dall'Europa

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 21 giugno 2017. La Commissione europea ha comminato un'ammenda complessiva di 26 744 000 EUR a Automotive Lighting e Hella per la loro partecipazione a un accordo di cartello nella produzione di impianti di illuminazione dei veicoli in violazione delle norme antitrust dell'UE. Valeo non è stata sanzionata avendo rivelato alla Commissione l'esistenza del cartello. Tutte le imprese hanno ammesso la loro partecipazione al cartello e hanno accettato la procedura di transazione.

La commissaria Margrethe Vestager, responsabile della politica della concorrenza, ha dichiarato: "La Commissione ha sanzionato un altro cartello nel settore automobilistico. Tre produttori di sistemi di illuminazione dei veicoli hanno arrecato danno ai costruttori di automobili e veicoli commerciali accordandosi tra loro anziché farsi concorrenza. La decisione odierna ribadisce che non accettiamo cartelli che rechino pregiudizio al mercato europeo."

I sistemi di illuminazione dei veicoli comprendono parti quali i proiettori o le luci di posizione diurne. Il cartello riguardava la fornitura di tali pezzi di ricambio ai costruttori di veicoli passeggeri e commerciali dopo la fine della produzione di massa di un modello di veicolo. L'indagine della Commissione ha rivelato che, per più di tre anni, Automotive Lighting, Hella e Valeo si sono accordate sui prezzi e altre condizioni commerciali per la fornitura di sistemi di illuminazione dei veicoli all'interno dello Spazio economico europeo (SEE).

Le tre imprese si riunivano, per lo più a livello bilaterale, in occasione di fiere commerciali, al margine delle "giornate dei fornitori" organizzate dai clienti ma anche al di fuori di tali eventi.

Le imprese discutevano delle offerte per le aste e delle strategie di negoziato, scambiandosi informazioni sui negoziati con i clienti in relazione agli aumenti di prezzo e informazioni di altra natura. Inoltre, le parti avevano deciso di comune accordo di perseguire un aumento del prezzo dei pezzi di ricambio dopo la fine della produzione di massa di uno specifico modello di veicolo, decidendo anche per quanto tempo in seguito avrebbero garantito per contratto la disponibilità di tali pezzi di ricambio.

Ammende

L'ammontare delle ammende è stato fissato sulla base degli Orientamenti della Commissione del 2006 per il calcolo delle ammende (cfr. comunicato stampa e MEMO).

Nel fissare il livello delle ammende la Commissione ha tenuto conto delle vendite realizzate dalle imprese nel SEE grazie alla fornitura di sistemi di illuminazione dei veicoli ai costruttori di veicoli passeggeri o commerciali dopo la fine della produzione di massa di un modello di veicolo. La Commissione ha tenuto conto inoltre della gravità della violazione, della portata geografica e della durata.

In applicazione della comunicazione sul trattamento favorevole del 2006:

  • Valeo ha ottenuto la piena immunità per aver rivelato l'esistenza del cartello, evitando così un'ammenda di importo superiore a 30,5 milioni di EUR.
  • Automotive Lighting e Hella hanno beneficiato di una riduzione dell'ammenda per la loro collaborazione con l'indagine. La riduzione tiene conto della tempestività della loro cooperazione e dalla misura in cui le prove da loro apportate hanno consentito alla Commissione di dimostrare l'esistenza del cartello.

Inoltre a norma della sua comunicazione del 2008 concernente la transazione, la Commissione ha applicato una riduzione del 10% alle ammende comminate, avendo le parti riconosciuto la loro partecipazione al cartello e le loro responsabilità in tal senso.

La ripartizione delle ammende comminate a ciascuna impresa è indicata di seguito:

 

riduzione a norma della comunicazione sul trattamento favorevole

riduzione a norma della comunicazione concernente la transazione

ammenda (EUR)

Valeo

100 %

10%

0

Automotive Lighting

35 %

10%

16 347 000

Hella

20 %

10%

10 397 000

Totale

   

26 744 000

Contesto

I sistemi di illuminazione comprendono proiettori (con tecnologia LED, allo xeno o alogeni), luci di posizione diurne (con lampade LED o tradizionali), luci posteriori o luci di arresto montate in posizione elevata (con lampade LED o tradizionali), fari antinebbia e ausiliari. Non comprendono invece componenti elettronici quali centraline di illuminazione e segnalamento e ballast.

L'indagine ha riguardato il segmento post-vendita per la fornitura di pezzi di ricambio al fabbricante dell'apparecchiatura originale o alle sue reti di servizio autorizzate per i veicoli passeggeri e commerciali. Il cartello riguardava esclusivamente il mercato dei pezzi di ricambio delle apparecchiature originali in relazione a modelli di veicoli non più in produzione.

La decisione odierna relativa ai sistemi di illuminazione è parte integrante di una serie di indagini di grande portata su sospetti accordi di cartello nel settore dei pezzi di ricambio per l'industria automobilistica. La Commissione ha già comminato ammende ai fornitori di cuscinetti per il settore automobilistico, cablaggi per autoveicoli, schiuma flessibile utilizzata (tra l'altro) nei sedili degli autoveicoli, riscaldatori da parcheggio in autoveicoli e autocarri, alternatori e motorini di avviamento e sistemi di aria condizionata e di raffreddamento del motore. Altre indagini sono in corso, ad esempio in relazione ai dispositivi di sicurezza per gli occupanti.

Contesto procedurale

L'articolo 101 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e l'articolo 53 dell'accordo SEE vietano i cartelli e altre pratiche commerciali restrittive.

L'indagine della Commissione nel caso di cui trattasi ha preso il via da una domanda di immunità presentata da Valeo.

Una volta risolti i problemi di riservatezza, maggiori informazioni sul caso di cui trattasi saranno disponibili sul sito web concorrenza della Commissione nel registro pubblico dei casi con il numero 40013. Per ulteriori informazioni sull'azione della Commissione nei confronti dei cartelli, si rinvia al suo sito sui cartelli.

La procedura di transazione

La procedura di transazione per i cartelli è stata introdotta nel giugno 2008 (cfr. comunicato stampa e MEMO). In una transazione le parti riconoscono la loro partecipazione al cartello e le loro responsabilità in tal senso. Le transazioni si basano sul regolamento antitrust 1/2003 e consentono alla Commissione di applicare una procedura semplificata e abbreviata, con benefici per i consumatori e i contribuenti grazie alla riduzione dei costi. La transazione favorisce inoltre l'applicazione delle norme antitrust in quanto libera risorse per indagare su altri cartelli sospetti. Infine le stesse parti traggono beneficio da una decisione più rapida e da una riduzione del 10% dell'ammenda.

Azione per risarcimento danni

Le persone o imprese vittime del comportamento anticoncorrenziale descritto nel presente caso possono adire i tribunali degli Stati membri per chiedere il risarcimento dei danni subiti. Sia la giurisprudenza della Corte sia il regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio confermano che, nelle cause dinanzi ai tribunali nazionali, una decisione della Commissione costituisce una prova acquisita del sussistere del comportamento e della sua natura illecita. Benché la Commissione abbia comminato ammende ai partecipanti al cartello in parola, possono essere concessi risarcimenti danni il cui importo non viene ridotto a causa delle ammende della Commissione.

La direttiva sul risarcimento dei danni antitrust, che gli Stati membri dovevano recepire nei rispettivi ordinamenti giuridici entro il 27 dicembre 2016, rende più semplice per le vittime di pratiche anticoncorrenziali ottenere il risarcimento dei danni. Maggiori informazioni sulle azioni di risarcimento dei danni derivanti da una violazione delle norme antitrust, comprese le modalità pratiche di quantificazione del pregiudizio subito a causa di una violazione di tali norme, sono disponibili qui.

IP/17/1741

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 21 giugno 2017. Nuove norme di trasparenza per gli intermediari della pianificazione fiscale: la Commissione compie un ulteriore passo avanti

La Commissione europea ha proposto oggi nuove, rigorose norme di trasparenza per gli intermediari, come consulenti fiscali, contabili, banche e avvocati, che elaborano e promuovono sistemi di pianificazione fiscale per i loro clienti.

Recenti rivelazioni dei media, come i Panama Papers, hanno messo in luce il modo in cui alcuni intermediari aiutano le società e le persone a sottrarsi al fisco, di solito attraverso sistemi transfrontalieri complessi. La proposta odierna mira ad affrontare tale pianificazione fiscale aggressiva rafforzando i controlli sulle attività inedite di pianificatori e consulenti fiscali.

Il Vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, responsabile per l'Euro e il dialogo sociale, la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l'Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: "L'Unione europea è in prima linea quando si tratta di apportare maggiore trasparenza al mondo della pianificazione fiscale aggressiva. Tale impegno sta già producendo risultati. Oggi proponiamo di responsabilizzare gli intermediari che elaborano e vendono sistemi di elusione fiscale. Grazie a questo nuovo approccio gli Stati membri beneficeranno alla fine di un maggiore gettito fiscale."

Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: "Continuiamo a intensificare il nostro programma di trasparenza fiscale. Oggi puntiamo sui professionisti che promuovono gli abusi fiscali. Le amministrazioni fiscali devono disporre delle informazioni di cui hanno bisogno per contrastare i sistemi di pianificazione fiscale aggressiva. La nostra proposta fornirà maggiore certezza agli intermediari che rispettano lo spirito e la lettera delle leggi dell'Unione e renderà la vita molto difficile a quelli che non lo fanno. Il nostro impegno per una tassazione più equa in tutta l'Europa continua a registrare progressi."

D'ora in poi i sistemi di pianificazione fiscale transfrontalieri che presentano alcune caratteristiche o "elementi distintivi" che possono comportare perdite per i governi dovranno essere automaticamente comunicati alle autorità fiscali prima di essere utilizzati. La Commissione ha individuato gli elementi distintivi fondamentali, fra cui il ricorso alle perdite per ridurre il debito d'imposta, l'uso di speciali regimi fiscali favorevoli o di meccanismi che si avvalgono di paesi che non rispettano le norme internazionali di buona governance.

L'obbligo di segnalare un sistema transfrontaliero che presenta uno o più di tali elementi distintivi sarà a carico:

  • dell'intermediario che ha fornito il sistema transfrontaliero destinato ad essere attuato e utilizzato da una società o da o un privato;
  • dalla persona o dalla società che riceve la consulenza quando l'intermediario che fornisce il sistema transfrontaliero non ha la propria sede nell'UE o è vincolato dalle norme di riservatezza o dal segreto professionale;
  • dalla persona o dalla società che attua il sistema transfrontaliero se questo è elaborato da consulenti fiscali o avvocati interni. 

Gli Stati membri si scambieranno automaticamente le informazioni che ricevono sui sistemi di pianificazione fiscale tramite una banca dati centralizzata, creando così un sistema di allerta precoce sui nuovi rischi di elusione e rendendo possibile l'adozione di misure per bloccare regimi dannosi. L'obbligo di segnalare un sistema non implica necessariamente che sia dannoso, ma solo che merita di essere esaminato dalle autorità fiscali. Gli Stati membri saranno tuttavia tenuti ad applicare sanzioni efficaci e dissuasive alle società che non rispettano le misure di trasparenza, creando un nuovo potente deterrente per coloro che incoraggiano o facilitano gli abusi fiscali.

Le nuove norme sono esaustive in quanto coprono tutti gli intermediari, tutti i sistemi potenzialmente dannosi e tutti gli Stati membri. I dettagli di ogni sistema fiscale contenente uno o più segni distintivi dovranno essere segnalati alle autorità fiscali del paese dell'intermediario entro cinque giorni dalla messa a disposizione del sistema a un cliente.

Premessa

La Commissione Juncker ha fatto grandi passi avanti nel rafforzare la trasparenza fiscale e lottare contro l'evasione e l'elusione fiscali. Nuove norme dell'UE per bloccare le costruzioni fiscali artificiose, nonché nuovi obblighi di trasparenza per i conti finanziari, i ruling fiscali e le attività delle multinazionali sono già state approvate e stanno gradualmente entrando in vigore. Sono attualmente in corso di negoziazione proposte per rafforzare le norme antiriciclaggio e rendere più rigorosi i requisiti di rendicontazione pubblica paese per paese e i principi di buona governance per i fondi dell'UE. Un nuovo elenco UE delle giurisdizioni fiscali non cooperative dovrebbe inoltre essere pronto prima della fine dell'anno.

La proposta odierna contribuirà a rafforzare ulteriormente il quadro per la trasparenza fiscale nell'UE gettando nuova luce sulle attività degli intermediari e sui meccanismi di pianificazione fiscale utilizzati. Essa garantirà inoltre un approccio armonizzato a livello dell'UE per l'attuazione delle disposizioni in materia di comunicazione obbligatoria raccomandate nel progetto dell'OCSE in materia di erosione della base imponibile e trasferimento degli utili (BEPS), approvato dal G20. Lo scorso ottobre gli Stati membri hanno espresso il loro sostegno per una proposta della Commissione relativa a tali misure.

