dall'Europa

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 7 dicembre 2017. Prendono oggi il via al Forum europeo della cultura di Milano le celebrazioni per l'Anno europeo del patrimonio culturale 2018.

L'Anno europeo del patrimonio culturale metterà in evidenza la ricchezza del patrimonio culturale europeo, evidenziandone il ruolo nella promozione di un sentimento condiviso di identità e nella costruzione del futuro dell'Europa.

Tibor Navracsics, Commissario per l'Istruzione, la cultura, la gioventù e lo sport, che oggi ha avviato ufficialmente l'Anno europeo del patrimonio culturale, ha dichiarato: "Il patrimonio culturale è al centro del modello di vita europeo. Definisce chi siamo e crea un senso di appartenenza. Il patrimonio culturale non è fatto solo di letteratura, arte e oggetti, ma anche dei saperi artigianali tramandatici, delle storie che raccontiamo, del cibo che mangiamo e dei film che vediamo. È necessario preservare il nostro patrimonio culturale e farne tesoro per le generazioni future. Quest'anno di celebrazioni sarà un'eccellente occasione per incoraggiare le persone, in particolare i giovani, a esplorare la ricca diversità culturale europea e a riflettere sul ruolo che il patrimonio culturale riveste nelle nostre vite. Il patrimonio culturale ci consente di comprendere il passato e di costruire il futuro."

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Partecipano all'evento odierno il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, il Ministro estone della Cultura, Indrek Saar, in rappresentanza della presidenza estone del Consiglio dell'UE, il Ministro italiano della Cultura, Dario Franceschini, la Presidente della commissione per la cultura e l'istruzione del Parlamento europeo, Petra Kammerevert, e 800 rappresentanti del settore culturale e della società civile dell'UE.

Lo scopo dell'Anno europeo del patrimonio culturale è sensibilizzare all'importanza sociale ed economica del patrimonio culturale. Migliaia di eventi e iniziative in tutta Europa offriranno la possibilità di coinvolgere cittadini provenienti da tutti i contesti. L'obiettivo è raggiungere un pubblico più ampio possibile, in particolare i bambini e i giovani, le comunità locali e coloro che raramente entrano in contatto con la cultura, al fine di promuovere un comune senso di responsabilità.

Progetti e iniziative attuati negli Stati membri, nei comuni e nelle regioni dell'UE saranno integrati con progetti transnazionali finanziati dall'Unione. La Commissione, ad esempio, organizzerà con gli Stati membri le "Assises du Patrimoine" come evento faro dell'Anno europeo del patrimonio culturale al fine di avviare i lavori su un piano d'azione a lungo termine dell'UE per la cultura e il patrimonio culturale. Con ciò si darà seguito alle discussioni dei leader dell'UE sull'istruzione e sulla cultura che hanno avuto luogo a Göteborg il 17 novembre.

Secondo una nuova indagine Eurobarometro pubblicata oggi, 8 europei su 10 ritengono che il patrimonio culturale sia importante non solo a livello personale, ma anche per la propria comunità, la propria regione, il proprio paese e per l'UE nel suo insieme. Un'ampia maggioranza di cittadini è fiera del patrimonio culturale, sia esso situato nel proprio paese o nella propria regione, o in un altro paese europeo. Più di 7 cittadini europei su 10 ritengono anche che il patrimonio culturale possa migliorare la qualità della vita. L'indagine dimostra anche che 9 europei su 10 pensano che il patrimonio culturale dovrebbe essere oggetto di insegnamento nelle scuole. Tre quarti dei cittadini ritengono che siano in primo luogo gli Stati membri e l'UE a dover destinare maggiori risorse per tutelare il patrimonio culturale europeo.

Contesto

Dai siti archeologici all'architettura contemporanea, dai castelli medievali alle tradizioni popolari fino alle arti, il patrimonio culturale dell'Europa è il cuore pulsante dell'identità e della memoria collettiva dei cittadini europei. È inoltre fonte di crescita economica e occupazione nelle città e nelle regioni ed è determinante per gli scambi dell'Europa con il resto del mondo. Nell'UE 7,8 milioni di posti di lavoro sono indirettamente collegati al patrimonio culturale (ad esempio, turismo, interpretazione e sicurezza). Oltre 300 000 persone sono impiegate nel settore del patrimonio culturale dell'UE e quasi metà (453) dei siti inclusi nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO è ubicata nel territorio europeo.

