dall'Europa

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 7 giugno 2017. L'Unione europea e i suoi Stati membri hanno firmato oggi un piano strategico che definisce a grandi linee il futuro della politica europea di sviluppo. Il "nuovo Consenso europeo in materia di sviluppo" rappresenta una nuova visione collettiva e un nuovo piano d'azione per eliminare la povertà e realizzare uno sviluppo sostenibile.

La strategia, elaborata congiuntamente sotto forma di dichiarazione comune, è stata sottoscritta oggi, nel quadro delle Giornate europee dello sviluppo - due giornate che ogni anno vengono dedicate a questo tema - dal Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, dal primo ministro maltese Joseph Muscat, a nome del Consiglio e degli Stati membri, dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e dall'alta rappresentante/vicepresidente Federica Mogherini.

Il nuovo Consenso europeo in materia di sviluppo costituisce un quadro comune generale di riferimento per la cooperazione europea allo sviluppo e per la prima volta si applica in tutti i suoi elementi a tutte le istituzioni dell'Unione europea e a tutti gli Stati membri, che si sono impegnati a cooperare più strettamente.

Il nuovo Consenso ribadisce con forza che l'eliminazione della povertà rimane l'obiettivo principale della politica europea di sviluppo, integrando le dimensioni economica, sociale e ambientale dello sviluppo sostenibile. Così facendo, esso allinea l'azione europea a favore dello sviluppo all'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che costituisce una dimensione trasversale della strategia globale dell'UE.

I leader europei hanno ribadito il loro impegno in tre settori:

  1. essi riconoscono le forti interconnessioni tra i diversi elementi di tale azione, che comprendono lo sviluppo, la pace e la sicurezza, gli aiuti umanitari, la migrazione, l'ambiente e il clima, nonché dimensioni trasversali quali le nuove generazioni, la parità di genere, la mobilità e la migrazione, le fonti di energia sostenibili e i cambiamenti climatici, gli investimenti e gli scambi, la buona governance, la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani, un impegno innovativo con i paesi in via di sviluppo più avanzati e la mobilitazione e l'utilizzo delle risorse nazionali;
  2. il nuovo Consenso prevede inoltre un approccio globale ai mezzi di attuazione, che combina gli aiuti allo sviluppo di tipo tradizionale con altre risorse, politiche solide e un approccio rafforzato alla coerenza tra le strategie, ricordando che la cooperazione allo sviluppo dell'UE deve essere sempre considerata nel contesto dell'impegno dei paesi partner. Il consenso costituisce la base a partire dalla quale l'UE e i suoi Stati membri possono esplorare forme innovative di finanziamento dello sviluppo, stimolare e incentivare gli investimenti del settore privato e mobilitare ulteriori risorse interne da destinare allo sviluppo;
  3. l'UE e i suoi Stati membri daranno vita a partenariati più mirati, che coinvolgono una più ampia gamma di portatori di interessi, tra cui la società civile, e di paesi partner, in qualsiasi fase di sviluppo essi si trovino. Essi dovranno inoltre migliorare la fase dell'attuazione sul campo, collaborando meglio e tenendo conto dei rispettivi vantaggi comparativi.

Contesto

L'Europa è un leader di primo piano a livello globale nel settore dello sviluppo, essendo in effetti il principale erogatore mondiale di aiuti ufficiali allo sviluppo. Il nuovo consenso europeo in materia di sviluppo è stato concordato congiuntamente, in maniera aperta e trasparente, da tutte le istituzioni europee e da tutti gli Stati membri dell'UE, consultando anche altri partner e, prevedendo l'allineamento dell'azione esterna dell'UE all'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, rappresenta la risposta dell'UE alle tendenze e alle sfide globali più urgenti.

L'Agenda 2030, che è stata approvata dalla comunità internazionale nel settembre 2015, si articola attorno ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile e dei relativi traguardi, da raggiungere entro il 2030. A conclusione di una serie di conferenze e vertici internazionali che hanno avuto luogo nel 2015 ad Addis Abeba e a Parigi, la comunità internazionale dispone di un nuovo e ambizioso quadro di collaborazione che permette a tutti i paesi di affrontare insieme sfide comuni. Per la prima volta, gli obiettivi di sviluppo sostenibile sono universalmente applicabili a tutti i paesi e l'UE è decisa ad essere uno dei principali protagonisti della loro attuazione.

Il 22 novembre 2016, la Commissione europea ha esposto le sue idee relative ad un approccio strategico allo sviluppo sostenibile in Europa e nel mondo, tra cui una proposta della Commissione relativa a un nuovo consenso. Da allora, il Parlamento europeo, il Consiglio sotto la presidenza maltese e la Commissione si sono impegnati in un'intensa serie di discussioni interistituzionali volta a concordare una nuova visione collettiva della politica di sviluppo che tenga conto dell'Agenda 2030 e delle altre sfide globali.

Esercitando la propria azione attraverso la politica estera ed altre politiche, l'Europa svolge un ruolo di capofila sul fronte dello sviluppo sostenibile e dell'Agenda 2030.

Per ulteriori informazioni:

Dichiarazione comune del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio, del Parlamento europeo e della Commissione europea: Un nuovo consenso europeo per lo sviluppo: "Il nostro mondo, la nostra dignità, il nostro futuro"

Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

  

IP/17/1503

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 7 giugno 2017. La Commissione vara in data odierna un Fondo europeo per la difesa al fine di aiutare gli Stati membri ad utilizzare il denaro dei contribuenti in modo più efficiente, ridurre le duplicazioni della spesa e ottenere il miglior rapporto qualità/prezzo nella spesa sostenuta. Annunciato dal Presidente Juncker nel settembre 2016 e avallato dal Consiglio europeo nel dicembre 2016, il Fondo coordinerà, integrerà e amplificherà gli investimenti nazionali per la ricerca nel settore della difesa, nello sviluppo di prototipi e nell'acquisizione di tecnologie e materiali di difesa.

Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha affermato: "Le persone in tutta Europa sono preoccupate per la loro sicurezza e per quella dei loro figli. Ad integrazione della cooperazione con la NATO, dal nostro canto dobbiamo fare di più e meglio. Oggi dimostriamo di essere coerenti con le nostre affermazioni. Il Fondo fungerà da catalizzatore per un'industria europea della difesa forte, che sviluppa tecnologie e materiali all'avanguardia e pienamente interoperabili. Gli Stati membri rimarranno alla guida, otterranno il miglior rapporto qualità/prezzo nella spesa sostenuta e, in ultima analisi, vedranno aumentare la loro influenza."

Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il Mercato interno, l'industria, l'imprenditoria e le PMI, ha aggiunto: "L'Europa deve diventare un garante della sicurezza. Il Fondo sosterrà la ricerca collaborativa nel settore della difesa e lo sviluppo congiunto di capacità di difesa. Esso determinerà quindi un punto di svolta per l'autonomia strategica dell'UE e per la competitività dell'industria europea della difesa, comprese le numerose PMI e imprese a media capitalizzazione che costituiscono la catena di approvvigionamento della difesa europea."

Il Fondo europeo per la difesa comprende due sezioni:

  • Ricerca: l'elemento "ricerca" del Fondo sta già dando risultati. A partire dal 2017 l'UE concederà, per la prima volta, sovvenzioni destinate alla ricerca collaborativa in tecnologie e prodotti per la difesa innovativi, interamente e direttamente finanziate dal bilancio dell'UE. I progetti ammissibili al finanziamento dell'UE si concentreranno sui settori prioritari precedentemente concordati dagli Stati membri e possono comprendere l'elettronica, i metamateriali, i software cifrati o la robotica. I finanziamenti saranno i seguenti:

o    90 milioni di EUR stanziati fino alla fine del 2019, con 25 milioni di EUR stanziati per il 2017. Oggi viene pubblicato un invito a presentare proposte per progetti nel settore dei sistemi senza pilota in ambiente navale e dei sistemi per i soldati. La firma delle prime convenzioni di sovvenzione è prevista per la fine dell'anno.

o    500 milioni di EUR l'anno dopo il 2020. Nel 2018 la Commissione proporrà un programma UE specifico di ricerca nel settore della difesa con una dotazione annua stimata di 500 milioni di EUR, che renderà l'UE uno dei maggiori investitori nella ricerca nel settore della difesa in Europa.