Prossime tappe

La proposta, che assume la forma di una modifica della direttiva sulla cooperazione amministrativa, sarà trasmessa al Parlamento europeo per consultazione e al Consiglio per adozione. Si prevede che le nuove prescrizioni in materia di comunicazione entreranno in vigore il 1º gennaio 2019; a partire da tale data gli Stati membri dell'Unione avranno l'obbligo di scambiarsi informazioni ogni tre mesi.

Per ulteriori informazioni:

Q&A sulle nuove norme di trasparenza per gli intermediari

Scheda informativa

Pagina web della DG TAXUD sulle nuove norme

IP/17/1663

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 19 giugno 2017. Oggi Frans Timmermans, il primo Vicepresidente della Commissione europea, in presenza della Vicepresidente del Parlamento Europeo Mairead McGuinness, ha ospitato una riunione ad alto livello con quattordici rappresentanti di organizzazioni filosofiche e non confessionali provenienti da tutta Europa.

L'ottava riunione annuale ad alto livello, dedicata al tema "Il futuro dell'Europa: un'Unione efficace e basata su valori", fa parte del dialogo in corso con le chiese, le comunità religiose e le organizzazioni filosofiche e non confessionali previsto dall'articolo 17 del trattato di Lisbona.

Frans Timmermans, primo Vicepresidente della Commissione, ha dichiarato: «L'Europa si trova in un momento cruciale e, a mio parere, il nostro compito fondamentale è dare ascolto alle organizzazioni che rappresentano i nostri cittadini, indipendentemente dalla loro fede o dalle loro convinzioni. La Commissione vuole cogliere questa opportunità unica per discutere sulla direzione futura dell'Unione europea. I nostri valori comuni europei devono rimanere il fondamento delle nostre scelte future; stiamo svolgendo ampie consultazioni su come ancorare effettivamente le future politiche ai valori che condividiamo. Il dialogo con le religioni, le chiese e le organizzazioni non confessionali è un elemento importante di questo processo.»

La riunione ad alto livello di oggi rappresenta un'occasione per discutere in modo approfondito e per affrontare le questioni dei valori e della governance. L'attuale discussione sul futuro dell'Europa solleva una serie di interrogativi circa il modo di rendere l'Europa più efficace, più democratica e più pertinente. I partecipanti hanno inoltre affrontato la dimensione sociale dell'Europa, con particolare riguardo ai principi sociali di base da promuovere a livello europeo e al miglior modo per affrontare il problema. Le organizzazioni partecipanti sono state invitate a collaborare con la Commissione nel corso di tutto il processo di riflessione sul futuro dell'Europa, per trasmettere i punti di vista delle organizzazioni che rappresentano e per continuare a incoraggiare il dibattito sulle idee emerse nel corso della riunione odierna.

Contesto

L'odierna riunione ad alto livello con i rappresentanti delle organizzazioni filosofiche e non confessionali è l'ottava di una serie di riunioni organizzate dalla Commissione a partire dal 2009, quando il dialogo con le chiese, le comunità religiose e le organizzazioni filosofiche e non confessionali è stato inserito nel trattato di Lisbona (articolo 17 TFEU). Il dialogo è sotto la responsabilità del primo vicepresidente Timmermans.

Il 7 novembre 2017 si svolgerà la riunione annuale della Commissione con i leader religiosi sul futuro dell'Europa.

Il 1º marzo 2017 la Commissione europea ha adottato un Libro bianco sul futuro dell'Europa (IP/17/385), il cui obiettivo è incoraggiare il dibattito su come fare in modo che l'UE possa tutelare, difendere e responsabilizzare tutti i suoi cittadini. Il Libro descrive le principali problematiche e opportunità per l'Europa nei prossimi dieci anni, dall'impatto delle nuove tecnologie alla globalizzazione, alle preoccupazioni per la sicurezza e l'ascesa del populismo, e sottolinea la necessità di comprendere i nuovi sviluppi e di cogliere nuove opportunità. Delinea cinque scenari possibili per il modo in cui l'Unione potrebbe evolvere entro il 2025, a seconda di come gli Stati membri sceglieranno di rispondere.

Il Libro bianco segna l'inizio di un processo in cui l'UE a 27 deciderà il suo futuro. Per stimolare la discussione la Commissione europea ospiterà, insieme al Parlamento europeo e agli Stati membri interessati, una serie di dibattiti sul futuro dell'Europa che avranno luogo in varie città e regioni del continente. La Commissione ha inoltre alimentato il dibattito con una serie di documenti di riflessione che definiscono cinque questioni problematiche per l'UE di qui al 2025. Quattro sono i documenti di riflessione già adottati: sullo sviluppo della dimensione sociale dell'Europa (26 aprile), sulla gestione della globalizzazione (10 maggio), sull'approfondimento dell'Unione economica e monetaria (31 maggio) e sul futuro della difesa dell'Europa (7 giugno). Seguirà un documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE, che sarà adottato il 28 giugno.

Il discorso del Presidente Juncker sullo stato dell'Unione del settembre 2017 porterà avanti queste idee e le prime conclusioni potranno essere tratte dal Consiglio europeo del dicembre 2017. In questo modo sarà agevolata la scelta di una linea d'azione da attuare in tempo per le elezioni del Parlamento europeo del 2019.

Per ulteriori informazioni

- Libro bianco sul futuro dell'Europa e sulla via da seguire

- Dialogo della Commissione europea con le chiese, le comunità religiose e le organizzazioni filosofiche e non confessionali

Elenco dei partecipanti

Marie-Thérèse BESSON, Presidente dell'Institut Maçonnique Européen, Gran Maestra della Gran Loggia Femminile di Francia

Martine CERF, Segretaria generale di Egalité Laïcité Europe (EGALE)

Claudette CLAVEL, Gran Maestra Aggiunta dell'Ordine massonico misto internazionale, Ordine internazionale della Comassoneria "Le Droit Humain"

Andrezj DOMINICZAK, Presidente dell'associazione umanista polacca

Pierre ERCOLESSI, Presidente della Federazione umanista europea (European Humanist Federation)

Philippe FOUSSIER, Primo Gran Maestro del Grande Oriente di Francia

Manuel LOPEZ ALVAREZ, Presidente della Federazione spagnola dell'Ordine massonico misto internazionale "El Derecho humano"

Lone Ree MILKAER, Presidente della società umanista danese

Keith PORTEOUS WOOD, Direttore esecutivo della National Secular Society

Jean-Michel REYNAUD, Presidente di Contribution des Obédiences Maçonniques Adogmatiques et Libérales à la Construction Européenne (COMALACE)

Yvan WACHTELAER, Presidente dell'Associazione europea per la libertà di opinione (European Association for Free Thought)

Oscar de WANDEL, Gran Cancelliere della Gran Loggia del Belgio

Frieder Otto WOLF, Presidente dell'associazione umanista tedesca (HVD)

IP/17/1662

Bruxelles, 14 giugno 2017. Panoramica per settore

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Con le decisioni sui casi d'infrazione adottate questo mese la Commissione europea (di seguito "Commissione") avvia azioni legali nei confronti di alcuni Stati membri per inadempimento degli obblighi previsti dal diritto dell'UE. Le decisioni qui esposte, relative a diversi settori e ambiti della politica dell'UE, mirano a garantire la corretta applicazione del diritto dell'UE a beneficio dei cittadini e delle imprese.

Le decisioni principali adottate dalla Commissione, raggruppate per settore, sono illustrate di seguito. La Commissione procede inoltre ad archiviare 101 casi in cui le questioni pendenti con gli Stati membri interessati sono state risolte senza che fosse necessario proseguire oltre nella procedura.

Per maggiori informazioni sulla procedura di infrazione dell'UE si rinvia al testo integrale del MEMO/12/12. Per ulteriori informazioni su tutte le decisioni adottate si invita a consultare il registro delle decisioni sui procedimenti di infrazione.

 

  1. Energia

(Per ulteriori informazioni: Anna-Kaisa Itkonen - tel.: +32 229 56186, Nicole Bockstaller – tel.: +32 229 52589)

Una lettera di costituzione in mora e un parere motivato

La Commissione invita la REPUBBLICA CECA e i PAESI BASSI a conformarsi pienamente alla direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia

La Commissione europea ha invitato la Repubblica ceca a recepire in modo corretto nel suo ordinamento interno tutte le prescrizioni della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia (direttiva 2010/31/UE). Nell'UE il 40 % del consumo energetico e il 36 % delle emissioni di CO2 sono imputabili agli edifici. Il corretto recepimento della direttiva è fondamentale sia per il conseguimento degli obiettivi dell'UE in materia di energia e clima sia per aiutare i consumatori a risparmiare sulle bollette energetiche e ad accrescere il loro comfort. In virtù del diritto UE, gli Stati membri devono fissare ed applicare requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici nuovi ed esistenti, garantire la certificazione della prestazione energetica degli edifici e prescrivere ispezioni periodiche degli impianti di riscaldamento e di condizionamento dell'aria. Gli Stati membri sono inoltre tenuti a garantire che, a partire dal 2021, tutti gli edifici di nuova costruzione siano "a energia quasi zero". Secondo la valutazione della Commissione non tutte le prescrizioni della direttiva sono state soddisfatte. In particolare, la legislazione nazionale non garantisce ancora l'affissione dell'attestato di prestazione energetica negli edifici frequentati dal pubblico, come prescritto. La Repubblica ceca dispone di due mesi per adempiere ai propri obblighi; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE. La Commissione ha inoltre inviato un'ulteriore lettera di costituzione in mora ai Paesi Bassi chiedendo formalmente di garantire il corretto recepimento e l'applicazione della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia (direttiva 2010/31/UE).

Un parere motivato

Sicurezza delle operazioni in mare: la Commissione invita i PAESI BASSI a recepire pienamente la direttiva UE sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi

La Commissione ha invitato i Paesi Bassi ad assicurare il pieno recepimento della direttiva sulla sicurezza delle operazioni in mare (direttiva 2013/30/UE). Nella suddetta direttiva l'UE ha stabilito una serie di norme che contribuiscono a prevenire gli incidenti e a rispondervi tempestivamente e in modo efficace qualora essi si verifichino. Gli Stati membri devono garantire che le imprese alle quali concedono licenze di esplorazione o di produzione abbiano una solida capacità finanziaria, le competenze tecniche necessarie e risorse prontamente disponibili in caso di necessità. Le imprese sono inoltre pienamente responsabili dei danni ambientali arrecati alle specie e agli habitat naturali protetti. La direttiva doveva essere recepita nel diritto nazionale entro il 19 luglio 2015. In data odierna la Commissione ha inviato un ulteriore parere motivato ai Paesi Bassi in quanto permangono lacune nella legislazione nazionale che recepisce la direttiva. I Paesi Bassi dispongono di due mesi per adempiere ai propri obblighi; in caso contrario la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Una lettera di costituzione in mora

Direttive sull'energia elettrica e sul gas: La Commissione europea ha inviato una lettera di costituzione in mora ai Paesi Bassi, invitandoli formalmente a garantire il corretto recepimento e l'applicazione della direttiva sull'energia elettrica (direttiva 2009/72/CE) e della direttiva sul gas (direttiva 2009/73/CE). Le direttive rientrano nel terzo pacchetto energia e contengono disposizioni giuridiche fondamentali per consentire il buon funzionamento dei mercati dell'energia.

  1. Ambiente

(Per ulteriori informazioni: Enrico Brivio – tel.: +32 229 56172, Iris Petsa – tel.: +32 229 93321)

Pareri motivati

Protezionedella natura: la Commissione esorta la POLONIA a rispettare le norme sulla protezione della natura per quanto concerne il lago Gopło

La Commissione invia alla Polonia un ulteriore parere motivato in merito alla violazione delle direttive uccelli e habitat relativamente ai due siti Natura 2000 lago Gopło e Ostoja Nadgoplańska, nella Polonia centrale. Il caso riguarda l'attività di una miniera di lignite a cielo aperto situata in prossimità di tali siti. Tale attività comporta un abbassamento del livello delle acque sotterranee che può compromettere l'equilibrio idrologico della zona del lago e causare importanti effetti negativi sui siti. Nel primo parere motivato emesso nel gennaio 2012, la Commissione ha invocato l'inadempimento relativo alla valutazione dell'impatto ambientale delle attività minerarie a cielo aperto, in particolare per quanto riguarda l'adeguatezza dei metodi di modellizzazione. Le autorità polacche hanno accettato di correggere il modello idrogeologico e quello nuovo conferma i rischi di importanti effetti negativi. L'autorizzazione ambientale rilasciata per la miniera nel 2007 sulla base della valutazione iniziale è tuttavia ancora valida e, nonostante i risultati del nuovo modello, non sono state adottate misure volte ad una revisione di tale autorizzazione. Per questo motivo la Commissione ha deciso in data odierna di inviare un ulteriore parere motivato e dare alla Polonia la possibilità di considerare in modo soddisfacente i nuovi risultati e adeguare le condizioni di attività della miniera a cielo aperto. Se la Polonia non agirà entro due mesi, il caso potrà essere deferito alla Corte di giustizia dell'UE.