Per queste ragioni, in particolare in un momento in cui i tesori culturali sono minacciati e deliberatamente distrutti nelle zone di conflitto, la Commissione ha ritenuto che il patrimonio culturale meritasse un Anno europeo nel 2018. La decisione del Consiglio e del Parlamento europeo di designare il 2018 Anno europeo del patrimonio culturale, basata sulla proposta della Commissione del 30 agosto 2016, è stata adottata il 17 maggio 2017.

Il Forum europeo della cultura, nell'ambito del quale oggi viene dato il via all'Anno europeo del patrimonio culturale, è un importante evento biennale organizzato dalla Commissione europea, che aumenta la visibilità della cooperazione culturale europea, riunisce i principali attori del settore, fa il punto sull'attuazione dell'Agenda europea per la cultura e promuove il dibattito sulla politica e sulle iniziative culturali dell'UE. Oltre a varare l'Anno europeo del patrimonio culturale 2018, quest'anno il Forum rifletterà sul ruolo della cultura nell'affrontare le sfide a livello europeo e globale e sul contributo della cultura e della creatività allo sviluppo socioeconomico locale e regionale.

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IP/17/5067

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 7 dicembre 2017. La Commissione europea ha deciso oggi di deferire l'Italia alla Corte di giustizia dell'UE a causa del sistematico ritardo con cui le amministrazioni pubbliche italiane effettuano i pagamenti nelle transazioni commerciali, in violazione delle norme dell'UE in materia di pagamenti (direttiva sui ritardi di pagamento, direttiva 2011/7/UE).

Secondo la direttiva sui ritardi di pagamento le amministrazioni pubbliche sono tenute a pagare le merci e i servizi acquistati entro 30 giorni o, in circostanze eccezionali, entro 60 giorni dal ricevimento della fattura.

La Commissione attribuisce grande importanza alla questione dei ritardi di pagamento da parte delle amministrazioni pubbliche, constatata in diversi Stati membri, e persegue una rigorosa politica di applicazione della direttiva in materia. La puntualità dei pagamenti è particolarmente importante per le piccole e medie imprese (PMI), che confidano in un flusso di cassa positivo per assicurare la propria gestione finanziaria, la propria competitività e, in molti casi, la propria sopravvivenza.

La Commissione riconosce gli sforzi compiuti dal governo italiano per migliorare la situazione in seguito all'avvio della procedura di infrazione con lettera di costituzione in mora nel giugno 2014 e il successivo invio del parere motivato nel febbraio 2017.

A più di tre anni dall'avvio della procedura di infrazione, tuttavia, le amministrazioni pubbliche italiane necessitano ancora in media di 100 giorni per saldare le loro fatture, con picchi che possono essere nettamente superiori.

La Commissione ha pertanto deciso di deferire l'Italia alla Corte di giustizia dell'UE.

Contesto:

Per proteggere le imprese europee, in particolar modo le piccole e medie imprese (PMI) dai ritardi di pagamento, nel febbraio 2011 l'UE ha adottato la direttiva 2011/7/UE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. La direttiva, che doveva essere recepita nel diritto nazionale dei paesi dell'UE entro il 16 marzo 2013, mette in atto rigorose misure che, se correttamente attuate dai paesi dell'UE, contribuiranno sensibilmente all'occupazione, alla crescita e a una migliore situazione di liquidità delle imprese.

Le principali disposizioni della direttiva sono le seguenti:

  • le amministrazioni pubbliche sono tenute a pagare le merci e i servizi acquistati entro 30 giorni o, in circostanze eccezionali, entro 60 giorni;
  • le imprese sono tenute a saldare le fatture entro 60 giorni, a meno che non sia stato esplicitamente concordato altrimenti e purché ciò non sia gravemente iniquo;
  • ogni ritardo di pagamento conferisce automaticamente il diritto agli interessi di mora e a un minimo di 40 EUR quale risarcimento delle spese di recupero;
  • il tasso degli interessi legali di mora è superiore almeno dell'8 % al tasso di riferimento della Banca centrale europea;
  • gli Stati membri possono mantenere in vigore o adottare leggi e regolamenti più favorevoli al creditore rispetto alle disposizioni della direttiva.

