tali misure alla Commissione entro il 22 dicembre 2016. La caseina, che è presente nel latte, ma può essere utilizzata in modo indipendente in molti settori come agglomerante, ha molteplici impieghi, ad esempio come componente chiave del formaggio o come additivo alimentare. I caseinati hanno importanti proprietà nutritive, contengono tutti gli aminoacidi essenziali e sono utilizzati in particolare nella produzione casearia, negli integratori proteici e nella panna da caffè in polvere. Le richieste della Commissione si configurano in un parere motivato e fanno seguito a lettere di costituzione in mora inviate a detti Stati membri nel gennaio 2017. Gli Stati membri dispongono di due mesi per adempiere ai propri obblighi; in caso contrario la Commissione può decidere di deferirli alla Corte di giustizia dell'UE.

 

  1. Concorrenza

(Per ulteriori informazioni: Ricardo Cardoso - tel.: +32 229 80100, Yizhou Ren – tel.: +32 229 94889)

Pareri motivati

La Commissione invita la BULGARIA, CIPRO, la REPUBBLICA CECA, la GRECIA, la LETTONIA, MALTA e il PORTOGALLO a recepire la direttiva sulle azioni di risarcimento per danni derivanti dalla violazione di norme antitrust

La Commissione europea ha invitato la Bulgaria, Cipro, la Repubblica ceca, la Grecia, la Lettonia, Malta e il Portogallo a recepire pienamente la direttiva relativa alle azioni di risarcimento per danni derivanti dalla violazione di norme antitrust (direttiva 2014/104/UE) negli ordinamenti interni. Tale direttiva aiuta i cittadini e le imprese a chiedere un risarcimento dei danni qualora siano vittime di violazioni delle norme antitrust dell'UE quali cartelli o abusi di posizione dominante. In particolare le sue disposizioni consentono alle vittime un accesso più agevole ai mezzi di prova necessari per dimostrare il danno subito e concedono loro più tempo per le richieste di risarcimento. La direttiva relativa alle azioni di risarcimento per danni derivanti dalla violazione di norme antitrust costituisce pertanto un elemento fondamentale dell'applicazione del diritto dell'UE in materia di concorrenza. Gli Stati membri erano tenuti a recepirla negli ordinamenti interni entro il 27 dicembre 2016. La Commissione invia oggi pareri motivati alla Bulgaria, a Cipro, alla Repubblica ceca, alla Grecia, alla Lettonia, a Malta e al Portogallo per la mancata notifica delle misure nazionali di recepimento alla Commissione. I sette Stati membri dispongono ora di due mesi di tempo per comunicare alla Commissione le misure adottate per recepire la direttiva. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione può decidere di deferire detti Stati membri alla Corte di giustizia dell'UE.

  1. Economia e finanza

(Per ulteriori informazioni: Vanessa Mock – tel.: +32 229 56194, Barbara Ochotnicka – tel.: +32 229 13754)

Deferimento alla Corte di giustizia dell'Unione europea

La Commissione deferisce la SLOVENIA alla Corte di giustizia a motivo del recepimento delle norme di bilancio

La Commissione europea ha deciso di deferire la Slovenia alla Corte di giustizia per omessa notifica delle misure di recepimento di una direttiva che stabilisce requisiti per i bilanci degli Stati membri. La direttiva relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri (Direttiva 2011/85/UE del Consiglio) dispone che gli Stati membri recepiscano le disposizioni di tale direttiva nei rispettivi diritti interni entro il 31 dicembre 2013 e che comunichino il testo delle disposizioni nazionali alla Commissione. Finora la Slovenia ha presentato solo una notifica parziale di tali misure. La Commissione ha pertanto deciso in data odierna di deferire la Slovenia alla Corte di giustizia dell'UE per aver omesso di notificare in modo completo le misure di recepimento. La direttiva è una delle sei misure legislative denominate "six pack", adottate nel 2011 per rafforzare la governance economica nell'UE. Le sue disposizioni mirano ad assicurare che gli Stati membri attuino politiche di bilancio sane e più solide. A tal fine le direttiva prescrive agli Stati membri di adottare una serie di misure quali la pubblicazione tempestiva di dati di bilancio dettagliati e affidabili, l'introduzione di regole di bilancio numeriche nazionali, il rafforzamento della pianificazione di bilancio a medio termine e il miglioramento dell'affidabilità e della trasparenza delle previsioni macroeconomiche e di bilancio. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

  1. Mercato unico digitale

(Per ulteriori informazioni: Nathalie Vandystadt - tel.: +32 229 67083, Johannes Bahrke (+32 229 58615)

Deferimenti alla Corte di giustizia dell'Unione europea

Riduzione dei costi della banda larga: la Commissione decide di deferire tre Stati membri alla Corte di giustizia

La Commissione europea ha adottato in data odierna la decisione di deferire il Belgio, la Croazia e la Slovacchia alla Corte di giustizia dell'UE a motivo del ritardo nel recepimento della direttiva sulla riduzione dei costi della banda larga (direttiva 2014/61/UE). La direttiva in questione doveva essere attuata negli ordinamenti nazionali degli Stati membri entro il 1° gennaio 2016. La Commissione chiederà alla Corte di applicare ai tre Stati membri una penale pecuniaria giornaliera dalla data della sentenza fino al giorno di entrata in vigore della direttiva negli ordinamenti interni. I procedimenti d'infrazione contro il Belgio, la Croazia e la Slovacchia sono stati aperti nel marzo 2016 e nell'ambito di tali procedimenti sono stati inviati pareri motivati nel settembre 2016. Da tale data a tutt'oggi i paesi non hanno ancora notificato alla Commissione l'adozione di tutte le misure necessarie al recepimento della direttiva. Nel caso della Croazia la Commissione ha ricevuto nel frattempo l'assicurazione che l'elemento mancante ai fini del recepimento sarà adottato formalmente venerdì. La direttiva sulla riduzione dei costi della banda larga può ridurre fino al 30% i costi di installazione di una connessione Intenet ad alta velocità. Le sue disposizioni definiscono norme quali il riutilizzo dell'infrastruttura fisica esistente delle imprese di pubblici servizi che forniscono connessioni Internet ad alta velocità. La direttiva disciplina anche il coordinamento delle opere civili nei diversi settori, tra cui telecomunicazioni, energia, acque reflue, trasporti e altri settori infrastrutturali. Queste misure creano le condizioni per un'installazione più efficiente di nuove infrastrutture fisiche in modo che le reti possano essere installate a costi minori. Le opere di ingegneria civile, ad esempio gli scavi di strade per la posa della banda larga ad alta velocità, rappresentano fino all'80% dei costi di installazione delle reti a banda larga. Le norme sono state adottate affinché più cittadini dell'UE potessero avere accesso a connessioni Internet ad alta velocità. Da un punto di vista più generale, il recepimento è molto importante anche per il completamento del mercato unico digitale dell'UE e per accrescere la connettività. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

  1. Occupazione, affari sociali e inclusione

(Per ulteriori informazioni: Christian Wigand - tel.: +32 229 62253, Sara Soumillion – tel.: +32 229 67094)

Deferimenti alla Corte di giustizia dell'Unione europea

La Commissione deferisce la CROAZIA alla Corte per omessa comunicazione delle misure di recepimento della normativa dell'UE sull'applicazione della direttiva relativa al distacco dei lavoratori

La Commissione europea deferisce la Croazia alla Corte di Giustizia dell'UE a motivo dell'omessa notifica delle misure adottate per recepire nell'ordinamento interno la normativa dell'UE concernente l'applicazione della direttiva relativa al distacco dei lavoratori (direttiva 2014/67/UE), a quasi un anno dal termine di recepimento. La direttiva 2014/67/UE, nota anche come "direttiva di applicazione", fornisce strumenti fondamentali per combattere ogni violazione ed elusione delle norme dell'UE sul distacco dei lavoratori così come per migliorare la cooperazione amministrativa e lo scambio di informazioni tra gli Stati membri a tale riguardo. Un recepimento corretto e tempestivo della direttiva di applicazione è pertanto essenziale per contrastare frodi e abusi nell'ambito del distacco dei lavoratori, nell'interesse di tutti gli Stati membri, delle imprese e dei lavoratori. La direttiva di applicazione avrebbe dovuto essere recepita nell'ordinamento interno entro il 18 luglio 2016. Eccettuata la Croazia, tutti gli Stati membri hanno notificato alla Commissione le rispettive disposizioni di attuazione. Su tale base la Commissione sta valutando se la direttiva di applicazione sia stata recepita correttamente. Sebbene la Commissione abbia inviato una lettera di costituzione in mora nel settembre 2016 e un parere motivato nel febbraio 2017 per invitare la Croazia a comunicare le misure di recepimento, le autorità croate non si sono ancora conformate alla richiesta. Per tale motivo, sulla base della procedura di cui all'articolo 260, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), la Commissione chiederà alla Corte di giustizia di applicare alla Croazia una penale giornaliera di EUR fino al completo recepimento della direttiva nell'ordinamento interno. Nei confronti degli Stati membri che omettono di comunicare le misure di recepimento la Commissione avvia prioritariamente procedure d'infrazione. Tale comunicazione è essenziale anche per consentire alla Commissione di valutare la conformità delle misure di recepimento e garantire così un'applicazione corretta e uniforme della direttiva 2014/67/UE. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

  1. Energia

(Per ulteriori informazioni: Anna-Kaisa Itkonen - tel.: +32 229 56186, Nicole Bockstaller – tel.: +32 229 52589)

Pareri motivati

Energia nucleare: la Commissione invita l'AUSTRIA, la CROAZIA, la REPUBBLICA CECA, l'ITALIA e il PORTOGALLO a conformarsi pienamente alla direttiva sui rifiuti radioattivi

La Commissione ha invitato l'Austria, la Croazia, la Repubblica ceca, l'Italia e il Portogallo ad assicurare la piena conformità alla direttiva sui rifiuti radioattivi (direttiva 2011/70/UE del Consiglio) e in particolare a notificare alla Commissione i programmi nazionali di gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi. La direttiva istituisce un quadro per garantire la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi al fine di evitare ogni onere indebito a carico delle generazioni future. La direttiva prescrive agli Stati membri di adottare adeguati provvedimenti in ambito nazionale per un elevato livello di sicurezza nella gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi, al fine di proteggere i lavoratori e la popolazione dai pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti. I rifiuti radioattivi derivano dalla produzione di energia elettrica in centrali nucleari o da altri utilizzi di materiali radioattivi per scopi medici, di ricerca, industriali e agricoli. Questo significa che tutti i paesi dell'UE producono rifiuti radioattivi. Gli Stati membri erano tenuti a notificare i programmi nazionali entro il 23 agosto 2015. Gli Stati membri interessati dispongono di due mesi per adempiere ai propri obblighi; in caso contrario la Commissione può decidere di deferirli alla Corte di giustizia dell'UE.

 

  1. Ambiente

(Per ulteriori informazioni: Enrico Brivio - tel.: + 32 229 56172, Iris Petsa - tel.: + 32 229 93321)

Deferimento alla Corte di giustizia dell'Unione europea

La Commissione chiede l'immediata sospensione della deforestazione della foresta di Białowieża in POLONIA

La Commissione europea ha deciso di deferire la Polonia alla Corte di giustizia dell'UE a causa dell'aumentato sfruttamento della foresta di Białowieża, che costituisce un sito protetto Natura 2000. Data la portata significativa delle operazioni di deforestazione avviate, la Commissione chiede anche alla Corte provvedimenti provvisori che impongano alla Polonia l'immediata sospensione delle operazioni in corso. Il 25 marzo 2016 le autorità polacche hanno adottato una decisione che consente di triplicare le operazioni di sfruttamento forestale nel distretto della foresta di Białowieża nonché lo sfruttamento forestale in aree finora escluse da qualsiasi intervento. Dette misure, che comprendono la rimozione di alberi secolari, costituiscono una grave minaccia all'integrità di questo sito Natura 2000. Lo status di sito Natura 2000 protegge specie e habitat la cui esistenza dipende da foreste primarie e, tra l'altro, dalla presenza di legno morto. Per alcune di queste specie, la foresta di Białowieża è il principale o l'ultimo sito superstite in Polonia. I dati disponibili dimostrano che queste misure non sono compatibili con gli obiettivi di conservazione del sito e vanno al di là di quelle necessarie a garantire l'uso sostenibile della foresta. La decisione è stata inoltre preceduta da una valutazione inadeguata dell'impatto delle misure sul sito Natura 2000. Nell'aprile 2017 la Commissione ha emanato un parere motivato con il quale sollecitava la Polonia ad astenersi dalla deforestazione su larga scala, lasciandole un mese di tempo per adeguarsi. Ciononostante la Polonia ha iniziato l'attuazione del proprio piano. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

Pareri motivati

Borse di plastica: la Commissione invita la SPAGNA ad attuare le norme dell'UE relative alle borse di plastica in materiale leggero

La Commissione invita la Spagna a completare il recepimento nella legislazione nazionale della normativa dell'UE in materia di rifiuti. Nel quadro della lotta allo spreco di risorse e al getto di piccoli rifiuti, i governi degli Stati membri erano chiamati ad adottare, entro il 27 novembre 2016, misure volte a ridurre il consumo di borse di plastica in materiale leggero, così come previsto dalla direttiva sulle borse di plastica in materiale leggero [direttiva (UE) 2015/720]. Per conseguire gli obiettivi concordati, le amministrazioni nazionali possono scegliere tra una serie di misure, compresi strumenti economici, come ad esempio l'eliminazione della gratuità delle borse di plastica in materiale leggero. Un'altra possibilità sono gli obiettivi di riduzione a livello nazionale: gli Stati membri devono garantire che l'uso annuo pro capite di questo tipo di borse di plastica non superi le 90 unità entro la fine del 2019. Questo consumo dovrebbe diminuire fino a un massimo di 40 borse pro capite entro la fine del 2025. Entrambe le soluzioni possono essere attuate mediante misure obbligatorie o mediante accordi con i settori economici. È anche possibile vietare queste borse, purché i divieti non vadano al di là dei limiti stabiliti dalla direttiva in modo da salvaguardare la libera circolazione delle merci all'interno del mercato unico europeo. La Commissione verifica, in via prioritaria, se gli Stati membri abbiano rispettato l'obbligo di recepimento della direttiva. Dalla data del ricevimento del parere motivato la Spagna avrà due mesi di tempo per ottemperare ai suoi obblighi; trascorso tale termine la Commissione potrà decidere di deferire la Spagna alla Corte di giustizia dell'UE.