  • Sviluppo e acquisizione: il Fondo introdurrà incentivi affinché gli Stati membri cooperino nello sviluppo congiunto e nell'acquisizione di tecnologie e materiali di difesa attraverso il cofinanziamento a titolo del bilancio dell'UE e il sostegno pratico della Commissione. Gli Stati membri possono ad esempio investire congiuntamente nello sviluppo della tecnologia dei droni o della comunicazione via satellite, o acquistare in blocco elicotteri per ridurre i costi. Saranno ammissibili solo i progetti collaborativi e una parte della dotazione complessiva sarà destinata ai progetti che comportano la partecipazione transfrontaliera delle PMI. Il cofinanziamento offerto dall'UE sarà pari a:

o    una dotazione complessiva pari a 500 milioni di EUR per il 2019 e il 2020 nel quadro di un programma specifico di sviluppo del settore industriale della difesa, proposto in data odierna.

o    1 miliardo di EUR l'anno dopo il 2020. Un programma più ingente verrà preparato per il periodo successivo al 2020, con una dotazione annua stimata di 1 miliardo di EUR. Il programma incentiverà i finanziamenti nazionali con un effetto moltiplicatore atteso pari a 5 e potrebbe pertanto generare investimenti complessivi nello sviluppo di capacità di difesa pari a 5 miliardi di EUR l'anno dopo il 2020.

Un Fondo europeo per la difesa ambizioso contribuirà alla creazione di un'Unione europea che protegge e difende i suoi cittadini ed è complementare agli altri due fili conduttori: il piano di attuazione della strategia globale in materia di sicurezza e di difesa, che definisce un nuovo grado di ambizione per l'Unione e individua una serie di azioni finalizzate alla sua realizzazione, e l'attuazione della dichiarazione congiunta UE-NATO firmata dal Presidente del Consiglio europeo, dal Presidente della Commissione e dal Segretario generale della NATO.

Con il sostegno del Parlamento europeo e degli Stati membri, il Fondo europeo per la difesa può diventare rapidamente il motore per lo sviluppo dell'Unione della sicurezza e della difesa che i cittadini si aspettano.

Guardando al futuro, e a seguito del Libro bianco della Commissione sul futuro dell'Europa, la Commissione pubblica oggi anche un documento di riflessione per avviare un dibattito pubblico su come l'UE a 27 potrebbe svilupparsi nel settore della difesa entro il 2025.

Contesto

Nei suoi orientamenti politici del giugno 2014, il Presidente della Commissione europea Juncker ha fatto del rafforzamento della sicurezza dei cittadini europei una priorità. Nel discorso del 2016 sullo stato dell'Unione il Presidente Juncker ha annunciato la creazione di un Fondo europeo per la difesa.

Solidi motivi economici spingono gli Stati membri dell'UE a intensificare la cooperazione nella spesa per la difesa. Si stima che la mancanza di cooperazione tra gli Stati membri nel settore della difesa e della sicurezza costi ogni anno tra 25 e 100 miliardi di EUR. L'80% degli appalti e oltre il 90% della ricerca e tecnologia sono limitati alla dimensione nazionale. Mettendo in comune le commesse si potrebbe risparmiare fino al 30% della spesa annua per la difesa.

L'approccio frammentario nel settore della difesa determina anche inutili duplicazioni e incide sulla schierabilità delle forze di difesa. L'UE conta 178 sistemi d'arma diversi, rispetto ai 30 degli Stati Uniti, e 17 tipi diversi di carri armati, rispetto ad un solo tipo negli Stati Uniti. In Europa abbiamo più costruttori di elicotteri che governi in grado di acquistarli.

Il 30 novembre 2016 la Commissione europea ha presentato il piano d'azione europeo in materia di difesa, nel quale illustra come un Fondo europeo per la difesa e altre iniziative siano in grado di rendere più efficiente la spesa degli Stati membri per le capacità di difesa comuni, rafforzare la sicurezza dei cittadini europei e promuovere una base industriale competitiva e innovativa. L'iniziativa è stata accolta con favore dai leader dell'UE in occasione del Consiglio europeo del dicembre 2016 e del marzo 2017 e la Commissione è stata incaricata di formulare le proposte presentate oggi.

Per ulteriori informazioni

Scheda informativa sui motivi a favore di una maggiore cooperazione nell'UE in materia di sicurezza e di difesa

Scheda informativa sul Fondo europeo per la difesa

Il Fondo europeo per la difesa – Domande frequenti

Domande e risposte – Il futuro della difesa europea

Comunicazione "L'istituzione del Fondo europeo per la difesa"

Proposta di regolamento

Invito a presentare proposte

IP/17/1508

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 1° giugno 2017. Un anno fa la Commissione europea e quattro grandi piattaforme di social media hanno adottato un codice di condotta per contrastare l'illecito incitamento all'odio online.

Tale codice contiene una serie di impegni da parte di Facebook, Twitter, YouTube e Microsoft per combattere la diffusione dell'incitamento all'odio online in Europa. In occasione del primo anniversario del codice è stata pubblicata una sua valutazione, svolta da ONG e organismi pubblici di 24 Stati membri, da cui emerge che le società informatiche hanno compiuto notevoli progressi nell'onorare gli impegni assunti.

Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario per il Mercato unico digitale, si è felicitato di questi progressi: "La stretta collaborazione con il settore privato e la società civile per combattere l'illecito incitamento all'odio sta dando i suoi frutti e noi moltiplicheremo gli sforzi comuni. Stiamo ora cercando di rafforzare il coordinamento tra le varie iniziative e forum avviati con le piattaforme online e di rendere più chiare le procedure di notifica e azione per eliminare i contenuti illeciti in modo efficiente, preservando nel contempo la libertà di espressione, che è essenziale".

Vĕra Jourová, Commissaria europea per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: "I risultati della seconda valutazione del codice di condotta sono incoraggianti. Le società informatiche stanno eliminando, a un ritmo più sostenuto, il doppio dei casi di illecito incitamento all'odio rispetto a sei mesi fa. Si tratta di un importante passo avanti e dimostra che un approccio di autoregolamentazione può funzionare se tutti gli attori fanno la loro parte. Va tuttavia ricordato che le società informatiche hanno una grande responsabilità e devono compiere ulteriori progressi per tenere fede a tutti gli impegni assunti. È inoltre importante che forniscano feedback a chi ha notificato casi di contenuti di illecito incitamento all'odio".

L'Unione europea si fonda su una serie di valori: rispetto della dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto, diritti fondamentali. L'UE e i suoi Stati membri, insieme alle società di social media e altre piattaforme, devono adoperarsi affinché Internet non diventi un rifugio sicuro per l'illecito incitamento all'odio e la violenza.

Sottoscrivendo il codice di condotta, le società informatiche si sono impegnate in particolare a riesaminare in meno di 24 ore la maggior parte delle notifiche valide di illecito incitamento all'odio e a rimuovere tale contenuto o a bloccarne l'accesso, se necessario, sulla base delle legislazioni nazionali che recepiscono il diritto europeo. Il codice ha inoltre sottolineato la necessità di proseguire le discussioni su come promuovere la trasparenza e incoraggiare messaggi alternativi che contrastino l'incitamento all'odio.

Un anno dopo la sua adozione, il codice di condotta per contrastare l'illecito incitamento all'odio online ha dato importanti risultati, ma restano ancora alcune sfide:

  • in media, nel 59% dei casi le società informatiche hanno risposto alle notifiche riguardanti l'illecito incitamento all'odio rimuovendo il contenuto. Questa percentuale è più di due volte superiore a quella del 28% registrata sei mesi fa;
  • nello stesso periodo di sei mesi la percentuale di notifiche riesaminate entro 24 ore è passata da 40% a 51%. Facebook, tuttavia, è la sola società che ha raggiunto pienamente l'obiettivo di riesaminare la maggior parte delle notifiche entro il giorno stesso;
  • rispetto alla situazione di sei mesi fa, le società informatiche sono diventate più efficaci nel trattare le notifiche provenienti da cittadini allo stesso modo di quelle provenienti da organizzazioni che utilizzano canali di segnalazione affidabili. Tuttavia, persistono alcune differenze e i tassi di rimozione globali rimangono più bassi quando la notifica proviene dal pubblico;
  • infine, il monitoraggio ha evidenziato che mentre Facebook invia agli utenti un feedback sistematico sul modo in cui le loro notifiche sono state valutate, tra le società informatiche le pratiche differiscono notevolmente. La qualità del feedback sulla motivazione della decisione è un aspetto in cui sono possibili ulteriori progressi.

Miglioramento della gestione dei reclami degli utenti e cooperazione con la società civile

Nel corso dell'ultimo anno le società informatiche hanno rafforzato i loro sistemi di segnalazione e reso più facile segnalare i casi di incitamento all'odio. Hanno impartito formazioni al loro personale e hanno intensificato la cooperazione con la società civile. L'attuazione del codice di condotta ha rafforzato e allargato a tutta l'Europa la rete di società informatiche che utilizzano sistemi affidabili di segnalazione.