Il 26 agosto 2016 la Commissione ha adottato una relazione sulla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, dalla quale emerge che, nel complesso, l'attuazione della direttiva è positiva. La direttiva ha contribuito a portare la questione dei ritardi di pagamento in primo piano nelle agende di riforma economica e nelle agende politiche nazionali. Per quanto riguarda i pagamenti da parte delle amministrazioni pubbliche, i ritardi sono mediamente diminuiti di 10 giorni rispetto alla situazione esistente prima dell'entrata in vigore della direttiva e alcuni Stati membri si stanno addirittura impegnando a fare di più per promuovere una cultura dei "pagamenti rapidi". La relazione ha tuttavia evidenziato la necessità di compiere ulteriori progressi nell'attuazione della direttiva.

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IP/17/4770

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 7 dicembre 2017. La Commissione annuncia oggi i partenariati interregionali che otterranno un sostegno mirato per progetti innovativi nel contesto di una nuova azione pilota finanziata dall'UE.

Tale azione pilota ha l'obiettivo di aiutare questi partenariati ad ampliare i loro progetti in settori prioritari, come i big data, la bioeconomia, l'efficienza delle risorse, le tecniche di produzione avanzate o la cibersicurezza.

Corina Creţu, Commissaria responsabile per la Politica regionale, ha affermato: «Le regioni con capacità concorrenziali combinabili potranno presentare i loro progetti su una grande piattaforma comune. Con il sostegno adeguato dell'UE, le loro buone idee si concretizzeranno in prodotti innovativi, tra cui vi saranno i prodotti di successo dell'innovazione europea di domani.»

A seguito di un invito a manifestare interesse lanciato dalla Commissione nel settembre 2017 sono stati selezionati otto partenariati interregionali, guidati da una o più regioni coordinatrici:

  • un partenariato di otto regioni sotto la guida delle regioni Brabante settentrionale (NL), Fiandre (BE) e Norte (PT) svilupperà progetti congiunti nel campo della stampa 3D;
  • un gruppo di nove regioni guidato dalle Fiandre (BE) collaborerà nel settore della bioeconomia;
  • la Bretagna (FR), insieme a tre regioni e all'Estonia, si concentrerà sulla cibersicurezza;
  • la Lombardia (IT) e altre sette regioni hanno deciso di specializzarsi nell'economia circolare, in particolare nella fabbricazione con materiali riciclati (de/re-manufacturing);
  • la Toscana (IT), altre ventuno regioni e l'Estonia concentreranno i loro sforzi per sviluppare nuove soluzioni nell'agricoltura high-tech;
  • la Scozia (UK) e i Paesi Baschi (ES) coordinano un gruppo di sedici regioni in progetti comuni nel campo dell'energia rinnovabile marina ai quali partecipa anche la regione norvegese Sogn og Fjordane;
  • l'Andalusia (ES) e altre cinque regioni hanno scelto come priorità tematica le costruzioni sostenibili;
  • l'Andalusia (ES) e l'Emilia-Romagna (IT) guidano inoltre un gruppo di nove regioni che presenterà progetti innovativi in materia di tracciabilità e big data nel settore agroalimentare.

Questi partenariati beneficeranno del sostegno di gruppi speciali, costituiti all'interno della Commissione, a cui partecipano esperti di vari dipartimenti tematici. Gli esperti forniranno consulenze, ad esempio su come combinare in modo ottimale i fondi dell'UE per finanziare i progetti.

Oltre a questo sostegno pratico fornito dalla Commissione, ogni partenariato potrà beneficiare di un servizio di consulenza esterno fino a un massimo di 200 000 EUR per attività di potenziamento e commercializzazione. I finanziamenti provengono dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR).

Prossime fasi

I lavori con i partenariati inizieranno nel gennaio 2018 e continueranno fino al 2019.

Il progetto pilota intende sperimentare nuovi approcci alla cooperazione interregionale e fornire alla Commissione europea dati concreti per contribuire alla riflessione sulla specializzazione intelligente dopo il 2020.

Contesto

Le regioni d'Europa devono diventare più competitive e flessibili nel contesto dei grandi cambiamenti dovuti alla globalizzazione. Lavorando insieme potranno avanzare nella catena del valore.

L'UE ha svolto un ruolo chiave nell'incentivare il potenziale di crescita delle regioni UE, aiutandole ad investire nei loro settori di nicchia competitivamente forti (il cosiddetto processo di «specializzazione intelligente»).

Fino ad oggi sono state adottate 120 strategie regionali di specializzazione intelligente. La loro attuazione è sostenuta da finanziamenti per 40 miliardi di EUR dei fondi della politica di coesione.