Rifiuti: la Commissione invia un ultimo richiamo alla SPAGNA per la mancata predisposizione e il mancato riesame dei piani di gestione dei rifiuti di varie regioni

La Commissione sollecita la Spagna a predisporre i piani di gestione dei rifiuti relativi al suo intero territorio nel rispetto degli obiettivi della legislazione dell'UE in materia di rifiuti (direttiva 2008/98/CE) e in base ai principi dell'economia circolare. I piani di gestione dei rifiuti rappresentano uno strumento fondamentale per ridurre gli impatti negativi della produzione e della gestione dei rifiuti sulla salute umana e sull'ambiente e per migliorare l'efficienza delle risorse. Gli Stati membri sono tenuti a valutare nuovamente i rispettivi piani di gestione dei rifiuti almeno ogni sei anni ed eventualmente a rivederli. Data l'importanza di tali piani, la Commissione ha avviato procedimenti di infrazione nei confronti di sette Stati membri, tra cui la Spagna. Il piano nazionale di gestione dei rifiuti della Spagna è stato rivisto nel 2015 per adeguarlo alle nuove disposizioni della direttiva quadro sui rifiuti. In base all'ordinamento spagnolo sono però le regioni, ossia le comunità e le città autonome, che devono adottare i piani di gestione dei rifiuti, alla luce della loro competenza primaria nel settore. Poiché non tutte le regioni hanno adottato un valido piano di gestione dei rifiuti, la Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora alla Spagna nel novembre 2016, invitandola ad adottare i previsti piani dei rifiuti. Ad oggi mancano ancora i piani di gestione dei rifiuti delle Comunità autonoma delle Isole Baleari, delle Isole Canarie e di Madrid e della città autonoma di Ceuta. Le comunità autonome di Aragona e Catalogna dovrebbero, dal canto loro, rivedere i rispettivi piani di gestione dei rifiuti, in quanto adottati oltre sei anni fa. La Commissione invia pertanto un parere motivato. Se la Spagna non si attiverà entro due mesi, il caso potrà essere deferito alla Corte di giustizia dell'UE.

  1. Stabilità finanziaria, servizi finanziari e Unione dei mercati dei capitali

(Per ulteriori informazioni: Vanessa Mock - tel.: +32 229 56194, Letizia Lupini - tel.: + 32 229 51958)

Deferimenti alla Corte di giustizia dell'Unione europea

La Commissione deferisce la CROAZIA alla Corte per la mancata modifica della legge sulla privatizzazione delle società del settore energetico INA-Industrija Nafte, d.d. (INA)

La Commissione europea ha deciso di deferire la CROAZIA alla Corte di giustizia dell'UE per aver omesso di uniformare la legge del 2002 sulla privatizzazione dell'INA-Industrija Nafte d.d. ("legge INA") alle norme dell'UE sulla libera circolazione dei capitali e sulla libertà di stabilimento. L'INA-Industrija Nafte d.d. (INA d.d.) è la principale società energetica della Croazia ed è parzialmente di proprietà statale. La legge INA conferisce allo Stato poteri speciali in tale società, compresi poteri di veto sulle decisioni dell'INA in merito alla vendita di azioni o beni di valore superiore a una determinata soglia. Lo Stato può inoltre opporsi a importanti decisioni di gestione, quali la modifica delle attività della società, l'attribuzione di concessioni o il rilascio di autorizzazioni e l'ubicazione della sede sociale. Il fatto che lo Stato croato possa rifiutarsi di approvare importanti decisioni che gioverebbero agli interessi della società può influenzare negativamente le azioni di quest'ultima e ridurre l'attrattiva dell'INA per gli investitori. La Commissione ritiene che i poteri speciali dello Stato previsti dalla legge INA restringano abusivamente la libera circolazione dei capitali e la libertà di stabilimento. La Commissione riconosce che l'obiettivo di tutelare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico costituisce un legittimo interesse pubblico anche per l'UE e come tale potrebbe giustificare restrizioni alle libertà sancite dal TFUE. Tali restrizioni devono però essere proporzionate. In questo caso, la legge INA conferisce allo Stato croato il potere di opporsi a importanti decisioni aziendali senza dover giustificare il veto sulla base di potenziali minacce alla sicurezza degli approvvigionamenti o ad altri interessi o all'ordine pubblico. Secondo la Commissione, questi poteri incondizionati di veto vanno al di là di quanto necessario per tutelare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e sono pertanto sproporzionati. La Commissione resta aperta a riconoscere gli sforzi delle autorità croate per trovare una soluzione a questo caso, nonostante la decisione di oggi. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

La Commissione deferisce la SPAGNA alla Corte di giustizia per la mancata attuazione delle norme dell'UE sui whistle-blower

La Commissione ha deciso oggi di deferire la Spagna alla Corte di giustizia dell'UE per la mancata notifica di misure che diano completo recepimento alle norme dell'UE sui whistle-blower. Nel 2015 la Commissione ha adottato una direttiva di esecuzione [direttiva di esecuzione (UE) 2015/2392 della Commissione, detta "direttiva in materia di whistle-blowing"] concernente la segnalazione alle autorità competenti di violazioni effettive o potenziali del regolamento sugli abusi di mercato. Tale direttiva è parte della normativa sugli abusi di mercato e impone agli Stati membri di istituire meccanismi efficaci che consentano la segnalazione delle violazioni del regolamento sugli abusi di mercato. Comprende disposizioni volte a proteggere chi segnala le violazioni e definisce inoltre le procedure a tutela dei whistle-blower e delle persone segnalate, comprese le modalità per dar seguito alle segnalazioni dei whistle-blower e la protezione dei dati personali. Gli Stati membri dovevano recepire tali norme nel diritto interno entro il 3 luglio 2016. A diversi Stati membri, tra cui la Spagna, che non hanno rispettato questo primo termine, è stato chiesto nel settembre 2016 di adottare provvedimenti che assicurassero il pieno rispetto delle nuove norme sulla segnalazione di irregolarità. Da allora alla Commissione non è stata comunicata la piena attuazione delle norme nel diritto interno. La Commissione deferisce quindi la Spagna alla Corte di giustizia dell'UE. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

Lettere di costituzione in mora e pareri motivati

Servizi finanziari: la Commissione invita la CROAZIA, la REPUBBLICA CECA, l'IRLANDA e i PAESI BASSI a recepire le norme dell'UE in materia di assicurazioni

La Commissione ha deciso di inviare pareri motivati alla Repubblica ceca, all'Irlanda e ai Paesi Bassi invitando questi paesi a dare pieno recepimento alla direttiva Solvibilità II (direttiva 2009/138/CE) e alla direttiva Omnibus II (direttiva 2014/51/UE). Tali direttive, che sostituiscono le 14 direttive in materia di assicurazione e riassicurazione in passato note con la denominazione "Solvibilità I", mirano a garantire la solidità finanziaria delle compagnie di assicurazione in periodi finanziariamente difficili. Le citate direttive sono pienamente applicabili dal 1° gennaio 2016 e il termine di recepimento negli ordinamenti nazionali era il 31 marzo 2015. La Repubblica ceca, l'Irlanda e i Paesi Bassi non hanno però notificato alla Commissione tutte le misure necessarie al pieno recepimento di tali norme nell'ordinamento interno. Gli inviti della Commissione si concretizzano in pareri motivati che fanno seguito alle lettere di costituzione in mora inviate dalla Commissione ai suddetti Stati membri nel maggio 2015. Alla luce delle risposte ricevute, la Commissione continua a ritenere che in tali Stati membri il recepimento delle direttive non sia stato ancora completato. Se non si attiveranno entro due mesi, la Repubblica ceca, l'Irlanda e i Paesi Bassi potranno essere deferiti alla Corte di giustizia dell'UE. Per quanto riguarda la stessa questione, la Commissione ha deciso anche di inviare lettere di costituzione in mora alla Croazia, invitando le autorità croate a dare pieno recepimento nell'ordinamento nazionale alla direttiva Solvibilità II (direttiva/2009/138/CE) e alla direttiva Omnibus II (direttiva 2014/51/UE). Se la Croazia non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà inviare allo Stato membro pareri motivati sulla questione.

 

  1. Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI

(Per ulteriori informazioni: Lucia Caudet – tel.: +32 229 56182, Mirna Talko - tel.: ++32 229 87278)

Un deferimento alla Corte di giustizia dell'Unione europea

Servizi: la Commissione deferisce il BELGIO alla Corte di giustizia dell'UE in ragione delle restrizioni imposte in materia di esperti contabili

La Commissione europea ha deciso di deferire il Belgio alla Corte di giustizia dell'UE per incompatibilità con la direttiva "servizi" (direttiva 2006/123/CE) delle restrizioni applicabili agli esperti contabili che offrono servizi in settori affini. La normativa belga non consente a un esperto contabile di prestare servizi come agente immobiliare o mediatore di assicurazioni né di svolgere attività finanziarie. La Commissione considera tale divieto non conforme alla direttiva "servizi" (articolo 25 sulle attività multidisciplinari) e ritiene che esistano mezzi meno restrittivi per garantire l'indipendenza, l'imparzialità e la deontologia professionale. La Commissione aveva già espresso le sue obiezioni in un parere motivato del novembre 2016, con il quale sollecitava il Belgio a porre fine alla violazione del diritto dell'UE. Dato che le autorità belghe hanno confermato la loro posizione, la Commissione ha deciso di deferire il Belgio alla Corte di giustizia dell'UE. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

Lettere di costituzione in mora

Emissioni delle automobili: la Commissione chiede ulteriori chiarimenti giuridici a cinque Stati membri

La Commissione ha deciso oggi di inviare lettere di costituzione in mora complementari alla Germania, alla Grecia, al Lussemburgo, alla Spagna e al Regno Unito chiedendo ulteriori informazioni sull'applicazione delle norme UE in materia di omologazione dei veicoli (direttiva 2007/46/CE). Al termine di un'attenta valutazione delle risposte della Germania, del Lussemburgo, della Spagna e del Regno Unito alle lettere di costituzione in mora inviate nel dicembre 2016, la Commissione intende ottenere ulteriori chiarimenti sui motivi per i quali questi Stati membri non abbiano applicato sanzioni a un costruttore automobilistico che ha utilizzato impianti di manipolazione vietati dal diritto dell'UE. La Commissione chiede inoltre altre informazioni alla Grecia in merito al sistema nazionale di sanzioni istituito in conformità alla legislazione UE in materia di omologazione. La Commissione ha infine chiuso il caso nei confronti della Lituania, ritenendo compatibile con il diritto dell'UE il sistema di sanzioni introdotto nel paese.