Qualità dell'aria: la Commissione richiama la Polonia per omessa comunicazione delle misure per ridurre le emissioni di vapori di benzina

La Commissione ha deciso in data odierna di inviare un parere motivato alla Polonia, dato che le autorità polacche non hanno comunicato le misure volte a ridurre le emissioni di vapori di benzina. Gli Stati membri erano tenuti a recepire, entro il 13 marzo 2016, una modifica adottata nel 2014 delle norme dell'UE sulla riduzione delle emissioni di vapori di benzina nell'atmosfera durante il rifornimento dei veicoli a motore nelle stazioni di servizio (direttiva 2014/99/UE della Commissione) La Polonia non ha ancora notificato gli strumenti giuridici che recepiscono nel suo ordinamento interno le disposizioni sulle verifiche dei sistemi di recupero dei vapori di benzina. La direttiva succitata costituisce uno strumento essenziale per proteggere la salute umana e ambientale limitando le emissioni nell'atmosfera di composti organici volatili rilasciati dalla benzina. Tali composti sono causa di livelli eccessivi di benzene, sostanza tossica, e della formazione fotochimica di ozono che provoca malattie respiratorie come l'asma. L'ozono inoltre è un gas a effetto serra. La Commissione invia pertanto un parere motivato e concede alle autorità polacche due mesi per rispondere. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà deferire la Polonia alla Corte di giustizia dell'UE.

Borse di plastica: la Commissione invita CIPRO, GRECIA, ITALIA e POLONIA ad attuare le norme dell'UE relative alle borse di plastica in materiale leggero

La Commissione sollecita Cipro, Grecia, Italia e Polonia a ultimare il recepimento nel proprio ordinamento interno della legislazione UE in materia di rifiuti. Nel quadro della lotta allo spreco di risorse e alla dispersione di rifiuti, per rispettare la direttiva sulle borse di plastica in materiale leggero [direttiva (UE) 2015/720], gli Stati membri erano tenuti ad adottare misure volte a ridurre il consumo di borse di plastica in materiale leggero entro il 27 novembre 2016. La direttiva obbliga gli Stati membri a raggiungere questo obiettivo mediante l'applicazione di un prezzo alle borse di plastica in materiale leggero e/o l'introduzione di obiettivi nazionali di riduzione. Alle amministrazioni nazionali è proposta una serie di misure per conseguire gli obiettivi stabiliti di comune accordo, tra questi vi sono strumenti economici, come ad esempio imposte o l'attribuzione di un prezzo. Un'altra possibilità sono gli obiettivi di riduzione a livello nazionale: gli Stati membri devono garantire che l'uso annuale non superi 90 borse di plastica pro capite entro la fine del 2019 e 40 borse entro la fine del 2025. Entrambe le opzioni possono essere conseguite mediante misure obbligatorie o accordi con i settori economici. È anche possibile vietare le borse di plastica, purché tali divieti non vadano al di là dei limiti stabiliti dalla direttiva al fine di preservare la libera circolazione delle merci all'interno del mercato unico europeo. La Commissione verifica, in via prioritaria, se gli Stati membri hanno rispettato l'obbligo di recepire la direttiva in questione. In data odierna la Commissione invia un ultimo richiamo a Cipro, Grecia, Italia e Polonia per la persistente omissione nel notificare alla Commissione le misure adottate. I suddetti Stati membri hanno ora due mesi di tempo per rispondere al parere motivato. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà deferire gli Stati membri in questione alla Corte di giustizia dell'UE.

Una lettera di messa in mora e un parere motivato

Rumore: la Commissione esorta REPUBBLICA CECA e SLOVACCHIA ad adottare misure in materia di rumore ambientale

La Commissione invita Repubblica ceca e Slovacchia a elaborare mappe acustiche strategiche e piani d'azione come previsto dalla direttiva sul rumore (direttiva 2002/49/CE). Il rumore ambientale provocato dal traffico stradale, ferroviario e aeroportuale, dalle attività industriali, dall'edilizia e da altre attività svolte all'aperto, è la seconda causa di morte prematura dopo l'inquinamento atmosferico. La direttiva sul rumore prevede che gli Stati membri adottino mappe acustiche con la rappresentazione dell'esposizione acustica per i maggiori agglomerati, gli assi stradali e ferroviari principali e gli aeroporti più importanti. Tali mappe fungono quindi da base per definire misure antirumore nei piani di azione. La Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora alla Slovacchia nell'aprile 2016, chiedendo di adempiere agli obblighi fondamentali stabiliti nella direttiva sul rumore. La Slovacchia tuttavia non ha ancora adottato né le mappe acustiche strategiche per 445 tratte stradali principali, né i piani d'azione per 2 agglomerati, 462 assi stradali principali e per i 16 assi ferroviari principali, pertanto la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato. La Slovacchia ha ora due mesi di tempo per rispondere; in caso contrario, la Commissione può decidere di deferire la Slovacchia alla Corte di giustizia dell'UE. La Repubblica ceca deve ancora adottare varie mappe acustiche e tutti i piani d'azione per agglomerati, assi stradali e ferroviari principali e per l'aeroporto principale. La Commissione ha pertanto deciso di inviare un parere motivato. Le autorità della Repubblica ceca dispongono ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni presentate dalla Commissione.

Lettere di costituzione in mora

Qualità dell'aria: la Commissione esorta la ROMANIA a garantire il corretto monitoraggio della qualità dell'aria in tutto il territorio nazionale

La Commissione invia alla Romania una lettera di costituzione in mora in merito alle significative carenze nel rilevamento dell'inquinamento atmosferico. L'inquinamento atmosferico, che causa oltre 25 000 morti premature all'anno solo in questo Stato membro, rappresenta un grave rischio per la salute pubblica. Il primo monito riguarda la rete di rilevazione dei parametri atmosferici di numerose zone e agglomerati nonché di tutti i principali inquinanti, tra cui biossido di zolfo, biossido di azoto e ossidi di azoto, particolato, piombo, benzene, monossido di carbonio e ozono, arsenico, cadmio, mercurio, nichel e idrocarburi policiclici aromatici. La corretta rilevazione dei parametri atmosferici è un prerequisito fondamentale al fine di verificare la conformità alle varie norme UE in materia di qualità dell'aria. La legislazione dell'UE sulla qualità dell'aria e un'aria più pulita in Europa impone agli Stati membri di valutare la qualità dell'aria su tutto il loro territorio e di adottare misure volte a limitare l'esposizione dei cittadini agli inquinanti atmosferici. La Romania non ha costituito una rete di rilevazione dei parametri conforme alle norme e alle prescrizioni dell'UE per valutare efficacemente la qualità dell'aria e migliorarla.

Rifiuti: la Commissione invita AUSTRIA e GERMANIA a conformarsi agli obblighi di informazione in materia di norme sui rifiuti

Nel quadro di un'azione orizzontale, la Commissione ha avviato procedure di infrazione nei confronti di Austria e Germania per aver omesso di riferire in merito al recepimento delle norme UE sui rifiuti. Le procedure avviate in data odierna riguardano i dati mancanti nella relazione per il periodo 2013-2015 sul conseguimento degli obiettivi di riciclaggio e recupero dei rifiuti urbani e dei rifiuti da costruzione e demolizione a norma della direttiva quadro sui rifiuti (direttiva 2008/98/CE).

 

  1. Stabilità finanziaria, servizi finanziari e Unione dei mercati dei capitali

(Per ulteriori informazioni: Vanessa Mock – tel.: +32 229 56194, Letizia Lupini - tel.: +32 229 51958)

Un deferimento alla Corte di giustizia dell'Unione europea

La Commissione deferisce la CROAZIA alla Corte di giustizia dell'UE per non aver recepito correttamente le norme dell'UE in materia di revisione legale dei conti

La Commissione europea ha deciso di deferire la Croazia alla Corte di giustizia dell'UE per non aver pienamente recepito nel suo ordinamento interno le norme europee in materia di revisione legale dei conti. Un corretto e tempestivo recepimento della direttiva sulla revisione legale dei conti (direttiva 2014/56/UE) è un passo importante per potenziare e rafforzare lalegislazione dell'UE in materia di revisione legale dei conti, in quanto essa affronta una serie di carenze emerse nel settore della revisione legale dei conti durante la recente crisi. Il mancato recepimento della direttiva in Croazia non solo impedisce attualmente ai portatori d'interesse, come investitori e azionisti, di beneficiare delle nuove norme che migliorano notevolmente la qualità della revisione legale dei conti, ma va a scapito inoltre del regolare funzionamento dei mercati nazionali e dell'UE. Il quadro giuridico croato inoltre desta preoccupazioni circa la sua affidabilità e credibilità in quanto le prescrizioni più rigorose in materia di indipendenza e obiettività contenute nella direttiva non sono state recepite. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

Lettere di costituzione in mora e pareri motivati

Servizi finanziari: La Commissione invita AUSTRIA, DANIMARCA, ESTONIA e FINLANDIA a recepire le norme dell'UE in materia di assicurazioni

La Commissione ha deciso di inviare pareri motivati a Estonia e Danimarca invitandole a recepire pienamente la direttiva Solvibilità II (direttiva 2009/138/CE) e la direttiva Omnibus II (direttiva 2014/51/UE). Tali direttive, che sostituiscono le 14 direttive in materia di assicurazione e riassicurazione note in precedenza con la denominazione "Solvibilità I", mirano a garantire la solidità finanziaria delle compagnie di assicurazione in periodi finanziariamente difficili. Le anzidette direttive sono pienamente applicabili dal 1° gennaio 2016 e il termine di recepimento nell'ordinamento interno era il 31 marzo 2015. Estonia e Danimarca hanno tuttavia omesso di notificare alla Commissione tutte le misure necessarie al pieno recepimento di tali norme nel loro ordinamento interno. L'invito della Commissione avviene in forma di parere motivato e fa seguito a lettere di costituzione in mora da lei inviate ai suddetti Stati membri nel maggio 2015. Esaminate le risposte, la Commissione continua a ritenere che in tali Stati membri il recepimento delle direttive non sia ancora stato completato. Se gli Stati membri interessati non agiranno entro due mesi, potranno essere deferiti alla Corte di giustizia dell'UE. Sulla stessa questione, la Commissione ha deciso di inviare due lettere di messa in mora anche all'Austria e alla Finlandia, invitando le autorità nazionali a recepire pienamente la direttiva Solvibilità II nel loro ordinamento interno. Se Austria e Finlandia non agiranno entro due mesi, la Commissione potrà inviare loro pareri motivati su tale questione.

Pareri motivati

La Commissione invita BELGIO e ROMANIA ad applicare le norme UE sui conti di pagamento

La Commissione sollecita Belgio e Romania a precisare le modalità di recepimento nel loro ordinamento interno della direttiva sui conti di pagamento (direttiva 2014/92/UE), un obbligo che i due Stati membri erano tenuti ad adempiere entro il 18 settembre 2016. La direttiva garantisce il diritto di tutti coloro che soggiornano legalmente nell'UE ad aprire e usare un conto di pagamento di base ad un costo ragionevole, indipendentemente dal luogo di residenza. Essa inoltre accresce la trasparenza delle spese del conto di pagamento e rende più semplice il confronto delle spese stesse e il trasferimento dei conti. La richiesta della Commissione avviene in forma di pareri motivati; se le autorità dei suddetti Stati membri non agiranno entro due mesi, i casi potranno essere deferiti alla Corte di giustizia dell'UE.http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex:32014L0092

La Commissione invita CIPRO, SPAGNA e IRLANDA a recepire le norme UE sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità

La Commissione in data odierna ha invitato Cipro, Spagna e Irlanda a recepire pienamente la direttiva 2014/95/UE sulle informazioni non finanziarie per quanto riguarda la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità da parte di alcune imprese e alcuni gruppi di grandi dimensioni. Le informazioni finanziarie e non finanziarie forniscono a investitori e altri portatori d'interesse un quadro completo della situazione e dei risultati delle imprese. Gli Stati membri erano tenuti a recepire la direttiva entro il 6 dicembre 2016. Tuttavia Cipro, Spagna e Irlanda non hanno ancora comunicato le misure di recepimento alla Commissione europea. Se tali misure non saranno comunicate entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferire gli Stati membri in questione alla Corte di giustizia dell'UE.  