Il progetto pilota di partenariati interregionali fa parte di una nuova serie di azioni presentate dalla Commissione nel luglio 2017 allo scopo di far progredire la specializzazione intelligente e promuovere l'innovazione nelle regioni dell'UE, in modo che tutte possano resistere in un'economia globalizzata.

Per ulteriori informazioni:

Scheda informativa – Azione pilota intelligente: partenariati interregionali per progetti innovativi

Scheda informativa – Cos'è la specializzazione intelligente?

Comunicazione del luglio 2017 – Rafforzare l'innovazione nelle regioni d'Europa

MEMO del luglio 2017 – Le sfide future: dare impulso alla crescita guidata dall'innovazione nelle regioni dell'UE

IP/17/5108

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Oggi la Commissione europea presenta uno sportello informativo sulla promozione della salute e la prevenzione delle malattie a sostegno dell'attuazione delle politiche sanitarie nell'UE. Il portale web fornisce informazioni affidabili, indipendenti e aggiornate su temi connessi alla promozione della salute e alla prevenzione di malattie non trasmissibili come le patologie cardiovascolari, il diabete e il cancro.

All'evento di presentazione del portale presso il Centro comune di ricerca della Commissione a Ispra, il Commissario per la Salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis ha dichiarato: "Le abitudini alimentari e gli stili di vita delle persone hanno un forte impatto sulla loro salute e qualità della vita. Ecco perché esorto gli Stati membri e le parti interessate a concentrarsi di più sulla promozione della buona salute, che può tuttavia risultare complicata sia per i responsabili politici, sia per il pubblico generale, dal fatto che spesso siamo confrontati a "prove" autorevoli di ciò che costituisce una corretta alimentazione o una giusta attività fisica e dobbiamo navigare in un mare di disinformazione, opinioni, pregiudizi e miti, per arrivare alla verità. Sono quindi fiero di presentare oggi lo sportello sulla promozione della salute e la prevenzione, uno sportello unico che raccoglie informazioni indipendenti e affidabili per contribuire a promuovere la buona salute e prevenire le malattie. Spero diventi un punto di riferimento per i responsabili delle politiche di sanità pubblica, in tutti i settori e a tutti i livelli, e una fonte di informazioni chiare e affidabili per i cittadini."

Tibor Navracsics, Commissario per l'Istruzione, la cultura, la gioventù e lo sport, responsabile del Centro comune di ricerca, che ha cosviluppato lo sportello informativo, ha aggiunto: "Questo strumento è stato creato con e per i responsabili politici degli Stati membri dell'UE che lavorano nel settore della sanità pubblica. Sono stati elaborati centinaia di articoli di ricerca, molteplici fonti di dati ed esempi di politiche, che sono diventati brevi guide di riferimento su temi chiave, che riassumono i fatti più importanti per i responsabili politici. Le informazioni sono personalizzate in base alle necessità degli organi nazionali responsabili dell'elaborazione delle politiche e sono presentate in un formato di facile consultazione. Questo strumento contribuirà all'elaborazione di politiche sanitarie basate su criteri di valutazione rigorosi e oggettivi."

La presentazione dello sportello fa seguito all'invito ad uno stile di vita sano espresso a Tartu, in Estonia, il 22 settembre, che definisce le tappe della promozione di stili di vita sani in Europa, in particolare tra i bambini, nei prossimi due anni.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Oggi la Commissione europea ha presentato un elenco di azioni concrete per contrastare più efficacemente la tratta di esseri umani. Sulla base della strategia dell'UE e alla luce delle recenti sfide migratorie, economiche e per la sicurezza, le priorità definite oggi dalla Commissione identificano ambiti fondamentali che richiedono l'intervento immediato dell'UE e degli Stati membri per smantellare il modus operandi dei trafficanti, garantire maggiori diritti alle vittime e intensificare gli sforzi interni ed esterni.

Il Commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza Dimitris Avramopoulos ha dichiarato: "Non è accettabile che nel 21° secolo né in Europa, né in nessun'altra parte del mondo gli essere umani siano ancora oggetto di traffici alla stregua di merci e di sfruttamento. Nel corso degli anni l'UE ha sviluppato strumenti giuridici e operativi contro questo crimine odioso, ma è necessario fare di più, perché la crisi migratoria e le minacce transnazionali alla sicurezza hanno reso le persone più vulnerabili alle reti criminali e allo sfruttamento. Esorto tutti gli Stati membri a intensificare urgentemente le indagini e le azioni penali nei confronti di questi spregiudicati trafficanti, a garantire maggiore protezione alle vittime e ad applicare pienamente le regole dell'UE per la loro protezione. Chiedo anche a tutti di lavorare più a stretto contatto con i partner internazionali. La tratta di esseri umani non è soltanto un problema europeo e dobbiamo fare tutto il possibile per eradicarla ovunque si verifichi".