 

Pareri motivati

UNGHERIA: la Commissione avvia la seconda fase della procedura d'infrazione relativa alla legge sull'istruzione superiore

La Commissione europea ha deciso oggi di inviare un parere motivato all'Ungheria in merito alla compatibilità con il diritto dell'Unione della legge sull'istruzione superiore modificata il 4 aprile 2017. La Commissione ha deciso di inviare un parere motivato all'Ungheria in quanto la legge modificata non è compatibile con la libertà degli istituti di istruzione superiore di prestare servizi e di stabilirsi in qualsiasi paese dell'UE. La Commissione continua inoltre a ritenere che la nuova legislazione sia in contrasto con la libertà accademica, il diritto all'istruzione e la libertà d'impresa, sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e previsti dagli obblighi giuridici dell'Unione che discendono dal diritto commerciale internazionale. Dopo un'attenta analisi della risposta dell'Ungheria alla lettera di messa in mora della Commissione del 27 aprile, la Commissione conferma le conclusioni della valutazione giuridica e delle discussioni approfondite del Collegio del 12 e del 26 aprile 2017, che hanno portato all'avvio del procedimento di infrazione. L'Ungheria dispone ora di un mese di tempo per notificare alla Commissione le misure adottate per porre rimedio alla situazione. In caso contrario, la Commissione potrà decidere di adire la Corte di giustizia dell'UE. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

Commercio al dettaglio: la Commissione chiede all'UNGHERIA di eliminare le restrizioni riguardanti i dettaglianti

La Commissione ha deciso oggi di inviare un parere motivato all'Ungheria chiedendo l'eliminazione delle restrizioni applicabili alle imprese operanti in perdita nel settore del commercio al dettaglio. La legislazione ungherese vieta ai dettaglianti che vendono prodotti ad elevato turnover, come i generi alimentari, di proseguire l'attività in Ungheria se in perdita per due anni consecutivi. La Commissione ritiene che tale misura sia in contrasto con la libertà di stabilimento e con il principio di non discriminazione (articolo 49 del TFUE) nonché con la libera circolazione dei capitali (articolo 63 del TFUE) e non possa essere giustificata da motivi imperativi di interesse generale. L'Ungheria dispone ora di due mesi di tempo per notificare alla Commissione le misure adottate per porre rimedio alla situazione. In caso contrario, la Commissione potrà decidere di adire la Corte di giustizia dell'UE.

Libera circolazione delle merci: la Commissione chiede alla SPAGNA di garantire la libera circolazione degli integratori alimentari

La Commissione ha deciso oggi di inviare alla Spagna un parere motivato invitandola a eliminare le pratiche discriminatorie che si ripercuotono sulla commercializzazione degli integratori alimentari. In base alla legislazione spagnola, all'atto della prima immissione sul mercato spagnolo di un integratore alimentare le imprese con sede in Spagna ne devono dare comunicazione alle autorità locali, mentre le imprese di altri paesi dell'UE devono presentare una domanda all'Agencia Española de Seguridad Alimentaria y Nutrición (AECOSAN - Agenzia spagnola per la sicurezza alimentare e la nutrizione), il che comporta costi maggiori. La Commissione ritiene pertanto che le disposizioni spagnole limitino la libera circolazione delle merci (articolo 34 del TFUE), in quanto discriminatorie nei confronti delle imprese con sede in un altro paese dell'UE. La Spagna dispone ora di due mesi di tempo per notificare alla Commissione le misure adottate per porre rimedio alla situazione. in caso contrario, la Commissione potrà decidere di adire la Corte di giustizia dell'UE.

Apparecchiature radio: Apparecchiature radio: la Commissione chiede a tre Stati membri di recepire le norme in materia di apparecchiature radio

La Commissione ha deciso oggi di inviare pareri motivati a Cipro, alla Grecia e al Regno Unito, invitandoli a recepire la direttiva sulle apparecchiature radio (direttiva 2014/53/UE), che definisce i requisiti essenziali in materia di salute e sicurezza, compatibilità elettromagnetica e uso efficiente dello spettro radio. La direttiva pone le basi per un'ulteriore regolamentazione riguardante le chiamate di emergenza, l'interoperabilità e gli elementi di salvaguardia a garanzia della protezione dei dati personali e della vita privata. Stabilisce inoltre le procedure da applicare e gli obblighi da soddisfare prima che le apparecchiature radio possano essere immesse sul mercato interno dell'UE e rafforza la vigilanza del mercato. La direttiva avrebbe dovuto essere recepita integralmente nella legislazione nazionale degli Stati membri entro il 12 giugno 2016. La Grecia e il Regno Unito non hanno ancora comunicato alla Commissione il recepimento della direttiva nella legislazione nazionale, mentre Cipro ha comunicato un recepimento solo parziale. I tre Stati membri hanno ora due mesi di tempo per notificare alla Commissione il completo recepimento della direttiva. In caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferirli alla Corte di giustizia dell'UE.

 

  1. Giustizia, consumatori e parità di genere

(Per ulteriori informazioni: Christian Wigand – tel.: + 32 229 62253, Melanie Voin - tel.: +32 229 58659)

Lettera di costituzione in mora

UNGHERIA: la Commissione avvia una procedura d'infrazione in merito alla legge sulle ONG che ricevono finanziamenti dall'estero

La Commissione europea ha deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora all'Ungheria in merito alla recente legge sulle ONG che ricevono finanziamenti dall'estero, adottata il 13 giugno. La legge ungherese introduce nuovi obblighi per alcune categorie di ONG che ricevono annualmente finanziamenti esteri superiori a 7,2 milioni di HUF (circa 24 000 EUR): le ONG interessate dovranno registrarsi in qualità di "organizzazioni sostenute dall'estero" e presentarsi in quanto tali in tutte le loro pubblicazioni, nei siti web e nel materiale per la stampa e dovranno fornire alle autorità ungheresi informazioni specifiche sui finanziamenti ottenuti dall'estero. In caso di mancato rispetto dei nuovi obblighi di comunicazione e di trasparenza, tali organizzazioni rischiano di incorrere in sanzioni. La Commissione europea è giunta alla conclusione che questa legge non sia conforme al diritto dell'UE per i seguenti motivi: 1) interferisce indebitamente con i diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare il diritto alla libertà di associazione. La nuova legge potrebbe impedire alle ONG di raccogliere fondi e ne limiterebbe la capacità di svolgere il proprio lavoro; 2) introduce altresì in modo ingiustificato e sproporzionato restrizioni alla libera circolazione dei capitali, quale definita dal trattato sul funzionamento dell'Unione europea. I nuovi obblighi di registrazione, comunicazione e pubblicità stabiliti dalla legge sono discriminatori, impongono un onere amministrativo alle suddette organizzazioni e arrecano un potenziale pregiudizio alla loro reputazione. Tali misure possono avere un effetto dissuasivo sull'erogazione di finanziamenti dall'estero e renderne più complessa la riscossione da parte delle ONG interessate; 3) La legge solleva inoltre preoccupazioni in materia di rispetto del diritto alla protezione della vita privata e dei dati personali e non garantisce un giusto equilibrio tra la volontà di trasparenza e il diritto dei donatori e dei beneficiari di proteggere i loro dati personali. Ciò riguarda in particolare l'obbligo di comunicare alle autorità ungheresi gli importi precisi delle transazioni e le informazioni dettagliate sui donatori; questi dati sono successivamente resi pubblici dalle autorità. La Commissione è quindi giunta alla conclusione che l'Ungheria non adempie gli obblighi derivanti dai trattati dell'UE e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. La Commissione ha pertanto deciso oggi di inviare una lettera di costituzione in mora all'Ungheria, concedendo alle autorità ungheresi un mese di tempo per rispondere. La Commissione è pronta a sostenere e assistere le autorità ungheresi nella ricerca di una soluzione. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

  1. Affari marittimi e pesca

(Per ulteriori informazioni: Enrico Brivio - tel.: + 32 229 56172, Iris Petsa - tel.: + 32 229 93321)

Pareri motivati

Pianificazione dello spazio marittimo: la Commissione invita cinque Stati membri a comunicare le misure nazionali di recepimento della direttiva sulla pianificazione dello spazio marittimo

La Commissione ha deciso in data odierna di inviare pareri motivati a Bulgaria, Croazia, Cipro, Grecia e Finlandia per non aver notificato il completo recepimento nella legislazione nazionale delle norme UE che istituiscono un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo (direttiva 2014/89/UE). Gli Stati membri erano tenuti a recepire la direttiva nei rispettivi ordinamenti e comunicare tali misure alla Commissione entro il 18 settembre 2016. La concorrenza per lo spazio marittimo (in materia di apparecchiature per le energie rinnovabili, pesca e acquacoltura, turismo, estrazione di materie prime, rotte di trasporto marittimo e altre applicazioni) ha messo in rilievo la necessità di gestire in modo più coerente le acque europee. La pianificazione dello spazio marittimo ha una dimensione transfrontaliera e intersettoriale volta a garantire che le attività umane in mare si svolgano in modo efficiente, sicuro e sostenibile e a conseguire vari obiettivi ecologici, economici e sociali. La direttiva definisce un approccio comune per i paesi dell'UE e stabilisce requisiti minimi per la pianificazione delle zone marittime. Gli Stati membri interessati dispongono di due mesi di tempo per ottemperare ai loro obblighi; trascorso tale periodo la Commissione potrà decidere di adire la Corte di giustizia dell'UE.

 

  1. Migrazione, affari interni e cittadinanza

(Per ulteriori informazioni: Natasha Bertaud - tel.: + 32 229 67456, Tove Ernst - tel.: + 32 229 86764, Markus Lammert - tel.: + 32 229 58602)

 

Deferimento alla Corte di giustizia dell'Unione europea

Migrazione legale: la Commissione deferisce il BELGIO alla Corte di giustizia per aver omesso di emanare norme comuni per i lavoratori dei paesi terzi

La Commissione europea ha deciso in data odierna di deferire il Belgio alla Corte di giustizia dell'UE per incompleta attuazione della direttiva sul permesso unico (direttiva 2011/98/UE). Concepita per agevolare la migrazione legale, la direttiva introduce procedure semplificate e un insieme comune di diritti per i lavoratori dei paesi terzi. Il Belgio, che non ha rispettato il termine iniziale di recepimento fissato al 25 dicembre 2013, non ha ancora attuato pienamente la direttiva. La Commissione ha pertanto deciso di deferire quest'oggi il Belgio alla Corte di giustizia dell'UE. Gli Stati membri dovevano recepire completamente tale direttiva entro il 25 dicembre 2013, data alla quale il Belgio aveva recepito solo in parte le nuove norme. La Commissione ha quindi inviato al Belgio una lettera di costituzione in mora nel marzo 2014 e successivamente, nell'aprile 2015, un parere motivato. Nel novembre 2015 la Commissione ha deferito il Belgio alla Corte di giustizia dell'UE. Il deferimento è stato sospeso nell'aprile 2016, dopo l'invio di informazioni supplementari ad opera delle autorità belghe. A tutt'oggi, però, il Belgio non ha ancora notificato alla Commissione il recepimento completo della direttiva nel suo ordinamento interno e la Commissione ha pertanto deciso di deferire nuovamente il caso alla Corte di giustizia dell'UE, proponendo nel contempo una sanzione pecuniaria giornaliera di 70 828,80 EUR. L'importo della sanzione è stato calcolato tenendo conto della gravità e della durata dell'infrazione nonché dell'effetto deterrente riflesso nella capacità finanziaria dello Stato membro. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

Pareri motivati e archiviazioni

Migrazione legale: la Commissione chiede a BELGIO, CROAZIA, FINLANDIA e SVEZIA di assicurare la piena attuazione della direttiva sui lavoratori stagionali e archivia i casi contro ESTONIA, LUSSEMBURGO e ROMANIA

La Commissione affronta quest'oggi le carenze nel recepimento della direttiva sui lavoratori stagionali (direttiva 2014/36/UE) che, adottata il 26 febbraio 2014, stabilisce le condizioni di ingresso e soggiorno dei lavoratori stagionali cittadini di paesi terzi e ne definisce i diritti. La direttiva avrebbe dovuto essere recepita integralmente nell'ordinamento interno degli Stati membri entro il 30 settembre 2016. Oggi la Commissione europea ha inviato pareri motivati a Croazia e Finlandia per non aver comunicato le misure adottate a livello nazionale al fine di recepire la direttiva sulle condizioni di ingresso e di soggiorno dei cittadini di paesi terzi per motivi di impiego in qualità di lavoratori stagionali. La Commissione ha inoltre inviato pareri motivati a Belgio e Svezia per aver comunicato parzialmente le misure adottate a livello nazionale al fine di recepire tale direttiva. Il 24 novembre 2016 la Commissione ha inviato lettere di costituzione in mora a Belgio, Croazia, Estonia, Finlandia, Lussemburgo, Romania e Svezia per non aver recepito integralmente la direttiva sui lavoratori stagionali. Mentre Croazia e Finlandia non hanno ancora comunicato alcuna misura di recepimento della direttiva, la Commissione ritiene che le misure notificate da Belgio e Svezia non recepiscano pienamente tutte le disposizioni della direttiva nella loro legislazione nazionale. Belgio, Croazia, Finlandia e Svezia dispongono ora di due mesi di tempo per notificare alla Commissione tutte le misure adottate al fine di assicurare la piena attuazione della direttiva; trascorso tale periodo la Commissione europea potrà decidere di adire la Corte di giustizia dell'UE. Dopo aver esaminato le misure comunicate da Estonia, Lussemburgo e Romania, la Commissione ha deciso di archiviare le procedure avviate nei confronti di tali Stati membri.