L'aumento della cooperazione con le organizzazioni della società civile ha portato a un miglioramento della qualità delle notifiche, a una riduzione dei tempi di trattamento minori e a migliori risultati in termini di reazioni alle notifiche.

Prossime tappe

La Commissione continuerà a monitorare l'attuazione del codice di condotta con l'aiuto delle organizzazioni della società civile. Si prevedono miglioramenti da parte delle società informatiche, in particolare per quanto riguarda la trasparenza dei criteri per l'analisi dei contenuti segnalati e il feedback agli utenti.

La Commissione terrà conto dei risultati della valutazione nel quadro dei lavori annunciati nella revisione intermedia dell'attuazione della strategia per il mercato unico digitale. Continuerà inoltre ad adoperarsi per promuovere una cooperazione più efficace tra le società informatiche e le autorità nazionali.

Contesto

La decisione quadro sulla lotta contro il razzismo e la xenofobia qualifica come reato l'istigazione pubblica alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone, o di un suo membro, definito in riferimento alla razza, al colore, alla religione, all'ascendenza o all'origine nazionale o etnica. L'incitamento all'odio, quale definito nella decisione quadro, costituisce reato anche quando è effettuato nel mondo online.

Da un recente sondaggio europeo è emerso che il 75% delle persone che hanno seguito o partecipato a dibattiti online è incorso in episodi di abuso, minaccia o incitamento all'odio. Quasi la metà dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato che questo l'ha scoraggiata dall'impegnarsi in discussioni online.

L'UE e i suoi Stati membri, insieme alle società di social media e altre piattaforme, condividono la responsabilità collettiva di promuovere e favorire la libertà di espressione nel mondo online. Nel contempo, tutti questi attori hanno la responsabilità di assicurare che Internet non diventi un rifugio sicuro per la violenza e l'odio.

Per far fronte al crescente problema dell'illecito incitamento all'odio online, il 31 maggio 2016 la Commissione europea e quattro grandi società informatiche (Microsoft, Facebook, Twitter e YouTube) hanno adottato il codice di condotta per contrastare l'illecito incitamento all'odio online. Il 7 dicembre 2016 la Commissione ha presentato i risultati della prima valutazione dell'attuazione del codice di condotta.

La revisione intermedia dell'attuazione della strategia per il mercato unico digitale, pubblicata il 10 maggio 2017, ha confermato la necessità di continuare ad adoperarsi per fissare i requisiti procedurali minimi che gli intermediari online devono rispettare quando adottano le procedure di notifica e azione, anche per quanto riguarda i criteri per valutare la qualità delle notifiche, le procedure di contro notifica, gli obblighi di rendicontazione, i meccanismi di consultazione di terzi e i sistemi di risoluzione delle controversie. Nella stessa ottica, la proposta della Commissione sulla revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi contiene disposizioni rigorose che fanno obbligo alle piattaforme di predisporre un sistema di segnalazione per il materiale audiovisivo contenente incitamento all'odio online.

La Commissione ha avviato una serie di dialoghi con le piattaforme online all'interno del mercato unico digitale (ad esempio il forum dell'UE su Internet, il codice di condotta sull'illecito incitamento all'odio online e il protocollo d'intesa sulla vendita di merci contraffatte via internet) e prevede di coordinarli in modo più efficiente per garantire i migliori risultati possibili.

Tali iniziative, avviate dalla Commissione, contribuiscono anche all'azione dei leader del G7 che si sono recentemente impegnati a sostenere gli sforzi dell'industria e a potenziare il dialogo con la società civile per combattere l'estremismo online.

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte

Scheda informativa sulla seconda valutazione

Varo del codice di condotta sull'illecito incitamento all'odio online

Codice di condotta

Lotta contro l'illecito incitamento all'odio online: prima valutazione del nuovo codice di condotta

Scheda informativa - Prima valutazione del codice di condotta

Revisione intermedia della strategia per il mercato unico digitale

Scheda informativa sulla revisione intermedia della strategia per il mercato unico digitale 2015

IP/17/1471

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 1° giugno 2017. Un anno fa la Commissione europea e quattro grandi piattaforme di social media hanno adottato un codice di condotta per contrastare l'illecito incitamento all'odio online.

Tale codice contiene una serie di impegni da parte di Facebook, Twitter, YouTube e Microsoft per combattere la diffusione dell'incitamento all'odio online in Europa. In occasione del primo anniversario del codice è stata pubblicata una sua valutazione, svolta da ONG e organismi pubblici di 24 Stati membri, da cui emerge che le società informatiche hanno compiuto notevoli progressi nell'onorare gli impegni assunti.

Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario per il Mercato unico digitale, si è felicitato di questi progressi: "La stretta collaborazione con il settore privato e la società civile per combattere l'illecito incitamento all'odio sta dando i suoi frutti e noi moltiplicheremo gli sforzi comuni. Stiamo ora cercando di rafforzare il coordinamento tra le varie iniziative e forum avviati con le piattaforme online e di rendere più chiare le procedure di notifica e azione per eliminare i contenuti illeciti in modo efficiente, preservando nel contempo la libertà di espressione, che è essenziale".

Vĕra Jourová, Commissaria europea per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: "I risultati della seconda valutazione del codice di condotta sono incoraggianti. Le società informatiche stanno eliminando, a un ritmo più sostenuto, il doppio dei casi di illecito incitamento all'odio rispetto a sei mesi fa. Si tratta di un importante passo avanti e dimostra che un approccio di autoregolamentazione può funzionare se tutti gli attori fanno la loro parte. Va tuttavia ricordato che le società informatiche hanno una grande responsabilità e devono compiere ulteriori progressi per tenere fede a tutti gli impegni assunti. È inoltre importante che forniscano feedback a chi ha notificato casi di contenuti di illecito incitamento all'odio".

L'Unione europea si fonda su una serie di valori: rispetto della dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto, diritti fondamentali. L'UE e i suoi Stati membri, insieme alle società di social media e altre piattaforme, devono adoperarsi affinché Internet non diventi un rifugio sicuro per l'illecito incitamento all'odio e la violenza.

Sottoscrivendo il codice di condotta, le società informatiche si sono impegnate in particolare a riesaminare in meno di 24 ore la maggior parte delle notifiche valide di illecito incitamento all'odio e a rimuovere tale contenuto o a bloccarne l'accesso, se necessario, sulla base delle legislazioni nazionali che recepiscono il diritto europeo. Il codice ha inoltre sottolineato la necessità di proseguire le discussioni su come promuovere la trasparenza e incoraggiare messaggi alternativi che contrastino l'incitamento all'odio.

Un anno dopo la sua adozione, il codice di condotta per contrastare l'illecito incitamento all'odio online ha dato importanti risultati, ma restano ancora alcune sfide:

  • in media, nel 59% dei casi le società informatiche hanno risposto alle notifiche riguardanti l'illecito incitamento all'odio rimuovendo il contenuto. Questa percentuale è più di due volte superiore a quella del 28% registrata sei mesi fa;
  • nello stesso periodo di sei mesi la percentuale di notifiche riesaminate entro 24 ore è passata da 40% a 51%. Facebook, tuttavia, è la sola società che ha raggiunto pienamente l'obiettivo di riesaminare la maggior parte delle notifiche entro il giorno stesso;
  • rispetto alla situazione di sei mesi fa, le società informatiche sono diventate più efficaci nel trattare le notifiche provenienti da cittadini allo stesso modo di quelle provenienti da organizzazioni che utilizzano canali di segnalazione affidabili. Tuttavia, persistono alcune differenze e i tassi di rimozione globali rimangono più bassi quando la notifica proviene dal pubblico;
  • infine, il monitoraggio ha evidenziato che mentre Facebook invia agli utenti un feedback sistematico sul modo in cui le loro notifiche sono state valutate, tra le società informatiche le pratiche differiscono notevolmente. La qualità del feedback sulla motivazione della decisione è un aspetto in cui sono possibili ulteriori progressi.

Miglioramento della gestione dei reclami degli utenti e cooperazione con la società civile

Nel corso dell'ultimo anno le società informatiche hanno rafforzato i loro sistemi di segnalazione e reso più facile segnalare i casi di incitamento all'odio. Hanno impartito formazioni al loro personale e hanno intensificato la cooperazione con la società civile. L'attuazione del codice di condotta ha rafforzato e allargato a tutta l'Europa la rete di società informatiche che utilizzano sistemi affidabili di segnalazione.