  1. Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI

(Per ulteriori informazioni: Lucia Caudet – tel.: +32 229 56182, Mirna Talko – tel.: +32 229 87278)

Pareri motivati

Servizi di certificazione: la Commissione invita l'ITALIA a eliminare le limitazioni di stabilimento imposte alle società di attestazione

La Commissione ha deciso in data odierna di inviare all'Italia un parere motivato, invitandola ad abolire le limitazioni imposte alle società di attestazione [Società Organismo di Attestazione (SOA)]. Le società organismo di attestazione sono organizzazioni private che certificano la capacità finanziaria e tecnica delle imprese italiane che partecipano a lavori pubblici. L'Italia impone l'obbligo di una sede secondaria in Italia per le società di attestazione di altri Stati membri. Tale obbligo costituisce un ostacolo sproporzionato alla libera prestazione di servizi per le imprese stabilite in altri Stati membri, il che è incompatibile con la direttiva servizi (direttiva 2006/123/CE) e con l'articolo 56 del TFUE. Con tale parere motivato la Commissione chiede all'Italia di eliminare detta limitazione. L'Italia dispone di due mesi per notificare alla Commissione le misure adottate al fine di porre rimedio a tale situazione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Elettrotecnica, elettronica e meccanica: la Commissione esorta la FINLANDIA a recepire le nuove norme

La Commissione ha deciso in data odierna di inviare alla Finlandia un parere motivato, invitandola a recepire pienamente nel proprio ordinamento interno le direttive dell'UE nei settori dell'elettrotecnica, dell'elettronica e dell'ingegneria meccanica. Le direttive in questione perseguono tutte il medesimo obiettivo di rafforzare la sorveglianza del mercato assicurando la rintracciabilità dei prodotti non conformi sul mercato dell'UE. Nel caso di specie la Commissione invita la Finlandia ad estendere il recepimento della direttiva sulla compatibilità elettromagnetica (direttiva 2014/30/UE), della direttiva sugli ascensori (direttiva 2014/33/EU), della direttiva sul materiale elettrico usato entro determinati limiti di tensione (direttiva 2014/35/EU) affinché le norme si applichino anche alle Isole Åland. La direttiva sulla compatibilità elettromagnetica garantisce che gli apparecchi elettrici ed elettronici non generino perturbazioni elettromagnetiche o non ne subiscano gli effetti. La direttiva sugli ascensori stabilisce i requisiti che devono possedere gli ascensori e i componenti di sicurezza per ascensori sul mercato dell'UE, garantendo nel contempo un elevato livello di sicurezza per gli utenti e per il personale di manutenzione degli ascensori. La direttiva sul materiale elettrico usato entro determinati limiti di tensione stabilisce i requisiti essenziali di sicurezza del materiale elettrico destinato ad essere adoperato ad esempio per gli apparecchi domestici, i cavi e le unità di alimentazione. Tutte queste direttive avrebbero dovuto essere pienamente recepite entro il 19 aprile 2016 e ora le autorità finlandesi hanno due mesi di tempo per comunicarne alla Commissione il recepimento; diversamente, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

  1. Giustizia, consumatori e parità di genere

(Per ulteriori informazioni: Christian Wigand – tel.: +32 229 62253, Melanie Voin - tel.: +32 229 58659)

Parere motivato

Abusi di mercato: la Commissione esorta la SPAGNA a recepire le norme UE sulle sanzioni penali applicabili agli abusi di mercato

La Commissione ha invitato la Spagna a recepire la legislazione UE in materia di sanzioni penali applicabili agli abusi di mercato (direttiva 2014/57/UE). Queste norme, unitamente al regolamento sugli abusi di mercato, garantiscono che i mercati finanziari europei siano efficienti, trasparenti e attendibili e contribuiscano al completamento dell'unione dei mercati dei capitali. La direttiva attribuisce alle autorità più ampi poteri di agire contro soggetti responsabili della manipolazione e dell'abuso di informazioni. Gli Stati membri dovranno rendere penalmente perseguibili tali comportamenti, compresa la manipolazione dei parametri, e assicurare che, in tutta Europa, questi reati siano passibili di sanzioni effettive. La direttiva doveva essere recepita nell'ordinamento interno entro il 3 luglio 2016. La Spagna non ha ancora notificato alla Commissione le norme nazionali di recepimento della legislazione  notificato alla Commissione le norme nazionali di recepimento della legislazione UE. Di conseguenza, la Commissione esorta le autorità spagnole a prendere provvedimenti. Se le autorità spagnole non agiranno entro due mesi, il caso potrà essere deferito alla Corte di giustizia dell'UE.

 

  1. Migrazione, affari interni e cittadinanza

(Per ulteriori informazioni: Tove Ernst – tel.: +32 229 86764, Markus Lammert - tel.: +32 229 80423)

 

Parere motivato

Migrazione: la Commissione invita la CROAZIA ad applicare pienamente il regolamento Eurodac

La Commissione ha deciso in data odierna di inviare un parere motivato alla Croazia, invitandola ad attuare correttamente il regolamento Eurodac [regolamento (UE) n. 603/2013]. Il regolamento EURODAC disciplina il rilevamento delle impronte digitali dei richiedenti asilo e dei migranti irregolari fermati in relazione all'attraversamento delle frontiere esterne dell'Unione e la trasmissione di tali dati alla banca dati centrale di Eurodac. La Commissione ha inviato una lettera di messa in mora alle autorità croate nel dicembre 2015 per l'incompleta attuazione del regolamento Eurodac. Le riserve della Commissione non sono state ancora considerate, pertanto la Commissione ha inviato in data odierna un parere motivato. La Croazia dispone ora di due mesi per rispondere, dopo di che la Commissione può decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Lettere di costituzione in mora

Ricollocazione: la Commissione avvia procedure d'infrazione nei confronti di REPUBBLICA CECA, UNGHERIA e POLONIA

La Commissione ha avviato in data odierna procedure d'infrazione nei confronti della Repubblica ceca, dell'Ungheria e della Polonia che non hanno ottemperato agli obblighi di cui alle decisioni del Consiglio del 2015 sulla ricollocazione. Nonostante i ripetuti inviti ad agire formulati dalla Commissione, questi tre paesi continuano a violare i loro obblighi giuridici ed hanno trascurato gli impegni assunti nei confronti della Grecia, dell'Italia e di altri Stati membri. Le decisioni del Consiglio impongono agli Stati membri di impegnarsi a mettere a disposizione posti per la ricollocazione ogni tre mesi al fine di garantire una procedura di ricollocazione rapida e ordinata. L'Ungheria non ha ricollocato nessuno da quando è stato avviato il meccanismo di ricollocazione e la Polonia, dal canto suo, non ha né intrapreso alcuna ricollocazione né ha rispettato alcun impegno dal dicembre 2015. La Repubblica ceca non ha effettuato alcuna ricollocazione dall'agosto 2016 né ha rispettato alcun nuovo impegno da oltre un anno. La Commissione aveva precedentemente annunciato nella 12a relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento presentata il 16 maggio, che gli Stati membri che non avevano effettuato alcun ricollocamento o non avevano assunto alcun impegno per un anno, venendo meno ai loro obblighi giuridici, avrebbero dovuto iniziare a farlo senza indugio ed entro un mese. Come annunciato ieri nella 13a relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento, poiché finora Repubblica ceca, Ungheria e Polonia non hanno intrapreso alcuna azione per ottemperare ai loro obblighi, la Commissione ha deciso in data odierna di avviare procedure di infrazione e di inviare lettere di costituzione in mora a questi tre Stati membri. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

  1. Mobilità e trasporti

(Per ulteriori informazioni: Enrico Brivio – tel.: +32 229 56172, Alexis Perier - tel.: +32 229 69143)

 

Parere motivato

Trasporto ferroviario: la Commissione esorta la SPAGNA a completare il recepimento della normativa che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico

La Commissione ha invitato la Spagna a recepire pienamente la direttiva 2012/34/UE che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico. La direttiva introduce norme dettagliate in materia di imposizione di canoni e di assegnazione della capacità che mirano a garantire l'accesso non discriminatorio all'infrastruttura ferroviaria a tutte le imprese ferroviarie. Essa rafforza inoltre il ruolo degli organismi nazionali indipendenti di regolamentazione del settore ferroviario, introducendo, tra l'altro, il diritto di controllare la struttura e il livello dei canoni come pure le modalità di accesso agli impianti di servizio (come terminali e stazioni) nonché il diritto di effettuare la revisione dei conti dei gestori dell'infrastruttura, delle imprese ferroviarie e degli operatori degli impianti di servizio. La direttiva impone inoltre agli Stati membri di garantire che i gestori dell'infrastruttura cooperino in merito a questioni relative all'assegnazione della capacità e all'imposizione di canoni che si ripercuotono sul trasporto internazionale. La direttiva 2012/34/UE doveva essere recepita nell'ordinamento interno entro il 16 giugno 2015. Sebbene le autorità spagnole abbiano adottato la legislazione che recepisce alcune parti della direttiva, le misure di recepimento notificate dalla Spagna non sembrano essere complete. La Spagna dispone ora di due mesi per notificare alla Commissione ulteriori misure; diversamente la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

 

  1. Fiscalità e unione doganale

(Per ulteriori informazioni: Vanessa Mock – tel.: +32 229 56194, Patrick Mc Cullough – tel.: +32 229 87183)

 

Un'archiviazione

Fiscalità: La Commissione ha risolto con successo un caso riguardante la FINLANDIA in merito all'imposta sugli autoveicoli a noleggio e in leasing

La Commissione ha archiviato in data odierna la procedura di infrazione che aveva avviato nei confronti della Finlandia riguardante l'imposta sugli autoveicoli in leasing e a noleggio. Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'UE, all'atto  dell'immatricolazione da parte di un residente in Finlandia di un veicolo a motore noleggiato o preso in leasing in un altro Stato membro, nel caso in cui si possa determinare l'esatta durata d'uso del veicolo, ad esempio in noleggio o in leasing, può essere riscossa soltanto una quota proporzionale dell'imposta sui veicoli. In Finlandia i cittadini erano precedentemente obbligati a versare l'intero importo del bollo auto in anticipo e ad attendere il rimborso dell'imposta rimanente una volta che il veicolo non fosse più immatricolato in Finlandia. A seguito dell'azione intrapresa dalla Commissione nel febbraio 2015, le autorità finlandesi hanno modificato la legislazione, che dal 1º gennaio 2017 è pertanto conforme al diritto dell'UE in materia.

  1. Principi dei trattati

(Per ulteriori informazioni: Alexander Winterstein – tel.: +32 229 93265, Uldis Šalajevs – tel.: +32 229 67560)

 

Una lettera di costituzione in mora

Responsabilità dello Stato in caso di violazione del diritto dell'UE La Commissione ha deciso in data odierna di inviare alla Spagna una lettera di costituzione in mora dato che le sue norme nazionali in materia di responsabilità dello Stato per violazione del diritto dell'UE a motivo della legislazione spagnola sono contrarie ai principi di equivalenza e/o effettività. La legislazione spagnola ha stabilito condizioni di responsabilità meno favorevoli in caso di violazione del diritto dell'UE rispetto alla responsabilità connessa a una violazione della costituzione spagnola. Inoltre essa contiene condizioni procedurali non in linea con la giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia dell'UE. Le disposizioni nazionali contestate rendono eccessivamente difficile accertare la responsabilità dello Stato in caso di violazione del diritto dell'UE, generando pertanto un impatto negativo sull'effettività del diritto dell'UE.

MEMO/17/1577

Bruxelles, 14 giugno 2017. Panoramica per settore

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Con le decisioni sui casi d'infrazione adottate questo mese la Commissione europea (di seguito "Commissione") avvia azioni legali nei confronti di alcuni Stati membri per inadempimento degli obblighi previsti dal diritto dell'UE. Le decisioni qui esposte, relative a diversi settori e ambiti della politica dell'UE, mirano a garantire la corretta applicazione del diritto dell'UE a beneficio dei cittadini e delle imprese.

Le decisioni principali adottate dalla Commissione, raggruppate per settore, sono illustrate di seguito. La Commissione procede inoltre ad archiviare 101 casi in cui le questioni pendenti con gli Stati membri interessati sono state risolte senza che fosse necessario proseguire oltre nella procedura.

Per maggiori informazioni sulla procedura di infrazione dell'UE si rinvia al testo integrale del MEMO/12/12. Per ulteriori informazioni su tutte le decisioni adottate si invita a consultare il registro delle decisioni sui procedimenti di infrazione.