La Commissione seguirà i progressi compiuti in merito alle azioni definite nella comunicazione presentata oggi e riferirà al Parlamento europeo e al Consiglio entro fine 2018.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Il Vicepresidente Dombrovskis e il Commissario Moscovici rappresentano la Commissione europea alla riunione dell'Eurogruppo di oggi. I Ministri faranno il punto sui progressi compiuti relativamente al terzo riesame del programma di sostegno alla stabilità della Grecia. L'Eurogruppo sarà informato sulla missione di sorveglianza post-programma a Cipro e in Spagna.

I Ministri terranno una discussione tematica su lavoro e crescita, con particolare attenzione al cuneo fiscale. È prevista anche una discussione sulla situazione di bilancio complessiva e sulle prospettive nella zona euro, nonché sulla valutazione dei documenti programmatici di bilancio degli Stai membri della zona euro condotta dalla Commissione. L'Eurogruppo eleggerà un nuovo presidente e adotterà il programma di lavoro per la prima metà del 2018.

La riunione proseguirà in un "formato inclusivo" aperto a 27 Stati membri e i Ministri prepareranno il Vertice euro del prossimo 15 dicembre e si scambieranno opinioni sulle priorità strategiche fondamentali e sui progressi verso l'approfondimento dell’Unione economica e monetaria (EMU). Il Commissario Moscovici parteciperà alla conferenza stampa che seguirà la riunione.

Il Vicepresidente Dombrovskis e il Commissario Moscovici rappresenteranno la Commissione europea alle riunioni del Consiglio ECOFIN di domani. Alla colazione di lavoro, il presidente del Comitato consultivo europeo per le finanze pubbliche Thygesen presenterà la relazione annuale 2017.

I Ministri dovrebbero prendere una decisione definitiva sui paesi da includere nell'elenco comune dell'UE delle giurisdizioni fiscali non cooperative. Gli Stati membri dovrebbero anche adottare le proposte della Commissione per semplificare le procedure sull'IVA per le aziende che vendono prodotti on line. Per completare il fascicolo sull'imposizione, il Consiglio dovrebbe adottare conclusioni sulla via da seguire per la tassazione dell'economia digitale sulla base della comunicazione della Commissione di settembre sull'argomento.

Sul fronte dei servizi finanziari, i Ministri discuteranno lo stato di avanzamento delle discussioni sull'Unione bancaria, compresa la proposta della Commissione contenuta nella comunicazione sul completamento dell'Unione bancaria di ottobre. I Ministri faranno anche il punto sui progressi compiuti in merito al pacchetto di riforma globale del settore bancario dell'UE, presentato un anno fa nel quadro del programma di riduzione dei rischi della Commissione.

La Commissione presenterà l'analisi annuale della crescita 2018, la relazione sul meccanismo di allerta 2018 e una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro. Come proposto dalla Commissione, il Consiglio dovrebbe concludere la procedura per i disavanzi eccessivi del Regno Unito; constatare che la Romania non ha adottato misure efficaci per correggere una deviazione significativa di bilancio e pubblicare una nuova raccomandazione nell'ambito della procedura di deviazione significativa.

Il Vicepresidente Dombrovskis parteciperà alla conferenza stampa che seguirà le riunioni.

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250329 ricercatori, tra cui 33 italiani (14 ospitati in Italia, 19 all'estero), riceveranno un finanziamento fino a 2 milioni di € ciascuno per i loro progetti di ricerca e per assumere membri dei loro team.  

Tra i vari progetti selezionati: come i batteri resistenti ai medicinali possono tornare ad essere sensibili agli antibiotici? La tua casa è davvero un investimento sicuro? Ci può essere un modo più efficiente per studiare l'ossigeno, elemento più numeroso sulla terra? Questi sono solo alcuni esempi delle sfide in ambiti della conoscenza non ancora esplorati che i nuovi beneficiari del Consiglio Europeo per le Ricerche (ERC) stanno per affrontare.  