  1. Mobilità e trasporti

(Per ulteriori informazioni: Enrico Brivio - tel.: + 32 229 56172, Alexis Perier - tel.: + 32 229 69143)

Lettera di costituzione in mora e pareri motivati

Trasporto sostenibile: la Commissione esorta otto Stati membri a recepire integralmente le norme sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi

La Commissione ha inviato quest'oggi un parere motivato a Grecia, Irlanda, Malta, Polonia, Romania, Slovenia e Regno Unito chiedendo loro di notificare il proprio piano strategico nazionale secondo le norme dell'UE sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi (direttiva 2014/94/UE). Il quadro strategico nazionale è il principale strumento previsto dalla direttiva al fine di garantire la costruzione di sufficienti infrastrutture per i combustibili alternativi, compresi i punti di ricarica per veicoli elettrici e i punti di rifornimento di gas naturale e idrogeno, e di evitare la frammentazione del mercato interno. Accelerare la realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi è essenziale al fine di conseguire una mobilità pulita e competitiva per tutti i cittadini europei, come stabilito dalla Commissione nel pacchetto "L'Europa in movimento", adottato nel maggio 2017. I sette Stati membri dispongono ora di due mesi di tempo per ottemperare ai loro obblighi a norma della direttiva; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di adire la Corte di giustizia dell'UE. La Commissione ha altresì deciso di inviare una lettera di costituzione in mora alla Svezia per aver notificato un quadro strategico nazionale che non contiene gli elementi minimi richiesti dalla direttiva.

 

Parere motivato

Diritti dei passeggeri: la Commissione invita la GRECIA ad applicare pienamente le norme sui passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne

Oggi la Commissione ha chiesto alla Grecia di applicare pienamente le norme dell'UE sui diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne nell'UE (regolamento n. 1177/2010). La legislazione greca impedisce attualmente ai passeggeri di beneficiare pienamente dei diritti concessi da tale regolamento in caso di cancellazione o ritardo dei servizi di trasporto marittimo di passeggeri. La Grecia dispone ora di due mesi per notificare alla Commissione le misure adottate per la corretta applicazione del regolamento; diversamente la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

 

  1. Salute e sicurezza alimentare

(Per ulteriori informazioni: Anca Paduraru - tel.: + 32 229 91269, Aikaterini Apostola - tel.: +32 229 87624)

Parere motivato

La Commissione invita l'Italia ad attuare le azioni necessarie ad arrestare la diffusione della "Xylella fastidiosa"

La Commissione ha inviato oggi un parere motivato all'Italia in quanto le autorità non appaiono in grado di arrestare la diffusione di un organismo nocivo, la Xylella fastidiosa. In seguito ad un'epidemia di Xylella fastidiosa nella regione Puglia, le autorità italiane erano tenute a rispettare pienamente le norme dell'UE in materia di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nell'UE [decisione di esecuzione (UE) 2015/789 della Commissione e direttiva 2000/29/CE del Consiglio]. Tali norme comportavano la rimozione delle piante infette dal territorio colpito non appena fosse stata confermata per la prima volta la presenza di Xylella fastidiosa. In Italia è stata tuttavia notificata la presenza di nuovi focolai e il calendario comunicato dall'Italia non si è rivelato efficace per garantire l'immediata rimozione degli alberi infetti, come prescritto dalla normativa dell'UE. La Xylella fastidiosa è uno dei batteri delle piante più pericolosi al mondo e provoca una serie di malattie che hanno enormi ripercussioni economiche sull'agricoltura. Gli Stati membri sono tenuti ad adottare tutte le misure necessarie all'eradicazione della Xylella fastidiosa e vietarne la diffusione in tutti gli Stati membri. La richiesta della Commissione avviene in forma di parere motivato e fa seguito a una lettera di costituzione in mora già inviata nel dicembre 2015. Successivamente la Commissione ha inviato alle autorità italiane un'ulteriore lettera di costituzione in mora nel luglio 2016. L'Italia dispone ora di due mesi per ottemperare ai propri obblighi; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferire l'Italia alla Corte di giustizia dell'UE.

  1. Fiscalità e unione doganale

(Per ulteriori informazioni: Vanessa Mock - tel.: + 32 229 56194, Patrick Mc Cullough - tel.: + 32 229 87183)

Parere motivato

Fiscalità: la Commissione invita la FRANCIA a porre fine al trattamento sfavorevole nei confronti dei contribuenti che percepiscono un reddito di fonte estera

La Commissione ha chiesto alla Francia di modificare alcune disposizioni riguardanti le modalità di calcolo dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. Le norme attualmente in vigore in Francia stabiliscono che i contribuenti che risiedono in Francia e percepiscono una parte dei loro redditi in un altro Stato membro dello Spazio economico europeo (SEE) non possono beneficiare degli stessi vantaggi fiscali personali e familiari applicati ai redditi percepiti in Francia. Secondo le norme francesi, il contribuente in situazione di deficit non può neppure beneficiare di rimborsi o differimenti dei crediti d'imposta per i redditi di fonti estere. Mantenendo in vigore tali disposizioni, la Francia è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza degli articoli del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e dell'accordo SEE relativo alla libera circolazione dei lavoratori, al diritto di stabilimento e alla libera circolazione dei capitali. Se le autorità francesi non agiranno entro due mesi, il caso potrà essere deferito alla Corte di giustizia dell'UE.

 

Pareri motivati e archiviazioni

Fiscalità: la Commissione invita BULGARIA, CIPRO e PORTOGALLO a recepire le nuove norme di trasparenza per lo scambio dei ruling fiscali

La Commissione ha deciso di inviare pareri motivati a Bulgaria, Cipro e Portogallo a motivo della mancata comunicazione, da parte di questi Stati membri, del recepimento delle nuove misure sullo scambio automatico dei ruling fiscali tra le autorità fiscali dell'UE [direttiva (UE) 2015/2376 del Consiglio]. Gli Stati membri erano tenuti a recepire tali misure entro il 31 dicembre 2016. Le nuove norme sono intese a contrastare l'elusione fiscale transfrontaliera, la pianificazione fiscale aggressiva e la concorrenza fiscale dannosa; il primo scambio di informazioni tra tutte le autorità fiscali dell'UE dovrebbe avvenire entro il mese di settembre di quest'anno. La Commissione ha concesso ai tre paesi un termine di due mesi per rispondere. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà adire la Corte di giustizia dell'UE. Nel frattempo la Commissione ha anche accolto con favore il recepimento delle medesime misure da parte di Repubblica ceca, Grecia, Ungheria e Polonia e ha deciso in data odierna di archiviare i rispettivi casi di infrazione. La Commissione valuterà successivamente se la legislazione di tutti gli Stati membri soddisfi tutte le prescrizioni contenute nella nuova normativa.

 

MEMO/17/1935

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 11 luglio 2017. Il gruppo di esperti indipendenti sulla politica di coesione ha presentato oggi la propria relazione finale per un quadro dei fondi UE semplificato dopo il 2020.

Benché i risultati della politica di coesione dell'Unione siano indubbiamente positivi, l'attuale molteplicità di norme non sempre rende la vita facile agli enti locali che si occupano della gestione dei fondi dell'UE o alle imprese che desiderano richiedere un finanziamento dell'UE. La semplificazione è dunque fondamentale e la Commissione europea dovrebbe valutare come facilitare ulteriormente l'accesso ai fondi europei nel quadro di bilancio post 2020.

È questo il messaggio principale che il gruppo ad alto livello sulla semplificazione si propone di far confluire nel dibattito sul futuro delle finanze dell'UE, avviato dalla Commissione il 28 giugno con un documento di riflessione dedicato, l'ultimo di una serie di cinque documenti di riflessione pubblicati a seguito della presentazione del Libro bianco della Commissione sul futuro dell'Europa il 1° marzo.

Günther H. Oettinger, Commissario responsabile per il Bilancio e le risorse umane, ha dichiarato: "I cittadini si aspettano che l'UE faccia di più, ma il bilancio dell'UE è in calo. Per risolvere questo problema dobbiamo mettere a frutto ogni euro speso. E regole più semplici aiutano a spendere meglio."

Corina Creţu, Commissaria responsabile per la Politica regionale, ha dichiarato: "Poche regole semplici si traducono in risultati migliori e meno errori. Concentriamoci su ciò che conta: migliorare la vita dei cittadini in tutta Europa."

Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha affermato: "Sfruttando tutte le opportunità di semplificazione sarà possibile risparmiare tempo e denaro, che potranno essere utilizzati invece per promuovere la convergenza sociale in tutta Europa."

Il Presidente del gruppo ad alto livello Siim Kallas ha dichiarato: "Semplificare l'accesso ai fondi di coesione dell'UE e le modalità per impiegarli contribuirà certamente ad avvicinare i cittadini all'Unione."

Secondo il gruppo la struttura attuale delle norme è efficace, ma è necessario fare un po' di ordine. Il regime di gestione concorrente dovrebbe essere mantenuto per garantire la fiducia reciproca e l'appropriazione degli obiettivi comuni in materia di crescita e occupazione. Ma le norme più semplici sono quelle il cui numero è limitato: il gruppo suggerisce quali contenuti sopprimere o ridurre drasticamente.

Bisognerebbe armonizzare le norme dei diversi fondi e strumenti dell'UE per quanto riguarda gli aiuti di Stato, gli appalti pubblici e i metodi di rimborso dei costi, in modo da agevolare le sinergie e consentire ai beneficiari di presentare domanda presso diverse fonti di finanziamento dell'UE per uno stesso progetto. Se si applicassero ad esempio le stesse regole nel quadro della politica di coesione e del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), si agevolerebbe l'accesso al sostegno per le piccole imprese.

Dovrebbe essere messo a disposizione degli Stati membri e delle regioni un quadro ancora più semplice, a condizione che soddisfino alcuni criteri: sistemi di gestione e di controllo affidabili, cofinanziamento nazionale rilevante per incentivare una gestione sana della spesa, identificazione delle principali riforme strutturali da attuare ed enfasi su un numero limitato di settori prioritari per produrre risultati.

Il gruppo suggerisce dunque di limitare le norme dell'UE alle priorità strategiche di investimento e ai principi di spesa. I finanziamenti dell'UE sarebbero erogati tramite i meccanismi amministrativi nazionali esistenti e l'attività di audit della Commissione sarebbe limitata. Lo Stato membro e la Commissione si accorderebbero sulle riforme strutturali da realizzare e sui risultati concreti che danno diritto ai rimborsi.

La semplificazione si è già dimostrata uno strumento molto valido: il Commissario Oettinger ha presentato oggi tre relazioni sull'esecuzione del bilancio dell'UE per l'esercizio 2016. Uno degli insegnamenti che se ne possono trarre è che le norme dell'UE semplificate favoriscono l'utilizzo efficace e corretto dei fondi UE da parte delle autorità locali, degli agricoltori e delle imprese. Nella stessa ottica, nel settembre 2016 la Commissione ha proposto di semplificare le regole in base alle quali gli Stati membri e gli altri beneficiari ricevono i finanziamenti dell'UE.

Contesto

La Commissione europea ha istituito il gruppo ad alto livello nel 2015 allo scopo di individuare le opportunità per eliminare le inutili complessità delle norme della politica di coesione, in vista sia della revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale 2014-2020, a cui il gruppo ha contribuito in misura significativa, sia della riflessione sul quadro di bilancio post 2020.

Il Presidente del gruppo ad alto livello, Siim Kallas, è stato Vicepresidente della Commissione europea responsabile per gli Affari amministrativi, l'audit e la lotta antifrode e responsabile per i Trasporti. Oltre alle conoscenze acquisite sui fondi dell'UE, i mandati esercitati da Siim Kallas come Primo ministro e Ministro delle Finanze dell'Estonia gli hanno consentito di sviluppare una prospettiva unica su come abbinare al meglio il sostegno finanziario dell'UE alle riforme sul terreno per realizzare la crescita economica.

I dodici membri del gruppo ad alto livello rappresentano le autorità nazionali e regionali e il settore privato. Hanno tutti esperienza personale nella gestione dei fondi dell'UE e idee innovative per riformare il sistema.

Per ulteriori informazioni

Scheda informativa — Principali raccomandazioni del gruppo ad alto livello sulla semplificazione per il quadro post 2020

Relazione — Proposta del gruppo ad alto livello ai responsabili politici per il periodo post 2020

Documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE

Il Commissario Oettinger, la Commissaria Creţu e la Commissaria Thyssen su Twitter

IP/17/1921

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 11 luglio 2017. Il vertice di Trieste sarà un'opportunità di discutere modalità concrete di rafforzamento della cooperazione regionale, portando avanti il processo di integrazione dei Balcani occidentali nell'UE.

Il vertice dei Balcani occidentali del 2017 si terrà il 12 luglio a Trieste. Sarà un'occasione importante di collaborare al rafforzamento di opportunità concrete promuovendo al contempo la cooperazione regionale, con l'obiettivo di costruire società inclusive, ben governate ed economicamente prospere e così portare avanti anche il processo di integrazione di questa regione nell'Unione europea.