 

  1. Energia

(Per ulteriori informazioni: Anna-Kaisa Itkonen - tel.: +32 229 56186, Nicole Bockstaller – tel.: +32 229 52589)

Una lettera di costituzione in mora e un parere motivato

La Commissione invita la REPUBBLICA CECA e i PAESI BASSI a conformarsi pienamente alla direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia

La Commissione europea ha invitato la Repubblica ceca a recepire in modo corretto nel suo ordinamento interno tutte le prescrizioni della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia (direttiva 2010/31/UE). Nell'UE il 40 % del consumo energetico e il 36 % delle emissioni di CO2 sono imputabili agli edifici. Il corretto recepimento della direttiva è fondamentale sia per il conseguimento degli obiettivi dell'UE in materia di energia e clima sia per aiutare i consumatori a risparmiare sulle bollette energetiche e ad accrescere il loro comfort. In virtù del diritto UE, gli Stati membri devono fissare ed applicare requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici nuovi ed esistenti, garantire la certificazione della prestazione energetica degli edifici e prescrivere ispezioni periodiche degli impianti di riscaldamento e di condizionamento dell'aria. Gli Stati membri sono inoltre tenuti a garantire che, a partire dal 2021, tutti gli edifici di nuova costruzione siano "a energia quasi zero". Secondo la valutazione della Commissione non tutte le prescrizioni della direttiva sono state soddisfatte. In particolare, la legislazione nazionale non garantisce ancora l'affissione dell'attestato di prestazione energetica negli edifici frequentati dal pubblico, come prescritto. La Repubblica ceca dispone di due mesi per adempiere ai propri obblighi; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE. La Commissione ha inoltre inviato un'ulteriore lettera di costituzione in mora ai Paesi Bassi chiedendo formalmente di garantire il corretto recepimento e l'applicazione della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia (direttiva 2010/31/UE).

Un parere motivato

Sicurezza delle operazioni in mare: la Commissione invita i PAESI BASSI a recepire pienamente la direttiva UE sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi

La Commissione ha invitato i Paesi Bassi ad assicurare il pieno recepimento della direttiva sulla sicurezza delle operazioni in mare (direttiva 2013/30/UE). Nella suddetta direttiva l'UE ha stabilito una serie di norme che contribuiscono a prevenire gli incidenti e a rispondervi tempestivamente e in modo efficace qualora essi si verifichino. Gli Stati membri devono garantire che le imprese alle quali concedono licenze di esplorazione o di produzione abbiano una solida capacità finanziaria, le competenze tecniche necessarie e risorse prontamente disponibili in caso di necessità. Le imprese sono inoltre pienamente responsabili dei danni ambientali arrecati alle specie e agli habitat naturali protetti. La direttiva doveva essere recepita nel diritto nazionale entro il 19 luglio 2015. In data odierna la Commissione ha inviato un ulteriore parere motivato ai Paesi Bassi in quanto permangono lacune nella legislazione nazionale che recepisce la direttiva. I Paesi Bassi dispongono di due mesi per adempiere ai propri obblighi; in caso contrario la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Una lettera di costituzione in mora

Direttive sull'energia elettrica e sul gas: La Commissione europea ha inviato una lettera di costituzione in mora ai Paesi Bassi, invitandoli formalmente a garantire il corretto recepimento e l'applicazione della direttiva sull'energia elettrica (direttiva 2009/72/CE) e della direttiva sul gas (direttiva 2009/73/CE). Le direttive rientrano nel terzo pacchetto energia e contengono disposizioni giuridiche fondamentali per consentire il buon funzionamento dei mercati dell'energia.

  1. Ambiente

(Per ulteriori informazioni: Enrico Brivio – tel.: +32 229 56172, Iris Petsa – tel.: +32 229 93321)

Pareri motivati

Protezionedella natura: la Commissione esorta la POLONIA a rispettare le norme sulla protezione della natura per quanto concerne il lago Gopło

La Commissione invia alla Polonia un ulteriore parere motivato in merito alla violazione delle direttive uccelli e habitat relativamente ai due siti Natura 2000 lago Gopło e Ostoja Nadgoplańska, nella Polonia centrale. Il caso riguarda l'attività di una miniera di lignite a cielo aperto situata in prossimità di tali siti. Tale attività comporta un abbassamento del livello delle acque sotterranee che può compromettere l'equilibrio idrologico della zona del lago e causare importanti effetti negativi sui siti. Nel primo parere motivato emesso nel gennaio 2012, la Commissione ha invocato l'inadempimento relativo alla valutazione dell'impatto ambientale delle attività minerarie a cielo aperto, in particolare per quanto riguarda l'adeguatezza dei metodi di modellizzazione. Le autorità polacche hanno accettato di correggere il modello idrogeologico e quello nuovo conferma i rischi di importanti effetti negativi. L'autorizzazione ambientale rilasciata per la miniera nel 2007 sulla base della valutazione iniziale è tuttavia ancora valida e, nonostante i risultati del nuovo modello, non sono state adottate misure volte ad una revisione di tale autorizzazione. Per questo motivo la Commissione ha deciso in data odierna di inviare un ulteriore parere motivato e dare alla Polonia la possibilità di considerare in modo soddisfacente i nuovi risultati e adeguare le condizioni di attività della miniera a cielo aperto. Se la Polonia non agirà entro due mesi, il caso potrà essere deferito alla Corte di giustizia dell'UE.

Qualità dell'aria: la Commissione richiama la Polonia per omessa comunicazione delle misure per ridurre le emissioni di vapori di benzina

La Commissione ha deciso in data odierna di inviare un parere motivato alla Polonia, dato che le autorità polacche non hanno comunicato le misure volte a ridurre le emissioni di vapori di benzina. Gli Stati membri erano tenuti a recepire, entro il 13 marzo 2016, una modifica adottata nel 2014 delle norme dell'UE sulla riduzione delle emissioni di vapori di benzina nell'atmosfera durante il rifornimento dei veicoli a motore nelle stazioni di servizio (direttiva 2014/99/UE della Commissione) La Polonia non ha ancora notificato gli strumenti giuridici che recepiscono nel suo ordinamento interno le disposizioni sulle verifiche dei sistemi di recupero dei vapori di benzina. La direttiva succitata costituisce uno strumento essenziale per proteggere la salute umana e ambientale limitando le emissioni nell'atmosfera di composti organici volatili rilasciati dalla benzina. Tali composti sono causa di livelli eccessivi di benzene, sostanza tossica, e della formazione fotochimica di ozono che provoca malattie respiratorie come l'asma. L'ozono inoltre è un gas a effetto serra. La Commissione invia pertanto un parere motivato e concede alle autorità polacche due mesi per rispondere. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà deferire la Polonia alla Corte di giustizia dell'UE.

Borse di plastica: la Commissione invita CIPRO, GRECIA, ITALIA e POLONIA ad attuare le norme dell'UE relative alle borse di plastica in materiale leggero

La Commissione sollecita Cipro, Grecia, Italia e Polonia a ultimare il recepimento nel proprio ordinamento interno della legislazione UE in materia di rifiuti. Nel quadro della lotta allo spreco di risorse e alla dispersione di rifiuti, per rispettare la direttiva sulle borse di plastica in materiale leggero [direttiva (UE) 2015/720], gli Stati membri erano tenuti ad adottare misure volte a ridurre il consumo di borse di plastica in materiale leggero entro il 27 novembre 2016. La direttiva obbliga gli Stati membri a raggiungere questo obiettivo mediante l'applicazione di un prezzo alle borse di plastica in materiale leggero e/o l'introduzione di obiettivi nazionali di riduzione. Alle amministrazioni nazionali è proposta una serie di misure per conseguire gli obiettivi stabiliti di comune accordo, tra questi vi sono strumenti economici, come ad esempio imposte o l'attribuzione di un prezzo. Un'altra possibilità sono gli obiettivi di riduzione a livello nazionale: gli Stati membri devono garantire che l'uso annuale non superi 90 borse di plastica pro capite entro la fine del 2019 e 40 borse entro la fine del 2025. Entrambe le opzioni possono essere conseguite mediante misure obbligatorie o accordi con i settori economici. È anche possibile vietare le borse di plastica, purché tali divieti non vadano al di là dei limiti stabiliti dalla direttiva al fine di preservare la libera circolazione delle merci all'interno del mercato unico europeo. La Commissione verifica, in via prioritaria, se gli Stati membri hanno rispettato l'obbligo di recepire la direttiva in questione. In data odierna la Commissione invia un ultimo richiamo a Cipro, Grecia, Italia e Polonia per la persistente omissione nel notificare alla Commissione le misure adottate. I suddetti Stati membri hanno ora due mesi di tempo per rispondere al parere motivato. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà deferire gli Stati membri in questione alla Corte di giustizia dell'UE.

Una lettera di messa in mora e un parere motivato

Rumore: la Commissione esorta REPUBBLICA CECA e SLOVACCHIA ad adottare misure in materia di rumore ambientale

La Commissione invita Repubblica ceca e Slovacchia a elaborare mappe acustiche strategiche e piani d'azione come previsto dalla direttiva sul rumore (direttiva 2002/49/CE). Il rumore ambientale provocato dal traffico stradale, ferroviario e aeroportuale, dalle attività industriali, dall'edilizia e da altre attività svolte all'aperto, è la seconda causa di morte prematura dopo l'inquinamento atmosferico. La direttiva sul rumore prevede che gli Stati membri adottino mappe acustiche con la rappresentazione dell'esposizione acustica per i maggiori agglomerati, gli assi stradali e ferroviari principali e gli aeroporti più importanti. Tali mappe fungono quindi da base per definire misure antirumore nei piani di azione. La Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora alla Slovacchia nell'aprile 2016, chiedendo di adempiere agli obblighi fondamentali stabiliti nella direttiva sul rumore. La Slovacchia tuttavia non ha ancora adottato né le mappe acustiche strategiche per 445 tratte stradali principali, né i piani d'azione per 2 agglomerati, 462 assi stradali principali e per i 16 assi ferroviari principali, pertanto la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato. La Slovacchia ha ora due mesi di tempo per rispondere; in caso contrario, la Commissione può decidere di deferire la Slovacchia alla Corte di giustizia dell'UE. La Repubblica ceca deve ancora adottare varie mappe acustiche e tutti i piani d'azione per agglomerati, assi stradali e ferroviari principali e per l'aeroporto principale. La Commissione ha pertanto deciso di inviare un parere motivato. Le autorità della Repubblica ceca dispongono ora di due mesi per rispondere alle argomentazioni presentate dalla Commissione.

Lettere di costituzione in mora

Qualità dell'aria: la Commissione esorta la ROMANIA a garantire il corretto monitoraggio della qualità dell'aria in tutto il territorio nazionale

La Commissione invia alla Romania una lettera di costituzione in mora in merito alle significative carenze nel rilevamento dell'inquinamento atmosferico. L'inquinamento atmosferico, che causa oltre 25 000 morti premature all'anno solo in questo Stato membro, rappresenta un grave rischio per la salute pubblica. Il primo monito riguarda la rete di rilevazione dei parametri atmosferici di numerose zone e agglomerati nonché di tutti i principali inquinanti, tra cui biossido di zolfo, biossido di azoto e ossidi di azoto, particolato, piombo, benzene, monossido di carbonio e ozono, arsenico, cadmio, mercurio, nichel e idrocarburi policiclici aromatici. La corretta rilevazione dei parametri atmosferici è un prerequisito fondamentale al fine di verificare la conformità alle varie norme UE in materia di qualità dell'aria. La legislazione dell'UE sulla qualità dell'aria e un'aria più pulita in Europa impone agli Stati membri di valutare la qualità dell'aria su tutto il loro territorio e di adottare misure volte a limitare l'esposizione dei cittadini agli inquinanti atmosferici. La Romania non ha costituito una rete di rilevazione dei parametri conforme alle norme e alle prescrizioni dell'UE per valutare efficacemente la qualità dell'aria e migliorarla.

Rifiuti: la Commissione invita AUSTRIA e GERMANIA a conformarsi agli obblighi di informazione in materia di norme sui rifiuti

Nel quadro di un'azione orizzontale, la Commissione ha avviato procedure di infrazione nei confronti di Austria e Germania per aver omesso di riferire in merito al recepimento delle norme UE sui rifiuti. Le procedure avviate in data odierna riguardano i dati mancanti nella relazione per il periodo 2013-2015 sul conseguimento degli obiettivi di riciclaggio e recupero dei rifiuti urbani e dei rifiuti da costruzione e demolizione a norma della direttiva quadro sui rifiuti (direttiva 2008/98/CE).