L'aumento della cooperazione con le organizzazioni della società civile ha portato a un miglioramento della qualità delle notifiche, a una riduzione dei tempi di trattamento minori e a migliori risultati in termini di reazioni alle notifiche.

Prossime tappe

La Commissione continuerà a monitorare l'attuazione del codice di condotta con l'aiuto delle organizzazioni della società civile. Si prevedono miglioramenti da parte delle società informatiche, in particolare per quanto riguarda la trasparenza dei criteri per l'analisi dei contenuti segnalati e il feedback agli utenti.

La Commissione terrà conto dei risultati della valutazione nel quadro dei lavori annunciati nella revisione intermedia dell'attuazione della strategia per il mercato unico digitale. Continuerà inoltre ad adoperarsi per promuovere una cooperazione più efficace tra le società informatiche e le autorità nazionali.

Contesto

La decisione quadro sulla lotta contro il razzismo e la xenofobia qualifica come reato l'istigazione pubblica alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone, o di un suo membro, definito in riferimento alla razza, al colore, alla religione, all'ascendenza o all'origine nazionale o etnica. L'incitamento all'odio, quale definito nella decisione quadro, costituisce reato anche quando è effettuato nel mondo online.

Da un recente sondaggio europeo è emerso che il 75% delle persone che hanno seguito o partecipato a dibattiti online è incorso in episodi di abuso, minaccia o incitamento all'odio. Quasi la metà dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato che questo l'ha scoraggiata dall'impegnarsi in discussioni online.

L'UE e i suoi Stati membri, insieme alle società di social media e altre piattaforme, condividono la responsabilità collettiva di promuovere e favorire la libertà di espressione nel mondo online. Nel contempo, tutti questi attori hanno la responsabilità di assicurare che Internet non diventi un rifugio sicuro per la violenza e l'odio.

Per far fronte al crescente problema dell'illecito incitamento all'odio online, il 31 maggio 2016 la Commissione europea e quattro grandi società informatiche (Microsoft, Facebook, Twitter e YouTube) hanno adottato il codice di condotta per contrastare l'illecito incitamento all'odio online. Il 7 dicembre 2016 la Commissione ha presentato i risultati della prima valutazione dell'attuazione del codice di condotta.

La revisione intermedia dell'attuazione della strategia per il mercato unico digitale, pubblicata il 10 maggio 2017, ha confermato la necessità di continuare ad adoperarsi per fissare i requisiti procedurali minimi che gli intermediari online devono rispettare quando adottano le procedure di notifica e azione, anche per quanto riguarda i criteri per valutare la qualità delle notifiche, le procedure di contro notifica, gli obblighi di rendicontazione, i meccanismi di consultazione di terzi e i sistemi di risoluzione delle controversie. Nella stessa ottica, la proposta della Commissione sulla revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi contiene disposizioni rigorose che fanno obbligo alle piattaforme di predisporre un sistema di segnalazione per il materiale audiovisivo contenente incitamento all'odio online.

La Commissione ha avviato una serie di dialoghi con le piattaforme online all'interno del mercato unico digitale (ad esempio il forum dell'UE su Internet, il codice di condotta sull'illecito incitamento all'odio online e il protocollo d'intesa sulla vendita di merci contraffatte via internet) e prevede di coordinarli in modo più efficiente per garantire i migliori risultati possibili.

Tali iniziative, avviate dalla Commissione, contribuiscono anche all'azione dei leader del G7 che si sono recentemente impegnati a sostenere gli sforzi dell'industria e a potenziare il dialogo con la società civile per combattere l'estremismo online.

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte

Scheda informativa sulla seconda valutazione

Varo del codice di condotta sull'illecito incitamento all'odio online

Codice di condotta

Lotta contro l'illecito incitamento all'odio online: prima valutazione del nuovo codice di condotta

Scheda informativa - Prima valutazione del codice di condotta

Revisione intermedia della strategia per il mercato unico digitale

Scheda informativa sulla revisione intermedia della strategia per il mercato unico digitale 2015

IP/17/1471

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 31 maggio 2017. Con l'iniziativa odierna, la Commissione europea punta a modernizzare la mobilità e i trasporti a livello europeo. Lo scopo è aiutare il settore a rimanere competitivo nel quadro di una transizione socialmente equa verso l'energia pulita e la digitalizzazione.

"L'Europa in movimento" racchiude varie iniziative ad ampio raggio che consentiranno di: rendere il traffico più sicuro; incoraggiare l'adozione di sistemi di pedaggio più equi; ridurre le emissioni di CO2, l'inquinamento atmosferico e la congestione del traffico; ridurre gli oneri burocratici per le imprese; combattere il fenomeno del lavoro nero e garantire ai lavoratori condizioni e tempi di riposo adeguati. I benefici a lungo termine si estenderanno ben oltre il settore dei trasporti, in quanto tali misure promuoveranno l'occupazione, la crescita e gli investimenti, rafforzeranno l'equità sociale, amplieranno le possibilità di scelta dei consumatori e porranno con decisione l'Europa sul binario della diminuzione delle emissioni.

Maroš Šefčovič, Vicepresidente per l'Unione dell'energia, ha dichiarato: "Il mondo dei trasporti si sta trasformando in modo radicale. L'Europa deve cogliere questa opportunità e plasmare il futuro della mobilità. Per noi è un'occasione unica per "reinventare la ruota". Vorrei che la nostra industria non fosse soltanto coinvolta dal cambiamento globale, ma che ne fosse protagonista."

Jyrki Katainen, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha affermato: "La nostra impostazione riguardo al tema della mobilità va ben al di là del settore dei trasporti. Oggi assistiamo a un'evoluzione del settore dei trasporti che si inscrive nel quadro di tendenze economiche emergenti come l'economia collaborativa o l'economia circolare. Di conseguenza, è un'opportunità per modernizzare l'economia europea nel suo complesso e spingerla verso una maggiore sostenibilità."

Violeta Bulc, Commissaria per i Trasporti, ha aggiunto: "L'UE ha l'opportunità unica di modernizzare il trasporto su strada non soltanto in casa propria, ma anche a livello globale. Con le nostre riforme porremo le fondamenta per soluzioni stradali digitali standardizzate, condizioni sociali più eque e regole di mercato applicabili. Le riforme contribuiranno a ridurre i costi socio-economici dei trasporti, come il tempo perduto a causa del traffico, gli incidenti stradali mortali o con feriti gravi e i rischi per la salute derivanti dall'inquinamento e dal rumore, e andranno incontro alle esigenze dei cittadini, delle imprese e della natura. Con norme comuni e servizi transnazionali, inoltre, i viaggi multimodali potranno diventare realtà in tutta Europa."

La mobilità ha un influsso importante sulla vita quotidiana dei cittadini europei e dà lavoro direttamente a oltre 11 milioni di persone. Si tratta tuttavia di un settore che sta attraversando una serie di trasformazioni tecnologiche, economiche e sociali, il cui ritmo sta accelerando. Sfruttare tali trasformazioni è essenziale per realizzare un'Europa che protegge, dà forza e difende, obiettivo che costituisce una priorità politica della Commissione Juncker. A tale fine, la Commissione ha adottato oggi una strategia a lungo termine per trasformare queste sfide in opportunità e giungere entro il 2025 ad una mobilità intelligente, socialmente equa e competitiva. L'UE guiderà questa transizione con una legislazione mirata e misure di sostegno comprendenti investimenti nelle infrastrutture, nella ricerca e nell'innovazione. In questo modo, in Europa potranno essere sviluppati, offerti e prodotti i migliori veicoli, le migliori attrezzature per i trasporti e le migliori soluzioni per una mobilità pulita, interconnessa e automatizzata.

"L'Europa in movimento" prevede una prima serie di 8 iniziative legislative riguardanti in modo specifico il trasporto su strada. Si tratta di un settore di particolare importanza, sia perché impiega direttamente 5 milioni di europei, sia perché è all'origine di circa un quinto delle emissioni di gas serra dell'UE. Le proposte miglioreranno il funzionamento del mercato del trasporto delle merci su strada e le condizioni sociali e occupazionali dei lavoratori. Tale miglioramento sarà il frutto di una maggiore attenzione al rispetto delle normative, della lotta alle pratiche occupazionali illecite, del taglio degli oneri amministrativi per le aziende e della precisazione delle norme esistenti, ad esempio per quanto riguarda l'applicazione delle leggi nazionali relative al salario minimo.