Federica Mogherini, Alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza/Vicepresidente della Commissione, Johannes Hahn, Commissario per la Politica di vicinato e i negoziati di allargamento, e Violeta Bulc, Commissaria per i Trasporti, parteciperanno al vertice insieme con capi di governo e ministri degli Affari esteri, dell'Economia e dei Trasporti dei Balcani occidentali e i loro omologhi di sei Stati membri dell'UE (Austria, Croazia, Francia, Germania, Italia e Slovenia).

Le discussioni verteranno su tre grandi ambiti di cooperazione regionale: 1) connettività; 2) integrazione economica regionale / sviluppo del settore privato; 3) contatti interpersonali.

  • Nel settore della connettività, si privilegerà l'attuazione dell'agenda per la connettività, che mira a creare condizioni propizie alla crescita economica e ai rapporti di buon vicinato, in particolare preparando e finanziando progetti regionali concreti di investimento nelle infrastrutture nei settori dei trasporti e dell'energia. Durante il vertice la Commissione europea annuncerà nuovi cospicui finanziamenti nell'ambito del suo "pacchetto sulla connettività" annuale. Si prevede inoltre che i partner dei Balcani occidentali sottoscrivano il trattato sulla Comunità dei trasporti, che agevolerà l'integrazione delle reti di trasporti della regione e dei collegamenti con l'UE e orienterà le relative misure di riforma del settore dei trasporti.
  • Sul tema dell'integrazione economica regionale, i partner dei Balcani occidentali dovrebbero concordare un piano d'azione per creare uno spazio economico regionale volto a promuovere l'attrattiva della regione per gli investimenti e creare posti di lavoro, soprattutto attraverso la crescita intelligente, le start-up e le scale-up. Per la prima volta dall'avvio del processo di Berlino il piano d'azione comprende una dimensione digitale, che contribuirà ad integrare la regione nel mercato digitale paneuropeo. Al margine del vertice, il Forum d'investimento della camera dei Balcani occidentali, che riunisce le camere di commercio della regione, inaugurerà un segretariato permanente a Trieste: la partecipazione degli imprenditori aiuterà a tradurre il concetto di spazio economico regionale in opportunità concrete per le imprese nella regione. Per quanto riguarda lo sviluppo del settore privato, la Commissione intensificherà il sostegno che già fornisce alle PMI mediante un nuovo contributo allo strumento per lo sviluppo e l'innovazione delle imprese nei Balcani occidentali e incoraggerà un maggiore dinamismo degli investimenti interni.
  • Infine, sul tema dei contatti interpersonali la Commissione europea sta organizzando, insieme con il governo italiano, un Forum dei giovani UE - Balcani occidentali al margine del vertice per fare il punto sui risultati raggiunti nell'ultimo anno ed esplorare ulteriori ambiti di cooperazione. Le conclusioni del forum saranno presentate al vertice. Il forum e il vertice serviranno anche a promuovere la partecipazione al programma di scambi Erasmus, giunto quest'anno alla 30a edizione, che è stato esteso con successo anche ai Balcani occidentali. Sulla base degli esiti del forum dei giovani, l'ufficio per la cooperazione giovanile regionale svilupperà ulteriormente il suo programma di lavoro per promuovere la cooperazione fra i giovani della regione. Si prevede che durante il vertice i leader politici riconfermeranno l'impegno a favore di un programma di scambio per giovani funzionari statali della regione, varato l'anno scorso al vertice dei Balcani occidentali di Parigi, che ha prodotto risultati molto positivi. . L'Italia ospita il quarto vertice annuale nel quadro del "processo di Berlino" – un'iniziativa per la cooperazione regionale nei Balcani occidentali – dopo quelli di Berlino (2014), Vienna (2015) e Parigi (2016).

Ulteriori informazioni:

Scheda informativa: L'impegno dell'UE nei Balcani occidentali

Vertice sui Balcani Occidentali di Trieste 2017

Forum dei giovani UE - Balcani occidentali

Forum della società civile Trieste 2017

Balcani occidentali – Servizio europeo per l'azione esterna

Direzione generale: Politica di vicinato e negoziati di allargamento

Direzione generale: Mobilità e trasporti

IP/17/1938

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 10 luglio 2017. A sei mesi dal varo, da parte della Commissione europea, del corpo europeo di solidarietà e dopo l'abbinamento dei collocamenti di volontariato che ha avuto inizio nel marzo 2017, è ora la volta di migliaia di collocamenti di lavoro e di tirocinio.

La Commissione europea sostiene in questo ambito due progetti guidati dal servizio pubblico per l'impiego italiano e da quello francese, che offriranno a un massimo di 6 000 giovani un lavoro o un tirocinio connessi alla solidarietà in un altro paese dell'UE.

Marianne Thyssen, Commissaria per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: "Il corpo europeo di solidarietà ambisce a offrire maggiori e migliori opportunità. Sono lieta che a partire da oggi, con l'avvio della parte occupazionale, il corpo di solidarietà presenti il suo pieno potenziale ai nostri giovani. In collaborazione con i servizi pubblici per l'impiego e i partner in loco, offriremo a migliaia di giovani una concreta opportunità di lavoro o tirocinio nel campo della solidarietà in tutta Europa. Ciò consentirà loro di sviluppare competenze e migliorare le future prospettive nel mercato del lavoro."

Tibor Navracsics, Commissario per l'Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, ha dichiarato: "Mi fa piacere che il corpo europeo di solidarietà cresca. La dimensione occupazionale lo rende ora completo. Sappiamo che molti giovani in Europa sono desiderosi di aiutare gli altri e che tale impegno avrà ripercussioni positive anche per loro. La partecipazione al corpo europeo di solidarietà sarà un'esperienza preziosa per i giovani all'inizio della loro carriera."

Due progetti guidati dal servizio pubblico per l'impiego francese (Pôle Emploi) e dall'italiana Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL) prevedono la collaborazione di servizi pubblici per l'impiego e organizzazioni di diversi Stati membri dell'UE, come le organizzazioni dei datori di lavoro e gli istituti di formazione, per fornire ai giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni offerte di lavoro o tirocinio in settori connessi alla solidarietà. I partecipanti selezionati potranno impegnarsi in un'ampia gamma di attività quali l'assistenza sanitaria, l'integrazione sociale, la protezione dell'ambiente, l'assistenza a migranti e rifugiati e l'aiuto alimentare in un altro paese dell'UE. I progetti si rivolgeranno ai datori di lavoro, garantiranno l'abbinamento tra candidati e offerte e forniranno ai partecipanti assistenza finanziaria e altre forme di sostegno, come la formazione. I progetti sono finanziati con più di 14 milioni di euro dal programma per l'occupazione e l'innovazione sociale.

Orizzonte temporale e prossime tappe

I due progetti proseguiranno fino a marzo 2019.

In parallelo, il corpo europeo di solidarietà verrà ulteriormente sviluppato e consolidato. L'obiettivo è mettere a disposizione 100 000 posti entro la fine del 2020.

L'esperienza acquisita nell'ambito dei due nuovi progetti avviati contribuirà a preparare il terreno per l'introduzione su più ampia scala del corpo europeo di solidarietà entro il 2020. I due progetti continueranno a sostenere i giovani nella ricerca di collocamenti transfrontalieri fino alla primavera del 2019, in collaborazione con altri progetti in materia di collocamenti occupazionali per il corpo europeo di solidarietà.

Contesto

Nel suo discorso sullo stato dell'Unione 2016 il Presidente della Commissione europea Juncker ha annunciato l'istituzione di un corpo europeo di solidarietà per offrire ai giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni la possibilità di partecipare a un'ampia gamma di attività di solidarietà in tutta l'UE.

Dal suo avvio il 7 dicembre 2016, più di 32 000 giovani hanno aderito al corpo europeo di solidarietà. Nel marzo di quest'anno ha avuto inizio l'abbinamento con le organizzazioni e da allora sono stati contattati circa 11 500 partecipanti e accettati 460 collocamenti. L'obiettivo è raggiungere 100 000 partecipanti entro la fine del 2020.

Il 30 maggio 2017 la Commissione ha presentato una proposta volta a dare al corpo europeo di solidarietà una base stabile, con un bilancio di 341,5 milioni di euro per il periodo 2018-2020 e un'apposita base giuridica. La Commissione ha inoltre proposto di ampliare le opportunità per i giovani. Oltre a offrire attività di volontariato, tirocini e collocamenti di lavoro, in futuro il corpo europeo di solidarietà offrirà ai partecipanti anche la possibilità di creare i propri progetti di solidarietà o di aderire come gruppo di volontariato.

Per preparare la proposta, la Commissione ha avviato un sondaggio aperto online e consultazioni mirate dei portatori di interessi, che si sono concluse con l'organizzazione di un forum. La proposta di regolamento dovrà ora essere adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio prima di poter entrare in vigore. Nella loro dichiarazione comune le istituzioni dell'UE si sono impegnate a concretizzare la proposta entro la fine di quest'anno.

Per ulteriori informazioni

SCHEDA INFORMATIVA: Posti di lavoro e tirocini nell'ambito del corpo europeo di solidarietà: come funziona e come partecipare

Scheda informativa: Una nuova fase per il corpo europeo di solidarietà

Scheda informativa per le organizzazioni

MEMO: Domande e risposte sul corpo europeo di solidarietà

MEMO: Una nuova fase per il corpo europeo di solidarietà: domande e risposte

IP/17/1915

Bruxelles, 6 luglio 2017. Rispetto del diritto UE da parte degli Stati membri: ancora insufficiente

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250L'odierna Relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'UE illustra come la Commissione ha monitorato e applicato il diritto dell'UE nel 2016[1]. Il Quadro di valutazione del mercato unico online, anch'esso pubblicato oggi, dimostra che sebbene sia stata eliminata la maggior parte degli ostacoli alla libera circolazione delle persone, dei servizi, delle merci e dei capitali, in alcuni settori si registra una situazione di stallo o, addirittura, un peggioramento.

L'applicazione efficace del diritto è fondamentale per garantire ai cittadini e alle imprese i benefici sanciti dal diritto dell'UE. Spesso i problemi che emergono, quali i test sulle emissioni degli autoveicoli, le discariche illegali o la sicurezza dei trasporti, non sono riconducibili alla mancanza di una legislazione dell'UE, bensì al fatto che gli Stati membri non applicano correttamente ed efficacemente il diritto UE. Analogamente, il mercato unico UE rimane il bene più prezioso dell'Europa per milioni di cittadini e imprese e la Commissione europea è impegnata a garantire, mediante il controllo dell'applicazione delle norme del mercato unico UE, che essi possano beneficiare ogni giorno della libertà di vivere, lavorare, fare acquisti e commerciare nei 28 Stati membri.

Relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'UE nel 2016

La Relazione annuale per il 2016 indica un aumento considerevole (21%) delle procedure di infrazione aperte rispetto all'anno precedente, che hanno toccato quindi il livello massimo dell'ultimo quinquennio (cfr. il grafico 1). Ciò desta preoccupazione perché la mancata corretta applicazione del diritto UE nega ai cittadini e alle imprese i diritti e i vantaggi sanciti dalla legislazione europea. Ad esempio, il pieno recepimento e la completa applicazione delle norme UE sugli appalti pubblici e sulle concessioni sono essenziali per consentire alle piccole e medie imprese (PMI) di partecipare alle gare d'appalto in modo più semplice e meno costoso.

La Commissione agisce pertanto con fermezza in caso di violazioni del diritto dell'UE che ostacolano la realizzazione degli obiettivi chiave delle politiche dell'UE. Ad esempio, la Commissione si è concentrata specificamente sulla mancata istituzione o applicazione da parte degli Stati membri di sistemi di sanzioni volti a scoraggiare le violazioni della legislazione sulle emissioni degli autoveicoli da parte dei costruttori automobilistici.

La tabella 2 (sotto) offre una panoramica della situazione di ciascuno Stato membro. Per quanto riguarda i casi di recepimento tardivo, Cipro e Belgio registrano il numero più elevato di procedure aperte, mentre il minor numero di procedure aperte si registra in Italia, Slovacchia e Danimarca. L'anno scorso il maggior numero di procedure pendenti per non corretto recepimento e/o non corretta applicazione degli atti normativi dell'UE è stato registrato in Germania e Spagna, mentre il minor numero totale di procedure aperte è stata registrato in Estonia.

Il mercato interno, l'industria, l'imprenditorialità e le PMI nonché l'ambiente rimangono i settori in cui è stata avviata la maggior parte delle procedure di infrazione nel 2016 (cfr. il grafico 3).

Lotta al recepimento tardivo delle direttive

Per consentire ai cittadini e alle imprese di usufruire dei vantaggi del diritto UE è essenziale che gli Stati membri recepiscano le direttive europee nel loro ordinamento giuridico nazionale entro i termini che si sono impegnati a rispettare.

Nel 2016 il numero di nuove procedure d'infrazione per recepimento tardivo è quasi raddoppiato (847 casi) rispetto all'anno precedente (543 casi). La Commissione ha avviato nuove procedure di infrazione nei confronti della maggior parte degli Stati membri per il mancato recepimento delle direttive relative agli appalti pubblici e alle concessioni (direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE), ai prodotti del tabacco (direttive 2014/40/UE e 2014/109/UE) e alle patenti di guida (direttiva 2014/85/UE).