L'ERC ha annunciato oggi l'assegnazione dei Consolidator Grants che vanno a 329 ricercatori d'eccellenza in tutta Europa. Il finanziamento, parte del programma europeo di ricerca e innovazione Horizon 2020, vale in totale 630 milioni di euro e darà loro un'occasione per svolgere progetti con impatto su vasta scala in ambito scientifico e non solo.

In questa occasione Carlo Moedas, Commissario europeo per la Ricerca, Scienza e Innovazione, ha dichiarato: "Il programma Horizon 2020 finanzierà 329 nuove sovvenzioni ERC con 630 milioni di euro per incentivare l'eccellenza e lo spirito di competizione in ambito scientifico. Queste sovvenzioni contribuiscono ad incrementare l'attrattività dell'Unione Europea come un luogo favorevole alla ricerca e all'innovazione. Sono anche lieto di vedere che il numero di sovvenzioni attribuite a ricercatrici donne sta crescendo nelle competizioni ERC. Abbiamo ancora molto da fare, ma è sempre stata mia ambizione impegnare tutte le energie possibili per raggiungere la parità di genere nel regno della ricerca e dell'innovazione." 

Il Presidente di ERC, il Professor Jean-Pierre Bourguignon, ha commentato: "A nome del Consiglio Scientifico vorrei congratularmi con i nuovi vincitori delle sovvenzioni ERC. Esprimo inoltre la mia gratitudine agli oltre 3.000 eccellenti scienziati e accademici per il loro diligente lavoro di valutazione e di selezione delle proposte. Il finanziamento incoraggerà questi scienziati ad esplorare ulteriormente l'ignoto e sviluppare le loro idee più coraggiose frutto della loro iniziativa. Lasciando loro libertà scientifica e autonomia finanziaria, l'ERC sta consentendo passi da gigante. Questo facilita la capacità dell'Europa di rispondere alle numerose sfide e a migliorare le vite dei suoi cittadini, se vengono intraprese politiche appropriate." 

I beneficiari metteranno in pratica i loro progetti presso università e centri di ricerca in 22 diversi paesi in tutta Europa, in testa Regno Unito (60 sovvenzioni), a seguire Germania (56), Francia (38) e Olanda (25). In questa competizione, ricercatori di 39 nazionalità hanno ricevuto finanziamenti, tra loro degni di nota sono tedeschi (55 sovvenzioni), italiani (33), francesi (32) e inglesi (31). I progetti di ricerca proposti dai nuovi beneficiari coprono un'ampia varietà di argomenti nelle scienze fisiche e ingegneristiche, scienze della vita, così come scienze sociali e umanistiche. (Vedi ulteriori esempi)

Questa volta l'ERC ha valutato 2.538 proposte di ricerca, delle quali il 13% verrà finanziato. Il 32% delle sovvenzioni sono state assegnate a candidate donne. Le sovvenzioni creeranno un numero stimato di 2 mila posti di lavoro per studenti dottorati e dottorandi e altro personale che lavora nei gruppi di ricerca dei beneficiari. (Vedi ulteriori statistiche)  

Lista di tutti i ricercatori selezionati in ordine alfabetico 

Lista dei ricercatori selezionati per argomento (in ordine alfabetico): 

  • Scienze fisiche e ingegneria
  • Scienze umane
  • Scienze sociali e umanistiche

Statistiche – Consolidator Grants 2017

Scopri ulteriori progetti in questa Consolidator Grant competition 

Background

Gli ERC Consolidator Grants sono assegnati a eccellenti ricercatori di qualsiasi nazionalità ed età, con dai 7 ai 12 anni di esperienza dopo il dottorato, e un curriculum scientifico che mostri grandi potenzialità. La ricerca deve essere condotta in organizzazioni di ricerca pubbliche o private situate in uno degli Stati Membri o dei Paesi Associati. Il finanziamento (di massimo 2 milioni di euro per sovvenzione) viene elargito per un massimo di cinque anni e serve principalmente ad assumere ricercatori e altro personale che costituisce la squadra dei beneficiari. 

A proposito di ERC

Il Consiglio europeo per le Ricerche, creato dall'Unione europea nel 2007, è la prima organizzazione europea di finanziamento per eccellenti ricerche di frontiera. Ogni anno, seleziona e finanzia i ricercatori migliori e più creativi di qualsiasi nazionalità ed età, per portare avanti progetti in Europa. L'ERC ha tre schemi principali di sovvenzione: Starting Grants, Consolidator Grants e Advanced Grants. Un ulteriore schema di finanziamento, Synergy Grants, è stato rilanciato nel 2017.