La Commissione promuove inoltre le soluzioni di mobilità senza interruzioni che permettono ai cittadini e alle imprese di spostarsi più facilmente in tutta Europa. Va in questa direzione la proposta di migliorare l'interoperabilità tra i sistemi di telepedaggio, che consentirà agli utenti della strada di viaggiare nell'intera UE senza doversi preoccupare delle diverse formalità amministrative. Specifiche comuni per i dati relativi al trasporto pubblico, inoltre, permetteranno di pianificare meglio il viaggio e di seguire l'itinerario migliore anche quando questo comporta l'attraversamento di una frontiera.

Questa prima serie di 8 proposte sarà integrata nel corso dei prossimi 12 mesi da altre proposte, fra cui quelle relative alle norme sulle emissioni successive al 2020 per autovetture e furgoni, oltre alle prime norme in assoluto riguardanti le emissioni dei veicoli pesanti, che fanno seguito alla proposta odierna concernente il monitoraggio e la trasmissione di informazioni in tema di emissioni di CO2 e consumo di carburante dei veicoli pesanti. Tali proposte stimoleranno ulteriormente l'innovazione, oltre a contribuire ad aumentare la competitività, ridurre le emissioni di CO2 e migliorare la qualità dell'aria, la salute pubblica e la sicurezza dei trasporti.

Contesto

I trasporti e la mobilità sono fondamentali per l'economia e la competitività dell'Europa. Tale importanza è riflessa dall'ampia gamma di altri quadri politici dell'UE con un'influenza determinante sul settore. La Commissione Juncker si è data delle priorità, quali l'Unione dell'energia, il mercato unico digitale e l'agenda per l'occupazione, la crescita e gli investimenti, che si riverbereranno tutte positivamente sui trasporti e sulla mobilità. La strategia dell'Unione dell'energia del febbraio 2015 individuava uno dei suoi settori di intervento fondamentali nella transizione verso un settore dei trasporti efficiente dal punto di vista energetico e decarbonizzato. Saranno ora attuate le misure già delineate nella strategia per una mobilità a basse emissioni adottata nel luglio 2016. Gli investimenti nelle infrastrutture previsti dal piano di investimenti per l'Europa costituiscono un forte stimolo per lo sviluppo in Europa della mobilità pulita, competitiva e interconnessa del futuro.

Per maggiori informazioni

Scheda informativa: L'Europa in movimento – Una panoramica

Scheda informativa: Mobilità pulita

Scheda informativa: Mobilità competitiva e socialmente equa

Scheda informativa: Mobilità interconnessa

L'Europa in movimento: Domande e risposte

Le iniziative della Commissione

IP/17/1460

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 31 maggio 2017. La Commissione illustra possibili modi per approfondire l'Unione economica e monetaria dell'Europa.

Dopo il Libro bianco sul futuro dell'Europa presentato il 1° marzo, la Commissione illustra adesso possibili modi per approfondire l'Unione economica e monetaria dell'Europa.

Il documento di riflessione pubblicato oggi si basa sulla relazione dei cinque presidenti di giugno 2015 e intende, da un lato, stimolare il dibattito sull'Unione economica e monetaria e, dall'altro, contribuire a formare una visione comune della sua futura configurazione. Tenendo debitamente conto dei dibattiti negli Stati membri e dei pareri delle istituzioni europee, il documento illustra le misure concrete che potrebbero essere adottate prima delle elezioni del 2019, oltre a definire una serie di opzioni per gli anni successivi, quando l'architettura dell'Unione economica e monetaria dovrebbe essere stata completata.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per l'Euro e il dialogo sociale, la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l'Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: "L'euro è una delle conquiste più importanti dell'Europa. È molto più di una semplice moneta. È stato concepito come una promessa di prosperità. Per mantenere questa promessa per le generazioni future, dobbiamo avere adesso il coraggio politico di lavorare al rafforzamento e al completamento dell'Unione economica e monetaria dell'Europa. Il documento di riflessione pubblicato oggi offre varie idee che dovrebbero contribuire a formare una visione comune per l'euro e a stabilire misure concrete per raggiungerla."

Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: "L'euro è già un simbolo di unità e una garanzia di stabilità per gli europei. Dobbiamo farne adesso il mezzo per una prosperità condivisa. Soltanto appianando le divergenze economiche e sociali nella zona euro potremo sconfiggere il pericoloso populismo che alimentano. È giunto il momento di completare il cammino iniziato a Maastricht verso una vera e propria Unione economica e monetaria, con istituzioni forti e responsabilità democratica."

L'euro è un successo a molti livelli: è condiviso da ben 340 milioni di europei in 19 Stati membri. Sette degli Stati divenuti membri dell'UE nel 2004 lo hanno già adottato. Eppure sono passati solo 25 anni da quando il trattato di Maastricht ha aperto la strada alla moneta unica e solo 15 anni da quando è entrata in circolazione la prima moneta metallica. L'euro è la seconda moneta più utilizzata al mondo, ha portato prezzi stabili ed è entrato a far parte della vita quotidiana di gran parte degli europei.

Ma le difficoltà che l'euro ha attraversato negli ultimi anni indicano che non è sempre percepito così, anche se oggi il sostegno per la moneta comune è di nuovo al livello più alto dal 2004 (72% dei cittadini della zona euro). La crisi finanziaria ed economica globale iniziata negli Stati Uniti nel 2007-2008 ha provocato la peggiore recessione che l'Unione europea abbia vissuto in sessant'anni di storia. Gli Stati membri e le istituzioni dell'UE hanno preso forti decisioni politiche per tutelare l'integrità dell'euro ed evitare il peggio e queste riforme stanno dando frutti. Ma la crisi non sarà finita finché la disoccupazione rimarrà così elevata. Al fine di conseguire risultati ancora migliori per tutti i cittadini, la governance dell'euro ha bisogno di ulteriori riforme.

Le opzioni proposte nel documento di riflessione intendono contribuire a costruire un ampio consenso su come affrontare le sfide future e dare nuovo impulso a questo importante dibattito.

Il completamento dell'Unione economica e monetaria non è fine a se stesso, ma è necessario per fornire posti di lavoro, crescita, equità sociale, convergenza economica e stabilità finanziaria. Responsabilità e solidarietà, riduzione e condivisione dei rischi devono andare di pari passo. L'Unione economica e monetaria dovrebbe restare aperta all'adesione di tutti gli Stati membri dell'UE e il processo decisionale deve essere più trasparente e conforme al principio di responsabilità democratica. Sono questi i principi guida per i lavori futuri. Un ampio consenso politico sulla direzione da seguire e una tabella di marcia con una chiara sequenza delle tappe saranno fondamentali per raggiungere il successo.

Per progredire sarebbero necessarie misure in tre settori chiave.

1) Completare una vera e propria Unione finanziaria

Un sistema finanziario integrato ed efficiente è essenziale per un'Unione economica e monetaria efficace e stabile. Su impulso di quanto già realizzato negli ultimi anni, è necessario trovare un consenso sulla via da seguire. Ciò include portare avanti gli elementi che sono già in discussione e concordare misure aggiuntive da adottare entro il 2025, tra cui il completamento dell'Unione bancaria e i progressi per la riduzione e la condivisione dei rischi nel settore bancario, con misure per rendere le banche europee ancora più resilienti. Anche la realizzazione dell'Unione dei mercati dei capitali è di fondamentale importanza al fine di fornire opportunità di finanziamento più diversificate e innovative per l'economia reale, anche attraverso i mercati di capitali.

2) Creare un'Unione economica e di bilancio più integrata

La relazione dei cinque presidenti aveva già individuato nella convergenza verso strutture economiche e sociali più resilienti negli Stati membri un elemento essenziale per il successo a lungo termine dell'Unione economica e monetaria. Gli Stati membri potrebbero rafforzare elementi già esistenti, quali il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche o il collegamento del sostegno finanziario dal bilancio dell'UE alle riforme strutturali. Ma gli Stati membri potrebbero decidere anche di migliorare la capacità di stabilizzazione macroeconomica della zona euro. Il documento illustra varie opzioni a tal fine che la Commissione esaminerà.

3) Ancorare la responsabilità democratica e rafforzare le istituzioni della zona euro

Per un'Unione economica e monetaria più forte gli Stati membri devono accettare di condividere maggiormente le responsabilità e le decisioni sulle questioni relative alla zona euro, all'interno di un quadro giuridico comune. Ciò potrebbe essere realizzato attraverso i trattati dell'UE e le sue istituzioni, un approccio intergovernativo o, come avviene attualmente, con una combinazione di entrambe le possibilità. Una maggiore integrazione politica potrebbe prevedere un ripensamento dell'equilibrio tra la Commissione e l'Eurogruppo e giustificare la nomina di un presidente permanente a tempo pieno dell'Eurogruppo e l'unione della rappresentanza esterna della zona euro. L'idea di un Tesoro della zona euro – con un eventuale bilancio della zona euro – e di un Fondo monetario europeo è anche oggetto di dibattito pubblico e potrebbe essere presa in considerazione in una fase successiva del processo di approfondimento dell'Unione monetaria nell'ambito dell'UE.