Per facilitare un tempestivo recepimento la Commissione ha continuato ad assistere gli Stati membri mediante l'elaborazione di piani di attuazione, siti web dedicati e documenti di orientamento, nonché mediante lo scambio delle migliori pratiche in riunioni di gruppi di esperti.

L'anno scorso la Commissione ha deferito tre casi alla Corte di giustizia dell'Unione europea, chiedendo l'applicazione di sanzioni pecuniarie: due contro il Lussemburgo[2] e uno contro la Romania[3].

Quadro di valutazione del mercato unico 2017

Il quadro di valutazione del mercato unico online offre una panoramica precisa dello stato di attuazione delle norme del mercato unico UE. Esso valuta come gli Stati membri dell'UE applicano tali norme e individua le lacune che richiedono un'intensificazione degli sforzi dei paesi dell'UE.

In funzione dei risultati conseguiti nel 2016 in merito a una serie di strumenti di governance e di settori, agli Stati membri sono stati assegnati cartellini verdi (superiori alla media), gialli (nella media) e rossi (inferiori alla media). Le frecce indicano se i risultati sono migliorati o peggiorati (cfr. il grafico 4).

Oltre alla valutazione del rispetto del diritto del mercato unico da parte degli Stati membri, il quadro di valutazione indica il supporto offerto a cittadini e imprese mediante vari strumenti UE di informazione generale, risoluzione pratica dei problemi e ricerca di lavoro (portale La tua Europa, La tua Europa - Consulenza, Solvit, EURES). Il quadro di valutazione monitora anche l'apertura degli Stati membri agli scambi e agli investimenti e gli sforzi più generali di apertura di settori come gli appalti pubblici, le qualifiche professionali o i servizi postali.

Tenendo conto di tutti i settori valutati, i paesi che hanno ottenuto i risultati migliori sono Austria, Danimarca, Estonia, Lituania, Malta e Slovacchia.

La Commissione agisce in risposta alle denunce dei cittadini

I cittadini, le imprese, le ONG e altre parti interessate possono segnalare violazioni presunte del diritto UE mediante un modulo di denuncia online accessibile tramite il portale Europa alla sezione Diritti e opportunità. Nel 2016, nella maggior parte dei casi le denunce presentate riguardavano la giustizia e i diritti dei consumatori, l'occupazione, il mercato unico UE e questioni attinenti al settore industriale e alle PMI. Nel quadro del modulo di denuncia, SOLVIT può aiutare i cittadini e le imprese a risolvere i problemi incontrati con una pubblica amministrazione di un altro paese dell'UE.

Contesto

In risposta a una richiesta del Parlamento europeo, dal 1984 la Commissione presenta una relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto UE relativa all'anno precedente. Il Parlamento europeo adotta in seguito una risoluzione sulla relazione della Commissione.

Il quadro di valutazione del mercato unico online è pubblicato annualmente. Esso monitora i risultati degli Stati membri dell'UE in una serie di settori (appalti pubblici, qualifiche professionali, servizi postali, integrazione commerciale, apertura dei mercati) e strumenti di governance [recepimento, procedure di infrazione e EU Pilot in settori riguardanti il mercato unico; EURES, La tua Europa, La tua Europa - Consulenza, SOLVIT, IMI, e-Certis, settori prioritari, Centri europei dei consumatori, Rete di cooperazione per la tutela dei consumatori, Sistema di informazione sulle regolamentazioni tecniche (TRIS)].

Per ulteriori informazioni

  1. a) Relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'UE nel 2016

- Relazione annuale sul controllo dell'applicazione nazionale del diritto dell'UE

- Schede informative per paese

- Scheda informativa — UE-28

Per saperne di più sulla procedura generale di infrazione: MEMO.

  1. b) Quadro di valutazione del mercato unico (2017):

- Quadro di valutazione

- Schede informative per paese

- Panoramica dei risultati

[1]     Comunicazione "Diritto dell'Unione europea: risultati migliori attraverso una migliore applicazione", C(2016) 8600, GU C 18 del 19 gennaio 2017.

[2]     Commissione europea/Granducato di Lussemburgo, C-489/16. La Commissione ha deferito il Lussemburgo alla Corte di giustizia per l'attuazione incompleta della direttiva sullo Spazio ferroviario unico europeo, proponendo una penalità giornaliera di 8 710 EUR (Commissione europea/Granducato di Lussemburgo,C-511/16).La Commissione ha deferito il Lussemburgo alla Corte per l'attuazione incompleta della direttiva 2014/27/UE al fine di allineare direttive preesistenti al regolamento (CE) n. 1272/2008 relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele, proponendo una penalità giornaliera di 8 710 EUR.

[3]     Commissione europea/Romania, C–62/16. La Commissione ha deferito la Romania alla Corte di giustizia per l'attuazione incompleta della direttiva relativa al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo, proponendo una penalità giornaliera di 38 042,60 EUR. La Romania ha successivamente adottato le misure legislative necessarie e, di conseguenza, la Commissione ha rinunciato a tale causa.

IP/17/1846

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 6 luglio 2017. Oggi la Commissione europea ha reso pubblica la prima edizione assoluta dell'"Osservatorio della cultura e della creatività urbana".

Questo nuovo strumento fornisce dati comparabili sui risultati ottenuti delle città europee in nove ambiti (tra cui la cultura e la creatività) e indica come tali risultati contribuiscano al loro sviluppo sociale, alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro.

L'Osservatorio della cultura e della creatività urbana è stato sviluppato dal servizio scientifico interno della Commissione, il Centro comune di ricerca (JRC), e aiuterà i responsabili politici e i settori culturale e creativo a identificare i punti di forza locali e gli ambiti di miglioramento, come pure a imparare da città comparabili. Lo strumento mette altresì in evidenza la forte correlazione tra la vivacità culturale e varie dimensioni della vita di una città, a cominciare dalla diversità sociale e dall'attività economica.

Tibor Navracsics, Commissario europeo per l'Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport nonché responsabile del JRC, ha dichiarato: "Il mio obiettivo è porre la cultura e la creatività al centro dell'agenda strategica europea. In un momento di grandi trasformazioni sociali e di concorrenza globale sempre più aspra tra le città, dobbiamo guardare al di là delle fonti tradizionali di crescita e benessere socioeconomico ed esaminare il ruolo della cultura in città dinamiche, innovative e ricche di diversità. L'Osservatorio della cultura e della creatività urbana mette in evidenza le città europee vincenti che hanno trovato modalità proprie per sfruttare il potenziale offerto dalla cultura e dalla creatività per stimolare lo sviluppo, l'innovazione e la creazione di posti di lavoro e migliorare la qualità della vita dei loro abitanti. Lo strumento offre ai responsabili politici dati concreti per aiutarli a identificare i settori in cui ottengono buoni risultati e quelli in cui è auspicabile un miglioramento."

L'Osservatorio della cultura e della creatività urbana è il risultato di un progetto di ricerca che ha interessato 168 città di 30 paesi europei. È disponibile come strumento online che consente agli utenti di esaminare le città selezionate e ottenere un'ampia gamma di informazioni quantitative e qualitative sui loro risultati.

L'osservatorio mostra che la città europea culturale e creativa "ideale" sarebbe un mix delle città che registrano i migliori risultati per ciascun indicatore. Questa città avrebbe le sedi e le strutture culturali di Cork (Irlanda), l'attrattiva e la partecipazione culturale nonché i posti di lavoro creativi e basati sulla conoscenza di Parigi (Francia), la proprietà intellettuale e l'innovazione di Eindhoven (Paesi Bassi), i nuovi posti di lavoro nei settori creativi di Umeå (Svezia), il capitale umano e l'istruzione di Leuven (Belgio), l'apertura, la tolleranza e la fiducia di Glasgow (Regno Unito), le connessioni locali e internazionali di Utrecht (Paesi Bassi) e la qualità della governance di Copenaghen (Danimarca). Di queste otto città, cinque hanno meno di 500 000 abitanti (Cork, Eindhoven, Umeå, Leuven e Utrecht).

Tra i principali risultati della ricerca vi sono:

  • Città culturali e creative ai primi posti: Parigi, Copenaghen, Edimburgo e Eindhoven presentano risultati migliori rispetto ad altre città con una popolazione simile.
  • Cultura, creatività e prosperità: la cultura e la creatività contribuiscono a tassi di crescita economica più alti e sono fondamentali per le città a basso reddito.
  • Le dimensioni non sono tutto: la dimensione di una città non determina i suoi risultati in ambito culturale e creativo. Le città di piccole e medie dimensioni ottengono in media risultati migliori rispetto a quelle più grandi.
  • Le capitali eccellono, ma non sempre: le capitali sono spesso in testa, ma restano indietro in Austria, Belgio, Italia, Germania, Polonia, Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito.

Contesto

Dall'adozione della prima "Agenda europea per la cultura in un mondo in via di globalizzazione" (2007), la cultura ha avuto un ruolo sempre più prominente nella definizione delle politiche dell'Unione europea. In assenza di definizioni o metriche comuni, individuare i beni culturali e creativi e misurarne il valore e l'impatto in modo sistematico e comparabile in tutta Europa resta tuttavia una sfida, soprattutto al livello delle città.

Il Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea ha sviluppato l'"Osservatorio della cultura e della creatività urbana" per colmare tale carenza di informazioni. Lo strumento è stato elaborato sulla base di tre indici principali (vivacità culturale, economia creativa e contesto favorevole), organizzati in 9 ambiti e misurati attraverso 29 indicatori: dal numero di musei e sale concerto all'occupazione nei settori culturale e creativo, dalle domande di brevetto nel settore delle TIC al livello di fiducia delle persone nei confronti dei propri concittadini. Esso raccoglie dati provenienti da diverse fonti pubbliche (quali Eurostat e l'Eurobarometro) e dati sperimentali (ad esempio provenienti da TripAdvisor).

L'osservatorio dovrebbe essere aggiornato ogni due anni per rimanere concettualmente e statisticamente attendibile nel tempo e tra paesi e città, nonché per registrare lo sviluppo di queste ultime.

Per ulteriori informazioni

Relazione integrale

MEMO

Osservatorio della cultura e della creatività urbana interattivo online

Risultati principali

Schede per paese

Infografica

Centro comune di ricerca

IP/17/1802

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 6 luglio 2017. L'Unione europea e il Giappone hanno raggiunto oggi un accordo di massima sugli elementi principali di un accordo di partenariato economico.

Questo sarà il più importante accordo commerciale bilaterale mai concluso dall'UE e in quanto tale prevederà per la prima volta un impegno specifico relativo all'accordo sul clima di Parigi.

Per l'UE e i suoi Stati membri, l'accordo di partenariato economico eliminerà la maggior parte dei dazi pagati dalle imprese dell'UE, pari a 1 miliardo di EUR l'anno, aprirà il mercato giapponese alle principali esportazioni agricole dell'UE e aumenterà le opportunità in vari settori. Stabilisce standard di altissimo livello in termini di lavoro, sicurezza e tutela dell'ambiente e dei consumatori, salvaguarda pienamente i servizi pubblici e contiene un capitolo specifico sullo sviluppo sostenibile. L'accordo riprende inoltre e rafforza gli standard elevati per la protezione dei dati personali che l'UE e il Giappone hanno recentemente consolidato nelle loro leggi in materia di protezione dei dati.

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e il primo ministro del Giappone Shinzo Abe hanno comunicato la conclusione dell'accordo di massima durante il vertice UE-Giappone.

Il presidente Juncker ha dichiarato: "Oggi abbiamo convenuto in linea di principio su un futuro accordo di partenariato economico il cui impatto si manifesterà ben al di là dei nostri confini. Mediante questo accordo, l'UE e il Giappone difendono i loro valori comuni e si impegnano a rispettare standard di altissimo livello in settori come il lavoro, la sicurezza, la tutela dell'ambiente o dei consumatori. Adoperandoci per giungere a decisioni di adeguatezza reciproche, ci impegniamo inoltre fermamente a difendere il diritto fondamentale alla protezione dei dati. Insieme, inviamo al mondo un forte messaggio a favore di un commercio aperto ed equo. Per quanto ci riguarda, il protezionismo non offre protezione. Solo lavorando insieme saremo in grado di definire ambiziose norme globali. Sarà questo il messaggio che l'UE e il Giappone porteranno domani al G20."

La Commissaria per il commercio Cecilia Malmström ha aggiunto:"Questo accordo ha un'enorme importanza economica, ma è anche un modo per avvicinarci. Stiamo dimostrando che l'UE e il Giappone, partner mondiali democratici e aperti, credono nel libero scambio: credono che si debbano costruire ponti, non muri. Questo accordo ha un notevole potenziale per l'Europa, poiché il Giappone, la quarta economia mondiale in ordine di grandezza, ha un notevole interesse per i prodotti europei. Ci attendiamo un forte impulso alle esportazioni in numerosi settori dell'economia dell'UE."