Ad oggi l'ERC ha finanziato oltre 7.500 ricercatori d'eccellenza a vari stadi delle loro carriere e più di 50.000 studenti dottorati e dottorandi e altro personale che lavora nei loro gruppi di ricerca. L'ERC ha un budget annuale di 1,8 miliardi di euro per il 2017, che corrisponde all'1% circa della spesa totale in ricerca in Europa. Con un budget di oltre 13 miliardi di euro per gli anni dal 2014 al 2020, l'ERC è parte del programma di ricerca e innovazione Horizon 2020, del quale è responsabile il Commissario europeo Carlo Moedas. L'ERC è guidato da un corpo di governo indipendente, il Consiglio Scientifico, presieduto dal Professor Jean-Pierre Bourguignon, Presidente dell'ERC dal gennaio 2014. 

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ERC website
Horizon 2020

 

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Bruxelles, 28 novembre 2017. URBIS, abbreviazione di "Urban Investment Support" (sostegno agli investimenti urbani) aiuterà le città a pianificare gli investimenti a sostegno delle loro strategie di sviluppo urbano e ad accedere più facilmente ai finanziamenti.

Le città incontrano particolari difficoltà al momento di accedere ai finanziamenti. I singoli progetti comunali, ad esempio nei settori dell'inclusione sociale, del risanamento urbano o dell'efficienza energetica, possono essere troppo rischiosi o di dimensioni troppo ridotte per il mercato. Al tempo stesso anche i finanziamenti dei programmi urbani integrati possono risultare difficilmente accessibili perché raggruppano numerosi piccoli progetti in diversi settori. Le città possono inoltre trovarsi di fronte a limiti nell'assunzione di prestiti.

URBIS si propone di aiutare le città ad affrontare questi specifici problemi sostenendole nella progettazione, pianificazione e attuazione delle loro strategie e dei loro progetti di investimento, con consigli tecnici e finanziari personalizzati anche nell'ambito delle opzioni di finanziamento innovativo. L'obiettivo è la realizzazione a breve e medio termine di progetti concreti, ad esempio nel settore delle azioni per il clima nelle aree urbane.

Maroš Šefčovič, Vicepresidente della Commissione europea e responsabile per l'Unione dell'energia, ha dichiarato: "I sindaci vogliono agire e rendere le loro città più intelligenti e sostenibili. Da parte nostra, con URBIS agevoleremo il loro accesso agli investimenti di cui hanno bisogno, con consigli personalizzati e la mobilitazione dei fondi e delle risorse esistenti. È necessario che l'innovazione urbana si sblocchi, acquisti dimensioni adeguate e diventi una pratica generalizzata in tutta Europa."

Oggi, al forum CITIES 2017 di Rotterdam dove ha inaugurato URBIS, la Commissaria per la Politica regionale Corina Creţu ha dichiarato: "Nell'ambito dell'agenda urbana per l'UE abbiamo obiettivi ambiziosi di sviluppo urbano sostenibile, e URBIS ci aiuterà a raggiungerli. Grazie a questa iniziativa le città godranno del sostegno di cui hanno bisogno per creare nuove opportunità per i loro abitanti."

"Oggi le città godono di un'attrattiva senza precedenti. Fra trent'anni, otto europei su dieci vivranno in una città", ha dichiarato Vazil Hudák, Vicepresidente della Banca europea per gli investimenti e responsabile per i servizi di consulenza e il sostegno ai progetti nelle città e nelle regioni. "Le città grandi e piccole e le regioni hanno bisogno di finanziamenti e consulenza per diventare intelligenti, moderne, verdi e innovative. Il progetto pilota URBIS ci aiuterà a ottenere tutto questo."

URBIS sarà composto da esperti della Banca europea per gli investimenti (BEI) provenienti dai diversi servizi di consulenza e servizi ai progetti dell'istituzione, compresi il personale della BEI negli Stati membri e gli esperti di JASPERS, l'équipe indipendente specializzata nella preparazione di progetti di elevata qualità finanziati dall'UE.

Se necessario, URBIS coinvolgerà esperti in grado di spiegare come combinare i finanziamenti dell'UE con quelli delle banche di promozione nazionali e locali e con le opportunità di finanziamento alternative, quali ad esempio gli investimenti a impatto sociale, ovvero investimenti effettuati in società, organizzazioni o fondi con l'intenzione di generare un impatto sociale e ambientale oltre che un rendimento finanziario.