Premessa

Il presente documento di riflessione è il terzo di una serie di cinque documenti annunciati nel Libro bianco sul futuro dell'Europa, che illustra le principali sfide e opportunità per l'Europa nei prossimi dieci anni. Il Libro bianco ha segnato l'inizio di un processo in cui l'UE a 27 deciderà il futuro dell'Unione. Per stimolare la discussione la Commissione europea ospita, insieme al Parlamento europeo e agli Stati membri interessati, una serie di dibattiti sul futuro dell'Europa nelle città e nelle regioni del continente.

Il documento di riflessione odierno è un invito a tutti affinché esprimano il proprio parere sul futuro dell'Unione economica e monetaria, nel contesto del più ampio dibattito sul futuro dell'Europa. Le proposte per il futuro dovranno basarsi su un ampio consenso e tenere conto delle sfide globali che ci attendono. Per questo anche i documenti di riflessione sulla gestione della globalizzazione e sulla dimensione sociale dell'Europa, così come l'imminente documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE, vanno ad alimentare il dibattito sul futuro della nostra Unione economica e monetaria.

La Commissione pubblicherà anche un documento di riflessione sul futuro della difesa dell'Europa.

Per ulteriori informazioni

Relazione dei cinque presidenti

Libro bianco sul futuro dell'Europa

Documento di riflessione sulla dimensione sociale dell'Europa e documento di riflessione sulla gestione della globalizzazione

Il Vicepresidente Dombrovskis su Twitter: @VDombrovskis

Il Commissario Moscovici su Twitter: @Pierremoscovici

IP/17/1454

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 30 maggio 2017. La Commissione ha adottato oggi nuove iniziative in materia di istruzione scolastica e superiore, compresa una proposta sul monitoraggio dei percorsi di carriera dei laureati e diplomati dell'istruzione terziaria per aiutare gli Stati membri a raccogliere informazioni in materia.

L'obiettivo generale di tali iniziative è aiutare gli Stati membri, mediante una serie di azioni concrete, a fornire a tutti i giovani un'istruzione inclusiva e di alta qualità, così che possano acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per essere parte integrante della società, cogliere le nuove occasioni e sfide portate, ad esempio, dalla globalizzazione e dai cambiamenti tecnologici e adattare la propria istruzione alle esigenze del mercato del lavoro.

Il Vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen, responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: "Il capitale umano è l'unico vantaggio competitivo duraturo dell'Europa. Un'istruzione di elevata qualità accessibile a tutti è fondamentale per il futuro dell'Europa, è la colonna portante di una società aperta e prospera ed è fondamentale per aiutare i giovani a essere pronti ad affrontare la vita. Il pacchetto presentato oggi è incentrato sui giovani europei e sulla modernizzazione dell'istruzione. Riguarda l'educazione e la cura della prima infanzia, la scuola, l'istruzione superiore, la formazione professionale e la formazione in generale e getta le basi per l'apprendimento permanente lungo tutto l'arco della vita."

Tibor Navraciscs, Commissario per l'Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, ha affermato: "Una buona istruzione getta le basi per lo sviluppo personale e la cittadinanza attiva. È il punto di partenza per una carriera professionale di successo e la migliore protezione contro la disoccupazione e la povertà. Ma perché singoli cittadini e società godano di questi benefici è necessario un sistema di istruzione di elevata qualità in tutta l'Unione. Le iniziative descritte oggi e il costante sostegno dell'UE aiuteranno gli Stati membri e gli erogatori di istruzione ad agire per migliorare le occasioni a disposizione dei giovani d'Europa, contribuendo a costruire società eque e resistenti."

I giovani hanno bisogno di un'ampia gamma di competenze che consentano loro di riuscire nella vita, trovare lavori gratificanti ed essere cittadini impegnati, indipendentemente dalla loro provenienza. L'istruzione svolge un ruolo fondamentale per dare loro le migliori condizioni di partenza, ma è necessario agire per migliorare la qualità e i risultati dei sistemi di istruzione in Europa, in modo che possano tenere il passo con i cambiamenti sociali e raggiungere tutti i bambini e i giovani. Nel settore dell'istruzione le decisioni vengono adottate a livello nazionale e regionale, ma l'UE sostiene gli Stati membri nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà.

Per quanto riguarda le scuole, i dati trasmessi dagli Stati membri evidenziano tre ambiti in cui è necessario intervenire e in cui il sostegno dell'UE può contribuire ad affrontare sfide importanti:

  • migliorare la qualità e l'inclusività delle scuole;
  • sostenere l'eccellenza degli insegnanti e dei dirigenti scolastici;
  • migliorare la gestione dei sistemi di istruzione scolastica.

La Commissione propone di integrare le iniziative degli Stati membri in questi tre settori sostenendo l'apprendimento reciproco, rafforzando gli elementi di prova a sostegno di ciò che funziona nell'ambito dell'istruzione e coadiuvando le riforme nazionali degli Stati membri che lo desiderano. Esempi di questo tipo di sostegno comprendono la promozione dello sviluppo di competenze e dell'apprendimento interculturale mediante partenariati scolastici, la mobilità tra scuole e i progetti e-Twinning nell'ambito del programma Erasmus+; il rafforzamento dell'apprendimento tra pari per quanto riguarda la carriera e lo sviluppo professionale di insegnanti e dirigenti scolastici; e la creazione di un nuovo meccanismo di sostegno per aiutare gli Stati membri che chiedono assistenza ad elaborare e attuare riforme nel settore dell'istruzione.

La nuova strategia per l'istruzione superiore si basa sul programma di modernizzazione del 2011. Nella comunicazione adottata oggi la Commissione delinea il suo programma per quattro ambiti chiave:

  • garantire che i laureati e diplomati dell'istruzione superiore abbiano acquisito alla fine degli studi le competenze di cui loro stessi e l'economia moderna hanno bisogno;
  • costruire sistemi di istruzione superiore inclusivi;
  • assicurarsi che gli istituti di istruzione superiore contribuiscano all'innovazione del resto dell'economia;
  • aiutare gli istituti di istruzione superiore e i governi a usare al meglio le risorse umane e finanziarie disponibili.

Infine, per garantire che l'istruzione superiore contribuisca a stimolare la crescita e a creare posti di lavoro, le università devono adattare i programmi alle esigenze attuali e future dell'economia e della società, e i futuri studenti hanno bisogno di una solida base di informazioni aggiornate che li aiuti a scegliere il corso di studi. Per questo motivo la Commissione sta contemporaneamente presentando una proposta di raccomandazione del Consiglio sul monitoraggio dei percorsi di carriera dei laureati e diplomati, nell'ambito della nuova agenda per le competenze per l'Europa, che, oltre ai laureati e diplomati dell'istruzione superiore, riguarderà anche i diplomati di programmi di istruzione e formazione professionale. Questo incoraggerà e aiuterà le autorità degli Stati membri a migliorare la qualità e la disponibilità delle informazioni sulla carriera o sul proseguimento dell'istruzione al termine degli studi.

Oggi la Commissione ha proposto inoltre per il corpo europeo di solidarietà un bilancio per i prossimi tre anni e una base giuridica specifica.

Contesto

Gli interventi presentati oggi sono l'esito degli impegni assunti nell'ambito dell'iniziativa "Investire nei giovani d'Europa" del 7 dicembre 2016, in particolare della strategia per migliorare e modernizzare l'istruzione, con la quale la Commissione ha annunciato una serie di misure per aiutare gli Stati membri a fornire un'istruzione di alta qualità a tutti i giovani. Essa comprende una serie di iniziative volte ad aiutare gli Stati membri e le istituzioni a fornire un'istruzione di alta qualità a tutti i giovani, in linea con il primo principio fondamentale del pilastro europeo dei diritti sociali, secondo cui ogni persona ha diritto a un'istruzione, a una formazione e a un apprendimento permanente inclusivi e di qualità.