Phil Hogan, commissario responsabile per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato: "Questo accordo è vantaggioso per entrambi i partner, ma rappresenta una vittoria per l'Europa rurale. L'accordo di partenariato economico UE-Giappone è l'accordo più significativo e di più ampia portata mai concluso nel settore agricolo. Oggi stabiliamo un nuovo modello di riferimento nel commercio agricolo. I dazi sulle esportazioni vinicole scompariranno dal primo giorno di entrata in vigore. Per i produttori di vino, questo significa un risparmio di 134 milioni di EUR l'anno. Allo stesso modo, il Tiroler Speck austriaco, la Münchener Bier tedesca, il Jambon d'Ardenne belga, la Polska Wódka nonché oltre 200 altre indicazioni geografiche dell'UE potranno ora beneficiare in Giappone dello stesso livello di protezione di cui godono in Europa.»

L'accordo di partenariato economico consentirà di aumentare le esportazioni dell'UE e di creare nuove opportunità per le imprese europee, grandi e piccole, i loro dipendenti e i consumatori. Il valore delle esportazioni dall'UE potrebbe aumentare di ben 20 miliardi di EUR, e questo significa maggiori opportunità e occupazione in numerosi settori dell'UE, quali agricoltura e prodotti alimentari, cuoio, abbigliamento e calzature, prodotti farmaceutici, dispositivi medici e altro.

Per quanto riguarda le esportazioni agricole dell'UE, l'accordo:

- elimina i dazi su molti formaggi come il Gouda e il Cheddar (attualmente pari a 29,8 %) e le esportazioni di vino (attualmente pari a 15 % in media);

- consentirà all'UE di aumentare in modo consistente le esportazioni di carni bovine verso il Giappone, mentre per quanto riguarda le carni suine, sarà esente da dazi il commercio di carni trasformate e quasi esente da dazi il commercio di carni fresche;

- garantisce la protezione in Giappone di oltre 200 prodotti agricoli europei di elevata qualità, le cosiddette indicazioni geografiche.

Inoltre l'accordo:

- apre i mercati dei servizi, in particolare i servizi finanziari, delle telecomunicazioni e dei trasporti;

- garantisce alle imprese dell'UE l'accesso ai grandi mercati degli appalti del Giappone in 48 grandi città, ed elimina su scala nazionale gli ostacoli agli appalti in un settore economicamente importante come quello ferroviario;

- protegge i settori economici sensibili dell'UE, ad esempio il settore automobilistico, prevedendo un periodo di transizione prima dell'apertura dei mercati.

L'accordo consentirà inoltre di rafforzare la leadership dell'Europa nel plasmare la globalizzazione e le regole del commercio mondiale in base ai suoi valori fondamentali e di tutelare gli interessi e le sensibilità dell'UE. In tal modo esso contribuisce ad affrontare alcuni dei problemi individuati nel documento di riflessione sulla Gestione della globalizzazione presentato dalla Commissione nell'ambito del processo del Libro bianco.

Prossime tappe

L'accordo di massima odierno copre numerosi aspetti dell'accordo di partenariato economico. In determinati capitoli occorre ancora perfezionare vari dettagli tecnici; alcuni capitoli non sono inoltre compresi nell'accordo di massima. Ad esempio, per quanto riguarda la protezione degli investimenti, l'UE ha proposto il suo sistema giurisdizionale per gli investimenti riformato e inviterà tutti i suoi partner, compreso il Giappone, a collaborare per l'istituzione di una Corte multilaterale per gli investimenti. Tra gli altri settori che richiedono ulteriore lavoro figurano la cooperazione in ambito normativo e i capitoli generali e istituzionali.

Sulla base dell'odierno accordo di massima, i negoziatori di entrambe le parti continueranno a lavorare per risolvere tutte le questioni tecniche in sospeso e per giungere al testo definitivo dell'accordo entro la fine dell'anno. La Commissione procederà in seguito alla verifica giuridica e alla traduzione dell'accordo in tutte le lingue ufficiali dell'UE, e successivamente lo sottoporrà all'approvazione degli Stati membri dell'UE e del Parlamento europeo.

Per ulteriori informazioni

Dichiarazione congiunta del 24º vertice UE-Giappone

MEMO: elementi chiave dell'accordo di partenariato economico UE-Giappone

Dichiarazione congiunta relativa alla protezione dei dati

Pagina dedicata con fotografie e video del vertice e dei negoziati

Schede tematiche e infografica sull'accordo di partenariato economico UE-Giappone

Storie di esportatori: gli esportatori europei che entrano nel mercato giapponese

Capitoli concordati e documenti negoziali

L'accordo di massima – relazione presentata agli Stati membri

Post sul blog della Commissaria Malmström: Accordo con il Giappone

La trasparenza dei negoziati: documenti e riunioni

Per saperne di più sull'accordo di partenariato economico UE-Giappone

Per saperne di più sulle relazioni commerciali tra l'UE e il Giappone

IP/17/1902

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Strasburgo, 4 luglio 2017. La situazione lungo la rotta del Mediterraneo centrale, ogni giorno più pressante, ha indotto la Commissione a presentare oggi una serie di misure immediate che possono essere adottate dagli Stati membri dell'UE, dalla Commissione, dalle agenzie dell'UE e dall'Italia stessa.

Valorizzando il lavoro svolto negli ultimi due anni per salvare vite umane in mare e gestire il numero crescente di arrivi lungo la rotta del Mediterraneo centrale, è necessario che tutti i soggetti coinvolti intensifichino e accelerino ora i loro sforzi per fronteggiare l'urgenza crescente della situazione e in linea con gli impegni assunti dai leader dell'UE. Le misure odierne dovrebbero costituire una base per le discussioni che si terranno nella riunione informale del Consiglio "Giustizia e affari interni" in calendario giovedì a Tallinn.

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha dichiarato: "La situazione drammatica nel Mediterraneo non costituisce un fatto nuovo e non ha carattere temporaneo. Negli ultimi due anni e mezzo abbiamo compiuto enormi progressi verso la creazione di una genuina politica UE della migrazione ma l'urgenza della situazione ci impone ora di dare un serio impulso ai nostri sforzi collettivi e di non lasciare sola l'Italia. Tali interventi devono essere incentrati sulla solidarietà - con le persone che fuggono dalla guerra e dalle persecuzioni e con i nostri Stati membri maggiormente sotto pressione. Allo stesso tempo dobbiamo intervenire, in sostegno alla Libia, per combattere i trafficanti e rafforzare i controlli alle frontiere così da ridurre il numero di persone che intraprendono viaggi pericolosi verso l'Europa."

Interventi per sostenere l'Italia e ridurre i flussi migratori

La Commissione europea propone una serie di misure da adottare ora per accelerare gli interventi collettivi dell'Unione europea lungo la rotta del Mediterraneo centrale. In particolare:

La Commissione intende:

  • incrementare ulteriormente la capacità delle autorità libiche grazie a un progetto dotato di 46 milioni di euro e preparato congiuntamente con l'Italia;
  • finanziare la creazione in Libia di un centro di coordinamento e soccorso marittimo pienamente operativo;
  • aumentare i finanziamenti per la gestione della migrazione in Italia di ulteriori 35 milioni di euro da mobilitare immediatamente;
  • garantire una piena mobilitazione delle agenzie dell'UE:
    • l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) è pronto ad aumentare il numero delle unità mobili che contribuiscono al trattamento delle domande;
    • l'Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera dovrebbe esaminare urgentemente le proposte dell'Italia in relazione all'operazione congiunta Triton;
    • e la riserva di reazione rapida della guardia di frontiera e costiera europea, forte di 500 esperti sul rimpatrio, è pronta per essere dispiegata su richiesta dell'Italia;
  • avviare e finanziare un nuovo sistema di reinsediamento, in particolare da Libia, Egitto, Niger, Etiopia e Sudan di concerto con l'UNHCR e con decorrenza immediata;
  • collaborare con la Libia per rafforzare i controlli sulla frontiera meridionale, in cooperazione con i paesi del G5 Sahel e gli Stati membri e con il sostegno finanziario dell'UE;
  • intensificare gli interventi per stipulare accordi di riammissione (o accordi informali equivalenti) con i paesi di origine e di transito, con il sostegno degli Stati membri;
  • intensificare la cooperazione con Niger and Mali nell'ambito del quadro di partenariato per prevenire gli spostamenti verso la Libia;
  • continuare a lavorare con l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) per accelerare i rimpatri volontari assistiti dalla Libia e dal Niger verso i paesi di origine, anche mediante un aumento dei finanziamenti;
  • garantire di concerto con gli Stati membri la piena attuazione del quadro di partenariato, anche estendendolo ad altri paesi rispetto ai 5 prioritari, esercitando pressioni di tipo sia positivo che negativo;
  • in aggiunta ai 200 milioni di euro già stanziati nel 2017 per la “finestra” per l'Africa settentrionale (“North Africa window”) del Fondo fiduciario UE-Africa, garantire finanziamenti equivalenti per il 2018 e gli anni successivi con contributi del bilancio dell'UE e degli Stati membri (cfr. tabella);

Gli Stati membri dovrebbero:

  • contribuire in modo più sostanziale al Fondo fiduciario UE-Africa per integrare il contributo di 2,6 miliardi di euro del bilancio limitato dell'UE, in linea con gli impegni da loro assunti nel novembre 2015 (cfr. tabella);
  • accelerare il ricollocamento dall'Italia, reagendo in modo più rapido alle richieste italiane, aumentando la consistenza e la regolarità degli impegni;
  • contribuire, di concerto con la Commissione e il servizio per l'azione esterna, al dialogo con la Tunisia, l'Egitto e l'Algeria e incoraggiare tali paesi ad associarsi alla rete Seahorse per il Mediterraneo e invitare la Tunisia e la Libia a dichiarare le rispettive aree di ricerca e salvataggio e a istituire un centro ufficiale di coordinamento e soccorso marittimo;
  • accelerare, di concerto con il Parlamento europeo, le discussioni sulla riforma del sistema di Dublino per la distribuzione delle domande di asilo all'interno dell'UE, al fine di disporre di un quadro più stabile per affrontare tali problemi in futuro;
  • mobilitare le loro capacità, in sinergia con quelle della guardia costiera e di frontiera europea, per contribuire al rimpatrio dei migranti irregolari dall'Italia;

L'Italia dovrebbe:

  • redigere, in consultazione con la Commissione e sulla base di un dialogo con le ONG, un codice di condotta per le ONG che effettuano attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo;
  • rispettare gli impegni assunti in materia di ricollocamento:
    • registrando urgentemente tutti gli eritrei presenti in Italia;
    • centralizzando e standardizzando la procedura di ricollocamento;
    • consentendo il ricollocamento dei minori non accompagnati;
    • e facendo prova di una maggiore flessibilità nei controlli di sicurezza organizzati a livello bilaterale con altri Stati membri;
  • attuare rapidamente la legge Minniti, anche:
    • creando capacità supplementari nei centri di crisi;
    • aumentando la capacità di accoglienza e aumentando in modo sostanziale e in tutta urgenza la capacità di trattenimento, portandola ad almeno 3 000 posti;
    • aumentando il periodo massimo di trattenimento in linea con il diritto dell'UE;
    • e accelerando in modo marcato l'esame delle domande di asilo in fase di ricorso;
  • accelerare i rimpatri:
    • applicando procedure di rimpatrio accelerate;
    • avvalendosi maggiormente delle procedure rapide e dei motivi di inammissibilità;
    • elaborando un elenco nazionale di paesi di origine sicuri;
    • emettendo decisioni di rimpatrio di pari passo e contemporaneamente con quelle sull'asilo;
    • valutando la possibilità di utilizzare restrizioni in materia di residenza;
    • ed evitando di fornire documenti di viaggio ai richiedenti asilo.

Si veda qui la versione integrale del piano di azione della Commissione.

Prossime tappe

Poiché la Commissione opera di concerto con la presidenza estone del Consiglio, le misure presentate oggi dovrebbero costituire la base per le discussioni sul sostegno immediato all'Italia che si terranno nella riunione informale del Consiglio "Giustizia e affari interni" in calendario giovedì a Tallinn.

Contesto

L'Unione europea e i suoi Stati membri hanno gradualmente messo a punto una risposta strategica più forte e articolata per salvare vite umane e gestire meglio i flussi migratori nel Mediterraneo centrale (vedi qui).

Ma la perdita di vite umane e i continui flussi migratori, composti soprattutto da migranti economici, sulla rotta del Mediterraneo centrale, costituiscono un problema strutturale che desta preoccupazioni serie e urgenti.

Nel Consiglio europeo del 22-23 giugno 2017 i leader si sono impegnati a intervenire ora con risolutezza "intensificando il coordinamento e l'attuazione di tutti gli elementi contenuti nella dichiarazione di Malta, nel quadro di partenariato e nel piano d'azione comune di La Valletta, sostenuti da sufficienti risorse finanziarie."

La Commissione, richiamandosi oggi a tale dichiarazione, ha individuato interventi specifici che i diversi soggetti possono o dovrebbero attuare per tradurre in pratica tali impegni.