 

  1. Stabilità finanziaria, servizi finanziari e Unione dei mercati dei capitali

(Per ulteriori informazioni: Vanessa Mock – tel.: +32 229 56194, Letizia Lupini - tel.: +32 229 51958)

Un deferimento alla Corte di giustizia dell'Unione europea

La Commissione deferisce la CROAZIA alla Corte di giustizia dell'UE per non aver recepito correttamente le norme dell'UE in materia di revisione legale dei conti

La Commissione europea ha deciso di deferire la Croazia alla Corte di giustizia dell'UE per non aver pienamente recepito nel suo ordinamento interno le norme europee in materia di revisione legale dei conti. Un corretto e tempestivo recepimento della direttiva sulla revisione legale dei conti (direttiva 2014/56/UE) è un passo importante per potenziare e rafforzare lalegislazione dell'UE in materia di revisione legale dei conti, in quanto essa affronta una serie di carenze emerse nel settore della revisione legale dei conti durante la recente crisi. Il mancato recepimento della direttiva in Croazia non solo impedisce attualmente ai portatori d'interesse, come investitori e azionisti, di beneficiare delle nuove norme che migliorano notevolmente la qualità della revisione legale dei conti, ma va a scapito inoltre del regolare funzionamento dei mercati nazionali e dell'UE. Il quadro giuridico croato inoltre desta preoccupazioni circa la sua affidabilità e credibilità in quanto le prescrizioni più rigorose in materia di indipendenza e obiettività contenute nella direttiva non sono state recepite. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

Lettere di costituzione in mora e pareri motivati

Servizi finanziari: La Commissione invita AUSTRIA, DANIMARCA, ESTONIA e FINLANDIA a recepire le norme dell'UE in materia di assicurazioni

La Commissione ha deciso di inviare pareri motivati a Estonia e Danimarca invitandole a recepire pienamente la direttiva Solvibilità II (direttiva 2009/138/CE) e la direttiva Omnibus II (direttiva 2014/51/UE). Tali direttive, che sostituiscono le 14 direttive in materia di assicurazione e riassicurazione note in precedenza con la denominazione "Solvibilità I", mirano a garantire la solidità finanziaria delle compagnie di assicurazione in periodi finanziariamente difficili. Le anzidette direttive sono pienamente applicabili dal 1° gennaio 2016 e il termine di recepimento nell'ordinamento interno era il 31 marzo 2015. Estonia e Danimarca hanno tuttavia omesso di notificare alla Commissione tutte le misure necessarie al pieno recepimento di tali norme nel loro ordinamento interno. L'invito della Commissione avviene in forma di parere motivato e fa seguito a lettere di costituzione in mora da lei inviate ai suddetti Stati membri nel maggio 2015. Esaminate le risposte, la Commissione continua a ritenere che in tali Stati membri il recepimento delle direttive non sia ancora stato completato. Se gli Stati membri interessati non agiranno entro due mesi, potranno essere deferiti alla Corte di giustizia dell'UE. Sulla stessa questione, la Commissione ha deciso di inviare due lettere di messa in mora anche all'Austria e alla Finlandia, invitando le autorità nazionali a recepire pienamente la direttiva Solvibilità II nel loro ordinamento interno. Se Austria e Finlandia non agiranno entro due mesi, la Commissione potrà inviare loro pareri motivati su tale questione.

Pareri motivati

La Commissione invita BELGIO e ROMANIA ad applicare le norme UE sui conti di pagamento

La Commissione sollecita Belgio e Romania a precisare le modalità di recepimento nel loro ordinamento interno della direttiva sui conti di pagamento (direttiva 2014/92/UE), un obbligo che i due Stati membri erano tenuti ad adempiere entro il 18 settembre 2016. La direttiva garantisce il diritto di tutti coloro che soggiornano legalmente nell'UE ad aprire e usare un conto di pagamento di base ad un costo ragionevole, indipendentemente dal luogo di residenza. Essa inoltre accresce la trasparenza delle spese del conto di pagamento e rende più semplice il confronto delle spese stesse e il trasferimento dei conti. La richiesta della Commissione avviene in forma di pareri motivati; se le autorità dei suddetti Stati membri non agiranno entro due mesi, i casi potranno essere deferiti alla Corte di giustizia dell'UE.http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex:32014L0092

La Commissione invita CIPRO, SPAGNA e IRLANDA a recepire le norme UE sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità

La Commissione in data odierna ha invitato Cipro, Spagna e Irlanda a recepire pienamente la direttiva 2014/95/UE sulle informazioni non finanziarie per quanto riguarda la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità da parte di alcune imprese e alcuni gruppi di grandi dimensioni. Le informazioni finanziarie e non finanziarie forniscono a investitori e altri portatori d'interesse un quadro completo della situazione e dei risultati delle imprese. Gli Stati membri erano tenuti a recepire la direttiva entro il 6 dicembre 2016. Tuttavia Cipro, Spagna e Irlanda non hanno ancora comunicato le misure di recepimento alla Commissione europea. Se tali misure non saranno comunicate entro due mesi, la Commissione potrà decidere di deferire gli Stati membri in questione alla Corte di giustizia dell'UE.  

  1. Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI

(Per ulteriori informazioni: Lucia Caudet – tel.: +32 229 56182, Mirna Talko – tel.: +32 229 87278)

Pareri motivati

Servizi di certificazione: la Commissione invita l'ITALIA a eliminare le limitazioni di stabilimento imposte alle società di attestazione

La Commissione ha deciso in data odierna di inviare all'Italia un parere motivato, invitandola ad abolire le limitazioni imposte alle società di attestazione [Società Organismo di Attestazione (SOA)]. Le società organismo di attestazione sono organizzazioni private che certificano la capacità finanziaria e tecnica delle imprese italiane che partecipano a lavori pubblici. L'Italia impone l'obbligo di una sede secondaria in Italia per le società di attestazione di altri Stati membri. Tale obbligo costituisce un ostacolo sproporzionato alla libera prestazione di servizi per le imprese stabilite in altri Stati membri, il che è incompatibile con la direttiva servizi (direttiva 2006/123/CE) e con l'articolo 56 del TFUE. Con tale parere motivato la Commissione chiede all'Italia di eliminare detta limitazione. L'Italia dispone di due mesi per notificare alla Commissione le misure adottate al fine di porre rimedio a tale situazione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Elettrotecnica, elettronica e meccanica: la Commissione esorta la FINLANDIA a recepire le nuove norme

La Commissione ha deciso in data odierna di inviare alla Finlandia un parere motivato, invitandola a recepire pienamente nel proprio ordinamento interno le direttive dell'UE nei settori dell'elettrotecnica, dell'elettronica e dell'ingegneria meccanica. Le direttive in questione perseguono tutte il medesimo obiettivo di rafforzare la sorveglianza del mercato assicurando la rintracciabilità dei prodotti non conformi sul mercato dell'UE. Nel caso di specie la Commissione invita la Finlandia ad estendere il recepimento della direttiva sulla compatibilità elettromagnetica (direttiva 2014/30/UE), della direttiva sugli ascensori (direttiva 2014/33/EU), della direttiva sul materiale elettrico usato entro determinati limiti di tensione (direttiva 2014/35/EU) affinché le norme si applichino anche alle Isole Åland. La direttiva sulla compatibilità elettromagnetica garantisce che gli apparecchi elettrici ed elettronici non generino perturbazioni elettromagnetiche o non ne subiscano gli effetti. La direttiva sugli ascensori stabilisce i requisiti che devono possedere gli ascensori e i componenti di sicurezza per ascensori sul mercato dell'UE, garantendo nel contempo un elevato livello di sicurezza per gli utenti e per il personale di manutenzione degli ascensori. La direttiva sul materiale elettrico usato entro determinati limiti di tensione stabilisce i requisiti essenziali di sicurezza del materiale elettrico destinato ad essere adoperato ad esempio per gli apparecchi domestici, i cavi e le unità di alimentazione. Tutte queste direttive avrebbero dovuto essere pienamente recepite entro il 19 aprile 2016 e ora le autorità finlandesi hanno due mesi di tempo per comunicarne alla Commissione il recepimento; diversamente, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

  1. Giustizia, consumatori e parità di genere

(Per ulteriori informazioni: Christian Wigand – tel.: +32 229 62253, Melanie Voin - tel.: +32 229 58659)

Parere motivato

Abusi di mercato: la Commissione esorta la SPAGNA a recepire le norme UE sulle sanzioni penali applicabili agli abusi di mercato

La Commissione ha invitato la Spagna a recepire la legislazione UE in materia di sanzioni penali applicabili agli abusi di mercato (direttiva 2014/57/UE). Queste norme, unitamente al regolamento sugli abusi di mercato, garantiscono che i mercati finanziari europei siano efficienti, trasparenti e attendibili e contribuiscano al completamento dell'unione dei mercati dei capitali. La direttiva attribuisce alle autorità più ampi poteri di agire contro soggetti responsabili della manipolazione e dell'abuso di informazioni. Gli Stati membri dovranno rendere penalmente perseguibili tali comportamenti, compresa la manipolazione dei parametri, e assicurare che, in tutta Europa, questi reati siano passibili di sanzioni effettive. La direttiva doveva essere recepita nell'ordinamento interno entro il 3 luglio 2016. La Spagna non ha ancora notificato alla Commissione le norme nazionali di recepimento della legislazione  notificato alla Commissione le norme nazionali di recepimento della legislazione UE. Di conseguenza, la Commissione esorta le autorità spagnole a prendere provvedimenti. Se le autorità spagnole non agiranno entro due mesi, il caso potrà essere deferito alla Corte di giustizia dell'UE.

 

  1. Migrazione, affari interni e cittadinanza

(Per ulteriori informazioni: Tove Ernst – tel.: +32 229 86764, Markus Lammert - tel.: +32 229 80423)

 

Parere motivato

Migrazione: la Commissione invita la CROAZIA ad applicare pienamente il regolamento Eurodac

La Commissione ha deciso in data odierna di inviare un parere motivato alla Croazia, invitandola ad attuare correttamente il regolamento Eurodac [regolamento (UE) n. 603/2013]. Il regolamento EURODAC disciplina il rilevamento delle impronte digitali dei richiedenti asilo e dei migranti irregolari fermati in relazione all'attraversamento delle frontiere esterne dell'Unione e la trasmissione di tali dati alla banca dati centrale di Eurodac. La Commissione ha inviato una lettera di messa in mora alle autorità croate nel dicembre 2015 per l'incompleta attuazione del regolamento Eurodac. Le riserve della Commissione non sono state ancora considerate, pertanto la Commissione ha inviato in data odierna un parere motivato. La Croazia dispone ora di due mesi per rispondere, dopo di che la Commissione può decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Lettere di costituzione in mora

Ricollocazione: la Commissione avvia procedure d'infrazione nei confronti di REPUBBLICA CECA, UNGHERIA e POLONIA

La Commissione ha avviato in data odierna procedure d'infrazione nei confronti della Repubblica ceca, dell'Ungheria e della Polonia che non hanno ottemperato agli obblighi di cui alle decisioni del Consiglio del 2015 sulla ricollocazione. Nonostante i ripetuti inviti ad agire formulati dalla Commissione, questi tre paesi continuano a violare i loro obblighi giuridici ed hanno trascurato gli impegni assunti nei confronti della Grecia, dell'Italia e di altri Stati membri. Le decisioni del Consiglio impongono agli Stati membri di impegnarsi a mettere a disposizione posti per la ricollocazione ogni tre mesi al fine di garantire una procedura di ricollocazione rapida e ordinata. L'Ungheria non ha ricollocato nessuno da quando è stato avviato il meccanismo di ricollocazione e la Polonia, dal canto suo, non ha né intrapreso alcuna ricollocazione né ha rispettato alcun impegno dal dicembre 2015. La Repubblica ceca non ha effettuato alcuna ricollocazione dall'agosto 2016 né ha rispettato alcun nuovo impegno da oltre un anno. La Commissione aveva precedentemente annunciato nella 12a relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento presentata il 16 maggio, che gli Stati membri che non avevano effettuato alcun ricollocamento o non avevano assunto alcun impegno per un anno, venendo meno ai loro obblighi giuridici, avrebbero dovuto iniziare a farlo senza indugio ed entro un mese. Come annunciato ieri nella 13a relazione sulla ricollocazione e il reinsediamento, poiché finora Repubblica ceca, Ungheria e Polonia non hanno intrapreso alcuna azione per ottemperare ai loro obblighi, la Commissione ha deciso in data odierna di avviare procedure di infrazione e di inviare lettere di costituzione in mora a questi tre Stati membri. Per ulteriori informazioni si rinvia al testo integrale del comunicato stampa.