Le azioni sono inoltre coerenti con le ambizioni indicate nella dichiarazione di Roma del 25 marzo 2017, in cui i leader dell'UE si sono impegnati ad adoperarsi per realizzare "un'Unione in cui i giovani ricevano l'istruzione e la formazione migliori e possano studiare e trovare un lavoro in tutto il continente", e con i documenti di riflessione della Commissione sulla gestione della globalizzazione, del 10 maggio 2017, e sulla dimensione sociale dell'Europa, del 26 aprile 2017, che ricordano il ruolo centrale che l'istruzione e la formazione rivestono nel determinare la competitività e il futuro delle economie e delle società europee.

Gli ultimi risultati dell'indagine condotta nel quadro del Programma per la valutazione internazionale degli studenti (PISA) evidenziano carenze nello sviluppo delle competenze a livello di istruzione scolastica. Le scuole possono anche svolgere un ruolo più incisivo nel promuovere l'equità sociale e migliorare la risposta ai rapidi mutamenti tecnologici e digitali che incidono profondamente sulle nostre economie e società. Gli istituti di istruzione superiore, in aggiunta a questi ruoli, possono contribuire a stimolare l'economia delle regioni in cui si trovano e sono un elemento portante dell'innovazione.

Per ulteriori informazioni

MEMO/17/1402 – Domande e risposte

Scheda informativa sullo sviluppo delle scuole

Scheda informativa sulla modernizzazione dell'istruzione superiore

Maggiori informazioni sulla comunicazione e sui documenti di lavoro dei servizi della Commissione

Politica scolastica: http://ec.europa.eu/education/policy/school_en

Politica nel campo dell'istruzione superiore: http://ec.europa.eu/education/policy/higher-education_en

IP/17/1401

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 30 maggio 2017. Oggi la Commissione ha posto solide basi per il corpo europeo di solidarietà proponendo un bilancio per i prossimi tre anni e una base giuridica specifica.

Ciò contribuirà a consolidare l'iniziativa e a creare maggiori opportunità per i giovani. Oltre ad offrire attività di volontariato, tirocini e collocamenti di lavoro, il corpo europeo di solidarietà darà ora ai partecipanti la possibilità di creare propri progetti di solidarietà o di fare volontariato nell'ambito di un gruppo.

In una prima fase, avviata nel dicembre 2016, sono stati attivati otto diversi programmi per offrire opportunità di volontariato, tirocinio o lavoro nel quadro del corpo europeo di solidarietà. Più di 30 000 giovani hanno già aderito all'iniziativa e i primi partecipanti hanno ora iniziato le loro attività nell'ambito dei collocamenti. Sotto la guida dei Commissari Oettinger, Navracsics e Thyssen, la Commissione propone oggi di dotare il corpo europeo di solidarietà di una base giuridica unica, di un proprio meccanismo di finanziamento e di un ventaglio più ampio di attività di solidarietà. Questo permetterà di accrescere ulteriormente la coerenza e l'impatto dell'iniziativa e di migliorarne l'efficacia in termini di costi. La Commissione propone di assegnare 341,5 milioni di euro al corpo europeo di solidarietà per il periodo 2018-2020 al fine di consentire la partecipazione di 100 000 giovani europei entro la fine del 2020.

Il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha dichiarato: "Più che un semplice principio, la solidarietà è uno stato d'animo che è al centro di ciò che l'Europa rappresenta. Il corpo di solidarietà è il concretamento di tale principio. Sono orgoglioso di tutto ciò che rappresenta e ringrazio tutti i giovani che hanno aderito e le organizzazioni che forniscono i collocamenti. Oggi diamo al corpo di solidarietà una forma giuridica adeguata e il bilancio per garantirne il funzionamento. Sono i partecipanti sul campo a dare vita all'iniziativa e alla solidarietà europea."

Per la prossima fase del corpo europeo di solidarietà sono previsti i seguenti tipi di attività:

  • con i collocamenti di solidarietà i giovani potranno svolgere attività di volontariato per un massimo di 12 mesi, tirocini generalmente di 2-6 mesi e attività lavorative in conformità alla pertinente legislazione nazionale per 2-12 mesi;
  • i gruppi di volontariato permetteranno a gruppi di 10-40 giovani provenienti da diversi paesi di fare volontariato insieme, da 2 settimane a 2 mesi;
  • i progetti di solidarietà consentiranno a piccoli gruppi di almeno cinque partecipanti di creare e realizzare di propria iniziativa progetti di solidarietà a livello locale, per 2-12 mesi;
  • le attività di rete contribuiranno ad attirare nuovi partecipanti al corpo europeo di solidarietà, permetteranno lo scambio di buone pratiche, forniranno un sostegno post-collocamento e costituiranno reti di ex partecipanti.

Queste azioni offriranno ai giovani di tutta Europa nuove possibilità di impegnarsi in attività di solidarietà intese ad affrontare le sfide sociali e a rafforzare le comunità. Parallelamente, contribuiranno a migliorare le abilità e le competenze di cui i giovani hanno bisogno per il loro sviluppo personale e professionale all'inizio della carriera. Il corpo europeo di solidarietà è un'iniziativa inclusiva. Misure mirate, come finanziamenti aggiuntivi o tirocini di durata più breve, incoraggeranno la partecipazione dei giovani svantaggiati.

Qualsiasi organismo pubblico o privato che rispetti rigorosi criteri qualitativi può proporre progetti per il corpo europeo di solidarietà. Dell'attuazione si faranno carico la Commissione europea, le agenzie nazionali Erasmus+ negli Stati membri e l'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura (EACEA). Affinché i partecipanti al corpo europeo di solidarietà possano integrarsi meglio nel mercato del lavoro, sarà incoraggiato il coinvolgimento attivo dei servizi per l'impiego pubblici e privati e delle camere di commercio.

Con la proposta odierna la Commissione mantiene la promessa fatta in occasione del varo del corpo europeo di solidarietà di presentare una proposta legislativa entro la primavera del 2017. Il progetto di regolamento dovrà ora essere adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio prima di poter entrare in vigore. Nella loro dichiarazione comune le istituzioni dell'UE si sono impegnate a concretizzare la proposta entro la fine di quest'anno.

Contesto

Nel suo discorso sullo stato dell'Unione il Presidente della Commissione europea Juncker ha annunciato l'istituzione di un corpo europeo di solidarietà per offrire ai giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni la possibilità di partecipare a un'ampia gamma di attività di solidarietà in tutta l'UE. Dal suo avvio il 7 dicembre 2016, più di 30 000 giovani hanno aderito al corpo europeo di solidarietà. In marzo ha avuto inizio l'abbinamento con le organizzazioni e da allora sono stati contattati circa 9 000 partecipanti, sono state presentate circa 110 offerte e i primi partecipanti hanno iniziato le loro attività nell'ambito dei collocamenti.

Per preparare la proposta, la Commissione ha avviato un sondaggio aperto online e consultazioni mirate dei portatori di interessi, che si sono concluse con l'organizzazione di un forum. I portatori di interessi hanno sottolineato l'importanza della qualità dei collocamenti e della partecipazione dei giovani svantaggiati, la necessità di disporre di un bilancio specifico, di misure adeguate di comunicazione e sensibilizzazione e di strutture di gestione snelle ed efficaci, come pure la necessità di convalidare le competenze acquisite in complementarità con iniziative nazionali.

La proposta è presentata proprio in concomitanza con il 30o anniversario di Erasmus, uno dei programmi di maggior successo dell'UE. Quello che era nato come un modesto programma di scambio per studenti dell'istruzione superiore offre attualmente, con il nome Erasmus+, un ampio ventaglio di possibilità di apprendimento nel campo dell'istruzione superiore, dell'istruzione e formazione professionale, dell'istruzione scolastica, dell'istruzione degli adulti, della gioventù e dello sport.

Per ulteriori informazioni

Memo: Una nuova fase per il corpo europeo di solidarietà: domande e risposte

Scheda informativa: Una nuova fase per il corpo europeo di solidarietà

Scheda informativa per le organizzazioni

Proposal for a Regulation of the European Parliament and of the Council laying down the legal framework of the European Solidarity Corps and amending Regulations (EU) No 1288/2013, (EU) No 1293/2013, (EU) No 1303/2013, (EU) No 1305/2013, (EU) No 1306/2013 and Decision No 1313/2013/EU

Pagina di registrazione sul portale del corpo europeo di solidarietà

Pagina Facebook del corpo europeo di solidarietà

Günther Oettinger su Twitter

Tibor Navracsics su Twitter

Marianne Thyssen su Twitter e Facebook

IP/17/1383

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250La Commissione ha proposto oggi il progetto di bilancio per l'esercizio 2018, che prevede impegni per 161 miliardi di EUR per stimolare la creazione di posti di lavoro, in particolare per i giovani, e incentivare la crescita e gli investimenti strategici.