L'Italia ha già compiuto passi significativi per favorire la cooperazione con la Libia nella gestione della migrazione e per migliorare l'attuazione in Italia della politica migratoria dell'UE. La recente legge Minniti si prefigge di rendere il sistema italiano di asilo e rimpatrio molto più efficace, individuando rapidamente le persone bisognose di protezione e contemporaneamente intraprendendo azioni in grado di facilitare il rapido rimpatrio dei migranti economici.

Per ulteriori informazioni

Pian d'azione della Commissione

Scheda informativa: rotta del Mediterraneo centrale: piano d'azione della Commissione per sostenere l'Italia e arginare i flussi migratori

Scheda informativa: contributi dell'UE e degli Stati membri al Fondo fiduciario UE-Africa

Comunicazione di gennaio 2017: migrazione sulla rotta del Mediterraneo centrale: gestire i flussi, salvare vite

ALLEGATO: PIANO D'AZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA SULLE MISURE A SOSTEGNO DELL'ITALIA E PER RIDURRE LA PRESSIONE SULLA ROTTA DEL MEDITERRANEO CENTRALE E AUMENTARE LA SOLIDARIETÀ

La perdita di vite e i continui flussi di migranti, soprattutto economici, sulla rotta del Mediterraneo centrale rappresentano un problema strutturale e una fonte di preoccupazione grave e urgente non soltanto per l'Europa ma anche per l'intero continente africano. Il 30 giugno il ministro dell'Interno Marco Minniti ha inviato una lettera al presidente del Consiglio dei ministri, il ministro dell'Interno estone Andres Ansvelt, e al commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza Dimitris Avramopoulos, nella quale faceva presente che presto la situazione in Italia non sarebbe più stata sostenibile. La questione della migrazione nel Mediterraneo centrale sarà all'ordine del giorno della riunione informale dei ministri della giustizia e degli affari interni del 6 e 7 luglio. Di seguito il contributo della Commissione alla riunione, anche se non sono escluse ulteriori azioni alla luce dei risultati delle discussioni e degli sviluppi sul campo.

  1. Misure volte a ridurre la pressione migratoria sulla rotta del Mediterraneo centrale e aumentare la solidarietà
  • Migliorare il coordinamento delle attività di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo centrale

o   L'Italia dovrebbe elaborare, in consultazione con la Commissione e sulla base del dialogo con le ONG, un codice di condotta per le ONG che effettuano attività di ricerca e soccorso e che il Consiglio potrebbe approvare.

o   Occorre migliorare la cooperazione tra il centro di coordinamento dei soccorsi in mare (MRCC) italiano e quelli dei paesi vicini che ne sono dotati o mettere a punto altri tipi di cooperazione operativa, per assicurare un intervento tempestivo ed efficace.

o   L'Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera dovrebbe esaminare urgentemente le proposte dell'Italia in relazione all'operazione congiunta Triton.

o   I partner dell'Africa settentrionale, in particolare la Tunisia, l'Egitto e la Libia, dovrebbero essere incoraggiati a notificare formalmente le proprie aree di attività di ricerca e salvataggio e a creare MRCC. Al fine di accelerare così la creazione di un MRCC pienamente operativo in Libia, l'Italia dovrebbe quindi attuare rapidamente lo studio di fattibilità della guardia costiera italiana, attualmente in corso, relativo alla capacità delle attività di ricerca e sviluppo libiche. Ciò consentirebbe poi alla Libia di assumersi la responsabilità dell'organizzazione e del coordinamento di un numero sensibilmente più elevato di operazioni di ricerca e salvataggio rispetto ad oggi.

o   La Tunisia, l'Egitto e l'Algeria dovrebbero essere incoraggiati ad associarsi alla rete Seahorse per il Mediterraneo.

  • Intensificare le azioni intese a rafforzare la capacità della Libia di controllare le frontiere

o   Le attività di formazione della guardia costiera libica, attualmente in corso, devono essere intensificate ulteriormente e deve essere concluso con le autorità libiche l'esercizio di definizione delle priorità relative ad attrezzature e manutenzione.

o   Entro la fine di luglio il comitato del Fondo fiduciario dell'UE dovrebbe adottare il progetto sulla gestione delle frontiere marittime e terrestri in Libia, elaborato dall'Italia insieme alla Commissione, con una dotazione di 46 milioni di EUR.

  • Rafforzare le azioni per ridurre la pressione migratoria sulla Libia e contrastare il traffico di migranti e la tratta di esseri umani

o   Lo scambio di informazioni tra le pertinenti missioni della politica di sicurezza e di difesa comune, la guardia di frontiera e costiera europea ed Europol dovrebbe essere rafforzato e inserito esplicitamente nel mandato riveduto.

o   I rimpatri volontari assistiti dalla Libia e dal Niger verso i paesi di origine attraverso un'iniziativa congiunta con l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) dovrebbero essere accelerati, mettendo, se necessario, a disposizione ulteriori fondi.

o   La Commissione avvierà un nuovo sistema di reinsediamento di concerto con l'UNHCR, iniziando con i migranti provenienti da Libia, Egitto, Niger, Etiopia e Sudan che hanno bisogno di protezione internazionale.

o   L'UE e gli Stati membri intensificheranno l'impegno nei confronti del Niger e del Mali per prevenire i movimenti verso la Libia.

o   L'UE e gli Stati membri dovrebbero lavorare con la Libia per rafforzare significativamente e rapidamente i controlli alle frontiere esterne libiche (in particolare quelle meridionali) per contenere ulteriori flussi verso il paese. Ciò richiede una maggiore collaborazione con i paesi del G5 Sahel e la creazione, con il sostegno finanziario di 50 milioni di EUR erogati dall'UE, della "forza congiunta" annunciata nel corso dell'ultimo vertice del G5, il cui scopo è ripristinare il controllo alle frontiere nelle regioni di transito di Mali, Burkina Faso e Niger.

o   L'UE e gli Stati membri dovrebbero accelerare l'attuazione dei quadri di partenariato, anche al di là dei cinque paesi che ne fanno attualmente parte, utilizzando strumenti di pressione e incentivi, in particolare per quanto riguarda i principali paesi di origine, compreso - ove opportuno - l'uso dei visti quale mezzo di pressione.

  • Realizzare progressi concreti nel rimpatrio dei migranti irregolari

o   L'UE dovrebbe:

  • mettere in atto, con il pieno sostegno degli Stati membri, accordi di riammissione e disposizioni pratiche ben funzionanti con i paesi terzi - senza ulteriori indugi e utilizzando tutti i possibili mezzi di pressione e incentivi;
  • mobilitare pienamente, su richiesta dell'Italia, le capacità degli Stati membri così come della guardia di frontiera e costiera europea al fine di sostenere il rimpatrio dei migranti irregolari, in particolare tramite l'invio di squadre europee d'intervento per il rimpatrio provenienti dalle riserve disponibili e operando sia sui voli charter che su quelli commerciali.

o   L'Italia dovrebbe:

  • applicare procedure di rimpatrio accelerate;
  • rilasciare immediatamente e contemporaneamente alla decisione in materia di asilo anche quella sul rimpatrio - per alcune categorie di richiedenti asilo respinti;
  • aumentare l'uso delle procedure di rimpatrio volontario assistito e di reintegrazione in collaborazione con l'OIM.
  • Realizzare pienamente gli attuali impegni di ricollocazione

o   Gli Stati membri devono aumentare le ricollocazioni dall'Italia, dimostrando maggiore flessibilità nell'accettare i candidati alla ricollocazione proposti dall'Italia, rispondendo più rapidamente alle richieste italiane, aumentando i loro impegni in questo ambito e impegnandosi con più regolarità.

o   L'Italia dovrebbe registrare con urgenza tutti gli eritrei presenti in Italia, centralizzando la procedura di ricollocazione presso appositi centri di ricollocazione e ricorrendo a procedure standardizzate per consentire la ricollocazione dei minori non accompagnati. Inoltre l'Italia dovrebbe mantenersi flessibile e concludere accordi bilaterali con alcuni Stati membri per effettuare controlli di sicurezza supplementari. L'Italia dovrebbe facilitare l'attuazione della campagna dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) che si propone di identificare e registrare a fini di ricollocazione tutti i potenziali richiedenti arrivati nel 2016 e 2017 e che si trovano ancora in Italia.

  • Gli Stati membri dovrebbero assicurare con urgenza ulteriori finanziamenti per il Fondo fiduciario dell'UE, in particolare per la "finestra" per l'Africa settentrionale ("North Africa window"), per garantirne la sostenibilità per il 2018 e oltre, in linea con gli impegni da loro assunti. Da parte sua, l'UE ha mobilitato un ulteriore importo di 200 milioni di EUR per il 2017 che, a breve, sarà stanziato e per il quale verranno conclusi contratti. L'UE è attualmente impegnata nella ricerca di ulteriori finanziamenti per il 2018 provenienti dal bilancio.
  1. Accelerare l'attuazione della politica dell'UE in materia di migrazione, in Italia

Oltre alle misure intese a migliorare la gestione dei flussi lungo la rotta del Mediterraneo centrale, è possibile intraprendere azioni per migliorare l'attuazione - in Italia - della politica migratoria dell'UE. La recente legge Minniti si prefigge di rendere il sistema italiano di asilo e rimpatrio molto più efficace, individuando rapidamente le persone bisognose di protezione e contemporaneamente intraprendendo azioni in grado di facilitare il rapido rimpatrio dei migranti economici che rappresentano la grande maggioranza dei migranti in arrivo e presenti in Italia.

  • L'Italia dovrebbe accelerare la piena attuazione della legge Minniti procedendo, tra le altre cose, a:

o   aumentare sostanzialmente le attuali capacità dei punti di crisi fissi (i 1 600 posti attualmente presenti dovrebbero, per lo meno, essere raddoppiati); l'aumento delle capacità dei punti di crisi dovrebbe inoltre consentire di poter identificare, registrare e rilevare le impronte digitali del 100% dei migranti. Ciò consentirebbe di effettuare lo sbarco, lo screening iniziale e l'orientamento alla procedura di richiesta di asilo o di rimpatrio principalmente nei punti di crisi (esame dei candidati e orientamento). Presso ogni punto di crisi devono essere presenti: un numero sufficiente di terminali Eurodac, il sistema d'informazione visti e il sistema centrale automatico per il riconoscimento delle impronte digitali;

o   aumentare sostanzialmente la capacità di accoglienza strutturale complessiva;

o   aumentare considerevolmente la capacità di trattenimento, per raggiungere almeno 3 000 posti. Prorogare, in linea con la raccomandazione della Commissione sull'attuazione della direttiva sui rimpatri, l'attuale durata massima del trattenimento facendo pieno uso del periodo consentito dalla legislazione dell'UE;

o   garantire sufficiente capacità a livello di autorità giudiziarie e accelerare notevolmente l'esame delle domande - in primo grado e in fase di ricorso.

  • L'UE incrementerà i finanziamenti per la gestione della migrazione in Italia

o   Come provvedimento a breve termine, un importo supplementare di 35 milioni di EUR potrebbe essere immediatamente messo a disposizione a sostegno dell'attuazione delle riforme Minniti.

  • L'Italia dovrebbe inoltre adottare le misure elencate di seguito

o   Utilizzare procedure rapide che prevedano l'esame delle domande mentre i richiedenti si trovano in centri chiusi, per evitare che i migranti possano fuggire, e facilitare il rimpatrio di quanti abbiano presentato domande inammissibili o palesemente infondate.

o   Ove appropriato fare un più ampio ricorso all'inammissibilità, in particolare per dichiarare inammissibili le domande in base ai concetti di "primo paese di asilo" e "paese terzo sicuro", nonché alle procedure accelerate in particolare nei casi in cui il richiedente provenga da un "paese di origine sicuro" o abbia indotto in errore le autorità. Mettere a punto una lista nazionale di "paesi di origine sicuri", dando priorità ai paesi di origine da cui più frequentemente arrivano i migranti in Italia. Le conclusioni del Consiglio che individuano i paesi di origine sicuri potrebbero avere una ricaduta positiva su scala europea.

o   Adottare restrizioni relative alla residenza e alla libera circolazione ed evitare di fornire documenti di viaggio ai richiedenti asilo per impedire i movimenti secondari, tranne, se necessario, nel caso di "gravi ragioni umanitarie".

  • Inoltre il sostegno dell'EASO dovrebbe essere disponibile per le azioni supplementari, in particolare per l'uso delle procedure rapide.

III. Verso una gestione sostenibile delle crisi

Affinché gli accordi per la gestione delle situazioni di crisi siano più solidi, è fondamentale che il Parlamento europeo e il Consiglio compiano urgentemente progressi sul piano dei negoziati relativi alla proposta di riforma del sistema di Dublino che, nel quadro di un approccio globale, comprendente i tipi di misure delineati nella presente nota, rappresenta la soluzione per esprimere solidarietà all'Italia e agli altri Stati membri sotto pressione, chiarendo nel contempo le responsabilità.

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