 

  1. Mobilità e trasporti

(Per ulteriori informazioni: Enrico Brivio – tel.: +32 229 56172, Alexis Perier - tel.: +32 229 69143)

 

Parere motivato

Trasporto ferroviario: la Commissione esorta la SPAGNA a completare il recepimento della normativa che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico

La Commissione ha invitato la Spagna a recepire pienamente la direttiva 2012/34/UE che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico. La direttiva introduce norme dettagliate in materia di imposizione di canoni e di assegnazione della capacità che mirano a garantire l'accesso non discriminatorio all'infrastruttura ferroviaria a tutte le imprese ferroviarie. Essa rafforza inoltre il ruolo degli organismi nazionali indipendenti di regolamentazione del settore ferroviario, introducendo, tra l'altro, il diritto di controllare la struttura e il livello dei canoni come pure le modalità di accesso agli impianti di servizio (come terminali e stazioni) nonché il diritto di effettuare la revisione dei conti dei gestori dell'infrastruttura, delle imprese ferroviarie e degli operatori degli impianti di servizio. La direttiva impone inoltre agli Stati membri di garantire che i gestori dell'infrastruttura cooperino in merito a questioni relative all'assegnazione della capacità e all'imposizione di canoni che si ripercuotono sul trasporto internazionale. La direttiva 2012/34/UE doveva essere recepita nell'ordinamento interno entro il 16 giugno 2015. Sebbene le autorità spagnole abbiano adottato la legislazione che recepisce alcune parti della direttiva, le misure di recepimento notificate dalla Spagna non sembrano essere complete. La Spagna dispone ora di due mesi per notificare alla Commissione ulteriori misure; diversamente la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

 

  1. Fiscalità e unione doganale

(Per ulteriori informazioni: Vanessa Mock – tel.: +32 229 56194, Patrick Mc Cullough – tel.: +32 229 87183)

 

Un'archiviazione

Fiscalità: La Commissione ha risolto con successo un caso riguardante la FINLANDIA in merito all'imposta sugli autoveicoli a noleggio e in leasing

La Commissione ha archiviato in data odierna la procedura di infrazione che aveva avviato nei confronti della Finlandia riguardante l'imposta sugli autoveicoli in leasing e a noleggio. Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'UE, all'atto  dell'immatricolazione da parte di un residente in Finlandia di un veicolo a motore noleggiato o preso in leasing in un altro Stato membro, nel caso in cui si possa determinare l'esatta durata d'uso del veicolo, ad esempio in noleggio o in leasing, può essere riscossa soltanto una quota proporzionale dell'imposta sui veicoli. In Finlandia i cittadini erano precedentemente obbligati a versare l'intero importo del bollo auto in anticipo e ad attendere il rimborso dell'imposta rimanente una volta che il veicolo non fosse più immatricolato in Finlandia. A seguito dell'azione intrapresa dalla Commissione nel febbraio 2015, le autorità finlandesi hanno modificato la legislazione, che dal 1º gennaio 2017 è pertanto conforme al diritto dell'UE in materia.

  1. Principi dei trattati

(Per ulteriori informazioni: Alexander Winterstein – tel.: +32 229 93265, Uldis Šalajevs – tel.: +32 229 67560)

 

Una lettera di costituzione in mora

Responsabilità dello Stato in caso di violazione del diritto dell'UE La Commissione ha deciso in data odierna di inviare alla Spagna una lettera di costituzione in mora dato che le sue norme nazionali in materia di responsabilità dello Stato per violazione del diritto dell'UE a motivo della legislazione spagnola sono contrarie ai principi di equivalenza e/o effettività. La legislazione spagnola ha stabilito condizioni di responsabilità meno favorevoli in caso di violazione del diritto dell'UE rispetto alla responsabilità connessa a una violazione della costituzione spagnola. Inoltre essa contiene condizioni procedurali non in linea con la giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia dell'UE. Le disposizioni nazionali contestate rendono eccessivamente difficile accertare la responsabilità dello Stato in caso di violazione del diritto dell'UE, generando pertanto un impatto negativo sull'effettività del diritto dell'UE.

MEMO/17/1577

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 14 giugno 2017. Da domani, 15 giugno 2017, nell'Unione europea non si applicheranno più le tariffe di roaming. Il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, il primo ministro maltese Joseph Muscat, a nome della presidenza maltese del Consiglio dell'Unione europea, e il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, hanno dichiarato:

"Lo scopo dell'Unione europea è avvicinare le popolazioni e facilitare la vita delle persone. L'abolizione delle tariffe di roaming è un vero successo europeo.

D'ora in poi i cittadini che viaggiano nell'UE potranno chiamare, inviare messaggi e connettersi con i loro dispositivi mobili allo stesso prezzo che pagano nel loro paese di origine. L'abolizione delle tariffe di roaming è uno dei successi principali e più tangibili dell'UE.

Negli ultimi 10 anni le nostre istituzioni hanno collaborato assiduamente per ovviare a questa carenza del mercato. Ogni volta che un cittadino europeo attraversava una frontiera dell'UE, per lavoro, studio o vacanza o solo per un giorno, doveva contenersi nell'utilizzo del telefono cellulare per evitare di ricevere una bolletta salata una volta rientrato a casa. Le tariffe di roaming saranno ora un ricordo del passato. Da domani gli utenti potranno restare connessi mentre viaggiano nell'UE allo stesso prezzo pagato a casa.

Il cammino è stato lungo e ha visto il coinvolgimento di vari attori, ma grazie a una stretta collaborazione l'Unione europea ha offerto ai suoi cittadini un risultato positivo e concreto. Siamo orgogliosi che l'UE abbia abolito le elevatissime tariffe di roaming e siamo grati a coloro che hanno avuto la determinazione per superare gli ostacoli e perseguire questo obiettivo.

Allo stesso tempo, l'UE è riuscita a trovare il giusto equilibrio tra abolizione delle tariffe di roaming e necessità di preservare la competitività e l'attrattività delle formule tariffarie nazionali. Gli operatori hanno avuto due anni di tempo per prepararsi all'abolizione delle tariffe di roaming, e siamo fiduciosi che sapranno cogliere le opportunità offerte dalle nuove norme a vantaggio dei loro clienti.

L'abolizione delle tariffe di roaming è alla base del mercato unico digitale dell'UE ed è un altro passo verso la creazione di una società digitale europea unita e sostenibile, accessibile per tutti i cittadini."

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte frequenti

Scheda informativa generale sull'abolizione delle tariffe di roaming

Scheda informativa dettagliata: come funziona?

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 13 giugno 2017.  In data odierna l'UE celebra i 30 anni di "Erasmus", il suo programma di scambi all'estero che ha coinvolto finora 9 milioni di persone.

Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione europea, e Antonio Tajani, Presidente del Parlamento europeo, presiedono oggi le celebrazioni organizzate per il 30° anniversario del programma Erasmus presso il Parlamento europeo di Strasburgo. Per sottolineare l'occasione, la Commissione vara inoltre la nuova applicazione mobile per il programma Erasmus+. L'app, concepita per gli studenti e per coloro che partecipano a corsi professionali e a scambi di giovani, faciliterà la loro esperienza nell'ambito di Erasmus+.

Il Presidente Jean-Claude Juncker ha dichiarato: "Ogni singolo euro che investiamo in Erasmus+ è un investimento nel futuro: il futuro dei giovani e il futuro del nostro ideale europeo. Non riesco ad immaginare nulla che meriti i nostri investimenti più di questi leader di domani. Mentre celebriamo la novemilionesima persona che ha preso parte al programma dobbiamo fare in modo di essere nove volte più ambiziosi per l'avvenire di Erasmus+."

Tibor Navraciscs, Commissario responsabile per l'Istruzione, la cultura, la gioventù e lo sport, ha dichiarato: "Esattamente come ogni scambio Erasmus+ offre un'esperienza di vita che arricchisce dal punto di vista professionale e personale, così questi 30 anni hanno donato all'Europa una generazione dotata di mentalità aperta e spirito imprenditoriale, 9 milioni di persone che oggi stanno plasmando il futuro della nostra società. Portando Erasmus+ sulla punta delle dita, la nuova app avvicinerà l'Europa ai giovani di tutto il mondo ."

Per un programma destinato a sostenere oltre 4 milioni di persone nelle loro attività di studio, formazione e volontariato all'estero tra il 2014 e il 2020, l'applicazione mobile di Erasmus+ è un miglioramento importante che costituirà una guida per studenti, partecipanti a corsi di formazione e giovani durante tutta la loro esperienza Erasmus+, contribuendo così a rendere il programma maggiormente inclusivo ed accessibile a tutti. La Commissione si impegna fermamente a costruire il futuro di Erasmus+ oltre il 2020 insieme alla generazione Erasmus per rafforzare il programma e garantire che raggiunga una cerchia di giovani ancora più vasta.

L'applicazione mobile di Erasmus+ consentirà ai partecipanti di:

  • verificare agevolmente i progressi conseguiti nelle varie tappe amministrative prima, durante e dopo il loro soggiorno all'estero. Grazie all'app gli studenti saranno anche in grado di approvare e firmare online le loro convenzioni di studio con le università di origine e di accoglienza;
  • condividere e votare i consigli migliori per aiutare altre persone ad integrarsi nella comunità locale e
  • migliorare le loro conoscenze linguistiche mediante un link diretto alla Erasmus+ Online Linguistic Support platform (piattaforma di sostegno linguistico online di Erasmus+), che offre corsi online con insegnante e tutoraggio interattivo.

La prima versione dell'app è già disponibile per iOS e Android. Nuovi elementi e aggiornamenti costanti consentiranno a breve di estenderla ad altri gruppi di partecipanti ad Erasmus+ e faranno in modo che l'app soddisfi le esigenze future della generazione Erasmus+.

Dal 1987, anno di nascita del programma Erasmus originale, 9 milioni di persone hanno già beneficiato di uno scambio all'estero. Nel corso della celebrazione odierna a Strasburgo i Presidenti del Parlamento europeo e della Commissione consegneranno un premio simbolico per il "novemilionesimo partecipante ad Erasmus" a 33 rappresentanti della generazione Erasmus+, uno per ogni paese europeo che aderisce al programma. Alla cerimonia di premiazione seguiranno dibattiti sul futuro del programma Erasmus+ oltre il 2020, animati da giovani, partecipanti ad Erasmus+ ed organizzazioni Erasmus+, ONG, membri del Parlamento europeo nonché attuali ed ex membri della Commissione europea, tra cui coloro che hanno contribuito alla creazione del programma Erasmus originale.

Contesto

Dal suo avvio nel 1987, con la partecipazione di 11 paesi e 3 200 studenti, Erasmus ha offerto a 9 milioni di persone l'opportunità di studiare, formarsi, partecipare ad attività di volontariato o acquisire esperienza professionale all'estero. Nel 2014 è stato creato il programma Erasmus+, che riunisce in un unico ambito UE tutte le iniziative adottate nei settori dell'istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport. Con 33 paesi europei che attualmente partecipano al programma (tutti e 28 gli Stati membri dell'UE più la Turchia, l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, la Norvegia, l'Islanda e il Liechtenstein), in meno di tre anni oltre 2 milioni di persone hanno potuto beneficiare di un'esperienza Erasmus+.

Per coinvolgere la generazione Erasmus+ nell'ideare il futuro del programma, la Commissione ha lanciato il Punto d'incontro online della generazione Erasmus+, un sito web che offre ai giovani e alle organizzazioni l'opportunità di avviare dibattiti con esperti nei settori della gioventù, dell'istruzione e della formazione, di proporre temi di discussione, individuare problemi e presentare soluzioni. La nuova app integra tali iniziative.

Per ulteriori informazioni

Anniversario di Erasmus+

Video Erasmus+

Calendario degli eventi celebrativi di Erasmus

IP/17/1574

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 8 giugno 2017. Oggi al Consiglio "Giustizia" 20 Stati membri hanno raggiunto un accordo politico sull'istituzione della nuova Procura europea nel quadro della cooperazione rafforzata.

L'accordo dovrà ora essere approvato dal Parlamento europeo. Una volta istituita, la Procura indipendente dell'UE sarà dotata dei poteri di indagare e perseguire i reati a danno del bilancio dell'UE, quali corruzione o frodi relative ai fondi dell'UE oppure frodi IVA a livello transfrontaliero. Sarà un organismo forte, indipendente ed efficiente specializzato nella lotta alla criminalità finanziaria nell'UE.

Günther H. Oettinger, Commissario per il bilancio e le risorse umane, ha dichiarato: "Nei casi di frodi a danno del bilancio dell'UE applichiamo la politica della tolleranza zero. Ogni centesimo del bilancio va speso a beneficio dei cittadini dell'UE. Con una procura europea forte, indipendente ed efficiente intensifichiamo i nostri sforzi per proteggere il denaro dei contribuenti grazie a un approccio europeo alle indagini e alle azioni penali nei casi di reati a danno del bilancio dell'Unione. Con la Procura europea veniamo a integrare in modo sostanziale i mezzi di cui dispone attualmente l'Unione europea, in particolare l'operato dell'OLAF nel settore delle indagini amministrative."