Partendo dalle iniziative già avviate negli anni scorsi, il bilancio dell’UE dell'anno prossimo continuerà ad affrontare con efficacia la sfida posta dalla migrazione, sia dentro che fuori dall’UE. Il miglioramento della rendicontazione rafforzerà la concentrazione sui risultati concreti che saranno conseguiti grazie ai finanziamenti dell’UE.

Günther H. Oettinger, Commissario per il bilancio e le risorse umane, ha dichiarato: “Con questo bilancio vogliamo raggiungere il giusto punto d'equilibrio tra la necessità di onorare gli impegni che abbiamo assunto in passato riguardo a importanti programmi dell'UE e quella di affrontare le nuove sfide che si presentano, incrementando al tempo stesso il valore aggiunto UE. Cerchiamo di far sì che un numero maggiore di giovani europei possa trovare lavoro e di aumentare gli investimenti chiave messi in campo. La volontà di dimostrare risultati tangibili e di fare la differenza nella vita quotidiana dei cittadini europei continua a essere il motore di tutte le iniziative dell'UE.”

Il bilancio proposto opera entro i limiti fissati dal Parlamento europeo e dagli Stati membri nel Quadro finanziario pluriennale — presupponendo tuttavia che il Consiglio adotti formalmente la revisione intermedia di tale quadro, già concordata, subito dopo le elezioni nel Regno Unito dell'8 giugno. Diversamente, sarebbero a rischio alcune delle spese aggiuntive proposte, come ad esempio i restanti 700 milioni di EUR destinati all’Iniziativa a favore dell’occupazione giovanile nel periodo 2018-2020, e la Commissione dovrebbe probabilmente attingere al bilancio della rubrica Agricoltura per pagare gli importi aggiuntivi destinati alla sicurezza e alla migrazione.

Il Parlamento europeo e gli Stati membri dell’Unione europea dovranno ora discutere congiuntamente questa proposta.

Stimolare la creazione di posti di lavoro e gli investimenti

Il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), fulcro del piano Juncker, è sostenuto da una garanzia di bilancio dell’UE, integrata da una dotazione di capitale proprio della Banca europea per gli investimenti. Il Fondo si prefigge di sostenere l’occupazione e incentivare la crescita utilizzando in modo più intelligente le risorse finanziarie esistenti e nuove per sfruttare gli investimenti privati. Si calcola che a oggi abbia mobilitato investimenti per 194 miliardi di EUR. Nel 2018 la Commissione propone di alimentare il fondo di garanzia del FEIS con ulteriori 2 miliardi di EUR.

I fondi strutturali e di investimento rimangono i principali strumenti d’investimento dell’UE che sostengono le PMI e le azioni soprattutto nei settori della ricerca e dell'innovazione, dei trasporti, dell'ambiente e dello sviluppo rurale. Il bilancio dell’UE assegna 55,4 miliardi di EUR ai fondi strutturali e di investimento a favore delle regioni e degli Stati membri e quasi 59,6 miliardi di EUR agli agricoltori e allo sviluppo rurale.

Dopo l'avvio lento dei primi anni, si prevede che i programmi dei fondi strutturali e di investimento dell’UE del periodo 2014-2020 raggiungano nel 2018 la velocità di crociera, conformemente agli impegni concordati dagli Stati membri e dal Parlamento europeo. Questo spiega l’aumento dell'8,1% dei pagamenti complessivi rispetto al bilancio 2017.

La promozione dello sviluppo sostenibile consentirà anche di orientare l’azione del bilancio dell’UE al di fuori dell’Unione, che viene notevolmente rafforzata per quanto riguarda i paesi vicini. Si prevede pertanto che il nuovo Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile mobiliti finanziamenti supplementari, in particolare da parte del settore privato.

Offrire migliori opportunità ai giovani

Scopo del programma Erasmus+ è attuare gli obiettivi strategici che l'Unione ha stabilito nei settori dell'istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport, migliorando le capacità e le competenze degli studenti, incoraggiando miglioramenti qualitativi in materia di istruzione, formazione e istituzioni/organizzazioni giovanili e promuovendo l'elaborazione delle politiche. Il progetto di bilancio 2018 riserva a tal fine 2,3 miliardi di EUR, con un aumento del 9,5% rispetto al bilancio 2017.

A fine 2016 risultava che circa 1,6 milioni di giovani avevano beneficiato di azioni sostenute dall’Iniziativa a favore dell’occupazione giovanile. Questa iniziativa ha contribuito a far scendere i tassi di disoccupazione giovanile nella maggior parte degli Stati membri, ma poiché tali tassi restano superiori ai livelli pre-crisi finanziaria è necessario proseguire l'impegno e il sostegno a livello dell’UE. A tal fine, nel periodo 2017-2020 dovrebbero essere destinati a questa iniziativa ulteriori 1,2 miliardi di EUR, di cui 233 milioni di EUR inclusi nel progetto di bilancio 2018 e 500 milioni di EUR nel bilancio rettificativo per l'esercizio 2017 che viene anch'esso proposto oggi.

Un’altra opportunità è costituita dal Corpo europeo di solidarietà, che offre ai giovani la possibilità di svolgere attività di volontariato, tirocini e attività lavorativa per 2-12 mesi, promuovendo la solidarietà nelle comunità di tutta Europa. La Commissione ha proposto oggi un bilancio e una base giuridica propri per il Corpo europeo di solidarietà, per consentire a 100 000 cittadini europei di parteciparvi entro il 2020. L'intervento relativo al Corpo europeo di solidarietà nel periodo 2018-2020 ammonterà complessivamente a 342 milioni di EUR, di cui 89 milioni di EUR nel 2018.

Rispondere efficacemente alle sfide geopolitiche

Poiché le tematiche della migrazione e della sicurezza rimangono priorità assolute, la Commissione intende continuare a finanziare un’ampia gamma di azioni correlate all’interno dell’UE, come ad esempio l’assistenza umanitaria, il rafforzamento della gestione delle frontiere esterne, il sostegno agli Stati membri più colpiti e altre ancora. I 4,1 miliardi di EUR previsti nel progetto di bilancio per l'esercizio 2018 nei settori della migrazione e della sicurezza portano il totale dei finanziamenti complessivi dell’UE in questo campo alla cifra record di 22 miliardi di EUR nel periodo 2015-2018. Il progetto di bilancio 2018 rispecchia il fatto che la quota maggiore di questo importo è stata anticipata.

Saranno inoltre disponibili fondi supplementari per affrontare le cause profonde della migrazione all’esterno dell'UE, in particolare fornendo assistenza ai paesi terzi che gestiscono ingenti flussi migratori, come il Libano e la Giordania. Il progetto di bilancio comprende anche gli impegni a favore di tale regione assunti, per un totale di 560 milioni di EUR, alla conferenza di Bruxelles dell'aprile 2017 "Sostenere il futuro della Siria e della regione".

Nel settore della sicurezza i finanziamenti dell’UE si concentreranno sulle misure preventive di sicurezza, in particolare nel settore dei reati gravi e della criminalità organizzata, compreso il potenziamento del coordinamento e della cooperazione tra le autorità di contrasto nazionali, il rafforzamento della sicurezza delle frontiere esterne dell’UE e il sostegno agli Stati membri nella lotta contro il terrorismo e la criminalità informatica.

Inoltre, nel 2017 la Commissione ha varato un'"azione preparatoria" di ricerca finanziata dall’UE nel campo della difesa. Per il periodo 2017-2019 è stato iscritto in bilancio un totale di 90 milioni di EUR per finanziare la ricerca collaborativa in tecnologie e prodotti di difesa innovativi.

Contesto

Il progetto di bilancio dell'UE comprende due importi (impegni e pagamenti) per ciascun programma da finanziare. Per "impegni" si intendono i finanziamenti che possono essere stabiliti nei contratti in un determinato anno, mentre i "pagamenti" sono gli importi effettivamente erogati. Nel progetto di bilancio 2018 gli impegni rappresentano 161 miliardi di EUR (+1,4% rispetto al 2017) e i pagamenti 145 miliardi di EUR (+8,1% rispetto al 2017, avendo i programmi 2014-2020 dei fondi strutturali e di investimento dell’UE raggiunto la velocità di crociera nel 2018, dopo l'avvio lento dei primi anni).

Per ulteriori informazioni

- Progetto di bilancio dell'UE 2018 – Domande e risposte

- Un bilancio dell'UE incentrato sui risultati

- EU Results (raccolta online di progetti finanziati dall'UE)

- Comunicato stampa sul Corpo europeo di solidarietà

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