Le città di tutte le dimensioni e di tutti gli Stati membri possono richiedere il sostegno di URBIS attraverso una pagina web sul sito del polo europeo di consulenza sugli investimenti.

URBIS aiuterà a:

  • migliorare la strategia di investimento delle città fornendo consigli nell'ambito della pianificazione strategica, della definizione delle priorità e dell'ottimizzazione dei programmi e dei progetti di investimento;
  • rendere i progetti e i programmi di investimento finanziabili, ad esempio fornendo un'analisi della domanda o un sostegno per la strutturazione finanziaria ed esaminando i progetti di domande di finanziamento;
  • esaminare le opportunità di finanziamento a titolo del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), dei fondi della politica di coesione (a titolo dei quali nel periodo 2014-2020 sono previsti investimenti per oltre 100 miliardi di euro nelle aree urbane), o di una combinazione dei due;
  • sostenere i lavori di preparazione per le piattaforme di investimento e i meccanismi che combinano diversi finanziamenti, stabilire contatti con gli intermediari finanziari ed elaborare modalità di attuazione per tali meccanismi;
  • sviluppare approcci finanziari intesi ad alleviare l'onere gravante sul debito comunale e ad aiutare le imprese comunali e i fornitori di servizi urbani privati ad accedere ai finanziamenti.

Prossime tappe:

URBIS comincerà la sua attività utilizzando i servizi di consulenza e i servizi ai progetti della Banca europea per gli investimenti e si concentrerà su un numero limitato di compiti.

Questo lavoro iniziale e le richieste del sostegno di URBIS da parte delle città saranno valutati dalla BEI e dalla Commissione nella seconda metà del 2018. Se URBIS si rivelerà efficace potrebbero essere prese in considerazione risorse supplementari al fine di continuare, migliorare e ampliare l'iniziativa.

Le analisi e il lavoro nell'ambito di URBIS contribuiranno alla riflessione in corso sul prossimo quadro di bilancio dopo il 2020, in particolare per quanto riguarda l'accesso e la gestione dei fondi della politica di coesione da parte delle città.

Per ulteriori informazioni:

Un'agenda urbana per l'UE: sportello unico per le città sul sito della Commissione europea

Sostegno della BEI all'agenda urbana

Il piano Juncker

Piattaforma Open Data Coesione

IP/17/4941

LAPILLI LOGO Comm. EU ottobre 2013 250Dall'analisi comparativa in materia di e-Government 2017 emerge che nei paesi europei è migliorata la fornitura di servizi pubblici digitali, ma è necessario utilizzare maggiormente le tecnologie di supporto per promuovere l'accessibilità transfrontaliera e la trasparenza. Le amministrazioni pubbliche di 34 paesi europei hanno ottenuto punteggi elevati (80%) per quanto riguarda la fornitura di servizi pubblici online prontamente disponibili, accessibili da dispositivi mobili e intuitivi e sono stati compiuti progressi riguardo alla disponibilità transfrontaliera dei servizi digitali, tuttavia questi servizi potrebbero essere incrementati utilizzando fattori abilitanti come l'identificazione elettronica o i documenti elettronici.

Lo studio, basato sui dati raccolti negli Stati membri dell'UE, ma anche in Islanda, Norvegia, Montenegro, Serbia, Svizzera e Turchia, indica che occorre fare di più per informare gli utenti su aspetti quali la durata delle procedure amministrative o l'uso di dati personali per completare un atto amministrativo, e a questo proposito, l'adozione del progetto di regolamento sullo sportello digitale unico garantirà ai cittadini e alle imprese negli Stati membri dell'UE accesso centralizzato alle informazioni sui diritti transfrontalieri e le relative procedure.

Lo studio ribadisce la necessità di ulteriori interventi; analisi condivisa dagli Stati Membri che, nella dichiarazione di Tallin sull'eGovernment recentemente adottata, hanno deciso di agire per contribuire a migliorare i servizi pubblici digitali nell'UE. L'allegato della dichiarazione di Tallin definisce i principi di centralità dell'utente concordati dagli Stati membri, secondo cui i cittadini e le imprese devono essere al centro dei servizi pubblici digitali.

Ulteriori informazioni sull'analisi comparativa sono disponibili qui.

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