Vĕra Jourová, Commissaria UE per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: "Abbiamo lavorato duramente per coinvolgere il numero maggiore possibile di Stati membri e non posso che felicitarmi del fatto che oggi abbiamo 20 membri fondatori della Procura europea. Si tratta di un grande successo che garantisce fin dal primo giorno la piena efficienza della Procura europea. Ed è una bella giornata per il contribuente europeo. La Procura europea verrà a integrare l'operato prezioso di Eurojust, l'Agenzia dell'UE per la cooperazione giudiziaria penale, consentendo a quest'ultima di dedicare maggiori risorse alla lotta contro il terrorismo, il traffico di esseri umani o altri crimini."

Perché una Procura europea?

Ogni anno i bilanci nazionali europei perdono come minimo 50 miliardi di euro di gettito IVA a causa di frodi transfrontaliere. La criminalità organizzata transnazionale guadagna miliardi di euro ogni anno eludendo le norme nazionali ed evitando le azioni penali. Oltre all'ambito dell'IVA, nel 2015 gli Stati membri hanno individuato e segnalato alla Commissione irregolarità fraudolente per un importo di circa 638 milioni di euro. Gli strumenti a disposizione dei procuratori nazionali nella lotta contro la criminalità finanziaria transfrontaliera su vasta scala sono limitati. La nuova procura dell'UE condurrà rapide indagini in tutta Europa, procedendo a uno scambio di informazioni in tempo reale. Si tratta di una grande svolta.

Come lavorerà la Procura europea?

  • Un organismo indipendente

La procura europea agirà come organismo unico in tutti gli Stati membri partecipanti. Sarà un organismo altamente specializzato e indipendente, istituito al di fuori delle istituzioni e dei servizi dell'UE esistenti. La Procura europea agirà nell'interesse dell'UE, senza chiedere o ricevere istruzioni dalle istituzioni dell'UE o dalle autorità nazionali.

  • Una cooperazione efficiente con le autorità nazionali

La Procura europea disporrà di una sede centrale a livello UE e di sedi decentrate ubicate negli Stati membri, dove opereranno procuratori delegati europei che in parallelo continueranno a svolgere le funzioni di procuratori nazionali ("doppio incarico"). La sede centrale opererà una supervisione delle indagini e delle azioni penali effettuate a livello nazionale al fine di garantire un effettivo coordinamento e un approccio uniforme in tutta l'UE. In questo modo, pur mantenendo la propria indipendenza, acquisirà grande esperienza e competenza in materia di ordinamenti giuridici nazionali. Quando la Procura europea avvierà un'indagine, le autorità nazionali non potranno più esercitare le proprie competenze in relazione alla stessa attività criminale.

  • Il potere di condurre attività investigative e azioni penali rapide

La Procura europea sarà in grado di indagare in modo efficiente reati commessi a danno del bilancio UE e frodi IVA, ad esempio frodi di importo superiore a 10 000 euro a danno dei fondi europei e frodi IVA a livello transfrontaliero di importo superiore a 10 milioni di euro. La Procura sarà in grado di intervenire rapidamente a livello transfrontaliero senza le lungaggini delle procedure di cooperazione giudiziaria e potrà intentare azioni legali contro i criminali direttamente dinanzi ai tribunali nazionali. Ciò dovrebbe garantire una maggiore efficacia dell'azione penale e un migliore recupero delle somme oggetto di frode.

  • Un approccio organico per proteggere il denaro dei contribuenti

Mentre la Procura europea sarà responsabile delle indagini penali, l'OLAF continuerà a effettuare indagini amministrative sulle irregolarità e frodi a danno degli interessi finanziari dell'Unione in tutti gli Stati membri dell'UE. Questo approccio garantirà la più ampia protezione possibile del bilancio dell'UE, aumentando il numero di condanne e i tassi di recupero.

Prossime tappe

L'orientamento generale concordato oggi in sede di Consiglio da Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Spagna e Slovenia, dovrà ora ricevere l'approvazione del Parlamento europeo prima che il regolamento possa essere adottato. Dopo l'adozione del regolamento altri Stati membri potranno aggiungersi in qualsiasi momento ai 20 membri fondatori.

Contesto

Sulla base del trattato di Lisbona (articolo 86 TFUE), la Commissione europea ha proposto nel 2013 di istituire la Procura europea. La Danimarca, l'Irlanda e il Regno Unito si avvalgono della clausola di opt-out dalla Procura europea.

Per ulteriori informazionie

D&R

Procura europea

Oggi la Commissione adotta nuove misure per far avanzare l'Unione dei mercati dei capitali (UMC), un progetto faro della Commissione Juncker per stimolare l'occupazione e la crescita in Europa.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250A quasi due anni dall'avvio del piano d'azione per l'Unione dei mercati dei capitali, la Commissione presenta oggi una serie di importanti nuove iniziative volte ad assicurare che il programma di riforma sia ancora all'altezza del suo obiettivo.

L'UMC è un pilastro fondamentale del piano di investimenti per l'Europa, il cosiddetto piano Juncker. Con una combinazione di riforme normative e non, il progetto si propone di migliorare il collegamento tra i risparmi e gli investimenti. Mira quindi a rafforzare il sistema finanziario europeo, offrendo fonti di finanziamento alternative e aumentando le opportunità di investimento per i consumatori e gli investitori istituzionali. Per le imprese, in particolare per le PMI e le start-up, l'UMC significa accedere a più opportunità di finanziamento, quali il venture capital e il finanziamento collettivo. Il rilancio dell'UMC pone un forte accento sul finanziamento sostenibile e verde: poiché il settore finanziario inizia ad aiutare gli investitori sensibili alla sostenibilità a scegliere imprese e progetti adeguati, la Commissione intende diventare la leader mondiale del sostegno alle iniziative di questa natura.

Il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, responsabile per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e i mercati dei capitali ha dichiarato:"L'UMC resta al centro degli sforzi per stimolare gli investimenti europei e creare posti di lavoro e crescita. Dovendo fare i conti con l'uscita del principale centro finanziario dell'UE, intendiamo aumentare gli sforzi per continuare a rafforzare e integrare i mercati dei capitali dell'UE. Questa revisione chiarisce la portata della sfida e contiamo sul sostegno del Parlamento e degli Stati membri per poterla affrontare."

Il Vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen, responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: "La Commissione ha lavorato duramente per dare un impulso decisivo all'UMC. In soli venti mesi abbiamo realizzato due terzi degli impegni iniziali e altre significativi interventi sono in preparazione. Stiamo ora ampliando il nostro campo d'azione per affrontare nuove sfide, quali il finanziamento di investimenti sostenibili e la valorizzazione del potenziale della tecnologia finanziaria. Le nuove misure presentate oggi rinnovano e rafforzano l'impegno della Commissione e ci fanno imboccare in modo irreversibile la strada dell'UMC."

La revisione intermedia riferisce sui buoni progressi compiuti finora nell'attuazione del piano d'azione 2015, con circa due terzi delle 33 azioni realizzate in venti mesi. Di recente i colegislatori hanno concordato in linea di principio due proposte di grande portata. Il pacchetto sulle cartolarizzazioni permette di liberare capacità nei bilanci delle banche, generando finanziamenti aggiuntivi per le famiglie e le imprese in rapida crescita. La riforma dei fondi di venture capital consente di facilitare gli investimenti nelle imprese innovative di piccole e medie dimensioni. Inoltre l'anno scorso abbiamo raggiunto un accordo sul nuovo regime dei prospetti che consentirà un più facile accesso ai mercati pubblici in particolare per le PMI. Tuttavia il sostegno pieno e costante del Parlamento Europeo, degli Stati membri e dei partecipanti al mercato è di fondamentale importanza per il successo dell'UMC.

La revisione intermedia definisce inoltre il calendario delle nuove azioni che saranno rese note nei prossimi mesi, come ad esempio un prodotto pensionistico personale paneuropeo per aiutare i cittadini a finanziare il proprio pensionamento. Inoltre la Commissione proseguirà i lavori per il miglioramento del quadro di vigilanza per l'integrazione dei mercati dei capitali, l'aumento della proporzionalità delle norme per le PMI quotate in borsa e le imprese di investimento, la valorizzazione del potenziale della tecnologia finanziaria e la promozione degli investimenti sostenibili.

Oltre alla revisione intermedia dell'UMC, la Commissione presenta anche misure per incoraggiare gli investimenti a lungo termine attraverso una revisione della calibrazione prudenziale per gli investimenti in società di infrastrutture. Proponiamo di ridurre l'entità del capitale che le imprese di assicurazione devono possedere quando investono in società di infrastrutture. Queste modifiche mirate al regolamento delegato "Solvibilità II" intendono sostenere ulteriormente gli investimenti nelle infrastrutture.

Dettagli delle proposte

La revisione intermedia dell'UMC contiene nove nuove azioni prioritarie:

  1. rafforzare i poteri dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati per promuovere una vigilanza efficace e uniforme in tutta l'UE e oltre;
  2. creare un ambiente normativo più proporzionato per le PMI quotate sui mercati pubblici;
  3. rivedere il trattamento prudenziale delle imprese di investimento;
  4. valutare la possibilità di un quadro per il rilascio di licenze e passaporti per le attività di tecnologia finanziaria;
  5. presentare misure a sostegno dei mercati secondari per i crediti deteriorati e valutare iniziative legislative per rafforzare la capacità dei creditori garantiti di recuperare il valore dei prestiti garantiti alle imprese e agli imprenditori;
  6. garantire un seguito alle raccomandazioni del gruppo di esperti ad alto livello sulla finanza sostenibile;
  7. facilitare la distribuzione e la supervisione a livello transfrontaliero degli OICVM e dei fondi di investimento alternativi (FIA);
  8. fornire orientamenti sulle norme dell'UE vigenti relative al trattamento degli investimenti transfrontalieri nell'UE e un quadro adeguato per la risoluzione amichevole delle controversie in materia di investimenti;
  9. proporre una strategia globale dell'UE per vagliare misure a sostegno dello sviluppo dei mercati dei capitali locali e regionali.

Inoltre la Commissione porterà avanti le azioni in sospeso nell'ambito del piano d'azione 2015. In particolare la Commissione presenterà:

  1. una proposta legislativa su un prodotto pensionistico personale paneuropeo per aiutare i cittadini a finanziare il proprio pensionamento; 
  2. una proposta legislativa per un quadro dell'UE sulle obbligazioni garantite per aiutare le banche a finanziare le proprie attività di prestito;
  3. una proposta legislativa in materia di valori mobiliari per aumentare la certezza del diritto in materia di detenzione di titoli in un contesto transfrontaliero.

Contesto

L'UMC si prefigge di rafforzare il flusso di capitale privato verso le imprese in crescita, gli investimenti in infrastrutture, le transizioni energetiche e altri progetti alla base della crescita sostenibile. Rimuovendo gli ostacoli al libero flusso transfrontaliero di capitali si rafforzerà l'Unione economica e monetaria, sostenendo la convergenza economica e contribuendo ad assorbire gli shock economici nella zona euro e al di fuori di essa, rendendo in tal modo l'economia europea più resiliente. Mercati dei capitali più forti, meglio collegati agli investimenti produttivi, creeranno migliori opportunità d'investimento per i fondi pensione e gli investitori al dettaglio e istituzionali che risparmiano a lungo termine e per il pensionamento.

A gennaio 2017 la Commissione ha avviato una consultazione sulla revisione intermedia dell'UMC, dando così ai portatori d'interesse un'opportunità per fornire un contributo mirato al fine di integrare e promuovere le azioni presentate nel piano d'azione per l'Unione dei mercati dei capitali. Il 30 settembre 2015 la Commissione ha adottato il piano di azione per la creazione dell'Unione dei mercati dei capitali, che prevede un programma di azioni volte a porre le basi entro il 2019 di un mercato dei capitali integrato nell'Unione europea.

Il piano di azione si articola intorno ai seguenti principi fondamentali:

  • collegare i finanziamenti all'economia reale sviluppando fonti di finanziamento non bancario;
  • creare maggiori opportunità per gli investitori;
  • promuovere un sistema finanziario più forte e più resiliente;
  • approfondire l'integrazione finanziaria e accrescere la concorrenza.

Per ulteriori informazioni:

MEMO

Scheda informativa

Comunicazione sull'Unione dei mercati dei capitali - Accelerare le riforme

Piano di azione per la creazione dell'Unione dei mercati dei capitali

IP/17/1529

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